Indice Il Mondo Onirico Diario dei sogni comuni > Diario Onirico di Saladriel

Sogni o incubi, unici o ricorrenti. Sogni particolarmente emotivi o bizzarri che volete condividere e su cui volete sentire commenti e associazioni degli altri utenti.

Re: Diario Onirico di Saladriel

Messaggioda Saladriel » 18/03/2020, 13:33

Ieri notte vado a dormire a mezzanotte circa, dopo una serata passata a montare video e videogiocare.

Ecco quello che ricordo dei sogni fatti:

[...] Sono nella sala di aspetto di un porto, in Liguria credo. La sala di aspetto assomiglia molto a quella di un aeroporto: chi sbarca è separato da chi aspetta tramite transenne e pareti di plexiglass.
Io sono in mezzo alla folla, tra quelli che aspettano, in seconda fila di fronte ad una delle pareti trasparenti. Qualcosa, gli abiti e le pettinature delle persone, i dettagli dell'ambiente, mi fa intuire che sono in un'epoca passata, devono essere gli anni '70. Per me è del tutto normale in questo istante essere in un periodo temporale diverso dal mio
(Devono essere tutta quella fantascienza e quei documentari di astrofisica e quantistica che guardo)

Comunque sia dall'altra parte delle transenne è pieno di uomini, so per istinto che sono marinai appena sbarcati da una nave militare. Tra questi riconosco mio padre, così giovane da essere completamente diverso da come lo ricordo io: Tranch Coat color beige scuro, dolcevita, capelli e baffi biondo grano, occhi azzurrissimi.
"Diamine, papà ha sempre avuto la carnagione un po' scura, capelli e baffi neri, occhi nocciola con sfumature verdi..." penso.
Una voce femminile mi giunge in risposta, sotto forma di pensiero mio/non mio. E' la voce di mamma, risalente a pochi anni fa, che mi racconta di una visita da una nutrizionista: "Il passare degli anni, il fumo, il cibo industriale hanno intossicato il suo corpo fino a farlo diventare quello che vediamo oggi".
Rimango ad osservarlo mentre ride e scherza con un suo amico, poi alza lo sguardo, riconosce mia madre giovanissima (e bellissima) tra la folla, gli si illuminano gli occhi, si corrono in contro e si abbracciano [...]


Qui mi sveglia Tiger, balzando sul letto e facendomi le coccole. Non ho bisogno di guardare l'ora, dalla luce che entra dalla finestra intuisco manchi poco al suonare della sveglia.
Pochi istanti dopo balza sul letto anche Angel, che mi fissa con quegli occhioni gialli... "Ok... avete fame, ho capito..."
I sogni sono il sussurro di un bambino che non sa ancora mentire

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