Indice Condivisione esperienze Diario dei Sogni Lucidi > Diario di Anakin

Raccolta personale dei propri sogni lucidi, da condividere.

Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 30/12/2022, 2:37

29/12/22 ore 5

VEDO LA MIA ANIMA

Mi ritrovo lucido senza memoria di un sogno precedente. Sono sdraiato supino su un lettino operatorio reclinato sul quale ci sto a malapena, con la schiena leggermente inclinata di modo che possa vedere per intero il mio corpo. Ho una forte luce da ospedale puntata addosso che crea un’area luminosa intorno a me al di fuori della quale è buio, un po’ come le luci a teatro. Per i primi secondi prendo coscienza di questa situazione per poi decidere di sperimentare qualcosa di nuovo e spirituale, ispirazione che mi è venuta leggendo diari di alcuni utenti, in particolare quello di olrac. Non ricordando la formula esatta per richiamare la mia coscienza dico di volere vedere il “vero me”. Sento una voce avvicinarsi da lontano ma non sono sicuro provenga dall’esterno, sembra essere nella mia testa e la sento muoversi da una parte all’altra della mia mente. Questa voce inizialmente è un bisbiglio incomprensibile, poi a tratti si palesa vicino al mio orecchio ma sempre come fosse all’interno. Non ricordo le parole esatte ma ad un certo punto riesco a capire delle frasi tipo “allora è il tuo vero te che stai cercando” oppure “pensa bene a quello che desideri”. Alla fine la voce diventa molto profonda e l’eco rimbomba nella mia testa, mi dice di abbandonarmi a lei e se lo faccio sarò in grado di vedere la mia anima. Aggiunge anche con una certa insistenza che questo metodo con il quale sarò in grado di conoscere la mia coscienza è infallibile e ad una sua parola il processo avrà inizio, io non devo fare nulla. Il mio battito aumenta e sento di stare sudando ma decido di andare fino in fondo, chiudo gli occhi e cerco di seguire le istruzioni provenienti dalla mia mente. Parte una specie di countdown al termine del quale immediatamente mi sembra di venire sparato con un razzo e mi sento fisicamente in un’altra dimensione rispetto a prima. Passa un po’ di tempo e dal buio che vedono i miei occhi si plasma un ambiente stranissimo fatto di forme geometriche e colori saturi e accecanti. Mi ritrovo a fluttuare ma non controllo il volo, vengo come risucchiato in avanti verso questi muri di geometrie impossibili simili a queste:
Immagine
Durante questo mio continuo cadere in avanti mi sembra di andare a sbattere contro queste pareti che non sono rigide bensì soggette ad una continua curvatura. Vivo tante volte la sensazione di essere sul punto di schiantarmi contro le vetrate colorate ma non succede mai, sono sempre lì sull’orlo come fossi energia potenziale pura tipo un elastico fermo nel tempo nell’atto in cui viene lanciato. Questo continuo vuoto allo stomaco comincia a nausearmi e mi sento sul punto di svenire. Chiudo gli occhi e mi dico di rilassarmi e controllare il pensiero, ma questo provoca il ritorno nel lettino di prima. Riapro gli occhi e sono ancora disteso, ogni sensazione strana di prima è svanita ma la voce mi incalza ancora dicendo: “allora la vedi, è lei”. Guardo nell’oscurità davanti a me e distinguo chiaramente una sagoma grigia e trasparente a mezz’aria che dopo pochi istanti si dilegua, la mia anima. A questa visione mi raggiunge la certezza che il procedimento non sia andato a buon fine e che il fatto che si sia dileguata così in fretta è dovuto alla mia agitazione. Ma tutto sommato il mio trip l’ho fatto e ne sono soddisfatto. Mi alzo dal lettino, dietro di me c’è una finestra oscurata da delle persiane, la attraverso e volo di fuori. Atterro su un prato verde, la giornata è bella e luminosa. Corro verso la fine del prato dove è radunato un gruppetto di persone che sembrano essere mie amici in quella circostanza ma che non conosco realmente. Provo a spiegargli quello che mi era appena successo per vedere le loro reazioni. Mi avvicino in particolare ad un signore che mi ricorda il professor Pym della marvel e che mi dà l’idea di essere un PO di cultura. Sono stupefatto dalla spiegazione che mi dà dell’accaduto, non tanto per la fondatezza o meno della tesi che espone quanto per la terminologia che usa e che non sapevo di conoscere, nonostante provenga dal mio inconscio. Mi guardo in giro e capisco di essere in oriente, in Giappone. Ci sono templi buddisti sparsi qua e là e un’alta pagoda rossa. La comitiva di persone mi segue e mi incalza dicendo di ripetere la cosa che avevo vissuto e da qui mi viene l’idea di provare ad uscire dal corpo onirico. Intanto mentre camminiamo il paesaggio cambia gradualmente e dalle stradine di templi ci ritroviamo tra edifici futuristici, probabilmente dei padiglioni di una fiera o expo. Accanto ad un edificio in vetro a forma di clessidra mi siedo quindi a gambe incrociate e comincio a meditare con il preciso scopo di uscire dal mio corpo. Comincio a percepire tutti i rumori che mi circondano, dalle voci delle persone che si allontanano al cinguettio degli uccellini e al battito d’ali di una farfalla. Mi sembra di essere diventato un tutt’uno con la natura, è una sensazione molto piacevole e rilassante. Dopo circa un minuto, in seguito alla percezione di essere stato spinto fuori da me mi ritrovo a guardarmi dall’alto, il me stesso che medita. Il mio corpo onirico che sta meditando indossa un abito da monaco orientale e sta fluttuando a qualche centimetro da terra, completamente assorto. Comincio a camminare in questi ampi spazi bianchi tra i moderni padiglioni con l’intento di ritrovare gli amici di prima che mi hanno lasciato indietro e mostrargli quello che stava succedendo. Infine li raggiungo in un enorme cupola fatta a mo’ di geomag, dico loro che quello che vedono non è il mio “vero me”, che io in realtà sto meditando diversi padiglioni più indietro. Quindi facciamo a ritroso lo stesso percorso fino a raggiungere l’altro me. Le persone sono stupite e si mettono a toccare il corpo che sta levitando come fosse un’attrattiva, io non sento alcuno stimolo fisico ma un sesto senso mi dice che quello che stanno facendo è sbagliato e mi sento riattratto dal mio corpo onirico per proteggerlo. Qui il sogno si interrompe di colpo e mi sveglio.
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 17/01/2023, 15:11

16 Gennaio ore 05:28

OBE MISTICA NELLO SPAZIO - continuo la task del sé superiore

Questa notte faccio fatica a prendere sonno e mi sveglio più volte durante la notte, in uno di questi momenti mentre cerco di riaddormentarmi ripenso ad una cosa di un libro che sto leggendo sulla coscienza ed improvvisamente il mio corpo è assalito dalle scosse. All’inizio ho intenzione di interrompere il processo perché so che farei solo più fatica a riaddormentarmi poi, ma la sensazione è piacevole e mi ci abbandono. Mi siedo sul letto, prendo il telefono dal comodino per controllare l’ora e mi accorgo che lo sfondo è lo stesso e ho due chiamate perse. Poi provo ad accendere la luce della lampada ma non funziona, allora mi alzo ed esco dalla stanza. Mi fermo ad ascoltare i rumori, il cinguettio degli uccellini da dietro la finestra e una leggera pioggia, fuori vedo le foglie per terra bagnate. Rimango a pensare per un po’ provando a ripescare dalla memoria gli obiettivi che mi ero posto e mi viene in mente la ricerca di me stesso. Decido di invocare il mio me superiore copiando l’idea di utenti esperti, questa volta la formula la pronuncio in modo esatto. Le sensazioni che seguono sono difficili da descrivere, il mio corpo improvvisamente viene avvolto da una forza invisibile come un campo magnetico a cui seguono potenti vibrazioni interne che lentamente cominciano a smaterializzarmi partendo dai piedi e dalle gambe. Il cuore mi batte forte per l’adrenalina al pensiero di stare scomparendo ma non faccio in tempo a provare a muovermi che la forza mi attrae e mi trascina lontano, mi giro e vedo la camera e la sala allontanarsi rapidamente, poi il cortile e le strade, gli alberi e tutto rimane in prospettiva finché casa mia non diventa solo un puntino lontano. Sono impotente e non riesco ad oppormi a questa forza quindi non faccio resistenza e lascio sfilare il paesaggio finché non raggiungo velocità assurde e le cose attorno a me cominciano a deformarsi e a mischiarsi tra loro come se ci stesse risucchiando un wormhole. Poi il buio più totale, chiedo la luce ma non arriva. Sono bloccato in questo limbo da cui non mi sveglio, passano i minuti ma non succede nulla. Immagino allora di essere nello spazio cosmico e lentamente vedo apparire una scia luminosa dal buio che ruotando su se stessa si condensa in un pianeta gassoso, credo sia Giove anche se è diverso da come l’ho visto altre volte. Poi mi guardo meglio in giro e dietro il pianeta ne vedo altri in penombra, forse l’intero sistema solare è di fronte a me. Comincio a volare velocemente in linea retta con l’intento di raggiungere il pianeta più lontano ma le distanze non si colmano anzi, mi sembra di allontanarmi da ogni punto di riferimento come se stessero scappando da me. Non so bene cosa fare e con la lucidità che se ne sta svanendo ripenso a me stesso che dormo nel letto e boom, vengo teletrasportato di nuovo nel parco vicino casa. Mi avvicino ad un pino e tocco la corteccia umida per stabilizzare il sogno che mi sta scivolando via. Funziona e la mente torna perfettamente cosciente. Sento una voce provenire dietro di me, mi volto e vedo un vecchio coi capelli bianchi seduto su una panchina che sembra aver voglia di parlare. Gli chiedo di spiegarmi il significato di quello che ho vissuto e lui mi risponde sorridendo: “è stata l’anatomia di un minuto”. Quindi è successo tutto in un minuto (?) penso. Poi comincia a parlare a ruota libera frasi lì per lì sconnesse e enigmatiche ma che potrebbero aver avuto un senso che lì per lì non ho colto. Mi isolo per un attimo a pensare ma alla fine mi sveglio e controllo l’ora.

Comparazione ipnogramma 16/01 con battito cardiaco (sonno breve e con risvegli)

Immagine Immagine

Purtroppo il Fitbit non permette di metterli su uno stesso grafico. Inoltre ha commesso un errore nel rilevare il momento dell’addormentamento (se non ti addormenti subito tende ad alternare momenti di veglia e sonno leggero, come successo anche a ipparcos).
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 31/01/2023, 15:41

LABERGE

Sto facendo un brutto incubo, cosa che mi succede raramente, ma grazie alla presa di coscienza durante il sogno riesco a interromperlo. Non credo di essermi svegliato realmente, comunque mi ritrovo nel letto in preda a sensazioni forti di vibrazioni che sento mi stanno portando in un lucido. La transizione dura circa un minuto, al culmine della quale raggiungo velocità elevatissime catapultato nello spazio, vedo le luci di innumerevoli stelle scorrermi davanti come lucciole, insieme a galassie colorate. Poi qualche secondo di buio e sono davanti casa mia, ma a parte questo l’ambiente è abbastanza diverso. Comincio a volare per esplorarlo, c’è un bosco di piante molto alte e spoglie che si estende per molti chilometri. Raggiungo la cima e salto tra i rami più alti, ai quali sono attaccati dei piccoli frutti. Ne prendo uno in mano e lo faccio passare tra le dita per testare la consistenza, è ruvido e gommoso. Mi viene in mente la task di Reylock sui frutti sconosciuti, quindi me lo metto in bocca ed è un esplosione di sapore. Mi ricorda vagamente quelle caramelle liquide all’interno che sanno di frutta chimica. Quindi riprendo a volare ma mentre fluttuo nel cielo mi ricordo di una cosa fondamentale, ovvero che la sera prima nella realtà ho messo una telecamera a infrarossi per riprendermi mentre dormo, infatti sto facendo alcuni esperimenti per capire meglio la mia routine notturna e quello che succede nei momenti diciamo chiave. Quindi comincio a pensare a cosa potrebbe aver ripreso e soprattutto se sono girato nella posizione corretta per la ripresa. Cerco di ricordare il passaggio tra l’incubo e il lucido per capire prima di tutto se mi fossi svegliato veramente e poi da che parte fossi girato, se dx o sx. Ma mi rendo conto che potrei fare solo ipotesi e che pensare troppo a io che dormo mi porterebbe al risveglio. Mi prefiggo tuttavia una task che volevo provare, cioè ricreare l’esperimento di Stephen LaBerge, quello sulla correlazione tra intenzione nel SL e movimenti nella realtà attraverso il movimento dei bulbi oculari nella fase REM lucida. Decido che lo farò prima di svegliarmi. Riprendo contatto con la realtà onirica, il bosco è finito e ora c’è una vegetazione amazzonica di cui non si vede il fondo o probabilmente non c’è fondo, infatti questa parte del sogno sembra come un bug grafico di un videogioco in cui gli oggetti fluttuano in uno spazio nero e vuoto. Provo ad addentrarmi e vedo degli ippopotami che galleggiano nell’aria come fossero in uno stagno. Poi mi riallontano e provo alcune varianti del volo, tra cui quella di fluttuare sdraiato a pancia in su. Nonostante ci sia luce il cielo sopra di me è notturno e pieno di stelle. Riconosco un paio di costellazioni ma poi le stelle cominciano a muoversi in sintonia creando forme diverse, è uno spettacolo bellissimo e starei lì a guardarlo per ore. Nella loro coreografia diverse stelle sembrano poi come precipitare verso di me lasciando delle scie e comincio a pensare che possano essere esseri coscienti proprio come me. Quindi il gruppo di stelle diventa uno di anatre nella tipica forma a V che fanno loro. Una di loro mi atterra vicino e comincia a fare versi rivolti a me. Ovviamente non ne capisco il significato, ma provo a comunicare telepaticamente con lei pensando di poter parlare con una stella nel corpo di un’anatra. Non riesco nell’intento. Nel seguire l’animale mi ritrovo in un piccolo borgo molto fiabesco, le casette sono di colori accesi e disposte tutte affiancate in vicoli stretti. La città non sembra essere a misura d’uomo perché è tutto abbastanza rimpicciolito. Raggiungo una specie di torre con un balcone in cima, al quale sono affacciati un uomo e una donna con il figlio piccolo di etnia asiatica. Il padre mostra con la mano l’orizzonte al figlio ed io da sotto dico scherzando “un giorno tutto questo sarà tuo”. Loro mi guardano sconcertati. Poi provo a fare comparire degli animali da dietro gli angoli dei vicoletti, riesco con un gatto ed un coniglio, ma alla fine decido che è il momento di provare a muovere i bulbi oculari e lo faccio chiudendo e riaprendo gli occhi guardando in alto in modo forzato, per due volte. Quindi cammino ancora un po’ a caso finché non mi sveglio. Fortunatamente sono girato nel lato di ripresa, quindi controllo se è successo qualcosa.

Esito:
Circa un minuto prima del risveglio, cioè dal momento esatto in cui apro gli occhi, si nota chiaramente nella registrazione che per due volte i bulbi oculari si muovono verso l’alto ma non solo, anche la parte delle palpebre e delle sopracciglia. Gli occhi in una piccola parte sono addirittura aperti. Non ci sono altri momenti in cui ricapita qualcosa di vagamente simile. Da questo non posso dedurre ovviamente una relazione 1 a 1, ma l’ho trovato interessante e vorrei approfondire questa cosa. Potrebbe anche trattarsi di qualche fenomeno legato alla paralisi del sonno e confermerebbe in questo caso un’altra mia ipotesi, cioè che ogni tanto i miei occhi provano ad aprirsi durante un’esperienza lucida.
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 11/02/2023, 16:00

IL MIO CANE HA LE ALI

Mi sveglio da un sogno vivido. Mi sento scivolare via sul lato esterno del letto e mi ritrovo per terra nella stanza. Comincio a fare il solito giro di ricognizione prima di uscire dalla porta o dalla finestra quando l’atmosfera si fa cupa e percepisco delle vibes negative. Un grosso cane nero è spawnato nella camera e mi ringhia con fare minaccioso. Dapprima provo a gestirlo come farei nella realtà, provando a calmarlo e a non farmi vedere intimorito. Lui però evidentemente mi considera una minaccia e mi salta addosso provando a mordermi gambe e braccia. In questo momento di concitazione provo a usare i poteri onirici per farlo sparire, ma forse per la stabilità del sogno o perché troppo coinvolto nel momento, non riesco nell’intento. Riesco tuttavia a trasformarlo, infatti mentre mi attacca lo prendo pensando che sia il mio cane. Questo diventa davvero il mio cane nella realtà, a partire dal pelo, che gratto per tranquillizzarlo e per stabilizzare la situazione: la sensazione sulle mani è la stessa che provo realmente quando lo accarezzo. A questo punto decido di abbandonare la stanza per volare e andare ad esplorare il sogno, ma mi sento in colpa a lasciare il mio cane lì così che mi guarda. Decido allora dapprima di portarlo con me ma poi mi viene un’idea migliore: fargli crescere le ali. Penso che potrebbe diventare una specie di Pegaso ma canino. Lo prendo in braccio e lo lascio andare lentamente davanti alla finestra con questo obiettivo in testa e il risultato mi lascia abbastanza sorpreso. Gli compaiono delle grandi ali bianche e luminose ai lati del corpo e lui sembra essere perfettamente a suo agio, come fosse da sempre la sua vera natura. Lo osservo da dietro la finestra aperta mentre rimane a mezz’aria con queste ali angeliche e una luce calda che lo circonda (questo momento assomiglia tipo ad una visione religiosa). Quindi gli balzo in groppa e cominciamo a volare sopra i parchi e i palazzi. Non ha bisogno di battere le ali per rimanere in aria, lo fa forse un paio di volte ma per il resto rimaniamo alti sfruttando le correnti come i gabbiani. Mentre voliamo vedo il mio gatto sul balcone di un vicino che appena mi vede si mette a miagolare, o meglio… a ruggire. Emette un ruggito talmente forte da far tremare l’aria e le cose tutt’intorno. Comincio a pensare che gli animali di questo sogno siano quello che vorrebbero essere, visto che il mio cane ora ha le ali e il mio gatto ruggisce che nemmeno Aslan il leone. Improvvisamente il cielo si fa più scuro e comincia a piovere e a cadere qualche lampo. Il mio cane ha il terrore dei temporali e infatti scappa via lasciandomi da solo in quella che a breve diventa una tempesta. Riesco a volare ma il vento diventa così forte che non posso decidere dove andare, è lui che mi trascina in avanti. Smetto di provare a resistergli e piuttosto analizzo le sensazioni che sento, l’aria fredda sulla pelle e i capelli, i vuoti d’aria. Poi il cielo si riempie completamente di fulmini che mi cadono vicini, fino a colpirmi. Io chiudo gli occhi e sento le scariche elettriche sulla pelle ma non mi fanno male, al massimo fastidio. Avendo domato i fulmini penso di essere diventato una specie di Electro, quindi protraendo le braccia in avanti con i palmi aperti genero delle saette blu di un paio di metri di lunghezza. Ora riesco a controllare il volo e sfidando la paura volo in verticale in alto verso le nuvole nere e i lampi fino a salire così in alto da superare i fenomeni atmosferici. Mi trovo ora in uno spazio buio con una leggera foschia, non vedo la luna né il sole e sotto di me è tutto sfocato dalle nuvole. Decido di esplorare un pianeta del sistema solare, propendo ancora per Saturno. Quindi chiudo gli occhi e mi immagino lì davanti a lui come successo altre volte, ma questa volta non funziona. Penso subito che è uno scherzo del subconscio, visto che la sera prima al DreamCon avevo detto di avere ormai padroneggiato questa tecnica. Ci riprovo per due-tre volte ma niente. Sono indeciso quindi se ritornare al suolo per recarmi nel punto dove di solito il teletrasporto funziona oppure di fare qualcos’altro. Mentre ci penso mi rendo conto che prima mentre volevo andare su Saturno in realtà per qualche motivo stavo visualizzando Giove e che questo poteva essere il problema. Ci riprovo e questa volta funziona, almeno in parte. Mi teletrasporto in un luogo decisamente extraterrestre per via dei suoi abitanti. Sono in piedi davanti al bancone di un pub in stile space-western, insieme ad esseri alieni seduti vicino a me. Mi ricorda una scena della serie Mandalorian, sembra la taverna di Mos Eisley a Tatooine, vedo anche la sabbia del deserto fuori dalla porta dietro di me. Mi rivolgo ad una creatura che ricorda vagamente Jar Jar con una proboscide. Gli chiedo su quale pianeta ci trovassimo ma lui, capendo quello che dico, di risposta si rivolge agli altri commensali in… napoletano! Riesco a capire qualcosa di quello che dice, ovvero che pensa lo stia prendendo in giro. Provo a convincerlo che non è così ma poi impazientito gli dico che essendo io il sognatore dovrebbero fidarsi di me ma senza risultato, anzi, parte qualche risatina di circostanza. Decido di lasciare perdere ma nel momento in cui provo a varcare la porta per uscire, la luce che viene da fuori mi acceca completamente, poi mi sveglio.
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 14/02/2023, 21:18

14/02/23
Il castello tra le nuvole

Divento lucido in sogno a causa di un’improbabile conversazione su Adventure Time con degli amici. Mi viene sul momento l’idea di visitare la Terra di Ooo con i suoi stravaganti personaggi. Mi alzo in volo allontanandomi dal gruppo di amici e sorvolo delle enormi distese pianeggianti. Supero molte ambientazioni diverse finché non vedo un appezzamento di terra che riflette colori molto saturi, un’erba verdissima ed una collina simile a quelle del cartone. Mi avvicino e atterro sulla collinetta che ha un’aria molto familiare e ricordo essere quella di nightmare before Christmas, arricciata alla fine, ma erbosa. Cammino fino alla fine per poi scivolare giù dal pendio. Rimango sdraiato in questo punto al di sotto del ricciolo della collina e penso alla realtà strana in cui mi trovo, all’aspetto quasi cartoonesco ed ai suoi colori. Metto le braccia dietro la testa e mi godo questo breve istante di tranquillità, quando vedo comparire nella mia visuale un essere strano che non riesco a descrivere, a volte mi stupisco di cosa partorisca la mia immaginazione. Parla una lingua che non capisco e mi porge qualcosa da fumare con fare disinteressato, come fosse una routine che fa tutti i giorni. Io per qualche ragione so che mi sta dando DMT, quindi faccio un tiro e mi stendo. Mi prende immediatamente una sensazione di dissociazione e mi sento catapultato lontano in un trip simile a quando vengo sparato nel cosmo. Quando apro gli occhi mi trovo davanti ad un immenso castello bianco avvolto tra le nuvole. La base del castello non poggia sulla terraferma ma sulle nuvole e guardandomi in giro capisco che devo trovarmi molto in alto. La luce è accecante. Le mura di cinta hanno una forma esagonale e provo ad aggirarle per vedere se c’è un punto di accesso facile per il castello. Quindi comincio a volare tra le nuvole (ma con una gran fatica rispetto a prima) finché non vengo svegliato.
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Arwen » 14/02/2023, 21:27

Bellissima la parte del castello tra le nuvole!
Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the moss’d cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core...

(John Keats)
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 16/02/2023, 19:46

16/02/23
obe
torno bambino
mi sveglio credo per un rumore e mi vengono le sensazioni pre-obe. Mi sento fluttuare verso l’alto, poi chiedo la luce e arriva. Sto fluttuando in alto e sotto di me c’è il mio me dormiente. Mi guardo le mani scintillare leggermente, anche il resto del mio corpo emette un leggero bagliore. Vado dove c’è la telecamera e mi rendo conto che se sono davvero girato in quel verso non può aver ripreso granché. La prendo in mano e guardo l’obiettivo, c’è una lucina rossa lampeggiante che nella realtà tengo spenta. Poi la ripongo e mi ci piazzo davanti facendo ‘ciao’. Vado davanti allo specchio e mi osservo, poi provo a cambiare le mie sembianze come successo altre volte, anche se di solito questo provoca alla lunga la perdita di lucidità. Riesco a rimanere concentrato e lentamente a deformare il mio corpo fino a farmi diventare il me stesso bambino. Indosso delle improbabili bretelle. Esco dalla stanza per la porta, la casa è quella di diversi anni fa, c’è un via vai generale e vedo mia madre salire le scale in veste da notte e ancora mezza assonnata. Esco di casa e in strada c’è una scolaresca, un bambino sta tenendo una bicicletta, io gliela rubo. È piccola ma siccome sono anche io un bambino ci sto perfettamente. Tra il gruppetto esce fuori la mia babysitter di quando andavo alle scuole materne che mi rimprovera per il gesto ma io la rendo partecipe del fatto che è il mio sogno. Lei inizialmente rimane scioccata, poi mi dice che ha sempre pensato fossi un bambino “speciale”. Le dico che quando la vedrò le insegnerò come fare e lei mi da un bacio sulla testa. Voglio fare un giro in bici, lei si mette dietro di me e si aggiunge anche un altro bambino. Quindi siamo in tre sulla bici. All’inizio pedalare è faticoso ma una volta preso lo slancio la bici va da sola ed acquisisce sempre più velocità come stessimo scendendo una discesa molto ripida. Lungo il marciapiede ci sono mamme scandalizzate e in fondo alla strada compaiono delle volanti ed un poliziotto con in mano la paletta rossa che mi intima di fermarmi. Dietro di me iniziano a preoccuparsi visto che non abbiamo via di scampo, ma io tiro il manubrio verso l’alto et voilà, ora stiamo volando come in ET. Mi viene in mente proprio la scena del film ma mi assale una profonda tristezza, forse perché da bambino ogni volta che lo vedevo piangevo. Perdo contatto, mi sveglio, forse per i rumori.
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 01/03/2023, 19:29

TALD ?

Ho fatto uno di quei lucidi stile tald che ogni tanto mi capitano, in cui per qualche motivo non mi sveglio come al solito. Provo a riassumerlo qui sul diario.
Mi trovo lucido su un aereo militare a due piani, molto grande. E’ una specie di aereo per il lancio dei paracadutisti, con uno sportellone aperto che mi permette di vedere il cielo e le nuvole che roteano sotto di noi. Le nuvole sono molto strane, sono intrecciate a forma di dolci (trecce). L’aereo ha un’area adibita per due cucine, una disposta da un lato e una dall’altro del corridoio, perfettamente identiche, e dei ragazzi sono intenti a preparare qualcosa da mangiare. Ci sono poi altre stanze e stanzine, che decido di esplorare. In uno sgabuzzino mi metto a sfogliare dei faldoni e delle carte sparse, attira la mia attenzione in particolare un foglio con disegnati dei simboli di una lingua antica, forse maya, con delle annotazioni segnate in inglese, forse da chi aveva tentato di tradurli. Lo piego e me lo metto in tasca. Percorro l’intero corridoio fino ad aprire una porta rossa con due oblò. Mi ritrovo quindi sul ponte di una nave sempre militare (portaerei) di un bianco accecante, che percorro a piedi da una parte all’altra, soffermandomi man mano a tastare le strumentazioni e il materiale delle strutture. Per verificare quanto controllo avessi sull’ambiente del sogno provo poi a fare sciogliere un’intera torretta con lo sguardo e su di questa si formano dei cerchi di lava che fondono lentamente il metallo. Arrivato all’estremità della prua contemplo il panorama da questa enorme nave volante e sotto di me osservo un paesaggio desolante. Sembra di essere al polo nord perché il mare è pieno di isole di ghiaccio ma disposte seguendo una geometria ben precisa: mi ricorda un po’ gli arcipelaghi artificiali a dubai, ma fatti interamente di ghiaccio. Mi viene una gran voglia di visitare quelle lande ghiacciate, quindi mi metto in piedi sulla protezione della nave ma prima di buttarmi penso che forse sia meglio teletrasportarsi per evitare una caduta lunga che potrebbe svegliarmi. Quindi, in bilico su una sottile ringhiera, mi immagino laggiù mentre mi sporgo in avanti e quando apro gli occhi sono in una tormenta di neve. Sento il vento gelido sulla pelle e la mia vista è ridotta a pochi metri di visibilità. Con fatica mi apro un varco in questo modo: cercando di tenere gli occhi aperti, con le braccia e le mani mimo un gesto che separi l’aria davanti a me ed effettivamente si crea un varco nel quale riesco a correre in direzione di un edificio che intravedo in lontananza. Tramite una corsa-risucchio arrivo in pochi istanti davanti al portone dell’edificio, che è un castello in stile hogwarts. Ci entro e chiudo la porta; la sala in cui mi trovo è spaziosa e in pietra, ricorda proprio la maestosità e quell’alone di mistero di un castello medioevale. Mi stupisce il rumore del portone che chiudo e che rimbomba in tutta la sala, una chicca che mi strappa un sorriso. Giro un po’ per questo salone molto alto, tanto che non mi è ben chiaro se ci sia un soffitto. Infine mi accorgo che alla sinistra dell’entrata c’è una porta in legno, ma una volta aperta nasconde un’ascensore moderno. Ci entro e senza pensarci due volte premo il pulsante per il piano più basso, dove penso si nasconda il segreto di quel posto. Mi ritrovo in un seminterrato in stile laboratorio ultra-segreto con lunghissimi corridoi illuminati da una luce bianca asettica. Trascorro diverso tempo ad esplorare questo posto, passando da una stanza all’altra. Alcune sono completamente vuote, altre hanno dei banconi su cui dei ricercatori evidentemente stanno facendo delle ricerche. Chiedo ad uno di loro a cosa stiano lavorando esattamente e lui mi parla di qualcosa relativo a globuli di luce invisibili all’occhio umano da sveglio. Quando gli faccio notare che io non sono sveglio e che quindi dovrei vederli cominciamo a discutere finché non mi viene a noia e mi allontano. Cammino ancora un po’ finché non incontro degli uomini in smoking con una fascia sul braccio il cui simbolo non ricordo bene. Li seguo all’interno di una sala antica con una lunga tavolata su cui sono seduti volti noti della politica e della finanza mondiale. Tra cui Berlusconi, al quale mi siedo davanti. Sarà forse una riunione di qualche loggia massonica? Lui è riprodotto egregiamente e quando incrocia i miei occhi lo fa con sufficienza, pensando di avere davanti una persona di poco conto. Decido quindi di farlo ricredere e gli dico che senza di me non avrebbero nemmeno potuto riunirsi qui, perché sono io il creatore di questo mondo. Il Berlu mi risponde con una battuta e ridendo mi chiede di dimostrare quello che dico facendo “cadere il cielo”. Io allora guardo in alto con grande convinzione e dopo qualche istante il soffitto della stanza si crepa come fosse uno specchio rotto, cadendo letteralmente a pezzi per terra e sul tavolo. I presenti sono inizialmente sbalorditi ma ben presto mi identificano come una minaccia, a quanto pare le comparse di questo sogno sono particolarmente ostili verso di me. Alcuni signori poco raccomandabili vestiti con mantelli neri mi si avvicinano con fare minaccioso, il mio sesto senso mi dice che hanno poteri magici che useranno contro di me se non attacco io per primo. Faccio quindi comparire una bacchetta magica nella mia mano e cominciamo a batterci a suon di incantesimi tra la folla di gente che corre verso l’uscita del salone. Lo scontro è lungo ma mi diverte tantissimo, mi sento all’interno di un videogame di realtà aumentata. Provo a lanciare diversi incantesimi ma capisco che il più efficace è ‘pietrificus totalum’ (lo pronunciavo così nel lucido, che dovrebbe tramutare una persona in pietra). Lo scaglio per la prima volta contro uno degli npc ostili e questo si tramuta davvero in pietra all’istante, nell’ultima posizione che aveva assunto. Incuriosito mi avvicino per tastare la consistenza dell’uomo, che non è proprio di pietra, piuttosto di una sorta di cera molto solida e dura. La cosa si ripete per diverse volte finché non decido di abbandonare la sala volando oltre il soffitto ormai distrutto. Il mio volo prosegue finché giungo in uno spazio ampio e affollatissimo di persone, alcune di queste palesemente non terrestri che presentano particolari mutazioni in viso o sul corpo. La struttura è un complesso avveniristico di cui non si riesce a intravedere la fine ed è attraversato da centinaia di ponti e passaggi a più livelli stracolmi di gente. Tra la folla riconosco dei miei amici che discutono davanti ad un negozio di scarpe in stile cyberpunk. Li raggiungo e mi interesso della loro conversazione, che verte banalmente su quale sia la migliore scarpa da running. Io mi intrometto dicendo che le migliori sono le mie, ma non le trovo esposte nel negozio, che ha piuttosto scarpe da metallari. Le faccio comparire per terra in un angolo e le raccolgo mostrandole ai ragazzi. Decido quindi di indossarle e con mia sorpresa appena provo a camminare mi sento così leggero da fluttuare sul pavimento, ma facendo fatica a mantenere l’equilibrio. Con un po’ di pratica riesco a padroneggiare la tecnica e a scivolare senza alcuno sforzo sul terreno, facendo a slalom tra la gente, accelerando e rallentando con la forza del pensiero. Passo diverso tempo divertendomi in questo modo finché non mi rendo conto di essere dentro al sogno ormai da parecchio e faccio un reality check. Credo a questo punto che mi sveglierò a breve perché sto pensando al mio stato di veglia, ma ciò non succede. Successivamente instauro una relazione con una ragazza che ho salvato da un gruppetto di bulli grazie ad una specie di potere di attrazione gravitazionale: guardando da lontano la scena di lei che veniva spintonata decido di salvarla attirandola verso di me con un gesto della mano e lei viene sbalzata tra le mie braccia in un istante. Devo approfondire questo superpotere di attrazione… Assisto anche ad una corsa di auto da Nascar futuristiche intorno ad un ovale che sale fino alle pareti ed al soffitto, con le macchine che riescono a sfrecciare senza problemi anche contro la forza di gravità. Finita la gara faccio il punto su cosa potrei fare e decido di tornare nello spazio, in particolare mi ricordo della task di piantare la bandiera dell’Italia su Marte. Cerco di capire come fare a raggiungere il pianeta rosso dal posto in cui mi trovo: la prima cosa che mi viene in mente è di creare un ascensore che mi porti in alto fuori da lì, dove potrò usare un mezzo con cui volare oltre l’atmosfera. L’ascensore compare dietro di me, io ci entro e questa volta premo il pulsante per l’ultimo piano. Quindi mi ritrovo in cima all’edificio, ora il clima è decisamente più clemente di prima, anzi addirittura piacevole. Dalla luce capisco che il sole deve essere appena tramontato. Cammino sulla superficie in pietra e raggiungo il mezzo che volevo, posto su una piattaforma: un bellissimo F35 tutto nero. Ci salgo a bordo e sono super gasato quando riesco a decollare e guidarlo come un vero pilota. Mi alzo in volo e comincio a prenderci confidenza provando a virare da una parte all’altra. Fuori intanto si è fatto abbastanza scuro ma riesco ad intravedere delle torri e guglie sempre dello stile del castello di prima. A questo punto ad alta voce dico “ora andiamo su Marte!” pensando così di dirigere automaticamente il caccia verso il pianeta, ma qui il mio subconscio mi trolla. Infatti una voce che sembra provenire proprio dal velivolo, come se potesse parlare, dice “ma quale Marte, ora ci schiantiamo contro il castello” o comunque qualcosa di molto simile. Non faccio in tempo a reagire che, fuori dal mio controllo, andiamo a schiantarci a gran velocità contro una torre di pietra appartenente al complesso del castello di prima, che crolla nell’impatto. Io riesco a saltare fuori appena in tempo, atterrando su una collina lì vicino. Sono un po’ confuso da quello che è appena successo e provo a capirne le motivazioni, forse la mia energia onirica e quindi il controllo stanno terminando. Strofino l’erba su cui sono seduto per stabilizzare, sono ancora lucido. Mi guardo intorno e osservo una creatura simile ad un hobbit, ricurvo e ingobbito, ma con la faccia di un mio vecchio compagno di scuola. E’ alle prese con degli esserini strani, grigi, che camminano su due zampe e con il pelo acuminato. Non sembrano aggressivi a parte uno di loro, che è leggermente diverso dagli altri e prova a mordere il mio amico. Sono molto carini nel loro muoversi un po’ goffo tipo pinguini, vorrei prenderne uno. Mi assale però una grande stanchezza e sono nuovamente stupito che il sogno non sia ancora collassato, mi sembra di esserci dentro da qualche ora ormai. Mi sdraio sull’erba umida della collina ripensando ad un po’ di cose che sono successe, finché non comincio davvero a “prendere sonno”. Quando sto cominciando a perdere coscienza mi viene il riflesso di stare cadendo ed in quel momento mi sveglio. Rimango un po’ stordito a letto per i primi minuti e accuso mal di testa da subito, che mi passa durante la giornata.
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda NeuroEngineer » 03/03/2023, 17:57

EDIT: Perdona i miei soliti sproloqui, non riesco a trattenermi :cry:

TALD ?


Risposta: Benvenuto crononironauta n^3! : Yahooo :

Per prima cosa, complimenti per il sogno: davvero bellissimo e variegato. Sono sicuro che tu abbia trasmesso poco rispetto a quello che il sogno è stato per te che lo hai vissuto in prima persona: non perché lo hai raccontato male (anzi, mi sono totalmente immerso!), ma perché posso immaginare perfettamente quanto la qualità, la durata percepita dilatata, le emozioni, la quantità di dettagli e il realismo che hanno connotato il sogno siano stati, in verità, ad un livello talmente alto che semplici parole su "carta" non possono descriverli concretamente.

Per quanto oggettivamente non rappresenti il massimo potenziale di una TALD (come mi hai scritto nel MP i ricordi non sono precisi al millimetro, ogni tanto la stabilità ha rischiato di decadere e la durata in termini di tempo percepito non ha superato le 3/5 ore) , sono davvero tanti gli elementi che portano ad etichettare la tua esperienza come una TALD:

-) Molteplici sensi attivi;
-) Memoria attiva;
-) Livello di dettaglio dell'ambiente onirico molto alto;
-) Immagini ben definite e vivide;
-) Durata dilatata e capacitarsi del: "mi sembra di esserci dentro da qualche ora ormai // finché non mi rendo conto di essere dentro al sogno ormai da parecchio e faccio un reality check"
-) Alto livello di controllo e capacità di plasmare facilmente l'ambiente circostante;
-) Mancato risveglio in seguito ad eventi estremi;
-) (Questo è contemporaneamente Causa ed Effetto): Assenza della paralisi decisionale, scelte rapide e nette su ciò che si vuole coscientemente e volontariamente fare;
-) Esplorazioni prolungate;
-) Interazione con i PO che prendono "consapevolezza" del fatto di avere davanti un onironauta o comunque una persona dotata di qualche sorta di "potere";
-) Fluidità degli eventi nonostante lo svolgersi della trama (direzionata secondo il proprio "copione") in locations differenti;
-) Ordine cronologico mentale: sai bene cosa è successo prima e cosa dopo, c'è un nesso tra il prima e il poi;
-) E, purtroppo, la "firma" tipica della TALD:

Rimango un po’ stordito a letto per i primi minuti e accuso mal di testa da subito, che mi passa durante la giornata.


Puoi immaginare come ci si senta dopo più di una decina di ore là dentro :hanging: (con l'aggiunta negativa che durante la mattinata hai seria difficoltà a convincerti del fatto di essere nella Realtà a tutti gli effetti, ma positiva perché stranamente ti porti dietro l'intenso focus e capacità di concentrazione tipica del TALD).

Ti faccio anche una domanda: a volte, dopo alcune TALD (non tutte), la giornata seguente mi è sembrata molto meno duratura del solito, come se l'orologio interno cercasse di compensare il disaccoppiamento dei vari "ticchettii". Ad esempio, se un TALD in 1h di REM mi è durato 7/8 ore, la giornata che segue mi pare essere durata (in retrospect, ovvero "guardandosi indietro" quando arriva la sera) anche solo 3 ore e mezza. E' capitato qualcosa di simile anche a te per caso?

Mi incuriosisce infine questa tecnica che ormai sembra istintiva per tutti gli onironauti, me compreso:
Strofino l’erba su cui sono seduto (...) Mi sdraio sull’erba umida della collina ripensando ad un po’ di cose che sono successe

Chissà perché il contatto con l'erba di garantisce, psicologicamente, una sensazione di riassestamento e ancoraggio al sogno.

Non mi sento di darti nessun consiglio specifico perché ho capito, avendo letto qualche pagina del tuo Diario e questa esperienza, che hai molto spesso un grado di controllo molto alto (e anzi, forse qualche consiglio potresti darmelo tu! :angel: ).

Unica "pecca" su cui ti suggerisco di porre attenzione:

Credo a questo punto che mi sveglierò a breve perché sto pensando al mio stato di veglia, ma ciò non succede (...) Sono un po’ confuso da quello che è appena successo e provo a capirne le motivazioni, forse la mia energia onirica e quindi il controllo stanno terminando.


Per quanto possa sembrare più che motivato e scontato, il solo pensiero della paura/aspettativa nel risveglio può cambiare a volte drasticamente le sorti (e dunque la durata) del sogno in cui la tua mente è coinvolta. E' un'insinuazione, un'instaurazione del dubbio a cui il tuo inconscio farà certamente caso. So che è difficile e può sembrare sciocco da un certo punto di vista, ma trovare il modo di acquisire una confidenza inscalfibile nel fatto che il "mondo" in cui ci si trova immersi sia talmente realistico e fantasmagorico da essere un mero sogno, garantirà una stabilità davvero davvero solida al tutto.
Se ci fai caso, è da questi momenti in poi che la stabilità ha iniziato ad "oscillare" gradualmente sempre di più.
Devi auto-condizionarti a tal punto che il solo pensare al fatto che tu possa svegliarti da un momento all'altro ti risulti come qualcosa di talmente improbabile da essere perlopiù impossibile.
Ovviamente ognuno deve trovare una propria personale metodologia per auto-suggestionarsi, che sia anche e soprattutto sana (che poi va a finire davvero che si passi a problematiche mentali di dissociazione : Surprice : ). Per capire se una qualsiasi tecnica che consista nel tentativo di interagire con il proprio inconscio sia o meno "sana" da questo punto di vista, è abbastanza semplice: la percepisci istintivamente naturale, spontanea, assolutamente non artificiosa e forzosa, nonostante sia un tentativo di "riprogrammazione" esterno che cerchi di imporre.
Inoltre, questa tipologia di tecniche non è qualcosa di meccanico e di concreto/visibile come può esserlo un Reality Check (es: vedo il dito che trapassa la mano): è più come un gioco di specchi introspettivo di pensieri immateriali che non possono essere descritti a parole. Per capirci, per comunicare con l'inconscio all'interno del sogno stesso, risulta più efficace "parlare nella sua stessa lingua", che di certo non è l'italiano parlato a cui tutti noi siamo abituati. E' un linguaggio a-sonoro, è più come un gioco di sguardi con un amico di infanzia con cui ormai hai imparato a sviluppare un'intesa reciproca e spontanea, che avviene senza spiccicare una parola. Mi fermo qui altrimenti andiamo OT : Chessygrin :

Quindi stringando in 3 punti l'unico suggerimento che ho per te:
1) Dai meno importanza possibile al risveglio, fai finta che non sia degno della tua attenzione;
2) Più che al "dopo", pensa al "prima" e al "durante": hai fatto benissimo a capacitarti del fatto che ti sembra di essere lì da ormai un sacco di tempo (ma questo non deve innescare pensieri negativi su un probabile risveglio!)
3) Ora come ora, pensando puramente al presente, ti sembra impossibile poter tornare nel mondo reale (che è un pensiero leggermente diverso, ma quanto basta, rispetto al risveglio in senso stretto).

Per il resto, tienici aggiornati! La prossima volta sono fiducioso che avrai un TALD anche il doppio più lungo e stabile e anche tu devi convincertene! :ugeek:

PS:
Ho fatto uno di quei lucidi stile tald che ogni tanto mi capitano

Un TALD è composto da due acronimi: oltre a dover essere semplicemente "tanto lungo" (TA, Temporally Altered), deve anche rispettare i criteri del LD (Lucid Dream) e, unendo le due cose, necessariamente richiede di essere un SL ad una qualità abbastanza avanzata, in quanto a memoria, livello di dettaglio, fluidità degli eventi (senza "buchi" e chaos), realismo, vividezza, livello di controllo, coscienza, lucidità, ecc.
Non so precisamente a quali tu altri lucidi ti riferisca, ma se sono tali e quali a quello che hai raccontato, allora le tue TALD le hai sempre avute!
Certo, si può fare di molto meglio, ma anche io non è che abbia sempre TALD di 10 e passa ore al massimo del potenziale eh! Quelle sono eccezioni, altrimenti mi avreste già trovato o su un monte a fare il monaco che ha capito tutto della vita o direttamente al manicomio : WallBash : . L'80% sono di max 3/4 ore, con qualche "difettuccio" e a sua volta le TALD costituiscono si e no il 10% dei SL totali che faccio (forse anche meno).

Comunque sia...TALD o non TALD? Chissene frega! In bocca al lupo per qualsiasi sogno tu abbia in futuro, che sempre belli sono...e continua a raccontarli nel Diario! :angel:
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Re: Diario di Anakin

Messaggioda Anakin » 04/03/2023, 16:22

Grazie mille Neuro per i tuoi consigli, molto interessante altro che sproloquio. Il problema è che penso di avere ormai assodato questa forma mentis (mi viene abbastanza naturale) in cui prima o poi mi viene da fare dei collegamenti con il mondo di veglia. Da un lato è positivo perché così la lucidità è ottima e mi ricordo senza problemi i task che mi appunto da sveglio (credo che ne avevamo già parlato di questa cosa), dall’altro forse può accelerare il momento del risveglio come dici tu. Se e quando mi ricapiterà di nuovo cercherò di ricordarmene.
NeuroEngineer ha scritto:Non so precisamente a quali tu altri lucidi ti riferisca, ma se sono tali e quali a quello che hai raccontato, allora le tue TALD le hai sempre avute!
Certo, si può fare di molto meglio, ma anche io non è che abbia sempre TALD di 10 e passa ore al massimo del potenziale eh!

Ne avevo parlato quando era saltata fuori questa cosa del tald, che mi era successo in precedenza di avere lucidi percepiti di ore in cui potevo anche annoiarmi senza svegliarmi. Non ho idea di cosa li inneschi però, forse è solo una combinazione di condizioni favorevoli nel mio caso.
Toccare o stendermi sull'erba è una cosa che mi rilassa molto e tendo a farlo indipendentemente dal fatto che serva o meno a stabilizzare il lucido. Mi dà delle belle sensazioni sensoriali, tipo come volare nell'aria fresca.
Per quanto riguarda la percezione del tempo il giorno dopo: sarò sincero, non ho notato grandi differenze a parte lo stordimento ed il mal di testa al risveglio (cosa che non mi era successa altre volte, forse perché ho “pilotato” di più il sogno questa volta) e se mi viene in mente qualcosa potrebbe essere stato influenzato da quello che hai scritto tu della tua esperienza.
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