www.sognilucidi.it • Leggi argomento - Diario dei sogni lucidi di Hari

Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/06/2018, 22:09

24 maggio 2018

Sogno lucido mattutino

Città e locali

Mi trovo a casa al piano di sotto e sono già lucido. Vado al piano di sopra, resto un po' in salotto, mi guardo intorno, mi guardo le mani e il resto del corpo, osservo come sono vestito. Esco in strada e mentre cammino osservo le persone e tra queste vedo uno strano personaggio, una bambina con una testa enorme, tipo aliena. Le faccio alcune domande che però non riesco a ricordare se non vagamente, mentre le parlo le immagini si deformano e si offuscano. Interviene la madre della bambina che la prende per mano e la porta via, ora noto che la bambina è diventata una specie di cagnolino ma sempre con quella strana testa. Qui il sogno crolla e riparto dal piano terra di casa mia. Esco e stavolta passo dal giardino di mia zia. Faccio un pezzo di giardino per raggiungere l'ingresso ma quando ci arrivo vedo che è diverso dalla realtà fisica. Mi trovo a scendere una rampa di scale semi buia e quando arrivo giù vedo una porta aperta che conduce ad un ristorante. Vedo tavoli e sedie vuote ma sento anche un chiacchiericcio di fondo e infatti quando entro e vedo meglio tutta la sala vedo che ci sono altri tavoli con gente seduta che chiacchiera. Dietro un bancone vedo il mio amico A. che parla con dei clienti. Questa è una cosa curiosa, diverse volte ho sognato questo mio amico in veste di barista, gelataio, pizzaiolo e ora qui che lavora in un ristorante, tutti lavori che hanno a che fare con la gastronomia. Lui nella realtà fisica non ha mai fatto nessuno di questi lavori, anzi non ha mai lavorato dato che studia all'università. Dall'interno del ristorante si vede fuori attraverso la porta aperta, mi trovo a quanto pare in una città, ci sono persone che passeggiano e l'ambiente mi trasmette sensazioni positive. Lo stessa sala del ristorante è un luogo luminoso, pulito e rassicurante. Esco dal locale e cammino un po' guardandomi intorno e osservando i passanti, il cui aspetto è assolutamente realistico. Cerco il personaggio giusto da fermare e a cui fare domande, tuttavia nessuno di loro dà la sensazione di essere dotato di particolare consapevolezza. Qui il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio. Ricordo un episodio in cui sono in casa con mia madre che mi parla e poco dopo mi ritrovo sul letto in stato di paralisi. Scendo dal letto e cammino alla cieca,non so per quale motivo prendo il cordless dal mobiletto. Vado di sopra in cucina e guardo il cordless, leggo la scritta "SAMSUNG" in alto, distolgo lo sguardo, la guardo di nuovo ed è leggermente cambiata, si sono scambiate alcune lettere. Lo guardo una terza volta e la scritta sembra essere tornata come all'inizio. Esco e passo di nuovo nel giardino di mia zia, scendo ancora una rampa di scale e mi trovo in un locale ma stavolta si tratta di uno di quei locali malfamati frequentati da gente poco raccomandabile. A differenza del ristorante di prima, questo locale è decisamente più buio e cupo anche se non mi trasmette sensazioni negative. C'è un televisore che trasmette della musica. Esco dal locale mantenendo alta la guardia dato l'ambiente in cui mi trovo. Sento ancora la musica proveniente dal locale, la canzone sembra avere più voci, tra queste ricordo quella di Renato Zero che dice "amami !" Lo scenario poi cambia, ora sono insieme ad altre persone su una collinetta erbosa e stiamo osservando il paesaggio. Mi avvicino ad un precipizio, saranno una decina di metri d'altezza. Mi lascio andare guardando in alto e riesco a mantenermi sospeso a mezz'aria. Volo un po' qua e là poi vedo una città in lontananza e punto verso di essa desiderando di raggiungerla. A questo punto ecco che aumento la velocità dirigendomi verso la città. Non è facile mantenere il volo, devo sforzarmi per rimanere dritto, alla minima indecisione inizio ad andare storto e sbandare. Raggiungo la città, vedo gli edifici e alla mia sinistra uno stadio con il terreno di gioco verde scuro, probabilmente sintetico. Qui il volo perde stabilità e poco dopo anche il sogno stesso. Il sogno crolla e forse mi sveglio o cado in un falso risveglio.

25 maggio 2018

Sogno lucido mattutino

Scontro con...Mussolini

Sono sdraiato sul letto in posizione supina a leggere un fumetto in bianco e nero che mi scorre davanti. Dopo un po' la scena si dissolve e capisco che si trattava di un sogno e credo di essere sveglio, ma scoprirò solo una volta sveglio davvero che si trattava di un falso risveglio. Qui infatti sono sdraiato in posizione supina, mentre in realtà il mio corpo fisico si trova disteso sul fianco destro. Comunque qui inizio ad immaginare di camminare all'interno del sogno e in breve ci sono dentro. Attraverso una strada e raggiungo una piazza, forse un parcheggio. Stacco un segnale stradale e lo tocco un po' per stabilizzare. Di fronte a me ora dall'altra parte della strada vedo dei palazzi di 7-8 piani. C'è un ristorante cinese (lo capisco
dai caratteri cinesi esposti fuori dal locale) con tavoli anche all'esterno. Attraverso la strada e lo raggiungo, osservo la gente ai tavoli, i volti sono assolutamente realistici. Si tratta per lo più di famiglie, tra le persone ricordo in particolare una bambina dai capelli neri, lunghi e lisci. Entro e cerco un tavolo dove sedermi, con l'idea di rimanere in attesa, come se stessi aspettando qualcuno con il quale ho appuntamento per mangiare insieme. Sono curioso di vedere chi e cosa mi propone il sogno. I tavoli sembrano tutti occupati, sono disposti un po' a caso, come in una pizzeria tavola calda, spostabili a discrezione dei clienti. Trovo un tavolino quadrato per due persone libero, leggermente staccato da altri tavolini ai quali sono sedute delle persone, mi siedo qui. Sul tavolino ci sono resti di cibo di qualcuno che ha mangiato qui fino a poco fa ma io mi siedo comunque aspettando che qualcuno venga a pulire. Osservo le pareti, sono ruvide e di un giallino chiaro. Poco dopo arriva una cameriera che mi chiede se sono qui per mangiare, impappinandosi nel parlare, le viene anche da ridere. Deduco che in questo locale si possa venire anche solo per bere, come in un pub. La donna si allontana e mi aspetto che torni con il menù, ma nel frattempo un tizio seduto al tavolino di fronte a me, si alza e senza chiedermi nulla prende una sedia alla mia sinistra e la porta al suo tavolo. A questo punto io con calma gli dico che doveva chiedermi il permesso di prenderla, poiché poteva essere occupata. Non insito perché comunque c'è un'altra sedia sulla quale potrebbe sedersi questa persona che dovrebbe arrivare. Il tizio fa finta di niente ma poco dopo lui e la donna di fronte a lui indicano qualcosa alle mie spalle. Mi giro e non trovo nulla a parte una porta chiusa. Mi volto nuovamente verso di loro e li vedo sgranare gli occhi come se avessero visto un fantasma. La loro reazione mi fa capire che avevano visto qualcuno o qualcosa dietro di me e che ora l'hanno appena visto scomparire. Mi volto ancora e provo ad aprire la porta, mantenendomi però il più possibile a distanza, allungando una mano. Apro lentamente e vedo una sagoma umanoide tipo fantasma e il sogno per qualche secondo si destabilizza, come se la presenza di questo essere interferisse con la mia capacità di rimanere integrato in questo ambiente. Guardando meglio mi accorgo che si tratta di... Mussolini :shock: , più precisamente sembra essere il Mussolini del film "Sono tornato" di cui ho visto alcuni spezzoni il giorno prima su Sky. Indietreggio e la sagoma continua ad avanzare con ostilità verso di me. Mi aggredisce e mi fa perdere stabilità, non so cosa fare, l'essere non è manipolabile, ma devo mantenere la calma, non voglio farmi sbattere fuori dal sogno. Decido di uscire dal locale e attraverso la strada correndo non per scappare via ma per ritrovare la stabilità e allontanarmi un po' per avere il tempo di pianificare qualcosa. Mi fermo in una piazzetta e lui mi raggiunge, è a meno di dieci metri da me. Ora non è più una sagoma eterea ma ha un corpo, e l'aspetto è proprio quello di Mussolini in divisa come sul film. So che non posso combatterlo fisicamente e mi viene in mente il trucchetto di creare una lastra di ghiaccio sul terreno per farlo scivolare. Appoggio dunque il palmo della mano destra sull'asfalto, il ghiaccio non si crea ma succede comunque qualcosa: l'essere si contorce e cade a terra. E' stata forse un'onda d'urto o una scossa elettrica, in ogni caso ha funzionato, il nemico ora è a terra, anche se non è ancora sconfitto. Inizia infatti a trasformarsi e ho l'impressione che la vera battaglia debba ancora cominciare. Io però non voglio ucciderlo e mentre si trasforma glielo dico e cerco di farlo ragionare. Lui però non sembra ascoltarmi, si alza in piedi, ora è una specie di robot di quelli degli anime giapponesi alto alcuni metri e continua a trasformarsi tipo Transformers. Mi attacca e il sogno si deforma, ora ha le mie stesse dimensioni, non è più un gigante. Ancora una volta dunque il suo attacco mi fa perdere stabilità e la cosa mi infastidisce non poco, ma non devo perdere la pazienza. Gli chiedo perché sta facendo questo
e lui mi risponde "hai ucciso tuo figlio !" Io non capisco cosa voglia dire dato che non ho figli. Qui mi arriva un ricordo di un sogno in cui ho sparato ad un bambino per sbaglio uccidendolo e immagino si riferisca a quell'episodio. Gli dico dunque che si trattava di un sogno e che comunque è stato un incidente. L'essere sembra capire, ora ha l'aspetto di un uomo incappucciato, poi si scopre il volto. Facciamo pace e torniamo verso il ristorante. Ora è notte, entriamo nel locale e ci sediamo ad un tavolino per due persone a ridosso di un muro. Ora il tizio è diventato una ragazza, è seduta sul lato del muro, io di fronte a lei e ho alle spalle altri tavoli con altra gente. Siccome voglio avere sott'occhio gli altri tavoli, mi siedo sul lato del tavolino alla mia destra, mentre lei a sua volta si sposta mettendosi di fronte a me. Non mi sono seduto al suo posto perché lo spazio era troppo stretto, ora comunque ho gli altri tavoli alla mia sinistra e posso vedere con la coda dell'occhio eventuali pericoli. Sulla parete c'è invece un termosifone che prima non avevo notato ed è anche acceso ed emana calore. Ora al posto della ragazza c'è mio fratello che mi parla di cose di poco conto, mi rendo conto che sto perdendo tempo. Potrei alzarmi e andarmene per continuare il sogno ma dato che sono successe molte cose vorrei essere sicuro di ricordarle, così resto lì fermo finché non mi sveglio.


30 maggio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Mi sveglio in stato di paralisi e sento entrare in camera mia madre che si ferma accanto al letto e dice di volermi svegliare. Le dico di lasciarmi dormire e qui capisco che si tratta di un'illusione e mi tranquillizzo. Scendo dal letto, non ho ancora la vista e chiedo più volte chiarezza ad alta voce, quando arrivo in salotto inizio anche a vedere. Qui invece della solita cucina mi trovo davanti una tavolata piena di dolci e altri cibi tra cui spicca una crostata con una marmellata di colore scuro, probabilmente qualche frutto di bosco. Ne prendo un pezzo e lo assaggio, ha un buon sapore seppur non molto intenso. Esco dal garage e raggiungo la strada mentre mangio, arrivo all'incrocio, prendo la via perpendicolare alla mia e decido di entrare in una delle case alla mia destra. Vedo una signore uscire da un cancello e scarto questa villetta puntando a quella successiva, anche da qui esce una signora ma ormai sono già davanti al cancello ed entro lo stesso, lei non si oppone. Attraverso il giardino ed entro in casa trovandomi in una saletta con dei ragazzi sui 30-35 anni seduti su un divano a chiacchierare. Uno di questi pare essere il figlio della signora che ho appena visto uscire. Qui ho un calo di lucidità, il tizio mi chiede cosa voglio e io non so rispondere, sono come in un momentaneo stato confusionale. So che sto sognando ma non ricordo più cosa volevo fare, così esco da questa casa invitando il ragazzo a seguirmi. Una volta fuori torno in me e
ricordo lo scopo della mia visita: fare domande ai personaggi che incontro. Gli chiedo se sa di essere in un sogno, non ricordo esattamente le sue parole ma il senso della sua risposta è che sì, sa di essere in un sogno perché tutti qui intorno lo guardano sempre con la stessa espressione e lo stesso strano sorrisetto e così capisce che qualcosa non quadra. Gli chiedo se ha mai provato a rivolgersi a loro con frasi del tipo "cosa avete da guardare ?" per vedere la loro reazione, non ricordo la sua risposta a questa domanda, mi pare fosse un no. Preciso comunque che i personaggi onirici non vanno trattati male e lui concorda con me su questo punto. Ora usciamo dal cancello e continuando la conversazione, aggiunge che ormai lui conosce tutti i presenti, sono sempre le stesse persone e pare non essere in grado di andare in altri luoghi e incontrarne di diverse da queste. Gli dico allora che forse io posso portarlo con me in altri mondi. Così ci avviamo lungo la strada che ora è leggermente in salita e ci troviamo sull'orlo di un precipizio dal quale mi lascio cadere portando il ragazzo con me ma qui l'ambiente,
che già si era destabilizzato, diventa tutto confuso e assurdo. Cerco di rimanere nel sogno e riportarlo alla sua stabilità iniziale ma alla fine lo perdo e mi trovo in un falso risveglio. Questo sogno è stato solo a tratti vivido e la mia lucidità mai al massimo.

1 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Sono a casa in salotto a parlare con mia madre e dopo un po' vado in camera. Qui trovo un elemento estraneo, ma l'ambiente è così vivido e realistico che non penso di stare sognando e mi sdraio sul letto. Faccio comunque un test di realtà come mi sono abituato a fare nella veglia ogni volta che mi imbatto in qualcosa di insolito. Sono a pancia in giù e guardo un numero disegnato su un tappetino appoggiato sopra il comodino (già la presenza di questo tappetino poteva costituire un dream sign, ma non ci faccio caso), è un 8 ma ad una seconda occhiata sembra essere un 5. Ora il numero sembra oscillare tra 5 e 8 e il dubbio inizia a salire, comunque si trova in un punto dove il tappetino è piegato per cui penso che potrebbe essere una specie di illusione ottica. Faccio il test definitivo, prendo il cellulare e guardo più volte l'ora, prima sono le 9.54 poi le 9.56, al terzo sguardo l'ora si è spostata avanti di 1 o 2 minuti, ora non ho più dubbi, sto sognando ! Mi meraviglio di come questo possa essere un sogno, così vivido e stabile ancor prima di essere diventato lucido. Vado di sopra, do uno sguardo in cucina e vedo accanto al televisore un'ampolla di vetro piena d'acqua con un pesce rosso. Mentre lo vedo lo considero coerente con la realtà fisica, ma a dire il vero non c'è nessun pesce rosso a casa mia, segno che la mia lucidità qui è piuttosto bassa. Incontro mia nonna che mi parla in maniera insistente dicendo però cose senza senso, dunque la ignoro e mi affretto ad uscire. Una volta raggiunta la strada però l'ambiente inizia a destabilizzarsi e in breve il sogno crolla. Non ricordo se al termine di questo sogno o di un altro successivo, rimango nello stato ipnopompico e, rimanendo immobile, rientro nel sogno immaginando di camminarci dentro. Mi trovo dunque a camminare per strada e tocco una macchina alla mia destra per integrarmi con lo scenario ma qualcosa va storto e il sogno crolla di netto.

2 giugno 2018

Mi sveglio in stato di paralisi con mio fratello che entra in camera e si ferma accanto al mio letto, sono girato dall'altra parte quindi non lo vedo. Capisco subito che si tratta di un'illusione perché a quest'ora mio fratello sta dormendo nel suo letto. Mi preme sul fianco e sento una specie di gorgoglio continuo come se mi avesse infilzato per succhiarmi energia vitale. La sensazione è piuttosto sgradevole ma io non mi faccio travolgere dai cattivi pensieri, non oppongo resistenza, rimango immobile e aspetto il momento giusto per staccarmi dal corpo e scendere dal letto. Al primo tentativo fallisco, forse anche al secondo ma alla fine riesco a prendere il controllo del mio corpo onirico e a rotolarmi giù dal letto finendo sul
pavimento. Mi alzo ed esco dalla mia stanza. Vado subito di sopra ed esco dalla porta finestra della cucina, raggiungendo il giardino, dal quale poi raggiungo il parcheggio dietro casa. Attraverso il parcheggio fino alla strada e poi giro a sinistra. Appena superato l'incrocio con la via di casa mia (tutto è piuttosto fedele alla realtà fisica) passano due macchine nere, una con due strisce bianche sul cofano anteriore, l'altra con le stesse strisce bianche sulla fiancata sinistra (suppongo ce l'abbia anche su quella destra anche se da questa angolazione non la vedo). Il passaggio delle macchine mi costringe a defilarmi sulla sinistra mentre prima camminavo al centro della strada e stavo per accostarmi sulla destra per entrare in una
delle villette su quel lato. Per qualche motivo quando cammino nella versione onirica della zona di casa mia con l'idea di entrare in una casa, tendo a prediligere quelle sul lato destro. Passate le due macchine torno a camminare al centro della strada e do un rapido sguardo dietro di me verso casa mia. Vedo che non ci sono le nostre macchine parcheggiate, ce ne è forse solo una che non riconosco, a quanto pare sono tutti fuori casa in questo momento. Mi accosto sulla destra e mi avvicino ad un cancelletto di quelli che si aprono senza chiave, semplicemente infilando una mano tra le sbarre e tirando una levetta. Tuttavia non entro subito perché vedo un tizio in fondo al corridoio esterno che pare essere il custode di questa proprietà. Ovviamente essendo in un sogno potrei fare come voglio ed entrare senza problemi, ma il mio approccio ormai da parecchio tempo è quello di forzare il meno possibile il sogno, trattare i personaggi con il massimo rispetto. Gli faccio cenno di chiedere ai proprietari se posso entrare, lui immediatamente entra in casa ed esce subito dopo dandomi l'ok. Può sembrare una perdita di tempo, ma per me questo procedimento è essenziale per evitare atteggiamenti ostili da parte dei personaggi, di fatto così facendo mantengo una sorta di armonia con il mio inconscio. Entro e raggiungo l'ingresso della casa, qui incontro un ragazzo un neonato in braccio. Subito dopo incontro tre signore, due delle quali anziane, sopra i 70, l'altra sulla cinquantina. Chiedo loro come si chiamano, la prima ha un nome strano che non riesco a ricordare, la seconda si chiama Adela mentre invece quella più giovane Silvia. Ci troviamo in cucina e spiego loro che sono un sognatore e sono qui di passaggio per accedere ad un altro mondo attraverso una porta (mentre lo dico indico una porta che vede sulla parete di fronte a me). Mi interessa vedere la loro reazione, ma non è nulla di particolare, rimangono lì ferme, sorridenti, senza dire niente. Di solito prima di varcare una porta mi fermo a mangiare qualcosa o bere dell'acqua per aumentare al massimo il mio coinvolgimento con l'ambiente onirico. Quando entro in un luogo chiuso e incontro persone infatti, tendo a distrarmi e dissociarmi dallo scenario in cui mi trovo. Il gesto di bere o assaggiare del cibo mi aiuta a risintonizzarmi con esso, grazie al coinvolgimento di tutti e cinque i sensi, ma solo se eseguito non in maniera distratta ma
mantenendo la presenza di se stessi in ciò che si sta facendo. Qui tuttavia quello che accade va in contraddizione con quanto appena detto, infatti mentre bevo il sogno si destabilizza e si sfalda.
Evidentemente sono semplicemente arrivato al termine della fase REM, dunque il mio tempo è scaduto e in questo caso non c'è tecnica di stabilizzazione che tenga. Infatti, nonostante gli sforzi, non riesco in alcun modo a recuperare il sogno, sento già il contatto del mio corpo fisico sul letto e dopo qualche secondo mi sveglio definitivamente.
Hari
 
Messaggi: 51
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 2 volte
'Mi piace' ricevuti:: 15 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Citrato » 14/06/2018, 19:49

Ciao Hari! Grandiosi come sempre questi tuoi sogni. In particolare mi è sembrato interessante constatare come il PO dalle sembianze di Mussolini si sia placato nel momento in cui gli hai ricordato che l'episodio cruento legato all'uccisione di quel bambino era solo frutto di un sogno. Sembra quasi che in questo modo tu sia riuscito a sciogliere un qualche nodo conflittuale generato dal tuo inconscio. Continua così, vai fortissimo :cool:
Sognatori di tutto il mondo unitevi!
Avatar utente
Citrato
 
Messaggi: 462
Iscritto il: 30/11/2013, 3:34
Ha  fatto 'Mi piace': 66 volte
'Mi piace' ricevuti:: 198 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 14/06/2018, 20:23

Ciao Citrato ! ;) Ho pensato la stessa cosa ! Anche se onestamente non sono nemmeno certo di averlo fatto quel sogno, non me lo ricordo e non l'ho trovato tra quelli segnati nel mio diario. Potrebbe essere stato un riaffiorare improvviso
di un ricordo di un sogno dimenticato, oppure un falso ricordo creato sul momento dal mio inconscio. Sono molti nei miei sogni, lucidi e non, gli episodi di questo tipo, ricordi improvvisi che però non trovano quasi mai riscontri nella memoria che
ho dei sogni durante la veglia. In certi casi è impossibile stabilire se si tratti di frammenti di sogni dimenticati riportati a galla per qualche motivo, o solo di improvvisazione da parte dell'inconscio. Io propenderei per la prima ipotesi, considerando
che sogniamo tutte le notti e solitamente la maggior parte della nostra attività onirica la dimentichiamo, dovrebbe esserci abbastanza materiale a cui attingere per l'inconscio senza che debba creare falsi ricordi, ammesso che sia in grado di farlo.
In ogni caso ho avuto subito la sensazione di aver risolto un qualche conflitto interiore, la tensione che si era venuta a creare si è subito sciolta dopo che ho risposto all'accusa di quell'essere.
Hari
 
Messaggi: 51
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 2 volte
'Mi piace' ricevuti:: 15 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 12/07/2018, 18:57

11 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Tizio con motosega e sprazzi di lucidità

Mi trovo all'interno di un edificio indefinito, forse una scuola e ad un certo punto qualcuno mi dice che da un pavimento di una stanza è appena spuntata una motosega. Pare che qualcuno dal piano di sotto stia tentando in qualche modo di sfondare il soffitto e passare di sopra. Abbiamo a che fare con uno psicopatico e la cosa mi spaventa al che decido di fuggire, non ho alcuna intenzione di trovarmelo davanti. Scendo rapidamente le scale e mi ritrovo a casa mia al piano terra, esco dal portone e poi dal cancello e qui mi trovo davanti il tizio con la motosega. Sto per scappare ma poi mi rendo conto di essere in un sogno, dunque mi volto verso di lui per affrontarlo ma qui il sogno crolla. Poco dopo mi ritrovo di nuovo nel sogno ma ho perso lucidità e sto camminando nei pressi di casa mia con la motosega in mano, non so per quale motivo. La accendo e la spengo più volte, ne sento il rumore che però non è molto forte. Decido di smettere di giocarci prima che mi faccia male o faccia danni. Qui mi rendo conto dell'assurdità di quello che sto facendo e torno rapidamente a casa a metterla a posto. Entro e la poso sulla rampa del garage, esco di nuovo e mi ricordo di stare sognando. Le immagini tuttavia sono molto sfocate e la mia lucidità è comunque bassa. Compare davanti a me un tizio cicciottello che mi suggerisce di stabilizzare il sogno e ridacchiando mi consiglia di concentrarmi sul contatto dei miei piedi con l'asfalto della strada. Poi scherzando mi dice "oppure comincia a svolazzare un po'". Mi concentro sul contatto con la strada poi sull'aria che mi accarezza la pelle ma stavolta non so perché non è efficace come al solito e il sogno inizia a sfaldarsi. Perdo le immagini ma sono ancora in fase REM, sono nel limbo tra sogno e falso risveglio. Posso sforzarmi di recuperare lo scenario oppure lasciarmi andare col rischio però di non riconoscere il falso risveglio e tornare a sognare normalmente. Scelgo la prima opzione, mi abbasso e inizio a toccare l'asfalto con le mani, sento il brecciolino che mi graffia i palmi delle mani. La sensazione è molto realistica tanto che devo lasciar perdere l'idea di mettermi a "gattonare" per il dolore che mi provoca. Mi alzo e mi accosto sul lato destro della strada ancora senza vista e abbraccio un lampione semplicemente convincendomi di trovarlo lì. Resto abbracciato al lampione e poco dopo inizio ad intravedere qualcosa. Vedo una macchina davanti a me che poi però sfuma. Da qui non ricordo più nulla, devo aver perso lucidità o forse sono arrivato al termine della fase REM.

15 giugno 2018

Sono in un luogo indefinito, forse un paese straniero. Sono in compagnia di alcuni uomini che sembrano appartenere ad una tribù di nativi. Parlo con uno di questi che mi dice delle cose che ricordo solo vagamente. Mi parla di un'isola da raggiungere e mentre ne parla la vedo in lontananza in mezzo al mare. Accenna poi a delle profezie del suo popolo secondo le quali qualcosa finirà nel 2018, non riesco a capire cosa però. Qui compare il papa a bordo di un'imbarcazione e l'uomo dice che vedere il papa in mare è un cattivo presagio. Ora sono su un mezzo di trasporto scoperto che viaggia lungo una strada che ricorda una delle vie principali della mia città. Inizio a pensare di essere in un sogno, la velocità aumenta e vengo catapultato fuori dal sogno. Mi trovo sospeso nel vuoto, buio totale, niente corpo, niente direzioni. Poco dopo mi sento trasportare verso il basso (ora inizio a percepire lo spazio intorno a me) e in breve mi ritrovo sdraiato a pancia in giù sul letto. Mi alzo lentamente, devo spostare la coperta che mi blocca il piede, è pesante e ci metto un po' a toglierla. Esco dalla stanza e vado in sala hobby dove trovo il televisore acceso su un canale che trasmette un cartone animato con Paperino e Topolino. Abbasso il volume col telecomando e lo sento proprio abbassarsi. Osservo un po' la casa, la disposizione dei mobili è ovviamente diversa da quella fisica, in cucina c'è un mini frigorifero attaccato alla parete in alto, lo apro e lo trovo praticamente vuoto. Apro una credenza e trovo un barattolino di Nutella anch'esso vuoto. C'è anche un sacchetto, ci infilo una mano e tiro fuori un Kinder Cereali e me lo metto in tasca. Ora vado di sopra ed esco. Qui accade una cosa insolita, quando arrivo al cancelletto, il pulsante per aprirlo si trova stranamente molto più in alto del solito e ci arrivo a mala pena, forse sono io ad essere più basso ? Una volta uscita giro subito a destra e vedo un tizio che cammina lungo la strada che incrocia la mia. La figura mi mette una leggera inquietudine ma poi mi calmo e penso di raggiungerlo per parlarci. Mi chiedo chi sia questo personaggio solitario apparso così all'improvviso, pare essere l'unico in giro qui intorno. Lui tira dritto per la sua strada e quando raggiungo l'incrocio riesco finalmente a vedere il suo volto, è il mio amico M.G.. Mi guarda e mi dice qualcosa che non ricordo con una voce da ebete. Non ricordo cosa mi abbia detto ma comunque non mi pare avesse un senso. Sono un po' deluso da questo incontro ma continuo a camminare lungo la strada fino ad entrare in una villetta alla mia destra. Qui con me ora c'è il mio amico M.R. e ho la sensazione che questa sia casa di alcuni suoi parenti. Entro in casa e incontro una serie di persone, tutti parenti del mio amico, mai visti nella realtà fisica. Il mio obbiettivo è quello, come sempre, di trovare una porta che mi conduca da un'altra parte e mi sforzo di non dimenticarmelo mentre saluto uno ad uno tutte queste persone. Ci sono soprattutto donne, ricordo due nomi, Erika e Anna Maria. Ricordo una ragazza un po' cicciottella e un'altra, la più giovane, snella e abbastanza carina. Dico al mio amico M che devo andare in bagno per poi uscire da una porta e cambiare scenario e livello di sogno.Entro in bagno ma mi sento chiamare da qualcuno e stupidamente torno indietro. Qui di fatto mando all'aria la mia lucidità, mi viene incontro un signore sulla sessantina e ci presentiamo stringendoci la mano. Ora rientro in bagno ma la mia lucidità ormai è calata, trovo una doccia, ci entro dentro e scivolo come un idiota. Mi rimetto in piedi ed esco dal bagno, qui mi ricordo il mio obbiettivo, trovo una porta e la apro ma una volta attraversata perdo totalmente lucidità e mi ritrovo a limonare con una ragazza. Dopo un po' mi sveglio.

17 giugno 2018

Sogno lucido mattutino

Luogo deserto e sedia volante

Sono a casa e vedo il mio cellulare sulla scrivania. Controllo l'ora e vedo che cambia più volte dunque capisco che sto sognando. Esco di casa e mi dirigo verso l'incrocio alla mia destra,qui giro a sinistra e vedo due belle ragazze, una bionda e una mora, che parlano con una donna più grande che si trova al di là di un cancello sul lato sinistro della strada. Proseguo lungo la strada e vedo arrivare un'altra ragazza, un po' cicciottella. Anche le due ragazze di prima ora mi raggiungono e inizio a parlarci e sento la ragazza grassottella fare dei commenti scherzosi del tipo "ecco, come al solito fa il provolone !" In realtà non sono affatto così, anzi tutto il contrario ma nei sogni tendo a lasciarmi un po' andare a volte e la frase
della ragazza in qualche modo mi fa tornare in me. Resisto alla tentazione di entrare in intimità con la ragazza mora, la più attraente, ricordandomi che ciò mi farebbe perdere il lucido. Chiedo loro se sanno di stare sognando, entrambe mi guardano male e mi rispondono tipo "eh ? Ma che stai dicendo ?" Io dico loro che ci troviamo in un sogno e la ragazza mora mi manda a quel paese. Dico che posso dimostrarglielo e provo a spiccare il volo, ma senza successo. Mi rendo conto che sto perdendo tempo dunque lascio perdere, mi allontano da loro e raggiungo un punto alla mia destra con degli scalini che portano ad una casa. Entro e le immagini si fanno sfocate. Mi trovo in una piccola saletta, sulla destra c'è quello che sembrerebbe essere un salotto con divano, tv ecc., mentre sulla sinistra c'è una porta dalla quale si intravede una forte luce. Capisco che quella porta rappresenta l'accesso ad un livello più elevato di sogno. Prima di attraversarla però mi affaccio sul salotto e segnalo la mia presenza ai padroni di casa e dico loro che sto per attraversare la porta. Una voce femminile mi dice "sì, vai pure". Dunque attraverso la porta ed è subito evidente il cambio di livello. L'ambiente qui è decisamente più stabile e vivido, nonché più luminoso. Mi trovo all'aperto in un luogo completamente cementato e spoglio. Sembra tipo uno spazio di manovra di garage o parcheggi sotterranei, ma non vedo né macchine né persone in giro, è tutto completamente deserto. Faccio tutto il giro della struttura e non trovo un'apertura che conduca all'esterno di essa. Potrei scavalcare il muretto nel punto più basso ma comunque vedo che anche fuori da qui non c'è nulla, non c'è anima viva. Devo trovare un altro passaggio per raggiungere un luogo più interessante. Mentre facevo il giro avevo visto delle porte chiuse, ora torno indietro e le trovo ancora lì. Provo ad aprirne una ma non si apre, rinuncio ad aprire le altre perché ho la sensazione che mi condurranno solo in spazi chiusi e bui, deleteri per la mia lucidità e per la stabilità del sogno. Mi faccio un altro giro e trovo un pozzo circolare profondo diversi metri attaccato al muretto. Guardo al di là del muretto, di sotto c'è il vuoto, un'altezza vertiginosa che non mi aspettavo. Capisco che l'unico modo per lasciare questo posto è volare via. Il sogno mi ha messo nuovamente di fronte ad uno dei miei blocchi. Purtroppo non ho il coraggio di buttarmi e come spesso accade in queste situazioni, compare qualcuno, una sorta di tutor, non so in che altro modo chiamarlo. Il tizio sale sul muretto e mi viene in mente di utilizzarlo come se fosse una copia di me stesso e prendere possesso del suo corpo una volta che si è buttato e trovarmi dunque già in volo. Penso anche di crearne altri all'occorrenza. Tuttavia sarebbe come barare, infatti il mio problema non è tanto non riuscire a volare quanto riuscire a lasciarmi andare. Comunque il personaggio si lancia nel vuoto e la cosa in qualche modo mi infonde maggiora fiducia. Ora guardo di sotto e succede una cosa insolita: vedo una specie di piattaforma pochi metri sotto di me, che però capisco subito essere una specie di ologramma, non c'è nulla di solido su cui atterrare. Ma la cosa strana è che il solo vederla lì, anche se so che è inconsistente e piombandoci sopra la attraverserei continuando a cadere nel vuoto, basta a darmi la sicurezza necessaria per lasciarmi andare. In pratica con questo sistema sto ingannando quella parte di me che rappresenta l'istinto di sopravvivenza. Non è una cosa che ho pensato io consciamente però, è qualcosa venuto dall'inconscio, il quale a quanto pare cerca in tutti i modi di aiutarmi a fare questo passo. Mi lascio andare e infatti cado nel vuoto attraversando la finta barriera, il mio battito cardiaco accelera e temo di svegliarmi. Le immagini sfumano e continuo a sentire la sensazione di caduta nel vuoto senza vedere nulla, se non una specie di nebbia bianca. Tento di rimanere sospeso allargando le braccia ma almeno inizialmente non funziona. Tuttavia il sogno non crolla del tutto e dopo un po' mi trovo finalmente sospeso a mezz'aria senza più cadere, sorretto da qualcosa sotto il sedere. Si tratta di una sedia volante, un altro espediente trovato dal mio inconscio per darmi una mano. E' un po' storta e me la sistemo meglio per stare più comodo, ora ho uno schienale dietro a cui appoggiarmi. Il volo procede stabile e a velocità costante. Sto sorvolando il mare e vedo in lontananza una metropoli futuristica ma la visione è instabile, si modifica continuamente, diventa una città più piccola e contemporanea con pochi palazzoni isolati poi compare
un'altissima struttura sottile, forse una specie di antenna. A tratti la città viene avvolta da una nebbia. Tento allora di farla apparire come la vorrei ma ciò non fa altro che far destabilizzare ancor di più il sogno.
Alla fine la raggiungo ma prima che atterri il sogno sfuma e mi ritrovo in una situazione confusa con una voce fuori campo che racconta la storia di questa città. Dice che è stata costruita come rifugio per i sopravvissuti all'attacco di un essere sovrannaturale, dotato di super poteri, che aveva devastato una o più città e che rappresenta tuttora una minaccia. Qui ho ormai perso lucidità e per qualche motivo ho la sensazione di essere io quel tizio, come lui infatti qui ho poteri illimitati. Tuttavia non ricordo di averli mai usati per fare del male gratuitamente, penso che forse invece posso essere quello che proteggerà queste persone dalla furia di quell'essere.

25 giugno 2018

Sogno lucido pomeridiano

Al termine di un sogno pre lucido piuttosto confusionariomi trovo in stato di paralisi sul letto in posizione supina. Sento le vibrazioni e do una leggera spinta per alzarmi stando attento a non muovere il mio corpo fisico. Mi alzo leggermente ma mi sento ancora pensante. Mi rimetto giù e provo a fluttuare ma non funziona, così mi alzo normalmente, il distacco avviene lentamente, il mio corpo onirico è pesante e ancora soggetto a forti vibrazioni. Alla fine sono in piedi nella mia stanza, non vedo ancora nulla e penso che vorrei muovermi fluttuando. Inizialmente non accade nulla ma dopo qualche secondo inizio a sentirmi strano, inizio prima a barcollare poi mi sento sollevare e in breve mi trovo a fluttuare a mezz'aria.
Inizialmente non ho il controllo dei miei movimenti, la vista è quasi inesistente, vedo a tratti e comunque molto sfocato. Dopo un po' però intravedo la porta della mia stanza e la fisso per una frazione di secondo ed ecco che inizio a muovermi in quella direzione seppur lentamente. Ecco ! E' proprio la sensazione che mi aspettavo ! La stessa di quando mi trovo a fluttuare nel buio totale senza corpo e senza percezione dello spazio. La differenza è che qui ho un corpo e percepisco di trovarmi in un certo spazio, pur non vedendo quasi nulla. Ora ho il pieno controllo del mio corpo onirico, esco dalla stanza ed inizio a svolazzare per la casa chiedendo ad alta voce chiarezza più volte. Dapprima vedo solo sprazzi di casa, come se avessi davanti un enorme velo con alcuni buchi qua e là dai quali posso vedere frammenti di quello che c'è dietro. Dopo un po' che insisto inizio a vedere tutto ma ancora molto sfocato. Punto la finestra che si trova sopra la porticina che conduce al garage, e il mio corpo onirico esegue subito il comando. Una volta attraversata la finestra la vista migliora. Volo a qualche metro da terra, vedo il panorama con campagna, alberi e qualche palazzo sullo sfondo. A poco a poco le immagini diventano nitide. Mi trovo ora a sorvolare uno splendido paesaggio di campagna, con piante e fiori bellissimi e un cielo azzurro e limpido sopra di me. Qui sento due voci femminili parlare tra loro. Non so per quale motivo mi arriva la sensazione che una delle due che parlano sia Melody, che sta parlando forse con un'altra sognatrice. La persona che identifico come Melody dice all'altra ragazza che lei fa spesso queste esperienze anche insieme ad altri ma che questi poi al risveglio non le ricordano perché non sono consapevoli mentre le fanno. Lei invece dice di fare un sacco di cose in maniera consapevole e di riuscire poi a ricordarle. Fino a questo punto sento solo le loro voci ma non le vedo, dunque decido di raggiungerle, inverto la direzione, mi abbasso di quota e finalmente le vedo. Sono lì che fluttuano quasi rasoterra lungo un sentiero che fiancheggia una fitta piantagione di non so cosa. Melody non ha aspetto umano però, bensì mi appare come la Sirenetta della Disney, fatta proprio a cartone animato.
Scendo a terra e cammino insieme a loro, osservo l'altra ragazza, snella e dai capelli lunghi fin poco sotto le spalle, di colore inizialmente castano ma poi guardandoli si schiariscono fino a diventare biondi. Ora torno ad osservare la presunta Melody, anche lei ora ha aspetto umano ma per qualche motivo non ho più la sensazione che si tratti di lei. Questa ragazza è più in carne ed indossa dei bermuda jeans, ha capelli castano scuro, della stessa lunghezza più o meno dell'altra ragazza. La mia lucidità era già calata notevolmente una volta atterrato e qui la perdo definitivamente finché non mi sveglio poco dopo.

28 giugno 2018

Sogno lucido pomeridiano


Mi trovo a camminare per una strada della mia città e ad un certo punto prendo lucidità, poi poco dopo il sogno crolla. Riparto da un falso risveglio, esco da casa e data la scarsa vividezza e stabilità del sogno in cui mi trovo, tento di aumentare di livello con il mio solito metodo di entrare in un'altra casa per poi uscire da un'altra porta. Ad attirare la mia attenzione però è un gruppo di persone che stanno facendo una specie di pin-nic più avanti lungo la strada, con tanto di musica. Li raggiungo curioso e trovo degli uomini di colore vestiti con abiti tradizionali africani, seduti intorno ad un tappeto. Li saluto, due di loro mi stringono la mano, chiedo loro se sanno di stare sognando. Uno dei due mi fa un discorso lungo che non ricordo, mentre l'altro alla stessa domanda risponde di sì ma in questo momento il sogno inizia a sfaldarsi. Mi trovo ora sul davanzale di una finestra, salto giù e tutto si oscura. Mi ritrovo nel buio senza corpo e senza spazio, poi mi percepisco nel letto in stato di paralisi con tanto di vibrazioni. Mi alzo e rimango un po' nella stanza, chiedo chiarezza e poco dopo inizio a sentire come nel sogno di qualche giorno fa quella sensazione di barcollamento e spostamento e chiedo di fluttuare. Dopo qualche secondo mi stacco da terra, sto fluttuando ma ancora non ho la vista. Non appena inizio a vedere punto subito la porta della stanza e fluttuando esco e inizio a svolazzare per casa. Vedo i miei sul divano,faccio un giro per casa poi esco. Una volta fuori inizio a salire sempre di più, fin quasi alle nuvole, finché non decido che per ora è abbastanza e chiedo di fermarmi. La salita verso l'alto è stata un'esperienza fantastica ma al tempo stesso più salivo più sentivo una sensazione di leggera inquietudine, che mi ha spinto a fermarmi. Tuttavia penso che prossimamente supererò quest'altro mio blocco e mi spingerò ancora oltre. Vedo a distanza i palazzi del centro e compare anche un enorme cancello colorato e luminoso. Ora invece sono in mezzo a dei grattacieli ma essendoci indecisione da parte mia sul da farsi inizio a cadere, allora riprendo il controllo chiedendo con decisione di salire di nuovo fino a fermarmi sul tetto del palazzo più alto. Mentre salgo tra i palazzi li vedo scorrere velocemente, e mi vedo per un attimo parzialmente in terza persona, come se mi trovassi a bordo di un mezzo che funziona a comando mentali. Quando sono quasi arrivato in cima al palazzo il sogno si deforma, perdo le immagini e alla fine vengo scaricato su un pavimento solido. Mi alzo e vedo dove mi trovo. Stavolta l'ambiente è decisamente più stabile e vivido, avverto chiaramente la differenza rispetto a poco prima. Sono in una città che non conosco, in una piazza, alla mia sinistra c'è una grossa fontana e davanti sullo sfondo si vede il mare. Cammino lentamente toccando il bordo della fontana con la mano sinistra, poi metto anche la mano nell'acqua e ne sento la consistenza. Faccio però l'errore di buttarmene un po' in faccia e ciò fa destabilizzare il sogno ma riesco a riprenderlo. Vedo le panchine sul lungomare, la piccola spiaggia e il mare. C'è una donna seduta su una panchina con un cane al guinzaglio, vedo persone che passeggiano, tutto è così vivido e realistico, potrebbe tranquillamente essere una scena di vita quotidiana in una qualsiasi città. L'atmosfera è serena e tranquilla. Vado in spiaggia e mi fermo davanti al mare provando a separare le acque come fece Mosè col Mar Rosso ma mi sento osservato e ci rinuncio. Provo a far comparire una sfera d'energia dalle mani ma anche qui ho l'impressione che un tizio alla mia sinistra mi osservi e mi fermo. Provo a mettere i piedi a bagno ma le sensazioni sono stranamente attutite, evidentemente nello sforzarmi di manipolare l'acqua e l'energia ho perso un po' il contatto con la fisicità di questo luogo. Dovrò imparare a trovare il giusto equilibrio tra realismo e capacità di manipolazione. Torno indietro e mi siedo su una panchina ricordandomi la task dell'attesa senza azione. Alla mia sinistra c'è ammucchiata della roba lasciata da qualcuno. Mi guardo le mani e le trovo perfettamente realistiche e addirittura c'è un ancora un po' di sabbia appiccicata. Gioco un po' perforandomi la mano sinistra con l'indice destro, poi provo a far comparire un raggio energetico dall'indice destro ma qui forse esagero e il dito invece di creare il raggio, scompare quasi per intero. Poco dopo il sogno crolla, mi ritrovo in un normale lucido iniziato da casa mia, vado di sopra ed esco dirigendomi nel campo di sterpaglie, deciso a raggiungere la città della ragazza in blu ma qui suona la sveglia e mi sveglio.

4 luglio 2018

Sogno lucido mattutino

Mi trovo all'aperto in un luogo che non conosco e mi rendo conto di stare sognando. Vedo a qualche decina di metri davanti a me una casetta, la raggiungo e suono il campanello. Viene ad aprirmi un tizio di colore, iniziamo a parlare, mi dice che stava dormendo e sono dispiaciuto per averlo svegliato. Qui cambia aspetto, ora è bianco e ha i capelli lunghi e si mette a sniffare cocaina O.O. La cosa si fa confusa, compare anche qualcun altro e capisco che devo uscire da qui prima di perdere lucidità. Lo saluto ed esco e il sogno crolla. Mi ritrovo a casa mia e mi aggrappo ad una colonna per integrarmi con l'ambiente e stabilizzare. Esco di casa, faccio un pezzo di strada e incontro un signore anziano che si mostra tutto contento per aver fatto un sogno lucido. Racconta di aver volato e fatto altre cose straordinarie, è pieno di entusiasmo, sprizza felicità da tutti i pori. Gli dico allora che sta ancora sognando e glielo dimostro appoggiando l'indice della mano destra su un muro e perforandolo. Tutto contento, il vecchietto dice di voler volare ancora. Io gli dico che non riesco a prendere il volo così di punto in bianco partendo da terra ma lui mi dice che invece è facile e compie dei super salti con i quali raggiunge una tettoia di una villetta, poi salta rimanendo sospeso a mezz'aria e inizia a svolazzare. Per un attimo penso di fare lo stesso ma mi sento troppo pesante e mi rendo conto che in questo momento non farei altro che destabilizzare il sogno.Parlo un altro po' col signore, la mia lucidità è però calata notevolmente e vengo facilmente distratto da una bella ragazza, poi il sogno sfuma.
Hari
 
Messaggi: 51
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 2 volte
'Mi piace' ricevuti:: 15 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Bonomelli » 03/08/2018, 23:04

Sempre in forma Hari : Chessygrin :
Bonomelli
 
Messaggi: 20
Iscritto il: 17/02/2018, 18:08
Ha  fatto 'Mi piace': 0 volta
'Mi piace' ricevuti:: 6 volte

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 15/08/2018, 19:40

Questi sono i lucidi fatti nell'ultimo mese, ma stavolta dividerò il post in due parti così non sarà troppo lungo, anche perché non riesco a trascriverli tutti oggi :)

Parte 1

15 luglio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Incontro con una famiglia nobile

Mi trovo a casa mia di notte, esco da casa ma è tutto molto confuso e mutevole, so di stare sognando ma è tutto troppo instabile e le immagini svaniscono. Provo a stabilizzare toccando l'asfalto della strada e un lampione. Recupero le immagini e mi dirigo verso casa con l'intenzione di entrare in garage per poi attuare la task di visitare l'intercapedine Si tratta di un posto particolare di casa mia poiché è l'unico che nella realtà fisica non ho mai visitato e posso quindi utilizzarlo come luogo di transizione, un po' come le case altrui. Tuttavia c'è un motivo se di solito non lo uso a questo scopo. Ho la sensazione infatti che abbia anche una funzione particolare che devo ancora scoprire, e per farlo devo visitarlo senza aspettarmi nulla di specifico e vedere quello che mi trasmette. Alla fine comunque rinuncio perché il sogno è troppo instabile e rientrare in un luogo poco luminoso come il garage potrebbe solo peggiorare le cose. Opto dunque per entrare in una casa ed uscire da un'altra porta. Le immagini si sfaldano di nuovo e per recuperarle cammino rasente al muro di recinzione di casa mia scorrendoci sopra la mano. La tecnica funziona e le immagini tornano. Attraverso la strada e mi dirigo subito verso un cancello grande, entro e raggiungo la porta d'ingresso dove trovo ad accogliermi un signore anziano. Lo saluto e gli porgo la mano ma lui tira indietro la sua, forse si è offeso perché sono entrato senza citofonare e attendere che venisse ad aprirmi. Di solito lo faccio ma qui avevo già perso troppo tempo e il sogno era troppo instabile, probabilmente a causa della troppa luce e di rumori esterni, essendo pomeriggio. Il signore mi dice qualcosa ma stavolta non perdo tempo ad ascoltare e punto subito la prima porta che trovo, tra l'altro già parzialmente aperta, come se stesse ad aspettare il mio arrivo. Mi trovo ad aprire una serie di porte tutte socchiuse che lasciano già intravedere la luce al di là di esse. Alla fine mi trovo davanti a due porte una accanto all'altra, le quali si aprono da sole. Quella di sinistra mostra un una stanza con un divano curvo che ne copre quasi tutta la larghezza e una voce mi dice essere la stanza di un individuo di sesso maschile ed ho la sensazione che si tratti di uno importante, tipo un principe. La stanza di destra invece ha anche un balcone che si affaccia sul mare, la voce fuori campo qui mi dice che è la stanza di una donna, anche qui so che questa donna è una specie di principessa o comunque una persona importante, appartenente a una qualche famiglia reale o aristocratica. Scelgo quest'ultima, mi trovo in un punto sopraelevato rispetto al resto della stanza, nella quale già vedo una bella ragazza bionda, suppongo sia lei la principessa. C'è un parapetto con un corrimano di colore grigio lucido, lo tocco per stabilizzare e saluto la ragazza, alla quale chiedo che posto è questo ma non ricordo la sua risposta. Ora mi trovo seduto vicino a lei e ci sono anche altre persone, credo membri della famiglia. Alla mia destra siede una donna sulla cinquantina, dall'aspetto regale, probabilmente la madre della ragazza. Riprende la figlia dicendole di smettere di mangiare quello che sta mangiando, qualcosa tipo patatine, la vedo infatti con in mano un barattolo dal quale tira fuori continuamente qualcosa di piccolo e lo porta alla bocca. La ragazza è molto bella, ha capelli di colore biondo platino che tiene legati in una treccia. Chiedo alla madre di lei come si chiama questo posto, mi risponde "Danima" o "Damina", non ricordo con esattezza quale delle due, ricordo solo che l'accento era sulla "i". Qui perdo lucidità e inizio a delirare, racconto alcune cose di me, ma non sono io quello di cui parlo, ho ricordi che nulla hanno a che vedere con la mia mia vita quotidiana.

16 luglio 2016

Sogno lucido mattutino

Visita nell'intercapedine

Mi sveglio in stato di paralisi già con le vibrazioni in atto. Scendo dal letto e vado in sala hobby, la osservo e a prima vista sembra quella attuale, ma guardando meglio mi accorgo che non tutti gli elementi sono al loro posto. Dato che mi trovo dentro casa decido di attuare la task dell'ingresso nell'intercapedine, che troppe volte avevo rinviato. In questo momento però arriva mia madre e la cosa mi trasmette sensazioni negative, sento che si tratta della solita entità sotto le sembianze di mia madre, forse ho perso troppo tempo dentro casa, dovevo uscire prima. Sto per uscire dal garage e mia madre mi urla disperata di non farlo. La cosa mi trasmette angoscia, apro la porta e mi precipito verso quella dell'intercapedine, la apro entro e la richiudo subito temendo che l'entità possa raggiungermi. Così facendo però finisco col trovarmi in un ambiente completamente buio e perdo il sogno. Riparto dal letto e ho l'entità addosso, mi sento afferrare con forza i polsi, sento quasi dolore. Mi calmo e dopo un po' svanisce. Scendo dal letto e stavolta vado subito di sopra ed esco di corsa senza nemmeno chiudere il portone, poi però ci ripenso e quando sono a metà della stradina verso il cancello mi giro e lo chiudo con la telecinesi. Si sente chiaramente il rumore del portone che si chiude identico a quello della realtà fisica. Esco in strada e raggiungo una villetta, citofono ma nessuno viene ad aprirmi dunque decido di forzarlo, attraverso il cortile e raggiungo la veranda dove ci sono alcune persone sedute a tavola a mangiare. Entro in casa e vedo una luce provenire da sinistra, la seguo e mi trovo a varcare una soglia ma qui il sogno crolla. Riparto nuovamente dal letto in paralisi, mi alzo e mi dirigo verso il garage. Apro la porta dell'intercapedine ma stavolta la lascio aperta per far entrare la luce. Ho davanti a me un'altra porta, e faccio la stessa cosa di prima. Varcata la porta mi trovo in un breve e stretto corridoio che conduce ad uno spazio più ampio che dà l'idea di essere un luogo abbandonato. Ci sono scritte in rosso su muri e colonne di cemento non rivestito, come se appartenessero ad un cantiere abbandonato. Mi fermo davanti ad una colonna sulla quale tra le altre scritte leggo "dove sono ?" o "dove siamo ?" E' proprio quello che mi stavo chiedendo così mi viene in mente di toccare quel punto sul muro aspettandomi che compaia sotto la risposta, ma ciò non avviene. Chiedo l'intervento di una guida che mi spieghi cosa rappresenta questo posto e mi suggerisca eventualmente cosa fare. Compaiono due tizi, uno è Silvester Stallone, l'altro mi pare fosse anche lui un attore ma non ricordo chi. I due però discutono tra loro creando solo più confusione, dunque li invito ad andarsene. Poco dopo il sogno crolla di nuovo e riparto per l'ennesima volta dal letto. Torno nell'intercapedine, qui però rispetto a prima è tutto più confuso e sfumato, prima di entrare vedo anche un ragazzino biondo in garage proprio mentre sto per aprire la porta dell'intercapedine. Mi trovo in un posto simile a quello di prima ma ora noto in un angolo dietro di me una nicchia con un orinatoio con di fronte una parete che però non arriva al soffitto,e sopra la quale c'è qualcosa di indefinito. Raggiungo questo angolo e vedo che sopra al muretto c'è una bottiglia con dentro un po' di liquido marrone. La apro e la annuso ma non ha un odore particolare. Ne verso un po' su un ripiano attaccato al muro e vedo che al contatto con esso diventa trasparente. Faccio un altro giro e qualcuno mi chiama dal piano di sopra, che non sapevo nemmeno ci fosse, e mi invita a salire. Salgo e mi ritrovo in un contesto completamente diverso, un luogo avveniristico, con lunghi corridoi, pavimenti e pareti di colore bianco o comunque molto chiaro. Sembrerebbe trattarsi di una struttura adibita a laboratori scientifici, e dà l'impressione di essere all'avanguardia. Compare una donna che porta in mano dei contenitori con degli oggetti dentro di forma sferica o ovoidale. Mi viene da chiedere in che anno siamo ma la risposta della donna è ambigua, mi dice duemila...nove, ma non capisco se c'è qualche altro numero in mezzo. Vedo un'uscita e la luce che proviene da lì sembra essere quella del sole, dunque mi dirigo lì desideroso di uscire all'aperto.Purtroppo qui la mia lucidità cala notevolmente ed il ricordo è confuso. Salgo su una macchina e salto giù rimanendo sospeso a mezz'aria. Inizio a volare ma in posizione seduta, aumento la velocità e atterro poco più avanti. Vedo un piccolo edificio con dietro la spiaggia ed il mare e sento della musica provenire da lì. Raggiungo la spiaggia dove incontro diverse ragazze e ragazzi ma ormai la mia lucidità è andata e ricordo poco o nulla, in ogni caso il sogno finisce poco dopo.

24 luglio 2018

Sogno lucido pomeridiano

Dopo una serie di sogni comuni mi ritrovo sdraiato sul fianco destro in stato di paralisi e sento una voce che dice qualcosa, non ricordo esattamente le parole ma il significato è questo: "questa posizione è scomoda ma è molto efficace per indurre il risveglio in stato di paralisi". Arrivano le vibrazioni, prendo il controllo del corpo onirico, scendo dal letto ed esco dalla stanza. Inizio a toccare la colonna e mi guardo le manie il resto del corpo. Osservo come sono vestito, indosso dei pantaloncini blu con il numero 8 scritto in rosso sul lato sinistro, mutande grigio scuro ma di un tessuto diverso da quelle che uso io, mentre la maglietta non la ricordo. Esco dal garage e mi metto a saltare sulle macchine e sui muri di recinzione delle villette della zona, allo scopo di raggiungere un punto rialzato dal quale poi lanciarmi e rimanere sospeso a mezz'aria. Purtroppo però non funziona, tutte le volte fallisco atterrando sull'asfalto. Alla fine decido di proseguire a piedi, arrivo all'incrocio e sulla sinistra invece delle solite case c'è una spiaggia ed il mare. Qui però perdo lucidità e mi ritrovo in una situazione assurda e grottesca difficile da descrivere. Alla fine mi ritrovo sul letto paralizzato, stavolta già con le vibrazioni. Mi alzo dal letto ma sono ancora senza vista e pesante, chiedo di fluttuare ma non funziona. Esco dalla mia stanza e una volta arrivato in salotto arriva la vista, esco rapidamente da casa e mi dirigo verso lo stesso incrocio di prima. Qui suono il citofono e mi risponde una voce femminile e giovane. Attendo che venga ad aprirmi ma passe più tempo del solito, penso che sia il caso di forzare l'ingresso ma nel frattempo la strada si è trasformata in qualcos'altro, un negozio, forse una libreria. Vedo infatti un banco con diversi libri accatastati e vedo lì due ragazzi, forse un ragazzo e una ragazza, prendere entusiasti un libro di cui leggono ad alta voce il titolo "Morfeo". La cosa mi incuriosisce dunque vado lì sperando ci siano altre copie, così è e ne prendo una. Sulla copertina c'è scritto in grande proprio "Morfeo". Lo apro e provo a leggere qualcosa ma faccio troppa fatica e ci rinuncio. Vedo i due di prima parlare tra loro e guardare altre cose nel negozio che a quanto pare non vende solo libri. Mi viene in mente di lanciare un "esca" e dico ad alta voce "qualcuno di voi per caso è un sognatore ?" Uno dei ragazzi risponde "Che ?" Da questa risposta capisco che non sono sognatori lucidi e dico "niente, lascia stare". Ora busso di nuovo insistentemente alla porta e finalmente la ragazza viene ad aprirmi. E' una ragazza bionda, magrolina, non attraente. Le spiego che sono un viaggiatore e che sono qui di passaggio per accedere ad un altro mondo. Entriamo e lei mi mostra una tavola imbandita invitandomi a restare. Le dico che non posso, sono qui solo di passaggio, lei si mostra quasi offesa e tutta imbronciata si mette a sparecchiare. Le dico che caso mai mi fermerò al ritorno se la ritroverò ma le dico che è quasi impossibile che ciò accada perché ci sono infiniti piani di realtà e quasi sicuramente mi troverò altrove. Mentre sto per varcare la porta però mi viene in mente di lasciarle il libro come segno della mia sincerità. Glielo do e le chiedo come si chiama, lei risponde "Latina". Le chiedo se le interessano i sogni e lei sorridendo risponde di sì, al che le dico "bene ! Perché è proprio in un sogno che ci troviamo ora !" Alla mia rivelazione lei fa una faccia sconvolta, io mi volto e varco la porta. Qui mi trovo in un'altra città, in una zona trafficata, tuttavia la vista non è nitida come me l'aspettavo, forse ho sprecato troppo tempo ed energia in quella casa. Questi personaggi onirici abitanti delle case le trovano tutte per farmi perdere tempo e lucidità, la ragazza qui ad esempio ha tentato di convincermi a rimanere da lei a mangiare, non c'è riuscita, ma comunque facendomi attendere prima di aprirmi mi ha fatto perdere tempo. Comunque qui attraverso una piazza ed entro in una specie di centro commerciale, lo attraverso rapidamente e raggiungo un corridoio con diverse uscite d'emergenza. Apro di forza una di queste porte, scendo una rampa di scale e mi trovo in un corridoio sotterraneo, forse un garage. Qui incontro un personaggio della serie TV Arrow, Curtis Holt. Mi aspetto che mi attacchi, considerandomi una minaccia, invece se ne sta lì immobile senza fare nulla. Arrivo all'uscita ma anche qui quello che trovo non mi soddisfa molto, dunque rientro e trovo il personaggio di prima ad affrontarmi, sparandomi dei colpi di pistola. Io blocco con la mano tutti i proiettili ma la sensazione non è realistica, non li sento sulla mano,tranne l'ultimo che mi colpisce l'avambraccio, ma è come un sassolino lanciato da un bambino di tre anni. Gli dico che non deve temermi, io non sono una minaccia per loro, ho altre cose a cui pensare. Ora esco e qui perdo totalmente lucidità. Vedo un tizio gigante, alto qualche decina di metri che è alle prese con due gatti altrettanto enormi, grossi quasi quanto lui. I gatti litigano tra loro in mezzo alla città, causando distruzione ovunque passano. Assisto ad una scena impressionante: in un grattacielo con ampie vetrate si vede un ristorante ad uno dei numerosi piani, con persone sedute a mangiare. Ad un certo punto queste persone si vedono arrivare addosso questo gatti gatti enormi, uno dei quali si scontra contro il palazzo distruggendolo e facendo perciò una carneficina. Il tizio gigante richiama i gatti all'ordine chiamandoli per nome (Manila e Caffellatte). Il sogno poi si deforma e mi ritrovo ad essere io il gigante e lancio via i gatti prendendoli per la coda, anche se guardandomi bene intorno non sono affatto gigante, ho dimensioni normali. Il sogno prosegue in maniera sempre più confusa e assurda fino al risveglio.


26 luglio 2018

Sogno lucido notturno

Sono nei pressi di casa mia, incontro un tizio che mi propone una partita a calcio balilla, io rispondo di sì ma prima devo passare un attimo a casa, bere ed andare in bagno. Il tizio mi accompagna a casa e ora c'è anche un altro insieme a noi, anche lui deve venire a giocare e stiamo aspettando che arrivi il quarto giocatore. Quando arrivo a casa comincio a sospettare di essere in un sogno, vado in bagno e torno in salotto, qui il sogno crolla e prendo lucidità. Recupero il sogno ed esco di casa, non ci sono più i due tizi di prima ad aspettarmi. Qui per un attimo si oscura tutto, poi le immagini tornano e in fondo alla strada in direzione della ferrovia vedo un locale con tavolini all'aperto. Mentre mi dirigo verso il locale sento una presenza dietro di me, mi giro e vedo una bella ragazza dalla carnagione scura, forse sudamericana o di qualche paese caraibico. Sembra dirmi qualcosa ma poi mi accorgo che si rivolgeva ad un tizio alla mia destra. Proseguo fino al locale, vedo diversi tavoli apparecchiati e tutti occupati. Vorrei assaggiare qualcosa, potrei rubacchiare dai tavoli degli altri ma non sarebbe corretto, così penso di cercarmi un tavolo libero e farmi servire normalmente.Qui però perdo lucidità e poco dopo il sogno svanisce.

29 luglio 2018

Sogno lucido notturno

Mi sveglio in stato di paralisi e sento entrare mio fratello che viene ad aprire l'armadio sopra il mio letto per cambiarsi ma so già che non è lui, si tratta della solita entità. Infatti poco dopo mi aggredisce azzannandomi la mano sinistra. Sento chiaramente i suoi rantoli demoniaci davvero terrificanti e percepisco tutta la sua malignità, pura oscurità. So che è inutile opporsi, mi rilasso, accetto quello che sta succedendo e in breve il demone svanisce. Mi trovo come immerso in un campo elettromagnetico, sento le vibrazioni in tutto il corpo. Ad un certo punto mi sento afferrare per le caviglie e penso che qualcuno mi stia per tirare via, non sono spaventato, solo curioso, dato che ho letto molte esperienze di altre persone che hanno avuto esperienze fuori dal corpo con questa modalità. Tuttavia non accade nulla, le mani non mi tirano via e poco dopo svaniscono. Alla fine scendo dal letto normalmente, esco dalla mia stanza e vado subito di sopra dato che qui sento ancora l'inquietante presenza dell'entità. Esco dal portone e mi lancio a tutta velocità contro il cancelletto attraversandolo con un lieve attrito. Sto per prendere la strada perpendicolare alla mia via come faccio il più delle volte, ma poi cambio idea e mi dirigo verso l'incrocio in direzione della ferrovia. Corro veloce e salto più volte fino a rimanere sospeso a mezz'aria. Ora sto volando ma riesco ad andare solo avanti e indietro, non riesco a salire di quota. Proseguo il volo a pochi metri da terra, passo tra i palazzi e alla fine sbuco in un luogo sconosciuto, un'altra città. Atterro in dei giardinetti dove dei ragazzini giocano con dei cellulari e parlano di Pokemon. Uno di loro però mi mostra in suo cellulare e non si tratta di uno smartphone, bensì di un modello vecchio, di quelli con lo schermo piccolo senza colori. Chiedo loro come si chiama questa città e mi rispondono "Azimut", ripeto il nome della città ad alta voce più volte per memorizzarlo. Mentre lo faccio noto un tizio seduto su una panchina, che sembra perplesso nel vedermi ripetere quella parola come uno scemo. Arrivo in una strada dove ci sono negozi e locali, qui il sogno inizia a destabilizzarsi, mi metto a correre veloce per non farlo svanire e funziona. Entro in una pizzeria attraversando la vetrina, qui però la mia lucidità inizia a calare, chiedo un pezzo di pizza e me la faccio scaldare perdendo tempo quando avrei potuto ottenerla già calda o scaldarla io in un attimo. Vengo risucchiato in una conversazione con l'inserviente e un altro tizio, forse un cliente e il sogno svanisce prima di poter assaggiare la pizza.
Hari
 
Messaggi: 51
Iscritto il: 14/04/2016, 21:01
Ha  fatto 'Mi piace': 2 volte
'Mi piace' ricevuti:: 15 volte

Precedente

Torna a Diario dei Sogni Lucidi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti