Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda OnironautaSbadata » 11/01/2021, 17:37

Ciao Hari sono stupita dal tuo livello di controllo del sogno! Usi tecniche W. I. L. D. vero?
Vorrei dare un'occhiata a quel gruppo Facebook... Me lo indicherei? Mi sono un po' persa, hai finito poi la task di mago merlino?
: Smile :
Il sogno in cui affronti l'entità assomiglia molto alla leggenda sulla paura, quella del ragazzo e del gigante, la conosci? Se non la conoscessi sarebbe ancora più scioccante la somiglianza :shock:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/01/2021, 20:19

Ciao :), per quanto riguarda le tecniche, l'unica vera tecnica che uso è la WBTB, associata ad un forte intento e motivazione. A volte, una volta tornato a letto dopo essere rimasto per un po' alzato, provo con la cosiddetta WILD ma quasi mai riesco ad entrare direttamente nel sogno. Tuttavia anche il solo fatto di provarci fa sì che la mia mente resti maggiormente attiva e spesso ciò mi fa prendere consapevolezza nello stato intermedio tra sonno e veglia (con o senza paralisi) oppure, anche se meno frequentemente, a sogno già iniziato. No, alla fine non sono riuscito a portare a termine l'ultima parte dell'esperimento. Per farlo avevamo a disposizione due notti e la seconda non sono riuscito a combinare nulla. Avevo mangiato pesante la sera ad un compleanno e ciò ha influito notevolmente sul sonno :D. Ti scrivo il nome del gruppo in privato :). Per quanto riguarda la leggenda che hai citato, no, non la conosco, mi informerò a riguardo :).
May your heart be your guiding key
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda OnironautaSbadata » 19/01/2021, 21:17

Ciao Hari, per qualche motivo non funziona la messaggistica in questo momento. Ti ho scritto su messenger, spero di non aver sbagliato persona!
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/02/2021, 18:47

16 gennaio 2021

Serie di lucidi ore 5.30-7.15

La festicciola

Prendo lucidità nello stato intermedioma mi sveglio prima di riuscire ad eseguire il distacco, rimango comunque immobile e mi riaddormento subito. In seguito, dopo alcuni tentativi falliti di stabilizzarmi in uno scenario onirico, mi ritrovo a prendere lucidità in un sogno già avviato. Qui mi trovo ad entrare in un edificio insieme a due tizi, uno dei quali è il mio amico P. e dico a me stesso che devo ignorarli per evitare di farmi coinvolgere in conversazioni o attività varie che mi farebbero perdere lucidità. C'è una rampa di scale che sale e un'altra che scende, inizialmente sto per scendere ma poi mi ricordo che mi ero posto l'obbiettivo di andare verso l'alto, che fosse in volo, in ascensore o in qualsiasi altro modo, dunque seguo gli altri due su per le scale. I gradini sono un po' strani, non sono tutti della stessa misura, lo scenario è ancora un po' instabile e io stesso non mi percepisco ancora del tutto integrato in esso. In ogni caso proseguo, salgo due o tre piani finché non mi ritrovo su un pianerottolo con una larga porta a due ante. Usciamo e vedo con piacere che ora ci troviamo all'aperto, siamo su un terrazzo di una grossa villa di quelle antiche, tipo del '700. Sotto di noi un ampio giardino con un'enorme vasca ornamentale dal fondo verde scuro e dalla forma irregolare, di almeno 20 metri di lunghezza e almeno 10 di larghezza nel punto più largo. E' una bella giornata soleggiata ma si vede anche la Luna in cielo, piena o quasi. Distolgo lo sguardo per un attimo e quando torno a guardare la trovo deformata, non più un cerchio perfetto ma uno scarabocchio sfocato dalla forma vagamente circolare. A quanto pare mi trovo ancora in un ambiente non del tutto stabile. Ora mi chino a toccare il pavimento e mi trovo a raccogliere della ghiaia, non mi ero accorto che fosse fatto di sassolini, altro segno che non sono ancora del tutto stabilizzato in questo scenario. Anche non guardando per terra infatti avrei dovuto accorgermene attraverso il tatto e l'udito. Mi ricordo di guardare come sono vestito, indosso un paio di scarpe nere, forse da ginnastica, un paio di jeans sempre neri, simili a quelli che ho nella realtà fisica di quel colore e un maglioncino blu. Scendo in giardino attraverso una rampa di scale esterna e vedo che è in corso una festicciola con una ventina di persone. C'è un tavolo lungo o, più probabilmente, più tavoli messi in fila, apparecchiati e con dei dolci sopra. Intorno alla tavolata ci sono persone di varie età che mangiano e chiacchierano, in piedi o sedute. Tra queste ricordo una ragazza grassottella che mangia qualcosa seduta su una sedia in un angolo a qualche metro dal tavolo. Voglio assaggiare qualcosa, mi avvicino al
tavolo e vedo dei pezzi di crostata già tagliati a quadratini. Ne prendo uno ripieno di una crema di colore rosa acceso, lo assaggio, il sapore non è molto intenso ma comunque gradevole. Chiedo ad una ragazza nelle vicinanze che gusto è e lei risponde che è burro di arachidi, precisandomi inoltre che la marca di questo burro di arachidi si chiama "Aquila". Non ho mai sentito di un burro di arachidi di colore rosa, né di una marca di dolciumi di nome "Aquila".
Qui il sogno si dissolve mentre gusto la crostata.

Gelato con riso

Prendo lucidità mentre sono a casa mia nel seminterrato, salgo al piano terra ed esco dalla cucina. Raggiungo il parcheggio dietro casa e mi addentro nel campo di sterpaglie adiacente mettendomi a correre in direzione della ferrovia. Qui, a differenza della realtà fisica, non ci sono alberi e cespugli particolarmente grossi da coprire la visuale, perciò riesco a vedere la ferrovia e noto subito che c'è un treno fermo sui binari. La cosa è alquanto insolita, la stazione si trova circa 700 metri più avanti, se il treno è fermo qui significa che deve esserci stato un guasto o qualche altro imprevisto. Quando sono abbastanza vicino ai binari però, mi accorgo che c'è solo la carcassa di un treno, con grossi squarci e senza più vetri e porte. A giudicare dalle sue condizioni, deve trovarsi lì da parecchio tempo, ciò significa che la ferrovia non è più in uso, chissà cosa sarà successo. Salto nel treno passando da una delle aperture o da uno squarcio, per poi saltare giù dalla parte opposta, raggiungendo così una strada asfaltata. Percorro un tratto di strada parallela alla ferrovia e dopo un po' vedo alla mia sinistra un chiosco gastronomico che è anche una gelateria. Con me ora c'è il mio amico A.T., e non credo sia un caso
che sia lui e non qualcun altro dei miei amici. A.T. Non è la prima volta infatti che A.T. compare nei miei sogni, lucidi e non, in situazioni che hanno a che fare con gelati o gelaterie, in alcuni di questi era addirittura lui il gelataio o proprietario della gelateria. Raggiungo il chiosco per prendere un gelato, c'è una donna a servire i clienti, quando tocca a me le chiedo un cono e lei mi chiede se per caso lo voglio con il riso. Non capisco cosa intenda...forse un gelato fatto col latte di riso anziché quello classico ? Le chiedo cosa intende e lei mi mostra un cono con dei chicchi di riso sopra, probabilmente riso soffiato. << Ok, proviamolo >> le dico io, ma qui lei inizia a parlarmi di una promozione che ha a che fare con il Fantacalcio e non so cos'altro.
La cosa va per le lunghe, io finisco per perdere lucidità e il sogno crolla prima che io possa gustare il gelato.


17 gennaio 2021

Lucido ore 6.00-7.15

Il cortile di ghiaia e il bar

Mi trovo in stato semi lucido in un corridoio, lo percorro lentamente dirigendomi verso un'apertura da cui filtra luce solare. Prendo lucidità, mi accorgo di avere in testa un cappuccio, me lo tolgo un attimo prima di uscire. Mi trovo su terreno fatto di ghiaia e vedo il mare a pochi metri da me, da una posizione sopraelevata. Sento chiaramente il rumore dei sassolini sotto le scarpe e ne raccolgo anche un po' per poi lasciarli cadere. E' un ambiente estremamente reale e vivido e dall'atmosfera tranquilla e serena, sento la brezza leggera che mi accarezza la pelle e mi godo questa bellissima sensazione. Giro un angolo e mi trovo ora in uno spazio più stretto e delimitato da rocce, qui però l'ambiente si dissolve. Mi trovo senza vista ma ho ancora attivi tatto e udito e se sbatto i piedi sento ancora la ghiaia sotto di me. Tento di aggrapparmi a questo scenario prendendo un po' di sassolini tra le mani ma sento che non è abbastanza. Ho la sensazione di non avere sufficiente energia per rimanere qui, in ogni caso ho intenzione di traslocarmi altrove direttamente, senza ripartire dal letto. Mi aggrappo dunque a qualcosa davanti a me, devo immaginare qualcosa da poter toccare e soprattutto evitare di pensare ad elementi presenti a casa mia o nelle sue vicinanze se voglio teletrasportarmi in un posto nuovo. Non avendo in mente un luogo specifico, mi serve qualcosa di semplice e generico che possa trovarsi più o meno ovunque. Mi viene in mente per qualche motivo il davanzale di una finestra, mi ci aggrappo, lo sento chiaramente al tatto e per qualche istante mi materializzo in un ambiente all'aperto ma poi svanisce anche questo e mi ritrovo in un luogo chiuso, un bar con pareti di legno lucido. Vedo una porta sulla destra che sembra condurre all'esterno e un'apertura senza porta sulla parete di fronte a me. Tra me e la parete ci sono alcuni tavoli ai quali sono sedute alcune persone. Li saluto ed esco dalla porta sulla destra, sento uno di loro rispondermi con un mugugno. Uscito dalla porta però mi trovo ancora al chiuso, sempre all'interno del bar. L'ambiente è molto stabile e ne approfitto per leggere alcune scritte. Mi soffermo soprattutto sul bancone, nel quale sono esposti snack golosi di ogni genere. Ne trovo uno con la scritta "Modica", una marca che non ho mai sentito nominare, poi un Kinder dalla forma particolare, anche questo mai visto prima. Lo prendo e leggo una scritta azzurra di cui però si legge solo la parte finale, quello che viene prima sembra cancellato. Ne prendo allora un altro pezzo, si legge qualcosa di più ma la scritta è comunque incompleta.Ne prendo altri finché non ne trovo uno con la scritta intera, la parola o frase finisce con "mente" ma quello che viene prima non ha alcun senso. Finisco per perdere lucidità e ritrovarmi a casa di mia nonna paterna dove proseguo per un po' a sognare normalmente.


Serie di lucidi ore 7.30-.8.40

L'oggetto misterioso

Mi trovo a girare per vari luoghi, sia al chiuso che all'aperto con il mio livello di lucidità che oscilla tra semi lucido e poco lucido. Ad un certo punto mi rendo conto che devo pormi un obbiettivo preciso se non voglio sprecare questa esperienza. Non riesco tuttavia a prendere una decisione definitiva e continuo a vagare per questi ambienti. Uno di questi lo ricordo meglio degli altri ed avrà una certa importanza più avanti in questa serie di lucidi. E' notte e mi trovo in un luogo all'aperto un po' cupo ed inquietante. Alla mia destra c'è una staccionata alta meno di un metro, sulla quale sono disposte delle teste finte di un animale che sembrerebbe un primate. Tutte le teste hanno un'espressione feroce ed aggressiva, con le fauci spalancate, mentre all'interno del recinto si trova un animale simile ad una scimmia che salta qua e là in continuazione come impazzito ed emette versi striduli e minacciosi. Potrebbe saltare facilmente la staccionata ma per qualche motivo non lo fa, in ogni caso i suoi versi, uniti alla presenza di quelle teste sulla staccionata, rendono l'atmosfera a dir poco tesa. Qui il ricordo sfuma e in seguito mi ritrovo a casa mentre sto salendo le scale che portano al primo piano. Qui incontro mio nonno che mi suggerisce di volare dal balcone, il che è esattamente quello che avevo in mente di fare. Entro nella stanza degli ospiti, esco sul balcone e prendo il volo. E' notte, e mi rendo conto che mi trovo ad un'altezza di gran lunga superiore a quella che dovrebbe essere. Vedo infatti sotto di me edifici piccolissimi come se casa mia, dalla quale sono partito, si trovasse in cima ad una montagna. L'altezza spropositata mi causa delle vertigini, mi arriva il solito formicolio all'addome e in pochi istanti crolla tutto. Mi trovo a fluttuare nel vuoto e dopo un po' mi ritrovo sul letto in paralisi con la pressione alle tempie che aumenta gradualmente d'intensità. A tratti diventa dolorosa e mi costringe ad uscire temporaneamente dalla paralisi, stavolta però non voglio arrendermi, voglio proseguire l'esperienza ad ogni costo. Eseguo la tecnica del movimento fantasma del braccio e dopo alcuni secondi inizio a prendere il controllo del mio corpo sottile, provo dunque ad alzarmi ma sono ancora bloccato. Riesco però a rigirarmi nel letto, mettendomi in posizione supina, tento di nuovo di alzarmi ma ancora niente. Nel frattempo lotto con la pressione nella testa che ogni volta che raggiunge il suo culmine mi costringe ad uscire per un istante dalla paralisi. E' un po' come essere sott'acqua in apnea e dover riemergere ogni tanto per respirare. Forse proprio queste interruzioni mi impediscono di prendere pienamente il controllo del mio corpo astrale, facendo sì che la consapevolezza rimbalzi continuamente tra esso e quello intermedio che è bloccato nel letto insieme al fisico. Continuo comunque ad insistere e alla fine riesco a staccarmi lasciandomi scivolare giù dal letto. Mi alzo dal pavimento ed esco dalla mia stanza, inizialmente sono in stato confusionale e credo di essere qualcun altro, poi però torno in me e mi ricordo chi sono e cosa sto facendo. Salgo fino al primo piano, entro nella stanza degli ospiti ed esco sul balcone. Da qui prendo nuovamente il volo, stavolta mi trovo ad un'altezza decisamente più verosimile e sto sorvolando una qualche città che non riconosco. Mi avvicino ad un palazzo con l'intenzione di atterrare su un balcone ma poi ci ripenso ed atterro in strada. E' notte e non c'è anima viva in giro, guardo in direzione di un edificio e davanti al portone d'ingresso mi sembra di scorgere una figura umanoide nella penombra. L'immagine mi inquieta leggermente, ma proprio per questo penso che possa essere interessante, perciò vado verso di essa per vedere di chi o cosa si tratta e magari parlarci. Quando mi sono avvicinato a sufficienza però, vedo che si tratta solo di un oggetto inanimato che ha vagamente la forma di una persona. Torno quindi indietro e mi ritrovo in un luogo che ho la netta sensazione di aver già visitato...ma certo ! La staccionata con le teste e quella specie di scimmia impazzita ! Ci sono stato prima ed ora eccomi di nuovo qui, il che è decisamente insolito. Spesso tento di tornare in luoghi già visitati fallendo miseramente, stavolta invece sono stato riportato qui senza averlo chiesto, evidentemente questo posto deve essere importante per qualche motivo. A differenza di prima però, ora la scimmia è uscita dal recinto e mi si avvicina minacciosa, continuando a saltellare e ad emettere i suoi fastidiosi versi. Io però sono del tutto tranquillo, so che non può farmi del male, sono totalmente in controllo. Dato che sta facendo parecchio rumore però, le dico ad alta voce << E basta ! Hai rotto le palle ! >> Dopodiché me la ritrovo a pochi centimetri dal volto, la afferro e la rilancio nel suo recinto, dal quale non si azzarda ad uscire di nuovo. Proseguo e incontro una ragazzina bionda, che a tratti però mi appare come un grosso uccello, forse un falco. Le chiedo di indicarmi un qualche luogo interessante da visitare qui nelle vicinanze, un posto dove io possa trovare o scoprire qualcosa. La ragazzina/uccello non dice nulla ma vedo arrivare un gruppo di ragazzi, ai quali rigiro la stessa richiesta. Mi rispondono che non sanno nulla di un posto del genere da queste parti, tranne uno di loro che invece inizia a dire qualcosa ma poi si interrompe dicendo che non può parlarne. Io però insisto e alla fine lui cede e mi dice che ci sarebbe un...dice una parola che però ora non ricordo, mi sembra iniziasse per T ed avesse a che fosse il nome di un elemento chimico o qualcosa del genere. Dice che chi lo recupera avrò la possibilità di guadagnare milioni. Io gli dico che non sono interessato ai soldi, anche perché qui di certo non mi servirebbero a nulla, ma che sarei comunque felice di trovarlo per loro. A questo punto i ragazzi e gli adulti, che nel frattempo si sono aggiunti, iniziano a fantasticare e scherzare su cosa potrebbero fare con quei soldi. Poi tutti insieme allungano le mani mettendole una sopra all'altra in un unico punto, come in un gesto di fratellanza. Mi fa piacere vederli così uniti e penso che sarei felice di aiutarli ad ottenere quell'oggetto, qui però il sogno si dissolve prima che riesca a farmi indicare dove si trova.

23 gennaio 2021

Lucido/OBE ore 5.30-6.40

Uno stato di coscienza superiore

Dopo essermi alzato e rimasto in piedi per un po' per la WBTB torno a letto e rimango per un po' sdraiato in posizione supina, dopodiché mi sdraio sul fianco destro e poco dopo mi addormento.

Mi trovo ad un certo punto in una situazione a metà tra ipnagogica e scenario onirico. L'ambiente mi riporta alla mente un sogno lucido di oltre tre anni fa, che il pomeriggio stesso avevo letto nel mio diario. Mi trovo in una stanza davanti ad una porta aperta e penso di trovarmi in quello stesso scenario o comunque in un luogo molto simile. Varco la soglia e mi ritrovo in effetti in un corridoio (quel lucido di tre anni fa era iniziato che mi trovavo in un corridoio ed avevo poi aperto due porte, oltre le quali avevo trovato due bagni, qui a quanto pare avviene il contrario, anche se non ricordo che la stanza da cui sono uscito in questo sogno fosse un bagno). Le immagini sono un po' sfocate e poco dopo crollano e mi ritrovo forse a letto nello stato intermedio. Più avanti invece mi trovo in uno stato semi lucido su un campo di calcetto insieme ad alcuni amici. Siamo nel riscaldamento pre partita e stiamo facendo dei passaggi e tiri in porta, so di stare sognando e penso di approfittare di questa situazione per tirare due calci al pallone, visto che a causa della pandemia sono mesi che non gioco. Dopo qualche passaggio lo scenario si stabilizza e ora le sensazioni sono assolutamente reali, sto veramente giocando a pallone ! Ad un certo punto di colpo mi ritrovo nel bel mezzo della partita, della quale ricordo alcune azioni. A forza di giocare mi immedesimo un po' troppo nella partita e mi stizzisco pure un paio di volte per alcune azioni di gioco che non vanno come avrei voluto. In seguito mi trovo di nuovo a letto nello stato intermedio ed inizio a sentire una lieve pressione sulla schiena, come un flusso di energia che percorre la colonna vertebrale. Più avanti invece, sempre nello stato intermedio, sento le voci di una donna e di un ragazzo, forse madre e figlio, che discutono animatamente. Non capisco quasi nulla di ciò che dicono ma si capisce che si tratta di una situazione drammatica, la madre cerca di far ragionare il figlio che sembra in preda ad un impeto di rabbia o disperazione o entrambe le cose. Mi sembra che il ragazzo dica qualcosa del tipo << io lo ammazzo ! >> mentre la madre cerca di calmarlo, di convincerlo a non portare rancore e non cercare vendetta. Il tutto è molto straziante e angosciante, nonostante io non veda nulla e senta solo le loro voci. Non ho alcun controllo su questa cosa, non posso farla smettere, l'unico modo sarebbe svegliarmi ma non ho intenzione di farlo, so che tra poco finirà ed avrò l'opportunità di andare in OBE. Ora infatti accade qualcosa, la mia consapevolezza raggiunge un livello più elevato, ad un tratto mi sento anche sollevare ma come al solito non riesco a lasciarmi andare completamente e rimango giù. Ad un tratto percepisco una presenza estranea accanto a me (io sono sdraiato sul fianco destro ed è come se questa presenza fosse sdraiata o seduta dietro di me), un'energia potente, la quale emette anche una luce (la vista non è attiva ma percepisco comunque questa luce, un po' come quando si intravede la luce attraverso le palpebre chiuse). La percepisco un'entità aliena, ma il fatto che sia accompagnata da questa luce mi suggerisce che non sia la stessa che mi fa visita di solito. Mi sale una certa inquietudine, l'istinto sarebbe quello di uscire dalla paralisi e svegliarmi ma lo reprimo e rimango immobile. Chiedo all'entità << chi sei ? >> E non ottengo risposta, nel frattempo sento un respiro, lo sento all'altezza del collo, che sia quello del mio corpo fisico ? Sempre sul collo, poco sotto la nuca, sento una lieve pressione, l'impressione che ho è che sia la bocca dell'entità che mi sta succhiando energia da quel punto. In tutto ciò sono anche avvolto dalle vibrazioni, le quali però in presenza di questa entità assumono una connotazione diversa, le percepisco come qualcosa di negativo, come se avessi dei tentacoli che si muovono sul mio corpo e a tratti mi fanno pressione in vari punti. Ad un tratto sento una voce che dice << dimmi chi sei >> al che io dico il mio nome e chiedo << e tu ? >> ma anche qui nessuna risposta. Riflettendo da sveglio penso che quella domanda che mi sono sentito porre potrebbe essere in realtà un riflesso di quella che avevo in mente io e che non aveva trovato risposta. Provo a muovermi utilizzando la tecnica del movimento fantasma del braccio destro ma la presenza di questa entità rende tutto più difficile. Per eseguire il distacco dovrei essere completamente sereno e rilassato ma con questa presenza sopra di me non è affatto facile. Sento comunque che è fondamentale per me superare questo ostacolo se voglio portare le mie esperienze ad un livello superiore. Non riesco però a farlo in questa occasione, poco dopo infatti esco dalla paralisi e mi sveglio, non so dire se ciò sia avvenuto spontaneamente o se sia stato io a forzare. In ogni caso ho capito ormai che è inutile tentare di comunicare con questa entità, l'unica cosa da fare è riuscire a lasciarmi andare ignorando la sua presenza o comunque smettendo di considerarla negativa. Reputo questa esperienza estremamente significativa, lo stato di coscienza che ho raggiunto era qualcosa di palesemente diverso dal solito, qualcosa che poche volte mi era capitato di raggiungere prima. E' difficile se non impossibile descriverlo a parole, posso solo dire che si tratta di uno stato di coscienza più elevato, un'espansione della mia consapevolezza.


24 gennaio 2021

Serie di Lucidi/OBE ore 6.30-8.00

Mi sveglio in paralisi ma il ricordo qui è molto vago e confuso. In seguito mi trovo semi lucido in casa nel seminterrato, in un ambiente un po' ovattato e sfocato. Incontro mio padre che è appena arrivato a casa, lo saluto, giro un po' per casa poi vado di sopra ed esco dal portone. Ho intenzione di volare verso l'alto per uscire da questo scenario ed andare in OBE, mi sollevo subito da terra ma invece di andare verso l'alto vengo risucchiato velocemente all'indietro nel corpo e qui mi sveglio. Successivamente mi ritrovo nel buio totale ed inizio a spostarmi con l'intento in questo vuoto oscuro mentre sono avvolto da una sorta di flusso vibratorio, ma non raggiungo nessun luogo né incontro alcuna entità o presenza. Ad un certo punto provo a tuffarmi verso il basso e avverto come un cambio di frequenza nelle vibrazioni, ora percepisco un'energia negativa e ad un tratto sento anche un grido femminile terrificante che mi fa rabbrividire. Non voglio stare qui, tento di risalire verso l'alto ma qui è tutto troppo confuso, non si distingue più il sopra dal sotto. Alla fine mi ritrovo in paralisi con la solita sensazione di una presenza che mi blocca. Sento come delle mani scorrermi lungo i fianchi e il torace e a tratti premermi.L'inquietudine mi assale, non riesco a lasciarmi andare completamente e a tratti mi sforzo di svegliarmi e uscire dalla paralisi, per poi ripensarci e lasciarmi andare di nuovo. Quando però sento la presenza che mi avvolge decido di uscire di nuovo e così via per diverse volte finché non decido di svegliarmi definitivamente. La sensazione è come di un fluido denso e viscoso che mi avvolge dalla parte inferiore a quella superiore del corpo e l'impressione che ho è che se arrivasse alla testa non potrei più liberarmene. Si tratta ovviamente di pura suggestione ma in quel momento l'angoscia ha il sopravvento sulla razionalità ed entra in gioco l'istinto di sopravvivenza che mi impedisce di lasciarmi andare completamente.


25 gennaio 2021

Sogno lucido ore 6.00-6.30

Breve visita alla città di Panida

Mi trovo in una città che non conosco e prendo lucidità. Inizialmente penso di spostarmi in volo e mi stacco da terra ma poi ci ripenso perché non ho una meta precisa da raggiungere e decido di esplorare questo posto con calma. Cammino lungo una strada abbastanza larga e mi guardo un po' intorno, sul lato sinistro della strada ci sono una serie di palazzine di 3 o 4 piani. Su uno di questi edifici, al piano terra, leggo l'insegna: "PANIDA OBITOREUM (o OBITORIUM) OSPITAL (o OSPITOL)". Distolgo lo sguardo e guardo di nuovo, la scritta sembra leggermente cambiata, forse una o due lettere. Continuo a camminare guardando sempre a sinistra, osservo ancora le palazzine e vedo un negozio con una grossa insegna che però ora non ricordo. Voglio chiedere informazioni a qualcuno, vedo due donne che camminano fianco a fianco, una delle due è decisamente più giovane dell'altra, forse sono madre e figlia. Vedo che una delle due ha in mano un cellulare e lo sta mettendo via, sembra però che non sia uno smartphone ma uno di quelli che si aprono e si chiudono. Mi avvicino e chiedo loro se posso fare alcune domande, dopodiché chiedo in che città siamo e la donna più giovane mi risponde "Panida". A quanto pare quel "PANIDA" che appariva nell'insegna era proprio il nome della città. Istintivamente mi viene da chiederle dove si trova questa città, ma ancor prima di finire di pronunciarla mi rendo conto che non ha senso farle questa domanda. Panida è probabilmente una città che esiste solo in questa dimensione, come la maggior parte di quelle che mi è capitato di visitare. Comunque lei invece di dirmi un altro luogo mi risponde << all'incirca nel 2000 >>, come se il dove il quando per lei fossero la stessa cosa. Le chiedo poi da dove viene lei e mi dà il nome di un altro luogo che però ora non ricordo, dice poi di essere nata nel 2010. Nel frattempo entriamo in un locale e qui il sogno inizia a farsi confuso e si deforma. Esco quasi subito ma ormai lo scenario è confuso ed ovattato, sento che mi sto scollegando e infatti poco dopo mi sveglio.


31 gennaio 2021

Serie di lucidi ore 6.30-7.30

Mi trovo all'interno di un edificio e prendo gradualmente lucidità mentre mi avvicino ad una finestra e salgo sul davanzale. Mi ci siedo sopra e vedo che sono abbastanza in alto, è un ottima occasione per volare. Mi lascio andare e rimango sospeso in aria, ormai mi viene automatico e ripenso a quando invece non avevo il coraggio di saltare nemmeno da pochi metri d'altezza. Quel lieve senso di vertigine con formicolio all'addome c'è ancora ma il più delle volte, se evito di guardare verso il basso, dura solo un istante e riesco a gestirlo. Sicuramente c'è molto da migliorare, devo imparare a gestire meglio il volo, farlo durare più a lungo e riuscire ad andare anche in picchiata senza far collassare il sogno. In questo momento però quello che più mi preme è superare quel blocco che mi impedisce di salire oltre una certa altezza. Provo appunto a volare verso l'alto e riesco a salire un po' ma quasi subito lo scenario si dissolve e mi ritrovo nello stato intermedio in paralisi. A dire il vero non era la situazione migliore per sperimentare il volo, si trattava di un ambiente di quelli ovattati ed altamente instabili, quelli da cui conviene uscire subito prima di cadere nuovamente in uno stato di incoscienza. Sono avvolto dalle vibrazioni, avverto chiaramente il cambio di livello e sento, seppur in maniera affievolita rispetto ad altre volte, la solita presenza che accompagna questo stato di coscienza. Stavolta però sono determinato a proseguire, non ho alcuna intenzione di rinunciare. Mi sento continuamente strusciare sul corpo e, come spesso accade, ho la sensazione che a farlo siano delle braccia o tentacoli di quell'entità aliena. Dico però a me stesso che è tutta suggestione e che quelle che sento sono le normalissime vibrazioni che caratterizzano questo stato intermedio, non c'è nessuno che sta tentando di farmi del male o succhiarmi energia. Dopo un po' riesco a farmi scivolare giù dal letto, sono ancora molto pesante e fatico un bel po' a mettermi in piedi. Alla fine ci riesco ma mi sento ancora tirare indietro con forza, inizia una lotta psicologica nella quale mi sforzo di richiamare pensieri ed emozioni positive per esorcizzare la negatività e liberarmi dalle zavorre che mi trattengono. Nel frattempo per qualche istante la vista si attiva e la luce è anche accesa, permettendomi di vedere il letto di mio fratello sfatto e senza lui sopra. E' evidente che non sto vedendo la mia stanza fisica dato che in questo momento mio fratello è nel suo letto a dormire e la luce è certamente spenta. La vista si disattiva di nuovo ma riesco ad uscire dalla mia stanza, a salire e ad uscire in strada. Sono tuttavia ancora pesante, non mi sono liberato del tutto dall'attrazione del corpo fisico. Ad un certo punto mi metto a correre per allontanarmi più in fretta ma non avanzo di un centimetro, non sto facendo altro che correre sul posto con la percezione divisa a metà tra il corpo onirico e il corpo intermedio nel letto. Dopo qualche istante la percezione dello scenario onirico svanisce totalmente e sono di nuovo in paralisi nel letto. Rimango rilassato e dopo un po' mi alzo, sento la voce di mio padre che parla con mia madre, è assolutamente reale e penso che potrebbe venire dalla realtà fisica. Tuttavia so che molto probabilmente i miei stanno dormendo in questo momento,quindi sicuramente non sono davvero loro, almeno non fisicamente. Esco dalla mia stanza ed entro nella loro e li trovo appunto a letto a parlare. Mi avvicino ma non vedo nessuna reazione da parte loro, sembra che non mi vedano. Faccio dunque una prova pizzicando il braccio di mio padre, che è girato di spalle, ma lui non fa una piega. Faccio poi lo stesso con mia madre e lei sembra sentirlo perché la vedo reagire chiaramente infastidita. La cosa strana però è che non mi guarda nemmeno, ripeto il test e ancora una volta reagisce come se fosse infastidita da una mosca o qualche altro insetto molesto ma non si accorge minimamente della mia presenza. Esco dalla stanza dei miei e mi ricordo subito della task del mese proposta da OnironautaSbadata qui nel forum: trovare e prendere tra le mani un giocattolo dell'infanzia. Prima di addormentarmi avevo programmato di cercare un peluche che avevo da bambino, un felino dal pelo grigio chiaro con macchie scure a pallini. Vado in salotto e trovo la TV accesa anche se non c'è nessuno a guardarla, si sente una voce che parla di continuo ma è inutile cercare di capire cosa dice. Mi guardo un po' intorno, trovo oggetti vari tra cui una tigre peluche che somiglia molto ad un altro che avevo, nessuna traccia però del mio gattone a pois. Vado ora verso le scale e nel sottoscala trovo un mobiletto con sopra alcuni peluche. Capisco subito però che non può esserci quello che cerco perché questi sono troppo piccoli, salgo dunque le scale ma da qui il ricordo sfuma. In seguito mi trovo a scendere delle scale esterne di una palazzina e, giunto al piano terra, le immagini iniziano a sfaldarsi e io mi lascio andare perché voglio cambiare scenario ma senza ripassare dallo stato intermedio nel letto. Mi trovo nel buio e cerco qualcosa a cui aggrapparmi usando il tatto, trovo un palo, forse di un cartello stradale e mi ci aggrappo con forza, stringendolo con le mani, tirandolo e scuotendolo. Il palo si piega leggermente verso di me, segno che non è fissato benissimo a terra o comunque non è molto rigido. Dopo un po' le immagini si riattivano e mi trovo in effetti davanti ad un cartello. Lo osservo, trovo delle scritte forse in lingua straniera e sono raffigurate in piccolo due bandiere, quella dell'Italia e quella del Brasile. Ad un passo da me c'è una donna che indossa un'uniforme, << che città è questa ? >> le chiedo, e lei risponde << Estensione Est >>. Una risposta alquanto singolare, non sembra proprio il nome di una città, le chiedo allora << a est di cosa ? >> e lei << Emility >>, dopodiché si allontana senza dire altro. Decido che mi metterò dopo, una volta sveglio, a riflettere sul significato di queste risposte enigmatiche, per ora meglio concentrarsi sull'esplorazione di questo luogo. Con me c'è anche mio fratello, insieme raggiungiamo un ampio marciapiede e lui si ferma a parlare con un gruppo di tre ragazzi, tra i quali riconosco uno dei suoi amici. Si rivolge però a loro come se non li conoscesse, come a chiedere indicazioni, dice qualcosa tipo di non avere soldi per il biglietto per tornare a casa. Io comunque vado per conto mio ed attraverso di nuovo la strada, vedo una saracinesca abbassata al di sopra della quale c'è un'insegna. Ora non ricordo cosa ci fosse scritto ma sul momento mi era sembrato che fosse qualcosa che potesse essere utile a mio fratello per il suo problema. Leggo ora su un foglio attaccato alla serranda un numero di telefono fisso che inizia sicuramente con 0436 o 0435. Provo a leggerlo per intero m mi accorgo che i numeri cambiano, ad eccezione dei primi due e forse anche del terzo. Trovo poi un altro foglio sul quale sono scritti quelli che sembrerebbero due cognomi, uno dei quali inizialmente è "Illi" ma poi le L aumentano e diventa qualcosa tipo "Illlli". Ora torno verso il marciapiede e fermo una signora sulla settantina con gli occhiali, alla quale chiedo di parlarmi di questa città. Lei mi dice che è una città tranquilla, in cui si vive bene e nella quale la criminalità è quasi inesistente e quando capita qualcosa chi sgarra viene prontamente punito. Ora sono di nuovo con mio fratello e insieme attraversiamo uno stretto passaggio con l'intenzione di sbucare dall'altra parte e raggiungere magari un ambiente più interessante. Quando sono arrivato all'uscita però mi rendo conto che avrei potuto chiedere alla signora di indicarmi un qualche luogo interessante da visitare. Stupidamente decido di tornare indietro ma ormai lo scenario che avevo lasciato non esiste più, qui ora è tutto sfocato e ovattato. Nella confusione mi sembra di intravedere la signora di prima ma è solo un'immagine sfumata. Le faccio comunque quella domanda e mi risponde pure con una parola che però ho dimenticato, in ogni caso subito dopo il sogno si dissolve e probabilmente qui mi sveglio.
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Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 03/03/2021, 19:37

PARTE 1:

2 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 3.00-5.00

Mi sveglio nello stato intermedio, mi alzo dal letto e salgo al piano terra. Una forza invisibile mi tira da dietro ma io resisto e vado avanti, esco in strada ed eseguo esercizi di stabilizzazione. Mi fermo davanti ad un muro di recinzione, lo tocco e lo osservo nei minimi dettagli, è tutto perfettamente reale. Provo anche ad "assaggiarlo" leccandolo ma è del tutto insapore, resta una piccola chiazza di umidità dovuta alla mia saliva. Proseguo lungo la strada ma la mancanza di un obbiettivo preciso fa crollare lo scenario. In seguito riparto dalla mia stanza e mi dirigo subito verso la casa di fronte, suono il citofono e mi risponde una voce maschile che suppongo sia Gianfranco. Mi dice qualcosa che non riesco a capire, la sua voce mi arriva disturbata e devo farglielo ripetere più volte, sembra comunque che mi stia dicendo che devo salire le scale. Entro nel giardino e salgo una rampa di scale esterna che conduce al primo piano e che nella realtà fisica non esiste. In cima alle scale trovo un piccolo corridoio con due o tre porte. La prima è aperta e mi affaccio e vedo che è una camera da letto e c'è una ragazzina sui 12-13 anni seduta sul letto, ho chiaramente sbagliato stanza. Incontro una signora alla quale chiedo se Gianfranco e Luisa si trovano su questo piano e lei mi dice di sì. Mi dirigo allora verso un'altra porta aperta e qui incontro un uomo che inizialmente penso sia Gianfranco, dato che ha la stessa capigliatura quasi calva. Poi però si alza per venirmi incontro e vedo che è alto almeno 1.90, molto più alto di Gianfranco che sarà al massimo 1.75, decisamente non è lui. Nella stanza insieme a lui vedo che ci sono almeno una decina di persone sedute in tre tavoli separati e distanziati tra loro, sparsi per la sala. Il tizio alto siede al tavolo più vicino all'ingresso, subito alla sinistra della porta, insieme ad altre 3 o 4 persone. Parallelo a questo tavolo ma qualche metro più avanti ce ne è un altro al quale siedono 4 o 5 persone, tra le quali riconosco mio padre e un ragazzo alto che ricorda molto un mio amico d'infanzia. Al terzo tavolo invece, spostato più verso sinistra, siedono due o tre signore sui 60-70- Una di queste ha un volto familiare ma non si tratta di Luisa, ho l'impressione che sia una parente di mio nonno o mia nonna, quindi una persona esistente o esistita anche nella realtà fisica. Mi guardo un po' intorno, scambio qualche parola con i presenti, dovrei essere qui solo di passaggio ma il realismo e la stabilità di questo ambiente e delle persone che vi si trovano mi incuriosisce e mi spinge a restare ancora un po'. Faccio un giro per la sala, poi vado al tavolo dov'è seduto il tizio che mi ha accolto alla porta. Vedo che c'è della pizza tagliata a spicchi su un piattino al centro del tavolo e gli altri ci si avventano come avvoltoi e in pochi istanti è quasi finita. Rimangono pochi spicchi, ne prendo uno al pomodoro semplice ma ne stacco solo un pezzettino per assaggiarla poi la rimetto a posto. Mi dirigo verso l'uscita mentre assaggio il pezzettino di pizza e mi rendo conto che il concentrarmi sul sapore mi sta facendo destabilizzare. Attraverso una porta finestra e qui mi accorgo che mi trovo sul balcone della cucina di casa mia al piano terra. A quanto pare mi sono trattenuto per troppo tempo e ho perso l'attimo per trasferirmi in un nuovo ambiente, come avevo previsto di fare. Non è la prima volta che accade una cosa simile, già altre volte mi era capitato di uscire da una casa di qualcun altro e sbucare nel giardino della mia. In genere questo accade appunto quando rimango troppo tempo in quella casa, come se così facendo dessi il tempo a casa mia e tutto ciò che è nelle sue immediate vicinanze di "raggiungermi". So ormai che casa mia nel mondo onirico corrisponde alla parte più superficiale della mia mente, quella più vicina al mio corpo fisico. Non a caso infatti devo allontanarmi da casa per distaccarmi totalmente dalle percezioni fisiche e lo stesso vale per gli scenari e le forme pensiero. Più mi allontano da casa, più questi saranno distanti dal mio vissuto quotidiano. Se però rimango troppo tempo fermo in un posto, lasciandomi troppo coinvolgere da attività che assorbono la mia attenzione, l'ambiente e i suoi elementi tendono a trasformarsi in quelli più vicini alla mia realtà quotidiana. Comunque, tornando al sogno, dopo uscito in giardino il ricordo si fa vago e confuso. Ricordo episodi vari per lo più confusi e con lucidità altalenante che non vale la pena di riportare qui.

7 febbraio 2021

Lucidi ore 5.00-7.00

Verso i sotterranei, episodio 1

Mi trovo a gironzolare per il seminterrato di casa mia in stato confusionale. Mi ricordo dell'obbiettivo che mi ero prefissato, ovvero quello di entrare nella casa di fronte e scendere le scale verso il seminterrato e ancora più giù. Si tratta di un esperimento che avevo in mente da un po' e che avevo sempre rimandato, in parte anche a causa dell'ancestrale paura dell'ignoto. Nelle mie esperienze oniriche infatti andare verso il basso ha sempre rappresentato un tabù per me, e quelle poche volte che mi ci sono avventurato i risultati sono stati sempre alquanto inquietanti. Ora però mi sono deciso ad affrontare questo mio blocco, spinto anche da alcune recenti esperienze che, proprio per il loro essere inquietanti, mi hanno incuriosito particolarmente. L'esperienza più eclatante in questo senso è stata quella del finto obitorio del 28 novembre, nella quale mi ero trovato in un luogo a dir poco tetro dopo aver sceso una rampa di scale all'interno di un edificio già di per sé poco rassicurante. In quell'edificio mi ero ritrovato passando per la casa di fronte, per questo motivo ho scelto di passare nuovamente di lì, nel tentativo di tornare in quel posto oppure di raggiungerne un altro simile. Quello che conta ovviamente non è tanto la forma in sé del luogo che andrò ad esplorare, quanto le sensazioni che esso mi trasmetterà.Esco dunque di casa e prima di uscire in strada mi trovo davanti dei ragazzini sugli 11-12 anni dall'altra parte del cancello, come se mi stessero aspettando. Mi chiedo chi siano e cosa vogliano da me, uno di loro mi indica una ragazzina alla sua sinistra evidenziando il fatto che, nonostante la giovane età, abbia un seno molto abbondante. Insiste su questo particolare e sul fatto che io l'avevo già incontrata tempo prima e non avevo potuto fare a meno di notarlo. Io però non mi ricordo di lei e dico al ragazzino che deve aver sbagliato persona. Ora che lo guardo meglio però lo riconosco, si tratta di un mio vicino, uno di quelli con i quali da ragazzo giocavo a pallone nel parcheggio dietro casa. Lui ha 5 anni meno di me ma qui mi appare come un ragazzino di 11-12 anni, come era ai tempi in cui giocavamo al parcheggio. Osservo anche la ragazzina e in effetti ha un seno molto abbondante nonostante abbia il viso di una bambina di non più di 11-12 anni. A questo punto lei prende la parola e mi dice che era così già a 14 anni, al che mi viene spontaneo chiederle << e ora quanti anni hai ? >> << 15 >> risponde lei, e ora infatti il suo viso è cambiato, adesso ha l'aspetto di un adolescente e la grandezza del seno non è più un elemento così grottesco e inverosimile. Continuo tuttavia a non comprendere il senso di tutto questo, in ogni caso non posso farmi distogliere da quello che è il mio obbiettivo, perciò attraverso la strada dirigendomi verso la casa di Gianfranco e Luisa. Qui lo scenario si destabilizza temporaneamente e in pochi istanti mi ritrovo già a varcare la soglia di casa. Quando sono dentro torna tutto perfettamente stabile, sono in una stanza di media grandezza con un tavolo al centro, probabilmente la cucina. Mi guardo un po' intorno e chiedo ad alta voce << c'è qualcuno ? >> Ma nessuno risponde, sembra non esserci nessuno in casa al momento. Attraverso il salotto e mi dirigo subito verso una rampa di scale che scende. Scendo e raggiungo il seminterrato, il quale si presenta piuttosto spoglio, privo di arredamento. Le pareti sono bianche ad eccezione di una chiazza di vernice gialla in un angolo in basso di una piccola porzione di parete alla mia destra. Do una rapida occhiata, non sembra esserci nulla di interessante su questo piano, vedo però un'altra rampa di scale che scende. Scendo ancora e raggiungo dunque quello che, per praticità, chiamerò livello -2. Qui inizio a percepire un'energia più pesante, mi guardo intorno e vedo che anche qui è spoglio, le pareti sono grigie, l'aspetto è quello di una cantina. Le scale continuano, c'è almeno un altro piano di sotto, prima di scendere però stavolta faccio un giro per questo livello, dando una rapida occhiata ad alcune nicchie sparse qua e là lungo la parete per vedere se per caso nascondano l'accesso ad un'altra stanza. Una volta constatato che non ci sono aperture, torno indietro e scendo la terza rampa di scale, che questa volta è di ferro, raggiungendo il livello -3. Qui le cose iniziano a farsi interessanti, c'è del movimento, vedo degli uomini in tuta arancione che trasportano cose. Mi avvicino, sembra che ancora nessuno mi abbia visto, e osservo meglio cercando di capire cosa stiano facendo queste persone. Vedo che stanno trasportando delle specie di barili di metallo di colore arancione e li appoggiano su una sorta di conduttura posizionata in alto, a pochi centimetri dal soffitto. Sulla conduttura, oltre ai barili, ci sono anche degli oggetti più piccoli indefiniti, di colore grigio scuro. Sto per avanzare ulteriormente ma qui percepisco una presenza alle mie spalle e in un attimo mi trovo braccato. Uno degli uomini in uniforme arancione mi aveva visto e mi aveva teso un agguato, ora ne arrivano altri da davanti, avanzano verso di me con i loro sguardi vuoti e al tempo stesso famelici e tutto si oscura. Sono bloccato, tento di divincolarmi ma è tutto inutile, mi bloccano a terra, istintivamente provo addirittura a mordere una delle mani che mi tengono fermo, anche se razionalmente so che non serve a niente. Dopo un po' mi ritrovo in paralisie sono costretto a svegliarmi. Non appena si sono accorti della mia presenza mi hanno subito assalito per sbattermi fuori. Sia il loro modus operandi che l'energia che emanano sono gli stessi dei vampiri che mi avevano aggredito in due diverse esperienze, quella del parco "Inferno" del 15 agosto, e quella del finto obitorio citata prima.

Verso i sotterranei, episodio 2

Rientro nel sogno con lo stesso obbiettivo di prima, determinato a tornare in quei sotterrane da cui poco fa sono stato sbattuto fuori. Non ricordo in quali circostanze prendo lucidità, né il momento in cui sono entrato nella casa di fronte. Forse il forte intento di tornare lì ha fatto sì che mi trovassi direttamente sul posto. In passato probabilmente la cosa mi avrebbe spaventato, adesso invece il fatto di essere stato aggredito in quel modo non fa che incuriosirmi. Se lo scopo di quegli uomini era di allontanarmi per impedirmi di scoprire le loro attività, allora questo è un motivo in più per tornare lì. A dire il vero non penso proprio che quegli esseri possiedano una loro volontà, sembrano più che altro degli automi che agiscono in maniera predefinita e che mi abbiano aggredito soprattutto per la loro sete di energia, che è il motivo per cui li chiamo "vampiri energetici". Tuttavia ho anche l'impressione che siano stati messi lì da qualcuno dotato invece di un certo grado di consapevolezza, il cui scopo è appunto quello di tenermi lontano da certi posti. A farmelo pensare è sempre l'esperienza del finto obitorio, nella quale, dopo aver domato esseri analoghi a questi, mi sono imbattuto in quello che aveva l'aria
di essere il loro capo. Quest'ultimo a differenza loro parlava e dimostrava di avere una sua personalità e volontà, tanto da riuscire a resistere alla mia. Questa volta sono stato subito sopraffatto e non ho avuto modo di incontrarlo, ma sono convinto che ci sia un boss anche qui ed è con lui che voglio parlare. Raggiungo subito il livello -2, stavolta non mi soffermo neanche qui e prendo subito la rampa di scale di ferro verso il livello -3. Stavolta però scendo lentamente, stando attento a non fare rumore e a non farmi vedere. In fondo alle scale c'è una colonna abbastanza larga da permettermi di nascondermici dietro. Do un'occhiata, sembra non esserci nessuno nel corridoio, posso proseguire. Avanzo sempre lentamente, l'atmosfera è decisamente pesante, in sottofondo sento un rumore inquietante che non riesco a definire e addirittura una musica di quelle dei film durante le scene cariche di suspense. Vedo ora due ampie aperture, una davanti a me leggermente sulla sinistra, l'altra al termine di una breve diramazione alla mia destra. Attraverso entrambe queste aperture vedo ancora quelle persone in tuta arancione intente a lavorare a non so cosa. Nel frattempo mi imbatto in due individui, forse entrambe donne, poco fuori dalla stanza che si trova davanti a me. Mi hanno visto, ma stavolta c'è qualche metro di distanza tra me e loro posso respingerli prima che mi arrivino addosso. Concentro il mio intento e ciò è sufficiente per farli scappare via. Ora devo decidere da quale parte entrare, se nella stanza/sala di fronte o quella alla mia destra. Opto per la prima, mi avvicino ancora un po', sono a pochi passi dalla soglia quando vedo uno degli uomini in tuta arancione di spalle che, nel guardare qualcosa in alto davanti a sé, reagisce allarmato e allerta i suoi colleghi. Subito questi si voltano verso di me e mi vengono incontro minacciosi, sono almeno in quattro e sono troppo vicini, non ho il tempo di concentrarmi per respingerli. Capisco che quel tizio deve avermi visto su uno schermo che non era visibile dalla mia posizione, a quanto pare devono esserci delle telecamere di sorveglianza nel corridoio che trasmettono le immagini su quello e forse altri schermi. Comunque l'istinto mi spinge a scappare, ed è un errore fatale perché non appena mi volto per allontanarmi i vampiri mi sono addosso. In un istante si oscura tutto di nuovo e mi ritrovo in paralisi. Stavolta non tento nemmeno di divincolarmi, rimango immobile mentre sono avvolto da forti vibrazioni e sento quell'inquietante sensazione di risucchio.
Dopo un po' esco dalla paralisi e mi sveglio, tenterò di nuovo la prossima volta.

8 febbraio 2021

Lucido ore 5.00-6.20

Il seminterrato della casa di fronte

E' notte ed esco di casa per andare dal mio amico A.T. che abita a meno di 10 minuti a piedi da me. Fa freddo e tira vento e non c'è anima viva nei paraggi, non sono per niente tranquillo, non dovrei girare da queste parti a quest'ora. Guardo alla mia destra verso la campagna e nel buio intravedo delle sagome che penso potrebbero essere delle persone, poi però guardando meglio vedo che sono oggetti inanimati, forse macchinari agricoli. Arrivo alla fine della strada, dove sulla sinistra inizia la via dove abita il mio amico. Il primo tratto è in salita (lo è anche nella realtà fisica) e come se non bastasse ora ho pure il vento contro. Do un'occhiata rapida all'angolo della strada dalla parte opposta a dove mi trovo io (la via, sia nel sogno che nella veglia è molto larga e divisa in due da giardini alberati che fanno da spartitraffico) e vedo altre sagome sul marciapiede a ridosso delle sterpaglie che crescono abbondanti e quasi invadono la strada. Anche qui ho l'impressione che si tratti di persone, individui loschi nascosti nell'ombra, ma essendo buio non riesco a distinguere bene. Prendo la salita, come detto ora ho il vento contro e ciò rende il tutto ancor più spiacevole. Inizio a chiedermi cosa cavolo ci faccio qui
a quest'ora, perché sto andando di notte dal mio amico ? Qui però lo scenario inizia a deformarsi e prendo gradualmente lucidità. Ora mi trovo a svolazzare e non è più notte, una voce disincarnata mi dice che posso andare tranquillamento a casa del mio amico adesso, ma guardandomi intorno e sotto di me vedo che non mi trovo più nei pressi di casa sua. Ora infatti la zona che sto sorvolando è costituita da palazzine di due o tre piani, tra le quali spicca una di colore rosa, mentre la mia è una zona di ville e villini. Rimango per un po' a sorvolare la zona, dopodiché mi ritrovo in fondo alla discesa-parcheggio dietro casa mia. Mi ricordo dell'obbiettivo di entrare nella casa di Gianfranco e Luisa e scendere nei sotterranei per continuare l'esplorazione iniziata ieri. Volo quindi in quella direzione, sorvolo casa mia e atterro direttamente in strada davanti casa di Gianfranco e Luisa. Non perdo tempo a suonare il citofono, entro subito spingendo il cancello con le mani, provo poi a richiuderlo una volta dentro mami ritorna indietro, lo lascio perciò aperto. Dritto davanti a me a 3-4 metri c'è un altro cancello al di là del quale si intravede un piccolo cortile. Io però devo entrare in casa e l'ingresso si trova leggermente sopraelevato rispetto al giardino in cui mi trovo. Vedo dei gradini sulla destra e prima di salire mi soffermo a toccare le foglie di una pianta, le sfioro con le dita per sentirne la consistenza, poi tocco della terra in un vaso sopra il muretto. Le sensazioni sono estremamente reali, mi rimane anche un po' di terra sulle dita. Attraverso la porta ed accedo ad una sala, da una parte vedo appoggiata al muro una scopa, forse qualcuno sta facendo le pulizie, non vedo nessuno però al momento. Vedo ora una rampa di scale che porta al piano di sotto, proprio quello che stavo cercando. Un attimo prima di iniziare a scendere però mi imbatto in Gianfranco, il quale appare decisamente più anziano del solito, avrà almeno 80 anni qui. Gli dico che sto andando di sotto e lui mi chiede << non ti fermi stavolta ? >> al che io rispondo che vado un po' di fretta ma che, se dovessi finire presto, passerò più tardi. Scendo le scale ma quasi subito si oscura tutto, rimango qualche istante a vagare nel buio finché la vista non si riattiva. Ora mi trovo nuovamente in cima alle scale e c'è ancora Gianfranco, al quale dico che di sotto è buio e lui mi dice di accendere la luce. Non posso certo dirgli che nei sogni gli interruttori non funzionano, così gli dico semplicemente che la luce non si accende. << Ma che dici ! >> mi fa lui, e preme un interruttore sul muro in basso. Dopo qualche istante la luce si accende, scendo di nuovo ma con cautela perché vedo che più giù è ancora buio e non vorrei rischiare che la vista crolli di nuovo. Scendo piano piano e ad un certo punto sulla parete alla mia destra noto dei quadri, ma non sono dei quadri normali, le immagini sono in movimento, dei brevi filmati che probabilmente si ripetono in loop. Finisco di scendere le scale e sento Gianfranco da sopra che mi chiede qualcosa tipo << hai visto cosa c'è lì? >> Alla mia sinistra vedo una porta aperta che dà su una stanza e penso si riferisca a questa. Do un'occhiata senza entrare e vedo che c'è un tavolo con sopra un bellissimo centro tavola d'oro, dietro invece a ridosso del muro c'è un grosso mobile che arriva quasi fino al soffitto. Proseguo ed accedo ad un piccolo corridoio, sulla sinistra c'è un'altra stanza, mi affaccio e vedo che si tratta di una camera da letto. Avanzo lungo il corridoio e qui trovo sulla parete un altro quadro come quelli di prima, con immagini in movimento. Stavolta mi fermo ad osservarlo meglio, si vede la figura di un angelo bianco che si alza in volo su uno sfondo di giardini e cielo notturno, il tutto in stile fantasy. Ricordo di aver già visto questo filmato, forse in uno dei quadri di prima, in ogni caso mi è familiare. Ora ci sono altre persone qui, alcune forse le conosco pure. Non ho dimenticato il mio obbiettivo, devo tornare nei sotterranei, scoprire cosa sta accadendo lì sotto e incontrare il capo di tutte le operazioni. Il problema è che qui non ci sono altre scale, questo a quanto pare è il piano più basso. Provo ad entrare in bagno con l'intenzione di uscire dalla finestra per accedere ad un altro scenario ma una donna di colore mi anticipa.Esco da una porta e mi ritrovo nel cortile, poi faccio il giro e rientro in casa, qui perdo lucidità e poco dopo mi sveglio.


12 febbraio 2021

Lucido ore 5.15-5.35

Il ripostiglio

Sono nello stato intermedio sdraiato sul fianco destro ed inizio ad avvertire le vibrazioni ma sono ancora in stato confusionale, non sono pienamente lucido. Ad un certo punto inizio a capire la situazione, cerco di lasciarmi andare alle vibrazioni ed inizio a sentire una pressione sulla schiena. Mi alzo dal letto, vado di sopra aggrappandomi alla ringhiera ed esco in strada. La vista non è ancora attiva, mi aggrappo alle sbarre del cancelletto, lo scuoto con forza e dopo un po' la vista si attiva. Qui però mi ritrovo di nuovo a casa, esco nuovamente in strada e vedo un tizio vestito con una specie di tuta bianca che attraversa la strada. La attraverso anche io ma nella direzione opposta, verso la casa di Gianfranco e Luisa, entro in casa e scendo subito una rampa di scale. Raggiungo un piccolo spazio tipo ripostiglio, ci sono due porte qui una di fronte alle scale e l'altra a destra, mentre a sinistra ci sono scaffali pieni di pupazzi e altre cose, forse giocattoli. C'è anche un armadietto aperto con dei ripiani all'interno, sui quali noto dei videogiochi della PS4 e PS5, disposti uno sopra all'altro. Sugli scaffali vedo invece tra le altre cose un pupazzo che raffigura una specie di folletto, con un cappelloa punta sulla testa. Ora sto per dirigermi verso una delle due porte per vedere cosa c'è dall'altra parte ma poi ripenso ai giochi della PS5 e decido di dare un'occhiata ravvicinata. Guardo quello in cima alla pila, la copertina ritrae il volto di un ragazzino disegnato e colorato con colori tipo pastello. Non sembra la copertina di un videogioco, mi chiedo che gioco possa essere. Purtroppo non mi soffermo a memorizzare il titolo, vado troppo di fretta. Apro una delle due porte, forse entrambe, ma vedo che tutte e due portano a piccoli stanzini come quello in cui mi trovo. Ora sento i passi di mia madre fuori dalla mia stanza nella realtà fisica e mi sveglio.

13 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 6.30-7.45

Mi trovo nello stato ipnagogico ed inizio a muovere le mie gambe oniriche come per camminare anche se mi percepisco ancora nel corpo fisico. Così facendo, piano piano mi stabilizzo nella scena finché non smetto di percepire il mio corpo fisico e mi trovo interamente nello scenario onirico. Lo scenario in questione però è molto confuso ed ovattato, mi trovo a casa mia al piano terra, esco in strada, mi aggrappo alle sbarre del cancello e lo scuoto per stabilizzarmi ma prima di riuscirci vengo svegliato dal suono della sveglia di mio padre. Resto immobile e dopo un po'rientro nel sogno, qui inizia una serie di episodi un po' confusi. Più volte mi trovo a dover uscire da un sogno confuso lanciandomi contro un muro ed andare in OBE. In una di queste occasioni mi sento più leggero del solito e provo lasciarmi andare per levitare direttamente dal letto, senza prima scendere da quest'ultimo. Non funziona però, non riesco a distaccarmi completamente, così provo con il trucco di afferrare una corda immaginaria e tirarmi su con essa ma non funziona nemmeno questo, non riesco a salire di un centimetro. Alla fine dunque mi rotolo giù dal letto, ora sono sul pavimento a pancia in giù e mi alzo a fatica, sono pesante. Esco dalla mia stanza, vado di sopra ma qui il ricordo sfuma. Altre volte mi trovo ad uscire da uno scenario onirico confuso e ripartire dal letto senza però poi riuscire a stabilizzarmi come si deve. In un altro episodio invece mi trovo a sorvolare una città sconosciuta di notte, una zona periferica, con pochi edifici e un ampio spazio, forse una piazza o un parcheggio. Atterro qui e mi dirigo verso un locale dal quale sento provenire della musica ad alto volume. Non so perché però ho la sensazione che una volta entrato sentirò la musica attutita, come se in realtà non venisse da dentro il locale ma da fuori. Così è infatti, ma il locale è comunque molto caotico e rumoroso, difficile mantenere la lucidità a lungo in queste condizioni. In ogni caso sono solo di passaggio, il mio obbiettivo è uscire da un'altra porta e raggiungere un altro scenario. Tuttavia, mentre attraverso la sala, posso vedere fuori attraverso le vetrate e so che ciò mi impedirà di cambiare scenario. Per farlo infatti dovrei attraversare una porta senza sapere cosa c'è dall'altra parte. Quando esco infatti mi trovo semplicemente sul retro del locale, sento ancora la musica in sottofondo. Mi sto destabilizzando e cerco qualcosa da toccare per ristabilizzarmi. Vedo delle macchine e penso di usare una di quelle ma alla fine preferisco chinarmi a sfregare le mani sull'asfalto. Dei passanti mi vedono e mi dicono qualcosa che non ricordo, poi mi indicano un locale poco più avanti dicendo che quello è un posto dove i mariti vanno a fare peccato. Capisco cosa intendono dire, deve trattarsi di un bordello, del resto sarebbe assolutamente consono con questo ambiente chiassoso e di basso livello. Ora che mi sono stabilizzato vado a curiosare e vedo infatti all'ingresso una ragazza orientale in topless, che poi entra e sale una rampa di scale. Entro nel locale e salgo anche io, voglio attraversare questo posto mantenendo il distacco necessario ad evitare di farmi coinvolgere e perdere lucidità. Mi ritrovo in una sala stretta e piena di gente che balla, c'è troppa confusione qui, devo uscire subito. Entro in un'altra sala un po' meno affollata, poi proseguo e infine mi trovo ad entrare in una camera con un letto matrimoniale. C'è anche uno specchio, osservo il mio riflesso e vedo che non sono io, il volto che vedo è di un uomo che sembra avere almeno 40 anni. Ora sento improvvisamente una presenza alle mie spalle, mi spavento e mi volto di scatto dando un pugno che però va a vuoto. Vedo che la persona alle mie spalle è una donna dai capelli rossicci chiari, forse è la mia compagna o più probabilmente una prostituta considerata la natura di questo locale. Non ho interesse ad intrattenermi qui con questa donna, esco dalla stanza e qui la mia energia viene meno, il sogno si deforma e perdo parzialmente lucidità. Torno indietro ed ora vedo una al posto della donna di prima una ragazza bionda più giovane. La raggiungo, ci abbracciamo e subito mi rendo conto che sto facendo una cazzata ma è troppo tardi. La ragazza mi tiene bloccato, sono caduto nella trappola, il sogno si dissolve. Non ricordo se subito in questa occasione o più avanti mi ritrovo in paralisi e decido di rimanere in questo stato intermedio e provare ad attivare la vista in questo stato. Mi alzo a sedere sul letto, sono avvolto dalle vibrazioni, la vista non è ancora attiva. Dico ad alta voce << voglio vedere ! >> Provo a guardarmi le mani, forse le intravedo appena come ombre nel buio mentre le agito davanti a me. Mi guardo intorno, forse inizio ad intravedere qualcosa. Poi mi sdraio nuovamente sul letto e provo ad alzarmi direttamente in levitazione. Dopo un po' mi trovo sollevato dal letto ma rimango bloccato davanti alla finestra che ora inizio a vedere seppur ancora nel buio della notte. Tento di uscire dalla finestra ma non ci riesco, qualcosa mi blocca, non riesco ad attraversarla. Esco in volo dalla mia stanza, ora la vista è attiva e c'è luce. Volo col pensiero a gran velocità contro una parete, potrei attraversarla ma decido di cambiare direzione così punto i piedi sulla parete e schizzo dalla parte opposta, dove faccio lo stesso con la parete delle scale. Schizzo così al piano terra e volo fuori attraversando la porta finestra della sala. Volo in direzione del mare, sono abbastanza in alto, sorvolo la città, vedo i palazzi sotto di me, è un gran bel panorama. Volo a gran velocità, raggiungo il mare e sorvolo la costa, vedo ora sotto di me la spiaggia, gli scogli e altri edifici in riva al mare, uno scenario spettacolare. La velocità nel frattempo è aumentata, chiedo di rallentare e poi di atterrare nei pressi di alcuni edifici che si trovano in riva al mare proprio a ridosso degli scogli. Qui però mi rendo conto di non riuscire più a controllare il volo e continuo a proseguire drittoe poco dopo mi sveglio.

14 febbraio 2021

OBE ore 6.30-7.45

Dopo una serie di episodi più o meno lucidi e perlopiù confusi e caotici mi trovo in un luogo buio e mi lascio cadere in avanti. Così facendo mi ritrovo nel letto in paralisi avvolto dalle vibrazioni, le quali arrivano rapidamente alla testa, generando una forte pressione che però stavolta non arriva al punto di provocarmi dolore. Si stabilizza ad un certo punto, permettendomi di concentrarmi sul prendere il controllo del mio corpo astrale e muovermi con esso. L'intenzione è quella di sollevarmi direttamente fluttuando, in questa modalità infatti riuscirei a spostarmi molto velocemente utilizzando semplicemente l'intento e potrei andare molto lontano in brevissimo tempo. Il problema è che ottenere questo stato mi risulta piuttosto difficile, tanto che su centinaia di esperienze ci sono riuscito solo 4 o 5 volte che io ricordi. Mi metto in posizione supina e cerco di rilassarmi per lasciarmi andare, così facendo dovrei sollevarmi e fluttuare spontaneamente. Come spesso accade, il bacino e le gambe sono leggerissimi e si sollevano subito, proprio come farebbe un palloncino ad elio, le gambe in particolare sono in posizione quasi verticale. Il resto del mio corpo però rimane letteralmente incollato al letto, forse al massimo riesco a sollevare leggermente la zona lombare ma il resto della schiena, il collo e la testa sono troppo pesanti e restano ancorate. Dopo un po' sono costretto a rinunciare e decido di uscire rotolandomi giù dal letto. Questa volta però sono più leggero del solito, forse grazie al tentativo di fluttuare appena eseguito, e rimango sospeso a pochi centimetri dal suolo o forse lo tocco per un istante rimbalzando e rimanendo poi sollevato. Sono a pancia in giù e mi concentro sull'attivare la vista rimanendo in questa posizione. Dopo alcuni istanti inizio ad intravedere, mi trovo con la testa a pochi centimetri dalla porta della mia stanza, a quanto pare mi sono spostato un po' in avanti nel frattempo. E' giorno ed ora vedo molto nitidamente e dettagliatamente della polvere sul pavimento a ridosso del battiscopa. E' tutto estremamente reale, esattamente come se nella realtà fisica mi sdraiassi per terra a pancia in giù e guardassi da quella posizione, tranne ovviamente per il fatto che ora sto fluttuando a pochi centimetri dal pavimento. La vista non è ancora stabile, va e viene. Ora mi sono sollevato e vedo mio fratello sul letto sveglio che traffica col cellulare. Indossa una maglietta gialla e dall'addome in giù è sotto il piumone. La visione è così vivida e reale come quella di poco prima della polvere che mi chiedo se io non stia osservando ciò che sta accadendo in questo istante nella realtà fisica. So che mio fratello in questo momento è a letto e dovrebbe essere addormentato ma potrebbe anche essersi un attimo svegliato, non è del tutto inverosimile. Per un attimo poi mi ritrovo nel corpo fisico e intravedo il legno dell'armadio che racchiude il mio letto (il mio corpo fisico è sdraiato sul fianco destro e dà quindi le spalle al letto di mio fratello), forse perché mi si è aperto momentaneamente un occhio (possibile dato che mi stavo concentrando sullo stabilizzare la vista aprendo gli occhi astrali ). Poi la mia consapevolezza torna nel corpo astrale e ora la vista sembra essersi stabilizzata. Decido di uscire dalla mia stanza sempre fluttuano ma appena uscito vengo riattirato nel corpo e mi sveglio.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 08/03/2021, 17:57

PARTE 2:

15 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 5.00-6.30

Mi trovo lucido davanti casa, sono appena uscito anche se non ricordo il momento del distacco. C'è un forte vento che nella realtà fisica sarebbe molto fastidioso ma nei lucidi al contrario mi piace quando ci sono queste condizioni meteorologiche particolari. Mi godo il vento per qualche istante, poi però mi ricordo dell'obbiettivo di esplorare il mondo sotterraneo, così entro subito nel giardino della casa di fronte e faccio il giro per raggiungere il portone d'ingresso alla casa. Ci metto un po' a trovare l'entrata, devo fare un po' di giri, salire dei gradini e infine giungo ad una serie di 3 o 4 gradini stretti che portano ad un portone. Entro e in casa trovo tutte le luci spente, è mattina presto quindi è ancora semi buio. Trovo subito la rampa di scale che porta di sotto ma prima devo accendere le luci o finirò col trovarmi al buio e dover ricominciare da capo. Ricordo un momento in cui mi guardo allo specchio e vedo che il mio aspetto è molto fedele a quello fisico, non riesco però a collocare cronologicamente questo ricordo all'interno dell'esperienza. Premo un interruttore ma la luce inizialmente non si accende, poi dopo un po' le scale sembrano illuminarsi quanto basta e inizio a scendere. Raggiungo il piano di sotto ma è quasi vuoto e piuttosto anonimo, c'è solo una scrivania con un computer portatile sopra. Scendo altri piani ma sono tutti spogli e anonimi, non mi arriva nessuna emozione o sensazione particolare, nulla a che vedere con lo scenario suggestivo ed inquietante della settimana scorsa. Capisco che è inutile scendere ancora, potrebbero esserci anche infiniti piani sotterranei senza che vi sia niente di interessante. Mi tuffo in avanti nel buio e cercoo di sfruttare questo stato per teletrasportarmi da qualche parte. Fluttuo nell'oscurità avvolto dalle vibrazioni, devo aggrapparmi a qualcosa di solido per sintonizzarmi in un altro ambiente. Cerco di pensare a qualcosa di particolare che conosco e che non sia a casa mia o dintorni, mi viene in mente il muretto del lungomare della mia città sul quale spesso ci sediamo o appoggiamo quando usciamo a fare passeggiate con i miei amici. Provo a sentirlo al tatto ma non funziona, la mia mente in questo momento fatica ad immaginare qualcosa che sia al di fuori di casa mia. Mi viene infatti in mente una delle sedie che ho nel seminterrato e questa la sento subito tra le mani, il peso e la consistenza corrispondono. Ora la vista si attiva e mi trovo appunto nel seminterrato di casa mia con la sedia in mano. La lascio e vado di sopra, esco e prendo il volo salendo di quota finché riesco, poi mi dirigo verso il centro. E' notte, vedo palazzi illuminati, strade e piazze, ma non le riconosco, non sono più nella mia città, c'è anche una strada sopraelevata che passa in mezzo agli edifici. Atterro in una piazza dove sembra esserci del movimento, ci sono negozi e locali. Vedo subito un edificio con delle insegne luminose ed uno schermo sul quale scorrono delle immagini. Da queste capisco che deve trattarsi di un cinema o teatro, per un attimo compare l'immagine di una bellissima ragazza mora. Ora con me c'è il mio amico A.S., entriamo insieme in un negozio e qui il sogno si dissolve. Successivamente riparto dal letto, mi alzo e intravedo mio fratello nel buio, mezzo addormentato sul suo letto. Lo chiamo per nome ma non mi risponde, poi esco dalla mia stanza camminando, l'atmosfera è un po' pesante, mi sento seguito. Mi sollevo da terra ed inizio a fluttuare per salire al piano terra e qui mi sento afferrare per le gambe. E' mio fratello che sta cercando di tirarmi giù, mantengo la calma e gli dico che non può fermarmi, mi libero dalla presa e gli dico che se vuole posso portarlo con me. Lo prendo per un braccio e lo sollevo portandolo sopra con me, esco di casa tenendolo in braccio e nel frattempo gli parlo. Gli dico che il peso del corpo qui non è un problema, riesco infatti a portarlo senza alcuno sforzo, nonostante nella realtà fisica lui sia più alto e più pesante di me. Volo verso il mare e atterriamo poi sulla spiaggia, che nonostante sia notte è piuttosto affollata. Lui appare sconfortato, giù di morale, si lamenta di qualcosa. Gli dico che non deve abbattersi e che qui dove siamo ora può divertirsi come vuole senza conseguenze, a patto che non danneggi o disturbi le altre persone. Che siano altri sognatori o proiezioni del nostro subconscio vanno trattati con rispetto in ogni caso. Lui a questo punto se ne va per i fatti suoi ed io mi siedo un po' a giocare con la sabbia, scavo una buca e dopo un po' ci trovo l'acqua. Ora mi alzo e vado verso il mare ma da qui il ricordo sfuma.

17 febbraio 2021

Lucidi ore 4.15-5.15

Sono in un ristorante e c'è un tavolo al quale è seduto un tizio famoso, credo un attore, ma non ricordo chi fosse. Per un motivo che non ricordo vengo allontanato dal tavolo o forse sono io che non voglio sedermici. Vado dunque a sedermi da un'altra parte, esco dalla sala attraversando un'apertura vicino al tavolo ed entrando così in una sala adiacente. Raggiungo un tavolo al quale sono seduti tre ragazzi e qui ho una sensazione di dejavu, mi sembra di aver già vissuto questa situazione. Mi siedo al tavolo e inizio a rendermi conto di stare sognando e piano piano mi convinco che posso fare quello che voglio, anche tornare a quel tavolo di prima e sedermi lì. Così mi alzo ed entro nella sala adiacente attraversando un'latra apertura, stavolta vicina a questo tavolo dove mi ero seduto. Raggiungo il tavolo e mi siedo ad un posto libero alla destra del capo tavola dove dovrebbe essere seduto l'attore. Prima però che io possa vedere di chi si tratta, una donna seduta di fronte a me si rivolge a me dicendomi << tu sei morto >>. Non lo dice in tono di minaccia, ma come semplice affermazione, come se vedendomi avesse tratto la conclusione che sono un defunto e che ciò non sia comunque una cosa anomala, come se fosse normale incontrare dei defunti in questo posto. Rispondo in maniera pacata dicendole che non è vero, sono vivo e sono qui perché sono un sognatore lucido ma ho ancora un corpo fisico che mi attende nella realtà fisica. Lei insiste sul fatto che io sia morto e io continuo a negare, qui il sogno però si dissolve e mi ritrovo in dormiveglia o forse in un falso risveglio a riflettere sul perché quella donna pensasse che fossi morto. In seguito mi trovo di nuovo lucido seduto ad un tavolo all'aperto ed una donna mulatta che percepisco essere la stessa di prima, anche se non ne avevo memorizzato l'aspetto fisico, arriva e poggia sul tavolo un vassoio con dei gamberi cotti e privati delle teste. Le chiedo dove li ha presi e lei mi risponde con una frase decisamente enigmatica: << vengono da 88 anni indietro >>. A questo punto mi viene naturale pensare << 88 anni indietro rispetto a quando ? >> Perciò chiedo alla donna quando esattamente avrebbe preso questi gamberi e lei risponde << diecimila...quattro, zero, due >>. Non capisco se ciò sia una data intera compresa di giorno, mese e anno o se intenda solo l'anno, in tal caso sarebbe 10402, ma tutto questo non ha molto senso. << Anno diecimila ? Beh per quella data lo credo bene che sarò morto ! >> Le dico scherzando e alludendo alla sua affermazione di prima nella quale sosteneva che fossi un defunto. Riprendendo questo discorso, le ribadisco che sono vivo ma non saprei come dimostrarglielo, lei potrebbe tranquillamente pensare che io sia morto e che non sappia di esserlo. Le chiedo poi come è la vita nell'anno 10000 e lei mi risponde che da dove viene lei le donne girano a seno scoperto. Tale affermazione sembrerebbe suggerire che provenga da una società primitiva, forse con 10000 intendeva 10000 avanti Cristo ? Non avrebbe senso però quel "88 anni indietro", che in un primo momento lasciava supporre che fosse una viaggiatrice temporale. Fatico ad immaginare un viaggiatore temporale che vada indietro nel tempo per prendere dei gamberetti ma fatico ancor di più ad immaginare una società primitiva che sia in grado di viaggiare nel tempo :D. Ora è seduta accanto a me e la osservo meglio, vedo che indossa un vestitino scollato, ma che comunque la copre a sufficienza. Mi viene in mente non so perché di chiederle se per caso da dove viene lei hanno tutti quel colore della pellema qui il sogno si dissolve, la lucidità svanisce e mi trovo ora in un falso risveglio a scrivere parole chiave sul mio diario per ricordare questo sogno. Mentre lo faccio vedo una foto in cui si vedono dei ragazzini mulatti che giocano, scrivo il numero 10402 sulla foto.

21 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 7.00-8.30

Riporto qui alcuni episodi in ordine non cronologico.

Episodio 1:

Mi trovo a sorvolare una città che in un primo momento penso sia la mia ma poi osservando meglio gli edifici mi accorgo che non è così. Raggiungo il mare, la spiaggia è molto affollata nonostante sia notte e rischio di perdere lucidità in questa confusione.Mi allontano dunque e raggiungo un punto più tranquillo, poi salgo a bordo di un gommone vagante a pelo d'acqua che deve essere sfuggito a qualcuno, voglio spingermi a largo ma qui lo scenario si dissolve.

Episodio 2: Sara

Sono sul lungomare e voglio andare in spiaggia e farmi un bagno a mare. La mia attenzione però viene attirata da una ragazza mora molto bella che mi guarda sorridendo, non posso fare a meno di avvicinarmi a lei e sedermici accanto. Le chiedo come si chiama e lei risponde << Sara >>. Le dico che ho incontrato altre volte una ragazza di nome Sara e in particolare le dico dell'incontro con la ragazza misteriosa (della quale ancora non conosco il nome) del 1 novembre 2017 e le chiedo se per caso è la stessa persona. A quel punto lei inizia a dire varie cose che non riesco a seguire, le chiedo dove ci troviamo e lei risponde << Istanbul >>, poi dice di conoscere la mia città perché ci è stata una volta per fare non ricordo cosa. Ora ci alziamo ed andiamo verso il mare per farci un bagno, nel frattempo le chiedo se sa di non trovarsi nella realtà fisica in questo momento e lei fa una strana espressione e dice << no...non lo so >>, poi entriamo in acqua e qui il sogno crolla.

Episodio 3:

Mi trovo a casa nel seminterrato, provo a volare ma non ho controllo e vengo tirato indietro. Insisto e punto prima verso le scale, poi verso le finestre della sala tentando di uscire da qui ma rimango bloccato dentro.

Episodio 4:

Sono a casa, è buio e percepisco un'energia pesante, salgo le scale ed apro il portone un po' a fatica. Esco in strada e vado verso la casa di fronte, dove trovo il cancello spalancato come se fosse un invito ad entrare. L'obbiettivo è sempre quello di scendere nei sotterranei, attraverso il giardino e vedo che anche il portone è aperto. Entro e sento una canzone rock in sottofondo che però non conosco. La canzone si sente molto bene, è in inglese ed è orecchiabile, è un peccato che una volta sveglio io l'abbia dimenticata. Proseguo e sento il pavimento sotto di me scricchiolare, non è solido come dovrebbe essere, mi chiedo come mai. Mi affaccio in una stanza dove c'è un arredamento vintage, con elementi probabilmente di inizio '900. Ricordo una specie di sgabello rivestito da un tessuto bianco con ricami rossi, in generale tutta la stanza è arredata in questo stile e con colori simili. Raggiungo un corridoio, ci sono delle porte sulla sinistra, alcune aperte altre chiuse. Entro in una stanza in fondo al corridoio e qui sento i passi di qualcuno, penso che debba essere Gianfranco, deve aver sentito i miei passi. Vedo una botola sul pavimento e penso che potrei accedere ai sotterranei da lì, quando la apro però
vedo che è tutto buio e decido che non è il caso di scendere da qui. Ora arriva Gianfranco e mi dice qualcosa che non ricordo
, poi il sogno si interrompe.

26 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 4.00-5.15

Prendo lucidità mentre sono a casa nel seminterrato seduto forse per terra. Mi alzo in piedi, attraverso il salotto, sento della musica provenire dal piano di sopra, forse dalla TV. L'ambiente comunque è troppo confuso e ovattato, perciò mi butto contro una parete ed entro nello stato intermedio. Da qui provo a levitare direttamente dal letto ma incontro delle resistenze. La mia vista è ancora inattiva, tento di attivarla rimanendo in questo stato, per farlo provo a guardarmi le mani, le agito davanti a me ma al massimo le vedo come ombre nel buio. In seguito esco dalla mia stanzama il ricordo qui si confonde tra i vari episodi, i quali riporto qui in ordine non necessariamente cronologico.

Episodio 1:

Sono nello stato intermedio, mi alzo dal letto ed esco dalla mia stanza levitando e mi sposto fluttuando per tutto il seminterrato, osservando intorno a me. Le pareti sono dipinte in maniera simile a come erano fino a 6 anni fa, solo che ad accompagnare il blu al posto del giallo scuro c'è un arancione molto acceso. Anche la disposizione dei mobili è quella vecchia, continuo a spostarmi fluttuando e mi accorgo che una o due porzioni di parete sono verdi.
Episodio 2: Il passeggino supersonico

Esco in strada, vedo una donna attraversare la strada, imbocco una delle tre strade che si dipartono dalla via di casa mia, quella più vicina alla ferrovia delle tre. Sono pesante, procedo troppo lentamente, anche correndo non aumenta sensibilmente la mia velocità. Ad un certo punto però vedo un passeggino lasciato incustodito e ci salgo sopra, lasciandomi trasportare dalle rotelle, anche se non dovessi aumentare di molto la mia velocità, per lo meno risparmierò energie. Inizialmente vado piano ma dopo un po' inizio ad accelerare e ad un certo punto devo darmi un freno o rischierei di schizzare via a velocità folle. Qui il ricordo si confonde con gli altri episodi.

Episodio 3:

Sto camminando lungo la strada che fiancheggia la ferrovia, la stessa che avevo raggiunto nell'episodio del passeggino, probabilmente questo episodio è il continuo di quello ma dato che non ne sono sicuro preferisco metterlo a parte. Prima di raggiungere il sottopassaggio mi sento afferrare da dietro da due braccia, tento di liberarmi ma non c'è verso, le braccia mi tirano indietro e mi trascinano nello stato intermedio in paralisi. Mi sento l'entità aliena addosso, sento i suoi rantoli ed il solito risucchio dietro al collo. L'impulso iniziale è come sempre quello di svegliarmi ed uscire dalla paralisi, ma lo reprimo subito e rimango immobile. Sopporto questa situazione sgradevole aspettando il momento giusto per alzarmi dal letto, quando arriva mi alzo ed esco dalla mia stanza velocemente, mettendomi anche a canticchiare per esorcizzare la negatività. Salgo al piano terra ed esco in strada, a tratti continuando a lottare con un'ombra appena visibile che via via si fa sempre più debole. La mia lucidità però viene meno, e mi ritrovo a colpire con un pugno un passante pensando sia ancora l'entità che vuole infastidirmi.

Episodio 4:

Esco di casa e mentre mi dirigo verso il cancello mi si para davanti un tizio tarchiato con evidenti cattive intenzioni. La mia lucidità però stavolta è decisamente più alta e invece di reagire con violenza gli vado incontro con calma e leggerezza. Così facendo mi rendo praticamente intangibile e lo attraverso, poi mi volto sorridendogli e lui di punto in bianco cambia totalmente atteggiamento diventando gioioso e allegro.

Episodio 5:

Esco in strada per l'ennesima volta, mi sono un po' stufato di questi ambienti bui e cupi così inizio a gridare al Sole di comparire così che diventi giorni. A tratti il cielo sembra schiarirsi ma non lo fa mai del tutto. Ad un tratto lo scenario crolla, mi ritrovo nel buio e sfrutto la situazione per teletrasportarmi altrove. Mi stabilizzo in un altro scenario, un'altra città, sempre di notte. Entro in un bar e vedo dei cornetti esposti dietro il vetro del bancone, sono pochi a dire il vero ma molto invitanti. Chiedo quanto costa uno di questi cornetti e il barista mi dice << 1500 >>, al che penso che mi stia prendendo in giro ma lui ripete la cifra senza dare segnali del fatto che stia scherzando. Forse il prezzo non è in euro, dunque chiedo in quale valuta sarebbe e nel frattempo vedo un tizio alla mia sinistra che sta pagando un cornetto con banconote colorate che assomigliano agli Euro ma non sono identiche. Forse lui stesso risponde alla mia domanda dicendo che la valuta è quella bulgara. Non so se mi stia prendendo in giro o se dice la verità, in ogni caso dico al barista che posso dargli al massimo 2 euro e lui accetta. Pago il cornetto ed esco dal bar assaggiandolo, rimango molto deluso, sa di poco ed ha una consistenza spugnosa, l'aspetto mi aveva tratto in inganno. Nel frattempo raggiungo un tavolino al quale siedono due tizi ai quali voglio fare alcune domande. Sto per sedermi con loro ma poi ci ripenso perché mi rendo conto che così rischierei di adagiarmi troppo e perdere lucidità. Mi rendo conto inoltre che i due non sembrano molto svegli, meglio provare con qualcun altro. Rientro nel bar e mi rivolgo al barista di prima, gli chiedo come si chiama questo posto e lui risponde con un nome di cui ricordo solo la parte finale "...Roma 08". Il suo aspetto nel frattempo si deforma, oppure semplicemente al suo posto viene un'altra persona, fatto sta che ora mi trovo a parlare con una donna. Mi dice qualcosa tipo che devo chiamare quel numero, le chiedo a quale numero si riferisca, non mi è stato dato nessun numero, e lei fa un'espressione che non so interpretare. Probabilmente si riferiva al numero "08", ma in che senso dovrei chiamarlo ? Forse vuole suggerirmi di giocarlo al lotto o qualcosa del genere. Continuo a parlare con la donna, le dico che sono un esploratore e che vengo da un altro mondo. Le chiedo poi da dove viene lei e quando è nata ma qui inizia a comportarsi in maniera strana, non risponde alle mie domande e sembra confusa. Alla mia destra c'è qualcuno che sembra ascoltare tutto ma per il momento non interviene nella conversazione. La donna ora diventa una bambina ed è triste, sembra che stia per piangere, dice che non ricorda nulla riguardo al luogo da cui viene e quando è nata, e di essere confusa. Ora interviene il tizio alla mia destra, fa qualcosa che non capisco e la bambina inizia a dissolversi e svanisce in uno scintillio di particelle a mezz'aria.

27 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 6.30-7.30

Prendo lucidità non ricordo in quali circostanze, esco di casa e mi lancio nel vuoto. Mi trovo per un po' sballottato qua e là con una pressione nella testa che però non diventa mai dolorosa. Vorrei stabilizzarmi in un qualche luogo ma in questo momento non ho controllo sul mio corpo astrale. Dopo un poi mi percepisco nel corpo fisico e finisco per svegliarmi. Resto comunque immobile e poco dopo mi riaddormento. Comincia poi la solita serie di episodi, inizialmente mi ritrovo più volte a rientrare nel corpo quasi subito dopo aver preso consapevolezza, poi più avanti la durate degli episodi si allunga. Riporto qui quelli che ricordo.

Episodio 1: Giostre per bambini

Esco in strada, vedo un punto rosso in cielo e scopro che si tratta di un palloncino. Vedo infatti che al posto della casa accanto alla mia ci sono delle giostre per bambini, con dei palloncini appesi in alto. Vedo anche la Luna, che però è molto sfocata e più piccola di come dovrebbe essere.

Episodio 2:

Sono a letto nello stato intermedio e sento mio padre che mi si avvicina, mi dice qualcosa e mi tocca. So che non può essere lui dato che è già uscito a quest'ora (prima di addormentarmi l'avevo sentito uscire di casa ), si tratta certamente dell'entità della paralisi. Mantengo la calma e rimango fermo, aspettando il momento giusto per potermi muovere ed alzarmi. Ad un certo punto faccio un primo tentativo di muovermi ma incontro ancora la resistenza dell'entità, faccio altri tentativi senza forzare troppo finché non riesco ad alzarmi e a quel punto ingaggio una breve lotta con l'entità che cerca di tirarmi indietro e bloccarmi. Riesco ad avere la meglio e a divincolarmi, dopodiché esco dalla mia stanza e vado di sopra. Esco di casa e prendo il volo a tutta velocità, da qui però il ricordo sfuma e si confonde tra i numerosi mini episodi tutti simili tra loro.

Episodio 3:

Non ricordo in quali circostanze mi ritrovo nello buio totale avvolto nelle vibrazioni e cerco di aggrapparmi a qualcosa per stabilizzarmi in qualche ambiente. Inoltre devo impegnarmi a non pensare alla mia stanza, devo immaginare un posto nuovo. Mi muovo nel buio nel tentativo di afferrare qualcosa ma non trovo niente e alla fine decido di toccare per terra e ancorarmi al suolo, che è forse il metodo più efficace. Inizialmente sento quello che sembra un pavimento con delle grosse mattonelle, poi mi tuffo in avanti e mi ritrovo su una superficie molto più ruvida. Ci sfrego sopra le mani, deve essere asfalto. Quando la vista si attiva sono sdraiato infatti su una strada asfaltata, di notte, l'asfalto è molto rovinato, dove sono io ci sono diverse buche, è ridotto molto male. Inizialmente ho l'impressione di essere davanti casa mia, quando mi alzò però mi guardo indietro e vedo una palazzina di 4 o 5 piani e così anche tutto intorno, decisamente non è la zona di casa mia. Noto subito una stranezza in questi edifici, attaccati ai balconi infatti ci sono degli strani oggetti simili a faretti che però non emettono luce. Ce ne sono più di uno per ogni balcone, non ho idea di cosa siano. Entro in quello che sembra un supermercato dove una donna alle mie spalle mi dice che siamo nel 2066. Ora incontro un tizio al quale chiedo cosa sono quegli oggetti e a cosa servono ma lui non risponde. Poco dopo però mi arriva una spiegazione per via telepatica in cui mi viene detto che quegli oggetti servono ad amplificare il rumore prodotto dalle automobili elettriche che passano per strada.

Episodio 4: Street food

Esco dal portone e decido stavolta di passare per il giardino di mia zia, per poi uscire dal suo cancello. Cambia poco in realtà, ho tagliato risparmiando qualche metro. Vedo per strada dei tavoli apparecchiati con del cibo sopra, sembrerebbe un buffet. Dico a me stesso ad alta voce che per prima cosa devo stabilizzare, mi guardo i palmi delle mani e mi metto a sfregarle su un tavolo con una tovaglia. Poi mi chino a sfregare le mani sull'asfalto e qui mi sento osservato da qualcuno alla mia destra, mentre alla mia sinistra c'è qualcun altro che sembra stia facendo i miei stessi esercizi di stabilizzazione. Sono soddisfatto del tatto, ora voglio passare al gusto, prendo un pezzo di petto di pollo da un piattino sul tavolo e lo assaggio. E' morbidissimo, quasi si scioglie in bocca ed ha un buon sapore, sono soddisfatto e proseguo. Ora insieme a questa persona indefinita che stava facendo gli esercizi di stabilizzazione raggiungiamo un altro tavolo dove c'è un piatto coperto da un tovagliolo. So già che nel piatto c'è il dolce, qualcuno toglie il tovagliolo rivelando dei pezzi di crostata tagliata a quadratini. Non ricordo bene ora cosa ci fosse nella crostata, ma mi pare fosse di almeno due tipi diversi, uno dei due forse aveva un ripieno di colore rosa.Prima di riuscire ad assaggiarla però il sogno si dissolve. Mi sono soffermato troppo qui ad assaggiare del cibo, dimenticando il mio obbiettivo, come al solito il cibo e in particolare i dolci rappresentano per me una potente fonte di distrazione :D.

28 febbraio 2021

Vivido semi lucido e paralisi ore 6.00-7.50

Mi trovo ad un campo di calcetto per una partita tra amici, torniamo finalmente a giocare dopo mesi di stop a causa delle restrizioni per la pandemia. Mi cambio negli spogliatoi, chiacchiero con alcuni dei miei amici che prenderanno parte alla partita, vado in campo a posare il borsone sulla panchina, poi vado a prendere i palloni e le casacche. Il tutto è molto reale e stabile ma ad un certo punto qualcosa mi fa sospettare di stare sognando. La voglia di giocare dopo tanto tempo però mi fa mettere da parte questa sensazione e mi lascia immerso nella trama del sogno. Quando torno in campo però mi accorgo che oltre al nostro gruppo di 10 persone ci sono altre due squadre ad occupare lo stesso campo. Un'intera squadra è seduta sulla panchina sulla quale avevo appoggiato il borsone, mi chiedo come mai siamo quattro squadre sullo stesso campo, deve esserci stato un errore al momento della prenotazione. Come faremo ora a giocare tutti quanti ? Prima che io possa pensare ad una soluzione però mi ritrovo a fluttuare a circa un metro da terra, mi sento trasportare lentamente verso l'alto, cerco di atterrare ma non ci riesco, non riesco a controllare il mio corpo onirico, dopo un po' il sogno si dissolve. In seguito mi trovo in un falso risveglio in cui penso sia lunedì mattina e che tra poco io debba alzarmi per andare a lavoro. Sento dei rumori molesti che provengono dal garage e mi irrito perché vorrei sfruttare tutto il tempo a disposizione per dormire il più possibile. In seguito mi ritrovo in paralisi e capisco che quello di poco prima fa era un falso risveglio. Mi alzo dal letto un po' a fatica ma subito la solita forza invisibile mi tira indietro. Mi sforzo di resistere a questa forza e cerco di allontanarmi il più possibile per sfuggire a questa attrazione. Ovviamente, come sempre in questi casi, l'atmosfera è pesante e la vista almeno all'inizio non è attiva. Esco dalla mia stanza ed avanzo nel buio totale, poi vado di sopra, attraverso il giardino ed esco nel parcheggio dietro casa. Percorro tutta la discesa a quattro zampe come un animale per cercare di andare più veloce. Quando giungo in fondo continuo a sentirmi tirare indietro ed inizio ad essere stanco, al che mi lascio andare e mi ritrovo pochi istanti dopo nel letto. Ora sento l'entità sopra di me, mi sento premere con forza il petto e la colonna vertebrale, a tratti la pressione si fa più intensa e quasi dolorosa. Sento il solito risucchio e formicolio dietro al collo e ovviamente il respiro dell'entità. Non posso muovermi di un millimetro ma non voglio arrendermi, cerco di rimanere rilassato aspettando il momento giusto per poter eseguire il distacco ma con quella forte pressione a petto e schiena mi risulta molto complicato. A tratti esco momentaneamente e parzialmente dalla paralisi senza però svegliarmi del tutto. Voglio ancora provarci ma ad un certo punto la morsa dell'entità diventa troppo forte, sento qualcosa di strano nel punto dietro al collo dove sento il risucchio e il formicolio, un rumore tipo di piccole bolle che scoppiano, lo sento due volte. Ora inizio a perdere sempre di più il controllo della respirazione, il quale mi permette di uscire quando voglio dalla paralisi, semplicemente alterandone l'intensità. Ora però mi sento come sprofondare nel sonno più profondo, nel quale non sarò più in grado di prendere il controllo del respiro. Mi aggrappo a quel poco che rimane e con uno sforzo notevole riesco ad alterare la respirazione quanto basta per uscire di nuovo dalla paralisie stavolta decido di svegliarmi del tutto. Anche stavolta purtroppo la paura irrazionale generata ha avuto il sopravvento e non ho avuto il coraggio di lasciarmi andare. Razionalmente so che non corro alcun pericolo ma in quei momenti quella sensazione di apnea e di sprofondare nel vuoto assoluto fa sì che subentri l'istinto di sopravvivenza, il quale mi spinge a fuggire disperatamente da quella situazione.

1 marzo 2021

Serie di lucidi ore 4.00-6.00

Episodio 1: Fuga in macchina

Mi sveglio nello stato intermedio, mi alzo dal letto e sento suonare il citofono. Rispondo << chi è ? >> E mi sento rispondere da una voce maschile << sto c...o ! >> Non idea di chi sia questo "simpaticone" ma lo assecondo dicendogli che sto uscendo. Ho infatti la vaga consapevolezza che si tratta di un amico che è venuto a prendermi per uscire, per il momento resto nella parte e vediamo che succede. Esco e mi ritrovo un gruppo di quattro o cinque ragazzi davanti al cancello, a quanto pare non è da solo. Penso che non posso portarmeli dietro, saranno sicuramente una distrazione, devo liberarmene in qualche modo, ma come faccio senza offenderli ? Mi accorgo che si sono intrattenuti a parlare con qualcuno e ne approfitto per sgattaiolare via inosservato, mi dirigo verso l'incrocio e imbocco la via principale della zona, la quale arriva fino quasi al cavalcavia che porta in centro. Sono comunque troppo lento e decido di rubare una macchina parcheggiata per allontanarmi velocemente. Ne vedo una che potrebbe andar bene ma mi accorgo che c'è già una donna sul posto di guida. Ne adocchio allora un'altra poco più avanti, è un modello un po' vecchio, ma considerando che l'altra volta ero a bordo di un passeggino e sfrecciavo manco fosse una Ferrari, direi che mi posso accontentare :D. Salgo in macchina e parto, in pochi secondi arrivo quasi alla fine della strada ma qui mi rendo conto che sto perdendo stabilità, dunque mi fermo e scendo
prima di perdere il contatto con lo scenario onirico. Pare sia comunque troppo tardi però, perché una volta fuori il sogno si dissolve. Mi ritrovo nel buio e cerco di aggrapparmi a qualcosa per stabilizzarmi da qualche parte.
Il ricordo però qui va a confondersi tra i diversi episodi che seguono.

Episodio 2:

Mi trovo in paralisi con le vibrazioni e le pressioni sul corpo, inizio a sentire l'entità ma stavolta non ho intenzione di scappare. Mi metto in posizione supina, mi faccio coraggio e chiedo ad alta voce di vedere e di vedere l'entità. Finora non l'ho mai vista, almeno non mentre sono in paralisi, non so cosa aspettarmi ma so che è un passaggio fondamentale se voglio scrollarmi definitivamente di dosso questa paura. Il fatto di non vederla da un lato mi ha permesso di sopportare e andare avanti con le mie esperienze senza impazzire, dall'altro però ha fatto sì che la situazione rimanesse statica per lungo tempo. Finora di fatto in un modo o nell'altro sono sempre fuggito, per dare una svolta a questa situazione devo affrontare l'entità faccia a faccia. Ora mi sento afferrare il braccio destro, cosa che non ricordo avesse mai fatto prima, se non per bloccare un mio tentativo di muovermi. Questa volta però ero completamente immobile, non stavo tentando di muovere quel braccio. A questo punto chiedo di essere tirato su e sollevato dal letto ma ciò non accade, forse sono troppo pesante. Ora inizio ad intravedere nel buio mentre sono ancora sdraiato supino ma non vedo nessuna figura minacciosa sopra di me. Alla fine mi rotolo giù dal letto e la sensazione che ho è che mi sto portando dietro l'entità e ci atterro sopra schiacciandola col mio peso contro il pavimento. Mi alzo ed esco dalla mia stanza, poi non ricordo altro.

Episodio 3: Cambio di frequenza

Mi trovo in paralisi, che stavolta però non è silenziosa come nella maggior parte delle volte, mi trovo infatti in un flusso continuo di voci strazianti, grida e pianti. Percepisco una grande sofferenza e disperazione, il che mi provoca un forte senso di inquietudine e angoscia. Vorrei interrompere la cosa e ad un certo punto sono sul punto di svegliarmi intenzionalmente ma poi decido di rimanere e sopportare. Circa un mese fa mi era capitato qualcosa di simile e sembrava che fossi costretto a subire tutto questo senza poterlo interrompere, potevo solo attendere che finisse. Questa volta invece forse sono più lucido, fatto sta che sento di avere maggiore controllo, così mi dico "se posso decidere di interrompere il flusso e svegliarmi, forse posso anche modificarlo e renderlo positivo". Mi sento infatti come se fossi una radio sintonizzata su una determinata frequenza, in questo caso molto bassa, e che posso quindi modificare quel flusso cambiando frequenza. Inizio perciò a focalizzarmi su pensieri positivi e a poco a poco le grida strazianti iniziano a mischiarsi a risate, come se ci fosse una sorta di interferenza. Poi piano piano sia le grida che le risate scompaiono e compaiono delle immagini in rapida successione, scene di vita quotidiana. Ad un certo punto mi trovo in prima persona nella scena, sono sdraiato su un letto e un bambino mi viene incontro e mi sfiora la testa dicendomi qualcosa a proposito di sistemarmi i capelli. Mi alzo a sedere e vedo che sono in una piccola camera da letto con due letti singoli, il mio e un altro alla mia destra, probabilmente quello del bambino. Mi alzo dal letto con il bambino che mi invita a seguirlo fuori dalla stanza. Prima di uscire mi guardo allo specchio e vedo che sono un ragazzino sui 13-14 anni, ho capelli scuri schiacciati sulla fronte, sono lucidi, come se fossero bagnati o sistemati con un gel. Esco dalla stanza e scendo una rampa di scale. Entro in quella che sembra essere una cucina e noto un piccolo televisore a tubo catodico sopra un mobile. Vedo poi un calendario appeso al muro sul quale si legge chiaramente in alto al centro "1970", poco sotto leggo invece "DICEMBRE" e sotto ancora i giorni del mese in colonna.Da qui in avanti il ricordo sbiadisce e anche la mia lucidità viene meno.

Episodio 4:

Mi trovo in una grande struttura al chiuso, non ricordo come sono arrivato qui. Vedo una scritta in alto subito prima di una rampa di scale che porta di sotto, mancano le prime due lettere della parola, come se fossero scolorite o si fossero staccate, ma dal contesto in cui mi trovo riesco comunque a capire di che parola si tratta. Purtroppo ora non riesco a ricordare quale fosse, ma ricordo che sul momento era una parola che aveva perfettamente senso in questo contesto, indicava ciò che si sarebbe trovato scendendo le scale. Leggo un'altra scritta simile in alto sopra ad un'apertura che conduce dall'area in cui mi trovo ad un'altra. Curiosamente anche qui mancano le prime due lettere di una delle due parole, la seconda, ma capisco che l'insegna doveva essere "ZONA MERCATO". Alla fine opto per questa direzione, mi trovo in un corridoio molto largo al chiuso, il soffitto è alto, ci sono persone che camminano, scendono e salgono le scale che portano di sotto. Dopo qualche passo mi rendo conto che forse sarebbe stato più interessante scendere di sotto, un occasione per riprendere l'obbiettivo lasciato in sospeso di accedere ai sotterranei. Scendo dunque una rampa di scale e penso di raggiungere l'area indicata dalla prima insegna passando da qui, forse sono comunicanti. Ora raggiungo una zona in cui c'è un folto gruppo di persone ma soprattutto delle guardie armate, il che mi fa pensare che possa esserci qualcosa di importante che devono tenere al sicuro. Mi accorgo ora che ci sono altre persone con il mio stesso obbiettivo, vogliono esplorare l'area sorvegliata dalle guardie e che a prima vista sembrerebbe interdetta al pubblico. Ci muoviamo furtivi per non farci notare, aspettando il momento giusto per procedere, magari approfittando di una loro distrazione. Ora però mi accorgo che la gente entra in quell'area tranquillamente, non è affatto proibita. Forse queste persone si stanno nascondendo perché sanno di essere in qualche modo ricercate, forse quelle guardie hanno l'ordine di fermare solo loro, per chissà quale motivo. Non so se sono anche io nella lista nera, fatto sta che alla fine riusciamo tutti ad accedere senza problemi e scopriamo che non c'è nulla di interessante, l'area è un vicolo cieco con scaffali pieni di roba indefinita e un bagno in un angolo. A quanto pare abbiamo fatto un buco nell'acqua.

Episodio 5:

Mi trovo semi lucido sul tetto di un palazzo di 7/8 piani, guardo di sotto, è alto ed ho un lieve senso di vertigine. Con me ci sono i miei amici D.R e A.S, il primo in particolare ha paura delle altezze e soffre di vertigini, per lui stare qui sopra non è esattamente a situazione ideale. Vediamo ora un tizio capellone che insegue un altro tizio saltando da un tetto all'altro dei palazzi della zona, i quali sono distanziati tra loro anche di diversi metri. I balzi che compie sono decisamente sovrumani e forse è questo che mi fa prendere lucidità e mi fa ricordare che anche io posso fare cose simili. Mi lascio andare ed atterro sul tetto di un edificio più basso, poi vedo il capellone che ha raggiunto il tizio che stava inseguendo, so che quest'ultimo è il cattivo e che il capellone sta cercando di fermarlo. Il cattivo dall'aspetto ricorda vagamente l'attore Liam Neeson. A differenza loro non ho molta dimestichezza con i super salti, così dico loro << voi potrete pure saltare da un tetto all'altro, ma io posso faredi meglio ! >> Detto questo mi lascio andare e rimango sospeso a mezz'aria, io posso volare, cosa che loro non sanno fare a quanto sembra. Scendo lentamente e colgo di sorpresa il cattivo tramortendolo con un
colpo di taglio della mano destra sulla nuca.
Da qui il ricordo sfuma.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 11/03/2021, 9:49

Hari credo tu abbia fatto un nuovo record di sogni lucidi al mese!! :) Davvero straordinario!
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 29/03/2021, 19:45

[quote="olrac"]Hari credo tu abbia fatto un nuovo record di sogni lucidi al mese!! :)

Credo di sì :D, infatti ho dovuto dividerli in due parti :D. In realtà non ne ho fatti molti di più del solito, solo che quelli che ho fatto stavolta sono stati quasi tutti in qualche modo significativi, tranne uno che infatti non ho riportato. :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/04/2021, 19:54

7 marzo 2021

Lucido ore 6.30-7.50

Alla ricerca della ragazza lottatrice

Sono sdraiato sul letto e prendo lucidità, la vista è attiva ma quando provo ad alzarmi sono ancora semi paralizzato, si oscura tutto e mi sveglio. Resto immobile e mi riaddormento quasi subito. Ricordo un episodio in cui esco in strada e c'è molto vento, indosso un cappotto con il cappuccio in testa ma man mano che avanzo prendo sempre maggior lucidità e mi rendo conto che non non soffro il freddo qui. Tento di fare il giro per poi prendere il campo di sterpaglie dietro casa ma qui lo scenario crolla e riparto dal letto. Vado al piano di sopra ed esco da uno dei balconi della cucina, attraverso il giardino ed esco dal cancelletto sul retro. Il mio obbiettivo è di incontrare una ragazza già incontrata in un'esperienza della scorsa estate. In quell'occasione mi ero trovato a fronteggiare un'aggressione da parte di un gruppo di vampiri energetici e una volta liberatomi di loro mi ero ritrovato a combattere corpo a corpo con questa ragazza. Lei mi aveva steso con un colpo fulmineo all'addome che mi aveva provocato un dolore lancinante tanto da farmi svegliare per qualche istante. In seguito, rimanendo immobile, ero rientrato nel lucido e c'era di nuovo lei che insisteva per continuare a combattere, io però ero stanco e le dissi che mi dichiaravo sconfitto. Ci lasciammo tuttavia con la promessa di rincontrarci ed affrontarci di nuovo. Entro nel campo di sterpaglie dove trovo alcuni bambini che giocano, uno di loro si nasconde dietro qualcosa che poi afferra e lancia davanti a sé. Vedo poi dei tavolini e sedie sistemate su un prato come per un pic-nic. Proseguo in direzione della ferrovia e raggiungo un'area abbastanza affollata, una ragazza mi viene incontro e mi porge una mano aperta come per farsi dare il cinque e io senza pensarci glielo do. Mi rendo conto che deve essere lei la ragazza che cercavo, mi ero quasi dimenticato del mio obbiettivo nel frattempo. Ha un aspetto diverso da come me la ricordavo, probabilmente perché ora non è in tenuta da combattimento. Ha infatti i capelli sciolti mentre la volta scorsa li portava legati in una coda. Indossa degli indumenti comunque sportivi, tipo tuta ma che la coprono per intero, mentre l'altra volta indossava un top che lasciava scoperto il ventre e degli shorts attillati. Le dico che mi piacerebbe combattere di nuovo contro di lei. Mi invita a seguirla all'interno di un edificio e mi dice qualcosa che non ricordo e che probabilmente nemmeno faccio in tempo a sentire per intero perché qui il sogno si dissolve.

8 marzo 2021

Lucido ore 4.00-5.40

Combattimento contro la ragazza lottatrice

Prendo lucidità mentre mi trovo a camminare lungo una strada nel centro della mia città, di notte. Non c'è nessuno in giro e l'atmosfera è un po' cupa ma non percepisco sensazioni negative. La vista è ancora un po' sfocata ma migliora a poco a poco. Mi dirigo verso la piazza centrale della mia città, nella quale invece c'è del movimento. Sento infatti voci provenire da lì e noto che ci sono anche degli stand bianchi, il che mi fa pensare che sia in corso una qualche festa, oppure si tratta di quelle bancarelle che mettono il primo weekend di ogni mese proprio in quella piazza. Mi ricordo dell'obbiettivo di incontrare la ragazza lottatrice e penso che potrei incontrarla proprio in quella piazza. Mentre mi avvicino mi preparo mentalmente al possibile combattimento, richiamando i miei poteri, in particolare quello di manipolare l'aria intorno a me ed usarla per colpire l'avversario. Raggiungo la piazza e qui trovo diversi gruppi di bambini sparsi qua e là ed impegnati in qualche attività. Ad occuparsi di loro ci sono dei delle ragazze, delle specie di animatrici che gli fanno fare vari giochi. Mi accorgo però che c'è un po' di tensione nell'aria, c'è anche una macchina dei carabinieri parcheggiata, forse c'è stata una rissa o qualcosa del genere. Mi sollevo da terra in levitazione e continuo a concentrarmi sul richiamare i miei poteri, poi atterro e chiamo telepaticamente la ragazza lottatrice dicendole che sono arrivato, come se ci fossimo accordati per incontrarci qui. Vado dunque verso un gruppo di bambini, so che la troverò lì, è una delle animatrici. Così è, ci incontriamo e lei smette subito di fare quello che sta facendo, come se mi stesse aspettando per il nostro tanto atteso incontro-scontro. Le chiedo come si chiama, non me l'aveva detto la prima volta e non ho avuto il tempo di chiederglielo durante il nostro fugace secondo incontro di ieri mattina. Mi risponde ma purtroppo una volta sveglio dimenticherò il suo nome. Attraversiamo insieme la piazza, ora è giorno. Le dico che dobbiamo spostarci in un posto più isolato, non possiamo combattere qui in mezzo a tutte queste persone, rischieremmo di ferirle o ucciderle durante il nostro scontro. Raggiungiamo un'area con dei giardini dove sembra non esserci nessuno, vedo anche la spiaggia ed il mare a qualche decina di metri da noi. Potremmo spostarci in spiaggia ma non vorrei perdere altro tempo e rischiare che il sogno crolli prima di iniziare a combattere, qui va più che bene. Ci mettiamo uno di fronte all'altra ad una quindicina di metri di distanza, le dico che non dovranno esserci limitazioni, intendendo dire che è tutto lecito in questo scontro, così da poter dare libero sfogo alla nostra creatività. L'adrenalina sale, lascio che sia lei ad attaccare per prima, io mi metto sulla difensiva. La ragazza si fionda contro di me a super velocità e in una frazione di secondo mi è già addosso, come pensavo non è solo un'abile lottatrice ma possiede abilità soprannaturali, molto bene ! Mi metto in guardia pronto a parare il colpo ma lei mi afferra le braccia e per qualche istante rimango bloccato e temo che lo scontro stia già per concludersi. Con uno sforzo riesco però a liberarmi e indietreggio per rifiatare un attimo. La ragazza però continua ad attaccare con i suoi scatti fulminei e per il momento non posso far altro che parare i colpi con le braccia, evitando che colpisca i miei punti sensibili come la testa, il petto o l'addome. I suoi attacchi sono veloci e potenti ma ad un certo punto diventano prevedibili ed ora riesco anche a schivarli spostandomi di lato. Sono comunque continuamente sotto assedio, non mi dà tregua, se continuo così prima o poi riuscirà a colpirmi e con quella forza potrebbe bastarle un solo colpo per mettermi ko. Decido di passare al contrattacco e lo faccio con una forza sovrumana che inizialmente non avevo. Mentre mi difendevo dai suoi colpi ho avuto modo di
"caricarmi" ed ora con un colpo riesco a scaraventarla a diversi metri di distanza contro un muro, che si sfonda all'impatto. Abbiamo fatto bene a combattere lontani dalle gente ! :D La ragazza scompare temporaneamente tra le macerie del muro, ci mette un po' a tornare alla carica ed io ne approfitto per rifiatare e riorganizzarmi. Sfrutto questa occasione per levitare, prima la ragazza non mi dava il tempo di concentrarmi per farlo. Salgo un po' di quota, ora sono a qualche metro da terra. Lei torna ma non mi raggiunge in aria, forse non sa volare, se così fosse avrei un vantaggio notevole. Tuttavia non posso rilassarmi, anche se non sapesse volare potrebbe comunque destabilizzare il mio di volo con qualche tecnica particolare, del resto la conosco appena e non ho idea di cosa sia capace. La vedo sotto di me, apparentemente inattiva ma poi mi accorgo che un aereo sta volando pericolosamente verso di me. Deve essere lei a manovrarlo, me lo sta dirigendo contro ! Mi distraggo a guardare l'aereo e la ragazza ne approfitta immediatamente, in un attimo me la ritrovo addosso, dunque non era vero che non sapeva volare, era una finta ! O forse ha compiuto una specie di super salto, in ogni caso riesco a parare il colpo in extremis, salvandomi per un soffio. Il ricordo qui inizia a farsi un po' vago, forse ci scambiamo qualche colpo aereo ma alla fine riesco ad avere la meglio colpendola con forza e scaraventandola contro il suolo. Rimango sospeso in aria, passano alcuni secondi e lei non torna, forse questo mio colpo l'ha messa ko. Mi chiedo come facciamo a definire concluso uno scontro...per quanto mi riguarda posso dire di essere sconfitto una volta che mi scollego dal sogno, ma vale lo stesso anche per lei ? Può scollegarsi dal sogno anche lei ? Ad ogni modo non dà più segni di vita, quindi credo di potermi considerare vincitore.
Lo scenario si dissolve e mi ritrovo in un falso risveglio in cui sto per scrivere questa mia esperienza sul diario. Nel frattempo vedo un filmato in cui si vede la ragazza alzarsi da terra un po' malconcia e mezza rintronata. A quanto pare era svenuta, si può considerare un equivalente dello scollegarsi dal sogno, dunque posso considerarmi vincitore. Non era comunque importante vincere o perdere, il mio scopo era divertirmi e sono pienamente soddisfatto e lo sarei anche se avessi perso. Certo mi sarebbe piaciuto riuscire ad utilizzare qualche potere particolare, tipo manipolazione degli elementi, ma del resto non mi sono mai allenato seriamente con i super poteri a parte il volo e la telecinesi ed usarli in uno scontro ad alta intensità come questo non è certo facile. Per concentrarmi e richiamare certe abilità infatti ho bisogno di tempo, e la ragazza con i suoi attacchi super veloci non me ne ha mai concesso abbastanza.

14 marzo 2021

OBE e paralisi ore 5.30-6.10

Sono in un luogo cupo in stato confusionale, prendo gradualmente lucidità, sono in un corridoio stretto e passo davanti ad uno specchio appeso ad una parete. Mi guardo allo specchio e il mio volto appare enorme e un po' deformato.Poco dopo mi ritrovo sul letto nello stato intermedio, avvolto nelle vibrazioni. Rotolo giù dal letto e mi ritrovo a fluttuare a mezz'aria più o meno all'altezza del letto. Mi sposto fluttuando verso la porta della mia stanza, la vista si attiva ed intravedo nel buio mio fratello che dorme sul suo letto. Batto le mani per fare rumore e vedere se si sveglia e reagisce in qualche modo, ma lui non fa una piega, pare stia dormendo profondamente. Esco dalla mia stanza, mi sposto molto lentamente, come se mi trovassi a fluttuare all'interno di un liquido molto denso. Percepisco un'energia pesante e punto subito verso le scale per uscire di casa il prima possibile e lasciarmi alle spalle questa negatività. Raggiungo il portone ma inizialmente non riesco ad attraversarlo, mi concentro per qualche istante e riesco a passare ma la vista qui si oscura e quando torna sono ancora dentro casa. Esco stavolta dalla porta finestra della veranda, che riesco ad attraversare senza problemi. Provo ad aumentare la velocità e a puntare verso l'alto ma niente da fare, non riesco ad accelerare né tantomeno a salire più di così. Osservo il cielo notturno sopra di me, è cupo, senza stelle e con una luna molto sbiadita. Ad un certo punto mi sento afferrare da dietro da due braccia e penso << ecco, ci risiamo ! >> Un istante dopo mi ritrovo in paralisi e sento un rumore secco improvviso, tanto reale che per un attimo penso venga dalla realtà fisica. Il fatto che non mi svegli però mi fa capire che non è così, il rumore fa parte dello stato intermedio ed ho l'impressione che sia stata l'entità ad emetterlo. Quasi contemporaneamente al rumore infatti vengo assalito come sempre, stavolta la pressione mi arriva fino alla gola mentre dietro al collo sento il solito formicolio e risucchio ma ancora più intenso del solito. Ad un tratto ho quasi la sensazione che di entità ce ne siano due addirittura. Non voglio cedere, cerco di mantenere la calma e lasciar scorrere il tutto per poi effettuare il distacco al momento opportuno. Richiamo alla mente pensieri ed emozioni positive e per qualche istante sembra che l'entità si ritiri. Non appena tento di alzarmi però ecco che torna alla carica, peggio di prima, ora infatti mi sento anche comprimere il torace e fa male. A questo punto cedo ed esco dalla paralisi alterando il respiro, poi però rimango fermo, voglio tentare di nuovo. Stavolta però non scivolo di nuovo in paralisi, rimango sveglio, forse ho forzato troppo la respirazione oppure semplicemente la fase REM era giunta al termine.

19 marzo 2021

Sogno lucido ore 4.00-5.00

Suggerimenti al cellulare


Sono a casa nel seminterrato a scrivere sul mio diario un sogno appena fatto. Il ricordo di quel sogno però è un po' sbiadito, ad un certo punto inizio a sospettare di stare ancora sognando. Guardo più volte l'ora sul cellulare ed essa non si modifica. Tuttavia c'è un'atmosfera strana che continua a suggerirmi che sto sognando, guardo l'ora stavolta sullo smartband ed è diversa da quella sul cellulare, dunque ho la conferma di essere in un sogno. Salgo le scale, esco dal portone e mentre percorro il vialetto vedo una donna che dalla strada viene verso il cancello. La donna mi chiede se sono un certo Di Gennaro, ma io le dico che ha sbagliato, non sono la persona che sta cercando. Lei però sembra non preoccuparsene, mi fa un cenno come a dire " vabbè non fa niente, facciamo finta che lo sei " e mi porge un cellulare che prendo e avvicino all'orecchio sinistro per ascoltare. Una voce al cellulare inizia a dire cose di cui capisco ben poco. Nomina la città di Pistoia, poi mi dice qualcosa del tipo "il tuo numero è il 10". Sul momento mi viene in mente che voglia darmi un numero da giocare al Lotto, allora gli chiedo << su che ruota dovrei giocare questo numero ? >>, dato che la ruota di Pistoia non esiste, e lui mi risponde << Zurigo >>. La cosa ovviamente non ha senso se si parla di ruote del Lotto, probabilmente quel 10 non è un numero da giocare. Zurigo è la città in cui sono nato, ma non capisco il nesso con Pistoia e col numero 10, né tantomeno con il cognome "Di Gennaro" o il nome "Gennaro". Sembrano parole sparate a caso, ma può darsi che nascondino un qualche messaggio criptico. Mentre ci penso corro verso la stazione, raggiungo la strada che costeggia la ferrovia e mi viene in mente il mio piano d'azione che prevedeva di usare una delle case della zona come passaggio dimensionale per teletrasportarmi altrove. La mia lucidità però non è delle migliori e alla fine decido di rimanere nella mia città e raggiungere il centro, passando per il sottopassaggio. Raggiungo il sottopassaggio e qui il sogno inizia a destabilizzarsi, tocco la strada sotto di me per stabilizzarmi ed entro nel sottopassaggio mettendomi a correre a gran velocità. Quando sono all'incirca a metà strada però il sogno crolla e mi sveglio.

21 marzo 2021

Serie di lucidi ore 6.30-8.00

Episodio 1: La canzone

Prendo lucidità nello stato intermedio mi alzo dal letto ed esco di casa passando dal garage. Sento chiaramente il ronzio di una zanzara che mi ronza intorno nella realtà fisica e temo possa svegliarmi ma mi sforzo di ignorarlo e mi allontano in fretta dalla mia stanza. In questo modo riesco a scollegarmi completamente dalle percezioni sensoriali del corpo fisico e il ronzio scompare, sostituito da un rumore di fondo indefinito, come di un macchinario in funzione più forte in termini di decibel ma molto meno fastidioso. Mi dirigo verso la casa di fronte e qui inizio a sentire chiaramente una canzone piuttosto famosa, che attualmente danno molto spesso alla radio. Si tratta di "Prisoner" di Miley Cirus e Dua Lipa, non so perché proprio questa canzone, non significa nulla di particolare per me, tuttavia la sento in maniera assolutamente reale come se la ascoltassi nella realtà fisica. Le parole della canzone sono esattamente le stesse e anche le voci delle due cantanti sono identiche, si sente tutto alla perfezione senza la minima distorsione. Prima di riuscire ad entrare nella casa di fronte, il sogno si dissolve.

Episodio 2: Presenza addormentata

Mi trovo in paralisi con l'entità che mi tira indietro per il petto con le sue braccia. Rimango immobile e percepisco chiaramente la presenza di qualcuno alle mie spalle, e soprattutto sento il suo respiro, regolare, come di qualcuno che sta dormendo profondamente. Lo sento dietro al collo, in maniera estremamente vivida e reale, come se ci fosse qualcuno addormentato sul letto dietro di me (io sono sdraiato sul fianco destro). Inizio a pensare che possa trattarsi del mio respiro, quello del mio corpo fisico addormentato. Nella mia stanza con me infatti c'è solo mio fratello, ma si trova a circa due metri da me, sul suo letto, mentre questo respiro lo sento come se fosse a pochi centimetri da me, non può essere lui. Decido di fare qualche esperimento, alterando intenzionalmente il mio respiro e verificare se cambia anche quello della presenza alle mie spalle. Trattengo il respiro e dopo circa un secondo il respiro dietro di me cessa, per poi ricominciare dopo che io torno a respirare. Lo altero poi in vari modi, lo faccio andare più veloce, faccio degli sbuffi e abbozzo anche dei motivetti, il respiro dietro di me ripete esattamente quello che faccio io ma sempre con circa un secondo di ritardo, forse meno. Ora pronuncio anche qualche frase ed ecco che, sempre con quel pizzico di ritardo, la presenza alle mie spalle le ripete, un po' come quando capita di sentire il ritorno della nostra voce al telefono. Ad un certo punto mi alzo dal letto ma da qui il ricordo sfuma, confondendosi tra i vari episodi.

Episodio 3: Negatività

Eseguo il distacco e salgo le scale ma sono colto da un'improvvisa inquietudine. Mi arrivano pensieri negativi, penso che potrei incontrare esseri mostruosi al piano terra. Tali pensieri si manifestano subito con un ombra che mi viene contro, come un'ondata di energia negativa e mi ritrovo quasi subito nel letto nello stato intermedio. Pronuncio parole positive per esorcizzare questa negatività, anche qui però il ricordo si confonde tra i vari episodi.

Episodio 4: Ristorante all'aperto

Mi alzo dal letto, vado di sopra e passo per la cucina dove c'è mia nonna indaffarata in non so quale attività. Esco dal balcone, attraverso il giardino ed esco nel parcheggio dietro casa per poi prendere il campo di sterpaglie. Mi metto a correre e in pochi secondi raggiungo un'area dove ci sono case, palazzine ed altri edifici. Esploro brevemente la zona e vedo che si tratta dello spazio esterno di un ristorante. Sento della musica in sottofondo e vedo una ragazza in piedi di spalle, leggermente china, il che mi fa pensare che sia una DJ alla sua console. A qualche decina di metri dalla ragazza c'è una struttura semi coperta, sotto alla quale vi sono numerosi tavoli apparecchiati con persone sedute a mangiare. Faccio un giro intorno alla struttura e do qualche occhiata dentro ma non entro. Ora mi dirigo verso quella che credo essere la postazione della DJ ma ora che la vedo più da vicino e soprattutto frontalmente, mi accorgo che in realtà si tratta di un bancone sul quale è esposto del cibo. Ora insieme alla ragazza c'è anche un ragazzo, che resta al bancone mentre la ragazza si dirige verso l'area con i tavoli portando con sé un vassoio con del cibo sopra. Si tratta dunque di camerieri e non di DJ, la musica
da discoteca in sottofondo mi aveva ingannato. Seguo la ragazza, che è anche molto attraente, per farle qualche domanda.
Quando la raggiungo però la mia lucidità è calata notevolmente e anche lo scenario si è deformato, ora siamo a casa mia e lei entra in garage. Da qui il ricordo si fa vago.

Episodio 5: La scorciatoia

Esco di casa e mi dirigo verso la casa di fronte, suono il citofono ma poi ci ripenso e decido di entrare senza aspettare che qualcuno mi apra. Entro in casa ma non ci trovo nessuno, attraverso il salotto e vado subito verso una porta. La apro e mi ritrovo in un luogo silenzioso e spoglio che emana però un'energia particolare e suggestiva. E' ancora molto lieve ma la riconosco subito, è la stessa che ho percepito in alcuni luoghi sotterranei in cui sono stato negli ultimi mesi, come il finto obitorio e il livello -3 con i tizi in tuta arancione. Anche a livello visivo questo posto somiglia a quelli appena citati, con le sue pareti spoglie e di un colore tra il grigio e un verde sbiadito. Avevo tentato altre volte di tornarci ma senza successo, ora sembra che ne abbia di nuovo l'opportunità. Proseguo con cautela, preparandomi a possibili aggressioni. Mi trovo ora ad un bivio, qualcosa mi dice che proseguendo dritto farò la strada più lunga mentre girando a sinistra prenderò una scorciatoia. Giro perciò a sinistra e raggiungo uno spazio angusto, dove c'è un'apertura nel muro in basso che conduce ad una sala più ampia. Si tratta in effetti di una scorciatoia ma per passare da quel buco devo praticamente strisciare e so che ciò rischierebbe di farmi destabilizzare e forse addirittura svegliare. Comunque ormai sono qui e ci provo, mi sdraio a pancia in su e mi trascino attraversando il buco nel muro. Come previsto però, mettendomi in questa posizione inizio a tornare parzialmente nel corpo fisico e prima di riuscire ad attraversare per intero il buco mi sveglio.

22 marzo 2021

OBE/Lucido ore 4.30-5.45

Sovrapposizioni

Prendo lucidità nello stato intermedio in posizione supina, rimango immobile e mi lascio tirare per le gambe, le quali si sollevano con facilità. Il resto del corpo invece, dal bacino in su, resta incollato al letto, come al solito, non c'è verso di lasciarmi andare. Mi alzo dunque al solito modo, mi metto a sedere sul letto ed alzo le braccia per farmi afferrare i polsi e farmi tirare verso l'alto. Subito due mani invisibili mi afferrano i polsi ma il mio corpo sottile è così pesante e ancorato al letto che non mi tira su nemmeno di un centimetro. Alla fine mi alzo normalmente ed esco dalla mia stanza camminando. E' buio ma la vista è attiva e riesco ad intravedere qualcosa, cammino nel salotto avvolto nel flusso vibratorio, poi levito ed inizio a svolazzare per casa. Le immagini sono estremamente stabili e reali tanto che una parte di me pensa di stare osservando la realtà fisica. Sento suonare la sveglia di mio padre e penso che sia quella fisica e temo che possa svegliare anche me ma fortunatamente non accade. Lo vedo uscire dalla sua stanza e dirigersi verso il bagno con il cellulare in mano, io lo seguo e sbircio da dietro il cellulare per leggere l'ora, segna le 6.10. Guardo poi il calendario appeso sulla parete prima del bagno, sopra il citofono, sta sulla pagina di gennaio e per qualche motivo che non ricordo penso sia il 6 gennaio (forse perché lo vedo segnato in rosso e non penso al fatto che è rosso perché è un giorno festivo). Mio padre entra in bagno e si lava le mani, mi avvicino fluttuando a mezz'aria ma lui sembra non si accorge della mia presenza, non può vedermi. Ora vado di sopra ed esco di casa attraversando il portone. Sorvolo la zona osservando il cielo notturno, vedo una bella Luna luminosa quasi piena, voglio raggiungerla e per farlo punto in quella direzione l'indice della mano destra con il braccio disteso in avanti. Anche stavolta però non riesco a salire più di così e a questo punto decido di atterrare ed esplorare l'area a piedi. Mi trovo ora in un luogo che non riconosco, uno spazio cementato tappezzato di muri che spuntano dal terreno qua e là apparentemente senza una logica, non ho idea di cosa siano e a che cosa servano.Poi lo scenario si dissolve e riparto dal letto. Mi alzo e vado in salotto, inizio a fluttuare per il seminterrato guardandomi intorno, vedo una moltitudine di quadri e oggetti che sul momento penso siano al posto giusto, in realtà non è così. Molti di questi elementi non sono più presenti a casa mia o sono in punti diversi, altri invece non ci sono mai stati. A dire il vero anche la struttura generale non è quella attuale, ma probabilmente un misto di vari periodi, ma la mia lucidità è bassa e non ci faccio caso. Solo quando vedo alcuni quadri che non ricordo di aver mai avuto mi rendo conto che non sto osservando la realtà fisica, senza però accorgermi di tutte le altre incongruenze. In seguito perdo definitivamente lucidità e piombo in un sogno normale prima di svegliarmi.

27 marzo 2021

Lucido ore 5.45-6.45

La fetta di torta e il paesaggio asiatico

Mi trovo nello stato ipnagogico, vedo l'interno di un edificio con corridoi scarsamente illuminati. Sono proprio sul bordo ed inizio a correre per entrare completamente nello scenario ed ancorarmici. In pochi secondi sono dentro, mi trovo all'interno di quella che sembrerebbe un'aula scolastica. E' vuota, le luci sono spente e posso intravedere appena nella penombra. Mi dirigo verso una porta, al di là della quale c'è il buio, la attraverso e si oscura tutto. Mi ritrovo dunque sul letto in paralisi avvolto nelle vibrazioni. Fatico un po' ad eseguire il distacco, mi sento toccare e premere sul corpo dalla solita entità. Stavolta però la sua presenza è debole e riesco in qualche modo a proiettarmi fuori. Tuttavia non sono ancora del tutto separato, mi sollevo in levitazione ma sono ancora soggetto all'attrazione del corpo fisico e mi sento tirare da dietro. Ritorno in paralisi sul letto e qui forse mi sveglio per qualche istante ma poi mi riaddormento subito. Riparto dal letto e stavolta mi rotolo giù sul pavimento. Mi alzo in piedi ancora senza vista ed inizio ad aprire e chiudere le ante dell'armadio sopra il mio letto e a tamburellarci sopra con le mani per stabilizzare. La vista gradualmente si attiva, esco dalla mia stanza e vado di sopra, prima di uscire dal portone però mi sento chiamare da mia madre che sta salendo le scale venendomi incontro. Mi sta portando un piattino con una fetta di torta, dice che è avanzata dalla festa di compleanno di non ricordo chi e vuole farmela assaggiare. Accetto di buon grado ed esco portando con me il piattino con la torta, che assaggio mentre mi dirigo verso il cancello. Il dolce è costituito da una sorta di pan di spagna al cacao ed una crema al cocco all'interno, è molto buono ! Esco in strada e mi dirigo verso la casa di fronte ancora con la torta in mano, arrivo al cancello, suono il citofono e mentre aspetto che mi aprano ne mangio ancora un po'. Mi aprono ed entro ma invece di trovarmi nel cortile della villetta, scopro di essere nello spazio esterno di un ristorante. Ci sono infatti numerosi tavoli apparecchiati con gente seduta a mangiare. Le immagini sono molto reali e vivide, osservo diversi volti di persone di varie età, senza però memorizzarne nessuno in particolare. Poso il piattino con quel che resta della torta su un tavolo libero, entro nel ristorante e perdo parzialmente lucidità. In seguito torno in me e mi ricordo del mio obbiettivo e cerco subito una porta. Vado verso la prima che vedo ma al di là di essa ci trovo un bagno, esco e vado alla ricerca di un'altra porta ma mi ritrovo per un po' a girare a vuoto e di nuovo la mia lucidità vacilla e l'ambiente si destabilizza. Quando lo scenario intorno a me si ristabilizza mi trovo in un luogo chiuso che ricorda il vecchio negozio dei miei. Esco dal retro e mi ritrovo all'aperto, in un luogo completamente diverso. E' giorno e c'è un edificio abbandonato e semi distrutto alla mia sinistra, mi trovo a camminare in uno spazio pieno di macerie e che sembra del tutto deserto. Vedo alte montagne innevate all'orizzonte e poco al di là dello spazio in cui mi trovo vedo una roccia, sulla quale stanno due leopardi che sembrano intenti ad azzannarsi a vicenda. Lottano furiosamente, sento i loro ruggiti e penso sia meglio non attirare la loro attenzione. Sono lucido e so di non correre alcun pericolo, però so anche che se quelle belve mi aggredissero non potrei respingerle senza rischiare di destabilizzarmi. Ora nella zuffa tra i due leopardi mi sembra di scorgere un altro animale, una specie di antilope credo, forse i due carnivori si stanno contendendo una preda. Proseguo e sempre sulla stessa roccia, a pochi metri di distanza, vedo anche due tigri. La presenza di questi animali unita al paesaggio sullo sfondo mi fanno pensare che potrei trovarmi in India, o comunque nell'area del subcontinente indiano. Quelle montagne alte e dalle cime innevate infatti mi fanno pensare alla catena dell'Himalaya. Ora mi trovo a camminare lungo una strada di una cittadina di cui ad un certo punto riesco a farmi dire il nome, che però ho dimenticato, ricordo solo che finiva con ...tep e forse inziava per D. Il sogno inizia a farsi fumoso e anche la mia lucidità viene meno, poco dopo mi sveglio. Inizialmente al risveglio ricordavo il nome della città ma non mi sono alzato per scriverlo, mi sono riaddormentato subito e purtroppo l'ho dimenticato.


28 marzo 2021

OBE/Lucido ore 7.00-8.15

Episodio 1: Abbronzatissima

Prendo lucidità nello stato intermedio avvolto nelle vibrazioni. Mi giro nel letto e mi alzo a sedere, senza fretta, attendo che la vista si attivi. Agito le mani davanti a me, inizio ad intravederle, mi alzo e mi sento tirare indietro verso il corpo ma resisto all'attrazione. Inizio a levitare, mi sento ancora tirare, segno che non sono ancora del tutto distaccato dal corpo fisico, riesco però a resistere. Mentre fluttuo nella mia stanza sento in sottofondo la celebre canzone "Abbronzatissima" di Edoardo Vianello in maniera molto vivida e chiara, un po' come accaduto una settimana fa con la canzone "Prisoner". La musica sembra provenire da fuori, attraverso la finestra in volo e mi ritrovo in un luogo completamente diverso. E' giorno e sto sorvolando una città con bellissimi grattacieli di vari colori e il mare all'orizzonte. Mi godo questo bellissimo panorama continuando a volare al di sopra degli edifici, a molte decine di metri dal suolo, mentre continuo a sentire in sottofondo la stessa canzone. Voglio scoprire da dove proviene, forse c'è un terrazzo da qualche parte in cui si sta svolgendo qualche festa o qualche spettacolo dal vivo. Ora è notte, continuo a sorvolare la città scrutando i tetti dei grattacieli per vedere se c'è del movimento ma non trovo nulla. Non c'è anima viva né sui tetti né in strada, solo questa musica che sembra provenire da ogni direzione, come se fosse sparata da enormi casse disposte in diversi punti della città. Atterro e mi avvicino ad un edificio che però non sembra essere un palazzo, non riesco a capire di cosa si tratta. C'è un'apertura stretta e buia, la attraverso e mi ritrovo in uno spazio angusto, oltre il quale non è possibile proseguire. Qui il sogno si dissolve e forse mi sveglio per qualche istante.


Episodio 2: Luogo tetro

Dopo essermi svegliato rimango immobile e scivolo di nuovo nello stato intermedio. Scendo dal letto fluttuando e stavolta, con mia sorpresa, mi ritrovo già in un luogo che non è la mia stanza. Si tratta di una stanza illuminata da una luce tenue e fredda, pareti spoglie di un colore verde sbiadito. C'è una finestra in alto vicino al soffitto, orizzontale come quelle del seminterrato di casa mia ma più stretta. Fuori è buio quindi non mi conviene uscire da lì, decido dunque di atterrare e proseguire a piedi. Esco da una porta e mi trovo davanti una scalinata a salire che si perde nel buio. Proprio sulle scale scorgo una figura nell'ombra che sale rapidamente ed esce da una porta in cima alla scalinata sulla sinistra. Nell'attimo in cui la porta resta aperta vedo filtrare una luce, il che mi fa pensare che conduca verso l'esterno. Salgo i gradini fino al pianerottolo e qui mi accorgo che le scale proseguono sulla destra. Potrei continuare a salire ma non so se troverò un'altra porta per uscire, decido perciò di uscire dalla porta alla mia sinistra, anche se quella figura che ho visto e sentito uscire non promette nulla di buono. L'atmosfera si fa pesante, e appena esco inizio a sentire un rumore a dir poco sinistro, una specie di stridio, come di oggetti molto pesanti che vengono trascinati. Penso si tratti di quella figura di prima che sta spostando qualcosa nelle vicinanze. La vista inizia a farsi sfocata, l'ambiente è nebbioso e non vedo vie d'uscita. Una sensazione di forte inquietudine mi assale, cerco di farmi forza preparandomi a difendermi da un'eventuale aggressione. L'energia che percepisco è simile a quella degli ambienti sotterranei descritti in diverse esperienze degli ultimi mesi, ma stavolta più intensa. Qui lo scenario si dissolve e mi ritrovo in paralisi, ovviamente con l'entità aliena appiccicata addosso. Del resto non poteva essere altrimenti in quella situazione così oscura e tetra. Sento questa cosa viscida che risale lentamente lungo il mio corpo e mi sento premere con forza sul fianco sinistro, fa decisamente male ! La morsa dell'entità è di quelle pesanti, nonostante io rimanga immobile non accenna a ritirarsi, né il dolore ad attenuarsi.Sono costretto ad uscire momentaneamente dalla paralisi, poi però resto immobile e mi ci lascio scivolare di nuovo, voglio provare ancora. Provo a richiamare pensieri positivi e a canticchiare qualcosa ma con questo dolore è piuttosto complicato. Non ho paura, sono pienamente lucido ma il dolore è troppo forte e non riesco a concentrarmi su nient'altro. Oltretutto nel frattempo sento questa cosa viscida e raccapricciante che mi sale verso il collo e sembra volermi inglobare completamente. Continuo ad avere la sensazione che se glielo lascerò fare non sarò più in grado di liberarmene e tornare indietro. Razionalmente so che non è così ma in quel momento è tutto così vivido e reale che il mio istinto di sopravvivenza non può fare a meno di intervenire. Esco dunque dalla paralisi ma rimango fermo per fare un ultimo tentativo, il quale però si rivelerà inutile. La morsa è troppo stretta, la pressione sul fianco troppo dolorosa, stavolta mi arrendo, esco dalla paralisi e cambio posizione.

29 marzo 2021

OBE/Lucido ore 5.15-6.00

Bagno nella pozzanghera

Prendo lucidità nello stato intermedio dopo un sogno normale. Mi rotolo giù dal letto, mi alzo in piedi, apro e richiudo l'armadio e ci batto le mani sopra per stabilizzare. La vista è attiva ma è buio e intravedo appena. Mi avvicino a mio fratello che sta dormendo nel suo letto e batto le mani per vedere se reagisce in qualche modo ma niente, dorme profondamente e non sente nulla. Esco dalla mia stanza e vado di sopra, voglio sbrigarmi ad uscire perché ho l'impressione di non avere molto tempo a disposizione, il portone però stranamente non si apre, è chiuso a chiave. Non ho tempo di cercare la chiave, così mi concentro per qualche istante e lo apro usando l'intento. Esco e percorro il vialetto, c'è un folto cespuglio alla mia destra, lo tocco e sento chiaramente al tatto le foglie umide. Ci passo in mezzo per sentire addosso l'umidità, poi mentre mi avvio verso il cancello sento arrivare una folata improvvisa di vento. Esco in strada e mi trovo subito davanti una grossa pozzanghera. Qui mi viene uno strano impulso di bagnarmici i piedi dentro e così faccio, con tutte le scarpe, poi mi butto un po' d'acqua anche addosso. Le sensazioni sono estremamente vivide e reali, sento il mio corpo bagnato e i vestiti completamente zuppi d'acqua. E' una sensazione che nella realtà fisica sarebbe a dir poco sgradevole ma qui è tutto l'opposto, mi trasmetta una strana euforia ed eccitazione. E' un po' come accade con il vento e la pioggia, dai quali nella realtà fisica cerco immediatamente riparo mentre nei lucidi li accolgo con gioia, pervaso da un forte senso di libertà. Attraverso la strada e vado verso la casa di fronte ma nel frattempo l'azione di bagnarmi mi ha fatto destabilizzare. Mi sento tirare indietro e non riesco ad avanzare, faccio una fatica enorme ma alla fine riesco a raggiungere il cancello della casa di fronte. Lo scenario però ormai si è deformato troppo, riesco parzialmente a stabilizzarmi e ad entrare, sento delle voci, sento pronunciare il mio nome e vedo una donna uscire dal portone e venirmi incontro, ma qui il sogno crolla.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 03/05/2021, 16:57

4 aprile 2021

Serie di lucidi/OBE ore 6.00-7.20

Episodio 1: A quattro zampe

Mi trovo nello stato intermedio avvolto in un flusso vibratorio molto intenso ma piacevole. Immagino di essere un aereo che decolla, associo infatti il rumore delle vibrazioni a quello di un aereo in fase di decollo. Non riesco però a sollevarmi da letto, mi alzo normalmente, tento di uscire dalla stanza fluttuando ma mi trovo a fluttuare nel buio. Sfrego le mani a terra per ancorarmi a qualche ambiente, sento un terreno ruvido che potrebbe essere asfalto ma le immagini ci mettono un po' a formarsi. Dopo un po' inizio ad intravedere qualcosa, sono in mezzo alla strada e mi sto spostando a quattro zampe. Mi sento un peso addosso che mi condizione nei movimenti, faccio molta fatica ad avanzare. Riesco a tirarmi su, mi stacco di dosso questa cosa indefinita e la lancio a terra. Vedo che si tratta di qualcosa di vivo, che si muove. Lo colpisco e lo lancio ancora più lontano, poi avanzo lentamente, stavolta in piedi, e attraverso una vetrata. Qui però il sogno si dissolve.

Episodio 2: Piegamenti sulle braccia

Riparto dal letto in paralisi, rimango un po' nella mia stanza e mi metto a fare i piegamenti sulle braccia come test di densità. Sono decisamente più leggero rispetto a quando li faccio nella realtà fisica, faccio molta meno fatica e addirittura quando vado su riesco a sollevare anche le gambe. Rimango per qualche istante appoggiato sulle sole braccia e non sento la minima fatica, poi mi do una spinta con le braccia e faccio un piccolo balzo per poi ricadere lentamente. Ho anche il tempo di battere le mani prima di atterrare, faccio quindi qualche piegamento col battito di mani, cosa che se facessi nella realtà fisica mi sfracellerei la faccia sul pavimento :D. Ora voglio levitare e mi do una spinta più forte per rimanere sospeso a mezz'aria, ci riesco dopo qualche tentativo, poi il ricordo sfuma.

Episodio 3:

Mi alzo dal letto, fluttuo a mezz'aria nella mia stanza, sento rumori provenienti dal letto di mio fratello, penso che forse si sta rigirando nel letto nella realtà fisica. Sono in posizione eretta e mi sento tenere per le caviglie, mi sento bloccato e cerco di concentrarmi per liberarmi e volare verso l'alto. Vedo dalla finestra che fuori è giorno, voglio uscire ma continuo a sentirmi bloccato.

Episodio 4:

Mi trovo a camminare per vari luoghi confusi e instabili finché non entro in un luogo chiuso e affollato con della musica da discoteca in cui mi metto a flirtare con una ragazza. Poco dopo lo scenario si dissolve e mi sveglio.

Episodio 5: Macchinario acceso di notte

Mi trovo a camminare per vari luoghi chiusi ed aperti, perlopiù instabili, attraverso diverse porte ed aperture. Alla fine giungo in un luogo aperto e più stabile, è notte sono su un'ampia strada con ampi giardini ai lati e al centro a dividere le due carreggiate, sembrerebbe un tranquillo quartiere periferico di qualche città. Non c'è anima viva in giro ma c'è un irrigatore in funzione sul lato destro che però spara l'acqua anche sulla strada oltre che sul prato. Ci passo davanti e allungo un braccio per bagnarmelo ma tiro indietro la testa per evitare che l'acqua possa finirmi negli occhi e far crollare tutto. Ora mi accorgo che c'è un irrigatore anche sull'altro lato, sui giardini che fanno da spartitraffico. Percorro un tratto di strada, poi torno indietro ed imbocco una strada perpendicolare a quella iniziale. Inizio a sentire il rumore continuo di un macchinario da giardinaggio, ma non vedo nessuno nei paraggi che ne stia usando uno, per giunta è ancora buio, deve essere mattina presto e a quest'ora dovrebbe essere vietato utilizzare certi attrezzi rumorosi. Il rumore in sé non è troppo fastidioso ma il fatto di sentirlo di notte è un po' inquietante. Avanzo nella direzione opposta a quella da cui proviene il rumore e nel frattempo rifletto sul fatto che anche altre volte avevo sentito questo rumore prolungato nei lucidi in ambienti notturni ed avevo provato una sensazione di lieve inquietudine. Mi chiedo se possa essere a causa di un qualche ricordo rimosso di quando ero molto piccolo, legato in qualche modo a questo rumore. Penso che potrebbe trattarsi di quando vivevo in Svizzera (fino a tre anni di età), anche il luogo in cui mi trovo assomiglia al paesino in cui abitavamo prima di venire a vivere in Italia. Mio padre e mio nonno lavoravano entrambi come giardinieri in Svizzera, ed ho anche alcune foto in cui mi trovavo in uno di quei giardini di cui si occupavano, con tanto di tagliaerba e altri macchinari per il giardinaggio. Non è da escludere che io in quel periodo possa aver vissuto un episodio spiacevole mentre in sottofondo sentivo il rumore uno di quei macchinari in funzione. Mentre faccio questo ragionamento, mi imbatto in una grossa figura indefinita nella penombra e decido a questo punto di tornare indietro a vedere cosa c'è lì da dove viene quel rumore. Qui però le immagini iniziano a sovrapporsi, vedo ad un certo punto per terra quello che sembrerebbe un soffiatore e mi pare di scorgere anche una persona, poi lo scenario si dissolve e forse mi sveglio.

5 aprile 2021

Serie di lucidi ore 5.45-6.25

Episodio 1: Duetto rap

Mi trovo a camminare all'interno di un edificio, attraverso forse una porta e trovo una scalinata sia a salire che a scendere. Decido di salire e vedo che non si tratta di una scalinata normale, i gradini vanno in due direzioni diverse. Ne scelgo una ma scopro che è un vicolo cieco, torno dunque indietro e prendo l'altra e stavolta è quella giusta. La cosa si ripete almeno un'altra volta, finché non raggiungo un punto sopraelevato all'interno di una sala, una specie di palco, con un tizio seduto ad una postazione di non so cosa. Prendo una scaletta e salgo ancora più in alto, ora vedo tutto da quassù, ci sono posti a sedere pieni di gente che stanno assistendo ad uno spettacolo che si sta svolgendo sul palco. Capisco che poco prima ero sbucato sul retro del palco, l'uomo che avevo visto seduto doveva essere un tecnico addetto agli effetti sonori o qualcosa del genere. Mi calo giù in mezzo alla gente ma nessuno sembra accorgersene. Sul palco ora ci sono due tizi, uno con i capelli molto corti e uno invece capellone, iniziano a cantare una canzone tipo rap in duetto, quando si ferma uno parte l'altro. La canzone ha un ritmo particolare, decisamente non convenzionale, cerco di capire le parole e memorizzarle ma anche quel poco che capisco non riesco a memorizzarlo, poiché in seguito continuerò a sognare per un bel po' prima di svegliarmi. Lo scenario crolla prima che la canzone finisca.

Episodio 2:

Dopo aver vagato a lungo in luoghi oscuri e situazioni confuse mi ritrovo in paralisi con l'entità addosso. Essa inizia a parlare con la sua voce stridula, dice qualcosa che ricordo vagamente, forse inizialmente ripete a pappagallo le mie parole, poi però inizia a parlare autonomamente. A questo punto, sorpreso dalla insolita loquacità dell'entità, gli dico << visto che oggi hai tanta voglia di parlare perché non mi dici una volta per tutte chi sei e cosa vuoi da me ? >> Lui allora risponde: << io voglio te ! >> e me istintivamente viene da rispondere : << non mi avrai mai ! >>Dopodiché esco dalla paralisi e cambio posizione, stavolta non ho le forze e la lucidità per combattere questa battaglia, sarà per la prossima volta.

7 aprile 2021

Lucido ore 4.00-5.15

Sto correndo nella zona di casa mia, mi sento stranamente intorpidito e assonnato ma non è una sensazione sgradevole, sono come in uno stato di trance in cui posso comunque continuare a correre. Arrivo a casa e mi fermo davanti al cancello ad aspettare che mi aprano. Qui mi rendo conto di essere in un sogno, è tutto così vivido e reale, è una bella giornata di sole e l'atmosfera è serena e gioiosa. Sento il cinguettio degli uccelli, mi guardo intorno ed è tutto molto stabile. Guardo verso la casa di fronte, il piano d'azione prevede di usarla come passaggio dimensionale verso un altro scenario, tuttavia quello in cui mi trovo mi piace, non è cupo e opprimente come accade spesso ultimamente. Decido dunque di restare qui e fare un giro in zona, rimandando a più tardi il teletrasporto, tanto un edificio vale l'altro come passaggio dimensionale. Mi incammino lungo la strada ed incontro una donna che entra nel cortile di un villino sulla sinistra, sbattendo il cancello con eccessiva violenza, come se fosse arrabbiata. In un primo momento avevo pensato di fermarla e parlarci ma a quanto pare non è dell'umore giusto e ci rinuncio. Proseguo e dopo un po' vedo una signora anziana appena al di là di un cancello sulla destra. Mi invita a raggiungerla, forse vuole chiedermi qualcosa, decido di andare da lei e sentire cosa ha da dire. La raggiungo e mi chiede se voglio contribuire con un'offerta per non so cosa. Vedo delle monete e forse anche delle banconote su un banchetto davanti a lei. Le dico che non ho soldi con me al momento, le faccio vedere che non ho tasche nei calzoncini, dato che sono quelli che uso per correre o per giocare a calcetto. Le dico che passerò domani, al ritorno dal lavoro, e le lascerò qualcosa.Ora proseguo lungo la strada e la mia lucidità, già calata leggermente durante l'incontro con la signora anziana, cala ulteriormente. Ora ho con me uno zainetto e un pallone, mi rendo conto che mi intralciano un po' ma non riesco a lasciarli andare. Ora vedo il mio amico M.R. che cammina qualche metro avanti a me e c'è anche un gruppo di ragazzi adolescenti. Affido il pallone al mio amico dicendogli di giocarci insieme a quei ragazzi ma di stare attento a non perderlo e di riportarmelo domani. Lui dice << ok >> ma poco dopo lo lascia ad uno dei ragazzi che subito lo calcia verso l'alto. Il pallone scende e viene recuperato ma io dico ai ragazzi che non devono lanciarlo in quel modo verso l'alto perché rischierebbe di rimanere impigliato tra i rami degli alberi. Ora infatti ci troviamo in un'area piena di alberi alti circa 10-15 metri e disposti in fila. Da uno di questi alberi cade un altro pallone, che evidentemente in precedenza era rimasto impigliato tra i rami, a dimostrazione di quello che dicevo. Nel tentativo di agganciare il pallone lo colpisco maldestramente con il tacco spedendolo all'interno di uno spazio delimitato da due elementi indefiniti. Faccio finta che quella sia una porta con i due pali e dico << goal ! >> Qui il mio amico M.R. mi prende in giro dicendomi << se vabbè >>, come a dire "ci vuoi far credere che volevi fare proprio quello e non che volevi stoppare il pallone e hai sbagliato !". Poco dopo il sogno si dissolve.


12 aprile 2021

Sogno lucido ore ?

Battaglia contro l'Agente

Mi trovo in compagnia di due ragazze e un tizio che mi dà un dispositivo tecnologico che si attacca sotto la scarpa e conferisce vari poteri, tra cui quello di far guarire in fretta le ferite. Ora sono in ascensore con le due ragazze e una delle due si mette a piagnucolare perché secondo lei non dovevamo passare da qui. Stiamo infatti entrando in un edificio per compiere una qualche missione in incognito e teme che possano scoprirci. Ora siamo in un ampio corridoio e mi attacco il dispositivo sotto la scarpa destra. Inutile dire che mi risulta un po' scomodo camminare con questo aggeggio sotto la scarpa, tuttavia dopo un po' non ci faccio più caso. Per proseguire dobbiamo passare delle tessere identificative sullo schermo di un macchinario apposito, lo capisco solo dopo aver visto le due ragazze farlo con successo. Per quanto mi riguarda però ho il timore che il sistema non riconoscerà la mia tessera visto che provengo da un universo parallelo, per la gente di qui io non esisto. In ogni caso non mi resta che tentare, prendo la mia tessera e la avvicino allo schermo, compare dunque una barra che si riempie velocemente, con dei numeri percentuali che scorrono affianco. Quando arriva al 100 % però compare la scritta "NO" sullo schermo e si sente anche una voce robotica che ripete "NO NO NO !" e un suono tipo di allarme. Come temevo l'accesso mi è stato negato ed ora devo pensare ad una scusa per spiegare perché la mia tessera non viene riconosciuta, ovviamente non posso dire di venire da una realtà parallela. Non ho il tempo di rifletterci però, perché subito arriva qualcuno a sbattermi fuori. Percepisco la sua emanazione, non è uno qualunque ma un "Agente", scritto volutamente con la A maiuscola. E' uno di quelli che intervengono nei lucidi a sbattermi fuori dal sogno in determinate situazioni, in genere quando tento di alterare la natura dell'ambiente in cui mi trovo, tipo usando super poteri, oppure quando sconfino in zone proibite. Stavolta però stranamente è comparso mentre non ero ancora lucido, o almeno lo ero solo in parte, mentre solitamente questi Agenti intervengono nelle situazioni in cui il mio grado di lucidità è più alto. In ogni caso era da un po' che non ne incontravo uno, l'ultima volta era stato circa un anno fa, uno di loro mi aveva intercettato nel sottopassaggio della mia città ed ero riuscito ad eluderlo, salvo poi perdere il contatto con il sogno poco dopo. Da quella volta nessun Agente mi è più venuto a fare visita, almeno fino ad ora. La sua presenza comunque mi fa prendere piena lucidità e stavolta non ho alcuna intenzione di farmi sbattere fuori. Nel tempo che è trascorso dall'ultimo incontro con un "Agente" tante cose sono cambiate, non sono più la loro vittima sacrificale ! Concentro il mio intento per tenerlo a bada ma mi rendo subito conto che con questo qui non funziona. Non è uno di quelli che possono essere manipolati a piacimento, la sua volontà è pari alla mia e mi resiste. Si tratta comunque di un grande passo avanti rispetto al passato, quando non ero in grado di reggere le loro emanazioni e la sola presenza di uno di loro bastava ad atterrirmi. Resta comunque il fatto che in uno scontro corpo a corpo non avrei speranze, devo evitare che mi si avvicini troppo e cercare di colpirlo a distanza. Fortunatamente non è molto veloce e riesco a schivare i suoi colpi spostandomi di lato un attimo prima. Tuttavia so che non posso andare avanti così all'infinito, prima o poi devo contrattaccare. Ad un certo punto l'Agente riesce ad avvicinarmisi e mi trovo costretto a parare i suoi colpi. Mi rendo conto che fisicamente non c'è partita, riesco però per un attimo a rendermi intangibile e ad allontanarmi con uno scatto a super velocità. Ora che ho riguadagnato una certa distanza provo a colpirlo con lo spostamento d'aria. Mi concentro per manipolare l'aria intorno a me ed usarla contro di lui (l'aria per ora è l'unico elemento che riesco parzialmente a manipolare) ma non mi riesce gran che, forse perché essendo al chiuso non c'è molta aria da manipolare. I colpi d'aria sono troppo deboli e lui non li sente nemmeno, ora riesce ad avvicinarmisi di nuovo e penso di lanciargli una poltrona che mi trovo vicino ma è troppo pesante da sollevare. A questo punto chiedo alle due ragazze di intervenire, loro non possiedono particolari poteri ma conoscono le arti marziali, sono delle ottime lottatrici. Le lascio andare avanti mentre io ne approfitto per rifiatare e concentrarmi per un attacco a distanza che possa abbattere definitivamente l'Agente. Le due ragazze però si rivelano molto più abili di quanto pensassi e in pochi secondi mettono ko l'Agente a suon di calci e pugni ben assestati. A questo punto mi rivolgo all'Agente sconfitto con tono deciso ed autoritario, chiedendogli cosa voleva da me e per chi lavora. Nel frattempo lo osservo meglio, ha l'aspetto di un giovane dai capelli corti biondi, non fa per niente paura adesso che la sua volontà è stata piegata, anzi mi fa quasi pena. Non capisco bene la sua risposta, così gli chiedo di ripetere e lui mi fa lo spelling. Il nome che salta fuori è qualcosa tipo "Svevar". L'Agente se ne va e io mi congratulo con le due ragazze, le abbraccio e dico loro << come farei senza di voi ! >> Provo sincero affetto nei loro confronti. Ora passiamo davanti ad una porta a vetri e dietro di me c'è una signora che si lamenta di non riuscire ad usare i suoi poteri. La cosa mi incuriosisce e le chiedo se per caso si è accorta di questo problema una volta entrata qui, il che spiegherebbe perché anche io non riuscivo ad usare i miei. Lei però dice che già prima di entrare non ci riusciva, mi chiedo dunque cos'è che sta bloccando i nostri poteri.Nel frattempo usciamo dall'edificio e una volta all'esterno ne vedo l'insegna in alto, sembra si tratti di una specie di centro commerciale. Qui perdo del tutto lucidità e in seguito mi trovo in macchina con un mio amico d'infanzia che mi riaccompagna a casa.

12-13 aprile 2021

OBE/paralisi ore 23.15-0.05

Mi sveglio nello stato intermedio, mi alzo dal letto e per stabilizzarmi do dei colpetti sull'armadio. Sento rumori provenire da fuori la stanza, penso che potrebbero essere anche i rumori emessi nella realtà fisica da mio fratello, mio padre e mia madre, che a quest'ora sono ancora svegli (siamo intorno alla mezzanotte). In particolare mio fratello in questo momento si sta allenando con i pesi. Non percepisco infatti la sua presenza nella stanza, come di solito accade quando sono nello stato intermedio con la vista ancora non attiva. Esco dalla mia stanza, la vista è ancora appena accennata ma incontro mio fratello che cammina forse in direzione della nostra stanza. Allungo una mano verso di lui ed ho l'impressione che mi tocchi la mano con la sua come in un gesto di saluto. Poi salgo le scale ma qui il ricordo sfuma. In seguito mi trovo in tutt'altro luogo, sono forse in una stanza d'albergo, esco dalla stanza, faccio un giro e vedo che c'è un'ampia vetrata al di là della quale c'è un giardino con una piscina. Giro ancora un po', dopodiché esco su un balcone e mi avvicino al parapetto per vedere se mi trovo su un piano alto di un palazzo. Quando mi affaccio però vedo che mi trovo a soli pochi metri dalla strada, deve trattarsi del primo piano. Qui il sogno si dissolve e mi ritrovo in seguito ad osservare una serie di immagini ipnagogiche che mi scorrono davanti mentre percepisco parzialmente il mio corpo sdraiato sul letto in posizione supina (sono veramente sdraiato in posizione supina col corpo fisico). Voglio entrare dentro quelle immagini e per farlo inizio a correre. Di solito dopo qualche secondo inizio ad entrare e mi stabilizzo, stavolta però accade qualcosa di diverso. Ad un certo punto le immagini si dissolvono e mi ritrovo nello stato intermedio senza vista ed inizio a sentirmi leggero. Mi sento sollevare dolcemente dal corpo e percepisco una luce intensa, come quando si intravede la luce da dietro le palpebre chiuse, ed un'emanazione potente. Mi ritrovo interamente sollevato dal corpo ma in paralisi e mi preparo alla visita della solita entità aliena. Dopo un po' infatti inizio a sentirmi palpare da delle mani sulla testa e sulle spalle, stavolta però di presenze ne percepisco più di una e dalle loro emanazioni sembrano diverse dalla solita entità. Sono sempre paralizzato ma non mi sento premere con forza come accade di solito. << Chi sei ? >> chiedo, anche se avrei dovuto dire "chi siete ?" In ogni caso non ottengo nessuna risposta, dalle emanazioni che percepisco mi sembra di capire che non ci sia alcuna intenzione di comunicare da parte di questi esseri. Non li percepisco come ostili ma nemmeno come amichevoli, avverto in loro una sorta di impersonalità e freddezza, ho come l'impressione che essi siano esseri molto evoluti e che mi considerino alla stregua di un animale. La mia voce inoltre esce molto strozzata e metallica, come se avessi qualcosa nelle corde vocali che la blocca parzialmente e la distorce. Ora mi sento toccare e premere lievemente sulla gola in almeno due punti, da quelle che sembrerebbero due dita. Al tempo stesso sento anche qualcosa di duro e appuntito appoggiato nella zona tra i testicoli e l'ano. Quest'ultima sensazione l'avevo già provata altre volte, mentre quella della gola è del tutto nuova (i punti in cui solitamente avverto pressioni, a volte dolorose, oltre a quella già citata, sono l'addome, il torace e le tempie). Cerco di muovermi e subito sento stringersi la morsa, come accade tutte le volte e mii fermo prima che diventi dolorosa. Provo a richiamare alla mente pensieri positivi ma non riesco a fare nemmeno quello stavolta, sia le parole che i pensieri mi escono soffocati e distorti in maniera metallica. Dovrei rimanere fermo ed attendere il momento giusto per potermi muovere ed alzarmi ma, come spesso accade in presenza di entità aliene, non ho il coraggio di lasciarmi andare. La sensazione è sempre quella che se lo facesse non ci sarebbe ritorno. Esco dalla paralisi e rientro più volte e ogni volta faccio sempre più fatica a riprendere il controllo del respiro per uscire. A quanto pare sto andando sempre più in profondità, mi sto allontanando dalla percezione degli stimoli del corpo fisico, che è proprio quello che bisogna fare per effettuare un distacco completo, solo che quando ci sono di mezzo questi esseri è tutto più complicato. L'istinto di sopravvivenza alla fine ha la meglio e mi costringe ad uscire definitivamente dalla paralisie svegliarmi con un ultimo sforzo, tanto intenso che mi esce anche un suono indefinito dalla bocca fisica. Una volta sveglio mi pento di essere fuggito anche stavolta, tuttavia devo dire che in quel momento l'idea di lasciarmi andare era qualcosa di improponibile. L'impressione che ho avuto durante tutta questa esperienza è che quegli esseri non siano venuti da me, ma che si trovassero già lì. Semmai sono io che per alcuni secondi ho preso consapevolezza di una parte del mio essere multidimensionale che si trova lì, immobilizzato ed in balia di quegli esseri.

16 aprile 2021

Sogno lucido ore 3.45-5.00

Prendo lucidità nello stato intermedio in paralisi, sento la presenza della solita entità ma stavolta in forma lieve, mi basta mettermi a canticchiare ed essa svanisce quasi subito. Esco dalla mia stanza e salgo al piano terra dove trovo mia nonna e mia zia (sua sorella) sedute al tavolo del salotto. Mi zia quando mi vede sgrana gli occhi come se avesse visto un fantasma, io proseguo ed esco di casa, mentre in sottofondo sento il rumore continuo di un macchinario da giardinaggio, nonostante sia notte. Proseguo la camminata e ad un certo punto mi accorgo che ho addosso un cappotto, me lo tolgo e lo appoggio sopra ad una macchina ma scivola via e cade. Nel frattempo proseguo e arrivo ad un incrocio, provo l'impulso di raccogliere il cappotto da terra e mi volto trovandolo in effetti ancora per terra accanto alla macchina. Per non perdere troppo tempo evito di tornare indietro e provo a sollevarlo con la telecinesi ma forse senza troppa convinzione, fatto sta che il cappotto non si muove di un centimetro. Ora svolto a destra e nel frattempo si è fatto giorno, imbocco poi un'altra strada sulla sinistra e mi guardo le mani. Hanno cinque dita ma ad un primo sguardo sembrano un po' traballanti, poi ad una seconda occhiata si stabilizzano. Arrivo quasi all'incrocio dove c'era una volta il campo sportivo in cui lavoravo come magazziniere, qui però il campo si trova alla mia destra, dove nella realtà fisica ci sono case e palazzine a schiera. E' un campo di calcio in terra battuta, vedo i giocatori che fanno riscaldamento pre partita, ma non si tratta di una partita ufficiale e nemmeno agonistica, sembrano più che altro amatori che hanno affittato il campo per un match tra amici. Vedo infatti un tizio che tira verso la porta vicino alla quale sto passando io in questo momento, e il portiere non prova nemmeno a tuffarsi per parare. Il pallone rotola lentamente oltre la linea e il portiere o, meglio, colui che in questo momento sta in porta, si limita a raccoglierlo coi piedi prima che tocchi la rete. Ora guardo verso il centro del campo e vedo un altro gruppo di giocatori, poi perdo lucidità e il sogno prosegue per un po'. Mi ritrovo a giocare a pallone con mio fratello in un vicoletto a pochi passi da un tavolo all'aperto di un ristorante al quale sono sedute delle persone a mangiare.

18 aprile 2021

Serie di lucidi/OBE ore 5.15-6.00


Vari episodi un po' confusi e di cui ho ricordi frammentati.In uno di questi entro in una casa della mia zona e mi ritrovo in una piccola stanza con una libreria che attira la mia attenzione. Vedo anche uno specchio sulla parete perpendicolare a quella della libreria. Mi specchio e il mio volto appare deformato come quando si guarda il riflesso in una bottiglia piena d'acqua. Vedo poi un altro specchio e stavolta il riflesso appare pulito ma la persona che vedo non sono io, bensì un tizio super muscoloso e tutto tatuato, dai capelli rasati e lo sguardo un po' losco. Nell'ultimo episodio invece mi ritrovo in paralisi ed inizio subito a sentire forti pressioni sulla colonna vertebrale. Percepisco la presenza dell'entità aliena, la sento avvicinarsi come se si stesse arrampicando lentamente sul letto alle mie spalle (sono sdraiato sul fianco destro). Prima che la sua morsa diventi troppo forte riesco ad alzarmi, esco dalla mia stanza e salgo le scale canticchiando per esorcizzare l'atmosfera carica di negatività. Sono però ancora pesante e soprattutto mi sento seguito, ho la sensazione che se mollassi la concentrazione solo per un attimo verrei trascinato indietro e sarei di nuovo in balia dell'entità. Arrivato in
cima alle scale, nel girare a destra verso il portone scorgo con la coda dell'occhio un ombra che mi segue, come se stesse aspettando un mio cedimento per assalirmi. Appena uscito dal portone decido di fare qualcosa che non ho mai avuto il coraggio di fare, ovvero voltarmi e guardare quella figura oscura. Finalmente la vedo, è un ombra dalle sembianze vagamente umanoidi di colore grigio scuro, alta un po' meno di me, dalla testa ovale senza né occhi, né naso, né bocca. I suoi arti sono ombre più sbiadite rispetto al resto del corpo e sembrano non avere mani e piedi (sono rimasto a guardarla solo per una frazione di secondo). Dunque questo è l'aspetto dell'entità aliena, a dire il vero l'avevo già intravista altre volte per brevi istanti ma era molto più sbiadita e si vedeva solo la testa. Sembra che ciò abbia a che fare con la mia distanza dal corpo fisico, in quei casi infatti mi trovavo già in strada e l'attrazione del corpo fisico era debole e con essa anche l'entità, tanto che ero riuscito a sbarazzarmene con facilità. A quanto pare anche l'aspetto dell'entità è legato alla distanza, ora che sono più vicino infatti ecco che mi appare più scura e con anche il resto del corpo parzialmente visibile. Istintivamente
mi viene da afferrarla per la testa per scaraventarla via, come avevo fatto proprio quelle volte appena citate, ma è una pessima idea. Stavolta infatti, come detto, sono ancora troppo vicino al corpo fisico e l'attrazione è ancora troppo forte e l'entità coglie al volo l'occasione trascinandomi con sé. Mentre la colpisco emette un lamento animalesco, e un istante dopo mi ritrovo sul letto in paralisi. L'entità ora mi sta addosso e la sua morsa è potente.
Sono costretto a ritirarmi stavolta, esco dalla paralisi e cambio posizione.

24 aprile 2021


Serie di lucidi/OBE ore 6.15-8.00

Episodio 1:

Prendo consapevolezza nello stato intermedio in paralisi ma, non so perché, mi percepisco sul divano in salotto invece che sul letto. Mi alzo e vado in cucina, apro il rubinetto, metto un po' d'acqua in un bicchiere e bevo. Le sensazioni sono estremamente reali, l'acqua appena aperto il rubinetto schizza un po' ma poi scorre in maniera regolare. Ora esco dalla porta del garage, la serranda è chiusa, la raggiungo e la apro premendo il pulsante apposito sul muro. Mi accorgo che ho delle gocce d'acqua sulle lenti degli occhiali, deve essermi schizzata quando ho aperto il rubinetto. Me li tolgo per pulirli e poi li rimetto ma quando arrivo al cancello li tolgo e li appoggio su un muretto, nel mondo onirico posso vedere perfettamente anche senza occhiali. Mi incammino lungo la strada riflettendo su cosa fare, se rimanere un altro po' qui approfittando della grande stabilità oppure trasferirmi altrove utilizzando una delle case vicine come passaggio dimensionale. L'indecisione fa dissolvere lo scenario.

Episodio 2:

Sono in paralisi con l'entità addosso che bisbiglia e sembra dire qualcosa. Con mia sorpresa mi accorgo che mi sta chiedendo aiuto, anche se non capisco per cosa. Gli dico che sarei felice di aiutarlo e nel frattempo mi alzo un po' a fatica. Esco dalla stanza con l'entità che mi segue alla mia destra, leggermente dietro, con le migliori intenzioni la prendo per mano ma qui percepisco la sua negatività e la sento emettere un lamento, per poi ritrovarmi nuovamente in paralisi. Ho l'impressione che mi abbia voluto tendere una trappola, ma che senso aveva se ero già sul letto in paralisi ? In ogni caso non cedo, mi aggrappo a pensieri ed emozioni positive e riesco a liberarmi, vado di sopra con l'entità che ancora mi segue e aspetta la mia più piccola esitazione per assalirmi di nuovo. Esco dal portone, mi volto per un attimo e la vedo ancora lì, qualche metro dietro di me, nella sua forma di ombra umanoide grigia. Ora esco in strada, me la sento ancora dietro e mi sento ancora pesante ma non cedo. Imbocco una delle traverse e a questo punto mi viene in mente di voltarmi di nuovo e accogliere l'entità a braccia aperte con tutto l'affetto e l'amore possibili. Qui parte un flusso continuo e incontrollato di immagini che non riesco a comprendere e di cui ho un ricordo molto vago. Si tratta di immagini simboliche che andrebbero interpretate ma scorrono troppo veloci perché io possa capirci qualcosa. Avanzo ancora a fatica e chiamo a gran voce la mia guida Chiara affinché venga ad assistermi in questa situazione così confusa. Chiara non si presenta ma continuo a resistere e ad un certo punto non sento più la presenza e l'attrazione dell'entità. Vedo ora in lontananza un enorme vortice grigio che si estende dalla terra al cielo, che si tratti di Chiara ? Avanzo ancora e ad un certo punto vedo una figura femminile in lontananza, potrebbe essere lei finalmente ! Quando mi avvicino però mi rendo conto che la figura femminile rimane piccola, di fatto si tratta di una ragazza in miniatura. Rimango deluso, cerco in qualche modo di ottenere le sue stesse dimensioni per poter comunicare ma non riesco. Ora mi trovo su un lungomarema qui il ricordo sfuma.

Episodio 3:

Mi trovo su una spiaggia e guardo il mare che è pieno di navi da guerra che si sparano a vicenda. Ad un certo punto decido di intervenire e porre fine a questo conflitto con i miei poteri, mi sollevo in levitazione e salgo di quota. Ora osservo il mare dall'alto e con la telecinesi sposto a mio piacimento le navi e le faccio affondare mentre nel frattempo raggiungo un'altra sponda sul lato opposto. Prima che le persone anneghino faccio riemergere le navi su cui si trovano. Il mio obbiettivo era fermare la guerra, non uccidere coloro che la stavano combattendo.

Episodio 4:

Mi trovo nello stato intermedio senza vista, inizio a sfregare le mani sul pavimento, lo sento liscio, sembra a tutti gli effetti quello di casa mia. A tratti lo intravedo anche, è proprio quello di casa mia. Io vorrei teletrasportarmi altrove ma non è facile togliermi dalla mente un luogo così radicato nell'inconscio e rimpiazzarlo con un altro a caso, soprattutto dopo aver già visto il pavimento. Come se non bastasse sento anche la voce di mio padre, che tra l'altro pare mi abbia visto perché mi chiede << ma che stai a fa ? >> Riesco a stabilizzarmi nel salotto del seminterrato ma ora non c'è nessuno qui. Vedo che la parete che separa il salotto dal garage è libera da mobili e altre forme di arredamento, così penso di approfittarne per attraversarla e teletrasportarmi altrove. Mi ci butto per attraversarla ma ci sbatto contro, riprovo ed ottengo lo stesso risultato. Decido allora di attraversarlo lentamente, entrandoci dentro un po' alla volta. Appoggio la punta dell'indice destro sul muro e dopo qualche secondo inizia a penetrare. Faccio un passo in avanti ed infilo tutto il braccio, poi mi volto ed entro di spalle, lasciando la testa per ultima. Vedo chiaramente lo scenario scomparire gradualmente mentre entro con la testa nel muro, come se stessi chiudendo un'enorme zip. Ora sono nel cosiddetto "blackworld" e per un po' non percepisco il mio corpo. Prima che io riesca a stabilizzarmi da qualche parte però mi ritrovo in paralisi, anche stavolta con l'entità a farmi compagnia. Ancora una volta richiamo pensieri ed emozioni positive e mi metto pure a canticchiare e in questo modo riesco ad alzarmi e ad uscire dalla mia stanzama a questo punto il ricordo si fa vago.


Ricordo poi alcuni frammenti, in uno di questi mi ritrovo davanti ad un chioschetto all'aperto con un banco pieno di roba sfiziosa da mangiare, tra cui delle pizzettine rosse di pasta sfoglia. Penso per un attimo di assaggiarne una ma poi ci ripenso.

29 aprile 2021

Lucido ore 4.30-5.30

Volo fuori da casa e poco dopo mi ritrovo a sorvolare un meraviglioso paesaggio di mare, con un arcipelago di isole rocciose ricoperte di verde, praticamente delle piccole montagne galleggianti. Atterro su una di queste isole e mi ritrovo in un luogo chiuso, sulle cui pareti, tutto intorno a me, ci sono degli schermi che mostrano immagini di quelle isole che ho visto prima e della gente del posto. Ora esco da una porta e mi ritrovo effettivamente sul posto, su una di queste isole. Passo accanto ad un uomo di colore, probabilmente africano, come quelli che avevo visto sugli schermi, impegnato in qualche attività indefinita. Faccio un giretto, mi guardo un po' intorno e capisco di trovarmi in una specie di villaggio turistico. Ora mi trovo insieme a mio fratello e ad un altro tizio del posto, un ragazzo nero di nome Stefano che a quanto pare lavora qui. In questo villaggio ci sono anche campi sportivi e pare che proprio in questo momento si stia svolgendo una partita di calcetto che attira l'attenzione di molte persone che ne parlano e si spostano verso il campo per assistervi. Deve trattarsi della finale di un torneo tra villeggianti, di quelli che si organizzano in villaggi vacanze come questo. Dalle persone intorno a me sento dire che ad affrontarsi sono una squadra di Roma e una di Fiumicino, fatto curioso visto che ci troviamo su un isola di chissà quale paese africano, evidentemente si tratta di un villaggio frequentato in prevalenza da italiani. Io, mio fratello e il ragazzo di nome Stefano raggiungiamo il campo prendendo quella che forse è una scorciatoia, una strettoia larga meno di un metro dalla quale sbuchiamo direttamente nella tribuna del campetto. Ci sistemiamo in tribuna e noto subito che le due squadre sono composte da 3 giocatori ciascuno, nonostante le dimensioni del campo siano quelle di un campo di calcio a 5. Ciò non favorisce lo spettacolo, ed è un peccato perché i giocatori in campo sono pure abbastanza bravi. Si tratta di squadre giovanili ma si vede che sono ragazzi che praticano a livello agonistico. Mi chiedo come mai giochino 3 contro 3 e presto scopro il motivo, ad un certo punto infatti una delle due squadre ha 4 giocatori, poi l'altra li ha tutti e 5 e alla fine sono entrambe in 5, come dovrebbe essere. Capisco che le squadre erano ridotte temporaneamente in 3 poiché avevano subito due espulsioni per parte (le espulsioni nel calcio a 5 sono a tempo) ed ora sono tornate in 5 vs 5. Per far sì che accadesse una cosa del genere doveva esserci stata una maxi rissa, che deve aver costretto l'arbitro a prendere un provvedimento così drastico. Ciò spiegherebbe anche il motivo di tutto quell'improvviso clamore intorno a questa partita, la gente doveva essere stata attirata non tanto dalla partita in sé quanto dalla rissa. Mentre faccio questi ragionamenti la partita è finita e si è fatto notte, torno a fare un giro per il villaggio, che ora è molto più tranquillo e meno affollato. Sento una canzone in sottofondo molto particolare, molto probabilmente si tratta di musica tipica di queste parti. Mi sollevo in levitazione e svolazzo un po' fino ad atterrare su una spiaggia. Ora è di nuovo giorno ma è nuvoloso e c'è anche una fitta nebbia che impedisce di vedere le isole vicine, se non come ombre. Dopo un po' però la nebbia si dirada e finalmente si vedono le isole. Sono per lo più piccole isolette disabitate ed incontaminate. con alberi altissimi, forse più di 100 metri. Osservo uno di questi alberi e vedo che oltre alle foglie ha delle strane protuberanze che si muovono di continuo come se ci fosse un forte vento a scuoterle. La cosa però stona con il fatto che dove sono io non tira un filo d'aria, il che mi fa pensare che quei cosi siano parti mobili e che l'albero li usi per difendersi e per catturare prede, come un enorme pianta carnivora insomma. Voglio raggiungere l'albero per esaminarlo più da vicino, così prendo il volo e atterro su quell'isoletta, proprio davanti all'albero. Il tronco è sorprendentemente sottile in rapporto all'altezza, avrà al massimo 20 cm di diametro. Inizio ad arrampicarmi lungo il tronco, inizialmente riesco a salire facilmente ma quando iniziano ad esserci i rami faccio più fatica. Raggiungo un punto molto in alto ma oltre il quale non riesco a proseguire. Mi lascio dunque andare e rimango sospeso in levitazione. Vedo ora sotto di me gruppi di edifici e addirittura uno stadio di forma ovale, li vedo minuscoli, come se li stesso osservando da centinaia di metri di altezza. C'è qualcosa che non mi convince però in tutto questo, la prospettiva non corrisponde affatto. Mi rendo presto conto che si tratta in realtà di immagini bidimensionali, per giunta poco nitide, come quelle che si vedono su Google Earth, stampate su una specie di piattaforma che si trova poco sotto di me. Atterro sulla piattaforma e, precisamente, in corrispondenza dell'immagine satellitare di un centro abitato e in un attimo vengo teletrasportato all'interno di quel centro abitato, stavolta in 3D e ad alta definizione. Mi faccio un giro e chiedo informazioni ad un passante che mi dice che questo posto si chiama "Onia" e che si trova in Sicilia. Mi dice poi altre cose che ricordo vagamente. Ci sediamo poi ad un tavolo e gli chiedo se sa di non essere nel mondo fisico e mi risponde subito di sì. Poi però gli chiedo se anche gli altri abitanti di questo posto lo sanno, qui la sua risposta è sempre sì ma meno convinta. Insisto chiedendogli se tutti gli abitanti di questo posto sanno di non essere nel mondo fisico e lui mi dà una risposta evasiva, come se volesse evitare l'argomento.Poco dopo il sogno si dissolve e perdo lucidità, continuando per un po' a sognare normalmente.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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