Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 20/11/2017, 22:20

15 novembre 2017

Sogno lucido pomeridiano

Tentativi falliti di volo

Mi sveglio in stato di paralisi e sento una presenza alle mie spalle. Inizialmente credo sia mio padre ma poi capisco che si tratta della solita allucinazione e della solita entità che viene a tormentarmi durante quello che chiamo "limbo" o "stato intermedio", per questo d'ora in poi la chiamerò "entità del limbo" o "demone del limbo". Qui infatti l'entità inizia a premere con forza le sue mani sul mio corpo. Mi provoca un dolore intenso tipo crampo, mi agito, urlo e dopo un po' mi muovo col corpo fisico uscendo per un attimo dalla paralisi e dall'allucinazione ipnagogica. Non appena ci rientro però l'entità torna ad aggredirmi, continuo a lottare per cercare di scacciarla via ma ovviamente più mi dimeno più acquista forza e la pressione e il dolore aumentano. Potrei uscire definitivamente dalla paralisi ma non voglio cedere, questo è il mio mondo e niente e nessuno può impedirmi di accedervi. Lotto con l'entità stavolta usando la forza della mente e in breve riesco ad avere la meglio, grazie ad una tecnica che ho imparato proprio combattendo contro questa entità. In pratica faccio in modo che il mio corpo onirico perda densità in modo tale da oltrepassare qualsiasi oggetto. Così facendo l'entità mi passa attraverso e riesco a liberarmi dalla sua presa, dopodiché mi allontano e uso la rabbia per scacciarla definitivamente. Ho sempre pensato che fosse meglio evitare la rabbia nei lucidi, per paura che potesse far destabilizzare il sogno, invece ho capito che in certi casi può essere molto utile. Se usata nella maniera giusta infatti, è un potente mezzo di autosuggestione e in questo caso mi ha aiutato ad allontanare da me il demone. Esco dalla mia stanza e mentre mi avvio verso la porta del garage mi sento ancora pesante. Mi tolgo di dosso quello che sembra essere un mantello estremamente pesante, che mi impedisce di muovermi liberamente, lo scaglio a terra e ora mi sento finalmente leggero e libero. Vado in garage e sulla rampa trovo parcheggiata un'auto d'epoca, stile anni '60, mentre fuori, davanti al cancello ce n'è un'altra sempre di quegli anni. Appena fuori dal cancelletto vedo passare un signore con un lungo cappotto marrone e un cagnolino al guinzaglio. Anche il cappotto di questo signore sembra piuttosto vintage, mi sembra di essere tornato indietro nel tempo. Quando apro il cancelletto, il cagnolino tenta di entrare, col padrone che tira il guinzaglio per riportarlo a sé. Non mi faccio distrarre
da questo siparietto e rimango concentrato sul mio obbiettivo: volare. Per troppo tempo ho rimandato questa task, ora è giunto il momento di dedicarmici seriamente, non mi porrò altre task finché non avrò completato questa. Inizio a correre con l'intenzione di saltare ad un certo punto e rimanere sospeso in aria, ma qualcosa mi blocca, decido che non è questo il modo. Temo forse di ricadere a terra troppo violentemente e rischiare quindi di svegliarmi. Dunque torno a camminare lentamente mentre mi guardo intorno, penso che devo salire in un punto in alto e lasciarmi andare da lì. Mi sono allontanato troppo da casa quindi userò un'altro edificio. In lontananza vedo qualcosa di insolito, ci sono dei grossi riflettori
che spuntano dietro le case, sembrerebbe trattarsi di uno stadio. Si vede anche un campanile molto alto con una croce in cima. La posizione è più o meno la stessa di quello reale ma questo è molto più alto, tanto che si vede già da qui. Come altezza sarebbero l'ideale ma sono troppo lontani, non voglio perdere tempo a raggiungerli. Mi accorgo di aver da poco sorpassato una palazzina di quattro piani che fa al caso mio. Torno dunque indietro e ci entro, l'androne è piuttosto buio e non ci sono né scale né ascensori. Decido che deve esserci un ascensore, guardo la parete alla mia sinistra e vedo un pulsante sul muro accanto ad una porta. Decido che quello è il taso per chiamare l'ascensore e lo premo. Pochi istanti dopo vedo una luce scendere dal soffitto fino a terra in fondo alla parete che sta alla mia sinistra. E' l'ascensore, lo raggiungo, ci entro e premo il tasto 4 dato che voglio raggiungere l'ultimo piano. L'ascensore inizia a salire, è completamente buio qui dentro, forse mi trovo in una specie di limbo, ma continuo a sentire, seppur lievemente, la sensazione di salita. L'ascensore si ferma una volta giunto a destinazione, apro la porta ma è ancora tutto buio. Tuttavia sono certo che presto le immagini torneranno e un attimo dopo ciò accade, di colpo, come quando si accende una luce in una stanza completamente buia, vedo di nuovo l'ambiente intorno a me. Sono in un appartamento ben arredato, con divani, poltrone e un ampia vetrata sullo sfondo. Qui compaiono anche due ragazzi, uno di colore e uno mulatto. La mia lucidità è alta e non mi faccio distrarre da loro, mi dirigo verso la vetrata dietro la quale c'è un balconcino piuttosto stretto. Una volta sul balcone però, come al solito, non ho il coraggio di lasciarmi andare. Il balcone non dà direttamente sulla strada ma su un altro balcone, un paio di metri sotto di esso, tuttavia non riesco comunque a saltare giù. In strada vedo dei passanti, mi fermo a contemplare l'estremo realismo e vividezza di questo sogno. Sul balcone arrivano altri ragazzi e ragazze e per un attimo lascio da parte la mia task e mi metto ad osservarli. Voglio esaminarne uno nei dettagli, così fermo il ragazzo mulatto dicendogli che voglio osservarlo meglio e memorizzare il più possibile, lui mi fa cenno che deve andare ma gli dico che farò presto. Gli tolgo gli occhiali, i quali hanno una montatura sottile color rosso mattone, che mi ricordano i vecchi occhiali di mio fratello, con la differenza che questi hanno le lenti più grosse. Le lenti sono molto impolverate, e anche questo probabilmente è un riferimento a qualcosa che mi riguarda ma preferisco tenerlo per me. Osservo il viso del ragazzo, è assolutamente realistico in ogni suo dettaglio, ricordo gli occhi marroni e i capelli neri. Lo lascio andare e mi concentro ora su un altro p.o., una ragazza stavolta, anche lei mulatta, dal viso grazioso. Faccio la stessa cosa di prima, anche lei ha gli occhi marroni, capelli afro tinti di marrone con sfumature di rosso. Qui però mi distraggo un attimo e quando la riguardo ha cambiato aspetto, ora è bianca ed ha dei capelli neri lisci. Cerco di memorizzare anche come è vestita ma lo ricordo solo vagamente, indossava qualcosa di scuro. Ora è lei ad esaminare me, inizia a toccarmi tentando di sedurmi ma io non mi faccio fregare, mi allontano e le dico che ho un obbiettivo da portare a termine. Scavalco una sbarra di metallo posta a circa
mezzo metro da terra e mi trovo sul cornicione che dà direttamente sulla strada, anche se ora sembra un po' più basso di 4 piani. La ragazza, allarmata, mi dice qualcosa tipo "fermo ! che fai ?" Io le dico qualcosa per rassicurarla ma in realtà sono io stesso a non essere sicuro. Niente da fare, non ho il coraggio di lasciarmi andare. Riprovo a saltare da punti bassi ma atterro sempre normalmente come nel mondo fisico. Vedo un tavolo sul terrazzo sotto il balconcino e ci salgo sopra. Qui la tovaglia, che è una tovaglia che ho realmente a casa, è un po' spostata e rischio di mettere un piede sulla parte che sporge dal tavolo. Essa infatti è rigida e quella parte che sporge, pur non essendo appoggiata sul tavolo, in un primo momento sembra esserlo. Comunque dico a me stesso che anche se avessi messo il piede lì sopra non mi sarei potuto fare male essendo in un sogno. Il dolore ci sarebbe stato ma sarebbe svanito presto. Provo a saltare giù sbattendo le braccia come fossero ali ma niente da fare anche stavolta. Devo decisamente cambiare strategia,penso di far comparire una corda dal cielo e aggrapparmici per salire in alto e poi lasciarla ad un certo punto. Il problema però è che mi trovo al coperto, sopra di me c'è infatti il tetto/terrazzo della palazzina. Provo allora a mettermi sull'orlo del cornicione dove il tetto non arriva a coprire, qui però il sogno inizia a destabilizzarsi e in breve svanisce.
Dunque neanche stavolta sono riuscito a volare ma non mi arrenderò. Non si tratta comunque solo di volare ma di superare questo blocco che mi impedisce di lasciarmi andare dalle altezze, è estremamente importante per me sbloccarmi da questo punto di vista.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 04/12/2017, 22:31

21 novembre 2017

Sogno lucido pomeridiano

Sono in casa e prendo lucidità in seguito ad una situazione assurda che non racconterò. Esco da casa, appena prima di uscire dal cancelletto incontro un grosso cane grigio che mi viene incontro. Stavolta non lo temo e lui mi ignora, esco in strada e mi fermo per stabilizzare il sogno e schiarirmi le idee prima di proseguire. Qui però mi si avvicina un p.o. piuttosto fastidioso che mi si attacca addosso e non vuole saperne di lasciarmi stare. Sono costretto a colpirlo più volte ma questo non subisce alcun danno, sembra fatto di gomma. Mi arrabbio, lo prendo per il collo e tento di spezzarglielo ma questo si dimostra molle e flessibile. Il movimento di girargli la testa sembra comunque funzionare perché rimane a terra e smette di tormentarmi. Per sicurezza comunque decido di allontanarmi rapidamente da qui. Prendo la via che inizia di fronte a casa mia e mentre cammino mi guardo un po' intorno. Ci sono persone che parlano tra loro, nessuno che viene a disturbarmi per fortuna. Devo salire in cima ad un palazzo per poi lasciarmi cadere nel vuoto. Subito dopo aver pensato questo mi accorgo che sono comparsi dei palazzi lungo la strada, che nella realtà è costituita da villette. Sulla mia destra ne vedo uno che mi ricorda molto quello del sogno precedente ma accanto stavolta ce n'è uno più alto, mi sembra sei piani. Non ricordo bene come fosse fatto ma ricordo che aveva ha un'architettura insolita ed era prevalentemente di colore verde acqua, con sprazzi di rosso mattone. Sono per un attimo indeciso tra i due palazzi, da un lato mi piacerebbe rientrare nel primo e vedere se trovo lo stesso appartamento dell'altra volta. Alla fine però opto per il secondo, entro e cerco subito l'ascensore. Incontro anche dei ragazzi, tra cui uno che preme un pulsante sulla parete. Iniziamo a salire e capisco che siamo già nell'ascensore, si tratta di un ascensore piuttosto ampio e di forma semicircolare. Chiedo al ragazzo come mai ci sono solo due
pulsanti se i piani sono sei. Lui mi dà una risposta vaga che non riesco a capire. Arriviamo a destinazione e esco dall'ascensore, la cui porta è fatta interamente di vetro trasparente e si estende per tutta la larghezza. Mi trovo in quello che sembra una specie di disco-pub ,un locale elegante con luci blu al neon. Tocco i tavoli, la superficie è incredibilmente liscia e vellutata. Mentre passo da questa sala ad un'altra tocco un cuscino con un pellicciotto anche questo vellutato, estremamente piacevole al tatto. Il contatto col cuscino mi trasmette un vago ricordo, come se già avessi vissuto questa situazione in un sogno dimenticato.
Tale ricordo però da quel momento in avanti inizia a sembrarmi familiare e qui perdo lucidità e inizio a comportarmi come se fosse reale. In pratica è come se fossi entrato in una realtà parallela, in una versione parallela di me stesso e avessi, in quel preciso istante in cui ho toccato il cuscino, perso coscienza del me stesso di questa realtà e mi fossi identificato con quella versione alternativa di me, con i suoi ricordi e i suoi comportamenti. E' la prima volta che mi capita di riconoscere il momento esatto in cui sono passato dalla lucidità alla non lucidità. Mi trovo ora ad un
tavolo con degli amici, alcuni dei quali esistono anche nella realtà fisica. Parlo con due di loro dicendo che siamo in un sogno e che una volta svegli dovremo provare a noi stessi di aver fatto un sogno condiviso. Mi viene in mente l'idea, visto che siamo in tre, di farmi raccontare il sogno da uno di loro e poi a mia volta raccontare il mio all'altro, il quale infine racconterà il suo al primo. Così facendo ognuno avrà la prova che almeno uno degli altri due avrà fatto lo stesso sogno. Mentre spiego l'idea ai miei amici vengo interrotto da due carabinieri che vengono al nostro tavolo. Non capisco cosa possiamo aver fatto di sbagliato ma sono leggermente preoccupato. Uno dei due dice "se prendete qualcosa dovete pagarlo". Noi ci guardiamo increduli, la cosa non ha senso dato che siamo ancora seduti al tavolo, non siamo mica andati via, per cui abbiamo ancora tempo per pagare, cosa vogliono questi ? Qui la situazione inizia a farsi confusa e assurda, puntano il dito contro di me, dicendo che sono stato io a non pagare qualcosa. Non capisco a cosa si riferiscono, poi mi ricordo di aver preso una strana bevanda poco prima, tuttavia continuo a non capire perché facciano tante storie. Il sogno continua per un po' con una situazione assurda in cui io cerco di pagare ma nessuno mi dice quanto devo pagare per la mia bevanda, che pare fosse una specie di succo di frutta. Alla fine pago 3 euro e 50 ed esco dal locale e qui il sogno finisce.

25 novembre 2017

Sogno lucido notturno

Sono in camera con mio fratello, sto uscendo dalla stanza e capisco di stare sognando. Qui però il sogno si destabilizza, provo a mantenerlo aggrappandomi a qualunque cosa ma stavolta non funziona e in breve mi ritrovo nel buio totale, come sospeso nel vuoto, non c'è sopra né sotto. Ora mi sembra di essere sdraiato sul mio letto ma continuo a non percepire minimamente il mio corpo. Sono in stato di paralisi ma è diverso dal solito, sento le vibrazioni e uno strano rumore che non so descrivere. Vengo colto da una sensazione mista tra paura e curiosità, mi vengono in mente delle cose che ho letto di esperienze di altre persone con le OBE e sul momento in cui avviene il distacco dal corpo e questa situazione sembra coincidere con i racconti di quelle esperienze. Provo a concentrarmi per levitare ma non funziona. Mi sento come percorso da scariche elettriche e vibrazioni le quali iniziano con un rombo come di un'automobile quando viene accesa. Ciò accade più volte, ogni volta accompagnate da una forte pressione nel cranio. Tutte cose che già mi erano successe ma quasi sempre durante i riposini pomeridiani, ora che è notte e buio fa un effetto diverso. Potrei "uscire" dal corpo rotolandomi di lato come faccio sempre ma stavolta insisto a tentare con la levitazione ma non ci riesco e alla fine mi sveglio totalmente.

29 novembre 2017

Serie di sogni lucidi notturni

Sono a casa e ad un certo punto mi rendo conto di stare sognando. Provo ad uscire fuori ma il sogno crasha e mi ritrovo sul letto in stato di paralisi. Rientro subito nel sogno rotolandomi giù dal letto ma risulta ancora molto instabile e sono costretto a ripetere l'operazione più volte prima di riuscire a stabilizzare. Una volta sistemata la faccenda vado subito al piano terra, come al seminterrato anche qui è buio ma presto si accende una luce e vedo sul tavolo della sala una tovaglia bianca con appoggiati sopra dei bicchieri di quelli che si usano per le occasioni speciali. Vado in cucina e dalla finestra vedo che non è ancora sorto il sole, è il crepuscolo. Qui ho un vuoto di memoria, probabilmente
il sogno crolla di nuovo. Successivamente mi ritrovo ad uscire da casa, punto diretto alla casa di fronte per usarla come ponte per un nuovo scenario. All'ingresso un barboncino un po'fastidioso mi sta addosso e abbaia ma riesco presto a calmarlo. Entro e vengo accolto dal padrone di casa che mi consegna un gatto bianco con macchie scure dicendomi che mi accompagnerà nel nuovo scenario.
Qui ho un evidente calo di lucidità perché voglio che il gatto sia nero e cerco di farcelo diventare, destabilizzando il sogno e rendendolo assurdo e confusionario come la maggior parte dei sogni comuni. Appare un topolino e il gatto, che nel frattempo è diventato grosso quanto un cane di medie dimensioni ed è una sorta di via
di mezzo tra un cane e un gatto, cerca di mangiarlo e io glielo impedisco
. Qui riprendo lucidità e mi decido a lasciar perdere questa situazione e ad accedere al nuovo scenario ma il sogno crolla prima che riesca a trovare la porta. Riparto nuovamente dal mio letto, scendo e mi dirigo in sala. E' notte, è buio e provo una certa inquietudine. Cerco di convincermi che non ci sia nulla da temere dicendo a voce alta che non c'è alcuna entità o demone ma appena finisco di dirlo vengo respinto all'indietro da una forza invisibile. Capisco che sono stato io stesso con la mia inquietudine a creare questa forza invisibile, e l'aver pronunciato la parola "demone" l'ha rinforzata. Salgo le scale dicendo a me stesso che qui sono io che comando e niente può farmi del male, ma la mia voce è strana, sembra essa stessa quasi demoniaca, la cosa non fa che aumentare la mia inquietudine e per questo forse non riesco a stabilizzare il sogno e non appena apro il portone per uscire collassa nuovamente. Ricomincio da capo, stavolta decido di non andare al piano di sopra ma di uscire dal garage. Apro la porticina, in garage è buio pesto e non riesco ad accendere la luce ma dopo qualche secondo arriva da sola, seppur fioca. Premo il pulsante per alzare la serranda ma non funziona, mi accorgo che l'interruttore generale è abbassato, bisogna prima alzarlo per far funzionare quelli della serranda e del cancello automatico. Lo alzo ma quando poi sto per andare a premere di nuovo il pulsante della serranda prendo piena lucidità e la alzo col pensiero. Così facendo la serranda si alza molto più velocemente del normale. Salgo la rampa, apro il cancelletto ed esco ma qui sento il bisogno di richiuderlo, tuttavia non si incastra, rimane aperto. Vado subito verso la casa di fronte per riprendere da dove avevo lasciato prima. Apro il cancello grande col pensiero, entro in casa e qui oltre al padrone di casa trovo anche mio fratello. Prima di uscire mi ricordo di chiedere un bicchiere d'acqua. Tempo fa avevo fatto lo stesso entrando sempre in questa casa, in quel caso fu perché avevo sete e bere servì a farmela passare come se avessi bevuto nella realtà fisica. Da quella volta ho deciso di farlo ogni volta che entro in quella o altre case/ponte, questo perché credo che in qualche modo aiuti a schiarirmi le idee e mantenere alta la lucidità. Il padrone di casa mi riempie mezzo bicchiere e me lo porge, bevo rapidamente e rimetto a posto
il bicchiere. Faccio cenno a mio fratello di seguirmi ma mentre sto per aprire la prima volta gli dico che probabilmente ci troveremo di fronte a più porte. Infatti, aperta la prima porta, ce n'è subito un'altra di fronte e una anche alla mia sinistra. Approfitto del fatto che siamo in due per aprirle entrambe contemporaneamente e vedere cosa c'è e visitare entrambi i luoghi a cui conducono. Io apro la porte di fronte e me, mio fratello quella a sinistra. Prima di varcare la porta aspetto un attimo dentro e osservo entrambi gli scenari, i quali sembrano piuttosto simili. Entrambi mostrano dei balconi stretti e sullo sfondo quello che sembra l'inizio di un bosco. Sospetto che le porte conducano allo stesso balcone, infatti dopo aver entrambi varcato le porte ci incontriamo a metà strada su quello che si rivela essere un balcone ad L. Faccio notare a mio fratello come tutto sia più stabile e vivido ora che siamo usciti. Il problema è che dovrei saltare giù dal balcone per esplorare questo scenario, ma l'idea non mi sfiora nemmeno per un attimo. Penso piuttosto di andare in un altro luogo ancora e mi viene in mente di aprire un varco dimensionale attraverso la parete della casa. Penso di aprire un'apertura rettangolare nel muro e per farlo alzo l'indice della mano destra concentrandomi per raccogliere energia sotto forma di calore e convogliarla sul mio dito. Dopo qualche secondo il dito inizia a fumare, poi finalmente si vede una fiammella e penso "ci siamo !" Poggio il dito sulla parete ed inizio a disegnare un rettangolo partendo dall'alto. All'inizio si apre un solco superficiale ma proseguendo il calore aumenta rapidamente, perforando il muro più in profondità fino a trapassarlo completamente. Dato che nella realtà fisica sono incapace a disegnare (per usare un eufemismo :D), tale incapacità si presenta anche nel mondo onirico, tanto che la figura che ne viene fuori assomiglia a tutto fuorché ad un rettangolo :D. Poco importa, quello che conta è creare un passaggio. Scherzo con mio fratello dicendo che il padrone di casa non sarà contento di questo. Una volta terminato il varco, stacco il pezzo di muro, alto circa un metro e largo circa mezzo, e lo tengo con una mano, è molto leggero, come se fosse fatto di cartongesso. Arriva il padrone di casa ma non dice nulla, non sembra per niente infastidito da quello che ho fatto. Al di là dell'apertura sul muro c'è uno spazio vuoto di una ventina di centimetri prima della muratura. Dunque niente varco dimensionale, prima di poter pensare alla prossima mossa il sogno svanisce di colpo.

2 dicembre 2017

Breve lucido notturno

Domande ad un p.o.

Sono alla stazione della mia città, mi trovo in una situazione assurda e delirante che ricordo solo vagamente. Ad un certo punto capisco di stare sognando e mi dirigo lungo il lungo viale che parte dalla stazione. Non mi sento ancora del tutto sintonizzato con l'ambiente onirico perché continuo a percepire vagamente il mio corpo fisico sdraiato sul letto. Mi ricordo una task suggeritami da Citrato, ovvero quella di fare domande a dei personaggi onirici. Fermo una ragazza bionda che poi diventa un ragazzo mulatto. Gli chiedo se sa di essere in un sogno e di essere un p.o.. Risponde di no, mostrandosi anche piuttosto infastidito e allontanandosi. Lo seguo e insisto con le mie domande e lui risponde che questo non è un sogno ma un'opera d'arte (?). Non capisco cosa intende dire, perplesso gli chiedo "quindi mi stai dicendo che non siamo in un sogno ma all'interno di un'opera d'arte ?" Risponde di sì e qui il sogno si sfalda e non riesco a recuperarlo.

3 dicembre 2017

Sogno lucido notturno

Salto nel vuoto

Sono all'interno di un edificio che non riconosco. Salgo al secondo piano e ad un certo punto inizio a capire di stare sognando. I pensieri confusi e insensati iniziano ad allontanarsi, lasciando gradualmente spazio alla razionalità, finché ad un certo punto non dico "sto sognando !" Faccio un gesto di esultanza ma sono ancora un po' confuso, quindi mi fermo un attimo per schiarirmi le idee. Chiedo ad alta voce chiarezza e le immagini diventano subito più nitide. Mi guardo un attimo intorno, sono appunto in un piano di un edificio dalle pareti color sabbia e ci sono tre o quattro porte di legno chiaro che conducono agli appartamenti. Ora sono pienamente lucido e decido di entrare in una di queste porte. Una di queste è socchiusa ma da dietro arriva un rumore continuo tipo di un macchinario in funzione o di un qualche attrezzo da lavoro elettrico. La scarto e scelgo quella dal lato opposto. Entro e mi ritrovo in un appartamento, anche questo dalle pareti color sabbia ma qui il sogno inizia a sfaldarsi e devo ricorrere a tutta la mia concentrazione per mantenerlo. Raggiungo la finestra e mi ci aggrappo aprendola e concentrandomi sul senso del tatto. Riesco a riprendere il sogno e a stabilizzarlo, ora sono sul ciglio di un balcone senza ringhiera, il mio inconscio ultimamente fa di tutto per farmi saltare nel vuoto e stavolta non spreco l'occasione. Dopo un attimo di esitazione mi lascio andare in piedi, sento per un attimo la sensazione di caduta nel vuoto e subito dopo si oscura tutto. Mi trovo sospeso nel vuoto, immerso nel buio totale, non percepisco più il corpo, non esiste sopra e sotto, tuttavia non mi viene in mente di chiedere chiarezza per vedere intorno a me e poco dopo mi ritrovo a letto in stato di paralisi. Come nel sogno di qualche notte fa penso di levitare ma ancora una volta non c'è verso. Stavolta non voglio sprecare l'occasione e mi rotolo giù dal letto piombando pesantemente sul pavimento. Sento tutta la durezza del pavimento della mia stanza, tutto è così realistico che per un attimo ho il dubbio se sto ancora sognando o mi sono svegliato realmente. Ciò che mi fa capire di stare sognando è la vista ancora un po' offuscata e una sensazione di giramento di testa. Presto la vista si aggiusta e il giramento di testa svanisce. Salgo le scale ed incontro mia madre e mia nonna nel bagno del piano terra che parlano tra loro. Rimango un po' con loro e le seguo anche in cucina. Vedo il televisore della cucina che trasmette qualcosa, forse Uno Mattina perché sento anche una voce nominare il presentatore Tiberio Timperi. Tra l'altro è quello che vede sempre mia nonna la mattina. Provo a toccare una parete e la sensazione è estremamente realistica. Appoggio l'indice della mano destra su un altro punto del muro concentrandomi per penetrarlo. La struttura del sogno è molto densa e stabile e ci vogliono parecchi secondi prima che il dito affondi nella parete. Sono soddisfatto per la stabilità e la vividezza di questo sogno e per il fatto di riuscire allo stesso tempo a mantenere piena lucidità. Immergo quasi tutto il dito, la consistenza ora sembra quella di un liquido molto denso, lo tiro fuori e torna solido come prima. Torno ad osservare mia madre e mia nonna, inizialmente si comportavano come se non mi vedessero, ora invece mia nonna si rivolge a me mostrandomi di avermi visto. La mia intenzione era di rimanere per un po' lì ad ascoltare i loro discorsi e vedere se riuscivo a riportare qualcosa nella realtà fisica ma forse non mi sono concentrato abbastanza e non ricordo nulla. Decido di uscire dal portone ma qui il sogno svanisce e mi sveglio.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Citrato » 05/12/2017, 13:47

Ciao Hari!

Grazie per aver provato a rivolgere qualche domanda specifica ai PO, così come ti avevo chiesto.

Continua così! :cool:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 06/12/2017, 20:47

Citrato ha scritto:Ciao Hari!

Grazie per aver provato a rivolgere qualche domanda specifica ai PO, così come ti avevo chiesto.

Continua così! :cool:


Continuerò certamente a farlo ! Grazie a te per l'idea ;)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 26/12/2017, 18:42

5 dicembre 2017

Serie di lucidi notturni

Sono a casa e ad un certo punto mi rendo conto di stare sognando. Ho il falso ricordo di essermi appena addormentato per un riposino pomeridiano, forse l'ho fatto nel sogno precedente che però ricordo solo vagamente. Infatti sono sorpreso di stare già sognando, poiché ho proprio l'impressione di essermi coricato pochi secondi prima. In realtà è notte ma per tutta questa serie di lucidi continuerò a credere che sia pomeriggio. Solo al risveglio definitivo mi renderò conto che è notte, o comunque mattina presto. In ogni caso sono lucido ma qui il sogno crolla quasi subito e mi ritrovo in un falso risveglio nella mia stanza. Avverto una strana sensazione, capisco che qualcosa non quadra, leggo l'ora sul cellulare, segna le 17 e qualcosa. So che non può essere quell'ora perché ho la sveglia impostata alle 16, non ho neanche bisogno di guardare di nuovo il cellulare per vedere se l'ora cambia, sono già certo di stare sognando. D'ora in avanti ci saranno diversi episodi di sogni lucidi fatti in questa notte che però non riesco ad ordinare cronologicamente, li elencherò in ordine casuale:

Episodio 1:
Sono nel seminterrato, mi dirigo verso la porta del garage per uscire ma mi fermo ad osservare uno strano oggetto dorato sulla mensola del camino. Sembra una statuetta (alta circa mezzo metro) raffigurante un animale indefinito, forse un felino ma i contorni non sono ben definiti. Chiedo maggiore chiarezza e mi guardo intorno. Ci sono dei festoni appesi ad un filo lungo la parete che separa il seminterrato dal garage. Tra questi la mia attenzione è attirata da un gagliardetto di una squadra di calcio di colore celeste. Leggo il nome della squadra, non ricordo bene ma mi sembra fosse qualcosa tipo "Obmossola", in ogni caso ricordo che c'era una b o una p davanti alla m, il che lo rendeva piuttosto insolito come
nome. Dopo mi accorgo che, sempre appeso al filo, ce ne è un altro identico.

Episodio 2:


Esco da casa e mi ricordo subito la task della casa/ponte per accedere al nuovo scenario. Entro in una delle ville alla mia destra, do un colpetto con la mano alla serratura del cancello e questa si apre subito. Rimango per un po' in giardino, mi guardo un po' intorno osservo le piante grosse e rigogliose. Arrivo alla porta e suono il campanello, evito di entrare con la forza perché spesso quando lo faccio vengo accolto in malo modo con il rischio di essere aggredito. Attendo qualche secondo poi viene ad aprirmi una donna bionda sulla quarantina che parla al cellulare. Mi fa entrare senza problemi come se fossi di casa. Entro e mi fermo in un punto aspettando che finisca di parlare al telefono per parlarle. Voglio dirle che sono qui solo di passaggio, che devo usare questa casa come ponte per raggiungere un altro luogo. Vedo che non smette di parlare così glielo dico lo stesso, voglio vedere la sua reazione, ma lei semplicemente mi fa un cenno come per dire "si, fai pure, tranquillo", per lei è una cosa normale a quanto pare. Alla mia destra c'è una saletta con un gruppo di ragazzi seduti su poltroncine o sedie. Sono 3 o 4 ragazze e 2 o 3 ragazzi. Mi avvicino e mi rivolgo a loro, in particolare alle ragazze. Ne vedo due in faccia, non sono né belle né brutte. Chiedo loro se sanno di stare sognando e fanno una faccia come per dire "non saprei". Insisto ma non rispondono, si guardano tra loro, sembrano in imbarazzo. Mi rivolgo dunque ad un ragazzo alla mia sinistra. Questo sembra essere più vivo rispetto alle ragazze e quando gli dico che siamo in un sogno lui risponde sorridendo "quindi devo essere contento ! Sto sognando !" Gli dico di dirmi il suo nome così potrò verificare se esiste realmente anche basandomi sul suo aspetto, ha capelli neri e barba incolta sempre nera, è poco più alto di me e ha una corporatura un po' tozza. Dice di chiamarsi Vincenzo Bo....non riesco a capire il cognome. Me lo faccio ripetere più volte e alla fine capisco "Battuto". Mi sembra un po' strano come cognome, non credo esista. Decido che è ora di uscire ma qui vedo una ragazza che prima non avevo notato, molto carina, capelli castano chiaro,sta per conto suo silenziosa. Le chiedo di venire con me nel nuovo scenario e lei accetta subito, si alza e mi segue, apro una porta e ci troviamo subito in uno scenario completamente diverso. Avverto subito la differenza, cala il silenzio, la mia mente è più sgombra e la vista più nitida. Mi volto e la ragazza è ancora lì dietro di me inalterata. La prendo per mano e camminiamo un po' insieme. Siamo in quello che sembra un cortile esterno di un qualche edificio, il cielo è sereno e c'è un'aria fresca e piacevole. Ci avviamo verso l'uscita dal cortile per raggiungere la strada ma qui il sogno purtroppo inizia a sfaldarsi e non riesco a riprenderlo.

Episodio 3:

Esco da casa mia ed entro in un'altra ma qui trovo qualcosa che assomiglia più ad un supermercato ma è anche altro, forse un centro commerciale. C'è molta gente indaffarata in varie attività, c'è anche un tavolo con delle bibite sopra, sembra essere apparecchiato per una qualche festicciola. Prendo un bicchiere d'acqua e mi guardo intorno cercando una porta dalla quale accedere ad un nuovo scenario ma non ne trovo.

Episodio 4:

Sono in un luogo indefinito all'aperto. Giro un po' finché non mi annoio e voglio cambiare scenario ma non vedo case intorno a me da usare come ponte, mi trovo infatti in un paesaggio di aperta campagna. Mentre cammino vedo venire verso di me un leone che dall'aspetto è adulto, con una folta criniera, ma ha le dimensioni di un cane medio. Si avvicina minaccioso e io cerco di allontanarlo col pensiero ma non funziona. Lo prendo per la criniera e lo porto in mano cercando un posto in cui rinchiuderlo. Vedo una pozzanghera per terra e ce lo butto dentro immaginando che sia abbastanza profonda da farcelo affogare. Il leone si immerge totalmente e gli dico di rimanere la sotto per sempre e così avviene, l'animale non esce più. Ora riprendo la ricerca di una casa e trovo un gruppo di abitazioni di campagna di colore bianco. Mi avvicino con l'intenzione di entrare e vedo che in giardino ci sono degli uomini di colore completamente nudi a prendere il sole. Capisco che si tratta di nudisti e la cosa per qualche motivo mi scoraggia a proseguire. Guardo le case vicine e anche queste sono affollate da nudisti di colore. Comincio ad avere l'impressione che queste persone siano dei selvaggi, dei primitivi, forse è questo che mi scoraggia. Mi allontano riflettendo su questa cosa, non ci sono altre case qua, solo sterpaglie e qualche albero qua e là, nessun p.o. con cui parlare e a cui fare delle domande. Trovo una macchina e penso di andare via con questa ma qui ora sono passato in terza persona e vedo la macchina percorrere un sentiero tra gli alberi. La scena continua per oltre un minuto, cerco di rientrare in prima persona nel sogno immaginando di essere nella macchina ma non ci riesco e mi sveglio.E' qui che realizzo che non è pomeriggio ma mattino presto, perché sento mio padre che si è alzato e sta facendo colazione.

12 dicembre 2017

Breve lucido e paralisi del sonno durante il riposino pomeridiano

Mi accorgo di stare sognando in circostanze che non ricordo. La visione è offuscata e chiedo ad alta voce chiarezza. Inizialmente le immagini sembrano migliorare ma poi tornano sfocate e chiedo nuovamente chiarezza più volte ma l'ambiente è molto instabile e sento le voci dei miei che parlano ma non so dire se nel sogno o nella realtà. Non riesco a stabilizzare e poco dopo mi sveglio in stato di paralisi. Sono sdraiato supino, decido di restare per un po' sul letto concentrandomi per levitare o comunque staccarmi dal corpo. Provo a chiedere chiarezza, penso intensamente "voglio vedere !" più volte ma non accade nulla, tutto rimane nero. Ogni tanto apro leggermente gli occhi e vedo l'armadio sopra di me (ho il letto incassato sotto l'armadio) e il mio naso. Rimango un po' sul letto e dopo un po' inizio a muovere le braccia. Ogni tanto tento di alzarmi ma sono ancora nel corpo fisico. Mi accorgo che la gamba sinistra mi penzola dal letto e mi chiedo come mai non mi sveglio in questa situazione. Non sono abbastanza lucido per rendermi conto che in realtà quella non è la mia gamba fisica ma quella onirica. Dopo un po' scendo dal letto ma sono ancora pesante e non vedo nulla. Tento di stabilizzare toccando la porta ma non ci riesco, forse i rumori esterni mi impediscono di sintonizzarmi col mondo onirico.

13 dicembre 2017

Sogno lucido notturno

Mi accorgo ad un certo punto di stare sognando. Sono in una stanza a vedere un programma in TV. Il programma si interrompe e riavvia più volte, il ricordo è un po' confuso. Quando finalmente mi rendo conto che sto perdendo tempo esco da casa ma presto il sogno si destabilizza. Mi trovo forse in un falso risveglio che comunque riconosco e decido nuovamente di uscire. Esco dal garage e mentre salgo la rampa inizio a vedere a distanza gli edifici sullo sfondo, tra i quali mi sembra di vedere una costruzione alta e stretta. In fondo alla strada vedo una palazzina coi ponteggi intorno. Cerco una casa in cui entrare per poi accedere al nuovo scenario. Guardo alla mia destra ma salto quella subito di fronte a casa mia questa volta. Voglio cambiare e ne vedo una col numero civico 14, distolgo lo sguardo verso sinistra, guardo di nuovo e il 14 è sempre lì, ottimo è il numero preferito ! Entro lì, suono il citofono ma non ce ne era bisogno perché è già aperto. Vedo che si tratta non di una villa ma di una palazzina e che anche qui ci sono i ponteggi, stanno facendo i lavori all'esterno ma non importa, a me interessa l'interno. Prima di entrare vedo che c'è una vetrina, dentro sembra essere il piano terra di un hotel, con ristoranti, bar e quant'altro. Ci sono molte persone tra le quali noto una bella ragazza mora coi capelli legati in una coda, un fisico mozzafiato con un bel seno prosperoso. Entro e ad accogliermi trovo un'altra ragazza molto carina, non al livello di quella che ho visto prima ma comunque decisamente attraente. Il suo lavoro sembra essere appunto quello di accogliere le persone che entrano. Mi chiede di cosa ho bisogno, io non ricordo cosa rispondo, scherziamo un po', mi piacerebbe appartarmi con lei ma resisto alla tentazione, consapevole di quelle che sarebbero le conseguenze se cedessi. Il sogno è appena iniziato e non voglio sprecarlo facendolo collassare subito. Le chiedo dove si trova il bagno e lei mi ci accompagna e me lo indica. Entro in bagno e mi accorgo che la ragazza mi ha seguito, sta lì dietro la porta. Penso "allora vuole proprio provocarmi !" Ma io so che non devo cedere e non cedo, mi affaccio alla porta e la ringrazio dicendole anche che è molto bella, lei sorride senza dire niente e se ne va. Chiudo la porta per fare pipì ma non ci riesco. Qui accade una cosa strana: davanti al water c'è uno specchio e dietro alla mia immagine riflessa compare un'altra persona, proprio dietro di me. Spaventato, mi giro ma non trovo nessuno. Riguardo lo specchio, quella persona è ancora lì ma è come un fantasma, un immagine sbiadita semi trasparente. Mi volto e non c'è nessuno. Do un pugno nel punto in cui dovrebbe trovarsi ma colpisco solo l'aria. Gli dico ad alta voce di mostrarsi, non allo specchio ma direttamente davanti a me. Niente, nessuna risposta, non compare nessuno. Esco dal bagno, sono tentato di incontrare la prima ragazza che ho visto all'inizio da fuori ma ancora una volta reprimo i miei impulsi, dicendo a me stesso che semmai lo farò alla fine del sogno, dopo che avrò portato a termine le mie task. Decido di uscire da qui ma non essendo il salotto di una casa è un po' diverso dal solito, c'è una vetrata che mostra già quello che c'è fuori. Devo cercare una porta e nel frattempo vedo dei tavoli con delle persone. C'è un tavolo con cibi e bevande, una bottiglia di vino con un po' di vino dentro, mi ci attacco e ne bevo un po' ma non sa quasi di niente.Qui per un po' perdo parzialmente lucidità, incrocio lo sguardo con un tizio seduto ad un tavolo e gli mostro il dito medio. Questo non la prende bene, si alza e si avvicina minaccioso, ha chiaramente intenzione di picchiarmi.Qui riprendo piena lucidità, non ho paura ma voglio evitare lo scontro fisico che potrebbe far crollare il sogno, dunque mi concentro per comandargli mentalmente di fermarsi. Questo si ferma anche se sembra ancora intenzionato ad aggredirmi. Esco e chiudo la porta dicendo ad alta voce di chiudersi per sempre. Così facendo la porta resta chiusa, un gruppo di uomini prova a forzarla ma non c'è niente da fare, iniziano anche a sparare ma a quanto pare il vetro è a prova di proiettile. Ora sono all'aperto e c'è già meno confusione rispetto a prima, la mia mente inizia ad essere più sgombra. Mi trovo in una piazzetta, il cielo è sereno è una giornata molto luminosa. Incontro subito una signora anziana che mi dice qualcosa che non capisco, sembra si stia lamentando di qualcosa. Subito dopo mi raggiunge un signore sulla sessantina che sembra avere una qualche disabilità mentale. Mi dice qualcosa a proposito di un certo Michele che lavora dentro l'edificio da cui sono appena uscito. Non capendo quello che dice lascio perdere e proseguo verso la mia sinistra prendendo una strada fatta di sampietrini. Il luogo in cui mi trovo sembrerebbe il centro storico di una qualche città italiana. C'è un tavolino al quale è seduta una famiglia, attraverso la strada e mi fermo davanti ad un edificio ad osservare un cartello quadrato sulla parete. Leggo un iscrizione sul cartello ma non riesco a ricordarne il testo. Incontro delle persone e chiedo loro dove ci troviamo, mi dicono il nome di una città che non riesco a ricordare, e dicono che siamo in Ohio. Mi viene in mente la task di raggiungere un luogo preciso esistente e scelgo New York. Faccio delle giravolte su me stesso e poi prendo un vicoletto convincendomi di trovare New York in fondo ad esso. Arrivato in fondo scorgo la testa della statua della libertà che poi scompare tra le nuvole. Capisco subito che siamo nel bel mezzo di una tempesta, la statua è oscurata da una strana nebbia grigia. Il mare è molto mosso, c'è un vento molto forte, sembra di essere nel film "The day after tomorrow". Mi allontano dal mare e mi trovo in mezzo a delle persone in difficoltà a causa della tempesta. Qui però tutto inizia a deformarsi e a sfaldarsi e
poco dopo mi sveglio.

18 dicembre 2017

Breve lucido in salotto

Mi sveglio in paralisi, scendo dal letto e vado in salotto, è buio ma piano piano la luce arriva da sola. Le pareti sono bianche e c'è un albero di Natale dove ora c'è il mobile col televisore (è la vecchia posizione in cui mettevamo l'albero fino a 3 anni fa). Davanti all'albero c'è anche un tavolo. Proseguo nell'esplorazione del salotto, nella zona sotto le due finestre grandi ci trovo la stufa a pellet, che nella realtà si trova sulla parete di fronte, e altri macchinari non meglio identificati. Ad attirare la mia attenzione è una macchinetta del caffè, poggiata su un mobile a ridosso della parete che divide la sala dal garage. Sposto una levetta ed esce del liquido, la rimetto a posto con qualche difficoltà. Provo a farmi un caffè, trovo le stesse bustine che utilizziamo nella realtà fisica, ne apro una ma vado in confusione e alla fine non ci riesco. Qui appare il mio amico A., il quale mi dice qualcosa che non ricordo. Alla fine riesco a mettere la cialda e premo un tasto per far scendere il caffè. Qui c'è un vuoto di memoria, non so dire se sono riuscito a farlo il caffè o se il sogno è terminato prima. In ogni caso mi ritrovo in camera mia con A. a parlare del sogno appena fatto e del fatto che si è trattato di un sogno condiviso. Si tratta chiaramente di un falso risveglio che purtroppo non riconosco.

Controllo mentale e telecinesi

E' sera, sono in giro per il centro della mia città. Devo incontrare il mio amico M. che sta arrivando da casa sua, ci stiamo venendo incontro. Arrivo alla fine della strada che sto percorrendo e giro a sinistra. Qui vedo un tizio che in un primo momento mi sembra essere M. ma quando si avvicina capisco che non è lui. Le immagini non sono nitide, non riesco a distinguere bene i volti e questo mi fa sospettare di essere in un sogno. Proseguo a camminare e incontro un altro ragazzo che invece mi sembra il mio amico P., è girato di spalle, lo chiamo per salutarlo ma quando si gira vedo che non è lui. Mi scuso dicendogli che l'ho scambiato per un mio amico, lui senza dire niente si volta e prosegue per la sua strada. Continuo a camminare e inizio a sentire una presenza dietro di me, è un tizio che sembra seguirmi. Ora so di stare sognando e mi preparo a respingere un'eventuale aggressione. Dato che l'uomo insiste a camminare dietro di me molto vicino e sembra proprio avere cattive intenzioni nei miei confronti, decido di anticiparlo. Mi volto e lo blocco col pensiero comandandogli telepaticamente di allontanarsi. Lui attraversa la strada di corsa e si schianterebbe contro la porta di un negozio se io non lo fermassi un attimo prima dell'impatto.Non voglio fargli del male infatti, tempo fa avevo promesso a me stesso che avrei ridotto la violenza nei miei sogni lucidi, utilizzandola solo se strettamente necessario. Risolvere i problemi con creatività anziché con la forza bruta da molta più soddisfazione . L'uso della violenza infatti mi fa sprecare energie e alla fine mi lascia con un senso di incompiutezza, se non addirittura di rimorso in alcuni casi.Il tizio ora entra nel negozio e lo vedo dalla vetrina che si mette in piedi fermo in posizione di attenti, la scena è piuttosto buffa. Qui ho un vuoto di memoria e dopo mi trovo in un luogo chiuso, forse un negozio. Sto facendo la fila alla cassa, non ricordo per cosa. Anche qui sento di essere seguito, mi volto e vedo un energumeno dai capelli biondi, il quale ad un certo punto si sporge in avanti per chiedere un informazione. Fin qui sembra tutto tranquillo ma poi l'uomo tenta con prepotenza di scavalcare la fila e passarmi avanti. Io ovviamente non sono d'accordo e lo allontano con una mano. A questo punto lo scontro è inevitabile, il tizio si fa avanti minaccioso e sono costretto a spingerlo indietro con una pedata all'addome, non per fargli male ma solo per allontanarlo da me e darmi il tempo di concentrarmi per usare la telepatia o la telecinesi. Devo infatti evitare che mi metta le mani addosso, poiché a quel punto sarebbe più difficile liberarsi e potrei perdere il sogno. Il tizio mi afferra la gamba ma mi libero subito dalla presa rendendo l'arto intangibile. Ora lo blocco col pensiero e cerco di farlo indietreggiare ma stavolta è più dura rispetto a quello di prima, l'uomo infatti oppone resistenza. Alla fine riesco a metterlo a terra ed uso la telecinesi per sollevarlo e portarlo via da qui. Riesco a sollevarlo di circa trenta centimetri ma poi ricade a terra. Fatico più del previsto ma alla fine riesco a sollevarlo di nuovo e a farlo scendere al piano di sotto, anche se qui a causa dello sforzo il sogno si deforma. Riesco a recuperarlo ma ora sono da un'altra parte. Mi trovo sempre al chiuso ma stavolta il posto assomiglia ad un appartamento. Stacco una spina da una presa, credo fosse il caricabatterie del cellulare. Solo qui divento veramente lucido e mi rendo conto di aver perso tempo finora quando potevo fare qualcosa di più interessante. Esco dalla casa in cui mi trovo da una porta che si apre su uno scenario molto luminoso, ma proprio qui il sogno crolla improvvisamente. Purtroppo ho consumato troppo tempo ed energia a "combattere" con quei p.o. ostili. La lucidità era bassa e non ero riuscito a distaccarmi completamente dalla trama del sogno.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 19/01/2018, 22:05

27 dicembre 2017

Serie di lucidi pomeridiani

Sono in cucina in una situazione molto confusa e instabile. Le immagini sono molto sgranate e io mi trovo in uno stato di stordimento e qui capisco di essere in un sogno. Mi allontano dalla cucina, dirigendomi verso le scale e mentre cammino sento dei crampi all'addome. Mi chiedo se ciò sia dovuto ad un reale fastidio in quella zona del corpo fisico oppure qualcosa di totalmente generato dalla mia mente sognante. Tuttavia la situazione è troppo instabile e confusa e capisco che non mi conviene iniziare un lucido in questo modo, decido dunque di uscire da questo ambiente. Non ricordo in che modo, forse attraversando una parete o sprofondando nel pavimento, comunque volontariamente mi tuffo nell'oscurità dalla quale poi mi ritrovo in stato di paralisi sul mio letto. Ora posso "uscire dal corpo", mi stacco lentamente e scendo dal letto, non vedo ancora nulla e mi sento ancora pesante. Inizio a toccare l'armadio sopra il mio letto per sintonizzarmi con l'ambiente onirico. Apro entrambi gli sportelli della parte destra dell'armadio, quella riservata ai vestiti di mio fratello. Tocco dentro l'armadio aspettandomi di trovarci i vestiti, invece sento una superficie dura, non capisco cosa sia. Chiedo mentalmente di poter vedere e in pochi istanti acquisisco la vista. Nell'armadio ora vedo dei vestiti colorati, incredibilmente messi in ordine, se non fossi già lucido sarebbe un ottimo dream sign :D. Esco dalla mia stanza e vado di sopra con l'intenzione di andare al primo piano e lasciarmi andare dall'alto per prendere il volo, tuttavia il sogno è ancora troppo instabile, dunque decido di uscire in giardino. Da qui poi raggiungo il parcheggio dietro casa e mi addentro nel campo di sterpaglie. Mentre cammino cerco di concentrarmi sulle sensazioni, guardo il paesaggio davanti a me e mi abbasso a toccare l'erba secca per sentirne la consistenza. Penso che potrei togliermi scarpe e calzini per sentire meglio anche con i piedi il contatto con il terreno, ma riesco a togliermi solo le scarpe poi il sogno crolla. Mi ritrovo in stato di paralisi nel mio letto, scendo di nuovo ma stavolta rimango nel seminterrato e mi faccio un giro per la casa osservando alcuni particolari. Le pareti sono ancora blu e gialle come prima dei lavori di quasi 3 anni fa, il televisore si trova dove è ora ma sul vecchio mobile. La stufa a pellet è nel posto giusto e nell'angolo dove si trova il camino c'è una parete in più a ridosso della quale c'è il mobile di bambù con delle statuine egizie e altri oggetti sui vari ripiani. Esco dalla porticina del garage ma qui il sogno crolla di nuovo. Ricomincio dal mio letto, qui però mi perdo momentaneamente in un falso risveglio, con mio padre che entra in camera e mi chiede di scrivergli una cosa al computer, gli dico che lo farò dopo perché ora stavo per mettermi a letto per riposare. Lui non la prende molto bene e se ne va arrabbiato, io gli dico che se era urgente poteva semplicemente dirmelo e l'avrei scritto anche subito, ma poi mi ricordo di stare sognando, mollo tutto e vado al piano di sopra. Esco in giardino e sento ancora la voce di mio padre in lontananza. Per un attimo ho il dubbio che mi stia chiamando anche nella realtà fisica, e questo pensiero mi spinge a sbrigarmi per il timore che possa venire a svegliarmi. Esco rapidamente dal cancelletto e mi addentro di nuovo nel campo di sterpaglie. Dopo un po' alla mia destra inizio a vedere delle case in costruzione, percorro ancora qualche metro e sempre a destra compare una strada asfaltata che conduce a quello che sembra un quartiere periferico di una qualche città o cittadina che non è la mia. Percorro un tratto di strada in discesa toccando il muro col palmo della mano, sentendone la consistenza dura e ruvida. Siccome sto guardando verso il muro, noto solo all'ultimo momento un uomo vestito di nero che viene nella direzione opposta alla mia e quasi mi ci scontro. Mi scuso dicendogli che non l'avevo visto, lui mi guarda un attimo senza dire niente e prosegue per la sua strada. Faccio ancora qualche metro e vedo un edificio con un balcone al quale si accede tramite una scala esterna. Sul balcone ci sono dei ragazzini, decido di entrare e salire più in alto possibile per poi prendere il volo da lì. Raggiunto il balcone entro in casa e sono incuriosito da questi p.o.,voglio parlarci un po'. Inizio col chiedere ad un ragazzino sugli 11-12 anni come si chiama, lui risponde Matteo. Poi gli chiedo di dirmi il nome di un altro bambino dietro di lui, e mi dice che si chiama Luca. Ora seguo altri individui in un bagno. Qui c'è una ragazza alla mia sinistra girata di spalle verso il lavandino e un ragazzo accanto alla finestra in fondo. Il bagno è piccolo e stretto. Osservo la ragazza, ha capelli neri e lisci e indossa un vestito nero lungo, non è particolarmente attraente. Il ragazzo invece ha capelli corti pettinati a spazzola. Ora compare anche un uomo grassoccio sulla cinquantina, chiedo qualcosa a questi p.o. ma non riesco a ricordare cosa. Uno di loro mi dice qualcosa a proposito del loro padrone di casa, un certo Gabriele. Dico loro che vorrei incontrarlo e parlarci e loro mi rispondono che è stato lui stesso a dire di voler incontrare me ma che ora non è qui. La cosa mi sorprende, mi chiedo chi sia questo individuo, potrebbe essere interessante. Dico loro che non ho molto tempo perché sono solo di passaggio in questo mondo essendo un sognatore lucido. Loro sembrano capire la mia situazione e mi dicono qualcosa a riguardo ma non riesco a ricordare. Chiedo se questo Gabriele può essere qui entro 2 o 3 minuti ma loro non sanno rispondermi. Dico loro che non sono di questo mondo e cerco di capire dove mi trovo, cosa rappresenta questo posto, ma loro sembrano non saper rispondere. Qui interviene il signore grassoccio, il quale mi fa un discorso che ricordo solo vagamente, il cui significato, o almeno quello che riesco a capirne, è che ci sono molte cose che devo ancora capire di questa dimensione. L'uomo mi toglie gli occhiali dicendomi che in questi miei viaggi è meglio che non porti con me oggetti tecnologici e vestiti moderni. Concordo sul fatto che gli occhiali non mi servano per vedere in sogno, infatti quando me li toglie continuo a vederci normalmente, tuttavia non capisco cosa voglia dirmi. Qui compare un altro uomo, che assomiglia molto a una persona che conosco nella realtà fisica. E' tutto imbacuccato, in effetti ricordo che anche io ero vestito pesante fuori, deve essere freddo in questo posto, anche se io ovviamente non lo soffro. Mi trovo a parlare con quest'uomo e gli dico appunto che io non soffro il freddo in questa dimensione, per cui non ho bisogno di coprirmi. Lui però evidentemente non capisce quello che voglio dire perché risponde dicendo "sì certo...vai lassù a...(dice il nome di un posto che non ricordo), poi vedrai se non senti freddo !" Dopo mi trovo nuovamente con l'uomo grassoccio, il quale però ora si comporta in modo strano. Prima si era mostrato intelligente e sembrava dotato di una propria personalità, ora invece sembra diventato un essere privo di consapevolezza. Mi sta attaccato e comincia a mettermi le mani addosso. La cosa mi infastidisce e cerco di allontanarlo col pensiero ma non funziona. Lo spingo via più volte ma non cede, lo colpisco anche con un pungo in faccia, andando contro il divieto auto imposto di usare la violenza. In ogni caso non subisce alcun danno, si comporta e reagisce in modo molto simile a quell'entità che spesso mi tormenta nella mia stanza durante le paralisi, solo che ora ha assunto la forma di un p.o. già presente sulla scena, mentre durante le paralisi in genere è invisibile o comunque una sagoma indistinta, trasparente. Riesco a liberarmi dalla presa e tento di allontanarmi ma qui il sogno crolla definitivamente. Riflettendo su quest'ultimo episodio, avendo ormai alle spalle numerosi sogni lucidi, posso dire che questa entità si ripresenta più spesso di quanto pensassi. Non interviene infatti solo durante le paralisi ma a volte prende possesso di personaggi onirici inconsapevoli, in tal modo riesce ad ingannarmi e ad avvicinarmi per poi aggredirmi, impedendomi di proseguire il mio lucido. Mi fa perdere tempo ed energie. In questo caso ho l'impressione che inizialmente il signore grassoccio fosse uno di quei p.o. dotati di un certo livello di consapevolezza e personalità e che solo successivamente l'entità si sia impossessata di lui per ingannarmi e bloccarmi. Un'altra cosa che ho notato è che questo essere è più forte durante le paralisi, dove tra l'altro non ha bisogno di assumere una forma particolare. Quando invece interviene nel bel mezzo di un sogno lucido è decisamente più debole ed è più facile liberarsi da lui e allontanarsi. Sulla base di questa constatazione, mi sento di escludere che questa entità rappresenti la parte di me che vuole restare a dormire, poiché a volte, soprattutto durante le paralisi, utilizza metodi molto aggressivi, facendomi provare dolore fisico e sussurrandomi insulti e minacce con voce demoniaca. Queste cose infatti non solo favoriscono la lucidità, ma aumentano le probabilità di un risveglio nel fisico. Inoltre a volte si presenta anche in sogni normali, facendomi prendere lucidità. Mi sento di poter affermare che l'entità in questione non sia altro che la rappresentazione del mio corpo fisico che mi richiama a sé. Ad avvalorare questa tesi è il fatto, citato prima, che il demone risulta più forte durante le paralisi o poco dopo, mentre è più debole quando compare a caso nel sogno. In quest' ultimo caso infatti la mia coscienza è ancora immersa nella dimensione onirica dunque l'attrazione del corpo fisico è più debole e più interagisco con l'entità più aumenta. Allo stesso modo durante le paralisi l'attrazione è invece per forza di cose più forte, poiché non sono ancora sintonizzato a pieno col mondo onirico, sono ancora in uno stato intermedio. Anche qui per sfuggire alla morsa dell'entità, devo compiere uno sforzo mentale, come quello di rendermi intangibile e attraversarla per poi allontanarmi velocemente. Reagendo con la forza infatti, non farei altro che identificarmi col mio corpo fisico cadendo di fatto nella trappola e risvegliandomi in esso. Per quanto riguarda le frasi demoniache e il dolore intenso devo ancora comprendere bene di cosa si tratti, ma credo sia parte dell'allucinazione dovuta ad autosuggestione. Lo confermerebbe il fatto che non sempre si verificano.

29 dicembre 2017

Sogno lucido notturno

Sono nel salotto del seminterrato, mia madre sta facendo le pulizie e mi dà in mano uno spruzzino, forse lo sgrassatore, dicendomi di tenerlo o di metterlo via. Qui spontaneamente capisco di stare sognando, non voglio perdere tempo dunque appoggio lo spruzzino sul tavolo ma qui vengo preso alla sprovvista dal p.o. di mia madre che si rivela essere il solito demone e mi afferra con forza, facendo anche crollare il sogno per lo spavento. Mi trovo sdraiato sul letto ad uscire momentaneamente dalla paralisi ma non ho intenzione di svegliarmi, voglio cogliere l'occasione per lucidare. Resto dunque fermo e subito torno in stato di paralisi, con l'entità che ora è sopra di me e mi tiene fermo. Sento le sue mani addosso a me e il suo bisbigliare e intravedo anche il volto del p.o. di mia madre contorto in un ghigno demoniaco. Lo vedo come uno spettro semitrasparente a cavalcioni sopra di me. La cosa è alquanto sgradevole e l'istinto è quello di cercare di muovermi per svegliarmi ma ormai so fronteggiare queste situazioni. Resto immobile, sopporto il tutto credo per circa un minuto concentrandomi sull'intento di prendere il controllo del mio corpo onirico ed allontanarmi dall'entità. Riesco finalmente a scendere dal letto rendendo il mio corpo onirico meno denso e passando così attraverso il demone. Qui mi allontano di corsa e tiro dritto verso la porta del garage fiondandomici contro, la colpisco con la testa e si apre, raggiungo
la serranda ma qui mi blocco di nuovo. Cerco di immaginare di correre a super velocità ma non c'è verso, sono di nuovo paralizzato, corro ma resto sempre lì. E' come quando in un videogioco si muove il proprio personaggio in una direzione in cui non si può più proseguire, il personaggio continua a camminare o correre senza avanzare di un millimetro, così io in questo sogno. Mentre provo a uscire da questa situazione provo anche un senso di nausea allo stomaco che svanisce poco dopo, quando finalmente qualcosa cambia. Lo scenario intorno a me cambia radicalmente e mi ritrovo ora su una torre, mentre sento una voce che dice che mi trovo a 133 metri d'altezza. Qui l'ambiente è più vivido, non sento più il bisbiglio demoniaco e l'atmosfera cupa di un attimo fa, sono libero e in un uno scenario totalmente nuovo e spettacolare. Precisamente mi trovo su un piano di questa torre, che è aperta, costituita da sbarre di metallo tipo torre Eiffel. Guardo di sotto, non sono 133 metri ma è comunque molto alto, almeno 30 metri. Penso che sia un'ottima occasione per lasciarmi andare e prendere il volo. Mi siedo sul bordo, con le gambe a penzoloni, le osservo, non sono le mie gambe, sono chiaramente le gambe di una donna. Sono scoperte, presentano dei graffi come se appartenessero ad una donna guerriera e ai piedi indosso dei sandali aperti. Guardo verso sinistra convincendomi che ci sia uno specchio e così è, vedo la mia immagine riflessa, sono una donna bionda sulla trentina, non particolarmente attraente, dal fisico atletico. Indosso un vestito marrone che lascia scoperte le gambe dalle cosce in giù. Distolgo lo sguardo e riguardo, ora invece sono un signore sulla sessantina coi capelli bianchi. Entrambe le figure sono abbastanza nitide. So che devo lasciarmi andare e volare, quale occasione migliore di questa ! Tuttavia esito, ora accanto a me alla mia destra c'è qualcun altro, ma non lo guardo, sento solo la sua voce. Dice qualcosa a proposito del fatto di lasciarsi andare. Dopo un po' inizio a scivolare giù piano piano ma esito ancora un po' poi finalmente mi lascio andare. Sento per un attimo la sensazione di caduta nel vuoto ma poi riesco a fermarmi in aria, dico a me stesso che tutti questi metri d'altezza aiutano, poiché si fa in tempo a stabilizzare la caduta e a rimanere sospesi. Tuttavia l'eccessiva emozione fa collassare il sogno e mi ritrovo nel cosiddetto blackworld. Sono nel buio più totale e in completa assenza di percezione dello spazio, non c'è né sopra né sotto, né destra né sinistra, è una sensazione piacevole, una sensazione di pace assoluta. Decido di lasciarmi andare e vedere cosa succede ed ecco che inizio a roteare su me stesso, mi lascio trasportare da questa meravigliosa corrente e sono curioso di vedere dove mi porterà.
Alla fine però non mi porta da nessuna parte, mi ritrovo sveglio sul letto o forse in un falso risveglio. Probabilmente avrei dovuto decidere chiaramente una destinazione, la prossima volta me ne ricorderò :).

4 gennaio 2018

Breve lucido notturno

Sono al piano terra di un palazzo, non ricordo come ci sono arrivato. Ad un certo punto qualcosa mi fa capire di essere in un sogno. Ricordo la mia task di salire in un punto alto e lasciarmi andare per prendere il volo, così inizio a salire i piani del palazzo con l'intento di arrivare all'ultimo. So che il palazzo ha 7 piani ma quando sono arrivato al quinto o sesto l'ambiente inizia a destabilizzarsi, dunque decido di non salire oltre, in fondo l'altezza è più che sufficiente. Qui però incontro una ragazza bionda molto carina che inizia a parlarmi. Ad un certo punto mi chiede "cosa scrivi ?" Io, spiazzato dalla domanda, rispondo che scrivo i miei sogni e scriverò anche questo. Lei inizialmente non dice nulla, poi però realizza e mi dice "quindi siamo in un sogno ?" Io annuisco ma lei non si scompone più di tanto, come se quasi se lo aspettasse. Continuiamo a parlare un po', mi avvicino a lei e la faccio venire con me. Ad un certo punto lei mi dice "non dovremmo giocarci subito tutte le cartucce". Dato che siamo molto vicini e tra noi c'è un evidente attrazione, interpreto subito questa frase come "è meglio non passare subito al sodo, lasciamoci il meglio per dopo". Io le rispondo che infatti non ho intenzione di
fare nulla del genere, anche perché sono ancora incapace di gestire una tale emozione nella dimensione onirica e il sogno crollerebbe subito. Io invece voglio portare a termine la mia task del volo. La invito comunque ad accompagnarmi. Stiamo per varcare una porta ma qui l'ambiente svanisce di colpo e mi ritrovo nella mia stanza al buio. Non so se la ragazza è ancora con me, io comunque cammino nel buio verso le scale, salgo al piano di sopra ma qui il sogno crolla definitivamente e mi ritrovo prima sul letto in stato di paralisi
, poi cado in un falso risveglio e torno a sognare normalmente.

5 gennaio 2018

Serie di lucidi pomeridiani molto instabili

Mi sveglio in stato di paralisi e mi concentro per prendere il controllo del mio corpo onirico. Scendo dal letto e mi dirigo in salotto, l'ambiente però è molto instabile e dopo un breve momento di luce tutto si oscura di nuovo e poco dopo mi ritrovo nel letto. Rimango fermo e in pochi secondi torna la paralisi, mi "stacco" nuovamente dal corpo ma ancora rimane tutto buio e molto instabile. La cosa continua per almeno altri 4-5 episodi in cui scendo dal letto e ci ritorno poco dopo senza riuscire a stabilizzare l'ambiente. In uno di questi riesco ad uscire in strada, ma la vista è solo parziale, è come se in faccia avessi una maschera con un buco al centro tra gli occhi, molto fastidioso e frustrante. Tuttavia non mi arrendo e all'ennesimo tentativo riesco finalmente ad ottenere un sogno sufficientemente stabile. Salgo al piano terra, vado in cucina e decido di assaggiare qualcosa da mangiare. Apro la credenza e ci trovo un pacco con delle merendine simili alla Fiesta. Ne prendo due, una la scarto e la mangio subito, l'altro la metto in tasca e la porto fuori con me. Mentre esco e mi dirigo verso la strada assaggio la merendina, ha un buon sapore che assomiglia vagamente alla Fiesta. Non perdo tempo, decido
subito di cambiare radicalmente scenario, per aumentare lucidità e vividezza. Utilizzo la casa di fronte alla mia come passaggio, mi fermo davanti al cancello e suono il citofono. Viene ad aprirmi un signore sulla quarantina. Osservo bene il suo volto, ha capelli ricci, un po' stempiato, la visione è molto nitida e realistica. Lo seguo in casa e lui si siede su una sedia in cucina. Inizia a parlarmi, mi chiede se voglio vedere il suo nuovo...non ricordo bene, mi sembra fosse "garage", comunque capisco che si riferisce a qualcosa che ha risistemato da poco e vuole mostrarmela. Gli dico che non ho tempo e gli chiedo il solito bicchiere d'acqua, prende una bottiglia e mi versa l'acqua in un bicchiere. Finito di bere ne prendo ancora un po', stavolta mi verso da solo l'acqua e la bevo tutta in un sorso. Mi accorgo che è troppa e quella in più la sputo nel lavandino. Ora devo andare, lo saluto e vado a cercare una porta ma trovo solo porte finestre, da cui ovviamente si vede già l'ambiente esterno. Così non può funzionare, giro un po' ma tropo solo un grossa credenza, provo ad usare quella ma quando la apro mi ritrovo per un attimo al buio e sento che l'ambiente si sta destabilizzando. Riesco a mantenere lo scenario e torno in cucina per chiedere al signore dove posso trovare una porta. Lui mi suggerisce di andare al piano di sotto, così scendo le scale e mi ritrovo in un seminterrato, scarsamente illuminato, con mobili, poltrone, divani ma niente porte. Questo ambiente mi trasmette una strana sensazione, un vago ricordo della mia infanzia, come se alcuni elementi di questo seminterrato fossero parte del mio passato, forse nella casa in cui vivevo prima di trasferirmi nella mia città attuale all'età di tre anni.
Si tratta di un flash, un frammento di ricordo che ho anche nella veglia ma che non riesco a ricollegare a nulla, non so neanche se si tratta di un ricordo di vita reale o di sogno. Era un po' che non mi tornava in mente e ora all'improvviso è riaffiorato in questo sogno.

7 gennaio 2018

Breve lucido notturno

Doppio specchio in bagno

Sono in bagno a fare pipì mi accorgo che c'è uno specchio sulla parete dietro il water. La cosa inizia a sembrarmi strana, mi volto e c'è anche lo specchio reale al suo posto sopra il lavandino, mi volto di nuovo e lo specchio dietro al water c'è ancora. Qui capisco di stare sognando anche se la lucidità non è al massimo. Nello specchio dietro al water vedo un'immagine riflessa che non sembra la mia e ho un piccolo sussulto. Ora guardo nello specchio sopra il lavandino ma non ricordo che immagine vedo. Chiedo di vedere il mio aspetto nella vita precedente a questa, faccio una giravolta su me stesso e guardo di nuovo. Ora l'immagine è quella di un uomo sulla cinquantina, capelli un po' lunghi, arruffati e unti, come se non li lavasse da molto tempo. L'uomo ha uno sguardo da criminale, per niente rassicurante. Chiedo come si chiama, non mi risponde lui ma mi arriva l'informazione telepatica che il suo nome è Giovanni. Chiedo allora l'età e sempre alla stessa maniera mi arriva la risposta: 39. Penso che sembra molto più vecchio di 39 anni, poi il sogno svanisce.

10 gennaio 2018
Sogno lucido pomeridiano

Mi sveglio in stato di paralisi sdraiato sul fianco destro. Rimango immobile per un po', sentendo le vibrazioni su tutto il mio corpo. Cerco di concentrarmi e chiedo di raggiungere direttamente un punto specifico della casa fluttuando fuori dal corpo, in questo caso le scale che portano al piano di sopra, ma non accade nulla. Alla fine scendo dal letto normalmente, rimango qualche secondo seduto sotto le coperte, poi le scosto e scendo. Vedo di sfuggita un'immagine allo specchio sulla parete in fondo al letto, non sembro io, ha i capelli biondi. Comunque non resto lì ad osservarla, esco dalla mia stanza e vado al piano di sopra. E' giorno e dalle finestre della sala entra una bella luce mentre in cucina stranamente è tutto chiuso e le luci sono spente. Decido di esplorare la zona dove si trovano il divano, il televisore e il camino. Mi fermo davanti al camino e osservo gli oggetti appoggiati sopra la mensola. Riconosco la statuina nera del gatto egizio che i miei portarono dall'Egitto come souvenir tanti anni fa, e mi pare che ci fosse anche la piramide, sempre nera, con i geroglifici. Per il resto gli oggetti sono diversi anche se il tutto assomiglia molto alla versione fisica. Il camino è acceso, mi viene in mente di toccare la fiamma per vedere cosa si prova, non l'ho mai fatto prima. Tocco la fiamma con la mano sinistra e sento un gran calore, scotta quasi, come quando si tocca una pentola con dell'acqua bollente dentro. Tiro via la mano e sento ancora il calore sulle dita, una sensazione molto vivida e realistica. Ora vado in cucina, stavolta le persiane sono aperte e entra la luce anche qui. Esco sul balcone e vedo un lupo sulle appena sotto le scale che portano al giardino, non mi spavento, non mostra la minima ostilità, mi ignora. Qui il ricordo è un po' confuso, non ricordo se rientro in caso per poi riuscire o se rimango sul balcone, comunque vedo un grosso cane tipo pastore tedesco che sale le scale e viene verso di me, non sembra ostile ma nel dubbio gli ordino di restare dove è. Qui sicuramente rientro in casa, dopo essermi fatto aprire la porta finestra che mia nonna aveva chiuso. Esco dal portone e mia nonna mi rimprovera sul fatto che non mi decido da dove voglio uscire (questo mi fa pensare appunto che sono entrato e riuscito due volte). Arrivo velocemente al cancelletto ma qui mi rendo conto di non aver prestato attenzione all'ambiente circostante mentre percorrevo il tratto dal portone al cancello quindi torno indietro un pezzo. Sfioro con le dita una pianta dalle foglie lunghe alla mia sinistra, poi tocco una roccia per sentirne la consistenza, è dura, perfettamente realistica. Torno ancora un po' indietro e osservo una porzione di giardino, mi soffermo ad osservare un piccolo insetto che cammina sul terreno, non so che insetto sia, sembra una specie di ragno ma a sei zampe invece di otto. L'immagine è realistica e stabile, non si deforma. Ora decido che è il momento di uscire e cambiare scenario/livello di sogno. Apro il cancelletto premendo il bottone sul muro e mentre lo faccio presto attenzione agli stimoli sensoriali. Esco e chiudo il cancelletto, attraverso la strada, do uno sguardo indietro verso il garage e vedo che la serranda è alzata circa a metà e vedo una macchina grigia che assomiglia a quella di mio nonno ma l'immagine ora è un po' sfocata. Guardo le altre macchine parcheggiate mentre procedo lungo la via che inizia davanti casa mia, non riesco a leggerne le scritte, come se fossero in qualche modo censurate. Dopo qualche metro decido di entrare nella solita casa, e torno indietro dato che l'avevo superata. Una volta davanti al cancello però il sogno crolla di colpo.



14 gennaio 2018

In questa notte ho avuto due brevi lucidi, entrambi stranamente nelle prime ore di sonno. Nel secondo ho perso lucidità quasi subito in maniera piuttosto banale ma il sogno è
poi continuato per parecchio tempo ed è stato piuttosto assurdo e angoscioso.

Tuffo nel buio assoluto

Sono in casa con mia madre, in TV viene intervistato un calciatore della squadra della mia città, che abita a pochi metri da me. Mi rendo conto però che gli assomiglia solo vagamente e la cosa mi fa sospettare di stare sognando. Faccio il test di realtà di guardare l'ora sul cellulare, la quale come pensavo cambia ad un secondo sguardo, dunqueho la conferma di essere in un sogno. Qui mia madre, come spesso accade quando prendo lucidità in sua presenza, assume un atteggiamento aggressivo e uno sguardo malefico, è di nuovo l'entità demoniaca che ha preso le sue sembianze. Ho una forte nausea, mi viene da vomitare, lo faccio ed è come una liberazione, ora mi sento meglio. Prima che possa saltarmi addosso, corro via, mi fiondo contro una parete e mi ritrovo nel solito buio assoluto. Come sempre in questo stato inizialmente non ho percezione dello spazio e del mio corpo ma dopo un po' inizio a roteare su me stesso. Voglio andare da qualche parte, vedere qualcosa e appena lo penso ecco che inizio a muovermi in una direzione. Ora sento le braccia distese in avanti, con le mani chiuse a pugno, sento la sensazione del volo ma ancora non vedo nulla. Sono completamente immerso nell'oscurità, ma è un'oscurità benevola, sono in uno stato di pace ed armonia. Non so ancora come districarmi in questo stato, non so nemmeno di cosa si tratta effettivamente, forse da qui si può creare un sogno dal nulla o proiettarsi da qualche parte, tuttavia non ho ancora capito come fare.

Fuga a super velocità

Dopo una serie di situazioni confuse che non sto a descrivere, capisco di stare sognando. L'atmosfera tuttavia è cupa e carica di tensione,il p.o. di mia madre come nel sogno precedente si mostra ostile e minaccioso, io le dico che posso fermarlo e tenerlo a distanza semplicemente volendolo e puntando un dito (gesto che uso sempre quando voglio fermare un p.o. ostile o fastidioso che mi si avvicina). Capisco che devo uscire al più presto da qui per liberarmi da questa angoscia, dunque vado di corsa al piano di sopra, apro la porta e corro sempre più veloce. Il mio corpo è leggerissimo e rarefatto, attraverso senza la minima resistenza il cancello e inizio a correre a super velocità lungo la strada. Vedo le case scorrere ai miei lati sempre più velocemente, mi godo la sensazione adrenalinica della velocità e l'angoscia man mano svanisce, lasciando il posto all'euforia. Alla fine della strada vedo un gruppo di ragazzi riuniti in cerchio, intenti a fare non so cosa. Per qualche motivo ho l'impressione che siano ostili e infatti uno di questi tira fuori una pistola e inizia a spararmi. Io mi sento onnipotente e rallento il tempo per afferrare i proiettili, ma con mia sorpresa non li sento nella mano, devono avermi attraversato, data la bassa densità del mio corpo. I primi due o tre proiettili sono indirizzati verso di me mentre gli altri vanno a vuoto man mano che mi allontano dal tizio con la pistola. Ora raggiungo la ferrovia ma invece dei binari ci trovo il vuoto, come se mi trovassi su un edificio a chissà quanti piani di altezza. Penso subito che sia una grande occasione per prendere il volo, raggiungo il muretto che nella realtà separa la strada dai binari e provo a salirci sopra ma qui c'è una specie di tendone trasparente che me lo impedisce. Nel frattempo sento arrivare dei ragazzi, probabilmente gli stessi di prima, che insistono nel volermi aggredire, non so perché ce l'abbiano con me. Non voglio perdere tempo con loro, voglio sfruttare questa occasione per volare, riesco dopo un po' a spostare questa tenda e a salire sul muretto per poi lasciarmi andare. Mentre lo faccio sento le voci del gruppo dietro di me che dicono "tanto non lo farà, non si butterà", ma immediatamente li smentisco. Stavolta riesco a contenere l'emozione e il sogno non si sfalda, rimango sospeso in aria. Sono contento, sto finalmente superando il blocco che mi impediva di lasciarmi andare dalle altezze. Qui i tizi mi raggiungono anche
loro in volo e sembrano voler combattere. A quanto pare non sono dei p.o. qualunque, hanno anche loro dei super poteri. Uno di loro, probabilmente il capo, mi si avvicina e mi sfida mostrandosi molto sicuro di sé.
Qui però perdo lucidità e il ricordo inizia a farsi confuso, mi accorgo di non riuscire a muovermi bene in aria, mentre loro sembrano più a loro agio. Qui inizio a vedere la scena in terza persona ma il ricordo di quello che accade è molto vago. Successivamente rientro nella scena e mi trovo con questi ragazzi e altre persone a vedere un filmato che parla di un esperimento fatto sui topi. Una voce spiega la natura dell'esperimento dicendo che sono stati fatti riprodurre dei topi in condizioni particolari e alcuni di questi hanno dato vita a dei topi mutanti. Ora mi trovo a casa mia nella cucina del piano terra, e vedo uno di questi topi mutanti. Non assomiglia minimamente ad un topo, né a nessun'altra creatura vivente conosciuta. Ha una forma appiattita e ha una faccia che prende tutto il corpo, sembra il personaggio di un cartone animato, potrebbe tranquillamente essere un Pokemon, data l'assurdità della sua forma. L'essere emette un verso stridulo e terrificante e in qualche modo riusciamo
a farlo uscirà da casa e chiudiamo la porta finestra con lui che ci si avventa contro ancora strillando. Il mostriciattolo si dirige in giardino e si ferma in mezzo all'erba, penso che non possiamo lasciarlo scappare, non sappiamo cosa potrà diventare una volta cresciuto, meglio eliminarlo subito. Dunque il compagno di mia zia esce con un bastone e comincia a colpirlo, poi do un coltello a mio padre che lo infilza e lo squarta. L'essere è ancora vivo ma agonizzante, vedo la sua espressione di estrema sofferenza e provo un forte senso di pietà per quella povera creatura. Dopo un po' muore, lo vedo esalare l'ultimo respiro e spegnersi, è un'immagine straziante, percepisco tutta la sofferenza e provo orrore per ciò che ho fatto. Il rimorso mi divora e me lo porto dietro anche nei sogni successivi, mi metto anche a piangere, le emozioni sono incredibilmente intense, tanto che anche al risveglio, in piena notte, mi sento ancora carico d'angoscia e fatico a riaddormentarmi. Anche la mattina dopo per un po' ancora mi porto dietro l'incredibile coinvolgimento emotivo di questo sogno, e rifletto su quello che può essere il suo significato. Mi chiedo come la mia mente abbia partorito una cosa del genere. Oltretutto è durato
anche parecchio, io l'ho riassunto brevemente ma il sogno è durato davvero tanto se si considera la parte lucida iniziale e degli episodi successivi, che considero sogni a parte per via del loro contenuto, ma che di fatto si sono susseguiti uno
dietro l'altro senza alcun risveglio. Credo comunque di aver individuato una costante nella mia attività onirica notturna. Sembra che nelle prime ore di sonno io faccia sogni piuttosto assurdi ed angosciosi, questo spiegherebbe come a volte mi sveglio nel cuore della notte con uno stato d'animo tutt'altro che sereno, nonostante sia andato a dormire pieno di entusiasmo e voglia di lucidare. Nella maggior parte dei casi infatti non ricordo i sogni fatti nelle prime ore di sonno, o ricordo solo pochi frammenti molto vaghi. In questo caso invece ho ricordato più sogni e anche in maniera piuttosto dettagliata. Ciò è sicuramente dovuto al fatto che ho fatto meditazione per circa un'ora prima di andare a letto e che anche una volta sotto le coperte o continuato a lungo a mantenere la mente vigile. Questo mi ha permesso di diventare lucido per ben due volte ma una volta persa la lucidità il sogno ha ripreso la piega angosciosa che aveva all'inizio, degenerando come ho descritto.

15 gennaio 2018

Serie di lucidi pomeridiani

Mi addormento sul divano del salotto, approfittando del silenzio assoluto in casa, dato che ci sono solo io, cosa che accade raramente a quest'ora del giorno. Nel sogno mi ritrovo a camminare lungo la via che fiancheggia la ferrovia e ad un certo punto mi rendo conto di stare sognando semplicemente eseguendo un esercizio di presenza mentre cammino come faccio nella veglia. Le immagini non sono molto nitide e richiedo maggiore chiarezza. Imbocco il sottopassaggio e qui la qualità dell'immagine è migliorata, osservo le persone intorno a me, c'è molta gente soprattutto che esce dal sottopassaggio, deve essere appena arrivato un treno. Il sogno crolla prima che arrivi dall'altra parte del sottopassaggio. Mi ritrovo sdraiato in stato di paralisi e qui inizia la classica serie di brevi lucidi al termine dei quali mi ritrovo sul letto e da lì riparto. La cosa si ripete credo almeno 5 volte. Non ricordo tutti gli episodi e non li ricordo in ordine cronologico per cui come sempre li elencherò a caso.

Episodio 1: Mi alzo dal divano, rimango un po' nella sala hobby, richiedo chiarezza e poco dopo le immagini si formano. Esco da casa passando dal garage, vado diretto verso la villetta di fronte alla mia per cambiare rapidamente scenario. Stavolta trovo il cancello già aperto, entro e trovo ad accogliermi il padrone di casa, un signore sulla sessantina. Mi dice qualcosa che non capisco, ma non mi soffermo troppo, cerco subito la porta, la apro e mi trovo in uno scenario completamente diverso. Sento una sensazione di fresco addosso, ma stranamente le immagini stavolta non diventano più nitide, non percepisco quel cambiamento di livello che percepisco di solito quando attraverso una porta, forse sono
stato troppo precipitoso, non ho dato il tempo al sogno di creare un'ambiente stabile e vivido, ecco a cosa servivano i bicchieri d'acqua e le brevi chiacchierate con i padroni di casa ! :D Mi trovo in cima ad una rampa di scale, scendo e vedo sulla sinistra dei ragazzi seduti su un muretto. Uno di questi indossa una maschera inquietante che ricorda la morte. Rimango un po' ad osservare la maschera e
qui stranamente perdo lucidità. Il tizio mi fa un cenno come per dire "cosa guardi ?" Io inspiegabilmente rispondo mostrandogli il dito medio e questo immediatamente si alza e si dirige verso di me col chiaro intento di aggredirmi. Qui riacquisto lucidità e mi chiedo come cavolo mi sia venuto in mente di fare quel gesto provocatorio, non voglio combattere e blocco il tizio semplicemente alzando un dito e inviandogli il comando mentale, senza nemmeno voltarmi verso di lui. Qui il sogno svanisce e riparto dalla base.

Episodio 2: Mi alzo dal divano vado in garage, voglio cambiare sistema stavolta, penso di cambiare scenario aprendo un varco nel muro. Tocco il muro, è duro, perfettamente realistico, ma al tempo stesso il sogno non è abbastanza stabile e non me la sento di forzarlo troppo, il rischio di farlo svanire è troppo alto. Penso di usare la porta dell'intercapedine, torno dunque indietro, apro la porta e mi trovo davanti, come accade quasi sempre, una muratura. Stavolta però non mi lascio
abbattere, decido invece di abbattere io la muratura. Mi convinco di poterla abbattere, ci appoggio un dito e questa viene giù come fosse un castello di carte. Ora si vede un cunicolo stretto e lungo, inizialmente sembra esserci una luce in fondo ma poi guardo meglio e vedo solo oscurità. Non si vede la fine, potrebbe essere un tunnel con un'uscita da qualche parte oppure un vicolo cieco. Provo ad entrarci ma oltre ad essere stretto (ci entro di poco) è pieno di calcinacci e altri ostacoli. Spostarli tutti richiederebbe troppo tempo e al momento sento di non avere sufficiente energia per spazzarli via con la forza del pensiero senza far collassare il sogno. Rinuncio e qui il sogno crolla lo stesso...tanto valeva provarci !


Episodio 3: Mi alzo dal divano vado al piano di sopra ed esco dal portone. Indosso un giubbotto sopra una felpa con la zip, fa caldo me li tolgo ma ora non so dove appoggiarli. Sono assolutamente lucido ma l'idea di lasciare i miei vestiti a terra mi disturba, ho l'impressione che sarebbe come tenere la mente in disordine o qualcosa del genere. Torno indietro fino al balcone e li appoggio su degli oggetti indefiniti accatastati, ma uno dei due pezzi cade. Lo rimetto a posto e cade di nuovo, alla fine rinuncio ma me ne vado con un senso di...non so spiegare cosa...ho come la sensazione comunque che la cosa potrebbe crearmi problemi nel proseguo di questo lucido, ma probabilmente si tratta di una mia paranoia. Esco dal cancelletto e sto per attraversare la strada quando vedo arrivare un furgone alla mia destra, attendo che passi per attraversare. Qui inizio a sentire la voce di mio cugino dietro di me che parla con un'altra persona, le voci sono piuttosto invadenti e poco dopo il sogno crolla.

17 gennaio 2018

Songno lucido notturno

Mi trovo a camminare per il centro della mia città con il mio amico A. e una ragazza che nella realtà non conosco, mora, bassina, un po' in carne. Parliamo di qualcosa che non ricordo. Più avanti entriamo a casa mia e qui mi rendo conto di essere in un sogno. Ora le persone con me sono tre, sono seduti sul divano e cambiano continuamente aspetto. Mi allontano un po' da loro e mi metto ad osservare un oggetto indefinito appeso ad una parete. Le immagini sono sgranate e non riesco a capire di cosa si tratti. Ora guardo di nuovo i tizi e dico loro che siamo in un sogno ma non sembrano ascoltarmi e continuano a cambiare aspetto molto velocemente. Glielo faccio anche notare e uno di loro si alza venendo verso di me, non conoscendo le sue intenzioni gli ordino di fermarsi e lui immediatamente esegue. Vado al piano di sopra, mentre salgo le sensazioni si fanno sempre più vivide e le immagini più nitide. Sento le scale sotto i piedi, tocco la ringhiera e le pareti sentendone la consistenza assolutamente realistica. Esco in giardino e rimango un po' ad osservarlo, c'è una recinzione e dietro di essa si trova della fitta vegetazione, sento il canto degli uccelli, è tutto molto vivo, questo sogno promette già bene ! Esco dal cancelletto sul retro e prendo il sentiero nel campo di sterpaglie, dopo un po' mi volto ad osservare in direzione di casa mia ma quella che vedo non è più la mia casa, l'ambiente ha già iniziato a modificarsi. Più avanti mi trovo sotto un palazzo di 7-8 piani, circondato da ponteggi. Passo sotto i ponteggi e arrivato dall'altra parte mi ritrovo in un luogo completamente diverso, un'altra città. Ora è notte, o forse sera, cerco l'entrata del palazzo perché ho in mente di salire in alto e spiccare il volo ma trovo solo una porta di legno sbarrata e sopra di essa una scritta che non ricordo. Forse è meglio così perché il luogo in cui mi trovo sembra interessante, c'è molta gente che passeggia, è un ambiente vivo, mi piace molto questo posto. Sembrerebbe essere il centro storico di una qualche città italiana, elemento ricorrente nei miei lucidi quando cambio scenario. C'è un cartello con la via, uguale a quelli che abbiamo nella mia città, c'è scritto qualcosa tipo "via puertolano..." sono come due nomi attaccati ma non ricordo il secondo. Continuo a camminare e più avanti mi trovo ad imboccare una scalinata che sale e ad un certo punto c'è un bivio, potrei proseguire dritto o svoltare a sinistra dove una manciata di gradini conducono a una piazza. Opto per la seconda, sono ora in questa piazza in cui si trova un complesso di stand bianchi, sembrerebbe un mercatino. Tuttavia scopro subito che si tratta di qualcos'altro, una specie di casinò all'aperto. Vedo infatti delle slot machine sulla sinistra appena prima dell'entrata. Voglio esplorare questo luogo e fare qualche domanda ai presenti ma la mia attenzione viene attirata da una bella ragazza. Indossa un'uniforme, giacca e minigonna blu e camicia bianca, che mi fa capire che lavora qui per questa specie di casinò o sala giochi, non so come chiamarlo. Le dico "ciao", lei mi guarda, mi sorride in maniera provocante e mi dice "ciao piccolo", mi avvicino, voglio provare a baciarla per testare la consistenza di questo ambiente senza però soffermarmi troppo, non voglio assolutamente perdere questo bellissimo sogno. Tuttavia, neanche avviene il contatto tra le mie labbra e le sue che il sogno si sfalda per la forte emozione. Cerco di riprenderlo ma è troppo tardi. Ora mi ritrovo a letto, in stato di paralisi e mi sento addosso delle mani che mi accarezzano. Deve esserci lo zampino del solito demone, questa volta però invece che sussurrarmi minacce e insulti, sta tentando di amoreggiare. :D Probabilmente la ragazza in blu non era l'altro che l'entità, in effetti la ragazza ha assunto subito un atteggiamento provocante, con lo sguardo e nel modo in cui mi ha salutato. Di solito le ragazze che incontro nei lucidi, anche più belle di questa, hanno un atteggiamento neutro, sono piuttosto timide, la classica ragazza acqua e sapone per intenderci. Il demone questa volta ha preso le sembianze di una ragazza bella e provocante per trarmi in inganno. Non riesco a vedere nulla ma sento chiaramente un corpo sopra al mio, la sensazione è assolutamente reale, per un attimo mi lascio andare anche ad un bacio, anch'esso estremamente vivido. Tuttavia il pensiero di essere paralizzato con qualcuno sopra di me mi disturba, soprattutto a causa delle brutte esperienze con questo demone, dunque mi tiro indietro e poco dopo l'entità sparisce. Faccio fatica però a prendere il controllo del corpo onirico e scendere dal letto, sono paralizzato e devo sforzarmi parecchio per riuscire a scendere. Inoltre mentre ci provo sento una voce che tenta di scoraggiarmi, dicendomi che è pericoloso e non devo farlo, ma so che è ancora il demone che vuole impedirmi di lucidare e lo ignoro. Alla fine riesco a rotolarmi giù dal letto e piombo pesantemente sul pavimento. Mi rialzo a fatica e sento ancora qualcosa che mi vincola al letto ma lo stacco da me con decisione, con un colpo secco e finalmente sono libero. Mi sento stranamente molto fiacco, salgo le scale, esco dal cancelletto sul retro e raggiungo la strada. Voglio subito entrare in una delle villette per cambiare scenario ma sono ancora estremamente debole, cammino molto lentamente quasi
mi trascino. Trovo un cancello aperto ed entro, poi una volta all'interno della casa incontro una coppia di anziani che mi parlano di qualcosa che riguarda un cane. Vedo sulla porta un barboncino, ma loro mi dicono che non stanno parlando di quel cane ma di un altro, che è rimasto fulminato per aver toccato una recinzione elettrizzata o qualcosa del genere. Non ho tempo di starli ad ascoltare, trovo una porta la apro subito e circa mezzo metro più avanti c'è una parete e a destra un'altra porta. Chiudo la porta dietro di me e ora mi trovo in uno stanzino quadrato di mezzo metro di lato, appare anche un gatto ma quando apro la porta svanisce. Qui trovo ancora un'altra porta, varco anche questa e sono in una stanza un po' più grande, con una vetrata di fronte a me, dietro alla quale si vede una bellissima spiaggia. Faccio l'errore di aprire la porta alla mia destra pensando che mi avrebbe portato alla spiaggia invece mi conduce alla fine del sogno.
Sarei dovuto rimanere lì, ignorare la porta e sfondare il vetro o attraversarlo per raggiungere la spiaggia.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/02/2018, 17:48

21 gennaio 2018

Lucido mattutino

Mi trovo a casa, è tutto buio e indosso il giubbotto, forse sono appena rientrato. Mi viene il sospetto di stare sognando, mi guardo le mani, sono normali ma nonostante ciòormai so di essere in un sogno. Mentre salgo le scale mi tolgo il giubbotto, il quale risulta piuttosto ingombrante. Lo appoggio alla ringhiera, qui il sogno si destabilizza ma riesco a riprenderlo. Esco dal portone con mia nonna che mi vede uscire e mi dice di rimettermi il giubbotto che fa freddo. A me non serve, non soffro il freddo in questa dimensione, ma come spiegarlo a mia nonna ? :D Insiste seguendomi fino al cancelletto ma io la ignoro. Esco in strada e incontro un cane bianco grosso che mi salta addosso ma non è ostile, è giocherellone. Il cane insiste impedendomi di proseguire ma non me la sento di usare la forza per allontanarlo, in fondo è solo molto affettuoso, lo accarezzo un po', cerco di stabilire un rapporto amichevole. Alla fine riesco a staccarmi il cane di dosso e proseguire ma nel frattempo la mia lucidità è un po' calata. Mi ritrovo a camminare in un luogo che non è più la mia città. Si tratta di una zona periferica, con case a schiera, niente locali, niente negozi, nessuno in giro. Decido di entrare in una di queste case per cambiare scenario. I cancelli sono chiusi ma mi basta un colpetto per aprirne uno. Entro nel minuscolo cortile esterno ma non trovo il portone d'ingresso. C'è una scala che conduce ad uno stretto balconcino ma niente porte, solo vetrata lunga e strettissima e una piccola finestra. C'è uno sgabello, lo metto sotto la finestra in modo da raggiungerla ed entrare da lì ma la cosa è piuttosto complicata e scomoda. Alla fine rinuncio, ma in compenso vedo che la vetrata di prima si è allargata quanto basta per poterci entrare. Penso di attraversarla in qualche modo, magari rompendola ma qui il sogno svanisce.

22 gennaio 2018

Breve lucido pomeridiano instabile

Mi sdraio sul divano verso le 14. Sogno di essere in sala dopo essermi svegliato e alzato. Mi rimetto seduto sul divano e prima ancora di sdraiarmi mi ritrovo sdraiato nel mio corpo fisico in paralisi. Mi alzo, stavolta da lucido, raggiungo il tavolo e mi aggrappo ad esso per stabilizzare. Le immagini vanno e vengono. Mi guardo intorno, i mobili hanno una disposizione che non è quella reale. Vado in bagno, mi guardo allo specchio, le immagini sono ancora sgranate e instabili. Mi viene in mente di fare qualcosa che non ho mai fatto, entro nella doccia vestito apro l'acqua. In questo modo bizzarro riesco a stabilizzare, esco dalla doccia completamente zuppo e mi dirigo verso il garage, arrivo fino alla rampa e qui il sogno si sfalda.Mi sveglio e sento il televisore di sopra a volume piuttosto alto.


24 gennaio 2018

Serie di lucidi pomeridiani

Mi sveglio in paralisi e sento entrare nella mia stanza mia nonna che mi chiede qualcosa. Io le dico che sto cercando di dormire e che ne parleremo dopo ma lei insiste e arriva anche a premermi sul fianco con una mano, provocandomi un leggero dolore. Il tutto è estremamente realistico e anche dopo sveglio non sono del tutto sicuro che sia stata un'allucinazione. In ogni caso mia nonna se ne va e io scendo dal letto, mi guardo rapidamente allo specchio, l'immagine è vagamente simile a me. Esco dal retro di casa mia e mi addentro nel campo di sterpaglie. Dopo un po' mi ritrovo in un ambiente diverso, salgo una rampa di scale e mi ritrovo al primo piano di un edificio, su un corridoio. Ci sono numerose porte, sono indeciso su
quale di queste aprire. Ne scelgo una e ci trovo una camera da letto, ne apro un'altra e trovo un piccolo magazzino, poi un'altra ancora ma non ricordo cosa c'è. Non trovo comunque passaggi ad altri ambienti e alla fine il sogno si sfalda. Riparto dal letto in stato di paralisi, rientro nel sogno, esco di casa e vado ancora nel campo di sterpaglie. Mi guardo attentamente intorno, da un lato in lontananza vedo gli alberi che fiancheggiano la strada statale ai margini della città, poi guardo davanti a me e vedo i palazzi al di là della ferrovia. Infine guardo alla mia destra e vedo in lontananza dei palazzi che non corrispondono a ciò che si trova in quel punto nella realtà fisica, dove ci sono per lo più villette o al massimo palazzine di due o tre piani. Mi ritrovo ora in un luogo molto simile a quello del sogno precedente, l'edificio sembra proprio lo stesso, stavolta però c'è una ragazza mora carina affacciata ad una finestrella senza vetro, un buco rettangolare sul muro, che si affaccia su una bellissima spiaggia. Non l'avevo vista nel sogno precedente. E' una spiaggia bianchissima con un mare azzurro e limpido e calmo che si infrange a riva dolcemente, sembra una tipica spiaggia caraibica. Guardando bene l'altezza è più di un piano, forse sono tre. La ragazza mi dice di voler andare in spiaggia e penso di portarla con me in volo, ma poi non ho il coraggio di saltare, le dico "non so se ho il coraggio di lasciarmi andare da qui, più che altro perché temo che l'emozione mi faccia svegliare e perdere questo sogno". Le porgo la mano e le dico "andiamo, scendiamo a piedi", lei afferra la mia mano e insieme raggiungiamo la spiaggia. Qui c'è parecchia gente, dunque la guido un po' più giù dove sembra meno affollato. Ad un certo punto ci fermiamo perché più avanti ci sono dei pescatori, qui però mi accorgo presto che l'acqua è stranamente torbida, vedo infatti un tizio che entra in acqua a bordo di un mezzo motorizzato a quattro ruote simile ad un quad, credo sia opera sua. Usciamo dall'acqua e torniamo più o meno nel punto iniziale, qui l'acqua è limpida, entriamo in acqua, la sento chiaramente bagnarmi i piedi, le caviglie, le gambe. Arriviamo in un punto in cui l'acqua è abbastanza alta da immergerci fino alle spalle, mi godo per un po' la piacevole sensazione di essere a mollo nell'acqua poi il sogno svanisce. Ricomincio dal letto, entra di nuovo mia nonna in camera, stavolta sono certo che sia un'illusione. La sento borbottare qualcosa e poi se ne va. Ora scendo dal letto, rimango un po' nella stanza, mi guardo allo specchio e l'immagine è un po' distorta, inoltre sembro più alto. Esco dalla stanza, passo davanti a mio fratello che sta giocando alla play e mi dirigo verso la porta del garage. Penso di usare l'intercapedine come passaggio dimensionale, in garage è buio e sento una musica, una canzone forse italiana ma non ne capisco le parole. Per qualche motivo la cosa mi inquieta un po', forse il fatto di essere al buio con questa musica che non so da dove arriva. Avrei dovuto provare a memorizzarne un pezzo. Apro la porta dell'intercapedine e ci trovo un corridoio stretto, buio e pieno e pieno di ostacoli. Rinuncio all'idea di attraversarlo perché il sogno è già instabile di suo, non è il caso di sforzarsi troppo. Esco di casa e raggiungo una delle case vicine, apro il cancello con un colpetto e trovo sul balcone la signora che abita lì, seduta intenta a fare non so cosa. Il cancello nel richiudersi sbatte forte e fa un gran rumore attirando l'attenzione della signora che si volta verso di me. Le faccio cenno di fare silenzio mettendo l'indice davanti alla bocca e lei obbedisce, non fa una piega. Entro in casa e trovo il marito e il figlio seduti, prendo una sedia e la lancio contro una parete per vedere la loro reazione, niente, non si alzano nemmeno dalle loro sedie, si limitano a voltarsi verso di me e guardarmi. A quanto pare sono dei semplici p.o. inconsapevoli. Salgo al piano di sopra alla ricerca di una porta dimensionale ma trovo tutte porte già aperte su stanze varie. Poco dopo il sogno inizia a sfaldarsi, la vista si oscura, provo a recuperarlo mentre scendo le scale ma niente da fare.
Mi ritrovo poi in un falso risveglio.

27 gennaio 2018

Lucido notturno

Partita di calcio femminile

Dopo una serie di sogni comuni che ricordo solo vagamente, mi ritrovo a casa mia e capisco spontaneamente di stare sognando. Qui però il sogno si sfalda e subito e mi ritrovo sul letto. Resto calmo e immobile e in breve arriva la paralisi con le sue piacevoli vibrazioni. Ora sono sdraiato in posizione supina, non so dire se lo sono anche con il corpo fisico o se solo col mio doppio onirico. Non vedo ancora nulla e attendo che il sogno si formi. Passano diversi secondi e ancora non si vede nulla, dunque decido di scendere dal letto. Come al solito all'inizio sono pesante ma la mobilità migliora in fretta. Anche le immagini arrivano, ora è tutto nitido anche se c'è poca luce, non è ancora sorto il sole fuori. Vedo l'armadio sopra al mio letto, lo sfioro con la mano, la sensazione è estremamente realistica. Guardo il mio letto, vedo la coperta tirata giù in parte come faccio quando scendo dal letto fisicamente, il cuscino mezzo schiacciato, come quando mi sono appena alzato. Mi volto verso il letto di mio fratello, lui è lì che dorme. Mi avvicino e gli do una carezza sul viso per vedere la sua reazione. Lui si agita, sembra aprire gli occhi ma è ancora intontito. Esco dalla stanza e vado di sopra. Agli ultimi gradini delle scale vedo mio nonno in cima alle scale che mi dice di non svegliare mio fratello che dorme, evito di perdermi in discussioni che potrebbero farmi perdere lucidità. Arrivo in strada e mi ricordo della task di cambiare livello di sogno con il metodo ormai collaudato di entrare in una casa per poi uscire da una porta all'interno di essa. Guardo verso destra e vedo che non ci sono cancelli ! Non posso entrare da qui nella casa di fronte, ma non voglio tornare indietro. Proseguo finché non vedo un cancello qualche metro più avanti. Salgo sul marciapiede e do qualche colpo al muro per saggiarne la consistenza. Il muro rimane intatto ma lo sento tremare leggermente e sento una vibrazione che però non sembra venire dal muro ma da qualcosa al di là di esso che non riesco a vedere, sembra come un eco del rumore causato dai colpi. Raggiungo il cancello ed entro. Mi fermo un attimo nel cortile, compare una donna sul balcone, la saluto cordialmente, lei sorride, sembra
come se mi stesse aspettando. Mentre mi dirigo verso il balcone le chiedo se ha in casa una porta...mi blocco perché non so come spiegarle bene quello che sto cercando. Lei prosegue la mia frase dicendo "una porta verso l'oscurità" o qualcosa del genere. Quello che sto cercando è una porta chiusa e che non so dove conduce (per questo non posso usare quelle di casa mia, perché so cosa c'è dall'altra parte), per cui la sua frase ha senso se interpretata in questo modo. Raggiungo il balcone e mi fermo,voglio fare qualche domanda alla signora, le chiedo come si chiama. Lei a quel punto perde il suo sorriso e fa una strana espressione, sembra che stia cercando di ricordare, è confusa, balbetta qualcosa. Le dico "non se lo ricorda ?" Poi dice "Sara...forse...non so..." Capisco che è una perdita di tempo, entro in casa,ho un attimo di sbandamento ma riesco a mantenere il sogno. Trovo subito una porta che fa al caso mio ma non mi precipito subito ad aprirla. Mi ricordo che spesso quando apro delle porte per accedere ad un nuovo scenario finisco per far crollare il sogno di colpo, forse perché sono troppo precipitoso. Inoltre, dato che quasi sempre quando apro una porta si apre uno scenario esterno molto luminoso, ho il sospetto che sia quell'improvviso e forte aumento di luminosità a far vacillare il sogno. Per scongiurare questo mi scosto di lato, tirando lentamente la porta verso di me anziché spingerla, e rimanendo di lato per qualche secondo. Ecco che la luce del sole inizia ad entrare gradualmente nella casa, ora sono pronto ad attraversare la porta. La apro tutta e la oltrepasso, qui però stranamente ho un vuoto di memoria, ricordo che mi sono trovato in un'altra città, ricordo che c'erano negozi e locali e che sono entrato in uno di questi per poi uscire da un'altra porta per cambiare nuovamente scenario. Ora sono in un centro sportivo con un campo di calcio in cui si sta svolgendo una partita. Leggo da qualche parte di sfuggita una scritta che sembra essere il nome di una delle due squadre (non ricordo bene, qualcosa tipo carocormas ). Sono a pochi passi dalla recinzione e vedo una giocatrice al di là di essa che ha la maglia azzurra e i calzoncini mi pare bianchi. Si tratta dunque di calcio femminile. Le chiedo se gioca per quella squadra di cui ho letto il nome ma lei non mi risponde. Ora incontro un ragazzo alto e robusto, vestito anche lui da calciatore, maglia bianca piena di
scritte blu e gialle, sembrerebbero degli sponsor, calzoncini scuri. Si mette vicino alla recinzione a parlare con delle giocatrici a bordo campo. Mi metto davanti a lui per cercare di leggere qualche scritta, in particolare il nome della squadra. Lui si accorge di me e mi guarda storto, io gli dico che voglio solo leggere le scritte sulla sua maglia. Leggo il nome della squadra sul lato sinistro del petto, corrisponde a quello che ho letto prima, anche se purtroppo ora non riesco a ricordarlo per intero. Salgo in piedi su un oggetto metallico indefinito che mi permette di guardare sopra la recinzione e vedere meglio il campo. Guardo un pezzo di partita, il livello di queste giocatrici è piuttosto scarso, sembrano molto impacciate. Voglio cambiare di nuovo scenario, entro in un luogo chiuso ed apro delle porte. Alla fine mi trovo in un altro luogo che però non è poi così diverso da quello di prima, che si tratti della stessa città ? Mi trovo su una superficie di cemento e intravedo un campo da calcetto dietro una recinzione, forse fa parte dello stesso centro sportivo in cui mi trovavo prima. Forse non ho cambiato scenario ma mi sono solo spostato all'interno dello stesso ambiente. Incontro un ragazzo giovane che cammina nella direzione opposta alla mia. Lo guardo in faccia e continuo a fissarlo per un po' mentre cammino, continuo a fissarlo mentre mi passa accanto e sfila dietro di me e lui fa lo stesso. La sua espressione è impassibile, forse si sta chiedendo perché continuo a fissarlo, tuttavia non reagisce. Il suo volto comunque è assolutamente realistico e non si modifica di una virgola mentre rimango a fissarlo. Ricordo che aveva capelli corti, viso pulito, senza barba né baffi e mi pare indossasse qualcosa di scuro. Smetto di fissarlo. Qui non ricordo bene cosa succede, comunque nulla di particolare, continuo a camminare e ad osservare l'ambiente. Vorrei trovare qualcosa di interessante ma qui pare di essere in una zona periferica, c'è poca gente, tanto cemento, poco verde, nessun luogo di particolare interesse. Non dà però neanche l'impressione di essere uno di quei quartieri degradati, in mano alla criminalità, sembrerebbe un cosiddetto quartiere dormitorio,ma tranquillo. Visto che qui non trovo nulla di interessante provo a cambiare nuovamente scenario ma stavolta il sogno crolla.
Mi ritrovo sul letto a ripensare al sogno appena fatto e a cercare di memorizzare il nome di quella squadra e in breve mi ritrovo a scriverlo sul cellulare. Stupidamente non mi rendo conto dell'assurdità della cosa e da qui continuo a sognare normalmente. Peccato ! Era una grande occasione per continuare il lucido, il quale a quel punto era anche molto stabile, starò più attento la prossima volta. Devo rimanere sempre vigile al termine di un sogno e aspettarmi sempre di essere ancora in un sogno.

28 gennaio 2018

Sogno lucido notturno

Conversazione con una strana famiglia e fuga dall'ombra

Sto camminando nei dintorni di casa mia quando ad un certo punto mi rendo conto di stare sognando. Le immagini sono sfocate e il sogno collassa quasi subito. Mi ritrovo nel letto e in breve arrivano le vibrazioni. Mi alzo, vado in sala, c'è poca luce, la sala è stranamente vuota, quasi niente mobili, pareti bianche e spoglie. Vado di sopra ed esco dal portone. Mentre scendo le scale sfioro la ringhiera con la mano poi rimango concentrato su ogni passo che faccio fino al cancelletto, le sensazioni sono molto reali. Esco in strada, vado dritto e mi dirigo verso il primo cancello alla mia destra. Mentre cammino do uno sguardo a sinistra verso la villetta della famiglia D. dove ci sono delle persone che parlano tra loro,
probabilmente degli ospiti, perlopiù signore over 60. Arrivo davanti al cancello che avevo puntato, stavolta è stranamente basso e non ha una serratura ma una stecca che si sfila e si infila. La stecca in questione però non è dritta ma presenta più curve, tanto che devo fare una manovra piuttosto complicata per aprire il cancello. Alla fine riesco ad aprire, entro nel giardino, salgo alcuni gradini ed entro in casa. Qui incontro una bella donna bionda sulla quarantina, piuttosto alta e dal fisico snello e atletico. Subito dopo ne appare un'altra che le somiglia molto anche se è meno attraente, sembrerebbero sorelle. Insieme a lei un uomo, presumibilmente il marito. Li saluto e inizio a fare loro qualche domanda. Si siedono su
un divano, ora con loro c'è anche una ragazzina sui 13-14 anni, forse la figlia. Chiedo i loro nomi, una delle donne dice di chiamarsi Madonna, l'altra invece si chiama Novella. Quando chiedo loro cosa rappresentano,una delle due, non ricordo quale, fa uno strano discorso dicendo di rappresentare la redenzione dal peccato o qualcosa del genere. Fa un discorso sul sesso e sul fatto che costituisca peccato, io rispondo che non è così e che non tutte le culture lo considerano tale. Lei sembra voler insistere sulla sua posizione. L'uomo invece è lui a fare una domanda a me, mi chiede "tu sai cosa è l'inconscio ?" Mi coglie impreparato, non mi aspettavo mi chiedesse qualcosa, tanto meno una domanda così complessa. Gli rispondo
che sto cercando di scoprirlo. Lui allora inizia uno strano discorso su cose riguardanti l'antichità, cita eventi storici e luoghi importanti per la storia dell'uomo tra cui ricordo la Mesopotamia. Il discorso tuttavia appare totalmente sconnesso e privo di senso e capisco che non vale la pena stare ad ascoltare. Provo a dirgli di venire al punto perché tanto non riuscirò a ricordare tutte queste cose che mi sta dicendo, ma lui qui smette di parlare, ha perso la sua vitalità ora sembra una specie di vegetale. Trovo una porta per cambiare livello di sogno ma mi ritrovo in un'altra casa e poco dopo il sogno crolla. Mi trovo di nuovo sul letto e rimango fermo finché non arrivano le vibrazioni. Scendo nuovamente dal letto.
E' buio, penso di andare fuori stavolta con l'intenzione di trovare un edificio abbastanza alto per salirci e poi prendere il volo. Appena arrivo in sala però accade qualcosa di insolito. Intravedo nel buio quella che sembra una sagoma umanoide alta e sottile, fatta di una luce fioca. La percepisco subito come minacciosa e la paura mi assale. Torno velocemente nella mia stanza e il mio unico desiderio è di svegliarmi.
Mi ritrovo dunque nel letto ancora scosso ma pentito di essere fuggito. Cerco di rimanere immobile per rientrare nel sogno e affrontare quell'ombra ma mi ritrovo in un falso risveglio e torno a sognare normalmente.

29 gennaio 2018

Lucido notturno

Secondo incontro con il gruppo di ragazzi

Mi trovo in un corridoio all'aperto con chioschi e bancarelle ai lati e incontro mio padre in compagnia di una donna asiatica. Qui inizio a sospettare di essere in un sogno ma rimango in uno stato pre lucido. Vedo mio padre e la donna che vanno in una specie di bar all'aperto a bere qualcosa. Cerco anche io un bar dove mangiare o bere qualcosa ma c'è solo quello nei paraggi e non voglio stare nello stesso locale dove si sono fermati loro. Noto però che c'è una parete divisoria che divide a metà il locale e di fatto separa le due aree. Mi dirigo dunque all'altra metà del locale, prendo un pacchetto di patatine, lo apro e inizio a mangiare poi vado alla cassa a pagare. Chiedo al barista quanto gli devo ma mi dice che non lo sa.
Io nel dubbio gli lascio due euro. Rimango appoggiato al bancone a mangiare e qui incontro il mio amico A., con il quale proprio un paio di giorni prima avevo parlato dell'importanza di un'alimentazione sana, che mi critica per il fatto che sto mangiando patatine. Gli dico che in sogno posso mangiare quello che voglio senza problemi e lui mi guarda storto, non sembra comprendere la situazione.
Ora non so come mi trovo a casa mia e stavolta sono veramente lucido, vado di sopra con l'obbiettivo di uscire e trovare un palazzo abbastanza alto dal quale buttarmi e volare via. Tuttavia, dopo qualche metro di strada vedo di nuovo, come nel sogno di un paio di settimane fa, un gruppo di ragazzi in fondo alla via. Come la volta precedente mi prende un senso di inquietudine e inizio a correre velocemente, un grosso cane nero mi corre incontro con chiare intenzioni aggressive ma il mio corpo non ha densità e ci passo attraverso senza il minimo attrito. Continuo a correre, sono leggerissimo, e raggiungo l'incrocio dove si trovano i ragazzi. Ancora una volta mi sparano ma i proiettili non mi colpiscono o comunque mi attraversano. Corro sempre più veloce, attraverso ostacoli senza difficoltà ed in pochi secondi arrivo alla ferrovia. Memore del sogno dell'altra volta, in cui al posto dei binari avevo trovato il vuoto e lanciandomi ero riuscito a rimanere sospeso in aria, mi lancio deciso stavolta senza esitare e trovo di nuovo il vuoto. Stavolta però non riesco a mantenere il sogno, il quale si sfalda non appena mi trovo sospeso nel vuoto. Mi ritrovo ora a fluttuare nell'oscurità, sento la sensazione di vuoto intorno a me ma non vedo nulla. Chiedo visibilità ma non cambia nulla, chiedo anche di scendere a terra sperando si formi uno scenario intorno a me ma niente da fare, dopo un po' mi sveglio.

31 gennaio 2018

Lucido notturno

Terzo incontro con il gruppo di ragazzi

Mi ritrovo sdraiato sul fianco sinistro in stato di paralisi ma senza vibrazioni. Sono in stato confusionale e la cosa lì per lì mi spaventa. D'istinto dunque mi sforzo fino a muovermi e mi giro dall'altro lato. Qui quasi subito rientro in paralisi ma stavolta sono più consapevole, attendo qualche secondo e le vibrazioni arrivano.Sento un continuo bisbigliare che mi trasmette inquietudine e per tranquillizzarmi mi concentro sul respiro di mio fratello che dorme sul suo letto. Sento un'energia che mi solletica addosso e rifletto sulla sua natura. Capisco che le sensazioni tattili che sento in questo stato dipendono dal mio stato mentale, da come mi pongo nei confronti di tale energia. Sono le emozioni negative come paura e
angoscia che fanno sì che si manifesti in maniera negativa, generando cose come la famosa entità di cui più volte ho parlato in questo diario. Tale entità ormai è talmente radicata nella mia psiche che basta anche la sola aspettativa a farla comparire. In questo caso però riesco a mantenere un atteggiamento neutro, dunque l'energia continua ad avvolgermi e cullarmi durante il passaggio dalla veglia al sonno. A dire il vero, memore del sogno di qualche notte fa, in cui sono stato sorpreso da quella sagoma nel buio, sono piuttosto inquieto ma allo stesso tempo sono abbastanza lucido da controllare questa energia ed evitare che prenda forme sgradevoli. Scendo dal letto e mi dirigo in sala ripetendo ad alta voce che qui sono invulnerabile, niente può danneggiarmi. Avanzo lentamente sapendo però che ad ogni passo acquisterò sempre maggiore mobilità. In sala alcune luci sono accese, seppur fioche. Non ci sono entità visibili, solo un continuo bisbigliare, che sono in grado di fermare, l'ho già fatto in passato ma stavolta non mi viene nemmeno in mente di provarci. Dentro casa, di notte, è sempre tutto più difficile nei miei sogni, la tentazione è sempre quella di uscire velocemente, ciò è dovuto al ricordo delle esperienze terrificanti che avevo da bambino. Non ho ancora superato del tutto la cosa, anche se ultimamente ho fatto grandi progressi. Nel sogno di qualche giorno fa ero stato colto di sorpresa, ero tranquillo e non mi aspettavo di incontrare entità misteriose, è stato come un fulmine a ciel sereno. Stavolta sono preparato e decido che non scapperò se dovessi incontrarla di nuovo, tuttavia non si presenta e decido di uscire da casa. Qui mi viene in mente un'altra situazione inaspettata che ha generato in me una strana inquietudine e dalla quale sono fuggito senza affrontarla faccia a faccia. Mi riferisco al gruppo di individui ostili, i quali si sono presentati ben due volte ultimamente. Stavolta sono determinato ad affrontarli direttamente. Prendo la strada di fronte a casa mia ed ecco che vedo di nuovo i tizi in fondo alla via. Stavolta non corro, non ho alcuna fretta, non sto scappando da niente e da nessuno, non ne ho bisogno, sono io che comando qui, niente e nessuno può nuocermi. Li osservo meglio, stanno...saltando la corda. Mi vedono ed iniziano a venire verso di me, probabilmente però sono io che causo questo loro comportamento con il mio atteggiamento di sfida nei loro confronti, così come l'altra volta ho attirato la loro ostilità con l'inquietudine. Ci veniamo incontro, loro sono in quattro, sono sicuro di me stesso ma non voglio affrontarli tutti e quattro corpo a corpo, così decido di neutralizzarne uno con un colpo a distanza tipo spostamento d'aria ma non funziona. Non sono abbastanza concentrato. Rispetto alle volte precedenti non sto più scappando a gran velocità quindi mi sono sintonizzato perfettamente con questo ambiente, il mio corpo è denso, non risponde
istantaneamente ai comandi mentali, in questo stato devo concentrarmi di più per infrangere le leggi fisiche ed usare i super poteri. Nel frattempo i quattro tizi si sono avvicinati, ora sono a pochi passi da me, di conseguenza mi trovo coinvolto in un combattimento corpo a corpo. Paro e schivo i loro colpi senza difficoltà ma i miei non hanno effetto su di loro, sembrano invulnerabili. Li colpisco più volte, cadono ma si rialzano come se niente fosse. Riesco ad afferrare uno di loro per un braccio e provo a spezzarglielo ma sembra fatto di gomma. Il tizio emette un verso di dolore ma niente più. La lotta continua per un po' ma ci troviamo in una situazione di stallo, loro non riescono a colpirmi, io colpisco loro più volte ma si rialzano sempre, non subiscono danni. Ad un certo punto riesco a tenerne bloccati tre con la forza del pensiero, mentre l'altro sta in disparte a farsi gli affari propri.
Ormai sono completamente immerso nella battaglia e non realizzo che è una perdita di tempo e dovrei lasciar stare e fare altro. Era tanto che non mi trovavo a combattere con dei p.o.nei lucidi, per scelta, ed ecco il perché, finisce spesso che la cosa va per le lunghe e perdo almeno parzialmente lucidità, mi incaponisco a voler sconfiggere i miei avversari ad ogni costo. Penso di chiudere lo scontro usando qualche colpo energetico, provo a concentrarmi per accumulare energia sulle mani e far partire raggi energetici ma non riesco a concentrarmi abbastanza, loro sono troppo vicini a me e iniziano anche a prendermi in giro. Vedo che non mi attaccano più, capisco che non hanno intenzione di aggredirmi e qui mi rendo conto finalmente di star perdendo tempo, riprendo piena lucidità me ne vado dicendo che non posso perdere tempo con loro. Avrei dovuto sin dall'inizio ignorarli o meglio ancora cercare di farci amicizia e fargli qualche domanda. Ero partito con l'idea di affrontarli e per forza di cose loro si sono dimostrati ostili, ma neanche più di tanto dato che stavolta da parte mia non c'era paura ma solo desiderio di riscatto dopo gli ultimi episodi in cui mi ero fatto condizionare dall'inquietudine. Il tutto è stato più un gioco che una vera battaglia. Comunque ora proseguo e raggiungo il centro della mia città, in una riproduzione onirica abbastanza buona della via principale. Vedo un po' di gente a qualche decina di metri avanti a me. Raggiungo quel punto e trovo un negozio di alimentari biologico, dalla vetrina si vedono vari alimenti, ad attirare maggiormente la mia attenzione sono delle grosse pizze tagliate a spicchi. Poco più avanti lungo la strada c'è invece una specie di bancarella piena di dolci e qui tra le altre persone scorgo anche i miei genitori. Voglio assaggiare qualcosa di buono, do uno sguardo ai vari dolci esposti, noto una torta di colore marrone con una crema gialla all'interno ma non mi attira più di tanto. Ci sono diversi tipi di dolci ma ad attirarmi di più è un piccolo dolcetto bianco. Torno indietro ed entro nel negozio bio, qui non c'è niente di particolarmente invitante, anche la pizza guardandola meglio non ha un bell'aspetto,sembra fatta di gomma. Torno alla bancarella e prendo il dolcetto bianco. Qui perdo in parte lucidità, provo a pagare ma non riesco a far apparire i soldi e invece di fregarmene penso di farmeli prestare dai miei. Vado a chiederglieli ma qui il sogno finisce. Solo una volta sveglio mi rendo conto che mio fratello non è a letto, è rimasto a dormire dalla ragazza, dunque il respiro che sentivo in fase ipnagogica era parte dell'illusione, seppur molto realistica. Per quanto riguarda la parte iniziale in cui mi ero svegliato sul fianco sinistro non so dire ancora adesso se fosse reale o meno. In quella circostanza sono uscito dalla paralisi con uno sforzo come accaduto molte altre volte per poi girarmi sul fianco destro ed ero convinto di essere sveglio. Tuttavia la cosa strana è che io difficilmente mi addormento sul lato sinistro e anche questa volta non ricordo di essermi messo in quella posizione prima di addormentarmi.

3 febbraio 2018

Serie di lucidi mattutini

Inizio a capire di stare sognando durante un sogno piuttosto confuso dal quale mi sveglio ritrovandomi in stato di paralisi. Scendo dal letto e rimango per un po' sdraiato sul pavimento, provo a sollevarmi da terra fluttuando ma non funziona. Mi alzo normalmente ed esco dalla stanza, vado in cucina e apro il frigorifero alla ricerca di qualcosa di buono da assaggiare. Non trovo nulla di interessante. La cucina è quella vecchia e anche il frigo si trova nella vecchia posizione. Osservo la sala hobby, anche qui è tutto come prima dei lavori di qualche anno fa. Qui il sogno svanisce e riparto dal letto. Il ricordo è confuso, succedono parecchie cose, non sempre sono lucido, e ho ricordi frammentati. Ricordo un episodio in cui mi trovo
all'interno di un edificio e apro continuamente delle porte che portano sempre ad altre stanze chiuse. Mi fermo davanti ad uno specchio, ma l'immagine riflessa non è la mia, vedo un ragazzo mulatto di bell'aspetto ma la cosa strana è che dietro di me nello specchio vedo un altro ragazzo, un tizio di colore con i capelli afro. Mi volto ma non c'è dietro di me, guardo di nuovo lo specchio e lo trovo ancora lì, ma dietro di me non c'è nessuno, il tizio si trova solo nello specchio. Inizio a fargli delle domande, "chi sei ?" "perché ti vedo solo nello specchio ?" Lui all'inizio non risponde, se ne sta lì immobile, imbambolato. Insisto un po' e alla fine risponde,ma la sua voce è debole e sofferente, dice che non ha voglia di parlare ora, sembra molto triste. Capisco che è una perdita di tempo cercare risposte da lui perciò rinuncio, lo saluto e me ne vado. Non so dire ora se sempre nello stesso episodio o in un altro successivo, entro in un appartamento che ricorda molto quello della mia nonna paterna. C'è parecchia gente nella sala, io però tiro dritto ed esco sul balcone. In un primo momento penso di saltare giù e provare a prendere il volo ma poi ci ripenso, vedo che ci sono dei tavolini come quelli di un bar e mi siedo ad uno di questi.
Di fronte a me si siede una ragazza, non è particolarmente attraente, provo a trasformarla in una bella ragazza ma la mia lucidità è calata notevolmente e faccio solo confusione. Il volto della ragazza si deforma e le immagini si fanno sgranate. Qui decido di alzarmi e di rientrare in casa. C'è un tavolo circolare attorno al quale siedono numerosi ragazzi e ragazze che ridono e scherzano tra loro. Mi siedo con loro e qui la mia lucidità cala sempre di più fino a svanire del tutto. Succedono diverse cose, alcune anche piuttosto assurde, tipo il sindaco della mia città che entra in casa e riprende un mio amico che si sta dondolando su una sedia rischiando di cadere e farsi male. Alla fine mi ritrovo a parlare con una bella ragazza bionda seduta accanto a me. Lei cerca di sedurmi e io, avendo ormai perso completamente la lucidità, ci casco e quando mi ricordo di stare sognando è ormai troppo tardi, il sogno crolla di nuovo. Rientro nel sogno, vado in cucina e apro una credenza. Ci trovo un sacchetto bianco di carta con dentro un cornetto con la Nutella. Io nella realtà fisica ormai da qualche anno evito il più possibile di mangiare dolci e altre cose poco salutari, questa dunque è una bella occasione per togliermi uno sfizio. Prendo il cornetto ed inizio a mangiarlo mentre salgo le scale, è pieno di Nutella, ed è abbastanza buono anche se il sapore della Nutella non è proprio intenso come me lo aspettavo, forse perché mentre mangio sto facendo anche altro e non mi sto concentrando a pieno sul gusto. Nel frattempo infatti sono salito di sopra ed uscito in giardino prima e poi nel parcheggio dietro casa. Entro nel campo di sterpaglie e raggiungo una spiaggia. La spiaggia è piuttosto stretta, c'è poco spazio tra la strada e il mare, non più di una decina di metri. Il mare inoltre è mosso. Ci sono belle ragazze distese al sole e anche stavolta mi faccio distrarre e perdo in parte lucidità. Mi intrattengo un po' con due ragazze perdendo del tempo prezioso, anche perché le immagini dopo un po' si deformano, una delle due si trasforma in una merendina e l'altra sembra infastidita dalla mia presenza. Qui ritorno in me e mi allontano dalla ragazza.Cammino lungo la spiaggia e incontro una signora di colore che mi guarda e scuote la testa in senso di rimprovero per aver sprecato il tempo onirico in quel modo. Provo a recuperare tentando di prendere il volo ma la mia lucidità ormai è piuttosto bassa e i miei tentativi falliscono miseramente.

10 febbraio 2018

Sogni lucidi mattutini

Il parco con gli animali

Sono nel giardino di casa mia, è una bellissima giornata di sole, cammino rasente al muro concentrandomi sul percepire l'ambiente circostante. Percepisco la ruvidezza del muro con il palmo della mano sinistra, sento il canto degli uccelli e mi godo questa atmosfera di assoluta calma e serenità. Quando sono all'altezza della cucina mi rendo conto di stare sognando. Proseguo ed entro nel giardino di mia zia, raggiungendolo attraverso un passaggio che nella realtà non esiste. Esco dal cancello e raggiungo il parcheggio dietro casa. Guardo in direzione della ferrovia e vedo un cavallo marrone che cammina lungo i binari. La mia lucidità è al massimo e noto subito l'errore di prospettiva, il cavallo infatti appare grande come se si
trovasse ad una trentina di metri da me ma in realtà la ferrovia dista oltre 100 metri. La cosa è buffa e mi fa sorridere, in pratica sto osservando un cavallo gigante. Guardo di nuovo verso il parcheggio ma ora al posto dell'asfalto c'è un grande e bellissimo prato verde con molti alberi rigogliosi e animali di varie specie. Si tratta di animali esotici, vedo infatti cammelli, canguri, grossi rettili e poi uno strano animale ibrido. La bestia ha la testa di cavallo ma un corpo che va assottigliandosi verso la parte posteriore, ricorda quello di un ghepardo. Rimango fermo ad osservare il paesaggio e questi bellissimi animali, come mi ero prefissato sto eseguendo la task di concentrarmi sull'ambiente circostante, eseguendo una sorta di meditazione all'interno del sogno. Mentre sto lì in piedi a guardare mi passa vicino un lupo, alla mia destra. Per un attimo temo che possa essere aggressivo ma scaccio subito quel pensiero e l'animale semplicemente mi scorre affianco ignorandomi. Ripensandoci ora, forse avrei dovuto provare a parlarci, ma lì per lì non mi è venuto in mente. Ora sento che il sogno inizia a vacillare (nel mondo fisico è mattina ed è già sorto il sole, la luce esterna probabilmente sta iniziando a disturbare il sonno) e penso sia il caso di muoversi un po' e fare qualcosa di più movimentato, altrimenti il sogno si sfalderà. Guardo in direzione della ferrovia ma lo scenario è cambiato, ora sono in un'altra città e ci sono degli edifici in quella
direzione tra cui un palazzo di 7-8 piani. Penso di raggiungerlo e salire in alto per poi lasciarmi andare, voglio superare una volta per tutte questo mio blocco e quale occasione migliore di questa in cui la mia lucidità è al 100 % ? Mentre cammino verso il palazzo mantengo lo sguardo rivolto verso il parco con gli animali. Voglio ricordare il più possibile di questo posto e ripeto ad alta voce gli animali che vedo con l'intento di ricordarli una volta sveglio.
Purtroppo però dopo qualche passo il sogno crolla.

Breve lucido instabile e con poca luce

Sono a casa mia, entro in camera ma ho una strana sensazione. La vista è un po' sgranata e l'atmosfera è come ovattata. Mi guardo allo specchio e vedo che indosso una tuta che non riconosco come mia. Il sospetto aumenta e penso di fare un ultimo test di realtà decisivo ma poi mi rendo conto che non serve, realizzo che questo deve essere per forza un sogno perché qui è sera e mia madre sta preparando la cena mentre io ricordo di essermi alzato poco prima delle 6 per andare in bagno e di essermi poi rimesso a letto. Realizzo che è nel mondo fisico è mattina e che io sto dormendo nel mio letto. Esco dalla mia stanza, vedo mia madre intenta a cucinare ma l'atmosfera qui sotto è un po' cupa e decido di salire al piano di sopra. Esco subito dal portone ma qui trovo tutto stranamente buio e rischio di perdere il sogno, che inizia a vacillare. Rientro in casa e provo ad uscire dal balcone grande della sala ma anche qui stesso problema, fuori è tutto buio, anche i lampioni sono spenti, l'ambiente circostante si intravede appena e sento che il sogno sta per crollare. Rientro e premo l'interruttore ma la luce si accende solo per un attimo per poi spegnersi di nuovo, riapro la porta finestra e trovo tutto come prima. Provo dunque ad andare ancora di sopra, al primo piano, magari nel frattempo la luce arriverà. Mentre salgo le scale non so perché mi si sfila la scarpa destra. Provo a rinfilare il piede ma la scarpa è legata troppo stretta e non ci
entra. Premo più forte e nello sforzo muovo il piede fisico e mi sveglio
. : WallBash :
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 22/02/2018, 22:13

14 febbraio 2018

Sogno lucido notturno

Sono in casa, al primo piano, ovvero quello più in alto. Entro nella stanza riservata agli ospiti e mi accorgo subito di un particolare insolito, una cassettiera di colore verde e celeste, alta circa mezzo metro, posta sul pavimento accanto al muro. L'oggetto, oltre a non trovarsi in questa stanza nella realtà fisica, è talmente fuori contesto in questa camera, in cui dominano bianco e marrone, il che mi fa subito capire di stare sognando. Mi trovo già al primo piano, situazione insolita nei miei sogni ma favorevole per un tentativo di volo. Mi guardo un po' allo specchio, all'inizio l'immagine riflessa è abbastanza fedele alla realtà fisica ma poi inizia a deformarsi, il cranio diviene schiacciato da un lato :? , non è bellissimo da vedere . Esco dalla stanza direttamente sul balcone, qui mi fermo un attimo, voglio aumentare al massimo la mia lucidità, per farlo cerco di ricordare che giorno è nella realtà fisica e dove mi trovo in questo momento. Appena lo penso però il sogno crolla. Capisco che non è una buona idea pensare troppo alla vita della veglia durante un sogno lucido, meglio concentrarsi sull'ambiente del sogno per stabilizzare. Riesco comunque a riprendere il sogno e salgo sul cornicione, per poi scendere sulla tettoia in pendenza verso il basso. Sono in piedi sulle tegole e arrivo al bordo, guardo di sotto, è più alto di quanto dovrebbe essere, sembrano almeno tre piani. Ancora una volta esito, non voglio rischiare con un salto nel vuoto di perdere il sogno. Nell'indecisione il sogno si sfalda ma non mi arrendo. Mi aggrappo a quello che resta del sogno e qui accade un fatto curioso: con la mano destra tocco il muro, sentendone la ruvidezza e concentrandomi su quella sensazione, con la sinistra invece penso di fare lo stesso con le tegole, ma con mia sorpresa, invece del freddo mattone, sento il mio materasso . Non vedo assolutamente nulla, mi affido solo al tatto, e in pratica mi trovo sospeso a metà tra lo scenario del sogno in cui ero fino a poco fa e lo stato intermedio, quello in cui sono sul letto ma già immerso nell'illusione ipnagogica, con il corpo onirico già in grado di muoversi parzialmente (infatti posso muovere la mano, la sfrego più volte sul materasso, ciò significa che non può essere la mia mano fisica, che in questo momento è paralizzata). Dopo qualche secondo riesco a recuperare lo scenario onirico di prima, stavolta non ho esitazioni, mi ricordo dell'idea di guardare in alto mentre salto, invece che in basso e funziona ! Salto e allargo le braccia, rimanendo sospeso in aria, tuttavia forse l'emozione causa un drastico cambio di scenario. Ora mi trovo nel seminterrato, quindi ben due piani più sotto, a fluttuare a qualche decina di centimetri da terra. Per muovermi mi do lo slancio premendo su tavoli, sedie e pareti. Più spingo forte, più forte è la spinta che ricevo e più lunga è dunque la distanza che percorro. Giro un po' per la casa, è un modo un po' goffo per usare il volo, ma considerando quanta fatica ho fatto per riuscire a rimanere sospeso a mezz'aria, come inizio non è male, e poi è divertente ! Osservo un po' la casa, vedo che le pareti sono bianche come prima dei lavori di 15 anni fa, su una parete ci sono ancora mobili vecchi che non abbiamo più da 3 anni ma non c'è il televisore. Ancora una volta mi ritrovo indietro nel tempo, dagli elementi che ho osservato deve trattarsi di un periodo compreso tra il 1999 e il 2003. Non mi viene in mente di esplorare meglio la casa per vedere altri dettagli, voglio andare fuori ma prima decido di dare un'occhiata alla stanza dei miei e ci trovo solo mio padre che però dorme dalla parte di mia madre. Dall'altra parte il letto è sfatto, mia madre evidentemente si è già alzata e probabilmente è in bagno. Comunque ora vado di sopra ma commetto un errore: nel fluttuare verso le scale non mi alzo di quota e così vado a sbattere contro il quarto o quinto gradino, che è all'altezza in cui mi trovo a fluttuare. Così facendo mi ritrovo seduto sulle scale, ho perso il volo e non riesco a riprenderlo. Comunque non mi dispero, ho già portato a termine una task importante, ovvero quella di lasciarmi andare dall'alto, la prossima volta mi concentrerò sul controllo del volo vero e proprio. Ora voglio dedicarmi all'altra task che ho programmato in questi giorni, ovvero quella di raggiungere una di quelle città che mi trovo a visitare quando cambio scenario, e incontrare un p.o. per parlarci, fargli delle domande. Ho dei precedenti interessanti con questa task e voglio portarla avanti e approfondirla di più. Esco dal portone e vado in giardino, sono sul prato, scalzo, e sento il contatto con l'erba sotto i piedi. L'erba è un po' alta, sembra che non venga tagliata da qualche settimana. Ne stacco un ciuffo per sentirne la consistenza tra le mani ma qui perdo momentaneamente lucidità, penso "mi sono allontanato da casa senza avvisare i miei, ora si spaventeranno non trovandomi, e si arrabbieranno quando tornerò". Poi invece penso "ma tanto sto sognando, quando mi chiamerà tornerò istantaneamente". In tutta questa confusione mentale entro nel campo di sterpaglie e a poco a poco riprendo lucidità. Mentre cammino guardo alla mia destra e vedo dagli edifici che l'ambiente si è già modificato, pur mantenendosi molto simile a quello di base. Continuo a camminare finché non mi trovo chiaramente in un'altra città, c'è una strada di fronte a me, devo decidere se andare a destra o a sinistra ma poi vedo al di là della strada, di fronte a me, l'ingresso di un ampio giardino alberato. Si tratta di uno spazio ampio in cui si trovano chioschi e bancarelle all'ombra degli alberi. Capisco che lì posso trovare un po' di gente, mentre intorno alla struttura sembrano esserci solo villette, una zona periferica, senza locali o attività commerciali. Entro dunque in questo giardino, ci sono alcuni chioschi con tavolini, non c'è moltissima gente, meglio così, una via di mezzo è quello che fa per me. Devo fare attenzione però a quale p.o. scegliere, mi guardo intorno per vedere se ce ne è qualcuno che sembra interessante,non voglio perdere tempo con p.o. zombie. Un'altra regola è che deve trovarsi da solo, interagire con più p.o. contemporaneamente potrebbe creare confusione, e dato che sono agli inizi in questo tipo di attività è meglio andare per gradi. Sfortunatamente non trovo nessun p.o. solitario, sono tutti in gruppi di almeno due persone. Prima che possa continuare l'esplorazione il sogno svanisce e dopo continuo a sognare normalmente.

16 febbraio 2018

Sogno lucido notturno

Calcio balilla e salto dalla finestra

Entro in una sala giochi con tavoli da biliardo e calcio balilla. Mi rendo conto di stare sognando, mi guardo intorno, c'è poca gente, lo scenario è molto stabile e realistico. Visto che mi trovo in una sala giochi mi viene in mente di fare qualcosa che non ho mai fatto in un lucido, provare a giocare con dei p.o. ad uno dei giochi disponibili. Voglio testare la tenuta del sogno in una situazione di questo tipo, solitamente quando in un sogno, normale o pre lucido, mi trovo a svolgere un'attività ludica di qualsiasi tipo, questa tende a deformarsi dopo qualche secondo. Per esempio se sto giocando alla play ad un gioco di calcio, spesso capita che dopo un po' mi trovi a giocare a calcio fisicamente, o anche l'opposto, spesso però in contesti assurdi, tipo partita 3 vs 3 nel salotto di casa, con i tavolini usati come porte :D. Vedo un gruppo di tre ragazze sui 16-18 anni che sembrano cercare il quarto giocatore per il calcio balilla, dunque mi propongo subito e loro mi accolgono. Raggiungiamo il primo tavolo libero, io mi piazzo subito a giocare in attacco, come faccio anche quando ci gioco nella realtà fisica. Una ragazza bionda gioca con me in difesa, contro di noi due ragazze more. Inizia la partita, il gioco è molto lento, io sono scarso e a quanto pare anche queste tre giocatrici oniriche. Tuttavia la partita si svolge in maniera molto realistica, la pallina sembra rispettare le leggi della fisica e anche il contatto e la manovrabilità del manubrio non presenta deformazioni. Mi sembra veramente di giocare una partita di calcio balilla, molto bene, era proprio quello che volevo verificare. Dopo pochi secondi di gioco mi arriva una palla lenta e la devio in porta con uno degli attaccanti. Poco dopo le nostre avversarie pareggiano, poi dopo un'altra azione rocambolesca mi ritrovo con la pallina sotto il mio attaccante centrale. Qui mi inceppo un po' ma riesco a spingerla nella porta che stranamente viene lasciata sguarnita, come se la giocatrice avesse lasciato la stecca col portiere spostato di lato, qui forse è la prima stranezza di questa partita. Qui la mia compagna mi abbandona per giocare contro di me al posto di una delle due che se ne è andata (forse proprio quella del portiere ?), due vs uno ? Bene ! Sfida accettata ! Tuttavia prima di riprendere la partita le due ragazze rimaste vanno via anche loro, dicendo che devono fare qualcosa, non ricordo se fosse un abbandono definitivo o se avessero intenzione di tornare a breve, in ogni caso non ho alcuna intenzione di starle ad aspettare, la mia task l'ho portata a termine ora voglio continuare il sogno. Qui c'è un cambio netto di scenario, mi trovo a scuola in una classe. Sono in piedi nell'aula mentre gli alunni sono in silenzio intenti forse a svolgere un compito in classe. Nessuno si cura di me, forse non mi vedono o comunque sono tutti addormentati, come automi. Do due colpi al muro in fondo all'aula per saggiarne la consistenza e risulta duro come un muro fisico. Voglio saltare dalla finestra e volare via, mi avvicino alla finestra in fondo all'aula, davanti c'è un banco occupato da un ragazzo intento a svolgere la sua attività. Devo salire sul banco per raggiungere la finestra, dunque sposto i libri e quaderni che ci sono sopra e faccio per salire ma il tizio giustamente si alza guardandomi male e ribellandosi. Bene ! Reagisce ! Forse non è il solito p.o. zombie, rinuncio dunque a salire sul suo banco e uso invece una sedia. Salgo sul davanzale, sposto la tapparella, c'è un momento di destabilizzazione ma riesco a recuperare e mi butto guardando verso l'alto. Allargo le braccia per aiutarmi a rimanere sospeso in aria ma stavolta il sogno crasha. Mi ritrovo nel buio e nel vuoto ma dura solo pochi secondi poi mi sveglio.

17 febbraio 2018

Sogno lucido mattutino

Faccio una serie di sogni pre lucidi e confusi, poi non ricordo in che modo divento lucido ma il sogno crolla subito e mi ritrovo sul letto in stato di paralisi. Rotolo giù dal letto e cado sul pavimento. Esco dalla stanza, richiedo chiarezza e più luce. Raggiungo il salotto e vedo che le pareti sono gialle e blu come prima dei lavori di tre anni fa ma di una tonalità più chiara. Ci sono dei mobili che nella realtà fisica non esistono o non si trovano nello stesso punto. Ricordo di averne visto uno e di aver pensato che nel mondo fisico si trova al piano terra ma da sveglio non riesco a ricordare bene come fosse fatto. Vedo un mobile a più ripiani con sopra diversi oggetti ornamentali. Compare mia madre e insieme
osserviamo un tavolino con delle composizioni luminose, tra le quali mia madre mi fa notare un piccolo albero di Natale azzurro con all'interno un altro albero di Natale più piccolo. Vado al piano di sopra ma quando arrivo le immagini si fanno instabili. Esco dal portone, fuori è buio, raggiungo la strada e arrivo ad un incrocio, giro a sinistra e proseguo a camminare ma qui accade qualcosa di strano, ci sono numerose persone che corrono come impazziti, sembrano fuggire da qualcuno o qualcosa. Mi preparo alla possibilità di incontrare qualche mostro o qualche pazzo armato. Dopo un po' che cammino però non si vede nulla del genere. Chiedo di avere più luce ma non vengo accontentato. Decido di entrare in una delle
case alla mia destra. Suono al citofono al numero 6, una voce mi risponde "chi è ? Mi invento che devo entrare urgentemente ma la signora giustamente non si fida. Apro dunque il cancello con un colpo di mano, poi faccio lo stesso col portone di casa. Qui trovo una coppia di anziani per nulla entusiasti della mia presenza ma dico loro che vengo in pace e voglio solo usare questa casa come ponte per un cambio di scenario. Mi serve una porta e appena la trovo la apro ma qui inizia una serie di porte dopo porte, apro una porta e trovo un'altra porta, così per 6-7 volte almeno finché non mi ritrovo in una stanza nella quale entra una tenue luce da un'apertura. Vado verso la luce ed esco ma si tratta di uno spazio delimitato
da un muro. Salgo sopra al muro e salto su un muretto più basso e di forma cubica poco più in là. Da qui salto ancora e mi ritrovo su una spiaggia fatta di sabbia scura. Qui mi butto per terra e gioco un po' con la sabbia. Mi alzo, cerco qualcuno con coi parlare, trovo una ragazza carina ma l'immagine è troppo instabile e presto svanisce. Provo a togliermi la maglietta per tuffarmi in acqua ma passando la maglia davanti agli occhi è come se li avessi chiusi e perdo momentaneamente il sogno. Ma siedo a terra e anche se non vedo nulla immagino che ci sia ancora la sabbia sotto di me e così è. Mi metto a giocare di nuovo con la sabbia, la raccolgo nelle mani e la faccio ricadere, me la faccio cadere un po' sul braccio, la sensazione è molto vivida. Dopo un po' il sogno si riforma intorno a me, mi alzo e vado verso il mare, entro in acqua, è molto fredda ! Anche qui sensazioni molto realistiche però il mare non è proprio limpido dunque esco. Dietro di me compaiono dei ragazzi che sembrano intenzionati a farmi qualche scherzo, tipo buttarmi in acqua. Dico loro di allontanarsi perché se cadessi in acqua di faccia mi sveglierei. Dico loro che se mi fanno perdere il sogno, tornerò dentro e li verrò a cercare per fargliela pagare. Questi però non sembrano prendere molto sul serio le mie minacce. Rimango sul bagnasciuga e osservo alcuni piccoli pesci che nuotano appena sotto la superficie. Un tizio ne prende uno, me lo faccio passare per guardarlo meglio, con l'intenzione comunque di rimetterlo presto in acqua. Il pesce è bianco con delle striature scure e ha una forma piatta e larga.
Qui perdo lucidità, lo sento emettere un verso sofferente (un pesce che emette versi ? :? ) e lo ributto in acqua. Sono allarmato, temo di avergli fatto male ma non capisco come. Un altro tizio lo prende e mi fa vedere che ha un grosso squarcio da un lato, da cui si intravede anche del sangue. Non capisco come sia possibile dato che l'ho solo preso in mano delicatamente. Il tizio infila un dito nello squarcio del pesciolino, affermando che starà meglio se gli toglie qualche organo interno :?: . Qui il sogno si interrompe.

19 febbraio 2018

Sogno lucido notturno

Prendo gradualmente lucidità al termine di un sogno piuttosto movimentato e violento e nel finale anche piuttosto confuso e assurdo. Mi trovo nel giardino di casa di mia zia, esco e raggiungo il parcheggio dietro casa e arrivo fino in fondo alla discesa. Qui mi trovo di fronte un muro che nella realtà fisica non esiste, ci salgo sopra e vedo che dall'altra parte c'è aperta campagna. Il mio obbiettivo è incontrare p.o. a cui fare domande e con i quali possibilmente instaurare una conversazione interessante. Non scavalco dunque il muro,torno giù e vado alla ricerca di un posto affollato.Entro in un locale ma qui perdo lucidità e mi ritrovo in una situazione confusa che ricordo solo vagamente. C'è un cambio di
scenario, ora mi trovo a casa mia nel seminterrato e mi ricordo di stare sognando. Sfrego le mani e faccio delle giravolte su me stesso per stabilizzare. Voglio uscire dal garage, apro la porticina ma è tutto buio e la serranda è abbassata. Premo gli interruttori per accendere le luci ma non funzionano all'inizio. Dopo un po' inizia ad accendersi una tenue luce e decido di uscire, ma quando arrivo alla serranda, che ora è alzata, il sogno crolla. Mi ritrovo sul letto, paralizzato, rimango immobile e presto arrivano le vibrazioni. Esprimo mentalmente l'intenzione di uscire dal corpo, mi trovo in posizione supina, mentre in realtà sono sdraiato sul fianco destro, dunque questo che controllo ora è già il mio corpo onirico. Con uno sforzo mi alzo a sedere e sento proprio come se mi stessi staccando da un involucro pesante. Mi rotolo di lato e invece di cadere pesantemente sul pavimento come accade di solito, rimango sospeso a mezz'aria. Sono leggerissimo e intorno a me è tutto buio essendo notte ma non si tratta di quello stato intermedio in cui il sogno è in formazione, lo scenario intorno a me è già formato, solo che non si vede quasi nulla perché è buio pesto. Tutto è estremamente realistico e la mia lucidità è al massimo, i miei pensieri sono assolutamente chiari, come nella veglia. Posso dire di essere veramente sveglio all'interno del sogno, come poche volte mi è capitato, inoltre è tutto molto stabile, anche se essendo buio non sono in grado di dire se gli elementi del sogno si modifichino o meno. Tutto questo mi riporta alle mie esperienze da bambino, in cui mi ritrovavo a fluttuare in un qualche punto della casa e, preso dal terrore, mi svegliavo o a volte prima di svegliarmi venivo catapultato nella stanza dei miei a grande velocità. Ho capito che ciò era dovuto alla paura e di conseguenza al desiderio di protezione, dunque tale emozione mi faceva raggiungere i miei genitori. Inizialmente tento di muovermi dandomi uno slancio
in avanti ma non funziona, poi penso subito "che sciocco ! questo corpo si muove con i comandi mentali !" e subito esprimo il comando di raggiungere il divano della sala ed ecco che volo fuori dalla stanza e raggiungo il punto desiderato. Da qui con la stessa modalità faccio brevi spostamenti all'interno della sala, poi decido di raggiungere la stanza dei miei, invio il comando e vengo subito accontentato. Mi muovo in volo con grande leggerezza e fluidità semplicemente pensando a dove voglio arrivare. Ora che sono nella stanza dei miei a fluttuare sopra il letto, ho la conferma che si tratta della stessa esperienza di quelle che avevo da bambino e che più raramente si sono presentate fino a qualche anno fa. Ora però ovviamente non ho più alcuna paura, anzi sono entusiasta e felice di quello che sto facendo. Qui vedo mio padre rigirarsi nel letto e lo sento dire qualcosa a mia madre. Ora sembrano vedermi e...ridono di me ! Pare mi vedono come qualcosa di buffo, in particolare sembra che ridano della posizione a parer loro buffa in cui mi trovo. Esco dalla stanza, vado di sopra, sempre col comando mentale. Qui le luci sono accese ma non mi fermo ad esplorare, voglio subito uscire fuori e attraverso in volo la porta senza il minimo attrito. Ora sono fuori e decido di raggiungere il centro della mia città. Nel momento in cui esprimo questo comando so già che essendo stavolta più lontana la meta, schizzerò via a gran velocità e infatti così è. Volo velocissimo sopra le case, sfreccio come un missile è fantastico ! La sensazione della velocità è molto intensa ma sento di avere il pieno controllo. Tuttavia qui finisco da un'altra parte, forse perché il mio comando non è stato abbastanza specifico. Ora mi trovo a passare per diversi scenari, mi fermo brevemente e poi attraversando pareti o pavimenti accedo ad un altro scenario sempre in volo. E' tutto così automatico, naturale, so già cosa devo fare, come se lo facessi da sempre. Non ricordo quanti scenari cambio ma me ne ricordo uno alquanto bizzarro. Qui sento anche una voce fuori campo che è come se mi facesse da guida. Mi dice qualcosa del tipo "a volte i mondi possono essere anche molto strani come questo". Mi trovo infatti in un ambiente mai visto, è difficile da descrivere, ci sono tutta una serie di...non so come definirli...bastoncini di vari colori, colori molto accesi e vividi. Questi sono incastonati tra loro a formare una specie di di scatola gigante. Mi lascio cadere all'indietro e mi ritrovo in un altro scenario. Sono ancora in volo, sopra il mare ! Una distesa d'acqua immensa che si perde all'orizzonte. Scendo un po' di quota e continuo a volare, vedo l'immensità del mare di fronte a me e quasi mi spaventa il pensiero di dove potrei arrivare se proseguissi a volare verso il largo. Decido che per questa volta è meglio fermarsi qui e godersi questo bellissimo scenario, così vivido e realistico. Scendo ed entro in acqua, non sono molto lontano dalla riva. Mi immergo in acqua fino alle spalle, è bellissimo, una meravigliosa sensazione di libertà, l'acqua è fresca, tutto molto piacevole e rilassante. Quasi d'istinto sto per tuffarmi all'indietro per cambiare nuovamente scenario ma poi penso che questo sia un ottimo posto in cui fermarsi, dunque fermo appena in tempo la caduta prima di immergermi totalmente. Esco dall'acqua e raggiungo la spiaggia,ora però non riesco più a sollevarmi per riprendere il volo. Mi sono sintonizzato a pieno con questo ambiente, il mio corpo ora ha preso consistenza. Vedo una bella ragazza mora in costume distesa a prendere il sole e mi ci siedo accanto. Ho ancora in sospeso la task di instaurare una conversazione con un p.o. e penso "visto che devo farmi una chiacchierata con un p.o., che sia un bel p.o. ! :D. Tuttavia non si rivela una bella idea perché vengo un po' troppo distratto dalla bellezza di questa ragazza e la mia lucidità vacilla. Invito la ragazza a prendere qualcosa da bere al bar della spiaggia, ma quando entriamo al bar lei non c'è più, al suo posto un ragazzo dalla carnagione scura e capelli neri che mi passa accanto e mi supera. Chiedo comunque da bere al barista ma qui interviene un disturbatore onirico, un ragazzo che ha le sembianze di uno che conosco nella vita della veglia. Il tizio ha un'aria minacciosa e mi dice qualcosa del tipo "ah sei qui tu ?" e mi mostra uno strano marchingegno che tiene in mano, facendomi intendere che con quello può farmi molto male. So di stare sognando e non ho per niente paura, ma mi chiedo perché ce l'abbia con me e penso che potrebbe essere il fidanzato della ragazza a cui mi sono avvicinato prima. Tuttavia dopo dice qualcosa che non ricordo ma che mi fa intendere che non sia quello il motivo delle sue minacce, pare sia invece una questione di soldi, o qualcosa del genere. Mi dà in mano il suo strano aggeggio dicendo che con quello mi farà tirare fuori quello che vuole da me, qualunque cosa sia.
Questo tizio è chiaramente un idiota, aveva un'arma e me l'ha consegnata in mano ! :D Ho ormai perso lucidità e rispondo che ora lo userò contro di lui, tiro una levetta e dall'estremità anteriore fuoriesce uno spuntone con il quale inizio a colpire il tizio. Qui il sogno si destabilizza ma riesco poco dopo a riprenderlo e riprendo anche parzialmente lucidità. Torno a prendere il drink che avevo chiesto e raggiungo la ragazza di prima ad un tavolo fuori dal bar. Qui però la situazione si fa piuttosto confusa, perdo totalmente lucidità e poco dopo mi sveglio.
Ultima modifica di Hari il 23/02/2018, 0:12, modificato 1 volta in totale.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda dixit » 22/02/2018, 22:56

Trovarsi a metà fra un sogno e un falso risveglio. Roba da sognatori lucidi :lol: A me capitava anni fa.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 24/02/2018, 15:26

Sì è stato strano :D, sicuramente mi era già successo altre volte ma trattandosi per lo più di stimoli visivi (con un occhio vedo il sogno, con l'altro gli elementi della stanza fisica) era impossibile stabilire se una delle due metà si trovasse a percepire
la vera realtà fisica o quella del falso risveglio che, come è noto, il più delle volte risulta estremamente realistica. In questo caso invece, essendo stato coinvolto il tatto e soprattutto il movimento della mano, non ci possono essere dubbi. :)
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