Indice Diario delle esperienze Diario dei Sogni Lucidi > pagine di sogni di Alrescha

Raccolta personale dei propri sogni lucidi, da condividere.

Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda NebulaWa » 05/02/2020, 10:37

È una barriera psicologia, oppure era la mia energia ahah
..Superare i propri limiti.. SogniLucidi.net
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 09/02/2022, 1:07

Credo che sia ora di rispolverare e riesumare questo diario.
è da molto che manco e di sogni lucidi ne ho fatti diversi, ma la frequenza, cosi come il ricordo dei sogni in generale, si è notevolmente ridotta.
Da oggi vorrei ricominciare un diario cartaceo da aggiornare ogni notte e vederne gli effetti

Ma cominciamo direttamente ad annotare uno dei sogni lucidi che più mi è rimasto impresso.

30/10/2021

Vax o no vax

Sono seduta fuori al tavolino di un bar per i fatti miei con il mio caffé e, guardandomi attorno, noto che anche tutti gli altri tavolini del bar sono occupati.
Alla mia sinistra ho una grande parete in pietra grigia di una casa che sembra molto vecchia.
All'improvviso sento un uomo urlare ad alta voce riguardo i vaccini. Quando mi volto ad osservare la scena, anche se non mi interessa veramente, vedo un uomo con una maglia grigia seduto ad un tavolo poco lontano dal mio ed un secondo uomo è in piedi al suo fianco in fare minaccioso. Identifico quello in piedi come un no vax ed il suo modo di imporsi aggressivo, sia per il tono di voce rabbioso che per il corpo che si impone verso l'altro, mi fa capire che presto la situazione potrebbe degenerare e potrebbero finire alle mani. L'uomo seduto invece è silenzioso e sembra sbigottito.

Non appena percepisco la tensione, quasi tutte le persone degli altri tavoli si alzano dai loro posti con uno sguardo aggressivo, mentre poche altre, che si contano sulle dita di una mano, sono ancora sedute, fra cui me compresa con ancora il caffé sul tavolo che osservo la scena. Noto un ragazzo che è proprio di fianco a me, sulla destra, e mi squadra con talmente tanta ostilità che sembra quasi voglia uccidermi. Non mi ci vuole motlo a capire che quelli in piedi, in gran numero, sono tutti no vax.

L'aria è tesissima e mi sento minacciata, ma proprio questa situazione di pericolo mi fa prendere lucidità. Tutto succede in un secondo.
Quando volto la testa, si è riunito un gruppetto di cinque/sei persone fra quelli che erano rimasti inizialmente seduti ed è capeggiato dall'uomo in maglia grigia, capelli corti e brizzolati, sulla cinquantina. Il gruppetto è armato di un fucile e si infila velocemente dentro una grande ed antica porta di legno intagliato sul muro di pietra alla mia sinistra.
Non voglio seguirli perché so già che i no vax li cercheranno per combattere, ma stupida io che speravo che facendo l'indifferente i personaggi onirici mi avrebbero ignorata.
Mentre io indugio, i no vax si precipitano verso di me e verso la porta poco lontano. Non ho tempo per pensare ad una alternativa, né ho molta scelta. Mi alzo dal mio tavlino ed entro attraverso la vecchia porta di legno prima dei no wax, richiudendola subito dopo.

Ci sono delle strette scale in pietra che salgo velocemente. In alto vedo il cielo soleggiato e quando arrivo in cima, all'ultimo scalino, mi accorgo che sono sopra lo stretto camminamento di una torre fortificata a forma quadrata. Al centro c'è una specie di chiostro, quindi sia a destra che a sinistra, il camminamento dà sul vuoto e siamo molto in alto.
Comincio a correre dietro il gruppo di persone pro vax che sono più avanti di me, ma sento anche i rumori di una porta rompersi alle mie spalle e le grida di persone molto arrabbiate.
Lungo il camminamento c'è un'area pericolante. Valuto in qualche istante che posso passare sulla destra, in bilico sul poco camminamento rimasto sperando che non si sgretoli nel vuoto. Appena supero l'area di camminamento mancante e torno sulla parte di camminamento ben conservata, mi guardo alle spalle e con un'alzata di mani creo la prima cosa che mi viene in mente come barriera da mettere fra me ed i personaggi onirici ostili, ovvero una staccionata di legno. Le assi di legno che si creano sono leggere, di compensato fino e praticamente inutile, ma non ho tempo per rimediare.
Raggiungo il gruppo di poche persone pro vaccini che si sono ammassate in fondo perché il camminamento finisce sul vuoto come una strada senza sbocco.
L'orda di no vax si avvicina percorrendo tutto il camminamento seguendo il perimetro della torre mentre l'uomo dalla maglia grigia carica il solo fucile che abbiamo e lo punta sulle persone dietro di me. Il problema è che i colpi non basteranno mai per tutta quella miriade di persone e per di più io sono l'ultima ad essere arrivata alla fine del camminamento, e siccome la via è stretta e ci si cammina in fila indiana, sarò anche la prima ad essere attaccata.
Capisco che è ora di smettere di scappare, mi rimbocco le maniche e mi dico ad alta voce <<spero di sapere ancora come si fa>>. Impongo le mani davanti a me, verso i no vax che si avvicinano veloci, mi concentro e sposto le mani verso il bordo esterno della torre. I no vax urlano mentre vengono scaraventati via da una forza invisibile che li spinge di sotto. La prima ondata di persone cade, poi ripeto il movimento ed anche la seconda ondata viene scaraventata giù.
Mi fermo solo quando sul camminamento ci sono rimasta solo io ed il gruppetto di persone alle mie spalle.
<<li hai uccisi?>> mi chiede l'uomo dalla maglia grigia.
Mi sporgo per guardare di sotto il muretto del camminamento e vedo che tutte le persone che ho scaraventato si stanno contorcendo a terra dal dolore, in particolare una ragazza dai capelli castani lisci fino alle spalle si dimena tenendosi la testa. Altre persone gemono, ma tutti sono vivi anche se un po' storditi.
Mi compiaccio che i miei poteri siano cosi reattivi dopo tanto tempo e che nessuno sia morto, ma qui il sogno finisce.





Bonus:
non credo che saprò mai la verità, forse il sogno era solo un sogno, ma sta di fatto che la notte del giorno dopo (il 31), verso le nove e mezza di sera, ho avuto un brutto incidente in cui ho battuto la testa.
Stavo cercando il mio gatto disperso lungo le sponde di un fiume con una misera luce da campeggio, mentre pioveva. Quando l'ho trovato fra dei rovi, per uscire dalla vegetazione, ho messo un piede nel vuoto e sono caduta da una bella altezza sul letto del fiume. Per fortuna il fiume non aveva molta acqua e la riva era quasi del tutto scoperta. Ho battuto la fronte su un pilone di cemento e sono rimasta qualche secondo a terra, con il gatto stretto sulla pancia, a chiedermi se fossi ancora tutta intera.
Una volta fatto un check mentale per capire cosa fossi o non fossi in grado di fare e muovere, ho capito che potevo rimettermi in piedi. Mi sono dovuta arrampicare con un gatto spaventato a morte fra le braccia (lui ne è uscito senza neanche un graffio), la pioggia e la fronte sanguinante sulla sponda scoscesa. Me ne sono tornata a casa stanca dopo ore e ore di ricerche, anche se il buon senso avrebbe voluto come minimo un salto in ospedale. Mi è stato inevitabile notare come ci fossero degli elementi comuni fra il sogno fatto la notte prima e questa situazione. Inutile dire che mi sia andata di lusso cavandomela con una cicatrice.
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
Di cenere macchiata e del dono portatore
chiedendomi cosa cotal creatura fosse
<<parla inquieto spirito
di qual sorte t’ha vinto,
e rivela la mia
per cui possa gioire
o versar pianto>> "


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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 09/02/2022, 20:37

Mi ero ripromessa di ricominciare un diario cartaceo.
Ieri sera sono andata a dormire all'una, dopo aver letto 5 pagine del libro di Castaneda, un sogno normale in uno dei miei vecchi diari (che è stato come avere una rivelazione su qualcosa che avevo dimenticato) ed essermi scritta sulla mano sinistra con una penna "sogno lucido".

Il sogno lucido non c'è stato, ma sono riuscita a ricordare tre sogni normali
vividi (nel primo di questi mi ricordo di aver quasi litigato con Putin :lol: e nel terzo, fatto fra le 8 e le 9 di mattina, mi sono versata dell'olio su una gamba ed ho avuto la sensazione chiara di freddo-bagnato) più un piccolo falso risveglio come intermezzo fra il primo ed il secondo sogno.
Stasera provo a replicare la routine per vedere se l'effetto è duraturo.

In ogni caso è sbalorditivo per due motivi, il primo è che ormai da molto tempo non avevo più ricordo dei miei sogni normali, salvo in rari casi e comunque sempre piuttosto sbiaditi, ed il secondo è che erano secoli che non avevo un falso risveglio. Questo significa che ieri notte la mia mente era più attenta e un po' più vicina alla lucidità.

Probabilmente, il solo fatto di essermi data il compito di scrivere su un diario ha avuto un effetto di auto induzione.

Riporto qui sotto il vecchio sogno normale che ieri mi ha fatto riflettere e che scrissi sul diario cartaceo il 14 aprile 2014

"Sono in camera mia ed entra una ragazza di qualche anno più grande di me che stavo aspettando.
Lei è una nuova iscritta del sito sognilucidi.it e la prima che incontro di persona. Oltre a questo è anche restauratrice poiché so che ha seguito il mio stesso percorso di studi.
Entrando nella mia camera, lei si stupisce che io non abbia reagenti chimici, colori o pezzi archeologi sopra la mia scrivania ed io le dico che sono alle prime armi e che mi sto organizzando per cominciare a sperimentare.

Poi comincio a spiegarle dei sogni lucidi, partendo dal definire cosa sono. Lei mi risponde che ne ha già letto qualcuno dei miei.
Le rispondo che mi fa piacere e che se vuole leggere fra quelli più interessanti, può leggere il ciclo della "porta dell'inconscio" e le mostro quali sono sul sito.
Le spiego che i lucidi possono essere usati per adempiere obiettivi come raggiungere il controllo o la ricerca di sé. Le spiego anche che io di solito vado a cicli appunto: perseguo un obiettivo, come il controllo del fuoco, e poi passo all'altro dopo, anche se non è detto che nei sogni successivi io poi non lo riprenda portando avanti un po' la nuova task e un po' la precedente.

La ragazza però sembra annoiata e dallo sguardo un po' assente. Sono un po' delusa dal suo comportamento disinteressato e per un attimo mi viene il dubbio che questo non sia un sogno, ma qui il sogno crolla"

Da qualche anno, i pochi lucidi che ho e che si contano sulle dita di una mano sono tutti spontanei e inaspettati, con cadenza molto irregolare (1 ogni diversi mesi se va bene). Quindi gli ultimi lucidi che ho avuto non avevano tasks, non mi ero prefissata alla veglia cosa volevo fare e questo significa che quando il lucido arrivava, mi trovavo impreparata.

Insieme al diario, proverò ad integrare una lista di tasks da fare e riprendere questa storia dei cicli, concentrandomi su una cosa alla volta.
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 16/02/2022, 1:47

Un sogno lucido pomeridiano grandioso. Di quelli che ti fanno ricordare perché i sogni lucidi sono così affascinanti.

Evocare antichi dei

Sono andata a dormire alle 14h30 e mi sono svegliata alle 17h circa.

Nel primo giro ho avuto un sogno lucido di quelli fra lucido e falso risveglio. Nel senso che ero lucida e consapevole di sognare, ma ero ancorata al mio letto e non riuscivo a muovermi come se fossi legata alla realtà ed al fatto che dormissi in una determinata posizione.
Vi basti sapere che al mio fianco c’era un PO uomo e dato che non potevo muovermi, ho sperato che almeno potessi divertirmi in qualche altro modo. Probabilmente ho infulenzato il comportamento del PO con il mio desiderio e di sensazioni ce ne sono state eccome, e pure sorprendentemente reali.

Qui ho un microrisveglio, ma ritorno ad addormentarmi.
Sono in macchina con quella che sento essere mia nonna (in realtà è un PO sconosciuto). È lei a guidare e prendiamo una salita verso un vecchio paesino di campagna arroccato su una collina.
Fuori c’è un sole splendente, è mattina. Lei ferma la macchina su un parcheggio della strada prima che finisca la salita e prima di arrivare al centro del vecchio paesino.
Scendiamo entrambe dalla macchina, una macchinina grigia minuscola e squadrata come di quelle che si possono guidare senza patente, e lei mi dice che deve andare a trovare una sua amica.
<<Certo, ti accompagno>> le dico.
Ma lei mi guarda teneramente. Noto che ha i capelli biondo/grigiastri un po’ mossi fin poco sopra le spalle, gli occhi allegri, è truccata e vistita bene ed elegante con un giubbettino bianco leggero e primaverile ed un gran sorriso.
Mi dice <<cara, non ti ho portata qui per accompagnarmi, ma perché tu potessi volare via. Salta e vola via, Elisa>>.
Rimango un istante sbigottita, cercando di trovare il senso alle sue parole ma sento risvegliare in me la coscienza. Come in una specie di trance, corro verso destra dove c’è un dirupo a bordo della strada in cui comincia un bosco. Salto...e spicco il volo!

Qui la mia coscienza si risveglia del tutto, se prima ero in dubbio, ora prendo controllo. Purtroppo con il balzo e la presa di coscienza, la visione passa da prima a terza persona in quel preciso istante. Decido di andare verso sinistra e superare il dirupo. Il corpo onirico segue il mio volere. Valuto i rischi di fare tutto il sogno lucido cosi in terza persona e rischiare di perderlo e di farlo non immersivo o cercare piuttosto di rientrare nel corpo e farlo in prima persona.
Nel frattempo, superata la collina, dietro c’è una valle che sembra quasi uscita da un film di Miyazaki, un po’ cartonata e dai colori vivaci ed esaltati come se tutto fosse dipinto.
Decido di volare rasoterra a livello dell’erba alta e colgo l’occasione per sforzarmi di prendere una visione in prima persona. Comincio l’operazione abbassandomi di quota. Passo di fianco ad una volpe irreale, dalle linee troppo sinuose, di colore arancio scuro omogeneo, gli occhi tondi piccoli e neri. Mentre il corpo onirico vola, con la visuale faccio uno zoom per avvicinarmi fino a raggiungerlo cercando di immaginare ciò che vede. Riesco a far combaciare la visione al corpo ma sento il sogno vacillare. Rischio di perderlo, ma mi aggrappo alla sensazione forte di libertà che questo lucido mi sta facendo provare e riesco a non svegliarmi (ho davvero sentito che il sogno stava scivolando via, per fortuna sono riuscita a tenerlo sufficientemente stabile).
Riprendo quota e adesso che sono in prima persona, sento il controllo più forte che mai.
Voglio esplorare questo sogno e più lontano vedo una cittadina. Decido di andare fino là.
Mi avvicino velocemente, volando. Sono abbastanza in alto rispetto ai palazzi e quando arrivo, mi accorgo che la città ha quartieri raggruppati in forma quadrata come la famosa foto di Barcellona dall’alto (lì per lì non faccio il collegamento, ma siccome avevo parlato di Barcellona con mia sorella qualche giorno fa, il mio inconscio deve averla ritirata fuori).
Purtroppo, avanzando in volo ed addentrandomi verso il suo centro, mi accorgo subito di un grosso problema: sembra che il sogno faccia fatica a creare i palazzi/gli ambienti quando guardo molto lontano. È come se le cose vicine si creassero, con le macchine che sfrecciano in normale movimento, ci siano semafori funzionanti, i palazzi siano dettagliati, ma se guardo lontano o mi volto, mi accorgo che c’è uno sfondo grigio neutro e che i quartieri, i palazzi e le macchine lampeggiano e si creano/si renderizzano solo dopo che ci ho posato lo sguardo.
Non saprei come spiegarlo in altre parole, solo che la mia mente fatica a creare tutto quell’ambiente in una volta sola e quindi preferisce crearne pezzo dopo pezzo, a porzioni, in base a cosa io do importanza, esattamente come fa un videogioco.
Mi dico che questo è un problema grosso che potrebbe rischiare di rendermi il sogno instabile.
Allora mi abbasso di quota, volando ad un paio di metri al di sopra la strada. In questo modo non vedo da lontano e la mente dovrebbe avere il tempo di creare gli ambienti in modo più semplice.
Ma quando dalla strada principale, svolto a destra su una strada un po’ più secondaria, vedo le cose avanti a me non esistere, con solo uno sfondo grigio neutro in fondo, e poi all’improvviso nuove parti della strada e dei palazzi lampeggiano e prendono forma fino a stabilizzarsi. Prima c’era solo una porzione della strada e di palazzi esistente, che terminavano dove c’era una piccolo arco in mezzo alla strada con sopra di esso una specie di struttura fatta interamente di assi di legno come se qualcuno ci avesse iniziato dei lavori, magari per mettere un insegna, e poi li avesse lasciati incompleti.
Raggiungo la struttura di assi di legno messe a caso sopra l’arco e guardo avanti dove prima c'era lo sfondo neutro. Ora che il sogno ha renderizzato l’ambiente sembra tutto normale e le macchine passano sotto l'arco come se nulla fosse.
Non so bene cosa fare, so solo che se rimango in città rischio di giocarmi tutto. In più mi dico che non ho niente da fare qui e non posso passare tutto il sogno lucido a volare.
Quindi decido di fare la task che avevo deciso in veglia l’altro giorno, dopo aver fatto un’interessantissima conversazione con Hari qui sul forum: richiamare degli dei.
In realtà è una task che avevo già fatto in passato, ma che volevo provare a rifare.
Riprendo il volo, stavolta con l’intento di allontanarmi dalla città e trovare un angolo tranquillo in cui cominciare a sperimentare.
Dritto di fronte a me vedo la fine della città e quello che sembra una spiaggia di bassi scogli rocciosi con il mare. Ciò che però è strano è che mentre qui in città c’è il sole, anche se con della foschia che rende la luce molto soft e diffusa, verso il mare tutto è nero come se fosse piena notte. L’effetto è molto particolare.
Atterro su un larghissimo tratto di scogliera che si addentra nel mare. Mi dico che il posto è perfetto e neanche eccessivamente buio grazie al fatto che la parte d'ambiente soleggiata sia abbastanza vicina.
Primo, ho bisogno di un po’ più di luce, ma penso anche che voglio fare qualcosa di grandioso e cosi batto le mani. Un fascio di luce proveniente da chissà dove nel cielo a mo’ di faro da teatro si accende immediatamente e si ferma puntando in un punto in mezzo al mare non troppo lontano da me.
Tiro un sospiro, è ora di cominciare e richiamando la discussione con Hari, il primo che voglio evocare è Anubis, il dio egizio dalla testa di sciacallo. Comincio a ripetere il nome di Anubis dentro la mia mente, mentre per rafforzare la mia richiesta al sogno, faccio dei gesti con le braccia (che in realtà non so neanch’io il perché, non hanno significato ma dalla mia lunga esperienza di SL so bene che accompagnare i pensieri ai gesti è fondamentale per ottenere quello che vuoi, basta credere che funzionerà e che sia la cosa più naturale del mondo).
Vedo l’acqua ribollire nel punto con la luce, e poi alzarsi ed aggregarsi per dare forma ad una gigantesca figura umanoide di almeno un paio di metri. La figura non è nitida e a mano a mano che si compone, cammina anche verso di me. L’acqua che la forma è nero pece, quasi non più acqua ma piuttosto una melma scura più viscosa che prende sempre più forma. Riconosco i lineamenti di una testa d’animale e il corpo di un uomo, con una piccola barba lunga e stretta come la classica iconografia egizia. Solo che mi dico che la forma della testa non è come quella di uno sciacallo.
Quando finalmente la figura è abbastanza vicina a me, ormai quasi completamente formata, capisco che non è uno sciacallo ma la testa di un coccodrillo. Questo è il dio coccodrillo egizio. La figura del dio fatta di melma nera si trasforma piano piano in una figura umana fino a diventare un uomo dalla statura alta ma almeno naturale, calvo, sui quarant’anni, fisico asciutto e di origine africana con la pelle color dell’ebano. Indossa un completo nero molto elegante. Mi fissa senza dirmi una parola, il volto serio, mentre mi passa accanto. Lo seguo con lo sguardo e vedo che si è materializzato un divano di colore nero sulla mia sinistra, poco lontano, con lo schienale rivolto verso di me. Lui si dirige lì e ci si siede in silenzio, dandomi le spalle come se fosse in attesa, paziente.
Non mi arrendo e ripeto l’operazione. Stavolta mi immagino bene che forma debba avere la testa di uno sciacallo e ripetendo il gesto delle braccia, poi grido <<Anubis>>.
L’acqua ribolle ancora, ma più vicino a me, verso le rocce. E l’acqua si innalza ancora lentamente, in verticale, ma anche la roccia stavolta si stacca in pezzetti e va a comporre la figura. Di nuovo una figura di melma nera, umanoide e poi piano piano si forma una testa allungata e due orecchie appuntite prima orizzontali e poi si posizionano ben dritte in verticale. La melma nera prima abbozza la figura e poi la definisce fino a farmi riconoscere il corpo di un uomo e la testa di uno sciacallo. Dura qualche secondo ed anche questo dio, altissimo, si avvicina fino a raggiungermi. Poi cambia forma a mano a mano che si avvicina fino a diventare un uomo dalla statura normale, anch’esso di origine africana, sui cinquant’anni, un po’ sovrappeso e con i capelli lunghi fino alle spalle, riccioluti e cespugliosi. Lui però non ha l’iconica barba egizia. Mi si ferma di fronte, sorridendo in maniera gentile, quasi compiaciuta, e dicendomi <<è la prima volta che vengo evocato>>.
Poi mi supera per andare verso il divanetto. Stavolta lo seguo e mi accorgo che seduti sul divano ci sono l’uomo-dio coccodrillo che avevo già evocato ed una ragazza sulla trentina, anche lei di origine africana, pelle scurissima e dal viso dolce e perfetto, occhi vispi e grandi, un cespuglio di lunghi capelli ricci neri ed un corpo magro e sinuoso tutto disteso sopra il resto del divano a tre posti. Anche lei indossa un completo nero elegante con una maglia bianca sotto. Lei ed il dio coccodrillo stavano scambiando qualche parola e vengono interrotti dall’avvicinarsi di Anubis che li saluta dicendo qualcosa come il fatto che sia passato tanto tempo da quando si sono visti tutti insieme.
Io studio la ragazza, è come se avessi un sospetto ma non oso dirlo. Lei mi fissa di rimando, sorridendo di un sorriso furbo, ferino e tagliente.
<<Chi sei tu? >> le chiedo.
Lei mi risponde <<davvero non sai chi sono?>>.
<<Tu sei...>> avrei voluto dire Sekhmet, la dea leonessa (avevo in lista di evocare anche lei), ma Sekhmet non è una dea esattamente pacifica ed ho paura di farla arrabbiare, così finisco per dire il nome della sua controparte buona <<...Bastet?>>.
Il suo sorriso si allarga, malizioso e bellissimo, rispondendomi <<Sono venuta prima che tu mi chiamassi>>. Anubis e Bastet cominciano a conversare mentre il dio coccodrillo sembra rimanere in silenzio, in disparte.
Avrei tantissime domande, ma voglio continuare la task, voglio di più. Ma come volto lo sguardo alle mie spalle per allontanarmi dal trio, noto che l’ambiente è cambiato. Ora siamo in una stanza vuota eccetto per il divano. Ci sono mattonelle bianche a terra. Dove prima c’era il mare aperto, ora c’è il muro della stanza con il buco per una porta, ma senza porta, che dà in un'altra stanza vuota eccetto per il pavimento in cui è rimasta l’acqua. Questa seconda stanza con l’acqua alta, sembra non essere finita ed essere per metà aperta sul fondo, come se mancasse una parete che quindi mostra l’esterno. All’esterno vedo il cielo puro, non c’è altro sullo sfondo, ed è notte ma una notte chiara con la luna piena, non come quella nero pece di prima.
Va beh, questo cambio di luogo non mi turba.
Mi metto sull’arco della porta che collega la stanza in cui sono con il divano ed i tre dei egizi e la stanza con l’acqua come pavimento. Ora voglio richiamare un dio diverso, di un’altra cultura che non sia quella egizia. E mi viene in mente un vecchio amico.
Allungo il braccio destro con la mano verso il fondo della stanza e grido <<Odino>>.
L’acqua ribolle verso il punto che combacia con il cielo aperto. Anche questa volta una massa d’acqua sale in verticale per agglomerarsi e dare forma ad una figura chiaramente umana fin da subito. E questa figura si definisce e si materializza camminando sopra l’acqua della stanza verso di me. Il volto di un uomo sui settanta, barbuto con una barba lunga bianca ed ispida, folte sopracciglia, lo sguardo severo con l’occhio sinistro colore del ghiaccio ed una benda sull’occhio destro. Il suo corpo è asciutto e allenato nonostante l’età, come un vecchio guerriero, ma i suoi vestiti sono anacronistici, sembra un nobile tedesco del 1500 con pantaloncini bombati ed anche le spalle del vestito bombate e con merletti bianchi, il vestito a strisce di colore bianco e un blu scuro. La testa adornata con un cappello con una piuma. È stranissimo e di sicuro non certo qualcosa che ci si aspetterebbe da un dio della guerra norreno.
Si ferma di fronte a me, lo sguardo severo ed orgoglioso. Mi dice che è la seconda volta che lo evoco (ed in effetti lo è davvero, in un SL di tanto tempo fa lo avevo già fatto), che non avrei dovuto chiamarlo e che evocando gli dei stavo facendo qualcosa che non avrei dovuto fare.
Io per tutta risposta gli dico che voglio chiamare anche Loki.
Mi risponde arrabbiato <<Soprattutto non Loki, te lo proibisco>>.
<<Ma io voglio incontrarlo di persona. Voglio conoscerlo>> ribatto.
E Odino mi risponde qualcosa come <<Non posso fermarti ma lo fai a tuo rischio. Io non sarò responsabile delle sue azioni>>.
Mi sorpassa per entrare dentro la stanza con gli dei egizi.
Le parole di Odino non mi toccano, sono pronta a tutto in questo lucido. Tutto va per il verso giusto per una volta!
Ripeto il gesto con la mano, ma stavolta grido <<Loki>>.
L’acqua che ribolle è in mezzo alla stanza. Non forma la figura come era successo per gli altri dei, bensì qualcosa emerge da sott’acqua. È la figura di un uomo dentro un’armatura completa pesante, scintillante. L’uomo ha anche un elmo che copre la testa e la parte bassa del volto lasciando intravedere solo gli occhi. Mentre emerge mi fissa guardingo, in posa di combattimento e sento un vago senso di pericolo. Quando finalmente tutta la sua figura è uscita dall’acqua, si avvicina a me. Si toglie l’elmo dalla testa e il senso di pericolo svanisce in un secondo perché ciò che vedo mi sorprende.
È un ragazzo fra i 25 ed i 30 anni, il volto delicato ma appuntito e magro di un colore roseo pallido che dà sul verdognolo, gli occhi color del ghiaccio ed i capelli lunghi e mossi di un giallo pallido strano, quasi acido, con delle ciocche verdi di tanto in tanto. Dà quasi l’idea di un elfo. Ha qualcosa che affascina nei suoi lineamenti e nel suo aspetto ma che disturba allo stesso tempo come accostamento strano di colori.
Ha un’espressione stanca e tristissima, ma accenna ad un sorriso dicendomi <<grazie per avermi richiamato, nessuno lo aveva mai fatto>>. Sembra sincero e provo una profonda pietà per lui.
Entra nella stanza con tutti gli altri ed io lo seguo. Nel frattempo nella stanza è comparso un secondo divano nero, con lo schienale verso il muro accanto al vano della porta in cui sono.
Loki, fa comparire una coperta con cui si copre e si sdraia disteso sul divano. Capisco che c’è qualcosa che non va.
Faccio il giro fino a poterlo guardare in faccia. Il volto è pallido, sembra sofferente.
<<che cos’hai? Senti dolore?>> gli chiedo.
Mi risponde <<il mio dolore è un bias. Non importa dove io vada, sono destinato a sentire sempre dolore>>. In qualche modo è come se mi dicesse che in realtà lui è sia qui che contemporaneamente nella grotta in cui Odino lo ha abbandonato, intrappolandolo insieme al serpente velenoso.
Distolgo lo sguardo da Loki e noto Odino in piedi poco lontano, in silenzio, che fissa Loki con sguardo fra il severo e il rabbioso, carico d’odio. Non dice una sola parola.
Voglio richiamare ancora qualche altro dio, di una mitologia diversa. Magari la greca, e mi viene in mente Atena (ho un breve flashback di una scultura greca della dea che mi passa avanti agli occhi, sento che il sogno comincia a cedere). Poi cambio idea e decido di richiamare qualcuno della mitologia greca che non vedo da tempo.
Urlo al sogno <<Morfeo!>>.
Ma l’uomo-Anubis si volta verso di me severo e mi dice <<Basta così, non vedi che stai creando un paradosso?>>. Intanto Bastet, la dea gatto, ed il dio coccodrillo si alzano dal divano e si dirigono verso una porta di legno poco lontana che non avevo notato prima e che porta all’uscita della stanza.

Qui il sogno crolla definitivamente.
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
Di cenere macchiata e del dono portatore
chiedendomi cosa cotal creatura fosse
<<parla inquieto spirito
di qual sorte t’ha vinto,
e rivela la mia
per cui possa gioire
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Arwen » 16/02/2022, 15:29

Complimenti, davvero, è un'esperienza spettacolare! Posso chiederti se usi qualche tecnica in particolare o se hai abitudini propedeutiche al sogno lucido? Ho letto che non ne facevi da un po', ma hai un controllo e una capacità di gestirli eccezionale! Il sogno, poi (anzi, i sogni!) è davvero affascinante... leggi molti libri di mitologia?
La parte di Loki poi mi ha emozionata... proverò a chiamarli anch'io nei prossimi lucidi : Love 2 :
Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the moss’d cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core...

(John Keats)
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 16/02/2022, 22:32

Scusa, oggi pomeriggio avevo preparato una risposta lunghissima, poi mi si è disconnesso il profilo e ho perso tutto quello che avevo scritto.
Adesso vedo di rispondere a tutto (di nuovo).

Posso chiederti se usi qualche tecnica in particolare o se hai abitudini propedeutiche al sogno lucido?

No, mi vengono in maniera naturale. Prima erano salturai, poi, dopo l’iscrizione al sito di SL, la frequenza è aumentata esponenzialmente (perché banalmente sei attivo sul sito, parli di lucidi con altri, scrivi di lucidi, leggi di lucidi e te ne interessi di più). La frequenza era di più SL al mese.
Poi ho avuto parecchio da fare con la mia vita ed ho perso un po’ l’interesse ed anche il tempo per seguirli. Comunque ne ho fatti saltuariamente (qui la frequenza è arrivata ad uno ogni diversi mesi+difficoltà a ricordare i sogni normali).
Ora sto cercando di ricordare bene i sogni normali e riportare i SL ad una buona frequenza. Come?
Con il diario cartaceo (che ho un po’ la pigrizia di scrivere, lo ammetto. Questo ultimo SL è stato anche un crash test per provare ad utilizzare un registratore vocale appena sveglia e devo dire che ha del potenziale. Devo ancora testarlo la notte), con l’occuparmi del sito e leggere e parlare di sogni e sogni lucidi in maniera quotidiana. Visto il lucido, direi che sono sulla buona strada.
Per il resto, niente tecniche. Prendo molto più facilmente lucidità partendo da dentro un sogno normale che partendo da sveglia. In più sono molto più stabili in questo modo (parere personale).

Ho letto che non ne facevi da un po', ma hai un controllo e una capacità di gestirli eccezionale!

Non è sempre stato così. Il controllo è aumentato una volta che mi sono iscritta al forum perché ho anche cominciato ad avere più sogni lucidi. Ed una volta che provi qualcosa nel sogno, poi è un bagaglio che ti porti dietro anche negli altri. Più ne hai e più diventi brava a controllarli. Se anche li abbandoni, ti arrugginisci un po’ (per es. in più di un SL avuto l’anno scorso ho avuto problemi nel volo, che in realtà è una cosa banalissima da fare), ma basta aumentare di poco la frequenza per rispolverare le esperienze ed è come andare in bicicletta, non te lo dimentichi.

leggi molti libri di mitologia?

Mi ha sempre affascinata, ma io lavoro anche con l’arte, e lì di mitologia ne trovi a bizzeffe (per esempio ora ho un contratto di lavoro in un progetto che porta il nome di un dio egizio -indovina quale...- perché, sorpresa sorpresa, devo studiare dei tessuti archeologici dell’antico Egitto).
Comunque queta task era una vecchia task che un utente mi aveva proposto anni fa e che avevo già fatto. L’idea di rifarla però è nata qualche giorno fa, dopo che ho parlato con Hari nella chat del forum e, sia per caso che volendo, mi sono autocondizionata in diversi modi.
Dopo la chiacchierata con Hari (lui mi raccontava che nei sogni ha molta simbologia dell’antico Egitto), ho scelto di continuare la task degli Dei. Poi, forse uno o due giorni dopo (esattamente il 7 Febbraio, ho ancora la mail), ho dovuto seguire un virtual tour per lavoro dove una guida presentava delle vecchie tombe dell’antico Egitto e la loro simbologia (questo non era programmato, è stata una coincidenza).
Infine mi sono preparata io mentalmente. Ho riletto i miei sogni in cui avevo già incontrato qualche Dio, poi una sera, prima di dormire, mi sono letta uno dei numeri del fumetto “the sandman” di Neil Gaiman (ci faranno una serie Netflix a breve, se ti interessa). Se non lo conosci, parla della storia del Dio dei sogni, Morfeo (che è anche una delle mie guide oniriche, l’ho estrapolato paro paro dai fumetti). E nel numero casuale che ho preso dalla mia libreria, Lucifero abbandonava l’Inferno dando le chiavi a Morfeo, quindi tutti gli Dei di differenti culture ed epoche, fra cui Dei egizi ed Odino e Loki, sono andati fin nel regno dei sogni per reclamare ognuno la legittima custodia delle chiavi. Infine ho anche fatto uno schizzo di Morfeo a matita, sperando che questo potesse aiutarmi a sognarlo (di solito, la sua sola presenza mi può aiutare a prendere lucidità).
Quindi per giorni c’è stato un lavoro di autocondizionamento a partire da sveglia.
Per questo, scegliere le tasks di giorno da affrontare nel prossimo lucido aiuta tantissimo. Anche solo immaginarti cosa farai, come la affronterai o, ecco, piccoli elementi che possano richiamare la cosa che devi fare, probabilmente aiutano.

proverò a chiamarli anch'io nei prossimi lucidi

Sì, ti prego! Io voglio fortemente che qualcuno provi a fare questa task! Non ho mai trovato nessuno che lo facesse con me. Purtroppo ora che hai letto il mio lucido, potresti esserne condizionata, ma sono curiosa di vedere come ciascuno rielabora la concezione di un Dio e come questi si comportano. Il fatto che sia una cosa religiosa, spesso pone un limite morale, anche inconscio (per esempio, nonostante io abbia sognato Dio diverse volte, non è mai apparso come forma umana, ma sempre come luce fra le nuvole. Nonostante io non sia religiosa, probabilmente questa è una limitazione inculcata dalla nostra cultura che è difficilissimo superare). Sono curiosa di vedere come gli Dei vengono dipinti e se cambiano da sognatore a sognatore.

Spero di esserti stata d'aiuto
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
Di cenere macchiata e del dono portatore
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<<parla inquieto spirito
di qual sorte t’ha vinto,
e rivela la mia
per cui possa gioire
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Arwen » 17/02/2022, 15:33

Davvero interessante! A me è capitato solo una volta di fare un sogno collegato all'Egitto, era come se sorvolassi il deserto e nel frattempo potevo ergere telepaticamente statue di divinità varie alte centinaia di metri e spostarle a mio piacimento, nulla di che. L'unica volta che ho provato una task simile volontariamente ho gridato "Mostrami Dio!" e si è eretta davanti a me una statua alta centinaia di metri raffigurante Rick di Rick e Morty, aveva un solo occhio e sono salita in cima su un ascensore "di luce" mentre in sottofondo sentivo la musica della pubblicità di Audible-Fantasy in modo dirompente. No sense, per questo devo assolutamente provarla di nuovo, ma chiedendo di vedere divinità specifiche! Apollo, Ipno, Artemide, Morfeo, Poseidone, Hermes... sono una fan di questi appena citati, ma sarei curiosa di vedere anche come il mio inconscio raffigura angeli e arcangeli o divinità egizie/celtiche e Kami giapponesi.
In un sogno che feci tempo fa un mio personaggio onirico si presentò come Baal, dal nulla (viewtopic.php?f=10&t=12924&start=20, verso la fine della pagina, parte in neretto) ed era raffigurato semplicemente come un ragazzo biondo con una camicia bianca.
Comunque sarei molto interessata a capire cos'è per te la figura di Morfeo, se ti dà sicurezza in generale/se e come lo chiami nei lucidi e come fai ad avvertire la sua presenza nei sogni per prendere lucidità, insomma se ti va e non ti disturba mi farebbe piacere parlarne! (magari via mp)

The Sandman non lo conoscevo, la trama così come l'hai descritta mi sembra interessantissima e intrigante, specialmente tutte le vicissitudini di Morfeo... temo solo che il fumetto sia troppo spaventoso :lol: lo è?
Season of mists and mellow fruitfulness,
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With fruit the vines that round the thatch-eves run;
To bend with apples the moss’d cottage-trees,
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 25/02/2022, 21:58

@Arwen scusa, non ti ho più risposto

task simile volontariamente ho gridato "Mostrami Dio!" e si è eretta davanti a me una statua alta centinaia di metri raffigurante Rick di Rick e Morty, aveva un solo occhio e sono salita in cima su un ascensore "di luce" mentre in sottofondo sentivo la musica della pubblicità di Audible-Fantasy in modo dirompente. No sense


Esatto, probabilmente c'è un blocco mentale dovuto alla nostra cultura, volenti o no. Sognamo antichi Dei, di diverse culture lontane da noi, ma non riusciamo ad incontrare il nostro.

Riguardo Morfeo, certo, ti invio un MP

The Sandman non lo conoscevo, la trama così come l'hai descritta mi sembra interessantissima e intrigante, specialmente tutte le vicissitudini di Morfeo... temo solo che il fumetto sia troppo spaventoso :lol: lo è?

No, non è spaventoso : Smile : ma è molto profondo, malinconico e un po' pesante (anche come stile di disegni puó non piacere, tutti i personaggi sono disegnati con tratti molto affilati, graffianti, e con colori piatti). Insomma, deve piacere.
La cosa interessante è che su uno dei numeri della storia, c'è una sognatrice lucida che penetra nel suo mondo e sembra quasi che Morfeo guardi e parli con il lettore invece, come se bucasse la quarta parete.
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 09/03/2022, 14:23

09/03/2022

Sprazzo di lucidità

Non è un lucido molto importante, ma mi sento comunque di annotarlo.

Comincia da un sogno normale. Non ricordo il prima, ricordo solo il momento in cui ho provato emozioni forti che mi hanno fatta prendere lucidità.
Sono dentro un edificio in mezza penombra, buio, completamente vuoto e silenzioso. Mi guardo attorno e sento salire la tensione.
Provo ad aprire una porta enorme, pesante e di colore rosso (un po' come le antincendio) di fianco a me e non si apre. Anzi, vedo che compare una sorta di serratura che si chiude cigolando.
Ci rimango di sasso, dicendomi che non è possibile. Guardo di fronte a me in un corridoio, anch'esso mezzo buio e desolato. Ci sono decine di porte che si chiudono piano e cambiano di posto, alcune scompaiono.
Comincio a sentire la pressione di voler uscire da questo posto ad ogni costo e prendo lucidità. Provo ad aprire qualche porta, sperando di capitare in una stanza con delle finestre, ma non riesco ad aprirne nessuna. Tutte le porte sembrano di quelle enormi, blindate.
Percorro il corridoio correndo ed arrivo alla sinistra di uno stanzone che sembra una hall. Ma non ci sono porte che danno verso l'esterno.
Noto che in questo stanzone/hall c'è una rampa di scale, sempre sulla sinistra, che porta a quello che sembra un sotterraneo.
Guardo giù ed è ancora più buio del resto di questo edificio. Qualcosa mi dice che è una pessima idea andarsi ad infilare laggiù e che comunque non è una via d'uscita verso l'esterno. Allora alzo lo sguardo e mi accorgo che ci sono delle minuscole finestrelle quasi al limitare con il soffitto, delle finestrelle di quelle piccole da palestra per intenderci, che lasciano passare la luce del giorno da fuori.
Compio un balzo e fluttuo fino alla prima finestra proprio sopra di me e la rampa di scale per il sotterraneo.
Provo a dare un pugno al vetro e romperla ma quella è come se fosse di gomma ed assorbisse l'impatto. Cerco di convincermi che si romperà e provo una seconda volta, ma ottenengo lo stesso risultato.
È come se il sogno volesse trattenermi dentro.
Allora alzo una mano e mi immagino di squarciarla, ma sento che la materia fa resistenza. Ho anche maledetto il sogno a voce alta per questo.
La finestra ed un pezzetto di muro prendono a squarciarsi con un taglio obliquo e l'effetto è veramente gommoso/gelatinoso, quasi come se fossero fatte della stessa sostanza delle caramelle a forma di orsetto gommoso. E comincio anche a vedere il taglio che piano piano prova a ricicatrizzarsi riplasmando della nuova materia sui bordi del taglio.
La fessura è piccola, ma mi ci infilo a forza e mi spingo fuori. Sento resistenza da parte della materia gommosa che mi intrappola e mi trattiene verso l'interno dell'edificio. Non vuole proprio lasciarmi andare. Sono con testa e mezzo busto fuori, all'esterno, ed il resto ancora dentro. Cerco di farmi spazio ed allargare lo squarcio attorno a me con le mani per farmi passare anche se questo si coagula finché finalmente, con non poco sforzo, riesco a spingermi fuori completamente.
L'edificio è circondato da quello che sembra un boschetto. Sento perdere un po' di lucidità. Volo per allontanarmi dall'edificio e trovo una strada asfaltata attraverso gli alberi. La seguo fino a che gli alberi non si diradano sopra un'alta scogliera bianca. La larga strada asfaltata continua verso destra mentre a parecchi metri sotto, c'è un mare cristallino e delle falesie frastagliate in cui occasionalmente vedo persone che fanno il bagno su piccole zone accessibili.
Proprio sulla curva della strada, c'è la nuda roccia bianca calcarea che più in sotto ospita una specie di piscinetta naturale con l'acqua cristallina quanto quella del mare sotto.
Decido di volermi immergere e quando entro nell'acqua di questa piscina naturale e mi siedo, sento che l'acqua è piacevolmente tiepida. Mi godo un momento la vista del mare e delle falesie in lontananza ma qui perdo completamente il sogno.
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Re: pagine di sogni di Alrescha

Messaggioda Alrescha » 13/03/2022, 2:40

Notte dell'11/03/2022
Non racconterò al dettaglio perché non è troppo importante.
Ho fatto un sogno completamente in pre-lucido.
Avevo libero arbitrio, avevo la sensazione di dubbio che qualcosa fosse perennemente fuori posto ed ho infine modificato l'ambiente in seguito ad un mio desiderio ma senza mai prendere lucidità.

Arrivo in riva al mare con la macchina perché volevo andare a correre ed allenarmi sulla spiaggia, solo che il tempo è nero da tempesta, i più è veramente buio da crepuscolo o da prima dell'alba e tira tanto vento. Sento il vento pungermi dal freddo sul viso.
Mi dico che proverò comunque a correre un po' e che magari il tempo migliorerà.
Ho la facoltà di scegliere cosa fare e dove andare. C'è una città piuttosto vicina, sulla mia sinistra, che identifico come la città di Senigallia del mio litorale e poi ne vedo un'altra, molto più lontana, sulla destra.
Comincio a correre andando verso sinistra perché mi dico che è la direzione con le grandi spiagge sabbiose. Il vento intanto si calma. Poco dopo aver cominciato a correre, mi trovo a dover passare fra delle cabine da mare adibite a bagni pubblici sulla spiaggia. Quando attraverso l'area con le cabine, mi arriva un odore acre e forte di urina che dà il voltastomaco.
Mi dico che per la strada del ritorno di sicuro non passerò ancora in mezzo alle cabine e che piuttosto sarei passata più vicina all'acqua, anche se il mare è in tempesta ed è pericoloso.
Proseguendo, trovo il percorso sulla spiaggia sempre più accidentato. Infatti mi ritrovo a correre affianco ad un cantiere di un edificio in costruzione prima e poi sopra dei tubi che sembrano le fognature della città.
Disgustata dall'ambiente, decido di tornare indietro subito e di prendere ad allenarmi nella direzione opposta.
Come deciso in precedenza, sorpasso le cabine facendo il giro largo.
Osservando il mare alla mia sinistra, vedo che ci sono tanti tornado che si formano sulla superficie e poi scompaiono o altri più grandi che sono persistenti. Mi dico che questo è il chiaro effetto dei cambiamenti climatici perché fino a qualche anno fa non c'erano mai stati.
Se prima potevo vedere uno spicchio di cielo arancione vivo fra le nuvole nere verso la città più lontana, ora che corro in quella direzione le nuvole chiudono completamente anche quello spiraglio e tutto diventa più scuro, preannunciando davvero lo scatenarsi della tempesta.
Allora penso che è un peccato, che non voglio trovarmi in mezzo ad una tempesta mentre corro in spiaggia e che vorrei avere un po' di sole.
Fra me e me voglio fortemente che il cielo si liberi e torni più sereno.
Le numerose trombe d'aria spariscono e le nuvole cominciano a correre veloci verso l'entroterra, liberando il cielo che diventa subito chiaro con colori rosa/arancione tipici di poco prima dell'alba o subito dopo il tramonto.


Ero ad un passo dal prendere lucidità. Comunque ciò che mi ha spinta a scrivere il sogno è stato l'odore terribilmente forte e persistente di urina e di bagno chimico che mi ha sorpresa (e per un attimo credo pure di essermi detta che non avrei dovuto sentire un odore così forte in sogno, ma non ero cosciente, è stato un pensiero fugace), ed anche la sensazione di vento freddo che ho sentito sferzarmi il viso appena mi sono affacciata sulla spiaggia. Sensazioni riprodotte alla perfezione, reali. È sempre sorprendente vedere come il cervello abbia immagazzinato il dato degli odori e riesca a riprodurli anche in seguito, pur non avendo la fonte d'origine vicino. In genere l'olfatto è molto meno attivo degli altri sensi nei sogni, a meno che non ci si concentri, ma stavolta era ben presente.
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
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