Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 06/11/2018, 22:12

Parte 2

13 ottobre 2018

Sogno lucido notturno

Gelato di dubbia qualità

Mi addormento intorno alle 23 con la forte intenzione di sognare lucido e mi sveglio verso le 2.30, mi alzo per bere andare in bagno e bere un goccio d'acqua, poi mi rimetto a letto sempre con l'intenzione di prendere lucidità nel sogno. Dopo un tempo indefinito in un sogno normale mi ricordo dell'obbiettivo e inizio a correre veloce finché non mi trovo in uno scenario simile a quello di un videogioco, ma di quelli vecchi, tipo della prima Playstation. Chiedo ad alta voce che lo scenario diventi reale e dopo qualche secondo vengo accontentato. Mi trovo in una piazzetta con un chiosco e dei tavolini alla mia sinistra, mentre alla mia destra c'è una strada e al di là di essa una grossa scultura molto particolare che sembra fatta con foglie di qualche pianta e nella quale si vede chiaramente l'immagine in rilievo della penisola italica. Sullo sfondo, all'orizzonte si vedono degli edifici con delle cupole simili a moschee. Seduti ad uno dei tavolini ci sono dei ragazzi, i quali mi dicono qualcosa che però non ricordo. Uno di questi ragazzi è il mio amico S.C., o almeno lo ricorda molto, ma non mi fermo a parlarci né a guardarlo bene. Vado verso il chiosco e Vedo un uomo aprire lo sportello di un frigorifero forse per prendere una bibita. Chiedo se hanno il gelato, mi risponde di sì e si sposta verso i gelati per servirmi. Lo seguo e mi trovo davanti il bancone dei gelati. Una ragazza che lavora qui mi dice che sono artigianali. Come gusti scelgo cocco, cannella e pistacchio mentre una ragazza mi elenca i gusti citandone alcuni strani che non ricordo. Al momento di mettere il gusto cannella vedo che nello stesso scompartimento c'è anche il pistacchio, sono mischiati. Tra l'altro me lo servono in un bicchiere di plastica anziché sul cono, forse hanno finito i coni. Assaggio per primo il pistacchio e dico loro che è buonissimo, ma in realtà non è molto saporito. Mi sposto continuando a mangiare il gelato ma ad ogni cucchiaino sono sempre meno convinto della sua qualità. Sento ridere i due che mi hanno servito ed ho l'impressione che ridano di me. Ho il sospetto che ridano perché sto mangiando un gelato che sanno essere scadente, e contenti di avermi rifilato questa sola, si divertano a prendermi in giro. Provo a cercare di nuovo con lo sguardo lo sfondo che avevo visto prima con le cupole ma qui il sogno si interrompe.

14 ottobre 2018

Sogni lucidi notturni

Ragazza dal volto mostruoso

Sono lucido e mi trovo alla stazione della mia città dove incontro due amici con cui gioco a calcetto, S. e G., fratelli gemelli. G. appare dimagrito rispetto a come lo ricordavo, dice di aver ripreso ad allenarsi e di essere disponibile nel caso volessi chiamarlo per giocare a calcetto. Vedo passare una ragazza dai capelli lunghi e ricci che indossa un vestito bianco con macchie scure. Non la vedo in faccia ma i lineamenti sono quelli di una ragazza giovane. La seguo nel sottopassaggio e non so perché vengo colto da pensieri negativi, temo che possa avere un aspetto mostruoso e infatti quando si gira il suo volto appare simile a quello di un cadavere. La visione mi spaventa e fa crollare il sogno.


Lucido con situazioni varie

Dopo il breve lucido della ragazza cadavere, mi trovo a lucidare per un tempo piuttosto lungo, con una lunga serie di distacchi dal corpo. Ho ricordi frammentari di questi esperienze, riporterò qui l'ultima in ordine cronologico che è la più duratura e soddisfacente e anche quella che ricordo meglio.

Mi alzo dal letto per l'ennesima volta ed esco di casa attraversando il cancelletto con un leggero attrito. Vado verso il parcheggio dietro casa e arrivo fino in fondo alla discesa dove vedo degli edifici bassi tra le sterpaglie. Li raggiungo, mi guardo un po' intorno, ci sono alcuni tavoli all'aperto con poca gente e un locale interno nel quale stanno entrando delle persone. Mi fermo un attimo a guardarmi le mani ed osservare come sono vestito. Indosso abiti sportivi, sopra un maglietta nera a maniche lunghe che assomiglia ad una che ho nella veglia ma qui ha le scritte stranamente spostate sul lato destro anziché centrate. Sotto ho dei calzoncini blu con bordi bianchi e rossi, anche questi ce li ho nella realtà fisica. Sono vestito un po' troppo sportivo per entrare in un locale notturno. Faccio una giravolta su me stesso e quando mi fermo indosso una maglietta a maniche corte e un paio di jeans. Entro nel locale il quale è lungo e stretto ed è pieno di gente. Incontro una ragazza mora abbastanza carina, la invito a sedersi con me a bere qualcosa, ho in mente di farle alcune domande, metterla di fronte all'evidenza di trovarci in un sogno e vedere la sua reazione. Lei però non sembra gradire la mia compagnia, inizialmente mi segue ma si vede che non vede l'ora di andarsene e appena una sua amica la raggiunge chiedendole di andare un attimo con lei per parlare di qualcosa, coglie al volo l'occasione. Mi dice che tornerà subito ma io so bene che non lo farà, è solo una scusa per allontanarsi da me. Giro un altro po' per il locale senza trovare personaggi particolarmente interessanti con i quali valga la pena parlare, poi esco. Qui avverto un cambio di livello, l'ambiente è improvvisamente tranquillo, cammino lentamente assaporando le splendide sensazioni che questo scenario mi offre. Fisso un punto davanti a me, un albero, lo raggiungo ed inizio a toccare, accarezzare il tronco. E' estremamente vivido e realistico, sento chiaramente la ruvidezza della corteccia al contatto con i palmi delle mani, è meraviglioso ! Tocco ora le foglie che sono dei piccoli aghi verdi molto fitti tra loro e flessibili che al tatto hanno una consistenza soffice e vellutata. Ora vado invece a toccare una parete su un lato della strada, anche qui è tutto molto reale. Inizia ad arrivare un po' di gente, in particolare c'è un ragazzo che mi segue, ho l'impressione che sia uno psicopatico e che voglia approfittare di me. Lo allontano con una manata in faccia ma lui insiste, gli ordino più volte di allontanarsi ma non funziona. Capisco che la cosa migliore da fare è ignorarlo e infatti così facendo poco dopo si disinteressa di me e mi supera tirando dritto. Ora vedo un grosso cane che in un primo momento sembrerebbe ostile ma io ormai so come affrontare certe situazioni, mantengo la calma e invio telepaticamente messaggi di amore all'animale il quale diventa subito docile e si fa anche accarezzare. Poco più avanti c'è una signora che porta a spasso due cagnolini, dico al cane di andare a giocare con loro e lui obbedisce. Raggiungo una zona con delle piscine e mi siedo sul bordo di una di queste, piccola e quadrata, tenendo le gambe a bagno. Ci sono però altri ragazzi che fanno lo stesso e io preferisco isolarmi, prima che qualcuno tenti di distrarmi. Mi alzo e vedo che ci sono altre due piscine più grandi, una accanto all'altra, separate da una stretta striscia di pavimento. In quella di destra però mi accorgo che l'acqua è torbida, dunque la scarto subito, scelgo l'altra in cui l'acqua è limpida. Mi siedo come prima a bordo piscina con le gambe a bagno e penso di evocare una guida. Mi vine in mente Morfeo, il signore del sogno, precisamente quello del fumetto Sandman. C'è parecchia gente intorno a me, cerco Morfeo con lo sguardo e vedo un uomo alto vestito di nero con lunghi capelli neri e penso sia lui, poi però viene verso di me un altro uomo, con i capelli corti dal colore mutevole, così come il volto, che non è ben definito. Potrebbe essere lui, si siede alla mia destra ma non parla con me, bensì con una signora di colore alla sua destra, parlano di un certo Abdul. Richiamo la sua attenzione dicendogli che non mi resta molto tempo e devo fargli delle domande ma lui mi dice di aspettare il mio turno. Finita la loro conversazione finalmente tocca a me, ma nel frattempo, complice anche la stanchezza, dato che sto sognando lucido credo da almeno mezz'ora considerando anche la parte che ho omesso, mi sono dimenticato cosa dovevo chiedergli. Mi ero preparato tre o quattro domande, ma alla fine me ne viene in mente solo una, gli chiedo consigli su come sfruttare al meglio queste esperienze, evitando di sprecarle, ma già mentre formulo la domanda sento che il sogno inizia a vacillaree prima che possa rispondermi crolla definitivamente e mi sveglio.

16 ottobre 2018

Sogno lucido notturno

Lucido interrotto dalla...pioggia

Mi sveglio intorno alle 2.55 dopo circa 4 ore e mezza di sonno. Mi alzo, vado in bagno, vado in cucina a bere un goccio d'acqua, mi concentro per qualche minuto sull'intenzione di sognare lucido e sull'obbiettivo da portare a termine. Mi rimetto a letto alle 3.06.

Mi sveglio in stato di paralisi e fallisco il primo tentativo di distacco muovendomi col corpo fisico, poi al secondo tentativo riesco. Esco dalla mia stanza, sono nel buio totale, arrivo in sala e sento la TV accesa, e ho l'impressione che ci sia mio padre sul divano a guardarla. Inizio a vedere e infatti mio padre è lì sul divano. Mi dice qualcosa che non ricordo, vado di sopra e finalmente ora ci vedo bene. Vado in salotto, l'arredamento è simile a quello della realtà fisica ma con evidenti differenze. Noto un quadro sopra il televisore che è diverso da quello della casa fisica, e delle statue egizie. In cucina invece trovo uno specchio fuori posto, simile a quello che si trova vicino alla porta del bagno, presente anche questo nel sogno. Apro la porta finestra per uscire sul balcone ma qui trovo tutto buio, rientro in casa ed ora è buio anche qui, è improvvisamente diventata notte. Esco dal portone, è sempre buio e qui il sogno collassa. Riesco a riprenderlo toccando il il davanzale
della vetrata e dei vasi posti sopra di esso. Attraverso il giardino per raggiungere il parcheggio dietro casa, piove e appena raggiungo il parcheggio una goccia d'acqua mi cade in un occhio facendo crollare di nuovo il sogno.
Provo a recuperarlo ma stavolta senza successo. Mi ritrovo in un falso risveglio, poi ho una visione di una donna che si sdraia per addormentarsi con l'intenzione anche lei di sognare lucido.

18 ottobre 2018

Sogno lucido pomeridiano

Breve OBE con forte ronzio

Sono in una situazione a metà tra fase ipnagogica e sogno e prendo lucidità. Mi trovo ora a camminare nel buio ma non mi sento pienamente integrato nella scena, mi percepisco al di fuori di essa per poi percepirmi poco dopo a letto, paralizzato. Arrivano le vibrazioni e il ronzio nella testa che aumenta d'intensità fino a diventare quasi doloroso. Mi dondolo leggermente poi mi alzo a fatica. Mi giro verso l'armadio per toccarlo, poiché aiuta a far prendere forma al sogno e a stabilizzare e infatti inizio subito a intravedere le ante dell'armadio. Le mie mani però stavolta sono su un'altra frequenza vibratoria e non sento le ante al tatto, forse le mie mani le stanno attraversando, ma la vista è troppo sfocata per capirlo. Qui vengo attratto nel corpo fisico come una calamita. Ora devo effettuare di nuovo il distacco ma adesso il ronzio è ancora più intenso di prima e non appena inizio a sollevare il busto del mio corpo onirico diventa insopportabile e decido di interrompere l'esperienzasvegliandomi nel corpo fisico. Una volta sveglio me ne pento, ma c'è da dire che sul momento la pressione nella testa era davvero forte, sembrava di avere un trapano nel cervello. Comunque avrei dovuto resistere e allontanarmi dalla stanza, in questo modo il ronzio sarebbe pian piano svanito, come già accaduto altre volte.

20 ottobre 2018

Serie di lucidi/OBE notturni

Mi sveglio in stato di paralisi e scendo dal letto. Vado di sopra ed esco in strada ma poi ho un vuoto di memoria. Il ricordo riparte che sono all'interno di un edificio a più piani. Scendo le scale per raggiungere il piano terra ed uscire. Esco e mi ritrovo in un luogo all'aperto in una città che non conosco. Ci sono diversi tavoli sparsi e parecchia gente, dico a tutti di allontanarsi ed ecco che attraversano la strada e vanno per prati. L'idea è quella di far allontanare tutti i personaggi inconsapevoli in modo da smascherare quelli dotati di maggiore personalità, ovvero quelli che non obbediscono ciecamente ad ogni mio ordine. Non rimane nessuno, però vedo arrivare un tizio scuro di carnagione,attraversa la strada e si sdraia per terra. Non so dire se si trovasse già nel gruppo di quelli che sono andati via e sta tornando indietro o se si tratta di uno "nuovo". Ne arriva un altro, si siede su una panchina davanti ad un tavolo, mi siedo di fronte a lui e inizio a parlarci ma
perdo lucidità. Quando la riacquisto mi alzo dal tavolo e mi ricordo l'altro mio obbiettivo, quello di incontrare una guida. Ora mi trovo in una stanza chiusa e dopo un po' vedo entrare da una porta uno strano essere. E' un mostro nero alto almeno due metri, dalla bocca enorme e spalancata, il corpo ricorda quello di un dinosauro bipede. L'impulso è quello di fuggire ma mi impongo di restare. Si ferma a quasi un metro da me, gli chiedo "chi sei ?" Ma il sogno si sfalda prima che io ottenga risposta. Riparto dallo stato di paralisi a letto e da qui parte una lunga serie di distacchi. Non riesco a ricordare tutti gli episodi e tanto meno in ordine cronologico. In uno di questi sono in un luogo chiuso e richiedo nuovamente l'intervento di una guida. Entra un sacerdote vestito di bianco, mi invita a seguirlo, ha l'aria severa e mi chiedo se sia la persona giusta o se sia solo un'altra distrazione. Raggiungiamo quello che sembrerebbe essere il suo studio privato, si siede alla sua scrivania e mi invita a sedermi di fronte a lui. Qui mi dice qualcosa a proposito della mia attività di onironauta e accenna ad una specie di corso da frequentare. Gli dico che ho sempre fatto tutto da solo e lui sorride dandomi l'impressione di approvare. Poi fa uno strano discorso che a che fare con le bacchette magiche, non lo capisco ma gli dico che non ho mai usato bacchette magiche nei miei lucidi e lui di nuovo mostra un sorriso di approvazione.
Il sogno continua per un po' con la lucidità che va un po' a sprazzi.

22 ottobre 2018

Serie di lucidi/OBE pomeridiani

Dopo pranzo mi metto un po' sull'amaca a sonnecchiare all'incirca dalle 13.50 alle 14.30, poi mi alzo e mi metto a letto sdraiato sul fianco destro. Dopo un tempo indefinitoinizio a vedere delle immagini ipnagogiche e cerco di fissarle ed entrarci dentro. Vedo una strada ed immagino di camminarci sopra ma mi sta sfuggendo, mi sfugge e vedo tutto nero, inizialmente non percepisco il mio corpo, poi sì, provo ancora a camminare ma sono sul letto e mi trovo a muovere le mie gambe oniriche sul letto. Mi fermo, attendo le vibrazioni, nel frattempo sento una pressione nella testa. Arrivano le vibrazioni e il ronzio nella testa che però non è troppo fastidioso come quello di qualche giorno fa. Scendo dal letto ed esco subito dalla stanza per evitare di essere subito attirato di nuovo nel corpo fisico. Penso di guardarmi allo specchio, ma quello del bagno del seminterrato è ancora troppo vicino alla mia stanza e quindi soggetto all'attrazione da parte del mio corpo fisico. Vado dunque nel bagno del piano terra e qui rimango sorpreso da ciò che trovo. Il bagno è molto più piccolo di quello fisico ed è completamente diverso. C'è una finestra in alto e sul davanzale c'è una specie di acquario con dei bellissimi delfini in miniatura luminosi, lunghi circa 5 centimetri. Sul pavimento invece c'è una specie di piccola vasca rettangolare, lunga non più di un metro e larga circa 15 centimetri. C'è dell'acqua dentro, ma sembra qualcosa messo lì a scopo ornamentale, così come l'acquario sopra. Immergo le mani nella vaschetta, l'acqua è fresca, me ne butto anche un po' sulle braccia. Mi giro verso il lavandino e mi sciacquo le mani con l'acqua del rubinetto, la quale è tiepida, la regolo sul freddo e sento chiaramente la variazione di temperatura, tutto molto vivido. L'unica differenza con il piano fisico è che le mani si asciugano subito e non rimane la sensazione di bagnato. Ora mi guardo allo specchio che è posto in alto sopra il lavandino e arrivo a vedermi solo il volto. La prima immagine che vedo è molto simile a quello che è il mio vero volto, poi distolgo lo sguardo, guardo di nuovo e vedo una faccia completamente diversa. Faccio la stessa cosa numerose volte e ogni volta vedo una faccia diversa, a volte maschile a volte femminile. Ricordo il volto di un uomo calvo con lunghi denti sporgenti in maniere innaturale, un mostro o forse un travestimento per Halloween. Vedo alcuni volti di donne sulla cinquantina, alcuni ragazzi della mia età, uno dei quali coi capelli corti biondi. Esco dal bagno e sono sempre in casa al piano terra, esco dal portone e sento una presenza dietro di me che sembra ostacolarmi, tirandomi indietro mentre attraverso la soglia e tentando di chiudermi in mezzo alla porta. Una volta attraversato il portone mi giro e mi rivolgo a questa entità dicendo "che fai ? Invece di aiutarmi cerchi di mettermi i bastoni tra le ruote ?" Vedo che ha l'aspetto della ragazza di un conoscente, un ragazzo con cui giocavo a calcetto qualche anno fa. Arrivo al cancelletto, lo apro e mi fermo per farla uscire e attendo per vedere che strada prende così da prenderne un'altra. Come previsto prende la via che inizia di fronte al mio cancello,
io allora giro a sinistra e mi dirigo verso la villetta in fondo alla strada, sul lato destro. Non ho mai provato ad introdurmi in questa casa in un sogno lucido. Apro il cancello spingendolo con le mani e lo richiudo, poi mi avvio verso il portone d'ingresso ma qui mi distraggo un attimo pensando a qualcosa riguardante la mia vita della veglia e inizio a sentire la TV accesa nella mia stanza fisica con The Big Bang Theory che sta guardando mio fratello. Questo fa crollare il sogno e mi ritrovo sul letto paralizzato.
Succede a volte che io mi distragga durante un lucido pensando al corpo fisico o comunque a questioni della veglia ma probabilmente in questo caso il sogno è crollato subito perché c'erano troppi stimoli esterni a differenza di quanto accade di notte. Su tutti la TV accesa, infatti ancor prima che crollasse ho iniziato a sentire le voci dei personaggi della serie. Successivamente comunque riesco a rientrare nello stato di paralisi lucidamente, mi alzo dal letto e vado in sala.Qui trovo mio padre in cucina in piedi su una scaletta che raschia della vernice dal muro. Qui però la mia lucidità non è più come prima, tanto che per un po' penso che stia facendo lo stesso anche nella realtà fisica, quando invece i lavori li abbiamo già fatti qualche anno fa, forse sono tornato indietro nel tempo ? Il sogno si sfalda di nuovo prima che io riesca a salire al piano terra. Sono di nuovo sul letto in paralisi e sento arrivare mia madre che inizia a strattonarmi come per svegliarmi. Io la sento, sento la sua voce e le sue mani addosso ma sono ancora paralizzato, inizialmente penso sia veramente lei e provo a dirle di smetterla ma poi capisco subito che si tratta della solita entità fastidiosa. Mi si avvinghia addosso e bisbiglia, cerco di mantenere la calma ma l'entità è più persistente del solito, anche se non fa nulla di particolare rimane lì e so che se tentassi di muovermi adesso peggiorerei solo le cose. Attendo un po' e quando sento di aver preso il controllo del corpo onirico scendo dal letto ed esco dalla stanza ma l'entità è ancora qui, mi afferra da dietro e mi scaraventa a terra a gran velocità, tanto che in un attimo mi ritrovo sul pavimento della sala. Mi alzo e afferro l'entità che sembra avere un aspetto maschile, ma le immagini non sono nitide e non posso vederla bene in faccia. La tengo per un po' bloccata tra braccia e corpo aspettando di vedere la sua reazione che però non arriva. La scaravento con forza contro il muro, cade a terra e non si rialza, è sconfitta, probabilmente era già fuori gioco quando la tenevo bloccata. Vado di sopra, esco dal portone e penso che stavolta per fare prima userò la villetta di fronte come passaggio per un altro scenario ma ancor prima di uscire di casa il sogno si interrompe. Mi trovo di nuovo a letto e mi rotolo a terra, mi alzo e inizio a picchiare le dita sull'armadio sopra il mio letto per stabilizzare e funziona, le immagini si formano subito. Mentre lo faccio guardo anche nello specchio alla mia sinistra e vedo la mia immagine riflessa che mi imita in maniera grossolana come per prendermi in giro, però rivolto verso di me, quindi di fatto batte le dita nell'aria anziché sull'armadio. Vedo mio fratello sdraiato sul letto e provo ad avvicinarmi a lui per vedere la sua reazione, mi scansa infastidito. Vado di sopra sempre con l'intenzione di cambiare scenario attraversando la villetta ma qui il sogno crolla di nuovo, stavolta definitivamente.

27 ottobre 2018

Questo è un lucido avvenuto nelle prime ore di sonno, dopo aver faticato un po' ad addormentarmi a causa di un gruppo numeroso di adolescenti, ragazzi e ragazze, che facevano un gran chiasso nel parcheggio dietro casa, con tanto di urla disumane piuttosto fastidiose. Mi sveglio in stato di paralisi e mi sento l'entità avvinghiata addosso. Me ne libero e scendo dal letto ma è ancora tutto buio e fatico un po' per ottenere le immagini. Esco da casa, arrivo in strada e ci trovo parecchia gente, per lo più ragazzi e ragazze adolescenti che "cazzeggiano", passatemi il termine :D. Penso "bene ! Anche in sogno me li ritrovo !" Fin qui poco male, se non fosse che vengo inspiegabilmente aggredito da un ragazzino sui dieci anni. Si tratta di uno di quei personaggi insistenti e difficilmente manipolabili, forse un residuo dell'entità di cui credevo di essermi liberato poco prima, quando ero a letto. Comunque si rivela molto più debole di quando viene a farmi visita a letto, e anche di quegli individui che vengono a prendermi solitamente quando tento di forzare la fisica del sogno. Dopo qualche colpo riesco a scaraventarlo nel giardino di una villetta della mia via, ora però devo allontanarmi velocemente prima che torni ad infastidirmi e liberarmene così definitivamente. Inizio a correre lungo la via che parte di fronte al mio cancello ma qui il ricordo è confuso. Non ricordo infatti se nel frattempo il sogno è crollato e sono ripartito dal letto o se è stato tutto un continuo, fatto sta che il ricordo torna nel momento in cui entro in una villetta in fondo alla strada. Qui mi trovo in una palestra e ho perso lucidità, mi accoglie un tizio che potrebbe essere il proprietario o forse uno degli istruttori o personal trainer. Ora mi trovo in una stanza piena ancora di adolescenti che fanno baldoria, sembrerebbe una festa. Ci sono due ragazze completamente nude, io sono seduto su qualcosa di indefinito, forse una vasca o qualcosa del genere, ma non provo attrazione nei loro confronti perché sono troppo giovani, non sembrano avere più di 15-16 anni. Tuttavia sono parzialmente lucido quindi non mi sento nemmeno troppo in imbarazzo o a disagio in mezzo a questi scalmanati. Chiedo loro se per caso sono gli stessi che mi hanno tenuto sveglio facendo baccano quella sera. Qui il ricordo sfuma, probabilmente il sogno termina qui.

1 novembre 2018

Mi sveglio in stato di paralisi, arrivano le vibrazioni, mi giro lentamente poi mi alzo e già inizio ad intravedere la stanza. Vedo mio fratello sul letto col cellulare in mano, riesco a intravedermi le mie mani. Esco dalla stanza e sento mia nonna che parla al piano terra, sta girando la chiave nella serratura, sembra tutto così reale, scene di vita quotidiana che si ripetono tutti i giorni, se non fossi passato dalla paralisi e dal buio iniziale, difficilmente l'avrei riconosciuto come sogno. Vado sopra e trovo la TV accesa ma i miei nonni non ci sono, forse sono al primo piano. Esco in strada e prendo subito la via che inizia di fronte al mio cancello. Più avanti trovo un albero al centro della strada, lo tocco ma poi vengo distratto da una musica che proviene da un garage. Sembrerebbe una specie di discoteca improvvisata, vedo un via vai di persone. Entro e infatti trovo parecchia gente, in particolare ricordo una bella ragazza bionda che però vedo solo per un attimo perché non sono ben integrato con l'ambiente e le immagini sono molto instabili. Capisco che è stato un errore entrare qui e subito cerco l'uscita, apro la prima porta che incontro e mi trovo in un'altra sala ma con una musica diversa. Esco anche da qui ed ora finalmente sono all'aperto, su una strada di un qualche paesello o cittadina. Non c'è quasi nessuno in giro, non sembra un luogo particolarmente interessante. Entro in un edificio con l'intenzione di uscire da un'altra porta e cambiare nuovamente scenario ma quando esco mi trovo nello stesso luogo, solo dalla parte opposta dell'edificio. C'è una breve salita e vedo un campetto di calcetto, anche qui non c'è nessuno. Mi volto per tornare al punto iniziale e finalmente incontro qualcuno, una signora. Le chiedo che posto sia questo, lei risponde "Bibi". Sono un po' perplesso ma immagino sia il nome della città in cui ci troviamo, allora le chiedo in che Paese siamo e lei risponde qualcosa che inizia con la D, ma purtroppo non riesco a ricordarlo. Poi dice che questo luogo si chiama Kalpur, questa volta però ho l'impressione che si riferisca all'intero pianeta. La comunicazione con questa signora avviene infatti per metà a livello vocale e per metà a livello telepatico, come del resto accade in ogni conversazione con i personaggi onirici. Mentre pronuncia i nomi dei luoghi infatti, mi arriva direttamente l'informazione che mi fa capire a cosa quel nome è riferito. Per non dimenticare questi nomi, li scrivo su un pezzo di carta, cosa che aiuta a fissare i ricordi onirici, lo so perché l'ho sperimentato più volte.Tuttavia mentre scrivo il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio in cui scrivo le stesse parole convinto stavolta di essere nella realtà fisica.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 23/11/2018, 21:48

3 novembre 2018

Sogno lucido mattutino

Sono a letto e sento la voce di mia nonna che chiede qualcosa a mio fratello che riguarda me. Lui gli dice che sto dormendo e lei viene nella mia stanza a svegliarmi. La cosa mi innervosisce, mi agito e mi accorgo che non c'è e capisco che si trattava di un'illusione. Sono in uno stato di profondo rilassamento, rimango fermo e arrivano le vibrazioni e con esse anche l'entità che inizia ad avvinghiarsi su di me ma la tengo sotto controllo e appena ne ho la possibilità inizio a muovermi lentamente nel letto. Inizialmente rimango sul letto tentando di levitare ma sono troppo pesante e non ci riesco, così rinuncio e mi alzo normalmente. Sono in piedi e picchio le dita sull'armadio per stabilizzare, inizio ad intravedere l'armadio, poi mi giro e vedo mio fratello che si rigira nel letto. Faccio cadere un cuscino che tiene sul comodino per vedere la sua reazione ma forse non se ne accorge nemmeno. Esco dalla stanza, arrivo in salotto, accendo la luce e mi guardo un po' intorno. Il mobile bianco è al suo posto ma manca il televisore, inoltre alla destra del mobile bianco c'è quello vecchio che avevamo prima dei lavori di qualche anno fa. Come sempre vi è un miscuglio tra i vari arredamenti che abbiamo avuto negli anni, raramente però compaiono elementi introdotti nelle modifiche più recenti, cosa invece accaduta in questo caso con il mobile bianco. Su quest ultimo però ci sono dei cassetti in più e sono disposti in maniera insolita. Ora avviene un cambio di scenario, mi trovo in una cucina che però non è quella di casa mia ma assomiglia più a quella della mia nonna paterna. In questo appartamento ho vissuto per quasi un anno da piccolo, prima di trasferirmi nella mia casa attuale all'età di quattro anni. Vedo dei quadri sul muro, uno raffigura dei fiori rossi, un altro delle fragole, ovviamente rosse anche queste, un rosso piuttosto acceso. Mi arriva un'informazione telepatica che mi dice che li ha fatti mia madre. Ora vedo un orologio analogico appeso al muro, cerco di leggere l'ora ma le lancette corrono troppo velocemente. Vedo una porta finestra che dà su un balcone e voglio esplorarla dicendo a me stesso che non l'ho mai fatto prima, come se fossi stato già qui, ma a dire il vero una volta sveglio non ricordo di esserci già stato in un altro sogno. Quando esco riprendo piena lucidità e mi rendo conto che in effetti a casa mia non esiste questo balcone e nemmeno quella cucina. Il balcone in questione è simile a quello dell'appartamento di mia nonna, anche se qui invece vi si accede dalla cucina anziché dal salotto come dovrebbe essere. Il bancone è a L, giro l'angolo e mi guardo un po' intorno, richiedo l'intervento di una guida ma forse senza sufficiente convinzione, fatto sta che non arriva nessuno. Guardo di sotto, vedo delle persone, provo a farle levitare con la telecinesi sperando di attirare così l'attenzione di uno di quei personaggi ostili "buttafuori". Ho infatti in mente di affrontarli ma in una maniera del tutto diversa, ossia abbracciandoli e vedere cosa succede. Tuttavia stavolta non arriva nessuno, nel frattempo lo scenario si è modificato di nuovo, ora non sono più sul balcone al secondo piano del palazzo ma su un ampio
piazzale in cima ad un pendio. Ci sono persone sia nel piazzale che di sotto. Vedo un uomo che sembra fissarmi ma poi si mette a fare altro. Scavalco il cornicione che separa il piazzale dalla ripida discesa ma rimango su un lato percorrendo un lembo di terra che si trova allo stesso livello del piazzale. Da qui osservo quello che accade, sento dei tizi parlare di Star Wars, dicendo qualcosa a proposito dell'episodio 2. Da quello che vedo sembrerebbe trattarsi di un set cinematografico, stanno girando proprio Star Wars a quanto pare. Ad un certo punto incontro un uomo che ricorda l'attore Samuel L. Jackson, che in effetti ha recitato in quel film. Mi guarda e dice di riconoscere in me Luke Skywalker ! :D Io non gli do retta e tiro dritto, approfitto di un punto meno ripido per scendere fino al livello del terreno sul quale si svolgono le riprese, qui però inizia a farsi buio ed ho delle sensazioni negative, decido quindi di risalire e tornare nel piazzale da cui sono partito.
Qui salgo in piedi sul cornicione e mi lascio andare per prendere il volo, dopo una breve caduta iniziale rimango sospeso in aria e inizio a volare
ma quasi subito il sogno svanisce.

10 novembre 2018

Sogni lucidi mattutini

Droni militari in pieno centro

Sono in una grande piazza di una città degli Stati Uniti (non ricordo ora perché mi trovavo lì). E' una bella giornata di sole e ci sono altre persone anche se non è affollatissima. Tuttavia l'atmosfera inizia a farsi pesante quando iniziano a sorvolare la piazza dei grossi droni militari di varie forme e dimensioni. Tali droni volano a pochissimi metri da terra, fanno acrobazie e sparano a vuoto. Ha tutta l'aria di essere una specie di dimostrazione di potenza militare e la cosa mi inquieta. Siamo in pieno centro abitato e delle macchine infernali volano a pochi metri sopra le nostre teste come se niente fosse, sparando a raffica, seppur non addosso alla gente. Ho la netta sensazione di trovarmi in una sorta di distopia, in cui il governo controlla i cittadini tenendoli costantemente sotto minaccia attraverso questi droni. Dico a me stesso che non metterò mai più piede negli Stati Uniti, e che vorrei andarmene via al più presto. Tra i vari droni ne ricordo in particolare uno a forma di bicicletta, il quale atterra e inizia a spostarsi sulle ruote, o forse su una sola ruota, poi si mette a sparare a raffica, sempre a vuoto. Un altro invece ha una forma più classica e spara qualcosa tipo sfere di luce verde fosforescente. Si tratta di armi molto avanzate, la faccenda si fa sempre più preoccupante. Ora però inizio a ricordarmi di me stesso, e del fatto che prima di arrivare qui avevo l'obbiettivo di sognare lucido. Inizio a prendere gradualmente lucidità mentre scendo una breve e larga scalinata che porta ad un'altra piazza sottostante e nel frattempo decido che andrò a cercare la base da cui provengono questi droni e la neutralizzerò. Una volta raggiunta la piazza mi accorgo che si è fatto notte. Vedo degli uomini che trasportano dei grossi oggetti che sembrerebbero pezzi di metallo, si dirigono verso l'entrata di un edificio. Qualcosa mi dice che loro ne sanno qualcosa di quei droni e che seguendoli potrei ottenere informazioni. Entrano in una specie di garage e quando arrivo davanti all'ingresso di quest' ultimo, vedo che ci sono due o tre ragazzi stesi a terra, forse morti o forse solo svenuti. Ho la sensazione che si tratti di ribelli che hanno tentato a loro volta di ottenere informazioni utili. La cosa comunque non mi scoraggia affatto, poiché sono lucido e so che non corro alcun rischio. Di fronte all'ingresso del garage, sul lato opposto della piazza, vedo un gruppo di ragazzi seduti su dei gradini. Li raggiungo per chiedere loro informazioni, dato che non vorrei andare allo sbaraglio e prendere una pista sbagliata, magari loro sanno qualcosa di più e possono indicarmi cosa fare. Non sembrano sapere molto ma alcuni di loro mi seguono nella mia missione. Torno davanti all'ingresso del garage, qui uno del gruppo tocca col piede uno dei ragazzi a terra e questo si muove, molto bene, è ancora vivo ! Forse anche gli altri sono solo svenuti. Entriamo nel garage e da qui imbocchiamo uno stretto corridoio, chiedo i nomi ai tre che sono venuti con me, ma ricordo solo il nome della ragazza del gruppo. Dice di chiamarsi Donatella ma che una volta si chiamava Marco. Penso che in effetti guardandola bene in viso potrebbe essere stata un maschio diventato poi donna. Ha capelli lunghi e ricci e un volto un po' mascolino. All'uscita dal corridoio è di nuovo giorno e ci troviamo in una stazione ferroviaria, c'è un treno fermo sui binari e un via vai di pendolari. Nessuna traccia degli uomini di prima né di qualcosa che faccia pensare ad una base militare o qualcosa del genere. Forse non si trova qui nei paraggi, come trovarla allora ? Cammino un po' senza una meta precisa ed ho un momento di vuoto di memoria. Il ricordo torna che sono in strada in compagnia del mio amico M. che, guarda caso, è un militare nella realtà fisica. Lui cerca su internet informazioni su una base militare nei dintorni e salta fuori un nome che non ricordo seguito da un numero a tre cifre, forse è un indirizzo. Gli dico che possiamo raggiungerlo col teletrasporto e lo invito a poggiare una mano sulla mia spalla. Inizio a ruotare su me stesso poi chiudo gli occhi per un attimo per poi riaprirli, lo scenario è cambiato ma non è poi molto diverso da prima, siamo sempre in città, non può certo esserci una base militare qui, devo aver sbagliato qualcosa. Dico al mio amico che la base potrebbe trovarsi non molto lontano da qui, magari appena fuori dalla città, ma che anche se la trovassimo di certo non ci farebbero entrare. Gli dico che potrei usare i miei poteri ma che comunque non sarà una passeggiata. Poco dopo il sogno svanisce.

Lucido/OBE in casa

Al termine del lucido precedente mi sveglio in stato di paralisi. Scendo dal letto ed esco dalla mia stanza toccando mobili e pareti per stabilizzare. Non vedo ancora nulla e mi trovo ad urtare cose che non sapevo essere lì. Sempre alla cieca punto verso il bagno e poco prima di entrarci mi sento come impigliato in qualcosa di sottile e appuntito che mi trattiene. Ho un attimo di inquietudine perché mi viene in mente l'entità dato che mi trovo ancora nel suo raggio d'azione. Mantengo comunque la calma e la sicurezza e subito mi divincolo. Entro in bagno e mi sciacquo le mani nel lavandino come ulteriore azione di stabilizzazione, tuttavia continuo a non vedere. Esco dal bagno, vado di sopra e qui finalmente vedo. Mentre entro nel bagno del piano terra vedo passare mio nonno. Una volta in bagno mi guardo allo specchio, il mio volto è un po' diverso, la faccia non è la mia anche se mi assomiglia. Mi guardo le mani, sono perfettamente reali e non si modificano. Guardo come sono vestito, indosso i pantaloni blu di una vecchia tuta di rappresentanza della squadra di calcio della mia città e la maglietta grigia d'allenamento con lo stemma societario stampato sul petto, stemma che però qui si trova a destra anziché a sinistra. Esco dal bagno, incontro mio nonno in cucina e lo saluto. Esco in giardino e mi guardo intorno, è tutto molto vivido e realistico. Il sogno termina prima che riesca a raggiungere il parcheggio e mettere in atto il mio obbiettivo, che era quello di incontrare una guida.

13 novembre 2018

Sogno lucido mattutino

Sono a casa della mia nonna paterna, siamo in cucina a guardare la TV e ad un certo punto inizio a fissare una scritta in cima ad un mobile posto fuori dalla cucina, proprio davanti alla porta. Inizio a sospettare di stare sognando e di fatto funge da test di realtà.La scritta (non ricordo esattamente cosa c'era scritto, qualcosa comunque che aveva a che fare con l'Italia) so modifica e ho quindi la conferma di essere in un sogno. Mi alzo e vado in salotto con l'intenzione di uscire sul balcone. Mia nonna però mi segue e mi dice qualcosa del tipo "già te ne vai ?" Io le dico che sto solo andando a prendere un po d'aria sul balcone ma lei ha capito che voglio allontanarmi e mi segue sul balcone. A questo punto le dico di andarmi a prendere una guida e portarmela, lei annuisce e si avvia verso l'angolo del balcone. Io rimango lì in attesa e dopo qualche secondo arriva un tizio alto coi capelli neri e la barba. Entra in casa da una porta finestra adiacente a quella da cui sono uscito io (qui a quanto pare ce ne sono due) poi esce e rientra di nuovo. Non dà per niente l'idea di essere una guida, lo vedo piuttosto impacciato e capisco che si tratta dell'ennesima distrazione, mia nonna non ha fatto altro che assecondarmi per fari perdere tempo. Dice di essere una guida ma non spirituale bensì fisica, ovvero intende dire che è un personal trainer o qualcosa del genere. Io gli dico però che qui non ne ho bisogno, inoltre gli afferro un polso e glielo tengo bloccato mostrandogli che sono più forte di lui nonostante la sua stazza. Lui però insiste e non vuole saperne di andarsene, mi sta addosso e mi impedisce di uscire e proseguire il mio lucido in pace. Gli dico che non ho tempo da perdere e che lo pagherò lo stesso purché vada via. Apro un cassetto immaginando di trovarci dei soldi, prendo in mano un porta documenti giallo immaginando che ci siano dentro dei soldi ma quando lui lo apre ci trova la mia carta d'identità !:D Me la faccio restituire e qui il sogno crolla. Come un ingenuo mi sono fatto fregare dal mio subconscio, avrei dovuto ignorare mia nonna e saltare subito giù dal balcone prendendo il volo. : WallBash :

14 novembre 2018

Tentativi di distacco faticosi

Mi sveglio in stato di paralisi con le vibrazioni in atto ma sono ancora in confusione e non riesco a gestire la situazione. Più avanti succede di nuovo, stavolta sono vigile ma fatico a prendere il controllo del mio corpo onirico. Da qui parte una lunga serie di distacchi in cui vengo subito attirato nuovamente nel corpo fisico, succede almeno 6-7 volte di fila, è davvero frustrante. Alcune volte riesco ad allontanarmi un po di più ma è come se restassi sempre lì, poiché rimango al buio e senza riuscire a stabilizzare minimamente pur eseguendo i soliti esercizi, tipo toccare pareti, correre ecc. In un episodio riesco ad arrivare in sala, vado verso le scale e riesco ad intravedere un'ombra nera che mi spinge indietro più volte finché non cedo e ritorno nel corpo fisico. In un altro invece mentre sono sul letto paralizzato sento una forte pressione sull'addome che aumenta sempre di più come un crampo. In un altro ancora sento i passi di mio padre che si alza dal letto e va in bagno e, contemporaneamente, il rombo di un motore proveniente da fuori. Tuttavia mi è impossibile stabilire se quanto ho sentito sia avvenuto nella realtà fisica oppure faceva parte del sogno. Mio padre infatti si alza presto la mattina e poteva tranquillamente essere lui, però mi trovavo in stato di paralisi quindi i rumori potevano appartenere all'una o l'altra realtà oppure anche essere un misto di entrambe. Inoltre in alcuni momenti durante questi episodi riesco anche a vedere parte della mia stanza mentre sono paralizzato sul letto. Normalmente penserei che si trattasse di una riproduzione onirica della stanza, dato che durante la paralisi gli occhi sono chiusi. Tuttavia, data la stranezza delle esperienze di questa notte, non posso fare a meno di avere dei dubbi anche su questo. In uno dei numerosi distacchi riesco a scendere dal letto e finalmente a stabilizzare quanto basta per far formare le immagini. Mi guardo dunque allo specchio e non mi vedo riflesso, non c'è nessuno, non so perché ma la cosa mi inquieta, forse ancor più che vedere riflessa una figura mostruosa (come del resto mi è già accaduto in passato). Vado in camera dei miei e vedo il letto sfatto e vuoto, anche in sala non c'è nessuno, forse sono già usciti. Salgo al piano terra e stavolta riesco anche ad uscire di casa ma continuo a sentirmi pesante e affaticato, la visione non è perfetta e poco dopo il sogno crolla.

18 novembre 2018

Lucido/OBE mattutino

Piccola premessa: questa settimana abbiamo ridipinto le pareti della mia stanza dunque io e mio fratello abbiamo dormito in una stanza al primo piano sullo stesso letto. La notte in questione è la prima di sei
in cui ho dormito lì.

Mi sveglio in stato di paralisi con mio fratello che mi viene addosso ecapisco che si tratta di un sogno. Mi alzo, tocco lo specchio dell'armadio che si trova subito alla mia destra ma le immagini ancora non si formano. Vado dunque subito sul balcone e qui le immagini si fanno nitide. Salgo sul cornicione e salto di sotto con l'intenzione di rimanere sospeso, invece cado giù e il sogno collassa. Riparto dal letto, mi alzo e vado di nuovo sul balcone. Rimango un po' a guardare di sotto e vedo in strada un via vai di persone che parlano, è tutto così realistico, sembra di assistere ad una scena di vita quotidiana. Scendo approfittando di una scalinata che nel frattempo si è creata tra il balcone e il giardino di mia zia. Qui per terra è pieno di frammenti di vetro rotto e inoltre mi accorgo di essere scalzo, non sono comunque pienamente integrato nell'ambiente quindi non mi faccio male calpestandoli. Raggiungo il parcheggio e vado verso il campo di sterpaglie, qui c'è un sentiero sulla sinistra con un via vai di persone. La cosa mi incuriosisce dunque prendo questo sentiero che mi porta fino ad una piazzetta dove si sta svolgendo una festa con gente che balla e si diverte. Il luogo è un po' caotico e non voglio rischiare di perdermi in distrazioni e perdere lucidità, quindi cerco una porta da usare come passaggio verso un altro scenario. Ne vedo una sulla sinistra, la apro e ci trovo dentro un minuscolo bagno con solo un water. Entro e chiudo la porta, mi concentro sul mio obbiettivo guardandomi nello specchio accanto al water. Apro la porta e mi ritrovo in una banchina ferroviaria in mezzo a due binari, di fronte a me c'è un treno rosso, alle mie spalle un treno blu. Mi volto e incontro degli amici e amiche che stanno entrando nel treno blu, dunque li seguo. Queste persone forse nemmeno esistono nella realtà fisica ma in questo sogno li percepisco come amici che frequento. Uno di questi in realtà ricorda un mio amico d'infanzia che ho da tempo perso di vista. Mi chiedo dove mi trovi e in che anno, chiedo a questi amici quando sono nati, il tizio che ricorda il mio amico di infanzia risponde di essere nato nel '68, una ragazza bionda alla mia sinistra dice invece di essere del '70. Un'altra ragazza del gruppo seduta più avanti dice di essere nata addirittura nel '33. Non voglio chiedere che anno sia per non destare sospetti e attirare troppo l'attenzione, vedo comunque un signore che sta leggendo un giornale, leggo la data, l'anno è il 2003. Qui ho un vuoto di memoria, non ricordo cosa succede di preciso ma sicuro è qualcosa che mi fa scoprire come intruso in questo mondo ed ecco che il tizio che ricorda il mio amico d'infanzia mi punta minaccioso e mi viene addosso facendo crollare il sogno.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Bonomelli » 27/11/2018, 0:50

grande Hari, in forma come sempre : Thumbup :
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 19/12/2018, 22:07

24 novembre 2018

Serie di lucidi notturni

Sono in macchina con mia madre e ad un certo punto mi accorgo che non siamo nella mia città ma altrove e mi chiedo cosa ci facciamo qui. Nasce una discussione, inizio a capire che c'è qualcosa che non va ma sono ancora in stato confusionale. Scendo dalla macchina, mi avvio a piedi eprendo lucidità. Mi ricordo della conversazione della sera prima in chat con Vansickrytal nella quale ci eravamo messi d'accordo per fare un esperimento: ognuno di noi due avrebbe dovuto incontrare l'altro in un lucido e fargli alcune domande per poi confrontare le nostre esperienze in chat il giorno dopo. Dunque entro in una casetta di legno convincendomi di trovare poi Vansic una volta uscito, questo perché i luoghi chiusi tendono a farmi perdere lucidità, quindi meglio incontrarlo all'aperto. Nella casetta trovo un ragazzo intento a fare qualcosa che non ricordo, lo saluto e gli chiedo come si chiama, lui risponde di chiamarsi "Semsem" o qualcosa del genere. Il mio inconscio mi ha messo subito davanti un ragazzo che poteva rappresentare Vansic ma io ero partito con l'idea di incontrarlo fuori e quindi abbandono subito la conversazione ed esco dalla casetta ma qui il sogno crolla. Successivamente mi ritrovo a casa e prendo lucidità, esco in strada, vado verso la villetta di fronte e suono il citofono. Dopo qualche secondo vedo uscire il padrone di casa, che ormai è sempre lo stesso e so che si chiama Gianfranco (non è quello della realtà fisica, di cui nemmeno conosco il nome). Lo saluto ed entro in casa andando subito alla ricerca di una porta da cui uscire. Ne vedo una aperta ma anche uno stretto corridoio con diverse porte, il quale attira la mia curiosità. Alcune di queste porte sono aperte, ne scelgo una socchiusa, entro e chiudo. Ora sono in un piccolo stanzino dalle dimensioni simili a quello che si trova a casa mia al piano terra. Sulle pareti ci sono attaccate delle figurine di calciatori e squadre di calcio. Guardo i volti dei giocatori, leggo alcuni
nomi, anche se li guardo più volte non si modificano, sono in un ambiente molto stabile. Dopo un po' il sogno si dissolve mentre sto per uscire o forse mentre sono ancora dentro, non ricordo. Riprendo lucidità a casa mia ed esco di nuovo. Stavolta tiro dritto per la via che inizia di fronte al cancello di casa, con me c'è anche mio fratello e lo invito a seguirmi. Mi rendo conto poi però di aver fatto un errore perché potrebbe costituire una distrazione come spesso accade. Arriviamo davanti ad una villetta della zona che intendo usare come passaggio per un livello di sogno superiore e lui tira fuori un grosso coltello con l'intenzione di usarlo per minacciare gli inquilini nel caso in cui tentassero di sbarrarci la strada. Gli dico di metterlo via subito, non c'è bisogno di usare questi metodi aggressivi, bisogna essere sempre gentili con gli altri. Lui però non mi dà ascolto allora sono costretto a prenderglielo con la forza e a lanciarlo via, ma invece di volare via lontano si impenna verso l'alto e ricade giù. Nel tentativo di liberarmi del coltello perdo stabilità, ora mio fratello ha estratto una specie di fucile ! Nel frattempo gli inquilini sono venuti ad aprirci e mio fratello continua a causare problemi, così uso la telecinesi su di lui per farlo allontanare e portarlo a casa ma nel farlo il sogno si destabilizza ulteriormente e si deforma. Comunque riesco a liberarmi di lui e a riprendere un minimo di stabilità ed entro nella villetta. Cerco subito una porta, entro in uno stanzino in cui trovo numerose foto attaccate alle pareti. Alcune di queste ritraggono il padrone di casa in situazioni ufficiali, ho infatti l'impressione che si tratti di un politico, nello specifico un politico francese, forse addirittura il presidente. In alcune foto ci sono dei calciatori del Milan e in una è in compagnia di Silvio Berlusconi. Esco dallo stanzino
ma ancora una volta il sogno crolla. Per l'ennesima volta mi accorgo di stare sognando mentre sono a casa mia anche se la lucidità è ancora bassa. Vado nel bagno del piano terra, mi guardo allo specchio e qui la mia lucidità aumenta. Esco in strada e cerco subito una porta da usare come passaggio per un altro scenario. Torno nella villetta di prima e incontro il padrone di casa che mi dice di non andare nello stanzino in cui sono stato prima. Trovo finalmente un passaggio verso un ambiente esterno ed ora è tutto diverso, sento chiaramente un cambiamento a livello vibrazionale, sono in un'altra città, in un parco pieno di gente. Osservo le persone, i loro volti, è tutto estremamente vivido e realistico. Rimango ad osservare quello che accade intorno a me, stando particolarmente attento ad individuare elementi fuori contesto, incoerenti con lo scenario in cui mi trovo. Inizialmente non trovo nulla di strano, ci sono persone e famiglie con bambini che passeggiano. Dopo un po' vedo una specie di corteo in festa, sembrerebbe essere qualcosa che ha a che fare con il carnevale. Vedo poi una donna vestita da sposa che corre verso il corteo. Già questo potrebbe essere considerato un elemento fuori contesto, inoltre noto che la donna, ammesso che sia una donna, indossa una maschera. Incuriosito la raggiungo e mi fermo davanti a lei/lui, il/la quale mi fissa intensamente. Sento nuovamente un cambiamento di energia e l'ambiente intorno a me si dissolve. Ora mi trovo sospeso in una luce bianca, attendo che accada qualcosa, che compaia un qualche altro luogoma poco dopo mi sveglio. Da sveglio mi rendo conto che ho sbagliato a cercare a tutti i costi un elemento fuori contesto, poiché così facendo potrei averne forzato io stesso la comparsa. Dovrebbe essere invece qualcosa di spontaneo di cui dovrei accorgermi. Inoltre, considerando la presenza di un corteo carnevalesco per le strade, la sposa mascherata non poteva nemmeno essere considerata fuori contesto.


29 novembre 2018

Sogno lucido mattutino

Il villino abbandonato

Sono in un luogo chiuso, una specie di locale forse di cucina messicana a giudicare dall'odore. Esco tramite una porta e mi trovo in un'altro luogo chiuso, che sembrerebbe essere un reparto di un supermercato, con scaffali contenenti merendine e snack vari. Noto subito una Fiesta mezza spiaccicata, non è molto invitante in quello stato ma la prendo lo stesso per sentirne l'odore, così da togliermi dalla testa quel forte odore di piccante del locale precedente. Qui inizio a rendermi conto di stare sognando e penso di approfittarne per assaggiare snack a volontà senza conseguenze spiacevoli. Ne prendo uno o due alla fine, anche perché vedo che le immagini sono piuttosto sfocate e le sensazioni poco vivide. Proseguendo comunque la mia lucidità aumenta. Mi trovo ora davanti ad una porta e voglio oltrepassarla per accedere ad un livello di sogno più alto e più stabile. Apro e mi trovo davanti una camera da letto e vedo che c'è una porta-finestra all'estremità opposta che conduce ad una veranda. Un passaggio verso l'esterno, proprio quello che mi serviva, attraverso dunque la camera ed esco sulla veranda. Qui la mia lucidità aumenta notevolmente, direi praticamente al massimo, tanto che riesco a richiamare alla mente informazioni della veglia mentre mi guardo allo specchio, ricordo che giorno è e che in questo momento sono a letto a dormire. Le immagini sono estremamente vivide e realistiche, è tutto indistinguibile dalla realtà fisica, non è più un normale sogno lucido, è qualcosa di più. Mi guardo intorno, sono in un villino di periferia, una zona simile a quella dove abito io. Tuttavia sembra essere una casa disabitata da tempo, perché in quello che dovrebbe essere il giardino vedo erbacce e sterpaglie alte più di un metro e c'è silenzio tutto intorno. Non c'è proprio anima viva nei dintorni, l'atmosfera è di pace e tranquillità. Appena sotto la veranda ci sono due cancelli, uno piccolo e un'altro più grande forse automatico. Per capire dove mi trovo leggo un cartello attaccato al cancello grande dalla parte interna. E' di forma rettangolare e c'è un simbolo al centro, forse lo stemma comunale. Sotto c'è una scritta che però ora non riesco proprio a ricordare, quello che ricordo però è che rimaneva stabile, non si deformava pur guardandola più volte. Esco dal cancelletto per guardare il cancello da davanti, qui c'è un altro cartello che sembra uguale al primo ma la scritta è diversa. Provo a scriverla sul cellulare per fissarne il ricordo ma ovviamente gli apparecchi tecnologici qui non funzionano mai e perdo solo tempo e stabilità. Qui infatti il sogno inizia a vacillaree poco dopo mi sveglio senza essere riuscito a memorizzare neanche la seconda scritta. Questo lucido è stato comunque molto piacevole e mi ha lasciato un senso di pace e tranquillità durante la giornata.


1 dicembre 2018

Sogni lucidi mattutini

Sono sul letto nella fase ipnagogica. Vedo immagini molto nitide di una città di giorno e mi sforzo di entrarci dentro immaginando di camminarci ma qualcosa fa crollare l'immagine prima che io riesca ad entrarci completamente. Ora la cosa si ripete e alla fine mi ritrovo all'interno di un ambiente onirico, è un'aula di una scuola e sono in piedi al lato di un banco in fondo alla fila. Tocco il banco per stabilizzarmi in questo ambiente, mi volto verso la cattedra e vedo l'insegnante ma in maniera sfocata. Mi volto verso il muro, lo tocco, do dei colpi per stabilizzare ma sembra che solo una piccola parte dello scenario diventi nitido mentre il resto rimane offuscato. In classe c'è silenzio assoluto e sembrano tutti immobili, come congelati, è un'atmosfera surreale. Non riesco a stabilizzare e il sogno si sfalda. Mi sveglio in stato di paralisi e mi alzo dal letto. Ho come obbiettivo quello di visitare la città di New York. Uso come al solito una casa della zona come passaggio e mi trovo in un ristorante. Per un attimo penso di rimanere qui ad assaggiare qualcosa di buono ma poi torno al mio obbiettivo. Incontro una bella ragazza che ricorda una che esiste nella realtà fisica, la invito a seguirmi ma quando raggiungo una porta che intendo usare come portale, lei non c'è più. Chiudo la porta, c'è pochissima luce, il sogno rischia di sfaldarsi, provo ad accendere la luce, anche chiedendo "luce !" ad alta voce, ma non funziona. Esco dalla stessa porta e mi trovo in un corridoio stretto, al termine del quale c'è una stanza. La raggiungo e ci trovo una bella ragazza vestita in maniera sensuale, la mia lucidità è calata e cedo alla tentazione. Appena salgo sul letto però il sogno crolla. Troppe volte, nell'usare case altrui come passaggi dimensionali, mi sono perso in luoghi chiusi e angusti che hanno il potere di farmi perdere lucidità e cadere in distrazioni di ogni tipo che mi impediscono di uscire dal normale sogno lucido ed accedere ad un livello di sogno più elevato.


4 dicembre 2018

Serie di lucidi/OBE mattutini

Mi trovo nella fase ipnagogica, vedo immagini dell'interno di un'abitazione che si fanno sempre più concrete finché non ci entro dentro ed inizio a toccare le pareti per stabilizzare. Sono in un corridoio, le pareti sono bianche, vedo una stanza, anch'essa con le pareti bianche e vuota come se fosse in fase di ristrutturazione. Ne vedo un'altra simile, poi mi rendo conto che il posto in cui mi trovo è la casa in montagna dei miei nonni. Mi ricordo dell'obbiettivo che mi sono posto prima di addormentarmi, ovvero quello di incontrare una ragazza incontrata in un lucido di circa un anno fa che mi aveva colpito particolarmente e alla quale dissi che ci saremmo rivisti. Attraverso il salotto ed esco da casa, l'ambiente non è ancora del tutto stabile e vedo un signore anziano che cammina nel cortile e gioca con un pallone. Poco dopo il sogno crolla e mi ritrovo sul letto in paralisi. Mi alzo ed esco di casa con l'obbiettivo di incontrare la suddetta ragazza, il problema però è che non le avevo chiesto il nome, quindi non so come chiamarla. Vedo una signora sulla sessantina sul marciapiede ed altre persone qua e là. Guardo come sono vestito, ho una maglia nera a maniche lunghe, pantaloni della tuta blu e scarpe nere adidas, che dalla forma sembrano però più scarpini da calcio che scarpe da ginnastica, pur non avendo i tacchetti. Cammino lungo la strada che inizia davanti casa mia, e dopo un po' vedo arrivare una bella ragazza mora che indossa un lungo cappotto marrone. La fermo, la guardo in faccia e le chiedo "sei tu ?" Lei sorride e risponde "sì sono io".A dire il vero ha un look completamente diverso dalla ragazza incontrata un anno fa, che aveva vestito e acconciatura stile anni '50, mentre questa, oltre all'abbigliamento più moderno, porta i capelli lunghi e lisci. Facciamo un pezzo di strada poi il sogno crolla e mi ritrovo in paralisi. Mi sento strusciare addosso e fatico un po' a liberarmi. Non appena riesco ad alzarmi corro fuori a tutta velocità attraversando pareti e porte. Prendo la stessa strada di prima e mi fermo davanti ad una villetta col cancello lasciato aperto, sembra un invito ad entrare. Entro, il giardino è ben curato e l'ingresso è costituito da un'ampia porta-finestra.Qui però ho un buco di memoria, il ricordo riparte che sono di nuovo sul letto in stato di paralisi e provo più volte ad eseguire il distacco senza successo. Riesco in un paio di occasioni ad alzarmi ma non vado molto lontano, il ricordo comunque qui è molto vago e confuso.

Viaggio nel futuro

Mi trovo a casa e succedono alcune stranezze che mi fanno prendere lucidità. Esco in giardino e mentre lo attraverso mi viene in mente l'obbiettivo di andare nel futuro, 30 anni avanti, nel 2048. Esco in strada e vado subito verso la villetta di fronte per usarla come passaggio dimensionale. Mi accorgo che ci sono lavori in corso, entro e saluto il solito Gianfranco, che stavolta era girato di spalle e non mi aveva visto. Mi trovo in una serie di stretti corridoi con porte, c'è anche un ascensore ma io tiro dritto e mi fermo davanti ad una di queste porte, decidendo che una volta aperta mi troverò sempre nella mia città ma nel 2048. Apro la porta e mi trovo in un bagno con una finestra dalla quale filtra la luce del sole. C'è un tizio seduto sul water e altri due o tre individui seduti vicino a lui. Chiedo loro cosa stiano facendo e mi fanno capire che sono per qualche motivo bloccati qui, non possono uscire. Mi propongo quindi di liberarli, dicendo che quando aprirò la
porta potranno seguirmi fuori. Così faccio e mi ritrovo in un luogo chiuso, una specie di centro commerciale, ma allo stesso tempo sembra anche una stazione della metropolitana, perché vedo un treno fermo sui binari.
La mia lucidità qui si abbassa e perdo tempo in inutili domande a personaggi poco collaborativi. Alla fine esco da una porta e mi trovo all'aperto, di notte, in una zona periferica di non so quale città. Trovo un cartello con una cartina raffigurante la Gran Bretagna, ma le scritte stranamente sono in italiano. Il sogno va avanti per un po' in maniera confusa finché non mi sveglio.

8 dicembre 2018

Incontro con l'archetipo Anima

Sono a letto e mi tocco i capelli dalla parte posteriore rendendomi conto che sono già molto lunghi nonostante li abbia rasati a zero neanche dieci giorni fa. Lo faccio notare a mia madre e mio fratello che stranamente sono entrambi seduti sul letto di lui. La risposta, che non ricordo, mi fa capire di essere in un sogno e subito mi ritrovo paralizzato a pancia in giù e sento mio fratello che mi viene addosso bisbigliando e strusciandomi sulla schiena. Io mantengo la calma e dopo qualche secondo riesco ad alzarmi dal letto. Vado subito di sopra ed esco in strada correndo a tutta velocità per sfuggire all'entità e allontanarmi al più presto da casa. Prendo la via che inizia di fronte al cancello e corro veloce ma dopo qualche decina di metri mi accorgo che in realtà sono fermo, la fine della strada non si avvicina di un millimetro, è come essere su un enorme tapis roulant. Il cielo è coperto da nuvoloni scuri e minacciosi, l'atmosfera è cupa e pesante e sento che stavolta non c'è modo di uscirne se non svegliandomi e anche così probabilmente non farei altro che trovarmi in un falso risveglio. Decido di affrontare la situazione, ma non da solo stavolta, mi viene in mente in fatto di chiamare in aiuto una guida. Mi viene subito in mente l'archetipo junghiano "Anima", del quale ho parlato con l'utente Abisso87 in occasione dell'ultimo chattone mensile. Dalle sue parole so che potrebbe anche rivelarsi ostile, ma penso che valga la pena rischiare. La chiamo a gran voce e dopo un po' vedo formarsi in lontananza un vortice da cui esce una donna dai lunghi e lisci capelli neri. Non so ancora cosa aspettarmi, sarà amichevole o ostile ? Scatta a gran velocità, in un attimo è qui e non si ferma, sfreccia via entrando in un prato adiacente alla strada, per poi ricomparire accanto a me. Ora finalmente si ferma e posso vederla, è una bellissima ragazza mora, sorridente, non sembra affatto ostile (meno male perché con quella velocità sarebbe stato impossibile affrontarla). Mi prende per mano come per condurmi da qualche parte, mi affido a lei. Le chiedo come si chiama e mi risponde "Chiara". Entriamo nel prato adiacente alla strada e ci fermiamo davanti ad un'altra ragazza molto carina dai capelli rossicci. Chiedo a Chiara chi sia quest'altra ragazza ma prima di ottenere risposta il sogno crolla.

Secondo incontro con l'archetipo Anima ?

Mi ritrovo sul letto e mi tocco i capelli per vedere se sono sveglio o no. Li sento corti stavolta e penso di essermi svegliato, allora mi rimetto giù e poco dopo arrivano le vibrazioni. In realtà si trattava di un falso risveglio anche perché i capelli erano sì più corti rispetto a prima ma comunque decisamente più lunghi di come dovrei averli in questo momento. Mi alzo e vado subito di sopra, stranamente faccio fatica ad aprire il portone, sembra bloccato e mi serve un leggero sforzo mentale per sbloccarlo. Esco fuori e vedo con piacere che stavolta è giorno e che il cielo è sereno. Mentre percorro il vialetto tra portone e cancelletto vedo in strada una signora anziana che porta a spasso un cane. Arrivo al cancelletto e premo più volte il pulsante per aprirlo ma non funziona, come se fosse saltata la corrente elettrica. Anche qui devo fare uno sforzo mentale per aprirlo. Esco e chiamo subito Anima che stavolta compare uscendo dalla casa dei vicini, non so dire se fosse la stessa ragazza di prima ma comunque le somiglia molto. Si mostra un po' scocciata, mi dice qualcosa del tipo "cosa c'è adesso ?" Le dico che dobbiamo riprendere da dove avevamo lasciato, deve condurmi in quel posto dove mi stava portando prima e dobbiamo farlo subito perché io non ho molto tempo, potrei svegliarmi da un momento all'altro. Mi dice che mentre per me è passato solo qualche minuto per lei è trascorso molto più tempo. Prendiamo una delle tre vie che incrociano la mia, le faccio però notare che sarebbe il caso di utilizzare un passaggio dimensionale per giungere a destinazione. Lei concorda e insieme entriamo in un villetta sulla sinistra. Ci troviamo a percorrere un labirinto di corridoi e stanze e alla fine raggiungiamo una stanza, una specie di ufficio in cui incontriamo un uomo in giacca e cravatta. Ha l'aria di essere uno importante, lo saluto e chiedo se posso sedermi e lui sorridendo mi fa cenno di sì. Sono curioso di sentire cosa ha da dirmi ma rimango deluso perché inizia a fare discorsi senza senso e a farmi domande in un inglese improvvisato, anche questo senza senso. Capisco che tutto questo non è altro che una distrazione, la donna che si è spacciata per Anima probabilmente era in realtà solo uno dei tanti personaggi che hanno lo scopo di sviarmi dal mio obbiettivo e farmi perdere lucidità. Avrei dovuto capirlo subito, le guide infatti nei miei lucidi in genere compaiono dal nulla in vortici di luce, mentre questa ragazza è uscita dalla casa dei vicini come un normale personaggio. Inoltre anche l'essersi mostrata scocciata dalla mia presenza non è un comportamento da guida. Non mi ha preso per mano, come ha fatto la ragazza del primo sogno e come fece un'altra guida femminile in un lucido di circa un anno e mezzo fa, ma semplicemente ha camminato accanto a me, senza indicarmi alcuna strada, sembrava quasi fossi io a guidare lei. In pratica mi ha solo fatto perdere tempo, ma se non altro ho avuto una dimostrazione definitiva di come riconoscere una vera guida da un impostore, quindi alla fine questa doppia esperienza si è comunque rivelata molto utile.

12 dicembre 2018

Sogno lucido notturno

Corsa a super velocità sul lungomare

Sono nella fase ipnagogica, vedo una rampa di un garage dall'interno e immagino di trovarmici dentro e correre fuori attraversando il cancello. Pochi istanti dopo mi trovo nella scena, sto correndo lungo la parte iniziale di una strada in cui i miei avevano un negozio anni fa. Attraverso un incrocio e tiro dritto verso il mare, raggiunto il lungomare giro a destra e continuo a correre. La corsa a questa velocità mi dà un senso di libertà pazzesco e una forte scarica di adrenalina. Vedo dei passanti, tra cui una ragazza mora, la saluto mentre le sfreccio accanto. Vedo un locale sulla spiaggia in lontananza, a questa velocità posso raggiungerlo in pochi secondi ma alla fine sento il bisogno di entrare in acqua e farmi un bagno, così mi fiondo verso il mare e in un attimo sono in acqua. All'inizio non sento nulla, poi inizio a stabilizzarmi in questo ambiente e comincio a sentire il fresco dell'acqua addosso. Le immagini non sono ancora pienamente nitide ma il sogno crolla
prima che riesca a stabilizzare al 100 %.

14 dicembre 2018

Serie di lucidi notturni instabili

Ho una serie di risvegli in stato di paralisi con sogni lucidi instabili e un po' confusi, probabilmente perché sono nelle prime ore di sonno. In uno di questi esco di casa ed entro nel campo di sterpaglie per raggiungere al più presto uno scenario più stabile. Sbuco in un ampio spazio all'aperto con tavoli pieni di gente. Una donna sulla quarantina, bassa e bionda mi segue, ha l'aria di essere ostile. La respingo più volte ma continua a tornare e sono costretto ad uscire da questo scenario. Non trovo però subito una porta, dunque mi fiondo contro un muro attraversandolo e ritrovandomi nel buio in paralisi. In un altro vado al primo piano ed esco sul balcone con l'intenzione di lasciarmi andare e prendere il volo ma qualcosa mi trattiene per la gamba, il sogno è instabile e si deforma fino a svanire. Nell'ultimo esco da casa dal portone e raggiungo il vialetto senza fare le scale, salto direttamente i sei gradini e sento tutto l'impatto del salto sulle piante dei piedi che quasi mi fanno male. Esco in strada deciso ad esercitarmi nel salto per raggiungere punti sempre più alti ma finisco col trovarmi in un luogo sconosciuto, nei pressi di un campo sportivo.Mi trovo in piedi su una piattaforma rialzata accanto al campo, il quale ha come recinzione una rete flessibile. Mi aggrappo alla rete usandola come fosse una specie di liana e così facendo salto da un punto all'altro ricoprendo distanze di diversi metri a una decina di metri da terra. Dopo alcuni salti perdo il controllo mio corpo onirico e inizio a fluttuare verso l'alto. Non ricordo cosa succede poi.

17 dicembre 2018

Lucido pomeridiano instabile

Sono nella fase ipnagogica, vedo immagini del mio giardino e immagino di camminarci dentro, quando arrivo al cancello sono già dentro la scena, lo apro ed esco in strada. Faccio il giro e raggiungo il parcheggio dietro casa, vedo degli animali bianchi tra le sterpaglie nel campo adiacente al parcheggio. Uno inizialmente mi sembra un orso polare ma poi si rivela essere un lama, gli altri sembrano essere tutti bovini, tutti caratterizzati dal fatto di essere completamente bianchi, chissà perché proprio questo colore, cosa vorrà significare ? Entro nel campo di sterpaglie cercando di non attirare l'attenzione degli animali, che sono piuttosto grossi e potrebbe essere un problema se decidessero di attaccarmi. Il sogno si sfalda e devo di nuovo stabilizzare, quando tornano le immagini mi trovo in un'altra città, all'inizio di una salita. Salgo su una macchina e salto giù per testare la solidità di questo ambiente, le piante dei piedi quasi mi fanno male all'impatto con l'asfalto. Ora inizio a sentire le voci dei personaggi di una sit-com che sta vedendo mio fratello nella realtà fisica e la trama del sogno si fonde con quella dell'episodio. Io perdo lucidità e mi ritrovo immedesimato in uno dei personaggi della serie. Nell'episodio ci sono due ragazzi che parlano tra loro, uno dei due è gay e racconta un aneddoto in cui si è finto etero per non so quale motivo. Nel sogno io sto andando ad un appuntamento con un ragazzo gay in un locale che si trova in cima alla salita, quando sono quasi arrivato però mi ricordo che a me interessano le ragazze e che sto sognando, anche se la lucidità è piuttosto bassa, dunque entro in un altro locale per evitare di incontrarlo. Qui si interrompe l'immedesimazione con la serie e torno ad essere io, anche se con lucidità ancora bassa. La situazione qui è molto confusa, il sogno è instabile e si deforma. Alla fine incontro una ragazza, la prendo per mano ma la sua immagine dapprima è fumosa, poi non si vede proprio più, sento più che altro un'energia femminile senza forma connessa a me tramite la mano. In breve mi ritrovo sul letto in paralisi con questa entità che mi stringe da dietro tenendomi entrambe le mani. Ogni tanto stringe la presa e sento una forte pressione sulle mani, sento i suoi terribili rantoli demoniaci e, complice una lucidità non molto elevata, non riesco a liberarmene e sono costretto a svegliarmi con uno sforzo, uscendo così dalla paralisi. Tuttavia non voglio arrendermi così non mi muovo e in un attimo sono di nuovo in paralisi, scendo subito dal letto ed esco da casa di corsa. Qui mi viene in mente di chiamare in aiuto la mia guida femminile, l'archetipo Anima, ma vengo subito nuovamente attirato nel corpo. Non sono abbastanza lucido da alzare le vibrazioni e liberarmi dalla morsa dell'entità, anche perché gli stimoli esterni, tra cui il televisore acceso, mi rendono difficile il distacco dal corpo fisico, così sono costretto a svegliarmi di nuovo, stavolta definitivamente.

18 dicembre 2018

Due brevi lucidi notturni

Sono in camera, mio fratello è sul suo letto sotto le coperte, io sono in piedi accanto al mio. C'è pochissima luce, quanto basta ad intravedere un oggetto nel buio che improvvisamente inizia a sollevarsi di alcuni centimetri da terra per poi ricadere giù. Mi concentro su di esso e provo a farlo levitare di nuovo e funziona. Capisco di stare sognando ma per avere un'ulteriore conferma chiedo a mio fratello che ore sono, lui allora prende il cellulare per vedere l'ora e io faccio lo stesso col mio. Gli orari non coincidono, dunque ho la conferma di essere in un sogno. Rimango un attimo ad osservare la mia stanza, guardo mio fratello, il mio letto, sembra tutto molto realistico.Mio fratello mi guarda perplesso vedendomi in piedi sulla soglia, allora io gli dico "questo è un sogno, vado a farmi un giro !" Vado in salotto e rimango un po' ad osservarlo. Il colore delle pareti è simile a quello attuale ma l'arredamento è un misto di varie combinazioni che abbiamo avuto in passato. In particolare mi colpisce il tavolino che è una fusione tra due tavolini vecchi, uno quadrato e molto largo di colore marrone scuro e l'altro piccolo e in legno chiaro. Ha le dimensioni del primo e il colore del secondo. Vado di sopra ed esco dal portone, il pulsante per aprire il cancello stranamente è posizionato molto in alto, irraggiungibile per me, così lo apro con uno sforzo mentale, poi però il sogno si sfalda. Successivamente riprendo lucidità in un altro sogno in cui sono in una stanza che ricorda quella dei miei prima dei recenti lavori di ristrutturazione. C'è un tizio che mi parla ma non ricordo cosa dice. Esco di casa sempre dal portone principale ma poi mi ricordo che mi ero posto come obbiettivo quello di salire al primo piano e volare dal balcone. Per un attimo penso di rientrare in casa e salire ma poi ci ripenso perché rientrare in un luogo chiuso potrebbe farmi perdere lucidità. Penso dunque di raggiungere il parcheggio dietro casa e per farlo taglio il giardino ma il sogno crolla quasi subito.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 10/01/2019, 19:58

20 dicembre 2018

Sogno lucido mattutino

Sono a lavoro all'ultimo piano di una palazzina di quelle in cui lavoro veramente nella vita della veglia e vedo salire due uomini che parlano tra loro ed entrano in uno degli appartamenti di questo piano. Mi accorgo che su un lato ci sono due porte invece che una sola come dovrebbe essere, dunquecapisco di essere in un sogno. Una volta dentro il sogno si stabilizza, le immagini si fanno più nitide, c'è una rassicurante luce solare che entra da una porta-finestra in fondo che illumina tutto il salone. Mi guardo un attimo indietro e vedo che l'appartamento prosegue con un piccolo corridoio che porta ad un'altra sala. Proseguo comunque dritto verso la porta-finestra. Attraverso la sala, la osservo, c'è un televisore a schermo piatto sulla destra, un tavolo con sedie di plastica colorate sulla sinistra. Ne prendo una arancione, la sollevo e mi accorgo che è fin troppo leggera. Esco dalla porta-finestra e mi ritrovo in un cortile chiuso da una siepe tutta intorno. Sembra di essere al piano terra ora. Qui incontro una ragazza molto giovane, avrà sui 14-15 anni al massimo. Le faccio una domanda che però ora non ricordo. Rientro in casa per cercare un passaggio verso un altro scenario ma qui il sogno svanisce.

27 dicembre 2018

Sogno lucido notturno

L'ambiguità di Chiara

Mi sveglio in stato di paralisi e per qualche motivo provo una certa ansia. Ciò rende complicato il distacco, mi sento addosso la presenza della solita entità e non riesco a rotolarmi fuori dal corpo fisico. A tratti mi sento sollevare leggermente ma non riesco a lasciarmi andare completamente. Alla fine riesco a rotolarmi sul pavimento ma sono ancora molto pesante e non vedo nulla. Esco dalla mia stanza e vado di sopra, il tutto completamente al buio, tocco la ringhiera senza però riuscire a stabilizzare né a far apparire uno straccio di immagine. Esco dal portone immaginando di trovarlo al solito posto, e una volta fuori inizio a vedere. Raggiungo la strada ma sono ancora pesantissimo e sento ancora la presenza negativa dietro di me. Mentre percorro a fatica la strada che inizia di fronte al cancello di casa mia mi viene in mente di chiedere aiuto nuovamente alla guida femminile che si è presentata in un lucido di alcune settimane fa col nome di Chiara. Dopo qualche secondo compare il solito vortice dal quale esce fuori una ragazza dai lunghi capelli neri lisci. Qualcosa però mi frena, non riesco a fidarmi di lei stavolta,l'angoscia ha il sopravvento. A tratti assume un aspetto demoniaco anche se i suoi comportamenti continuano ad essere amichevoli, almeno in apparenza. Mi lascio toccare un braccio e appena avviene il contatto percepisco ostilità e lo tiro indietro. Lei si mostra dispiaciuta ma non se ne va.Non so come interpretare questa sua ambiguità. Riflettendo da sveglio mi viene in mente che, sia la prima volta che l'ho incontrata sia in questa, inizialmente il suo aspetto appena uscita dal vortice ricordava molto quello di Samara del film The Ring. La prima volta però era più lontana ed ha cominciato a muoversi velocemente per poi fermarsi quando aveva già assunto l'aspetto gradevole e rassicurante che ho descritto. Questa volta invece mi è apparsa molto più vicina e ho potuto vedere meglio, anche se solo per un instante, il suo aspetto oscuro.

3 gennaio 2019

Sogno lucido pomeridiano

Mi sveglio in stato di paralisi e mi rotolo sul pavimento. Esco di casa dalla cucina del piano terra e raggiungo subito il campo di sterpaglie. Ci sono delle persone che parcheggiano ed altre macchine in transito qui in questo spazio che normalmente non è accessibile alle automobili o a qualsiasi altro mezzo di trasporto. Anche a piedi è piuttosto scomodo da attraversare, di fatto viene usato solo per portare i cani a fare i loro bisogni. Alla mia sinistra vedo una famiglia con una bambina sui dieci anni, poi delle ragazze, tra le quali noto una mora molto carina, poi un signore sulla sessantina alto e calvo. I volti sono tutti estremamente reali così come le macchine, anche se leggendo la targa di una di queste mi accorgo che cambia tra quella anteriore e quella posteriore. Proseguendo vedo un sentiero sulla sinistra e lo imbocco accelerando il passo, il sentiero curva poi a destra e seguendolo sbuco in un'altra città. Vedo subito un campo di calcio probabilmente in sintetico circondato da una rete di recinzione. Mi accorgo che c'è una grossa tribuna dalla parte opposta e una più piccola dove sono io. Di fatto si può considerare un piccolo stadio, dalla capienza di circa mille posti. C'è una partita in corso e un pubblico piuttosto numeroso, addirittura sento dei cori provenienti dalla tribuna grande sul lato opposto. Osservo la tribuna grande e vedo che è quasi piena e i colori dominanti sono il giallo e il nero, gli stessi di una delle due squadre in campo, presumibilmente la squadra di casa. Osservo la tribuna piccola e vede delle ragazze sedute sul gradone più basso, le quali indossano entrambe la maglia giallonera della loro squadra. Passo davanti a loro e leggo rapidamente le scritte sulla maglia. Sul lato sinistro all'altezza del petto leggo la scritta "Baboo o "Babuu". Per un attimo devo interrompere l'osservazione perché c'è un'azione da gol in corso, la squadra giallonera segna. Mi sono perso l'azione perché ero di spalle ma ora vedo i giocatori in divisa giallonera esultare. Stranamente però il pubblico sulla tribuna piccola accenna appena un'esultanza o forse non esulta proprio e anche dalla tribuna grande non arriva alcun boato di esultanza. Inoltre sento un bambino dire in tono scherzoso una frase che non ricordo con esattezza ma il cui significato è più o meno "ma che avete segnato a fare !" Ciò mi fa intendere che forse la squadra che ha segnato stava già vincendo con un ampio margine, probabilmente per questo non c'è stata una grande esultanza da parte del pubblico. Torno a leggere le scritte sulla maglia della ragazza. Una signora mi dice che il nome della loro squadra è Dadoo, e mi mostra la scritta "Dadoo" sulla maglia che anche lei indossa, in basso al centro. Sulla maglia della ragazza invece sempre sul lato sinistro del petto leggo una via che non ricordo, sotto invece ricordo chiaramente quello che dovrebbe essere il nome del comune: Termiche (ME). Quel ME dovrebbe stare per Messina. Mi allontano dallo stadio, attraverso un tratto in cui mi sforzo di memorizzare il nome del comune e della provincia che ho letto ripetendolo più volte ad alta voce. Sbuco in una stradina che fiancheggia altri campi da calcio sulla sinistra e una serie di negozi e locali sulla destra. Vedo delle persone sedute a dei tavoli all'aperto. L'ambiente non è più stabile come prima e le immagini non sono più molto nitide. Entro in un bar con l'intenzione di uscire poi da un'altra porta e raggiungere così un nuovo e più stabile scenarioma il sogno crolla appena imbocco uno stretto corridoio accanto al bancone. Mi ritrovo in un falso risveglio.

7 gennaio 2019

Serie di lucidi/OBE mattina presto orario 4.45/5.45

Mi alzo alle 3.37 dopo 5 ore di sonno. Vado in cucina, bevo un goccio d'acqua poi resto per un po' in piedi a ripassare il mio piano d'azione per il sogno lucido. Vado in bagno e poi torno a letto, in tutto resto alzato circa 10 minuti. Rimango in posizione supina concentrandomi sull'intendo di sognare lucido e sull'obbiettivo da portare a termina una volta lucido. Dopo circa un'ora mi sdraio sul fianco destro, dopo un po' suona la sveglia di mio padre nella stanza accanto, la quale dice "sono le 5". Questa funzione mi è stata utile in questo caso per capire più o meno quanto tempo ho trascorso in posizione supina e quanto ne ho impiegato in totale per riaddormentarmi. Mentre sono sdraiato sul fianco destro ripeto il mantra "questo è un sogno, sto sognando e sono lucido" finché non perdo consapevolezza. Riprendo consapevolezza mentre sto scivolando nello stato di paralisi, sento le vibrazioni percorrermi il corpo, mi dondolo per qualche secondo finché non avviene il distacco e mi rotolo giù dal letto. Sento la durezza del pavimento, do dei colpi per stabilizzare e inizio ad intravedere qualcosa. Mi alzo e vado di sopra, passo dalla cucina ma prima di uscire decido di fermami un attimo perché trovo la TV accesa e ne sono incuriosito. Rimango per un po' ad ascoltare la voce che parla incessantemente, sembrerebbe trattarsi di un telegiornale e il discorso sembra anche avere senso ma ora non riesco a ricordare di cosa parlasse. Mentre sto per uscire il sogno crolla. Riparto dal letto, salgo di nuovo ma mentre faccio le scale stranamente inizio a sentirmi pesante e affaticato. I miei nonni mi vedono in affanno e mi chiedono se ho qualche problema, io rispondo che sono solo un po' affaticato. Vado in cucina ed esco in giardino ma il sogno collassa nuovamente. Qui non so dire poi cosa sia successo, probabilmente ho perso lucidità per un po' per poi riacquistarla. Ricordo un episodio in cui entro nel palazzo dove abita la mia nonna paterna e nel quale ho vissuto per quasi un anno da piccolo prima di trasferirmi dove sono ora. Salgo le scale fino al secondo piano, quello in cui si trova l'appartamento di mia nonna ed entro in casa. Inizialmente avrei voluto salire fino all'ultimo piano per poi prendere il volo da lassù ma ho pensato che avrei perso troppo tempo a salire cinque piani. Il sogno infatti è molto stabile e realistico e la percezione dello spazio è quasi identica a quella della realtà fisica. Una volta entrato in casa la trovo abbastanza fedele a quella fisica anche se noto un quadro appoggiato a terra che raffigura un teschio bianco su sfondo nero. Passo davanti alla cucina e vedo mia nonna seduta su una sedi. Appare decisamente più giovane di come è adesso ma anche più grassa e ha i capelli più lunghi. La saluto, mi chiede dove sto andando, le rispondo che vado sul balcone, ovviamente evito di dirle il perché :D. Tuttavia appena entro nella saletta dalla quale si accede al balcone il sogno svanisce. In un altro episodio mi trovo a a fluttuare a mezz'aria a casa mia nel seminterrato. Per spostarmi utilizzo mobili e pareti per darmi slancio e in questo modo vado al piano di sopra ed esco in strada. Cerco di usare il muro di recinzione per spingermi verso l'alto, vedo anche un lampione e mi viene in mente di usarlo per arrampicarmi più in alto e prendere il volo da lì. Dato che non riesco a prendere il volo da terra, ora che mi trovo già con un corpo abbastanza leggero potrei approfittarne ma mi stanco prima di riuscire a raggiungere il lampione e atterro. Ho perso già troppo tempo quindi mi dirigo di corsa nella casa di fronte. Qui incontro Gianfranco, l'abitante di questa casa onirica, stavolta però appare molto più vecchio, avrà almeno 80 anni, mentre di solito il suo aspetto è quello di un cinquantenne. Lo saluto con una stretta di mano e proseguo. Entro in una saletta ben arredata, molto accogliente, passo accanto ad uno specchio alla mia sinistra e mi vedo riflesso ma non sono io, l'immagine che vedo riflessa è di un ragazzo di carnagione un po' scura, forse molto abbronzato. Mi viene un pensiero: mi chiedo chi sia questo ragazzo e chi sia Gianfranco, c'è forse qualche legame tra i due ? Quasi decido di restare qui ad esplorare la sala ma poi decido di portare avanti il mio obbiettivo ed attraverso la prima porta che vedo. Mi trovo in uno stanzino piccolo con uno specchio, resto qualche secondo poi riapro la porta e mi trovo in uno scenario completamente diverso. C'è una piscina e parecchia gente sdraiata a prendere il sole, tra cui diverse ragazze carine in bikini. Mi piace come posto però il mio obbiettivo è trovare personaggi consapevoli con cui parlare e qui vedo solo tanti gruppi di persone immerse nelle loro attività. Perdo parzialmente lucidità e mi avvicino ad un gruppo di ragazze, sto per stendermi vicino a loro ma poi torno in me e mi ricordo il mio obbiettivo. Mi faccio un altro giro ma non trovo personaggi interessanti, inoltre ora la situazione si è fatta troppo caotica, l'ambiente non è più molto stabile e preferisco allontanarmi. C'è il mare qualche metro più in là e subito mi ci fiondo con l'intenzione di correrci sopra ed allontanarmi per vedere fin dove mi conduce. Tuttavia appena entro in acqua ci sprofondo dentro e il sogno collassa. Riparto dal letto ed esco da casa, stavolta è notte e vedo in cielo la luna piena però stranamente sbiadita, poi guardando un'altra porzione di cielo vedo in vece un quarto di luna e qualche stella. Entro nel giardino della casa di fronte, la stessa di prima, cerco Gianfranco ma inizialmente non lo trovo. C'è una donna sulla sessantina, probabilmente sua moglie, poi arriva anche lui, lo saluto ma mi ignora, sembra che non mi veda nemmeno. E' intento a fare qualcosa che non capisco mentre esce su un balconcino. Io mi dirigo invece verso la prima porta chiusa che vedo per usarla come passaggio dimensionale come ho fatto prima. Cerco uno specchio, ne trovo uno ma stranamente molto in alto, devo mettermi sulle punte dei piedi per vedermi nemmeno metà viso. Prima di uscire mi fermo davanti alla porta per esprimere l'intento in modo chiaro e inequivocabile. Data la difficoltà incontrata nel trovare personaggi consapevoli in mezzo alla folla, sento il bisogno di incontrare una guida, chiedendo esplicitamente il suo intervento. Dico ad alta voce che una volta aperta la porta mi troverò nel luogo d'incontro con la mia guida. Apro la porta e mi trovo in un'altra città, in una piazzetta, di giorno. Sulla destra c'è un locale, forse un bar, con un insegna curva sopra la porta d'ingresso. Leggo molto chiaramente la scritta, è composta da due parole e non si modifica, però ora riesco a ricordare solo la seconda, "rum". Accanto a me passa un uomo in giacca e cravatta che mi dice di entrare che mi sta aspettando una certa Isabelle. Capisco che si tratta della guida che ho richiesto. Entro nel locale preceduto dall'uomo che si dirige verso il bancone al quale è seduta una donna. La saluta e se ne va, ora sono davanti a lei e la vedo, è una donna bellissima dai capelli lunghi e neri. Mi accoglie con un entusiasmo e con un bel sorriso dicendomi "ciao ... (mio nome vero) aspettavo da tanto di vederti !" Io allora le dico "io non ti ho mai vista ma tu sai già il mio nome !" In realtà però non lo dico a voce, lo sento come se lo dicesse qualcun altro ma era proprio ciò che avevo pensato, forse sto parlando telepaticamente. Nel frattempo lei mi prende per mano e sta per dire qualcosa ma proprio qui il sogno crolla, un po' per l'emozione credo, un po' perché stavo lucidando già da un po' e probabilmente è sopraggiunta la stanchezza. Comunque, nonostante non sia riuscito a portare avanti la conversazione, questo incontro mi ha dato tanta energia e positività, ho percepito una grande sensazione di affetto e protezione da parte di quella donna e ciò mi incoraggia ad incontrarla di nuovo. Stavolta sarò preparato e manterrò il contatto più a lungo così da poterle fare delle domande a cui da tempo desidero di trovare risposta.
Ultima modifica di Hari il 12/01/2019, 0:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Neon » 10/01/2019, 22:52

Che gran durata che ha avuto questo tuo ultimo lucido, complimenti!
Adesso lasciami nuotare stammi bene, attraverso il mare finchè l'universo non si vede
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/01/2019, 21:28

Neon ha scritto:Che gran durata che ha avuto questo tuo ultimo lucido, complimenti!
Sì nel complesso è stato abbastanza lungo ma in realtà non è stato tutto un continuo, ci sono stati dei crash e qualche perdita di lucidità qua e là :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Neon » 12/01/2019, 15:06

Sempre meglio che nulla : WallBash :
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 27/02/2019, 20:21

13 gennaio 2019

Sogno lucido/OBE ore 7.00 circa

Riconosco un falso risveglio e mi rotolo giù dal letto, mi alzo dal pavimento e inizio a toccare l'armadio per stabilizzare. Esco dalla stanza continuando a toccare intorno a me finché il sogno non si stabilizza. Arrivo al piano terra e vedo che in bagno c'è mio nonno intento a fare qualcosa che non capisco. Vado allora al primo piano ed entro in bagno, mi guardo allo specchio e la mia lucidità aumenta. Il mio aspetto è un po' diverso da quello fisico e me ne accorgo subito. Per aumentare al massimo la lucidità mi sforzo di richiamare alla mente nozioni relative alla vita della veglia, ricordo che è domenica 13 gennaio e che in questo momento è mattina presto. Mi ricordo di essermi alzato per bere ed andare in bagno intorno alle 6.35 e ricordo anche cosa ho fatto ieri fino ad un certo punto però. Ricordo infatti di aver giocato alla playstation fino alle 16 circa e di essere poi uscito a fare una passeggiata e fin qui ci siamo, ma a questo punto ricordo anche di aver incontrato due ragazze con che portavano a spasso un cane. Questo non è avvenuto ieri pomeriggio nella realtà fisica bensì in un sogno molto vivido fatto questa mattina presto prima di alzarmi per andare a bere e al bagno. Noto dunque come ci sia stata una sovrapposizione tra memoria della veglia e memoria onirica, cosa che ho riscontrato altre volte durante un lucido. La cosa curiosa però è che in questo caso il ricordo onirico si aggancia in maniera abbastanza coerente con il ricordo di ciò che è avvenuto nella veglia, tanto da ingannarmi. Nella realtà fisica infatti sono uscito di casa da solo per fare una passeggiata, il ricordo onirico si è agganciato a quello fisico di me che sono uscito e che quindi ero in giro in centro città da solo aggiungendoci però un pezzo di un sogno precedente in cui ho poi incontrato le due ragazze con il cane. Comunque proseguo i miei esercizi di stabilizzazione e aumento della lucidità sciacquandomi le mani nel lavandino, sento perfettamente l'acqua che mi bagna le mani le quali rimangono bagnate e devo asciugarle con l'asciugamano, a differenza di altre volte in cui sì, sentivo l'acqua fresca bagnarmi le mani ma una volta tolte dal getto del rubinetto erano subito asciutte come se non le avessi mai sciacquate. Ho raggiunto una stabilità e realismo molto alti, vista, tatto e udito funzionano alla perfezione ormai nei miei lucidi, forse anche meglio che nella realtà fisica, prossimamente dovrò concentrarmi su olfatto e gusto. Esco dal bagno ed entro nella stanza dei miei nonni per poi uscire dal balcone. Potrei saltare da qui e prendere il volo ma rinuncio perché rischierei di far collassare il sogno, devo trovare un altro modo di raggiungere un luogo velocemente. Entro di nuovo in bagno e chiudo la porta con l'idea poi di riaprirla e trovarmi altrove. Rimango un po' dentro a guardarmi allo specchio, ora il mio aspetto è cambiato, ho un look effeminato, non si capisce bene se sono maschio o femmina. Il sogno qui si sfalda prima che io esca dal bagno. Riparto dal letto ma con un livello di lucidità più basso rispetto a prima. Vado al bagno del piano terra e mi guardo nuovamente allo specchio, ora sono sicuramente un maschio, capelli di media lunghezza di un colore simile a miei fisici. Indosso una maglietta nera a collo largo con scritte bianche. In particolare ricordo una scritta grande sul petto in maiuscolo: "PARADOX". La scritta è curva e occupa tutta la larghezza della maglietta. Ovviamente essendo riflessa allo specchio la leggo al contrario, da destra verso sinistra, ma non ho alcuna difficoltà a leggerla. All'altezza dell'addome invece c'è una scritta più piccola che però non riesco a leggere bene, sembrerebbe essere "Honion". Ora è il momento di portare avanti il mio obbiettivo che è quello di incontrare di nuovo Isabelle, la guida che ho incontrato in un lucido di pochi giorni fa. Mi metto davanti alla porta e dico ad alta voce "quando uscirò sarò nel luogo d'incontro con la mia guida, Isabelle". Quando apro la porta però sono ancora al piano terra di casa mia. Ormai l'ambiente di casa mia è radicato nell'inconscio dunque non posso usare elementi di essa per spostarmi in altri luoghi. Passo dunque al piano B, ovvero passare per il campo di sterpaglie ed usare la prima porta chiusa che trovo come portale. Attraverso il giardino, tutto è estremamente vivido e reale ad eccezione di un buco nella siepe dove dovrebbe esserci il cancelletto. Esco dal giardino ed entro subito nel campo di sterpaglie nel quale trovo diversi insoliti animali, totalmente fuori contesto. Uno assomiglia ad un procione o ad un furetto, poi ci sono degli orsi bruni e un leone. Raggiungo la ferrovia e la attraverso, mi trovo ora in un quartiere periferico con alcune palazzine ma prima di capire dove sono il sogno si sfalda e mi sveglio.


14 gennaio 2019

Sogno lucido ore 4.30-6.30

Sto correndo sotto la pioggia nei pressi di casa mia. Mi rendo conto di stare sognando anche se la mia lucidità è ancora bassa. La pioggia è piuttosto intensa e fa quasi male a tratti ma so di essere in un sogno dunque non temo nulla e anzi mi godo questi momenti. Le sensazioni sono estremamente reali e vivide, sto correndo sotto la pioggia battente, tra l'altro a maniche corte e sento tutta l'acqua fredda addosso. Tutto ciò nella realtà fisica sarebbe molto fastidioso e anche rischioso, di certo non lo farei mai di proposito e se mi ci ritrovassi mio malgrado, correrei subito a ripararmi. Qui invece la semplice consapevolezza di essere in un sogno e quindi di non poter prendere freddo e ammalarmi lo fa diventare qualcosa di molto gradevole ed emozionante. Mi dà un senso di libertà che raramente ho provato nella vita di tutti i giorni. Entro in una casa qualsiasi, sempre per usarla come passaggio verso un altro luogo onirico,questo perché, come ho già scritto altre volte in questo diario, la maggior parte dei miei lucidi iniziano da casa mia o comunque dalla zona di casa mia e l'unico modo per raggiungere un altro scenario è addentrarmi in luoghi che non conosco. Le prime volte che usavo case altrui per questo scopo, cercavo sempre una porta che conducesse all'esterno della casa, in uno spazio aperto. Poi però mi sono reso conto che funziona anche se entro in una stanza chiusa, chiudo la porta e la riapro. Non essendo un luogo che conosco, a differenza di casa mia, l'ambiente è sempre diverso ogni volta. In questo modo posso passare da uno scenario ad un altro più velocemente, poiché mi risulta più facile trovare porte che conducono ad altre stanze piuttosto che fuori dall'abitazione. Una volta entrato nella stanza, quasi sempre un bagno, mi basta rimanere qualche secondo dentro concentrandomi sulla destinazione da raggiungere, magari guardandomi un allo specchio per aumentare la lucidità, e poi riaprire la porta. Solitamente facendo così mi trovo in un luogo completamente diverso, che può essere al chiuso o all'aperto, in ogni caso anche se è al chiuso a quel punto posso uscire da qualunque porta sapendo che sarò altrove e non più nella zona di casa mia. L'unico inconveniente di questa tecnica è che entrando in luoghi chiusi tendo a perdere lucidità, ed è proprio quello che accade in questo sogno, perdo consapevolezza e mi perdo in attività prive di senso.Quando torno in me e mi ricordo quello che dovevo fare è ormai troppo tardi, il sogno nel frattempo si è stabilizzato e qui si dissolve.

17 gennaio 2019

Serie di lucidi/OBE confusi

Mi sveglio in stato di paralisi dopo un sogno comune nel quale discutevo con mia madre per una stupidaggine su cui lei si era impuntata. Prendo consapevolezza ma sento l'entità che mi si struscia addosso, voglio effettuare il distacco ma devo prima liberarmene. Mi viene in mente di trasformarla in acqua e poco dopo la sensazione di oppressione si trasforma in una piacevole sensazione di acqua che mi culla come se stessi facendo il bagno in una vasca. Scendo dal letto rotolandomi sul pavimento, poi mi alzo e tocco un po' dappertutto per stabilizzare.Da qui il ricordo si fa confuso, ci sono stati numerosi distacchi e in alcuni di questi non riuscivo a stabilizzare. Ricordo alcuni episodi un po' a caso, senza riuscire a riordinarli cronologicamente, quasi tutti accomunati da un'atmosfera un po' cupa. In uno di questi sono in una città sconosciuta, di notte, con poca luce e poca gente nei paraggi. Il sogno è anche instabile e confuso e non riesco a stabilizzare anche perché vengo continuamente intralciato da personaggi ostili. Tento di aprire un portale su una parete ma mentre lo faccio mi si avvicinano dei tipi loschi che a quanto pare non gradiscono la mia presenza. Mi trovo costretto a combattere ma è una lotta che non porta a nulla, se non a farmi sprecare tempo prezioso. Li respingo e cerco di scappare ma sono lento e uno di loro riesce ad afferrarmi da dietro. Capisco che scappare non è una buona idea, li respingo ancora ma senza riuscire a togliermeli di dosso in maniera definitiva. In un altro episodio sono in un ambiente più stabile, sembrerebbe un paesetto o una piccola cittadina, sempre di notte. Chiedo a delle signore sedute su un muretto di indicarmi un luogo interessante da visitare, loro mi rispondono indicandomi un punto poco più avanti e dicendomi di chiedere lì. Raggiungo dunque il punto indicato dalle signore e trovo dei signori anche loro seduti su un muretto. Faccio loro la stessa domanda, uno di loro si alza e indica una direzione dietro di me dicendo che lì c'è una specie di monumento o qualcosa del genere dedicato a Caravaggio, che però recentemente è crollato. Gli chiedo se è abbastanza vicino da raggiungere a piedi e lui dice di no, che è lontano e bisogna arrivarci coi mezzi pubblici. Mi metto a correre nel tentativo di raggiungere al più presto il luogo suggeritomi dall'uomo ma ho la sensazione di essere inseguito, e infatti vedo che dei tizi stanno correndo dietro di me ma sembra più una gara che un tentativo di acchiapparmi. Quando uno di loro mi raggiunge infatti, non mi aggredisce ma mi corre di lato, forse nel tentativo di superarmi. Nell'ultimo episodio mi trovo a casa mia nel bagno del piano terra e mi guardo allo specchio. Poggio l'indice della mano destra sul muro per perforarlo, ho intenzione di attraversare completamente il muro, cosa che ho fatto diverse volte in situazioni di sogno ancora instabile e quindi con un corpo poco denso che attraversava la materia quasi senza attrito. Qui invece sono ben integrato nell'ambiente e il mio corpo è denso tanto che occorrono alcuni secondi per penetrare il muro col dito. Una volta entrato col dito è poi un gioco da ragazzi passare con il resto del corpo. Infilo la mano, poi tutto il braccio e infine il resto del corpo lasciando la testa per ultima. La sensazione è qualcosa che fatico a descrivere perché non assomiglia a niente che io abbia provato nella realtà fisica, credo sia come entrare in un liquido molto denso e viscoso, tipo il miele quando è ancora prevalentemente liquido ma ha già iniziato a cristallizzarsi. Una volta inserita anche la testa mi trovo nel buio totale, non ho più la percezione del mio corpo, né dello spazio circostante. Richiamo l'uso delle braccia per afferrare un qualche oggetto immaginario al fine di creare un ambiente onirico intorno a me. Tuttavia le mie mani non afferrano nulla, sento di essere nel vuoto assoluto, forse dovrei concentrarmi di più su cosa voglio creare, o su un luogo specifico da raggiungere e che conosco bene. Poco dopo inizio a percepire il mio corpo, sono totalmente paralizzato, nel buio assoluto e mi sento come percorso da scariche elettriche. Inoltre non so perché ho il respiro affannoso e ciò mi rende complicato tentare il distacco. Alla fine sono costretto a svegliarmi.

24 gennaio 2019

Sogno lucido ore 5.30-6-30

Un giro nella mia vecchia scuola

Mi trovo in giro per la mia città, devo andare a scuola ma sto facendo una strada che non c'entra nulla con la meta. Intravedo la ragazza di un mio amico che entra nel palazzo dove abitano i genitori di lui, passo davanti al palazzo e giro l'angolo a sinistra. Ora vado in direzione della scuola, il liceo che ho frequentato, e quando ci arrivo davanti inizio a prendere lucidità, io ovviamente non vado più a scuola da 8 anni ormai. Fuori ci sono gli studenti che attendono di entrare e alcuni di loro vedendomi dicono "è tornato ... (mio nome)". Entro nel cortile della scuola e un ragazzo mi dice "quanto è grande il mondo ?" Non capisco cosa voglia dirmi con questa domanda, comunque per educazione rispondo "molto grande, grandissimo !" Proseguo osservando i volti degli studenti, non riconosco nessuno in particolare ma sono tutti molto vividi e realistici. Entro nell'androne della scuola e continuo a guardarmi intorno, vedo le bidelle, alcuni insegnanti, poi dei ragazzi e ragazze che sembrano troppo grandi per essere studenti di liceo ma troppo giovani per essere insegnanti. C'è un via vai continuo e la gente parla tra loro causando un chiacchiericcio di fondo continuo ma non fastidioso, nessuno viene a disturbarmi, la mia lucidità non è a rischio. Riesco infatti senza problemi a stare al di sopra di quello che accade intorno a me, senza farmi coinvolgere troppo. L'atmosfera è di serenità e spensieratezza, mi godo l'esperienza rimanendone però distaccato. Rimango concentrato sui miei obbiettivi che sono quelli di testare i sensi di gusto e olfatto assaggiando e odorando del cibo e poi interagire con personaggi dotati di una certa consapevolezza e fare loro delle domande. Per farlo devo prima raggiungere un altro scenario, quindi cerco una porta da usare come passaggio. Vedo delle porte e vado in quella direzione, c'è un tizio sulla trentina dietro una porta aperta che sembra farmi cenno di entrare. Incuriosito vado in quella direzione ma quando sono ad un passo dalla soglia mi chiude la porta in faccia. Prendo dunque un'altra direzione, vedo una bella ragazza bionda e alta che indossa una camicia bianca, forse è una giovane insegnante. Entro nell'aula in cui si trova insieme ad altre persone, forse altri insegnanti. Sono intenti a parlare tra di loro, del tutto inconsapevoli, quindi so che sarebbe inutile e anche rischioso per la mia lucidità tentare di interagire con loro. Vedo quello che sembrerebbe un ascensore, ci entro e chiudo la porta, c'è anche uno specchio, è proprio ciò che mi serve, un perfetto mezzo di trasporto onirico verso un livello di sogno superiore. Qui però l'esperienza si interrompe bruscamente.


30 gennaio 2019

Sogno lucido/OBE ore 6.00-6.25

Mi sveglio intorno alle 6, la porta è aperta e sento i rumori e le voci dei miei che si sono già alzati. Vorrei chiuderla per riuscire a riaddormentarmi e farmi un'altra mezz'ora di sonno prima di alzarmi per andare a lavoro ma so che se mi alzo ora dal letto rischio di non riuscire più a prendere sonno. Resto dunque sul letto e dopo un po' mi addormento e mi ritrovo in un falso risveglio in cui mio fratello si lamenta con mia madre perché sta passando l'aspirapolvere a quest'ora del mattino. Mi alzo anche io per protestare ma lei mi risponde in malo modo e continua a passare l'aspirapolvere come se fosse normale farlo alle 6 del mattino. Mi rimetto a letto e poco dopo mi sveglio ma capisco subito che sto ancora sognando e che era un sogno anche quello di un attimo fa dell'aspirapolvere. Lascio che le vibrazioni percorrano il mio corpo e al momento giusto mi alzo. Vado di sopra ed entro in bagno, tocco il lavandino per stabilizzare e mi guardo allo specchio. Il mio volto è piuttosto fedele a quello fisico ma indosso una strana maglietta bianca che mi ricorda una che avevo anni fa, questa però è più aderente e scollata, decisamente non il tipo di maglietta che sono solito indossare. Esco da casa e vado subito verso la casa di fronte per usarla come passaggio per un altro scenario. Arrivato sulla soglia mi fermo ad osservare il giardino e in particolare dei fiori accanto alla porta. Ne tocco uno sentendone la consistenza soffice e vellutata, tutto molto reale e dettagliato. Entro e vedo subito una porta davanti a me, la raggiungo e la apro girando una chiavetta attaccata alla serratura ma qui improvvisamente il sogno si sfalda.

2 febbraio 2019

Sogno lucido notturno ore ?

Mi trovo a camminare sul lungomare della mia città e guardando verso il mare vedo una luna piena molto più grande del normale, enorme. Inizialmente penso possa essere un effetto ottico ma poi ne vedo altre due più avanti e qui capisco di stare sognando. Mi allontano cercando di raggiungere un luogo più luminoso. Non mi fermo a stabilizzare anche perché mi sento inseguito da qualcuno, come spesso accade nei lucidi fatti nella prima parte di sonno notturno. Questo qualcuno sembra molto arrabbiato ed emana cattiveria. Cammino veloce tra la gente, nel frattempo si è fatto giorno ma l'ambiente continua ad essere confuso e poco vivido. Penso di attraversare una porta prima che l'individuo ostile mi raggiunga ma poi cambio idea e decido di affrontarlo. Mi fermo in un punto e aspetto che arrivi. Lo vedo, è una donna. tendo la mano e quando mi raggiunge la cingo con il braccio destro inviandole affetto e comprensione. Così facendo l'essere si dissolve dentro di me, lo sto assorbendo, e il sogno stavolta nemmeno crolla come accaduto altre volte in cui ho usato questo sistema. Ora è tutto più tranquillo, non percepisco più alcuna negatività. Tuttavia qui perdo parzialmente lucidità e mi ritrovo a vagare in quella che sembra una città cubana. So di essere in un sogno ma mi scordo totalmente del mio obbiettivo e di fatto proseguo in questo ambiente confuso finché non mi sveglio o forse cado in un falso risveglio.

4 febbraio 2019

Serie di lucidi ore 5.15/6.15

Mi ritrovo in un falso risveglio in cui mi alzo per andare a bere e stranamente trovo dei sacchi dell'immondizia in cucina. Li porto in garage e poi realizzo di essermi già alzato prima per la WBTB, dunque ora sto sognando. Tuttavia non sono veramente lucido perché mi rimetto a letto nel tentativo di indurre un sogno lucido. Mi sveglio stavolta veramente e rimpiango l'occasione persa. Comunque mi riaddormento quasi subito e mi trovo a correre su un lungomare al crepuscolo. Prendo quasi subito lucidità e rallento, non riconosco questo posto, non c'è nessuno nei paraggi. Arrivo alla fine della strada, qui vedo il mare qualche metro sotto la strada. Ho addosso giubbotto e scalda collo ma qui nel mondo onirico non soffro il freddo dunque me li tolgo. Essendo questo luogo praticamente deserto, vado subito a cercare una porta per cambiare ambientazione. Ne vedo una dall'altra parte della strada, entro, chiudo e quando la riapro diventa tutto bianco. Riprendo il sogno sfregandomi le mani e mi ritrovo da un'altra parte, dove incontro mio fratello e la ragazza seduti ad un tavolo. Li raggiungo ma perdo parzialmente lucidità, poi lo scenario cambia, ora sono a casa mia eriprendo lucidità. Esco e raggiungo il campo di sterpaglie, cerco una porta ma mi ritrovo in una specie di campeggio pieno di roulotte, in realtà più che un campeggio sembra un campo rom. C'è anche un piccolo bar ma non trovo porte da utilizzare come passaggio per un altro scenario. La cosa mi fa innervosire e alla fine il sogno crolla senza che io sia riuscito a concludere nulla. Da qui inizia una serie di risvegli in paralisi con tentativi di distacco falliti o riusciti a metà. La paralisi è molto forte e provo sensazioni negative,forse proprio a causa del nervosismo per non essere riuscito a fare quello che avevo programmato.L'errore è stato quello di voler a tutti i costi forzare uno spostamento, quando avrei dovuto invece esaminare quel campo e capire come mai mi ero trovato lì.

9 febbraio 2019

Lucido ore 8.30-9-10

Cammino su un lungomare di notte, il riflesso del cielo sul mare è di un insolito e bellissimo colore indaco-violetto, una visione spettacolare !Capisco di essere in un sogno, guardo in lontananza poi smetto di farlo perché mi rendo conto che se rimanessi troppo tempo ad osservare il panorama il sogno svanirebbe. Stabilizzo toccando un corrimano di legno mentre mi dirigo verso la spiaggia. Penso di andare verso il mare ma poi ci ripenso perché voglio parlare con qualcuno, torno indietro e vedo dei ragazzi e ragazze seduti ad un tavolo di un chiosco. Li raggiungo e mentre faccio il giro per andarmi a mettere nell'unico spazio libero, tocco una sedia sulla quale è seduta una ragazza e forse per sbaglio le tocco la spalla e lei si spaventa e fa un salto sulla sedia. Gli altri allora si mettono a ridere, io le chiedo scusa dicendole che non era mia intenzione spaventarla. Uno dei ragazzi, che assomiglia ad un mio ex compagno di squadra di quando giocavo a calcio diversi anni fa, prende in giro la ragazza facendole notare come non si sia accorta della mia presenza nonostante le fossi passato accanto prima di toccarle la spalla. Il tizio è seduto alla destra della ragazza, la quale è invece seduta a capo tavola. Io mi vado a mettere di fronte a quel ragazzo in uno spazio vuoto ma senza sedia. Alla mia sinistra siede un altro ragazzo e di fronte a lui un'altra persona che non ricordo se fosse maschio o femmina. Tocco il tavolo per mantenere la stabilità e dico agli altri che voglio fare loro alcune domande. Inizio col chiedere che posto sia questo e i quattro si guardano tra loro come per dire "che facciamo ? Glielo diciamo ?" Il ragazzo alla mia sinistra poi si alza in piedi e rivolgendoci ai suoi amici dice "glielo dico io o glielo dite voi ?" Tutto ciò fa aumentare la mia curiosità e il tizio dice "questo è il nostro sport". Io rimango perplesso e gli chiedo cosa intenda dire, al che lui tira fuori una bustina con dell'erba e me la mostra, dunque capisco cosa intendeva dire. Sono qui per farsi le canne e definiscono tale attività "il loro sport". Scatta una risata di gruppo, poi però insisto nel chiedere seriamente come si chiama questo posto. A rispondermi stavolta è la ragazza alla mia destra, che però ora ha un aspetto ben diverso da prima. E' diventata grassa e bruttina, ed ha uno sguardo molto serio, sembra arrabbiata. La sua risposta è "..." (il mio vero nome). A questo punto dico che sono io a chiamarmi così e le chiedo "come fai a sapere il mio nome ? Chi sei tu ?" Ovviamente non sono sorpreso che sappia il mio nome però non è molto frequente che un personaggio onirico lo pronunci. Inoltre la sua risposta mi fa intuire che lei sia consapevole di trovarsi in un sogno, e probabilmente il senso della sua risposta è che siamo dentro di me, nella mia mente. Tuttavia in genere i personaggi quando faccio questa domanda o rimangono vaghi o mi danno nomi fantasiosi, mentre lei sembra che abbia voluto proprio farmi capire di sapere di essere all'interno del mio sogno. Alla mia domande lei risponde con uno sguardo inquietante "io so tutto di te !" Insisto allora a chiederle chi lei sia ma continua a non rispondere a questa domanda, allora le chiedo "qual è la tua funzione ?" e lei risponde, avvicinandosi e sempre più minacciosa, "pericolosa !" Qui il tizio alla mia sinistra mi afferra un polso, capisco di essere in trappola, vogliono sbattermi fuori dal sogno. Ora la ragazza è di fronte a me, al posto del tizio che assomiglia al mio ex compagno di squadra. Ormai è troppo tardi per liberarmi e allontanarmi, vengo sbattuto fuori e piombo in un falso risveglio e mi ritrovo a riflettere su questi lucidi interrotti da questi che io chiamo "agenti", i quali pare che intervengano non appena scoprono che sono lucido, aggredendomi e sbattendomi fuori dal sogno. In questo caso ho l'impressione che i personaggi abbiano capito quasi subito che ero lucido ed abbiano atteso il momento giusto per tendermi una trappola, dandomi inizialmente corda ma guadagnando tempo e facendomi abbassare la guardia.

12 febbraio 2019

Serie di lucidi ore 5.00-5.50

Mi sveglio in stato di paralisi e scendo dal letto. Sento mio fratello dire qualcosa, mi viene in mente che potrebbe essere un frammento di suoi sogni o pensieri che in qualche modo riesco a captare in questo stato di coscienza. Salgo le scale ed esco dal portone, qui però mi fermo perché mi ricordo di una promessa che feci tempo fa all'inquilino della casa di fronte, Gianfranco. Gli dissi che gli avrei portato del formaggio per ringraziarlo della sua ospitalità. Poco prima infatti gli avevo detto di volergli dimostrare la mia gratitudine e lui mi disse che le sarebbe piaciuto avere del formaggio. Tuttavia mi sono sempre dimenticato di questo e molte volte sono tornato in quella casa, di passaggio per un altro luogo, a mani vuote. Questa volta mi sono ricordato dunque voglio tenere fede a quella promessa. C'è un piccolo mobile alla mia sinistra, sotto il quale vedo una busta contenente una piccola forma di formaggio. La prendo e la porto con me, mi dirigo subito alla casa di Gianfranco. Stranamente stavolta trovo un ostacolo all'ingresso, aperto il cancelletto infatti mi trovo davanti un pezzo di muro all'altezza del mio addome che mi sbarra la strada. Potrei abbassarmi e passarci sotto ma è comunque un passaggio stretto e rischierei di destabilizzare il sogno, così decido di distruggerlo. Dapprima lo colpisco con una mano senza successo, poi lo stacco direttamente con le mani e lo getto a terra, ora il passaggio è libero. Entro in casa e con mia sorpresa mi ritrovo in una festa con musica rock, una lunga tavolata che taglia tutta la sala in larghezza e altri tavolini lungo le pareti con sopra cibo e bevande. Non c'è traccia di Gianfranco, nella sala ci sono solo giovani. Incontro il mio amico P. e gli do la busta con il formaggio dicendogli di darla a Gianfranco da parte mia. Mi dirigo verso un'uscita, ma la bella atmosfera di questa festa mi invoglia a rimanere ancora un po' qui. Davanti ad una vetrata, dalla quale filtra la luce del sole, c'è una ragazza seduta su una sedia. Le chiedo che posto sia questo e lei mi risponde in maniera vaga, qualcosa del tipo "te lo dirò un'altra volta".Qui il sogno si interrompe. Non ricordo poi cosa succede esattamente, ci sono altri episodi che fatico a riordinare cronologicamente.In uno di questi mi trovo nel bagno di casa mia al piano terra e mi ricordo di stare sognando. Mi ricordo anche del mio obbiettivo, ovvero quello di incontrare la mia guida, Isabelle. Mi fermo davanti alla porta formulando ad alta voce questa mia intenzione, tuttavia non ci credo abbastanza perché ormai so che non posso usare porte di casa mia per teletrasportarmi altrove. Quando apro la porta infatti mi trovo esattamente dove sarei se avessi aperto quella porta nella realtà fisica. Esco di casa e una volta in strada rallento la camminata godendomi le sensazioni vivide di questo sogno, il venticello che mi accarezza il corpo è molto piacevole. Entro nella villetta di fronte alla mia e quando sono quasi alla porta d'ingresso sento dei ragazzi in strada che fanno un gran baccano. In particolare sento la voce di un ragazzo che inveisce contro qualcuno, urla e bestemmia. Il tutto è così realistico che mi chiedo se ciò stia accadendo nella realtà fisica qui nei dintorni di casa mia. Poi però mi rendo conto che è improbabile perché è piuttosto presto, probabilmente non sono nemmeno le 6. Entro in casa e vedo Gianfranco, lo saluto ma da qui in poi tutto si fa confuso. In un altro episodio mi trovo in una stanza in uno stato pre lucido con alcune ragazze seminude. In seguito mi ritrovo in paralisi e sento mia madre entrare nella stanza. Mi viene a svegliare e dato che con l'orario più o meno ci siamo penso che potrebbe essere davvero lei. Vedendo però che nonostante mi scuota continuo a rimanere in paralisi, capisco che non è lei, bensì l'entità. Provo a scendere dal letto ma è troppo tardi, sono bloccato. Inizia la solita lotta psicologica, con il demone che mi opprime dapprima fingendosi ancora mia madre e sussurrandomi parole falsamente affettuose, poi rivelandosi per quello che è nel momento in cui io mi agito leggermente nel tentativo di uscire dalla paralisi e svegliarmi. Qui mi dice qualcosa tipo "ti agiti sempre" e sento degli artigli aguzzi pungermi le mani. Qui torno a rilassarmi perché so che se mi agitassi troppo diventerebbe un'esperienza molto dolorosa e ne uscirei sfinito. Alla fine riesco a svegliarmi.

17 febbraio 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Due piccoli incendi in giardino

Mi sveglio poco dopo le 5.30 e mi alzo. Vado a bere un goccio d'acqua e resto un po' sveglio a concentrarmi sull'obbiettivo di sognare lucido, poi vado in bagno e infine mi rimetto a letto. Continuo a rimanere concentrato sull'intento di lucidare e dopo un tempo indefinito mi addormento e prendo gradualmente consapevolezza nel bel mezzo di un'ipnagogica molto intensa in cui vedo il parcheggio dietro casa mia e inizio a poco a poco ad entrare nella scena. Sto camminando lungo la discesa e non appena prendo piena lucidità inizio a stabilizzarmi nell'ambiente. Stranamente cado a terra ma ne approfitto per sfregare le mani sull'asfalto per aumentare la stabilità, poi mi alzo e mi butto sopra una macchina di fatto aggrappandomi al sogno con tutte le mie forze. Ora il sogno ha raggiunto un'ottima stabilità e guardo in direzione di casa mia. Vedo un barboncino bianco che cammina a pochi metri dalla siepe di casa mia, poi però ad attirare la mia attenzione è del fumo proveniente dal mio giardino. Potrei ignorarlo dato che sono in un sogno ma sento che non posso farlo, devo spegnere l'incendio. Risalgo il parcheggio e mi fermo davanti ad un cancello secondario della casa di mia zia, da qui intravedo della legna accatastata che ha preso fuoco nel mio giardino. Dico ad alta voce "acqua !" Concentrandomi sulle fiamme per spegnerle e in pochi secondi queste si spengono anche se non compare l'acqua. Vedo un altro focolaio poco distante e spengo anche quello concentrandomi e battendo una volta le mani. Ora che ho sistemato le cose posso procedere con il mio obbiettivo che è quello di incontrare la mia guida, Isabelle. Dopo quel primo incontro fugace infatti per un motivo o per un altro non sono più riuscito ad incontrarla di nuovo. Mi metto a correre per raggiungere al più presto una casa da usare come ponte verso il luogo d'incontro con la guida ma qui il sogno perde chiarezza e poco dopo mi sveglio.
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Citrato » 28/02/2019, 21:33

Ciao Hari!

Grandiosi come sempre i tuoi lucidi! :cool: : Yahooo :

Tienimi aggiornato se riesci ad estorcere qualche parola alla tua entità silente, ok? : greeting :
Sognatori di tutto il mondo unitevi!
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