Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > pagine di sogni di Alrescha

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 28/06/2012, 12:52

Ebbene sì, terrò anch'io un diario qui in cui annoterò i miei sogni lucidi.
Sapevo che prima o poi avrei dovuto tirare fuori i diari cartacei…anzi il diario cartaceo visto che l’altro al momento è disperso. Cercherò di cogliere e trascrivere ogni dettaglio possibile perché, più che per le persone qui, esso possa servirmi da autoanalisi e da buono studio se qualcuno ne fosse interessato. Sicuramente non sarò costante nell'annotarli, conoscendomi sono un po' pigra per queste cose ma da qualche parte e in qualche modo dovrò pure cominciare no?

Inizierò dagli albori dei tempi con il primo lucido in assoluto fatto nel lontano 21 Dicembre 2007

Sono in un pianerottolo tra una rampa di scale che scende verso il basso per un seminterrato ed un’altra che sale verso l’alto e che porta ad un altro piano. Tutto è ricoperto in legno chiaro come fosse una baita. Il seminterrato è illuminato da una luce fioca di cui non vedo la fonte. Il piano alto al contrario è buio, tetro. Tutto tace. Non c’è nessuno in giro, nulla di nulla che si muove. Decido di prendere la rampa del seminterrato dopo aver avuto la sensazione che al piano di sopra qualcosa potesse provocarmi timore. Scendo perciò con cautela ma negli ultimi gradini scivolo su qualcosa che mi fa finire a terra. La caduta continua sul pavimento liscio come ghiaccio e mi porta vicino al muro del seminterrato proprio di fianco alla rampa di scale. Li fra le assi di legno del muro osservo bene una porta nascosta che si confondeva con il resto della parete. Lentamente comincia ad aprirsi da sola e posso scorgere un buio tetro, indefinito al di la. Con un calcio la chiudo senza nemmeno rialzarmi da terra. Eppure questa si riapre. Ho una brutta sensazione, come sapendo che se si fosse aperta del tutto avrei dovuto affrontare qualcosa di pericoloso. Così mi viene dal petto di urlargli “Chiuditi!”. La porta si chiude con un tonfo iniziale ma a poco a poco ritorna ad aprirsi di nuovo. Ancora spaventata ma con la consapevolezza che il metodo funziona grido ancora “Chiuditi per sempre!”. E’ allora che la porta si chiude e scompare completamente senza lasciare alcuna traccia. Aspetto un po’ che succeda qualcosa, ma vedendo che tutto si è fatto tranquillo mi alzo dal pavimento. Capisco che ho evitato qualcosa di spregevole e che ciò l’ho fatto con la forza di volontà. Perciò mi viene subito da dire “ Se ho potuto fare questo allora posso fare tutto. Questo è il mio sogno”. Ho la consapevolezza di poter controllare, di poter decidere. Il seminterrato è ancora vuoto oltre che immenso perciò prendo a dire al vuoto dando forza a quello che dico con il gesto di battere due volte le mani “Vorrei che questo seminterrato fosse un ristorante”. Istantaneamente compaiono tavoli apparecchiati e le luci fioche piene d’atmosfera. Sorrido alla cosa e riprovo a ricreare il trucchetto battendo sempre due volte le mani e parlando ad alta voce “Vorrei ci fosse della gente”. Compaiono 2 o 3 miei amici che però non riesco a distinguere in volto. Li saluto e poi passo fra i tavoli. Non sono ancora soddisfatta. Batto le mani dicendo “Vorrei fosse un Pub!” e tutti i tavoli si trasformano in tavolini con aperitivi e lunghi bicchieri di stuzzicheria. Scuoto la testa e batto le mani chiedendo “Vorrei della musica”. Compare perciò uno stereo CD che comincia a mandare musica quieta. Riformulo perciò la richiesta specificando con il solito gesto “ Vorrei della musica dal vivo”. Lo stereo scompare facendo posto ad un gruppo di 4 persone arrivate dal nulla e subito suonano un pezzo jazz. Sento i miei amici che dietro le spalle discutono del luogo e mi fanno i complimenti per la costruzione del locale. Però il pub non mi soddisfa. Batto le mani e formulo la richiesta che diventasse un ristorante cinese. I tavolini si allargano divenendo tavoli pieni di decorazioni in tema. Apparecchiati di bacchette e al centro di ognuno di essi un piatto caldo e fumante con un gamberone rosso che emana un odore delizioso. Di li passa anche una cameriera cinese che mi saluta cordialmente mentre un cameriere della mia prima richiesta di ristorante mi si avvicina scontento dicendo che i ristoranti cinesi non vanno, che non sono abbastanza eleganti. Si allontana poi facendo comparire una porta su uno dei muri a suo piacimento, la apre e scompare li dietro. Ci penso su qualche secondo poi decido di seguirlo. Apro la porta e li trovo una stanza molto illuminata con dei tavoli e delle poltrone di pelle nera: è un ristorante di classe. La stanza ha una parete interamente vetrata dove al di là posso scorgere una città immersa in una notte di luna piena e deduco dalla vista che siamo a diversi piani d’altezza (nonostante la stanza prima è un seminterrato O.O). Mormoro fra me che dopotutto il cameriere ha avuto gusto. Riattraverso la porta tornando al mio ristorante cinese e dico “ok, voglio anch’io una bella vista!” battendo le mani. Mi ritrovo fuori, sul tetto del palazzo dove all’interno brulicano di vita i due così diversi ristoranti. Con me sul tetto ci sono gli amici che avevo fatto precedentemente comparire. Avanti a noi c’è una specie di stanzina di vetro che pare poter riportare all’interno grazie a delle rampe di scale, tanto che una coppia di mezza età ben vestita si avvicina alla porta della stanzina di vetro, la aprono facilmente e scendono per i ristoranti. Mi muovo d’istinto nel seguirli, mi avvicino alla stanzina ma la porta non c’è più, non c’è un pomello, niente per poter aprire qualcosa. Uno dei miei amici chiede “ Ora come entriamo?”. Gli rispondo semplicemente che questo è il mio sogno mentre contemporaneamente allungo una mano e istantaneamente compare il pomello con una porta. Entriamo nel minuscolo stanzino di vetro ma non ci sono le scale che possano portare di sotto, sono scomparse. Allora mi viene in mente un’altra idea e faccio ai miei amici “Vogliamo fare un giro?”. Chiudo dietro di noi la porticina di vetro e la cabina comincia ad alzarsi dal tetto e prendere il volo. Loro si mettono seduti a terra mentre io guido la cabina di vetro fra i palazzi della città.
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Di cenere macchiata e del dono portatore
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 28/06/2012, 14:44

piccolo lucido del 10 gennaio 2008

Il sogno comincia in casa mia. Sono sola e perciò decido di uscire. Tutto sembra riportare al reale, non c'è niente di fuori posto che mi faccia suonare il campanello d'allarme che possa essere un sogno. E' pomeriggio inoltrato. Facendo un giro attorno al mio isolato sento che qualcosa mi sta seguendo. Cerco di scappare fra i palazzi dell'isolato eppure quel qualcosa è troppo veloce. Sono ombre nere che nel momento in cui stanno per raggiungermi trovo la soluzione per sfuggire: voglio volare. Penso fortemente che DEVO volare per salvarmi. 2 ali si formano dietro la mia schiena e spicco il volo verso il balcone di un mio noto vicino. Sento i muscoli delle spalle fare forza per spingermi e sostenermi. Arrivo al balcone del vicino dell'ultimo piano e lì le due ali spariscono. R. mi apre il finestrone e mi ritrovo nella sua stanza. C'è suo "fratello" (però non ha l'aspetto del suo vero fratello) che gioca con il computer. R. mi fa mettere seduta sul letto e lo vedo abbracciarmi. Sento il suo calore corporeo come se fosse reale e sento il respiro per la compressione del petto che mi manca. Ogni sensazione sembra vera. Suo fratello esce dalla stanza tornando poco dopo dicendo che la cena è pronta. Andiamo tutti e tre verso la sala da pranzo, saluto il resto della famiglia e ci mettiamo a tavola a mangiare chiacchierando allegramente.
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 28/06/2012, 15:20

Sogno del 16 gennaio 2008

Il tutto comincia che un mio ex professore, che a me sta altamente sulle scatole come persona, sta tentando di molestare una donna bionda in casa mia. Non so chi fosse la donna ma a me stava a cuore perciò decido di intervenire anche se so perfettamente che se intervengo, l'uomo se la prenderà con me. Decido di agire ugualmente. Cerco di attirare la sua attenzione disturbandolo e come previsto comincia ad inseguirmi. Scappo nella mia camera dove su uno degli scaffali più alti della libreria c'è una mazza da baseball. La afferro e quando l'uomo si presenta sulla soglia della porta comincio a colpirlo ripetutamente. Il problema è che la mazza nonostante sembri di legno in realtà si comporta come fosse fatta di gomma. Voglio fargli del male ma non ci riesco. L'ex professore prende da qualche parte un bastone e cerca di picchiarmi con quello. Dopo qualche colpo che subisco mi viene in mente che sopra il letto ho la mensola con la katana. Così mi muovo velocemente, la prendo, la sguaino e gli taglio la testa. La donna scompare, in casa non c'è nessuno. Rimango sola con il corpo morto a terra. Prendo il cadavere e lo metto dentro una busta dell'immondizia. Devo fare piazza pulita prima che tornino i miei. E' appena sorta l'alba, fuori dalla mia finestra il cielo ha una luce estiva. Quando esco a buttare la busta con il corpo, mi accorgo che un inquilino del mio palazzo sta giocherellando con i motorini proprio li vicino, assieme a due suoi amici. Mi vedono con questo bustone enorme e mi chiedono cosa c'è lì dentro di tanto pesante. Sono nel panico non sapendo cosa rispondere. Improvvisamente dal nulla compare una mia ex compagna di classe delle superiori calabrese che dice loro di non impicciarsi troppo degli affari altrui e che se così fosse successo avrebbe mandato suo cugino a punirli. Io la ringrazio e ritorno in casa. : Thumbup :
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda yareol » 28/06/2012, 17:34

Wellàà ma che bei sognetti che fai! E soprattutto quanto controllo! Magari riuscissi anche io a creare dal nulla ambienti così complessi e addirittura persone! Ma brava!! : Love :

Però mi domando davvero cosa possa essere quella minaccia che ogni tanto ti insidia.... : Surprice :
Sei mai stata curiosa di scoprirlo?
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 28/06/2012, 19:04

yareol ha scritto:Wellàà ma che bei sognetti che fai! E soprattutto quanto controllo! Magari riuscissi anche io a creare dal nulla ambienti così complessi e addirittura persone! Ma brava!! : Love :

Però mi domando davvero cosa possa essere quella minaccia che ogni tanto ti insidia.... : Surprice :
Sei mai stata curiosa di scoprirlo?


non lo so, non credo sia una cosa ben precisa. Il fatto che ci sia qualcosa che insegue è ricorrente in molte persone, credo rappresenti proprio la personificazione della minaccia ma ovviamente non si presenta sempre sotto la stessa forma
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Lucky144 » 28/06/2012, 21:36

apperò! ....La prossima volta che ti serve una mazza dura sai dove rivolgerti : WohoW :
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 29/06/2012, 0:46

Lucky144 ha scritto:apperò! ....La prossima volta che ti serve una mazza dura sai dove rivolgerti : WohoW :


oddio lu sei sempre il solito : Wink : guarda non ti rispondo solo per non darti la soddisfazione di farmi abbassare al tuo livello di malizia
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Lucky144 » 29/06/2012, 4:52

Meglio livello di Karinzia! Cmq hai un controllo pauroso, anche adesso sei così ?
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 29/06/2012, 12:14

Lucky144 ha scritto:Meglio livello di Karinzia! Cmq hai un controllo pauroso, anche adesso sei così ?


Beh gli ultimi sogni lucidi che ho fatto sì. Da quando mi sono iscritta al forum ne ho avuti di buoni e con un buon controllo. Adesso finisco di scrivere quelli passati, già annotati nel diario cartaceo e poi partirò con gli ultimi fatti nel mese recente.
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 15/07/2012, 15:12

13/14 febbraio 2008

Il sogno comincia come normalissimo. Sono in un'ambientazione desertica di guerra. Faccio parte di in una squadra con altre tre persone ed il nostro obbiettivo è abbattere un carro armato nemico del colore della sabbia che si confonde fra lo scenario. Il carro armato ci tiene sotto tiro ma schivando i colpi riusciamo ad avvicinarci fino ad arrivare al suo fianco. Il nostro obbiettivo non è farlo saltare in aria ma entrarci. Ad un certo punto dal cielo cade una campanella d’argento, così dal nulla. Uno dei miei compagni la prende in mano, la agita ed esprime il desiderio di entrare ed essa lo esaudisce: veniamo tutti trasportati dentro. L’ambiente è grande, scuro, non sembra un carro armato, è più un grande stanzone. Alla nostra destra c’è una gabbia piena di cani che ci abbaiano e ci ringhiano contro. Il mio compagno con la campanella la agita chiedendo silenzio ed i cani tacciono. Apro la gabbia ed aizziamo gli animali contro quelli che dovrebbero essere i conducenti del carro armato nemico. Il mio compagno con la campanella la agita di nuovo chiedendo altro che non ricordo ma questa volta non funziona. Nessuno della mia squadra capisce il perché ma ad un certo punto leggo una scritta incisa sulla campanella e tiro la conclusione (assurda tra l’altro) che è stata la dea Atena a mandarla a noi e che solo una donna può usarla. Perciò prendo io la campanella in mano e qui prendo coscienza mentre il sogno cambia ambientazione.
Sono nella mia scuola superiore, in una delle aule al piano terra dove di solito ho lezione. Dentro vi sono tutti i miei compagni, non so se sia l’ora del cambio di lezione o altro ma sta di fatto che c’è la solita confusione anarchica tipica. Mi accorgo di avere fra le mani ancora la campanella d’argento e mi dico “cavoli, devo testarla!”. Mi siedo sopra un banco guardando la strada fuori dalla finestra. Di lì passano due attori di qualche compagnia amatoriale con su addosso i vestiti di qualche spettacolo appena fatto che stanno parlottando allegramente. Hanno vestiti di carta, armi finte. A primo impatto sembrano nei ruoli di un re ed un principe. Così mi viene in mente il test: agito la campanella ed esprimo il desiderio che essi divengano un re ed un principe realmente. In pochi istanti cambiano sia gli oggetti che indossano, che la fisionomia e il modo di parlare. Apro la finestra mentre i miei compagni di classe mi chiedono cosa sto facendo. Io li zittisco e poi mi rivolgo ai due personaggio onirici che ho trasformato. <<Salve!>> mi intrometto fra la conversazione dei due gentiluomini. Il re si ferma nel suo discorso con il principe e mi presenta al principe come duchessa di qualcosa. Intanto dentro la mia classe sta scoppiando un qualche litigio fra i miei compagni a cui non bado e tiro un sospiro esasperato sperando che finisca presto. L’ambientazione allora cambia di nuovo, sono sulle scale della mia scuola di musica. I miei compagni di scuola delle superiori stanno scendendo le scale. Il mio inconscio ha sovrapposto l’ambientazione della scuola di musica con il concetto di scuola e lezioni. Ho ancora quella campanella d’argento in mano. A questo punto la agito chiedendo di poter incontrare il mio ideale di ragazzo non appena fossi uscita dall’edificio. Quindi finisco di percorrere le scale, apro il portone e sbatto contro un ragazzo biondo che porta a passeggio il cane per il corso di Jesi. Si scusa ma continua a camminare per la sua strada. Mi viene pensato “di sicuro non era quello e non era neanche un granché”. Ne rimango delusa. Continuo ad esprimere lo stesso desiderio chiedendomi perché la campanella non funzioni e qui nella mia mente balenano due idee: o è troppo grande il desiderio oppure il mio ideale di ragazzo l’ho conosciuto già (altra conclusione poco credibile). Rassegnata mi dirigo verso la macchina di mia madre che mi sta aspettando, parcheggiata sul fianco di una strada mentre comincia a piovere.
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