Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel)

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 06/04/2016, 10:19

Questa notte un lungo sogno si è concluso con un'altra delle mie "cadute nel subconscio" in stato di semi lucidità.

Riporto qui sotto la parte semilucida del sogno (non lo riporto tutto per non intasare il diario Lucido con un sogno che è in gran parte normale)
Chi volesse può leggerlo per intero nella pagina del Diario Onirico: http://www.sognilucidi.it/forum/viewtopic.php?f=11&t=8363&p=92189#p92189

[...] Il sogno prosegue con me che esco dalla struttura e mi incammino lungo un vicolo della città... quando all'improvviso l'oscurità piomba su di me, il suolo mi manca sotto i piedi e precipito verso il basso. Mi prende un forte senso di vertigine e vuoto allo stomaco, lo stesso che provo durante le discese delle montagne russe, sento l'aria che mi investe tale è la velocità che ho preso, e istintivamente so che è una caduta senza fine.
Qualcosa dentro di me scatta...
Divento parzialmente Lucido e consapevole del fatto che sto precipitando non nell'abisso ma bensì nelle profondità del mio Subconscio. Mi metto in ascolto e sento la stessa emozione di base che percepivo mentre mi addormentavo, un misto di rabbia e disperazione, mi arriva in mente il concetto MK.
"Ecco, sto entrando nel fulcro della ferita che mi lega a lei" penso (più che parole sono sensazioni, consapevolezze), mi lascio andare, precipitando sempre più in profondità e mentre lo faccio chiedo ai miei sè di lasciare andare... percepisco come un'espansione, come se quel grumo di emozioni all'interno del quale sto precipitando fosse una sfera e stesse iniziando a pulsare, contraendosi e espandendosi come una stella prima di diventare Supernova.
Mi lascio penetrare e attraversare dalle emozioni, le accetto completamente, abbracciandole. Ad un certo punto la rabbia è tale che inizio ad urlare il nome di lei "Mmmm......", sento che sto per svegliarmi e fermo l'urlo, in qualche modo so che è notte e non voglio svegliare i vicini", sento il corpo contro il materasso, mi pare di avere una parete contro la sinistra, come se fossi nella camera di un albergo o nella vecchia stanza da letto dove dormivo a casa dei miei.
Apro gli occhi per una frazione di secondo, dove c'è la parete vedo una vetrata, oltre la vetrata le luci delle vie e della luna riflesse sui tetti.
Chiudo gli occhi e sono di nuovo lì, nel vuoto, mentre precipito, urlo nuovamente, nel tentativo di spezzare i legami di dipendenza da quella persona, sento una sorta di vibrazione, come se qualcosa dentro di me (ma allo stesso tempo fuori, all'interno di quel buio senza fine) fosse cambiato, sento il corpo che si rilassa, la tensione che scema, il subconscio che mi ringrazia.

Apro nuovamente gli occhi, vedo la stessa scena di prima, ci metto qualche secondo a realizzare dove sono, quando sono...
ci metto qualche secondo a tornare nel tempo presente e a ricordarmi che vivo da solo, in un appartamento mansardato, a Fossano.

Chiudo nuovamente gli occhi, mi addormento beato.
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Asdominet » 08/04/2016, 20:47

Saladriel ha scritto:Ecco qua, primo Sogno Lucido da parecchi mesi, ormai... bene bene bene!
Come dicevo nel Diario Onirico viewtopic.php?f=11&t=8363&p=81938#p81938 questo Lucido è avvenuto nella notte tra Venerdì e Sabato, due notti fa, scriverò ciò che ricordo.


[...] Esco all'aperto, nel cortile di questa casa in pietra grigia. E' notte (come in molti dei miei sogni, ultimamente), nel cortile cresce un bel manto d'erba che mi accarezza i piedi quando ci cammino sopra, vedo poco distanti le silouhette di alcuni alberi (probabilmente un piccolo frutteto), un muricciolo anch'esso in pietra grigia delimita la proprietà.
Il cielo è sereno e si possono vedere parecchie stelle, nonchè due Lune. Non sono da solo, assieme a me nel cortile sono uscite altre persone, quasi sicuramente amici o conoscenti, tra tutte mi pare di ricordare GG, le sono proprio di fianco quando alzando lo sguardo al cielo noto le due lune. Rimango incantato qualche istante ad ammirare il meraviglioso spettacolo, poi le faccio "Uaho... siamo fortunati, sai? E' uno spettacolo meraviglioso che si può ammirare di rado" e mentre pronuncio queste parole noto come la luna sulla destra sia quella normale, alla quale sono abituato da una vita, mentre quella a sinistra ha la forma leggermente a pera e sembra scavata, come se grosse esplosioni l'avessero sbriciolata da dentro. Il suo colore tende al bruno rossiccio, come se i minerali che la compongono contenessero parecchio ferro.
Improvvisamente mi scatta una molla, un pensiero si affaccia nella mia mente: "Ehi... ma se ci sono due Lune
vuole dire che sto sognando..." Appena pronuncio la frase acquisto Lucidità ed inizio a levitare da terra.
"Stiamo sognando!!" esclamo
"Siamo tutti in un sogno!" enfatizzo, come se anche i PO potessero trarne beneficio, come se anche loro fossero i corpi onirici di altrettanti sognatori
Passano pochi istanti e mi prende una gran voglia di volare, così mi libro in aria, sempre più in alto, sempre più veloce, fino a raggiungere la Luna minore (quella fatta a pera), volo dentro i buchi che la crivellano (scopro che in realtà è molto più vicina e più piccola di quanto sembrava da terra: le sue dimensioni superano di poco quelle di una grossa abitazione) e la attraverso da parte a parte.
Apprezzo ogni istante di libertà e, anche se la Lucidità non è al massimo, il Controllo è stupendamente semplice, mi sento carico di Energia.
Dopo parecchi secondi passati a volare nel cielo notturno decido di sfrecciare in una direzione a caso, fino a che non mi trovo su di un'altra altura, ma questa volta di giorno.
Mentre atterro dolcemente inizio a pensare "... avevo stabilito una Task qualche giorno fa.... ma non me la ricordo... dannazione mi piacerebbe ricordarla!"
Mentre formulo questi pensieri sento la Lucidità abbassarsi tremendamente, così come la stabilità del sogno: tutto inizia a diventare sfumato, come fatto di nebbia. Me ne rendo conto e, proprio all'ultimo, penso "No no no... ok, Luca, non ti perdere in questi pensieri che se no il sogno collassa, inventati qualcosa!" [...] passano alcuni istanti [...] "Ok! Saladriel! Invocherò Saladriel e ci farò due chiacchiere" (Saladriel è un personaggio di un Gioco di Ruolo da me creato).
Immagino di parlare con Saladriel ma non compare... se non altro l'aver preso finalmente una decisione ristabilizza il sogno: l'altura diventa nuovamente solida e concreta, sto camminando su una stradicciola fatta di pietre e di fronte a me c'è una brulla schiena di monte in parte rocciosa e in parte ricoperta da rada erba montana gialloverde. Poco distante da me, leggermente sulla sinistra, c'è un grosso masso simile al Menhir di Obelix.
"Giusto! Devi esprimere l'intento chiaramente e usando la volontà!" penso tra me e me... "Bene, ora faccio il giro attorno al Menhir e dietro ci trovo Saladriel"
Detto fatto cammino fino al Menhir e ci giro intorno, in modo da poter osservare la parte di paesaggio che mi veniva nascosta, ed in effetti qualche decina di metri più in là vedo una persona, che però poco assomiglia al Saladriel che ho sempre immaginato. Mi ci avvicino camminando e noto che più che un menestrello mezz'elfo pare un montagnino delle nostre zone: scarponi, pantoloncini alle ginocchia marroncinoverdi, maglietta verde, camiciotto aperto a scacchi verde scuro e neri con le maniche arrotolate sopra i gomiti, zaino con saccoapelo arrotolato e messo di traverso, cappello.
Ha gli occhi color del cielo, il viso giovane ma lo sguardo reso saggio dall'età e dall'esperienza, capelli e barba da montanaro rosso scuro.
Per un attimo mi viene in mente Tanis mezzelfo della Dragonlance.
Lo saluto "Ciao, Saladriel... come va?"
Lui mi risponde con dei vocalizzi incomprensibili che però trasmettono qualcosa "di pancia", come se comunicasse direttamente con il mio subconscio.
Scambiamo un paio di battute alle quali lui risponde sempre e solo con dei brevi vocalizzi...
dopodichè mi sveglio.


Bello, bello bello!
Bello perchè un Lucido spontaneo è sempre, sempre ben accetto. Bello perchè avevo proprio voglia di Lucidare, bello per come mi sono reso conto di essere in un sogno e per come ho avuto consapevolezza della perdita di Ludidità e di consistenza e per come sono riuscito a riprendere in mano le redini.
Credo che il lavoro di consapevolezza diurna stia dando i suoi frutti anche in sogno, non posso fare altro che ringraziare il mio Sè di cuore : Love :


Wow incredibile la descrizione iniziale dell'ambiente ma, poi, anche nelle azioni seguenti del sogno, anche nelle sensazioni.
Sembrava di leggere una pagina di un romanzo. Ottima memoria :D
Per quanto possa essere stupido un sogno, non bisogna mai essere così stupidi da abbandonarlo”
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Alrescha » 11/04/2016, 0:17

Conoscendo la storia che c'è dietro (sempre che sia quella che immagino...), leggere il tuo ultimo sogno lucido è stato piuttosto straziante. Quasi mi sembra di sentirti gridare persino adesso. Povero...quanto devi starci male. Alcuni personaggi onirici è bene che rimangano tali e forse in questo caso l'ignoranza è davvero beata
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Di cenere macchiata e del dono portatore
chiedendomi cosa cotal creatura fosse
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per cui possa gioire
o versar pianto>> "


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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 19/04/2016, 21:11

Cara @Alrescha... si, è la persona di cui ti parlai, quella che vidi nei mie sogni due anni or sono e incontrai di persona nell'Agosto del 2014.
Leggere le tue parole, sentire la tua comprensione mi ha commosso. Si, la sua esistenza al mondo è stata per me croce e delizia, la sua presenza al mondo ancora mi tocca... ma molto meno di prima.
Perlomeno, dopo questo sogno, riesco a non pensarci, sono riuscito a prendere definitivamente le distanze e a scegliere di avere una vita sensata e concreta, piuttosto che vivere un'illusione con la consapevolezza che l'altra parte non ha intenzione di realizzarla.
Ora sono, letteralmente, in fase di disintossicazione... ho forti alti e bassi nelle mie giornate, ma come ho detto la settimana scorsa ad un mio caro amico "Ogni giorno lontano da MK è un giorno migliore".
Vero, a volte quel grumo di dolore e solitudine si fa sentire e, non essendoci più lei, è persino più forte di prima... ma come ho detto almeno non vivo un'illusione, sto riprendendo in mano la mia vita e sento di aver fatto svariati passi avanti nel far maturare il mio lato affettivo ed emotivo. Strano a cosa possa arrivare il nostro Subconscio pur di farci capire i suoi messaggi... addirittura proiettarci in sogno l'anteprima della persona che farà da catalizzatore (seppur doloroso) per la nostra crescita interiore :D

Grazie per le tue parole, ti ho sentita vicina.
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 19/04/2016, 21:14

Asdominet ha scritto:
Saladriel ha scritto:Ecco qua, primo Sogno Lucido da parecchi mesi, ormai... bene bene bene!
Come dicevo nel Diario Onirico viewtopic.php?f=11&t=8363&p=81938#p81938 questo Lucido è avvenuto nella notte tra Venerdì e Sabato, due notti fa, scriverò ciò che ricordo.


[...] Esco all'aperto, nel cortile di questa casa in pietra grigia. E' notte (come in molti dei miei sogni, ultimamente), nel cortile cresce un bel manto d'erba che mi accarezza i piedi quando ci cammino sopra, vedo poco distanti le silouhette di alcuni alberi (probabilmente un piccolo frutteto), un muricciolo anch'esso in pietra grigia delimita la proprietà.
Il cielo è sereno e si possono vedere parecchie stelle, nonchè due Lune. Non sono da solo, assieme a me nel cortile sono uscite altre persone, quasi sicuramente amici o conoscenti, tra tutte mi pare di ricordare GG, le sono proprio di fianco quando alzando lo sguardo al cielo noto le due lune. Rimango incantato qualche istante ad ammirare il meraviglioso spettacolo, poi le faccio "Uaho... siamo fortunati, sai? E' uno spettacolo meraviglioso che si può ammirare di rado" e mentre pronuncio queste parole noto come la luna sulla destra sia quella normale, alla quale sono abituato da una vita, mentre quella a sinistra ha la forma leggermente a pera e sembra scavata, come se grosse esplosioni l'avessero sbriciolata da dentro. Il suo colore tende al bruno rossiccio, come se i minerali che la compongono contenessero parecchio ferro.
Improvvisamente mi scatta una molla, un pensiero si affaccia nella mia mente: "Ehi... ma se ci sono due Lune
vuole dire che sto sognando..." Appena pronuncio la frase acquisto Lucidità ed inizio a levitare da terra.
"Stiamo sognando!!" esclamo
"Siamo tutti in un sogno!" enfatizzo, come se anche i PO potessero trarne beneficio, come se anche loro fossero i corpi onirici di altrettanti sognatori
Passano pochi istanti e mi prende una gran voglia di volare, così mi libro in aria, sempre più in alto, sempre più veloce, fino a raggiungere la Luna minore (quella fatta a pera), volo dentro i buchi che la crivellano (scopro che in realtà è molto più vicina e più piccola di quanto sembrava da terra: le sue dimensioni superano di poco quelle di una grossa abitazione) e la attraverso da parte a parte.
Apprezzo ogni istante di libertà e, anche se la Lucidità non è al massimo, il Controllo è stupendamente semplice, mi sento carico di Energia.
Dopo parecchi secondi passati a volare nel cielo notturno decido di sfrecciare in una direzione a caso, fino a che non mi trovo su di un'altra altura, ma questa volta di giorno.
Mentre atterro dolcemente inizio a pensare "... avevo stabilito una Task qualche giorno fa.... ma non me la ricordo... dannazione mi piacerebbe ricordarla!"
Mentre formulo questi pensieri sento la Lucidità abbassarsi tremendamente, così come la stabilità del sogno: tutto inizia a diventare sfumato, come fatto di nebbia. Me ne rendo conto e, proprio all'ultimo, penso "No no no... ok, Luca, non ti perdere in questi pensieri che se no il sogno collassa, inventati qualcosa!" [...] passano alcuni istanti [...] "Ok! Saladriel! Invocherò Saladriel e ci farò due chiacchiere" (Saladriel è un personaggio di un Gioco di Ruolo da me creato).
Immagino di parlare con Saladriel ma non compare... se non altro l'aver preso finalmente una decisione ristabilizza il sogno: l'altura diventa nuovamente solida e concreta, sto camminando su una stradicciola fatta di pietre e di fronte a me c'è una brulla schiena di monte in parte rocciosa e in parte ricoperta da rada erba montana gialloverde. Poco distante da me, leggermente sulla sinistra, c'è un grosso masso simile al Menhir di Obelix.
"Giusto! Devi esprimere l'intento chiaramente e usando la volontà!" penso tra me e me... "Bene, ora faccio il giro attorno al Menhir e dietro ci trovo Saladriel"
Detto fatto cammino fino al Menhir e ci giro intorno, in modo da poter osservare la parte di paesaggio che mi veniva nascosta, ed in effetti qualche decina di metri più in là vedo una persona, che però poco assomiglia al Saladriel che ho sempre immaginato. Mi ci avvicino camminando e noto che più che un menestrello mezz'elfo pare un montagnino delle nostre zone: scarponi, pantoloncini alle ginocchia marroncinoverdi, maglietta verde, camiciotto aperto a scacchi verde scuro e neri con le maniche arrotolate sopra i gomiti, zaino con saccoapelo arrotolato e messo di traverso, cappello.
Ha gli occhi color del cielo, il viso giovane ma lo sguardo reso saggio dall'età e dall'esperienza, capelli e barba da montanaro rosso scuro.
Per un attimo mi viene in mente Tanis mezzelfo della Dragonlance.
Lo saluto "Ciao, Saladriel... come va?"
Lui mi risponde con dei vocalizzi incomprensibili che però trasmettono qualcosa "di pancia", come se comunicasse direttamente con il mio subconscio.
Scambiamo un paio di battute alle quali lui risponde sempre e solo con dei brevi vocalizzi...
dopodichè mi sveglio.


Bello, bello bello!
Bello perchè un Lucido spontaneo è sempre, sempre ben accetto. Bello perchè avevo proprio voglia di Lucidare, bello per come mi sono reso conto di essere in un sogno e per come ho avuto consapevolezza della perdita di Ludidità e di consistenza e per come sono riuscito a riprendere in mano le redini.
Credo che il lavoro di consapevolezza diurna stia dando i suoi frutti anche in sogno, non posso fare altro che ringraziare il mio Sè di cuore : Love :


Wow incredibile la descrizione iniziale dell'ambiente ma, poi, anche nelle azioni seguenti del sogno, anche nelle sensazioni.
Sembrava di leggere una pagina di un romanzo. Ottima memoria :D


Grazie! Amo scrivere e amo mettere dettagli in quello che scrivo :)
La memoria si può allenare... basta sforzarsi di scrivere più dettagli possibili nel diario onirico, il resto lo farà da se la tua mente.
Provare per credere ;)
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda NewDreamer94 » 20/04/2016, 21:57

Saladriel ha scritto:Ecco qua, primo Sogno Lucido da parecchi mesi, ormai... bene bene bene!
Come dicevo nel Diario Onirico viewtopic.php?f=11&t=8363&p=81938#p81938 questo Lucido è avvenuto nella notte tra Venerdì e Sabato, due notti fa, scriverò ciò che ricordo.


[...] Esco all'aperto, nel cortile di questa casa in pietra grigia. E' notte (come in molti dei miei sogni, ultimamente), nel cortile cresce un bel manto d'erba che mi accarezza i piedi quando ci cammino sopra, vedo poco distanti le silouhette di alcuni alberi (probabilmente un piccolo frutteto), un muricciolo anch'esso in pietra grigia delimita la proprietà.
Il cielo è sereno e si possono vedere parecchie stelle, nonchè due Lune. Non sono da solo, assieme a me nel cortile sono uscite altre persone, quasi sicuramente amici o conoscenti, tra tutte mi pare di ricordare GG, le sono proprio di fianco quando alzando lo sguardo al cielo noto le due lune. Rimango incantato qualche istante ad ammirare il meraviglioso spettacolo, poi le faccio "Uaho... siamo fortunati, sai? E' uno spettacolo meraviglioso che si può ammirare di rado" e mentre pronuncio queste parole noto come la luna sulla destra sia quella normale, alla quale sono abituato da una vita, mentre quella a sinistra ha la forma leggermente a pera e sembra scavata, come se grosse esplosioni l'avessero sbriciolata da dentro. Il suo colore tende al bruno rossiccio, come se i minerali che la compongono contenessero parecchio ferro.
Improvvisamente mi scatta una molla, un pensiero si affaccia nella mia mente: "Ehi... ma se ci sono due Lune
vuole dire che sto sognando..." Appena pronuncio la frase acquisto Lucidità ed inizio a levitare da terra.
"Stiamo sognando!!" esclamo
"Siamo tutti in un sogno!" enfatizzo, come se anche i PO potessero trarne beneficio, come se anche loro fossero i corpi onirici di altrettanti sognatori
Passano pochi istanti e mi prende una gran voglia di volare, così mi libro in aria, sempre più in alto, sempre più veloce, fino a raggiungere la Luna minore (quella fatta a pera), volo dentro i buchi che la crivellano (scopro che in realtà è molto più vicina e più piccola di quanto sembrava da terra: le sue dimensioni superano di poco quelle di una grossa abitazione) e la attraverso da parte a parte.
Apprezzo ogni istante di libertà e, anche se la Lucidità non è al massimo, il Controllo è stupendamente semplice, mi sento carico di Energia.
Dopo parecchi secondi passati a volare nel cielo notturno decido di sfrecciare in una direzione a caso, fino a che non mi trovo su di un'altra altura, ma questa volta di giorno.
Mentre atterro dolcemente inizio a pensare "... avevo stabilito una Task qualche giorno fa.... ma non me la ricordo... dannazione mi piacerebbe ricordarla!"
Mentre formulo questi pensieri sento la Lucidità abbassarsi tremendamente, così come la stabilità del sogno: tutto inizia a diventare sfumato, come fatto di nebbia. Me ne rendo conto e, proprio all'ultimo, penso "No no no... ok, Luca, non ti perdere in questi pensieri che se no il sogno collassa, inventati qualcosa!" [...] passano alcuni istanti [...] "Ok! Saladriel! Invocherò Saladriel e ci farò due chiacchiere" (Saladriel è un personaggio di un Gioco di Ruolo da me creato).
Immagino di parlare con Saladriel ma non compare... se non altro l'aver preso finalmente una decisione ristabilizza il sogno: l'altura diventa nuovamente solida e concreta, sto camminando su una stradicciola fatta di pietre e di fronte a me c'è una brulla schiena di monte in parte rocciosa e in parte ricoperta da rada erba montana gialloverde. Poco distante da me, leggermente sulla sinistra, c'è un grosso masso simile al Menhir di Obelix.
"Giusto! Devi esprimere l'intento chiaramente e usando la volontà!" penso tra me e me... "Bene, ora faccio il giro attorno al Menhir e dietro ci trovo Saladriel"
Detto fatto cammino fino al Menhir e ci giro intorno, in modo da poter osservare la parte di paesaggio che mi veniva nascosta, ed in effetti qualche decina di metri più in là vedo una persona, che però poco assomiglia al Saladriel che ho sempre immaginato. Mi ci avvicino camminando e noto che più che un menestrello mezz'elfo pare un montagnino delle nostre zone: scarponi, pantoloncini alle ginocchia marroncinoverdi, maglietta verde, camiciotto aperto a scacchi verde scuro e neri con le maniche arrotolate sopra i gomiti, zaino con saccoapelo arrotolato e messo di traverso, cappello.
Ha gli occhi color del cielo, il viso giovane ma lo sguardo reso saggio dall'età e dall'esperienza, capelli e barba da montanaro rosso scuro.
Per un attimo mi viene in mente Tanis mezzelfo della Dragonlance.
Lo saluto "Ciao, Saladriel... come va?"
Lui mi risponde con dei vocalizzi incomprensibili che però trasmettono qualcosa "di pancia", come se comunicasse direttamente con il mio subconscio.
Scambiamo un paio di battute alle quali lui risponde sempre e solo con dei brevi vocalizzi...
dopodichè mi sveglio.


Bello, bello bello!
Bello perchè un Lucido spontaneo è sempre, sempre ben accetto. Bello perchè avevo proprio voglia di Lucidare, bello per come mi sono reso conto di essere in un sogno e per come ho avuto consapevolezza della perdita di Ludidità e di consistenza e per come sono riuscito a riprendere in mano le redini.
Credo che il lavoro di consapevolezza diurna stia dando i suoi frutti anche in sogno, non posso fare altro che ringraziare il mio Sè di cuore : Love :

Che bella esperienza. E' incredibile osservare la chiarezza dei dettagli nelle tue descrizioni e, soprattutto, la fermezza che ti ha aiutato a riprendere in mano le redini del tuo sogno. Wow!
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 03/05/2016, 19:04

Questa notte, senza nessuna tecnica in particolare, ho avuto un semilucido spontaneo.
Le uniche cose che ho fatto sono state creare un po' di pace dentro di me e pensare ai sogni durante la giornata.
Riporto qui il corpo del sogno:


[...] Zoom (il villain della seconda stagione di Flash) ha preso in ostaggio Caitlin Snow e altre persone, la scena mostra lui in piedi in mezzo ad una piccola radura sul fianco di una strada di campagna, a pochi passi da lui ci sono gli ostaggi, legati ad un vecchio trattore arrugginito (Sembra un po' al trattore di Occhio di Falco in Avengers age of Ultron).
Vedo una scia giallorossa di scariche energetiche arrivare dalla strada e gettarsi contro Zoom il quale si gira con nonchalance, ancora più veloce della scia in arrivo e la colpisce di piatto con un badile.
Quello che si vede è Flash che rimbalza in dietro di qualche metro e rotola per terra fermandosi privo di sensi, completamente stordito dal contraccolpo.
Sto guardando la TV, me ne rendo conto ora perchè faccio un facepalm e dico, tra me e me "Ma può essere così idiota il Flash di questa serie TV? Gettarsi contro Zoom così, allo sbaraglio, senza preparazione, dopo tutte le volte che è stato sconfitto?"
Sento bussare alla porta "Luca, andiamo?"... mi rendo conto che non sono nella mia casa... ma bensì in quella che sembra essere la stanza di un albergo piuttosto economico.
Mi ricordo adesso che ho preso parte ad una gita con alcuni amici ed ex colleghi di lavoro (le loro identità sono nebulose, ma so che ci sono). Ricordo che siamo in una città con un bel centro storico, città nella quale si tiene una Convention di GdR e fumetti (Non è Lucca, ne tantomeno Modena. Probabilmente Padova, ma non ne sono certo).
I ricordi del sogno continuano nella reception dell'hotel economico nel quale abbiamo affittato le camere per dormire, è sera e devo ancora mangiare cena. La reception ricorda un mix tra un Kebabbaro, un tabacchino e la reception di un hotel veramente di bassa lega. Ad un certo punto sento una voce che mi chiama
"Scusi! Scusi, lei... cosa ha detto che voleva ordinare?" Mi rendo conto che sono stato completamente sovrappensiero per parecchio tempo: i miei amici sono usciti dalla sala e sono probabilmente già all'ingresso della Con (che ha apertura serale/notturna).
"Un panino con salsiccia, lattuga e pomodoro, con della majonese e un po' d'olio per cortesia" chiedo, mentre tento disperatamente di riportarmi nel qui ed ora
"Mi prende in giro? Guardi che li abbiamo finiti da un po' quelli! Non vede?" mi risponde, seccato
Il suo tono mi strappa via dai pensieri e finalmente prendo consapevolezza dell'ambiente circostante: tutte le vetrinette sono vuote, rimangono solo un paio di crostatine dall'aspetto tutt'altro che buono e la colonna del Kebab con ancora della carne che gira vicino ad una resistenza incandescente. "Non... non ho voglia di quella roba" penso. Eppure o così o la fame...e non voglio perdermi l'apertura.
"Okkey, mi dia un Kebab, allora. Niente salsa bianca e abbondi pure con il piccante" faccio
Il tipo mi lancia ancora un'occhiata, poi con calma, troppa calma, mi serve un panino al Kebab.
"Lasci sul conto della camera" gli faccio
Prendo il panino ed esco, zaino in spalla. Mi incammino sul marciapiede prendendo la destra, dopo poche centinaia di metri vedo una coda di persone vestite in stile nerdoso ammucchiarsi davanti ad un cancello che si apre nel muro in mattoni a vista che costeggia la strada.
Appena mi avvicino vedo CV con la maglietta nera "Staff" che controlla i biglietti. La saluto, lei mi fa cenno di avvicinarmi e mi fa "Ciao! Se mi fai vedere il biglietto ti faccio entrare subito"
Colgo al volo l'occasione per saltare la coda e faccio per prendere il biglietto dallo zaino. Immediatamente mi rendo conto di averlo dimenticato in camera, glie lo dico e lei in tutta risposta guarda prima la coda e poi me con faccia contrariata.
"Vado a prenderlo in camera" lei incupisce ancora di più il viso, come per dire "non ti aspetterai di certo che ti aspetto qui?". Io capisco e le faccio "Tranquilla, sarò di ritorno in un istante"
Detto fatto inizio a correre verso la camera dell'hotel connettendomi con la speedforce, il tempo sembra rallentare e mentre corro ad una velocità che per me sembra normalissima vedo il resto del mondo rimanere quasi immobile ed una scia di scariche di energia giallorosse avvolgermi. In quello che per il mondo esterno è una frazione di secondo arrivo all'ingresso dell'Hotel, ma la porta è chiusa e protetta da una saracinesca esterna.
"Poco male" penso "Sono Flash e posso vibrare attraverso gli oggetti" Mi concentro e lo faccio...e mentre attraverso sia la saracinesca che la porta mi viene da pensare "Fico! E' esattamente come quando in sogno attraverso le pareti... ehi... ma aspetta un attimo!
questo E' un sogno! Figo, quindi posso continuare a prendere il biglietto e lei sarà ancora lì ad aspettarmi! "
La lucidità è bassissima, mi rendo a malapena conto di essere in sogno, comunque sia uso la supervelocità per andare a prendere il biglietto da un'altro zaino che ho lasciato in camera, ma nel farlo di fretta non apro completamente la zip e il biglietto si strappa per un buon quarto. Faccio spallucce e sempre a supervelocità torno da CV.

"E' un po' strappato" le faccio" e mentre glie lo allungo vedo che una strana schiuma verdina si sprigiona dallo strappo.
"Il sistema di sicurezza, vero?" chiedo sovrappensiero, lei annuisce.
Inizio a pensare di perdermi la Con, quando
mi ricordo di essere in un sogno (nuovamente è a malapena una consapevolezza, la capacità di scegliere e il controllo sono praticamente a zero) e penso "Sto sognando di essere Flash, quindi posso tornare in dietro nel tempo e prenderlo prima di strapparlo"
Detto fatto corro nuovamente a supervelocità verso la camera di albergo, ma questa volta lo faccio in modo da infrangere il muro dello spaziotempo e arrivare alla camera addirittura prima della chiusura, prendo il biglietto e, tornando nel presente lo consegno a CV, la quale prima di farmi entrare ne strappa via un quarto da un angolo.
"Devo ricordarmi di metterlo strappato nello zaino, se no combino un casino spaziotemporale" è l'ultimo pensiero che ricordo.
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 18/05/2016, 8:27

Questa notte altro lucido!

Lo riporto qui tagliando tutte le considerazioni che già ho scritto sul diario onirico, lascio solo quello che può riguardare la lucidità :)
Qui di sotto la pagina del diario regolare, completa dell'altro sogno e delle altre considerazioni pre- sogno:
http://www.sognilucidi.it/forum/viewtopic.php?f=11&t=8363&p=93647#p93647


[...] Bene, prima di andare a dormire ho chiesto al mio Subconscio se gli andava di elaborare in sogno alcune cose rimaste in sospeso durante la giornata, la risposta è affermativa, mi butto sul letto e mi godo un'addormentamento sereno come non ne ricordavo da parecchio tempo.



Sono nel bagno con le piastrelle scure della casa dei miei, so che è lui anche se è molto più grande e disposto in maniera completamente diversa.
Mi sto guardando allo specchio (che invece di essere verticale sopra il lavandino è orizzontale, sulla parete di fianco all'ingresso, come se fosse una grossa vetrata), quando mi rendo conto che proietta non solo l'immagine riflessa del resto del bagno, ma anche altro... vedo sovrapposte al bagno, come fossero degli ologrammi, immagini di vita vissuta... quello specchio mi fa vedere i miei ricordi!

Qui mi rendo vagamente conto di essere in sogno. Nuovamente la lucidità non è al massimo, ma il tutto è stabile come una montagna e più realistico del vero.
Gioco per qualche secondo a togliere lo sguardo dallo specchio, magari per controllare alle mie spalle (dove immancabilmente c'è soltanto il bagno), per poi riportarcelo, e ogni volta lo specchio accede ad un ricordo divero.
Ora, sarò onesto, non ricordo se è successo perchè l'ho chiesto io o se è arrivato da solo, ma ad un certo punto invece di un ricordo vedo riflesso nello specchio me stesso da bambino.
E' l'immagine che ho di Alan quando non si manifesta come tigre bianca... è me, da piccolo, quando ancora avevo il faccione rotondo (Si, lo so che l'ho anche ora, ma ho passato tantissimi anni della mia vita con il viso smunto e allungato... questo me onirico risale al periodo subito prima, evidentemente. Credo sia il periodo in cui non ero ancora "ingabbiato" da tutte le regole e catene che ho percepito impormi dal mondo durante la vita. Regole e catene che mi sto facendo in 4 per sciogliere dalla separazione in avanti. Ed in effetti... ecco che ritorna il faccione rotondo ;) )
Comunque sia, tolgo lo sguardo dallo specchio e lo porto alle mie spalle sperando di manifestarlo... ma nulla.
Riporto lo sguardo allo specchio... e ritrovo il me bambino (4-6 anni al massimo, sicuramente prima delle scuole), l'immagine è stabile e non se ne va. Capisco che è importante...
"Voglio trovare un modo per portarlo al di qua dello specchio!" penso "Ci voglio parlare!"
Lo penso perchè mi rendo conto che sì, io riesco a vederlo, ma lui non vede me... e non ho intenzione di sprecare un'occasione così.
Improvvisamente mi viene in mente un'idea:
Cerco la mia vera immagine riflessa all'interno dello specchio... e la trovo. Come dicevo prima lo specchio riflette sì il bagno (con me dentro) ma allo stesso tempo fa da portale per quella che sembra essere un'altra dimensione temporale, e le due paiono intersecarsi come due ologrammi di luce che si compenetrano. Basta spostare l'attenzione e mettere a fuoco una delle due per renderla più "solida dell'altra".
Bene... trovata la mia immagine adulta riflessa nello specchio, porto l'attenzione contemporaneamente sia sul riflesso che sul ricordo, in modo da renderli della stessa consistenza, poi allungo il braccio in modo che quello del riflesso vada ad un paio di spanne dal fianco del mio io bambino e mentre apro il palmo della mano verso di lui sottovoce faccio "Ehi! Psst! Me lo dai un 5?" (Trucco che funziona con ogni bambino), lui mi guarda incuriosito e, quasi noncurante, mi tira un pugnetto sul palmo della mano.
"ADESSO!" penso... e usando il contatto fisico tra i nostri due ologrammi come ancora, esprimo l'intento di materializzarlo nel mondo reale.
Subito non ho il coraggio di girarmi, ma vedo la sua immagine nello specchio che si guarda in giro tra lo stupito e l'incuriosito... prendo un forte respiro e mi giro, sperando di tutto cuore di avercela fatta.
Per poco non trasalisco quando lo vedo lì, in carne ed ossa, bello solido e concreto, a meno di due passi da me, il suo sguardo un misto tra lo stupore di trovarsi al di la dello specchio e il "Ah... bene, bravo... vedo che ce l'hai fatta".
"Ciao!" gli faccio "Come va?" Sembra una domanda qualsiasi... giusto un convenevole, ma in realtà è molto più profonda... voglio veramente sapere dalla bocca del mio io bambino come sta... ultimamente ho sfiorato più volte la depressione, con pensieri ben poco confortevoli che mi assalivano di tanto in tanto... e so di avere poco tempo per parlargli, questo sogno non sarà eterno. Quindi sì, quella domanda va diretta al dunque.
"Beh..." mi fa con un'espressione ben poco infantile che mi lascia leggermente inquieto "... lo sai che non ho voglia di rimanere qui". Il messaggio è chiaro... ora ne ho conferma, quei pensieri arrivavano da lui.
"Sì... lo so..." gli rispondo, abbassando lo sguardo... i sensi di colpa mi dicono che deve essere colpa mia se sta così... tento di ignorarli, in quel momento non mi preoccupo se può sentire i miei pensieri o meno.
"Però oggi abbiamo fatto una bella cosa" gli dico, riferito al grosso peso che sono risuscito a lasciar andare... "ora vedo che stai meglio" continuo.
"Beh... si... un po' si..." fa lui, senza cambiare espressione. Il suo sguardo è contemporaneamente molto sveglio, profondo, saggio... e contemporaneamente vaquo. Mi arriva il fatto che la mia parte istintiva è veramente stanca e provata da questo periodo... ma anche che non vuole veramente farla finita.
"Senti..." gli propongo "Che ne dici se domani facciamo un passo avanti e ci lasciamo dietro tutte quelle paure?" (Non ricordo esattamente le parole, solo ricordo che il concetto aveva vagamente a che fare con una proposta del genere) Sento che mi sto per svegliare... il sogno inizia a perdere consistenza...
"Vabbè... Sì, dai..." (di nuovo non ricordo le parole precise, ormai ero quasi sveglio. So solo che la risposta era una cosa del genere)... lo dice guardandomi negli occhi, vedo le sue pupulle nere circondate da due iridi tondi tondi color nocciola scuro...
quindi mi sveglio.

UAHO... dico soltanto uaho.
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 20/05/2016, 11:15

Breve lucido fatto questa notte.
La pagina completa del diario onirico, come al solito la trovate qua:
http://www.sognilucidi.it/forum/viewtopic.php?f=11&t=8363&p=93684#p93684


[...]Sono in un parco acquatico decisamente enorme. Fate conto Gardaland, ma infarcito di piscine ed attrazioni acquatiche. Oltre ad essere vasto è anche fitto, come un labirinto.
Sono con degli amici (non ricordo di preciso quali, ma dovrebbe essere il solito gruppo). Ad un certo punto saliamo su di una specie di montagna russa acquatica e scegliamo di fare il percorso a piedi anzichè con lo slittino (si, ha due percorsi separati). Seguo ciecamente gli altri e il percorso inizia a diventare sempre più difficile, siamo parecchio in alto e stiamo camminando su poco più che rotaie sospese... ad un certo punto le rotaie curvano verso l'alto e l'unico modo per proseguire è appendersi con le braccia e procedere a penzoloni. La situazione oltre che pericolosa inzia a sembrarmi anche piuttosto assurda... assurdità che viene confermata dal fatto che ad un certo punto mi trovo da solo sospeso a delle rotaie a parecchie decine di m dal suolo, le persone davanti a me sagome di cartone che si ritirano all'interno della struttura in ferro della montagna russa.
Rimango interdetto per qualche istante, poi quello che prima era un dubbio inizia a diventare certezza "Posso lasciarmi andare e volare è un sogno..." penso "e se non lo fosse? Ti schianteresti!" risponde la voce dell'incertezza.
"Ma per favore... questa situazione non ha senso..." e così dicendo mi lascio andare, apro le mani e mi lascio andare. Precipito per qualche metro senza percepire il minimo senso di vuoto, dopo di che senza il minimo sforzo trasformo la caduta in un leggero flutturare sospeso a mezz'aria durante il quale mi scruto attorno e poi in un volo libero dove esploro la zona
Peccato non ricordarsi i dettagli.


Bene, bene bene! Come già ho constatato qualche settimana fa, la percezione che ho di me stesso, la presenza e la consapevolezza (l'ADA, tradotto in termini onirici) sta dando i suoi sugosi frutti, inizio a prendere consapevolezza di sognare con sempre maggiore facilità, senza usare altre tecniche, a volte senza neppure chiedere di sognare Lucido prima di addormentarmi.
Ottimo, ottimo davvero :)
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Re: Racconti di Lucidità Onirica (Diario Lucido di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 23/08/2016, 8:28

Ecco il sogno Lucido fatto questa notte
(Qui di sotto la pagina del Diario Onirico quotidiana)
http://www.sognilucidi.it/forum/viewtopic.php?f=11&t=8363&p=95299#p95299


La parte non lucida di questo sogno era in realtà complessa e realistica ma in questo momento non mi sta venendo in mente, capirete tra qualche istante come mai...
[...] esco quindi dalla casa e vedo che al posto del cortile c'è una spiaggia di forma vagamente triangolare: la parte centrale si allunga come un dito in mezzo alle acque azzurrine del mare, è passata da poco l'alba: il sole è ad 1/4 sull'orizzonte e la sua luce arancione investe sia il mio viso che il paesaggio. E' tutto stupendo ed iper realistico, sento lo scrosciare delle onde, i richiami dei gabbiani, l'aria tiepida sulla pelle.
Mi godo lo spettacolo per qualche istante, poi inizio a cercare (si, sono uscito dalla casa per cercare qualcosa...) e mi incammino nella spiaggia, verso quella lingua che si prolunga nel mare.
Faccio qualche passo, poi l'istinto mi dice di provare a volare. "Che sciocchezza" penso, eppure l'istinto insiste... "Vabbè, quando vedrà che non volo capirà anche lui che non è un sogno..."
e mentre parlo faccio un paio di passi più velocemente e mi getto in avanti, inizio a fluttuare con grazia e leggerezza
... "E' un sogno?!? Cioè, tutto questo E' UN SOGNO?!?"
Improvvisamente mi passa davanti tutta la parte precedente del sogno, una vicenda piuttosto intensa, realistica ed importante... la mia incredulità si scioglie di fronte al fatto che sto continuando a planare a pochi cm dall'acqua, e nel farlo l'importanza delle vicende precedenti svanisce, portandosi con se il loro ricordo...
Mi scrollo di dosso le ultime sensazioni e decido di dedicarmi al volo: mi proietto in avanti alla Superman e con i pugni chiusi accelero più che posso: raggiungo una buona velocità che non mi soddisfa, provo ad accelerare ancora ma non ci riesco, il controllo è piuttosto basso, nonostante la nitidezza del sogno sia spettacolare, pare un film girato in IMAX!
Di tanto in tanto controllo se la mia velocità è sufficiente a creare "l'effetto motoscafo" sull'acqua ma no... non lo è, però nel farlo constato quanto sia cristallina e realistica, così come lo è tutto il resto.
Continuo a godermi il volo a pelo d'acqua ancora per qualche istante, fino a che
un rumore mi sveglia.
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