Indice Il Mondo Onirico Discussioni generali sul sonno e i sogni > Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Sezione in cui discutere del mondo onirico oltre l'ambito lucido. Letteratura, teoria, domande sui sogni in generale, oltre ai fenomeni del nostro corpo quando sta per addormentarsi o svegliarsi.

Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda toochangeable » 06/01/2016, 1:58

Premetto che non sono certa che questa sia la sezione giusta, fra l'altro non vorrei aver aperto un topic parlando di cose di cui si è già discusso abbondantemente, ma ho fatto varie ricerche, leggendo parecchi topic, e il contenuto di questi mi ha spinto ancora di più ad aprirne uno io per fare alcune domande.
Prima di tutto diciamo che ho "conosciuto" (non le ho provate in prima persona) le illusioni ipnagogiche prima di sapere che esistessero delle tecniche di induzione dei sogni lucidi (o meglio, sapevo della loro esistenza, ma non quali fossero e come funzionassero), e le ho sempre viste come un qualcosa di estremamente negativo e spaventoso, insomma un qualcosa da temere.
Una volta poi scoperte tecniche come la wild, da quello che ho potuto capire, ho scoperto che queste scatenano in alcuni casi immagini, in altri illusioni ipnagogiche. Il fatto è che, avendole sempre viste in senso negativo mi sono chiesta il perché del grande desiderio di averle. Ho poi notato che fra i vari topic la maggior parte degli utenti parla di un qualcosa di piacevole, ho quindi scoperto che ci sono varie distinzioni, fra cui anche il fatto che possano essere anche solo immagini e non vere e proprie allucinazioni.
Adesso, il problema mi si è posto quando ho pensato di utilizzare una wild (idea poi scartata anche perchè sembra essere sconsigliato per chi non ha troppa confidenza con i sogni lucidi, anche se non capisco se si parli solo di lucidità o anche di controllo) poiché ho il terrore di potermi imbattere in queste allucinazioni, sì so che il problema non dovrebbe esistere dato che ho già scartato l'idea, ma se in futuro volessi fare dei tentativi, la mia paura per queste allucinazioni potrebbe in qualche modo influenzarmi e scatenarle?
E semmai dovessi trovarmi in una situazione del genere, come dovrei uscirne? So che durano poco, ma immagino che la sensazione possa essere molto intensa e un modo per farle finire prima sarebbe particolarmente accetto, anche se immagino che sia sempre un qualcosa di molto personale e che potrebbe anche non avere nessun risultato.
Un'altra cosa che mi chiedevo è: qualcuno di voi non ha mai avuto paura di imbattersi in queste utilizzando la tecnica wild? E se sì, il risultato quale è stato?
Fra l'altro, questa tecnica sembra essere proprio una messa in pratica (?) volontaria di ciò che succede a chi ha queste allucinazioni "naturalmente" (almeno mi sembra che la situazione sia simile), ma come mai sembra che buona parte di chi la utilizza si ritrovi ad avere delle ipnagogiche "positive"? (Sto di sicuro generalizzando troppo, ci saranno probabilmente casi in cui qualcosa è andato "storto")
Può essere il fatto che uno sia conscio di incontrarle, soprattutto dato che da ciò che ho capito dovrebbero essere la "porta" per il sogno lucido, ad influenzarlo positivamente?
Oppure il fatto che da molti vengano viste in modo positivo non fa nemmeno pensare che possano arrivare come un qualcosa di spaventoso?
O ancora il nostro pensiero che le riguarda non le influenza?
So che le persone che le hanno si trovano solitamente in periodi molto stressanti, perciò immagino che le emozioni possano forse fare più delle aspettative, per questo mi chiedevo se nel mio caso il mio stato di ansia potrebbe o meno dar loro la possibilità di scatenarsi.
Poi ho spesso notato che viene consigliato di usare la wild durante un sonnellino pomeridiano, questo influenza in un qualche modo le ipnagogiche o è strettamente legato all'efficacia della tecnica?
Grazie a chiunque dovesse rispondere :)
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda Titan » 06/01/2016, 14:48

Ciao!

Partiamo dal fatto che questo fenomeno fa parte della natura del nostro corpo, come la digestione o la circolazione del sangue etc etc..La paralisi avviene ogni notte in ogni individuo durante la fase REM, e previene fenomeni di sonnambulismo (in poche parole la nostra mente, per non far scorrazzare il corpo in giro durante la notte, lo salda per bene al letto :lol: ). Quando di notte ci svegliamo paralizzati, significa che la mente è vigile e attenta mentre il corpo è addormentato: suona molto meno traumatizzante spiegato cosi', vero?
Io trovo questo fenomeno bellissimo, se riesci a controllarti e a non impanicarti le paralisi possono essere una porta d'ingresso al mondo onirico, però devi sperimentare con la tua pelle. Non leggere troppe cose su internet, c'è un sacco di spazzatura in giro.
Certo molto spesso le paralisi sono accompagnate da illusioni ipnagogiche piu' o meno intense, ma dipende fortemente da persona a persona: tutto quello che devi fare è chiudere gli occhi e rilassarti, niente di piu' niente di meno : Cowboy :
"Tutto è relativo. Un ultracentenario che rompe uno specchio è felice, perchè sà di vivere ancora per 7 anni." cit. R. Einstein.

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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda Searig » 06/01/2016, 15:40

Ciao toochangeable! :)

Come saprai, avendo letto molti topic in proposito, quello delle ipnagogiche è uno dei miei argomenti preferiti, quindi non potevo non rispondere! :D

toochangeable ha scritto:Prima di tutto diciamo che ho "conosciuto" (non le ho provate in prima persona) le illusioni ipnagogiche prima di sapere che esistessero delle tecniche di induzione dei sogni lucidi (o meglio, sapevo della loro esistenza, ma non quali fossero e come funzionassero)


Ed è del tutto normale! Le ipnagogiche non sono una "cosa da onironauti", ma un normale fatto della biologia umana, della fisiologia del sonno. Tutti le hanno, avere le ipnagogiche è normale come addormentarsi, proprio perché è parte del processo di addormentamento, da questo dovrebbe essere chiaro che non necessitano di alcuna tecnica di induzione del lucido per verificarsi e quindi possono essere tranquillamente esperite da chiunque, come altre cose di cui qui si parla, ad esempio la paralisi del sonno.

Allora, chiederai, perché normalmente non accade mentre nell'onironautica se ne parla tanto?
Molto semplice: nel processo di addormentamento queste si presentano solitamente quando ormai la coscienza sta venendo meno, quindi non le si vive coscientemente e poi non le si ricorda. Nell'onironautica e soprattutto nella WILD (ecco perché le cose giustamente sono legate, come tu stessa adombri nel titolo del tuo topic) ci si esercita a mantenere la coscienza durante l'addormentamento e quindi questa può essere protratta fino al momento in cui esse si presentano, di conseguenza saranno esperite coscientemente. Tutto qua :)

toochangeable ha scritto:e le ho sempre viste come un qualcosa di estremamente negativo e spaventoso, insomma un qualcosa da temere.


Per il loro contenuto o perché ti sembra "non normale" avere delle allucinazioni?

Per la prima ti informo che in genere il contenuto delle ipnagogiche non è eccessivamente spaventoso, mentre spesso lo sono le ipnopompiche (che sono simili alle ipnagogiche ma, al contrario di queste, si presentano al risveglio), anche se forse alcune particolarmente intense lo possono essere, ma poi questo, credo come molte altre cose, sia abbastanza soggettivo.

Per la seconda discende da sopra che è un processo fisiologico normalissimo, come la digestione per esempio, non implica nessuna "anormalità". Ti spiego: quando ci si addormenta il cervello attua una progressiva deprivazione sensoriale, cosa che appare ovvia dal momento che una persona addormentata non sente i rumori ambientali né gli stimoli tattili etc., a meno che non superino una certa soglia di allarme (che è personale e varia anche in base alle condizioni del momento), ma il cervello non si ferma mai, lavora ventiquattrore su ventiquattro e il sonno non è una interruzione delle attività, bensì un cambio di modalità su attività differenti. Mano a mano che le informazioni sensoriali non vengono più elaborate quindi, piuttosto che "starsene con le mani in mano", preferisce costruirsi da sé altri stimoli su cui lavorare, ed ecco che in mancanza di immagini se ne fa di proprie, le immagini ipnagogiche, in mancanza di suoni se ne fa di propri (le ipnagogiche possono essere anche uditive e di qualunque altro senso), in mancanza della propriocezione se ne fa una propria (ed ecco la sensazione di avere il corpo o parti di esso in una posizione diversa da quella in cui lo si sapeva essere, oppure non si riesce neppure a ricordare in che posizione si trovi), in mancanza del tatto se ne fa uno proprio (ed ecco sentire cose che ci toccano) etc., etc., etc...
Dopodiché il processo si fa sempre più intenso fino a quando queste sensazioni isolate si integrano in un complesso che è il sogno. Per questo alcuni indicano le ipna come le porte del sogno, come hai detto più sotto.

Occorre una piccola chiosa sul processo descritto: come avviene la "deprivazione sensoriale" e come fa il cervello a produrre stimoli indipendenti da quelli ambientali?

Il cervello non smette mai di ricevere le informazioni sensoriali. Ci mancherebbe altro, sono vitali! Semplicemente nel sonno queste sono "deviate" in una parte di esso dove non affiorano alla coscienza, rimangono inconsce in poche parole, permettendo al dormiente di non essere disturbato da queste. Tutti i sensi hanno dei recettori che sono delle cellule atte a recepire particolari forme di energia provenienti dall'ambiente e a trasformarle in impulsi elettrici codificati, che, risalendo i nervi sensitivi raggiungono il talamo, un'area del cervello che poi li smista alle rispettive cortecce sensoriali. Usa il principio delle "vie marcate", per cui saprà a quale corteccia inviare uno stimolo sulla base del nervo sensitivo da cui proviene: riceve uno stimolo dalle afferenze uditive e quindi lo manda alla corteccia uditiva, riceve uno stimolo dalle afferenze tattili e quindi lo manda alla corteccia tattile e così via. Quando gli stimoli raggiungono la propria corteccia lì sono elaborati (il messaggio, che di per sé è una serie di impulsi elettrici, tipo le serie di uno e zero del codice binario, per fare un esempio, una volta elaborato è tradotto in una sensazione, così come una serie di uno e zero di un file immagine può essere tradotto in un'immagine, per riprendere lo stesso esempio) e poi inviati alla corteccia frontale, dove tali elaborazioni (cioè le varie sensazioni, tattili, visive, etc.) sono esperite coscientemente.

Questo è importante perché chiarisce due cose:

1) Prima di tutto l'apparente deprivazione sensoriale del sonno. E' apparente, perché come ho detto il cervello, sempre attivo, non smette mai di ricevere gli impulsi sensoriali, altrimenti ne andrebbe della sopravvivenza dell'individuo. Infatti questi impulsi raggiungono sempre il talamo, ma a questo punto esso, per evitare che le sensazioni associate disturbino il sonno, invece di inviarle alle cortecce sensoriali rispettive le trattiene. Ovviamente questo ha delle eccezioni (la biologia non ne è mai priva!), perché gli stimoli sensoriali, oltre ad avere un carattere (determinato dalle vie marcate da cui provengono) hanno anche un'intensità e l'individuo ha una soglia critica d'intensità oltre la quale gli impulsi saranno comunque trasmessi ed elaborati, causando un risveglio (il talamo oltre ad inviare gli impulsi, in questo caso, comunica anche con i centri del sonno e dell'attivazione psicofisica -arousal- per causare il risveglio stesso). L'esempio classico è quello di un rumore forte che causa risveglio, mentre un rumore ambientale più "nella norma" invece no. Questa soglia è inoltre variabile da persona a persona (c'è gente dal sonno più leggero e dal sonno più pesante) ma può anche variare nel tempo in uno stesso individuo in base alle proprie esigenze, per cui il talamo potrà inviare stimoli anche flebili e comunicare ai centri del risveglio se questi assumono per l'individuo una certa importanza, c'è una vera e propria selettività: esempio classico la neomamma che abita vicino alla ferrovia e non si sveglia col forte rumore dei treni che passano di notte, ma si sveglia improvvisamente al primo, debole vagito del suo bambino. Una terza eccezione potrebbe essere quella di alcuni stimoli che, per la loro intensità o per una temporanea "distrazione" del talamo, raggiungono comunque le cortecce sensoriali, ma senza che ciò determini il risveglio, allora in questo caso gli stimoli saranno integrati ad hoc nel sogno in corso.

2) Ciò indica chiaramente che le sensazioni sono prodotte nelle cortecce sensoriali come traduzione di una serie di impulsi elettrici: quello che vediamo ad esempio, lo vediamo con la corteccia visiva più che con gli occhi, perché l'occhio di per sé raccoglie una serie di radiazioni luminose, che poi traduce in impulsi elettrici. L'immagine che noi vediamo si forma nella corteccia visiva, che è, tra l'altro, diametralmente opposta agli occhi, cioè nell'area occipitale, "in fondo alla testa". Lì vediamo. Questo vale per qualunque senso (ovviamente le cortecce rispettive saranno distribuite in altre aree), gli organi di senso mandano solo impulsi elettrici, ma le sensazioni che noi proviamo nascono nelle cortecce sensoriali, come traduzione di questi impulsi. Questo significa che quando, durante l'addormentamento, il talamo smette di inviare gli impulsi alle cortecce e li trattiene, avverrà che queste, prive di input, si creeranno da sé dei soggetti da inviare alla corteccia frontale, cioè le immagini si producono senza il concorso dei sensi, ma prendendo spunto magari da collegamenti con tracce mnestiche (dalla memoria). Il cervello come ho detto prima "non se ne sta con le mani in mano"; le cortecce sensoriali quindi, se non ricevono input da trasformare in sensazioni, sono perfettamente in grado, basandosi sulla memoria, di costruirsi da sé le proprie sensazioni da inviare alla corteccia, ed ecco le ipnagogiche!

Scusa per la lunghezza e l'escursus in fisiologia, ma lo ritenevo necessario per comprendere al meglio il fenomeno.

toochangeable ha scritto:Una volta poi scoperte tecniche come la wild, da quello che ho potuto capire, ho scoperto che queste scatenano in alcuni casi immagini, in altri illusioni ipnagogiche.


Immagini, illusioni, allucinazioni, sono tutti modi di chiamare le ipnagogiche. Generalmente si usano in base al contesto, usando allucinazioni per quelle più intense e realistiche, immagini per le immagini che possono apparire, appunto (ma poi, detto tra noi, sono allucinazioni anche queste!) e/o illusioni, nel senso più generale. Preferisco illusioni, perché indica sensazioni che possono riguardare qualunque senso (come infatti è ;) ) e che, nella sua genericità, comprende un po' tutti questi fenomeni, perché i diversi termini non indicano fenomeni diversi, ma solo aspetti e gradi diversi degli stessi. Più semplicemente, tante volte, usiamo "Ipnagogiche" e basta, o anche solo "ipna", tanto ci capiamo! Se avrai notato che in molti miei post, a dispetto di quanto ti ho appena scritto, uso l'espressione "immagini ipnagogiche", è solo perché io ho spesso ipna di questo tipo, ma tu chiamale come vuoi, un semplice "ipnagogiche" è più che sufficiente! :)

toochangeable ha scritto:Il fatto è che, avendole sempre viste in senso negativo mi sono chiesta il perché del grande desiderio di averle.


Ah, questo non lo so! :) Forse che ciò che spaventa poi anche affascina?

toochangeable ha scritto:Ho poi notato che fra i vari topic la maggior parte degli utenti parla di un qualcosa di piacevole


Sì per me è così :) Mi sono capitate anche immagini un po' bruttine, ma la maggior parte delle volte mi piacciono!

toochangeable ha scritto:ho quindi scoperto che ci sono varie distinzioni, fra cui anche il fatto che possano essere anche solo immagini e non vere e proprie allucinazioni.


Come ti ho detto sopra queste distinzioni sono un po' vaghe, in realtà. Dimmi un po': ma se uno, a occhi chiusi, invece di vedere il retro delle palpebre e basta, vede apparire all'improvviso una casa, questa che cos'è, se non un'allucinazione? Chi fa il distinguo lo fa in un contesto ben specifico, per distinguere cioè quelle allucinazioni per così dire flebili (la casa che compare e scompare a occhi chiusi, come nell'esempio di cui sopra), da quelle più realistiche e potenti (vedere un tizio in camera tua e magari sentirlo anche tattilmente mentre cammina sul letto e cose simili), ma, intensità delle sensazioni a parte, sono tutte allucinazioni, nell'accezione cioè di sensazioni prodotte direttamente dalle cortecce sensoriali senza il contributo degli impulsi provenienti dal talamo e a loro volta dalle afferenze dei nervi sensitivi.

toochangeable ha scritto:Adesso, il problema mi si è posto quando ho pensato di utilizzare una wild (idea poi scartata anche perchè sembra essere sconsigliato per chi non ha troppa confidenza con i sogni lucidi, anche se non capisco se si parli solo di lucidità o anche di controllo)


No, non si tratta né di lucidità (che se porti a termine una WILD è molto alta), né di controllo, che è indipendente (per lo meno in gran parte) dalla lucidità stessa, ma semplicemente perché è una tecnica un po' difficile da attuare (e come può essere facile addormentarsi rimanendo svegli? :D ), per cui spesso gli onironauti meno esperti partono subito da quella (me in primis! : Mr green : ) perché è la più affascinante e poi magari possono rimanerci male perché non gli riesce subito...

In realtà non è vero che non si può fare la WILD fin da subito, quello è solo un consiglio "generico" per le circostanze suddette, ma può capitare che alcuni ci siano portati e la imparino fin da subito, perché le tecniche sono sempre molto soggettive, quindi, sapendo che non ci si deve preoccupare troppo se non dovesse funzionare, la si può anche provare fin da subito. Basta tenerlo in conto ;)

toochangeable ha scritto:poiché ho il terrore di potermi imbattere in queste allucinazioni, sì so che il problema non dovrebbe esistere dato che ho già scartato l'idea, ma se in futuro volessi fare dei tentativi, la mia paura per queste allucinazioni potrebbe in qualche modo influenzarmi e scatenarle?


Non credo che una semplice paura sia tanto potente da indurre allucinazioni, poi ripeto, le ipna non sono indotte dalla WILD, fanno parte del sonno e la WILD permette solo di assistervi coscientemente, ma non le provoca. E poi è personale anche qui: c'è chi le ha più complesse, chi più semplici, chi non le percepisce neppure...

toochangeable ha scritto:E semmai dovessi trovarmi in una situazione del genere, come dovrei uscirne?


Guardale! :) Il solo fatto di dare loro attenzione in genere è sufficiente a farle scomparire... Poi forse dipende dal grado del sonno e da persona a persona, ma in genere sono così sfuggenti che tendono a perdurare quando si è "distratti" dai pensieri casuali ch einsorgono a quel momento, un minimo di attenzione alle immagini le caccia via immediatamente... Alternativamente, muoviti, alzati, apri gli occhi; sono tutte cose che interrompono all'istante una WILD.

toochangeable ha scritto:So che durano poco


Appunto ;)

toochangeable ha scritto:ma immagino che la sensazione possa essere molto intensa


Dipende, ma generalmente non è così, almeno per me, poi c'è gente che ha ipna del tutto neutre, come semplici flash luminosi o puntini, etc.; non tutte sono immagini dotate di senso e anche in quel caso non fanno molta paura, perché in realtà a quel punto sei semiaddormentata e la tua condizione mentale è un po' attutita, in genere ti possono sorprendere, alzando il tuo livello di attenzione che, ripeto, poi le fa scomparire... Niente di drammatico, insomma...

toochangeable ha scritto:e un modo per farle finire prima sarebbe particolarmente accetto, anche se immagino che sia sempre un qualcosa di molto personale e che potrebbe anche non avere nessun risultato.


Vedi sopra; non è molto difficile. Interrompere la WILD è facile, perché protrarla correttamente è difficile, quindi non devi fare molti sforzi per scacciare le ipna, in realtà il difficile è mantenerle!

toochangeable ha scritto:Un'altra cosa che mi chiedevo è: qualcuno di voi non ha mai avuto paura di imbattersi in queste utilizzando la tecnica wild? E se sì, il risultato quale è stato?


Io non lo so, quindi declino la domanda ad altri.

toochangeable ha scritto:Fra l'altro, questa tecnica sembra essere proprio una messa in pratica (?) volontaria di ciò che succede a chi ha queste allucinazioni "naturalmente" (almeno mi sembra che la situazione sia simile)


No, come ho detto prima le ipna sono un fenomeno del sonno normale: la WILD non le provoca, porta solamente la coscienza al punto in cui si verificano, facendole esperire.

toochangeable ha scritto:ma come mai sembra che buona parte di chi la utilizza si ritrovi ad avere delle ipnagogiche "positive"? (Sto di sicuro generalizzando troppo, ci saranno probabilmente casi in cui qualcosa è andato "storto")


Non saprei ma non tutte possono essere piacevoli, comunque ho notato che in genere c'è una tendenza al brutto e spaventoso nelle allucinazioni ipnopompiche, mentre quelle ipnagogiche sono tendenzialmente neutre, o piacevoli (questo soprattutto nel caso in cui l'onironauta trovi piacevole averle, perché significa che sta procedendo bene col suo esercizio, quindi molto è soggetto anche al giudizio personale, di per sé stesse sono neutre, generalmente).

toochangeable ha scritto:Può essere il fatto che uno sia conscio di incontrarle, soprattutto dato che da ciò che ho capito dovrebbero essere la "porta" per il sogno lucido, ad influenzarlo positivamente?


Se ci sia un lavoro di suggestione non lo so ma non lo escludo, comunque di base le si dovrebbe avere per normale funzionamento fisiologico più che per suggestione, anche se poi quest'ultima può intervenire più o meno pesantemente nel processo, è possibile. Ricorda poi che ci sono sempre anche le eccezioni, per cui alcuni utenti del forum dichiarano di essere in grado di portare a termine una WILD ma non le hanno mai viste...

toochangeable ha scritto:Oppure il fatto che da molti vengano viste in modo positivo non fa nemmeno pensare che possano arrivare come un qualcosa di spaventoso?
O ancora il nostro pensiero che le riguarda non le influenza?


Per il ragionamento sul funzionamento di base della cosa, il nostro pensiero non dovrebbe influenzarle, tanto che spesso appaiono cose a cui nemmeno stavamo pensando in quel momento, ma non è neppure detto questo per certo, dato che potrebbero essere pensieri, comunque, ma subconsci o inconsci a influenzarle, inoltre anche a livello conscio si possono indurre delle modifiche, come ho avuto modo di notare e discutere qui: viewtopic.php?f=7&t=8977

toochangeable ha scritto:So che le persone che le hanno si trovano solitamente in periodi molto stressanti


Questo non lo sapevo, ma potrebbe essere che lo stress influenzi la qualità del sonno creando degli squilibri del tipo parasonnie, che potrebbero rendere più evidenti questi fenomeni.

toochangeable ha scritto:perciò immagino che le emozioni possano forse fare più delle aspettative


Emozioni e aspettative sono entrambe dei fattori molto potenti per la nostra psiche, infatti gli onironauti oltre che con la consapevolezza si esercitano anche in questi campi, essendo alla base delle suggestioni, nonché del livello di controllo in un sogno. Di sicuro possono fare molto.

toochangeable ha scritto:per questo mi chiedevo se nel mio caso il mio stato di ansia potrebbe o meno dar loro la possibilità di scatenarsi.


Potrebbe essere come potrebbe non essere, questo non è certo... Certo è che se dovessi avere problemi sapresti come affrontare la cosa :)

toochangeable ha scritto:Poi ho spesso notato che viene consigliato di usare la wild durante un sonnellino pomeridiano, questo influenza in un qualche modo le ipnagogiche o è strettamente legato all'efficacia della tecnica?


Io non sono in grado di completare una WILD, ma fino ad un certo punto riesco ad arrivare, nei sonnellini pomeridiani, ed è appunto la fase ipnagogica! Difficilmente e raramente ho avuto ipna la sera o di notte. Inoltre nel sonno pomeridiano, leggero, manca il sonno profondo (che in genere è un forte ostacolo per la WILD) e si entra abbastanza facilmente in REM, inoltre, essendo un sonno leggero, può anche essere più semplice mantenere la consapevolezza, quindi spesso si consiglia di provare la WILD di pomeriggio, in genere le ragioni sono queste. Poi in genere però la si preferisce fare la mattina presto, dopo circa cinque ore di sonno, quello generalmente è il periodo di elezione. Diciamo che il pomeriggio col suo sonno leggero è più una sorta di "palestra di prova facilitata"...
Ultima modifica di Searig il 06/01/2016, 16:01, modificato 2 volte in totale.
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda Ben1998 » 06/01/2016, 15:43

Ciao!
Anche io avevo paura delle ipnagogiche inizialmente, su Internet ingigantiscono molto qualcosa di piccolo: ho visto le ipnagogiche durante i miei tentativi di WILD e posso dirti che nonostante mettano un minimo senso di angoscia ne vale assolutamente la pena per entrare poi nel mondo onirico.
Ricorda che le allucinazioni sono sempre estremamente soggettive, ma se comunque vuoi qualche esempio posso dirti che le ultime volte ne avevo qualcuna di particolare: sentivo una persona che camminava proprio accanto a me minacciandomi di farmi affogare (ho sempre avuto questo terrore), le sensazioni sono amplificate quindi è ovvio che vivrai la cosa in maniera più intensa, ma se hai la capacità di comprendere che è tutto finto svaniranno ancora prima.
Comunque c'è un rimedio se proprio ti spaventano a tal punto da non farti più ragionare, e per farlo devi solo svegliare il corpo, come fare? Semplice, dato che i muscoli involontari non subiscono la paralisi, altera il loro movimento: ad esempio comincia a respirare prima molto velocemente, poi piano, di nuovo velocemente, e così via... in un attimo ne sarai fuori


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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda fcm19 » 06/01/2016, 23:08

toochangeable ha scritto:Un'altra cosa che mi chiedevo è: qualcuno di voi non ha mai avuto paura di imbattersi in queste utilizzando la tecnica wild? E se sì, il risultato quale è stato?

Io ho avuto fin da subito una predilezione per la wild, e quando agli inizi mi leggevo le varie guide in cui si diceva che si possono incontrare allucinazioni talvolta spaventose, paralisi, e altri fenomeni, non ho mai dato molto peso a questo aspetto, probabilmente perché mi sono sempre posto come unico obiettivo quello di arrivare al sogno lucido, e quindi non ho mai dato molta importanza ai fenomeni collaterali.
Da allora di wild ne ho fatte molte, e nel 98% dei casi (valore puramente indicativo) tutta l'esperienza è stata tranquilla dall'inizio fino alla fine...In fase di addormentamento sperimento soltanto delle immagini ipnagogiche totalmente "innocue", al massimo qualche flash di luce, dei flebili puntini in movimento, oppure, in casi più rari, delle ipnagogiche più sensate come dei brevissimi scenari onirici. Ma nella maggior parte delle volte non sperimento nulla di tutto ciò, nel senso che mi metto a dormire, e al momento opportuno il sogno si forma in modo quasi improvviso dal nero.
Stesso discorso per quanto riguarda le ipnopompiche, ossia le allucinazioni al risveglio, che, come è già stato detto, possono talvolta essere spaventose: in tutte le wild che ho fatto mi sono imbattuto in illusioni "poco simpatiche" di questo tipo soltanto tre o quattro volte, che rapportato al numero di wild fatte è una nullità... al massimo ho sentito qualcuno che mi chiamava ad alta voce, il mio respiro amplificato o qualche ruggito leonino. : Chessygrin :
Per quanto riguarda la paralisi, è la stessa cosa: in fase di addormentamento l'ho beccata soltanto in una occasione, mentre mi è capitato di sperimentarla qualche volta in più al risveglio (anche qui i casi sono talmente pochi che si possono contare sulle dita di una mano), in particolare quando mi risveglio da un sogno lucido accompagnato da sonno profondo, ad esempio all'inizio della notte.

In genere la probabilità di incontrare paralisi e/o allucinazioni durante il sonno aumenta nel caso di forte stress o ritmi del sonno fortemente irregolari, per cui in assenza di queste condizioni estreme l'occorrenza di questi fenomeni è molto ridotta.
Quindi da questo punto di vista stai pure tranquilla!
Ultima modifica di fcm19 il 07/01/2016, 11:27, modificato 1 volta in totale.
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda LCyberspazio » 07/01/2016, 3:01

Le ipnagogiche ho imparato ad apprezzarle, soprattutto durante un esercizio di meditazione. Credo che, proprio così a memoria, durante la meditazione non ho mai sperimentato una ipnagogica brutta o terrificante. In generale, rimanendo nel mio contesto meditativo, ho sempre avuto immagini di qualcosa che vagamente rappresentasse un luogo o il volto di un animale. Tutte visuali.
Prima del sonno, invece, mi è capitata qualche ipnagogica spaventosa. Forse le peggiori sono state le rarissime auditive mentre per le visuali è capitato qualche volta di vedere una faccia di mostro o comunque cose anche non nitide ma che inducono sensazioni negative.

Come si risolve in questi casi? Riaccendi un attimo la luce o guardi la radiosveglia, o lo schermo del telefono o l'orologio luminoso o qualsiasi altra cosa che ti riporti ad uno stato di veglia e bon, reset completo. Bastano un cinque secondi neanche e poi ritorni ad addormentarti magari cercando di avere un pensiero positivo. Fine del problema ipnagogiche spaventose... almeno nel mio caso funziona. ;)

Ciao!
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda Searig » 07/01/2016, 11:58

Curiosità OT: che tipo di meditazione fai?
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda LCyberspazio » 07/01/2016, 18:15

Ciao Searig,

Searig ha scritto:Curiosità OT: che tipo di meditazione fai?

quella degli ignoranti : Mr green :
Mi metto comodo, a volte con qualche posizione che ricorda il loto ma molto più sciolta, a volte seduto normalmente, chiudo gli occhi e mi abbandono al rilassamento seguendo questa traccia
https://www.youtube.com/watch?v=j5neENdAKRU
o altre piuttosto simili ma anche il rumore dell'auto funziona ugualmente (assumo che sia chiaro il fatto che non guido io in quel momento :lol: ).
Dopo un po' di tempo, appunto quando smetto di percepire "il tempo"*, comincio con dei particolari movimenti oculari, alcuni li uso per richiamare il ricordo, altri per stimolare l'immaginazione (ovviamente penso io... magari ci azzecco) fino a cercare le ipnagogiche in formazione e più ovviamente sono in stato meditativo tanto più le immagini si formano nitide e stabili (comunque sempre di macchie fosforescenti si parla ma alcune hanno una definizione eccezionale, non da sogno ma insomma).

Quando un pensiero o qualsiasi altra cosa mi stacca da quello stato allora faccio gli esercizi della ripresa e termino la meditazione.
Insomma non seguo nessuna meditazione particolare... ne in media ne conosco storia e pratiche, per questo faccio la meditazione degli ignoranti. Posso solo confermare che su di me funziona se fatta con molta regolarità. In media 10/15 minuti al giorno.


* smettere di percepire il tempo come anche le altre cose sono azioni che si deve imparare a fare tipo in automatico, perché ovviamente se vai ad accertarti se stai percependo il tempo è ovvio che non farai altro che percepirlo effettivamente e quindi uscire dallo stato meditativo. Appunto per questo meditare magari in auto (puoi far finta di dormire così non passi per pazzo) aiuta molto di più perché la musica ha un ritmo di suo che può indurti a percepire il tempo.
Con queste musiche in loop, tuttavia, dopo un po' non sei più in grado di capire bene quanto tempo in effetti stia passando ed una volta credevo di aver meditato un'oretta quando invece erano passati 20 minuti.
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda Searig » 07/01/2016, 19:02

LCyberspazio ha scritto:quella degli ignoranti : Mr green :
:lol:

LCyberspazio ha scritto:Mi metto comodo, a volte con qualche posizione che ricorda il loto ma molto più sciolta
Tipo quella del Kernunnos? :)

LCyberspazio ha scritto:a volte seduto normalmente, chiudo gli occhi e mi abbandono al rilassamento seguendo questa traccia
https://www.youtube.com/watch?v=j5neENdAKRU
o altre piuttosto simili ma anche il rumore dell'auto funziona ugualmente (assumo che sia chiaro il fatto che non guido io in quel momento :lol: ).
:lol:

LCyberspazio ha scritto:Dopo un po' di tempo, appunto quando smetto di percepire "il tempo"*, comincio con dei particolari movimenti oculari, alcuni li uso per richiamare il ricordo, altri per stimolare l'immaginazione (ovviamente penso io... magari ci azzecco) fino a cercare le ipnagogiche in formazione e più ovviamente sono in stato meditativo tanto più le immagini si formano nitide e stabili (comunque sempre di macchie fosforescenti si parla ma alcune hanno una definizione eccezionale, non da sogno ma insomma).


Stabili? Quanto? Le mie, più o meno nitide che siano (è un po' casuale) non sono mai molto stabili...

LCyberspazio ha scritto:Quando un pensiero o qualsiasi altra cosa mi stacca da quello stato allora faccio gli esercizi della ripresa e termino la meditazione.


Che tipo di esercizi della ripresa? Io quando provo le mini-micro-WILD-incomplete : Mr green : pomeridiane non faccio null'altro per smettere che aprire gli occhi...

LCyberspazio ha scritto:Insomma non seguo nessuna meditazione particolare... ne in media ne conosco storia e pratiche, per questo faccio la meditazione degli ignoranti. Posso solo confermare che su di me funziona se fatta con molta regolarità. In media 10/15 minuti al giorno.


In realtà a parte gli scherzi non ci trovo nulla di ignorante in questo, ma la vedo come un'operazione semplice e diretta che esclude idee e influenze preconcette o precostituite che possono andare bene o meno, aiutare o limitare la propria personalità, inoltre come mi confermi funziona, proprio perché è personale...

LCyberspazio ha scritto:* smettere di percepire il tempo come anche le altre cose sono azioni che si deve imparare a fare tipo in automatico, perché ovviamente se vai ad accertarti se stai percependo il tempo è ovvio che non farai altro che percepirlo effettivamente e quindi uscire dallo stato meditativo.


Ovvio: è quello che dico sempre anche io delle ipna, cioè che quando si è distratti perdurano e non appena le si attenziona scompaiono...

LCyberspazio ha scritto:tuttavia, dopo un po' non sei più in grado di capire bene quanto tempo in effetti stia passando ed una volta credevo di aver meditato un'oretta quando invece erano passati 20 minuti.


Che secondo me significa che hai agito bene, perché sei riuscito a "lavorare bene" raggiungendo il tuo obbiettivo. Come dire, non è la quantità ma la qualità che conta! :)

Ps: so che sto allungando l'OT e chiedo scusa, però mi piace tanto discutere le tecniche... :oops:
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Re: Curiosità sulle ipnagogiche e wild

Messaggioda LCyberspazio » 07/01/2016, 19:23

Searig ha scritto:Tipo quella del Kernunnos? :)

Mi fido di quel che dici... perché ignoro chi o cosa sia il Kernunnos :)

Searig ha scritto:Stabili? Quanto? Le mie, più o meno nitide che siano (è un po' casuale) non sono mai molto stabili...

Secondi o anche più. Immagina di vedere (come mi è successo) il volto di un gatto che si ritira dietro una cortina buia. Insomma un fade.
Oppure, nel caso in cui mi trovavo sotto le fronde di un albero, lo scenario era più persistente ma acquistava vigore e tendeva ad offuscarsi in maniera ciclica comunque è durato molto più che secondi.

Searig ha scritto:Che tipo di esercizi della ripresa? Io quando provo le mini-micro-WILD-incomplete : Mr green : pomeridiane non faccio null'altro per smettere che aprire gli occhi...

Derivati dal training autogeno. Prima di riaprire gli occhi, dato che sei appunto in uno stadio simile alla paralisi del sonno, dai uno scattino con le dite, ne riprendi il controllo e poi cominci ad aprire e chiudere le mani. Ruoti i polsi e cominci a fare lo stesso con i piedi, sempre lentamente. Poi porti le mani al petto e di nuovo sulle gambe inspirando ed espirando. Un paio di volte e poi lentamente apri gli occhi e finisci di ristabilire la cognizione dello spazio.
Se aprissi gli occhi direttamente sarebbe come se qualcuno mi buttasse giu dal letto, non capirei neanche dove diavolo sono :D (così per esagerare ma ti posso assicurare che riprendersi di colpo potrebbe portarti a stare meno rilassato di quando hai cominciato la meditazione).

Searig ha scritto:In realtà a parte gli scherzi non ci trovo nulla di ignorante in questo, ma la vedo come un'operazione semplice e diretta che esclude idee e influenze preconcette o precostituite che possono andare bene o meno, aiutare o limitare la propria personalità, inoltre come mi confermi funziona, proprio perché è personale...

Ignorante comunque non nel senso negativo ma nel senso che non sono mai andato a cercare informazioni sulle tecniche di meditazione, applicando più o meno delle regole d'intuito cui poi ho aggiunto delle cose come i movimenti oculari e altro da quando, su questo forum, ho appreso cosa sono effettivamente le ipnagogiche, tentando di familiarizzare con loro e aumentando la nitidezza delle immagini create.
:D
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