Indice Ai confini dei Sogni Esplorare la mente > Ricordo di sé

Tecniche di meditazione e di rilassamento, indirettamente utili per la pratica onirica. Domande ed esperienze, test psicologici e discussioni sulla mente in generale.

Re: Ricordo di sé

Messaggioda fcm19 » 06/01/2016, 23:00

NovaKZ ha scritto:
se si riesce ad osservarli e classificarli senza identificars

Potresti spiegarmi cosa intendi?

Scusa chi è l'autore della frase che hai citato? Ho riletto attentamente tutto il thread ma non ho trovato quelle parole...
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda Bloodtalk » 06/01/2016, 23:18

Una domanda,è possibile usare il "ricordo di sè" al contrario?
Quando ci si perde in pensieri in genere il tempo passa che non ci si accorge nemmeno di quello che succede,quindi pensavo se si potesse indurre i pensieri per "dimenticare" qualcosa che stà accadendo al corpo,per esempio del dolore dopo una caduta
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda fcm19 » 06/01/2016, 23:34

Bloodtalk ha scritto:Dopo ho cenato, e come risultato non ho pensato quasi nulla,perciò sono venuto alla conclusione,che i pensieri arrivano solo quando siamo annoiati o non stiamo facendo alcuna azione specifica,corretto?

I pensieri ci sono sempre, perché noi siamo identificati costantemente con essi...il chiacchiericcio interno è una continua interpretazione delle nostre percezioni esterne, delle nostre paure, aspettative, preoccupazioni, ecc., e ci fonda in ogni momento.
Anche quando svolgi un'azione, tu sei perso, immedesimato in essa, perché in quel momento non sei consapevole di te; questo è soltanto un normale stato di concentrazione verso un oggetto, ma non uno stato di ricordo di sé, perché nel ricordo di sé l'attenzione deve essere contemporaneamente rivolta all'oggetto e a te stesso. La cosa difficile è proprio rimanere consapevole di te mentre svolgi quell'azione, e non fare avvenire il tutto in modo meccanico...

Bloodtalk ha scritto:Una domanda,è possibile usare il "ricordo di sè" al contrario?
Quando ci si perde in pensieri in genere il tempo passa che non ci si accorge nemmeno di quello che succede,quindi pensavo se si potesse indurre i pensieri per "dimenticare" qualcosa che stà accadendo al corpo,per esempio del dolore dopo una caduta

La vedo difficile, se hai del dolore fisico continueresti a percepirlo, e poi il ricordo di sé al contrario sarebbe un controsenso. Il dolore fisico andrebbe osservato attentamente (ovviamente sempre in modo consapevole), per vedere quali effetti e sensazioni produce...
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda sciamano » 07/01/2016, 17:50

NovaKZ ha scritto:Ho visto che si parla di meditazione seduta ma se facessi quella da sdraiato cambierebbe qualcosa?
Perché da seduto se continuo per più di qualche minuto inizio a stare scomodo, Con alcuni fastidi in varie parti del corpo


cambia eccome secondo la mia personale esperienza.

secondo la mia esperienza meditare seduti ti da più "presenza" a scapito della rilassatezza/benessere.

meditare sdraiati sposta leggermente l'ago della bilancia al contrario col rischio che, se non sei "bravo", potresti finire per addormentarti.

(però a me piace di più la seconda).

-----

quanto al link, l'ho letto tutto anch'io e onestamente, pur rispettando il vostro entusiasmo, non mi ha convinto completamente: come diceva novakz all'inizio per me è lo stesso principio dell'ada, che poi è lo stesso principio della Mindfulness, che poi è lo stesso principio del Qui e Ora del Buddismo Zen (salvo che quest'ultimo ha un sapore più spirituale)

Certo ogni versione ha le sue piccole differenze, non dico di no, ma il principio è pressapoco lo stesso.

ma apparte questo, leggendo i diari di fmc19 e orlac (bellissimi!!!) che sono, a quanto ho capito, i 2 che usano di più questa tecnica, direi che funziona alla grande : Chessygrin :
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda NovaKZ » 07/01/2016, 17:59

fcm19 ha scritto:
NovaKZ ha scritto:
se si riesce ad osservarli e classificarli senza identificars

Potresti spiegarmi cosa intendi?

Scusa chi è l'autore della frase che hai citato? Ho riletto attentamente tutto il thread ma non ho trovato quelle parole...


Lo aveva detto olrac in un. Secondo post mi sembra che ora non riesco a trovare :lol:
Comunque mi riferivo ai pensieri. Cosa si intende con osservare e classificare i pensieri senza però identificarsi in essi
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda PK2 » 08/01/2016, 1:02

Mi fa piacere che il tema susciti interesse, perché è molto importante.

fcm19 ha scritto:Ora però ho una domanda a proposito dei pensieri: col ricordo di sé bisogna essere presenti a se stessi e nello stesso momento a quello che si sta facendo...però mi chiedo: quale approccio bisogna avere coi pensieri? Bisogna cercare di fermarli totalmente (e quindi smettere di pensare), oppure bisogna lasciarli fluire normalmente osservandoli però dall'esterno?

Non bisogna cercare di fermare né pensieri né emozioni o sensazioni. Se ci provassi gli daresti energia e quindi otterresti un effetto opposto a quello sperato. Tutto va osservato in modo impersonale. Col termine impersonale intendo che non devi metterci nulla di te, della tua persona e del tuo carattere. Devi osservare come se fossi una telecamera che registra non immagini ma appunto pensieri, emozioni etc...
All'inizio i pensieri e le distrazioni sono tante, la mente corre qua e là. E' normale. Col tempo, perseverando nella pratica, la mente si stabilizza, i pensieri diventano più rari e li puoi osservare appena sorgono, le distrazioni divengono meno frequenti.

Bloodtalk ha scritto:Dopo ho cenato, e come risultato non ho pensato quasi nulla,perciò sono venuto alla conclusione,che i pensieri arrivano solo quando siamo annoiati o non stiamo facendo alcuna azione specifica,corretto?

Una delle cose che si fatica di più a realizzare è che noi *non pensiamo*. I pensieri vengono da soli, attirano altri pensieri, associano ricordi e sensazioni. Sono spesso reazioni a stimoli esterni, che ne richiamano altre, altri pensieri che in modo spesso compulsivo fanno vagare la mente. Osservare i pensieri che sorgono ci rende consapevoli di questo aspetto della nostra mente, consentendoci di non identificarci con i nostri pensieri. L'inattività può certo stimolare la produzione di pensieri, è una scappatoia e una trappola della mente. La mente rifugge la meditazione, la ricerca della quiete, e produce pensieri che possono attirare la consapevolezza e far sfuggire da una situazione che sente sgradevole. Se si casca nella trappola ci si troverà presto a vagare con la mente in ricordi o sogni a occhi aperti.

Bloodtalk ha scritto:Una domanda,è possibile usare il "ricordo di sè" al contrario?
Quando ci si perde in pensieri in genere il tempo passa che non ci si accorge nemmeno di quello che succede,quindi pensavo se si potesse indurre i pensieri per "dimenticare" qualcosa che stà accadendo al corpo,per esempio del dolore dopo una caduta

Esistono forme di "trance" del genere, sono tutte forme di meditazione di concentrazione: ci si concentra su una cosa in modo così completo che non rimane consapevolezza del resto, ad esempio del dolore.
E' però un'altra cosa. Nel ricordo di sé non si sfuggono sensazioni, neanche quelle dolorose. Al contrario le si osserva cercando di non identificarsi in esse. In genere basta questo per rendere la sensazione meno spiacevole, se non altro perché non viene "caricata" di un fardello pesante dalla mente (ricordi, paure, altre sensazioni) che la ingigantiscono e la rendono ancora più spiacevole. Ovviamente questo non significa che bisogna cercare il martirio o la sofferenza.

sciamano ha scritto:quanto al link, l'ho letto tutto anch'io e onestamente, pur rispettando il vostro entusiasmo, non mi ha convinto completamente: come diceva novakz all'inizio per me è lo stesso principio dell'ada, che poi è lo stesso principio della Mindfulness, che poi è lo stesso principio del Qui e Ora del Buddismo Zen (salvo che quest'ultimo ha un sapore più spirituale)

L'ADA differisce nel fatto che tenta di percepire "tutto insieme", e in questa apertura sensoriale non impone la non identificazione. Il ricordo di sé non è così imperativo e, a condizione che ci sia costanza nella consapevolezza, consente di concentrarsi su una cosa alla volta. Questo consente di applicare il ricordo di sé anche alle normali attività quotidiane, cosa che l'ADA difficilmente permette.

sciamano ha scritto: ma apparte questo, leggendo i diari di fmc19 e orlac (bellissimi!!!) che sono, a quanto ho capito, i 2 che usano di più questa tecnica, direi che funziona alla grande : Chessygrin :
[/quote]
Si può anche chiamarla tecnica, ma in realtà la quarta via è un percorso di vita.
Ultima modifica di PK2 il 11/01/2016, 13:26, modificato 2 volte in totale.
« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Questo lo sappiamo perché sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Crediamo per fede che siano rosa; per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »

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Re: Ricordo di sé

Messaggioda PK2 » 08/01/2016, 1:03

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Ultima modifica di PK2 il 11/01/2016, 13:19, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda PK2 » 08/01/2016, 1:03

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Re: Ricordo di sé

Messaggioda olrac » 08/01/2016, 16:41

NovaKZ ha scritto:
se si riesce ad osservarli e classificarli senza identificars

Potresti spiegarmi cosa intendi?


...scusate, la frase è mia. ho cancellato il post perchè mi sembrava di mettere troppa carne al fuoco, ma vedo che gli argomenti si stanno sviluppando quindi provo a ricostruire quei concetti...

se si riesce ad osservare la sostanza dei propri pensieri senza identificarsi, si è fatto già un grosso sforzo perchè si diventa osservatori esterni e più oggettivi (testimoni) di un flusso di "energie" che ci appartiene e sul quale potremmo avere un certo controllo utile a vari scopi. se poi si riesce ad analizzare classificando i tipi di pensieri (che spesso sono soltanto risposte a stimoli esterni) si ottiene una "fotografia di se stessi", come si dice nella quarta via, cioè una visione più oggettiva di sè che caratterizza la nostra personale "macchina"(altro termine usato nella scuola).

quindi osservando il tipo di pensieri (gioiosi, depressivi, di biasimo verso se stessi, di egoismo,di aggressività, di paura...) che giungono alla coscienza di veglia nel corso della giornata otteniamo un quadro verosimile di ciò che...siamo in quel momento. se ci si esercita per una intera settimana abbiamo un quadro ancora più completo. è come osservare qualcosa evitando di caderci all'interno.

questa non è teoria, ci tengo a specificare. io ho provato e verificato sulla mia pelle. chiunque può tentare l'ardua impresa, a patto di essere...sinceri con se stessi.
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Re: Ricordo di sé

Messaggioda Bloodtalk » 14/01/2016, 16:23

(Chiedo scusa se sto andando OT)

Oggi mi è venuta una teoria riguardo quello che si dice nell'articolo del Ricordo di sè,ovvero sulla parte in cui si afferma di diventare "immortali",
io da sempre ho pensato che dopo la morte ci fossero 3 possibilità:
1. Finisce tutto,ovvero,in quel momento ti capita un pò la stessa cosa che succede quando vai a dormire (nel caso in cui non si ricordino i sogni,senza avere possibilità di vedere i sogni),con la differenza che non ti svegli più,rimanendo in quello stato di "teletrasporto"nel tempo che tuttavia è infinito.
2. Rinasciamo in un altro universo/pianeta
3. Reincarnazione
Quindi ci sono 2/3 possibilità che dopo la morte si "continui a vivere",e da qui la mia teoria su quello che afferma di diventare immortali,se a una persona che non ricorda di aver fatto un sogno durante la notte,lei molto probabilmente vi risponderà con "io non ho sognato questa notte",allo stesso modo,se durante la vita chiediamo a una persona se si ricorda cosa ha fatto prima di nascere (precedente vita),ovviamente risponde che non ha vissuto prima,perciò mi sono chiesto,se con il ricordo di sè,che afferma di tenere i ricordi per sempre,fosse possibile impedire questa "cancellazione di ricordi"e sapere nella vita successiva quello che si ha fatto nella precedente vita,trasferendo carattere,conoscenze ecc.
Che ne pensate di questa teoria?
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