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Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario di Arwen

Messaggioda Arwen » 25/05/2022, 11:29

Prendo lucidità spontaneamente. Sono al buio e conto le dita. Le conto una alla volta e vedo che quando arrivo a 5 se ne aggiunge un'altra, come se seguisse una sorta di mia volontà che chiede proprio che io ne veda 6. Ripeto questa cosa due volte e quando ne sono sicura mi dico che è un sogno: "Ok, è un sogno!"
Sono a casa mia, volo fuori dalla finestra e il cielo è lilla con sfumature pastello. Mi alzo in volo e osservo ciò che è sotto di me, ed è bellissimo. Poi inizio a sentire freddo, molto freddo. E' come se soffiasse un vento gelido proprio contro di me e non riesco quasi a reggere il sogno, perché ho i brividi e il mio corpo sta soffrendo quel freddo. Chiamo A. e mi aspetto che venga da me ma non viene, poi mi rivolgo al cielo e chiedo di vedere un angelo (A) ma non risponde nessuno nè vedo arrivare nulla. Non mi butto giù e provo ancora, cerco di liberare un paio di ali per volare meglio e sfuggire al freddo/conquistare più lucidità ma non escono ali. Non posso fare nulla. Mi sveglio. Questo lucido è precedente al non lucido sulla "riunione dell'inconscio" che ho appena scritto sul diario dei non lucidi, e ho l'impressione che ci sia qualche collegamento tra i due, come se entrambi nascondessero qualche messaggio.
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Re: Diario di Arwen

Messaggioda Arwen » 03/06/2022, 10:32

Ultimamente i lucidi scarseggiano :( ecco quello di stamattina:

Ore 7.35 (sveglia dalle 5.30, ho ripreso sonno dopo un po'..)

Sono a casa e prendo spontaneità casualmente, guardo più volte l'orario e penso di essere in ritardo per la visita che devo fare, ma mi dico che comunque l'orario è assurdo e quindi, appurato che sia un sogno, inizio a volare. Vedo tutto come se fossi da un aereo ma a circa 6000 metri, un po' più in basso, poi mi abbasso ancor di più e cerco un giardino e un salice o un posto accogliente. Intravedo quello che sembra il parco giochi di un asilo o centro per bimbi e mi ci avvicino; quando lo faccio, vedo il salice che cercavo ma la situazione non cambia come vorrei. Ho un vuoto di quello che succede e mi ritrovo in una camera buia a letto insieme ad un po maschio abbastanza robusto e che io speravo fosse A, gli ho chiesto più volte di cambiare aspetto (mi ero dimenticata la tecnica suggerita da Alrescha e ho usato il metodo più inutile) e lui mi ha cominciato a chiedere perché. Gli ripetevo che avevo bisogno di A. e lui aveva una faccia strana, che poi è mutata assomigliando a mio cugino. La cosa mi dava molto fastidio. Continuavo a dirgli che dovrebbe avere i capelli folti e in un certo modo, visualizzando il taglio che ha A, e lui chiedeva ancora perchè. Insomma, non ne uscivo. Ad un certo punto, da una stanza che si vedeva in fondo e che è buia esce qualcuno. Pensando che sia qualcosa di negativo e vedendo un'ombra dico "Ecco, è un mostro", e invece esce mia madre che, un po' offesa, grida: "Ma come un mostro, mica sono un mostro?!" e mi rassereno.
Poi quel finto A mi dice: Adesso ricorda Michele, Noemi e Rometta (?) (non ricordo quest'ultimo nome), verrà un corriere di sognilucidi.it a darti un pacco con le maglie di sognilucidi : Surprice : L'istante dopo suona qualcuno al campanello di quella casa (che sembra quella dei simpson) e lui dice "Ecco vedi", e la signora che entra è strana e un po' esaurita...ha questi pacchi in mano e farfuglia cose a caso. Indossa due occhiali enormi e una specie di abito o uniforme grigia.
In un'altra parte del lucido mi butto dalla finestra e il luogo è stupendo, è buio e il cielo è stellato, c'è un sentiero, una scala che si erge verso il cielo e che è adornata da canne di bambù bellissima che sale verso le luna e io volo attraverso questa come se avessi delle ali invisibili, ma sono triste perché A si ostina a non esserci e sono triste. Cerco di far uscire delle ali visibili e di creare A con il tatto dandogli la mano ma non ci riesco e mi rattristo. Quando arrivo su perdo lucidità e si tramuta tutto in una gara di ginnastica di qualche strano paese. Parlo cinese e so quello che dico (non conosco il cinese e non so cosa accidenti io abbia detto nel sogno).


Prima di svegliarmi davvero un po arriva e mi dice "Ecco, adesso è ora di svegliarsi". L'istante dopo mi sveglio (alle 7.29 precise!) e la sveglia suona un minuto dopo, alle 7.30.

scusate per gli errori, ho scritto di fretta

Buona la stabilità del sogno, bassa la stabilità del volo, pessima la volontà e la memoria. Non capisco perché non sia riuscita a vedere A. : Sad :
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Re: Diario di Arwen

Messaggioda Arwen » 26/06/2022, 11:44

Ultimamente i miei lucidi sono poco "lucidi" e frequenti, ma scrivo questi appunti (confusi e frettolosi) giusto perché potrebbero aiutare chi legge con qualche tecnica


Ho fatto un lucido blando a caso che non ricordo e in cui ho fatto azioni no-sense, poi sono caduta in un sogno normale. L'ultimo scenario che ricordo, di questo sogno non lucido, era un parco di calisthenics che era spuntato sulla strada sotto casa mia. In lontananza vedevo delle montagne ricolme di boschi. Mi sono svegliata per qualche secondo ripensando a cosa fosse successo, mi sono mossa un po' sul cuscino (ero sdraiata a pancia in giù sul cuscino con il viso rivolto verso sinistra e un braccio su un altro cuscino a sinistra = molto comoda) e poi ho cominciato a immaginare, ad occhi chiusi, di lanciarmi da una delle aste di quel parco. Mi dondolavo, nella mia immaginazione, un po' come fanno gli atleti/ginnasti, e sentivo, immaginavo di sentire le mie mani che stringevano l'asta e il corpo che si dondolava al vento e tutto il resto, che ora non ricordo. Con questo metodo dopo un po' mi sono ritrovata nell'ambiente che stavo immaginando. Era tardo mattino, forse le 9. Avevo circa 8 ore di sonno. Il lucido che è seguito è stato un semi-lucido, ero poco consapevole e il sogno mi sfuggiva. Per sfuggire al crollo mi sfregavo le mani, mi guardavo allo specchio, toccavo lo specchio. Mentre mi specchiavo è anche arrivata un'altra me e c'erano due me nello specchio, la seconda mi guardava. Alla fine non ho comunque risolto i miei task.

Ad un certo punto ricordo questa cosa molto particolare, che non so ben collocare. Se aprivo l'occhio sinistro vedevo lo scenario verde del sogno. Se aprivo l'occhio destro, la realtà. C'è stato questo alternarsi, durante -forse- il processo WILD/di rientro dal sogno, in cui c'era questa dualità di cose contemporanea.
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