Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > pagine di sogni di Alrescha

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 30/06/2018, 20:02

Mondo di plastica

29/06/2018
Mi sveglio verso le 5 del mattino e non riesco a riprendere subito sonno perché ho la testa piena di pensieri.
Dopo almeno mezz'ora sento mia sorella che si alza per prepararsi ed andare in università dato che ha un esame e deve trovarsi in classe molto presto.
Mi dico che ormai sono sveglia da troppo tempo e che dovrei cercare di riaddormentarmi per sfruttare quelle poche ore di sonno che mi rimangono perché di recente sono impegnata in un corso di formazione che assorbe tutte le mie giornate fino alle dieci di sera lasciandomi perennemente stanca.
Così comincia una lotta fra io che cerco di dormire e la mia mente che non vuole saperne di far sparire i pensieri e tenermi sveglia.
A questo punto scatta una WILD totalmente involontaria in cui cominciano le immagini ipnagogiche. Cerco come posso di rimanere aggrappata a quelle che si materializzano.
Mi trovo dentro lo studio di una casa. La scrivania è attaccata al muro come quella di uno studente e sopra ha una scaffalatura piena di libri che sembrano professionali. La mia vista non è normale, sembra quella distorta ad occhio di pesce (per chi conosce un po' di fotografia) che non agisce solo distorcendo l'angolo, ma anche sulla messa a fuoco degli oggetti: il centro è bene a fuoco mentre le cose ai lati no.
Sono già lucida ma la stabilità non è buona. Mi dico che dovrei sfruttare l'occasione per un lucido, ma mi sento anche molto stanca e faccio uno sforzo tremendo a mantenere la concentrazione e la lucidità. Così decido di lasciar perdere
. Perdo la scena del tutto e piombo in un sogno normale e più ristoratore.
Non ricordo gli avvenimenti del sogno comune, ho solo la sensazione che fossero molti e la storia complessa. Il mio ricordo comincia che è giorno e che ad un certo punto mi trovo su un edificio non ancora del tutto costruito e sospeso nel vuoto di uno strapiombo da tutti e quattro i lati. Dello strapiombo non riesco a vedere la fine.
Qualcosa di invisibile come una forza mi scaraventa giù dal bordo e faccio appena in tempo ad afferrare il capo di un idrante antincendio di quelli a calza messo lì a caso. Mi ci aggrappo sperando che regga il mio peso, ma mentre sto cadendo ho anche la sensazione che in realtà non dovrei affatto avere paura di cadere perché so volare.
Alzo lo sguardo su uno dei versanti dello strapiombo che si sta allontanando sempre di più mentre cado imbracciando ancora l'idrante e mi accorgo che sopra il versante che vedo c'è un castello di pietra bianca.
Con la convinzione di saper volare mi stacco dall'idrante e mi lancio nel vuoto con l'intento di raggiungerlo.

Quando compio il balzo prendo piena consapevolezza e questo mi fa squilibrare perché per un attimo ho paura di perdere la concentrazione e cadere nel vuoto. Cerco di convincermi che è qualcosa che ho fatto semplicemente centinaia di volte e così finalmente riesco a tornare ad un volo regolare e senza più problemi.
A mano a mano che mi avvicino al castello noto però che ciò che prima erano blocchi di pietra sono in realtà un unico blocco di plastica dura, come se fosse un giocattolo fatto per bambini piccoli che non possono ingerire i pezzi. Quando arrivo al di sopra del castello mi accorgo che ha anche un cortile ed un laghetto al suo interno ma anche questi sembrano finti e fatti di plastica colorata. Non c'è texture di acqua o d'erba, sono semplicemente traslucidi e dai colori sgargianti completamente fusi con il resto del castello in un unico blocco. Tutto sembra finto.
Allora volto lo sguardo alla destra del castello e mi accorgo che c'è una cittadina giusto poco lontano. Decido di dirigermi lì sperando di trovare qualcosa di un po' più interessante, ma a mano a mano che vado in quella direzione anche i grattacieli della città che vedo sembrano fatti di plastica massiccia e ben compatta. Finti.
Questo mi dà fastidio perché non faccio un lucido da molto tempo ormai e non mi va che il primo dopo così tanto mi dia questa forte sensazione di irrealtà.
Allora decido di provare a cambiare un po' l'ambientazione e riportarla ad un aspetto un po' più reale. Continuando a volare mi metto il braccio sinistro avanti agli occhi a qualche centimetro di distanza dal volto in modo da coprirmi la vista dell'intera scena ma senza perdere così del tutto il contatto visivo con la scena del sogno che invece avrebbe rischiato di destabilizzarmi (e comunque è una tecnica collaudata che vedo funziona piuttosto bene, non è la prima volta che la uso con ottimi risultati).
Con la scena coperta cerco di immaginarmi il profilo di una città vista dall'alto e quasi istantaneamente mi viene in mente Parigi perché la vista dalla torre Eiffel è ciò che ho di più simile come esperienza. Il punto è che quando sono stata a Parigi e sono salita sulla torre era già quasi buio, quindi ho visto la città illuminata di notte. Ed il mio subconscio trasporta quell'esperienza in modo fedelissimo perché quando tolgo il braccio da avanti agli occhi, i palazzi ora sono reali ma l'ambientazione è notturna.
Non avendo mai smesso di volare durante l'intera operazione, mi trovo ormai vicina alla città. Mi accorgo che all'orizzonte ci sono dei profili di alte montagne che si stagliano alle ultimissime luci del sole ormai sparito e poi un'altra cosa cattura la mia attenzione: nella periferia della città più vicina a me c'è un parco archeologico. Vedo i resti di tre anfiteatri romani che sono nella semioscurità, a pochi metri l'uno dall'altro e di tre differenti grandezze, poi più in là c'è un tempio a gradoni del tipo precolombiano e più lontano ancora ci sono dei resti di mura e case che sembrano identici a quelli di Machi Picchu in Perù.
L'unica cosa che illumina il parco sono le strade che lo percorrono puntellate di lampioni, per il resto tutto è talmente deserto, buio e immobile che mi dà una sensazione di lieve inquietudine.
Decido di scendere su una delle strade per dare un'occhiata più da vicino ai resti archeologici, ma come mi abbasso di quota e sto per posarmi sopra uno dei vialetti, dall'oscurità della notte prendono vita dei demoni dalla testa piatta, quasi bidimensionali, e gli occhi come fessure bianche e luminose. Sono grandi quanto un essere umano, ma si formano in tanti e cercano di assalirmi.
Alcuni di questi tentano di raggiungermi e attraversano il limite netto fra i coni di luce dei lampioni e l'ombra ma vengono completamente bruciati, come se il loro corpo diventasse lava fino alla totale dissoluzione. Quando capisco che non possono avvicinarsi alla luce, finisco di atterrare in mezzo al vialetto dove mi sento al sicuro e la presenza dei demoni che si accalcano attorno alla scia di luce senza attraversarla non mi turba minimamente. Torno con l'idea di fare un giro per il parco chiuso, ma faccio qualche passo lungo il vialetto illuminato
che il sogno qui termina di colpo.
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
Di cenere macchiata e del dono portatore
chiedendomi cosa cotal creatura fosse
<<parla inquieto spirito
di qual sorte t’ha vinto,
e rivela la mia
per cui possa gioire
o versar pianto>> "


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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 30/06/2018, 20:02

Mondo di plastica

29/06/2018
Mi sveglio verso le 5 del mattino e non riesco a riprendere subito sonno perché ho la testa piena di pensieri.
Dopo almeno mezz'ora sento mia sorella che si alza per prepararsi ed andare in università dato che ha un esame e deve trovarsi in classe molto presto.
Mi dico che ormai sono sveglia da troppo tempo e che dovrei cercare di riaddormentarmi per sfruttare quelle poche ore di sonno che mi rimangono perché di recente sono impegnata in un corso di formazione che assorbe tutte le mie giornate fino alle dieci di sera lasciandomi perennemente stanca.
Così comincia una lotta fra io che cerco di dormire e la mia mente che non vuole saperne di far sparire i pensieri e tenermi sveglia.
A questo punto scatta una WILD totalmente involontaria in cui cominciano le immagini ipnagogiche. Cerco come posso di rimanere aggrappata a quelle che si materializzano.
Mi trovo dentro lo studio di una casa. La scrivania è attaccata al muro come quella di uno studente e sopra ha una scaffalatura piena di libri che sembrano professionali. La mia vista non è normale, sembra quella distorta ad occhio di pesce (per chi conosce un po' di fotografia) che non agisce solo distorcendo l'angolo, ma anche sulla messa a fuoco degli oggetti: il centro è bene a fuoco mentre le cose ai lati no.
Sono già lucida ma la stabilità non è buona. Mi dico che dovrei sfruttare l'occasione per un lucido, ma mi sento anche molto stanca e faccio uno sforzo tremendo a mantenere la concentrazione e la lucidità. Così decido di lasciar perdere
. Perdo la scena del tutto e piombo in un sogno normale e più ristoratore.
Non ricordo gli avvenimenti del sogno comune, ho solo la sensazione che fossero molti e la storia complessa. Il mio ricordo comincia che è giorno e che ad un certo punto mi trovo su un edificio non ancora del tutto costruito e sospeso nel vuoto di uno strapiombo da tutti e quattro i lati. Dello strapiombo non riesco a vedere la fine.
Qualcosa di invisibile come una forza mi scaraventa giù dal bordo e faccio appena in tempo ad afferrare il capo di un idrante antincendio di quelli a calza messo lì a caso. Mi ci aggrappo sperando che regga il mio peso, ma mentre sto cadendo ho anche la sensazione che in realtà non dovrei affatto avere paura di cadere perché so volare.
Alzo lo sguardo su uno dei versanti dello strapiombo che si sta allontanando sempre di più mentre cado imbracciando ancora l'idrante e mi accorgo che sopra il versante che vedo c'è un castello di pietra bianca.
Con la convinzione di saper volare mi stacco dall'idrante e mi lancio nel vuoto con l'intento di raggiungerlo.

Quando compio il balzo prendo piena consapevolezza e questo mi fa squilibrare perché per un attimo ho paura di perdere la concentrazione e cadere nel vuoto. Cerco di convincermi che è qualcosa che ho fatto semplicemente centinaia di volte e così finalmente riesco a tornare ad un volo regolare e senza più problemi.
A mano a mano che mi avvicino al castello noto però che ciò che prima erano blocchi di pietra sono in realtà un unico blocco di plastica dura, come se fosse un giocattolo fatto per bambini piccoli che non possono ingerire i pezzi. Quando arrivo al di sopra del castello mi accorgo che ha anche un cortile ed un laghetto al suo interno ma anche questi sembrano finti e fatti di plastica colorata. Non c'è texture di acqua o d'erba, sono semplicemente traslucidi e dai colori sgargianti completamente fusi con il resto del castello in un unico blocco. Tutto sembra finto.
Allora volto lo sguardo alla destra del castello e mi accorgo che c'è una cittadina giusto poco lontano. Decido di dirigermi lì sperando di trovare qualcosa di un po' più interessante, ma a mano a mano che vado in quella direzione anche i grattacieli della città che vedo sembrano fatti di plastica massiccia e ben compatta. Finti.
Questo mi dà fastidio perché non faccio un lucido da molto tempo ormai e non mi va che il primo dopo così tanto mi dia questa forte sensazione di irrealtà.
Allora decido di provare a cambiare un po' l'ambientazione e riportarla ad un aspetto un po' più reale. Continuando a volare mi metto il braccio sinistro avanti agli occhi a qualche centimetro di distanza dal volto in modo da coprirmi la vista dell'intera scena ma senza perdere così del tutto il contatto visivo con la scena del sogno che invece avrebbe rischiato di destabilizzarmi (e comunque è una tecnica collaudata che vedo funziona piuttosto bene, non è la prima volta che la uso con ottimi risultati).
Con la scena coperta cerco di immaginarmi il profilo di una città vista dall'alto e quasi istantaneamente mi viene in mente Parigi perché la vista dalla torre Eiffel è ciò che ho di più simile come esperienza. Il punto è che quando sono stata a Parigi e sono salita sulla torre era già quasi buio, quindi ho visto la città illuminata di notte. Ed il mio subconscio trasporta quell'esperienza in modo fedelissimo perché quando tolgo il braccio da avanti agli occhi, i palazzi ora sono reali ma l'ambientazione è notturna.
Non avendo mai smesso di volare durante l'intera operazione, mi trovo ormai vicina alla città. Mi accorgo che all'orizzonte ci sono dei profili di alte montagne che si stagliano alle ultimissime luci del sole ormai sparito e poi un'altra cosa cattura la mia attenzione: nella periferia della città più vicina a me c'è un parco archeologico. Vedo i resti di tre anfiteatri romani che sono nella semioscurità, a pochi metri l'uno dall'altro e di tre differenti grandezze, poi più in là c'è un tempio a gradoni del tipo precolombiano e più lontano ancora ci sono dei resti di mura e case che sembrano identici a quelli di Machi Picchu in Perù.
L'unica cosa che illumina il parco sono le strade che lo percorrono puntellate di lampioni, per il resto tutto è talmente deserto, buio e immobile che mi dà una sensazione di lieve inquietudine.
Decido di scendere su una delle strade per dare un'occhiata più da vicino ai resti archeologici, ma come mi abbasso di quota e sto per posarmi sopra uno dei vialetti, dall'oscurità della notte prendono vita dei demoni dalla testa piatta, quasi bidimensionali, e gli occhi come fessure bianche e luminose. Sono grandi quanto un essere umano, ma si formano in tanti e cercano di assalirmi.
Alcuni di questi tentano di raggiungermi e attraversano il limite netto fra i coni di luce dei lampioni e l'ombra ma vengono completamente bruciati, come se il loro corpo diventasse lava fino alla totale dissoluzione. Quando capisco che non possono avvicinarsi alla luce, finisco di atterrare in mezzo al vialetto dove mi sento al sicuro e la presenza dei demoni che si accalcano attorno alla scia di luce senza attraversarla non mi turba minimamente. Torno con l'idea di fare un giro per il parco chiuso, ma faccio qualche passo lungo il vialetto illuminato
che il sogno qui termina di colpo.
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
Di cenere macchiata e del dono portatore
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda EternalDreamer94 » 01/07/2018, 22:49

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████──▄──────────▀█────────█────█ GUARDA FIGLIOLO!!!
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda NebulaWa » 04/07/2018, 20:47

Ho letto solo ora il tuo sogno, grande Al, complimentoni .
Stanotte provo a collegarmi al tuo sogno.
..Superare i propri limiti.. SogniLucidi.net
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