Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda dixit » 09/09/2017, 13:12

Ah! Meno male non sono l'unico a sognare animali antropomorfi! : Chessygrin :

Bel sognone lungo.

p.s.
magari, quando decidi il colore per i lucidi, usa i tag appositi, perché quell'azzurrino è troppo chiaro... : Blink :
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/09/2017, 19:23

Sì ultimamente mi capita di sognare, nei lucidi, esseri bizzarri di ogni tipo, alieni, animali parlanti e in alcuni casi antropomorfi appunto, e altri personaggi che sembrano letteralmente usciti da cartoni animati. :D Comunque sì hai ragione non so
perché ho usato sempre questi colori,dalla prossima volta farò come mi hai suggerito ;)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda dixit » 11/09/2017, 21:17

Quali animali parlanti, in particolare?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/09/2017, 21:53

Solitamente gatti, nei miei sogni i gatti di solito mi parlano, anche se raramente ricordo cosa mi dicono. Mentre ad esempio i cani sono quasi sempre aggressivi e mi attaccano. Ultimamente poi ho incontrato esseri ibridi uomo-animale, alcuni
di essi mi hanno parlato o parlavano tra loro. Nell'ultimo lucido ricordo di aver incontrato dei piccoli animaletti colorati simili a dinosauri, anch'essi parlanti, che però si sono mostrati poco socievoli. :D Inoltre ultimamente sto sognando spesso rettili di vario tipo, lucertole, gechi, coccodrilli ed esseri ibridi uomo-rettile.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda dixit » 11/09/2017, 22:54

Anche nei miei sogni i gatti parlano e invece di rado i cani sono ostili, però è successo. Un cane ostile mi ha parlato... :angry:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/09/2017, 22:41

Sogno lucido pomeridiano dell'11 settembre 2017

Sono in bagno, inizialmente mi sembra tutto normale ma poi mi viene il dubbio che sia un sogno. Mi guardo allo specchio e vedo un volto femminile, non c'è dubbio, sto sognando ! Esco dal bagno, faccio un giro per casa, prendo una fetta di dolce nel frigo, tra una serie di fette già tagliate poste su un piatto. Si tratta di un dolce di colore giallo con dello zucchero a velo sopra. Ha una consistenza soffice e dentro c'è una crema dal sapore un po' aspretto che contrasta con la dolcezza
dell'impasto, abbastanza buono devo dire. Lo mangio mentre vado ad esplorare la stanza dei miei (la task che mi ero prefissato era quella di esplorare la casa). Apro un cassetto del comodino sul lato del letto dove dorme mia madre e ci trovo una maglietta marrone che poi ripiego frettolosamente e rimetto a posto. Nel frattempo il dolce si rivela essere troppo pastoso e faccio fatica a masticarlo così lo sputo, tanto è un sogno non dovrò pulire per terra :D. Prendo il portafoglio di mia madre da una delle sue borse, non so perché ho l'impressione che possa trovarci qualcosa di interessante. C'è poca luce in questa stanza, è tutto troppo cupo e decido di andare di sopra, portando con me il portafoglio. Vado in cucina, qui invece l'ambiente e molto illuminato, la luce del sole entra dalle finestre e mi trasmette un senso di gioia. Dovrei rovistare nel portafoglio ma qui incontro mia zia che poggia sul tavolo una bustina piena di snack Kinder e un sacchetto con degli ovetti di cioccolata vari. Tra i vari dolcetti spicca una strana barretta Kinder che nella realtà non esiste. Si tratta di una versione gigante del Kinder Bueno, ogni barretta è composta da più segmenti diversi dei tre gusti di Kinder Bueno: classico,bianco e dark. Inoltre ogni barretta ha una diversa combinazione di segmenti/gusti. Ne assaggio una dimenticando completamente il portafoglio.
Scendo di sotto per farle assaggiare a mio fratello ma qui purtroppo ho chiaramente perso lucidità perché dopo aver assaggiato un pezzetto, lo lascio perché non voglio esagerare, anche perché sono intollerante al lattosio. : WallBash : Dopo un po' mi ricordo di stare sognando e decido di uscire da casa perché qui dentro ci sono troppe distrazioni ed è troppo facile perdere lucidità. Giunto al piano di sopra, la mia attenzione viene attirata dalla TV che è accesa nonostante non ci sia nessuno a guardarla. Trasmette un film con degli uomini in giacca e cravatta che parlano. Mi avvicino per vedere meglio e vedo che stanno parlando con degli strani esseri, che l'inconscio mi dice essere alieni, di colore grigio scuro e dalle teste enormi e grottesche.Esco dal portone ma non lo chiudo subito, voglio verificare la stabilità del sogno, vedere come reagiscono
gli oggetti se colpiti. Colpisco con un pungo il bordo della porta ed esso reagisce esattamente come farebbe nel mondo fisico, anche nel chiuderla le sensazioni sono estremamente realistiche. Scendo le scale e percorro lentamente il vialetto che porta al cancelletto, rimanendo concentrato su ogni passo, constatando quanto l'ambiente sia vivido e realistico. Mi fermo ad osservare uno spiraglio tra le piante alla mia sinistra. Penso di passarci in mezzo ma mi rendo conto che lo spazio non è poi così largo e che le piante sono spinose, dunque rinuncio. Esco in strada e vedo subito che alla mia sinistra ci sono delle transenne con del nastro bianco e rosso che impediscono il passaggio. La casa dei vicini è stata abbattuta e sono chiaramente in corso dei lavori di ricostruzione. Guardando dal lato opposto invece vedo che all'incrocio si può andare solo a sinistra mentre verso destra la strada è anche qui transennata. Io comunque avevo intenzione di andare dritto lungo la strada che inizia di fronte a casa mia e così faccio mentre rifletto sul significato che potrebbe avere questo simbolo di lavori in corso. Ritengo sia interessante e possa indicare la mia attuale situazione, nella quale mi sto esercitando nei sogni lucidi, sto "costruendo" qualcosa di nuovo a livello personale.Ora voglio provare a spiccare il volo partendo da terra con dei salti, cosa che ho già tentato altre volte fallendo miseramente. Al primo salto ricado malamente col sedere a terra, dopodiché provo ancora diverse volte ma niente da fare, anzi, ad ogni salto faccio sempre più fatica, mi sento sempre più pesante. Sono costretto a rinunciare anche stavolta, dovrò trovare un altro metodo. Mentre salto passa anche mio padre che mi guarda perplesso chiedendomi cosa sto facendo, poi mi dice anche qualcos'altro, una altro tentativo del mio inconscio di distrarmi, ma non gli do ascolto. Vado avanti per la strada e qui il sogno comincia a vacillare, forse a causa dello sforzo fatto con i salti. Infatti continuo a sentirmi pesante, provo a correre ma mi sento privo di forze e in affanno.
Perdo e riprendo il sogno più volte, perdo lucidità e mi ritrovo a parlare con un gruppo di ragazzi poi la riacquisto e percorro un altro pezzo di strada pensando a cosa fare adesso. Qui il sogno sembra tornato stabile, percorro il sottopassaggio della stazione, c'è un gran via vai di gente e si procede a rilento. Osservo le persone intorno a me, ricordo una donna bionda sulla quarantina dal fisico snello e atletico e una ragazzina sui tredici anni che mi urta da dietro poi mi passa avanti. Uscito dal sottopassaggio il sogno si sfalda nuovamente e mi ritrovo nel letto ma riesco a riprenderlo e torno dentro che ho già attraversato la strada. Mi trovo sulla via centrale della città e c'è molta gente. Qui c'è uno stacco e mi ritrovo poi in un luogo che non riconosco, evidentemente non sono più nella mia città. Siamo vicino al mare e c'è un chiosco di legno e con me ora ci sono mia madre e mio fratello. Salgo su una pedana di legno per osservare meglio la porzione di mare che si vede da quel punto. Penso che mi piacerebbe salire su una barca, magari uno yacht e farmi un bel giro in mare ma non trovo imbarcazioni nelle vicinanze, scorgo solo una piccola barca bianca al largo. Qui perdo definitivamente lucidità e mi ritrovo a sorseggiare una bevanda comprata a questo chiosco. Il sogno va avanti per un po' senza lucidità poi mi sveglio.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 29/09/2017, 20:46

Sogno lucido notturno del 23 settembre 2017

Volti femminili allo specchio

Sono in bagno, mi guardo allo specchio e vedo l'immagine di un ragazzo dai capelli neri lisci e lunghissimi, occhi azzurri quasi a mandorla e viso pallidissimo. Inizialmente penso di essere io ma poi capisco che non può essere e che sto sicuramente sognando. Distolgo lo sguardo e riguardo di nuovo, l'immagine è cambiata, stavolta è una ragazza, ora ho la certezza di stare sognando. Distolgo lo sguardo e riguardo più volte e ogni volta l'immagine riflessa cambia mostrando sempre volti femminili, tutti molto diversi tra loro. Ricordo l'ultimo, una ragazza coi capelli neri e lisci ma non troppo lunghi. Quello che balza all'occhio è un bozzo che ha sulla parte destra del viso anche se non riesco a ricordare a che altezza fosse, ma sembrava come se fosse stata picchiata pesantemente. Esco dal bagno chiedendomi sotto voce "perché appaio così ? ma per qualche motivo invece di uscire normalmente dalla porta esco da un'apertura sotto la porta che ovviamente non esiste nella realtà.[/color] Questo fa collassare il sogno.

Lucido del 25 settembre 2017 (mattina presto)

Mi trovo a casa nel salotto del piano terra. Da qualche parte prendo un ovetto Kinder Sorpresa, ricorrente nei miei sogni essendo un ricordo della mia infanzia, stavolta però ha una forma circolare, sembra più una pallina che un uovo. Qui capisco di stare sognando, metto l'ovetto su un piattino di plastica e lo poggio sul tavolino del balcone. Lo scarto e lo mangio e il sapore, ora che sono lucido, è quello reale mentre spesso quando mangio qualcosa nei sogni comuni ha un sapore diverso, spesso poco gradevole o insipido. Dopo un po' però inizia a diventare un po' troppo pastoso, dico a me stesso che non posso sprecare il lucido per mangiare, così mi alzo e vado in giardino, portandomi dietro però il piatto e continuando a mangiare. Esco dal cancelletto che dà sul parcheggio dietro casa e mi avvio nel campo di sterpaglie adiacente. La sfida è riuscire a mantenere la lucidità facendo più cose insieme, cammino alla ricerca di un nuovo scenario da visitare, mentre mangio assaporando il gusto fino in fondo. Funziona, non perdo lucidità e il sogno resta stabile. Seguo un sentiero che curva verso destra e mi ritrovo sulla strada che in un primo momento mi sembra quella davanti casa mia e penso "ma come ? Ho preso questo sentiero per cambiare scenario e mi ritrovo ancora davanti casa mia ?" Però poi osservo meglio e mi accorgo che non si tratta della mia zona anche se gli assomiglia, essendo anche questa una zona periferica con tutte villette.
Vedo il cartello che indica la via ma ricordo solo che iniziava con la M. Giro a sinistra e mi trovo in una zona costituita da case a schiera, qui già si differenzia abbastanza dalla zona di casa mia, deve trattarsi di un'altra città.
Leggo il nome della via e riesco a memorizzarlo "via erura" anche se mi rendo conto che non significa nulla. L'ambiente è estremamente tranquillo, nessun p.o. umano nei paraggi, calma piatta, anche troppa. Voglio cambiare scenario e penso di usare la mia tecnica del transito in una di queste case ma mi accorgo che i cancelli sono tutti chiusi e dietro ad ognuno di essi c'è un cane grosso e ostile che appena mi avvicino abbaia e ringhia. So che potrei aprire il cancello e domare i cani con i miei poteri onirici ma sento che mi resta poco tempo e che il sogno potrebbe destabilizzarsi dunque preferisco evitare per questa volta.
Poco dopo mi sveglio, il sogno mi ha comunque trasmesso una sensazione di serenità e benessere psicofisico.

Lucido pomeridiano del 27 settembre

Il bivio e la collinetta ripida

Sono sdraiato supino sul letto e sento entrare mio fratello. Penso "ecco, ora farà rumore e mi sveglierò del tutto", mi rendo conto di essere in stato di paralisi e tento di approfittarne per entrare nel sogno, pur sapendo che probabilmente i rumori lo interromperanno. Mi alzo a sedere sul letto ma per qualche motivo fallisco e mi ritrovo sdraiato. Qui però realizzo che lui non può essere qui perché è in vacanza all'estero, dunque era un'illusione, nessun rischio di svegliarmi, ora che sono tranquillo mi rotolo giù dal letto e cado sul pavimento. Mi alzo e mi dirigo a fatica e alla cieca verso le scale, aggrappandomi alle pareti e leccandole per far prendere consistenza all'ambiente onirico. Arrivato al piano terra il sogno si è stabilizzato ed esco di casa mentre verifico la mia lucidità dicendo ad alta voce che giorno è oggi e cosa ho fatto stamattina. Le risposte risultano tutte giuste anche se devo sforzarmi un po' per ricordare la seconda. Esco dal giardino e prendo il sentiero in mezzo al campo di sterpaglie dietro casa mia. Il sentiero mi conduce ad un bivio, verso destra c'è una stradina simile a quella del lucido di due notti fa, mentre a sinistra vedo una specie di collinetta. Scelgo la sinistra perché sono curioso di vedere cosa c'è oltre la collinetta, comincio a salire ma poi mi accorgo che gli ultimi metri sono ripidissimi, quasi perpendicolari al terreno. Arrivato qui ormai non posso tornare indietro così devo fare uno sforzo mentale per arrampicarmi, camminando in verticale. Arrivato in cima si annebbia tutto, forse a causa dello sforzo. Il sogno crasha e mi sveglio.

Lucidi notturni del 28 settembre 2017

Premessa: sono andato a dormire verso le 23.30 e mi sono svegliato poco prima delle 3. Qui, come ho fatto per una settimana di fila a partire dal giovedì 21, sono rimasto alzato per circa mezz'ora, nella quale sono andato in bagno e ho scritto sul mio diario quello che ricordavo di un sogno appena fatto. Mi sono poi sdraiato praticando una tecnica di rilassamento, focalizzandomi sull'intenzione di accorgermi di stare sognando, cosa che in questi giorni ha sempre funzionato producendo brevi lucidi, due dei quali li ho riportati sopra. Verso le 4.10 vengo disturbato da una zanzara e sono costretto ad alzarmi di nuovo. Passano all'incirca altri 20 minuti prima che mi rimetta a letto ma ora sono troppo stanco e mi sdraio a pancia in giù per dormire.

Sogno 1: Porte e bagni

Sono in uno stretto corridoio al chiuso, davanti a me a pochi metri c'è una porta bianca, sulla sinistra un'altra porta bianca. Qui inizio a prendere coscienza di essere in un sogno e l'idea di aprire quella porta mi inquieta per qualche motivo. Mi ricordo di quelle volte in cui ho sognato di aprire porte e trovarmi davanti il buio totale e quindi rinunciare, richiudere la porta e andarmene e così faccio anche questa volta.Ora però acquisisco piena lucidità, mi faccio coraggio e mi volto per andare ad aprirla ma non la trovo più. Rimane comunque la porta a sinistra, così apro quella e ci trovo un bagno di quelli pubblici con il minimo indispensabile, non c'è neanche il water ma solo un orinatoio a pavimento. E' tutto bianco e piuttosto spoglio, ma non sporco. Il soffitto è basso mi aspetto di trovare ragni e ragnatele invece è tutto abbastanza pulito. Esco e mi trovo di fronte ad un'altra porta, sempre bianca. Entro e trovo un altro bagno, stavolta si tratta di un bagno più simile a quello di un appartamento, un po' più grande del precedente, c'è anche una doccia. Le pareti sono sempre rigorosamente bianche, mi fermo davanti al lavandino e mi guardo allo specchio ma è sporco o forse solo appannato e la mia immagine è troppo sfocata. Apro il rubinetto e mi sciacquo le mani per saggiare la consistenza di questo sogno che mi sembra molto stabile e infatti le sensazioni sono estremamente vivide e realistiche, sento l'acqua fresca che mi bagna le mani esattamente come fa nel mondo fisico. Provo ancora a specchiarmi ma lo specchio resta sempre sporco o appannato e non mi azzardo a pulirlo perché ho come la sensazione che potrei vedere un'immagine poco piacevole. Specchiarmi nei sogni mi provoca sempre un po' d'ansia. Tuttavia, guardando meglio la mia immagine riflessa, seppur sfocata sembra non essere deformata, e questo mi dà sollievo. Esco dal bagno e il sogno finisce. Questa cosa di trovare dei bagni quando apro delle porte nei lucidi è già capitata altre volte, che abbia un significato particolare ? Per ora non sono riuscito a darmi una spiegazione.


Sogno 2: Rapina sventata


Sono a casa in piena notte al computer. Cerco di spegnerlo per andare finalmente a dormire ma non ci riesco, si è bloccato e non capisco perché. Dalla camera dei miei sento mia madre che si lamenta forse per il rumore delle mia dita sulla tastiera e penso "ora come spiego ai miei perché sono sveglio a quest'ora di notte ? Non posso mica dire che sto praticando la WBTB !" (nel sogno mi ricordo infatti di essermi alzato già due volte, la prima per la WBTB, la seconda a causa della zanzara molesta). Inizio a sospettare qualcosa, mi alzo e vado verso la camera dei miei, ho la sensazione di essere in un sogno ma non ne sono ancora convinto. Per togliermi ogni dubbio caccio un urlo e sbatto sulla porta della stanza dei miei, nessuna reazione, sto sognando ! Salgo di sopra, è buio, esco dal portone e raggiungo il cancelletto ma qui accade qualcosa di inaspettato: il cancelletto non si apre. Premo più volte il pulsante, provo anche a tirare il cancello ma nulla da fare, il sogno è estremamente consistente e non posso attraversare la materia se non con un grosso sforzo mentale che rischierebbe di far crashare il sogno. Per fortuna il cancello grande non è chiuso bene, così lo tiro verso di me aprendolo quanto basta per passare. Sono in strada, vedo passare un pulmino verde il quale si ferma ad un lato della strada. Dai finestrini si vede che dentro ci sono al massimo due o tre persone, mi avvicino per provare a parlare con qualcuno di loro e vedere come reagiscono ma mi ignorano totalmente, il conducente tra l'altro sembra anche ubriaco. Lascio perdere e decido di andarmene da qui e cambiare radicalmente scenario. Qui però ho un vuoto di memoria, probabilmente il sogno crasha perché poi ricordo di essere uscito dal giardino nel parcheggio dietro casa, quindi probabilmente devo aver perso e ripreso il sogno da casa mia in qualche modo. Da qui prendo il solito sentiero tra le sterpaglie, aspettando di vedere dove mi porterà. Mi trovo ora in una piazzola sterrata e un camion di colore blu scuro si avvicina velocemente da sinistra, sembra quasi che voglia investirmi ma si ferma poco prima di raggiungermi. Proseguo la mia camminata osservando i vari ambienti che il subconscio mi propone, ma il ricordo di essi è molto vago. Nell'ultimo di questi mi trovo in un giardino di un agriturismo o ristorante in campagna, con un parcheggio coperto da una struttura in legno. La mia attenzione viene attirata da una tenda ad una decina di metri da me, immagino di trovare al di là di essa una grande città ma quando la scosto si annebbia tutto come nel sogno pomeridiano della collina del giorno prima. Stavolta riesco a riprendere il sogno e mi ritrovo in una sala con un tavolo al centro e delle persone sedute. Qui però avviene qualcosa di inaspettato, degli uomini armati circondano il tavolo puntando le loro pistole contro i commensali, deve essere un tentativo di rapina. Non resisto alla tentazione di intervenire, era da un po' che mancava un po' di azione nei miei lucidi ! : CoolGun : Inizia una sparatoria, entro in possesso di una pistola e sparo in testa ad uno dei malviventi sul lato corto opposto del tavolo e questo crolla a terra. Poi continuo a sparare ad un altro, un tizio pelato, ma i proiettili non hanno effetto, la pistola ora è finta ! L'uomo pelato ora tiene sotto tiro i commensali e li riporta all'ordine facendoli sedere. Io però, consapevole dei miei poteri qui dentro, mi avvicino al criminale e lo provoco incitandolo a spararmi, per dimostrargli che non basta una pistola per minacciarmi. Il tizio all'inizio mi prende per matto e mi sfotte dicendomi "dove vuoi che ti spari ? In testa o magari in bocca ?" io rispondo che per me è uguale e mi metto davanti a lui ordinandogli di spararmi. Lui mi punta la pistola alla testa e spara, sento il proiettile colpirmi sul lato sinistro della testa vicino alla tempia e per qualche secondo mi gira un po' la testa ma non sento dolore e il sogno rimane stabile. Gli prendo la pistola e in qualche modo apprendo che questa apparteneva ad uno dei commensali,un poliziotto, e che è stato lui a sparare al tizio che mi sembrava di aver abbattuto io stesso all'inizio, prima che gli venisse sottratta dall'altro rapinatore. Vedo infatti il cadavere dell'uomo a terra con la testa insanguinata. Dico "ecco perché è morto non sono stato io a sparargli ma il poliziotto". Qui ho un attimo di confusione tanto che per errore consegno al criminale calvo la pistola vera ma mentre sta per sparare lo colpisco alla testa con la mano facendolo crollare a terra svenuto. Ora che la situazione è tornata tranquilla penso di proseguire per la mia strada ma poi ci ripenso e decido di chiedere qualcosa ai p.o. qui presenti cercando di memorizzare il più possibile delle loro risposte. Parlo un po' con alcuni di loro e riesco a ricordare quasi tutto quello che mi dicono. Alcuni di questi p.o. sono più vivi dei soliti e anche simpatici. Al capo tavola opposto a quello del criminale pelato c'è un uomo di colore che dice di chiamarsi Altres, viene da Udine ed è originario del Kenya, alla sua destra c'è un uomo di carnagione scura di origini arabe di nome Asser mentre sul lato sinistro un po' più avanti c'è sua sorella Budic (lo scrivo come pronunciato da loro). Uno dei rapinatori, che ora siede insieme agli altri, dice di chiamarsi John June ma poi fa un discorso delirante di cui capisco solo che il prossimo mese cambierà il cognome in July e così via ogni mese. Evito di farmi trascinare nei deliri di quest'uomo e mi avvio verso l'uscita della sala, ma prima di uscire mi imbatto in altro p.o. che è identico al calciatore Miralem Pjanic e dice di chiamarsi qualcosa come Gini Luw o Luv. Saluto tutti ed escoma qui il sogno si interrompe bruscamente.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 16/10/2017, 21:24

Sogno lucido notturno del 2 ottobre 2017

La piazza

Sto giocando ad un videogioco in cui mi trovo in uno scenario del quale ho un falso ricordo onirico, che mi dice che è un po' che non riesco ad uscirne. Qui però trovo uno stretto cunicolo in basso, ci entro dentro e vedo che mi conduce ad un altro scenario del gioco e penso "finalmente ! Ora devo far vedere a mio fratello che ci sono riuscito prima di lui !" Da qui entro in un altro cunicolo, poi un altro e un altro ancora. Successivamente i cunicoli diventano piani di un edificio e li scendo uno per uno finché ad un certo punto non decido di risalire, forse inquietato da questa situazione. Qui sono dentro la scena e salgo rapidamente le scale fino a trovarmi all'esterno su un balcone che dà su una piazza. Qui realizzo di stare sognando, e mi ricordo subito la task suggeritami da Melody, ovvero quella di restare fermo ad osservare il sogno in attesa che accada qualcosa. Mi fermo guardando verso la piazza, ci sono delle persone ma non tantissime. Rimango fermo con le mani appoggiate alla ringhiera ma dopo alcuni secondi il sogno crolla. Riesco subito a riprenderlo dallo stesso punto in cui l'avevo perso e stavolta, prima di iniziare la task, decido di stabilizzare meglio l'ambiente onirico, scendo le scale e mi ritrovo nella piazza. Faccio un giro, poi quando ritengo che il sogno sia abbastanza stabile mi fermo in piedi ad osservare un lato della piazza. Resto così per circa un minuto ma non accade nulla di particolare. Forse sarei dovuto rimanere più tempo in attesa o forse non sono stato abbastanza attento all'ambiente circostante e mi sono perso qualcosa. Il sogno prosegue con una passeggiata nella piazza, ricordo una piazzola improvvisata come pista da ballo con un piccolo gruppo di persone che ballano. Più avanti incontro una donna di colore grassa seduta in disparte ad un tavolo. Sembra diversa dagli altri p.o. che sono tutti occupati a camminare e/o a parlare tra loro, questa donna invece sta per conto suo. Provo a parlarci ma reagisce in malo modo, convinta che volessi in qualche modo "provarci" con lei. A questo punto compare un uomo che so essere il compagno della donna. Dice qualcosa ma non sembra particolarmente ostile nei miei confronti, rimane al suo posto
senza intervenire nella discussione. Capisco che si tratta di normalissimi p.o. privi di personalità dunque mi allontano alla ricerca di qualcosa di più interessante
ma poco dopo il sogno svanisce.

Sogno lucido pomeridiano del 5 ottobre 2017

Lucido sull'amaca

Mi addormento sull'amaca e al termine di un sogno mi sveglio in stato di paralisi. Dato che l'amaca in questione non permette di sdraiarsi completamente ma solo di sedersi molto comodamente con la schiena molto inclinata, non mi ero prefissato di lucidare, poiché non credevo nemmeno di addormentarmi. Tuttavia il silenzio della casa (c'era solo mio padre a dormire sul divano) ha fatto sì che prendessi sonno e la posizione insolita ha provocato il risveglio in stato di paralisi. La stessa posizione insolita però mi rende anche più difficile "uscire" dal corpo fisico e prendere il controllo di quello onirico. All'inizio provo ad alzarmi ma continuo a muovermi col fisico seppur in maniera impercettibile. Resto così per diversi minuti in cui cado in una serie di falsi risvegli. Alla fine riesco finalmente a prendere il controllo del mio corpo onirico e ad alzarmi. Mi sento ancora pesante e non vedo nulla, inizio a toccare intorno a me, sento la superficie dura di un tavolo coperto da una tovaglia. Afferro la tovaglia per tirarla via ma in quel momento mi convinco che sia una piccola tovaglietta e così risulta essere. Quando finalmente acquisisco la vista, mi trovo davanti le vecchie poltrone che avevamo in casa fino a qualche anno fa, coperte da una fodera a triangoli blu e gialli, con due file di piccoli led luminosi ai lati. Le pareti sono bianche e non ci sono né quadri né mensole o altre cose appese. Guardo verso la cucina, il frigo assomiglia a quello reale ed è nella stessa posizione ma il resto sembra più una camera da letto che una cucina. C'è un grosso armadio grigio e altri mobili dello stesso colore. Apro l'armadio e ci trovo un grosso scatolone che quasi cade giù ma riesco a bloccarlo chiudendo in tempo l'armadio. La zona ora si è interamente trasformata in una camera da letto. C'è uno strano dispositivo elettronico, di forma allungata e con un piccolo schermo quadrato di circa 10 centimetri di lato. Ci sono dei tasti, sembra una specie di radio, la accendo e sento una voce che parla ma non ricordo cosa dice. Ad attirare la mia attenzione però c'è uno stereo di quelli portatili dalla forma allungata e con le estremità arrotondate. Quello che mi colpisce è il colore, un azzurro molto acceso che risalta in quell'ambiente un po' opaco. Continuo ad esaminare questa stanza, accanto al letto vedo un comodino che mi sembra in qualche modo familiare anche se non ricordo bene come era fatto. Poco dopo penso di uscire ma il sogno si sfalda e mi trovo nuovamente in stato di paralisi senza più riuscire a prendere il controllo del corpo onirico. Dopo un po' vengo svegliato da mio padre che russa.

Sogno lucido notturno dell' 8 ottobre 2017

Lucido con buon controllo e situazioni varie

Sono sdraiato sul letto a pancia in giù in uno stato che potrei definire pre lucido perché ho un piccolo schermo davanti a me e cerco di usarlo per farmi mostrare eventi del mio passato. La cosa è stata certamente influenzata dalla lettura, prima di addormentarmi, di un mio lucido di circa un anno fa in cui tentavo qualcosa di simile. Chiedo di mostrarmi qualcosa della mia infanzia e sullo schermo compare un immagine di un pupazzo bianco dall'aspetto un po' inquietante che non so descrivere né ricondurre a niente che ricordi. Faccio un altro tentativo ma qui il sogno inizia a deformarsi e poco dopo prendo piena lucidità e mi alzo dal letto, stavolta senza alcuna fatica dato che mi trovavo già da tempo sintonizzato nell'ambiente onirico. Rimango nella mia stanza, mi guardo intorno ed eseguo un esercizio descritto da Castaneda nel suo libro "L'arte di sognare", il quale consiste nell'osservare gli elementi del sogno dando rapide occhiate a più oggetti per poi tornare a quello iniziale. Così facendo, almeno inizialmente, gli oggetti non si modificano e rimangono al loro posto. Lo ritengo un esercizio utile per stabilizzare il sogno, allenare la concentrazione e abituarsi a non farsi coinvolgere troppo da singoli elementi, che possono portare alla perdita di lucidità. All'inizio infatti l'esercizio funziona perfettamente, gli oggetti osservati restano dove sono e come sono finché non mi stanco e gli elementi tornano a comportarsi in maniera anarchica. Decido di uscire di casa, appena fuori dal cancello non so per quale motivo perdo l'equilibrio e cado in avanti sbattendo le ginocchia sull'asfalto e parando la caduta con le mani. Mi rialzo e mi avvio lungo la strada che parte di fronte casa mia, i palmi delle mani mi bruciano un po', mi guardo la mano sinistra e vedo che è leggermente scorticata a causa della caduta di prima. Mi concentro per far rimarginare la ferita e questa lentamente si ricompone davanti ai miei occhi. Mi accorgo poi che la parte scorticata è più ampia di quanto sembrava all'inizio, con le dita della mano destra tiro via un pezzo di pelle. Di nuovo dico mentalmente alla pelle di rigenerarsi e questa esegue come prima, esattamente come si vede in alcuni film,
coi personaggi dotati di poteri rigenerativi, le cui ferite si richiudono da sole in pochi secondi. Nel frattempo sono arrivato ai giardinetti nei pressi della stazione della mia città
ma qui perdo lucidità, almeno in parte. Incontro una bella ragazza bionda che entra nel sottopassaggio e inizio a seguirla con l'intenzione di parlarci. Si trova diversi metri davanti a me e cammina velocemente dunque devo sforzarmi un po' per raggiungerla. Una volta raggiunta, all'interno del sottopassaggio le dico qualcosa che però non ricordo, lei comunque mi ignora. Qui ho un vuoto di memoria, successivamente sono di nuovo ai giardinetti e riprendo lucidità. Mi ricordo della task di Melody di restare fermo e vedere cosa succede. Rimango dunque in piedi ad osservare il paesaggio, dando le spalle alla stazione. Dall'altra parte della strada vedo molti alberi dove nella realtà ci sono case e palazzine. Dopo una manciata di secondi si annebbia tutto e mi sento sollevare da terra da una forza che non posso controllare. La cosa mi era già accaduta altre volte questa volta voglio lasciarmi trascinare, non ho più paura di questa forza invisibile però ho dei momenti di esitazione dovuti ad una sensazione di formicolio all'addome, tipo solletico, che questa situazione mi provoca. Alla fine mi ritrovo sul letto e mi sveglio o forse cado in un falso risveglio.


Sogno lucido notturno del 10 ottobre 2017

Mi sveglio al termine di un sogno normale sdraiato a pancia in giù e in pochi secondi sopraggiunge la paralisi. Mi sento avvolgere da un calore che parte dai piedi e arriva rapidamente alla testa. Si creano delle allucinazioni tattili e uditive in cui ho la sensazione di essere stretto da dietro da qualcuno. Una cosa del genere qualche anno fa mi avrebbe terrorizzato ma ormai so gestire queste situazioni. Mi rilasso e la sensazione di oppressione e i bisbigli svaniscono ed "esco" dal corpo rimanendo seduto sul letto per un po' in attesa che l'ambiente onirico si formi ma ciò non avviene e dunque mi alzo temendo che possa perdere lucidità e cadere in un falso risveglio. Esco dalla mia stanza e piano piano il sogno prende forma, vado nella stanza dei miei che stanno dormendo, ora mi sento più leggero, provo a levitare ma sento una voce proveniente da non so dove che in qualche modo mi scoraggia a farlo dicendomi che non è questo il luogo o il modo giusto per farlo. La voce dunque mi distrae e non riesco a sollevarmi da terra, esco dalla stanza dei miei e vado al piano di sopra. Qui c'è un po' di luce almeno e rimango un po' a guardarmi intorno ma il ricordo è un po' vago. Ricordo di aver guardato più volte l'ora, prima su uno smartphone nero trovato sopra al tavolo, poi sul display del telefono fisso. Torno di sotto, vado di nuovo in camera dei miei e stavolta trovo mia madre alzata che mi dice qualcosa, immediatamente torno di sopra perché non voglio rischiare di farmi distrarre ed esco di casa. Trovo il cancelletto stranamente aperto, esco e mi rendo conto che piove. C'è una pozzanghera sulla strada, ci metto i piedi dentro, sono scalzo e sento l'acqua fredda sulla pelle. Mi rendo conto di aver perso tempo fin'ora, la lucidità non era al massimo, ora però sento di avere maggiore controllo e provo a fermarmi un attimo a concentrarmi sulle sensazioni ma vengo distratto dal p.o. di mia zia che è appena uscita da casa. Mi chiedo dove vada
a quest'ora, prova a parlarmi ma la ignoro e lei se ne va. Mi guardo intorno e vedo numerosi p.o. in ogni direzione. A circa trenta metri da me la strada è bloccata da alcune auto e altre cose messe in mezzo alla strada a bloccare il passaggio. Non riesco a raggiungere un livello di lucidità soddisfacente, troppa confusione e alla fine mi sveglio senza aver concluso nulla.
Inoltre mi sono totalmente dimenticato la task che mi ero prefissato, ovvero quella di attraversare uno specchio.


Sogni lucidi pomeridiani dell' 11 ottobre 2017

Sogno 1: Tentativo fallito di attraversamento dello specchio

Sono sul divano sdraiato supino, mi sveglio in stato di paralisi e scendo rotolandomi già sul pavimento. Mi alzo ed esco dalla porta del garage ma poi mi ricordo della task dello specchio e torno indietro per dirigermi in camera dei miei dove c'è lo specchio dell'armadio, il quale è abbastanza grande da riflettere la mia immagine per intero. Lo specchio è un po' appannato, poggio le mani concentrandomi per attraversarlo in maniera simile a come faccio con le pareti. Non funziona, lo specchio rimane solido e lo sforzo inizia a far sfumare il sogno, già poco stabile. Riesco a mantenere il sogno e provo stavolta a gettarmi contro lo specchio convincendomi di attraversarlo, come faccio con pareti e cancelli quando devo fuggire da una minaccia. Niente da fare, non funziona nemmeno così, non insisto più di tanto perché il sogno non è abbastanza stabile e il rischio di svegliarsi o cadere in un falso risveglio è troppo alto. Vado di sopra al piano terra, riprovo con lo specchio del bagno il quale però si trova sopra al lavandino e mi risulta troppo scomodo dunque rinuncio sempre per non rischiare di perdere il sogno. Salgo ancora al primo piano, voglio provare a prendere il volo saltando dall'alto. Arrivo sul balcone e salgo sul cornicione ma come al solito non ho il coraggio di lasciarmi andare, esito troppo e come spesso accade l'altezza si riduce e alla fine salto giù atterrando normalmente. Una voce mi spinge a riprovarci e mi dice che non devo temere nulla. In realtà non è che abbia paura è che non voglio rischiare di perdere il sogno, come accade ogni volta che salto nel vuoto. Risalgo sul cornicione e mi lascio andare cercando di rimanere sospeso in aria, ma proprio non riesco ad accettare la sensazione di caduta nel vuoto e il sogno crasha.

Sogno 2: Accesso al nuovo scenario

Dopo un periodo di tempo indefinito passato a sognare normalmente mi ritrovo in stato di paralisi ma in una posizione alterata rispetto a dove mi sono addormentato nella realtà fisica. Sono infatti nella zona dove dovrebbe esserci l'amaca e sono sdraiato come se fossi sull'amaca, con la schiena inclinata ma non completamente disteso, ma sono su un divano. Sento delle voci provenienti dal piano terra, ci sono degli estranei e poi sento anche la voce di mia zia, la quale inizia a scendere le scale. Penso "bene ora farà rumore e mi sveglierò", viene verso di me e pare voglia dirmi qualcosa ma capisce che sto dormendo e rinuncia. Qui inizio a prendere coscienza della situazione e capisco che si trattava di un sogno. Mi alzo e penso a cosa fare, rinuncio alla task dello specchio per via della scarsa stabilità, dovuta forse alla troppa luce essendo pomeriggio. Probabilmente questa task è meglio farla in un lucido notturno. Vado di sopra, esco e decido di cambiare radicalmente scenario utilizzando la mia tecnica dell'ingresso in una casa e uscita da un'altra porta di quella casa. Prima però eseguo degli esercizi di verifica della lucidità, dicendo a me stesso che giorno è e riportando alla memoria gli eventi della mattina appena trascorsa. Ci riesco, ricordo cosa ho fatto e dove sono stato anche se non mi sforzo più di tanto a scendere nei dettagli per non rischiare di perdermi nei pensieri e perdere lucidità. Come già accaduto altre volte, mentre eseguivo questo esercizio l'ambiente nel frattempo si è modificato, anche se stavolta solo leggermente. Esso infatti è rimasto molto simile a quello solito della zona intorno a casa mia, pertanto non mi sento di considerarlo un cambio di scenario. Mi guardo intorno alla ricerca di un ingresso facile in una delle villette della zona e trovo un cancello già aperto. Senza esitare entro in quella villetta e dopo aver percorso un cortile esterno raggiungo la porta d'ingresso ma qui il sogno inizia a deformarsi ma riesco a tenerlo aggrappandomi, quasi sdraiandomi con tutto il corpo sulla porta e leccandola. Funziona, il sogno è salvo per il momento, una donna bionda viene ad aprirmi e mi chiede perché sono qui ma non oppone resistenza dunque entro senza problemi ma mi sforzo di ignorarla, ricordandomi del mio obbiettivo. Trovo un'uscita dalla parte opposta ma con mia sorpresa mi ritrovo nel giardino di casa mia. Il tentativo di cambio scenario stavolta è fallito ma non mi arrendo, esco dal cancelletto che dà sul parcheggio dietro casa, attraverso la strada e punto subito un'altra casa ma poi qualcosa mi fa cambiare idea. Mi torna in mente un lucido di circa un anno fa, il primo che ho postato su questo forum, in cui ero entrato nella villa di fronte a casa mia. La raggiungo rapidamente ma il cancello è chiuso è c'è anche un enorme cane nero che abbaia e ringhia contro di me. Non ho intenzione di rinunciare, mi concentro per far addormentare il cane e lui subito si accascia a terra svenuto. Ora devo scavalcare il cancello, mentre mi arrampico vedo che c'è un altro cane, un barboncino grigio che percepisco come innocuo. Non riesco a liberarmi dal pensiero della minaccia del cane grosso e questo infatti si risveglia e torna a ringhiarmi contro. Scendo dal cancello ma non mi arrendo, oggi sento di avere un ottimo controllo e il sogno è ormai abbastanza stabile. Col pensiero faccio accartocciare il cancello che va ad intrappolare il cane. In questo modo mi apro un facile passaggio, senza dover fare lo sforzo di scavalcare, e allo stesso tempo tengo bloccato il cane, due piccioni con una fava ! :) Mi avvio verso la porta d'ingresso ma il cane non demorde, cerca di liberarsi e sono costretto a dargli qualche colpo sbattendo a terra più volte il cancello con lui incastrato dentro. Finalmente sembra desistere, ma per sicurezza continuo a tenere il cancello accartocciato in mano per tenere l'animale sotto controllo, mentre, dopo aver suonato il campanello, attendo che il padrone di casa venga ad aprirmi. Viene ad aprirmi un uomo, lascio il cane, entro e chiudo la porta, ora mi sento al sicuro. Sono in una piccola sala con una tavola da pranzo alla quale è seduto un altro uomo che sta mangiando. Ho sete e prima di uscire da un'altra porta chiedo un bicchiere d'acqua al padrone di casa che me lo porge. So bene che non servirà a farmi passare la sete, che probabilmente è dovuta ad una sete reale del corpo fisico, ma sono curioso di sentire com'è bere dell'acqua in un lucido e inoltre tutto ciò serve a dare il tempo al sogno di creare il nuovo scenario che sto cercando di raggiungere. L'acqua è esattamente come nella realtà fisica, la sensazione è del tutto realistica e addirittura lì per lì mi disseta ! Finito di bere ringrazio l'uomo ed esco dalla prima porta che trovo. Qui mi trovo di fronte ad un'altra porta, poi un'altra ancora e qui mi fermo, capisco che continuando così rischio di aprire porte all'infinito. Inoltre qui le immagini si fanno sgranate e chiedo a voce alta maggiore chiarezza. Data la situazione decido di aprire una porta che compare alla mia destra. Scelta azzeccatissima perché qui sono finalmente in un posto nuovo, un luogo completamente diverso, non solo nella qualità dell'immagine, decisamente più nitida, ma proprio nelle sensazioni che mi trasmette. Sento di aver cambiato livello di sogno, non so come spiegarlo, ma in genere quando accedo a nuovi scenari la percezione cambia, l'ambiente sembra più reale di quanto non fosse subito prima. Mi trovo su un pianerottolo in cima ad una scalinata fatta di roccia, sono all'aperto, in pieno giorno e vedo montagne all'orizzonte,un bellissimo paesaggio naturale. Le scale sono intasate di gente che sale, sembrano turisti, sono davvero tanti e parlano tra loro facendo un gran chiasso. Scendo le scale andando praticamente controcorrente,facendomi spazio tra le persone. Mi viene in mente di ordinare loro di fare silenzio, ma poi ci ripenso, non voglio forzare le cose. Arrivato giù mi accorgo che c'è il mare di sotto e salgo sul cornicione per tuffarmi in acqua ma al momento del salto nel vuoto il sogno si interrompe bruscamente e mi
sveglio.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 29/10/2017, 23:19

Serie di lucidi pomeridiani del 21 ottobre 2017

Mi sdraio sul divano in posizione supina verso le 14.30. Dopo un tempo indefinito mi risveglio in stato di paralisi e sento mio fratello scendere le scale. Ricordo che era andato già via quindi deve essere un'illusione ma è così realistica da farmi dubitare almeno per un attimo. Il segnale inequivocabile che si tratta di un sogno è che la posizione in cui mi trovo inizialmente è sbagliata, poiché sono sdraiato frontalmente al televisore anziché di lato. Apro leggermente gli occhi e vedo mio fratello che mi guarda. Provo a dire qualcosa e lui sembra sentirmi, è tutto così realistico, ho l'impressione di trovarmi in una specie di realtà parallela. Poco dopo sono nuovamente nella giusta posizione e l'illusione è svanita. Provo a levitare direttamente dal divano ma non ci riesco e alla fine utilizzo il solito metodo per entrare nel lucido. Come sempre sono pesante e non vedo nulla ma stavolta non voglio aspettare, dico ad alta voce che voglio vedere e in breve le immagini si formano. Esco dalla porta del garage e rischio di perdere il sogno che è ancora troppo instabile. Lotto per un tempo indefinito in uno stato a metà tra sogno e paralisi, cercando di riprendere il controllo del mio corpo onirico. Il ricordo qui è confuso, si mescolano varie situazioni e non riesco a ricordare tutto. Ricordo comunque che ad un certo punto sono uscito in strada. Qui mi guardo intorno con l'intenzione di entrare in una delle villette della zona per poi aprire una porta verso un nuovo scenario. Ne cerco una che non abbia un cane pronto a sbranarmi e dopo un po' trovo finalmente un cancello dietro al quale sembra non esserci nessun cane. Mentre lo apro però, mi accorgo che appartiene alla stessa villa di quello affianco, dove c'era un pastore tedesco. Infatti mi ritrovo il grosso cane sopra un muretto alla mia destra, potrebbe saltare giù ed aggredirmi ma lo addormento all'istante e gli dico "buonanotte". Mi concentro per tenerlo addormentato mentre procedo verso l'ingresso della casa ma qui purtroppo il sogno si destabilizza e lo perdo. Torno a lottare per rientrare nel sogno e mi ritrovo di nuovo in salotto con mia madre sul divano che mi chiede un bicchiere
d'acqua. Io inizialmente la ignoro sapendo di stare sognando e che ciò è solo un tentativo del mio subconscio di distrarmi. Alla fine però non ci riesco, sento di dover tornare dentro ed esaudire la sua richiesta ma qui ora non c'è più sul divano e non la vedo neanche in cucina, lascio perdere e esco da casa. Qui mi trovo di nuovo in una situazione di instabilità. Voglio accedere ad un nuovo scenario, vedere posti nuovi ma fatico enormemente a rimanere sintonizzato con l'ambiente onirico. Alla fine riesco a stabilizzare ma le immagini sono ancora troppo sgranate. Chiedo ad alta voce maggior nitidezza e in breve la qualità delle immagini migliora. Mi trovo in una situazione abbastanza stabile e decido di ritentare la task di rimanere fermo in attesa. Mi fermo in piedi a pochi centimetri dal muro di recinzione di una casa dietro di me. Osservo l'ambiente intorno a me, una pace assoluta, silenzio e tranquillità. Guardo alla mia destra verso la discesa e vedo degli alberi sul lato sinistro della strada. Sono più grandi rispetto a quelli della realtà ed anno una folta chioma verde. Sempre guardando in quella direzione, vedo quella che sembra una signora vestita di azzurro uscire da un cancello. Ad un certo punto le foglie degli alberi cominciano a scuotersi, i rami cominciano a piegarsi come colpiti da un'improvvisa raffica di vento. Io ancora non lo sento ma capisco che sta per arrivare anche da me. Guardando gli alberi vedo che il vento tira verso la ferrovia, a cui io do le spalle e infatti poco dopo vengo raggiunto anche io frontalmente da una forte raffica. Rimango fermo in attesa, sento che in qualche modo il muro dietro di me impedisce al vento di portarmi via ma allo stesso tempo non posso nemmeno avanzare. Le immagini cominciano a sgretolarsi, il vento inizia a sollevarmi e ora tutto si annebbia. Qui accadono diverse cose che fatico ad ordinare cronologicamente. Mi ricordo di essermi trovato nuovamente sdraiato in stato di paralisi e di essere sollevato per i polsi da due mani che stringevano con molta forza. Queste mani, che come tutto il resto non vedo, mi conducono verso l'alto e io mi lascio trasportare. Qui però evidentemente incappo di nuovo in quell'incertezza che mi impedisce di lasciarmi andare completamente e le mani invece di portarmi più su iniziano a farmi roteare per la sala,come se non riuscissero più a sostenere il mio peso e alla fine vengo sbattuto a terra. Torno nel corpo fisico, provo a sollevare le mie mani oniriche per farmi prendere e portare in alto ma senza successo. Nel frattempo arrivano anche delle allucinazioni con mia zia che passa accanto al divano ma dopo un attimo di confusione le riconosco come tali e torno a concentrarmi sul mio obbiettivo. Qui però accade qualcosa di spiacevole, vengo assalito da un'entità demoniaca, prima mi sento strusciare delle mani sul petto, poi sento dei bisbigli e inizio a sentire una pressione sul petto e sulle spalle. Mi convinco che non è nulla e dico a me stesso "non c'è nessuno qui, è solo un illusione" ma l'entità non demorde e inizia anche a parlare, mi insulta, mi dice delle cose tra cui "fai schifo". Io però non cedo, rispondo "sei tu che fai schifo ! Se riesco ad
uscire sei fottuto !" Alla fine con uno sforzo mentale riesco a far svanire l'entità, che si dissolve dentro di me. Confesso che per un attimo qui ho tentato di "fuggire"cercando di muovermi e svegliarmi. La tentazione era quella, l'entità era inquietante ma ero ancora paralizzato per bene e non sono riuscito a muovermi subito, così ho avuto il tempo di calmarmi e impormi di rimanere. Ho ricordato a me stesso tutto quello che so delle paralisi e delle conseguenti allucinazioni, non è nulla che non possa controllare, sono io che comando qui e non devo temere nulla ! Dopo un breve periodo di sogno normale riacquisto lucidità mentre mi trovo all'interno di un edificio. C'è poca luce, l'atmosfera è un po' cupa, ma vedo davanti a me una porta-finestra, la apro e mi ritrovo su un balconcino stretto e basso, qual quale posso tranquillamente saltare giù e raggiungere la strada, dove splende la luce del sole. Mi guardo intorno, sono in una qualche città che non riconosco e penso di chiedere a dei passanti dove siamo. Incontro un signore sulla cinquantina e gli chiedo "in che città siamo ?" lui risponde "siamo a Budapest e fiamminga", la risposta non ha senso, siamo a Budapest ma anche da un'altra parte ? Poi fiamminga non è mica un luogo, bah ! Comunque qui commetto l'errore di seguire l'uomo e continuare a parlarci,
perdendo dunque gradualmente lucidità. Oltrepassiamo una soglia e ci troviamo in un area con dei tavolini, uno dei quali è occupato da un gruppo di ragazzi e ragazze, tre o quattro mi pare. Chiedo informazioni su come raggiungere il centro storico della città ma non ricordo la loro risposta. Chiedo poi ad una delle ragazze sedute al tavolo di accompagnarmi e lei accetta ma qui il sogno si sfalda. Dopo aver chiesto al signore che luogo fosse, avrei dovuto proseguire da solo ad esplorare la città e memorizzare il più possibile invece di perdermi in conversazioni inutili. Peccato perché il sogno in quel momento era abbastanza stabile e lo scenario vivido, poteva venirne fuori qualcosa di interessante.

Sogni lucidi pomeridiani del 23 ottobre 2017

Sogno 1: Tentativo fallito di accesso al nuovo scenario

Mi addormento intorno alle 14.30 sul letto, sdraiato sul fianco destro. Sono sul balcone davanti al portone d'ingresso e vedo sul balcone grande alla mia sinistra una mia collega di lavoro che se ne sta lì a fare non so cosa. La stranezza è
che ha i capelli di colore fucsia invece del solito nero. Guardo in direzione della strada e noto un'altra donna appena fuori dal cancelletto con i capelli dello stesso colore. Per strada vedo poi passare una ragazza giovane dai capelli scuri. La vedo di spalle, ha un bel fisico e in un primo sprazzo di lucidità penso di uscire e raggiungerla. Mentre la seguo la lucidità aumenta gradualmente, inizio a correre per raggiungerla ma quando arrivo nel punto in cui si è fermata non la vedo più e penso che sia entrata in una delle villette ma poi la vedo uscire da una macchina parcheggiata e incontrare un ragazzo. I due si baciano e capisco che devo lasciar perdere, anche se è un sogno non voglio intromettermi. Qui prendo piena lucidità e mi rendo conto che ho cose più importanti da fare qui. Scavalco il muro di recinzione della villetta con l'intenzione di entrare nella casa e poi uscire da un'altra porta per accedere ad un nuovo scenario, con l'obbiettivo stavolta di mantenerlo più a lungo e esplorarlo per bene. Osservo il cortile in cui mi trovo: è un ampio piazzale fatto con mattonelle rosse, ai lati ci sono piante e cespugli. Mi dirigo verso la casa per cercare la porta d'ingresso ma il cortile qui si fa stretto e diventa una specie di labirinto. Mentre procedo mi viene in mente di verificare la mia lucidità richiamando alla mente gli eventi della mattina, e nel pensare il sogno si destabilizza e lo perdo. Qui forse mi ritrovo a sognare normalmente per un po' ma non ricordo praticamente nulla.

Sogno 2: Viaggio nell'intercapedine

Mi ritrovo in stato di paralisi sul letto. Scendo rotolandomi a terra e inizio a camminare alla cieca chiedendo ad alta voce di vedere e in breve il sogno prende forma intorno a me. Esco subito dalla porticina del garage con l'intenzione di uscire fuori e riprendere quello che avevo lasciato nel sogno precedente ma poi mi viene in mente che visto che ci sono potrei usare l'intercapedine. Dato che per accedere a nuovi scenari il modo più efficace è quello di addentrarmi in luoghi
che nella realtà non conosco, l'intercapedine è quella più vicina e immediata. Tuttavia c'è un problema a riguardo, ogni volta che apro la porta dell'intercapedine mi trovo davanti un muro con un piccolo cunicolo posto a mezza altezza, impossibile entrarci senza forzarlo ad allargarsi. Nel farlo però accade che il sogno si sfalda momentaneamente, per poi riformarsi con uno scenario completamente diverso. E' esattamente la stessa cosa che otterrei attraversando una qualsiasi parete, oppure chiudendo gli occhi per poi riaprirli. Questa volta però accade qualcosa di diverso e inaspettato. Apro la porta c'è sempre una parete chiusa ma stavolta non c'è nessun cunicolo stretto, si tratta di una nicchia abbastanza grande da poterci entrare. Do dei colpi sulla parete per vedere se riesco ad abbatterla ma è perfettamente solida. Qui però mi accorgo che alla mia destra c'è un'altra porta, giro la chiave aspettandomi di trovare dall'altra parte lo scenario aperto e luminoso che trovo solitamente invece mi ritrovo in una stanza chiusa e molto stretta. Anche qui c'è una porta, apro anche questa e ora mi trovo in un cunicolo molto stretto, tanto che mentre cammino entrambe le spalle strusciano sulle due pareti. Comincio ad inquietarmi perché penso che potrei trovare cose spiacevoli in questo posto. L'ambiente è claustrofobico e penso che se non fossi pienamente lucido verrei preso dal panico e mi sveglierei. Comunque non ho intenzione di rinunciare e vado avanti, percorrendo il cunicolo che non è rettilineo ma curva più volte fino a condurre all'ennesima porta. Il soffitto è basso e in un angolo sopra la porta vedo una ragnatela, non mi piace per niente ma non posso fermarmi qui ormai. Apro anche questa porta e ora mi trovo in una stanza un po' più grande con un'apertura ad arco alta circa un metro da terra da cui filtra della luce che sembra provenire dall'esterno. Penso "finalmente si esce all'aperto !" e già pregusto lo scenario che mi troverò davanti ma immediatamente il mio entusiasmo viene smorzato. Vedo infatti arrivare un veicolo bianco con i fari accesi che viene velocemente verso di me e capisco che la luce proveniva da quei fari e non da un ambiente esterno. Capisco che oggi è così, niente scenario mozzafiato all'aperto ma viaggio nei cunicoli più oscuri della mia mente, inquietante e affascinante al tempo stesso. Forse il mio inconscio ha deciso che sono finalmente pronto
ad affrontarlo, forse è per questo che stavolta aprendo la porta dell'intercapedine non ho trovato un muro a sbarrarmi la strada. Per un attimo temo che il veicolo possa investirmi ma non ricordo se qui si ferma da solo o se lo fermo io o mi scanso. Non è pilotato da nessuno, è giunto qui da solo, come se fosse stato spinto da qualcuno. Guardandolo meglio infatti ha l'aspetto di una specie di carrello, alto circa un metro e ottanta, con dei ripiani sui quali poggiano delle boccette di vetro con delle etichette. Sembrerebbero medicinali, alcune sono vuote, altre anche rotte. Leggo le scritte su alcune delle boccette ma non ricordo cosa c'era scritto. Mi guardo intorno, ora la stanza si è un po' ingrandita, vedo un mobile vecchio e polveroso con due sportelli di vetro sui quali leggo una scritta: UNIONE STATI SITIL (o STITIL non sono sicuro). Mi chiedo cosa significhi, dopo leggo di nuovo la scritta e vedo che è cambiata ma non riesco a ricordare cosa dicesse. Sul mobile ci sono altri sportelli e cassetti, sono curioso di aprirli e vedere cosa c'è dentro. Mi piacerebbe anche sapere dove mi trovo, cosa rappresenta questo posto e cosa significa quella sigla. Apro un cassetto e trovo un libro di quelli vecchi con la copertina rigida di colore rosso mattone. Lo apro e lo sfoglio un po' ma non mi metto a leggere anche perché la scrittura è molto piccola. Guardo la copertina, c'è un disegno di una parte dell'Europa, con sopra una scritta che non ricordo ma mi pare avesse a che fare con quella sigla letta prima sullo sportello del mobile. Proseguo nell'esplorazione della stanza e più avanti trovo un mobile con sopra numerose bottiglie, forse di alcolici, alcune vuote, altre ancora con del liquido dentro. Hanno forme molto strane e varie, ne prendo una piccola con il collo strettissimo e contenente un liquido rosa ma non riesco ad aprirla, sembra non esserci neanche un tappo da togliere, forse non è fatta per essere aperta. Ne prendo un'altra, più grande, anche questa è larga sotto e ha il collo stretto ma ha un tappo e riesco ad aprirla. Bevo un goccio del liquido che contiene, ma non sa di niente. L'ultima cosa che ricordo è un'altra stanza che sembra essere una cucina, poi qui il sogno sfuma.


Sogno 3: Strane nuvole nel cielo

Mi trovo davanti casa e osservo il cielo. Vedo una strana composizione di nuvole, rimango a guardarle e queste sembrano prendere consistenza, trasformandosi in una specie di mezzo volante bianco a forma di elica. Nell'osservarlo il sogno
sfuma di nuovo, non ricordo se mi sono svegliato realmente o se sono caduto in un falso risveglio.

Sogno lucido pomeridiano del 27 ottobre 2017

Mi sdraio sul fianco destro alle 14.15. Mi sveglio in stato di paralisi e mi concentro per prendere il controllo del mio corpo onirico e scendere dal letto. Qui però sono nuovamente assalito dall'entità maligna che mi tiene bloccato e mi bisbiglia all'orecchio. Sento una forte pressione sul collo, ho la sensazione di essere morso proprio sul collo da questa sgradevole presenza. Tuttavia non ho alcuna intenzione di mollare, ripeto a me stesso che è solo un'illusione e che sono io ad avere il controllo. Dopo alcuni tentativi falliti riesco finalmente a scendere dal letto, ma il sogno non si è ancora formato, non vedo nulla e posso solo aggrapparmi alla porta della mia stanza per cercare di rimanere nel sogno in attesa che si formi completamente. La cosa più immediata che mi viene da fare in certe situazioni è appunto toccare parti della mia stanza che so essere in quel preciso punto nella realtà e che di conseguenza si riproducono anche sul piano onirico per il semplice fatto che sono convinto di trovarle lì. In quello stato di "cecità" che io chiamo limbo potrei ovviamente creare qualsiasi cosa ma la cosa più facile è pensare ad oggetti della mia stanza poiché questa ormai si crea automaticamente per abitudine. Una volta creatosi l'ambiente intorno a me, esco dalla stanza e mi dirigo verso le scale che portano al piano terra. Qui trovo una parete che nella realtà non esiste e sulla quale c'è uno specchio che riflette immagini di cartoni animati tra cui ricordo un mezzo busto di Goku. :) Salgo alcuni gradini per vedere da dove vengono quelle immagini ma non trovo nulla sulla parete opposta. Torno giù e vado in garage, voglio entrare nuovamente nell'intercapedine e proseguire
l'esplorazione del sogno di qualche giorno fa, ma prima devo stabilizzare meglio il sogno. Fuori c'è un bel sole e fa molto caldo, sembra piena estate. Rimango tuttavia dentro il garage, mi guardo le mani che hanno entrambe 5 dita, anche se la sinistra ha appeso al pollice una bustina trasparente che scaccio via. Mi tocco il corpo in vari punti, le sensazioni sono assolutamente vivide e realistiche. Il sogno mi sembra abbastanza stabile dunque vado davanti alla porta dell'intercapedine ma qui stranamente tutto si destabilizza di nuovo. Provo a rimanere nel sogno sfregandomi le mani ma non c'è niente da fare e in breve mi sveglio.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 14/11/2017, 22:22

1 novembre 2017

Sogno lucido notturno

Mi trovo davanti casa mia e vedo qualcuno salire sul pick-up di mio padre e nascondersi nel cassone. Il tizio sembra accorgersi di me e velocemente scende e scappa via correndo. Penso di inseguirlo ma ha già guadagnato parecchio terreno e penso che non posso raggiungerlo a meno che non stia sognando, a quel punto potrei usare il teletrasporto o la corsa a super velocità. Provo il teletrasporto ma non funziona, allora inizio a correre e raggiungo velocemente l'incrocio poi giro a destra verso la discesa, nella direzione da lui presa.Qui acquisisco piena lucidità e smetto di inseguirlo, anche perché nel frattempo è scomparso, o forse si è confuso nel via vai di gente che trovo nel parcheggio dietro casa mia. Ci sono persone che passeggiano ed un gruppo di ragazzini che giocano a pallone nello spazio pianeggiante prima della discesa, in cui anche io da piccolo giocavo a pallone. Mi guardo intorno, è tutto molto vivido e i volti delle persone sono realistici. Vedo arrivare un ragazzo dalla strada,provo a salutarlo per fermarlo e parlarci ma lui mi ignora e saluta invece i suoi amici che giocano a pallone. L'atmosfera è gioiosa, è una bella giornata di sole che trasmette allegria e serenità. Un ragazzino, nel tentativo di recuperare la palla, finita nel campo di sterpaglie adiacente al parcheggio, la calcia inavvertitamente nel mio giardino. Penso di usare la telecinesi per far uscire il pallone e riconsegnarlo ai ragazzi ma prima che possa funzionare, vedo alcuni di loro che scavalcano per andarlo a prendere. La cosa mi disturba un po' e penso di usare la telecinesi per tirarli fuori dal mio giardino ma poi lascio stare perché non voglio perdere tempo inutilmente e rischiare di sprecare questo bellissimo sogno. Mi dirigo lungo la discesa, in fondo c'è una famiglia di colore, madre, padre e figlioletto piccolo che giocano a palla con una specie di Super Santos sgonfio. La palla arriva a me, forse me l'hanno passata loro intenzionalmente o forse mi è arrivata per sbaglio, comunque gliela ripasso calciandola in maniera piuttosto scoordinata. Proseguo lungo la strada ancora indeciso su cosa fare. Penso che non posso continuare a camminare senza una meta precisa. Arrivato quasi in fondo alla via, nel campo di sterpaglie alla mia destra noto una casetta che nella realtà non esiste. Raggiungo la casetta e mi trovo davanti una porticina molto stretta. Entro e pare non ci sia nessuno in casa, comunque non mi soffermo ad esplorarla e cerco subito un'altra porta per cambiare scenario. La trovo subito e nel frattempo sento una voce nella casa, a quanto pare c'è qualcuno, ma non voglio rischiare di farmi distrarre. Apro la porta ma mi ritrovo sempre in
quel campo, sul retro della casa, forse avrei dovuto soffermarmi un po' nella casa per dare il tempo al nuovo scenario di formarsi, come ho fatto in un lucido di qualche settimana fa in cui mi sono fermato a bere un bicchiere d'acqua nella casa di fronte alla mia. Qui ho un vuoto di memoria, comunque poco dopo perdo il sogno e mi ritrovo sul letto sdraiato sul fianco destro. Sto attento a non muovermi ed in breve sopraggiunge la paralisi e le vibrazioni. Rimango un po' sul letto provando stavolta a levitare anziché scendere come faccio sempre. Tuttavia non funziona e non insisto troppo per non rischiare di svegliarmi o perdere lucidità. Scendo dal letto al solito modo e procedo per un po' alla cieca esprimendo l'intento di vedere e dopo un po' l'ambiente intorno a me si forma. Esco dalla porta del garage e subito alla mia sinistra vedo una cornice con una foto di una squadra di calcio che però non è quella che si trova lì nella realtà fisica, la quale rappresenta quella della mia città. Questa infatti ritrae una squadra in divisa granata e sotto c'è scritto il nome che ricordo solo parzialmente: REGGIANA...In effetti la squadra di calcio della Reggiana ha quei colori ma non so come mai proprio questa squadra sia comparsa nel mio sogno. Mi dirigo verso l'uscita del garage e mi imbatto in un tizio che sta trafficando con dell'acqua e degli attrezzi.
Qui perdo parzialmente lucidità, l'uomo mi chiede di fare una cosa che non ricordo bene, tipo far scorrere dell'acqua in un buco ma si altera quando sbaglio e mi ripete spazientito quello che devo fare. Qui riprendo lucidità e mollo tutto, ora c'è anche il mio amico G., e prima di andarmene do loro una mano spostando l'acqua con la telecinesi nel punto da loro desiderato. Loro mi guardano storto come per dire "cosa cavolo è ?" e io dico loro "è la telecinesi !" Ora che mi sono finalmente liberato di quei due esco in strada ed è notte. Mi fermo un attimo per stabilizzare il sogno che mi sembra ancora un po' traballante. Giro due o tre volte su me stesso e funziona, il sogno si stabilizza, ora posso proseguire. Voglio riprendere la task del sogno precedente di cambiare scenario, sempre attraverso una delle case della zona. Qui però vedo arrivare una bella ragazza, cammina nella mia stessa direzione, indossa un vestito intero stile anni 50 e un'acconciatura anch'essa tipica di quei tempi. Non resisto alla tentazione di fermarla, la saluto mi avvicino e lei mi sorride, ora che la vedo da vicino posso ammirare tutta la sua bellezza, ha uno sguardo incantevole, stupenda. La invito a seguirmi nel cambio di scenario e camminiamo un po' abbracciati. Mi rendo conto però che la sua presenza potrebbe essere un problema, rischio di perdere lucidità o comunque di essere distratto da quelli che sono i miei obbiettivi, devo andare da solo. Sono un po' combattuto perché l'attrazione che provo è forte e mi piacerebbe restare con lei ma so che se mi spingo troppo oltre mi sveglierei per la troppa emozione. Comunque voglio almeno baciarla e così faccio, le do alcuni baci brevi, la sensazione è molto realistica e in questo modo riesco a non far deformare il sogno, lei rimane lì, continuo a vederla e sentirla al tatto senza cambiamenti. La mia lucidità è alta e resisto alla tentazione di rimanere in intimità con lei. Dall'altra parte della strada c'è un locale con gente seduta ai tavolini, lei mi chiede di andare lì insieme ma io le dico che devo compiere la mia task. Facciamo ancora un tratto insieme, entriamo in un luogo chiuso che però non è una delle tante villette ma sembra più un edificio adibito ad uffici. Ci troviamo in una piccola stanza che fa da anticamera, qui le dico che dobbiamo lasciarci, devo proseguire da solo. Lei vuole restare con me ma le dico che non posso perché se lo facessi sprecherei soltanto il sogno, entrando in intimità con lei mi sveglierei prima di poterne godere, pertanto sarebbe inutile. Le dico però che possiamo rincontrarci dopo se riesco a mantenere il lucido oppure un'altra volta magari. Lei sembra capire e mi chiede "come devo chiamarti ?, le rispondo "chiamami Hari", la lascio e proseguo. Mi trovo ora in un'altra stanza con altre persone e di fronte ad un'altra porta. Mi accingo ad aprirla aspettandomi di trovare un nuovo scenario dall'altra parte ma la mia attenzione viene attirata da un cartello attaccato alla porta. Ricordo solo la parte finale della scritta sul cartello: "auto". Ho l'impressione che stia lì ad indicare la presenza di un ufficio o uno studio lavorativo al di là di quella porta ma non so dire di cosa si tratti precisamente. A destra della porta, sulla parete, c'è invece una foto incorniciata, simile a quella che ho trovato nel mio garage all'inizio del sogno. Anche questa infatti ritrae una squadra di calcio ma stavolta in divisa verde e gialla. Osservo alcuni volti, sono estremamente realistici. Di essi ricordo un calciatore alto e robusto con la barba, sembra un po' avanti con l'età, forse è un giocatore a fine carriera. Poco dopo compaiono invece delle immagini che ritraggono singolarmente i vari giocatori, tipo figurine con tanto di nome e cognome. Tra questi ricordo due con nome e cognome composto in totale da tre parole, delle quali due sono uguali mentre l'altra cambia anche se non ricordo in che ordine. Suppongo che le due parole che restano uguali costituiscano il cognome e che si tratti dunque di fratelli anche perché si assomigliano tra loro. Dai tratti del viso sembrerebbero sudamericani, forse brasiliani, entrambi di carnagione scura, mulatti forse ma non neri. Tuttavia i loro nomi sono piuttosto strani, non riesco a ricondurli a nessuna lingua che conosco anche solo vagamente, certamente non sono nomi tipici sudamericani. Penso di memorizzarli ma poi ci ripenso perché sono troppo lunghi e non vorrei rischiare di perdere lucidità o far deformare l'ambiente concentrandomi troppo su un dettaglio. Sempre sulla parete parte un filmato di una partita di questa squadra e rimango un po' a guardarlo insieme ad altre persone. Ricordo bene l'azione, la squadra in divisa verde e gialla batte un calcio d'angolo dal quale poi scaturisce un gol. Ricordo che mentre il corner stava per essere battuto ho detto "ecco il goal !" e così poi è stato. Sono soddisfatto per l'estremo realismo delle immagini e del filmato e ora mi accingo ad aprire la porta ma qui il sogno si interrompe bruscamente.

Sogno lucido notturno del 4 novembre 2017

Mi trovo in bagno, mi guardo allo specchio ecapisco spontaneamente di stare sognando. L'immagine riflessa sembra essere la mia, provo a fare come in un lucido di un po' di tempo fa, in cui sempre allo specchio del bagno, ho visto diversi volti uno dopo l'altro. Distolgo lo sguardo e guardo di nuovo ma stavolta diventa tutto sfocato. Cerco di ripristinare le immagini, faccio dei tentativi durante i quali intravedo per un attimo allo specchio il volto di un uomo grassoccio sulla cinquantina. Niente da fare, stavolta fallisco e mi perdo in sogni normali.

8 novembre 2017

Sogno vivido con sprazzi di lucidità

Esco da una villetta del mio quartiere e mi ritrovo sul marciapiede antistante il cancello. Non ho idea di come sono finito in quella casa.Vedo passare dei ragazzi, uno dei quali lo riconosco, è un mio vecchio compagno di squadra di quando giocavo a calcio circa 15 anni fa. Mi rendo conto di stare sognando poco più avanti, quando sono sulla strada che fiancheggia la ferrovia. Davanti a me c'è un autobus fermo che blocca tutta la strada, messo in diagonale come se avesse sbandato. L'autobus si sposta appena in tempo per farmi passare e parcheggia sul lato sinistro della strada. Mentre cammino osservo le persone all'interno dell'autobus. Mi soffermo a contemplare l'estremo realismo dei volti e degli sguardi, non c'è la minima differenza con la realtà fisica, se non che qui posso restare a fissare le persone senza essere preso per un matto o un maniaco, dunque potrei cogliere maggiori dettagli. Tuttavia osservo troppi volti anziché soffermarmi su uno o due e memorizzarli, perciò alla fine non ne ricordo nessuno. Anche l'ambiente circostante risulta vivido e realistico, così come le persone che camminano per strada. Arrivato quasi alla fine della via, dove c'è l'imbocco del sottopassaggio, mi accorgo che qui la strada, a differenza di quella reale, non finisce ma prosegue con delle bancarelle, deve trattarsi di una specie di mercatino. Incuriosito dunque non prendo il sottopassaggio ma mi addentro nel mercatino, tra le bancarelle e mi fermo ad un chiosco gastronomico. Vado alla cassa e chiedo un caffé, poi però penso che essendo in un lucido potrei mangiare o bere qualcosa di meglio, magari qualcosa che non posso mangiare nella realtà (sono intollerante al lattosio). Mi viene in mente il frappè, l'ultima volta che ne ho preso uno nella realtà ho poi avuto problemi intestinali, ma era buonissimo e qui ho la possibilità di berne uno senza conseguenze. Il barista mi chiede di scegliere i gusti di gelato per la bevanda e rispondo cocco e cioccolato. Nel frattempo il chiosco si è trasformato in un bar chiuso e io ho iniziato a perdere gradualmente lucidità. Al momento di pagare mi accorgo che al posto delle mie monete da 1 e 2 euro ci sono dei gettoni dello stesso colore e grandezza ma chiaramente falsi. Avevo appoggiato degli spicci sul bancone e ricordo di aver visto una ragazza, la quale lavora lì come barista, prenderne una furtivamente per poi rimetterla. Dico al tizio alla cassa che è stata la ragazza a prendermeli, però non so perché non riesco ad accusarla e mi invento che l'ha fatto per scherzo e non in cattiva fede. Qui il ricordo è confuso ma ricordo che in qualche modo alla fine riesco a pagare mentre la ragazza esce dal locale quasi in lacrime. Io lascio lì il mio frappè, che nel frattempo mi era stato servito, e seguo la ragazza fuori dal locale. Cerco di fermarla e parlarci ma lei è arrabbiata con me per averla accusata davanti ai suoi colleghi facendole fare una figuraccia e facendole probabilmente perdere il lavoro. Cerco di farla ragionare ma lei non ne vuole sapere e dopo un po' scompare dalla mia vista. Qui riprendo lucidità e torno indietro a riprendere il mio frappè. Mi accorgo di essere sulla via principale della mia città, il bar si trova in una posizione simile a quella dove nella realtà c'è in effetti proprio un bar, ma per il resto il locale è completamente diverso. Riprendo il mio frappè che si trova appoggiato sul bancone, si tratta di una bevanda marrone, servita su un bicchiere di quelli per bere l'acqua, ed è troppo liquida per essere un frappè. Lo assaggio e infatti non sa di nulla, acqua sporca praticamente. Sono deluso, ma qui ho già perso nuovamente lucidità e mi rivolgo ai baristi chiedendo loro di perdonare quella ragazza perché non ha agito in malafede ma loro sono irremovibili. Esco di nuovo dal locale, torno nuovamente lucido, anche se non al 100 %, attraverso la strada ed entro in un altro bar. Voglio assaggiare qualcosa e verificarne il sapore, ora che sono di nuovo lucido, per vedere fino a che punto funziona il senso del gusto nei miei lucidi. Su uno scaffale vedo una serie di snack tra cui uno che non ho mai visto, una variante del Twix unita agli Smarties. Mi incuriosisce e ne prendo uno, poi però la mia attenzione viene attratta da dei libri e fumetti riposti su un altro scaffale. A quanto pare in questo negozio si vende un po' di tutto. Mi fermo ad osservare un oggetto piatto rettangolare appoggiato ad una parete su un ripiano di legno. Incido il mio nome sul ripiano, non ricordo se uso un qualche oggetto appuntito o lo faccio direttamente con le mie unghie. Riesco a scrivere perfettamente il mio nome senza difficoltà. Mi fermo a guardare delle scritte per vedere se si modificano, ma non ricordo cosa accade. Mi soffermo ora ad osservare un disegno, forse un dipinto ad acquerelli sull'oggetto piatto rettangolare. Ci sono degli alberi in fila: uno verde, poi uno rosso, poi altri quattro verdi. Mentre li guardo scrivo quello che vedo incidendolo sul ripiano di legno per fissarne il ricordo. Scrivo numero e colore degli alberi e la cosa a quanto pare funziona, riesco a ricordare la disposizione degli alberi nel dipinto e il loro colore.


9 novembre 2017

Brevi lucidi notturni


Sono a casa a guardare la TV, è sera, guardo l'ora, sono le 23 e qualcosa. Giro i canali a caso senza trovare nulla che mi interessi. Qui non ricordo cosa accade fino al momento in cui realizzo di stare sognando. Salgo al piano terra, trovo il portone aperto ed esco. Esco anche dal cancello e mi dirigo verso una delle villette della zona per usarle come tramite per un cambio di scenario. Apro il cancello semplicemente toccando la serratura, entro nel cortile e mi guardo un po' intorno. Ci sono delle piante e in fondo a sinistra vedo il portone d'ingresso. Lo apro anche qui semplicemente toccandolo e quando entro trovo seduto ad un tavolo L, un amico di mio padre e mia madre. C'è un'altra persona insieme a lui ma non
ricordo chi fosse, sembra che mi stessero aspettando
. Qui purtroppo perdo lucidità, sento la voce della moglie di L, C, provenire da una stanza dietro di me. Mi affaccio alla porta e saluto C poi torno al tavolo e mi siedo e poco dopo mi sveglio. Mi ritrovo in stato di paralisi, esco dal corpo e mi dirigo in sala. La trovo come era diversi anni fa, con i vecchi mobili, nella vecchia disposizione. Mi faccio un giro per la casa ad osservare i vari elementi e riconosco molti mobili e oggetti vari che avevo in casa fino a qualche anno fa, tra cui un vecchio televisore che utilizzavo solo per giocare alla PS2. Trovo anche lo schermo di un vecchio computer fisso, compaiono delle scritte che provo a leggere ma non ricordo nulla. Sulla scrivania trovo quello che sembrerebbe un portafoglio con delle tessere tra cui riconosco quella verde del codice fiscale, di chi sarà ? Provo a leggerei dei numeri ma poi la mia attenzione viene attirata dal televisore della sala, che nel frattempo è comparso nel punto in cui si trova ora nella realtà. C'è un programma tipo varietà con una donna che parla con un uomo che sembra essere il presentatore. Voglio provare ad entrare nel televisore, un modo diverso per cambiare scenario, ma nel tentativo semplicemente lo attraverso trovandomi dietro di esso. Decido di uscire e cambiare scenario col solito metodo della casa altrui stando attento a non perdermi in chiacchiere come nel sogno precedente, qui però vengo svegliato dalla sveglia di mio padre. : WallBash :
Hari
 
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