Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda dixit » 07/05/2019, 18:41

Io do sempre lo stesso consiglio... ignorate i personaggi onirici, che vi portano via lucidità ed energia... : Chessygrin : ma chi mi ascolta?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 07/05/2019, 21:16

Però Dixit converrai che non tutti i p.o. sono uguali fra loro...:)
I parametri posso essere ad esempio la capacità comunicativa o l'interazione...
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 08/05/2019, 16:21

E' vero che molti personaggi onirici sono lì per distrarci e farci perdere energia e lucidità ma come dice Olrac non sono tutti uguali, il trucco è saperli distinguere. Quelli "dannosi" si riconoscono subito perché in genere sono loro a venire da te e cercare di coinvolgerti in attività inutili, mostrandosi spesso insistenti e difficili da allontanare. A me però al contrario capita anche spesso di essere io a cercare un contatto e di essere respinto, quasi come se fossi io il disturbatore :D. A volte poi
si riesce ad avere conversazioni o anche semplicemente incontri che al contrario ti danno un plus di energia che ti porti dietro anche nella veglia. I contatti con questi esseri sono tra le esperienze più straordinarie che si possono fare in un sogno lucido/OBE e sarebbe un peccato rinunciarvi per paura di cadere in qualche "trappola" :) .
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda dixit » 09/05/2019, 19:43

olrac ha scritto:Però Dixit converrai che non tutti i p.o. sono uguali fra loro...:)
I parametri posso essere ad esempio la capacità comunicativa o l'interazione...

E' molto difficile ricevere energia... dovresti proprio rubargliela... in generale i personaggi onirici distraggono... fateci attenzione, tutto qui.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 08/06/2019, 20:11

5 maggio 2019

Sogno lucido ore 5.00-8.00

Non ricordo come prendo lucidità a casa mia ma al buio. Tocco un po' dappertutto per stabilizzare e chiedo ad alta voce chiarezza e dopo un po' finalmente inizio a vedere. Prendo una delle strade che incrociano la via di casa mia mentre continuo ad eseguire esercizi di stabilizzazione. Ad un certo punto sbuco in un'altra città. Avendo sognato a lungo dopo, il ricordo di questa parte è sbiadito. Ricordo ampi marciapiedi, edifici caratterizzati da colori chiari e scalinate bianche. Arrivo in un punto in cui c'è un locale con tavoli all'aperto. Contatto telepaticamente Chiara dicendole di incontrarci qui ma non si presenta. Giro tra i tavoli toccandoli di tanto in tanto e guardandomi intorno per mantenere la stabilità. Mi rivolgo ad un tizio dalla carnagione scura chiedendogli cos'è questo posto, che significato ha. Il tizio mi dice che ha un significato importante, poi però inizia a divagare parlando di sua madre, la quale avrebbe visto per ben tre volte un certo Mei. Gli chiedo chi sia questo Mei, e mi risponde che è un...nebkek o nekbet...qualcosa del genere, purtroppo non l'ho memorizzato bene. Gli chiedo allora di cosa si tratti esattamente, e se è per caso una specie di divinità. Mi risponde di no, e quando insisto nel chiedergli di spiegarmi meglio lui si rifiuta di rispondermi e ad un certo punto sparisce nel terreno come fosse una talpa. Mentre mi allontano, anche se non lo vedo lo sento ancora presente nelle vicinanze e gli chiedo di sapere almeno il nome di questa città. Mi risponde "Giannifra". Giro ancora un po' per la città, salgo su una scalinata e rimango qualche secondo ad ammirare il panorama. Da qui il ricordo inizia a farsi confusionario, iniziano una serie di episodi più o meno lucidi di cui ho un ricordo frammentato. Incontro una ragazza mora carina in accappatoio e mi perdo in effusioni con lei fino a ritrovarmi in paralisi avvolto da quello che percepisco come un vortice di energia. Mi libero dalla paralisi e proseguo nella mia esplorazione. In un episodio mi trovo in un'altra città e incontro un ragazzo al quale chiedo di dirmi dove ci troviamo. Mi dice il nome della città ma ricordo solo che era un nome un po' lungo. Gli chiedo se è consapevole di stare sognando, mi risponde di sì e che mi stava aspettando. Mi lascio condurre da lui nel luogo in cui intende portarmi, dopo un po' però mi accorgo che mi sta guidando verso un luogo oscuro, tetro, vedo sangue e vicoli bui, l'atmosfera è decisamente negativa e l'ambiente si fa sempre più buio. Non mi piace questo posto, smetto di seguire il ragazzinoma da qui non ricordo cosa succede.


14 maggio 2019

Sogno lucido ore 4.30-5.30

Mi sveglio in stato di paralisi e sento mio padre e mia madre entrare nella mia stanza. Mio padre tenta forse di svegliarmi scuotendomi, dopo un attimo di confusione mi rendo conto che sto sognando quindi mi alzo dal letto e do dei colpetti all'armadio per stabilizzare. Mi guardo allo specchio, il mio aspetto è abbastanza fedele a quello fisico anche se qui ho i capelli un po' più lunghi di come li porto ora. Mi accorgo che porto gli occhiali con le lenti tonde alla Harry Potter, li riconosco, sono i miei primi occhiali, di quando andavo alle medie. Apro il cassetto del comodino e trovo un orologio col cinturino bianco e nero, lo porto con me. Esco dalla mia stanza e vado in garage con l'intenzione di usare l'intercapedine come passaggio dimensionale. Quando sono davanti alla porta dell'intercapedine però, mi raggiungono i miei amici A e D e commetto l'errore fatale di farli venire con me invece di mandarli via. In questo modo finisco per distrarmi e a poco a poco perdo lucidità. Prendiamo l'intercapedine e ci troviamo in un corridoio. Ci sono alcune porte che portano a dei bagni, poi ne apro una che dà su un altro corridoio, in fondo al quale scorgo una luce. Raggiungo l'uscita e mi trovo su uno spazio sterrato in cima ad una tribuna di uno stadio- Si tratta a quanto pare di uno stadio scavato nel terreno, con la tribuna sotto il livello della strada. Prendiamo posto a sedere, guardo verso il campo e vedo che le squadre ancora non sono entrate. Ci sono degli uomini che sfilano in campo, sembra trattarsi di una specie di cerimonia di apertura o chiusura di un qualche evento sportivo. Tra queste persone vedo un tizio che mi ricorda un amico di infanzia di mio fratello. Chiedo a qualcuno del pubblico quali squadre stanno per affrontarsi, come risposta mi danno due nomi di donna, uno dei quali è Ilenia, mentre l'altro non lo ricordo. Qui perdo definitivamente lucidità e mi metto a discutere con una ragazza che ha tentato di rubarmi la bottiglietta d'acqua, poi il sogno continua con altre situazioni assurde e deliranti.

17 maggio 2019

Lucido/OBE ore 5.00/5.50

Mi sveglio in stato di paralisi, eseguo il distacco ed esco di casa senza ancora vedere nulla. Avviene un cambio di scenario, mi trovo ora nel centro della mia città, in una delle vie che incrocia la via principale. Le immagini non sono ancora perfettamente nitide e noto un fatto insolito, l'udito sembra non essere attivo o quantomeno è molto attutito. Mentre cammino leggo una scritta in rosso in alto a sinistra,forse un'insegna pubblicitaria. Giro l'angolo alla mia destra e prendo la via principale in direzione della stazione. Qui arriva anche l'udito, sento il brusio della gente, tutto molto realistico. Mentre cammino le immagini migliorano, è notte e c'è parecchia gente in giro, come in una sera d'estate. Osservo i volti delle persone, provo a fermare qualcuno ma tirano tutti dritto velocemente, sembra quasi che nemmeno mi vedano. Ora mi trovo ad osservare di spalle una ragazza carina con un top rosso che cammina qualche metro avanti a me e discute con qualcuno. Ora si volta e viene nella direzione opposta alla mia sfilandomi alle spalle, poi velocemente mi supera di nuovo e mentre mi passa accanto alla mia sinistra sento chiaramente lo spostamento d'aria che provoca, è estremamente reale. Continuo ad osservarla e ad un certo punto lei si volta, viene verso di me e mi dice: <<mi stavi forse guardando ?>> Io allora le dico <<come hai fatto ad accorgertene ? Hai forse gli occhi dietro la testa ?>> Poi ammetto che la stavo guardando e lei
si mostra divertita. Camminiamo fianco a fianco per qualche metro, poi però mi rendo conto che dovrei separarmi da lei perché sto perdendo tempo ed energia e dovrei tornare al mio obbiettivo, che è quello di viaggiare nel passato. Le dico che dobbiamo salutarci ma prima di lasciarla le chiedo come si chiama. Appena finito di pronunciare la domanda mi arriva una risposta telepatica: "Laura".
Poi il sogno svanisce e mi sveglio prima che possa ascoltare la sua risposta a voce.

18 maggio 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Viaggio nel futuro

Sono a casa sul divano in salotto e ad un certo punto inizio a sospettare di essere in un sogno. Mi guardo le mani e sono normali, poi prendo il cellulare e fatico a leggere l'ora, che tra l'altro cambia ad una seconda occhiata, sto sicuramente sognando. Vado di sopra ed esco dal portone, attraverso il giardino sentendo il terreno particolarmente morbido sotto i piedi. Esco dal cancelletto sul retro ma qui le immagini si deformano e si sfocano. Ricordo il mio obbiettivo che è quello di viaggiare nel futuro e di vedere come sarà la mia città tra 100 anni. Nel campo di sterpaglie c'è un grosso macchinario che immagino possa essere una macchina del tempo, anche se dalla forma molto insolita. C'è una cabina in alto sorretta da un'impalcatura di ferro un po' ingarbugliata. Raggiungo un lato della struttura e premo un pulsante facendo uscire una scaletta che uso per raggiungere la cabina, nella quale entro. Ci sono due sedili posteriori che si guardano l'un l'altro dando le spalle ai finestrini laterali della cabina. Io sono seduto su quello di sinistra mentre alla mia destra c'è il mio amico M. Sui sedili anteriori invece ci sono un ragazzo e una ragazza, sono loro che guidano il mezzo. Comunico loro la destinazione che voglio raggiungere, mentre M. esprime i suoi dubbi sul fatto di affidarsi a questi due. In effetti sono molto dubbioso anche io e temo che mi porteranno dove vogliono loro. Il mezzo nel frattempo è partito, percepisco il movimento. Dai finestrini inizialmente si vede fuori, poi diventa tutto buio. Dico ai conducenti che deciderò io quando fermarci ma loro mi rispondono che non è possibile perché ci vuole un certo tempo per raggiungere la destinazione da me richiesta. Poco dopo ci fermiamo, a quanto pare siamo arrivati, ma lo scenario intorno a me non dà per niente l'idea di essere nel futuro, tanto meno cento anni avanti. C'è un benzinaio, poi entro in un'area piena di bancarelle, la gente è vestita più o meno secondo la moda attuale, anzi forse anche di qualche anno fa. Inoltre ho l'impressione di essere già stato qui poco fa. Qui il ricordo sfuma, forse perdo lucidità e torno a sognare normalmente. In seguito prendo di nuovo lucidità mentre sono a casa con mio padre che mi insegue dicendomi che stavolta non sto sognando. In effetti non ne sono ancora sicuro al 100 % perché è tutto molto realistico e ho bisogno di una conferma. Esco dal portone, faccio le scale e qui vedo il cartello della via che inizia di fronte al cancello di casa mia e mi accorgo che la scritta è impronunciabile, piena di consonanti, è la conferma che sto sognando. Prendo proprio quella via con mio padre che continua a seguirmi, dunque inizio a correre per seminarlo. Si mette a correre pure lui ma poi si arrende dicendo di non riuscire a starmi dietro. Per seminarlo definitivamente cambio improvvisamente direzione e mi intrufolo in una delle villette sul lato destro. Mi trovo in un sottoscala, inizio a salire la scala che però dopo qualche gradino si interrompe. Scendo e vedo ad un angolo un ascensore, proprio quello che fa per me, posso usarlo direttamente come macchina del tempo. Entro e sento il suono che fanno normalmente gli ascensori quando si apre o si chiude la porta automatica. C'è uno specchio piuttosto grande ma non mi soffermo a guardare il mio riflesso perché la mia attenzione viene attirata da una bella ragazza dai capelli lunghi, ricci e castani. La saluto ma non mi risponde, meglio così, non devo distrarmi. Chiedo all'ascensore di portarmi nel 2119, dopo qualche secondo la porta si apre ed esco. Noto subito un'altissima torre bianca, sarà alta centinaia di metri, vicino alla torre c'è poi un altra costruzione, molto più bassa e di colore rosso che raffigura una specie di uccello. A parte la torre però, per il resto non sembra di essere in un futuro così lontano, ci sono macchine non molto diverse da quelle attuali, forse elettriche. Ci sono edifici di 8-10 piani ma non particolarmente moderni. Le immagini non sono molto stabili e tendono ad offuscarsi. Anche la mia lucidità è bassa e a tratti mi dimentico di eseguire le tecniche di mantenimento. Girò un po' per la zona,leggo delle insegne scritte in una lingua che non conosco, incontro un venditore ambulante su un marciapiede, un uomo asiatico, forse indiano. Ora mi trovo davanti ad un banco dove vendono prodotti gastronomici, ci sono dei salumi e anche dei dolcetti di forma vagamente sferica. Qui la mia lucidità cala drasticamente e inizio a rivolgermi in maniera irrispettosa e maleducata ai signori che lavorano al banco. Non ho idea del perché mi comporto così, non è da me. Mi soffermo sui dolcetti sferici e scopro che sono dei Ferrero Rocher anche se dalla carta non si capiva, dato che era argentata anziché dorata. Ne assaggio uno ed è molto buono, così decido di prenderne 4 o 5. Il signore mi dice che vengono 20 euro, pago e me ne vado. Riprendo lucidità e mi ricordo di quello che dovevo fare, ovvero esplorare la città e memorizzare il più possibile. Stabilizzo, mi guardo intorno e arrivo davanti ad un edificio con insegne luminose e schermi che mostrano immagini in continuo movimento. Leggo scritte in caratteri orientali, forse giapponesi. Gli schermi mostrano volti di persone anche queste orientali, credo si tratti di un cinema e questi devono essere attori e attrici. Nello specifico sembrerebbe un cinema tutto dedicato a film giapponesi o
comunque dell' estremo oriente. La mia visita in questa città dura molto e non riesco a ricordare tutto, anche perché la mia lucidità non è costante e comunque mai al massimo. Mi viene in mente ad un certo punto di vedere se ci sono dei giornali sui quali leggere delle notizie, per farmi un'idea sulla situazione attuale in questo luogo e tempo in cui mi trovo. Chiedo a dei ragazzi seduti ad un tavolino all'aperto se e dove posso trovare dei quotidiani. I ragazzi mi indicano un tizio di colore dietro ad un bancone incastonato nel muro di un edificio, dicendomi che se ne occupa lui. Lo raggiunto, l'uomo ricorda vagamente l'attore Morgan Freeman. Mi dice qualcosa del tipo << qui comando io >>, non so a cosa si riferisca. Gli chiedo se vende dei giornali e lui mi risponde che il suo lavoro è assemblarli e mi mostra dei pezzi di giornale che lui deve rimettere insieme. Forse è proprio come pensavo, i giornali cartacei sono caduti in disuso, tuttavia a quanto pare esiste qualcuno che si diverte a rimettere insieme pezzi di vecchi giornali. Mi viene mostrato un quotidiano intero di cui sfoglio le pagine. E' tutto molto realistico e riesco a leggere bene le scritte che tra l'altro non si modificano. Da una parte leggo quella che
sembrerebbe una classifica di un qualche torneo di qualche sport, forse calcio. Ci sono 6 o 7 squadre, forse nazionali, scritte in colonna con i rispettivi punti segnati accanto. In testa a questa classifica c'è il Liechtenstein con 21 punti, poi a seguire le altre, di cui ricordo solo le ultime due, Regno Unito e San Marino, quest'ultimo a 0 punti. Di quelle in mezzo non ricordo i nomi, ma si tratta di Stati che non esistono, uno di questi mi pare fosse un acronimo. Mi trovo ora a leggere altre notizie sportive, trovo un tabellino di una partita della squadra della mia città, posso leggere chiaramente le formazioni delle due squadre, riconosco anche alcuni cognomi di persone realmente esistenti che vivono nella mia città o dintorni. Lascio stare i giornali e penso di andare a visitare quella torre che avevo visto all'inizio
ma qui perdo sempre più lucidità e la situazione si fa confusa. Mi ritrovo poi nella mia città nel presente e incontro nel sottopassaggio della stazione una bella ragazza mora con la quale tento un approccio. Vengo però disturbato da un'altra ragazza che si spaccia per mia ex e tenta di rovinarmi l'incontro. La ragazza con cui sto flirtando storce il muso ma le spiego che quella è una mia ex di vecchia data e che non c'è più niente tra me e lei. La ragazza mi crede e si rende disponibile ma qui mi sveglio.


19 maggio 2019

Sogno lucido ore 6.30-7.30

Mi trovo a fluttuare a qualche centimetro dalla superficie del mare muovendomi in avanti. Davanti a me una distesa d'acqua a perdita d'occhio. Dopo un po' tutto si dissolve e in seguito mi trovo su una spiaggia, seduto su una sedia di fronte ad un tavolino. Le immagini sono ancora confuse, vedo i volti di alcune persone di fronte a me, forse conosco qualcuno di questi. Poi tutto diventa più nitido e coerente, vedo il mare qualche metro più avanti, con alcune persone che si fanno il bagno o giocano sul bagnasciuga. Per stabilizzare mi siedo ed inizio a giocherellare con la sabbia, prendendola in mano e lasciandola cadere. Le sensazioni sono estremamente reali, sento chiaramente la sabbia mentre mi scivola dalla mano, non c'è alcuna differenza con la realtà fisica. Mi alzo e mi avvicino all'acqua, c'è un'atmosfera di grande calma e serenità. Mi chino a raccogliere altra sabbia e man mano che mi avvicino al mare la sabbia che raccolgo la sento sempre più umida. Prendo una manciata di sabbia anche dal bagnasciuga, ovviamente impregnata d'acqua, ne sento il peso e la consistenza. Ora incontro una ragazza carina dai capelli scuri, lunghi e ricci. La saluto e le chiedo come si chiama e quanti anni ha, non ricordo il nome, dice di avere 23 anni, poi si corregge dicendo che ne ha 19. Incontro ora un ragazzo sui 18-20 anni, biondo, magro, alto circa 1.75. L'ambiente nel frattempo si è modificato, ora sono nella piazza centrale della mia città ed è notte. Mentre camminiamo il ragazzo mi parla dei suoi problemi, in particolare riguardo le ragazze, tipici complessi adolescenziali. Cerco di assecondarlo con frasi di circostanza, il mio obbiettivo e chiedere informazioni su questo luogo ma il ragazzo evidentemente non è il soggetto giusto a cui porre domande. Le immagini si sfaldano e per recuperarle mi metto nuovamente a giocare con la sabbia, convincendomi di essere ancora in spiaggia. Quando le immagini tornano però mi accorgo di stare giocando con la sabbia sul mio letto ! Scendo dal letto ed esco di casa, mentre percorro il vialetto che porta al cancello trovo la strada sbarrata da rami e cespugli che da entrambi i lati sconfinano nel vialetto bloccando il passaggio. Passo attraverso l'ostacolo approfittando del fatto che lo scenario non è ancora molto stabile, poi tento lo stesso con il cancelletto ma forse senza sufficiente convinzione e ci sbatto contro. Lo apro allora tirandolo con decisione, senza prima premere il pulsante sul muro, il cancelletto fa una lieve resistenza ma comunque si apre. Una volta in strada inizio a spostarmi levitando a qualche centimetro da terra, in maniera simile a come facevo all'inizio sul mare ma stavolta più velocemente. Avanzo spedito rimanendo in posizione eretta, il che mi dà un maggiore controllo sul movimento rispetto al classico volo alla Superman. Mentre mi sposto tocco ogni tanto i muri di recinzione delle villette sul lato sinistro della strada e mi guardo intorno per mantenere la stabilità. In pochi secondi percorro lo spazio che nella realtà fisica corrisponde a circa 300 metri, solo in un momento rischio di sbattere contro un muro mentre giro ad un incrocio ma riesco ad evitarlo aiutandomi con un braccio, che uso per direzionarmi puntandolo nella direzione desiderata. Ad un certo punto atterro e percorro gli ultimi metri correndo fino ad un condominio in cui abita un mio amico d'infanzia. E' decisamente diverso da quello della realtà fisica, qui c'è un grosso portone di legno e vedo che al di là della recinzione c'è un ampio giardino con un grosso cane che abbaia e ringhia contro di me. Apro il portone ed entro puntando una mano contro il cane e dicendo <<stop !>> Il cane però non si ferma, mi viene incontro ma poi devia ed esce dal cortile, al che io chiudo il portone lasciandolo fuori. Attraverso il cortile, vedo una scritta in rosso in cima ad una larga colonna, la scritta dovrebbe essere "CONDOMINIO" ma mancano delle lettere qua e là. Vedo un ascensore e penso di usarlo come passaggio dimensionale, ma qui perdo lucidità e spreco una bella occasione.

21 maggio 2019


Sogno lucido ore 4.00-6.00

Mi alzo dal letto che sono già lucido, vado di sopra ed esco dal retro, raggiungendo il campo di sterpaglie. Dopo qualche metro di camminata scorgo un sentiero sulla destra e lo imbocco. Mi trovo davanti una casa, con una scalinata di una decina di gradini, salgo e appena giunto sul pianerottolo incontro uno strano essere che mi dice <<ti stanno osservando>>, gli chiedo a chi si riferisce, mi risponde qualcosa del tipo <<quelli che sono accanto a te>>. Entro in casa e trovo una scrivania con un computer portatile e un altro strano essere, simile ad un orsetto antropomorfo che dice di chiamarsi Teddy. Perdo parzialmente lucidità e mi metto a trafficare col computer, poi torno in me ed esco dalla stanza,con l'orsetto che mi dice la stessa frase dell'essere di prima (forse era sempre lui). Gli chiedo ancora a chi si riferisce e lui indica un punto alle mie spalle, mi volto e ne approfitta per tentare di spingermi all'interno di una stanza con la porta aperta, ma lo schivo in tempo e lo metto fuori combattimento. Esco dalla casa e vedo una specie di tunnel, un passaggio segreto. Mi ci infilo e sbuco in un bagno, che però non è chiuso ma è una parte di una sala più grande, c'è un water e forse anche un lavandino. Esploro la sala,l'arredamento è piuttosto insolito. Mi arriva il ricordo di aver già conosciuto il proprietario di questa casa e di sapere già di questo suo luogo segreto. Vedo ora delle statue raffiguranti dei soldati dell'antichità, forse dell'antica Grecia. Purtroppo non sono abbastanza lucido per memorizzare ulteriori dettagli. Vedo ora una porta con degli strani simboli, la apro e mi trovo in una sala ancora più grande, forse la sala principale dell'edificio. Qui però inizio a sentire dei lamenti, dei rantoli demoniaci in sottofondo e decido di andarmene, poi perdo definitivamente lucidità e mi perdo in situazioni assurde.

31 maggio 2019

Sogno lucido ore ?

Mi trovo pre lucido in una città indefinita con mia madre e una sua amica e nostra collega di lavoro. Entriamo in un bar e io mi allontano da loro, entro in un bagno e chiudo la porta. Qui, in silenzio e senza personaggi onirici a distrarmi sono finalmente lucido. Mi guardo allo specchio, l'immagine riflessa non è la mia, si tratta di un individuo androgino. Apro una porta ed entro in uno stanzino, quando chiudo la porta la chiave cade per terra e mi accorgo che non riesco ad incastrarla bene, rimane socchiusa. Raccolgo dunque la chiave e la uso per chiudere la porta, per evitare che qualcuno entri. Trovo una scrivania con un computer portatile, provo a digitare qualcosa ma come sempre gli apparecchi elettronici nei sogni non funzionano bene. Esco da un'altra porta esprimendo l'intento di viaggiare nel passato, precisamente 100 anni indietro. Mi ritrovo in un edificio a più piani e scendo le scale fino ad arrivare al piano terra. Sulla destra c'è un'apertura da cui filtra la luce solare. Esco e mi ritrovo in un cortile, vedo una ragazza dai capelli lunghi e scuri che indossa un vestito lungo blu. Più avanti c'è un portico di legno con sotto dei tavoli ed alcune persone sedute, in sottofondo sento una musica forse di fisarmonica, poi si oscura tutto. Cerco di recuperarlo sfregando le mani sul terreno ma qui il ricordo si fa confuso. Mi ritrovo poi in paralisi con l'entità che tenta di tenermi bloccato, riesco a liberarmene ma la mia lucidità nel frattempo è calata e perdo tempo in situazioni confuse e deliranti. Solo alla fine riprendo lucidità ed uscendo in strada ed eseguo una sorta di meditazione tipo ADA, concentrandomi nel percepire l'ambiente circostante. Questo rende lo scenario molto stabile e reale, vedo le macchine che passano e ne sento sia il rumore sia le vibrazioni che provocano sulla strada. Mi chino a toccare l'asfalto per coinvolgere maggiormente il tatto e rendere il sogno ancora più stabile ma quando vedo arrivare una macchina sento il bisogno di alzarmi e spostarmi tanto la situazione è realistica.



Sogno lucido pomeridiano ore 14.15-15.55

Mi trovo in situazioni confuse in cui sono lucido e tento di stabilizzare ma continuo ad essere accecato da lampi di luce, probabilmente a causa della luce del sole che entra dalla finestra nel mondo fisico. Per un tempo piuttosto lungo continuo a lottare per ottenere un sogno stabile, con continui crolli e riprese. Ciò genera diversi episodi brevi e confusi, in uno di questi trovo i miei a vedere la TV sul divano, ma non quello attuale, bensì quello prima dei lavori di qualche anno fa, nella vecchia posizione. Premo un tasto sul telecomando e vedo la data: 8 novembre 2018, ovviamente non coerente con la disposizione dei mobili. Per strada incontro un uomo con un cammello al guinzaglio, poi entro in una villetta con l'intenzione di usarla come passaggio dimensionale. Mi arriva il ricordo di essere già stato qui in un lucido di questa notte, il che non trova riscontri nel mio diario, quando la mattina stessa avevo scritto i miei sogni questo non lo ricordavo. Vedo uscire dalla porta in cui sto per entrare un signore con un grosso cane, un pastore tedesco, le tende sulle porte sono in stile arabo così come l'arredamento all'interno della casa. Arrivo in fondo al corridoio e cerco subito una porta da usare come passaggio dimensionale. Mi trovo tuttavia ad aprire una serie di porte che non mi portano da nessuna parte se non piccoli stanzini e bagni, come spesso accade. In uno di questi sento anche una presenza e una voce nel buio di una bambina che mi inquieta un po'. L'ultima porta che apro mi porta nell'ennesimo bagno e qui mi sento risucchiare all'interno del water, ma si oscura tutto e mi ritrovo in paralisi sul letto. Mi alzo e trovo di nuovo i miei a vedere la TV anche stavolta nella vecchia posizione, prendo il telecomando per vedere la data, stavolta segna l'11 novembre 2009. Vado di sopra, esco dal retro e prendo il campo di sterpaglie procedendo lentamente e concentrandomi sull'ambiente circostante come nel lucido di stanotte. Sento il vento addosso, il terreno sotto le scarpe, tutto estremamente realistico e vivido. Ora vedo dei cantieri con edifici in costruzione, li raggiungo e le immagini si sfaldano. Riesco a recuperarle, ora sono davanti a dei sacchi bianchi con delle scritte, forse sacchi di cemento. C'è un palazzo in costruzione tutto circondato da ponteggi. Giro l'angolo sulla destra e trovo altri edifici in costruzione, giro ancora l'angolo stavolta a sinistra e mi trovo avanti un'immensa distesa di sabbia grigia, anche qui stanno facendo i lavori, la stanno spianando, a quanto pare mi trovo in un enorme cantiere nel deserto. Sullo sfondo vedo invece una città con dei grattacieli e all'orizzonte mi sembra di scorgere il mare. Penso di raggiungerla ma qui il sogno crolla e mi sveglio.

1 giugno 2019

Sogni lucidi 5.00-7.10

Sogno 1: L'ascensore a scuola

Sono in macchina con mia madre che guida, stiamo andando in direzione del mio vecchio liceo. Ci fermiamo e scendo dalla macchina, prendo lucidità e raggiungo a piedi la scuola, con l'intenzione di usarla come passaggio verso un altro scenario. Davanti alla scuola è pieno di studenti che aspettano di entrare, chiacchierano di continuo tra loro ma nessuno viene a disturbarmi. Urlo di fare silenzio ma inizialmente mi ignorano e continuano a parlare, tranne qualcuno che si ferma un secondo forse chiedendosi se ho tutte le rotelle a posto. Provo con più convinzione, alzando anche un po' la voce e stavolta smettono quasi tutti smettono di parlare, tranne qualcuno che a quanto pare non è sotto il mio controllo. Entro nell'edificio e vedo subito un ascensore, un ottimo mezzo per raggiungere un altro luogo. Lo raggiungo ed entro ma mi accorgo che qualcun altro sta cercando di entrare. Non posso permetterlo, non voglio distrazioni, così uso la telecinesi per chiuderlo più velocemente e così facendo una o più mani rimangono schiacciate nella porta dell'ascensore. Ho esagerato e mi sento un po' in colpa per questo, non era mia intenzione fare loro del male. Premo un tasto e l'ascensore inizia a scendere e penso di aspettare che si fermi da solo ma vedo che si sta oscurando tutto così decido di premerlo di nuovo per farlo fermare. Si ferma ma ormai è troppo tardi, il sogno è crollato e mi ritrovo sul letto in paralisi. Da qui continuo a sognare normalmente per un tempo indefinito prima di fare un altro lucido che è quello che segue.

Sogno 2: Baraccopoli e ragazza problematica

Mi trovo sul letto in uno stato di dormiveglia. Penso di prendere il cellulare sul comodino per vedere l'ora e mi ritrovo a prenderlo più volte vedendo sempre orari diversi per poi ogni volta svegliarmi e capire che si trattava di un falso risveglio e subito riaddormentarmi ripetendo la stessa scena. Alla quarta o quinta volta finalmentemi rendo conto in tempo di trovarmi in un falso risveglio e sfrutto la situazione per lucidare. Cerco di scendere dal letto ma sono semi paralizzato, mi proietto allora fuori mentalmente e avviene una sorta di tira e molla tra sogno e stato intermedio nel letto. In questo momento sento una voce che parla di una ragazza che ha problemi con la scuola ma che è un'ottima onironauta e per alcuni secondi mi identifico con quella ragazza. Riprendo lucidità ed esco dalla stanza concentrandomi il più possibile sul tatto dato che la vista non è attiva. Inizio a correre più velocemente possibile, sforzandomi di percepire il terreno sotto di me, e mano mano che avanzo percepisco le mie gambe in maniera sempre più concreta. Arrivo in strada, prendo la via che inizia di fronte a casa mia e pian piano il sogno si stabilizza. Entro in una villetta sulla destra, attraverso un giardino e salgo alcuni gradini dirigendomi verso la porta d'ingresso che è aperta. Prima di entrare vedo un ragazzo in piedi di spalle su una veranda alla sinistra della porta, separata da un muretto dal pianerottolo su cui mi trovo io. Il ragazzo ha i capelli rasati e indossa uno zaino. Entro in casa e trovo numerosi asciugamani di vari colori e piuttosto grandi stesi su dei fili ad asciugarsi. Ci sono delle persone tra cui una ragazza dai capelli rossi, nessuno però sembra notare la mia presenza. Mi trovo ad aprire una serie di porte che però non portano a nulla. Torno nella saletta ed esco in giardino e mi rendo conto di trovarmi nel cortile di mia zia. Di fatto è come ripartire da capo o quasi, esco e attraverso la strada, entro nella villetta di fronte in cui abita un mio vecchio compagno di squadra di quando giocavo a calcio. Stranamente però non trovo la porta d'ingresso, bensì una serie di ostacoli sui quali salto fino a trovarmi in un punto a diversi metri d'altezza. Vedo sotto di me un garage, per un attimo penso di essere bloccato qui ma poi scorgo un passaggio che mi porta finalmente in un punto stabile e pianeggiante. Dritto per dritto in fondo c'è una scalinata che conduce ad una porta d'ingresso di un edificio, noto però subito sulla destra un'ampia porta a vetri,al di là della quale si intravedono dei palazzi. Attraverso la porta e mi trovo sul tetto di una specie di baracca in mezzo a tante altre. Mi trovo a quanto pare in una baraccopoli alla periferia di una grande città, infatti sullo sfondo vedo i palazzi del centro. Inizio a saltare da un tetto all'altro fino ad arrivare all'ultimo che si trova ad una decina di metri dal suolo. Salto ancora cercando di rimanere sospeso a mezz'aria ma ciò non accade, cado giù ma il sogno non si sfalda ed atterro in piedi. Mi trovo ora in una zona prossima al centro della città, cammino lungo una strada, passano macchine e mezzi pubblici, tra i quali ricordo un tram, vedo palazzi di 5-6 piani intorno a me. Qui però perdo lucidità e sento la voce di un ragazzo che chiama al cellulare la sorella minore dicendole che ha scoperto che ha marinato per l'ennesima volta la scuola. Dice che qualcuno gli ha mandato delle foto in cui la ragazza si trovava in giro per la città mentre doveva essere a scuola. La rimprovera pesantemente e le dice che la sta venendo a prendere per portarla a casa. Ho l'impressione che la ragazza in questione sia la stessa di cui sentivo parlare prima durante il distacco dal corpo e nella quale mi sono identificato per qualche istante. Qui mi sveglio.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/07/2019, 18:38

21 giugno 2019

Sogno lucido/OBE ore 5.00-5.45

Prendo lucidità durante un sogno molto confuso e subito esco dal sogno e mi trovo sospeso in un ambiente totalmente bianco. Cerco di concentrarmi su una destinazione, mi viene in mente una spiaggia ma forse non ci metto abbastanza convinzione perché poco dopo mi ritrovo in un ambiente chiuso. Vedo un pavimento che non riconosco, penso di essere comparso in un luogo nuovo ma poi vedo il mio letto e riconosco la mia stanza anche se con molte differenze rispetto alla realtà fisica. Su una parete c'è attaccata la foto di una squadra di calcio che indossa una divisa blu e tra i giocatori riconosco il mio amico G. Esco di casa, c'è un vento abbastanza forte, lo sento vividamente addosso, è tutto molto realistico. Mentre percorro il vialetto che va dal portone al cancello vedo un tizio calvo a bordo di una macchina che sta uscendo o entrando nella villetta accanto alla mia. Temo che il tizio possa rivelarsi ostile ma alla fine non succede nulla e proseguo imboccando la strada che inizia di fronte al cancello di casa mia. Mi dimentico del mio piano d'azione che prevedeva di utilizzare la casa di fronte come passaggio verso un altro luogo a caso e poi esplorare questo luogo e memorizzarne quanti più dettagli possibile. Ora compare il mio amico A.S., il quale mi dice qualcosa a proposito di un treno che sta per passare e rischia di perderlo. Io lo liquido con una frase che non ricordo, non voglio distrazioni. In realtà però come detto mi ero già dimenticato del mio obbiettivo e sto andando avanti senza nessuno scopo preciso,infatti poco dopo il sogno crolla. Con quella frase il mio amico forse voleva dirmi che stavo sprecando un'occasione (perdere il treno come metafora di perdere un'opportunità), ma io l'ho ignorato trattandolo come una distrazione da evitare.

Sogno lucido pomeridiano ore 14.15-15.40

Mi sveglio in stato di paralisi, eseguo il distacco rotolandomi sul pavimento. Mi alzo e sono pesantissimo, ma riesco ad arrivare al piano di sopra e qui si formano le immagini. Esco dal portone ma prima di arrivare al cancelletto il sogno crolla e riparto dal letto. Ripeto l'operazione, sono ancora molto pesante, vado di nuovo di sopra a fatica ma ancora niente immagini. Dato che i normali esercizi di stabilizzazione sembrano non funzionare, cambio sistema, approfitto del fatto che mi trovo in uno stato intermedio tra sogno e paralisi sul letto e subito con l'intento mi proietto in avanti, ritrovandomi in pochi istanti in un'ambiente completamente diverso, vivido e stabile. Sono in una città indefinita e mi trovo a volare senza controllo ad un paio di metri da terra ad una buona velocità, lungo una strada. Per fermarmi e stabilizzarmi in questo ambiente mi aggrappo ad un ramo di un albero. Finché ci sono sopra il ramo continua ad oscillare ampiamente, come se non reggesse il mio peso. Guardo in avanti lungo la strada e penso di avanzare un altro po' in volo così lascio il ramo e volo per qualche metro ma quando mi rendo conto che il sogno sta vacillando mi aggrappo nuovamente, stavolta
ad un palo o ad un cartello stradale. Mi guardo un po' intorno, sullo stesso lato della strada in cui mi trovo io noto un locale, forse un bar, la cui insegna è: "ALESSANDRIA". Mi chiedo che città sia, chiedo ad alta voce come si chiama questa via e una donna che passa dice "via Bologna" e quasi contemporaneamente vedo il cartello della via con scritto proprio "via Bologna". Tale cartello sembra però è rivolto in un'altra direzione, forse è stato spostato. Subito dietro a quel cartello si dirama in diagonale un'altra via. Scendo a terra e vado proprio nel punto in cui inizia questa strada. Sul lato sinistro c'è un cartello bianco rotto con la scritta "scrigno" che probabilmente è solo un pezzo di quello che c'era scritto sul cartello intero, la cui parte sinistra è mancante come se fosse stato spezzato. Sul lato destro invece c'è un cartello blu di quelli che indicano la direzione e la distanza delle città vicine. Leggo tra le altre Catania e Atene, entrambe con la freccia verso destra. Ora con me c'è il mio amico A.S. al quale dico di seguirmi nella direzione indicata dalle frecce. Giriamo un angolo e ci troviamo su una spiaggia di sabbia grigia, il mare è calmo, una tavola e c'è poca gente.
[color=#004000]Qui ho un calo di lucidità e dico al mio amico di prendere un po' di sabbia nelle mani e sentirne la consistenza e verificare lui stesso quanto le sensazioni nel sogno possono essere uguali a quelle della realtà fisica, come se avessi a che fare con il vero A.S. e non un personaggio onirico che lo raffigura. [/color]Poi torno in me e gli dico di allontanarsi e lasciarmi da solo che non devo distrarmi. Qui il sogno inizia a destabilizzarsi e a vacillare e mi rendo conto che non sto portando avanti alcun obbiettivo ed è per questo che sta crollando.[color=#004000] Riparto da un sogno semi lucido in cui scrivo quello che ricordo del lucido appena fatto col dubbio se mi trovo ancora nel mondo onirico o no. Poi avviene un nuovo episodio di paralisi e distacco ma sono ancor più pesante di prima, riesco a fatica ad uscire dal portone ma mi sento continuamente tirare indietro e alla fine cedo.
[/color]

30 giugno 2019

Sogno lucido pomeridiano ore 14.15-16.25

Sono a casa e ho in mano un libro di quelli che si colorano, aperto su una pagina interamente colorata di varie tonalità di blu che insieme formano un effetto incredibile: un immagine in movimento, tipo una GIF, che raffigura il mare. Mi chiama mia nonna da sopra, la raggiungo portandomi dietro il libro per mostrarle quell'effetto spettacolare. Arrivato sopra però poggio il libro da una parte e me ne dimentico, vedo che i miei nonni hanno un ospite a pranzo, una signora grassa sulla sessantina. Rimaniamo un po' a parlare di cose di poca importanza, poi mi trovo in salotto a mangiare dello yogurt al gusto di banana. Ora vado in bagno a lavarmi le mani e poggio il vasetto con ancora un po' di yogurt dentro accanto al lavandino. Subito dopo sono di nuovo in salotto e sto ancora mangiando lo yogurt, ma mi rendo conto che stavolta è al cocco ed è appena iniziato, mentre prima era alla banana ed era quasi finito. Non ricordo di averlo finito ed averne preso un altro, e comunque non è da me mangiare due yogurt uno dopo l'altro. Faccio dei test di realtà, mi guardo la mano sinistra ed ha 5 dita, poi leggo una scritta da qualche parte e vedo che fatico a leggerla dunqueho la conferma di essere in un
sogno. A questo punto tutto si oscura intorno a me, esco in strada, eseguo esercizi di stabilizzazione ma faccio più fatica del solito. Tocco ovunque, mi guardo le mani ma la vista continua ad essere difettosa, vedo come se avessi un occhio solo aperto, mi vedo parte del naso e mi sembra di avere qualcosa in faccia che mi riduce di parecchio il campo visivo. Mi viene in mente che il motivo di ciò possa essere che ho un occhio fisico aperto, ma non so nemmeno se ciò sia possibile. Tocco il muro alla mia destra mentre cammino e guardo la mia mano sinistra. Entro in un edificio, apro una porta di un appartamento e mi trovo a casa della mia nonna paterna. Ora l'ambiente è finalmente stabile. Qui incontro mia madre alla quale chiedo di aiutarmi aprendomi la porta finestra del balcone, così da farmi anticipare i tempi e soprattutto evitare che venga a distrarmi. Lei però mi ignora completamente, meglio così. Attraverso la sala ed esco sul balcone, salto da un balcone all'altro di vari edifici poi ad un certo punto mi calo giù usando una corda appeso al palazzo. Ora sono al livello della strada, nello spazio di ghiaia tra i palazzi del condominio. Raggiungo la strada che porta fino all'uscita dal condominio ed inizio a correre verso l'uscita. La corsa aumenta la stabilità, ora è tutto più solido, vivido e realistico ed anche estremamente calmo e silenzioso. Visto che spesso mi trovo nei miei sogni lucidi e non a casa della mia nonna paterna o comunque nel suo condominio, penso di contattare la mia guida interiore e chiedere che significato ha questo luogo e perché lo sogno così spesso. Appena termino la domanda inizio a percepire una sensazione negativa ed una voce tuona dal cielo come se
provenisse da ogni direzione: <<sono io che governo, non tu, solo io !>> Non è la prima volta che ricevo una risposta di questo tipo quando tento di contattare il sé superiore, e come le altre volte, anche in questo caso percepisco una sensazione di impotenza e sottomissione. Questo è ciò che emana quella presenza oscura che si spaccia per il sé superiore, riesce a farmi sentire debole ed insignificante. In un attimo l'ambiente intorno a me viene come risucchiato via e mi ritrovo sul letto in stato di paralisi,sdraiato a pancia in giù, con una forza che mi preme sulla colonna vertebrale sempre più forte. Sento il dolore che aumenta, sembra che sia sul punto di spezzarsi. Lotto contro questa forza tentando di uscire dalla paralisi e svegliarmi, stavolta non mi sfiora nemmeno il pensiero di tentare il distacco, sento che con questa pressione addosso non posso farcela. Riesco per un attimo a svegliarmi ma resto fermo perché, al contrario di come pensavo un attimo fa, non voglio arrendermi e voglio tentare di eseguire il distacco e provare magari ad affrontare questa forza oscura una volta libero dalla sua morsa. Subito quindi ripiombo in paralisi e vengo ancora schiacciato da questa forza, niente da fare, la pressione sulla colonna vertebrale è troppo forte, è dolorosa, devo arrendermi per questa volta. Senza quasi rendermene conto mi aggrappo al bordo del letto con la mia mano onirica e tiro con forza con l'intenzione di muovermi col corpo fisico e svegliarmi definitivamente e dopo un po' ci riesco.
Una volta sveglio e libero da quella pressione assurda, mi rendo conto che ero quasi riuscito ad eseguire il distacco. Il fatto di essermi aggrappato al bordo del letto infatti implica che ero
riuscito a muovere il mio braccio sinistro onirico, da lì avrei potuto proseguire a muovere il resto del corpo onirico ed uscire, tuttavia la situazione in cui mi trovavo non mi ha permesso di ragionare lucidamente.

4 luglio 2019

Sogno lucido pomeridiano ore 15.10-15.45

[color=#004000]Mi trovo semi lucido in un sogno molto confuso, le immagini vanno e vengono e sono comunque molto sgranate e confusionarie. Decido dunque di uscire dal sogno e per farlo provo prima a lanciarmi contro il muro di recinzione di una villetta ma ci sbatto contro, allora mi lascio cadere all'indietro sull'asfalto ed ecco che tutto si dissolve e mi ritrovo sospeso nel buio senza spazio.[/color][/color] Tento di concentrarmi per raggiungere un qualche luogo specifico ma non faccio abbastanza chiarezza nella mia mente e alla fine mi ritrovo nel corpo fisico in paralisi. Eseguo il distacco e mi alzo dal letto normalmente, il mio corpo è già denso, tanto che inizialmente ho quasi il dubbio di star muovendomi col corpo fisico. Tuttavia la vista non è ancora attiva e ciò toglie ogni dubbio, per il resto però le sensazioni sono estremamente vivide. Arrivo al piano di sopra, le immagini sono appena accennate. Scorgo sul tavolo della sala una figura che dalle dimensioni sembrerebbe un bambino, ma non emana sensazioni positive. Esco dal portone senza prestargli troppa attenzione, raggiungo la veranda e dalla porta finestra mi affaccio verso l'interno, il bambino sul tavolo non c'è più. Ora mi sento chiamare da mia madre dal seminterrato, non le do retta poiché so che sono in un sogno e che si tratta di una distrazione. Esco in strada e mia madre mi raggiunge fermandosi sulla soglia del cancelletto accompagnata da tre gatti che sono molto simili a quelli di mia zia e del compagno, i quali abitano nella casa accanto alla mia. Mia madre mi mostra divertita come i tre gatti escano dal cancelletto tutti insieme allineati e io mi metto a ridere con lei alla vista di quella scena insolita e buffa. Mi dice poi che li ha da poco lavati. La cosa è doppiamente stramba, sia perché i gatti non amano l'acqua e di certo non si fanno lavare, sia perché mia madre non si è mai occupata di animali domestici. Proseguo e prendo delle strade perpendicolari alla mia via, vedo in fondo alla strada un edificio con delle insegne che non esiste in quel punto nella realtà fisica. Penso di raggiungerlo e mentre cammino noto come lo scenario a tratti abbia come degli scatti che mi fanno avvicinare alla destinazione, risparmiandomi metri di strada. Ora però la mia attenzione si sposta su un edificio alla mia sinistra, sembrerebbe essere un hotel, ha un insegna, una scritta verde in corsivo: "Pandora" e subito sotto più in piccolo sempre in verde e in corsivo: "Padma". Non riesco a leggere però benissimo quest'ultima perché mi trovo troppo sotto la struttura e devo alzare la testa per vedere bene.Nel farlo però la il sogno si destabilizza e mi ritrovo sul letto in un falso risveglio che non riconosco come tale. Infatti mi metto a scrivere su un foglietto le scritte che ho appena letto per non dimenticarmele. Leggo poi su un foglietto di carta altre scritte confuse, nomi di persone e altre cose che non ricordo.[color=#004000] C'è un altro breve episodio che ricordo ma che non riesco a collocare cronologicamente, nel quale cammino per la strada e mi trovo a passare in mezzo a dei vestiti in esposizione, forse si tratta di una bancarella. Nel mentre sento una voce che parla di non ricordo cosa.
[/color]

5 luglio 2019

Sogno lucido ore 5.00-5.45

Visita nella città di Nettuno

Eseguo il distacco, esco in strada e mi specchio nel finestrino di una macchina parcheggiata mentre mi sfrego le mani per stabilizzare. Il mio aspetto è abbastanza fedele a quello fisico, poi noto che ho un orologio analogico al polso sinistro (non porto orologi nella realtà fisica), con un cinturino nero e bianco. Lo guardo e vedo che le lancette dei secondi scorrono più veloci del normale. Entro in una casa vicina, suono il campanello e viene ad aprirmi una donna che abita veramente lì, insieme però ad altri che non hanno nulla a che fare con quella famiglia. Vedo V., un mio conoscente, a tavola con due o tre ragazzine bionde sui 12-13 anni. Lo saluto e gli chiedo di darmi un bicchiere d'acqua, lui però invece dell'acqua mi versa del vino.Qui ho un momentaneo calo di lucidità perché insisto nel farmi dare dell'acqua dicendogli che il vino è meglio evitarlo, pensando che berlo possa farmi perdere lucidità.In realtà visto che sto sognando non dovrei temere gli effetti dell'alcol, inoltre sarebbe stato interessante bere qualcosa di diverso dall'acqua in un lucido, anche per testare il realismo del sapore. Comunque mi versa dell'acqua e bevo velocemente, lasciandone un po' nel bicchiere, sono
soddisfatto della stabilità e realismo, posso proseguire. Lo saluto ed esco da una porta, mi trovo a transitare in una serie di stanze, poi vedo due porte, una chiusa, l'altra aperta. D'istinto vado direttamente verso la porta aperta ma poi penso di dare una sbirciata a quello che c'è dietro l'altra porta, dunque mi fermo sulla soglia e allungo il braccio sinistro verso la porta chiusa. Ci trovo un bagno, come spesso capita nei miei sogni, il water però è stranamente più grande del normale. Attraverso la porta che era già aperta e mi trovo in un corridoio con una porta in fondo anch'essa aperta e dalla quale entra la luce del sole. Poco prima della porta c'è un bambino fermo in piedi che sembra fissare qualcosa, è un'immagine un po' inquietante. Attraverso la porta e sono in una città indefinita, è una giornata serena e l'atmosfera è molto gradevole. Ci sono campi da calcetto con gente che sta giocando, persone che passeggiano per la strada, tutto molto vivido e realistico.
Qui perdo parzialmente lucidità e mi trovo ad interagire con un tizio che ad un certo punto si ferma da una parte a fare non so cosa. Stupidamente io invece di proseguire sollecito il tizio a muoversi, lui però fortunatamente mi ignora equi torno in me e mi rendo conto che stavo perdendo tempo e rischiavo di perdere definitivamente lucidità. Rivedo il bambino di prima che ora viene verso di me, lo sollevo da terra e si trasforma in un pupazzo privo di vita, la cosa mi disturba, lo lascio a terra e proseguo. Raggiungo un punto rialzato dal quale si vede il mare, con delle barche non molto lontane dalla riva. Chiedo ad un signore qui presente in che città siamo e lui mi risponde "Nettuno". Voglio verificare se il tizio è in grado di dare risposte coerenti con le precedenti e gli chiedo << cos'è quello ? >> indicando il mare, << il mar Tirreno >> mi risponde lui. La risposta è coerente con la prima, dato che Nettuno è una città che si trova appunto sul mar Tirreno. Servirebbero tuttavia domande ben più complesse per verificarne il livello di intelligenza, qui però ho un calo di lucidità e l'unica cosa che mi viene in mente di chiedergli è di consigliarmi un posto in cui si mangia bene. Non faccio in tempo a sentire la risposta che il sogno crolla. Riparto dalla casa in cui sono entrato all'inizio e incontro di nuovo V.,che sembra stia per uscire. Gli dico di venire con me che voglio fargli provare un'esperienza che probabilmente non ha mai fatto, riferendomi al sogno lucido. Penso infatti di dimostrargli che sta sognando, per vedere la sua reazione, e chissà, magari fare veramente un regalo a questa persona, nel caso in cui fosse il vero V. Usciamo dalla casa e ci troviamo all'aperto, in un luogo simile a quello di prima. Gli chiedo << dove pensi che ci troviamo in questo momento ? Ricordi come siamo arrivati qui ? >> Lui si ferma un attimo a riflettere e poi dice << mi sono perso un pezzo >>, riferendosi al fatto che non si ricorda di aver percorso la strada per arrivare fin qui. Gli faccio l'esempio del film "Inception" che lui sicuramente ha visto, citandogli la scena in cui il personaggio di Di Caprio al tavolo del bar chiede ad Arianna di ricordarsi come sono arrivati lì e lei si rende conto di non esserne in grado e capisce quindi di essere in un sogno. Gli chiedo << che conclusioni trai da tutto ciò ? >> Lui rimane senza parole, forse ha realizzato di essere in un sogno, qui però avviene uno sfasamento della scena e quando le immagini tornano stabili V. non c'è più. Mi piace pensare che fosse davvero lui, e che magari si sia svegliato per l'emozione di quella rivelazione. Il sogno inizia a sfaldarsi e per mantenerlo mi metto a sfregare le mani su un oggetto piatto indefinito. Una volta ottenuta la stabilità faccio levitare l'oggetto con la telecinesi ma non riesco a controllarlo bene e mi sbatte continuamente sul mento, dunque lascio perdere. Incontro delle signore, una delle quali mi invita a seguirla all'interno di un edificio e si mette a fare degli strani disegni su una porta. Poi mi mostra una confezione di quella che sembrerebbe una confettura, la sostanza all'interno è color pesca. Leggo sull'etichetta frontale "CILIEGE" e sul coperchio del barattolo "TOILERBREIL" che presumo sia la marca. La donna inoltre mi fa intendere in qualche modo che quello sia anche il nome di un ristorante nelle vicinanze e mi consiglia di andarci. Esco e proseguo l'esplorazione. Mi trovo a passare davanti ad un ristorante con tavoli all'aperto ancora vuoti ma già apparecchiati. Il locale non ha insegne, ha un aspetto rustico, casereccio. Incontro un uomo calvo che sembrerebbe essere il proprietario del ristorante e gli chiedo se per caso è questo il locale che si chiama "Toilerbreil" anche se già mi aspetto un no come risposta, dato che non sembra affatto un nome di un ristorante. L'uomo infatti mi risponde di no e io proseguo. Mi trovo ora in quello che sembrerebbe essere il centro della città (prima ero sempre nei pressi della spiaggia, ora sono più all'interno). Dopo ancora mi trovo invece proprio in spiaggia, sul bagnasciuga, entro in acqua fino a poco sotto le ginocchia ed immergo anche le mani, è tutto estremamente realistico, è piacevole e rilassante. Ora sento che sto esaurendo l'energia,esco dall'acqua e mi ricordo dell'obbiettivo di viaggiare nel tempo, anche se non ho in mente una destinazione precisa, così penso di chiedere suggerimenti ad una guida. Sto per attraversare una porta per cambiare scenario ma qui il sogno crollae mi sveglio.

7 luglio 2019

Sogno lucido ore 6.00-7.00

Città con lingua sconosciuta

Sono sul letto nella fase ipnagogica. Vedo immagini molto nitide e stabili, una coppia uomo-donna di indiani cammina per strada, poi un'altra coppia, stavolta sembrano sudamericani. Vedo poi un palazzo rosso in lontananza e qui la scena si fa sempre più concreta finché capisco che posso entrarci dentro e così faccio. Inizio a camminare nello scenario, dapprima un po' a fatica poi mi sintonizzo con esso e mi muovo normalmente. Prendo una strada sulla sinistra, c'è un palazzo di 9-10 piani sul lato sinistro che spicca tra gli altri. Penso di entrarci e salire fino al tetto per poi prendere il volo da lassù, ma poi mi guardo intorno e mi metto a leggere le insegne dei negozi e mi accorgo che sono in una lingua mai vista prima. Sento i passanti parlare in questa lingua sconosciuta, mi fermo a chiedere ad un tizio che città è questa ma lui sembra non capire la mia lingua. Glielo chiedo allora in inglese e lui mi guarda storto e mi dice "are you ok ?" In effetti la mia è una domanda insolita da sentirsi fare, penso di inventarmi qualche storiella per giustificare il fatto che non sappia dove mi trovo ma poi decido di dirgli la verità. Gli dico, sempre in inglese, che provengo da un altro mondo e ovviamente lui mi guarda ancora peggio, convinto di avere a che fare con un matto. Ci rinuncio e proseguo per la strada, ora sono in un viale con dei giardinetti a fare da spartitraffico tra due corsie. Voglio dimostrare ai presenti che non sono matto e che non li sto prendendo in giro, così provo a far levitare qualcosa a distanza con la telecinesi ma il sogno è molto stabile e non ci riesco. Dopo un po' che mi concentro però inizio a sentirmi più leggero e capisco che posso levitare io stesso. Con una lieve spinta mi sollevo da terra, sono sospeso a mezz'aria ma le persone presenti non sembrano sorprese da ciò, per la verità sembra che non mi vedano affatto. Decido di atterrare ma forse ho perso un po' di concentrazione e atterro male cadendo all'indietro col sedere per terra, ora sono contento che non possano vedermi :D. Mi viene in mente l'obbiettivo che mi ero prefissato, ovvero quello di viaggiare nel tempo ma anche stavolta me ne ricordo troppo tardie il sogno svanisce prima che io
possa metterlo in pratica.

10 luglio 2019

Sogno lucido ore 5.00-5.45

Sono già fuori dal corpo, non ricordo il momento del distacco, anche se il fatto che ho un corpo molto sottile e mi percepisco in parte ancora sul letto mi fa pensare che sia avvenuto da poco. Corro a super velocità e attraverso senza problemi la materia, attraverso le case finché non decido di fermarmi in un punto e stabilizzarmi qui. Ho ancora un corpo molto sottile e basterebbe un minimo pensiero per ritrovarmi sul letto nel corpo fisico. Tocco una parete di una casa e inizio a stabilizzare. Quando ho raggiunto una stabilità soddisfacente mi dirigo verso un incrocio e penso che appena girerò l'angolo vedrò il mare davanti a me. Detto fatto, giro l'angolo e a qualche decina di metri davanti a me c'è il mare, prima però, un altro pezzetto di strada ed un locale con tavoli all'aperto, forse uno stabilimento balneare. Vado verso i tavoli,le immagini sono ancora sfocate ma riesco a riconoscere una bella ragazza bionda seduta ad un tavolo. La raggiungo e le prendo le mani per aumentare la stabilità e la vividezza delle immagini. In pochi istanti tutto diventa più nitido e realistico, sento chiaramente le mani della ragazza nelle mie, sale l'emozione e devo staccarmi prima che mi destabilizzi. Al tavolo c'è anche una ragazza mora molto carina, faccio un giro tra i tavoli e poi torno al primo e la ragazza mora ora è cambiata, è diventata una ragazzina sui 12-13 anni. Poco dopo cambia di nuovo aspetto, dice di avere 31 anni, guardandola però ne dimostra un po' di più a dire il vero. Il sogno continua ma la mia lucidità non è delle migliori e non combino nulla di interessante.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 07/08/2019, 18:22

20 luglio 2019

Serie di lucidi/OBE ore 6.30-8.00

Mi trovo in stato di paralisi e attendo il momento giusto per effettuare il distacco. Scendo dal letto ma ho un corpo ancora molto sottile e ci metto un po' a stabilizzare. Vado di sopra e vedo un piccolo quadro marrone attaccato al muro con un disegno stilizzato di una figura umanoide. Guardo e distolgo lo sguardo più volte e ad ogni occhiata la figura si modifica leggermente. Entro in bagno e mi guardo allo specchio. Il volto che vedo non è il mio, si tratta di un ragazzo sulla trentina con gli occhi chiari, capelli corti castani tendenti al riccio con una leggera stempiatura. Esco in giardino e il sogno crolla. Da qui inizia una lunga serie di distacchi ed episodi più o meno lucidi caratterizzati da grande confusione. Ricordo un episodio divertente in cui mi trovo ad una festa all'aperto con della musica piuttosto scadente. C'è poca gente a ballare, la maggior parte delle persone gironzolano e chiacchierano al di fuori della pista da ballo. Ad un certo punto parte un'altra canzone, che però è velocizzata rispetto all'originale. Subito dopo un gruppo di persone sedute intorno ad un tavolo inizia a cantare questa canzone, ma sono terribilmente stonati e non è piacevole da ascoltare :D. Non sono solo stonati ma si sente proprio che sono ubriachi fradici :D.

22 luglio 2019

Serie di lucidi/OBE pomeridiani ore 13.30-15.20

Mi corico per il riposino pomeridiano verso le 13.30 con la chiara intenzione di lucidare. Ad un certo punto mi trovo in paralisi ed effettuo il distacco. Inizia una serie di distacchi e rientri con diversi episodi, alcuni confusi, altri decisamente più interessanti. Riporto i tre più significativi:

Episodio 1: La stazione di gioco nel deserto

Esco in strada ed entro nella casa di fronte. Incontro il suo inquilino onirico, Gianfranco, ci salutiamo, poi gli dico che vado di fretta. Mentre parlo con lui entra un tizio alle mie spalle e Gianfranco si rivolge a lui dicendo <<cosa vuoi ?>> Non so come va avanti la cosa perché io poi proseguo aprendo una porta. Mi trovo a passare per una serie di stanze e corridoi molto stretti. Ci sono delle porticine sulla sinistra ma aprendole vedo che non portano a niente, solo delle piccole nicchie buie scavate nel muro. Ora mi trovo di fronte una porta bianca che è quasi mimetizzata col muro, provo ad aprirla ma stranamente fa resistenza. La prendo a calci ma niente da fare, poi mi concentro e le do un calcio più forte e stavolta la butto giù. Ora mi trovo in un corridoio un po' più largo e finalmente sulla destra vedo una porta da cui filtra della luce. Senza pensarci la apro e la attraverso, ora sono in un corridoio in cui entra luce solare, la vedo qualche metro avanti a me, devo solo girare l'angolo e sono fuori. Raggiungo l'uscita e appena fuori sono stupito da ciò che vedo: un'immensa distesa di sabbia grigia a perdita d'occhio. Deduco che mi trovo in un cantiere nel bel mezzo del deserto, non è la prima volta che mi capita di trovarmi in un luogo simile. Ciò che è più sorprendente però è quello che vedo ad alcune decine di metri avanti a me. Si tratta di una struttura colorata che da questa distanza non riesco a definire. Mi trovo in un punto rialzato rispetto al suolo e scendo fino a raggiungere la sabbia. Da qui inizio ad avvicinarmi velocemente alla struttura, curioso di capire di cosa si tratta. Mentre mi avvicino vedo dei ragazzini e chiedo loro cos'è quella cosa giù in fondo. Mi dicono che si chiama DS qualcosa, non ricordo bene. In alto ci sono due pupazzetti disegnati, uno blu e uno rosso e in mezzo la scritta DS. Sotto, sulla facciata bianca della struttura campeggia una scritta curva: GUERRE STELLARI. Da quello che vedo e da quello che mi dicono i ragazzini intuisco che si tratta di una specie di stazione di gioco a tema, non saprei come definirla meglio, perché "sala giochi" non rende l'idea, trattandosi di una struttura semi aperta. Inoltre quando si parla di sala giochi si pensa ad un luogo in cui si trovano diversi giochi di vario genere, qui invece sembra essere dedicato ad un tema preciso. I ragazzini mi spiegano il tema ma di quello che mi dicono ricordo solo vagamente che si trattava di un conflitto tra due fazioni, forse i due pupazzetti blu e rosso rappresentano proprio queste due fazioni.

Episodio 2:
Mi trovo sul tetto di casa mia, scendo a terra e giro l'angolo, ora sono sulla via di casa mia e quello che vedo sembra uno scenario post apocalittico. La strada è immersa in un gran polverone e ci sono macchine distrutte o semi distrutte ai lati, tra cui il pick-up di mio padre. Anche alcune case nei dintorni sembrano aver subito dei danni. C'è silenzio intorno a me, non vedo nessuno nei paraggi. E' tutto molto realistico e mi viene in mente di leggere le targhe delle macchine per vedere se si modificano. Ne leggo una, distolgo lo sguardo e la guardo di nuovo, non cambia, ma a dire il vero ho dato due occhiate rapide, non mi sono soffermato molto.

Episodio 3:

Esco di casa passando dal garage ed entro in una delle case vicine, per usarla come passaggio dimensionale. Stavolta però non voglio limitarmi ad aprire porte e vedere dove mi portano ma ho in mente di viaggiare nel tempo. Non avendo tuttavia un'idea precisa di quale epoca visitare, penso di chiedere suggerimenti ad una guida. Salgo dei gradini, c'è una colonna che separa due ingressi, potrei andare a destra ma decido di tirare dritto e superata la colonna mi accorgo che anche andando a destra mi sarei trovato nello stesso punto. L'architettura dell'edificio è di tipo orientale, forse cinese o del sud-est asiatico, sembra un tempio buddista o qualcosa del genere. Entro nell'edificio e vengo accolto da una donna dai tratti orientali, occhi a mandorla e capelli lunghi neri e lisci. La seguo e mi trovo in una sala, alle cui estremità destra e sinistra ci sono delle porte. L'ingresso da cui sono entrato non è centrato rispetto alla sala, ma molto più vicino all'estremità di destra, la donna però va verso la porta sul lato sinistro e io la seguo. Mentre procediamo le dico che vorrei viaggiare nel tempo attraverso i ricordi di vite passate o future. Lei si ferma davanti alla porta, che in realtà non è una normale porta. Per aprire il passaggio infatti, la donna tira giù o su una specie di tenda rigida. Entriamo e ci troviamo in una sala con una grossa vasca piena d'acqua. Mi dice che devo immergermi, le chiedo se devo togliermi i vestiti o se posso entrare in acqua vestito e lei risponde che è uguale. Senza perdere tempo dunque a svestirmi entro direttamente vestito e mi sdraio tenendo la testa fuori. Ho un'impressione, un vago ricordo di aver già fatto questa cosa e che mettendo la testa sott'acqua si era interrotta bruscamente. Le chiedo un cuscino per appoggiare la testa e stare più comodo e lei me lo porge subito. Un po' perplesso, le chiedo se con questo sistema viaggerò nel tempo, e lei mi risponde che sarà lei a vedere nelle mie vite passate e a dirmi cosa vede oltre a rispondere alle mie domande. Non era proprio quello che avevo in mente all'inizio ma proprio per questo la cosa mi incuriosisce ancor di più. Inizia a dirmi quello che vede ma purtroppo non riesco a ricordare tutto, specialmente le prime cose che mi ha detto. Mi dice che questa persona, che sarebbe una mia incarnazione passata, lavorava a qualcosa tipo un grosso computer e che poi ad un certo punto è passato a lavorare in un circo, o forse lo faceva come secondo lavoro per arrotondare. A questo punto inizio a sentire una presenza e una voce accanto a me che esprime quelli che sono i miei pensieri prima che sia io a farlo. Mi viene in mente di chiedere quando è morta questa persona e dove ha vissuto. Mi risponde che l'uomo è morto nel 1949 e che ha vissuto ad Avellino, in Virginia. Mi rendo conto che ciò non ha senso, forse intende dire che è vissuto in questi due posti, del resto potrebbe tranquillamente essere stato un italiano poi trasferitosi negli Stati Uniti.Qui l'esperienza finisce.

2 agosto 2019

Sogno lucido ore 5.25-6.10

Esco da un sogno normale e mi ritrovo sdraiato in posizione supina. Intravedo davanti a me una grossa finestra, forse con le tapparelle abbassate. Penso che questo sia il luogo in cui sto dormendo e di essere in dormiveglia, sul punto di sprofondare nel sonno e nel sogno mentre invece sto già sognando e semplicemente sto cambiando scenario. Immagino di trovarmi su un pianerottolo di un edificio e di scendere le scale. In questo modo l'ambiente intorno a me inizia a farsi sempre più concreto e stabile. So di essere a scuola, al liceo che frequentavo, scendo le scale dal primo piano, dove c'è la mia classe, al piano terra. Arrivo al piano terra e vado verso l'uscita, sono in uno stato semi lucido, so che è troppo presto per uscire e che se la prof mi vedesse farebbe storie ma io vado avanti senza esitare. Esco dall'edificio, passo per il cortile e attraverso il cancello, ora sono in strada ma non mi sento ancora in zona sicura, so che la prof potrebbe ancora vedermi che me ne sto andando prima del tempo. Di fronte alla scuola c'è una rotonda con diverse strade da poter prendere (è veramente così), e io penso inizialmente di prenderne una che non prendo mai, una strada che per la verità non prende quasi nessuno. Così facendo spero di sfuggire più facilmente ad occhi indiscreti.Qui però prendo piena lucidità e mi rendo conto che non devo né scappare né nascondermi da nulla, sto sognando e sono libero, posso fare qualsiasi cosa. La strada secondaria che stavo per prendere sembra non portare a nulla, probabilmente è un vicolo cieco, dunque prendo la strada principale, quella che percorrevo veramente per tornare a casa da scuola. Mi ricordo che non mi resta molto tempo visto che tra poco dovrò alzarmi per andare a lavoro. Mentre cammino sento chiaramente il vento sulla pelle, mi concentro su questa sensazione e il sogno diventa sempre più vivido e realistico. C'è grande calma e silenzio, l'atmosfera è serena e piacevole. Inizio a toccare cose intorno a me per portare il sogno al massimo realismo possibile. C'è un furgone bianco parcheggiato sul lato destro della strada, ci passo sopra il palmo della mano e mi accorgo che è sorprendentemente liscio. Ora vedo una rete di recinzione al di sopra del marciapiede, tocco anche questa facendo scorrere la mano su di essa e sentendo la superficie liscia della plastica che riveste il ferro della rete. C'è un pezzo della rete che sporge, è quasi appuntito, penso di provare a graffiarmi per vedere se sento un lieve dolore o pizzico ma in questo momento il sogno inizia a vacillare e devo sforzarmi per mantenerlo. Mi guardo le mani e mi accorgo che sul palmo della mano sinistra ho delle macchiette nere, forse frammenti di sporcizia presenti sul furgone o sulla rete. Penso di chinarmi per strofinare le mani sull'asfalto al fine di mantenere il sogno che si sta sfaldando ma qui crolla definitivamente e mi sveglio. Già mentre sono ancora nel sogno capisco che sta svanendo perché è ora di alzarsi e infatti appena sveglio sento i passi di mia madre che si avvicina alla mia stanza per venire a svegliarmi. Non è la prima volta che mi succede, in qualche modo anche se sto dormendo e sognando forse il cervello riconosce i passi di mia madre e mi fa svegliare in anticipo.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 04/09/2019, 19:46

11 agosto 2019

Sogno lucido pomeridiano ore 13.30-15.00

Medico ostile

Mi trovo a casa mia nel bagno del seminterrato, mi guardo allo specchio emi accorgo di stare sognando. Vedo il mio riflesso che mi fissa, ha uno sguardo un po' inquietante. Mi ricordo il mio obbiettivo che è quello di guarire il mio occhio destro, che da alcuni giorni presenta un'irritazione che mi provoca prurito e fastidio. Esco di casa e stabilizzo il sogno toccando fiori e foglie delle piante del mio giardino. Osservo poi il muretto della rampa del garage e ne vedo ogni minimo dettaglio. Esco in strada e mi dirigo subito verso la villetta di fronte, convincendomi di trovarci un medico che possa curare il mio occhio. Suono il citofono e resto per qualche secondo ad osservare i dettagli del muro. Vedo persino le sottilissime ragnatele appese al muro e al citofono, ne tocco una delicatamente, è leggermente elastica. Nessuno risponde al citofono, dunque apro il cancelletto semplicemente spingendolo. Attraverso il giardino, sulla destra c'è una scala che sale e porta all'ingresso della casa, ma vedo anche una porta al livello del giardino e scelgo questa opzione. Mentre mi avvicino vedo uscire da quella porta un ragazzo alto tutto incerottato e con le stampelle. Entro e chiedo subito di un oculista, al che un tizio mi risponde dicendomi qualcosa che non capisco. Mi indica comunque una porta alle mie spalle, è aperta, entro e ci trovo un signore sulla sessantina brizzolato che indossa un camice bianco, è decisamente un medico. Gli chiedo se è lui l'oculista e mi risponde di sì, sembra un tipo simpatico. Mi invita a sedermi, mi siedo davanti a lui e gli spiego il problema. Mi si avvicina per controllare l'occhio, lo osserva attentamente e qui accade qualcosa di imprevisto. Il dottore inizia a comportarsi in modo strano, dice che nei miei occhi vede immagini di sua figlia. Io non capisco cosa voglia dire, non ho idea di chi sia sua figlia. Lui continua ad osservare come se stesse guardando delle immagini su uno schermo e ad un certo punto dice che sta assistendo alla scena di me e sua figlia che ci baciamo. A questo punto cambia atteggiamento, sembra furioso alla vista di quelle immagini, è estremamente geloso e iperprotettivo nei confronti di sua figlia, lo percepisco, è un'informazione che mi arriva istantanea, telepatica, non approva la mia relazione con sua figlia e intende farmela pagare. L'ambiente intorno a me inizia a vacillare, il dottore mi ha ormai messo le mani addosso e sta per sbattermi fuori. So che se ciò accade mi troverò in paralisi con il solito demone a tormentarmi. Riesco a staccarmi appena in tempo dalla sua presa e a scappare, corro via a fatica con lo scenario intorno a me che si sta sgretolando e io che tento di mantenerlo. Ora mi trovo in una strada sconosciuta e pian piano il sogno si ristabilizza, sono riuscito ad evitare il crash. Mi fermo davanti ad una macchina ed inizio a toccarla ed osservarne i dettagli, stabilizzando ulteriormente il sogno. Vedo delle persone che passano, le immagini non sono ancora nitide al 100 % ma so che è solo una questione di tempo. Tuttavia qui perdo lucidità e mi perdo in attività prive di senso finché non mi sveglio poco dopo.

23 agosto 2019

Serie di lucidi/OBE pomeridiani ore 14.15-16.00

Sono nella mia stanza e c'è anche mio fratello. Gli racconto un sogno angoscioso che ho fatto questa notte, lui ascolta con interesse ma ad un certo punto l'ambiente inizia a vacillare e mi ritrovo sul letto. Capisco di essere in un sogno, più precisamente nello stato intermedio,faccio dei tentativi che però non vanno a segno perché la mia coscienza è ancora divisa tra corpo fisico e corpo onirico. A questo punto rimango fermo ad attendere il momento giusto per il distacco e quando sento che è arrivato mi rotolo giù dal letto. Mi alzo dal pavimento ed esco dalla mia stanza, vado di sopra e qui iniziano ad arrivare le immagini, esco dalla veranda e scendo i gradini che portano al cortile dove c'è il gazebo. Noto che ci sono moltissimi uccelli che volano piuttosto bassi, a non più di due metri da terra. Sono in gran parte neri ma mi pare che abbiano il ventre bianco, sono molto irrequieti, il loro comportamento è insolito, alcuni rischiano di venirmi addosso. Mi chiedo che significato abbiano tutti questi uccelli che si comportano in questo modo, le sensazioni comunque non sono positive, c'è un senso di ansia che pervade questo sogno. Esco in strada e mi incammino lungo la via che inizia di fronte al cancello di casa mia. La vista in un primo momento è offuscata poi si aggiusta. Ci sono delle persone che portano a spasso due cani, vengono nella direzione opposta alla mia. Si fermano e io li supero ma i cani mi ringhiano e abbaiano contro. Mi giro e li osservo meglio, uno è bianco, di media taglia, probabilmente innocuo, l'altro invece è decisamente più grosso, è nero e ha un aspetto minaccioso. Dico loro telepaticamente di calmarsi, qui però il sogno crolla e mi ritrovo nella nebbia tipica dello stato intermedio. Da qui posso raggiungere qualunque luogo e penso subito ad una spiaggia. Tuttavia quando tocco per terra per sentire la sabbia, sento ancora l'asfalto, l'ambiente intorno a me è svanito solo a livello visivo ma a livello tattile c'è ancora. Il tatto per me è fondamentale per traslocarmi in qualunque posto, devo sentire la sabbia per far apparire una spiaggia una volta recuperata la vista. Mi viene però in mente una soluzione alternativa, sento l'asfalto, quindi sono sulla strada, ma non è specificato quale strada sia, mi basta perciò pensare di essere sul lungomare della mia città e da lì la spiaggia è a pochi passi. Detto fatto, le immagini tornano e sono sul lungomare, attraverso la strada ed il marciapiede e raggiungo la spiaggia. Mi metto un po' a giocherellare con la sabbia per stabilizzare, poi però perdo parzialmente lucidità e continuo a sognare in maniera confusa, con immagini fumose che vanno e vengono. Ad un certo punto mi trovo sul balcone di casa mia al primo piano e mi lascio andare e diventa di nuovo tutto nebuloso. Percepisco una sensazione di caduta a gran velocità che dura parecchio, come se fossi saltato da centinaia di metri d'altezza. Mentre precipito sento che faccio fatica a respirare, mi accorgo che ho la bocca fisica aperta, ovviamente a causa del gran caldo. Sento il mio respiro affannoso e tempo che ciò possa farmi svegliare a breve. Entro in paralisi e mi ritrovo con l'entità che mi opprime ed inizialmente tento di svegliarmi facendo movimenti bruschi ma non ci riesco. Poi esco dallo stato confusionale e decido di restare e provare ad eseguire il distacco. Prima però devo liberarmi dal demone e per farlo mi metto a canticchiare ed ecco che l'entità inizia ad allentare la presa fino a svanire del tutto. Mi alzo dal lettoma poi il ricordo sfuma, forse mi sveglio o cado in un falso risveglio.

24 agosto 2019

Sogno lucido ore 5.00-7.00

Sono a tavola a pranzo e ad un certo punto inizio a sospettare di stare sognando. Mi guardo intorno alla ricerca di un segnale inequivocabile che me lo confermi, penso di guardare l'ora e vedo sul tavolo un cellulare di quelli vecchi che si aprono. Lo prendo in mano ma poi mi rendo conto che già la presenza di questo tipo di cellulare è un dream sign evidente. Ora ho la certezza di essere in un sogno e tutto contento mi dirigo verso le scale. Mi fermo un attimo e mi diverto a far oscillare un oggetto appeso da qualche parte usando la telecinesi. Mia madre è di spalle e non se ne accorge. Vado di sopra ed esco in strada, mantengo la calma e mi concentro sull'ambiente circostante per stabilizzare il sogno. Dalla mia destra arriva una ragazza mora carina con gli occhiali, che ricorda vagamente la ragazza del mio amico A.. Inizialmente la invito a seguirmi ma subito dopo mi rendo conto che sto facendo un errore e le dico che devo proseguire da solo. Cammino lungo la strada rimanendo concentrato sulle sensazioni che l'ambiente intorno a me mi provoca. Sento il vento sulla pelle e il brecciolino dell'asfalto sotto le scarpe. Passo accanto ad un ragazzo che mi guarda e mi fa una smorfia come per prendermi in giro ma lo ignoro. Più avanti, poco prima della fine della strada un tizio mi si avvicina da dietro e vedo che ha un coltello in mano. Mi giro e attendo che arrivi, non lo respingo, lascio che mi colpisca, consapevole che non può farmi nulla. Mi colpisce col coltello all'addome ma sento solo un pizzico, il coltello si disintegra e poi con un calcetto scaravento il tizio qualche metro lontano. Proseguo, giro l'angolo a destra e ora lo scenario è cambiato. Sono su un terreno sterrato di colore bianco-grigio, vedo mio padre che arriva col suo pick-up, passa ma non mi vede. Io proseguo, raggiungo la strada e la attraverso raggiungendo un cancelletto nero di una casa. Entro e qui cerco una porta che mi conduca altrove, in un luogo più interessante, invece mi ritrovo in un bagno pubblico sovraffollato. Il sogno qui diventa confuso e instabile fino a svanire del tutto.

25 agosto 2019


Sogni lucidi ore 5.45-8.00

La sagra

Sono nello stato ipnagogico, inizio a vedere immagini ipnagogiche che si fanno sempre più concrete finché non ci sono dentro. Mi trovo in una città indefinita di giorno, è in corso una specie di sagra di paese con bancarelle di vario genere, c'è un po' di gente ma non troppa, si cammina senza problemi. Mi avvicino ad uno stand di bigiotteria e mi viene in mente di provare ad usare la telecinesi per spostare qualche oggetto, giusto per testare la mia capacità di usare poteri in un ambiente stabile come questo. Appena mi vedono però, coloro che lavorano alla bancarella iniziano a mettere via tutto in dei sacchi. Mi guardo un po' intorno, osservo i volti di alcune persone, non c'è differenza con la realtà fisica. Camminando esco dall'area dove si trovano le bancarelle e vedo che qui non c'è più quasi nulla, dunque torno indietro e prendo la via che a giudicare dalla folla che la percorre dovrebbe essere quella principale. Mentre procedo osservo ancora i passanti, camminano quasi tutti molto velocemente, come se andassero di fretta e non riesco a fermare nessuno per fare domande o anche solo per osservarli meglio da vicino. Mi viene di nuovo in mente di giocare con la telecinesi in mezzo alla gente e vedere la loro reazione. Vedo una forchetta nera a terra nei pressi di una bancarella e provo a farla levitare o almeno spostarla con la telecinesi ma qui vengo distratto da una ragazza mora che assomiglia molto ad F., una mia ex compagna di classe del liceo, anche il taglio di capelli è quello che era solita portare. Mi invita a sedermi accanto a lei su un muretto, mi siedo ma le dico che posso rimanere solo per poco, senza spiegarle il perché. Evito di distrarmi con lei e piuttosto torno a concentrarmi sulla forchetta, che però ora è diventata qualcos'altro, forse un attrezzo da lavoro per l'edilizia. Rimango a fissare l'oggetto per alcuni secondi ma non accenna a muoversi. Non mi aiuto muovendo mani e braccia come per indirizzare l'oggetto, perché non voglio che chi mi vede capisca quello che sto tentando di fare. Nel frattempo un tizio che è qui vicino mi dice che non è possibile spostarlo senza toccarlo, io gli dico invece che si può fare, senza però parlargli della telecinesi. Non realizzo subito che il tizio ha capito le mie intenzioni nonostante io abbia fatto di tutto per non farmi scoprire. L'oggetto continua a non muoversi, però so che se rimango troppo tempo così con lo sguardo fisso
prima o poi il sogno inizierà a destabilizzarsi e deformarsi e non è ciò che voglio. Dico dunque << non c'è modo di spostarlo senza toccarlo in effetti >>, mi alzo, saluto F. e il tizio e me ne vado. A quanto pare, se nei miei tentativi di usare i super poteri mi affido solo alla concentrazione e al pensiero focalizzato evitando gesti plateali e frasi altisonanti, ho più possibilità di non attirare l'attenzione degli agenti. Tuttavia quel ragazzo si è comunque accorto di quello che stavo tentando di fare, o quantomeno ha avuto il sospetto. Proseguo per alcuni metri
poi il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio.

Lo stadio, la sfida e la palazzina

Mi trovo nel cortile di casa dei miei zii, dove anni fa vivevano i miei bisnonni. Si tratta di un luogo che mi evoca molti ricordi, il mio bisnonno infatti veniva a prendermi tutti i giorni nella vicina scuola elementare che frequentavo, e pranzavo da loro in attesa che i miei genitori staccassero da lavoro e mi venissero a prendere. Per questo motivo è un luogo ricorrente dei miei sogni, spesso accompagnato da emozioni particolari che mi porto dietro anche al risveglio. Il corridoio esterno appare più grande di come è veramente, forse lo sto vedendo così come lo vedevo da bambino. A farmi scattare la lucidità è la voce di una donna proveniente da una casa vicina che mi sembra quella della mia attuale vicina di casa nella realtà fisica. Esco dal cortile e la vista si annebbia, sfrego le mani, me le guardo ponendole a pochi centimetri dagli occhi e le immagini tornano. Ora mi trovo però altrove, in una città che non riconosco, in pieno giorno. Giro un angolo e vedo uno stadio di forma ovale con un campo di calcio in erba, non so dire se naturale o sintetica. Io mi trovo al livello della strada e vedo lo stadio dall'alto, scavato nel terreno. Non è la prima volta che mi capita nei miei lucidi di vedere uno stadio fatto in questo modo. C'è silenzio e tranquillità, non c'è nessuna partita o gara in corso e lo stadio è vuoto ad eccezione di qualche persona qua e là. Voglio sapere dove mi trovo e mi avvicino ad un uomo seduto in curva, << che posto è questo ? >> Gli chiedo. Mi risponde che è lo stadio dei Red Mummium, suppongo si tratti di una squadra sportiva, comunque non ne ho mai sentito parlare. Gli chiedo come si chiama questa città ma qui lui inizia a comportarsi in modo strano, si mostra nervoso e risponde in maniera vaga. Dice di essere confuso e di non sapermi rispondere, come se la mia domanda lo abbia fatto parzialmente destare da una sorta di stato di ipnosi e ora non sappia dove si trova. Prende le sue cose e si allontana velocemente. Ora insieme a lui vedo altre persone che vanno tutte nella stessa direzione dicendo che devono prendere parte ad una sfida, una prova. La cosa mi incuriosisce e li seguo per vedere dove stanno andando e a fare cosa. Attraversiamo un cancello e ci troviamo ora nel garage di casa mia. Queste persone escono passando da sotto la serranda, lasciata alzata di circa un metro. Chiedo se posso venire con loro ma uno di loro mi risponde di no. Chiedo perché ma nessuno mi risponde. Usciamo in strada e alcuni prendono le proprie macchine, qualcun altro invece sale in macchine già occupate da altri che stavano lì ad aspettarli. Continuo a chiedere se posso andare con loro ma
continuano ad ignorarmi. Vedo che ci sono dei posti liberi in una macchina ma non voglio intrufolarmi con la forza, preferisco chiedere il permesso. Ora arrivano due a bordo di uno scooter, chiedo anche a loro un passaggio ma niente da fare. A questo punto decido che li inseguirò in corsa, sono in un sogno quindi posso correre anche più veloce di una macchina o di un motorino. Mi metto a correre dietro di loro con l'intenzione di usare la super velocità, davanti a me c'è lo scooter di prima, l'ultimo della fila. Stranamente però, invece di prendere velocità inizio a sentirmi sempre più pesante e rallento fino a perdere di vista lo scooter. Qui mi viene incontro una macchina di color violetto e subito dopo il sogno crolla. Riparto da casa mia al piano terra, sono quasi al buio, penso di salire al primo piano per poi prendere il volo da lì ma il sogno è troppo buio e instabile così decido di uscire in strada. Qui lo scenario è più stabile, prendo la via che inizia di fronte casa mia e penso di entrare in una palazzina per poi salire fino all'ultimo piano e prendere il volo da lì. A circa metà via vedo una palazzina di quattro piani. Entro e raggiungo l'ascensore, nel quale entrano con me anche due signore sui 60-70 anni. Sembrano sorprese di vedere che c'è un ascensore in questo edificio. Premo il tasto 4 e l'ascensore inizia a salire, poi mi accorgo però di essermi sbagliato, ho premuto il tasto col numero 3, poco male, farò le scale dal terzo al quarto. Arriviamo al piano, saluto le signore e prendo le scale.
Mentre salgo però perdo lucidità e mi dimentico totalmente quello che dovevo fare. Giunto al quarto piano vedo che c'è un ulteriore scalinata che porta ad una soffitta, salgo anche queste e trovo delle persone sedute intorno ad un tavolo a giocare a poker, tra le quali riconosco anche un mio amico, ex compagno di squadra di quando giocavo a calcio. Qui il sogno continua senza lucidità con situazioni che via via si fanno sempre più confuse e assurde.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Bonomelli » 11/09/2019, 3:53

Hari ha scritto:E' vero che molti personaggi onirici sono lì per distrarci e farci perdere energia e lucidità ma come dice Olrac non sono tutti uguali, il trucco è saperli distinguere. Quelli "dannosi" si riconoscono subito perché in genere sono loro a venire da te e cercare di coinvolgerti in attività inutili, mostrandosi spesso insistenti e difficili da allontanare. A me però al contrario capita anche spesso di essere io a cercare un contatto e di essere respinto, quasi come se fossi io il disturbatore :D. A volte poi
si riesce ad avere conversazioni o anche semplicemente incontri che al contrario ti danno un plus di energia che ti porti dietro anche nella veglia. I contatti con questi esseri sono tra le esperienze più straordinarie che si possono fare in un sogno lucido/OBE e sarebbe un peccato rinunciarvi per paura di cadere in qualche "trappola" :) .


Concordo in pieno. Di fatti si può dire che praticamente io lucido proprio per cercare di interagire con questi PO. Sono sempre stato affascinato dai PO... purtroppo come dice Dixit, alcuni PO non meritano minimamente la nostra attenzione, ma a volte se ne incontrano alcuni davvero molto interessanti... alcuni credo che siano la rappresentazione della nostra anima, della nostra vera essenza... che probabilmente rinneghiamo a causa del nostro ego che prende il sopravvento nella vita reale. Si possono fare davvero grandi scoperte a volte su noi stessi interagendo con questi PO. :roll:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 12/09/2019, 21:07

Bonomelli ha scritto:
Hari ha scritto:E' vero che molti personaggi onirici sono lì per distrarci e farci perdere energia e lucidità ma come dice Olrac non sono tutti uguali, il trucco è saperli distinguere. Quelli "dannosi" si riconoscono subito perché in genere sono loro a venire da te e cercare di coinvolgerti in attività inutili, mostrandosi spesso insistenti e difficili da allontanare. A me però al contrario capita anche spesso di essere io a cercare un contatto e di essere respinto, quasi come se fossi io il disturbatore :D. A volte poi
si riesce ad avere conversazioni o anche semplicemente incontri che al contrario ti danno un plus di energia che ti porti dietro anche nella veglia. I contatti con questi esseri sono tra le esperienze più straordinarie che si possono fare in un sogno lucido/OBE e sarebbe un peccato rinunciarvi per paura di cadere in qualche "trappola" :) .


Concordo in pieno. Di fatti si può dire che praticamente io lucido proprio per cercare di interagire con questi PO. Sono sempre stato affascinato dai PO... purtroppo come dice Dixit, alcuni PO non meritano minimamente la nostra attenzione, ma a volte se ne incontrano alcuni davvero molto interessanti... alcuni credo che siano la rappresentazione della nostra anima, della nostra vera essenza... che probabilmente rinneghiamo a causa del nostro ego che prende il sopravvento nella vita reale. Si possono fare davvero grandi scoperte a volte su noi stessi interagendo con questi PO. :roll:



A proposito di questo, analizzando le mie esperienze in questi anni, ho notato che ci sono due forze opposte che agiscono, le quali si manifestano in varie forme e su diversi livelli. Una mi mette continuamente i bastoni tra le ruote, fa di tutto per
ostacolarmi e allontanarmi dalla lucidità e dagli obbiettivi che mi pongo ogni volta. L'altra invece mi viene in aiuto in determinate circostanze, pur senza interferire con le mie decisioni e lasciandomi dunque pieno libero arbitrio. La prima si può identificare con la parte più primitiva dell'inconscio, quella animale, il cui unico scopo è garantire la sopravvivenza. Essa teme e rifiuta ogni cambiamento e crescita spirituale e perciò fa di tutto per tenermi ancorato ai vecchi schemi. Si manifesta su diversi livelli a seconda del mio grado di consapevolezza, più la mia lucidità è alta, maggiore è l'ostacolo che mi si para davanti. Al livello più basso si trovano i semplici personaggi disturbatori, che tentano di distrarmi coinvolgendomi in attività inutili e prive di senso, poi via via gli altri fino ad arrivare a quelli che chiamo "Agenti" e all'Ombra, che è la manifestazione più potente di questo "lato oscuro". La seconda invece, che di riflesso potremmo chiamare "lato chiaro", proviene dal sé superiore, la nostra vera essenza appunto che come dici tu continuiamo a rinnegare a causa del nostro ego che è il "lato oscuro" a cui ho accennato. I personaggi appartenenti a questa fazione possono essere definiti delle guide, emanano amore e protezione, ci aiutano senza chiedere nulla in cambio, non ci giudicano e in genere intervengono solo se interpellati, proprio per evitare di interferire col nostro libero arbitrio. Per quanto mi riguarda al momento prevale nettamente il "lato oscuro" come si può facilmente intuire leggendo le mie esperienze, piene di incontri con esseri tutt'altro che amichevoli mentre invece sono molto più rare le interazioni con guide ed altre entità superiori. :)
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