Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda unknow » 07/09/2020, 21:41

Ciao Hari,
è divertentissimo e stimolante leggere il tuo diario : Mr green : Anche a me capitano le paralisi come a te, solo con minor frequenza e non ho ancora imparato bene a sfruttarle. Ma quello che sento sempre è la presenza maligna che a volte si fa vedere a volte no. Comunque, ti dico come una volta, una sola nella vita, sono riuscito a far amicizia con questa entità, magari ci puoi provare pure tu e mi fai sapere se funziona...ero completamente lucido, paralizzato sul divano, e questa specie di ombra nera si aggirava per la casa, accendendo e spegnendo luci, ridacchiando e prendendomi in giro. Questa si avvicina sempre di più a me, io terrorizzato e non sapendo come fare per salvarmi, le chiedo con l'intento di farmi per piacere un massaggio ai cervicali. Colpo di scena, l'entità mi prende per mano, e da li inizia l' OBE più forte della mia vita, mi son trovato a volare nello spazio dove vedevo la terra dall'alto, tanto che ad un certo punto mi sono spaventato per paura di non riuscire a ritornare più nel mio corpo. Domanda, dato che nei tuoi sogni incontri spesso entità e non semplici p.o., ti è mai capitato di incontrare degli esseri fatti di acqua?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 09/09/2020, 13:50

unknow ha scritto:Ciao Hari,
è divertentissimo e stimolante leggere il tuo diario : Mr green : Anche a me capitano le paralisi come a te, solo con minor frequenza e non ho ancora imparato bene a sfruttarle. Ma quello che sento sempre è la presenza maligna che a volte si fa vedere a volte no. Comunque, ti dico come una volta, una sola nella vita, sono riuscito a far amicizia con questa entità, magari ci puoi provare pure tu e mi fai sapere se funziona...ero completamente lucido, paralizzato sul divano, e questa specie di ombra nera si aggirava per la casa, accendendo e spegnendo luci, ridacchiando e prendendomi in giro. Questa si avvicina sempre di più a me, io terrorizzato e non sapendo come fare per salvarmi, le chiedo con l'intento di farmi per piacere un massaggio ai cervicali. Colpo di scena, l'entità mi prende per mano, e da li inizia l' OBE più forte della mia vita, mi son trovato a volare nello spazio dove vedevo la terra dall'alto, tanto che ad un certo punto mi sono spaventato per paura di non riuscire a ritornare più nel mio corpo. Domanda, dato che nei tuoi sogni incontri spesso entità e non semplici p.o., ti è mai capitato di incontrare degli esseri fatti di acqua?



Ciao unknow :) mi fa piacere che apprezzi il mio diario :). Molto interessante la tua esperienza di OBE con l'entità, io invece quando ho provato a parlarci e fare delle domande sono stato portato in un luogo tetro e delirante, mentre l'essere continuava ad insultarmi e accusarmi dei crimini più atroci compiuti chissà quando e di cui ovviamente no
ho alcun ricordo. Comunque ho provato più volte a farci amicizia, anzi questo è il mio attuale approccio con l'entità. Recentemente sembrava che avessi fatto progressi, il rapporto con questa entità sembrava essersi evoluto e per un po' non mi ha più disturbato. Ultimamente però le aggressioni sono ricominciate ma a dire il vero non sembra sia la stessa entità di prima. Mentre quella di prima la percepivo come femminile questa la percepisco come maschile e più aliena, e mi sono reso conto che già altre volte mi aveva fatto visita. Sembra che io abbia migliorato un po' i rapporti con l'entità femminile, o la parte femminile della stessa entità se vogliamo, mentre invece abbia ancora grossi problemi con quella maschile. Per quanto riguarda esseri fatti d'acqua, che io ricordi non ne ho mai incontrati. In genere i personaggi che incontro, sia benevoli che ostili, hanno aspetto umano, con qualche eccezione ogni tanto ma esseri fatti d'acqua o di altri elementi non mi sembra. Tu invece ?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda unknow » 10/09/2020, 20:37

Eh niente una volta in sogno, vidi passare delle creature con forma di uomo ma fatte di acqua, e molto grandi, almeno 3 4 volte una persona normale. Queste stavano camminando per aria, fa conto a 10 metri di altezza e se ne stavano andando da qualche parte...quando le ho viste ho acquisito lucidità, e ho fischiato più forte che potevo per richiamare la loro attenzione. una di queste si accorge di me, si avvicina verso di me e si inginocchia tendendomi una mano per farmi salire e io gli porgo la mia. Solo che in quel momento ho sentito una forza incontrollabile che mi risucchiava verso l'alto ed è entrata in gioco la solita paura del cavolo, che mi ha fatto reagire cercando di fuggire da quella presa, cosa che mi è riuscita. Morale, le entità pigliano e se ne vanno, e il sogno finisce...quanto rimpiango ancora di non essere riuscito a superare la paura dell' ignoto..ancora una volta!!! : WallBash :
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/09/2020, 18:41

Bellissima esperienza, peccato che la paura ti abbia bloccato. Purtroppo è quasi inevitabile, le prime volte la paura dell'ignoto ha la meglio sulla curiosità e finiamo per fuggire, per poi magari pentircene al risveglio. È capitato diverse volte anche a me qualcosa di simile, soprattutto l'essere attirato verso l'alto, proprio come è successo a te, anche se nel mio caso non c'erano entità con una forma ma solo una forza invisibile che non potevo controllare. Con l'esperienza poi la paura inizia a venire meno e si impara a lasciarsi andare :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 04/10/2020, 18:53

7 settembre 2020

Sogno lucido ore 1.00-5.30

Mi trovo in paralisi ed eseguo più volte il distacco, disturbato anche dall'entità della quale sento gli artigli stringermi le mani. Alla fine riesco in qualche modo a liberarmene e ad un certo punto sono al mare, in una località imprecisata ma molto bella e dall'atmosfera serena e rilassante. Cammino su dei piccoli scogli molto bassi, che spuntano appena oltre la superficie del mare. Mi viene voglia di salire su una barca e prendere il mare, dunque chiedo a qualcuno dove posso trovare una barca. Mi dicono di chiedere ad un certo tizio, di cui non ricordo il nome, che si occupa di queste cose e mi indicano una direzione. Per raggiungerlo mi trovo a passare in uno spazio stretto in mezzo a diversi ostacoli come sedie, tavoli e altri oggetti accatastati. La cosa mi rallenta non poco e finisco per perdere lucidità e anche il ricordo sfuma.

11 settembre 2020

Sogno lucido ore 4.00-5.20

Fotoricordo

Prendo lucidità improvvisamente mentre sto camminando lungo il vialetto che porta dalle scale al cancello. E' notte, mi guardo le mani, le intravedo appena, apro il cancello ed esco in strada. Prendo il volo e subito si oscura tutto, potrei attendere e ripartire dal letto ma decido invece di raggiungere direttamente un altro luogo. Penso ad una spiaggia e cerco di sentire la sabbia al tatto. La sensazione della sabbia sulle mani è appena accennata, quasi inesistente, e infatti quando le immagini arrivano non mi trovo in spiaggia ma su un pavimento cementato. Mi guardo intorno, sembra una specie di cantiere o edificio abbandonato. Non ci sono né porte né finestre, la luce solare filtra da alcune aperture, vado dunque verso una di queste e attraversandola vedo che mi trovo sul terrazzo di palazzo. Prendendo il volo da qui potrei sorvolare la città e raggiungere la spiaggia in pochi secondi. Mi accorgo che c'è qualcuno con me, un tizio dai capelli lunghi che quando inizio a levitare mi suggerisce di andare a piedi, << col cavolo ! >> gli rispondo io. Prendo il volo e poco dopo mi accorgo che anche lui sta volando, una ventina di metri dietro di me, partito da un altro palazzo nelle vicinanze. Sorvolo gli edifici di questa città finché non vedo il mare, di colore verdastro e molto mosso, non certo l'ideale per farsi un bagno. Atterro a pochi metri dalla riva, poi decido di riprendere il volo e sorvolarlo spingendomi a largo per vedere cosa succede. Nel farlo però, come era già capitato altre volte in cui avevo provato a fare la stessa cosa, provo una forte emozione, con un formicolio all'addome. Le volte precedenti a bloccarmi era stata la paura dell'ignoto, quella paura ormai l'ho superata però temo che spingermi troppo in là possa farmi svegliare prima del tempo, dunque torno indietro. Chiedo al tizio con i capelli lunghi, che mi ha raggiunto in spiaggia, cosa succede se mi lascio andare a largo e lui risponde che mi sveglierei, la risposta però è sicuramente condizionata dalle mie aspettative. Subito dopo però mi dice che uno che conosce si è ritrovato in astrale facendo la stessa cosa, anche questa affermazione non è nulla di nuovo, l'alternativa infatti è quella di ritrovarmi in paralisi o direttamente fuori dal corpo. Decido di tentare di nuovo, sento le stesse sensazioni ma stavolta non mi fermo. Vedo delle barche in lontananza e sento voci di persone, più vado avanti più lo scenario si deforma, si sgretola, sto per oltrepassare i confini del sogno. Si oscura tutto e dopo qualche istante mi ritrovo in una casa che non conosco, in una stanza in penombra, probabilmente una camera da letto. Dalla poca luce sembrerebbe essere mattina presto, un momento in cui tutti stanno
dormendo e le luci sono spente. Trovo alcuni oggetti su un mobile, leggo qualche scritta che però ora non ricordo. Esco dalla stanza e mi ritrovo in una sorta di anticamera. La vista ancora traballa leggermente, mi chino dunque a toccare il pavimento per stabilizzare, lo sento al tatto con i palmi delle mani e qui una voce nella testa mi dice << è come l'altra volta >>. Questa voce la sento come fosse un pensiero ma non pensato da me, come se mi fossi in qualche modo sdoppiato. Io infatti non ricordo di essere già stato qui però evidentemente qualcuno o qualcosa dentro di me se lo ricorda. Mi guardo un po' intorno e subito la mia attenzione è attratta da alcune foto su una parete. Le foto ritraggono me da bambino, in almeno una di queste appaio grasso, come ero tra i 10 e i 12 anni. Vedo mia madre con i capelli corti come li portava nei primi anni 2000, periodo che coincide con quello in cui ero in sovrappeso, indossa una maglia a righe orizzontali bianche e rosse. Vedo altre foto su un'altra parete, alcune in bianco e nero, che ritraggono volti di persone. Riconosco alcune di queste, una assomiglia ad una mia zia deceduta alcuni anni fa, poi vedo la foto in bianco e nero del volto di un uomo che ha una vaga somiglianza con mio padre, forse un suo antenato ? E' tutto molto suggestivo ed anche molto vivido e reale.
Qui però lo scenario inizia a dissolversi e mi sveglio. Mi pare di ricordare di aver sentito la presenza di qualcuno in quella casa e di aver pensato di poterlo incontrare. Per un attimo, mentre guardavo le foto, pensavo che quella poteva essere una delle due case in cui ho vissuto in Svizzera prima di trasferirmi in Italia all'età di 3 anni.

17 settembre 2020

Sogno lucido pomeridiano ore 13.30-15.30


Mi trovo a girare per il centro della mia città di sera e ad un certo punto prendo lucidità. C'è molta gente in giro e in particolare vedo parecchie persone il cui aspetto indica che provengono da Paesi dell'Asia meridionale. Ho l'impressione di trovarmi in un futuro non troppo lontano in cui la comunità sud-asiatica nella mia città è aumentata notevolmente. Attraverso la piazza principale e la strada adiacente e mi trovo davanti un locale con un insegna luminosa verde con scritto qualcosa del tipo "Vuntu Bar". So che si tratta di un ristorante gestito da immigrati indiani o bengalesi, ci entro insieme a qualcun altro. Il locale non è molto grande, arredamento molto spartano, pavimento e pareti bianche, pochi tavoli. In fondo a sinistra c'è un bancone, dietro al quale si trova una ragazza, all'angolo a destra invece c'è un passaggio che fiancheggia la cucina e conduce forse ai bagni oppure ad un'altra sala. C'è un pannello appeso al muro con immagini in movimento nel quale vedo inizialmente una mappa dell'Asia meridionale. Un cameriere ci indica un tavolo e ci sediamo, io mi siedo dando le spalle al bancone, in modo da guardare verso la porta. Vedo alcune persone che chiacchierano fuori dal locale proprio attraverso la porta vetrata. Al tavolo con me è seduto mio padre, alla mia destra e qualcun altro che ora non ricordo. Con una scusa mi alzo ed esco dal locale, ho intenzione di fare un giro ma qui il sogno si dissolve. L'esperienza continua con episodi molto confusi e caratterizzati da scarsa lucidità.

19 settembre 2020

Sogno lucido pomeridiano ore 13.30-15.30

Musica nelle cuffiette

Mi trovo in paralisi e sento la presenza dell'entità femminile sopra di me, percepisco una forte emanazione di tipo sessuale. La ignoro, mi alzo ed esco dalla mia stanza, invoco una sfera di energia intorno a me, una sorta di barriera per isolarmi da questa e altre possibili entità che tentino di disturbarmi. Vado di sopra, esco in strada ma la mia lucidità va perdendosi. Mentre cammino per la strada non so perché ho le cuffiette alle orecchie con della musica dance tipica degli anni '90 (non cammino mai con le cuffie alle orecchie e non sono solito ascoltare quel genere di musica, anche se quando mi capita di sentirla alla radio mi richiama alla mente ricordi piacevoli della mia infanzia) . Ad un certo punto chiedo ad alta voce che la musica che ho nelle cuffiette venga sparata anche all'esterno in modo che la sentano tutti. Mi tolgo le cuffiette e in effetti la musica si sente tutto intorno ma a volume basso. Qui il sogno crolla e riparto dal letto, invoco nuovamente una sfera di energia intorno a mema qui il ricordo sfuma.


22 settembre 2020

Lucido ore 5.00-5.30

Festa di compleanno e paesaggio di montagna

Sono nella mia stanza, sopra al letto di mio fratello vedo cose appese alla parete che nella realtà fisica non esistono. Esco in strada e sento della musica provenire da una casa vicina, mi avvicino e vedo che nel giardino di una delle villette della zona è in corso una festicciola, forse un compleanno. Mi imbuco alla festa e vedo un lungo tavolo pieno di bicchieri, piatti di plastica e resti di cibo, mentre la gente è sparsa per il giardino. Sul tavolo c'è anche delle fette di torta già tagliate ma che nessuno sembra aver toccato, ne prendo una, vedo che è fatta con pan di Spagna, panna, e scaglie di cioccolato. La assaggio ma non è un gran che, la rimetto dove l'ho trovata e un tizio che mi vede commenta negativamente il mio comportamento. Mi guardo intorno, ci sono perlopiù bambini e adulti, deve essere il compleanno di qualche bambino. Esco dal giardino e proseguo lungo la strada con l'intenzione teletrasportarmi altrove, con me c'è qualcuno che mi suggerisce cosa fare, una sorta di accompagnatore-guida, di quelli che rimangono fuori dal campo visivo. Mi trovo alla fine della strada che inizia di fronte casa mia, mi chino a sfregare le mani sull'asfalto per e lo trovo stranamente troppo liscio, anche se fosse stato appena messo dovrebbe essere così liscio. Mi metto ora a sfregare le mani sul muro di recinzione di una villa, questo invece rispetta le mie aspettative, è ruvido come dovrebbe essere. Proseguo e all'incrocio giro a sinistra, dopodiché, giunto all'altezza del bar-ristorante che si trova in quel punto anche nella realtà fisica, mi chino di nuovo a sfregare le mani sull'asfalto, che ancora una volta risulta liscio. Osservo il mio corpo e come sono vestito, indosso una maglietta a maniche corte multicolore che con varie immagini e scritte (ce l'ho anche nella realtà fisica ma non la indosso in questo momento ) e un paio di calzoncini verdi di quando giocavo a calcio diversi anni fa. Decido che è il momento di andare da qualche altra parte, perciò mi fermo in piedi mi concentro per levitare verso l'alto. Mi concentro sul respiro, tutto è estremamente vivido e reale, il che mi fa sempre molto piacere ma in queste condizioni è difficile sollevarsi da terra solo col pensiero, dunque faccio un saltino ed ecco che rimango sospeso a mezz'aria. A questo punto l'ambiente inizia a dissolversi e quando sono nel buio totale vado verso il basso e tocco terra con le mani per stabilizzarmi in un altro ambiente. Mi sposto in avanti gattonando finché lo scenario non prende forma intorno a me. Qui mi rendo conto che sono rimasto dov'ero, non ho fatto altro che spostarmi in avanti di qualche metro :D. Evidentemente sono stato troppo frettoloso, avrei dovuto attendere qualche istante in più nel buio, in modo tale da distaccarmi dall'ambiente di partenza. Qui dovrei tentare di nuovo ma perdo parzialmente lucidità, vedo una bella ragazza bionda inizialmente di spalle, poi vedo che si siede su una panchina e la raggiungo sedendomi accanto a lei. Qualche istante dopo il sogno si deforma, io perdo del tutto lucidità e mi ritrovo per un po' in una sequenza di immagini deliranti. In seguito torno in me mentre sono sul mio letto e da qui riparto, esco dalla mia stanza, do un'occhiata rapida in salotto, ci sono i miei sul divano. Vado di sopra ed esco in strada, l'obbiettivo è sempre quello di teletrasportarmi altrove e una volta lì, eseguire una serie di compiti programmati. Il primo è quello di osservare il mio corpo e come sono vestito, sia guardandomi direttamente, sia allo specchio. Il secondo step è quello di sperimentare al massimo i 5 sensi, uno alla volta o anche più di uno insieme interagendo anche con gli elementi inanimati del sogno. Il terzo è quello di raccogliere informazioni leggendo, ascoltando o facendo domande a persone che incontro. Decido di usare il vecchio metodo per cambiare ambiente, ovvero entrare in una casa vicina per poi uscire da un'altra porta. Entro subito nella casa di fronte, qui il sogno raggiunge autonomamente un alto livello di stabilità, senza che io esegua alcuna tecnica particolare. Mi guardo intorno, è tutto estremamente vivido e reale, mi trovo in una cucina e sembra non esserci nessuno in casa. Vedo due porte, una a due passi davanti a me, l'altra alla mia sinistra un po' più lontana. Apro subito quella davanti a me e, come spesso accade, ci trovo un bagno. Vado dunque verso l'altra porta, la apro e mentre lo faccio mi osservo, osservo il mio braccio mentre lo sollevo, afferro la maniglia e la tiro verso di me. Varco la soglia e mi trovo in un minuscolo stanzino con un'altra porta. Qui inizia il solito labirinto di mini stanze e porte, perdo il conto ma credo di aver aperto almeno 7-8 porte. Mentre le attraverso, una dopo l'altra, dico a me stesso che sarebbe impossibile tornare indietro al punto di partenza. Il mio obbiettivo comunque è quello di uscire all'aperto e ad un certo punto finalmente vedo la luce del sole filtrare da una porta già aperta o per lo meno socchiusa. Attraverso quest'ultima porta e mi ritrovo all'aria aperta, in un paesaggio di montagna. Sento subito una piacevolissima brezza che mi accarezza la pelle, sullo sfondo si vede un monte che ricorda vagamente quello che si vede dalla casa in montagna dei miei nonni. A questo punto dovrei eseguire il primo compito, ovvero quello di osservarmi ma la presenza dei miei amici A.T. e D. mi distrae dal piano d'azione. Mi rivolgo a loro facendo notare la stabilità e il realismo di questo ambiente. Faccio un giro, sono nello spazio esterno di una casa in montagna immersa nel verde, non sembrano esserci recinzioni e da dove mi trovo non vedo strade o altre tracce di civiltà. A dire il vero non vedo nemmeno la casa, ma intuisco la sua presenza alle mie spalle da alcuni elementi che vedo intorno a me, tra cui una struttura in legno tipo gazebo, vicino al quale trovo anche un pallone da calcio, di quelli a poligoni bianchi e neri di una volta. Lo vado a prendere e mi ci metto a giocare insieme ad A.T. e D., per testare la solidità di questo ambiente, il che fa parte del secondo dei tre compiti, che dunque in questo modo sto eseguendo almeno in parte. Corro palla al piede verso A.T. che è il più vicino dei due e cerco di dribblarlo, non ci riesco ma sul rimpallo il pallone rimane a me ed ora provo lo stesso con D., stavolta sul contrasto il pallone schizza via lontano. Mi fermo qui, sono abbastanza soddisfatto, il fatto che non sia riuscito a fare più di quello che saprei fare nella realtà fisica (a parte sentirmi un pizzico più leggero ed essere dunque leggermente più veloce) è indice di un altro grado di stabilità. A questo punto dovrei almeno proseguire con il secondo compito ma me ne dimentico e mi viene invece in mente di provare a levitare. Nel frattempo i miei amici sono impegnati in altre attività, vedo D. che si solleva da terra utilizzando una specie di zainetto jet. Faccio un saltino e rimango sospeso a mezz'aria a circa mezzo metro dal suolo ma non riesco ad andare più su di così. Dico agli altri che la stabilità di questo ambiente non permette di fare più di così, la materia qui è più densa rispetto ad un sogno normale. Poi però faccio notare loro che da quando siamo qui alcune cose si sono modificate a causa della nostra presenza. Proprio ora vedo una bambina di 5-6 anni che mi fissa ed istantaneamente mi arriva l'informazione che questo ambiente è suo, è il suo sogno e noi (a dire il vero solo io, ma in quel momento la mia lucidità non è al massimo e considero i miei amici come sognatori indipendenti invece che p.o. che mi sono portato dietro inconsapevolmente) ci siamo dentro. Colgo l'occasione per eseguire il compito numero 3, ovvero ottenere informazioni. << Come ti chiami ? >> le chiedo, << Barbara >> risponde lei, dove ci troviamo << a Burs, che adesso è in Germania >>. Le chiedo quanti anni ha ma qui lei esita e si rivolge ad un signore anziano seduto su un divano (nel frattempo lo scenario è cambiato, ora siamo in un salotto che ricorda vagamente quello del piano terra della casa in montagna dei miei nonni) chiamandolo nonno e rigirando a lui la domanda. Il nonno allora si rivolge a me e, scrollando le spalle, dice: << e come facciamo a stabilire un tempo ? >> Istintivamente gli chiedo << perché ? >> ma in realtà so già il motivo di quella risposta, qui lo scorrere del tempo è completamente stravolto. Riformulo la domanda chiedendo quando è nata la bambina e il nonno risponde che è nata nel 1999, poi inizia a raccontare cose che non ricordo bene. Fa un discorso lungo e non è facile seguirlo, ricordo solo alcuni frammenti. Dice che qualcosa del tipo che sarebbe dovuta nascere due anni prima, che veniva dal Giappone ed era figlia di un mafioso che faceva di cognome Colace. Vengo svegliato da mia madre a conversazione ancora in corso ma in questo caso è stato un bene perché ormai la mia lucidità era agli sgoccioli e se fossi andato avanti a sognare avrei rischiato di dimenticare parte dell'esperienza.


24 settembre 2020

Lucido ore 3.30-5.15

Viaggio nei ricordi ?

Sono con mia madre e non ricordo chi altro, so di stare sognando e credo di star visitando luoghi del mio passato. Ad un certo punto ci troviamo in un luogo che mi trasmette una forte emozione, penso sia una delle due case in Svizzera, paese nel quale ho vissuto nei primi tre anni della mia vita. C'è un cortile stretto che gira intorno ad una casa con una vetrata, cammino e mi guardo intorno come incantato. Mi specchio pensando di vedermi all'età in cui vivevo lì ma in realtà il riflesso mi restituisce un'immagine simile a quella attuale. Entro in un luogo chiuso e chiedo ad un tizio come posso accedere ai ricordi del passato, riviverli in prima persona. Mi invita a seguirlo ed entriamo in una stanza, mi dà una pasticca presa da una scatoletta, sulla quale c'è scritto che è per il mal di testa. Io gli dico che non ho mal di testa e lui dice che non ce l'ho adesso e che quella pasticca è per prevenire il mal di testa che potrebbe venirmi tra poco quando mi farà fare questa cosa per accedere ai ricordi. La cosa mi lascia un po' perplesso, perché cavolo dovrebbe venirmi il mal di testa ? Inizio a pensare che il tizio sia il solito impostore onirico che mi sta facendo perdere tempo. Entriamo in un'altra stanza, semi buia, ed il tizio sparisce, confermando i miei dubbi.


30 settembre 2020

Serie di lucidi ore 3.30-5.00

Quartiere inglese in...Giappone

Mi alzo dal letto ed esco dalla mia stanza, è buio ma la vista è attiva, perciò intravedo appena l'ambiente intorno a me. Ho ancora addosso un senso di negatività che mi porto dietro da un mezzo incubo fatto poco prima nel quale ho avuto un attacco di terrore improvviso e senza un vero motivo, come mi capitava a volte da bambino. Vado di sopra ed esco dal portone, vedo mio padre fermo in piedi al di là del cancello, ha un'aria assente, sguardo vuoto, sembra un automa, è un'immagine decisamente inquietante. Chiaramente non è mio padre, ma un'entità che ha preso le sue sembianze ed ho la netta sensazione che mi creerà dei problemi, non è proprio il caso di passare dal cancelletto. Il sogno non è ancora stabile perciò basta solo il fatto di voler evitare quella cosa inquietante a farmi ritrovare nel giardino dei vicini. Tuttavia sono molto pesante e non riesco ad allontanarmi, l'essere si avvicina inesorabilmente e finisco per svegliarmi prima che mi raggiunga. Mi trovo ancora semi paralizzato, rimango fermo in modo da rientrare nel sogno ma qui perdo temporaneamente lucidità. Sento mio fratello alzarsi dal letto e fare rumore in piena notte, gli chiedo cosa stia facendo, e lui risponde con un mugugno. A questo punto mi alzo per seguirlo e appena sono in piedi ho la sensazione che potrei stare sognando, faccio infatti un saltino e mi sento un pizzico più leggero del normale. In ogni caso vado in salotto e vedo il televisore acceso, altra stranezza a quest'ora della notte. Per togliermi ogni dubbio guardo l'ora sullo smart band e il semplice fatto di trovarlo al polso mi conferma di essere in un sogno, dato che di notte lo tengo sul comodino. Inoltre è anche un po' diverso da quello che ho nella realtà fisica. Giro un paio di canali, ci sono programmi di varietà, ricordo un tizio calvo in primo piano, poi sull'ultimo canale che metto ci sono delle ballerine. Vado di sopra, dove incontro mio nonno che sta appendendo qualcosa all'appendiabiti. Esco dal portone, mi chiedo se troverò di nuovo l'essere sotto le sembianze di mio padre fuori dal cancello ad aspettarmi. Sembra non esserci nessuno ma vedo un mezzo di trasporto indefinito, potrebbe trovarsi lì dietro, forse si sta nascondendo per poi apparire quando è ormai troppo vicino per evitarlo. Vado comunque in quella direzione, esco in strada e in effetti trovo mio padre, ma stavolta ha un aspetto diverso, più vivo e naturale. Non tenta assolutamente di aggredirmi ma mi ferma per raccontarmi qualcosa e io lo assecondo restando fermo ad ascoltare, ma al contempo mantengo la concentrazione e la lucidità. Parla e gesticola a lungo ma in realtà dice cose senza senso, si impappina continuamente, sembra non sapere nemmeno lui cosa deve dire. Ad un certo punto gli dico << ok, me lo dirai la prossima volta >>, in questo modo riesco a congedarmi senza contrariarlo, infatti si fa da parte e mi lascia andare. Faccio un pezzo a piedi, dopodiché spicco il volo, svolazzo a pochi metri da terra, arrivo alla fine della strada, mi sembra di vedere qualcuno sul marciapiede ma si tratta invece di una statuetta. Guardo verso il cielo, voglio salire di quota ma non ci riesco e dopo qualche istante lo scenario si dissolve. Mi trovo nel buio, vado verso il basso e tocco il terreno con le mani per stabilizzarmi in un altro ambiente. Lo sento liscio, è chiaramente un pavimento interno di una casa, al tatto sento anche le fughe tra una mattonella e l'altra, sembra proprio il pavimento di casa mia. Devo allontanare però questa idea altrimenti ripartirò dalla mia stanza e dovrò fare tutto da capo. Ci riesco in parte, quando la vista torna attiva infatti sono in una camera da letto che ricorda la mia per dimensioni e forma ma è decisamente diversa nell'arredamento. Ci sono due letti singoli posizionati paralleli e a circa un metro di distanza l'uno dall'altro, con la testiera a ridosso della parete dietro alla quale passa l'intercapedine. Esco dalla stanza e mi ritrovo in un salotto che invece ricorda quello della casa dei miei bisnonni in cui durante l'infanzia andavo tutti i giorni dopo uscito da scuola. La casa infatti si trova a due passi dalla scuola elementare che frequentavo, il mio bisnonno veniva sempre a prendermi all'uscita e dato che i miei genitori lavoravano restavo a pranzo lì. Si tratta dunque di uno dei luoghi principali della mia infanzia, di cui ho un bel ricordo e ogni volta che lo sogno ho sempre sensazioni positive. Mi guardo ad uno specchio e vedo che sono una bella donna bionda sulla quarantina, dai capelli lunghi e lisci. Mi capita molto spesso di trovarmi in corpi femminili durante queste esperienze, questa volta però non mi fermo a cercare informazioni ma cerco subito di uscire all'aperto. Attraverso un'altra porta e mi trovo in un luogo molto più ampio e affollato ma sempre al chiuso, di cui non comprendo la funzione. Ora esco finalmente all'aperto e mi ritrovo in una strada che dà l'idea di appartenere ad una città britannica. Ci sono diversi locali, perlopiù pub ed è pieno di gente che passeggia. Vedo una ragazza carina dai capelli scuri e ricci legati in una coda, indossa un giubbottino e sta mangiando un cono gelato. Cerco di richiamare la sua attenzione per farle alcune domande (ancora una volta mi dimentico del punto 1 e 2 del piano e passo direttamente al terzo), ma sembra non vedermi. La sua è una reazione leggermente infastidita, come quando un insetto ci ronza intorno e lo scacciamo via. Provo anche con altre persone, delle quali ricordo un signore sui 70, ma niente da fare, non possono vedermi, sono come un fantasma :D . Ora mi metto davanti ad una vetrina di un locale, alle spalle di un ragazzo e una ragazza che guardano verso il locale. Mi vedo riflesso allo specchio e anche loro vedono quel riflesso, quando si girano però gli prende un colpo perché non trovano nessuno :D, possono vedere il mio riflesso allo specchio ma non vedono me ! Ad ogni modo parlo con loro e li tranquillizzo, ora sembra che riescano a vedermi. Chiedo dove ci troviamo e mi rispondono che siamo in Giappone, :? la cosa mi lascia un po' perplesso, questo posto non assomiglia affatto ad una città giapponese. Mi dicono che si tratta di una zona della città nella quale è stato riprodotto un quartiere di una città britannica, mi dicono pure il nome, qualcosa tipo "Sanase" o "Sasane". Nel frattempo è rimasto solo il ragazzo, il quale è seduto di fronte a me. Gli chiedo altre cose e nel frattempo ci troviamo a camminare, gli chiedo in che anno siamo e risponde 2020, la mia lucidità però va via via perdendosi. Ad un certo punto mi dice che suo padre è uno importante e che per questo motivo lui ha accesso a luoghi interdetti alla gente comune. Lo seguo all'interno di un edificio, arriviamo ad una porta, entriamo e ci accoglie Cristiano Ronaldo :D, lo saluto come se già ci conoscessimo di vista. Qui il ricordo sfuma.
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