Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Lucidi di Roberto

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda VonPandi » 07/07/2015, 10:20

wow :o
Molto curiosa come wild ahahahha. Vedo che tutti si inventano il proprio modo per entrare nei sogni : Chessygrin :
Complimenti comunque, bel lucido! : Razz :
VonPandi
 
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Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 08/07/2015, 10:51

8 luglio 2015

Risveglio verso le 7 meno qualche minuto.
Rimango attivo circa una mezz'ora a fare poco e nulla: cammino in camera,chiudo la finestra per via della troppa luce,non penso alla giornata che sta per iniziare immaginando che il momento attuale faccia ancora parte del mondo del sogno. (ho fatto diversi sogni comuni prima di svegliarmi ma che non ricordo).

Il tempo di coricarmi supino e di fare un po di respirazione diaframmatica profonda che vengo raggiunto dalla paralisi REM,mi sento tutto bloccato ma non ho allucinazioni.
Con gli occhi chiusi cerco di proiettarmi la stessa riga (di cui ho parlato all'inizio della transizione del sogno del 7 Luglio 2015) nel retro delle palpebre, questa volta però in verticale.
Mi ci lancio dentro e non accade nulla; riprovo più volte senza risultati.

Penso allora alla tecnica del "vuoto nero 2d" dietro le palpebre che si può trasformare in 3d per raggiungere luoghi e persone a noi remoti (ho trovato su questo forum un link che rimandava ad una versione inglese tradotta).
Decido di crederci (inconsciamente lo stavo già facendo da qualche giorno,infatti ne parlai pure ad una persona chiarendo le mie intenzioni) e ..dopo pochi istanti di nero "piatto".. BOOM!

Sono lucido e sto precipitando al contrario, con lo sguardo rivolto in avanti, dentro un tunnel squadrato con pochissima luce (con dei lampioni ogni tanto) che man mano si trasforma in una galleria-labirinto con dei mega tasselli a muro con i disegni stilizzati del sole,delle nuvole,della pioggia come fossero dei pannelli egiziani che indicano il passato, presente e futuro; sono quasi certo, dall'interno del sogno, di capire che sto tornando indietro nella vita, come se dovessi scoprire qualcosa di me.
Tutto ciò accade ad altissima velocità e sembra una caduta libera ma "in piedi".
Scorre tutto veloce attorno ma faccio in tempo a notare, tra le tante, la figura della testa di un cavallo bianco - in una posizione molto fiera - disegnato su uno di questi pannelli, in un corridoio che supero rapidamente.

Decido di fermare questa caduta tra le rovine: mi avvicino al pannello sopra citato e assaggio subito il pavimento per stabilizzare l'esperienza.
Lo faccio più volte e sento le mie mani fisiche farlo, così come la presenza in bocca di qualcosa, come se fossi contemporaneamente cosciente del mio corpo che sta dormendo e lo sentissi muovere "in parallelo" sia nel sogno che nella veglia.
Porto via dei pezzi dal pavimento mangiandoli e tutto inizia a diventare a quadretti/mega pixel (come Minecraft, anche se ametto che non ci ho mai giocato).
Mi giro di 180° e trovo una sorta di spazio aperto buio, anch'esso composto da pixels, sempre all'interno di questo tunnel/labirinto, con degli oggetti piccoli che volano: sembrano le teste di animali fatti con i lego.
Mangio anche un pezzo di muro per farmi spazio e andare oltre però mi blocco ad osservare.

Svanisce tutto e torno nel buio più assoluto.

Mi sveglio durante la paralisi,non so quanto tempo sia passato ma non apro gli occhi.
Mi concentro, in particolar modo, sulla paralisi della faccia e della braccia che ho lasciato attorno al mio collo, appoggiate al cuscino: questa volta tento di ricordare il sogno appena fatto e di replicare/proiettare la struttura del corridoio che ho percorso all'inizio, sperando di poterci tornare nell'immediato.
Sembra non funzionare ma in compenso sento qualcosa di nuovo,una percezione fisica inaspettata: le mie gambe stanno galleggiando in aria!
Sono cosciente, sdraiato nel letto con le dita dei piedi dirette verso il soffitto e le gambe unite ma non ancora completamente distese.

Ricordo allora una lettura riguardo tecniche per entrare in OBE che parlano di girare su se stesso e formare un "tornado" il cui asse verticale è al centro del nostro corpo.
Prima di tutto però mi concentro sulle gambe e aumento l'inclinazione fino ad avere le gambe perpendicolari al pavimento; successivamente cerco di darmi una prima spinta anche con il busto verso l'altro che risulta vana.
Provo a girarmi su me stesso dal lato sinistro ma sento un grande impedimento.

Perchè non tentare come la prima volta che ho vissuto questa esperienza? Bene,mi slancio violentemente sulla destra, giù dal letto e...sono fuori.
Mi guardo come se fossi fatto di ombra, trasparente, allungata e pesante.
Osservo la camera ed è scurissima e sento un oggetto che in realtà non c'è vicino al punto in cui sono caduto.
Appena riesco ad alzarmi mi avvicino alla porta di camera che è uguale identica alla veglia e, attraverso i vetri, penso che sia interessante andare ad esplorare quello che c'è fuori casa.
Sento una voglia di esplorare e una curiosità sempre crescente.

Immagino di passare attraverso la porta ma non ci riesco.
Non voglio perdere tempo quindi la apro con la mano che è senza materia: sono nel corridoio e osservo simpaticamente che la porta di casa presenta anch'essa dei vetri (nella realtà no) che lasciano trasparire una luce verde tenue e vivida allo stesso tempo e penso alla gioia di uscire ed esplorare.

Purtroppo ero talmente eccitato che mi son sentito risucchiare via.

Credo di essere sveglio: la stanza è buia (ricordo di aver chiuso la finestra).
Mi alzo con un colpo di reni e mi ritrovo di nuovo sdraiato nel letto.
Alla fine capisco che è stato un falso risveglio fulmineo e confuso.

---

I modi di stabilizzare un'obe sono gli stessi del SL? Qualche consiglio in merito?
Ho letto diversi libri sulla materia ma non ho mai sentito parlare di "stabilizzazione" vera e propria.
Nel mio caso forse ho vissuto una via di mezzo tra SL e OBE, come qualche settimana fa.
roberto89
 

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 20/07/2015, 20:22

Notte del 20 Luglio 2015

Non ho molto tempo o testa da dedicare ai lucidi ma qualcosa arriva ogni tanto.

Sono con P. in una piscina all'interno di una mega palestra moderna.
Camminando tranquillamente andiamo a spogliarci ognuno per i fatti propri in punti diversi dello spogliatoio.
Poi usciamo e ci troviamo in piscina. Ha una forma curva piccola,è circondata da ragazze che sono amiche che dicono a P. qualcosa.
Ci sono delle piante attorno che fanno da perimetro assieme a delle panchine di metallo dove qualche persona sta seduta.
Noto della gente in acqua e mi tuffo anche io. P. è già dentro a nuotare e ci scambiamo degli sguardi d'intesa ed amichevoli.
P. inizia a fare delle vasche e pure io..nuotando però in maniera diversa: mi sorprendo di riuscire a guardare bene sott'acqua senza avere fastidio agli occhi.
La piscina si riempe facilmente quindi decido di uscire e fare un giro nei dintorni.

Si mescola a questo sogno un'altro dove devo andare a lavorare come pagliaccio per un circo (giornata dedicata al sociale a Massa) ma non riesco a trovare il costume e quindi torno in piscina.
Non c'è più nessuno e sento che devo tornare nello spogliatoio.
Cerco dei fogli nel mio borsello nero come se fosse un quaderno in cui prendo degli appunti di poesie e disegni erotici schizzati a china.
Ne trovo alcuni che non mi appartengono e P. mi fa pressione psicologica chiedendomi cosa sto facendo.
Dobbiamo andare via da li: c'è una ragazza bionda alla cassa che sta parlando con un tipo che sembra stia pagando. Li ignoro.
Esco da queste stanze vestendomi con il pensiero e raggiungo P.
Sono davanti ad una porta/cancello vicino all'uscita in un ambiente che assomiglia ad una sauna all'aperto con piante tropicali e palme.
Aspetto P. ma non arriva.
Percepisco che qualcuno di cattivo vuole farle del male e che la sta rincorrendo.
Vedo arrivare P. di fretta scappando da un sorta di uomo/guardiano e il sogno svanisce.

Mi sveglio e tento una wild seduto sul fianco sinistro.
Penso che sarebbe bello scappare da quel posto su una macchina sportiva con P. a fianco.

Vengo proiettato in un tunnel nero con qualche immagine ipnagogica veloce e mi ritrovo seduto lucido su una macchina bianca coupè che sfreccia a tutta birra in un deserto con P. a fianco.
So che siamo appena scappati dal posto del sogno precedente e quindi sono molto sereno.
Faccio diverse inversioni a u e, siccome son lucido dall'inizio, chiedo conferma con estrema chiarezza guardandomi le mani che sembrano più plasticose del solito.
Ho la percezione del mio corpo di veglia steso nel letto seppur la mia posizione sia completamente diversa nel sogno (non è la prima volta che accade d'incontrare questa sensazione) e dico di non agitarmi o eccitarmi troppo per evitare il risveglio.
Sembra di essere in un deserto americano dai colori vividissimi: sento l'aria sulla pelle e mi sto divertendo un sacco al punto tale che mi guardo attorno e so con certezza che sono io.
Attraverso velocemente delle gallerie che appaiono improvvisamente ma continuo ad accelerare fortissimo su una strada simile alla ruote 66 ma senza colline. Solo montagne all'orizzonte e un po offuscate.
Il vento è la cosa più bella che provo durante tutto il tragitto, mi ricorda un lucido molto intenso che feci qualche settimana prima.
Ad un certo punto decido di non esagerare e di fermarmi con il pensiero. La macchina si blocca e scendo,appoggiandomi alla portiera chiusa.
P. senza neanche aspettare fa la stessa cosa e si ferma vicino al fanale anteriore della macchina, dalla mia parte.
Segue un momento meno lucido (come un salto nel vuoto) nel quale sento che sta per avvenire qualcosa.
Infatti dopo pochi momento riacquisto un minimo di lucidità e penso di voler diventare P. per capire meglio quello che prova e cerco di guardarla per trasfigurarmi nel suo corpo: in parte la cosa avviene attraverso una decomposizione cibernetica (tasselli di metallo/virtuali che si mescolano nell'aria - molto cinematografico) del viso ma è qui che accade l'inaspettato.
Una sorta di voce femminile calda e sicura ferma il tempo del sogno e mi avvisa che quello che sto tentando di fare è molto pericoloso e che potrebbe bloccare il sogno stesso e tutti i processi di coscienza ad esso collegati, rischiando inoltre di rompere definitivamente qualcosa di importante.
Rimango fuori dal corpo del sogno (sono ancora dentro il sogno ma fuori da quel corpo in mutazione) e guardando P. cerco un suo sguardo o una parola per capire cosa sta accadendo.
Infine dcido di non proseguire per mantenere la bellezza, non solo fisica, e l'integrità di P. , seriamente preoccupato dalle parole di questa voce anonima che però sembrava volere davvero il mio bene e anche quello di P.
Guardo P. ancora una volta sorridendo e il sogno svanisce.
roberto89
 

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 24/07/2015, 12:03

24 Luglio 2015

Dopo aver tenuto il diario dei sogni per qualche mese mi rendo conto che le descrizioni che faccio spesso non coincidono con le vere sensazioni, questo a causa di una modalità di "scrittura" troppo schematica ma che mi è utile per ricordare il più possibile i dettagli del sogno stesso.
Se mi lascio trascinare dalle emozioni, scrivendo, potrei essere veramente poco fedele... anche se in contemporanea il racconto del sogno otterebbe veramente molte sfumature visive ed uditive.


Vado a letto verso le 2 e mi risveglio alle 6 e mezza inoltrate.
Non fa caldissimo e penso automaticamente a voler sognare perchè non ricordo i sogni comuni fatti durante la notte.
Mi sento pieno di vita e non voglio perdere tempo quindi mi corico con le braccia verso l'alto e sento come una forte predisposizione al sogno, sento la vicinanza alla fase REM a livello subconscio.

Mantengo buona parte della coscienza attiva e mi ritrovo ad osservare la camera al buio, mi chiedo come fossi capitato in quella condizione dato che al mio risveglio (reale) c'era già la luce dell'alba a sfiorare il letto e le lenzuola.
Mi sento pesantissimo e mi alzo da una posizione che era ben diversa da quella in cui mi ero addormentato: rotolo già dal letto sul lato destro e la stanza è già leggermente cambiata, viene "attraversata" da fasci di luce dorata e bianca, effetto che però ha durata brevissima.
Cerco di attraversare le pareti e le porte ma ogni volta l'esperienza si smaterializza con quell'azione.

Mi ritrovo nell'oscurità che è ormai un luogo piacevole in cui stare, dal quale spesso partono i miei viaggi.
Immagino di essere piu leggero e al voler pensare di meno (sembra un paradosso pensare a voler pensare di meno - in realtà sarebbe semplicemente da NON PENSARE a pensare) per lasciarmi trascinare dal desiderio senza eccitarmi.

Inizio a sentire un rumore assordante nelle orecchie e mi rendo conto che sta avvenendo una transizione molto intensa.
La cosa mi piace e me la godo, ormai come un processo naturale delle cose che inizia a darmi anche un certo appagamento fisico.
Alla conclusione del brusio mi risveglio nel letto ma capisco, a causa delle proporzioni deformate degli oggetti, che sto avendo un altro falso risveglio: penso sia l'occasione adatta per sperimentare qualcosa.
Salto fuori dal letto e sono già sospeso in aria vicino al soffitto.
Questa volta il peso non esiste e mi sento padrone del mio fluttuare.
"Ok ora sono uscito alla grande, devo solo evitare di far crollare tutto" giro su me stesso e la visione della camera è del tutto grandangolare/panoramica.
Ho meno vincoli fisici,i l mio pensiero è più distaccato dalla mente ma penso che non debba sprecare l'occasione e tentare di aprire la porta di camera e d'ingresso usando la maniglia e non tentanto inutili trapassi nel muro.
La prima porta si apre benissimo, osservo quella all'ingresso che presenta, come in tutte le precedenti obee o similari, dei vetri opachi dai quali filtra una luce verde.
Questo mi fa pensare che l'ambiente è lo stesso e che sono effettivamente in un'altra dimensione.
Esco fuori aprendola lentamente.

"Impressionante,wow"! Quello che vedo è un mix tra giorno e notte: mi guardo attorno per osservare il realismo della casa in cui vivo mentre nel cielo c'è una luna che illumina però in un modo simile a quello del sole e le luci che colpiscono le mura delle case sono "notturne", provenienti dai lampioncini che stanno piazziati nel cortile.
C'è un giardino più grande del normale con delle luci viola ad illuminare a rasoterra i fili d'erba. Da qualche direzione percepisco anche una luce verde.
Sullo sfondo, in gran parte sfocato, mi sembra di notare la presenza di montagne.
L'atmosfera è crepuscolare e sembra di essere, almeno per il cielo, in un quadro della corrente Romantica (ieri sera ho osservato per un po di tempo i quadri del mio pittore preferito, Caspar David Friedrich).

Si avvicina velocemente, incuriosito ed in assoluto silenzio, un gatto certosino che scaccio quasi con rabbia con degli schiaffetti, quasi avessi paura che rovinasse la mia esperienza onirica: vedo che ci rimane male e che palesa una certa sofferenza/indisposizione e corre via lungo le mura della casa.
Mi rendo conto che ho fatto una cosa che non rispecchia me stesso - durante la veglia non simpatizzo con i gatti,ma sto man mano cambiando idea - e allora decido di chiamarlo per farlo avvicinare, chiedergli scusa e coccolarlo un po, per fargli capire che non ha nulla da temere.
Lui si fa avvicinare e facciamo pace, confidandogli (e/o confidando a me stesso) sussurrando che non ho nulla contro di lui.
Ora è sereno e gli dico con il pensiero di andare a correre in questo giardino notturno: neanche il tempo di farselo ripetere che scompare dietro un angolo.
Continuo a guardarmi attorno: il cielo sembra vicinissimo come se fossi dentro una galassia con delle nebulose.
Girovago un po per caso, scendendo le scale sentendo i piedi ben piantati a terra, e penso che sarebbe figo fare qualcosa.

Questo pensiero così "razionale" fa partire una destabilizzazione e mi ritrovo nel letto.

Sono nel buio totale e sento la sensazione del corpo in aria: da lì posso scegliere cosa fare.
Mi appare uno schermo con varie destinazioni rappresentate su una mappa e una voce femminile che mi chiede dove voglio andare e mi consiglia dei posti facendomi apparire le bandiere sopra la nazione.
Penso di voler fare un viaggio in Australia ma lo schermo sbaglia e sceglie il Nicaragua ,come se avesse sentito male la pronuncia.
Mi rendo conto che riesco a leggere meglio i testi rispetto ad altri sogni.
A quanto pare dopo vari tentativi non riesce.
Penso ad andare in Thalandia per risolvere il problema dello sfruttamento dei minori (non so perchè mi viene in mente).

Zoomando con lo sguardo nella mappa ottengo la transizione perfetta per ritrovarmi a volare in un paese , che riconosco esser la Thailandia per la povertà del paesaggio e delle persone di campagna, simile ad un videogioco dove la popolazione è sotto assedio - lo capisco dalle truppe (vestite in parte alla Star Wars) che cercano di spararmi come se fossi un nemico - e mi dicono che devo andare a trovare la regina per risolvere la questione.
Arrivo davanti al castello medievale ma non riesco ad entrare perchè la porta è troppo piccola.
Cerco di allargarla con le mani e in quel momento mi rendo conto che tutte le dimensioni e proporzioni del luogo sono sballate... come se fossi nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie (non ricordo che punto,però).
Infatti mi ritrovo ad essere un gigante e ad infilare la mano nel portone per sfondarlo (sembra quasi un riferimento Freudiano) ma non accade nulla.
Penso invece che dovrei rivolgermi ad altri ed appare, poco fuori dal cortile in cui mi trovavo, un personaggio vestito e incoronato come un re che cerca di convincermi di andare da lui.
Me ne volo via perchè non credo sia il caso.


Il sogno crolla e mi ritrovo sempre in uno stato di buio assoluto dove mi sento sospeso, quasi volassi agitando appena le mani.

Mi sembra di stare entrando nuovamente in un'obe.
Sono nella mia stanza, partendo da un falso risveglio, mi alzo dal letto e vedo che qualcosa è cambiato.
Mi rendo conto di star sognando e mi guardo le dita delle mani che, se fisso troppo intensamente, cercano di far svanire tutto.
Porto il pensiero distaccato dal corpo onirico e chiedo vividezza e chiarezza ad alta voce,facendo stabilizzare il tutto.

Vado in camera dei miei genitori (mio padre e sua moglie) volando a mezz'aria.
Sembra mattina presto e la stanza è praticamente identica a parte il letto ruotato di 90° rispetto alla posizione originale.
L'atmosfera è rilassata, i colori son tutti pastellati sul grigio e l'azzurro pur rimanendo un ambiente realistico.
Mio padre si alza ad aprire la finestra e sembra quasi uscire dalla mia vista-inquadratura.

Parlo con sua moglie e crolla tutto.

Torno nel limbo oscuro dove non vedo nulla.
Qui parte un altro sogno meno lucido ma nel quale ricordo di avere a che fare con persone che conosco nella realtà.
Ricordo anche dei paesaggi di città / campagna nei quali volo ad alta velocità, a qualche metro da terra, con la possibilità di variarla a piacere in base alla mia posizione delle mani: inclinandole in basso per aumentare e portando il palmo verso l'alto per rallentare.

Tutto questo nell'arco di mezz'ora :wyn:
roberto89
 

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 21/08/2015, 18:08

Semi lucido del 21 Agosto 2015 - Sonnellino del tardo pomeriggio

Durante la lettura di "Viaggio ad Ixtltan" di Castaneda sento insinuarsi in me uno stato di stanchezza che precede, in genere, uno stato di sonno profondo.

Prima di coricarmi però mi segno il punto in cui sono arrivato (parlava di Presagi e del corvo, del Falco bianco e di Castaneda) e ripenso ad una cosa accaduta questa mattina, a proposito di presagi, che decido di trascrivere in un diario personale che ho iniziato da poco tempo:

"Questa mattinaportando sotto casa il cane, vicino ai cassonetti della spazzatura, nel momento in cui il cane stava finendo di fare i suoi bisogni, sento il rumore di un rametto che si spezza. In quel momento ero in sovrappensiero e rimuginavo su possibili soluzioni riguardo problemi attuali lavorativi e di salute.
Mi giro e vedo veramente una pianta che si era spezzata in due e che barcollava su se stessa a causa, penso, di un leggero vento."


Scelgo di non forzare il mio spirito in direzioni opposte e nel giro di qualche minuto, dopo essermi sdraiato, cado in nel tipo di sonno che avevo percepito prima ancora di decidere di coricarmi.

Seguono vari sogni comuni di cui non riesco a ricordare nulla.
Ad un tratto inizio a sentire un peso nel petto, cose se fossi in uno stato di semi-lucidità che parte da un torpore visivo buio e oscuro che ormai riconosco quando tento di lucidare tramite DILD o WILD.
Appare mia madre di fronte a me che con fare sicuro , ed in parte preoccupato, inizia a massaggiarmi (è fisioterapista nella realtà) la zona sinistra del petto come se stesse cercando il punto giusto dove trovare qualcosa.
Io osservo il tutto dalla posizione sdraiata in cui sono, come se stessi usando sia il corpo di sonno fisico sia quello energetico nel sogno: la sensazione fisica ,e visiva, era quella di una massa rigonfia che sbuca tra il centro dello sterno e il pettorale sinistro.
Cerco di non farmi attraversare dal panico e dalla pausa di questa sensazione nuova e inattesa, come se sapessi che posso mantenere la calma adatta per vivere pienamente quel momento.
Mia madre, nel premerci sopra, mi fa percepire chiaramente che quella massa gonfia (tipo aria o liquido) deve essere spostata altrove e lo fa,portandola fino alla bocca dello stomaco dove essa sembra rimpicciolirsi fino a sparire.
La scomparsa di questo rigonfiamento coincide con un mio lento risveglio durante il quale mi rilasso in una semi paralisi del corpo che ormai non mi spaventa più come invece faceva prima di Maggio 2015, prima di iniziare a sperimentare i primi sogni lucidi.


ps: è circa un mese che non cerco lucidi e le poche esperienze di coscienza nel sonno/sogni si sono limitate a fasi di transizione.
roberto89
 

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 01/09/2015, 12:14

Non mi ricordo come mi sono addormentato ma ero molto stanco.
Mi sveglio molte volte durante la notte dalle 2 alle 5. Notando l'andazzo tento una WTBT inconsciamente, senza particolari mantra o pensieri.

Non ricordo la transizione nel mondo dei sogno.

Sono in un autobus e sto andando da qualche parte.
Seduto nella fila di sinistra mi ritrovo di fianco mio padre che mi sta parlando; mentre guardo fuori dal finestrino mi rendo conto che non so come sono arrivato in quella situazione.
Mi giro e chiedo a mio padre se lo sa che sta sognando, mi risponde di sì e che altrimenti non potrebbe fare questo: mi morde il pollice della mano destra e cerca di allungarlo.. io non sento dolore e allora gli dico che significa che siamo entrambi in un sogno.
Questa frase aumenta considerevolmente la nitidezza e inizio a pensare che non debba fermare il mio sguardo sulle cose e faccio come consigliato da LaBerge e Castaneda, ovvero cerco di usare solo la coda dell'occhio per scrutare le cose senza mai soffermarmici: mi rendo conto che riesco comunque a concentrarmi sui dettagli molto più che sulla scena nel suo complesso (è una caratteristica che è andata sempre più migliorando da quando ho inziiato a sognare lucido a fine maggio).
Dopo aver guardato fuori da questi finestri di vetro enormi alla mia sinistra penso che sarebbe bello tentare di volare fuori e, in previsione dello spiccare il volo o di tentare qualsiasi altra azione decisa, allungo il braccio destro verso il corridoio centrale del bus (che è uno di quelli da viaggio) ed afferro con la mano un pezzo di plastica/moquette e me la mangio.
Inoltre non ancora contento decido di guardarmi le mani e le ritrovo lì integre, perfette come nella realtà: molti avrebbero cercato un reality check ma ne avevo già utilizzati abbastanza per avere confermo che ho iniziato ad utilizzarli come stabilizzatori di lucidità.
Alzo lo sguardo dal pavimento e incrocio lo sguardo di un altro passeggero uomo ma non gli dò più di tanto peso.


Perdo lucidità di colpo e non ricordo più nulla.

Ho capito che ormai perdo troppa energia del sogno a fare check e cercare dream signs che la esaurisco velocemente.... dovrei impegnarmi a fare altro e darmi delle task. : CoolGun :
roberto89
 

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 02/09/2015, 10:34

Mi addormento senza ricordare la transizione tra mondo reale e sogno.
Ottengo in automatico una lucidità parziale.

Sono in una città simile a Venezia con mio padre,stiamo girando come turisti e io ho la macchina fotografica al collo.
Scendo in un canale e mi affaccio fuori da una galleria per vedere se c'è una gondola ad aspettarci, come se dovessimo andare a visitare la città su di essa: ne vedo una ma stento a crederci, allora ricontrollo e accenno a mio padre che c'è.
Lui mi dice di salire e che non saremmo affondati, gli faccio notare che c'è posto per due e che con le mie scarpe avremmo avuto dei problemi (penso che vorrei guardarmi i piedi per capirci di più ma non ci riesco).
Mi consiglia di cambiarle e io accetto ma non ho altri paia dietro con me: penso che dovrei andare in un'altra città (casa?) per recuperarle.
In quel momento scende dalle scale una ragazza, vicino alla galleria da dove ci eravamo affacciati, che mi indica di seguirla con movente affascinanti e che hanno qualcosa di orientale.

Spicco un salto e la raggiungo sopra un muretto li vicino.
Mi dice qualcosa, cerca di lusingarmi e mi rendo conto che è davvero una bella ragazza mora,magra,molto atletica e che si sta allenando con dei compagni di palestra all'aperto.
Iniziamo a baciarci dopo un rapido susseguirsi di flirt silenziosi: ad un certo punto un tizio muscoloso che sembra esser stato agitato da quel nostro cercarci con la bocca, inizia ad avvicinarsi a me.
Lei rassicura lui e dice di non fare nulla.
Io non tanto per paura quanto per un sentimento di inadeguatezza alla situazione mi giro e scendo già da quel muretto (il ricordo vago è di esser rimasto sempre appeso con le mani a questo muro, avendo alle mie spalle la "zona" di Venezia della scena precedente).
Inizio a pensare che dovrei trovare un modo per viaggiare nello spazio e nel tempo con estrema semplcità e, appena giratomi, vedo una sorta di piccolo tempo all'aperto che sembra dedicato a qualche religione/filosofia orientale.

*TUTTO NERO, NON RICORDO NULLA*

Mi risveglio dal torpore di fianco ad un sciamano "moderno" che credo essere un personaggio simile a Don Juan (lo capisco solo dopo e lui non mi conferma nulla se non che è una mia guida) che cerca di insegnarmi ad usare il terzo occhio e a focalizzare la mia attenzione per entrare in un secondo mondo dove posso vedere persone ed eventi che non potrei nel mondo del sogno "regolare".
Stiamo attorno ad un tavolo e c'è anche una seconda persona, un uomo adulto, come se fosse anch'esso un allievo ma che sà già cose che io non conosco.

Lo sciamano mi chiede di chiudere gli occhi e di creare nella mia mente qualcosa che non capisco, come se cercasse di guidare la mia coscienza verso una nuova attenzione mentale (non ne sono sicuro, è una percezione).
Inizio ad avere immagini inpagogiche dopo aver chiuso gli occhi nel sogno stesso e sento la sua voce che mi sta spiegando come poter entrare in quello stato di coscienza/incoscienza e poterlo utilizzare per viaggiare e fare diversi tipi di cose.
Riesco a farlo dopo uno sforzo che sento concentrato nel petto..entro nella mia mente e, riaprendo gli occhi con molta fatica, vedo la stessa scena (sciamano e aiutante/allievo) ma tutta bianca e con altre 5 persone attorno, come se fossero delle figure-donne invisibili che mi son potute apparire solo grazie alla mia entrata in quell'altra dimensione.
Mi guardo attorno e avverto la difficoltà di mantenere quello stato (ovvero di quello stato di coscienza alterato dentro un "sogno/wild/focalizzazione interna" effettuato dentro il sogno reale) e quindi richiudo le palpebre.
Lo sciamano mi fa visuaizzare alcuni posti che avrei potuto raggiungere e mi permette di scegliere: sono luoghi fantastici ai quali non avevo mai avuto accesso prima ma sento che il suono tono è più un avvertimento che un invito.
Rincorro con lo sguardo mentale, sempre nelle palpebre chiuse nel sogno, una serie di immagini che mi mostrano questi paesaggi inquieti e surreali, dove c'era la presenza di caverne moderne e naturali.

Dopo un'accurata selezione mi concentro su uno in particolare. Il silenzio è tremendo.
Inizio a focalizzare ogni pensiero su di esso come nelle tecniche spiegate da Don Juan quando fa sedere Castaneda davanti agli alberi a guardare le foglie: il risultato è impressionante perchè vengo attirato verso il centro con un vortice velocissimo e intenso.
Appena sulla soglia di questa dimensione avverto sensazioni fisiche di dolore nella parte bassa del collo,tutto lo sterno,il bacino,i fianchi, come se fossero compressi sotto una morsa di ferro pesantissima, una sorta di "implosione ossea". Decido quindi di non continuare quel viaggio ma non faccio in tempo a pensarlo che mi rendo anche conto di non poter tornare indietro.
Tento con tutte le forze che ho in corpo di pensare al luogo precedente dov'ero prima di quel viaggio affinchè io possa tornarci ma non accade: percepisco come una forza oscura (non animale o umana, ma dal pesaggio confuso e sfocato che ho di fronte) che mi vuole tenere lì con sè.
Vedo dei numeri nell'aria come se fossero un timer vitale durante un countdown.
Sento come una nuova presenza, questa volta benefica, che mi attrae verso di te tirandomi "mentalmente" dalle mie spalle e mi ritrovo per terra, confuso e mal ridotto, con le sensazioni negative descritte sopra, vicino allo sciamano che mi avvertiva che avrei potuto non far ritorno e che lui sapeva quanto sarebbe stato pericoloso.


Mi sveglio completamente dal sogno.
Mi giro nel letto per qualche secondo ancora intorpidito e provato dall'avventura.
Le prime parole che mi escono dalla mente sono "seconda attenzione".
Ultima modifica di roberto89 il 02/09/2015, 15:59, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda dixit » 02/09/2015, 12:33

Mooolto interessante. Che sia lo stesso tizio che ho incontrato io? : Doctor :
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Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 02/09/2015, 12:51

Ah mi sono scordato di scrivere un dettaglio fondamentale: lo "sciamano" del caso mi parla del terzo occhio.
Ogni qualvolta chiudo gli occhi fisici (del sogno) sento un occhio aprirsi dietro la fronte, in mezzo alla testa, come se ci fosse una palpebra fatta di carne che si apre (sì, è assurdamente illogico, dato che il terzo occhio è perlopiù situato in un'altra posizione e, per quel poco che so, si tratta più di un punto immaginario che di qualcosa di realmente esistente nel corpo umano) . E l'apertura di quella palpebra coincide con l'entrata nel mondo "alternativo" all'interno del sogno nel sogno.
Come se, nel chiudere gli occhi del mio me onirico, aprissi contemporanemante il terzo occhio che mi cambia la visione delle cose che ho di fronte,dai colori alle sensazioni, dagli oggetti alle persone presenti.
roberto89
 

Re: Lucidi di Roberto

Messaggioda roberto89 » 11/09/2015, 11:20

Notte 10 Settembre 2015

Lucido: vari sensi attivi (vista e udito in paritcolare) e una buona controllabilità degli eventi.
Semi lucido/Comune: vari sensi passivi, vista controllabile ma parziale influenza degli eventi.

Sono le 7 e qualche minuto e mi sveglio in modo naturale anche se non del tutto riposato.
Dopo essermi distratto per una buona mezz'ora nel fare attività non impegnative, torno a letto e mi rilasso, abbandonandomi al pensiero di voler sognare lucido e alla stanchezza rimanente che avevo addosso.

Nel giro di poco inizio a vedere delle immagini confuse e sbadite formarsi davanti a me, nel mio tanto caro "buio totale" che sento già aver raggiunto un livello d'intensità , proporzionato al tempo trascorso dalla chiusura degli occhi, abbastanza buono.
Inizio a sentire un ronzio (il classico rumore bianco della radio/tv) sul lato sinistro dell'orecchio che mi accompagna per quasi tutta la transizione e i sogni seguenti.
Questo mi dà l'indicazione che potrei entrare nel sogno tramite una visualizzazione completa di immagini, in quanto la volta precedente che ho sentito questo rumore di sottofondo avevo un discreto controllo del muovermi e nello spostare la focalizzazione da esterna ad interna, da interna a sogno.

Cerco di visualizzare cose che mi interesserebbe fare: svegliarmi nel sogno in camera e fare qualcosa come andare a volare ma cambio subito idea e penso sia meglio tentare la task di andare sul mare a parlare con un uomo, sia perchè ho voglia di vedere il mare (abito da mesi in Piemonte e la presenza del mare mi manca).

Mi visualizzo steso per terra, come un naufrago, in prima persona, guardando i miei piedi e le mie gambe per terra , allungate sulla battigia: penso sia un modo bellissimo e affascinante di ritrovarmi sul mare invece di arrivarci.

Sento il rumore delle onde e il fresco/freddo di una giornata di sole invernale su una terra lambita dall'acqua.
Rendo mentale la "stanchezza" di sentirsi naufrago/relitto con il corpo sulla sabbia bagnata.. inizia a formarsi anche lo sfondo con un paesaggio alla HALO (per chi ha conosciuto il videogioco) ma anche molto vicino alla realtà, con una nebbiolina debole che intralcia lo sguardo che cammina verso profili di montagne maestose e di pura roccia.
Rimango in quella posizione ma non riesco ad alzarmi, quindi decido di abbandonare la situazione invece di sforzarmi troppo con il rischio di svegliarmi del tutto.
Penso che avrei forse douto ricreare una situazione più semplice da gestire e non già cosi emotivamente intensa.


Percepisco il mio corpo fisico che sta tornando verso la realtà ma riesco a mantenermi nella transizione in cui vedo solo buio e proietto qualche immagine per provare di entrare in un altro sogno.
E' sempre presente quel ronzio forte che mi dà piacere perchè so essere naturale di quello stato di coscienza alterato: mi faccio cullare.
Nei momenti in cui sento che sta per svanire capisco che mi sto svegliando o sto per entrare completamente nell'immagine di fronte a me che si muove confusa e sfocata ma che a tratti diventa nitida.

Vorrei svegliarmi in camera (nel sogno) per un tentativo di OBEE o perlomeno di sogno che parte dal mio corpo reale, quindi visualizzo me stesso nel letto da una visuale alta (soffitto) e immagino di alzarmi e guardarmi attorno. Mi vedo distintamente e sono io proprio ad oggi, dal taglio di capelli al corpo ad altri segni distintivi.
Appena mi alzo il sogno prende colori reali , una palette di colori del legno degli oggetti che ho in camera.
Sento una persona nella stanza come se fosse mia madre a dirmi qualcosa, ma so bene che non è lei infatti non c'è nessuno.

Scordo subito questo dettaglio e mi alzo.
Sono nella casa dove abito in questo periodo della mia vita e mi guardo velocemente attorno senza soffermarmi sui dettagli per non perdere lucidità.
Non ho controllo totale quindi decido di andare a fare qualcosa di "fisico": più che spostarmi con i piedi immagino di essere in cucina a mangiare un gelato con un cucchiaino che tengo in mano, in piedi, di fronte al mobile principale della cucina e di fianco all'acquaio.
Inizio a sentire il peso del cucchiaino in mano e a portare il cibo in bocca: questa sensazione di realismo (ricercata) mi aiuta a stabilizzare la vista (prima andavo quasi a tentoni e non con il corpo onirico) e mi ritrovo a fare queste cose nudo ma con totale serenità.
La cucina è quella reale e l'atmsofera di una giornata nuvolosa che rende tutto l'ambiente grigio (quando mi svegliai prima era veramente così, probabilmente ha influenzato il sogno) inizia a riempire l'aria di quella stanza che si fa sempre più densa e compressa: penso che vorrei avere P. con me per mangiare qualcosa assieme.
Penso a lei e, in un batter di ciglio, appare alle mie spalle sorridente e mostrandosi disposta a condividere quel momento.
Nonostante questo tutto crolla.


Sono di nuovo nel buio ma sento di avere ancora le forze per sognare ancora.

Continuo a visualizzare parte di concetti di cosa vorrei fare senza dare troppa importanza al come, bensì limitandomi a proporre all'inconscio solo indicazioni vaghe sul mio desiderio.
In poco tempo torno a visualizzare la mia camera e me stesso, mi rendo subito conto che non ho quella lucidtà totale che vorrei: accade però l'inaspettato.

Appena mi alzo dal letto, pur rimanendo seduto con le gambe distese, mi guardo come se fossi allo specchio: tutto è nitido e colorato ma noto subito una cosa strana.
Da un mio sorriso curioso vedo ma aprirsi la bocca e trasformarsi in un ghigno (che non controllo) e mi mostra l'interno con migliaia di denti affilati (una sorta di Alien, perchè è la cosa più simile che mi viene in mente).
In contemporanea, sullo sfondo dove ci sarebbe dovuto essere un muro, un'altra bocca simile alla mia si allarga allo stesso modo e inizia a produrre suoni agghiaccianti.
Non riesco a possedere il mio corpo, è come se fossi dentro quella strana creatura che si sta auto-partorendo da me.

Non ho paura perchè capisco subito di essere in un incubo e che quel quello è mostro che devo affrontare: questa creatura inizia quindi a trasformarsi, sfruttando il mio corpo ed in particolare la mia faccia, ma soprattutto ad agitarsi, a dimenarsi come per volermi fare paura, a oscillare nella stanza come un serpente incazzato che vuole distruggermi.
Io penso subito che non devo dargli importanza e lo guardo con amore ed una dolcezza che non sapevo di poter provare nei confronti di un'essere di quel tipo, come se tutto quello che lui mi stesse facendo vedere sia solo un aspetto inutile di me e che non mi appartiene.

Questa bestia che mantiene il mio viso e parte delle sembianze del mio corpo continua ad urlare digrignando i denti e mostrandomi la sua ferocia con vari movimenti del corpo.
A quel punto non ricordo se dico ad alta voce o penso soltanto... che quell'abominio non può toccarmi nè farmi del male sia perchè siamo entrambi in un sogno sia perchè rappresenta una parte di me che devo amare e accettare.
Lui si gira per lanciarmi un'ultimo sguardo e crea una sorta di vortice temporale/specchio alle sue spalle (la mia visuale è stata inamovibile tutto il tempo, in prima persona) e mi dice ad alta voce: "Tornerò in altra forma per vincerti,non finisce qui".
Cosi dicendo sparisce in quella sorta di "stargate" liquido e io mi abbandono lievemente ad un risveglio necessario.

Al momento dell'apertura degli occhi, sento una parte di me pesante che si stacca,ho il timore di avere tachicardia o agitazione addosso che invece non si presentano e noto solo un lieve torpore al braccio sinistro per averlo tenuto in alto leggermente piegato contro il muro.
Ultima modifica di roberto89 il 11/09/2015, 12:20, modificato 1 volta in totale.
roberto89
 

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