Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/06/2018, 22:09

24 maggio 2018

Sogno lucido mattutino

Città e locali

Mi trovo a casa al piano di sotto e sono già lucido. Vado al piano di sopra, resto un po' in salotto, mi guardo intorno, mi guardo le mani e il resto del corpo, osservo come sono vestito. Esco in strada e mentre cammino osservo le persone e tra queste vedo uno strano personaggio, una bambina con una testa enorme, tipo aliena. Le faccio alcune domande che però non riesco a ricordare se non vagamente, mentre le parlo le immagini si deformano e si offuscano. Interviene la madre della bambina che la prende per mano e la porta via, ora noto che la bambina è diventata una specie di cagnolino ma sempre con quella strana testa. Qui il sogno crolla e riparto dal piano terra di casa mia. Esco e stavolta passo dal giardino di mia zia. Faccio un pezzo di giardino per raggiungere l'ingresso ma quando ci arrivo vedo che è diverso dalla realtà fisica. Mi trovo a scendere una rampa di scale semi buia e quando arrivo giù vedo una porta aperta che conduce ad un ristorante. Vedo tavoli e sedie vuote ma sento anche un chiacchiericcio di fondo e infatti quando entro e vedo meglio tutta la sala vedo che ci sono altri tavoli con gente seduta che chiacchiera. Dietro un bancone vedo il mio amico A. che parla con dei clienti. Questa è una cosa curiosa, diverse volte ho sognato questo mio amico in veste di barista, gelataio, pizzaiolo e ora qui che lavora in un ristorante, tutti lavori che hanno a che fare con la gastronomia. Lui nella realtà fisica non ha mai fatto nessuno di questi lavori, anzi non ha mai lavorato dato che studia all'università. Dall'interno del ristorante si vede fuori attraverso la porta aperta, mi trovo a quanto pare in una città, ci sono persone che passeggiano e l'ambiente mi trasmette sensazioni positive. Lo stessa sala del ristorante è un luogo luminoso, pulito e rassicurante. Esco dal locale e cammino un po' guardandomi intorno e osservando i passanti, il cui aspetto è assolutamente realistico. Cerco il personaggio giusto da fermare e a cui fare domande, tuttavia nessuno di loro dà la sensazione di essere dotato di particolare consapevolezza. Qui il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio. Ricordo un episodio in cui sono in casa con mia madre che mi parla e poco dopo mi ritrovo sul letto in stato di paralisi. Scendo dal letto e cammino alla cieca,non so per quale motivo prendo il cordless dal mobiletto. Vado di sopra in cucina e guardo il cordless, leggo la scritta "SAMSUNG" in alto, distolgo lo sguardo, la guardo di nuovo ed è leggermente cambiata, si sono scambiate alcune lettere. Lo guardo una terza volta e la scritta sembra essere tornata come all'inizio. Esco e passo di nuovo nel giardino di mia zia, scendo ancora una rampa di scale e mi trovo in un locale ma stavolta si tratta di uno di quei locali malfamati frequentati da gente poco raccomandabile. A differenza del ristorante di prima, questo locale è decisamente più buio e cupo anche se non mi trasmette sensazioni negative. C'è un televisore che trasmette della musica. Esco dal locale mantenendo alta la guardia dato l'ambiente in cui mi trovo. Sento ancora la musica proveniente dal locale, la canzone sembra avere più voci, tra queste ricordo quella di Renato Zero che dice "amami !" Lo scenario poi cambia, ora sono insieme ad altre persone su una collinetta erbosa e stiamo osservando il paesaggio. Mi avvicino ad un precipizio, saranno una decina di metri d'altezza. Mi lascio andare guardando in alto e riesco a mantenermi sospeso a mezz'aria. Volo un po' qua e là poi vedo una città in lontananza e punto verso di essa desiderando di raggiungerla. A questo punto ecco che aumento la velocità dirigendomi verso la città. Non è facile mantenere il volo, devo sforzarmi per rimanere dritto, alla minima indecisione inizio ad andare storto e sbandare. Raggiungo la città, vedo gli edifici e alla mia sinistra uno stadio con il terreno di gioco verde scuro, probabilmente sintetico. Qui il volo perde stabilità e poco dopo anche il sogno stesso. Il sogno crolla e forse mi sveglio o cado in un falso risveglio.

25 maggio 2018

Sogno lucido mattutino

Scontro con...Mussolini

Sono sdraiato sul letto in posizione supina a leggere un fumetto in bianco e nero che mi scorre davanti. Dopo un po' la scena si dissolve e capisco che si trattava di un sogno e credo di essere sveglio, ma scoprirò solo una volta sveglio davvero che si trattava di un falso risveglio. Qui infatti sono sdraiato in posizione supina, mentre in realtà il mio corpo fisico si trova disteso sul fianco destro. Comunque qui inizio ad immaginare di camminare all'interno del sogno e in breve ci sono dentro. Attraverso una strada e raggiungo una piazza, forse un parcheggio. Stacco un segnale stradale e lo tocco un po' per stabilizzare. Di fronte a me ora dall'altra parte della strada vedo dei palazzi di 7-8 piani. C'è un ristorante cinese (lo capisco
dai caratteri cinesi esposti fuori dal locale) con tavoli anche all'esterno. Attraverso la strada e lo raggiungo, osservo la gente ai tavoli, i volti sono assolutamente realistici. Si tratta per lo più di famiglie, tra le persone ricordo in particolare una bambina dai capelli neri, lunghi e lisci. Entro e cerco un tavolo dove sedermi, con l'idea di rimanere in attesa, come se stessi aspettando qualcuno con il quale ho appuntamento per mangiare insieme. Sono curioso di vedere chi e cosa mi propone il sogno. I tavoli sembrano tutti occupati, sono disposti un po' a caso, come in una pizzeria tavola calda, spostabili a discrezione dei clienti. Trovo un tavolino quadrato per due persone libero, leggermente staccato da altri tavolini ai quali sono sedute delle persone, mi siedo qui. Sul tavolino ci sono resti di cibo di qualcuno che ha mangiato qui fino a poco fa ma io mi siedo comunque aspettando che qualcuno venga a pulire. Osservo le pareti, sono ruvide e di un giallino chiaro. Poco dopo arriva una cameriera che mi chiede se sono qui per mangiare, impappinandosi nel parlare, le viene anche da ridere. Deduco che in questo locale si possa venire anche solo per bere, come in un pub. La donna si allontana e mi aspetto che torni con il menù, ma nel frattempo un tizio seduto al tavolino di fronte a me, si alza e senza chiedermi nulla prende una sedia alla mia sinistra e la porta al suo tavolo. A questo punto io con calma gli dico che doveva chiedermi il permesso di prenderla, poiché poteva essere occupata. Non insito perché comunque c'è un'altra sedia sulla quale potrebbe sedersi questa persona che dovrebbe arrivare. Il tizio fa finta di niente ma poco dopo lui e la donna di fronte a lui indicano qualcosa alle mie spalle. Mi giro e non trovo nulla a parte una porta chiusa. Mi volto nuovamente verso di loro e li vedo sgranare gli occhi come se avessero visto un fantasma. La loro reazione mi fa capire che avevano visto qualcuno o qualcosa dietro di me e che ora l'hanno appena visto scomparire. Mi volto ancora e provo ad aprire la porta, mantenendomi però il più possibile a distanza, allungando una mano. Apro lentamente e vedo una sagoma umanoide tipo fantasma e il sogno per qualche secondo si destabilizza, come se la presenza di questo essere interferisse con la mia capacità di rimanere integrato in questo ambiente. Guardando meglio mi accorgo che si tratta di... Mussolini :shock: , più precisamente sembra essere il Mussolini del film "Sono tornato" di cui ho visto alcuni spezzoni il giorno prima su Sky. Indietreggio e la sagoma continua ad avanzare con ostilità verso di me. Mi aggredisce e mi fa perdere stabilità, non so cosa fare, l'essere non è manipolabile, ma devo mantenere la calma, non voglio farmi sbattere fuori dal sogno. Decido di uscire dal locale e attraverso la strada correndo non per scappare via ma per ritrovare la stabilità e allontanarmi un po' per avere il tempo di pianificare qualcosa. Mi fermo in una piazzetta e lui mi raggiunge, è a meno di dieci metri da me. Ora non è più una sagoma eterea ma ha un corpo, e l'aspetto è proprio quello di Mussolini in divisa come sul film. So che non posso combatterlo fisicamente e mi viene in mente il trucchetto di creare una lastra di ghiaccio sul terreno per farlo scivolare. Appoggio dunque il palmo della mano destra sull'asfalto, il ghiaccio non si crea ma succede comunque qualcosa: l'essere si contorce e cade a terra. E' stata forse un'onda d'urto o una scossa elettrica, in ogni caso ha funzionato, il nemico ora è a terra, anche se non è ancora sconfitto. Inizia infatti a trasformarsi e ho l'impressione che la vera battaglia debba ancora cominciare. Io però non voglio ucciderlo e mentre si trasforma glielo dico e cerco di farlo ragionare. Lui però non sembra ascoltarmi, si alza in piedi, ora è una specie di robot di quelli degli anime giapponesi alto alcuni metri e continua a trasformarsi tipo Transformers. Mi attacca e il sogno si deforma, ora ha le mie stesse dimensioni, non è più un gigante. Ancora una volta dunque il suo attacco mi fa perdere stabilità e la cosa mi infastidisce non poco, ma non devo perdere la pazienza. Gli chiedo perché sta facendo questo
e lui mi risponde "hai ucciso tuo figlio !" Io non capisco cosa voglia dire dato che non ho figli. Qui mi arriva un ricordo di un sogno in cui ho sparato ad un bambino per sbaglio uccidendolo e immagino si riferisca a quell'episodio. Gli dico dunque che si trattava di un sogno e che comunque è stato un incidente. L'essere sembra capire, ora ha l'aspetto di un uomo incappucciato, poi si scopre il volto. Facciamo pace e torniamo verso il ristorante. Ora è notte, entriamo nel locale e ci sediamo ad un tavolino per due persone a ridosso di un muro. Ora il tizio è diventato una ragazza, è seduta sul lato del muro, io di fronte a lei e ho alle spalle altri tavoli con altra gente. Siccome voglio avere sott'occhio gli altri tavoli, mi siedo sul lato del tavolino alla mia destra, mentre lei a sua volta si sposta mettendosi di fronte a me. Non mi sono seduto al suo posto perché lo spazio era troppo stretto, ora comunque ho gli altri tavoli alla mia sinistra e posso vedere con la coda dell'occhio eventuali pericoli. Sulla parete c'è invece un termosifone che prima non avevo notato ed è anche acceso ed emana calore. Ora al posto della ragazza c'è mio fratello che mi parla di cose di poco conto, mi rendo conto che sto perdendo tempo. Potrei alzarmi e andarmene per continuare il sogno ma dato che sono successe molte cose vorrei essere sicuro di ricordarle, così resto lì fermo finché non mi sveglio.


30 maggio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Mi sveglio in stato di paralisi e sento entrare in camera mia madre che si ferma accanto al letto e dice di volermi svegliare. Le dico di lasciarmi dormire e qui capisco che si tratta di un'illusione e mi tranquillizzo. Scendo dal letto, non ho ancora la vista e chiedo più volte chiarezza ad alta voce, quando arrivo in salotto inizio anche a vedere. Qui invece della solita cucina mi trovo davanti una tavolata piena di dolci e altri cibi tra cui spicca una crostata con una marmellata di colore scuro, probabilmente qualche frutto di bosco. Ne prendo un pezzo e lo assaggio, ha un buon sapore seppur non molto intenso. Esco dal garage e raggiungo la strada mentre mangio, arrivo all'incrocio, prendo la via perpendicolare alla mia e decido di entrare in una delle case alla mia destra. Vedo una signore uscire da un cancello e scarto questa villetta puntando a quella successiva, anche da qui esce una signora ma ormai sono già davanti al cancello ed entro lo stesso, lei non si oppone. Attraverso il giardino ed entro in casa trovandomi in una saletta con dei ragazzi sui 30-35 anni seduti su un divano a chiacchierare. Uno di questi pare essere il figlio della signora che ho appena visto uscire. Qui ho un calo di lucidità, il tizio mi chiede cosa voglio e io non so rispondere, sono come in un momentaneo stato confusionale. So che sto sognando ma non ricordo più cosa volevo fare, così esco da questa casa invitando il ragazzo a seguirmi. Una volta fuori torno in me e
ricordo lo scopo della mia visita: fare domande ai personaggi che incontro. Gli chiedo se sa di essere in un sogno, non ricordo esattamente le sue parole ma il senso della sua risposta è che sì, sa di essere in un sogno perché tutti qui intorno lo guardano sempre con la stessa espressione e lo stesso strano sorrisetto e così capisce che qualcosa non quadra. Gli chiedo se ha mai provato a rivolgersi a loro con frasi del tipo "cosa avete da guardare ?" per vedere la loro reazione, non ricordo la sua risposta a questa domanda, mi pare fosse un no. Preciso comunque che i personaggi onirici non vanno trattati male e lui concorda con me su questo punto. Ora usciamo dal cancello e continuando la conversazione, aggiunge che ormai lui conosce tutti i presenti, sono sempre le stesse persone e pare non essere in grado di andare in altri luoghi e incontrarne di diverse da queste. Gli dico allora che forse io posso portarlo con me in altri mondi. Così ci avviamo lungo la strada che ora è leggermente in salita e ci troviamo sull'orlo di un precipizio dal quale mi lascio cadere portando il ragazzo con me ma qui l'ambiente,
che già si era destabilizzato, diventa tutto confuso e assurdo. Cerco di rimanere nel sogno e riportarlo alla sua stabilità iniziale ma alla fine lo perdo e mi trovo in un falso risveglio. Questo sogno è stato solo a tratti vivido e la mia lucidità mai al massimo.

1 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Sono a casa in salotto a parlare con mia madre e dopo un po' vado in camera. Qui trovo un elemento estraneo, ma l'ambiente è così vivido e realistico che non penso di stare sognando e mi sdraio sul letto. Faccio comunque un test di realtà come mi sono abituato a fare nella veglia ogni volta che mi imbatto in qualcosa di insolito. Sono a pancia in giù e guardo un numero disegnato su un tappetino appoggiato sopra il comodino (già la presenza di questo tappetino poteva costituire un dream sign, ma non ci faccio caso), è un 8 ma ad una seconda occhiata sembra essere un 5. Ora il numero sembra oscillare tra 5 e 8 e il dubbio inizia a salire, comunque si trova in un punto dove il tappetino è piegato per cui penso che potrebbe essere una specie di illusione ottica. Faccio il test definitivo, prendo il cellulare e guardo più volte l'ora, prima sono le 9.54 poi le 9.56, al terzo sguardo l'ora si è spostata avanti di 1 o 2 minuti, ora non ho più dubbi, sto sognando ! Mi meraviglio di come questo possa essere un sogno, così vivido e stabile ancor prima di essere diventato lucido. Vado di sopra, do uno sguardo in cucina e vedo accanto al televisore un'ampolla di vetro piena d'acqua con un pesce rosso. Mentre lo vedo lo considero coerente con la realtà fisica, ma a dire il vero non c'è nessun pesce rosso a casa mia, segno che la mia lucidità qui è piuttosto bassa. Incontro mia nonna che mi parla in maniera insistente dicendo però cose senza senso, dunque la ignoro e mi affretto ad uscire. Una volta raggiunta la strada però l'ambiente inizia a destabilizzarsi e in breve il sogno crolla. Non ricordo se al termine di questo sogno o di un altro successivo, rimango nello stato ipnopompico e, rimanendo immobile, rientro nel sogno immaginando di camminarci dentro. Mi trovo dunque a camminare per strada e tocco una macchina alla mia destra per integrarmi con lo scenario ma qualcosa va storto e il sogno crolla di netto.

2 giugno 2018

Mi sveglio in stato di paralisi con mio fratello che entra in camera e si ferma accanto al mio letto, sono girato dall'altra parte quindi non lo vedo. Capisco subito che si tratta di un'illusione perché a quest'ora mio fratello sta dormendo nel suo letto. Mi preme sul fianco e sento una specie di gorgoglio continuo come se mi avesse infilzato per succhiarmi energia vitale. La sensazione è piuttosto sgradevole ma io non mi faccio travolgere dai cattivi pensieri, non oppongo resistenza, rimango immobile e aspetto il momento giusto per staccarmi dal corpo e scendere dal letto. Al primo tentativo fallisco, forse anche al secondo ma alla fine riesco a prendere il controllo del mio corpo onirico e a rotolarmi giù dal letto finendo sul
pavimento. Mi alzo ed esco dalla mia stanza. Vado subito di sopra ed esco dalla porta finestra della cucina, raggiungendo il giardino, dal quale poi raggiungo il parcheggio dietro casa. Attraverso il parcheggio fino alla strada e poi giro a sinistra. Appena superato l'incrocio con la via di casa mia (tutto è piuttosto fedele alla realtà fisica) passano due macchine nere, una con due strisce bianche sul cofano anteriore, l'altra con le stesse strisce bianche sulla fiancata sinistra (suppongo ce l'abbia anche su quella destra anche se da questa angolazione non la vedo). Il passaggio delle macchine mi costringe a defilarmi sulla sinistra mentre prima camminavo al centro della strada e stavo per accostarmi sulla destra per entrare in una
delle villette su quel lato. Per qualche motivo quando cammino nella versione onirica della zona di casa mia con l'idea di entrare in una casa, tendo a prediligere quelle sul lato destro. Passate le due macchine torno a camminare al centro della strada e do un rapido sguardo dietro di me verso casa mia. Vedo che non ci sono le nostre macchine parcheggiate, ce ne è forse solo una che non riconosco, a quanto pare sono tutti fuori casa in questo momento. Mi accosto sulla destra e mi avvicino ad un cancelletto di quelli che si aprono senza chiave, semplicemente infilando una mano tra le sbarre e tirando una levetta. Tuttavia non entro subito perché vedo un tizio in fondo al corridoio esterno che pare essere il custode di questa proprietà. Ovviamente essendo in un sogno potrei fare come voglio ed entrare senza problemi, ma il mio approccio ormai da parecchio tempo è quello di forzare il meno possibile il sogno, trattare i personaggi con il massimo rispetto. Gli faccio cenno di chiedere ai proprietari se posso entrare, lui immediatamente entra in casa ed esce subito dopo dandomi l'ok. Può sembrare una perdita di tempo, ma per me questo procedimento è essenziale per evitare atteggiamenti ostili da parte dei personaggi, di fatto così facendo mantengo una sorta di armonia con il mio inconscio. Entro e raggiungo l'ingresso della casa, qui incontro un ragazzo un neonato in braccio. Subito dopo incontro tre signore, due delle quali anziane, sopra i 70, l'altra sulla cinquantina. Chiedo loro come si chiamano, la prima ha un nome strano che non riesco a ricordare, la seconda si chiama Adela mentre invece quella più giovane Silvia. Ci troviamo in cucina e spiego loro che sono un sognatore e sono qui di passaggio per accedere ad un altro mondo attraverso una porta (mentre lo dico indico una porta che vede sulla parete di fronte a me). Mi interessa vedere la loro reazione, ma non è nulla di particolare, rimangono lì ferme, sorridenti, senza dire niente. Di solito prima di varcare una porta mi fermo a mangiare qualcosa o bere dell'acqua per aumentare al massimo il mio coinvolgimento con l'ambiente onirico. Quando entro in un luogo chiuso e incontro persone infatti, tendo a distrarmi e dissociarmi dallo scenario in cui mi trovo. Il gesto di bere o assaggiare del cibo mi aiuta a risintonizzarmi con esso, grazie al coinvolgimento di tutti e cinque i sensi, ma solo se eseguito non in maniera distratta ma
mantenendo la presenza di se stessi in ciò che si sta facendo. Qui tuttavia quello che accade va in contraddizione con quanto appena detto, infatti mentre bevo il sogno si destabilizza e si sfalda.
Evidentemente sono semplicemente arrivato al termine della fase REM, dunque il mio tempo è scaduto e in questo caso non c'è tecnica di stabilizzazione che tenga. Infatti, nonostante gli sforzi, non riesco in alcun modo a recuperare il sogno, sento già il contatto del mio corpo fisico sul letto e dopo qualche secondo mi sveglio definitivamente.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Citrato » 14/06/2018, 19:49

Ciao Hari! Grandiosi come sempre questi tuoi sogni. In particolare mi è sembrato interessante constatare come il PO dalle sembianze di Mussolini si sia placato nel momento in cui gli hai ricordato che l'episodio cruento legato all'uccisione di quel bambino era solo frutto di un sogno. Sembra quasi che in questo modo tu sia riuscito a sciogliere un qualche nodo conflittuale generato dal tuo inconscio. Continua così, vai fortissimo :cool:
Sognatori di tutto il mondo unitevi!
Avatar utente
Citrato
 
Messaggi: 476
Iscritto il: 30/11/2013, 3:34
Ha  fatto 'Mi piace': 67 volte
'Mi piace' ricevuti:: 201 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 14/06/2018, 20:23

Ciao Citrato ! ;) Ho pensato la stessa cosa ! Anche se onestamente non sono nemmeno certo di averlo fatto quel sogno, non me lo ricordo e non l'ho trovato tra quelli segnati nel mio diario. Potrebbe essere stato un riaffiorare improvviso
di un ricordo di un sogno dimenticato, oppure un falso ricordo creato sul momento dal mio inconscio. Sono molti nei miei sogni, lucidi e non, gli episodi di questo tipo, ricordi improvvisi che però non trovano quasi mai riscontri nella memoria che
ho dei sogni durante la veglia. In certi casi è impossibile stabilire se si tratti di frammenti di sogni dimenticati riportati a galla per qualche motivo, o solo di improvvisazione da parte dell'inconscio. Io propenderei per la prima ipotesi, considerando
che sogniamo tutte le notti e solitamente la maggior parte della nostra attività onirica la dimentichiamo, dovrebbe esserci abbastanza materiale a cui attingere per l'inconscio senza che debba creare falsi ricordi, ammesso che sia in grado di farlo.
In ogni caso ho avuto subito la sensazione di aver risolto un qualche conflitto interiore, la tensione che si era venuta a creare si è subito sciolta dopo che ho risposto all'accusa di quell'essere.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 12/07/2018, 18:57

11 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Tizio con motosega e sprazzi di lucidità

Mi trovo all'interno di un edificio indefinito, forse una scuola e ad un certo punto qualcuno mi dice che da un pavimento di una stanza è appena spuntata una motosega. Pare che qualcuno dal piano di sotto stia tentando in qualche modo di sfondare il soffitto e passare di sopra. Abbiamo a che fare con uno psicopatico e la cosa mi spaventa al che decido di fuggire, non ho alcuna intenzione di trovarmelo davanti. Scendo rapidamente le scale e mi ritrovo a casa mia al piano terra, esco dal portone e poi dal cancello e qui mi trovo davanti il tizio con la motosega. Sto per scappare ma poi mi rendo conto di essere in un sogno, dunque mi volto verso di lui per affrontarlo ma qui il sogno crolla. Poco dopo mi ritrovo di nuovo nel sogno ma ho perso lucidità e sto camminando nei pressi di casa mia con la motosega in mano, non so per quale motivo. La accendo e la spengo più volte, ne sento il rumore che però non è molto forte. Decido di smettere di giocarci prima che mi faccia male o faccia danni. Qui mi rendo conto dell'assurdità di quello che sto facendo e torno rapidamente a casa a metterla a posto. Entro e la poso sulla rampa del garage, esco di nuovo e mi ricordo di stare sognando. Le immagini tuttavia sono molto sfocate e la mia lucidità è comunque bassa. Compare davanti a me un tizio cicciottello che mi suggerisce di stabilizzare il sogno e ridacchiando mi consiglia di concentrarmi sul contatto dei miei piedi con l'asfalto della strada. Poi scherzando mi dice "oppure comincia a svolazzare un po'". Mi concentro sul contatto con la strada poi sull'aria che mi accarezza la pelle ma stavolta non so perché non è efficace come al solito e il sogno inizia a sfaldarsi. Perdo le immagini ma sono ancora in fase REM, sono nel limbo tra sogno e falso risveglio. Posso sforzarmi di recuperare lo scenario oppure lasciarmi andare col rischio però di non riconoscere il falso risveglio e tornare a sognare normalmente. Scelgo la prima opzione, mi abbasso e inizio a toccare l'asfalto con le mani, sento il brecciolino che mi graffia i palmi delle mani. La sensazione è molto realistica tanto che devo lasciar perdere l'idea di mettermi a "gattonare" per il dolore che mi provoca. Mi alzo e mi accosto sul lato destro della strada ancora senza vista e abbraccio un lampione semplicemente convincendomi di trovarlo lì. Resto abbracciato al lampione e poco dopo inizio ad intravedere qualcosa. Vedo una macchina davanti a me che poi però sfuma. Da qui non ricordo più nulla, devo aver perso lucidità o forse sono arrivato al termine della fase REM.

15 giugno 2018

Sono in un luogo indefinito, forse un paese straniero. Sono in compagnia di alcuni uomini che sembrano appartenere ad una tribù di nativi. Parlo con uno di questi che mi dice delle cose che ricordo solo vagamente. Mi parla di un'isola da raggiungere e mentre ne parla la vedo in lontananza in mezzo al mare. Accenna poi a delle profezie del suo popolo secondo le quali qualcosa finirà nel 2018, non riesco a capire cosa però. Qui compare il papa a bordo di un'imbarcazione e l'uomo dice che vedere il papa in mare è un cattivo presagio. Ora sono su un mezzo di trasporto scoperto che viaggia lungo una strada che ricorda una delle vie principali della mia città. Inizio a pensare di essere in un sogno, la velocità aumenta e vengo catapultato fuori dal sogno. Mi trovo sospeso nel vuoto, buio totale, niente corpo, niente direzioni. Poco dopo mi sento trasportare verso il basso (ora inizio a percepire lo spazio intorno a me) e in breve mi ritrovo sdraiato a pancia in giù sul letto. Mi alzo lentamente, devo spostare la coperta che mi blocca il piede, è pesante e ci metto un po' a toglierla. Esco dalla stanza e vado in sala hobby dove trovo il televisore acceso su un canale che trasmette un cartone animato con Paperino e Topolino. Abbasso il volume col telecomando e lo sento proprio abbassarsi. Osservo un po' la casa, la disposizione dei mobili è ovviamente diversa da quella fisica, in cucina c'è un mini frigorifero attaccato alla parete in alto, lo apro e lo trovo praticamente vuoto. Apro una credenza e trovo un barattolino di Nutella anch'esso vuoto. C'è anche un sacchetto, ci infilo una mano e tiro fuori un Kinder Cereali e me lo metto in tasca. Ora vado di sopra ed esco. Qui accade una cosa insolita, quando arrivo al cancelletto, il pulsante per aprirlo si trova stranamente molto più in alto del solito e ci arrivo a mala pena, forse sono io ad essere più basso ? Una volta uscita giro subito a destra e vedo un tizio che cammina lungo la strada che incrocia la mia. La figura mi mette una leggera inquietudine ma poi mi calmo e penso di raggiungerlo per parlarci. Mi chiedo chi sia questo personaggio solitario apparso così all'improvviso, pare essere l'unico in giro qui intorno. Lui tira dritto per la sua strada e quando raggiungo l'incrocio riesco finalmente a vedere il suo volto, è il mio amico M.G.. Mi guarda e mi dice qualcosa che non ricordo con una voce da ebete. Non ricordo cosa mi abbia detto ma comunque non mi pare avesse un senso. Sono un po' deluso da questo incontro ma continuo a camminare lungo la strada fino ad entrare in una villetta alla mia destra. Qui con me ora c'è il mio amico M.R. e ho la sensazione che questa sia casa di alcuni suoi parenti. Entro in casa e incontro una serie di persone, tutti parenti del mio amico, mai visti nella realtà fisica. Il mio obbiettivo è quello, come sempre, di trovare una porta che mi conduca da un'altra parte e mi sforzo di non dimenticarmelo mentre saluto uno ad uno tutte queste persone. Ci sono soprattutto donne, ricordo due nomi, Erika e Anna Maria. Ricordo una ragazza un po' cicciottella e un'altra, la più giovane, snella e abbastanza carina. Dico al mio amico M che devo andare in bagno per poi uscire da una porta e cambiare scenario e livello di sogno.Entro in bagno ma mi sento chiamare da qualcuno e stupidamente torno indietro. Qui di fatto mando all'aria la mia lucidità, mi viene incontro un signore sulla sessantina e ci presentiamo stringendoci la mano. Ora rientro in bagno ma la mia lucidità ormai è calata, trovo una doccia, ci entro dentro e scivolo come un idiota. Mi rimetto in piedi ed esco dal bagno, qui mi ricordo il mio obbiettivo, trovo una porta e la apro ma una volta attraversata perdo totalmente lucidità e mi ritrovo a limonare con una ragazza. Dopo un po' mi sveglio.

17 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Luogo deserto e sedia volante

Sono a casa e vedo il mio cellulare sulla scrivania. Controllo l'ora e vedo che cambia più volte dunque capisco che sto sognando. Esco di casa e mi dirigo verso l'incrocio alla mia destra,qui giro a sinistra e vedo due belle ragazze, una bionda e una mora, che parlano con una donna più grande che si trova al di là di un cancello sul lato sinistro della strada. Proseguo lungo la strada e vedo arrivare un'altra ragazza, un po' cicciottella. Anche le due ragazze di prima ora mi raggiungono e inizio a parlarci e sento la ragazza grassottella fare dei commenti scherzosi del tipo "ecco, come al solito fa il provolone !" In realtà non sono affatto così, anzi tutto il contrario ma nei sogni tendo a lasciarmi un po' andare a volte e la frase
della ragazza in qualche modo mi fa tornare in me. Resisto alla tentazione di entrare in intimità con la ragazza mora, la più attraente, ricordandomi che ciò mi farebbe perdere il lucido. Chiedo loro se sanno di stare sognando, entrambe mi guardano male e mi rispondono tipo "eh ? Ma che stai dicendo ?" Io dico loro che ci troviamo in un sogno e la ragazza mora mi manda a quel paese. Dico che posso dimostrarglielo e provo a spiccare il volo, ma senza successo. Mi rendo conto che sto perdendo tempo dunque lascio perdere, mi allontano da loro e raggiungo un punto alla mia destra con degli scalini che portano ad una casa. Entro e le immagini si fanno sfocate. Mi trovo in una piccola saletta, sulla destra c'è quello che sembrerebbe essere un salotto con divano, tv ecc., mentre sulla sinistra c'è una porta dalla quale si intravede una forte luce. Capisco che quella porta rappresenta l'accesso ad un livello più elevato di sogno. Prima di attraversarla però mi affaccio sul salotto e segnalo la mia presenza ai padroni di casa e dico loro che sto per attraversare la porta. Una voce femminile mi dice "sì, vai pure". Dunque attraverso la porta ed è subito evidente il cambio di livello. L'ambiente qui è decisamente più stabile e vivido, nonché più luminoso. Mi trovo all'aperto in un luogo completamente cementato e spoglio. Sembra tipo uno spazio di manovra di garage o parcheggi sotterranei, ma non vedo né macchine né persone in giro, è tutto completamente deserto. Faccio tutto il giro della struttura e non trovo un'apertura che conduca all'esterno di essa. Potrei scavalcare il muretto nel punto più basso ma comunque vedo che anche fuori da qui non c'è nulla, non c'è anima viva. Devo trovare un altro passaggio per raggiungere un luogo più interessante. Mentre facevo il giro avevo visto delle porte chiuse, ora torno indietro e le trovo ancora lì. Provo ad aprirne una ma non si apre, rinuncio ad aprire le altre perché ho la sensazione che mi condurranno solo in spazi chiusi e bui, deleteri per la mia lucidità e per la stabilità del sogno. Mi faccio un altro giro e trovo un pozzo circolare profondo diversi metri attaccato al muretto. Guardo al di là del muretto, di sotto c'è il vuoto, un'altezza vertiginosa che non mi aspettavo. Capisco che l'unico modo per lasciare questo posto è volare via. Il sogno mi ha messo nuovamente di fronte ad uno dei miei blocchi. Purtroppo non ho il coraggio di buttarmi e come spesso accade in queste situazioni, compare qualcuno, una sorta di tutor, non so in che altro modo chiamarlo. Il tizio sale sul muretto e mi viene in mente di utilizzarlo come se fosse una copia di me stesso e prendere possesso del suo corpo una volta che si è buttato e trovarmi dunque già in volo. Penso anche di crearne altri all'occorrenza. Tuttavia sarebbe come barare, infatti il mio problema non è tanto non riuscire a volare quanto riuscire a lasciarmi andare. Comunque il personaggio si lancia nel vuoto e la cosa in qualche modo mi infonde maggiora fiducia. Ora guardo di sotto e succede una cosa insolita: vedo una specie di piattaforma pochi metri sotto di me, che però capisco subito essere una specie di ologramma, non c'è nulla di solido su cui atterrare. Ma la cosa strana è che il solo vederla lì, anche se so che è inconsistente e piombandoci sopra la attraverserei continuando a cadere nel vuoto, basta a darmi la sicurezza necessaria per lasciarmi andare. In pratica con questo sistema sto ingannando quella parte di me che rappresenta l'istinto di sopravvivenza. Non è una cosa che ho pensato io consciamente però, è qualcosa venuto dall'inconscio, il quale a quanto pare cerca in tutti i modi di aiutarmi a fare questo passo. Mi lascio andare e infatti cado nel vuoto attraversando la finta barriera, il mio battito cardiaco accelera e temo di svegliarmi. Le immagini sfumano e continuo a sentire la sensazione di caduta nel vuoto senza vedere nulla, se non una specie di nebbia bianca. Tento di rimanere sospeso allargando le braccia ma almeno inizialmente non funziona. Tuttavia il sogno non crolla del tutto e dopo un po' mi trovo finalmente sospeso a mezz'aria senza più cadere, sorretto da qualcosa sotto il sedere. Si tratta di una sedia volante, un altro espediente trovato dal mio inconscio per darmi una mano. E' un po' storta e me la sistemo meglio per stare più comodo, ora ho uno schienale dietro a cui appoggiarmi. Il volo procede stabile e a velocità costante. Sto sorvolando il mare e vedo in lontananza una metropoli futuristica ma la visione è instabile, si modifica continuamente, diventa una città più piccola e contemporanea con pochi palazzoni isolati poi compare
un'altissima struttura sottile, forse una specie di antenna. A tratti la città viene avvolta da una nebbia. Tento allora di farla apparire come la vorrei ma ciò non fa altro che far destabilizzare ancor di più il sogno.
Alla fine la raggiungo ma prima che atterri il sogno sfuma e mi ritrovo in una situazione confusa con una voce fuori campo che racconta la storia di questa città. Dice che è stata costruita come rifugio per i sopravvissuti all'attacco di un essere sovrannaturale, dotato di super poteri, che aveva devastato una o più città e che rappresenta tuttora una minaccia. Qui ho ormai perso lucidità e per qualche motivo ho la sensazione di essere io quel tizio, come lui infatti qui ho poteri illimitati. Tuttavia non ricordo di averli mai usati per fare del male gratuitamente, penso che forse invece posso essere quello che proteggerà queste persone dalla furia di quell'essere.

25 giugno 2018

Sogno lucido pomeridiano

Al termine di un sogno pre lucido piuttosto confusionariomi trovo in stato di paralisi sul letto in posizione supina. Sento le vibrazioni e do una leggera spinta per alzarmi stando attento a non muovere il mio corpo fisico. Mi alzo leggermente ma mi sento ancora pensante. Mi rimetto giù e provo a fluttuare ma non funziona, così mi alzo normalmente, il distacco avviene lentamente, il mio corpo onirico è pesante e ancora soggetto a forti vibrazioni. Alla fine sono in piedi nella mia stanza, non vedo ancora nulla e penso che vorrei muovermi fluttuando. Inizialmente non accade nulla ma dopo qualche secondo inizio a sentirmi strano, inizio prima a barcollare poi mi sento sollevare e in breve mi trovo a fluttuare a mezz'aria.
Inizialmente non ho il controllo dei miei movimenti, la vista è quasi inesistente, vedo a tratti e comunque molto sfocato. Dopo un po' però intravedo la porta della mia stanza e la fisso per una frazione di secondo ed ecco che inizio a muovermi in quella direzione seppur lentamente. Ecco ! E' proprio la sensazione che mi aspettavo ! La stessa di quando mi trovo a fluttuare nel buio totale senza corpo e senza percezione dello spazio. La differenza è che qui ho un corpo e percepisco di trovarmi in un certo spazio, pur non vedendo quasi nulla. Ora ho il pieno controllo del mio corpo onirico, esco dalla stanza ed inizio a svolazzare per la casa chiedendo ad alta voce chiarezza più volte. Dapprima vedo solo sprazzi di casa, come se avessi davanti un enorme velo con alcuni buchi qua e là dai quali posso vedere frammenti di quello che c'è dietro. Dopo un po' che insisto inizio a vedere tutto ma ancora molto sfocato. Punto la finestra che si trova sopra la porticina che conduce al garage, e il mio corpo onirico esegue subito il comando. Una volta attraversata la finestra la vista migliora. Volo a qualche metro da terra, vedo il panorama con campagna, alberi e qualche palazzo sullo sfondo. A poco a poco le immagini diventano nitide. Mi trovo ora a sorvolare uno splendido paesaggio di campagna, con piante e fiori bellissimi e un cielo azzurro e limpido sopra di me. Qui sento due voci femminili parlare tra loro. Non so per quale motivo mi arriva la sensazione che una delle due che parlano sia Melody, che sta parlando forse con un'altra sognatrice. La persona che identifico come Melody dice all'altra ragazza che lei fa spesso queste esperienze anche insieme ad altri ma che questi poi al risveglio non le ricordano perché non sono consapevoli mentre le fanno. Lei invece dice di fare un sacco di cose in maniera consapevole e di riuscire poi a ricordarle. Fino a questo punto sento solo le loro voci ma non le vedo, dunque decido di raggiungerle, inverto la direzione, mi abbasso di quota e finalmente le vedo. Sono lì che fluttuano quasi rasoterra lungo un sentiero che fiancheggia una fitta piantagione di non so cosa. Melody non ha aspetto umano però, bensì mi appare come la Sirenetta della Disney, fatta proprio a cartone animato.
Scendo a terra e cammino insieme a loro, osservo l'altra ragazza, snella e dai capelli lunghi fin poco sotto le spalle, di colore inizialmente castano ma poi guardandoli si schiariscono fino a diventare biondi. Ora torno ad osservare la presunta Melody, anche lei ora ha aspetto umano ma per qualche motivo non ho più la sensazione che si tratti di lei. Questa ragazza è più in carne ed indossa dei bermuda jeans, ha capelli castano scuro, della stessa lunghezza più o meno dell'altra ragazza. La mia lucidità era già calata notevolmente una volta atterrato e qui la perdo definitivamente finché non mi sveglio poco dopo.

28 giugno 2018

Sogno lucido pomeridiano


Mi trovo a camminare per una strada della mia città e ad un certo punto prendo lucidità, poi poco dopo il sogno crolla. Riparto da un falso risveglio, esco da casa e data la scarsa vividezza e stabilità del sogno in cui mi trovo, tento di aumentare di livello con il mio solito metodo di entrare in un'altra casa per poi uscire da un'altra porta. Ad attirare la mia attenzione però è un gruppo di persone che stanno facendo una specie di pin-nic più avanti lungo la strada, con tanto di musica. Li raggiungo curioso e trovo degli uomini di colore vestiti con abiti tradizionali africani, seduti intorno ad un tappeto. Li saluto, due di loro mi stringono la mano, chiedo loro se sanno di stare sognando. Uno dei due mi fa un discorso lungo che non ricordo, mentre l'altro alla stessa domanda risponde di sì ma in questo momento il sogno inizia a sfaldarsi. Mi trovo ora sul davanzale di una finestra, salto giù e tutto si oscura. Mi ritrovo nel buio senza corpo e senza spazio, poi mi percepisco nel letto in stato di paralisi con tanto di vibrazioni. Mi alzo e rimango un po' nella stanza, chiedo chiarezza e poco dopo inizio a sentire come nel sogno di qualche giorno fa quella sensazione di barcollamento e spostamento e chiedo di fluttuare. Dopo qualche secondo mi stacco da terra, sto fluttuando ma ancora non ho la vista. Non appena inizio a vedere punto subito la porta della stanza e fluttuando esco e inizio a svolazzare per casa. Vedo i miei sul divano,faccio un giro per casa poi esco. Una volta fuori inizio a salire sempre di più, fin quasi alle nuvole, finché non decido che per ora è abbastanza e chiedo di fermarmi. La salita verso l'alto è stata un'esperienza fantastica ma al tempo stesso più salivo più sentivo una sensazione di leggera inquietudine, che mi ha spinto a fermarmi. Tuttavia penso che prossimamente supererò quest'altro mio blocco e mi spingerò ancora oltre. Vedo a distanza i palazzi del centro e compare anche un enorme cancello colorato e luminoso. Ora invece sono in mezzo a dei grattacieli ma essendoci indecisione da parte mia sul da farsi inizio a cadere, allora riprendo il controllo chiedendo con decisione di salire di nuovo fino a fermarmi sul tetto del palazzo più alto. Mentre salgo tra i palazzi li vedo scorrere velocemente, e mi vedo per un attimo parzialmente in terza persona, come se mi trovassi a bordo di un mezzo che funziona a comando mentali. Quando sono quasi arrivato in cima al palazzo il sogno si deforma, perdo le immagini e alla fine vengo scaricato su un pavimento solido. Mi alzo e vedo dove mi trovo. Stavolta l'ambiente è decisamente più stabile e vivido, avverto chiaramente la differenza rispetto a poco prima. Sono in una città che non conosco, in una piazza, alla mia sinistra c'è una grossa fontana e davanti sullo sfondo si vede il mare. Cammino lentamente toccando il bordo della fontana con la mano sinistra, poi metto anche la mano nell'acqua e ne sento la consistenza. Faccio però l'errore di buttarmene un po' in faccia e ciò fa destabilizzare il sogno ma riesco a riprenderlo. Vedo le panchine sul lungomare, la piccola spiaggia e il mare. C'è una donna seduta su una panchina con un cane al guinzaglio, vedo persone che passeggiano, tutto è così vivido e realistico, potrebbe tranquillamente essere una scena di vita quotidiana in una qualsiasi città. L'atmosfera è serena e tranquilla. Vado in spiaggia e mi fermo davanti al mare provando a separare le acque come fece Mosè col Mar Rosso ma mi sento osservato e ci rinuncio. Provo a far comparire una sfera d'energia dalle mani ma anche qui ho l'impressione che un tizio alla mia sinistra mi osservi e mi fermo. Provo a mettere i piedi a bagno ma le sensazioni sono stranamente attutite, evidentemente nello sforzarmi di manipolare l'acqua e l'energia ho perso un po' il contatto con la fisicità di questo luogo. Dovrò imparare a trovare il giusto equilibrio tra realismo e capacità di manipolazione. Torno indietro e mi siedo su una panchina ricordandomi la task dell'attesa senza azione. Alla mia sinistra c'è ammucchiata della roba lasciata da qualcuno. Mi guardo le mani e le trovo perfettamente realistiche e addirittura c'è un ancora un po' di sabbia appiccicata. Gioco un po' perforandomi la mano sinistra con l'indice destro, poi provo a far comparire un raggio energetico dall'indice destro ma qui forse esagero e il dito invece di creare il raggio, scompare quasi per intero. Poco dopo il sogno crolla, mi ritrovo in un normale lucido iniziato da casa mia, vado di sopra ed esco dirigendomi nel campo di sterpaglie, deciso a raggiungere la città della ragazza in blu ma qui suona la sveglia e mi sveglio.

4 luglio 2018

Sogno lucido mattutino

Mi trovo all'aperto in un luogo che non conosco e mi rendo conto di stare sognando. Vedo a qualche decina di metri davanti a me una casetta, la raggiungo e suono il campanello. Viene ad aprirmi un tizio di colore, iniziamo a parlare, mi dice che stava dormendo e sono dispiaciuto per averlo svegliato. Qui cambia aspetto, ora è bianco e ha i capelli lunghi e si mette a sniffare cocaina O.O. La cosa si fa confusa, compare anche qualcun altro e capisco che devo uscire da qui prima di perdere lucidità. Lo saluto ed esco e il sogno crolla. Mi ritrovo a casa mia e mi aggrappo ad una colonna per integrarmi con l'ambiente e stabilizzare. Esco di casa, faccio un pezzo di strada e incontro un signore anziano che si mostra tutto contento per aver fatto un sogno lucido. Racconta di aver volato e fatto altre cose straordinarie, è pieno di entusiasmo, sprizza felicità da tutti i pori. Gli dico allora che sta ancora sognando e glielo dimostro appoggiando l'indice della mano destra su un muro e perforandolo. Tutto contento, il vecchietto dice di voler volare ancora. Io gli dico che non riesco a prendere il volo così di punto in bianco partendo da terra ma lui mi dice che invece è facile e compie dei super salti con i quali raggiunge una tettoia di una villetta, poi salta rimanendo sospeso a mezz'aria e inizia a svolazzare. Per un attimo penso di fare lo stesso ma mi sento troppo pesante e mi rendo conto che in questo momento non farei altro che destabilizzare il sogno.Parlo un altro po' col signore, la mia lucidità è però calata notevolmente e vengo facilmente distratto da una bella ragazza, poi il sogno sfuma.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Bonomelli » 03/08/2018, 23:04

Sempre in forma Hari : Chessygrin :
Bonomelli
 
Messaggi: 23
Iscritto il: 17/02/2018, 18:08
Ha  fatto 'Mi piace': 0 volta
'Mi piace' ricevuti:: 6 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 15/08/2018, 19:40

Questi sono i lucidi fatti nell'ultimo mese, ma stavolta dividerò il post in due parti così non sarà troppo lungo, anche perché non riesco a trascriverli tutti oggi :)

Parte 1

15 luglio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Incontro con una famiglia nobile

Mi trovo a casa mia di notte, esco da casa ma è tutto molto confuso e mutevole, so di stare sognando ma è tutto troppo instabile e le immagini svaniscono. Provo a stabilizzare toccando l'asfalto della strada e un lampione. Recupero le immagini e mi dirigo verso casa con l'intenzione di entrare in garage per poi attuare la task di visitare l'intercapedine Si tratta di un posto particolare di casa mia poiché è l'unico che nella realtà fisica non ho mai visitato e posso quindi utilizzarlo come luogo di transizione, un po' come le case altrui. Tuttavia c'è un motivo se di solito non lo uso a questo scopo. Ho la sensazione infatti che abbia anche una funzione particolare che devo ancora scoprire, e per farlo devo visitarlo senza aspettarmi nulla di specifico e vedere quello che mi trasmette. Alla fine comunque rinuncio perché il sogno è troppo instabile e rientrare in un luogo poco luminoso come il garage potrebbe solo peggiorare le cose. Opto dunque per entrare in una casa ed uscire da un'altra porta. Le immagini si sfaldano di nuovo e per recuperarle cammino rasente al muro di recinzione di casa mia scorrendoci sopra la mano. La tecnica funziona e le immagini tornano. Attraverso la strada e mi dirigo subito verso un cancello grande, entro e raggiungo la porta d'ingresso dove trovo ad accogliermi un signore anziano. Lo saluto e gli porgo la mano ma lui tira indietro la sua, forse si è offeso perché sono entrato senza citofonare e attendere che venisse ad aprirmi. Di solito lo faccio ma qui avevo già perso troppo tempo e il sogno era troppo instabile, probabilmente a causa della troppa luce e di rumori esterni, essendo pomeriggio. Il signore mi dice qualcosa ma stavolta non perdo tempo ad ascoltare e punto subito la prima porta che trovo, tra l'altro già parzialmente aperta, come se stesse ad aspettare il mio arrivo. Mi trovo ad aprire una serie di porte tutte socchiuse che lasciano già intravedere la luce al di là di esse. Alla fine mi trovo davanti a due porte una accanto all'altra, le quali si aprono da sole. Quella di sinistra mostra un una stanza con un divano curvo che ne copre quasi tutta la larghezza e una voce mi dice essere la stanza di un individuo di sesso maschile ed ho la sensazione che si tratti di uno importante, tipo un principe. La stanza di destra invece ha anche un balcone che si affaccia sul mare, la voce fuori campo qui mi dice che è la stanza di una donna, anche qui so che questa donna è una specie di principessa o comunque una persona importante, appartenente a una qualche famiglia reale o aristocratica. Scelgo quest'ultima, mi trovo in un punto sopraelevato rispetto al resto della stanza, nella quale già vedo una bella ragazza bionda, suppongo sia lei la principessa. C'è un parapetto con un corrimano di colore grigio lucido, lo tocco per stabilizzare e saluto la ragazza, alla quale chiedo che posto è questo ma non ricordo la sua risposta. Ora mi trovo seduto vicino a lei e ci sono anche altre persone, credo membri della famiglia. Alla mia destra siede una donna sulla cinquantina, dall'aspetto regale, probabilmente la madre della ragazza. Riprende la figlia dicendole di smettere di mangiare quello che sta mangiando, qualcosa tipo patatine, la vedo infatti con in mano un barattolo dal quale tira fuori continuamente qualcosa di piccolo e lo porta alla bocca. La ragazza è molto bella, ha capelli di colore biondo platino che tiene legati in una treccia. Chiedo alla madre di lei come si chiama questo posto, mi risponde "Danima" o "Damina", non ricordo con esattezza quale delle due, ricordo solo che l'accento era sulla "i". Qui perdo lucidità e inizio a delirare, racconto alcune cose di me, ma non sono io quello di cui parlo, ho ricordi che nulla hanno a che vedere con la mia mia vita quotidiana.

16 luglio 2016

Sogno lucido mattutino

Visita nell'intercapedine

Mi sveglio in stato di paralisi già con le vibrazioni in atto. Scendo dal letto e vado in sala hobby, la osservo e a prima vista sembra quella attuale, ma guardando meglio mi accorgo che non tutti gli elementi sono al loro posto. Dato che mi trovo dentro casa decido di attuare la task dell'ingresso nell'intercapedine, che troppe volte avevo rinviato. In questo momento però arriva mia madre e la cosa mi trasmette sensazioni negative, sento che si tratta della solita entità sotto le sembianze di mia madre, forse ho perso troppo tempo dentro casa, dovevo uscire prima. Sto per uscire dal garage e mia madre mi urla disperata di non farlo. La cosa mi trasmette angoscia, apro la porta e mi precipito verso quella dell'intercapedine, la apro entro e la richiudo subito temendo che l'entità possa raggiungermi. Così facendo però finisco col trovarmi in un ambiente completamente buio e perdo il sogno. Riparto dal letto e ho l'entità addosso, mi sento afferrare con forza i polsi, sento quasi dolore. Mi calmo e dopo un po' svanisce. Scendo dal letto e stavolta vado subito di sopra ed esco di corsa senza nemmeno chiudere il portone, poi però ci ripenso e quando sono a metà della stradina verso il cancello mi giro e lo chiudo con la telecinesi. Si sente chiaramente il rumore del portone che si chiude identico a quello della realtà fisica. Esco in strada e raggiungo una villetta, citofono ma nessuno viene ad aprirmi dunque decido di forzarlo, attraverso il cortile e raggiungo la veranda dove ci sono alcune persone sedute a tavola a mangiare. Entro in casa e vedo una luce provenire da sinistra, la seguo e mi trovo a varcare una soglia ma qui il sogno crolla. Riparto nuovamente dal letto in paralisi, mi alzo e mi dirigo verso il garage. Apro la porta dell'intercapedine ma stavolta la lascio aperta per far entrare la luce. Ho davanti a me un'altra porta, e faccio la stessa cosa di prima. Varcata la porta mi trovo in un breve e stretto corridoio che conduce ad uno spazio più ampio che dà l'idea di essere un luogo abbandonato. Ci sono scritte in rosso su muri e colonne di cemento non rivestito, come se appartenessero ad un cantiere abbandonato. Mi fermo davanti ad una colonna sulla quale tra le altre scritte leggo "dove sono ?" o "dove siamo ?" E' proprio quello che mi stavo chiedendo così mi viene in mente di toccare quel punto sul muro aspettandomi che compaia sotto la risposta, ma ciò non avviene. Chiedo l'intervento di una guida che mi spieghi cosa rappresenta questo posto e mi suggerisca eventualmente cosa fare. Compaiono due tizi, uno è Silvester Stallone, l'altro mi pare fosse anche lui un attore ma non ricordo chi. I due però discutono tra loro creando solo più confusione, dunque li invito ad andarsene. Poco dopo il sogno crolla di nuovo e riparto per l'ennesima volta dal letto. Torno nell'intercapedine, qui però rispetto a prima è tutto più confuso e sfumato, prima di entrare vedo anche un ragazzino biondo in garage proprio mentre sto per aprire la porta dell'intercapedine. Mi trovo in un posto simile a quello di prima ma ora noto in un angolo dietro di me una nicchia con un orinatoio con di fronte una parete che però non arriva al soffitto,e sopra la quale c'è qualcosa di indefinito. Raggiungo questo angolo e vedo che sopra al muretto c'è una bottiglia con dentro un po' di liquido marrone. La apro e la annuso ma non ha un odore particolare. Ne verso un po' su un ripiano attaccato al muro e vedo che al contatto con esso diventa trasparente. Faccio un altro giro e qualcuno mi chiama dal piano di sopra, che non sapevo nemmeno ci fosse, e mi invita a salire. Salgo e mi ritrovo in un contesto completamente diverso, un luogo avveniristico, con lunghi corridoi, pavimenti e pareti di colore bianco o comunque molto chiaro. Sembrerebbe trattarsi di una struttura adibita a laboratori scientifici, e dà l'impressione di essere all'avanguardia. Compare una donna che porta in mano dei contenitori con degli oggetti dentro di forma sferica o ovoidale. Mi viene da chiedere in che anno siamo ma la risposta della donna è ambigua, mi dice duemila...nove, ma non capisco se c'è qualche altro numero in mezzo. Vedo un'uscita e la luce che proviene da lì sembra essere quella del sole, dunque mi dirigo lì desideroso di uscire all'aperto.Purtroppo qui la mia lucidità cala notevolmente ed il ricordo è confuso. Salgo su una macchina e salto giù rimanendo sospeso a mezz'aria. Inizio a volare ma in posizione seduta, aumento la velocità e atterro poco più avanti. Vedo un piccolo edificio con dietro la spiaggia ed il mare e sento della musica provenire da lì. Raggiungo la spiaggia dove incontro diverse ragazze e ragazzi ma ormai la mia lucidità è andata e ricordo poco o nulla, in ogni caso il sogno finisce poco dopo.

24 luglio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Dopo una serie di sogni comuni mi ritrovo sdraiato sul fianco destro in stato di paralisi e sento una voce che dice qualcosa, non ricordo esattamente le parole ma il significato è questo: "questa posizione è scomoda ma è molto efficace per indurre il risveglio in stato di paralisi". Arrivano le vibrazioni, prendo il controllo del corpo onirico, scendo dal letto ed esco dalla stanza. Inizio a toccare la colonna e mi guardo le manie il resto del corpo. Osservo come sono vestito, indosso dei pantaloncini blu con il numero 8 scritto in rosso sul lato sinistro, mutande grigio scuro ma di un tessuto diverso da quelle che uso io, mentre la maglietta non la ricordo. Esco dal garage e mi metto a saltare sulle macchine e sui muri di recinzione delle villette della zona, allo scopo di raggiungere un punto rialzato dal quale poi lanciarmi e rimanere sospeso a mezz'aria. Purtroppo però non funziona, tutte le volte fallisco atterrando sull'asfalto. Alla fine decido di proseguire a piedi, arrivo all'incrocio e sulla sinistra invece delle solite case c'è una spiaggia ed il mare. Qui però perdo lucidità e mi ritrovo in una situazione assurda e grottesca difficile da descrivere. Alla fine mi ritrovo sul letto paralizzato, stavolta già con le vibrazioni. Mi alzo dal letto ma sono ancora senza vista e pesante, chiedo di fluttuare ma non funziona. Esco dalla mia stanza e una volta arrivato in salotto arriva la vista, esco rapidamente da casa e mi dirigo verso lo stesso incrocio di prima. Qui suono il citofono e mi risponde una voce femminile e giovane. Attendo che venga ad aprirmi ma passe più tempo del solito, penso che sia il caso di forzare l'ingresso ma nel frattempo la strada si è trasformata in qualcos'altro, un negozio, forse una libreria. Vedo infatti un banco con diversi libri accatastati e vedo lì due ragazzi, forse un ragazzo e una ragazza, prendere entusiasti un libro di cui leggono ad alta voce il titolo "Morfeo". La cosa mi incuriosisce dunque vado lì sperando ci siano altre copie, così è e ne prendo una. Sulla copertina c'è scritto in grande proprio "Morfeo". Lo apro e provo a leggere qualcosa ma faccio troppa fatica e ci rinuncio. Vedo i due di prima parlare tra loro e guardare altre cose nel negozio che a quanto pare non vende solo libri. Mi viene in mente di lanciare un "esca" e dico ad alta voce "qualcuno di voi per caso è un sognatore ?" Uno dei ragazzi risponde "Che ?" Da questa risposta capisco che non sono sognatori lucidi e dico "niente, lascia stare". Ora busso di nuovo insistentemente alla porta e finalmente la ragazza viene ad aprirmi. E' una ragazza bionda, magrolina, non attraente. Le spiego che sono un viaggiatore e che sono qui di passaggio per accedere ad un altro mondo. Entriamo e lei mi mostra una tavola imbandita invitandomi a restare. Le dico che non posso, sono qui solo di passaggio, lei si mostra quasi offesa e tutta imbronciata si mette a sparecchiare. Le dico che caso mai mi fermerò al ritorno se la ritroverò ma le dico che è quasi impossibile che ciò accada perché ci sono infiniti piani di realtà e quasi sicuramente mi troverò altrove. Mentre sto per varcare la porta però mi viene in mente di lasciarle il libro come segno della mia sincerità. Glielo do e le chiedo come si chiama, lei risponde "Latina". Le chiedo se le interessano i sogni e lei sorridendo risponde di sì, al che le dico "bene ! Perché è proprio in un sogno che ci troviamo ora !" Alla mia rivelazione lei fa una faccia sconvolta, io mi volto e varco la porta. Qui mi trovo in un'altra città, in una zona trafficata, tuttavia la vista non è nitida come me l'aspettavo, forse ho sprecato troppo tempo ed energia in quella casa. Questi personaggi onirici abitanti delle case le trovano tutte per farmi perdere tempo e lucidità, la ragazza qui ad esempio ha tentato di convincermi a rimanere da lei a mangiare, non c'è riuscita, ma comunque facendomi attendere prima di aprirmi mi ha fatto perdere tempo. Comunque qui attraverso una piazza ed entro in una specie di centro commerciale, lo attraverso rapidamente e raggiungo un corridoio con diverse uscite d'emergenza. Apro di forza una di queste porte, scendo una rampa di scale e mi trovo in un corridoio sotterraneo, forse un garage. Qui incontro un personaggio della serie TV Arrow, Curtis Holt. Mi aspetto che mi attacchi, considerandomi una minaccia, invece se ne sta lì immobile senza fare nulla. Arrivo all'uscita ma anche qui quello che trovo non mi soddisfa molto, dunque rientro e trovo il personaggio di prima ad affrontarmi, sparandomi dei colpi di pistola. Io blocco con la mano tutti i proiettili ma la sensazione non è realistica, non li sento sulla mano,tranne l'ultimo che mi colpisce l'avambraccio, ma è come un sassolino lanciato da un bambino di tre anni. Gli dico che non deve temermi, io non sono una minaccia per loro, ho altre cose a cui pensare. Ora esco e qui perdo totalmente lucidità. Vedo un tizio gigante, alto qualche decina di metri che è alle prese con due gatti altrettanto enormi, grossi quasi quanto lui. I gatti litigano tra loro in mezzo alla città, causando distruzione ovunque passano. Assisto ad una scena impressionante: in un grattacielo con ampie vetrate si vede un ristorante ad uno dei numerosi piani, con persone sedute a mangiare. Ad un certo punto queste persone si vedono arrivare addosso questo gatti gatti enormi, uno dei quali si scontra contro il palazzo distruggendolo e facendo perciò una carneficina. Il tizio gigante richiama i gatti all'ordine chiamandoli per nome (Manila e Caffellatte). Il sogno poi si deforma e mi ritrovo ad essere io il gigante e lancio via i gatti prendendoli per la coda, anche se guardandomi bene intorno non sono affatto gigante, ho dimensioni normali. Il sogno prosegue in maniera sempre più confusa e assurda fino al risveglio.


26 luglio 2018

Sogno lucido notturno

Sono nei pressi di casa mia, incontro un tizio che mi propone una partita a calcio balilla, io rispondo di sì ma prima devo passare un attimo a casa, bere ed andare in bagno. Il tizio mi accompagna a casa e ora c'è anche un altro insieme a noi, anche lui deve venire a giocare e stiamo aspettando che arrivi il quarto giocatore. Quando arrivo a casa comincio a sospettare di essere in un sogno, vado in bagno e torno in salotto, qui il sogno crolla e prendo lucidità. Recupero il sogno ed esco di casa, non ci sono più i due tizi di prima ad aspettarmi. Qui per un attimo si oscura tutto, poi le immagini tornano e in fondo alla strada in direzione della ferrovia vedo un locale con tavolini all'aperto. Mentre mi dirigo verso il locale sento una presenza dietro di me, mi giro e vedo una bella ragazza dalla carnagione scura, forse sudamericana o di qualche paese caraibico. Sembra dirmi qualcosa ma poi mi accorgo che si rivolgeva ad un tizio alla mia destra. Proseguo fino al locale, vedo diversi tavoli apparecchiati e tutti occupati. Vorrei assaggiare qualcosa, potrei rubacchiare dai tavoli degli altri ma non sarebbe corretto, così penso di cercarmi un tavolo libero e farmi servire normalmente.Qui però perdo lucidità e poco dopo il sogno svanisce.

29 luglio 2018

Sogno lucido notturno

Mi sveglio in stato di paralisi e sento entrare mio fratello che viene ad aprire l'armadio sopra il mio letto per cambiarsi ma so già che non è lui, si tratta della solita entità. Infatti poco dopo mi aggredisce azzannandomi la mano sinistra. Sento chiaramente i suoi rantoli demoniaci davvero terrificanti e percepisco tutta la sua malignità, pura oscurità. So che è inutile opporsi, mi rilasso, accetto quello che sta succedendo e in breve il demone svanisce. Mi trovo come immerso in un campo elettromagnetico, sento le vibrazioni in tutto il corpo. Ad un certo punto mi sento afferrare per le caviglie e penso che qualcuno mi stia per tirare via, non sono spaventato, solo curioso, dato che ho letto molte esperienze di altre persone che hanno avuto esperienze fuori dal corpo con questa modalità. Tuttavia non accade nulla, le mani non mi tirano via e poco dopo svaniscono. Alla fine scendo dal letto normalmente, esco dalla mia stanza e vado subito di sopra dato che qui sento ancora l'inquietante presenza dell'entità. Esco dal portone e mi lancio a tutta velocità contro il cancelletto attraversandolo con un lieve attrito. Sto per prendere la strada perpendicolare alla mia via come faccio il più delle volte, ma poi cambio idea e mi dirigo verso l'incrocio in direzione della ferrovia. Corro veloce e salto più volte fino a rimanere sospeso a mezz'aria. Ora sto volando ma riesco ad andare solo avanti e indietro, non riesco a salire di quota. Proseguo il volo a pochi metri da terra, passo tra i palazzi e alla fine sbuco in un luogo sconosciuto, un'altra città. Atterro in dei giardinetti dove dei ragazzini giocano con dei cellulari e parlano di Pokemon. Uno di loro però mi mostra in suo cellulare e non si tratta di uno smartphone, bensì di un modello vecchio, di quelli con lo schermo piccolo senza colori. Chiedo loro come si chiama questa città e mi rispondono "Azimut", ripeto il nome della città ad alta voce più volte per memorizzarlo. Mentre lo faccio noto un tizio seduto su una panchina, che sembra perplesso nel vedermi ripetere quella parola come uno scemo. Arrivo in una strada dove ci sono negozi e locali, qui il sogno inizia a destabilizzarsi, mi metto a correre veloce per non farlo svanire e funziona. Entro in una pizzeria attraversando la vetrina, qui però la mia lucidità inizia a calare, chiedo un pezzo di pizza e me la faccio scaldare perdendo tempo quando avrei potuto ottenerla già calda o scaldarla io in un attimo. Vengo risucchiato in una conversazione con l'inserviente e un altro tizio, forse un cliente e il sogno svanisce prima di poter assaggiare la pizza.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 18/08/2018, 21:07

Parte 2

3 agosto 2018

Sogno lucido notturno

Bar-ristorante e porta con combinazione

Sto camminando lungo la strada perpendicolare alla mia via e ad un certo punto inizio a capire di stare sognando. Mi metto a correre ma più mentalmente che fisicamente, non sono infatti ancora integrato nell'ambiente, è come se questo fosse l'inizio del sogno, forse ho fatto una specie di WILD inconsapevole. Arrivo davanti ad un bar, qui ora sono ben integrato nel sogno, entro nel locale, le cui pareti sono rivestite in legno di colore marrone lucido. Chiedo un succo di frutta, e a servirmi c'è V.G., un ragazzo che lavorava al circolo sportivo in cui facevo tornei di calcetto, e che ora fa proprio il barista. Versa del liquido arancione in un lungo bicchiere a forma di tronco di cono, riempendolo per circa metà, dal colore potrebbe trattarsi di succo di albicocca. Inizio a bere ma non mi concentro molto sul gusto, perché nel frattempo penso a cosa fare, a dove andare. Dietro il bancone c'è un'ampia sala con dei tavoli tipo ristorante. Alla fine però scelgo di aprire una porta alla mia sinistra e dall'altra parte trovo una sala più piccola con diversi tavolini e persone sedute a mangiare, tra le quali scorgo mio zio M. Anche qui il colore dominante è il marrone lucido del legno delle pareti e dei tavoli, ed è lo stesso anche per la prossima saletta a cui accedo aprendo un'altra porta. Qui invece trovo un tavolo lungo disposto parallelamente alla lunghezza della sala, al centro di essa. Seduti a tavola ci sono i miei genitori, i miei nonni e altri parenti che ora non ricordo. Qualcuno di loro forse mi parla ma il ricordo è vago, non mi soffermo molto perché la mia intenzione è quella di uscire all'aperto. Apro dunque l'ennesima porta e stavolta vedo al di là di essa un giardino. Tuttavia prima di uscire voglio verificare il realismo e a vividezza di questo sogno, mi guardo le mani e sono perfettamente fedeli a quelle fisiche, torno al tavolo e osservo i volti delle persone sedute, tra cui ricordo soprattutto quelli di mia madre e mia nonna, che appaiono realistici seppur più giovani di come sono adesso. Ora finalmente esco dalla sala e mi ritrovo in una nicchia di un giardino, con un albero alla mia sinistra. Giro l'angolo a destra e mi ritrovo in un ambiente più ampio, sempre nello stesso giardino, anche qui c'è un albero, al centro. E' sera e l'atmosfera è serena e tranquilla. Ad attirare la mia attenzione è un'altra porta, stavolta con una chiave attaccata. Provo a tirare la maniglia e la porta non si apre, giro allora la chiave ma invece di aprire la porta apre un piccolo sportello nero, che rivela una tastiera e un display. Capisco che per aprire questa porta bisogna inserire una combinazione. Alzo lo sguardo al cielo e chiedo aiuto al sogno su come trovare la combinazione, subito dopo vedo a terra un fogliettino e una voce fuori campo mi dice "guarda per terra". Vado per raccogliere il fogliettino ma qui suona la sveglia di mia madre nella stanza accantoe il sogno si interrompe bruscamente.

4 agosto 2018

Sogno lucido notturno

Cammino lungo una strada nella mia zona, il tutto è molto vivido ma ho la sensazione che qualcosa non quadri. Mi guardo intorno, passano alcune macchine, tutto sembra assolutamente reale però continuo ad avere la sensazione che potrei essere in un sogno. Guardo le case alla mia sinistra e ad un certo punto in uno spazio tra una casa e l'altra intravedo il mare. Qui capisco che deve essere per forza un sogno perché da questa zona non si vede il mare, è troppo lontano e ci sono i palazzi del centro di mezzo, mentre qui sembra essere ad un centinaio di metri da me. Ora mi rendo conto anche che la strada che sto percorrendo è più larga del normale. Sono felice e mi viene subito in mente la task del viaggio nel tempo ma mi piace anche il contesto in cui mi trovo, soprattutto mi attira la spiaggia ed il mare a pochi passi da me, così senza pensarci due volte vado in quella direzione. Raggiungo la spiaggia, il mare è una tavola ed è limpido, bellissimo. C'è qualcuno alla mia sinistra che mi dice qualcosa ma lo ignoro, mi dirigo verso l'acqua e ci entro rimanendo però a riva con l'acqua che mi arriva appena alle caviglie. Qui c'è anche un gruppo di persone di colore che giocano in acqua. Ora vado verso il bar dello stabilimento, ci sono alcuni tavoli con persone sedute. Chiedo ad una ragazza bionda di dirmi come si chiama questo posto, lei mi dà una risposta strana, pronuncia un nome in inglese che però sembra pià una frase che un nome, in ogni caso non riesco a ricordarlo. Poi mi dice che questo posto è famoso per i terremoti e che ci sono scosse nei primi giorni di ogni mese. Nel frattempo ad un altro tavolo avevo notato una ragazzina mora sui 14 anni,la quale rispetto agli altri personaggi presenti sembrava avere una maggiore espressività e vitalità. Mentre parlo con la ragazza bionda ci allontaniamo dai tavoli e perdo di vista la ragazzina. Ora raggiungo la strada e incontro di nuovo la ragazzina mora che sembra volermi seguire, tuttavia vedo più avanti lungo la strada i suoi genitori e mi pare anche un altro ragazzino più piccolo, forse suo fratello. La ragazzina mi prende la mano ma io la lascio andare dalla sua famiglia, non vorrei dover litigare col padre e la madre, potrebbero scambiarmi per un pedofilo o chissà cosa. Proseguo lungo la strada ed entro in un ristorante che assomiglia a quello del sogno del giorno precedente. Anche qui il colore dominante è il marrone lucido del legno. Giro per varie sale alla ricerca di qualche personaggio interessante con cui parlare ma trovo solo persone sedute ai tavoli,quasi tutti uomini, assorte nelle loro conversazioni. Torno nella sala principale dove incontro una ragazza bionda che lavora qui, forse come cameriera. La invito a sedersi ma poco dopo non è più una ragazza, bensì un uomo vestito tipo monaco tibetano. Non faccio caso lì per lì, alla cosa, segno che la mia lucidità è calata. Gli dico di prendere carta e penna e scrivere il suo nome mentre io faccio lo stesso. Sono costretto a scriverlo due volte perché la prima volta mi viene male e ci scarabocchio sopra per cancellarlo. Ora ci scambiamo i foglietti, io leggo il suo nome ma non riesco a ricordarlo, ricordo solo che si trattava di una scritta perfettamente leggibile e sensata, e che anche al secondo sguardo era rimasta la stessa. A questo punto dico all'uomo "e se ti dicessi che siamo in un sogno ?" Lui mi guarda perplesso, al che lo invito a rileggere il mio nome scritto sul foglietto e si rende conto che non riesce a leggerlo. Mi guarda sorridendo e fa un'espressione del tipo "mi hai fregato !" Ma non sembra sconvolto dalla cosa, come se fosse abituato ad accorgersi di stare sognando, forse è un onironauta anche lui. Anche io leggo per la terza volta il suo nome sul foglietto e stavolta appare illeggibile, con tutte le lettere scambiate di posto. Qui compare mio fratello che inizia a parlarmi e mi mostra dei fogli con degli esercizi matematici, roba strana, mai vista. Sto per essere risucchiato dalla conversazione con lui che mi riporterebbe all'inconsapevolezza ma riesco giusto in tempo a riprendermi e ad allontanarmi. Torno verso la spiaggia ma sento suonare il telefono e il sogno vacilla, temo si tratti di un telefono nel mondo fisico, cerco di ignorarlo ma il suono continua insistente. Tuttavia la suoneria non corrisponde a nessuno dei telefoni che abbiamo in casa, sia cellulari che fissi. Lotto per mantenere il sogno ma alla fine crolla e mi sveglio.

Sogni lucidi pomeridiani

Distacco fallito

Sto camminando nel tratto di strada in discesa adiacente al parcheggio dietro casa mia e ad un certo punto capisco di stare sognando. Non sono sicuro se subito in seguito a questo o più tardi, ma ricordo di essermi svegliato in stato di paralisi in posizione supina e di aver fallito il "distacco" dal corpo a causa di uno sbalzo nella respirazione. Il caldo di questi giorni fa strani scherzi.

Breve lucido

Mi trovo per l'ennesima volta in paralisi con le vibrazioni, mantengo la calma ed esprimo l'intento di visitare il futuro, precisamente il 2048. Sento il mio corpo onirico sollevarsi per poi ricadere giù. Inizio ad immaginare di oscillare col corpo e in breve la mia coscienza si trasferisce nuovamente dal corpo fisico a quello onirico e inizio ad oscillare con quest'ultimo. Quando però cerco di alzarmi sono ancora pesante, segno che la percezione è ancora divisa tra fisico e onirico. Dopo un po' inizio a sentirmi sollevare e girare su me stesso di 180 gradi per poi tornare al punto di partenza. Ripeto la tecnica dell'oscillazione, mentre lo faccio sento un rumore tipo scariche elettriche, alla fine rotolo giù dal letto e cado pesantemente
sul pavimento. Mi alzo, esco da casa e raggiungo subito il cancello della casa di fronte. Entro ed incontro un signore sulla cinquantina che dice di chiamarsi Gianfranco e di venire dalla provincia di Carra (forse intendeva Carrara ?). Gli dico che devo attraversare una porta per cambiare scenario e livello di sogno, dunque ci salutiamo e lui mi dice qualcosa del tipo "ci rivedremo". Attraverso la porta ma non ottengo quello che speravo, qui l'ambiente è più confuso di prima, ricorda una zona della mia città e vedo degli elicotteri che volano in cielo.
Qui perdo lucidità, il sogno prosegue ancora un po' prima di svegliarmi.


9 agosto 2018

Sogno lucido pomeridiano

L'alieno

Mi sveglio in stato di paralisi e scendo dal letto ma sono terribilmente pesante. Esco dalla stanza come sempre ma stavolta mi imbatto in qualcosa di solido e appuntito. Vado in salotto ma mi sembra di rimanere fermo, arrivo a quelle che dovrebbero essere le scale (non vedo nulla, cammino alla cieca), provo a correre ma ho la sensazione di non avanzare neanche di un centimetro. Provo ad immaginare una sorta di tunnel, tipo wormhole, da attraversare e mi ci tuffo dentro ma non cambia nulla, continuo a trovarmi come in una sostanza densa e molto viscosa.Ora mi percepisco nuovamente sul letto, mi alzo toccando terra coi piedi. Sono accucciato sopra al letto, mi tiro su lentamente ed inizio ad intravedere qualcosa. Esco e salgo sopra, mentre salgo le scale intravedo i gradini con un occhio, che fatico a tenere aperto. Arrivato al piano di sopra la vista migliora ma sento una presenza addosso a me, un'entità che mi tiene il braccio destro. Forse mi sta aiutando, penso in un primo momento, ma in realtà le sensazioni non sono positive, sembra essere un'entità maligna. Inizialmente non reagisco, arrivo fino a circa metà della stradina che dal portone porta al cancello, qui mi volto e la vedo. Ha l'aspetto di un alieno di tipo grigio, con la testa ovale, anche se non grossa come spesso viene rappresentata, e gli occhioni neri. Emana sensazioni negative e continua a tenermi il braccio. Evito di fare forza perché so che sarebbe inutile, devo mantenere la calma e prendere il controllo della situazione, mostrando a questo essere che non ho paura di lui. Passo attraverso il cancelletto e appena fuori mi divincolo dall'ormai debole presa dell'entità, ora sono io a tenere lei. Qui inizia cantare una canzoncina con parole intimidatorie, tentando di sottomettermi. Non ricordo le parole precise, ma il senso è che mi tiene in pugno e che sono ancora vivo solo perché lo decide lui, se vuole può uccidermi ecc.. Tuttavia io non mi faccio intimorire e gli dico che sono io che comando e che non può farmi nulla. Nel frattempo si è rimpicciolito fino a diventare un fantoccio di carta che inizio a strappare pezzo per pezzo. Nonostante ciò continua a parlare ma le sue parole risultano sempre meno credibili. Gli chiedo cosa esattamente rappresentava, usando volutamente il tempo al passato. Lui risponde che rappresentava il pregiudizio e il senso di colpa. Da sottolineare che anche lui parla ormai al passato, inoltre la sua è una voce disincarnata e non è più in tono minaccioso, anzi quasi remissivo. Qui perdo lucidità e proseguo a sognare normalmente per un po' fino al risveglio.

12 agosto 2018

Sogno lucido mattutino

La spiaggia

Mi ritrovo sul letto in posizione supina e una donna che ricorda vagamente Barbara D'Urso mi dice "ti ricordi quella volta che..." non ricordo poi le parole ma si riferisce ad un episodio in cui, dopo aver sfruttato un risveglio in paralisi per entrare nel lucido, mi ero trovato in una determinata situazione. Ricordo l'episodio (ricordo onirico o falso ricordo) e mi ritrovo a riviverlo, sapendo già cosa accadrà. Mi alzo dal letto e compare un individuo ostile già grosso di suo e che oltretutto inizia a gonfiarsi diventando enorme. So che sta per esplodere perché lo ricordo, ma alla fine riesco a neutralizzarlo prima che esploda. Esco di casa e prendo lucidità, corro per strada in via delle gardenie, mi accosto a destra e provo
ad attraversare la parete due volte ma ci sbatto contro. Entro da un cancelletto aperto, faccio il giro del cortile, c'è un balconcino stretto ci salgo e raggiungo la porta. Suono il campanello vicino al quale c'è scritto un cognome straniero, probabilmente polacco. Attendo un po' e nel frattempo mi guardo intorno, vedo la strada e un edificio verde al di là di essa. Nessuno apre, dunque entro da solo, apro la porta e mi trovo in una stanza da letto dove c'è una donna sul letto che tenta di sedurmi, mi fermo un attimo, la tentazione c'è ma sono determinato a proseguire, così le dico che mi dispiace ma devo andare avanti e che caso mai passerò dopo. Lei sorridendo dice "ok". Esco dalla stanza e mi trovo nel salotto e alla mia destra c'è un uomo, presumibilmente il marito/compagno della donna che dorme su una poltrona e russa. Sulla sinistra c'è invece una porta che penso di attraversare per accedere al nuovo scenario/livello di sogno, ma poi mi viene in mente che potrebbe semplicemente condurre nel cortile dal quale sono passato per entrare in questa casa. La apro per dare un'occhiata e in effetti vedo la strada e il palazzo verde di prima. Lascio stare la porta, proseguo e mi trovo su un pianerottolo in cima ad una scalinata ad angolo, alla mia sinistra c'è una porta. Sono indeciso se scendere le scale o uscire dalla porta. Apro la porta e vedo un balcone che dà su su una spiaggia, con un mare calmo sullo sfondo. Alla fine però decido di scendere le scale e giunto al piano di sotto attraverso un'apertura sul muro e mi ritrovo sulla stessa spiaggia che avevo visto dal piano di sopra. E' bellissimo !Mi trasmette una grande gioia e senso di libertà, la spiaggia è enorme e con poca gente, davanti a me vedo l'immensità del mare. Entro in acqua e mi lascio cadere in avanti, sono disteso a pancia in giù in un punto in cui è alta solo pochi centimetri. Mi allontano dal bagnasciuga e l'acqua diventa sempre più alta.
Qui però inizio a perdere gradualmente lucidità, ad un certo punto penso di provare a camminare sull'acqua, mi getto all'indietro e invece di affondare rimbalzo su una superficie solida e faccio una capriola all'indietro. Ora mi alzo in piedi, sto camminando sull'acqua ! Poco dopo però perdo totalmente lucidità, il sogno si deforma, ora sono su un pavimento all'interno di una struttura con diverse persone intente a svolgere le loro attività. Il sogno
prosegue in maniera confusa e senza senso finché non mi sveglio.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 07/09/2018, 18:28

24 agosto 2018

Sogno lucido notturno

Centro commerciale e supemercato

Sono all'interno di un edificio a più piani che sembrerebbe essere un centro commerciale. Ad un certo punto capisco di stare sognando anche se la mia lucidità è ancora bassa. Decido di scendere i piani saltando giù da un piano all'altro. Il sogno non è ancora molto vivido e stabile, non mi sento ancora pienamente integrato nell'ambiente onirico. Ho in mente di raggiungere una porta al piano terra, una porta specifica da attraversare, come se fossi già stato qui e mi ricordassi di quel particolare. Dopo essere sceso di qualche piano vedo una porta a vetri che però non mi convince. Mi giro e sul lato opposto c'è un'altra porta a vetri, penso possa essere quella giusta ma quando mi avvicino vedo che al di là di essa non c'è
quello che mi aspettavo (ma cosa era ? Non me lo ricordo e forse già nel sogno non lo ricordavo, deve trattarsi di un falso ricordo o ricordo onirico). Comunque decido che va bene lo stesso, varco la porta e mi trovo in un corridoio. Ora il sogno è stabile e realistico, osservo la parete alla mia sinistra, è tappezzata di manifesti pubblicitari e quant'altro. Vedo in alto sulla parete un piccolo cartello che annuncia una partita di calcio in programma: Lazio vs ... non ricordo il nome della squadra, ricordo solo che i colori dello stemma erano il giallo e il verde. Proseguo e mi ritrovo in un supermercato, osservo uno scaffale alla mia sinistra, ci sono prodotti di vario genere. Leggo qualche scritta, mi soffermo su una scatola
con su scritto in grande al centro "Moscow" e ai bordi "CR7". Guardo e distolgo lo sguardo due o tre volte ma le scritte rimangono immutate. E' tutto estremamente realistico e vivido. Chiedo ad un passante dove siamo rivolgendomi a lui in inglese. Mi risponde "Lobanisev" (o qualcosa del genere, potrei aver invertito qualche vocale), chiedo allora in che paese si trova, dato che non ho mai sentito nominare questo luogo, mi risponde "Poland". Gli chiedo anche in che anno siamo ma non riesco a capire la sua risposta
e subito dopo il sogno svanisce.

29 agosto 2018

Sogni lucidi pomeridiani

Il cinema
Mi sveglio in stato di paralisi, attendo le vibrazioni che dopo un po' arrivano. Scendo dal letto ed esco di casa e una volta in strada mi dirigo verso il cancello più vicino, intenzionato a cambiare livello di sogno. Vedo uscire una signora sulla sessantina e le chiedo se posso passare da casa sua e lei risponde "sì fai come vuoi". Entro e e mi ritrovo nel cortile che ha diverse brevi scalinate che portano ad altrettanti portoni, forse sono tutti appartamenti a se stanti. Mi avvio verso il portone più vicino e una volta entrato mi ritrovo in un corridoio. Sembra non esserci nessuno dentro, proseguo e l'ambiente si allarga, ora sono in un ampia sala ma il ricordo è piuttosto vago. Vado avanti ancora finché non mi trovo in cima ad una
gradinata sulla quale sono sedute delle persone. Sembrerebbe essere una sala cinematografica.
Poco dopo però il sogno crolla.


Salti nel vuoto

Ho una serie di risvegli in paralisi e conseguenti sogni lucidi poco vividi, disturbati dalla troppa luce e rumori esterni.Ad un certo punto decido di salire in alto e lasciarmi cadere nel vuoto. Per farlo vado al primo piano di casa mia, esco sul balcone e scavalco il parapetto. Guardo di sotto e con stupore vedo che mi trovo ad un'altezza vertiginosa, saranno più di mille metri, vedo le case minuscole, è come guardare fuori da un aereo. Il senso di vertigini è inevitabile e ho un attimo di esitazione ma alla fine mi lascio andare. Il sogno crolla all'istante ma la sensazione di caduta continua per un po' finché non mi trovo in paralisi senza percepire il mio corpo. Cerco di rimanere rilassato e inizio a sentire il mio corpo
sollevarsi dalle gambe mentre il busto rimane giù. C'è qualcosa che mi blocca e mi impedisce di staccarmi totalmente. Qui vado anche un po' in confusione ed inizio ad avere pensieri negativi che di certo non giovano alla riuscita dell'esperienza. Alla fine mi alzo dal letto come sempre ma una volta in piedi mi sento tirare indietro verso il letto.
Da qui non ricordo come prosegue, probabilmente perdo lucidità e mi ritrovo in un sogno normale. Più avanti riprendo lucidità e faccio la stessa cosa di prima, salgo di sopra e mi butto dal balcone. Stavolta l'altezza è ancora più di prima, sono a migliaia di metri di quota e il sogno già vacilla appena guardo di sotto e si sfalda completamente appena mi lascio andare. Come prima mi ritrovo nel buio totale paralizzato ma dopo un po' riesco a muovere la mano destra onirica. La mia coscienza è divisa tra corpo fisico e corpo onirico. Provo a trapassare il materasso col dito ma risulta perfettamente solido. Alla fine mi alzo dal letto e quasi subito stavolta arrivano le immagini. Guardo il mio letto, c'è un bozzo sotto la coperta, sembra qualcosa di informe, ho paura di guardare cosa c'è li sotto, tempo possa trovarci qualcosa di terrificante. Esco dunque dalla stanza poi però mi faccio coraggio e torno indietro per andare a controllare, sposto la coperta e sotto non c'è niente ! Poco dopo il sogno svanisce.

1 settembre 2018

Sogno lucido mattutino

Il balcone di mia nonna


Mi ritrovo a casa di mia nonna E. con alcuni amici, nel suo appartamento al secondo piano del palazzo. Entriamo in sala, abbiamo in mano delle bottiglie d'acqua, qualcuno dice di portarcele dietro ma poi conveniamo che è scomodo e le lasciamo sul tavolo della sala. Usciamo sul balcone equi prendo lucidità. Sto per salire sulla ringhiera con l'intenzione di prendere il volo ma il mio amico A. mi dice "ma che vuoi buttarti di sotto ?" Lascio perdere perché so che farei collassare il sogno se mi lasciassi cadere. Rimango sul balcone, stabilizzo, mi guardo intorno, osservo i palazzi vicini. C'è un pupazzo che raffigura un animale simile ad un cane, di colore bianco in cima ad un palo. E' un elemento un po' estraneo al contesto del sogno, mi metto a fissarlo e rimane lì senza modificarsi. Anche il resto dell'ambiente si "solidifica", ora non c'è più differenza con la realtà fisica. Voglio provare ad usare qualche super potere ora che il sogno è così stabile, vivido e realistico. Provo ad usare la telecinesi, spostamento d'aria e a sparare raggi energetici dalle mani ma non funziona nulla. Inizio a sentirmi anche un idiota poiché mi accorgo che da uno dei palazzi vicini ci sono dei tizi che sembrano osservarmi. In particolare ricordo un tizio strambo con una maschera bianca che sembra fissarmi, anche lui, come il pupazzo sul palo, appare fuori contesto. Devo approfondire questa cosa, gli elementi fuori contesto in sogni lucidi così stabili e realistici potrebbero avere un significato particolare. Rientro in casa e qui ho un calo di lucidità, ho infatti il dubbio di trovarmi nella realtà fisica e per accertarmi di stare sognando controllo l'ora sul cellulare. L'orario cambia da uno sguardo all'altro, dunque ho la conferma che sto ancora sognando. Esco di nuovo sul balcone, ora qui c'è una ragazza mora sui sedici anni che parla con qualcuno del palazzo di fronte. Poco dopo però il sogno si sfalda. Rientro quasi subito nel sogno, sempre sullo stesso balcone. Vedo ancora il pupazzo di prima ma ora è un po' diverso, ha un sorriso largo e un po' inquietante. L'ambiente sembra un po' meno stabile di prima e si è anche un po' modificato. Vedo due ragazze che parlano, una delle due assomiglia a quella di prima ma ora è più alta e formata, come se fossero passati degli anni e fosse cresciuta. Era già carina e ora è una gran bella ragazza. Si avvicina a me e, essendo la mia lucidità non al top, mi faccio distrarre da lei e non appena entriamo in contatto il sogno collassa all'istante. Mi ritrovo sul letto in paralisi con l'entità sopra di me. Inizialmente rimango fermo ma senza farla andare via stavolta, voglio vedere cosa succede, percepisco una certa carica di tipo sessuale, simile a quella volta in cui ho incontrato la ragazza vestita di blu. Mi sento toccare lungo tutto il corpo ma non vedo nulla. Ad un certo punto mi sento premere sul fianco sinistro e capisco che è il caso di mandarla via. Riesco a riprendere il sogno sempre sul balcone, il quale ha una forma ad L e io mi trovo sul lato più corto. Dall'estremità di questo lato spunta fuori una donna sulla quarantina dallo sguardo spiritato, piuttosto inquietante. Tira dritto passandomi davanti poi gira l'angolo ed entra in casa dalla porta finestra, l'unico punto d'accesso al balcone. La sua presenza tuttavia mi trasmette una certa inquietudine. Dallo stesso punto dal quale è venuta la donna ne esce un altra, che scappa e urla terrorizzata da chissà cosa. Subito dopo la donna di prima esce dalla porta da cui era entrata e viene veloce verso di me con uno sguardo demoniaco e mi dice "sai chi sono io ?" Io rispondo "il demone di prima ?" Riferendomi alla ragazza che mi aveva sedotto facendo sfaldare il sogno. La definisco "demone" poiché ho l'impressione che in realtà si trattasse della solita entità che tenta di sbattermi fuori dal sogno, anche se qui in maniera "soft". Dato che però non è servito a molto, poiché sono già rientrato nel sogno, sembra che chi vuole sbattermi fuori abbia deciso di usare le maniere forti. Tuttavia la donna-demone risponde alla mia domanda con un secco e deciso "No !" poi mi viene addosso sbattendomi fuori dal sogno di nuovo. Mi pare avesse detto anche qualcos'altro mentre mi veniva addosso ma non riesco a ricordare cosa. Comunque percepisco una forte negatività e mi ritrovo di nuovo in paralisi. Questa volta però la mia lucidità è andata a farsi benedire, sono in stato confusionale e l'inquietudine prende il sopravvento spingendomi a non rientrare nel sogno. Tuttavia dopo riacquisto lucidità ed entro per l'ennesima volta su quel balcone, stavolta però sull'altro lato della L, davanti alla porta-finestra. Subito torna il demone e mi spinge fuori dal balcone. Tento di rimanere sospeso in aria mantenendo il sogno ma, complice anche la stanchezza, dato che sto sognando da un bel po', fallisco e il sogno svanisce, stavolta definitivamente. Dopo mi trovo di nuovo in paralisi ma stavolta rotolo giù dal letto, sono nella mia stanza anche se ancora non vedo niente. Arrivato al piano terra inizio a vedere, esco in strada ma poi mi ricordo che avevo programmato di addentrarmi nel campo di sterpaglie per raggiungere un luogo diverso e cambiare livello di sogno. Prendendo quella strada in passato mi sono poi trovato in luoghi e situazioni molto interessanti. Dunque torno indietro, attraverso il giardino ed esco nel parcheggio dietro casa. Qui vedo il sole appena sorto, una sfera arancione all'orizzonte, ma con mia sorpresa ne vedo poi un'altra anche in direzione del mare, ci sono due soli ! Entro allora nel campo di sterpaglie ma qui purtroppo perdo lucidità, compaiono anche due miei amici, A e L, che mi dicono "ma che stai dicendo ? Quali due soli ? Quella è la luna !" Guardo nella direzione indicata e infatti vedo che al posto del sole ora c'è una mezza luna. Poco dopo il sogno crolla.


4 settembre 2018


Doppia aggressione dell'entità

Sono sul letto in paralisi in seguito ad un sogno che non ricordo. Prendo parzialmente lucidità e penso di alzarmi dal letto ma faccio più fatica del solito a prendere il controllo del mio corpo onirico anche perché sento la solita entità che mi sta addosso in maniera piuttosto pesante. Alla fine mi muovo col corpo fisico e mi sveglio. Si tratta però di un micro risveglio o forse un falso risveglio, non ricordo infatti se inizialmente mi sono ritrovato nella realtà fisica sul mio letto per poi riaddormentarmi subito. Poco dopo infatti sono su un letto non mio, in una stanza e una casa non mie, con mio padre e un altro tizio vicini. Mio padre è sul letto e gli dico che sto per riaddormentarmi e che non deve toccarmi se no mi sveglia. Memore però dell'episodio di prima gli dico che dovrà svegliarmi ad un mio segnale specifico, ovvero quando muoverò un dito. So che non potrò muoverlo bene ma spero che dall'esterno si veda almeno un tentativo di movimento quasi impercettibile e che sia sufficiente. Ovviamente faccio tutto questo ragionamento in uno stato confusionale. Comunque mio padre reagisce male e se ne va dicendo che non ha tempo da perdere.Si oscura tutto ed entro in paralisi di nuovo con l'entità addosso, ma stavolta è ancora più aggressiva di prima, più del solito. Esordisce con un violento colpo al fianco che non mi provoca dolore ma produce un rumore forte e secco, tipo quello di una frusta che colpisce una superficie solida. Cerco di rilassarmi ma stavolta non sparisce, mi inizia a premere sul corpo e sento chiaramente i suoi rantoli demoniaci davvero terrificanti, ad un certo punto sento anche un lamento straziante da parte di una voce femminile. Il demone tenta di sollevarmi dal letto, mi morde la mano destra come fosse una bestia affamata.Stavolta non sono abbastanza lucido e non riesco a dominare la situazione e sono costretto a svegliarmi. Stavolta sono sveglio veramente e sono sdraiato sul fianco destro, mentre durante i due episodi con l'entità il mio corpo onirico era in posizione supina. Per un attimo sono indeciso se riprovarci o se lasciar perdere per questa volta. Alla fine scelgo la seconda opzione e per assicurarmi di non ritrovarmi nella stessa situazione cambio anche posizione mettendomi a pancia in su.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 07/09/2018, 18:28

24 agosto 2018

Sogno lucido notturno

Centro commerciale e supemercato

Sono all'interno di un edificio a più piani che sembrerebbe essere un centro commerciale. Ad un certo punto capisco di stare sognando anche se la mia lucidità è ancora bassa. Decido di scendere i piani saltando giù da un piano all'altro. Il sogno non è ancora molto vivido e stabile, non mi sento ancora pienamente integrato nell'ambiente onirico. Ho in mente di raggiungere una porta al piano terra, una porta specifica da attraversare, come se fossi già stato qui e mi ricordassi di quel particolare. Dopo essere sceso di qualche piano vedo una porta a vetri che però non mi convince. Mi giro e sul lato opposto c'è un'altra porta a vetri, penso possa essere quella giusta ma quando mi avvicino vedo che al di là di essa non c'è
quello che mi aspettavo (ma cosa era ? Non me lo ricordo e forse già nel sogno non lo ricordavo, deve trattarsi di un falso ricordo o ricordo onirico). Comunque decido che va bene lo stesso, varco la porta e mi trovo in un corridoio. Ora il sogno è stabile e realistico, osservo la parete alla mia sinistra, è tappezzata di manifesti pubblicitari e quant'altro. Vedo in alto sulla parete un piccolo cartello che annuncia una partita di calcio in programma: Lazio vs ... non ricordo il nome della squadra, ricordo solo che i colori dello stemma erano il giallo e il verde. Proseguo e mi ritrovo in un supermercato, osservo uno scaffale alla mia sinistra, ci sono prodotti di vario genere. Leggo qualche scritta, mi soffermo su una scatola
con su scritto in grande al centro "Moscow" e ai bordi "CR7". Guardo e distolgo lo sguardo due o tre volte ma le scritte rimangono immutate. E' tutto estremamente realistico e vivido. Chiedo ad un passante dove siamo rivolgendomi a lui in inglese. Mi risponde "Lobanisev" (o qualcosa del genere, potrei aver invertito qualche vocale), chiedo allora in che paese si trova, dato che non ho mai sentito nominare questo luogo, mi risponde "Poland". Gli chiedo anche in che anno siamo ma non riesco a capire la sua risposta
e subito dopo il sogno svanisce.

29 agosto 2018

Sogni lucidi pomeridiani

Il cinema
Mi sveglio in stato di paralisi, attendo le vibrazioni che dopo un po' arrivano. Scendo dal letto ed esco di casa e una volta in strada mi dirigo verso il cancello più vicino, intenzionato a cambiare livello di sogno. Vedo uscire una signora sulla sessantina e le chiedo se posso passare da casa sua e lei risponde "sì fai come vuoi". Entro e e mi ritrovo nel cortile che ha diverse brevi scalinate che portano ad altrettanti portoni, forse sono tutti appartamenti a se stanti. Mi avvio verso il portone più vicino e una volta entrato mi ritrovo in un corridoio. Sembra non esserci nessuno dentro, proseguo e l'ambiente si allarga, ora sono in un ampia sala ma il ricordo è piuttosto vago. Vado avanti ancora finché non mi trovo in cima ad una
gradinata sulla quale sono sedute delle persone. Sembrerebbe essere una sala cinematografica.
Poco dopo però il sogno crolla.


Salti nel vuoto

Ho una serie di risvegli in paralisi e conseguenti sogni lucidi poco vividi, disturbati dalla troppa luce e rumori esterni.Ad un certo punto decido di salire in alto e lasciarmi cadere nel vuoto. Per farlo vado al primo piano di casa mia, esco sul balcone e scavalco il parapetto. Guardo di sotto e con stupore vedo che mi trovo ad un'altezza vertiginosa, saranno più di mille metri, vedo le case minuscole, è come guardare fuori da un aereo. Il senso di vertigini è inevitabile e ho un attimo di esitazione ma alla fine mi lascio andare. Il sogno crolla all'istante ma la sensazione di caduta continua per un po' finché non mi trovo in paralisi senza percepire il mio corpo. Cerco di rimanere rilassato e inizio a sentire il mio corpo
sollevarsi dalle gambe mentre il busto rimane giù. C'è qualcosa che mi blocca e mi impedisce di staccarmi totalmente. Qui vado anche un po' in confusione ed inizio ad avere pensieri negativi che di certo non giovano alla riuscita dell'esperienza. Alla fine mi alzo dal letto come sempre ma una volta in piedi mi sento tirare indietro verso il letto.
Da qui non ricordo come prosegue, probabilmente perdo lucidità e mi ritrovo in un sogno normale. Più avanti riprendo lucidità e faccio la stessa cosa di prima, salgo di sopra e mi butto dal balcone. Stavolta l'altezza è ancora più di prima, sono a migliaia di metri di quota e il sogno già vacilla appena guardo di sotto e si sfalda completamente appena mi lascio andare. Come prima mi ritrovo nel buio totale paralizzato ma dopo un po' riesco a muovere la mano destra onirica. La mia coscienza è divisa tra corpo fisico e corpo onirico. Provo a trapassare il materasso col dito ma risulta perfettamente solido. Alla fine mi alzo dal letto e quasi subito stavolta arrivano le immagini. Guardo il mio letto, c'è un bozzo sotto la coperta, sembra qualcosa di informe, ho paura di guardare cosa c'è li sotto, tempo possa trovarci qualcosa di terrificante. Esco dunque dalla stanza poi però mi faccio coraggio e torno indietro per andare a controllare, sposto la coperta e sotto non c'è niente ! Poco dopo il sogno svanisce.

1 settembre 2018

Sogno lucido mattutino

Il balcone di mia nonna


Mi ritrovo a casa di mia nonna E. con alcuni amici, nel suo appartamento al secondo piano del palazzo. Entriamo in sala, abbiamo in mano delle bottiglie d'acqua, qualcuno dice di portarcele dietro ma poi conveniamo che è scomodo e le lasciamo sul tavolo della sala. Usciamo sul balcone equi prendo lucidità. Sto per salire sulla ringhiera con l'intenzione di prendere il volo ma il mio amico A. mi dice "ma che vuoi buttarti di sotto ?" Lascio perdere perché so che farei collassare il sogno se mi lasciassi cadere. Rimango sul balcone, stabilizzo, mi guardo intorno, osservo i palazzi vicini. C'è un pupazzo che raffigura un animale simile ad un cane, di colore bianco in cima ad un palo. E' un elemento un po' estraneo al contesto del sogno, mi metto a fissarlo e rimane lì senza modificarsi. Anche il resto dell'ambiente si "solidifica", ora non c'è più differenza con la realtà fisica. Voglio provare ad usare qualche super potere ora che il sogno è così stabile, vivido e realistico. Provo ad usare la telecinesi, spostamento d'aria e a sparare raggi energetici dalle mani ma non funziona nulla. Inizio a sentirmi anche un idiota poiché mi accorgo che da uno dei palazzi vicini ci sono dei tizi che sembrano osservarmi. In particolare ricordo un tizio strambo con una maschera bianca che sembra fissarmi, anche lui, come il pupazzo sul palo, appare fuori contesto. Devo approfondire questa cosa, gli elementi fuori contesto in sogni lucidi così stabili e realistici potrebbero avere un significato particolare. Rientro in casa e qui ho un calo di lucidità, ho infatti il dubbio di trovarmi nella realtà fisica e per accertarmi di stare sognando controllo l'ora sul cellulare. L'orario cambia da uno sguardo all'altro, dunque ho la conferma che sto ancora sognando. Esco di nuovo sul balcone, ora qui c'è una ragazza mora sui sedici anni che parla con qualcuno del palazzo di fronte. Poco dopo però il sogno si sfalda. Rientro quasi subito nel sogno, sempre sullo stesso balcone. Vedo ancora il pupazzo di prima ma ora è un po' diverso, ha un sorriso largo e un po' inquietante. L'ambiente sembra un po' meno stabile di prima e si è anche un po' modificato. Vedo due ragazze che parlano, una delle due assomiglia a quella di prima ma ora è più alta e formata, come se fossero passati degli anni e fosse cresciuta. Era già carina e ora è una gran bella ragazza. Si avvicina a me e, essendo la mia lucidità non al top, mi faccio distrarre da lei e non appena entriamo in contatto il sogno collassa all'istante. Mi ritrovo sul letto in paralisi con l'entità sopra di me. Inizialmente rimango fermo ma senza farla andare via stavolta, voglio vedere cosa succede, percepisco una certa carica di tipo sessuale, simile a quella volta in cui ho incontrato la ragazza vestita di blu. Mi sento toccare lungo tutto il corpo ma non vedo nulla. Ad un certo punto mi sento premere sul fianco sinistro e capisco che è il caso di mandarla via. Riesco a riprendere il sogno sempre sul balcone, il quale ha una forma ad L e io mi trovo sul lato più corto. Dall'estremità di questo lato spunta fuori una donna sulla quarantina dallo sguardo spiritato, piuttosto inquietante. Tira dritto passandomi davanti poi gira l'angolo ed entra in casa dalla porta finestra, l'unico punto d'accesso al balcone. La sua presenza tuttavia mi trasmette una certa inquietudine. Dallo stesso punto dal quale è venuta la donna ne esce un altra, che scappa e urla terrorizzata da chissà cosa. Subito dopo la donna di prima esce dalla porta da cui era entrata e viene veloce verso di me con uno sguardo demoniaco e mi dice "sai chi sono io ?" Io rispondo "il demone di prima ?" Riferendomi alla ragazza che mi aveva sedotto facendo sfaldare il sogno. La definisco "demone" poiché ho l'impressione che in realtà si trattasse della solita entità che tenta di sbattermi fuori dal sogno, anche se qui in maniera "soft". Dato che però non è servito a molto, poiché sono già rientrato nel sogno, sembra che chi vuole sbattermi fuori abbia deciso di usare le maniere forti. Tuttavia la donna-demone risponde alla mia domanda con un secco e deciso "No !" poi mi viene addosso sbattendomi fuori dal sogno di nuovo. Mi pare avesse detto anche qualcos'altro mentre mi veniva addosso ma non riesco a ricordare cosa. Comunque percepisco una forte negatività e mi ritrovo di nuovo in paralisi. Questa volta però la mia lucidità è andata a farsi benedire, sono in stato confusionale e l'inquietudine prende il sopravvento spingendomi a non rientrare nel sogno. Tuttavia dopo riacquisto lucidità ed entro per l'ennesima volta su quel balcone, stavolta però sull'altro lato della L, davanti alla porta-finestra. Subito torna il demone e mi spinge fuori dal balcone. Tento di rimanere sospeso in aria mantenendo il sogno ma, complice anche la stanchezza, dato che sto sognando da un bel po', fallisco e il sogno svanisce, stavolta definitivamente. Dopo mi trovo di nuovo in paralisi ma stavolta rotolo giù dal letto, sono nella mia stanza anche se ancora non vedo niente. Arrivato al piano terra inizio a vedere, esco in strada ma poi mi ricordo che avevo programmato di addentrarmi nel campo di sterpaglie per raggiungere un luogo diverso e cambiare livello di sogno. Prendendo quella strada in passato mi sono poi trovato in luoghi e situazioni molto interessanti. Dunque torno indietro, attraverso il giardino ed esco nel parcheggio dietro casa. Qui vedo il sole appena sorto, una sfera arancione all'orizzonte, ma con mia sorpresa ne vedo poi un'altra anche in direzione del mare, ci sono due soli ! Entro allora nel campo di sterpaglie ma qui purtroppo perdo lucidità, compaiono anche due miei amici, A e L, che mi dicono "ma che stai dicendo ? Quali due soli ? Quella è la luna !" Guardo nella direzione indicata e infatti vedo che al posto del sole ora c'è una mezza luna. Poco dopo il sogno crolla.


4 settembre 2018


Doppia aggressione dell'entità

Sono sul letto in paralisi in seguito ad un sogno che non ricordo. Prendo parzialmente lucidità e penso di alzarmi dal letto ma faccio più fatica del solito a prendere il controllo del mio corpo onirico anche perché sento la solita entità che mi sta addosso in maniera piuttosto pesante. Alla fine mi muovo col corpo fisico e mi sveglio. Si tratta però di un micro risveglio o forse un falso risveglio, non ricordo infatti se inizialmente mi sono ritrovato nella realtà fisica sul mio letto per poi riaddormentarmi subito. Poco dopo infatti sono su un letto non mio, in una stanza e una casa non mie, con mio padre e un altro tizio vicini. Mio padre è sul letto e gli dico che sto per riaddormentarmi e che non deve toccarmi se no mi sveglia. Memore però dell'episodio di prima gli dico che dovrà svegliarmi ad un mio segnale specifico, ovvero quando muoverò un dito. So che non potrò muoverlo bene ma spero che dall'esterno si veda almeno un tentativo di movimento quasi impercettibile e che sia sufficiente. Ovviamente faccio tutto questo ragionamento in uno stato confusionale. Comunque mio padre reagisce male e se ne va dicendo che non ha tempo da perdere.Si oscura tutto ed entro in paralisi di nuovo con l'entità addosso, ma stavolta è ancora più aggressiva di prima, più del solito. Esordisce con un violento colpo al fianco che non mi provoca dolore ma produce un rumore forte e secco, tipo quello di una frusta che colpisce una superficie solida. Cerco di rilassarmi ma stavolta non sparisce, mi inizia a premere sul corpo e sento chiaramente i suoi rantoli demoniaci davvero terrificanti, ad un certo punto sento anche un lamento straziante da parte di una voce femminile. Il demone tenta di sollevarmi dal letto, mi morde la mano destra come fosse una bestia affamata.Stavolta non sono abbastanza lucido e non riesco a dominare la situazione e sono costretto a svegliarmi. Stavolta sono sveglio veramente e sono sdraiato sul fianco destro, mentre durante i due episodi con l'entità il mio corpo onirico era in posizione supina. Per un attimo sono indeciso se riprovarci o se lasciar perdere per questa volta. Alla fine scelgo la seconda opzione e per assicurarmi di non ritrovarmi nella stessa situazione cambio anche posizione mettendomi a pancia in su.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 02/11/2018, 22:36

E' da un po' che non posto qui sul diario, nel frattempo mi si sono accumulati un bel po' di lucidi :D, li dividerò in due o tre parti per non fare post troppo lunghi

Parte 1

7 settembre 2018

Sogno lucido notturno

Mussolini e bambini con super poteri

Mi sveglio in stato di paralisi e scendo dal letto, vado di sopra ed esco da casa. Cammino lungo la via che inizia di fronte casa mia, l'ambiente è molto instabile. Tocco i muri delle villette che incontro per la strada per stabilizzare, leggo delle scritte che non hanno senso e cambiano da uno sguardo all'altro. Ora il sogno è più stabile ma sono in un luogo diverso, tipo una strada di campagna e c'è un gruppo di persone guidato da un tizio che ricorda Mussolini. Gli chiedo se anche lui ora si sente stabilizzato nel sogno, ma non ricordo la sua risposta. Mussolini mi punta una pistola contro, vuole uccidermi ma prima si aspetta qualcosa da me, non ricordo cosa. Io gli dico di aspettare a spararmi, che prima devo fare una cosa e poi può pure spararmi. Sono tranquillo perché tanto so che non posso morire nel sogno e che posso anche fermare i proiettili con i miei poteri. Arriviamo in un luogo indefinito con una casetta al centro con all'interno dei bambini che giocano. Mi diverto ad entrare ed uscire dall'edificio attraversando le pareti mentre Mussolini e i suoi uomini entrano dalla porta. Quando esco mi imbatto in un gruppo di ragazzini con strani poteri che mi attaccano. Uno di questi è in grado di allungare le braccia e subito lo imito. Voglio afferrare qualcuno a distanza e lanciarlo via, ma il primo tentativo fallisce, allungo il braccio ma non riesco ad afferrare l'obbiettivo. Ci riprovo e stavolta riesco ad attorcigliare il braccio allungato intorno al collo di un individuo e lo sollevo da terra sbattendolo qua e là. Da qui non ricordo altro.

18 settembre 2018

Sogno lucido notturno

Incendio in giardino e incontro con Gustavo Rol

Mi sveglio in stato di paralisi, scendo dal letto e mi trovo subito in piedi e ho già la vista attiva ma è buio quindi comunque non vedo quasi niente. Esco dalla stanza, sento intorno a me una specie di campo elettrico. In particolare lo sento quando giro un attimo la testa a guardarmi dietro. Salgo le scale, arrivo al portone, provo a toccare e vedere se lo attraverso e così è, lo attraverso con un po' di attrito e così faccio con tutto il corpo iniziando dalla testa. La sensazione è molto piacevole, sento le particelle del portone che compenetrano le mie durante l'attraversamento. Sono in cima alle scale (sono sei gradini) e siccome mi sento leggero provo a lanciarmi e rimanere sospeso a mezz'aria ma non funziona, non sono stato abbastanza convinto, forse ho avuto un attimo di indecisione. Atterro normalmente sul vialetto che porta dalle scale al cancello. Invece di precipitarmi fuori, stavolta mi fermo un po' qui, tocco il lampioncino del giardino, penso di poterla attraversare e così faccio fino a raggiungere la lampadina accesa al suo interno che risulta calda ma non scotta. Ora vedo un'altra lampadina per terra in mezzo all'erba e vedo delle erbacce alte circa mezzo metro che iniziano a prendere fuoco. Cerco di spegnerlo con le mani ma senza successo e alla fine il fuoco si propaga per tutto il prato. Urlo "acqua !" e subito compare dal nulla dell'acqua che spegne immediatamente le fiamme. Prima di uscire vedo dei chicchi d'uva attaccati a dei ramoscelli che spuntano dal terreno, ne prendo uno ed esco dal cancelletto. Qui in strada è tutto molto tranquillo, non c'è nessuno. Potrei prendere una strada e proseguire ma decido di cambiare scenario con la solita tecnica
dell'ingresso in un'altra casa. Scelgo la villetta di fronte alla mia che qui ha uno dei cancelli d'ingresso sull'angolo opposto, subito prima dell'incrocio. Arrivo davanti al cancello e qui il sogno si interrompe. Riparto dal letto, mi alzo e sento ancora il campo elettrico che mi circonda. Come prima mi volto di nuovo ma stavolta si oscura tutto. Salgo le scale alla cieca, immaginando che siano qui, potrei immaginare qualunque altra cosa ed aggrapparmici, ma ovviamente mi riesce molto più semplice e immediato pensare ad elementi di casa mia, o comunque del luogo in cui mi trovo prima che il sogno si sfaldi. Una volta uscito dal portone le immagini si formano, esco in strada subito con l'intenzione di riprendere da dove avevo lasciato prima. Stavolta però non mi fermo all'angolo ma giro a sinistra e scelgo come ingresso il cancello principale della stessa villetta. Ora è giorno, prima di entrare mi fermo un attimo a guardarmi intorno e inizio a fissare un punto in lontananza. Le immagini sono molto nitide e realistiche ma ad un certo punto noto un lieve sfasamento che mi fa capire che è meglio non rimanere troppo tempo fisso e concentrato con lo sguardo. Suono il citofono ma nessuno risponde quindi decido di aprire da solo il cancello. Qui vedo il padrone di casa, di cui ricordo anche il nome, Gianfranco. Lo chiamo per nome e lui risponde qualcosa del tipo "ora arrivo". L'ambiente nel frattempo si è modificato, lui infatti non è a casa sua ma in uno spazio di manovra dei garage, seminterrato. Mi volto verso la strada e vedo arrivare verso di me un signore alto e ben vestito, che ricorda molto Gustavo Rol.
Io però qui ho perso lucidità e lo chiamo Gianfranco come
il signore della villetta. Ci parliamo come se ci conoscessimo. Lui porta con sé delle borse o valigette vuote, mi pare fossero sei in tutto e le porta tutte su spalla e braccio sinistri. Dice che sta per partire, andrà in vacanza una settimana. Gli dico allora "e che ci fai con tutte quelle borse ? Una per ogni giorno ?" Mi risponde che ci ha ripensato e che tornerà prima di una settimana. Ora entriamo nella villetta e incontro anche dei miei amici che stanno preparando un gioco da tavolo. La cosa non mi entusiasma perché io ero entrato per parlare con Gianfranco e invece mi ritrovo con tutta questa gente e questa confusione. Gustavo Rol si mostra invece eccitato all'idea di fare questi giochi e io non me la sento di smorzare l'entusiasmo
mandando via tutti.
Poco dopo il sogno svanisce.

21 settembre 2018

Sogno lucido notturno

La polvere per il controllo mentale

Sono in un luogo chiuso, sembrerebbe essere un veicolo militare. Ci sono due file di sedili una di fronte all'altra. Io sono seduto su uno di questi sedili e qualche metro più in là alla mia destra c'è una donna in piedi che parla a noi che siamo seduti. Ha un atteggiamento autoritario, deve avere un grado importante nella gerarchia militare, si rivolge a noi come se fossimo dei prigionieri, o deportati. Non ricordo cosa dice e forse neanche lì per lì riesco a sentirlo bene però in qualche modo so che vogliono fare qualcosa tipo manipolarci, controllarci mentalmente attraverso una particolare sostanza. Vedo infatti la donna che inizia a tirare una strana polvere rosa in faccia agli altri. Io però so di essere speciale e di essere immune a questa sostanza, anche se evito di dirlo, dovrò fingere che abbia effetto anche su di me. Vedo gli altri prigionieri cadere in uno stato di incoscienza non appena inalano la polvere. Ora è il mio turno, mi arriva la polvere e vengo colto da un forte torpore e inizio anche io a perdere conoscenza. Sto per addormentarmi ma mi sforzo di rimanere lucido, convincendomi che sono in grado di farlo perché sono un onironauta. Cado nel sonno e lo scenario cambia, ora sono a casa mia ma so di stare sognando, la polvere non ha avuto effetto su di me. Esco da casa e vado in strada, qui mi ricordo l'obbiettivo di cambiare scenario raggiungendo un'altra città ed incontrando una guida o comunque un personaggio dotato di maggiore consapevolezza a cui fare delle domande specifiche. Cammino lungo la strada ma presto lo scenario cambia, sono in una stradina di campagna, di notte, è tutto buio e cupo, ho una sensazione di disagio e inquietudine ma so di essere in un sogno e di non dover temere nulla. C'è anche un grosso cane dietro ad una recinzione ma so che basta non averne paura e non mi farà nulla, se invece mi lascio sopraffare dalla paura sicuramente abbatterà o scavalcherà la recinzione e verrà ad aggredirmi. Mantengo la calma e va tutto liscio. Raggiungo un luogo abitato e giro l'angolo convincendomi di trovarci una città. Qui mi trovo davanti un'enorme struttura che sembra allestita per una specie di sagra di paese, tipo un carro di carnevale ma fisso anziché mobile. Ci salto sopra anziché aggirarla per risparmiare tempo ma poi me ne trovo di fronte un'altra e nel frattempo dimentico il mio obbiettivo e perdo lucidità. Il sogno prosegue non lucido ancora per un po' con situazioni confuse e assurde.


27 settembre 2018

Sogno lucido notturno

Sono in bagno e mi guardo allo specchio. Vedo che ho l'occhio destro completamente bianco e mi spavento. Riguardo e ora ho la pupilla dilatata al massimo, anzi sembra anche più grande del normale e capisco di stare sognando. Vado di sopra e rimango un po' dentro a stabilizzare. Osservo un po' i mobili e oggetti a distanza, c'è un camino in più dove dovrebbe esserci la porta del bagno e accanto a questo vedo anche un mobiletto a più ripiani. Esco in strada, c'è anche mio fratello che mi segue, ripeto a me stesso ad alta voce che sto sognando e richiamo alla mente informazioni della veglia, ricordando che giorno è cosa ho fatto la sera prima. Mentre lo faccio Vado verso una delle villette della mia via, ricordo che è il 27 settembre e sul muro accanto al citofono leggo il numero civico 27 (nella realtà fisica è un altro numero). Entro e raggiungo un corridoio stretto dove c'è un tizio grasso che quasi ostruisce il passaggio. Riusciamo comunque ad entrare e ci troviamo in una cucina. Sulla destra ci sono dei pezzi di pizza ammucchiati uno sopra all'altro e ne prendo uno, poi vado verso una porta, la apro e mi ritrovo in un luogo completamente diverso. Percorro una salita e vedo che porta ad una piazzetta e sulla sinistra ci sono campi da calcetto, prima di raggiungere la piazzetta però il sogno crolla.Perdo lucidità, ora ci troviamo a casa mia nel seminterrato. Seduti a tavola ci sono mio padre, un ragazzo e una ragazza, si stanno preparando per giocare a Risiko (ci gioco spesso con i miei amici). Invitano a giocare anche noi, inizialmente mi siedo ma poi mi ricordo di essere in un sogno quindi mi alzo e me ne vado dicendo che non ho voglia di giocare. Esco passando
dal garage e raggiungo un'altra villetta sempre sulla mia via. Stavolta sono da solo, mio fratello è rimasto a casa a giocare a Risiko. Nel giardino di questa villetta ci sono delle persone, uno di loro, che ricorda Giucas Casella, mi passa accanto e mi urta, forse involontariamente ma non ne sono sicuro. Vado verso l'entrata, ci sono due entrate molto vicine tra loro, quella di sinistra dà su uno stretto corridoio che porta ai bagni, quella di destra invece dovrebbe condurre all'interno della casa. Prendo quella di destra e mi trovo in un'ampia sala dove si sta svolgendo una festa, direi un matrimonio a giudicare da come sono vestiti gli invitati. Ora che guardo meglio la sala sembra l'interno di una chiesa, ci sono infatti immagini religiose e
file di panchine come appunto in chiesa.
Qui perdo parzialmente lucidità, giro per la sala, incontro anche mio padre e mia nonna. Chiedo a mia nonna cosa si sta festeggiando e lei risponde che è il compleanno di un certo nonno Sandro. Chiedo chi sia e si mostra stupita, come se dovessi sapere chi è, mi risponde "ma come chi è ? E' appena diventato nonno !" Vado verso il centro della sala/chiesa e vedo un signore sulla cinquantina davanti ad una torta con le candeline, deve essere lui questo nonno Sandro. Passo lì vicino e vedo anche una bella ragazza mora che sembra guardarmi e ho l'impressione che sia la figlia di questo Sandro e forse la madre di questo bambino appena nato. Mi sento un po' in imbarazzo perché credo mi abbiano sentito mentre chiedevo a mia nonna chi fosse questo Sandro. Mi allontano e sento qualcuno che mi tira da dietro per la maglietta. Mi giro, è un ragazzo, mi libero e con un calcio lo scaravento qualche metro lontano contro un tavolo. Mi pento subito di questa reazione violenta ma qui il sogno finisce e mi sveglio.

29 settembre 2018

Sogni lucido mattutino

Incontro con una sognatrice indiana

Mi sveglio alle 3 dopo 4 ore di sonno. Inizialmente resto a letto perché vorrei arrivare a 5 ore di sonno prima della WBTB ma la musica di un locale non molto lontano da casa mia si sente particolarmente forte e non riesco a riprendere sonno. Così mi alzo, vado in bagno, poi in cucina a bere un po' d'acqua e infine torno nella mia stanza e mi metto a scrivere quello che ricordo dei sogni fatti fino a quel momento. Mi rimetto a letto alle 3.50 e dopo un po' mi riaddormento. Al termine di un sogno mi trovo davanti mia madre che mi dice qualcosa in tono di rimprovero riguardo al fatto che sono rimasto alzato per quasi un'ora in piena notte. Io cerco di spiegarle il motivo ma qui si oscura tutto emi trovo sul letto in paralisi. Sento la solita entità che mi si avvinghia addosso, dopo un po' riesco a liberarmene e scendo dal letto, vado di sopra ed esco. in strada Qui mi ricordo che mi ero dato come obbiettivo quello di raggiungere un'altra città attraversando il campo di sterpaglie, che funziona bene come luogo di transizione verso un livello di sogno più elevato. Faccio dunque il giro di casa mia e raggiungo il parcheggio sul retro, non senza qualche intoppo. Infatti c'è un gruppo di ragazzi che ridono di me e mi seguono. Quando giro l'angolo tentano di accerchiarmi, devo fermarli ma senza usare la violenza, cerco dunque di inviare loro dei comandi mentali che però sembrano funzionare solo per qualche secondo. Alla fine riesco a liberarmene e raggiungo come previsto il campo di sterpaglie. Dopo un breve tratto incontro una svolta verso destra e la prendo. Mi trovo a percorrere un sentiero pieno di curve, giungo in un luogo di campagna, poi proseguo e alla fine mi ritrovo in una città.
Raggiungo una via piuttosto affollata con palazzi di 5-6 piani, negozi, bar e locali vari. Sembrerebbe essere una via centrale di una grande città. Ci sono anche mio padre e mia madre ma non ci incrociamo. Proseguo fino a raggiungere un risto bar con tavolini all'aperto, molto affollato. Entro nel locale e non avendo ancora trovato personaggi che mi sembrassero particolarmente interessanti, penso di fermarmi nel bar e chiedo ad alta voce se c'è qualcuno che sa di stare sognando. Mi risponde una cameriera di colore, le dico allora di seguirmi fuori così che possiamo parlare in tranquillità ma alcuni tizi ci seguono e si siedono ad un tavolino vicino a noi fuori. Cerco di ignorarli e chiedo alla donna chi è e quale sia il suo compito. Lei non vuole dirmi il suo nome e dice che il suo compito è quello di lavorare qui. Io allora capisco che lei vuole dirmi di essere una persona realmente esistente sul piano fisico e di essere una sognatrice come me. Ora ha assunto l'aspetto di una donna anziana indiana. Le chiedo di dirmi almeno da dove viene e risponde Kulka, poi si corregge e dice Kulkat. Forse intende Kolkata ? Provo di nuovo a farmi dire il suo nome ma lei si rifiuta di dirmelo dicendo che ha paura di essere identificata. Le dico che non ha motivo di temere dato che in India vivono oltre un miliardo di persone ma lei è irremovibile. Alla fine mi alzo, la saluto e me ne vado
ma il sogno poco dopo finisce.

2 ottobre 2018

Sogno lucido notturno

Esercitazione coi super poteri

Mi alzo dal letto e vado in sala dove mio fratello mi invita a mangiare un dolce appena fatto da mia madre. Si tratta di una specie di cheesecake messa però in un bicchiere lungo e stretto. La torta ha una base biscottata che sa però di cioccolato, anche se il colore, almeno all'esterno non è quello del cioccolato, deve averne dei pezzi all'interno. La crema è di un colore rosso tipico dei frutti di bosco. Qui mi accorgo di stare sognando e vado di sopra. Mentre salgo le scale è buio e chiedo ad alta voce che si accenda la luce e così avviene. Sul divano c'è mia nonna e sulla poltrona dove di solito siede lei vedo invece mia zia C., sua sorella. Raggiungo il parcheggio dietro casa passando per il giardino, l'obbiettivo di stanotte è quello di divertirmi un po' ad esercitarmi con i super poteri. E' notte e mi rendo conto che è troppo buio per fare questi esercizi. Inoltre noto che c'è parecchia gente qui, oltre alle solite coppiette parcheggiate lungo la recinzione che separa il parcheggio dal campo di sterpaglie infatti, ci sono anche molte persone vicino alla strada, soprattutto adulti con bambini al seguito. Quello è l'unico punto sufficientemente illuminato, dunque devo andare lì a fare i miei esercizi, sperando che le persone presenti non mi creino troppi problemi. Inizio con la telecinesi, punto una macchina parcheggiata in fondo alla via e la faccio sollevare e volare a qualche metro da terra. Quando atterra si trasforma in un cavallo, la gente guarda sbalordita. Mi viene in mente un modo per far andare via tutte queste persone, dato che ora voglio provare un po' a manipolare gli elementi, cosa che potrebbe danneggiarle. Immagino una possibile minaccia che possa farli spaventare e poco dopo arriva di corsa un furgone su per la salita puntando dritto contro il gruppo di persone. Con la mente fermo il furgone un attimo prima che travolga i presenti e questi iniziano a scappare in direzione del campo di sterpaglie. Ora però mi pento di averli mandati via e li faccio tornare indietro. Qui però interviene il solito personaggio ostile non manipolabile. Mi viene incontro a muso duro, gli dico di fermarsi dicendogli che ho agito in quel modo allo scopo di farlo uscire allo scoperto così da poterci parlare ma lui rimane impassibile, non vuole sentire ragioni e mi costringe a combattere. Ci scambiamo dei colpi, mi butta a terra, mi rialzo, mi ributta a terra, lo colpisco da terra. Lo scontro è alla pari ma so bene che presto mi sveglierò e avrà vinto lui. Provo ancora a farlo parlare ma non c'è verso e alla fine il sogno crolla. Sembra ormai chiaro che questo tipo di personaggi interviene quando tento di manipolare gli elementi del sogno, con l'obbiettivo di sbattermi fuori o farmi perdere lucidità.


4 ottobre 2018

Sogno lucido notturno

Distrazioni

Mi trovo lucido davanti casa, è tutto estremamente vivido e realistico ma io non ho consistenza e attraverso in corsa qualunque cosa, cancelli, porte, muri. Attraverso velocemente alcune abitazioni senza fermarmi, vado in direzione della ferrovia, voglio vedere fin dove arrivo. Ad un certo punto decido di volare e immediatamente mi stacco da terra e mi trovo in posizione orizzontale e volo sempre più veloce attraversando altre pareti ma presto le immagini svaniscono e mi ritrovo in un limbo e poi sul letto in paralisi. Qui ho la solita entità addosso ma mi metto a canticchiare per esorcizzarla e funziona, me ne libero e scendo dal letto. Sono pesante e non vedo nulla ma appena arrivo di sopra arrivano anche le immagini, a differenza di prima però ora il mio corpo ha la stessa densità dell'ambiente in cui mi trovo quindi nel tentativo di attraversare il portone ci vado a sbattere. Apro il portone e corro fuori, provo ad attraversare il cancelletto ma sono ancora denso anche se un po' meno di prima, rimango per un po' incastrato dentro il cancelletto ma alla fine riesco a passare dall'altra parte. Qui ho un vuoto di memoria e più avanti mi trovo in un luogo chiuso e caotico, una specie di scantinato pieno di cianfrusaglie sparse ovunque, a malapena si riesce a camminare. Mi muovo in questo spazio angusto e scomodo, non trovo l'uscita e dunque decido di crearmela da solo. Provo a disegnare un portale nell'aria con l'indice destro ma inizialmente non accade nulla poi il sogno inizia a vacillare così lascio stare e subito vedo sulla parete una porta che prima non c'era. La varco e mi trovo in un luogo completamente diverso, sempre al chiuso ma spazioso, luminoso e ordinato, trasmette sensazioni positive. Qui però interviene un ragazzo alto coi capelli neri che fa di tutto per distrarmi e farmi perdere lucidità. Io cerco di mandarlo via con le buone ma non c'è verso. Usciamo dalla casa e ci troviamo in un ambiente aperto e pubblico, è giorno e c'è il sole. Lui insiste per portarmi a fare qualcosa che non ricordo da qualche parte ma io non cedo. Vedo sulla destra una specie di bar all'aperto. Ci sono degli sgabelli alti davanti al bancone come nei pub. Noto una ragazza mora seduta su uno di questi sgabelli. E' carina, non bellissima ma decisamente appariscente per via del suo seno abbondante messo in risalto dalla scollatura. So bene che anche lei rappresenta una distrazione ma almeno è una distrazione piacevole ! :D Il ragazzo, vedendomi occupato con lei, esce di scena, convinto che il suo intervento non sia più necessario perché ormai ho abboccato ad una distrazione e presto perderò lucidità. In realtà però sto solo fingendo di essermi distratto e mantengo la lucidità senza fare nulla di particolare che possa darlo a vedere. Sono piuttosto stanco in effetti, la sera prima ho giocato a calcetto e sono andato a letto a mezzanotte e mezza dopo aver partecipato al chattone mensile qui sul forum. Ho poche ore di sonno e non voglio sforzarmi troppo mentalmente. Per questa volta mi accontento di vivere qualche minuto in serenità in questo ambiente piacevole mantenendo la lucidità. Sulla parete al di là del bancone vedo un cartello con su scritti i vari gusti di frullati disponibili tra i quali ricordo cocco, cacao e ananas. Chiedo alla ragazza di consigliarmi un gusto, lei mi dice che quello al cocco qui sa di poco, meglio quello al cacao. Parliamo un po' ma non ricordo di cosa, lei poi inizia a fare un discorso strano e capisco che è il momento di andare via, mi alzo e incontro di nuovo il ragazzo di prima. Ora che ho mollato la distrazione e sono ancora lucido il ragazzo torna ad intervenire per farmi perdere lucidità. Cerco di liberarmene ma lui insiste, allora provo a sprofondare nel pavimento ma rimango a terra, non riesco a rendermi sufficientemente incorporeo per attraversarlo. Ora sono a terra e lui è in piedi davanti a me, sono ormai esausto e decido di uscire dal sogno, mi ritrovo sul letto in paralisie qui mi lascio andare al sonno. Stavolta ho ceduto alla stanchezza ma sono contento perché è già tanto che sono riuscito a lucidare in quello stato, mantenendo
inoltre la lucidità fino all'ultimo.
Hari
 
Messaggi: 61
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 6 volte
'Mi piace' ricevuti:: 21 volte

PrecedenteProssimo

Torna a Diario dei Sogni Lucidi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti


cron