Indice Ai confini dei Sogni Esplorare la mente > Ricordo di sè (Gurdjieff)

Tecniche di meditazione e di rilassamento, indirettamente utili per la pratica onirica. Domande ed esperienze, test psicologici e discussioni sulla mente in generale.

Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda PK2 » 09/02/2013, 19:06

cikalino ha scritto:Su ciò ha ragione gurdjeff comunque sì, sicuramente meglio Tolle di quel buffone di, ad esempio, Salvatore Brizzi,

Chi è, un tuo amico? :lol:
Ho trovato questo in rete http://www.primoraggio.it/index.html/chi_siamo.htm, il politico-guerriero mancava al mio bestiario...
« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Questo lo sappiamo perché sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Crediamo per fede che siano rosa; per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »

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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda cikalino » 09/02/2013, 19:54

Ho trovato questo in rete http://www.primoraggio.it/index.html/chi_siamo.htm, il politico-guerriero mancava al mio bestiario...


un insulto all'intelligenza............. : zip :
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda VictaPompa » 09/02/2013, 19:55

Quoto !
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda PK2 » 09/02/2013, 22:52

Questo è l'effetto dell'apprendimento pappagallesco di ammassi più o meno variegati di concetti.
Se qualcuno afferma di avere il metodo per vincere al superenalotto e non è ricco sfondato tanto basta per dubitare di lui. Io non mi fiderei in alcun modo di un "illuminato" che si professa "esperto di alchimia trasformativa" e che si è trasformato in un soggetto ideale per qualche centro di salute mentale.

Detto questo ritengo che, pur con le oggettive difficoltà di avere il pensiero di Gurdjieff "interpretato" dai suoi seguaci e non per la diretta voce dell'autore, ci sono nel suo metodo delle verità essenziali sul funzionamento della mente umana, che vanno però depurate da alcune "incrostazioni" derivanti da carenze di conoscenza (parliamo di teorie definite all'inizio del '900). Insomma intuizioni valide che vanno calate nell'esperienza diretta di ognuno.
Tolle ha semplificato al massimo i concetti espressi da Gurdjieff (e prima di lui da altre correnti di pensiero e spirituali, compresa quella cristiana), rinunciando a qualsiasi tentativo di spiegazione o sistematizzazione per ricavare semplicemente un "metodo" di vita. Così facendo ha forse saltato dei livelli, come se spiegando l'assimilazione dei cibi si parlasse dell'ingestione e si passasse subito all'utilizzo delle sostanze da parte del corpo senza parlare dei processi di metabolizzazione.
Comunque le parti che ho direttamente sperimentato le ho trovate corrette al 90% per cui sono fiducioso del resto.
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda cikalino » 11/02/2013, 0:23

A parte essere d'accordo con te sul politico illuminato alchimista (e quella di cui lui parla è tutto fuorché alchimia, ad ogni livello anzitutto storico, è bene che ciò si sappia), si deve ricordare che gurdjeff è un personaggio molto ambiguo e che per ogni appassionato di esoterismo è ben nota la sua sete di denaro più che di liberazione spirituale.. un po' come la blavatsky.

Che vada letto però ne sono convintissimo e per chi è affascinato da insegnamenti esoterici sulla mente è altamente consigliato a differenza degli autori contemporanei precedentemente citati.
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda PK2 » 11/02/2013, 7:52

Quoto. Gurdjeff era un personaggio particolare, e forse cercava deliberatamente di adombrare su di sè una dubbia fama. Occorre infatti tenere presente che il suo insegnamento era elitario, quindi poteva risultare un modo di "scremare" i discepoli.
Detto questo il suo metodo si può riassumere in questi passi:
1) osservando in modo imparziale se stessi in ogni momento della giornata (in pratica una meditazione Vipassana full time) si creano degli "io" interni dedicati all'autosservazione, che operano costantemente in parallelo alle normali attività - questo è il passo più difficile perchè richiede costanza e un certo sforzo mentale
2) l'osservazione produce un effetto mirabile (che era però già conosciuto ai tibetani e indù): il nuovo io osservante e consapevole "assorbe" gli altri io (secondo Gurdjeff, ma anche secondo la moderna psicologia, noi siamo costituiti da un insieme di entità pensanti a volte anche ignare l'una dell'altra), disgregandoli e assorbendone l'energia psichica; in particolare l'io osservante disgrega le emozioni negative (che secondo Gurdjeff sono prodotte da un centro mentale "artificiale", ovvero autoprodotto dalla mente) e controlla l'immaginazione, portando a evitare i sogni ad occhi aperti e le preoccupazioni immotivate, vivendo in ogni istante il tempo presente;
3) il nuovo io col tempo (potrebbero volerci anni) si fortifica e costituisce la base per il radicarsi di un nuovo livello di coscenza, che deriva in parte dalla cosidetta "essenza" ovvero dalla parte di sè che non viene disgregata dal processo di costituzione dell'io testimone e dal fatto che il nuovo io viene costruito volontariamente come consapevole (a differenza degli io pre-esistenti che hanno una struttura del tipo stimolo-risposta);

Esistono poi ulteriori evoluzioni che partono dallo stato raggiunto (uomo di tipo 4, 5, 6...) per cui si affina il livello di coscienza fino alla trascendenza completa, anche qui in analogia con la pratica buddista ed esoterica.

E' evidente che si tratta di tecniche ad alto rischio di insanità mentale e schizofrenia se realizzate da soggetti che non siano già maturi ed equilibrati, con un'elevata capacità di introspezione e desiderio puro di evoluzione spirituale.
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda Asdrubale » 12/10/2013, 10:48

Vorrei sapere per quale oscuro motivo asserire che Salvatore Brizzi è un buffone? questo è il perfetto esempio di come sia sempre fin troppo facile giudicare senza conoscere, vivere nel non-giudizio dovrebbe essere di base per qualunque essere umano che abbia a cuore il lavoro su di sè in generale, vorrei invitarvi, se non volete leggere i suoi libri, almeno ad ascoltare i video su youtube di Brizzi, come questo https://www.youtube.com/watch?v=brpShTV0-LQ, e anchi altri se volete, (ha anche un blog costantemente aggiornato) per iniziare perlomeno a capire chi è, sopratutto cosa dice, qual'è il suo pensiero e come lo tratta, prima di lanciarsi in offese gratuite che lasciano il tempo che trovano. Per quanto le idee e spunti interessanti del pensiero di Gurdjieff siano validi c'è anche da dire che Gurdjieff è morto, e con lui anche i suoi metodi, ormai antichi e superati, non si può fare un percorso di lavoro di sè con strumenti vecchi, si deve avere il coraggio di rinnovarsi, di fare dei passi avanti e scoprire che le cose sono molto più semplici di quanto si creda. Brizzi parla ai giovani, lo fa con un linguaggio diretto e semplice, vi prego di informarvi prima di sputare sentenze. Poi io penso anche una cosa, che ognuno è libero di seguire il pensiero di vari Grandi (o che riteniamo tali) del passato o di oggi, un pò come ho fatto io, si prende ciò che interessa da varie personalità fino a che si arriva ad avere un quadro definitivo e a fare propri certi modelli di pensiero, però mi sento di asserire, (e non solo io), che tra i vari percorsi, arrivando a S. Brizzi ho avuto la chiave completa di tutto.
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda PK2 » 12/10/2013, 11:31

Non conosco Brizzi, quindi mi limiterò a una benigna critica di quanto affermi nel generale.
Dire di Gurdjeff, che si è fatto portatore di un insegnamento esoterico che è preistorico (ovvero precedente la scoperta della scrittura, o se vogliamo di oltre 5000 anni fa), che i suoi metodi e insegnamenti sono "antichi e superati" è ingenuo. Infatti i suoi insegnamenti *sono* antichi (se siano superati non spetta a noi dirlo), e anzi a dire dello stesso Gurdjeff proprio in questo consiste la loro forza: nel fatto che sono stati tramandati *inalterati* nel corso dei millenni. Egli insisteva che tali idee venissero da menti e coscienze superiori e dovessero essere trasmesse senza aggiungere o togliere nulla, pena introdurre quelle piccole alterazioni che con il passare dei secoli stravolgono completamente il senso originario del messaggio (come in un telefono senza fili). A volte mantenere una verità ferma e costante è mille volte meglio che modificarla a seconda dei tempi, delle culture, delle mode, basti vedere come è variato nei secoli l'insegnamento di Cristo, a seguito delle "riscritture" che, dai vangeli in poi, se ne è fatto.
L'ansia di modernità o di "aggiornamento" acritico di idee antiche e la pretesa che ciò sia meglio non è necessariamente corretta, specialmente se parliamo della psicologia dell'uomo, che negli ultimi 10000 anni è cambiata assai poco o niente.
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda Asdrubale » 12/10/2013, 12:28

Non ha senso mantenere un'impostazione del lavoro su di sè che è nata all'inizio del '900 ed è stata concepita per uomini che vivevano in quell'epoca. Ci sono ben cento anni di evoluzione della coscienza umana in mezzo! E' vero che certi principi sono immortali e alcuni esercizi sono ancora utili, ma lo sono proprio in quanto provenienti da una tradizione ermetico-alchemica di cui Gurdjieff è stato solo l'ultimo grande esponente. Brizzi riprende sia i principi tradizionali (ed esoterici) di alcuni antichi ersercizi di Gurdjieff, esponendoli e spiegandoli in modo semplice ed esemplare a mio avviso, ma non sono di Gurdjieff! sappiamo che il popolo di Atlantide già si occupava di alchimia e dei principi di cui sopra. Per cui che senso hanno le scuole di pensiero esistenti in stile Gurdjieff? l'insegnamento che egli portava per forza di cose deve essere rimodernizzato e portato ai giorni nostri, leggendo qua e la si scopre che lui stesso nel corso della sua esistenza cambiava e si modificava, egli stesso mutava il suo insegnamento tenendo conto della gente e delle comunità con cui interagiva di volta in volta. Quello che mi preme è che sempre, ovunque, quando si parla di ricordo di sè o di risveglio si riportano queste cose a Gurdjieff, e la cosa un pò mi irrita, la tradizione millenaria sull'argomento va ben oltre l'insegnamento di un singolo personaggio. Brizzi, per quanto mi riguarda, ha sviluppato il suo insegnamento in maniera autonoma portando degli spunti illuminanti e interessanti, (e fa parte dei giorni nostri!) e per questo vi invito a leggerlo e seguirlo, e poi tornare qua e riparlarne, da parte mia mi metto completamente a disposizione per ogni costruttivo scambio di opinioni e confronto, dato dall'interesse comune per l'argomento in questione. Altra cosa.. tu affermi che "la psicologia dell'uomo, negli ultimi 10000 anni è cambiata assai poco o niente." assolutamente falso a mio avviso, la psicologia dell'uomo è per forza di cose cambiata, perchè questa cambia in base anche al tempo in cui viviamo, e quindi, le cose con cui interagiamo in questo tempo, la società etc. etc. !
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Re: Ricordo di sè (Gurdjieff)

Messaggioda cikalino » 12/10/2013, 14:06

Per favore.. non mi fate incazzare.
La mia critica a brizzi non nasce mica perché lui è moderno e gli altri sono antichi, ma perché basta avere un MINIMO di esperienza spirituale e conoscenza esoterica per convenire che il brizzone non è altro che un mercante, un cialtrone che si è costruito il business della spiritualità sparando minchiate su minchiate perché tanto oggi la spiritualità new age tira.

Caro Asdrubale, il fatto che tu ti sia registrato su questo forum solo per difendere brizzi mi lascia ipotizzare che in realtà dietro il tuo nickname si nasconda lui.
Ma probabilmente no, sei soltanto uno dei suoi tanti polli seguaci

questo è il perfetto esempio di come sia sempre fin troppo facile giudicare senza conoscere, vivere nel non-giudizio dovrebbe essere di base per qualunque essere umano che abbia a cuore il lavoro su di sè in generale


ah sì con questa stronzata del non-giudizio la gente che segue il mago-politico-alchimista è diventata stupida e incapace di vedere le inculate e l'immondizia, tra cui le amenità dello stesso brizzi.
Il vero non-giudizio, quantomeno quello che mi è stato insegnato da VERI maestri spirituali, non dovrebbe annullare il senso critico e la capacità di discernimento, ma semmai aumentarli.

ps: ho visionato molti suoi video, e quello che dico sono le parole di una persona dedita alla spiritualità e alla ricerca esoterica sin da giovanissimo
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