Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > La rassegna dei miei sogni lucidi

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Finalmente un nickname "decente"

Messaggioda Citrato » 01/10/2014, 1:21

Il seguente SL risale al giorno prima della mia iscrizione al sito. Ricordo di trovarmi sulla strada che mi conduce fino a casa. E' sera. I lampioni illuminano la strada. Sto uscendo dall'anfiteatro comunale nel quale pare si sia tenuto uno spettacolo. Parlo allegramente con alcuni miei amici con i quali immagino di essermi trovato a guardare lo spettacolo. Ci sono molte persone che passeggiano lungo la strada: pare che stiano uscendo anch'esse dall'anfiteatro e che, sovente, si stiano accingendo a tornare a casa. Saluto i miei amici e mi incammino anch'io verso casa. Giunto davanti al mio cancello noto la macchina di mia madre posteggiata nel garage. D'un tratto ricordo di dover ancora comperare le sigarette, quindi mi dirigo lungo la direzione opposta all'uopo di incrociare la traversa che mi porterà dritto verso il tabbaccaio. Mentre cammino penso a quanto sia strano trovare l'automobile di mia madre posteggiata in casa mia, dal momento che ormai vivo solo da anni. Pertanto realizzo di stare sognando. Non appena raggiungo la traversa posso notare da lontano che il tabbaccaio è già chiuso. Peccato, avrebbe potuto essere un'occasione per incontrare il PO che mi vende le sigarette e ascoltare cosa avrebbe avuto da raccontarmi. Comunque so bene che se mi reimmetterò nella via principale in direzione di casa mia e proseguirò per qualche altra decina di metri troverò un bar che di solito rimane aperto fino a tarda sera e che vende anche le sigarette. Invece di imboccare la strada principale, salgo per un'altra traversa all'uopo di immettermi sulla parallela della mia strada e poi ridiscendere per un'altra traversa così da incrociare il bar. Nel frattempo la città è diventata deserta e pare che il lastricato delle strade sia bagnato, generando riflessi variopinti in risposta alla luce dei lampioni. Inizio il mio percorso alla ricerca del bar e noto con piacere che mentre corro riesco a compiere delle falcate esagerate, neanche fossi un'atleta olimpionico. Sia la strada che le case attigue riproducono molto fedelmente la realtà. Non appena incrocio la traversa dalla quale avrei dovuto ridiscendere per raggiungere il bar mi appare dinanzi uno scenario completamente diverso: mi trovo su di una lunga discesa molto ripida che in realtà è collocata in una parte molto più periferica del luogo in cui vivo. Noto delle persone in lontananza e inizio a correre allo scopo di raggiungerle. Una volta raggiunte posso notare una sorta di "accampamento urbano" ovvero tende e falò allestiti sull'asfalto, insieme a diverse persone vestite con tute da centauro. Sembrano quasi indiani metropolitani". D'un tratto odo il rombo del motore di alcune moto che sfrecciano lungo la discesa, ma impennando! Sembra si stia tenendo una sorta di gara di velocità clandestina tra centauri in sfida alle leggi della gravità. A questo punto mi siedo nella posizione del loto sull'asfalto, accanto ad uno strano figuro vestito anch'egli da motociclista, con una bandana in testa e con il volto corrugato e rosso, del tutto simile a quello di un indiano americano. Non posso lasciarmi scappare l'occasione e pertanto gli chiedo: "Mi suggerisci finalmente il nick per l'iscrizione al sito dei sogni lucidi?". Lui mi guarda con un'aria piuttosto incerta e confusa e alla fine mi risponde: "Uhm...mionick va bene?". "No, non va bene affatto.", ribatto. "Coraggio, cerca di metterci un pò più d'impegno!" "Uhm..ok..allora...Citrato". Rimango abbastanza deluso, ma penso che tutto sommato potrebbe andare bene. Lo ringrazio e mi alzo per proseguire l'esplorazione del SL lungo la discesa. La strada si fa sempre più stretta e tortuosa, fino a che non incrocio una piccola traversa, poco illuminata, lungo la quale è disposta una fila di piccole case ad un solo piano. Vedo uscire da alcune di queste case delle donne vestite da massaie, che iniziano ad inveire tra loro. A questo punto perdo completamente la lucidità e non ricordo più cosa è accaduto.
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La mia prima intervista ad un PO

Messaggioda Citrato » 04/11/2014, 22:13

Il seguente lucido risale allo scorso luglio. E' l'ultima notte in cui A. ed io ci troviamo teneramente abbracciati a letto, ormai in procinto di addormentarci, dato che il giorno seguente lei dovrà partire. Abbiamo da poco finito di fare l'amore e mentre la tengo stretta penso a quanto mi dispiaccia non aver avuto occasione di lucidare in questa settimana in cui mi è venuta a trovare. Sono comunque molto sereno e rilassato.

Dopo un pò perdo coscienza e mi ritrovo all'interno di una stanza molto buia, dove riesco a scorgere solo delle ombre. E' una sorta di black world intermedio, che lascia appena intravedere le sagome degli oggetti che mi circondano. Mi trovo in piedi dinanzi ad un lungo tavolo rettangolare. Avverto la sensazione di toccare qualcosa con le mani. A guardare meglio noto che sul tavolo è poggiata una sorta di plastilina, tipo pongo. Ne tengo un pò tra le mani e la manipolo per farle prendere forma. Sto modellando dei corpi femminili nudi e a mano a mano che li definisco vedo apparire le loro controparti a grandezza naturale davanti a me, ma sono corpi senza testa. D'un tratto vedo fluttuare in aria teste di donne che mi passano davanti come fosse una sfilata. Sembra che nel sogno io sia una sorta di scultore di corpi femminili e devo scegliere a quale testa dovranno adattarsi. Capisco che tutto questo è assurdo e ad un tratto acquisto lucidità.

Da una parete del black world intermedio si apre una porta da cui fuoriesce una luce abbagliante. Sento anche un forte brusio provenire da quella direzione. Oltrepasso la soglia della porta e mi ritrovo all'interno di uno stanzone molto illuminato, adibito ad aula di un edificio scolastico. Vi si trovano molti ragazzi che scherzano tra loro, alcuni seduti, altri in piedi, che parlando ad alta voce tirandosi addosso aeroplanini di carta. Sembra che manchi l'insegnante e che i ragazzi ne stiano approfittando per fare baldoria. C'è una ragazzina seduta di fronte a me, da sola, con le braccia poggiate sul banco. Noto una sedia e mi siedo di fronte a lei. E' una ragazzina un pò sovrappeso, ha i capelli neri tagliati corti, una faccia rotonda con due guance molto piene e due occhi che sembrano estremamente vivi e vigili. Mi guarda con un sorriso ironico che sembra indicare in lei molta consapevolezza. Sento che il sogno ha una stabilità eccezionale, come mi è accaduto solo in rare volte.

"Sai di essere in un sogno?" , le chiedo.

"Si, tranquillo", mi risponde.

"Allora posso farti qualche domanda senza che tu possa scomparire o far collassare il sogno?"

"Certo, sono qui per rispondere alle tue domande".

"Come ti chiami?"

"Ema"

"Quanti anni hai?"

"Ne ho tre" (in realtà le avrei dato circa 16 o 17 anni).

"Sei dentro o fuori di me?"

"Sono dentro di te".

"Esiste l'anima?"

"Si, esiste".

A questo punto la metto alla prova facendole una domanda contraddittoria "Io sono destinato a morire?" (intendendo dentro di me se la mia anima fosse destinata comunque a scomparire)

D'un tratto ritorno nel black world, ma sento ancora di trovarmi vicino ad Ema, la quale non risponde ancora alla mia domanda. Sembra quasi che stia indagando nel mio futuro, passandolo in rassegna per sapere quale sarà il mio destino. Dopo circa una decina di secondi mi risponde:

"Si, morirai".


A questo punto mi sveglio e vado di fretta a prendere carta e penna per scrivere il resoconto dell'esperienza onirica. Riporterò parte del sogno anche nel mio post dal titolo "Intervista ai personaggi onirici", per discutere su alcune risposte contraddittorie ottenute da questa intervista.
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Re: La rassegna dei miei sogni lucidi

Messaggioda Alrescha » 04/11/2014, 22:26

Fantastico questo nuovo lucido! Una conversazione interessantissima!
"Tal fu la mia follia da fermarmi per la bestia
Di cenere macchiata e del dono portatore
chiedendomi cosa cotal creatura fosse
<<parla inquieto spirito
di qual sorte t’ha vinto,
e rivela la mia
per cui possa gioire
o versar pianto>> "


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Re: La rassegna dei miei sogni lucidi

Messaggioda Inrem » 04/11/2014, 23:13

Eccezionale!
"I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare."


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Re: La rassegna dei miei sogni lucidi

Messaggioda Citrato » 05/11/2014, 0:56

Grazie Alrescha, grazie Inrem.

Riporterò altri SL "sui generis" quando ne avrò la possibilità.
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Edifici, proiezioni luminose, precipizi

Messaggioda Citrato » 13/12/2014, 20:13

Ricordo di trovarmi all'interno di una sorta di edificio a più piani dove si sbrigano cavillose faccende burocratiche. In questo sogno mantengo un atteggiamento pacato, come di chi ha un'incrollabile fiducia nelle istituzioni. Entro in un primo ufficio dove la segretaria provvede a sbrigare una prima documentazione. successivamente mi consegna dei fogli e mi invita ad andare nell'ufficio ubicato al piano di sopra. Cerco l'ascensore, ma qualcuno mi fa notare che è guasto e pertanto sarò costretto ad imboccare la tromba di scale. Mi ritrovo al piano superiore ed aspetto brevemente il mio turno per entrare in questo secondo ufficio. Una volta entrato consegno gli incartamenti e qui si ripete la stessa trafila di prima. A questo punto la segretaria mi invita a salire le scale fino al piano soprastante, dove un funzionario amministrativo provvederà a mettere l'ultimo timbro sui miei documenti affinchè il calvario potrà finalmente dirsi concluso. Mi dirigo fiducioso verso quest'ultimo ufficio, dove incontro due uomini, uno dei quali ha il pizzetto ed è vestito con un'uniforme dell'esercito di colore verde oliva. Finalmente viene apposto il timbro sui miei documenti. Sembriamo tutti soddisfatti e sorridenti, quindi domando quale direzione seguire per uscire dal palazzo. L'ufficiale mi indica la porta finestra che dà sul terrazzo e mi dice che, nel rispetto delle regole burocratiche, dovrò scendere da li per mezzo di una scala a pioli. Esco sul terrazzo e noto di trovarmi ad un'altezza vertiginosa. La scala a pioli è altissima, strettissima e dotata di pioli di legno tutti fradici. Ritorno nell'ufficio e chiedo se sono davvero costretto a sottopormi ad un simile pericolo, ma i funzionari mi rispondono che non ho altra scelta. Inizio ad inveire contro di loro, minacciando di denunciarli e di scrivere una lettera di protesta sul giornale nel caso non venisse soddisfatta la mia richiesta. Continuo ad incontrare resistenze da parte loro e pertanto decido di ritornare sul terrazzo ed andare incontro al mio destino, affrontando la discesa dell'angusta scala. A questo punto mi rendo conto che una simile situazione ha dell'assurdo e pertanto acquisto lucidità. Mi affaccio dal terrazzo privo di balconata e noto che di fronte ad esso, laggiù sulla strada, è presente una bottega che in realtà assomiglia a quella presente di fronte casa mia. Vedo uscire dalla bottega numerose persone che corrono come prese dal panico. Ne vedo uscire in continuazione, come se all'interno della bottega si trovasse concentrata la folla di uno stadio di calcio. Penso se valga la pena lanciarmi dal terrazzo per provare a volare, ma c'è qualcosa che mi fa desistere. E' come se non mi sentissi pronto e avessi un pò di paura. Pertanto mi volto dall'altro lato e provo a fare qualche prova di volo preparatoria sul terrazzo. Riesco a sollevarmi dal suolo di qualche metro e a compiere qualche breve escursione, ma non dimostro possedere grandi abilità. Non importa, penso, proverò comunque a lanciarmi dal terrazzo. Appena mi rivolto per prendere la rincorsa, noto dinanzi a me un bellissimo palazzo in stile neoclassico, vagamente rassomigliante al "Victor Louis, Grand Théâtre" di Bordeaux (lo dico col senno di poi, dato che non ci sono mai stato nella realtà). Le colonne del palazzo però sono tutte colorate e sembrano fatte di marmo o di granito. decido di strofinarmi le mani e noto che tutto si illumina ancora di più, tanto da far sembrare le tinte del palazzo dotate di luce propria. E' una visione iper-reale assolutamente fantastica. Ad un tratto vedo uscire degli ologrammi giganti da alcune vetrate. Tra questi, noto in particolare il volto di una donna sorridente che non ricordo di aver mai visto nella realtà. Comunque, almeno per una volta nella mia vita, capisco che la visione di quell'edificio e di quegli ologrammi è dovuta al fatto che la sera prima avevo visto alcuni video di youtube riguardanti il "Light Show projection": https://www.youtube.com/watch?v=XgpdXoksAhc. Chiedo al mio subconscio di risalire alle immagini originarie depositate nella mia memoria che hanno dato vita a quel prodotto della mia immaginazione così inedito. L'edificio comincia a vibrare e sembra che le parti che lo compongono vogliano decontestualizzarsi, ma non sono capace di riconoscere in esse qualcosa che si ricolleghi davvero a qualche mio reale ricordo. Fine temporanea della lucidità. Mi trovo insieme a mio padre a bordo della nostra vecchia FIAT 131 Supermirafiori. Lui è alla guida e saliamo verso la montagna. Ad un certo punto la salita diventa così ripida da sembrare una parete, ma la trazione posteriore dell'auto ci permette di salire comunque fino alla cima, neanche fossimo in un gran Cheroke 4X4. Nella mia testa penso "sei grande papà!". Ritrovatomi in cima, sia mio padre che l'automobile scompaiono. Mi trovo in cima ad una roccia altissima e strettissima(di forma tubulare), tipo gran canion. In cima alla roccia è anche presente una tartaruga marina gigante priva di carapace, che cerca disperatamente di muoversi agitando le pinne. Sento che la tartaruga rappresenta l'anima del FIAT 131: una macchina lenta, ma in grado di affrontare le avversità della strada. La tartaruga scompare e mi ritrovo sopra questa altissima roccia ad osservare l'immenso panorama sottostante. Mi sento come prigioniero. Sono confinato su pochi metri quadri di superficie e non ho mezzi per poter scendere. a questo punto mi viene il dubbio sul fatto che stia ancora sognando. Mi guardo la mano destra e noto che mi mancano due dita, mentre il mignolo e l'anulare sono stranamente imbrigliati tra loro. Finalmente so di trovarmi in un sogno. Guardo la superficie della roccia e noto quanto sia irregolare, ma estremamente realistica. Ci sono anche piccoli cespugli d'erba che escono fuori dalle fenditure. Il panorama da quell'altezza è a dir poco stupendo: prati verdi, fiumi, montagne e un bellissimo tramonto. Vedo bambini rincorrersi tra loro. Bene, non ho più alcuna paura e decido di compiere il grande salto. Mi lascio andare a pancia in giù ed inizio a scendere planando. Mi sento circondato dalla vastità del vuoto intorno a me, ma non provo alcun timore. Scendo come se mi fossi lanciato col paracadute. Sento l'aria sbattermi contro, ma il volo dura appena una decina di secondi e molto prima di toccare terra mi sveglio.
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La mia seconda intervista ad un PO

Messaggioda Citrato » 01/02/2015, 17:01

In questo sogno mi ritrovo nel giardino comunale della mia città, seduto su di una panchina davanti ad una ringhiera, insieme agli amici che ero solito frequentare ai tempi delle scuole superiori. Sembra siano tutti presenti, alcuni in piedi, altri seduti, a parlare animatamente, presi dal loro vecchio spirito goliardico, mentre io rimango li ad ascoltarli, preso dalle loro conversazioni. D'un tratto qualcosa del paesaggio si trasforma e al posto della ringhiera che da sul vecchio campo sportivo appare una rete metallica che separa un campo da tennis. D'un tratto penso a come sia possibile che il campo da tennis situato nell'altra villa comunale possa adesso trovarsi in quel luogo. Realizzo quindi di essere in un sogno e mi accorgo di trovarmi dinanzi ad A., mio vecchio amico morto da ormai più di dieci anni a causa di un'incidente stradale. Lui continua a parlare animatamente, quando decido di interromperlo e chiedergli "Ma sei davvero tu? Sai di trovarti in un sogno?" D'un tratto non riesco più a sentire il suono delle sue parole, ma posso notare i movimenti della bocca, molto articolati sebbene indecifrabili, mentre cerca di dirmi qualcosa. Mentre mi parla sembra aver assunto un'aria inquieta e problematica. All'improvviso il paesaggio si sfoca e i PO presenti iniziano a scomparire. Adesso il paesaggio appare come un'unica tinta offuscata di colore arancione e a pochi centimetri da me appare un altro PO: si tratta di un uomo di mezza età mai visto in precedenza, piuttosto opulento e dall'aria ingenua e pacifica. Ne approfitto per fargli un semplice test di aritmetica e gli chiedo "3 x 6?". "18!", rispondendomi immediatamente. Seconda domanda "6 x 8?". Mi risponde "48!", senza alcuna esitazione. Riconosco la sua preparazione, ma voglio trovare un modo per coglierlo in fallo. Gli chiedo di dirmi quanto fa "23 x 6 " , senza però avere in mente la risposta. Lui mi guarda con un sorriso di scusa e mi dice "ehm..non lo so..haha". A questo punto faccio i conti nella mia testa e gli rivolgo la stessa domanda. Immediatamente mi risponde "138!". Rimango giusto qualche altro secondo a riflettere su quali altre domande potergli porre, ma la lucidità sfuma improvvisamente fino a che mi sveglio. Riporterò eventuali riflessioni su quest'ennesima intervista nella sezione intitolata "Intervista ai personaggi onirici".
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(OBE)rare i propri genitori

Messaggioda Citrato » 12/03/2015, 20:02

Chi ha letto il titolo di questo SL sarebbe legittimato a chiedersi "Avrà avuto un OBE?". Beh, non nel senso esatto del termine. La mia non è stata tanto una "Out of Body Experience", quanto semmai una "On Body Experience": inizio col dire che mi trovo a letto, vinto dalla stanchezza, ma molto rilassato. Comincio ad avvertire delle ipnagogiche uditive: ascolto una canzone di cui non ricordo le parole, accompagnata da un'orchestra di archi. Decido che il testo della canzone non mi piace. Il mio subconscio mi asseconda e mi lascia ascoltare solo l'accompagnamento degli strumenti. Il suono si interrompe. Provo ad aprire gli occhi e vedo la mia stanza buia e la porta stranamente chiusa. Ho anche un occhio chiuso, che sembra sigillato dal muco che talvolta ci si ritrova al mattino dopo aver dormito tanto. Provo ad aprirmi l'occhio con la mano, ma non ci riesco. Richiudo l'altro occhio per dormire e nel sonno penso a come sia possibile che la porta fosse chiusa, così come anche il mio occhio. "E' un dream sign, maledizione! Avrei dovuto prestare più attenzione"...."Se dovesse ricapitarmi dovrò starci attento!". Riapro gli occhi, questa volta entrambi, convinto di essere sveglio, ma trovo di nuovo la porta chiusa. "Deve essere un sogno, ma non ne ho la certezza", dico a me stesso. Riesco ad alzarmi dal letto con una certa fatica, finchè non mi ritrovo davanti alla porta. Sono finalmente sicuro di trovarmi in un sogno."Devo provare ad attraversarla", dico a me stesso. Ci provo, ma non ci riesco. Apro normalmente la porta e mi immetto nel corridoio. Sono completamente al buio. Mi dirigo verso una mensola di legno attaccatta al muro, sopra la quale sono posti numerosi soprammobili. Faccio un gesto con la mano per rovinarli a terra, ma non sento provenire alcun tonfo dal pavimento. Provo allora a prendere qualche oggetto tra le mani, per sentirne la consistenza. Afferro come due piccoli oggetti cubici che sembrano fatti di metallo. Li sento freddi tra le mani. Li ripongo sulla mensola. A questo punto accendo la luce del corridoio. Si accendono solo 2 luci molto sfocate in fondo al corridoio. Sembrerebbero quasi fulminate. Inoltre il corridoio appare strettissimo e molto più profondo del normale. Ha un'aria un pò inquietante. Mi dirigo nella stanza contenente la tromba di scale che da al piano sottostante. La luce è spenta, ma è come se un chiarore lunare la illuminasse. Preferisco non scendere le scale. Rientro nel corridoio per raggiungere la stanza in cui un tempo dormivano i miei genitori, ma mi sveglio, ritrovandomi sul mio letto. "Wow ho avuto un SL! Peccato sia durato così poco... Se aprendo gli occhi dovessi ritrovare di nuovo la porta chiusa, allora avrò la prova che mi trovo in un falso risveglio". Apro gli occhi e trovo la porta chiusa. "Falso risveglio!" Ora sono ancora più sicuro di me stesso e più determinato che mai. Mi alzo dal letto in modo più naturale. Mi dirigo davanti alla porta. Pongo il braccio destro in avanti a mò di ariete e provo ad attraversarla. Ci riesco! E' la prima volta che attraverso una porta. Mi sento addosso l'adrenalina. Sono nel corridoio, al buio e non riesco a trovare l'interruttore della luce. Ho paura che il sogno possa collassare da un momento all'altro. Provo a sfregarmi le mani per stabilizzare. Avverto un forte formicolio alle mani, ma anche alla gamba destra, come se una specie di corrente mi attraversasse. Sento che adesso il sogno è più stabile. Mentre mi muovo lungo il corridoio pongo le mani sulle pareti per saggiarne la consistenza. Con mia sorpresa le mie braccia attraversano le pareti invece di toccarle. Arrivo finalmente davanti la stanza dei miei genitori. Sono entrambi a letto e vedo la radiosveglia di un tempo, posata sul comodino della mia vecchia, con le ore in formato digitale e i numeri a led di colore verde. Non riesco tuttavia a decifrare l'orario. Ascolto entrambi i miei vecchi russare. Mio padre è quello che russa più forte. Voglio in qualche modo interagire con loro. Mi butto su di loro a peso morto (da qui il termine "On Body Experience") e cerco di dargli il più fastidio possibile. Avverto i volumi e gli spigoli del loro corpo. All'inizio sembrano non accorgersi di niente. Allora provo ad estendere il braccio sinistro per cercare istintivamente la testa di mio padre (sono al buio, con la sola luce lunare che proviene dalla finestra e non riesco a definire bene le sagome). Mio padre si sveglia o meglio è come se fosse mezzo addormentato, ma non viene preso dal soprassalto. Sembra stia cercando di rendersi conto di ciò che sta accadendo e con mio stupore, dopo più di dieci anni, ascolto consapevolmente la sua voce che insonnolita e con tono pacato esclama: "Che cos'è qua? Cos'è che parla? Avanti!". In realtà non aveva ancora parlato nessuno, ma io rispondo "Sono io pà. Tranquillo, stavi solo sognando e parlavi nel sonno", ma a quel punto sono io che mi sveglio e noto di avere il braccio sinistro che mi penzola fuori dal letto.
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Re: La rassegna dei miei sogni lucidi

Messaggioda nagualdreamer » 12/03/2015, 20:48

Mi ha messo una tristezza addosso. :S
Bel lucido però.
" If we choose to recondition our interpretation system, reality becomes fluid,
and the scope of what can be real is enhanced without endangering the integrity of reality.

Dreaming, then, indeed opens the door into other aspects of what is Real."
~Carlos Castaneda
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Re: La rassegna dei miei sogni lucidi

Messaggioda Citrato » 12/03/2015, 22:51

Grazie nagual. Comunque l'aver risentito la voce di mio padre dal vivo mi è stato molto di conforto.
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