Indice Condivisione Esperienze Diario dei sogni lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccolta dei propri sogni lucidi condivisa con gli altri sognatori.
La parte di testo dove il sognatore è lucido viene colorata di blu.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 11/01/2024, 9:04

Forse già lo saprai...le voci metalliche, a detta di molti viaggiatori astrali, sono tipiche dei defunti che cercano di comunicare con i vivi...:)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/01/2024, 22:04

Non lo sapevo a dire il vero ma è quello che penso anche io. Secondo te per quale motivo a volte le voci dei defunti, ammesso che siano davvero loro, ci arrivano in questo modo?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 13/01/2024, 11:40

Posso solo fare una ipotesi, pensando ad alcune esperienze dirette che ho avuto: i defunti per comunicare con i vivi utilizzano le energie più vicine e 'fisiche' che conoscono, cioè le correnti elettriche, l'elettromagnetismo, le fonti di calore, i suoni che attraversano le apparecchiature elettroniche, i cavi e le antenne, i sistemi magnetici di ricezione dei segnali. Lo fanno semplicemente perché hanno l'abitudine a comunicare con la voce invece che telepaticamente come fanno invece esseri più evoluti e non più residenti nel mondo fisico.
Dove c'e energia si inseriscono e le loro voci sono distorte probabilmente da questi dispositivi che interagiscono con le loro (perdonami il termine abusato) 'frequenze'.

Hari ha scritto:Non lo sapevo a dire il vero ma è quello che penso anche io. Secondo te per quale motivo a volte le voci dei defunti, ammesso che siano davvero loro, ci arrivano in questo modo?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 07/02/2024, 19:24

6 gennaio 2024

Lucido ore 7.00-8.10

Una casa a caso

Sono in macchina con alcuni miei amici, parcheggiamo ed io scendo dicendo loro che devo andare in bagno e che siccome conosco una persona che abita qui vicino ne approfitterò per andare in bagno a casa sua. Vado verso questa casa, so di non avere le chiavi ma sono semi lucido e so di poterle far comparire col pensiero e così faccio. Giro la chiave nella serratura del portone ed entro in un piccolo androne. Accendo la luce premendo un interruttore sulla parete alla mia sinistra, vedo che sulla parete di fronte ci sono due porte, un'altra invece si trova alle mie spalle.Ora sono lucido e so che posso scegliere una qualsiasi di queste porte, una vale l'altra. Scelgo quella a sinistra della parete di fronte a me e mentre entro sento qualcuno aprire quella alle mie spalle. Per un attimo penso di affacciarmi a vedere chi è che sta uscendo da lì, poi però ci ripenso e chiudo la porta. Mi trovo ora in un piccolo corridoio delimitato da pareti chiare, forse bianche. Sento ancora lo stimolo di andare in bagno, probabilmente il mio corpo fisico ha realmente questo bisogno in questo momento, ciò significa che tra poco dovrò svegliarmi. Do un'occhiata in giro e qui spunta un tizio, forse il padrone di casa, il quale mi dice che per prendere certe cose (non ricordo cosa) bisogna usare la scala. Guardo in alto e capisco cosa intendeva, c'è infatti un ripiano sotto il soffitto della cucina, che a quanto pare viene usato come sgabuzzino. Sul ripiano ci sono infatti delle scope ed altri oggetti e per raggiungerlo occorre salire su una scala a pioli. Qui il ricordo sfuma.


7 gennaio 2024

Lucido ore 4.30-9.40

Segnali stradali per volatori e ristorante di sushi

Mi trovo a volare a circa 20 metri d'altezza, sorvolo delle case ed un ampio parcheggio. Ci sono anche dei palazzi, alcuni sono più alti della quota a cui mi trovo a volare. Vedo poi dei cartelli che arrivano fino a qui e penso tra me e me che possano essere utili solo a chi vola, come me in questo momento, dato che sono troppo in alto per poterli leggere da terra. Mi trovo poi a sorvolare delle strade di un centro abitato, mi rendo conto che non posso limitarmi a svolazzare senza meta e senza uno scopo preciso, per quanto sia piacevole. In un primo momento penso di mettermi a leggere qualcosa da qui e memorizzare informazioni ma poi mi rendo conto che sono troppo in alto e fatico a leggere anche le insegne di negozi e locali. Decido perciò di atterrare ma inizialmente non ho il pieno controllo del volo e non riesco a fermarmi. Per farlo devo aggrapparmi ad un palo, dopodiché scendo ed atterro. Mi guardo intorno, ci sono negozi e locali sia lungo la via principale, sia lungo dei vicoli che si diramano da essa. Vado verso quello che sembra un ristorante di sushi sulla via principale, entro inizialmente con l'idea di assaggiare qualcosa ma poi ci ripenso e mi limito a fare un giro ed osservare. C'è un bancone di fronte all'entrata, dove vengono servite le pietanze, e sulla destra uno spazio con pochi piccoli tavoli stretti e lunghi. Non è propriamente un ristorante bensì una tavola calda. Vado sul retro per vedere se per caso dietro ci sia anche un'altra sala con dei tavoli ma trovo solo una rampa di scale che scende. Decido di non prendere le scale, esco dal locale e nel frattempo si è fatta notte. Percorro un vicoletto con negozi chiusi, con poche persone a passeggiare, poi esco dal vicolo, torno sulla strada principale ed osservo un altro vicolo che si diparte dal lato opposto di questa strada. Prima di raggiungerlo però il sogno si dissolve e mi sveglio.

11 gennaio 2024

Lucido ore 2.00-5.30

La ragazza di Pivel

Sono nel salotto del seminterrato di casa mia, vicino al tavolo. Guardo più volte l'ora e e vedo che cambia ogni volta, la cosa mi sembra strana ma sul momento la giustifico dentro di me pensando che il mio smartband abbia qualche problema. Al tempo stesso però comincio anche a dubitare di essere nella realtà fisica e decido perciò di fare altri test di realtà. Leggo delle scritte che sembrano rimanere stabili, eppure sento che l'ambiente intorno a me in generale si sta destabilizzando. Inizio sempre più a convincermi di stare sognando e ne ho la prova definitiva quando riesco a far levitare il modellino di una macchina rossa. Con entusiasmo esco dal garage, dicendo ad alta voce che non mi aspettavo che questo fosse un sogno, poiché era ed è ancora tutto estremamente reale e stabile. Esco in strada, è giorno e c'è il sole e penso erroneamente che sia pomeriggio nella realtà fisica, mentre in realtà è mattina presto. Imbocco la via con cui fa angolo casa mia e la percorro mantenendomi sul lato destro della strada. Penso a cosa fare, ricordo che il mio primo obbiettivo era raggiungere il mio posto speciale, una sorta di base operativa da cui organizzare le mie esplorazioni. Do un'occhiata anche alle case alla mia destra, una di esse in particolare ha il cancello aperto su un ampio cortile e sembra un invito ad entrare. Inizialmente però tiro dritto e provo a teletrasportarmi direttamente dove voglio andare, facendo delle giravolte su me stesso, faccio tre giri ma lo scenario intorno a me rimane lo stesso. Nel frattempo sento e vedo passare delle persone, decido di usare una delle case sul lato destro della strada come passaggio per raggiungere il mio posto speciale. Ora però mi accorgo che anche quelle persone stanno entrando e mi hanno anticipato. Decido comunque di entrare in una di quelle case in cui sono già entrati loro, li seguo all'interno e mi fermo in quella che dovrebbe essere una cucina. Le vedo e le sento parlare tra loro, noto in particolare due ragazze attraenti, una bionda e una mora, qui però qualcosa va storto, lo scenario si dissolve e mi sveglio. Riesco comunque a rientrare quasi subito, ritrovandomi direttamente dove ero prima. Sono seduto ad un tavolo con quelle persone incontrare prima, alla mia sinistra è seduta la ragazza bionda, mentre al capo tavola alla mia destra c'è la mora. La bionda racconta degli aneddoti, parla di varie cose e alla fine cita anche gli scacchi. Le chiedo se per caso gioca a scacchi ma dice di no, le chiedo poi da dove viene e risponde: "Pivel" con l'accento sull'ultima sillaba, il che mi fa pensare che si tratti di una località francese. Mi conferma che si trova in Francia e in particolare in Occitania. Vedo poi che di fronte a lei è seduta un'altra donna bionda mentre un' altra mora è seduta al capo tavola alla mia sinistra, entrambe hanno sicuramente più di 40 anni. Chiedo alla ragazza bionda se per caso la donna bionda sia sua madre, lei non mi dà una risposta diretta ma mi dice che sua madre ha avuto un parto complicato, in cui si è reso necessario il cesareo. Da qui il ricordo si fa confuso e forse mi sveglio poco dopo.

20 gennaio 2024

Paralisi/lucido ore 4.00-6.00

L'hotel-bordello

Mi ritrovo ad un certo punto in paralisi, mi alzo ed esco di casa, man mano che procedo lo scenario si stabilizza ma rimane comunque caotico, anzi lo diventa ancor di più perché nel frattempo raggiungo un'area affollata ed aumenta il chiacchiericcio di fondo. Dopo un po' non sono già più nel mio quartiere, raggiungo lo spazio esterno di un edificio che capisco essere una specie di albergo dedicato però ad incontri erotici. Ci sono infatti numerose belle ragazze poco vestite pronte ad accogliere i clienti. Passo vicino ad alcune di queste ragazze e dopo un po' ne incontro una alla quale chiedo di guidarmi verso un'uscita. Si tratta di una ragazza carina dai capelli scuri e non molto lunghi, che indossa un bikini azzurro. Lei però non sembra una qualunque, pare infatti che sia una di quelle che gestiscono il locale. Entriamo nell'edificio e la ragazza mi spiega brevemente cosa è questo posto, mi sembra di capire che si tratti sia di un locale di spogliarelli che di una specie di bordello. Le dico che a differenza delle altre persone che vengono qui io sono solo di passaggio, anche se ammetto il fatto che una parte di me è tentata di rimanere. Saliamo delle scale ed arriviamo ad un piano dove c'è una porta che dovrebbe condurmi da qualche altra parte. La ragazza la apre e se ne va, io passo attraverso una stretta apertura e mi ritrovo nel buio. Sono in una specie di tunnel oscuro, chiedo ad alta voce di raggiungere qualcuno che abbia bisogno di aiuto e resto in attesa. Dopo un po' uno scenario si materializza intorno a me ma non percepisco alcun cambio di livello, non solo, mi accorgo di essere ancora in quell'albergo, nell'area esterna. Vedo infatti ancora le ragazze poco vestite e raggiungo una piscina dove alcune di loro stanno facendo il bagno. La mia lucidità cala notevolmente e finisco col rimanere qui con loro, sedendomi a bordo piscina accanto alla stessa ragazza che mi aveva guidato a quella porticina al piano di sopra, qui il ricordo si fa confuso.

21 gennaio 2024

Lucido ore 5.30-8.15

Cani ostili

Sono a lavoro in un condominio e sono semi lucido. Sento salire qualcuno per le scale con un cane al seguito, ho paura che possa essere aggressivo e dato lo spazio troppo stretto non potrei allontanarmi per evitare che mi morda. Come detto sono semi lucido, dunque penso di poterlo neutralizzare eventualmente ma non ne sono del tutto sicuro. Per sicurezza quindi mi chiudo dentro uno stanzino in attesa che il cane e il suo padrone passino ed entrino nel loro appartamento. Passa un po' di tempo e non li sento passare, forse l'appartamento in questione è ad un piano inferiore e sono già entrati. Esco dallo stanzino, ora la mia lucidità è aumentata e non ho intenzione di riprendere a lavorare, piuttosto penso di entrare in un appartamento ed usarlo come passaggio dimensionale. Il problema è che nel frattempo le colleghe sono salite e tra loro c'è mia madre che quando mi vede entrare in un appartamento a caso inizia ad urlarmi contro. Riesco comunque in qualche modo a dissimulare la cosa dicendole che devo andare in bagno. Attraverso l'appartamento, è quasi buio e sembra non esserci nessuno, trovo poi un'uscita che porta ad una scalinata stretta senza ringhiera. Percorro questa scalinata con il vuoto alla mia destra, salgo fino a raggiungere un'altra finestra. Qui il ricordo si fa vago, ho qualche istante di confusione, in seguito decido di volare e di uscire da questo scenario onirico caotico. Mi trovo a sorvolare il viale principale della mia città mentre sento mia madre che ancora mi urla contro chiedendomi dove sto andando. Io però ormai sto volando quindi mi sento al sicuro, mi sto distaccando dalla trama del sogno e sto andando verso l'Oltre. Mi ricordo dell'obbiettivo di raggiungere il mio posto speciale, prima però devo calmare la mente e fare chiarezza. Mi metto dunque seduto a gambe incrociate e dopo un po' inizio a sentire un appoggio sotto il sedere che mi aiuta a mettermi comodo. Volo verso il mare in questa posizione, perdo però momentaneamente il controllo del volo ed inizio ad andare velocissimo, ho già raggiunto il mare e continuando così rischio di far crollare il sogno. Cerco di rallentare ma ottengo solo di andare a zig zag, per cui opto per una manovra brusca ma efficace, che consiste nell'allungare un piede verso il basso usando le dita per frenare sulla superficie dell'acqua. La cosa funziona e mi fa pure un po' male l'alluce per l'attrito con l'acqua, quasi come se l'avessi fatto con una superficie solida. Ora torno a levitare, rimanendo però fermo a circa mezzo metro sopra la superficie dell'acqua. Mi rimetto in posizione di meditazione ed in pochi istanti lo scenario si dissolve, mi ritrovo a fluttuare nel buio e chiedo mentalmente di raggiungere il mio posto speciale. Dopo un po' inizio a percepirmi da qualche parte e come temevo sembra si tratti di casa mia. Cerco in tutti i modi di non pensare a casa mia, cerco di rievocare alla mente un qualche luogo particolare in cui sono stato durante le mie esplorazioni. Mi viene in mente la stazione spaziale con gli alieni ma ormai è troppo tardi, sento già sotto di me al tatto una superficie solida che riconosco subito come il pavimento di casa mia. Quando la mia vista si attiva infatti vedo che sono nel seminterrato, un po' frustrato per non essere riuscito a teletrasportarmi altrove, salgo le scale ed esco di casa. Raggiungo il cancello e premo il pulsante per aprirlo ma stranamente non si apre, devo forzarlo manualmente e anche questo richiede più tentativi del solito. Vado verso la casa di fronte, decidendo di ripiegare su un altro obbiettivo, quello di raggiungere i Sotterranei o al limite comunque passare per questa casa e trovare un'uscita verso un altro ambiente a caso. Entro e incontro subito Gianfranco e Luisa in salotto, li vedo entrambi molto chiaramente, lei ha gli occhi scuri e capelli corti neri con alcune chiazze grigie o bianche. Lui stranamente è più basso di come è di solito, forse più basso di me, più o meno della stessa statura della moglie, mentre in genere è alto oltre 1.80. Scambio due parole con loro, in particolare ci soffermiamo sul fatto che nei nostri vari incontri non mostrano sempre la stessa età, anche se il più delle volte sembrano avere tra i 60 e i 70 anni. Li saluto e vado via, notando che anche loro stanno uscendo, sento uno dei due dire all'altro di chiudere la porta. Mi trovo ora a girare per varie stanze, finché non entro in una che ha la porta-finestra aperta. Esco sul balcone, è giorno e sono in un nuovo scenario, non avverto però il cambio di livello. Scavalco la ringhiera e mi calo giù, qui mi arriva subito contro un grosso cane minaccioso e prima che mi arrivi addosso gli punto contro l'indice della mano destra per fermarlo ma non funziona. Siccome mi si sta avvicinando pericolosamente, inizio a sparare col dito ripetutamente, procurandogli diversi buchi che finalmente lo fanno indietreggiare, poi lo scaravento lontano con un gesto della mano e me ne libero definitivamente. Inizio ad esplorare l'area e vedo arrivare altri cani e anche gatti. Uno dei cani si mostra ostile e lo colpisco a distanza utilizzando i tre denti di una forchetta che mi ritrovo in mano, i quali agiscono a distanza procurando un triplice taglio sul corpo del cane. Tutto ciò mi fa inevitabilmente perdere tempo, prendo il volo e mi trovo a passare sopra ad un gruppo di persone che stanno facendo un picnic in un parco. Sento uno di loro dire qualcosa a proposito del suo cane, che forse è uno di quelli che ho incontrato prima. Poi lo scenario si dissolve e riparto dal letto, esco di casa e vado di nuovo verso casa di Gianfranco e Luisa, dove trovo la porta aperta ma nessuno dei due all'interno. Per la fretta però ho dimenticato di stabilizzare e ora si oscura tutto nuovamente, cerco di recuperare lo scenario sbattendo le mani su una porta ma poco dopo mi ritrovo in paralisi, forse anche con la presenza di un'entità. Poco dopo mi sveglio.

24 gennaio 2024

Lucido ore 4.00-4.45

La barriera del sogno

Sono a casa nel seminterrato, svolazzo e ad un certo punto prendo lucidità, attraverso una finestra del salotto con un po' di difficoltà, poi lentamente inizio a salire verso l'alto. Siccome però sono ancora in uno di quegli ambienti confusi e di basso livello, penso di uscirne squarciando il cielo finto sopra di me con le mani, per poi attraversarlo ed andare in OBE o direttamente in un ambiente più elevato. Non ci riesco però, il tessuto che costituisce la barriera del sogno sembra troppo duro e resistente questa volta. Penso allora di usare un coltello e cerco di farne apparire uno nelle mie mani, prima di poterci riuscire però suona la sveglia di mio padre nella realtà fisica e mi sveglio.



31 gennaio 2024

Paralisi/OBE ore 21.30-00.15

Flusso di energia azzurra

Sono sul tetto di un palazzo, parlo col mio amico P.C. e una ragazza, i quali a quanto pare sono entrambi stati condannati per piccoli reati e devono scontare la pena andando tutti i giorni a svolgere dei lavori in una certa struttura. La sera tornano a casa a dormire, per poi tornare il giorno dopo e così via, ora è sera e infatti vanno via. Mi trovo poi in macchina con dei tizi, qualcuno parla della possibilità di festeggiare il compleanno di P.C. sabato sera e mi chiede di andare a sentire in un locale qui vicino se c'è posto. Vado in questo locale e vedo che è quasi vuoto, probabilmente sono in chiusura. Vedo una ragazza che ricorda l'attrice Alessandra Mastronardi e che sembra lavorare qui, dunque penso di chiedere informazioni a lei. Le chiedo se è possibile eventualmente prenotare per sabato per un compleanno, specificandole che non è ancora sicuro che verremo. Lei sembra dubbiosa, pare che sia già quasi pieno, poi però dice che secondo lei prenotare oggi è un po' presto. Le faccio notare che siamo a mercoledì, non manca così tanto, al che lei mi dice che per sabato ci sono al massimo 4 posti liberi. Ci penso un attimo e mi rendo conto che sicuramente saremo più di 4, la saluto e me ne vado. Ora mi trovo a camminare su un lungomare in mezzo alla folla e inizio a rendermi conto di stare sognando. Mi rendo conto che lo scenario intorno a me è sfocato e caotico, poi percepisco una presenza ostile e mi sento afferrare per un braccio con forza. Un istante dopo sono sul letto in paralisi e mi sento travolgere letteralmente da un flusso di energia molto intenso che mi percorre tutto il corpo. Spiegare a parole di cosa si tratta è complicato, si potrebbe descrivere come una serie di scariche elettriche in rapida successione che mi scuotono tutto il corpo. Inizialmente sono ancora in uno stato confusionale e d'impulso mi viene da "fuggire", forzando l'uscita dalla paralisi. Sono più volte sul punto di farlo ma poi divento pienamente lucido e decido di rimanere, sopportare questo flusso e vedere cosa succede. Provo più volte a staccarmi dal corpo ma non riesco, sono completamente immobilizzato. Porto pazienza ancora un po', finché ad un certo punto finalmente riesco ad alzarmi dal letto. Vado al piano di sopra ed esco dal portone, poi spicco il volo verso la strada ma ho scarso controllo e continuo a percepire il flusso elettrico, anche se attenuato rispetto a prima. Praticamente in questo momento la mia percezione è divisa tra il corpo che è sdraiato in paralisi e attraversato dalle scosse e quello quasi evanescente che è fuori a svolazzare a caso nei dintorni di casa. Le strade sono buie, i lampioni sono spenti, come se ci fosse un blackout. Si intravedono appena gli edifici, i quali appaiono come ombre sfocate. Quello che invece vedo bene è una strana luce di colore azzurro opaco nel cielo, che percepisco istintivamente come strettamente legata al flusso di energia che mi attraversa il corpo, come se fosse la manifestazione visiva di quell'energia. Penso di andare verso quella luce e vedere cosa succede, come detto però ho poco controllo e non riesco a direzionarmi, qualche istante dopo mi sveglio.

4 febbraio 2024

Lucido ore 1.00-5.40

Cristina

In seguito ad una serie di situazioni confuse e grottesche,prendo lucidità mentre sono nella mia stanza ed esco di casa passando per il garage. Mi incammino lungo la strada, è giorno e non c'è nessuno in giro, c'è silenzio assoluto, condizioni ideali per concentrarmi e decidere cosa fare. Dopo un po' che cammino vedo in lontananza qualcuno con una maglietta rossa che viene verso di me in bicicletta. Quando si avvicina e mi passa accanto vedo che è una ragazza, la quale indossa appunto una t-shirt rossa e forse dei calzoncini. Si allontana velocemente ed io la chiamo più volte a gran voce, chiedendole di tornare indietro. Lei però mi ignora o forse non mi sente, ad un certo punto però si ferma davanti ad una macchina parcheggiata e ci va a sbattere contro, sembra quasi che lo faccia intenzionalmente. A questo punto inizia a tornare indietro percorrendo la strada in retromarcia, poi va verso il cancello di una villetta e lo scavalca con tutta la bicicletta, compiendo un'acrobazia assurda. Temo possa essersi fatta male, invece poco dopo esce in strada come se niente fosse, stavolta senza bicicletta. Ora che la vedo da vicino mi accorgo che è davvero bellissima, ha capelli lunghi e un po' mossi, tinti di una tonalità di rosso, occhi scuri e indossa un vestito nero attillato e un po' scollato che mette in risalto il suo splendido fisico. Noto che ha anche dei tatuaggi dark sulle braccia, in particolare sugli avanbracci, che la rendono ancor più interessante ed intrigante. Dice di chiamarsi Cristina e che qualcuno storpia scherzosamente il suo nome in "Tristina" per via dei tatuaggi non proprio allegri. Lei però da quello che vedo non è affatto una ragazza malinconica, si mostra invece solare e giocosa. Ad un certo punto mi dice di guardare il mi cellulare, facendomi intendere che mi ha inviato qualcosa. Estraggo il cellulare dalla tasca destra dei pantaloni e, senza che io faccia niente, sullo schermo mi appare un video di me e lei insieme sdraiati su un letto impegnati in attività erotiche. La cosa più strana però è che il video ha una grafica che sembra quella di un vecchio gioco della PS2, in pratica vedo il mio volto, sebbene solo di profilo, in versione videogame :D. Ho l'impressione che questo video sia un modo un po' insolito per invitarmi a fare certe cose con lei, comunque interrompo la visione, anche perché la cosa inizia a farsi imbarazzante. Sto per dirle che apprezzo la sua offerta ma in questo momento ho altro da fare e non posso distrarmi, e che comunque mi avrebbe fatto piacere se avesse voluto accompagnarmi nella mia esplorazione. Qui però il sogno crolla e riparto dal letto, senza che abbia nemmeno avuto modo di salutarla. In seguito avvengono altri episodi più o meno lucidi e perlopiù caotici ed inconcludenti che evito di riportare.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/03/2024, 20:00

13 febbraio 2024

Lucido ore 21.00-3.10

Sono a casa della mia insegnante di yoga, la casa è stranamente molto affollata, c'è un continuo via vai di gente e mi trovo anche ad interagire con alcune persone. Alcuni stanno andando via e vengono a salutarmi, tra essi c'è un ragazzo biondo magro e un tizio robusto, dal viso paffuto e con un accenno di barba, il quale mi dice qualcosa che non capisco bene. Gli dico che ci rivedremo qui la prossima volta, lui sta per andare via poi ci ripensa e si volta di nuovo verso di me dicendomi: << quando mi guardo allo specchio vedo una brava persona >>. Ora è il momento anche per me di andare via, mi rendo conto però che non ricordo come sono arrivato qui. Questa casa si trova in un'altra città, a circa 30 km da dove abito io, e non avendo la macchina qualcuno deve avermi accompagnato, io però non ricordo assolutamente di essere venuto qui. Esco sul terrazzo per vedere se per caso nel parcheggio di sotto c'è la macchina di mio padre che mi sta aspettando. Vedo molte macchine, tra cui alcune uguali alla sua, leggendo le targhe però vedo che nessuna di esse è quella giusta. Continuo a riflettere sulla stranezza di tutto ciò, e inizio a rendermi conto che forse non mi trovo nella realtà fisica, sebbene sia tutto molto vivido e reale. Faccio un saltino e rimango sospeso a mezz'aria, ora ho la conferma di stare sognando. Con me c'è un'amica della mia insegnante, rivolgendomi a lei le dico: << ecco spiegato perché non ricordo di essere venuto qui! >> Lei, senza scomporsi minimamente, mi guarda e dice: << sei dentro! >> Volo via verso il mare e quando lo raggiungo mi fermo poco oltre la riva ed inizio a spostarmi rimanendo in piedi su una tavoletta che rimane sospesa a mezz'aria a poco più di un metro dalla superficie dell'acqua. Grazie alla tavoletta sotto i piedi ho una maggiore stabilità e controllo del volo, così posso divertirmi anche a schivare di tanto in tanto i bagnanti spostandomi all'ultimo momento. Senza volerlo mi ritrovo poi a sorvolare la spiaggia in un punto meno affollato e ad un certo punto sono in un ristretto spazio di spiaggia separato dal mare e dalla spiaggia accanto da un muro alto circa 2 metri. Non capisco il senso di una struttura simile sulla spiaggia e ancor meno capisco come possa la gente venire qui a prendere il sole senza poter nemmeno vedere il mare a causa di questo muro. Torno verso il mare ma qui il ricordo inizia farsi vago e poco dopo mi sveglio.


17 febbraio 2024

Lucido ore 6.30-8.00

Prendo lucidità mentre sto correndo in salita nel parcheggio dietro casa mia. Proprio accanto a casa mia vedo, al posto della casa di mia zia, una palazzina di tre piani. Avvicinandomi noto che sul balcone del terzo piano c'è una ragazza che sta facendo ginnastica. Ha capelli scuri legati in una coda e indossa un top e leggings sportivi entrambi grigi che mettono in risalto un fisico statuario. Spicco il volo nel tentativo di raggiungerla e fare due chiacchiere con lei, per qualche motivo però non riesco a salire oltre il secondo piano, provo dal balcone del secondo piano ad arrampicarmi al terzo ma nello sforzo il sogno crolla. Riparto da casa mia, salgo al piano terra, provo ad uscire dal portone ma lo trovo chiuso a chiave, potrei forzarlo ma decido di lasciar perdere e di uscire da un'altra parte. Opto per una delle porte finestre della cucina, prendo il volo e inizio a sorvolare il parcheggio, ho poco controllo all'inizio e mi sento trascinare verso la discesa. Una volta stabilizzato il volo mi dirigo nuovamente verso la palazzina di prima, che è ancora lì e c'è ancora anche la ragazza ad allenarsi sul balcone. Di nuovo riesco a raggiungere solo il secondo piano, la ragazza però stavolta mi vede e le chiedo di aiutarmi a salire. Lei allora fa per rientrare in casa per aprirmi il portone, così che io possa entrare dalla porta principale anziché dal balcone. Mi rendo conto però che ci vorrebbe troppo tempo e rischierei di destabilizzarmi nel frattempo, dunque faccio uno sforzo e mi tiro su aggrappandomi alla ringhiera, scavalcandola e lasciandomi cadere sul balcone del terzo piano. La ragazza è davanti a me e mi accorgo che è meno giovane di quanto sembrava da lontano, avrà intorno ai 40 anni, tuttavia ha un fisico da ventenne.
Parliamo un po', lei mi chiede cosa faccio nella vita e io le racconto un po' di me.
Dopo un po' perdo lucidità e ora al posto della donna c'è il mio amico A.S. e io non mi accorgo nemmeno del cambiamento. Il sogno continua ancora un po' con il mio amico che ad un certo punto mi fa sdraiare in posizione prona e mi fa dei massaggi alla parte alta della schiena. Mi fa un po' male e gli chiedo se è normale e lui dice di sì, poi mi solleva e mi lancia a terra come se questo fosse parte del trattamento. Rimango un po' perplesso e spero non mi abbia causato qualche danno.

20 febbraio 2024

Lucido ore 4.20-4.50

Sono ad una gita scolastica, in visita ad una specie di centrale energetica di un qualche tipo non specificato. C'è un tizio che ci fa da guida, ci mostra varie cose tra cui un casco di protezione che viene usato in casi di emergenza, tipo fughe di gas o altra roba tossica. Anche io ho uno di questi caschi e ad un certo punto me lo metto per provarlo, per poi togliermelo. Poco dopo però scatta l'allarme d'emergenza, è successo qualcosa di imprevisto e subito mi rimetto il casco per sicurezza mentre mi precipito verso l'uscita. Qui uno dei miei compagni si avvicina ad una macchina guidata dal tizio che ci faceva da guida e nella quale c'è una ragazza seduta sul sedile posteriore. Batte sul vetro posteriore per richiamare l'attenzione del tizio e per chiedergli di darci un passaggio, lui però lo ignora o forse non sente e se ne va. L'allarme comunque sembra essere rientrato o perlomeno ora che siamo all'aperto siamo al sicuro. Ora siamo a scuola e stiamo uscendo, scendiamo le scale, le quali però sono molto affollate e nella confusione ci perdiamo di vista. Esco nel cortile e mi guardo intorno alla ricerca dei miei amici A.S. e A.T., pensando che siano già usciti, invece poi scopro che erano loro ad essere rimasti indietro. Attraversiamo il cortile pieno di studenti che stanno qui fermi a rilassarsi e chiacchierare dopo la fine delle lezioni, in particolare la mia attenzione cade su due ragazze che si baciano appassionatamente. Esco in strada e salgo nella macchina di uno dei miei amici, poco dopo ho come la sensazione di essermi svegliato da un sogno, sono nella macchina da solo, un po' disorientato e inizio a rendermi conto di stare sognando.Scendo dalla macchina con l'intenzione di esplorare questo ambiente ma è tutto molto instabile e nonostante i miei tentativi di stabilizzare sfregando le mani, lo scenario collassa del tutto. Per un po' mi trovo a camminare riflettendo su alcune questioni relative all'Aldilà. Mi ritrovo poi nella mia stanza, salgo al piano di sopra ed esco dal portone. In un primo momento ho l'impulso di spiccare un volo e faccio un salto quando sono in cima alle scale, poi però ci ripenso e atterro appena in fondo alle scale, sul vialetto che porta al cancello. Esco e mi incammino lungo la strada che inizia di fronte al cancello grande di casa mia. Come nell'esperienza del 4 febbraio, la strada è deserta e silenziosa, con una piacevolissima atmosfera di quiete. Decido di incontrare nuovamente Cristina, la chiamo più volte, alzando ogni volta un po' il volume della mia voce, che mi esce chiara e cristallina, senza distorsioni. Cristina però non si presenta, e non si vede nessun altro nei paraggi. Nel frattempo ho percorso più di metà della via e mi ricordo che la ragazza era uscita da una delle case qui nei dintorni, sul lato destro della strada. Non saprei dire però quale sia esattamente, anche perché lo scenario qui cambia ogni volta, le case sono sempre diverse tra un'esplorazione e l'altra. Alla fine decido di provare a citofonare ad una casa che penso potrebbe essere quella giusta, a giudicare dalla distanza dalla fine della strada. Dopo un po' vedo una ragazza scendere le scale ma qui il sogno si deforma e si dissolve. Provo a recuperarlo sfregando le mani ma sento di essere già vicino al risveglio nel corpo fisico, e in ogni caso suona la sveglia di mio padre a svegliarmi definitivamente.

1 marzo 2024

Lucido/Paralisi/OBE ore 2.30-3.45

Prendo lucidità mentre sono a casa al piano terra, esco subito sulla veranda ma mi rendo conto che è tutto troppo caotico ed ovattato, perciò esco volontariamente dal sogno e vado in paralisi. Mi alzo dal letto e prendo il volo nel buio ma poco dopo mi ritrovo in paralisi. Chiedo se c'è qualcuno nei paraggi e un attimo dopo sento arrivare una presenza ostile che mi si avvinghia addosso e mi tiene bloccato, costringendomi a forzare il risveglio.

Paralisi ore 3.50-5.00

Prendo lucidità nel momento in cui entro in paralisi, avvolto da intense vibrazioni. Percepisco una presenza ostile ma stavolta riesco in qualche modo ad alzarmi, esco dalla mia stanza con questa entità che tenta di tirarmi indietro. Avviene un tira e molla in cui cerco di uscire di casa ma vengo continuamente ostacolato da questa presenza che mi tira indietro verso la percezione del corpo fisico, senza che io riesca a distaccarmene del tutto. Alla fine, complice anche la scarsa lucidità, dicendo di forzare il risveglio, per poi pentirmene subito dopo.
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Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 10/04/2024, 18:43

4 marzo 2024

Lucido ore 2.30-5.15

Prendo lucidità ad un certo punto nel mezzo di un sogno e mi trovo per un po' a girare per ambienti confusi nei dintorni di casa. Dopo alcuni tentativi falliti di teletrasportarmi altrove, riesco a raggiungere in volo il mare. Mi spingo verso il largo, incontrando di tanto in tanto delle navi e altre imbarcazioni più piccole che solcano il mare. Ad un certo punto vedo delle formazioni rocciose in lontananza, le raggiungo e atterro su una di queste. Qui però non c'è niente di interessante, quindi prendo di nuovo il volo e mi dirigo verso altre formazioni rocciose più alte. Atterro di nuovo e salgo saltando su delle rocce che formano una specie di scalinata naturale. Lungo il tragitto trovo degli oggetti per terra e ne prendo alcuni, pensando che potrebbero tornarmi utili più avanti. Agisco come se fossi in un videogioco, con la differenza che non ho uno spazio infinito in cui mettere questi oggetti, per cui devo fare una scelta su quali prendere e quali lasciare. Alla fine opto per due modellini di armi da fuoco, pensando che potrei usarli contro eventuali personaggi ostili, per lo meno quelli più deboli, risparmiando così tempo ed energia che sarebbero necessari per utilizzare i miei poteri. Salendo raggiungo una casa, entro e giro un po' per le stanze finché non trovo in una di queste qualcuno seduto ad una scrivania, girato di spalle rispetto a me. Mi sale un pizzico di inquietudine mentre si volta lentamente, poiché temo di trovarmi di fronte un qualche essere mostruoso e ostile. Quando si volta però vedo che è una persona normale, forse un ragazzo giovane. Non dice nulla e poco dopo incontro una donna sui 40-50 che dice di essere la tutrice del ragazzo, che se ho capito bene deve avere un qualche tipo di disabilità. In seguito mi ritrovo in un locale affollato e mi viene voglia di prendere un gelato. Mi avvicino a quello che sembrerebbe un piccolo freezer dei gelati ma poi scopro che non lo è e lascio perdere. Più avanti sono in un luogo all'aperto di sera, una specie di parco. C'è una donna seduta su una panchina che sembra guardarmi, come se mi stesse aspettando. Mi viene in mente che potrebbe essere una guida ma poi mi rendo conto che non percepisco quell'emanazione tipica di quel genere di personaggi. Vado comunque da lei e mi siedo accanto a lei sulla panchina, ora mi appare come una ragazzina sui 12-13 anni dalla carnagione olivastra. Mi chiede se per caso ho visto una certa arma, tipo un mitra o qualcosa del genere. Le dico che in effetti ne ho trovata una prima su quelle rocce e l'ho presa, lei però sembra riferirsi a qualcos'altro, forse un'arma vera. Mi dice che lei, o forse suo padre, fanno la collezione di queste armi. Mi chiedo poi qualcosa accennando ad un nostro incontro avvenuto
precedentemente, io però le dico che non ricordo di averla già incontrata. Le spiego che sto sognando lucidamente da un bel po' e potrei anche averla incontrata ed aver dimenticato tale incontro. Ho un vago ricordo però di aver incontrato un'altra persona e di aver ottenuto anche il suo nome che però ho dimenticato, che si trattasse della stessa persona con cui sto parlando adesso? Il nome della ragazzina invece lo ricordo vagamente, credo sia un nome arabo o forse turco. Proseguo poi per la mia strada, ad un certo punto mi trovo su un prato e mi tolgo i calzini (a quanto pare ero già senza scarpe) per sentire meglio il contatto delle piante dei piedi con l'erba. Poi torno sulla strada asfaltata e adesso le piante dei piedi mi fanno quasi male, vorrei non essermi tolto i calzini e nemmeno le scarpe. Cerco di ignorare la cosa, sapendo che così facendo a breve il fastidio svanirà e che avrò di nuovo sia i calzini che le scarpe. Giro ancora un po' senza una meta
finché non mi
sveglio.

9 marzo 2024

Lucido ore 2.30-4.45

Mi trovo all'interno di una stanza con qualcuno, sento una voce parlare di un episodio in cui questa persona prende lucidità vedendo che il pianoforte nella sua stanza inizia a suonare da solo. Ora la cosa si svolge nel presente, il pianoforte suona da solo e questa persona, forse un ragazzino o ragazzina, prende lucidità ed anche io. Gli faccio da guida, usciamo in strada, è notte ma è tutto estremamente vivido e reale. Mi accorgo che sta pioviccicando e la cosa mi piace, gli dico che è bello quando piove nei lucidi, purché non piova in maniera troppo abbondante, poiché in tal caso potrebbe destabilizzarmi. Camminiamo sul lato destro della strada, ora c'è anche una terza persona con noi e faccio notare loro quanto siano profondi i dettagli. Li invito ad osservare i dettagli di un ringhiera e di un muro, che sono estremamente vividi e reali, con tanto di ragnatele e polvere accumulata.

10 marzo 2024

Paralisi/lucido ore 3.00-8.30

Prendo lucidità in paralisi, mi alzo ed esco di casa correndo, attraverso il cancello e tiro dritto verso l'incrocio in direzione della ferrovia. Giro l'angolo e proseguo lungo la strada, fino a raggiungere i giardinetti nei pressi della stazione. Qui l'ambiente è già abbastanza stabile, smetto di correre ed inizio a camminare guardandomi intorno. Vedo alcune persone, tra cui una o due ragazze che camminano nella direzione opposta alla mia, lungo la strada che si trova dall'altra parte dei giardini. Arrivo alla fine dei giardinetti e qui mi fermo per qualche istante, indeciso su quale strada prendere. Alla mia sinistra c'è l'ingresso del sottopassaggio che conduce al centro della mia città, alla mia destra c'è invece la strada che porta ad un quartiere residenziale. Mi ricordo però che c'è anche una terza opzione, ovvero un breve tratto di strada perpendicolare a quella in cui mi trovo io, la quale si immette in una via che a sua volta conduce al ponte, il quale rappresenta l'altra delle due opzioni per raggiungere il centro. Dato che nei lucidi non ho mai preso questa strada, almeno che io ricordi, stavolta scelgo proprio questa, curioso di vedere dove mi porterà. Giunto alla fine della strada scopro che questa termina su un lungomare che assomiglia a quello della mia città, in pratica è come aver preso una scorciatoia, evitando di percorrere tutta la strada dalla stazione al mare. Mi incammino sul lungomare e ad un certo punto entro in un bar-ristorante e mi fermo vicino ad un tavolo, dove incontro anche mio padre e mia madre seduti a fare colazione. Vedo sul tavolo dei cornetti dall'aspetto invitante, forse integrali a giudicare dal colore scuro, chiedo a mio padre se posso assaggiarne un pezzo, lui però mi dice di no e
me ne indica un altro appoggiato su un mobile accanto al tavolo. Il cornetto sembrerebbe dello stesso tipo ma so che quello è di ieri e infatti quando lo assaggio il sapore non è male ma dalla consistenza si sente che non è appena sfornato. Interagisco poi con un gruppo di persone sedute ad un altro tavolo, mi dicono delle cose che mi fanno capire di trovarmi in una versione alternativa della mia città, il nome infatti è lo stesso ma molte delle cose che citano non corrispondono a cose che esistono qui nella realtà fisica. Dopo un po' mi rendo conto che sto perdendo tempo qui e decido di andarmene. Anche un signore del gruppo dice di dover uscire e insieme attraversiamo una porta sul retro del locale. Gli dico che proseguirò ad aprire porte finché non mi troverò all'aperto e da qui ci separiamo. Attraverso varie porte finché non mi trovo in quella che in un primo momento sembra una stazione ferroviaria, poi però sui binari invece dei treni vedo transitare e fermarsi
delle strane automobili esageratamente basse, circa un metro d'altezza, e dall'aspetto futuristico. Mi chiedo come si possa entrare in queste macchine e guidarle e mi arriva un'immagine dell'interno di una di queste macchine, nel quale i sedili sono quasi in orizzontale, in pratica queste macchine si guidano da sdraiati, o più probabilmente si guidano da sole e chi vi si trova all'interno può tranquillamente rilassarsi o addirittura dormire. Proseguo e mi imbatto in dei tizi che indossano delle uniformi con casco integrale e sembrano essere delle guardie, agenti della sicurezza. Inizialmente sembrano non vedermi, poi però attiro la loro attenzione ed ecco che iniziano ad inseguirmi ed a spararmi contro. I proiettili non mi raggiungono, questi agenti non sembrano molto capaci a fare il loro lavoro però sono in tanti e non so se riuscirò a neutralizzarli tutti. Provo a colpire alcuni di loro a distanza ma sembra non funzionare, dunque mi limito a scappare. Scendo alcuni piani di scale e mi viene in mente che così facendo potrei ritrovarmi nei Sotterranei e quindi a dover affrontare i Vampiri, che sono ben peggio di quelle guardie maldestre. Alla fine però trovo una porta che mi conduce all'esterno, in una strada di una qualche città. Entro in un locale e qui incontro uno strano essere fluttuante che non capisco se sia qualcosa di sovrannaturale o tecnologico dato che a quanto pare mi trovo in un'epoca futura. Chiedo ad un tizio in che anno ci troviamo e lui mi risponde "1128", il che mi lascia non poco perplesso, forse intendeva dire "2128"? Esco dal locale ed incontro un signore brizzolato con il quale mi fermo a parlare
, qui perdo lucidità ed anche il ricordo si fa vago.

11 marzo 2024

Lucido ore 6.15-7.20

Sono a casa e ad un certo punto prendo lucidità, esco dal portone, vado verso il cancello fluttuando e lo attraverso senza il minimo attrito. Volo verso l'incrocio in direzione della ferrovia e man mano che mi avvicino sento un rumore tipo di trapano aumentare di intensità. Giunto all'incrocio giro a destra e man mano che mi allontano il rumore si affievolisce fino a svanire. Qui atterro e inizio a camminare scorrendo la mano su un muro alla mia destra per stabilizzarmi, poi mi sposto sull'altro lato della strada e mi fermo davanti ad un muro di recinzione. Lo osservo da vicino scrutandone i dettagli, poi mi soffermo su delle tegole ed in particolare su delle ragnatele sotto di esse. Quando sento che l'ambiente è abbastanza stabile suono ad un citofono, sul quale c'è scritto un certo cognome e mi accorgo che ci sono in tutti 6 pulsanti tutti con lo stesso cognome scritto affianco. L'unica cosa che cambia è il numero dell'interno, che è diverso per ogni pulsante, è come se fossero tutti appartamenti appartenenti alla stessa famiglia. Dopo qualche istante sento lo scatto di un cancelletto basso alla mia destra che si apre, entro mi trovo in un ampio cortile con edifici sia a destra che a sinistra. Opto per quello di sinistra e mi vedo aprire una porta da un ragazzo di bell'aspetto sui 25-30, alto circa 1.80 e dai capelli scuri. Non so come giustificare la mia presenza qui, dunque mi invento che devo andare in bagno urgentemente e lui, con tono brusco e spazientito, mi invita ad entrare. Entro in casa e vado verso la prima volta che mi capita davanti, entro e vedo subito una finestra aperta da cui potrei uscire. Chiudo prima la tenda però, in modo da non poter vedere cosa c'è fuori e non esserne influenzato. Prima di attraversarla però qualcosa va storto, mi destabilizzo,lo scenario si deforma e ora mi trovo ad osservare una scena su uno schermo, dopodiché il ricordo sfuma.

21 marzo 2024

Lucido/Paralisi ore 4.00-5.15

Verso i Sotterranei, episodio 4: La Vampira

Prendo lucidità in un sogno caotico ed esco volontariamente buttandomi nel vuoto. Vado in paralisi ma dopo qualche istante mi sveglio, rimango immobile e dopo qualche secondo mi riaddormento e torno in paralisi. Mi alzo dal letto, sento che c'è la TV accesa in salotto ma la mia vista non è attiva al momento e non vedo se c'è qualcuno a guardarla. Vado di sopra, la mia vista si attiva e vedo che anche qui la TV è accesa e ci sono i miei nonni a guardarla, più la mia defunta nonna paterna. Li saluto velocemente ed esco dal portone, prima di scendere le scale che portano al vialetto trovo sul muretto un bigliettino con delle scritte. Non capisco di cosa si tratti, c'è scritto qualcosa a proposito della famiglia ma non ricordo quale fosse il contesto. Ricordo un frammento di una frase: "...miliari di...". Mi rendo conto che sto perdendo tempo, ho un obbiettivo ben preciso da portare a termine, ovvero scendere nei Sotterranei ed esplorarli. Infilo il bigliettino nella tasca sinistra
dei pantaloni ed esco in strada, riservandomi di dargli un'occhiata semmai più tardi. Uscito dal cancello rimango un po' a guardarmi intorno, vedo che la strada di fronte a casa mia si perde nel buio assoluto, mentre il cielo è sereno e pieno di stelle. Vado verso la casa di Gianfranco e Luisa, lì dove si trova il punto d'accesso ai Sotterranei che ho già utilizzato altre volte. Ad accogliermi in giardino trovo Luisa, che si mostra con il suo aspetto più frequente, quello di una donna sulla sessantina, dai capelli neri a caschetto. La saluto ed entriamo in casa mentre lei mi dice qualcosa che non ricordo. Senza perdere tempo vado per la mia strada, apro diverse porte che conducono tutte a piccole stanze, perlopiù bagni, e in assenza di porte uso frazioni di pareti spingendole come se fossero porte anch'esse. Mi ricordo dell'opzione di tirare via le pareti di lato, come fossero grandi porte a scorrimento. Proprio usando questa tecnica avevo raggiunto per la prima volta i Sotterranei per puro caso, in un esperienza di qualche anno fa. Faccio lo stesso e una volta attraversata la soglia riconosco subito quell'energia, un'energia potente che rischia di travolgermi, sono nel posto giusto. Anche alla vista lo scenario è il tipico ambiente pre-Sotterranei, estremamente vivido e reale, silenzioso, con pareti chiare e spoglie e senza finestre. Prima di scendere le scale mi fermo un attimo a tastare il muro alla mia sinistra, in modo da calmarmi ed ancorarmi meglio a questo ambiente, evitando che la sua forte emanazione mi destabilizzi. Scendo lentamente le scale, gradino per gradino, gli ultimi 4-5 gradini curvano verso destra e, siccome non c'è la ringhiera, penso di saltare direttamente giù per fare prima. Poi però ci ripenso e decido di continuare a percorrere la scalinata fino all'ultimo gradino. Arrivato giù mi trovo in un salone molto ampio, largo e lungo svariate decine di metri, e simile a quella in cui sono stato l'ultima volta, quando fui aggredito da un Vampiro dalle pupille di luce rossa che mi morse un braccio (esperienza del 7 ottobre 2022). Vedo un'altra scalinata che scende, proprio come quella volta, è lì che quell'essere mi aveva raggiunto, prima che scendessi. Stavolta però sembra non esserci nessuno, dunque mi avvio verso la scalinata e nel frattempo mi guardo un po' intorno. Mi saltano all'occhio alcuni strani pupazzi colorati, i quali si trovano in lontananza, forse a ridosso delle pareti che delimitano la sala. Non c'era niente del genere le altre volte che sono venuto qui sotto, al tempo stesso però questi pupazzi non mi sono del tutto estranei, forse sono gli stessi che ho visto durante alcune esplorazioni che ho anche riportato qui. Li ricordano per il fatto che sono multicolore e piuttosto
stravaganti, non somigliano a niente che mi sia familiare nella realtà fisica, almeno che io ricordi. La differenza è che quei pupazzi erano molto più piccoli, alti non più di 40 centimetri, questi invece sembrano alti almeno quanto una persona, anche se da questa distanza è difficile calcolare esattamente le loro dimensioni. Decido comunque di mettere da parte la questione per il momento e proseguo scendendo le scale. Raggiungo un altro salone grande almeno quanto il primo, stavolta però c'è qualcosa di diverso, c'è un'ampia apertura che sembrerebbe portare verso l'esterno. Sarebbe una novità assoluta per i Sotterranei, che nelle precedenti visite sono sempre apparsi come dei luoghi chiusi, senza una via d'uscita che fosse visibile da dove mi trovavo io. Siccome ero sempre stato intercettato e sbattuto fuori da esseri ostili, non avevo mai avuto modo di trovarne un'uscita, stavolta invece potrei già averne una davanti. Ovviamente vado subito in quella direzione, tuttavia
l'illusione di poterci arrivare senza essere ostacolato dura poco. Dopo qualche passo infatti inizio a sentirmi chiamare da una voce minacciosa, la quale mi dice qualcosa del tipo: << dove credi di andare? >> L'energia, già potente, si fa ancor più pressante, l'essere che mi sta minacciando però è lontano e penso di poterlo eludere semplicemente ignorandolo e proseguendo per la mia strada. Attraverso anche un cancello ma so bene che non sono ancora fuori dal raggio d'azione di questa entità ostile e anche chiudere il cancello alle mie spalle e scappare non servirebbe a nulla. Mi rendo conto infatti che questa emanazione energetica permea l'intero luogo, non c'è modo di sfuggirle, l'unica soluzione è affrontare il Vampiro, che sembra essere la personificazione del luogo stesso. Dunque mi fermo e mi volto, aspettando che mi raggiunga, ovviamente sono agitato e non potrebbe essere altrimenti visti anche i precedenti, cerco però di calmarmi e dominare la paura. Adesso la vedo,
stavolta ha l'aspetto di una donna dai capelli scuri, anche se non riesco a vederla bene in volto, perché mi lancia continuamente dei raggi laser rossi che coprono parzialmente la sua figura. Ancora questa luce rossa, come le pupille del Vampiro della volta scorsa, che si erano accese un attimo prima che mi azzannasse il braccio, sembrerebbe essere una caratteristica propria di queste entità. I raggi tuttavia non mi colpiscono, svaniscono poco prima di raggiungermi, come se si infrangessero su una barriera invisibile che mi circonda e mi protegge. La Vampira mi raggiunge, ora è a due passi da me, siamo faccia a faccia ma stavolta non ho paura. Negli incontri precedenti con queste entità mi ero sempre fatto intimidire, travolto dalla loro emanazione, avevo cercato invano di scendere a compromessi, affermando che non avessi cattive intenzioni nei loro confronti ed ero lì solo per esplorare o addirittura che ero finito lì per sbaglio. Questo mio atteggiamento però ai loro occhi mi
faceva apparire come un debole, una preda facile e pronta da sbranare, e così era stato, ma non questa volta. Adesso sono consapevole che non ha alcun potere su di me, non può danneggiarmi in alcun modo, espando la mia energia allargando le braccia ed aprendo il petto verso di lei, e stavolta è lei ad indietreggiare. La sua energia viene meno ed ora riesco anche a muovermi più liberamente, mi sento più leggero e in maggiore controllo del mio corpo. La Vampira adesso ha cambiato totalmente atteggiamento, non è più minacciosa ed inizia a comportarsi come tutti qui personaggi ostili di basso livello, disturbatori capaci al massimo di rallentarmi e farmi perdere tempo. Mi sta addosso, mi strattona debolmente, le do un pugno per allontanarla ma senza molta convinzione, poiché sono restio ad usare la violenza. Potrei finirla ma esito e lei continua a strattonarmi e parlarmi per distrarmi, qui la mia energia è agli sgoccioli e lo scenario si sta già sfaldando.
Ci vuole parecchia energia già solo per rimanere in questo tipo di luoghi, se poi ci si mettono anche i combattimenti è chiaro che questa energia si esaurisca ancora più in fretta. Dunque lo scenario collassa e per questa volta devo rinunciare a proseguire e vedere cosa c'è oltre, in ogni caso ora che so come affrontare questi esseri non avrò problemi a tornare e continuare l'esplorazione. Sin dalla prima volta che sono capitato per caso nei Sotterranei, ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di importante per me da scoprire lì ma avevo sempre trovato la strada sbarrata. Dopo questa esperienza potrei aver sbloccato quella strada ed ora sono molto curioso di vedere cosa troverò proseguendo.


23 marzo 2024

Lucido ore 22.00-1.00

Il cantiere

Mi trovo camminare con i piedi immersi nell'acqua all'interno di un edificio allagato e ad un certo punto prendo lucidità. Ora sono a casa mia, esco e vado subito verso la casa di fronte, con l'intenzione di raggiungere i Sotterranei. Non so perché ho il piede sinistro pesante e leggermente dolorante e fatico ad appoggiarlo, forse questo il mio piede fisico in questo momento è incastrato tra il materasso e l'asse di legno del letto, in ogni caso dopo un po' il fastidio svanisce. Nel frattempo lo scenario intorno a me si modifica, entro in un edificio e cerco ancora il passaggio verso i Sotterranei, nonostante non mi trovi più a casa di Gianfranco e Luisa. Trovo una rampa di scale che scende, con una specie di nebbiolina colorata fluttuante, che dovrebbe essere un segnale che indica dove devo andare. C'è però anche una porta alla mia destra, decido dunque di dare almeno un'occhiata, la apro e ci trovo un minuscolo bagno semi buio, un vicolo cieco. Torno dunque verso le scale che ho visto prima ma ora la nebbiolina è scomparsa, come se il tempo per attraversarla fosse scaduto. In ogni caso non avevo percepito la tipica energia dei Sotterranei, forse non era la strada giusta. Esco e mi metto a girare nei dintorni dell'edificio, realizzando che mi trovo appena all'esterno di un cantiere, delimitato da una recinzione provvisoria fatta di segmenti irregolari. Attraverso dei piccoli spazi tra questi segmenti riesco ad intravedere all'interno e capisco che non c'è niente di interessante qui. Torno indietro e rientro nell'edificio passando però da un'altra entrata. Stavolta c'è una scalinata che sale e anche un ascensore, do una rapida occhiata ad entrambi e vedo che sono bui dunque rinuncio ad utilizzarli. Esco da una porta ed incontro un uomo che mi dice qualcosa che non ricordo, qui inizio a perdere lucidità e poco dopo mi sveglio.


30 marzo 2024

Lucido ore 6.00-7.00

Breve passeggiata in una città sconosciuta

Sono nello stato ipnagogico, osservo le immagini farsi sempre più concrete, diventa uno scenario quasi in 3D, un'ampia strada pedonale affollata. Immagino di camminare in questo scenario e così facendo ci entro gradualmente. Scendo delle scale, percorro questo viale pedonale e mi guardo intorno, alla mia sinistra c'è un flusso continuo di persone e al di là di esse un parapetto che separa il viale da qualcos'altro, forse dei binari o forse il letto di un fiume. Proseguo fino a raggiungere una rotatoria che gira intorno ad una specie di panchina circolare, qui c'è un gruppo di uomini nordafricani che chiacchierano e scherzano tra loro. Subito dopo c'è un breve tratto in salita, al termine del quale c'è una specie di fontana con l'acqua che sgorga di continuo da un rubinetto. Vorrei andare ad esaminarlo da vicino ma poi ci ripenso perché mi accorgo che il getto è molto irregolare e ampio e temo che possa arrivarmi qualche schizzo d'acqua negli occhi, il che mi farebbe destabilizzare. Su un lato del viale pedonale c'è una strada e al di là di essa degli edifici che sembrerebbero vecchi di qualche secolo. Entro in un ristorante che si trova al piano terra di uno di questi edifici, mi metto a sfregare le mani su una parete per stabilizzarmi e vedo che qualcuno dai tavoli mi sta guardando con aria perplessa. Attraverso una sala ed accedo ad un'altra, per poi fermarmi in piedi davanti ad un tavolo con delle persone sedute. Occupo un posto libero senza però sedermi, mi verso un po' d'acqua in un bicchiere e ne bevo qualche sorso, poi arriva una cameriera e le chiedo di portare un'altra bottiglia d'acqua e dico che la pagherò io. Poco dopo però mi lo scenario si dissolve e mi ritrovo in paralisi, da qui inizia una serie di situazioni confuse in cui parto più volte dalla paralisi ed esco di casa ma senza riuscire a stabilizzarmi.

1 aprile 2024

Lucido ore 7.30-8.30

Duoduo della natura

Mi trovo a camminare in un ambiente confuso e nebbioso e ad un certo punto prendo lucidità. La vista è molto sfocata, mi metto a sfregare le mani sulle pareti per stabilizzarmi e attivare a pieno la vista ma faccio più fatica del solito stavolta. Ad un certo punto imbocco una scala che scende e qui finalmente la vista inizia a farsi più stabile. Scendo alcuni piani e qui inizio a sentire l'energia dei Sotterranei che mi destabilizza. Stavolta non ho il tempo di fermarmi e stabilizzarmi e vengo travolto da questa energia, la quale però non è affatto negativa ora che non è più accompagnata dalla paura dei Vampiri. Riesco a trasformarla in qualcosa di piacevole e me la godo per qualche secondo mentre mi avvolge tutto il corpo. Qui perdo temporaneamente lucidità e in seguito la riprendo mentre sono sdraiato sul letto. Non sono in paralisi stavolta, tanto che inizialmente penso di essere sveglio o almeno in dormiveglia. Non appena provo a muovermi però capisco subito di essere nel mio corpo astrale. Mi alzo ed esco dalla mia stanza andando a tastoni, dato che la vista non è ancora attiva, e vado anche a sbattere con la parte sinistra del petto su una parete. Il colpo mi spinge leggermente indietro ma non mi fa male. Vado di sopra e qui la vista si attiva, esco dal portone con l'idea di raggiungere la casa di fronte e scendere nei Sotterranei ma vengo distratto da un tizio che mi chiama dal cortile di un'altra casa vicina. Ha capelli a caschetto e dall'aspetto e dall'atteggiamento mi ricorda al tempo stesso due persone, come se fosse una fusione tra queste due. Una di queste persone è un mio amico ed ex compagno di squadra di calcetto, mentre per quanto riguarda l'altra metà ho la sensazione che sia una persona che conosco ma non mi viene in mente chi possa essere. Mi dice delle cose e io cerco di assecondarlo ma senza farmi coinvolgere. Nel frattempo esco in strada e mi dirigo verso la casa di Gianfranco e Luisa, arrivato al cancello vedo che c'è un bambino che mi sta seguendo e cerca di entrare anche lui. Non voglio distrazioni, devo andare da solo, così cerco di inviargli mentalmente il comando di andarsene e tornare da sua madre che sta camminando poco più avanti lungo la strada. Inizialmente lui insiste nel voler entrare, perciò invio un comando più fermo e deciso, indurendo anche lo sguardo, rendendolo quasi minaccioso. Stavolta funziona, il bambino se ne va e si ricongiunge con sua madre, nel frattempo però la cosa mi ha un po' destabilizzato e l'ambiente intorno a me si è deformato. Salgo le scale e vado verso l'ingresso mentre eseguo esercizi per stabilizzarmi, suono il campanello e sento la voce di una donna rispondermi in tono burbero. Mi rendo conto che non può essere Luisa e ne ho la conferma quando mi apre e la vedo, devo aver sbagliato appartamento. Mi scuso dicendo che cercavo casa di Gianfranco e Luisa e lei mi dice che devo andare di sotto, l'appartamento che cerco si trova al piano terra.
Scendo le scale e devo girare un po' per trovare l'entrata, che la casa sia sempre diversa ogni volta è normale, stavolta però le differenze sembrano più marcate del solito. Alla fine trovo la porta d'ingresso e quando entro non trovo nessuno ad accogliermi. Giro un po' per la casa, che sembra essere molto grande, più del solito, do un'occhiata ad alcune stanze, attraverso un corridoio e vedo che termina in una sala. Prima di andare da quella parte però mi soffermo in una stanza in particolare, dove c'è una libreria a ridosso di una parete. Ad attirare la mia attenzione però è un libro su un tavolo, il cui titolo è "Duoduo della natura" (o forse "di natura"). Non ho idea di cosa significhi, sembrerebbe una frase senza senso ma potrebbe nascondere un qualche significato simbolico. Sfoglio il libro e vedo che sembra essere una sorta di guida ai luoghi astrali, con tanto di mappe di ogni luogo e catalogazione dei rispettivi abitanti. Ricordo una specie di tabella con elencati quelli che dovrebbero essere nomi di diverse razze o tipologie di creature, forse animali o forse esseri intelligenti umani o meno. Ricordo vagamente solo uno di quei nomi, qualcosa tipo "Neffe". Sulla copertina leggo dei nomi e cognomi, probabilmente appartenenti agli autori di questo libro, oltre ad un testo in una lingua che non conosco ma che sembra somigliare vagamente al rumeno. Ora decido di tornare al mio obbiettivo iniziale, trovo una rampa di scale ed inizio a scendere ma qui la mia energia si esaurisce
e lentamente mi sveglio.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda sisisisimo90 » 11/04/2024, 13:28

di media quante ore dormi a notte? ti sei dovuto esercitare per avere sogni lucidi frequenti o ce li hai di natura?
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 13/04/2024, 8:51

sisisisimo90 ha scritto:di media quante ore dormi a notte? ti sei dovuto esercitare per avere sogni lucidi frequenti o ce li hai di natura?



In mezzo alla settimana, dovendomi alzare molto presto la mattina, dormo tra le 7 e le 8 ore. Il sabato e la domenica dormo almeno 8 ore e a volte arrivo anche a 10 ore. Ho iniziato ad avere sogni lucidi spontaneamente ma per aumentarne la frequenza, la durata e la qualità ho dovuto allenarmi e devo mantenermi in allenamento. Inoltre da diversi anni ho adottato uno stile di vita in generale che tra i vari benefici favorisce anche i sogni lucidi.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 04/05/2024, 20:37

20 aprile 2024

Lucido ore 5.30-8.15

Sono a casa nel seminterrato e prendo gradualmente lucidità, salgo le scale con l'intenzione di uscire di casa ma mi rendo conto che lo scenario intorno a me è un po' instabile e decido di uscire dal sogno ed andare in OBE. Qualcosa va storto e mi ritrovo sveglio nel corpo fisico, resto però immobile e mi riaddormento subito. Qui tento più volte di uscire di casa ma non riesco a stabilizzarmi a causa delle voci provenienti dalla TV in salotto e mi ritrovo a continuamente a ripartire dal letto. Preso dalla frustrazione caccio un urlo chiedendo di abbassare il volume e nel farlo sveglio anche mio fratello, il quale si alza incazzato e viene da me a lamentarsi. Inizialmente penso di aver urlato fisicamente e di averlo svegliato sul serio e mi dispiace di averlo fatto, in compenso però ora qualcuno di là ha abbassato il volume. Solo più avanti mi rendo conto che si era trattato di un falso risveglio, nella realtà fisica la TV era sempre stata spenta e i rumori che sentivo erano tutti all'interno del sogno. Mi sono fatto fregare come un principiante, al punto da non riuscire nemmeno a stabilizzarmi, quando avrei potuto semplicemente le voci della TV e proseguire. Più avanti riprendo lucidità e raggiungo un lungomare molto affollato, osservo i volti delle persone, è tutto molto stabile e reale, mi viene voglia di rimanere qui ed interagire con qualcuno, poi però cambio idea, ricordandomi che non devo fidarmi degli ambienti troppo affollati, anche se sembrano reali al 100 %. Prendo il volo in direzione del mare e lo sorvolo spingendomi al largo finché la vista non crolla, qui provo a materializzarmi da qualche parte ma finisco per ripartire dalla mia stanza. Mi pento a questo punto di non essere rimasto lì, magari avrei potuto allontanarmi a piedi dalla folla e raggiungere un luogo più tranquillo, rimanendo però sempre nello stesso scenario. In seguito riparto da casa con l'intenzione di raggiungere il lungomare, dopo un po' che cammino però inizio a sentirmi stanco e pesante, vedo il mare in lontananza ma sento di non farcela a raggiungerlo a piedi. Decido allora di rubare un motorino parcheggiato e in questo modo raggiungo il mare in pochi secondi. La mia energia però è comunque agli sgoccioli, l'ambiente in cui mi trovo è instabile e confuso, ben lontano da quello di prima da cui me ne sono andato troppo presto. Capisco che per oggi non ho più le forze per proseguire e mi lascio andare al sonno.

21 aprile

Lucido ore 6.15-6.50

Mi trovo a girare per le strade di una città, vedo uno strano palazzo che si regge su delle colonne sottili e mi rendo conto che c'è qualcosa che non quadra. La cosa mi fra prendere gradualmente lucidità, l'ambiente è di quelli instabili e caotici e cerco subito una via d'uscita rapida. Mi fermo davanti ad una vecchia palazzina di colore rosso sbiadito, suono il citofono e subito mi apre un signore sulla sessantina, entro e lo ringrazio, poi proseguo salendo una rampa di scale. Prima di arrivare al primo piano lo scenario intorno a me si dissolve, sono nel buio, apro e attraverso una porta anche se non la vedo e avverto un cambio di livello. Mi trovo ora sospeso in un vuoto e vengo trasportato dalla Forza Invisibile, percepisco la sensazione di movimento in questa specie di spazio al di fuori dello spazio e del tempo, non saprei come meglio definirlo. Dopo qualche secondo il movimento rallenta fino ad arrestarsi, la vista si riattiva e vedo che mi trovo all'interno di una casa che non riconosco. Vedo una tavola apparecchiata con una tovaglia il cui colore dominante è il rosso e con dei segnaposto a forma di pupazzetto alti circa 15 cm. Alcuni di questi hanno la forma di una figura femminile dalla carnagione chiara, con tratti forse vagamente orientali e capelli azzurri legati in una coda che cade da un lato. Su ogni piatto invece ci sono dei pupazzetti più piccoli, circa 3-4 cm di altezza, ne prendo uno in mano e al tatto mi sembra fatto di legno, non ricordo però che aspetto avesse. Proseguo ad esplorare la casa e vedo una porta socchiusa da cui si intravede un letto, entro nella stanza e trovo un ragazzino sui 12-13 anni che dorme sotto le coperte, capelli biondi a spazzola e occhi azzurri. Lo chiamo più volte per svegliarlo e quando si sveglia è giustamente incazzato. Lo convinco comunque ad alzarsi e poco dopo ci troviamo a casa mia nel seminterrato e lui ha cambiato aspetto, ora è un bambino più piccolo, massimo 10 anni. Mi chiede di giocare con lui ad un gioco da tavolo ma gli dico che non posso farlo perché la cosa assorbirebbe troppo la mia attenzione e mi farebbe perdere lucidità. In realtà la mia lucidità già da un po' non è che fosse proprio il massimo, dato che non mi ero nemmeno accorto di essere a casa mia e che di fatto stavo perdendo tempo in attività inutili. Ad un certo punto inizio a sentire che sto per svegliarmi e non oppongo resistenza, mi sveglio e scrivo subito l'esperienza per fissare il ricordo di quei bizzarri pupazzetti.

25 aprile 2024

Lucido ore 5.15-6.30

Prendo lucidità mentre sono a casa nel seminterrato in salotto, il televisore è acceso e provo ad entrarci dentro per ritrovarmi direttamente nel luogo mostrato sullo schermo ma non funziona. Faccio zapping cambiando i canali col pensiero ma non trovo nulla di interessante, decido allora di uscire di casa ma qui vengo svegliato dalla sveglia di mio fratello. Resto immobile e mi riaddormento subito, mi ritrovo poco dopo in un'ipnagogica in cui sono nella casa in montagna dei miei nonni. Esco di casa e percorro la strada in discesa strisciando, finché non mi materializzo in uno scenario completamente diverso, una scuola. Salgo le scale e raggiungo la mia classe, qui ho perso lucidità e rimango per un po' seduto al mio banco credendo di dover veramente frequentare la scuola. Ad un certo punto però vedo un trattore saltare fuori dalla finestra e volare via. Faccio notare la cosa agli altri ma loro non si scompongono, dicendo che quel trattore ha l'elica quindi è normale che possa volare. In effetti ora che lo guardo meglio mi accorgo che ha un'elica che lo mantiene in aria, comunque la cosa rimane assurda e inizio a rendermi conto di stare ancora sognando. Chiedo alla prof di poter andare in bagno e lei acconsente, ovviamente quella del bagno è solo una scusa per poter uscire, non ho alcuna intenzione di tornare in classe. Qui comunque il ricordo sfuma, forse vengo nuovamente svegliato dai rumori prodotti da mio fratello e mio padre che si sono già alzati.


27 aprile 2024

Lucido ore 5.00-7.00

Sono a casa nel seminterrato e ad un certo punto prendo lucidità e vado di sopra. Mentre salgo le scale però la vista crolla e devo eseguire gli esercizi di stabilizzazione per recuperarla e stabilizzarmi. Esco in strada e mi aggrappo alle sbarre del cancello, scuotendole ripetutamente finché la vista non torna. Quando mi sento abbastanza stabile decido di andare nella casa di Gianfranco e Luisa, per poi accedere ai Sotterranei. Ho però un piccolo problema con le scarpe, mi danno fastidio come se fossero troppo piccole e strette, dunque me le tolgo. Attraverso la strada e voltandomi vedo ancora le mie scarpe messe in maniera disordinata sul bordo della strada davanti al cancello di casa mia. Non mi va di lasciarle lì, dunque le attiro a me con la telecinesi e le afferro al volo una alla volta. Provo a rimettermele ma il piede non vuole proprio saperne di entrare, dovrei slacciarle ma perderei troppo tempo, perciò decido di proseguire senza. Entro e incontro Luisa all'ingresso, la saluto e proseguo lungo un corridoio fino a raggiungere una rampa di scale. Nel frattempo sento anche una voce che mi dice che scendendo quelle scale non troverò quello che cerco ma decido di ignorarla. Sto per scendere ma vedo che sotto è tutto buio, quindi mi fermo e provo ad accendere la luce premendo un interruttore ma non funziona. Mi volto allora verso il corridoio chiamando a gran voce Luisa per chiederle se può accendere la luce sulle scale. Dopo qualche secondo la luce si accende, scendo le scale e mi ritrovo in un piano abbastanza ampio, ben arredato, con della musica di sottofondo. A differenza dei piani dei Sotterranei qui è abitato, forse non sono nel posto giusto. Scendo un'altra rampa di scale e mi trovo nuovamente in un piano abitato e con musica. Questi sono dei normalissimi piani di una casa abitati da persone, non credo che proseguendo raggiungerò i Sotterranei, forse avrei dovuto dare retta a quella voce.
May my heart be my guiding key
Hari
 
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