Indice Tecniche e Divulgazione Controllo avanzato > Guida definitiva al TALD - Temporally Altered Lucid Dream

Come superare i propri limiti e aumentare le nostre capacità in veste di onironauti.

Re: Guida definitiva al TALD - Temporally Altered Lucid Drea

Messaggioda NeuroEngineer » 11/01/2023, 17:11

Eccole, perdonate la scrittura orribile; per visualizzarle per intero e zoomare, apritele in un'altra pagina (di Chrome):
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Re: Guida definitiva al TALD - Temporally Altered Lucid Drea

Messaggioda NeuroEngineer » 26/02/2023, 16:49

Ultimamente mi è capitato di imbattermi in diversi studi che supportano la seguente idea:

"La percezione del tempo, per l'essere umano, è indirettamente proporzionale alla quantità e alla qualità delle memorie di esperienze vissute. Inoltre, è influenzata fortemente dall'età."


Tale affermazione dice tutto e niente, potrebbe sembrare banale e scontata, oppure completamente errata. Eppure, nella sua semplicità, spiega tutto: vi sono molte informazioni nascoste al suo interno e scrivo questo post proprio con lo scopo di portarle alla luce. Senza considerare il fatto che di correlazioni con il fenomeno del TALD ce ne sono a bizzeffe e, forse, imparare a comprenderla ci aiuterà a scoprire qualcosa di più sul famigerato Temporally Altered Lucid Dream.
Cercherò di farla breve :?

FONTI:
-) Janet Metcalfe - Studi sulla memoria e sulla metamemoria
-) Block, R. A., & Zakay, D. (1997): Prospective and retrospective duration judgments
-) Droit-Volet, S., & Meck, W. H. (2007). How emotions colour our perception of time.
-) Sackett, A. M., & Meyvis, T. (2017). Aging and time perception: Changes in cognitive, metacognitive, and neural components of timing.

E' QUESTIONE DI QUANTITA' [%] :
-) 20 anni di esperienze costituiscono il 200% per un bambino di 10 anni (2/1)
-) 20 anni di esperienze costituiscono il 100% per un ragazzo di 20 anni (1/1)
-) 20 anni di esperienze costituiscono il 33% per un uomo di 60 anni (1/3)

When we compare 7 years to a human lifespan of 7 years, it represents the full 100% of their life. However, when we compare 7 years to a human lifespan of 70 years, it only represents 10% of their life.


Una medesima quantità di esperienze corrisponde contemporaneamente a diverse percentuali di vita, a seconda dell' età del soggetto.
Questo è ovvio: ma i più attenti avranno pensato " Non è detto che 20 anni equivalgano alla stessa quantità di esperienze; proprio perché le persone sono diverse, ognuna con il proprio stile di vita, la propria mentalità, la propria storia, ecc. ".

Giusto! Un conto è una persona che per l'intero anno ha seguito la stessa identica routine giorno dopo giorno, senza esperienze "fuori dalla media" caratterizzate da differenze significative tali da poterle definire "diverse"...un conto è una persona che si è presa un anno sabbatico e ha vagabondato in giro per il mondo, svolgendo ogni giorno attività diverse.
E' diverso proprio a livello cerebrale, soprattutto per quanto riguarda il consolidamento delle memorie e della loro registrazione, per esempio all'interno delle cronomappe di cui parlammo, che determinano la così detta cronocezione (di cui altresì parlammo).

Ed è qui che si arriva al secondo punto:

E' QUESTIONE DI QUALITA' [DIFFERENZIAZIONE] :

-) Quando viviamo eventi nuovi ed inaspettati, difficili da prevedere e pianificare prioritariamente nella loro interezza, la nostra mente tende a prestarci maggiore attenzione: sono coinvolti meno bias cognitivi, abbiamo vissuto meno esperienze simili in passato, non sappiamo come comportarci, abbiamo bisogno di imparare e le emozioni sono più intense. L'unione di tutte queste cose porta l'esperienza ad imprimersi più a fondo nella mente del soggetto e ad occupare più "spazio mnemonico temporale". Il che significa che sono percepiti come più duraturi e intensi, quando li ripercorriamo in retrospect: ovvero ripensandoci nel futuro, quando quelle esperienze costituiranno il nostro passato;

-) D'altra parte, le esperienze quotidiane che abbiamo già incontrato e memorizzato, sono percepite come meno intense, meno "bisognose" e meno degne di attenzione, dunque rimarranno meno impresse. L'unica cosa a cui contribuiranno sarà il rafforzamento della memoria o dell'attività a livello inconscio e ad una sua normalizzazione a livello conscio.
Esempi banali: guidare l'auto per l'esame della patente, il primo giorno dopo essersi iscritto in palestra, la prima volta che abbiamo ascoltato la canzone che ci piace...ha tutto un altro impatto rispetto a guidare, allenarsi e ascoltare le medesime cose per la 300esima volta. L'impatto temporale-mnemonico diminuisce, così come l'energia richiesta per eseguire l'azione, mentre, al contrario, la normalizzazione e la produttività aumenta.
In tre parole: occupano meno spazio. In retrospect, o "retrospezione" in italiano, voltandoci indietro, ogni esperienza della stessa categoria (ogni volta sul totale delle 300) ci è sembrata identica all'altra, ad eccezione (forse) della prima e dell'ultima: e questo fatto ce le fa percettivamente considerare come meno durature, a volte talmente brevi che addirittura dimentichiamo di averle svolte (esempio: lavarci le mani o i denti). Potremmo dire che la tipologia generale dell'esperienza ("il lavarsi le mani") è catalogata come memoria a lungo termine (ovvero "mi ricorderò come ci si lava le mani") mentre l'esperienza specifica nel particolare è catalogabile come memoria a breve termine ("mi sono lavato le mani oggi alle 11:42, ma non lo ricordavo più"). E qui ci si ricollega senza neanche troppo sforzo alla questione del pilota automatico.

NB: Un conto è il retrospect ("guardare al passato rivivendo gli eventi"), un conto è il presente ("essere coinvolti in quella situazione"): se si è in attesa, magari in fila alle poste da 4 ore, quelle 4 ore sono sembrate 8 lunghe e noiose. Ma un mese dopo, il retrospect ce le fa percepire come anche solo un paio di minuti o meno: razionalmente ricordiamo di esserci annoiati a morte, ovvio, ma percettivamente le abbiamo completamente rimosse, perché considerate di scarsa importanza.

E' QUESTIONE DI ETA' :
Evidenze scientifiche indicano che gli adulti anziani tendono a percepire i brevi periodi di tempo come più lunghi di quanto realmente siano, mentre percepiscono i periodi di tempo più lunghi come più brevi di quanto realmente siano.


E questo non accade solo con gli anziani: è una tipologia di "percezione temporale psicologica" (l'orologio psicologico di cui parlammo) che si acquista gradualmente ad ogni anno d'età che passa, compleanno dopo compleanno. Io stesso, ad esempio, ricordo un preciso evento durato realmente non più di 5 minuti come un lasso di tempo senza confini, durato così tanto e che ricordo così bene che mi sembra ieri; al contrario, interi anni della mia vita sono come granelli di sabbia che ho difficoltà a riconoscere e che la mente ha spazzato via, è rimasto solo fumo e ricordi vaghi, forse qualche flash istantaneo.

SOGNO O SON DESTO? :
Percezione temporale e consolidamento mnemonico dipende anche da un altro fattore, da quello che potremmo chiamare "piano di realtà": si è trattato di un'esperienza reale oppure onirica?
Di questo ne abbiamo parlato a lungo, anche in riferimento al fatto di ricordare improvvisamente, tutto d'un tratto, interi sogni lucidi che per qualche motivo erano stati "bloccati" e resi inaccessibili dalla memoria, ma che per qualche altro strano input sensoriale (un odore, un suono, una parola, una situazione...) si è risvegliato, è emerso.

CONCLUSIONE & ESERCIZIO :
Questa volta le conclusioni definitive e i nessi con il TALD...non ve li dico, ecco! :angel:
Credo che sia un esercizio di riflessione/immaginazione utilissimo, che in sè per sè potrebbe costituire un'occasione per innescare TALD e illuminare qualche lampadina nella vostra mente :idea: , in totale autonomia.
Quindi il compito che vi lascio da fare a casa è questo: provate a ragionare su tutto ciò che avete assimilato di questo post e a connettere le cose, con particolare focus sul TALD: "Come posso mettere in pratica queste conoscenze? Che tecniche posso inventarmi? C'è un modo di aumentare la probabilità di avere un SL dilatato sfruttando queste nozioni?", ecc.

Vi offro solo un piccolo suggerimento:
When we compare 7 years to a human lifespan of 7 years, it represents the full 100% of their life. However, when we compare 7 years to a human lifespan of 70 years, it only represents 10% of their life.

No, la risposta non è "Ok, devo assumere l'elisir di lunga vita per ringiovanire" e neanche "Devo aspettare di avere 70 anni" : Frown :

Provate a rielaborare questo quote in chiave "onironautica", provate a connetterlo alla caratteristica del TALD per cui:

in qualche decina di minuti di fase REM, sia possibile vivere ore intere di SL (percepite), al loro massimo potenziale di stabilità, organicità, fluidità, realismo e consapevolezza > dunque di intensità e impatto mnemonico..


Poi buttate tutto in un gigantesco pentolone, mescolate per benino, aggiungeteci un pizzico di ingegno, oppure di istinto speziato...et voilà! Traete le vostre succulente ipotesi e servitele su un raffinato piatto di conclusioni : Chef : , per poi gustarvelo mettendo in pratica ciò che avete in mente.

In bocca al lupo! :geek: Fatemi sapere se avete qualche teoria, o qui sotto o nell'altro topic: https://www.sognilucidi.it/forum/viewto ... 75&t=13306

EDIT: Ecco un suggerimento più utile: rifatevi al concetto di proporzionalità inversa (ovvero uno cresce, l'altro decresce) esposto nel primissimo quote di questo post.
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Re: Guida definitiva al TALD - Temporally Altered Lucid Drea

Messaggioda NeuroEngineer » 24/06/2023, 11:56

Piccoli e brevi aggiornamenti:

ALTRI ARTICOLI UTILI PER APPROFONDIRE:

I substrati neurali della dilatazione del tempo soggettivo: https://www.frontiersin.org/articles/10 ... .2010/full
Time Dilation and Acceleration in Depression: https://osf.io/ek2qs/download (PDF)
Dalla dilatazione relativistica del tempo a quella psicologica: https://psyarxiv.com/dp6b5

ESPERIENZE:
Dall'ultima ondata di attività (corrispondente agli ultimi post di aggiornamento), non ho riportato altre esperienze significative di TALD. Unica eccezione, un sogno lucido molto realistico e con medio-alto livello di controllo di 2 ore (ambientato prevalentemente nel deserto) ma con un singolo risveglio notturno di mezzo, quindi non rispecchia la solidità e stabilità tipica del normale TALD, che non dovrebbe comportare nessun risveglio intermedio.

SPIEGAZIONE COMPLETA DELLE CRONOMAPPE (con immagini fMRI):
https://journals.plos.org/plosbiology/a ... io.3000026

TECNICA:
Ho testato una nuova tecnica per tentare di tramutare nella sua versione TALD un sogno lucido; ha funzionato mediamente bene, anche se non sono riuscito a portarla completamente a termine, e credo che perseverando un pò possa ottenere qualche risultato.

Immaginare di trovare un timer, sotto forma di sveglia, App del cellulare, orologio da polso o altro. Per trovare qualcosa di piccole dimensioni opto sempre per la "tecnica della tasca": usare l'aspettativa per autoconvincersi che mettendo la mano in tasca, ne esca fuori l'oggetto che si cerca. Sappiamo che basta dare al cervello anche solo un pizzico di "ignoto" per potergli dare spazio a quella che potremmo chiamare immaginazione preventiva.

In parole povere: usare le porte dell'armadio o dell'ascensore come metodo di teletrasporto è ottimo, perché essendo un "contenitore chiuso" che potenzialmente può nascondere qualsiasi cosa all'interno, offre la possibilità al nostro conscio di riempire quel "vuoto" momentaneo all'interno della simulazione inconscia che è il sogno. Dentro l'armadio ad esempio non ci sarà nulla finché non decidiamo di aprirlo: e tentare di usare l'aspettativa per scegliere volontariamente il contenuto di quello spazio funziona molto spesso.
Stessa cosa vale se ci si immagina che vi sia qualcosa alle proprie spalle o, come in questo caso, nella tasca dei propri pantaloni.

Tornando alla tecnica TALD, una volta ottenuto questo timer, settiamolo manualmente come se fosse un Countdown: inseriamo l'allarme tra qualche ora.
Esagerare nel lasso di tempo sembra non funzionare nei casi estremi: metterlo per un paio di secondi o minuti non rende il sogno più duraturo (come viene istintivamente da pensare), ma metterlo a 24 ore dà alla mente la sensazione di "esagerazione" e dunque di "impossibilità" che la finzione durerà ben poco.
Trovare quindi una via di mezzo sembra la scelta più logica ed efficiente: nel mio caso ho provato a inserire 04:00:00 ore.

Poi si clicca un tasto e ci si deve aspettare che il timer funzioni effettivamente come dovrebbe: se tutto va bene e se non si nutre inconsapevolmente qualche dubbio, secondo dopo secondo dovrebbero decrescere i numeri: 03:59:59, 03:59:58, 03:59:57...ecc.

Ora, l'obiettivo sarebbe contare consapevolmente i primi 10 secondi in contemporanea allo scorrere del tempo sul monitor, magari ad alta voce se si ha già un livello di stabilità adeguato.
Quindi nel mio caso ho pronunciato "cinquantanove,cinquantotto,cinquantasette...quaranta", cercando di far perdurare quel conteggio nel modo più veritiero e lento possibile.

A quel punto si dovrebbe aver acquisito un mindset tale da "cronometrare" l'attesa inconscia, indirizzandola al risveglio solo nel momento in cui la sveglia del timer precedentemente settato suoni.
Questo ha senso anche a livello cerebrale perché abbiamo visto più volte che l'area preposta al conteggio numerico ha molto a che fare con la percezione soggettiva dello scorrere del tempo.

Quindi, riassumendo, ora si ha il via libera per godersi il sogno lucido come più si preferisce, sapendo che non c'è fretta di svegliarsi e paura di farlo involontariamente, in quanto il timer ci avviserà a tempo debito (e tra un bel pò): è un delegare a qualcosa di fittizio la propria preoccupazione.

Il fatto è che mi sono svegliato dopo "solo" un'oretta di SL: perché? Dov'è il problema? Credo sia nel fatto che man mano che il SL è proseguito, progressivamente mi sono dimenticato del timer. Quindi il problema sorge nel momento in cui la mente si perde a girovagare per altri millemila elementi nel sogno e distoglie l'attenzione dal conteggio delegato all'inconscio precedentemente. Cosa si potrebbe fare per evitarlo?
Io, una volta fatto partire il timer, lo ho rimesso in tasca: grave errore!
Perché basterà tirarlo fuori che la mente si potrà sbizzarrire nello scegliere a che punto è arrivato il timer: basterebbe infatti essere arrivati a 03:59:40, metterlo in tasca, tirarlo fuori dopo 5 secondi (percepiti) e constatare che è già arrivato a 01:00:49 :cry:

Nella pratica, abbiamo rivolto contro noi stessi la tecnica dell'armadio: abbiamo re-inserito il timer nella "scatola chiusa" dell'ignoto che nel caso specifico è la tasca e dato la possibilità alla mente di cambiarne il contenuto ormai non più visibile.

Se si smette di essere in interazione diretta con un elemento onirico del sogno, molto probabilmente (con alcune eccezioni) quello smetterà di esistere o, in alternativa, muterà forma. Vi sarà capitato con i PO che cambiano fattezze, trasformandosi da un ragazzo mai visto prima al vostro amico, semplicemente per il fatto che vi siete girati e lo avete perso di vista. Altre volte invece potrebbe accadere che fortunatamente rimanga perfettamente intatto addirittura un intero luogo che vediamo solo all'inizio e alla fine del sogno: ricordo un caso in cui sognai una cascata circondata da alcuni palazzi e giardini, poi esplorai luoghi di natura completamente diversa e tornandoci la cascata, i giardini e i palazzi erano (ovviamente con una certezza solo soggettiva, la memoria può alterare i ricordi) esattamente come li avevo lasciati diverso tempo prima.

Come ovviare la problema del timer scomparso?
Potremmo ad esempio utilizzare un orologio da polso, ma anche in quel caso dovremmo tenere il polso ben in vista durante tutto il sogno. Altrimenti, dato che siamo nel mondo del "tutto è possibile", avevo pensato ad un braccio robotico da ancorare alla mia spalla che sorregga il timer (che nella mia testa visualizzo spesso come una sveglia del genere: https://www.euronics.it/dw/image/v2/BFP ... trip=false ) davanti al mio campo visivo.

Un pò come i cameraman che durante le riprese dei film attaccano la videocamera ad un braccio metallico estensibile, ma in questo caso il braccio sarebbe ben fissato alla mia spalla e sorreggerebbe il timer ad una distanza di 2 metri davanti a me per renderlo sempre ben visibile. Oscura parte del campo visivo, ma se posto ad una distanza ancora maggiore sarebbe come ridurlo ad "icona" come accade nello schermo (ad esempio) del computer.

Sembra una tecnica assurda, ma sfrutta talmente tanti meccanismi inconsci della mente che potrebbe anche funzionare. Sono curioso di riprovarci! :(
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Re: Guida definitiva al TALD - Temporally Altered Lucid Drea

Messaggioda NeuroEngineer » 14/09/2023, 16:53

E' da tanto che non si va avanti nella ricerca: "Ci sono evidenze che il TALD sia un fenomeno cerebrale reale, controllabile e che implichi davvero un maggior numero di esperienze oniriche lucide (a parità di durata percepita) in un minor lasso di tempo (del sonno REM)?"

Ebbene, nuove prove all'orizzonte :angel:
Oggi citeremo in giudizio la fonte: "Time dilation in dynamic visual display"
Articolo completo: [ https://jov.arvojournals.org/article.as ... id=2193694 ]
Grafici: [ https://www.semanticscholar.org/paper/T ... fbd483e835 ]

E' davvero tanta carne al fuoco quella che viene proposta nello studio linkato, quindi cercherò di essere chiaro e coinciso: come primo elemento, ci serve conoscere la definizione di frequenza temporale.

La frequenza spaziale si riferisce a quanti periodi completi attraversa il segnale per una data unità di distanza (es. cicli/m) mentre la frequenza temporale si riferisce a quanti periodi completi attraversa il segnale per una data unità di tempo (es. cicli /s o Hz). Pragmaticamente parlando, il numero di fotogrammi al secondo corrisponde a una frequenza temporale, mentre il numero di fotogrammi al chilometro indica una frequenza spaziale.


Tramite i vari esperimenti, si è giunti a questa straordinaria, seppur logicamente intuibile, conclusione (vi consiglio di rileggerla a fine post, così da coglierne il significato più a fondo):

La durata apparente di un evento visivo aumenta con l'aumentare della frequenza temporale. Altre caratteristiche spaziotemporali degli stimoli dinamici come coerenza, velocità e frequenza spaziale avevano solo effetti modulatori minori.

NDA: si parla di durata apparente, dunque percepita; ma come già esplicitato più volte negli scorsi post, diversamente da come accade nella realtà della veglia, nel sogno percezione coincide con esperienza vissuta. Se si è nuovi a quest'affermazione, consiglio di recuperarsi qualche post passato.






Ora cito qualche porzione di testo dell'articolo, che sintetizzano meglio di me ciò che accade e ciò che è evincibile da tali grafici:

-) "Nel complesso, la durata degli stimoli brevi è stata sovrastimata, mentre quella degli stimoli più lunghi è stata sottostimata. Questo modello di distorsione è noto come legge di Vierordt";
ORIGINE DELLA LEGGE: [ https://onlinelibrary.wiley.com/doi/ful ... 2/pchj.464 ]



-) "Questo grafico mostra che è possibile ottenere una maggiore dilatazione del tempo se lo stimolo del movimento viene presentato per una durata più lunga";
NDA: Ovvero, più dura lo stimolo (visione), più si dilata il tempo percepito. Per renderlo più intuitivo, si può rigirare l'affermazione (proprietà simmetrica valida solo, ipoteticamente, nel caso del mondo onirico) : più si dilata il tempo percepito, più dura lo stimolo. Ed è qui che si legge chiara e tonda la "legge" che governa (o meglio, governerebbe) il fenomeno del TALD: se si trova un modo di aumentare la durata percettiva del tempo (cronocezione), si otterrà uno stimolo visivo più duraturo: quindi il TALD non implica che un SL viene percepito come "tanto lungo" perché si susseguono tante esperienze e visioni in poco tempo (FAKE-TALD), bensì perché la visione di un avvenimento dura percettivamente di più: e la si può vivere, con un adeguato livello di consapevolezza, secondo per secondo, come accade quando si fa mindfulness per "cogliere il momento presente" nella veglia. Ma come si dilata in primo luogo la cronocezione? Continuiamo a leggere.

-) " (...) nelle condizioni in cui veniva utilizzato il movimento più veloce, i soggetti sovrastimavano la durata dello stimolo. (...) Gli stimoli che si muovono a velocità elevata coprono uno spazio più ampio rispetto agli stimoli che si muovono a velocità lenta, quando la loro durata è identica."
NDA: anche questo, è facilmente intuibile; immaginate un'automobile che per andare da un punto A ad un punto B di una strada rettilinea ci mette 5 minuti, alla velocità di 120 km/h. Ora immaginate un'altra automobile che percorre in un secondo momento la stessa strada: ci mette anch'essa 5 minuti, ma ad una velocità di 20 km/h (velocità media di una bici). Ora, nel mondo reale questo non può avvenire: a parità di spazio, non possono metterci lo stesso tempo se uno va più veloce dell'altro. Ma se creo un montaggio video ad hoc o, ancora meglio, lo sogno, le cose cambiano: ponetevi la domanda, quale tra i due eventi vi sembrerebbe più duraturo? La macchina che sfreccia e che "si sforza" per raggiungere in 5 minuti la meta (caso 1), oppure la macchina che, nonostante proceda con tutta calma, raggiunge ugualmente la stessa meta in 5 minuti?
Alcuni direbbero intuitivamente la seconda, ma dato che la risposta corretta è la prima (come da grafico/studio in analisi), vi invito a ragionarci nuovamente. Mettete da parte l'idea "emozionale" che la possibile "noia" scaturita per l'auto che procede troppo lenta possa dilatare la percezione temporale, perché è certamente un'ottima osservazione (come esplicitato in uno dei primi post), ma aboliamola dal nostro studio (così come potremmo tranquillamente abolirla dal sogno).

-) "(...) Questi risultati indicano che la dilatazione del tempo è determinata esclusivamente dalla velocità dei singoli punti e che la coerenza non ha alcuna influenza sulla percezione del tempo. Anche nella condizione di coerenza zero, la dilatazione del tempo aumentava con l’aumentare della velocità dei singoli punti. Ciò significa che un movimento coerente non è necessario per la dilatazione del tempo indotta dal movimento. Pertanto, le nostre stime temporali per un evento visivo potrebbero non dipendere da rappresentazioni esplicite di traslazioni spaziali ma potrebbero provenire da informazioni più implicite presenti nelle prime elaborazioni del movimento visivo (...)"
NDA: Comprendere questo pezzo potrebbe essere un pò più difficile, ma si ha questa sensazione perché non si ha davanti l'intero contesto da cui è estrapolato. Semplificando, tutto questo significa che non è necessario che un evento, costituito da più soggetti in movimento, debba essere coerente* per far in modo che il tempo "si dilati".
*L'evento è coerente, nel nostro caso, se i suoi soggetti che lo compongono si muovono tutti lungo la stessa direzione (o verso); quando ogni punto dell'evento si muove completamente a caso rispetto agli altri, si parla di coerenza zero.

Cosa implica quest'ultimo punto a livello dei SL? Implica che se sogniamo, ad esempio, un'insieme di PO che corre in fila indiana verso destra, oppure una serie di PO che come una folla urlante si muovono all'impazzata seguendo ognuno percorsi randomici, non ha differenza a livello di percezione temporale (escludendo emozioni e fattore empatico, ipotizzato come facilmente gestibile per un buon onironauta tanto da ridurne significativamente l'influenza). Questo sembra un caso troppo specifico per essere importante, ma non è assolutamente così! Perchè immaginate, al posto di PO, una serie di eventi che accadono nel medesimo ambiente onirico in cui vi trovate lucidamente immersi: sognate di essere su un'isola...osservate contemporaneamente un vulcano che erutta lava e fumo (verso l'alto), il vento che muove la chioma di un albero (ondeggiamento a destra e a sinistra), una persona che sale su una scala per raccogliere le mele dell'albero (movimento in diagonale per salire i pioli della scala) e infine due bambini che giocano a pallone sul prato (orizzontale / destra-sinistra). Tutto questo ambaradan di cose in movimento, destabilizza la durata del lucido? No.

Ora, sarebbe da studiare l'impatto che hanno soggetti che si muovono a velocità diverse all'interno del sogno (o della generica visualizzazione). Impatta il fatto che il soggetto X si muova veloce, Y lentamente e Z è addirittura fermo, contemporaneamente e nello stesso contesto? Cosa succede, si calcola la media delle velocità complessive? Questa casistica non è ancora stata presa in considerazione, ma stando all'articolo, la velocità (spaziale e temporale) impatta significativamente di meno rispetto alla frequenza, ovvero i "fotogrammi al secondo" del sogno; ricordo che la frequenza è l'inverso del tempo, letteralmente è 1/T (al di là che sia intesa come spaziale o temporale). Quindi, come tutte le grandezze inversamente proporzionali, più aumenta una e più diminuisce l'altra.

Metto da parte un esperimento sullo "sfarfallio delle immagini" che potete trovare sull'articolo linkato e giungo all'ultima citazione:

"L’idea è che quanti più cambiamenti subisce uno stimolo, tanto più tempo deve essere trascorso."

Ricorda qualcosa? Se andate a ripescare qualche vecchio post, sembra proprio di sì. Per il cervello osservante un evento, più cambiamenti subisce l'evento visto (e dunque vissuto, dato che nel SL la vista è uno dei sensi più coinvolti), più tempo sembra essere trascorso. Questo potrebbe far pensare al fatto che, è vero, più eventi accadono e più ci sembra di aver sognato a lungo: ma a differenza del FAKE-TALD, il TALD vero e proprio garantisce o sembra garantire (considerati anche tutti i fenomeni fin qui discussi, non solo in quest'ultimo post), che non solo accadono più eventi in meno tempo reale, ma anche che tali eventi, presi singolarmente, sono vissuti (o possono essere vissuti, con l'adeguato setup e mindset del sogno) soggettivamente "secondo per secondo" alla Carpe diem, ovvero lentamente e assaporati nella loro pienezza nel mentre che accadono. Non sono flash di veloci immagini che si susseguono l'una dopo l'altra, ma come esperienze vissute in prima persona che seguono il filo logico della causa e dell'effetto (si vedano foto della lavagna e degli appunti precedenti), nel mentre che vengono da noi esperite piano piano nel mentre che avvengono; e su cui, inoltre, possiamo interagire volontariamente.

Questo conclude l'aggiornamento di oggi :angel:
Dall'ultimo post in questo topic, ovvero 2 mesi e mezzo fa, ho avuto l'occasione di sperimentare altre tre TALD, una di mezz'ora circa, l'altra di un'ora e l'altra, più generosa fortunatamente, di 5 (avuta in una notte con 10 rare ore di sonno). Le date in cui sono avvenute sono state abbastanza distanziate le une dalle altre, in modo casuale e senza evidenti correlazioni con ciò che è avvenuto nella veglia (a meno di essermi addormentato in tutti e 3 i casi senza troppe preoccupazioni e rimuginii).
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