Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda OnironautaSbadata » 11/01/2021, 17:37

Ciao Hari sono stupita dal tuo livello di controllo del sogno! Usi tecniche W. I. L. D. vero?
Vorrei dare un'occhiata a quel gruppo Facebook... Me lo indicherei? Mi sono un po' persa, hai finito poi la task di mago merlino?
: Smile :
Il sogno in cui affronti l'entità assomiglia molto alla leggenda sulla paura, quella del ragazzo e del gigante, la conosci? Se non la conoscessi sarebbe ancora più scioccante la somiglianza :shock:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 11/01/2021, 20:19

Ciao :), per quanto riguarda le tecniche, l'unica vera tecnica che uso è la WBTB, associata ad un forte intento e motivazione. A volte, una volta tornato a letto dopo essere rimasto per un po' alzato, provo con la cosiddetta WILD ma quasi mai riesco ad entrare direttamente nel sogno. Tuttavia anche il solo fatto di provarci fa sì che la mia mente resti maggiormente attiva e spesso ciò mi fa prendere consapevolezza nello stato intermedio tra sonno e veglia (con o senza paralisi) oppure, anche se meno frequentemente, a sogno già iniziato. No, alla fine non sono riuscito a portare a termine l'ultima parte dell'esperimento. Per farlo avevamo a disposizione due notti e la seconda non sono riuscito a combinare nulla. Avevo mangiato pesante la sera ad un compleanno e ciò ha influito notevolmente sul sonno :D. Ti scrivo il nome del gruppo in privato :). Per quanto riguarda la leggenda che hai citato, no, non la conosco, mi informerò a riguardo :).
May your heart be your guiding key
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda OnironautaSbadata » 19/01/2021, 21:17

Ciao Hari, per qualche motivo non funziona la messaggistica in questo momento. Ti ho scritto su messenger, spero di non aver sbagliato persona!
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/02/2021, 18:47

16 gennaio 2021

Serie di lucidi ore 5.30-7.15

La festicciola

Prendo lucidità nello stato intermedioma mi sveglio prima di riuscire ad eseguire il distacco, rimango comunque immobile e mi riaddormento subito. In seguito, dopo alcuni tentativi falliti di stabilizzarmi in uno scenario onirico, mi ritrovo a prendere lucidità in un sogno già avviato. Qui mi trovo ad entrare in un edificio insieme a due tizi, uno dei quali è il mio amico P. e dico a me stesso che devo ignorarli per evitare di farmi coinvolgere in conversazioni o attività varie che mi farebbero perdere lucidità. C'è una rampa di scale che sale e un'altra che scende, inizialmente sto per scendere ma poi mi ricordo che mi ero posto l'obbiettivo di andare verso l'alto, che fosse in volo, in ascensore o in qualsiasi altro modo, dunque seguo gli altri due su per le scale. I gradini sono un po' strani, non sono tutti della stessa misura, lo scenario è ancora un po' instabile e io stesso non mi percepisco ancora del tutto integrato in esso. In ogni caso proseguo, salgo due o tre piani finché non mi ritrovo su un pianerottolo con una larga porta a due ante. Usciamo e vedo con piacere che ora ci troviamo all'aperto, siamo su un terrazzo di una grossa villa di quelle antiche, tipo del '700. Sotto di noi un ampio giardino con un'enorme vasca ornamentale dal fondo verde scuro e dalla forma irregolare, di almeno 20 metri di lunghezza e almeno 10 di larghezza nel punto più largo. E' una bella giornata soleggiata ma si vede anche la Luna in cielo, piena o quasi. Distolgo lo sguardo per un attimo e quando torno a guardare la trovo deformata, non più un cerchio perfetto ma uno scarabocchio sfocato dalla forma vagamente circolare. A quanto pare mi trovo ancora in un ambiente non del tutto stabile. Ora mi chino a toccare il pavimento e mi trovo a raccogliere della ghiaia, non mi ero accorto che fosse fatto di sassolini, altro segno che non sono ancora del tutto stabilizzato in questo scenario. Anche non guardando per terra infatti avrei dovuto accorgermene attraverso il tatto e l'udito. Mi ricordo di guardare come sono vestito, indosso un paio di scarpe nere, forse da ginnastica, un paio di jeans sempre neri, simili a quelli che ho nella realtà fisica di quel colore e un maglioncino blu. Scendo in giardino attraverso una rampa di scale esterna e vedo che è in corso una festicciola con una ventina di persone. C'è un tavolo lungo o, più probabilmente, più tavoli messi in fila, apparecchiati e con dei dolci sopra. Intorno alla tavolata ci sono persone di varie età che mangiano e chiacchierano, in piedi o sedute. Tra queste ricordo una ragazza grassottella che mangia qualcosa seduta su una sedia in un angolo a qualche metro dal tavolo. Voglio assaggiare qualcosa, mi avvicino al
tavolo e vedo dei pezzi di crostata già tagliati a quadratini. Ne prendo uno ripieno di una crema di colore rosa acceso, lo assaggio, il sapore non è molto intenso ma comunque gradevole. Chiedo ad una ragazza nelle vicinanze che gusto è e lei risponde che è burro di arachidi, precisandomi inoltre che la marca di questo burro di arachidi si chiama "Aquila". Non ho mai sentito di un burro di arachidi di colore rosa, né di una marca di dolciumi di nome "Aquila".
Qui il sogno si dissolve mentre gusto la crostata.

Gelato con riso

Prendo lucidità mentre sono a casa mia nel seminterrato, salgo al piano terra ed esco dalla cucina. Raggiungo il parcheggio dietro casa e mi addentro nel campo di sterpaglie adiacente mettendomi a correre in direzione della ferrovia. Qui, a differenza della realtà fisica, non ci sono alberi e cespugli particolarmente grossi da coprire la visuale, perciò riesco a vedere la ferrovia e noto subito che c'è un treno fermo sui binari. La cosa è alquanto insolita, la stazione si trova circa 700 metri più avanti, se il treno è fermo qui significa che deve esserci stato un guasto o qualche altro imprevisto. Quando sono abbastanza vicino ai binari però, mi accorgo che c'è solo la carcassa di un treno, con grossi squarci e senza più vetri e porte. A giudicare dalle sue condizioni, deve trovarsi lì da parecchio tempo, ciò significa che la ferrovia non è più in uso, chissà cosa sarà successo. Salto nel treno passando da una delle aperture o da uno squarcio, per poi saltare giù dalla parte opposta, raggiungendo così una strada asfaltata. Percorro un tratto di strada parallela alla ferrovia e dopo un po' vedo alla mia sinistra un chiosco gastronomico che è anche una gelateria. Con me ora c'è il mio amico A.T., e non credo sia un caso
che sia lui e non qualcun altro dei miei amici. A.T. Non è la prima volta infatti che A.T. compare nei miei sogni, lucidi e non, in situazioni che hanno a che fare con gelati o gelaterie, in alcuni di questi era addirittura lui il gelataio o proprietario della gelateria. Raggiungo il chiosco per prendere un gelato, c'è una donna a servire i clienti, quando tocca a me le chiedo un cono e lei mi chiede se per caso lo voglio con il riso. Non capisco cosa intenda...forse un gelato fatto col latte di riso anziché quello classico ? Le chiedo cosa intende e lei mi mostra un cono con dei chicchi di riso sopra, probabilmente riso soffiato. << Ok, proviamolo >> le dico io, ma qui lei inizia a parlarmi di una promozione che ha a che fare con il Fantacalcio e non so cos'altro.
La cosa va per le lunghe, io finisco per perdere lucidità e il sogno crolla prima che io possa gustare il gelato.


17 gennaio 2021

Lucido ore 6.00-7.15

Il cortile di ghiaia e il bar

Mi trovo in stato semi lucido in un corridoio, lo percorro lentamente dirigendomi verso un'apertura da cui filtra luce solare. Prendo lucidità, mi accorgo di avere in testa un cappuccio, me lo tolgo un attimo prima di uscire. Mi trovo su terreno fatto di ghiaia e vedo il mare a pochi metri da me, da una posizione sopraelevata. Sento chiaramente il rumore dei sassolini sotto le scarpe e ne raccolgo anche un po' per poi lasciarli cadere. E' un ambiente estremamente reale e vivido e dall'atmosfera tranquilla e serena, sento la brezza leggera che mi accarezza la pelle e mi godo questa bellissima sensazione. Giro un angolo e mi trovo ora in uno spazio più stretto e delimitato da rocce, qui però l'ambiente si dissolve. Mi trovo senza vista ma ho ancora attivi tatto e udito e se sbatto i piedi sento ancora la ghiaia sotto di me. Tento di aggrapparmi a questo scenario prendendo un po' di sassolini tra le mani ma sento che non è abbastanza. Ho la sensazione di non avere sufficiente energia per rimanere qui, in ogni caso ho intenzione di traslocarmi altrove direttamente, senza ripartire dal letto. Mi aggrappo dunque a qualcosa davanti a me, devo immaginare qualcosa da poter toccare e soprattutto evitare di pensare ad elementi presenti a casa mia o nelle sue vicinanze se voglio teletrasportarmi in un posto nuovo. Non avendo in mente un luogo specifico, mi serve qualcosa di semplice e generico che possa trovarsi più o meno ovunque. Mi viene in mente per qualche motivo il davanzale di una finestra, mi ci aggrappo, lo sento chiaramente al tatto e per qualche istante mi materializzo in un ambiente all'aperto ma poi svanisce anche questo e mi ritrovo in un luogo chiuso, un bar con pareti di legno lucido. Vedo una porta sulla destra che sembra condurre all'esterno e un'apertura senza porta sulla parete di fronte a me. Tra me e la parete ci sono alcuni tavoli ai quali sono sedute alcune persone. Li saluto ed esco dalla porta sulla destra, sento uno di loro rispondermi con un mugugno. Uscito dalla porta però mi trovo ancora al chiuso, sempre all'interno del bar. L'ambiente è molto stabile e ne approfitto per leggere alcune scritte. Mi soffermo soprattutto sul bancone, nel quale sono esposti snack golosi di ogni genere. Ne trovo uno con la scritta "Modica", una marca che non ho mai sentito nominare, poi un Kinder dalla forma particolare, anche questo mai visto prima. Lo prendo e leggo una scritta azzurra di cui però si legge solo la parte finale, quello che viene prima sembra cancellato. Ne prendo allora un altro pezzo, si legge qualcosa di più ma la scritta è comunque incompleta.Ne prendo altri finché non ne trovo uno con la scritta intera, la parola o frase finisce con "mente" ma quello che viene prima non ha alcun senso. Finisco per perdere lucidità e ritrovarmi a casa di mia nonna paterna dove proseguo per un po' a sognare normalmente.


Serie di lucidi ore 7.30-.8.40

L'oggetto misterioso

Mi trovo a girare per vari luoghi, sia al chiuso che all'aperto con il mio livello di lucidità che oscilla tra semi lucido e poco lucido. Ad un certo punto mi rendo conto che devo pormi un obbiettivo preciso se non voglio sprecare questa esperienza. Non riesco tuttavia a prendere una decisione definitiva e continuo a vagare per questi ambienti. Uno di questi lo ricordo meglio degli altri ed avrà una certa importanza più avanti in questa serie di lucidi. E' notte e mi trovo in un luogo all'aperto un po' cupo ed inquietante. Alla mia destra c'è una staccionata alta meno di un metro, sulla quale sono disposte delle teste finte di un animale che sembrerebbe un primate. Tutte le teste hanno un'espressione feroce ed aggressiva, con le fauci spalancate, mentre all'interno del recinto si trova un animale simile ad una scimmia che salta qua e là in continuazione come impazzito ed emette versi striduli e minacciosi. Potrebbe saltare facilmente la staccionata ma per qualche motivo non lo fa, in ogni caso i suoi versi, uniti alla presenza di quelle teste sulla staccionata, rendono l'atmosfera a dir poco tesa. Qui il ricordo sfuma e in seguito mi ritrovo a casa mentre sto salendo le scale che portano al primo piano. Qui incontro mio nonno che mi suggerisce di volare dal balcone, il che è esattamente quello che avevo in mente di fare. Entro nella stanza degli ospiti, esco sul balcone e prendo il volo. E' notte, e mi rendo conto che mi trovo ad un'altezza di gran lunga superiore a quella che dovrebbe essere. Vedo infatti sotto di me edifici piccolissimi come se casa mia, dalla quale sono partito, si trovasse in cima ad una montagna. L'altezza spropositata mi causa delle vertigini, mi arriva il solito formicolio all'addome e in pochi istanti crolla tutto. Mi trovo a fluttuare nel vuoto e dopo un po' mi ritrovo sul letto in paralisi con la pressione alle tempie che aumenta gradualmente d'intensità. A tratti diventa dolorosa e mi costringe ad uscire temporaneamente dalla paralisi, stavolta però non voglio arrendermi, voglio proseguire l'esperienza ad ogni costo. Eseguo la tecnica del movimento fantasma del braccio e dopo alcuni secondi inizio a prendere il controllo del mio corpo sottile, provo dunque ad alzarmi ma sono ancora bloccato. Riesco però a rigirarmi nel letto, mettendomi in posizione supina, tento di nuovo di alzarmi ma ancora niente. Nel frattempo lotto con la pressione nella testa che ogni volta che raggiunge il suo culmine mi costringe ad uscire per un istante dalla paralisi. E' un po' come essere sott'acqua in apnea e dover riemergere ogni tanto per respirare. Forse proprio queste interruzioni mi impediscono di prendere pienamente il controllo del mio corpo astrale, facendo sì che la consapevolezza rimbalzi continuamente tra esso e quello intermedio che è bloccato nel letto insieme al fisico. Continuo comunque ad insistere e alla fine riesco a staccarmi lasciandomi scivolare giù dal letto. Mi alzo dal pavimento ed esco dalla mia stanza, inizialmente sono in stato confusionale e credo di essere qualcun altro, poi però torno in me e mi ricordo chi sono e cosa sto facendo. Salgo fino al primo piano, entro nella stanza degli ospiti ed esco sul balcone. Da qui prendo nuovamente il volo, stavolta mi trovo ad un'altezza decisamente più verosimile e sto sorvolando una qualche città che non riconosco. Mi avvicino ad un palazzo con l'intenzione di atterrare su un balcone ma poi ci ripenso ed atterro in strada. E' notte e non c'è anima viva in giro, guardo in direzione di un edificio e davanti al portone d'ingresso mi sembra di scorgere una figura umanoide nella penombra. L'immagine mi inquieta leggermente, ma proprio per questo penso che possa essere interessante, perciò vado verso di essa per vedere di chi o cosa si tratta e magari parlarci. Quando mi sono avvicinato a sufficienza però, vedo che si tratta solo di un oggetto inanimato che ha vagamente la forma di una persona. Torno quindi indietro e mi ritrovo in un luogo che ho la netta sensazione di aver già visitato...ma certo ! La staccionata con le teste e quella specie di scimmia impazzita ! Ci sono stato prima ed ora eccomi di nuovo qui, il che è decisamente insolito. Spesso tento di tornare in luoghi già visitati fallendo miseramente, stavolta invece sono stato riportato qui senza averlo chiesto, evidentemente questo posto deve essere importante per qualche motivo. A differenza di prima però, ora la scimmia è uscita dal recinto e mi si avvicina minacciosa, continuando a saltellare e ad emettere i suoi fastidiosi versi. Io però sono del tutto tranquillo, so che non può farmi del male, sono totalmente in controllo. Dato che sta facendo parecchio rumore però, le dico ad alta voce << E basta ! Hai rotto le palle ! >> Dopodiché me la ritrovo a pochi centimetri dal volto, la afferro e la rilancio nel suo recinto, dal quale non si azzarda ad uscire di nuovo. Proseguo e incontro una ragazzina bionda, che a tratti però mi appare come un grosso uccello, forse un falco. Le chiedo di indicarmi un qualche luogo interessante da visitare qui nelle vicinanze, un posto dove io possa trovare o scoprire qualcosa. La ragazzina/uccello non dice nulla ma vedo arrivare un gruppo di ragazzi, ai quali rigiro la stessa richiesta. Mi rispondono che non sanno nulla di un posto del genere da queste parti, tranne uno di loro che invece inizia a dire qualcosa ma poi si interrompe dicendo che non può parlarne. Io però insisto e alla fine lui cede e mi dice che ci sarebbe un...dice una parola che però ora non ricordo, mi sembra iniziasse per T ed avesse a che fosse il nome di un elemento chimico o qualcosa del genere. Dice che chi lo recupera avrò la possibilità di guadagnare milioni. Io gli dico che non sono interessato ai soldi, anche perché qui di certo non mi servirebbero a nulla, ma che sarei comunque felice di trovarlo per loro. A questo punto i ragazzi e gli adulti, che nel frattempo si sono aggiunti, iniziano a fantasticare e scherzare su cosa potrebbero fare con quei soldi. Poi tutti insieme allungano le mani mettendole una sopra all'altra in un unico punto, come in un gesto di fratellanza. Mi fa piacere vederli così uniti e penso che sarei felice di aiutarli ad ottenere quell'oggetto, qui però il sogno si dissolve prima che riesca a farmi indicare dove si trova.

23 gennaio 2021

Lucido/OBE ore 5.30-6.40

Uno stato di coscienza superiore

Dopo essermi alzato e rimasto in piedi per un po' per la WBTB torno a letto e rimango per un po' sdraiato in posizione supina, dopodiché mi sdraio sul fianco destro e poco dopo mi addormento.

Mi trovo ad un certo punto in una situazione a metà tra ipnagogica e scenario onirico. L'ambiente mi riporta alla mente un sogno lucido di oltre tre anni fa, che il pomeriggio stesso avevo letto nel mio diario. Mi trovo in una stanza davanti ad una porta aperta e penso di trovarmi in quello stesso scenario o comunque in un luogo molto simile. Varco la soglia e mi ritrovo in effetti in un corridoio (quel lucido di tre anni fa era iniziato che mi trovavo in un corridoio ed avevo poi aperto due porte, oltre le quali avevo trovato due bagni, qui a quanto pare avviene il contrario, anche se non ricordo che la stanza da cui sono uscito in questo sogno fosse un bagno). Le immagini sono un po' sfocate e poco dopo crollano e mi ritrovo forse a letto nello stato intermedio. Più avanti invece mi trovo in uno stato semi lucido su un campo di calcetto insieme ad alcuni amici. Siamo nel riscaldamento pre partita e stiamo facendo dei passaggi e tiri in porta, so di stare sognando e penso di approfittare di questa situazione per tirare due calci al pallone, visto che a causa della pandemia sono mesi che non gioco. Dopo qualche passaggio lo scenario si stabilizza e ora le sensazioni sono assolutamente reali, sto veramente giocando a pallone ! Ad un certo punto di colpo mi ritrovo nel bel mezzo della partita, della quale ricordo alcune azioni. A forza di giocare mi immedesimo un po' troppo nella partita e mi stizzisco pure un paio di volte per alcune azioni di gioco che non vanno come avrei voluto. In seguito mi trovo di nuovo a letto nello stato intermedio ed inizio a sentire una lieve pressione sulla schiena, come un flusso di energia che percorre la colonna vertebrale. Più avanti invece, sempre nello stato intermedio, sento le voci di una donna e di un ragazzo, forse madre e figlio, che discutono animatamente. Non capisco quasi nulla di ciò che dicono ma si capisce che si tratta di una situazione drammatica, la madre cerca di far ragionare il figlio che sembra in preda ad un impeto di rabbia o disperazione o entrambe le cose. Mi sembra che il ragazzo dica qualcosa del tipo << io lo ammazzo ! >> mentre la madre cerca di calmarlo, di convincerlo a non portare rancore e non cercare vendetta. Il tutto è molto straziante e angosciante, nonostante io non veda nulla e senta solo le loro voci. Non ho alcun controllo su questa cosa, non posso farla smettere, l'unico modo sarebbe svegliarmi ma non ho intenzione di farlo, so che tra poco finirà ed avrò l'opportunità di andare in OBE. Ora infatti accade qualcosa, la mia consapevolezza raggiunge un livello più elevato, ad un tratto mi sento anche sollevare ma come al solito non riesco a lasciarmi andare completamente e rimango giù. Ad un tratto percepisco una presenza estranea accanto a me (io sono sdraiato sul fianco destro ed è come se questa presenza fosse sdraiata o seduta dietro di me), un'energia potente, la quale emette anche una luce (la vista non è attiva ma percepisco comunque questa luce, un po' come quando si intravede la luce attraverso le palpebre chiuse). La percepisco un'entità aliena, ma il fatto che sia accompagnata da questa luce mi suggerisce che non sia la stessa che mi fa visita di solito. Mi sale una certa inquietudine, l'istinto sarebbe quello di uscire dalla paralisi e svegliarmi ma lo reprimo e rimango immobile. Chiedo all'entità << chi sei ? >> E non ottengo risposta, nel frattempo sento un respiro, lo sento all'altezza del collo, che sia quello del mio corpo fisico ? Sempre sul collo, poco sotto la nuca, sento una lieve pressione, l'impressione che ho è che sia la bocca dell'entità che mi sta succhiando energia da quel punto. In tutto ciò sono anche avvolto dalle vibrazioni, le quali però in presenza di questa entità assumono una connotazione diversa, le percepisco come qualcosa di negativo, come se avessi dei tentacoli che si muovono sul mio corpo e a tratti mi fanno pressione in vari punti. Ad un tratto sento una voce che dice << dimmi chi sei >> al che io dico il mio nome e chiedo << e tu ? >> ma anche qui nessuna risposta. Riflettendo da sveglio penso che quella domanda che mi sono sentito porre potrebbe essere in realtà un riflesso di quella che avevo in mente io e che non aveva trovato risposta. Provo a muovermi utilizzando la tecnica del movimento fantasma del braccio destro ma la presenza di questa entità rende tutto più difficile. Per eseguire il distacco dovrei essere completamente sereno e rilassato ma con questa presenza sopra di me non è affatto facile. Sento comunque che è fondamentale per me superare questo ostacolo se voglio portare le mie esperienze ad un livello superiore. Non riesco però a farlo in questa occasione, poco dopo infatti esco dalla paralisi e mi sveglio, non so dire se ciò sia avvenuto spontaneamente o se sia stato io a forzare. In ogni caso ho capito ormai che è inutile tentare di comunicare con questa entità, l'unica cosa da fare è riuscire a lasciarmi andare ignorando la sua presenza o comunque smettendo di considerarla negativa. Reputo questa esperienza estremamente significativa, lo stato di coscienza che ho raggiunto era qualcosa di palesemente diverso dal solito, qualcosa che poche volte mi era capitato di raggiungere prima. E' difficile se non impossibile descriverlo a parole, posso solo dire che si tratta di uno stato di coscienza più elevato, un'espansione della mia consapevolezza.


24 gennaio 2021

Serie di Lucidi/OBE ore 6.30-8.00

Mi sveglio in paralisi ma il ricordo qui è molto vago e confuso. In seguito mi trovo semi lucido in casa nel seminterrato, in un ambiente un po' ovattato e sfocato. Incontro mio padre che è appena arrivato a casa, lo saluto, giro un po' per casa poi vado di sopra ed esco dal portone. Ho intenzione di volare verso l'alto per uscire da questo scenario ed andare in OBE, mi sollevo subito da terra ma invece di andare verso l'alto vengo risucchiato velocemente all'indietro nel corpo e qui mi sveglio. Successivamente mi ritrovo nel buio totale ed inizio a spostarmi con l'intento in questo vuoto oscuro mentre sono avvolto da una sorta di flusso vibratorio, ma non raggiungo nessun luogo né incontro alcuna entità o presenza. Ad un certo punto provo a tuffarmi verso il basso e avverto come un cambio di frequenza nelle vibrazioni, ora percepisco un'energia negativa e ad un tratto sento anche un grido femminile terrificante che mi fa rabbrividire. Non voglio stare qui, tento di risalire verso l'alto ma qui è tutto troppo confuso, non si distingue più il sopra dal sotto. Alla fine mi ritrovo in paralisi con la solita sensazione di una presenza che mi blocca. Sento come delle mani scorrermi lungo i fianchi e il torace e a tratti premermi.L'inquietudine mi assale, non riesco a lasciarmi andare completamente e a tratti mi sforzo di svegliarmi e uscire dalla paralisi, per poi ripensarci e lasciarmi andare di nuovo. Quando però sento la presenza che mi avvolge decido di uscire di nuovo e così via per diverse volte finché non decido di svegliarmi definitivamente. La sensazione è come di un fluido denso e viscoso che mi avvolge dalla parte inferiore a quella superiore del corpo e l'impressione che ho è che se arrivasse alla testa non potrei più liberarmene. Si tratta ovviamente di pura suggestione ma in quel momento l'angoscia ha il sopravvento sulla razionalità ed entra in gioco l'istinto di sopravvivenza che mi impedisce di lasciarmi andare completamente.


25 gennaio 2021

Sogno lucido ore 6.00-6.30

Breve visita alla città di Panida

Mi trovo in una città che non conosco e prendo lucidità. Inizialmente penso di spostarmi in volo e mi stacco da terra ma poi ci ripenso perché non ho una meta precisa da raggiungere e decido di esplorare questo posto con calma. Cammino lungo una strada abbastanza larga e mi guardo un po' intorno, sul lato sinistro della strada ci sono una serie di palazzine di 3 o 4 piani. Su uno di questi edifici, al piano terra, leggo l'insegna: "PANIDA OBITOREUM (o OBITORIUM) OSPITAL (o OSPITOL)". Distolgo lo sguardo e guardo di nuovo, la scritta sembra leggermente cambiata, forse una o due lettere. Continuo a camminare guardando sempre a sinistra, osservo ancora le palazzine e vedo un negozio con una grossa insegna che però ora non ricordo. Voglio chiedere informazioni a qualcuno, vedo due donne che camminano fianco a fianco, una delle due è decisamente più giovane dell'altra, forse sono madre e figlia. Vedo che una delle due ha in mano un cellulare e lo sta mettendo via, sembra però che non sia uno smartphone ma uno di quelli che si aprono e si chiudono. Mi avvicino e chiedo loro se posso fare alcune domande, dopodiché chiedo in che città siamo e la donna più giovane mi risponde "Panida". A quanto pare quel "PANIDA" che appariva nell'insegna era proprio il nome della città. Istintivamente mi viene da chiederle dove si trova questa città, ma ancor prima di finire di pronunciarla mi rendo conto che non ha senso farle questa domanda. Panida è probabilmente una città che esiste solo in questa dimensione, come la maggior parte di quelle che mi è capitato di visitare. Comunque lei invece di dirmi un altro luogo mi risponde << all'incirca nel 2000 >>, come se il dove il quando per lei fossero la stessa cosa. Le chiedo poi da dove viene lei e mi dà il nome di un altro luogo che però ora non ricordo, dice poi di essere nata nel 2010. Nel frattempo entriamo in un locale e qui il sogno inizia a farsi confuso e si deforma. Esco quasi subito ma ormai lo scenario è confuso ed ovattato, sento che mi sto scollegando e infatti poco dopo mi sveglio.


31 gennaio 2021

Serie di lucidi ore 6.30-7.30

Mi trovo all'interno di un edificio e prendo gradualmente lucidità mentre mi avvicino ad una finestra e salgo sul davanzale. Mi ci siedo sopra e vedo che sono abbastanza in alto, è un ottima occasione per volare. Mi lascio andare e rimango sospeso in aria, ormai mi viene automatico e ripenso a quando invece non avevo il coraggio di saltare nemmeno da pochi metri d'altezza. Quel lieve senso di vertigine con formicolio all'addome c'è ancora ma il più delle volte, se evito di guardare verso il basso, dura solo un istante e riesco a gestirlo. Sicuramente c'è molto da migliorare, devo imparare a gestire meglio il volo, farlo durare più a lungo e riuscire ad andare anche in picchiata senza far collassare il sogno. In questo momento però quello che più mi preme è superare quel blocco che mi impedisce di salire oltre una certa altezza. Provo appunto a volare verso l'alto e riesco a salire un po' ma quasi subito lo scenario si dissolve e mi ritrovo nello stato intermedio in paralisi. A dire il vero non era la situazione migliore per sperimentare il volo, si trattava di un ambiente di quelli ovattati ed altamente instabili, quelli da cui conviene uscire subito prima di cadere nuovamente in uno stato di incoscienza. Sono avvolto dalle vibrazioni, avverto chiaramente il cambio di livello e sento, seppur in maniera affievolita rispetto ad altre volte, la solita presenza che accompagna questo stato di coscienza. Stavolta però sono determinato a proseguire, non ho alcuna intenzione di rinunciare. Mi sento continuamente strusciare sul corpo e, come spesso accade, ho la sensazione che a farlo siano delle braccia o tentacoli di quell'entità aliena. Dico però a me stesso che è tutta suggestione e che quelle che sento sono le normalissime vibrazioni che caratterizzano questo stato intermedio, non c'è nessuno che sta tentando di farmi del male o succhiarmi energia. Dopo un po' riesco a farmi scivolare giù dal letto, sono ancora molto pesante e fatico un bel po' a mettermi in piedi. Alla fine ci riesco ma mi sento ancora tirare indietro con forza, inizia una lotta psicologica nella quale mi sforzo di richiamare pensieri ed emozioni positive per esorcizzare la negatività e liberarmi dalle zavorre che mi trattengono. Nel frattempo per qualche istante la vista si attiva e la luce è anche accesa, permettendomi di vedere il letto di mio fratello sfatto e senza lui sopra. E' evidente che non sto vedendo la mia stanza fisica dato che in questo momento mio fratello è nel suo letto a dormire e la luce è certamente spenta. La vista si disattiva di nuovo ma riesco ad uscire dalla mia stanza, a salire e ad uscire in strada. Sono tuttavia ancora pesante, non mi sono liberato del tutto dall'attrazione del corpo fisico. Ad un certo punto mi metto a correre per allontanarmi più in fretta ma non avanzo di un centimetro, non sto facendo altro che correre sul posto con la percezione divisa a metà tra il corpo onirico e il corpo intermedio nel letto. Dopo qualche istante la percezione dello scenario onirico svanisce totalmente e sono di nuovo in paralisi nel letto. Rimango rilassato e dopo un po' mi alzo, sento la voce di mio padre che parla con mia madre, è assolutamente reale e penso che potrebbe venire dalla realtà fisica. Tuttavia so che molto probabilmente i miei stanno dormendo in questo momento,quindi sicuramente non sono davvero loro, almeno non fisicamente. Esco dalla mia stanza ed entro nella loro e li trovo appunto a letto a parlare. Mi avvicino ma non vedo nessuna reazione da parte loro, sembra che non mi vedano. Faccio dunque una prova pizzicando il braccio di mio padre, che è girato di spalle, ma lui non fa una piega. Faccio poi lo stesso con mia madre e lei sembra sentirlo perché la vedo reagire chiaramente infastidita. La cosa strana però è che non mi guarda nemmeno, ripeto il test e ancora una volta reagisce come se fosse infastidita da una mosca o qualche altro insetto molesto ma non si accorge minimamente della mia presenza. Esco dalla stanza dei miei e mi ricordo subito della task del mese proposta da OnironautaSbadata qui nel forum: trovare e prendere tra le mani un giocattolo dell'infanzia. Prima di addormentarmi avevo programmato di cercare un peluche che avevo da bambino, un felino dal pelo grigio chiaro con macchie scure a pallini. Vado in salotto e trovo la TV accesa anche se non c'è nessuno a guardarla, si sente una voce che parla di continuo ma è inutile cercare di capire cosa dice. Mi guardo un po' intorno, trovo oggetti vari tra cui una tigre peluche che somiglia molto ad un altro che avevo, nessuna traccia però del mio gattone a pois. Vado ora verso le scale e nel sottoscala trovo un mobiletto con sopra alcuni peluche. Capisco subito però che non può esserci quello che cerco perché questi sono troppo piccoli, salgo dunque le scale ma da qui il ricordo sfuma. In seguito mi trovo a scendere delle scale esterne di una palazzina e, giunto al piano terra, le immagini iniziano a sfaldarsi e io mi lascio andare perché voglio cambiare scenario ma senza ripassare dallo stato intermedio nel letto. Mi trovo nel buio e cerco qualcosa a cui aggrapparmi usando il tatto, trovo un palo, forse di un cartello stradale e mi ci aggrappo con forza, stringendolo con le mani, tirandolo e scuotendolo. Il palo si piega leggermente verso di me, segno che non è fissato benissimo a terra o comunque non è molto rigido. Dopo un po' le immagini si riattivano e mi trovo in effetti davanti ad un cartello. Lo osservo, trovo delle scritte forse in lingua straniera e sono raffigurate in piccolo due bandiere, quella dell'Italia e quella del Brasile. Ad un passo da me c'è una donna che indossa un'uniforme, << che città è questa ? >> le chiedo, e lei risponde << Estensione Est >>. Una risposta alquanto singolare, non sembra proprio il nome di una città, le chiedo allora << a est di cosa ? >> e lei << Emility >>, dopodiché si allontana senza dire altro. Decido che mi metterò dopo, una volta sveglio, a riflettere sul significato di queste risposte enigmatiche, per ora meglio concentrarsi sull'esplorazione di questo luogo. Con me c'è anche mio fratello, insieme raggiungiamo un ampio marciapiede e lui si ferma a parlare con un gruppo di tre ragazzi, tra i quali riconosco uno dei suoi amici. Si rivolge però a loro come se non li conoscesse, come a chiedere indicazioni, dice qualcosa tipo di non avere soldi per il biglietto per tornare a casa. Io comunque vado per conto mio ed attraverso di nuovo la strada, vedo una saracinesca abbassata al di sopra della quale c'è un'insegna. Ora non ricordo cosa ci fosse scritto ma sul momento mi era sembrato che fosse qualcosa che potesse essere utile a mio fratello per il suo problema. Leggo ora su un foglio attaccato alla serranda un numero di telefono fisso che inizia sicuramente con 0436 o 0435. Provo a leggerlo per intero m mi accorgo che i numeri cambiano, ad eccezione dei primi due e forse anche del terzo. Trovo poi un altro foglio sul quale sono scritti quelli che sembrerebbero due cognomi, uno dei quali inizialmente è "Illi" ma poi le L aumentano e diventa qualcosa tipo "Illlli". Ora torno verso il marciapiede e fermo una signora sulla settantina con gli occhiali, alla quale chiedo di parlarmi di questa città. Lei mi dice che è una città tranquilla, in cui si vive bene e nella quale la criminalità è quasi inesistente e quando capita qualcosa chi sgarra viene prontamente punito. Ora sono di nuovo con mio fratello e insieme attraversiamo uno stretto passaggio con l'intenzione di sbucare dall'altra parte e raggiungere magari un ambiente più interessante. Quando sono arrivato all'uscita però mi rendo conto che avrei potuto chiedere alla signora di indicarmi un qualche luogo interessante da visitare. Stupidamente decido di tornare indietro ma ormai lo scenario che avevo lasciato non esiste più, qui ora è tutto sfocato e ovattato. Nella confusione mi sembra di intravedere la signora di prima ma è solo un'immagine sfumata. Le faccio comunque quella domanda e mi risponde pure con una parola che però ho dimenticato, in ogni caso subito dopo il sogno si dissolve e probabilmente qui mi sveglio.
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Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » ieri, 19:37

PARTE 1:

2 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 3.00-5.00

Mi sveglio nello stato intermedio, mi alzo dal letto e salgo al piano terra. Una forza invisibile mi tira da dietro ma io resisto e vado avanti, esco in strada ed eseguo esercizi di stabilizzazione. Mi fermo davanti ad un muro di recinzione, lo tocco e lo osservo nei minimi dettagli, è tutto perfettamente reale. Provo anche ad "assaggiarlo" leccandolo ma è del tutto insapore, resta una piccola chiazza di umidità dovuta alla mia saliva. Proseguo lungo la strada ma la mancanza di un obbiettivo preciso fa crollare lo scenario. In seguito riparto dalla mia stanza e mi dirigo subito verso la casa di fronte, suono il citofono e mi risponde una voce maschile che suppongo sia Gianfranco. Mi dice qualcosa che non riesco a capire, la sua voce mi arriva disturbata e devo farglielo ripetere più volte, sembra comunque che mi stia dicendo che devo salire le scale. Entro nel giardino e salgo una rampa di scale esterna che conduce al primo piano e che nella realtà fisica non esiste. In cima alle scale trovo un piccolo corridoio con due o tre porte. La prima è aperta e mi affaccio e vedo che è una camera da letto e c'è una ragazzina sui 12-13 anni seduta sul letto, ho chiaramente sbagliato stanza. Incontro una signora alla quale chiedo se Gianfranco e Luisa si trovano su questo piano e lei mi dice di sì. Mi dirigo allora verso un'altra porta aperta e qui incontro un uomo che inizialmente penso sia Gianfranco, dato che ha la stessa capigliatura quasi calva. Poi però si alza per venirmi incontro e vedo che è alto almeno 1.90, molto più alto di Gianfranco che sarà al massimo 1.75, decisamente non è lui. Nella stanza insieme a lui vedo che ci sono almeno una decina di persone sedute in tre tavoli separati e distanziati tra loro, sparsi per la sala. Il tizio alto siede al tavolo più vicino all'ingresso, subito alla sinistra della porta, insieme ad altre 3 o 4 persone. Parallelo a questo tavolo ma qualche metro più avanti ce ne è un altro al quale siedono 4 o 5 persone, tra le quali riconosco mio padre e un ragazzo alto che ricorda molto un mio amico d'infanzia. Al terzo tavolo invece, spostato più verso sinistra, siedono due o tre signore sui 60-70- Una di queste ha un volto familiare ma non si tratta di Luisa, ho l'impressione che sia una parente di mio nonno o mia nonna, quindi una persona esistente o esistita anche nella realtà fisica. Mi guardo un po' intorno, scambio qualche parola con i presenti, dovrei essere qui solo di passaggio ma il realismo e la stabilità di questo ambiente e delle persone che vi si trovano mi incuriosisce e mi spinge a restare ancora un po'. Faccio un giro per la sala, poi vado al tavolo dov'è seduto il tizio che mi ha accolto alla porta. Vedo che c'è della pizza tagliata a spicchi su un piattino al centro del tavolo e gli altri ci si avventano come avvoltoi e in pochi istanti è quasi finita. Rimangono pochi spicchi, ne prendo uno al pomodoro semplice ma ne stacco solo un pezzettino per assaggiarla poi la rimetto a posto. Mi dirigo verso l'uscita mentre assaggio il pezzettino di pizza e mi rendo conto che il concentrarmi sul sapore mi sta facendo destabilizzare. Attraverso una porta finestra e qui mi accorgo che mi trovo sul balcone della cucina di casa mia al piano terra. A quanto pare mi sono trattenuto per troppo tempo e ho perso l'attimo per trasferirmi in un nuovo ambiente, come avevo previsto di fare. Non è la prima volta che accade una cosa simile, già altre volte mi era capitato di uscire da una casa di qualcun altro e sbucare nel giardino della mia. In genere questo accade appunto quando rimango troppo tempo in quella casa, come se così facendo dessi il tempo a casa mia e tutto ciò che è nelle sue immediate vicinanze di "raggiungermi". So ormai che casa mia nel mondo onirico corrisponde alla parte più superficiale della mia mente, quella più vicina al mio corpo fisico. Non a caso infatti devo allontanarmi da casa per distaccarmi totalmente dalle percezioni fisiche e lo stesso vale per gli scenari e le forme pensiero. Più mi allontano da casa, più questi saranno distanti dal mio vissuto quotidiano. Se però rimango troppo tempo fermo in un posto, lasciandomi troppo coinvolgere da attività che assorbono la mia attenzione, l'ambiente e i suoi elementi tendono a trasformarsi in quelli più vicini alla mia realtà quotidiana. Comunque, tornando al sogno, dopo uscito in giardino il ricordo si fa vago e confuso. Ricordo episodi vari per lo più confusi e con lucidità altalenante che non vale la pena di riportare qui.

7 febbraio 2021

Lucidi ore 5.00-7.00

Verso i sotterranei, episodio 1

Mi trovo a gironzolare per il seminterrato di casa mia in stato confusionale. Mi ricordo dell'obbiettivo che mi ero prefissato, ovvero quello di entrare nella casa di fronte e scendere le scale verso il seminterrato e ancora più giù. Si tratta di un esperimento che avevo in mente da un po' e che avevo sempre rimandato, in parte anche a causa dell'ancestrale paura dell'ignoto. Nelle mie esperienze oniriche infatti andare verso il basso ha sempre rappresentato un tabù per me, e quelle poche volte che mi ci sono avventurato i risultati sono stati sempre alquanto inquietanti. Ora però mi sono deciso ad affrontare questo mio blocco, spinto anche da alcune recenti esperienze che, proprio per il loro essere inquietanti, mi hanno incuriosito particolarmente. L'esperienza più eclatante in questo senso è stata quella del finto obitorio del 28 novembre, nella quale mi ero trovato in un luogo a dir poco tetro dopo aver sceso una rampa di scale all'interno di un edificio già di per sé poco rassicurante. In quell'edificio mi ero ritrovato passando per la casa di fronte, per questo motivo ho scelto di passare nuovamente di lì, nel tentativo di tornare in quel posto oppure di raggiungerne un altro simile. Quello che conta ovviamente non è tanto la forma in sé del luogo che andrò ad esplorare, quanto le sensazioni che esso mi trasmetterà.Esco dunque di casa e prima di uscire in strada mi trovo davanti dei ragazzini sugli 11-12 anni dall'altra parte del cancello, come se mi stessero aspettando. Mi chiedo chi siano e cosa vogliano da me, uno di loro mi indica una ragazzina alla sua sinistra evidenziando il fatto che, nonostante la giovane età, abbia un seno molto abbondante. Insiste su questo particolare e sul fatto che io l'avevo già incontrata tempo prima e non avevo potuto fare a meno di notarlo. Io però non mi ricordo di lei e dico al ragazzino che deve aver sbagliato persona. Ora che lo guardo meglio però lo riconosco, si tratta di un mio vicino, uno di quelli con i quali da ragazzo giocavo a pallone nel parcheggio dietro casa. Lui ha 5 anni meno di me ma qui mi appare come un ragazzino di 11-12 anni, come era ai tempi in cui giocavamo al parcheggio. Osservo anche la ragazzina e in effetti ha un seno molto abbondante nonostante abbia il viso di una bambina di non più di 11-12 anni. A questo punto lei prende la parola e mi dice che era così già a 14 anni, al che mi viene spontaneo chiederle << e ora quanti anni hai ? >> << 15 >> risponde lei, e ora infatti il suo viso è cambiato, adesso ha l'aspetto di un adolescente e la grandezza del seno non è più un elemento così grottesco e inverosimile. Continuo tuttavia a non comprendere il senso di tutto questo, in ogni caso non posso farmi distogliere da quello che è il mio obbiettivo, perciò attraverso la strada dirigendomi verso la casa di Gianfranco e Luisa. Qui lo scenario si destabilizza temporaneamente e in pochi istanti mi ritrovo già a varcare la soglia di casa. Quando sono dentro torna tutto perfettamente stabile, sono in una stanza di media grandezza con un tavolo al centro, probabilmente la cucina. Mi guardo un po' intorno e chiedo ad alta voce << c'è qualcuno ? >> Ma nessuno risponde, sembra non esserci nessuno in casa al momento. Attraverso il salotto e mi dirigo subito verso una rampa di scale che scende. Scendo e raggiungo il seminterrato, il quale si presenta piuttosto spoglio, privo di arredamento. Le pareti sono bianche ad eccezione di una chiazza di vernice gialla in un angolo in basso di una piccola porzione di parete alla mia destra. Do una rapida occhiata, non sembra esserci nulla di interessante su questo piano, vedo però un'altra rampa di scale che scende. Scendo ancora e raggiungo dunque quello che, per praticità, chiamerò livello -2. Qui inizio a percepire un'energia più pesante, mi guardo intorno e vedo che anche qui è spoglio, le pareti sono grigie, l'aspetto è quello di una cantina. Le scale continuano, c'è almeno un altro piano di sotto, prima di scendere però stavolta faccio un giro per questo livello, dando una rapida occhiata ad alcune nicchie sparse qua e là lungo la parete per vedere se per caso nascondano l'accesso ad un'altra stanza. Una volta constatato che non ci sono aperture, torno indietro e scendo la terza rampa di scale, che questa volta è di ferro, raggiungendo il livello -3. Qui le cose iniziano a farsi interessanti, c'è del movimento, vedo degli uomini in tuta arancione che trasportano cose. Mi avvicino, sembra che ancora nessuno mi abbia visto, e osservo meglio cercando di capire cosa stiano facendo queste persone. Vedo che stanno trasportando delle specie di barili di metallo di colore arancione e li appoggiano su una sorta di conduttura posizionata in alto, a pochi centimetri dal soffitto. Sulla conduttura, oltre ai barili, ci sono anche degli oggetti più piccoli indefiniti, di colore grigio scuro. Sto per avanzare ulteriormente ma qui percepisco una presenza alle mie spalle e in un attimo mi trovo braccato. Uno degli uomini in uniforme arancione mi aveva visto e mi aveva teso un agguato, ora ne arrivano altri da davanti, avanzano verso di me con i loro sguardi vuoti e al tempo stesso famelici e tutto si oscura. Sono bloccato, tento di divincolarmi ma è tutto inutile, mi bloccano a terra, istintivamente provo addirittura a mordere una delle mani che mi tengono fermo, anche se razionalmente so che non serve a niente. Dopo un po' mi ritrovo in paralisie sono costretto a svegliarmi. Non appena si sono accorti della mia presenza mi hanno subito assalito per sbattermi fuori. Sia il loro modus operandi che l'energia che emanano sono gli stessi dei vampiri che mi avevano aggredito in due diverse esperienze, quella del parco "Inferno" del 15 agosto, e quella del finto obitorio citata prima.

Verso i sotterranei, episodio 2

Rientro nel sogno con lo stesso obbiettivo di prima, determinato a tornare in quei sotterrane da cui poco fa sono stato sbattuto fuori. Non ricordo in quali circostanze prendo lucidità, né il momento in cui sono entrato nella casa di fronte. Forse il forte intento di tornare lì ha fatto sì che mi trovassi direttamente sul posto. In passato probabilmente la cosa mi avrebbe spaventato, adesso invece il fatto di essere stato aggredito in quel modo non fa che incuriosirmi. Se lo scopo di quegli uomini era di allontanarmi per impedirmi di scoprire le loro attività, allora questo è un motivo in più per tornare lì. A dire il vero non penso proprio che quegli esseri possiedano una loro volontà, sembrano più che altro degli automi che agiscono in maniera predefinita e che mi abbiano aggredito soprattutto per la loro sete di energia, che è il motivo per cui li chiamo "vampiri energetici". Tuttavia ho anche l'impressione che siano stati messi lì da qualcuno dotato invece di un certo grado di consapevolezza, il cui scopo è appunto quello di tenermi lontano da certi posti. A farmelo pensare è sempre l'esperienza del finto obitorio, nella quale, dopo aver domato esseri analoghi a questi, mi sono imbattuto in quello che aveva l'aria
di essere il loro capo. Quest'ultimo a differenza loro parlava e dimostrava di avere una sua personalità e volontà, tanto da riuscire a resistere alla mia. Questa volta sono stato subito sopraffatto e non ho avuto modo di incontrarlo, ma sono convinto che ci sia un boss anche qui ed è con lui che voglio parlare. Raggiungo subito il livello -2, stavolta non mi soffermo neanche qui e prendo subito la rampa di scale di ferro verso il livello -3. Stavolta però scendo lentamente, stando attento a non fare rumore e a non farmi vedere. In fondo alle scale c'è una colonna abbastanza larga da permettermi di nascondermici dietro. Do un'occhiata, sembra non esserci nessuno nel corridoio, posso proseguire. Avanzo sempre lentamente, l'atmosfera è decisamente pesante, in sottofondo sento un rumore inquietante che non riesco a definire e addirittura una musica di quelle dei film durante le scene cariche di suspense. Vedo ora due ampie aperture, una davanti a me leggermente sulla sinistra, l'altra al termine di una breve diramazione alla mia destra. Attraverso entrambe queste aperture vedo ancora quelle persone in tuta arancione intente a lavorare a non so cosa. Nel frattempo mi imbatto in due individui, forse entrambe donne, poco fuori dalla stanza che si trova davanti a me. Mi hanno visto, ma stavolta c'è qualche metro di distanza tra me e loro posso respingerli prima che mi arrivino addosso. Concentro il mio intento e ciò è sufficiente per farli scappare via. Ora devo decidere da quale parte entrare, se nella stanza/sala di fronte o quella alla mia destra. Opto per la prima, mi avvicino ancora un po', sono a pochi passi dalla soglia quando vedo uno degli uomini in tuta arancione di spalle che, nel guardare qualcosa in alto davanti a sé, reagisce allarmato e allerta i suoi colleghi. Subito questi si voltano verso di me e mi vengono incontro minacciosi, sono almeno in quattro e sono troppo vicini, non ho il tempo di concentrarmi per respingerli. Capisco che quel tizio deve avermi visto su uno schermo che non era visibile dalla mia posizione, a quanto pare devono esserci delle telecamere di sorveglianza nel corridoio che trasmettono le immagini su quello e forse altri schermi. Comunque l'istinto mi spinge a scappare, ed è un errore fatale perché non appena mi volto per allontanarmi i vampiri mi sono addosso. In un istante si oscura tutto di nuovo e mi ritrovo in paralisi. Stavolta non tento nemmeno di divincolarmi, rimango immobile mentre sono avvolto da forti vibrazioni e sento quell'inquietante sensazione di risucchio.
Dopo un po' esco dalla paralisi e mi sveglio, tenterò di nuovo la prossima volta.

8 febbraio 2021

Lucido ore 5.00-6.20

Il seminterrato della casa di fronte

E' notte ed esco di casa per andare dal mio amico A.T. che abita a meno di 10 minuti a piedi da me. Fa freddo e tira vento e non c'è anima viva nei paraggi, non sono per niente tranquillo, non dovrei girare da queste parti a quest'ora. Guardo alla mia destra verso la campagna e nel buio intravedo delle sagome che penso potrebbero essere delle persone, poi però guardando meglio vedo che sono oggetti inanimati, forse macchinari agricoli. Arrivo alla fine della strada, dove sulla sinistra inizia la via dove abita il mio amico. Il primo tratto è in salita (lo è anche nella realtà fisica) e come se non bastasse ora ho pure il vento contro. Do un'occhiata rapida all'angolo della strada dalla parte opposta a dove mi trovo io (la via, sia nel sogno che nella veglia è molto larga e divisa in due da giardini alberati che fanno da spartitraffico) e vedo altre sagome sul marciapiede a ridosso delle sterpaglie che crescono abbondanti e quasi invadono la strada. Anche qui ho l'impressione che si tratti di persone, individui loschi nascosti nell'ombra, ma essendo buio non riesco a distinguere bene. Prendo la salita, come detto ora ho il vento contro e ciò rende il tutto ancor più spiacevole. Inizio a chiedermi cosa cavolo ci faccio qui
a quest'ora, perché sto andando di notte dal mio amico ? Qui però lo scenario inizia a deformarsi e prendo gradualmente lucidità. Ora mi trovo a svolazzare e non è più notte, una voce disincarnata mi dice che posso andare tranquillamento a casa del mio amico adesso, ma guardandomi intorno e sotto di me vedo che non mi trovo più nei pressi di casa sua. Ora infatti la zona che sto sorvolando è costituita da palazzine di due o tre piani, tra le quali spicca una di colore rosa, mentre la mia è una zona di ville e villini. Rimango per un po' a sorvolare la zona, dopodiché mi ritrovo in fondo alla discesa-parcheggio dietro casa mia. Mi ricordo dell'obbiettivo di entrare nella casa di Gianfranco e Luisa e scendere nei sotterranei per continuare l'esplorazione iniziata ieri. Volo quindi in quella direzione, sorvolo casa mia e atterro direttamente in strada davanti casa di Gianfranco e Luisa. Non perdo tempo a suonare il citofono, entro subito spingendo il cancello con le mani, provo poi a richiuderlo una volta dentro mami ritorna indietro, lo lascio perciò aperto. Dritto davanti a me a 3-4 metri c'è un altro cancello al di là del quale si intravede un piccolo cortile. Io però devo entrare in casa e l'ingresso si trova leggermente sopraelevato rispetto al giardino in cui mi trovo. Vedo dei gradini sulla destra e prima di salire mi soffermo a toccare le foglie di una pianta, le sfioro con le dita per sentirne la consistenza, poi tocco della terra in un vaso sopra il muretto. Le sensazioni sono estremamente reali, mi rimane anche un po' di terra sulle dita. Attraverso la porta ed accedo ad una sala, da una parte vedo appoggiata al muro una scopa, forse qualcuno sta facendo le pulizie, non vedo nessuno però al momento. Vedo ora una rampa di scale che porta al piano di sotto, proprio quello che stavo cercando. Un attimo prima di iniziare a scendere però mi imbatto in Gianfranco, il quale appare decisamente più anziano del solito, avrà almeno 80 anni qui. Gli dico che sto andando di sotto e lui mi chiede << non ti fermi stavolta ? >> al che io rispondo che vado un po' di fretta ma che, se dovessi finire presto, passerò più tardi. Scendo le scale ma quasi subito si oscura tutto, rimango qualche istante a vagare nel buio finché la vista non si riattiva. Ora mi trovo nuovamente in cima alle scale e c'è ancora Gianfranco, al quale dico che di sotto è buio e lui mi dice di accendere la luce. Non posso certo dirgli che nei sogni gli interruttori non funzionano, così gli dico semplicemente che la luce non si accende. << Ma che dici ! >> mi fa lui, e preme un interruttore sul muro in basso. Dopo qualche istante la luce si accende, scendo di nuovo ma con cautela perché vedo che più giù è ancora buio e non vorrei rischiare che la vista crolli di nuovo. Scendo piano piano e ad un certo punto sulla parete alla mia destra noto dei quadri, ma non sono dei quadri normali, le immagini sono in movimento, dei brevi filmati che probabilmente si ripetono in loop. Finisco di scendere le scale e sento Gianfranco da sopra che mi chiede qualcosa tipo << hai visto cosa c'è lì? >> Alla mia sinistra vedo una porta aperta che dà su una stanza e penso si riferisca a questa. Do un'occhiata senza entrare e vedo che c'è un tavolo con sopra un bellissimo centro tavola d'oro, dietro invece a ridosso del muro c'è un grosso mobile che arriva quasi fino al soffitto. Proseguo ed accedo ad un piccolo corridoio, sulla sinistra c'è un'altra stanza, mi affaccio e vedo che si tratta di una camera da letto. Avanzo lungo il corridoio e qui trovo sulla parete un altro quadro come quelli di prima, con immagini in movimento. Stavolta mi fermo ad osservarlo meglio, si vede la figura di un angelo bianco che si alza in volo su uno sfondo di giardini e cielo notturno, il tutto in stile fantasy. Ricordo di aver già visto questo filmato, forse in uno dei quadri di prima, in ogni caso mi è familiare. Ora ci sono altre persone qui, alcune forse le conosco pure. Non ho dimenticato il mio obbiettivo, devo tornare nei sotterranei, scoprire cosa sta accadendo lì sotto e incontrare il capo di tutte le operazioni. Il problema è che qui non ci sono altre scale, questo a quanto pare è il piano più basso. Provo ad entrare in bagno con l'intenzione di uscire dalla finestra per accedere ad un altro scenario ma una donna di colore mi anticipa.Esco da una porta e mi ritrovo nel cortile, poi faccio il giro e rientro in casa, qui perdo lucidità e poco dopo mi sveglio.


12 febbraio 2021

Lucido ore 5.15-5.35

Il ripostiglio

Sono nello stato intermedio sdraiato sul fianco destro ed inizio ad avvertire le vibrazioni ma sono ancora in stato confusionale, non sono pienamente lucido. Ad un certo punto inizio a capire la situazione, cerco di lasciarmi andare alle vibrazioni ed inizio a sentire una pressione sulla schiena. Mi alzo dal letto, vado di sopra aggrappandomi alla ringhiera ed esco in strada. La vista non è ancora attiva, mi aggrappo alle sbarre del cancelletto, lo scuoto con forza e dopo un po' la vista si attiva. Qui però mi ritrovo di nuovo a casa, esco nuovamente in strada e vedo un tizio vestito con una specie di tuta bianca che attraversa la strada. La attraverso anche io ma nella direzione opposta, verso la casa di Gianfranco e Luisa, entro in casa e scendo subito una rampa di scale. Raggiungo un piccolo spazio tipo ripostiglio, ci sono due porte qui una di fronte alle scale e l'altra a destra, mentre a sinistra ci sono scaffali pieni di pupazzi e altre cose, forse giocattoli. C'è anche un armadietto aperto con dei ripiani all'interno, sui quali noto dei videogiochi della PS4 e PS5, disposti uno sopra all'altro. Sugli scaffali vedo invece tra le altre cose un pupazzo che raffigura una specie di folletto, con un cappelloa punta sulla testa. Ora sto per dirigermi verso una delle due porte per vedere cosa c'è dall'altra parte ma poi ripenso ai giochi della PS5 e decido di dare un'occhiata ravvicinata. Guardo quello in cima alla pila, la copertina ritrae il volto di un ragazzino disegnato e colorato con colori tipo pastello. Non sembra la copertina di un videogioco, mi chiedo che gioco possa essere. Purtroppo non mi soffermo a memorizzare il titolo, vado troppo di fretta. Apro una delle due porte, forse entrambe, ma vedo che tutte e due portano a piccoli stanzini come quello in cui mi trovo. Ora sento i passi di mia madre fuori dalla mia stanza nella realtà fisica e mi sveglio.

13 febbraio 2021

Serie di lucidi ore 6.30-7.45

Mi trovo nello stato ipnagogico ed inizio a muovere le mie gambe oniriche come per camminare anche se mi percepisco ancora nel corpo fisico. Così facendo, piano piano mi stabilizzo nella scena finché non smetto di percepire il mio corpo fisico e mi trovo interamente nello scenario onirico. Lo scenario in questione però è molto confuso ed ovattato, mi trovo a casa mia al piano terra, esco in strada, mi aggrappo alle sbarre del cancello e lo scuoto per stabilizzarmi ma prima di riuscirci vengo svegliato dal suono della sveglia di mio padre. Resto immobile e dopo un po'rientro nel sogno, qui inizia una serie di episodi un po' confusi. Più volte mi trovo a dover uscire da un sogno confuso lanciandomi contro un muro ed andare in OBE. In una di queste occasioni mi sento più leggero del solito e provo lasciarmi andare per levitare direttamente dal letto, senza prima scendere da quest'ultimo. Non funziona però, non riesco a distaccarmi completamente, così provo con il trucco di afferrare una corda immaginaria e tirarmi su con essa ma non funziona nemmeno questo, non riesco a salire di un centimetro. Alla fine dunque mi rotolo giù dal letto, ora sono sul pavimento a pancia in giù e mi alzo a fatica, sono pesante. Esco dalla mia stanza, vado di sopra ma qui il ricordo sfuma. Altre volte mi trovo ad uscire da uno scenario onirico confuso e ripartire dal letto senza però poi riuscire a stabilizzarmi come si deve. In un altro episodio invece mi trovo a sorvolare una città sconosciuta di notte, una zona periferica, con pochi edifici e un ampio spazio, forse una piazza o un parcheggio. Atterro qui e mi dirigo verso un locale dal quale sento provenire della musica ad alto volume. Non so perché però ho la sensazione che una volta entrato sentirò la musica attutita, come se in realtà non venisse da dentro il locale ma da fuori. Così è infatti, ma il locale è comunque molto caotico e rumoroso, difficile mantenere la lucidità a lungo in queste condizioni. In ogni caso sono solo di passaggio, il mio obbiettivo è uscire da un'altra porta e raggiungere un altro scenario. Tuttavia, mentre attraverso la sala, posso vedere fuori attraverso le vetrate e so che ciò mi impedirà di cambiare scenario. Per farlo infatti dovrei attraversare una porta senza sapere cosa c'è dall'altra parte. Quando esco infatti mi trovo semplicemente sul retro del locale, sento ancora la musica in sottofondo. Mi sto destabilizzando e cerco qualcosa da toccare per ristabilizzarmi. Vedo delle macchine e penso di usare una di quelle ma alla fine preferisco chinarmi a sfregare le mani sull'asfalto. Dei passanti mi vedono e mi dicono qualcosa che non ricordo, poi mi indicano un locale poco più avanti dicendo che quello è un posto dove i mariti vanno a fare peccato. Capisco cosa intendono dire, deve trattarsi di un bordello, del resto sarebbe assolutamente consono con questo ambiente chiassoso e di basso livello. Ora che mi sono stabilizzato vado a curiosare e vedo infatti all'ingresso una ragazza orientale in topless, che poi entra e sale una rampa di scale. Entro nel locale e salgo anche io, voglio attraversare questo posto mantenendo il distacco necessario ad evitare di farmi coinvolgere e perdere lucidità. Mi ritrovo in una sala stretta e piena di gente che balla, c'è troppa confusione qui, devo uscire subito. Entro in un'altra sala un po' meno affollata, poi proseguo e infine mi trovo ad entrare in una camera con un letto matrimoniale. C'è anche uno specchio, osservo il mio riflesso e vedo che non sono io, il volto che vedo è di un uomo che sembra avere almeno 40 anni. Ora sento improvvisamente una presenza alle mie spalle, mi spavento e mi volto di scatto dando un pugno che però va a vuoto. Vedo che la persona alle mie spalle è una donna dai capelli rossicci chiari, forse è la mia compagna o più probabilmente una prostituta considerata la natura di questo locale. Non ho interesse ad intrattenermi qui con questa donna, esco dalla stanza e qui la mia energia viene meno, il sogno si deforma e perdo parzialmente lucidità. Torno indietro ed ora vedo una al posto della donna di prima una ragazza bionda più giovane. La raggiungo, ci abbracciamo e subito mi rendo conto che sto facendo una cazzata ma è troppo tardi. La ragazza mi tiene bloccato, sono caduto nella trappola, il sogno si dissolve. Non ricordo se subito in questa occasione o più avanti mi ritrovo in paralisi e decido di rimanere in questo stato intermedio e provare ad attivare la vista in questo stato. Mi alzo a sedere sul letto, sono avvolto dalle vibrazioni, la vista non è ancora attiva. Dico ad alta voce << voglio vedere ! >> Provo a guardarmi le mani, forse le intravedo appena come ombre nel buio mentre le agito davanti a me. Mi guardo intorno, forse inizio ad intravedere qualcosa. Poi mi sdraio nuovamente sul letto e provo ad alzarmi direttamente in levitazione. Dopo un po' mi trovo sollevato dal letto ma rimango bloccato davanti alla finestra che ora inizio a vedere seppur ancora nel buio della notte. Tento di uscire dalla finestra ma non ci riesco, qualcosa mi blocca, non riesco ad attraversarla. Esco in volo dalla mia stanza, ora la vista è attiva e c'è luce. Volo col pensiero a gran velocità contro una parete, potrei attraversarla ma decido di cambiare direzione così punto i piedi sulla parete e schizzo dalla parte opposta, dove faccio lo stesso con la parete delle scale. Schizzo così al piano terra e volo fuori attraversando la porta finestra della sala. Volo in direzione del mare, sono abbastanza in alto, sorvolo la città, vedo i palazzi sotto di me, è un gran bel panorama. Volo a gran velocità, raggiungo il mare e sorvolo la costa, vedo ora sotto di me la spiaggia, gli scogli e altri edifici in riva al mare, uno scenario spettacolare. La velocità nel frattempo è aumentata, chiedo di rallentare e poi di atterrare nei pressi di alcuni edifici che si trovano in riva al mare proprio a ridosso degli scogli. Qui però mi rendo conto di non riuscire più a controllare il volo e continuo a proseguire drittoe poco dopo mi sveglio.

14 febbraio 2021

OBE ore 6.30-7.45

Dopo una serie di episodi più o meno lucidi e perlopiù confusi e caotici mi trovo in un luogo buio e mi lascio cadere in avanti. Così facendo mi ritrovo nel letto in paralisi avvolto dalle vibrazioni, le quali arrivano rapidamente alla testa, generando una forte pressione che però stavolta non arriva al punto di provocarmi dolore. Si stabilizza ad un certo punto, permettendomi di concentrarmi sul prendere il controllo del mio corpo astrale e muovermi con esso. L'intenzione è quella di sollevarmi direttamente fluttuando, in questa modalità infatti riuscirei a spostarmi molto velocemente utilizzando semplicemente l'intento e potrei andare molto lontano in brevissimo tempo. Il problema è che ottenere questo stato mi risulta piuttosto difficile, tanto che su centinaia di esperienze ci sono riuscito solo 4 o 5 volte che io ricordi. Mi metto in posizione supina e cerco di rilassarmi per lasciarmi andare, così facendo dovrei sollevarmi e fluttuare spontaneamente. Come spesso accade, il bacino e le gambe sono leggerissimi e si sollevano subito, proprio come farebbe un palloncino ad elio, le gambe in particolare sono in posizione quasi verticale. Il resto del mio corpo però rimane letteralmente incollato al letto, forse al massimo riesco a sollevare leggermente la zona lombare ma il resto della schiena, il collo e la testa sono troppo pesanti e restano ancorate. Dopo un po' sono costretto a rinunciare e decido di uscire rotolandomi giù dal letto. Questa volta però sono più leggero del solito, forse grazie al tentativo di fluttuare appena eseguito, e rimango sospeso a pochi centimetri dal suolo o forse lo tocco per un istante rimbalzando e rimanendo poi sollevato. Sono a pancia in giù e mi concentro sull'attivare la vista rimanendo in questa posizione. Dopo alcuni istanti inizio ad intravedere, mi trovo con la testa a pochi centimetri dalla porta della mia stanza, a quanto pare mi sono spostato un po' in avanti nel frattempo. E' giorno ed ora vedo molto nitidamente e dettagliatamente della polvere sul pavimento a ridosso del battiscopa. E' tutto estremamente reale, esattamente come se nella realtà fisica mi sdraiassi per terra a pancia in giù e guardassi da quella posizione, tranne ovviamente per il fatto che ora sto fluttuando a pochi centimetri dal pavimento. La vista non è ancora stabile, va e viene. Ora mi sono sollevato e vedo mio fratello sul letto sveglio che traffica col cellulare. Indossa una maglietta gialla e dall'addome in giù è sotto il piumone. La visione è così vivida e reale come quella di poco prima della polvere che mi chiedo se io non stia osservando ciò che sta accadendo in questo istante nella realtà fisica. So che mio fratello in questo momento è a letto e dovrebbe essere addormentato ma potrebbe anche essersi un attimo svegliato, non è del tutto inverosimile. Per un attimo poi mi ritrovo nel corpo fisico e intravedo il legno dell'armadio che racchiude il mio letto (il mio corpo fisico è sdraiato sul fianco destro e dà quindi le spalle al letto di mio fratello), forse perché mi si è aperto momentaneamente un occhio (possibile dato che mi stavo concentrando sullo stabilizzare la vista aprendo gli occhi astrali ). Poi la mia consapevolezza torna nel corpo astrale e ora la vista sembra essersi stabilizzata. Decido di uscire dalla mia stanza sempre fluttuano ma appena uscito vengo riattirato nel corpo e mi sveglio.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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