Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/06/2018, 22:09

24 maggio 2018

Sogno lucido mattutino

Città e locali

Mi trovo a casa al piano di sotto e sono già lucido. Vado al piano di sopra, resto un po' in salotto, mi guardo intorno, mi guardo le mani e il resto del corpo, osservo come sono vestito. Esco in strada e mentre cammino osservo le persone e tra queste vedo uno strano personaggio, una bambina con una testa enorme, tipo aliena. Le faccio alcune domande che però non riesco a ricordare se non vagamente, mentre le parlo le immagini si deformano e si offuscano. Interviene la madre della bambina che la prende per mano e la porta via, ora noto che la bambina è diventata una specie di cagnolino ma sempre con quella strana testa. Qui il sogno crolla e riparto dal piano terra di casa mia. Esco e stavolta passo dal giardino di mia zia. Faccio un pezzo di giardino per raggiungere l'ingresso ma quando ci arrivo vedo che è diverso dalla realtà fisica. Mi trovo a scendere una rampa di scale semi buia e quando arrivo giù vedo una porta aperta che conduce ad un ristorante. Vedo tavoli e sedie vuote ma sento anche un chiacchiericcio di fondo e infatti quando entro e vedo meglio tutta la sala vedo che ci sono altri tavoli con gente seduta che chiacchiera. Dietro un bancone vedo il mio amico A. che parla con dei clienti. Questa è una cosa curiosa, diverse volte ho sognato questo mio amico in veste di barista, gelataio, pizzaiolo e ora qui che lavora in un ristorante, tutti lavori che hanno a che fare con la gastronomia. Lui nella realtà fisica non ha mai fatto nessuno di questi lavori, anzi non ha mai lavorato dato che studia all'università. Dall'interno del ristorante si vede fuori attraverso la porta aperta, mi trovo a quanto pare in una città, ci sono persone che passeggiano e l'ambiente mi trasmette sensazioni positive. Lo stessa sala del ristorante è un luogo luminoso, pulito e rassicurante. Esco dal locale e cammino un po' guardandomi intorno e osservando i passanti, il cui aspetto è assolutamente realistico. Cerco il personaggio giusto da fermare e a cui fare domande, tuttavia nessuno di loro dà la sensazione di essere dotato di particolare consapevolezza. Qui il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio. Ricordo un episodio in cui sono in casa con mia madre che mi parla e poco dopo mi ritrovo sul letto in stato di paralisi. Scendo dal letto e cammino alla cieca,non so per quale motivo prendo il cordless dal mobiletto. Vado di sopra in cucina e guardo il cordless, leggo la scritta "SAMSUNG" in alto, distolgo lo sguardo, la guardo di nuovo ed è leggermente cambiata, si sono scambiate alcune lettere. Lo guardo una terza volta e la scritta sembra essere tornata come all'inizio. Esco e passo di nuovo nel giardino di mia zia, scendo ancora una rampa di scale e mi trovo in un locale ma stavolta si tratta di uno di quei locali malfamati frequentati da gente poco raccomandabile. A differenza del ristorante di prima, questo locale è decisamente più buio e cupo anche se non mi trasmette sensazioni negative. C'è un televisore che trasmette della musica. Esco dal locale mantenendo alta la guardia dato l'ambiente in cui mi trovo. Sento ancora la musica proveniente dal locale, la canzone sembra avere più voci, tra queste ricordo quella di Renato Zero che dice "amami !" Lo scenario poi cambia, ora sono insieme ad altre persone su una collinetta erbosa e stiamo osservando il paesaggio. Mi avvicino ad un precipizio, saranno una decina di metri d'altezza. Mi lascio andare guardando in alto e riesco a mantenermi sospeso a mezz'aria. Volo un po' qua e là poi vedo una città in lontananza e punto verso di essa desiderando di raggiungerla. A questo punto ecco che aumento la velocità dirigendomi verso la città. Non è facile mantenere il volo, devo sforzarmi per rimanere dritto, alla minima indecisione inizio ad andare storto e sbandare. Raggiungo la città, vedo gli edifici e alla mia sinistra uno stadio con il terreno di gioco verde scuro, probabilmente sintetico. Qui il volo perde stabilità e poco dopo anche il sogno stesso. Il sogno crolla e forse mi sveglio o cado in un falso risveglio.

25 maggio 2018

Sogno lucido mattutino

Scontro con...Mussolini

Sono sdraiato sul letto in posizione supina a leggere un fumetto in bianco e nero che mi scorre davanti. Dopo un po' la scena si dissolve e capisco che si trattava di un sogno e credo di essere sveglio, ma scoprirò solo una volta sveglio davvero che si trattava di un falso risveglio. Qui infatti sono sdraiato in posizione supina, mentre in realtà il mio corpo fisico si trova disteso sul fianco destro. Comunque qui inizio ad immaginare di camminare all'interno del sogno e in breve ci sono dentro. Attraverso una strada e raggiungo una piazza, forse un parcheggio. Stacco un segnale stradale e lo tocco un po' per stabilizzare. Di fronte a me ora dall'altra parte della strada vedo dei palazzi di 7-8 piani. C'è un ristorante cinese (lo capisco
dai caratteri cinesi esposti fuori dal locale) con tavoli anche all'esterno. Attraverso la strada e lo raggiungo, osservo la gente ai tavoli, i volti sono assolutamente realistici. Si tratta per lo più di famiglie, tra le persone ricordo in particolare una bambina dai capelli neri, lunghi e lisci. Entro e cerco un tavolo dove sedermi, con l'idea di rimanere in attesa, come se stessi aspettando qualcuno con il quale ho appuntamento per mangiare insieme. Sono curioso di vedere chi e cosa mi propone il sogno. I tavoli sembrano tutti occupati, sono disposti un po' a caso, come in una pizzeria tavola calda, spostabili a discrezione dei clienti. Trovo un tavolino quadrato per due persone libero, leggermente staccato da altri tavolini ai quali sono sedute delle persone, mi siedo qui. Sul tavolino ci sono resti di cibo di qualcuno che ha mangiato qui fino a poco fa ma io mi siedo comunque aspettando che qualcuno venga a pulire. Osservo le pareti, sono ruvide e di un giallino chiaro. Poco dopo arriva una cameriera che mi chiede se sono qui per mangiare, impappinandosi nel parlare, le viene anche da ridere. Deduco che in questo locale si possa venire anche solo per bere, come in un pub. La donna si allontana e mi aspetto che torni con il menù, ma nel frattempo un tizio seduto al tavolino di fronte a me, si alza e senza chiedermi nulla prende una sedia alla mia sinistra e la porta al suo tavolo. A questo punto io con calma gli dico che doveva chiedermi il permesso di prenderla, poiché poteva essere occupata. Non insito perché comunque c'è un'altra sedia sulla quale potrebbe sedersi questa persona che dovrebbe arrivare. Il tizio fa finta di niente ma poco dopo lui e la donna di fronte a lui indicano qualcosa alle mie spalle. Mi giro e non trovo nulla a parte una porta chiusa. Mi volto nuovamente verso di loro e li vedo sgranare gli occhi come se avessero visto un fantasma. La loro reazione mi fa capire che avevano visto qualcuno o qualcosa dietro di me e che ora l'hanno appena visto scomparire. Mi volto ancora e provo ad aprire la porta, mantenendomi però il più possibile a distanza, allungando una mano. Apro lentamente e vedo una sagoma umanoide tipo fantasma e il sogno per qualche secondo si destabilizza, come se la presenza di questo essere interferisse con la mia capacità di rimanere integrato in questo ambiente. Guardando meglio mi accorgo che si tratta di... Mussolini :shock: , più precisamente sembra essere il Mussolini del film "Sono tornato" di cui ho visto alcuni spezzoni il giorno prima su Sky. Indietreggio e la sagoma continua ad avanzare con ostilità verso di me. Mi aggredisce e mi fa perdere stabilità, non so cosa fare, l'essere non è manipolabile, ma devo mantenere la calma, non voglio farmi sbattere fuori dal sogno. Decido di uscire dal locale e attraverso la strada correndo non per scappare via ma per ritrovare la stabilità e allontanarmi un po' per avere il tempo di pianificare qualcosa. Mi fermo in una piazzetta e lui mi raggiunge, è a meno di dieci metri da me. Ora non è più una sagoma eterea ma ha un corpo, e l'aspetto è proprio quello di Mussolini in divisa come sul film. So che non posso combatterlo fisicamente e mi viene in mente il trucchetto di creare una lastra di ghiaccio sul terreno per farlo scivolare. Appoggio dunque il palmo della mano destra sull'asfalto, il ghiaccio non si crea ma succede comunque qualcosa: l'essere si contorce e cade a terra. E' stata forse un'onda d'urto o una scossa elettrica, in ogni caso ha funzionato, il nemico ora è a terra, anche se non è ancora sconfitto. Inizia infatti a trasformarsi e ho l'impressione che la vera battaglia debba ancora cominciare. Io però non voglio ucciderlo e mentre si trasforma glielo dico e cerco di farlo ragionare. Lui però non sembra ascoltarmi, si alza in piedi, ora è una specie di robot di quelli degli anime giapponesi alto alcuni metri e continua a trasformarsi tipo Transformers. Mi attacca e il sogno si deforma, ora ha le mie stesse dimensioni, non è più un gigante. Ancora una volta dunque il suo attacco mi fa perdere stabilità e la cosa mi infastidisce non poco, ma non devo perdere la pazienza. Gli chiedo perché sta facendo questo
e lui mi risponde "hai ucciso tuo figlio !" Io non capisco cosa voglia dire dato che non ho figli. Qui mi arriva un ricordo di un sogno in cui ho sparato ad un bambino per sbaglio uccidendolo e immagino si riferisca a quell'episodio. Gli dico dunque che si trattava di un sogno e che comunque è stato un incidente. L'essere sembra capire, ora ha l'aspetto di un uomo incappucciato, poi si scopre il volto. Facciamo pace e torniamo verso il ristorante. Ora è notte, entriamo nel locale e ci sediamo ad un tavolino per due persone a ridosso di un muro. Ora il tizio è diventato una ragazza, è seduta sul lato del muro, io di fronte a lei e ho alle spalle altri tavoli con altra gente. Siccome voglio avere sott'occhio gli altri tavoli, mi siedo sul lato del tavolino alla mia destra, mentre lei a sua volta si sposta mettendosi di fronte a me. Non mi sono seduto al suo posto perché lo spazio era troppo stretto, ora comunque ho gli altri tavoli alla mia sinistra e posso vedere con la coda dell'occhio eventuali pericoli. Sulla parete c'è invece un termosifone che prima non avevo notato ed è anche acceso ed emana calore. Ora al posto della ragazza c'è mio fratello che mi parla di cose di poco conto, mi rendo conto che sto perdendo tempo. Potrei alzarmi e andarmene per continuare il sogno ma dato che sono successe molte cose vorrei essere sicuro di ricordarle, così resto lì fermo finché non mi sveglio.


30 maggio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Mi sveglio in stato di paralisi e sento entrare in camera mia madre che si ferma accanto al letto e dice di volermi svegliare. Le dico di lasciarmi dormire e qui capisco che si tratta di un'illusione e mi tranquillizzo. Scendo dal letto, non ho ancora la vista e chiedo più volte chiarezza ad alta voce, quando arrivo in salotto inizio anche a vedere. Qui invece della solita cucina mi trovo davanti una tavolata piena di dolci e altri cibi tra cui spicca una crostata con una marmellata di colore scuro, probabilmente qualche frutto di bosco. Ne prendo un pezzo e lo assaggio, ha un buon sapore seppur non molto intenso. Esco dal garage e raggiungo la strada mentre mangio, arrivo all'incrocio, prendo la via perpendicolare alla mia e decido di entrare in una delle case alla mia destra. Vedo una signore uscire da un cancello e scarto questa villetta puntando a quella successiva, anche da qui esce una signora ma ormai sono già davanti al cancello ed entro lo stesso, lei non si oppone. Attraverso il giardino ed entro in casa trovandomi in una saletta con dei ragazzi sui 30-35 anni seduti su un divano a chiacchierare. Uno di questi pare essere il figlio della signora che ho appena visto uscire. Qui ho un calo di lucidità, il tizio mi chiede cosa voglio e io non so rispondere, sono come in un momentaneo stato confusionale. So che sto sognando ma non ricordo più cosa volevo fare, così esco da questa casa invitando il ragazzo a seguirmi. Una volta fuori torno in me e
ricordo lo scopo della mia visita: fare domande ai personaggi che incontro. Gli chiedo se sa di essere in un sogno, non ricordo esattamente le sue parole ma il senso della sua risposta è che sì, sa di essere in un sogno perché tutti qui intorno lo guardano sempre con la stessa espressione e lo stesso strano sorrisetto e così capisce che qualcosa non quadra. Gli chiedo se ha mai provato a rivolgersi a loro con frasi del tipo "cosa avete da guardare ?" per vedere la loro reazione, non ricordo la sua risposta a questa domanda, mi pare fosse un no. Preciso comunque che i personaggi onirici non vanno trattati male e lui concorda con me su questo punto. Ora usciamo dal cancello e continuando la conversazione, aggiunge che ormai lui conosce tutti i presenti, sono sempre le stesse persone e pare non essere in grado di andare in altri luoghi e incontrarne di diverse da queste. Gli dico allora che forse io posso portarlo con me in altri mondi. Così ci avviamo lungo la strada che ora è leggermente in salita e ci troviamo sull'orlo di un precipizio dal quale mi lascio cadere portando il ragazzo con me ma qui l'ambiente,
che già si era destabilizzato, diventa tutto confuso e assurdo. Cerco di rimanere nel sogno e riportarlo alla sua stabilità iniziale ma alla fine lo perdo e mi trovo in un falso risveglio. Questo sogno è stato solo a tratti vivido e la mia lucidità mai al massimo.

1 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Sono a casa in salotto a parlare con mia madre e dopo un po' vado in camera. Qui trovo un elemento estraneo, ma l'ambiente è così vivido e realistico che non penso di stare sognando e mi sdraio sul letto. Faccio comunque un test di realtà come mi sono abituato a fare nella veglia ogni volta che mi imbatto in qualcosa di insolito. Sono a pancia in giù e guardo un numero disegnato su un tappetino appoggiato sopra il comodino (già la presenza di questo tappetino poteva costituire un dream sign, ma non ci faccio caso), è un 8 ma ad una seconda occhiata sembra essere un 5. Ora il numero sembra oscillare tra 5 e 8 e il dubbio inizia a salire, comunque si trova in un punto dove il tappetino è piegato per cui penso che potrebbe essere una specie di illusione ottica. Faccio il test definitivo, prendo il cellulare e guardo più volte l'ora, prima sono le 9.54 poi le 9.56, al terzo sguardo l'ora si è spostata avanti di 1 o 2 minuti, ora non ho più dubbi, sto sognando ! Mi meraviglio di come questo possa essere un sogno, così vivido e stabile ancor prima di essere diventato lucido. Vado di sopra, do uno sguardo in cucina e vedo accanto al televisore un'ampolla di vetro piena d'acqua con un pesce rosso. Mentre lo vedo lo considero coerente con la realtà fisica, ma a dire il vero non c'è nessun pesce rosso a casa mia, segno che la mia lucidità qui è piuttosto bassa. Incontro mia nonna che mi parla in maniera insistente dicendo però cose senza senso, dunque la ignoro e mi affretto ad uscire. Una volta raggiunta la strada però l'ambiente inizia a destabilizzarsi e in breve il sogno crolla. Non ricordo se al termine di questo sogno o di un altro successivo, rimango nello stato ipnopompico e, rimanendo immobile, rientro nel sogno immaginando di camminarci dentro. Mi trovo dunque a camminare per strada e tocco una macchina alla mia destra per integrarmi con lo scenario ma qualcosa va storto e il sogno crolla di netto.

2 giugno 2018

Mi sveglio in stato di paralisi con mio fratello che entra in camera e si ferma accanto al mio letto, sono girato dall'altra parte quindi non lo vedo. Capisco subito che si tratta di un'illusione perché a quest'ora mio fratello sta dormendo nel suo letto. Mi preme sul fianco e sento una specie di gorgoglio continuo come se mi avesse infilzato per succhiarmi energia vitale. La sensazione è piuttosto sgradevole ma io non mi faccio travolgere dai cattivi pensieri, non oppongo resistenza, rimango immobile e aspetto il momento giusto per staccarmi dal corpo e scendere dal letto. Al primo tentativo fallisco, forse anche al secondo ma alla fine riesco a prendere il controllo del mio corpo onirico e a rotolarmi giù dal letto finendo sul
pavimento. Mi alzo ed esco dalla mia stanza. Vado subito di sopra ed esco dalla porta finestra della cucina, raggiungendo il giardino, dal quale poi raggiungo il parcheggio dietro casa. Attraverso il parcheggio fino alla strada e poi giro a sinistra. Appena superato l'incrocio con la via di casa mia (tutto è piuttosto fedele alla realtà fisica) passano due macchine nere, una con due strisce bianche sul cofano anteriore, l'altra con le stesse strisce bianche sulla fiancata sinistra (suppongo ce l'abbia anche su quella destra anche se da questa angolazione non la vedo). Il passaggio delle macchine mi costringe a defilarmi sulla sinistra mentre prima camminavo al centro della strada e stavo per accostarmi sulla destra per entrare in una
delle villette su quel lato. Per qualche motivo quando cammino nella versione onirica della zona di casa mia con l'idea di entrare in una casa, tendo a prediligere quelle sul lato destro. Passate le due macchine torno a camminare al centro della strada e do un rapido sguardo dietro di me verso casa mia. Vedo che non ci sono le nostre macchine parcheggiate, ce ne è forse solo una che non riconosco, a quanto pare sono tutti fuori casa in questo momento. Mi accosto sulla destra e mi avvicino ad un cancelletto di quelli che si aprono senza chiave, semplicemente infilando una mano tra le sbarre e tirando una levetta. Tuttavia non entro subito perché vedo un tizio in fondo al corridoio esterno che pare essere il custode di questa proprietà. Ovviamente essendo in un sogno potrei fare come voglio ed entrare senza problemi, ma il mio approccio ormai da parecchio tempo è quello di forzare il meno possibile il sogno, trattare i personaggi con il massimo rispetto. Gli faccio cenno di chiedere ai proprietari se posso entrare, lui immediatamente entra in casa ed esce subito dopo dandomi l'ok. Può sembrare una perdita di tempo, ma per me questo procedimento è essenziale per evitare atteggiamenti ostili da parte dei personaggi, di fatto così facendo mantengo una sorta di armonia con il mio inconscio. Entro e raggiungo l'ingresso della casa, qui incontro un ragazzo un neonato in braccio. Subito dopo incontro tre signore, due delle quali anziane, sopra i 70, l'altra sulla cinquantina. Chiedo loro come si chiamano, la prima ha un nome strano che non riesco a ricordare, la seconda si chiama Adela mentre invece quella più giovane Silvia. Ci troviamo in cucina e spiego loro che sono un sognatore e sono qui di passaggio per accedere ad un altro mondo attraverso una porta (mentre lo dico indico una porta che vede sulla parete di fronte a me). Mi interessa vedere la loro reazione, ma non è nulla di particolare, rimangono lì ferme, sorridenti, senza dire niente. Di solito prima di varcare una porta mi fermo a mangiare qualcosa o bere dell'acqua per aumentare al massimo il mio coinvolgimento con l'ambiente onirico. Quando entro in un luogo chiuso e incontro persone infatti, tendo a distrarmi e dissociarmi dallo scenario in cui mi trovo. Il gesto di bere o assaggiare del cibo mi aiuta a risintonizzarmi con esso, grazie al coinvolgimento di tutti e cinque i sensi, ma solo se eseguito non in maniera distratta ma
mantenendo la presenza di se stessi in ciò che si sta facendo. Qui tuttavia quello che accade va in contraddizione con quanto appena detto, infatti mentre bevo il sogno si destabilizza e si sfalda.
Evidentemente sono semplicemente arrivato al termine della fase REM, dunque il mio tempo è scaduto e in questo caso non c'è tecnica di stabilizzazione che tenga. Infatti, nonostante gli sforzi, non riesco in alcun modo a recuperare il sogno, sento già il contatto del mio corpo fisico sul letto e dopo qualche secondo mi sveglio definitivamente.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Citrato » 14/06/2018, 19:49

Ciao Hari! Grandiosi come sempre questi tuoi sogni. In particolare mi è sembrato interessante constatare come il PO dalle sembianze di Mussolini si sia placato nel momento in cui gli hai ricordato che l'episodio cruento legato all'uccisione di quel bambino era solo frutto di un sogno. Sembra quasi che in questo modo tu sia riuscito a sciogliere un qualche nodo conflittuale generato dal tuo inconscio. Continua così, vai fortissimo :cool:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 14/06/2018, 20:23

Ciao Citrato ! ;) Ho pensato la stessa cosa ! Anche se onestamente non sono nemmeno certo di averlo fatto quel sogno, non me lo ricordo e non l'ho trovato tra quelli segnati nel mio diario. Potrebbe essere stato un riaffiorare improvviso
di un ricordo di un sogno dimenticato, oppure un falso ricordo creato sul momento dal mio inconscio. Sono molti nei miei sogni, lucidi e non, gli episodi di questo tipo, ricordi improvvisi che però non trovano quasi mai riscontri nella memoria che
ho dei sogni durante la veglia. In certi casi è impossibile stabilire se si tratti di frammenti di sogni dimenticati riportati a galla per qualche motivo, o solo di improvvisazione da parte dell'inconscio. Io propenderei per la prima ipotesi, considerando
che sogniamo tutte le notti e solitamente la maggior parte della nostra attività onirica la dimentichiamo, dovrebbe esserci abbastanza materiale a cui attingere per l'inconscio senza che debba creare falsi ricordi, ammesso che sia in grado di farlo.
In ogni caso ho avuto subito la sensazione di aver risolto un qualche conflitto interiore, la tensione che si era venuta a creare si è subito sciolta dopo che ho risposto all'accusa di quell'essere.
Hari
 
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