Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/10/2019, 20:56

3 settembre 2019

Serie di lucidi pomeridiani ore 15.00-15.45

Ho una serie di sogni lucidi e semi lucidi per lo più abbastanza confusionari di cui riporto gli episodi che ricordo un po' meglio. L'ordine non è quello cronologico ma è casuale.

Episodio 1: L'angelo e l'elfa

Sono in giro nei dintorni di casa, percorro la discesa dietro casa mia, passano parecchie macchine, molte più del normale per questa zona della mia città. Tutto appare molto vivido e realistico tanto che sto attento ad attraversare la strada poiché se venissi investito prenderei una bella botta e rischierei di svegliarmi. Prima di arrivare alla fine della strada prendo una delle vie in salita che partono da questa strada in piano che sto percorrendo (è così anche nella realtà fisica). Più avanti mi trovo a girare per vie e vicoli che non riconosco, non sono più nella mia città. Giro l'angolo più volte ma sbuco sempre in aree periferiche costituite da villini, come la zona di casa mia. Non ci sono piazze, locali, negozi, solo case e qualche chiesa. Qui mi viene in mente di entrare in una chiesa, cosa che non ho mai fatto in un sogno lucido, potrebbe essere interessante. Entro e vedo che si sta celebrando una messa, o almeno così sembra. Vedo che le persone sono in piedi, c'è una musica tipica delle messe. Mi viene in mente di incontrare un angelo, mi fermo e dico ad alta voce che quando mi volterò mi troverò di fronte un angelo. Detto fatto, mi volto e vedo un uomo con le ali d'angelo che però si dirige subito verso l'uscita. Lo seguo e lo raggiungo, ora posso vederlo meglio, è alto, snello, capelli lunghi, aspetto androgino. Qui però interviene qualcun altro, è una donna, forse un angelo anche lei, alta, snella, carnagione chiara, capelli castani. Ha una particolarità che balza subito all'occhio, delle piccole orecchie a sventola, non umane, sembrano quelle di un elfo, di quelli del Signore degli Anelli. Le dico che sono carine le sue orecchie, e lei sembra offendersi, forse pensa che la sto prendendo in giro, ma le dico che dico sul serio, quelle orecchie le stanno bene. L'elfa sembra capire, poi telepaticamente mi dice che è in grado di far sporgere gli occhi fuori dalle orbite e contemporaneamente me lo dimostra, mi sembra di capire che usa questa sua abilità per ingrandire la visuale, una sorta di zoom.

Episodio 2: Bloccato sul balcone

Mi trovo sul letto in stato di paralisi e aspetto il momento giusto per effettuare il distacco. Sento però arrivare mia madre che mi parla dicendomi di svegliarmi, non capisco per quale motivo. Insiste, ed è talmente realistico che per un attimo penso sia veramente mia madre. Poi però vedo che nonostante stia insistendo e mi scuota per svegliarmi continuo a rimanere in paralisi, dunque ho la conferma di stare sognando e che quella è la solita entità che viene a farmi visita durante i miei risvegli in paralisi. Rimango calmo ed inizio a canticchiare, ciò fa svanire l'entità in pochi secondi e al momento giusto eseguo il distacco. Esco di casa e raggiungo una palazzina di tre piani, prendo l'ascensore per raggiungere l'ultimo piano e poi prendere il volo da lì. Nell'ascensore entra con me anche una signora sulla settantina. Arrivato al terzo piano esco su un balcone che però ha una tettoia bassa che mi impedisce di saltare da qui. Da qui faccio alcuni tentativi maldestri finché lo scenario non crolla.


Episodio 3:

Mi trovo sul letto ed eseguo il distacco, stavolta fluttuando ma le immagini sono ancora offuscate. Esco dalla finestra attraversandola ma mi ritrovo di nuovo nella mia stanza. Ripeto l'operazione più volte e ogni volta mi ritrovo sempre nella mia stanza. In pratica mi trovo in un loop in cui uscendo dalla finestra entro sempre nella mia stanza. Capisco che devo uscire da un'altra parte, vado di sopra ma le immagini vanno e vengono. Dopo una serie di tentativi mi ritrovo su una spiaggia, vedo il mare ma le immagini crollano quasi subito. Comunque ora che so di essere su una spiaggia mi dirigo alla cieca verso il mare, mi bagno le mani e gioco un po' con la sabbia bagnata del bagnasciuga, le sensazioni sono molto vivide. Così facendo le immagini tornano e il sogno si destabilizza. La mia lucidità però subisce un calo notevole. C'è un bambino con me che non so chi sia, interagisco in qualche modo con lui ma il ricordo è vago. Ora incontro una bella ragazza, ci baciamo ma lei è molto più alta di me e la cosa risulta alquanto scomoda. Quando ci stacchiamo dal bacio mi accorgo che non è più una ragazza ma un ragazzo mulatto, brasiliano sembrerebbe. Mi arriva un'informazione telepatica riguardo il suo nome: "Adriano". Mi accorgo di essere una ragazza ora e gli chiedo come mai stavolta mi è sembrato così alto e lui risponde che è perché non sto indossando scarpe coi tacchi. Ora ci troviamo in una casa e incontro mia madre e non so perché la identifico in parte con la ragazza di prima. Ora sono a casa di mia nonna in cucina e torno parzialmente in me. Mi torna in mente una ragazza che ho incontrato in un lucido di quasi due anni fa e verso la quale ho sentito una forte connessione. Parlo da solo rivolgendomi a lei e chiamandola Sara, non so perché questo nome, in quel sogno non mi disse come si chiamava. Le dico che non dimenticherò mai quel nostro incontro e che ho voglia di rivederla di nuovo. Ora mio padre mi chiede di sparecchiare il tavolo, dovrei ignorare la sua richiesta dato che mi farebbe solo perdere tempo ma alla fine decido di fare quello che mi ha chiesto usando però la telecinesi per fare più in fretta. Provo a concentrarmi per spostare la roba dal tavolo ma interviene mio zio e si offre lui di sparecchiare. Gli dico di non farlo perché voglio farlo io con la telecinesi ma lui in un attimo ha già tolto tutto. Ora però voglio dimostrargli che la telecinesi funziona davvero e che non sono impazzito, così tento con degli oggetti sopra un tavolino davanti alla porta che conduce al salotto ma anche qui niente da fare, forse non sono abbastanza concentrato e convinto. Lascio perdere e gli dico che prima o poi gli darò una dimostrazione. Scendo le scale ed esco in strada. C'è una ragazzina di 12 anni ferma in piedi che dice qualcosa che non ricordo. Prendo la strada verso l'uscita dal condominio e vedo due ragazze sulla sinistra. Dalla destra invece arrivano dei bambini che fanno un po' di chiasso. Uno di questi dice di trovarsi qui perché si sta nascondendo da non so chi o cosa. Le ragazze fanno una faccia perplessa, io proseguo ma qui il ricordo sfuma.

6 settembre 2019

OBE ore 22.10-00.30

Sono sul letto in stato di paralisi, mi rotolo sul pavimento ma inizialmente mi sento ancora bloccato. Mi alzo ed esco dalla mia stanza, vado di sopra, c'è poca luce, incontro mio nonno che scende le scale dal primo piano e ci salutiamo. Esco in strada e perdo lucidità. Mi ritrovo poi in varie situazioni non lucide o semi lucide.


Serie di lucidi ore 4.00-5.30

Anche questa notte ho una serie di episodi più o meno lucidi che elencherò in ordine casuale, dato che non sono riuscito a riordinarli cronologicamente.

Episodio 1:

Prendo lucidità durante un sogno di quelli carichi di ansia e frustrazione, con situazioni paradossali, ritardi e telefoni che non funzionano. Il sogno tuttavia crolla poco dopo.

Episodio 2:

Mi trovo sul letto sdraiato a pancia in giù. Entra mia madre ed inizialmente penso sia veramente lei, ma come la volta scorsa nonostante tenti di svegliarmi rimango in paralisi.Inoltre qui sono anche sdraiato al contrario con la testa dove in realtà tengo i piedi. L'entità mi dice qualcosa del tipo "è inutile che ti sforzi" e io rispondo "lo so". Rimango fermo e calmo e provo a parlarci,le chiedo quale sia il suo scopo ma non risponde, anzi si fa ancor più aggressiva. A questo punto rinuncio al dialogo e mi metto a canticchiare. In breve riesco a liberarmi, mi alzo e vado di sopra continuando a canticchiare. Esco dal portone e mi accorgo di essere scalzo, le sensazioni sono molto vivide e le piante dei piedi quasi mi fanno male mentre scendo le scale. Esco in strada, indosso dei pantaloni lunghi, sono un po' ingombranti e me li tolgo. Perdo lucidità e poco dopo mi trovo in un luogo chiuso in cui vedo un uomo seduto davanti ad una scrivania che parla con una donna seduta dalla parte opposta. Il tizio è sotto accusa per qualcosa che ha fatto e si difende dicendo che aveva bisogno di sfogarsi, di liberarsi. Ora il tizio inveisce contro la donna ed altre persone che sono con lei ad accusarlo, poi se ne va. La donna dice di non voler più avere niente a che fare con quell'uomo e lascia il caso ad una collega più giovane, la quale però non è per niente contenta di ciò.

Episodio 3:

Mi trovo in una specie di palafitta con tavoli e gente seduta a bere o mangiare, deve trattarsi un bar. Mi accorgo di stare sognando e sto per uscire quando un signore sui sessanta mi chiede che ore sono. Guardo il mio polso sinistro ma non ho un orologio. Dico al tizio di non fare affidamento sull'orario poiché siamo in un sogno. Gli faccio vedere l'ora sul cellulare e gli mostro come questa cambia ogni volta ma lui ancora non è convinto. Gli dico allora di tirarsi la pelle del braccio, lui lo fa e vede che si allunga in maniera innaturale, ora ha finalmente la prova di essere in un sogno ed entusiasta lo dice a tutti i presenti. Dico loro che sono io il sognatore, sono io che sto sognando e subito alcuni iniziano ad avvicinarmisi a brutto muso. A questo punto dico che potremmo anche essere tutti sognatori e che ci siamo incontrati qui per caso. A queste mie parole si tranquillizzano. Esco dal locale e prendo il volo. Volo alla Superman, passo tra i grattacieli, poi scendo a terra ma qui il ricordo sfuma.

Episodio 4:

Mi trovo in una città con vicoli stretti, un quartiere dormitorio, poi sbuco in una piazza dove vedo tavolini all'aperto di un qualche locale ma qui il sogno crolla. Più avanti sono con due amici in uno stato semi lucido. Entriamo in un palazzo e prendiamo un ascensore. L'ascensore è molto grande, premo un tasto con una freccia verso il basso e iniziamo a scendere. Ad un certo punto l'ascensore si ferma ma non riesco ad uscire. Mi trovo a trafficare con una specie di fotocopiatrice piena di fogli stampati. Dopo ancora mi trovo in una stanza nella quale ci sono delle donne poco vestite, sembrerebbe una specie di bordello. Proseguo a camminare per corridoi, vedo stanze con dentro persone che chiacchierano tra loro, televisori di quelli a tubo catodico in bianco e nero.

14 settembre 2019

Lucido ore 6.00-8.00

Sono a lavoro all'interno di una palazzina e sento sbattere contro una porta dall'interno. So che dietro a quella porta ci sono dei cani, uno dei quali potenzialmente pericoloso. Questi cani esistono veramente in un condominio in cui lavoro e quando il padrone non è in casa passano tutto il tempo ad abbaiare e grattare sulla porta facendo un gran chiasso, questa palazzina del sogno però è completamente diversa. Ad un certo punto sento che i cani sono riusciti ad uscire, forse il padrone non ha chiuso bene la porta. Io mi trovo un piano sotto e faccio in tempo a scappare e chiudere il portone della palazzina prima che mi raggiungano. Mi allontano dalla palazzina correndo, poi però mi rendo conto di essere in un sogno, non ho nulla da temere. Torno indietro e qui trovo numerose persone ferme davanti al portone, forse hanno paura di entrare per via dei cani. Mi faccio avanti io per risolvere la situazione, ma devo prima scansare un bambino che continua
a sbattere contro la porta a vetri della palazzina in maniera piuttosto insistente e fastidiosa, senza che nessuno gli dica nulla. Entro ed accarezzo il cane, un pastore tedesco, che a dire il vero se ne stava lì buono buono, non rappresentava affatto una minaccia. Salgo le scale e raggiungo l'appartamento da cui sono usciti i cani, ora con me c'è anche mio fratello. Entriamo, non c'è nessuno in casa, siamo in una sala con cucina. Per stabilizzare mi sciacquo le mani nel lavandino della cucina usando anche il sapone. Mi guardo intorno, l'appartamento è abbastanza carino, ma per terra è piuttosto sporco, ci sono delle evidenti incrostazioni di cemento, come se avessero fatto i lavori senza poi pulire. Usciamo da una porta finestra e ci troviamo in una struttura di balconi a più piani. Mio fratello dice che al piano di sotto c'è qualcuno ma gli dico che non importa tanto non possono vedermi. Mi fermo e dico ad alta voce <<modalità invisibile !>> Poi chiedo a mio fratello se riesce a vedermi e risponde di sì. Non importa, che mi vedano pure ! Salto giù fino a raggiungere la strada sottostante. Ora siamo in una città che non riconosco, in una via piena di negozi e locali.
Entriamo in vari negozi senza però soffermarci più di tanto. La mia attenzione viene poi attirata da quello che per grandezza sembrerebbe un supermercato ma che più probabilmente è un alimentari dato che non ha le casse all'entrata ma subito scaffali con i prodotti in vendita. Vedo dei barattoli di Nutella e decido di assaggiarla. La apriamo e prendiamo dei cucchiaini di plastica anch'essi in vendita qui. Mio fratello dice che sa di poco e, dopo averla assaggiata, devo concordare con lui. Gli dico comunque che il gusto nei sogni va allenato come del resto tutti gli altri sensi. Ora apro una bottiglia d'acqua e bevo un po'. La mia lucidità è piuttosto bassa finché non mi ricordo del mio obbiettivo una volta uscito dal supermercato. Devo tornare in quel tempio in cui sono stato circa due mesi fa, in cui mi sono sdraiato in quella vasca con la donna orientale dietro di me mi dava informazioni su una presunta mia vita passata. Attraverso una strada, mi guardo intorno, vedo un via vai di gente e diversi edifici ma nulla che assomigli ad un tempio. Penso allora di chiedere a qualcuno dove si trova questo tempio, che chiamo "Tempio dell'anima". Vedo un ragazzo di colore seduto ad un tavolo esterno di un bar e chiedo a lui ma mi guarda male e non risponde. In compenso però mi sento rispondere da un signore che è fuori dal mio campo visivo. Mi giro verso di lui e mi indica un edificio in fondo alla strada, ad una cinquantina di metri da dove sono ora. L'edificio in questione ha un aspetto particolare, antico, si distingue nettamente da tutti gli altri edifici della zona, tutti moderni. Ha un'insegna gialla al centro con su scritto "Il Chiostro", cosa che in realtà mi dà più l'idea di un ristorante che di un tempio. La parola chiostro però mi rimanda anche al chiostro della prova nei vari templi di Final Fantasy X, videogioco a cui sto giocando in questo periodo. Ci dirigiamo dunque verso il tempio e una volta raggiunto saliamo una scalinata ed entriamo. Qui c'è un'altra scalinata stavolta verso il basso. Ho la sensazione che sia lì che devo andare per fare la regressione alle vite passate, ma poi la mia attenzione viene attirata da altro. Vedo infatti davanti a me un'ampia sala con alcuni tavoli. Ad ogni tavolo c'è una donna e davanti ad essa delle persone che sembrano chiedere assistenza in qualche modo. Tali donne danno l'idea di essere delle medium o qualcosa del genere, comunque è con una di loro che devo parlare per avere le informazioni che cerco, un po' come era accaduto l'altra volta, anche se con modalità completamente diverse. Ci sediamo ad un tavolo libero dove c'è una donna dai capelli neri e lisci che non arrivano alle spalle. Con me ora al posto di mio fratello c'è il mio amico A.S. e nel frattempo ho perso totalmente lucidità. La donna ci fa fare uno strano gioco con dei fogliettini che non capisco bene, poi ci fa fare un disegno, prima al mio amico poi a me. Io sono in imbarazzo perché non so cosa disegnare e soprattutto non so disegnare, glielo dico ma lei mi incoraggia a disegnare lo stesso. Penso un po' a cosa disegnare e mi viene in mente non so perché un ombrello, che mi fa venire in mente poi un ombrellone, che a sua volta mi dà l'idea di una spiaggia con ombrelloni e lettini. Inizio a disegnare l'ombrellone dalla parte superiore, poi però mi rendo conto che il foglio è tutto scarabocchiato e ho bisogno di più spazio. Lo giro dall'altra parte, qui c'è un po' più di spazio. Inizio a disegnare l'ombrellone ma quando vado a fare il palo mi viene storto a causa di alcuni graffi sul tavolo. Lo rifaccio più volte finché non mi viene dritto e comunque alla fine mi viene troppo largo, sembra più un tronco di un albero che un palo. Guardo il disegno nell'insieme e in effetti è proprio un albero, la parte superiore dell'ombrellone ora è una bellissima chioma verde con qualche macchia gialla. E' fatto molto bene, non riesco a credere di averlo disegnato io, anche la donna lo vede e dice che è molto bello, poi prende il disegno e se ne va non so dove. Ora una ragazza seduta ad un altro tavolo mi guarda e mi fa a sua volta i complimenti per il disegno, poi però mi dice che non devo fidarmi di quella donna, che quello che ha fatto con noi è stato una specie di trappola, un inganno forse per sottrarci energia. Mi chiede se per caso ho sentito in me un calo di energia dopo aver interagito con quella donna. Io le rispondo che non ho sentito nessun calo, nessun cambiamento. Sono pienamente sicuro di me stesso e del fatto di non poter essere influenzato da certi trucchetti. In realtà ora inizio a sentire una sensazione strana, un'emozione forte che non so da dove arriva. In questo momento mi ricordo di essere in un sogno e mi trovo in una specie di aula scolastica. L'atmosfera qui è molto cupa e ovattata, ben diversa da come era quando sono entrato. Forse la ragazza aveva ragione, la donna mi ha teso una trappola e io ci sono cascato con tutte le scarpe. I compagni di classe mi fissano, i loro volti si deformano diventando mostruosi e cacciano delle urla demoniache che in un primo momento generano in me una leggera inquietudine ma che decido di affrontare a viso aperto. So che si tratta di una manifestazione della parte più oscura e bassa del mio subconscio, di solito tendo comunque a scappare anche se so di stare sognando, stavolta però voglio restare e guardare in faccia questo mio lato oscuro. Dico loro che non mi fa piacere stare in una classe di zombie o demoni ma che stavolta non scapperò. Ora tutti iniziano a venirmi contro e uno dopo l'altro li stendo a calci e pugni. Bene ! Mi mancava un po' di sano combattimento, è liberatorio ci voleva proprio ! Senza difficoltà sbaraglio tutti, alcuni si dimostrano più resistenti e me ne sbarazzo trafiggendoli con dei coltelli rubati dalle mani ad alcuni di questi aggressori. Alcuni coltelli li lancio, non sempre colpendo il bersaglio. Ad esempio ne colpisco uno su una spalla ma rimedio abbattendolo con un potente pugno in fronte. Qui poi non ricordo cosa accade, probabilmente il sogno crolla poco dopo.

17 settembre 2019

Sogno lucido pomeridiano

Sono in uno stato semi lucido ed entro in una delle case della zona con l'intenzione di usarla come passaggio verso un nuovo scenario, dove poi incontrare quella ragazza che ho incontrato circa due anni fa in un lucido e di cui non so il nome. Una volta dentro però, delle persone mi indicano una direzione e guardando da quella parte vedo una figura femminile di colore blu fatta a cartone animato che cammina in un corridoio e scompare dietro una parete. Le stesse persone mi dicono che è giunto il momento per me di incontrarla in carne ed ossa, intendendo quindi non più in versione cartone animato ma reale. Prendo quel corridoio e raggiungo una porta chiusa, entro e vedo una ragazza seduta su un letto, non è lei però, non è la persona che cercavo. La ragazza inizia a raccontarmi delle cose, mi dice che in questo periodo in cui sono stato via ha creduto di essere incinta di una specie di macchina la cui funzione è proprio quella di ingravidare donne, una roba terribile. Tuttavia dice di aver poi scoperto che si trattava di un inganno da parte delle persone che la tengono segregata qui, suppongo si riferisca a quegli uomini che ho incontrato poco fa. Questo infatti è un luogo piuttosto cupo e deprimente, in cui questa ragazza sembra costretta a rimanere contro la sua volontà. Lei appare rassegnata a questa vita da reclusa e non è l'unica ad avere un atteggiamento remissivo nei confronti di chi dirige questo posto. Mentre parla infatti entra un ragazzo di colore, lo saluto perché ricordo di averlo già conosciuto, sono già stato qui e ricordo anche, seppur vagamente, che la ragazza era stata sottoposta a qualcosa di strano che aveva a che fare con delle macchine (questo almeno è quello che sento durante questo sogno, ma da sveglio non ho alcun ricordo di questo luogo e di queste persone). Il ragazzo, sentendo le parole della ragazza, ci mette in guardia dicendo che non dovremmo parlare di certe cose, è pericoloso, è meglio evitare certi discorsi. La cosa di certo non mi spaventa, anzi mi incuriosisce, io infatti vivo la cosa in maniera abbastanza distaccata, essendo comunque consapevole di essere in un sogno. La ragazza continua a parlare e poco dopo entra qualcun altro, un tizio alto e magro con la testa rasata. Ricordo anche lui e lo saluto. Ha un aspetto rassicurante, so che è uno di cui ci si può fidare ciecamente, sempre pronto ad aiutare e proteggere se necessario. Esce dalla stanza e rientra pochi istanti dopo, qui ho un attimo di vuoto di memoria, dopodiché mi ritrovo di fronte ad un uomo calvo dallo sguardo severo che è appena entrato nella stanza. So che è uno importante, un pezzo grosso di questo posto e che le sue intenzioni sono tutt'altro che benevole. Siamo nei guai, siamo stati scoperti, ma prima che io possa pensare a come affrontarlo, qualcuno da dietro gli spara alla testa uccidendolo. Vedo sulla soglia il ragazzo alto e magro di prima, è stato lui a sparare e c'è qualcun altro insieme a lui. Per ora siamo salvi ma abbiamo commesso qualcosa di molto grave, non la passeremo liscia, dobbiamo fuggire al più presto. Da qui però il ricordo inizia a farsi sempre più fumoso, continuo a sognare ancora per un po' ma in maniera confusa.

21 settembre 2019

OBE ore 22.30-2.30 ?

La sfera di luce

Mi stacco dal corpo e vado di sopra, ho ancora un corpo molto sottile e mi riesce facile levitare. Mi fiondo contro la porta finestra del salotto con l'intenzione di raggiungere una spiaggia. Attraverso la porta finestra senza attrito ed inizio a volare sempre più veloce. Vedo gli edifici intorno a me scorrere ad una velocità pazzesca, finché non di oscura tutto e mi trovo nel buio assoluto. Percepisco ancora la sensazione di movimento ma non ho alcun punto di riferimento e non sono in grado di dire quanto stia andando veloce e in che direzione. Mentre volo sono percorso da una forte vibrazione, percepisco a mala pena di avere un corpo. Inizio a fare dei volteggi, e in questo modo inizio a percepire un po' di più il mio corpo e probabilmente rallento anche. Inizio a vedere dei puntini bianchi nell'oscurità, potrebbero essere stelle, forse sono nello spazio ? Ora vedo una grossa sfera di luce dai contorni blu, con il centro di un altro colore, forse rosso o arancione. Mi fiondo dentro la sfera e tutto si oscura di nuovo. Successivamente mi trovo a tenere questa sfera tra le mani, ora ha le dimensioni di un pallone da calcio.Non ricordo bene poi cosa succede, forse ci entro dentro di nuovo con l'intento di trasportarmi da qualche parte ma poi mi ritrovo sul letto, sveglio, o almeno così credo. Non sono sicuro se mi sono veramente svegliato, ma se ciò è accaduto è stato per un tempo molto breve perché subito dopo mi trovo sempre a letto ma con in mano un casco. Si tratta di uno strano oggetto da portare con sé a letto, ancor di più considerando che non ne possiedo né ne ho mai posseduto alcuno nella mia vita di veglia. Tuttavia qui ragiono come se fosse un oggetto di mia proprietà e come se il fatto di ritrovarmelo con me a letto non sia qualcosa di troppo insolito. Ho infatti il ricordo di essermi già trovato altre volte in questa situazione. Penso che devo metterlo da qualche parte ma per qualche motivo so che non è una buona idea appoggiarlo sul pavimento accanto al letto. Qui c'è uno stacco e il ricordo riprende che sono a gironzolare per il salotto, forse scambio qualche parola con mio fratello, ma il ricordo è molto vago.

22 settembre 2019


Sogno lucido ore 6.30-9.30

Sono in casa, esco dal portone e qui prendo consapevolezza di essere in un sogno. Scendo le scale fino al vialetto e mi metto a stabilizzare il sogno, osservando e toccando le piante del mio giardino. Osservo e tocco le foglie, ammirandone i dettagli perfettamente definiti e sentendone al tatto la consistenza vellutata. Ora vado per uscire in strada ma mi soffermo sul pulsante sul muro, quello che premo per aprire il cancelletto. Normalmente lo premo e fa il classico scatto, ma stavolta lo tengo premuto per alcuni secondi e, proprio come avviene sul piano fisico, sento il rumore per tutto il tempo in cui tengo il dito premuto. Esco e vado per richiudere il cancelletto ma stranamente non si incastra, ci provo più volte ma continua a non chiudersi. Anche questo a dire il vero non è affatto qualcosa di surreale, infatti a volte accade veramente che non si incastri se non dopo svariati tentativi, soprattutto d'inverno con l'umidità. Ora voglio cambiare scenario e livello di sogno e per farlo devo usare una delle case vicine come passaggio dimensionale. Scarto le prime due case poiché vedo persone che entrano o escono e potrebbero costituire delle distrazioni. Mi fermo davanti alla terza ma stupidamente perdo tempo a citofonare sperando che qualcuno mi apra. Quando mi rendo conto che sto sprecando tempo è troppo tardi, il sogno si è già destabilizzato e finisce per crollare prima che io riesca nel mio intento.


28 settembre 2019

Lucido/OBE ore 6.00-7.15

Sono in paralisi ed eseguo il distacco rotolandomi sul pavimento. Sono pesante ma mi alzo, seppur un po' a fatica. Vado di sopra, esco di casa e raggiungo il cancelletto, qui inizio a vedere, esco e tocco le sbarre del cancelletto per stabilizzare. Prendo la via che inizia di fronte casa mia, mi concentro per aumentare le vibrazioni e l'effetto si vede subito. Vedo infatti un via vai di persone e mi accorgo di non essere più nella zona di casa mia, l'atto di aumentare le vibrazioni, seppur di poco, mi ha fatto subito cambiare livello di sogno, influendo positivamente anche sulla stabilità. Raggiungo una piazza, c'è una banda musicale che suona una musica di tipo mediorientale. Mi trovo a passare in mezzo alla banda, "contromano" :D, poi mi fermo e approfittando del fatto che hanno improvvisamente smesso di suonare, chiedo ad uno dei componenti che musica sia questa, e da dove vengono. Inizialmente non mi risponde, poi gli ripeto la domanda << da dove venite ? >> Anche se già ho in mente la risposta, mi è subito venuto in mente il Turkmenistan, il ragazzo indossa anche un cappello verde con scritto appunto "Turkmenistan" e la risposta che mi dà a voce ovviamente è quella. Ora mi accorgo che la banda si è spezzata in due, il gruppo in cui si trova il ragazzo con il quale sto parlando è rimasto indietro. Ora giro un po' per la piazza, vedo una stradina tra due edifici in fondo alla quale c'è un palazzo di 5-6 piani, ma quella dà l'idea di essere una zona periferica, dunque evito di andare in quella direzione e rimango in quest'area. Passo davanti ad un edificio con vari negozi, in particolare la mia attenzione viene attirata da un piccolo negozietto con un insegna in alto sopra alla porta:
"... DEL TETRO" non ricordo la prima parte. Ci entro e vedo esposti gadget di vario genere a tema horror. Ricordo in particolare una maglietta sulla quale è raffigurato un volto minaccioso. Mi rendo conto che stando al chiuso il sogno inizia a destabilizzarsi e rischia di deformarsi, così esco e mi metto subito a stabilizzare.
Tuttavia qui la mia lucidità è calata, probabilmente sempre a causa del luogo chiuso in cui sono entrato. Ho un momento di oblio, ricordo vagamente di aver interagito con alcuni personaggi, uno di questi lo incontro di nuovo e ho l'impressione che sia quello adatto a cui chiedere informazioni. Gli chiedo che posto è questo e come si chiama, lui però mi risponde con una domanda del tipo << tu dov'eri prima di venire qui ? >> Gli rispondo che ero in camera mia a letto, alludendo al fatto che sto sognando. Lui ora attraversa di corsa la strada, gli dico che non ho intenzione di corrergli dietro. Lo vedo che si ferma su una panchina,attraverso la strada anche io e lo raggiungo, ora ha cambiato aspetto, gli rifaccio la domanda, ma lui inizia a fare discorsi privi di senso al che capisco che sto solo perdendo tempo. Me ne vado ma lui tenta di trattenermi afferrandomi un braccio, mi divincolo facilmente e riattraverso la strada. Ora però lo scenario è cambiato di nuovo, la mia lucidità è calata ulteriormente e con essa anche la vividezza e il realismo del sogno. Provo un senso di frustrazione per essere caduto nella trappola di questi personaggi che mirano a distrarre i sognatori, tanto che colpisco una o due persone che stavano ferme a farsi i fatti loro e che avevano l'unica colpa di intralciarmi la strada. Non è da me questo comportamento, ma ovviamente è soprattutto la scarsa lucidità a farmi agire in questo modo. Incontro di nuovo uno dei personaggi con cui ricordo vagamente di aver interagito prima, lo percepisco come un accompagnatore, quel genere di personaggi che di solito non si vedono poiché tendono a rimanere fuori dal mio campo visivo, ma dei quali percepisco la presenza e sento la voce. Gli racconto quanto appena accaduto con quel personaggio a cui avevo chiesto informazioni. Qui vengo raggiungo da tre personaggi che mi mettono all'angolo, ho un muro alle mie spalle e loro davanti a me. Mi guardano con un sorriso inquietante, non hanno buone intenzioni, forse sono quelli che ho preso a pugni e hanno chiamato rinforzi per vendicarsi. Provo a farmi strada e ad allontanarmi ma in tre riescono a trattenermi quanto basta per far crollare lo scenario già instabile. Ora mi trovo nella nebbia tipica dello stato intermedio, poco dopo sono in un altro luogo, molto più tranquillo. Mi trovo su una superficie cementata e sullo sfondo vedo il mare. La mia lucidità è aumentata ora, c'è ancora l'accompagnatore che se ne sta in disparte senza interferire. Ora vedo una ragazza mora in bikini di spalle in piedi sull'orlo della superficie cementata che sembra fissare il mare davanti a sé. Mi concentro nuovamente per aumentare le vibrazioni, faccio dei respiri profondi, dopo alcuni secondi inizio a sentirmi leggero e spontaneamente levito rimanendo sospeso a circa mezzo metro da terra. Qualcosa però mi trattiene e non mi permette di lasciarmi andare completamente, dunque atterro. Riprovo, levito di nuovo alla stessa altezza di prima ma stavolta mi do una spinta ed ora finalmente vinco la forza di gravità e mi libro ad alcuni metri d'altezza. Mi sposto in avanti di qualche metro, penso che il prossimo step debba essere quello di manipolare gli elementi, a partire dall'acqua dato che mi trovo al mare.Qui però perdo concentrazione, il sogno inizia a deformarsi e destabilizzarsi. Torno a terra per stabilizzare ma qui il sogno inizia a sfumare gradualmente fino a svanire.

29 settembre 2019

Sogno lucido ore 2.15-6.45

Mi trovo con degli amici all'esterno di una scuola nella quale tra poco dobbiamo entrare. Due di questi amici sono due gemelli di origini ucraine, ex compagni di liceo. So di essere in Ucraina, dovrò frequentare una scuola di un paese straniero e la cosa mi mette a disagio. E' il momento di entrare, raggiungiamo la classe e prendiamo posto ai banchi. Per fortuna non sono solo qui, ci sono altri miei amici italiani, alcuni ex compagni di liceo e tutti ci sediamo nella stessa fila, quella accanto alle finestre. Io arrivo per ultimo e mi tocca un banco vicino ad una ex compagna di liceo con la quale non ho mai avuto confidenza. Sono seduto a sinistra, vicino alla finestra che è aperta e l'aria che entra mi arriva dritta addosso, in faccia, non è aria calda e penso che potrebbe crearmi problemi. Chiudo la finestra, ma i miei compagni hanno caldo e la riaprono. La cosa mi fa arrabbiare, ero già nervoso per la situazione e ora perdo il controllo, inizio ad imprecare ed a sbattere i pugni sul banco. Non voglio starci in questo posto, mi chiedo come ci sia finito qui e la cosa mi fa prendere gradualmente lucidità. Ora che so di stare sognando tutte le emozioni negative svaniscono e mi sento libero e leggero. Vado verso una finestra aperta ma con la tapparella a metà, la alzo e salgo sul cornicione con l'intento di buttarmi e prendere il volo. I miei compagni si mostrano allarmati nel vedere quello che sto facendo, forse pensano che voglia suicidarmi. Salto ed inizialmente mi aggrappo a qualcosa che sporge dal muro esterno dell'edificio (che ricorda proprio quello del mio vecchio liceo), poi mi lascio andare e cado per qualche metro ma riesco a fermare la caduta e rimanere sospeso a mezz'aria prima di toccare terra. Risalgo fino alle finestre della classe e dico ai miei compagni che siamo in un sogno e li incoraggio a volare anche loro con me. Sento qualcuno chiedere << quindi stiamo tutti sognando ? >> Io rispondo << io sicuramente sì, per quanto riguarda voi non so se siate sognatori come me o personaggi del mio sogno >>. Mi seguono e atterriamo poco più avanti. Qui perdo lucidità e propongo agli altri di fare una gara di corsa a chi arriva per primo in spiaggia (siamo nella mia città ora). Un attimo prima di partire dico che non ci sono regole, vale tutto, intendendo che non c'è un percorso prestabilito, si possono prendere scorciatoie e fare furbizie per rallentare gli altri o portarli fuori strada. Partiamo e prendiamo tutti la stessa strada, come se fosse l'unica valida, io però, senza farmi vedere, entro in un condominio che ha il cancello aperto e attraverso tutto il cortile fino al cancello che dà sulla strada parallela. Ho guadagnato parecchio terreno, mentre gli altri stanno ancora facendo il giro. Ora attraverso la strada e taglio di nuovo all'interno di un altro condominio sempre di corsa. Raggiungo una piazzola che so essere il traguardo (ma non era la spiaggia ?) Vedo una statuina di pietra alta circa 30-40 cm posta su un piano quadrato. Sul piano intorno alla statuina ci sono dei rigonfiamenti e so che per completare il percorso e vincere la gara bisogna incastrarvi delle statuine più piccole che si trovano sparse qua e là nella piazzola. Iniziano ad arrivare gli altri, ma io ormai ho preso un vantaggio troppo grande e non ho difficoltà a portare a termine il gioco.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 02/10/2019, 16:01

Grande Hari! La tecnica di canticchiare per allontanare le entità sgradevoli è fantastica! :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 02/10/2019, 19:45

olrac ha scritto:Grande Hari! La tecnica di canticchiare per allontanare le entità sgradevoli è fantastica! :)



Già ! E funziona alla grande ! :) Tentano di spaventarmi ma quando mi sentono cantare si spaventano loro :D
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 02/11/2019, 19:57

5 ottobre 2019

Sogno lucido ore 6.45-7.40

Verso Avalon


Con alcuni membri del forum ci accordiamo per una WBTB di gruppo in chat, e scegliamo tutti insieme anche un obbiettivo comune, ovvero quello di raggiungere la leggendaria isola di Avalon. Mi rimetto a letto dopo mezz'ora di chiacchierata in chat con Elica, Il Bagatto e VansicKrytal e dopo un tempo indefinito mi addormento. Mi ritrovo a sognare di essere di fronte a casa mia con mio cugino. Ad un certo punto mi accorgo di essere in un sogno proprio grazie all'obbiettivo comune, nel sogno infatti mi ricordo che dovevo andare ad Avalon e in quel momento dunque realizzo di stare sognando. Inizio a correre con l'intento di raggiungere il campo di sterpaglie e da lì procedere verso il primo passaggio dimensionale che mi capita a tiro. Faccio il giro di casa e raggiungo il parcheggio, richiamo le vibrazioni ed avverto subito un cambio di livello. Ora lo scenario si è modificato e dove c'era l'inizio del campo di sterpaglie adesso c'è uno spazio esterno di un ristorante con tavoli e persone sedute a mangiare. Altre persone attraversano questo spazio per andare o venire da un ampio prato che si trova alla mia sinistra e si estende per decine di metri in lunghezza e larghezza. Tutto è molto luminoso e spazioso, c'è una bella atmosfera. Io però devo raggiungere l'isola di Avalon ma preso dall'entusiasmo mi dimentico di stabilizzare e il sogno si dissolve e mi sveglio.


7 ottobre 2019

Sogno lucido ore 4.30-6.10

Sono sul letto in paralisi e vengo assalito dall'entità, rimango calmo ed inizio a canticchiare per scacciarla. Dopo qualche secondo l'entità svanisce, scendo dal letto ed esco dalla mia stanza. Ho già la vista attiva ma è buio in casa e intravedo a malapena lo spazio intorno a me. Mentre salgo le scale ed esco dal portone continuo a canticchiare, provo a spiccare il volo con un salto subito prima delle scale che portano al vialetto, ma non ci metto abbastanza convinzione e ne risulta solo un gran salto con il quale scavalco i sei gradini atterrando direttamente sul vialetto. Il sogno qui si destabilizza, esco in strada e per un attimo si oscura tutto, poi le immagini tornano ma è notte ed è buio pesto, non c'è nemmeno un lampione acceso. Mentre cammino lungo la strada grido << luce ! >> ma non cambia nulla. A questo punto caccio un urlo come se mi stessi trasformando in super sayan :D e per un attimo vedo il cielo schiarirsi leggermente. Ora c'è un po' di luce, ed è come se provenisse direttamente da me, inoltre anche i lampioni ora sono accesi. Ad un certo punto incontro un gruppo di ragazzi e ragazze, riprendo a cantare la canzone e li incito a cantare insieme a me, poi li abbraccio uno per uno dicendo loro che gli voglio bene, che sono parti di me. Proseguiamo insieme, arriviamo alla fine della strada e giriamo a sinistra. Raggiungiamo un incrocio e qui vedo una bambina bionda ferma in piedi di spalle che sembra fissare qualcosa davanti a lei. L'immagine è inquietante, ricorda i classici film horror di fantasmi, e in un primo momento decido di passare oltre. Poi però sento che è importante che io affronti questa cosa, vado da lei e qui vedo che è diventata una specie di bambola. La tengo in mano, è inerte ma ho la sensazione che racchiuda un'entità al suo interno. La lascio ad uno dei ragazzi di prima che sembra sia in grado di evocare l'entità all'interno della bambola. Il ragazzo fa qualcosa che non capisco poi corre in un angolo con l'atteggiamento di chi sta per assistere a qualcosa che attendeva da tempo. Parte in sottofondo una musica di quelle di Final Fantasy X quando sta per iniziare una battaglia contro un boss. Capisco che sta arrivando qualcosa di tosto e mi preparo ad affrontarlo. Si presenta una donna molto bella dai capelli lunghi e scuri. A dispetto della sua bellezza però è ostile. Vorrei evitare di combattere ma mi preparo a difendermi, so che non si tratta di uno di quei semplici personaggi fastidiosi facilmente manipolabili. Paro i suoi colpi mentre cerco di instaurare un dialogo con lei. Qui il sogno si destabilizza e io perdo parzialmente lucidità. Le chiedo chi è e come si chiama, mi arriva un'informazione telepatica, forse dal ragazzo di prima, che dice << Fossana >>, ma la donna a voce dice invece di chiamarsi Chiara. Questo suppongo sia dovuto alle mie aspettative, avendo già avuto a che fare con una ragazza dal comportamento ambiguo e di nome Chiara, mi aspettavo di sentire quel nome. Ora è lei a chiedere a me come mi chiamo, io però ora sono convinto di essere una donna e cerco di ricordare il mio nome senza riuscirci. Mentre cerco di ricordare il mio nome, me ne viene in mente uno, Melissa, non so perché. Ora torno in me e ricordo chi sono, le dico il mio vero nome, che sono maschio e che la trovo anche attraente.Lei ora sembra calmarsi ma il ricordo qui inizia a farsi confuso. Ricordo solo che alla fine inizia a sbottonarsi la camicetta ma qui il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio in cui sono a scuola e mi sono appena svegliato da questo sogno (mi ero addormentato sul banco).

9 ottobre

OBE ore 22.00-00.00

Esco dal corpo e mi metto a correre a super velocità nel buio, vedo solo un puntino bianco in lontananza dritto davanti a me. Mi trovo in una città con palazzi di 4-5 piani, da qui non ricordo altro, probabilmente l'esperienza si è interrotta in quel momento o poco dopo.

13 ottobre 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.30

Sono in una casa indefinita e batto le dita su un mobile come se stessi suonando un qualche strumento musicale a percussione. Ogni colpo produce un suono come se fosse veramente uno strumento musicale e riesco addirittura a suonare un pezzo della colonna sonora del Signore degli Anelli, fantastico !Mentre lo faccio prendo gradualmente lucidità e dopo un po' smetto e mi guardo intorno. Sono in una cucina che assomiglia un po' a quella del piano terra a casa mia, soprattutto per il colore delle credenze e delle sedie. Le immagini sono molto nitide, è tutto molto vivido e realistico. Inizio ad aprire credenze per vedere se c'è qualcosa di buono da mangiare. In una di queste però trovo solo pacchi di pasta e altre cose tipo sacchi o barattoli di zucchero, sale,farina. Apro un'altra credenza e anche qui trovo solo pasta. Dico ad alta voce <<beh...non è che posso mettermi a cucinare la pasta qui !>> Apro le credenze in basso sotto al lavandino, dove so che ci sono i secchielli dell'umido e dell'indifferenziato. Ormai la cucina è diventata di fatto quella di casa mia al piano terra. Esco dalla cucina e infatti vedo il salotto e l'ingresso col portone e tutto il resto. Esco dal portone ma qui non ricordo bene cosa accade, forse è la parte immediatamente precedente agli episodi che riporterò qui sotto.


Serie di lucidi/OBE ore 6.00-8.30

Non ricordo se parto da un risveglio in paralisi o se proseguo dal punto descritto sopra, ricordo di aver percorso un pezzo di strada per poi entrare in una delle case della zona. Ricordo che appena entrato mi sono ritrovato in un corridoio molto stretto con una porta ad entrambe le estremità. Opto per quella di sinistra, la attraverso e mi trovo nel buio totale. Riparto poi dal letto e da qui inizia una serie di uscite e rientri nel corpo. Riporto gli episodi che ricordo meglio.

Episodio 1:

Scendo dal letto, esco dalla stanza e stavolta decido di rimanere nel seminterrato. Mi guardo intorno, la disposizione dei mobili ovviamente non è quella attuale. Sento una specie di gorgoglio provenire dalla cucina, ma non mi metto ad indagare. Esco dal garage e penso di prendere l'intercapedine come passaggio dimensionale, è da parecchio che non lo faccio. Apro la porta e vedo un corridoio stretto che curva verso sinistra, è abbastanza pulito e facilmente percorribile. Risulta essere anche breve, appena girata la curva trovo una porta da cui filtra della luce. La apro e mi trovo davanti un'apertura che però non corrisponde per dimensioni alla grandezza della porta, è decisamente più piccola, alta circa mezzo metro. Per passare devo chinarmi e strisciare per terra, ma quando sono fuori sono molto colpito dal paesaggio che mi trovo davanti. Sono infatti in un ampio prato con tanti alberi, sembra di essere di fronte all'entrata di un bosco. Mi alzo in piedi e lo scenario viene meno per qualche istante, poi mi chino a sfregare le mani sull'erba e le immagini tornano. Proseguo per un po' accucciato a toccare l'erba per stabilizzare, poi mi alzo e mentre cammino faccio scorrere la mano su un muro alla mia destra, per non perdere il contatto con questo ambiente. Sento delle voci, si sta svolgendo forse una festa o comunque delle attività di gruppo. Poco più avanti infatti il muro termina e vedo un gruppo di persone che fanno cose, forse c'è anche della musica. Mi fermo accanto ad un ragazzo che sta parlando con qualcuno. Richiamo la sua attenzione per fargli delle domande ma qui non ricordo cosa succede, forse il sogno si interrompe.

Episodio 2:

Riparto dal letto e vado in garage. Entro nell'intercapedine e raggiungo l'altra estremità. Apro la porta e stavolta il passaggio è più alto di prima, devo chinarmi un po' ma posso rimanere in piedi. Mi trovo nello stesso posto di prima, cammino verso il punto in cui avevo incontrato quel gruppo di persone, qui però ho un vuoto di memoria. Ricordo che ad un certo punto mi trovo a sfregare le mani sull'erba e un tizio mi guarda minaccioso e mi dice qualcosa del tipo << tu chi sei ? Sei un ...>> non ricordo cosa dice esattamente ma ho l'impressione che sospetti che io sia un sognatore lucido, forse per il fatto che mi ha visto sfregare le mani sull'erba. Io non voglio litigare e penso a qualche scusa che possa giustificare quel mio gesto senza ammettere di essere un onironauta. Prima di riuscirci però mi ritrovo sdraiato in posizione supina, mi sento pesantissimo e privo di forze e il tizio sta per colpirmi con una sedia. Riesco a bloccare la sedia con le mani, lui continua a spingere la sedia contro di me ma con l'intento, senza dunque usare la forza "fisica" riesco a resistere e a spingerlo anche un po' indietro. La cosa va avanti per un po', poi il sogno crolla e mi ritrovo forse in paralisi oppure in un sogno normale, non ricordo.

Episodio 3:

Mi trovo sul letto in paralisi, forse in seguito all'episodio precedente, e sento uno strano lamento che mi provoca una leggera inquietudine e mi causa un brivido che mi percorre tutto il corpo. Comunque non mi faccio condizionare e resto fermo in attesa del momento giusto per il distacco. Scendo dal letto ma stavolta finisco per terra, sono al buio totale e mi sento estremamente pesante. Mi alzo a fatica, esco dalla mia stanza e mi trovo a vagare nel buio, non so dove andare e alla fine decido di fare quello che faccio di solito quando non ho ancora la vista attiva, ovvero andare di sopra aggrappandomi alla ringhiera delle scale. Arrivato di sopra però la vista non si è ancora attivata, allora proseguo ancora prendendo le scale verso il primo piano. Dopo un po' la vista arriva dunque cambio idea e torno indietro. Esco dal portone e, arrivato al cancello, vedo che la serranda del garage è alzata, perciò decido di entrare nel garage e prendere di nuovo l'intercapedine. Mi ricordo dell'obbiettivo di incontrare la mia guida e chiedere di farmi viaggiare nel tempo attraverso i ricordi delle mie vite passate. Entro nell'intercapedine e raggiungo l'altra estremità, dove c'è la porta che prima mi ha portato in quel prato. La apro e stavolta il passaggio ha dimensioni normali, non devo nemmeno chinarmi. Attraverso la soglia e una ragazza mi prende per mano. Il luogo è lo stesso degli episodi precedenti, tuttavia qui il sogno è troppo instabile, le immagini iniziano a vacillare e in breve il sogno si dissolve.

19 ottobre 2019

Serie di lucidi e OBE ore 5.00-7.30

Episodio 1:

Mi sveglio in paralisi e mi stacco dal corpo. Una forza mi trattiene e mi tira indietro. Mi sforzo di andare avanti ma non riesco a liberarmene finché non faccio uno scatto improvviso dopo aver concentrato l'intento per questo specifico gesto. Sono libero e vado in garage. Apro la porta dell'intercapedine e trovo un'altra porta più piccola e penso << ci risiamo !>> Chiudo e riapro e ritrovo la stessa porticina, stavolta la apro e ne trovo un'altra ancora più piccola e cosi via tre o quattro volte, è una di quelle situazioni senza uscita. Ad un certo punto inizio a trovare dei rotoli di carta igienica, scottex e altra roba. C'è un cunicolo pieno di carta ad ostruire il passaggio, la tolgo ma sembra non finire mai. Vedo che si tratta di volantini e carte con illustrazioni e testi stampati, tutto molto articolato e dettagliato. Ricordo una carta tipo quelle da gioco, fatta di cartoncino rigido, sulla quale è raffigurato il volto di una donna indiana e c'è una scritta che dice qualcosa del tipo "incontro con ..." non ricordo il nome ma ricordo che aveva tante L, forse è il nome della donna indiana. Alla fine provo ad infilarmi nel cunicoloma ottengo solo di far crollare il sogno.

Episodio 2:

Mi ritrovo in una spiaggia e una ragazza bionda mi prende per mano. Le immagini si fanno sfocate, la mia lucidità è molto bassa e invece di lasciarla andare e stabilizzare mi faccio trascinare da lei e in breve il sogno si dissolve.

Episodio 3:

Sono in garage, forse dopo un distacco dal corpo ma non ne sono sicuro. Esco in strada e mi concentro ripetendo a me stesso che sto sognando. Mentre cammino mi concentro sul respiro, ciò aiuta a fare chiarezza intorno a me, inizio a sentirmi più leggero ma ad un certo punto mi fermo perché temo di destabilizzare il sogno. Guardo il cielo, è giorno ma è nuvoloso, così chiedo ad alta voce alle nuvole di diradarsi e al sole di uscire allo scoperto. Le nuvole sembrano muoversi ma non abbastanza. Qui arriva il mio amico e vicino di casa A.D. Mi dice qualcosa che non ricordo, forse si lamenta per quello che sto tentando di fare, non ho idea del perché. Gli dico che sto cercando di far uscire il sole, dovrebbe esserne contento. Voglio testare la stabilità e il realismo di questo sogno, così mi viene in mente di fare una sfida a braccio di ferro con A.D., glielo propongo e lui accetta. Ci sono dei contenitori della differenziata e ne scegliamo uno sul quale appoggiarci rimanendo in piedi. Sposto qualcosa di ingombrante che si trova su questo secchio e lo poggio su un secchio vicino. Iniziamo il nostro braccio di ferro, A.D. va in vantaggio, io faccio fatica a tenergli testa, segno che il sogno è molto stabile. Lui è molto più grosso e forte di me e nella realtà fisica in una sfida a braccio di ferro vincerebbe in meno di un secondo. Qui riesco a resistere e a poco a poco, concentrandomi, ribalto la situazione. E' tutto estremamente reale, sento chiaramente i muscoli del braccio che si contraggono, sento la fatica. Ad un certo punto faccio un movimento del polso che piega la mano di A.D. e qualcuno di quelli che stanno assistendo alla sfida si chiede se è una mossa regolare. A.D. comunque non cede, è veramente dura riuscire a dare la spinta decisiva, mancano pochi centimetri ma resiste con grande forza e determinazione. Alla fine con un grande sforzo riesco finalmente a vincere, ma che fatica ! Ora vedo un tavolo al quale siedono diversi ragazzi e ragazze. Un ragazzo seduto a capo tavola mi indica delle ragazze sedute alla sua sinistra e di fronte a me e mi dice che di loro ne ha viste parecchie, circa una decina. Non capisco cosa intenda dire ma invece di chiedere spiegazioni a lui, decido di fare domande alle ragazze. Inizio da una ragazza carina seduta vicino a quel ragazzo, le chiedo come si chiama, ma non ricordo la sua risposta (mi pare fosse un nome che inizia per G). Le chiedo cosa rappresenta, qual è la sua funzione e lei si mostra perplessa. Le chiedo allora se è un personaggio del mio sogno e mi risponde <<ovviamente sì !>> Qui mi appare un testo che provo a leggere ma mi accorgo che mi sono immerso troppo nella conversazione e che ciò ha fatto destabilizzare e deformare il sogno. Lascio stare e torno a stabilizzare, per farlo prendo ripetutamente a pugni una parete finché non inizio a sentire un lieve bruciore alle nocche. Chiedo poi ad A.D. di fare un'altra sfida a braccio di ferro. Lui accetta e prima di iniziare gli dico che c'è la possibilità che, qualora la sfida si prolunghi troppo, io ceda dopo un po' e lo faccia vincere, questo perché il mio scopo è solo quello di verificare la solidità del sogno. In realtà stavolta ho la meglio quasi subito, segno che il sogno è meno stabile rispetto a prima. Ora torno al tavolo e mi rivolgo alla ragazza seduta al centro delle tre di prima. Lei però mi guarda male e dice che non è con lei che devo parlare.Il ricordo qui è un po' vago, ricordo di aver chiesto a lei e all'altra ragazza se sono anche loro delle sognatrici e mi pare che abbiano entrambe risposto di sì. Poco dopo il sogno si dissolve e mi sveglio.


20 ottobre 2019

Sogno lucido ore 5.30-8.00

Prendo lucidità mentre mi trovo in una casa indefinita su delle scale che scendono verso un giardino. Ora lo scenario diventa quello del giardino di casa mia. Esco in strada, è giorno ma il cielo è completamente bianco, coperto da un unica massa di nuvole. Percorro tutta la strada di fronte a casa mia, poi giro l'angolo verso sinistra e incontro un bambino. Gli chiedo se ha una caramella per la gola da darmi (in questi giorni ho mal di gola e, seppur lievemente, me lo porto dietro anche in questo sogno). Me ne dà una ma mi rendo conto dopo un po' che tenerla in bocca potrebbe creare problemi alla mia lucidità, così la butto. Proseguo e arrivo fino alla strada che costeggia la ferrovia e la stazione, c'è un gran via vai di persone già diverse decine di metri prima del sottopassaggio, è piuttosto insolito. La cosa più strana però è che non sento nulla, come se non ci fosse l'audio. Chiedo dunque ad alta voce << audio ! >> E poco dopo arriva, torno a sentire i rumori e i suoni intorno a me. Ora c'è addirittura un gran traffico, una fila di macchine che avanzano a passo di lumaca, mai visto un simile ingorgo in questa zona della mia città. Chiedo a qualcuno come mai c'è questo traffico, accennano ad un incidente, ma non ricordo i dettagli. Ora mi sento stranamente molto pesante, cammino con grande fatica, mi mancano le forze. Mi fermo e richiamo le vibrazioni, così facendo si oscura tutto per qualche secondo e quando la vista ritorna mi trovo nella piazza principale della mia città, a quasi un chilometro da dove ero prima. Qui incontro una ragazza bionda e bassina, abbastanza carina. Ci sono forse anche dei ragazzi ma il ricordo è vago. Cammino con la ragazza verso il mare e nel frattempo parliamo ma la mia lucidità ormai è calata notevolmente. Arrivati sul lungomare il sogno si dissolve poco dopo.

24 ottobre 2019

Serie di lucidi e OBE ore 4.30-6.00

Episodio 1:

Mi trovo sdraiato sul letto a pancia in giù (posizione che non corrisponde a quella del mio corpo fisico, che dovrebbe essere sdraiato sul fianco destro). Sprofondo nel letto e mi trovo fuori dal corpo. Salgo al piano terra un po' a fatica e ancora senza vista, aggrappandomi alle pareti e alla ringhiera. Arrivo al piano terra e acquisisco la vista ma chiudo gli occhi per un attimo e tutto si oscura di nuovo. Esco dalla porta finestra e prendo il volo dalla veranda ma non riesco a salire quanto vorrei. Volo per un po' a qualche metro da terra poi non ricordo se atterro di mia spontanea volontà o se il sogno crolla e riparto dalla paralisi. Fatto sta che poi entro in garage e prendo l'intercapedine come passaggio verso un nuovo scenario. Mentre percorro il corridoio richiamo alla mente il mio obbiettivo, che è quello di rivivere dei ricordi del passato. Mi viene in mente di tornare indietro alla mia vacanza in Svizzera di vent'anni fa, pronuncio ad alta voce la destinazione desiderata e apro la porta. Mi trovo in spiaggia e incontro l'attore Rober De Niro che mi passa davanti. Gli dico << questa decisamente non è la Svizzera >> e lui fa un cenno con la testa come a dire << sì, hai ragione >>. Gli chiedo poi se per caso ha visto Chiara e Isabelle (due mie guide) e gliele descrivo dicendogli che una è una giovane e bellissima ragazza mora, l'altra invece è una donna un po' più grande, sui 35-40, molto bella anche lei. Lui però fa cenno di no. Provo a contattare Isabelle telepaticamente, chiedendole di incontrarci qui.Vado davanti ad una porta e dico a me stesso che quando la aprirò ne uscirà Isabelle. Quando la apro però attraversano la porta diverse persone ma non lei. Ora sono davanti al bancone di un bar e vedo una donna che il sogno mi dice essere Elica. Le dico che siamo in un sogno e lei fa una faccia sorpresa ma non sembra acquisire grande consapevolezza. Vedo ora un ragazzo che lavora in questo bar, gli dico che siamo in un sogno e che quindi non deve più lavorare, che vada a divertirsi ! A differenza della donna lui non se lo fa ripetere due volte e lascia subito il bancone e va a fare non so cosa.

Episodio 2:

Eseguo il distacco e vado di sopra. Stavolta la vista non si attiva appena arrivato al piano terra, mi fiondo contro la porta-finestra con l'intento di prendere subito il volo ma non riesco ad attraversarla completamente, c'è qualcosa che mi tira indietro e rimango bloccato metà dentro casa metà fuori. Rientro, mi concentro un attimo e riprovo, stavolta la attraverso senza problemi. Ora la vista si attiva, salto dalla veranda e spicco il volo, stavolta ho un corpo più sottile rispetto all'episodio precedente, sono più leggero e riesco a salire più in alto. Osservo il cielo notturno sopra di me, vedo la luna e dei pianeti che appaiono più grandi della luna stessa, una visione spettacolare ! Continuo a salire come attirato da una forza in visibile, mi lascio andare a questa forza mentre continuo a guardare intorno a me. Ora ho la vista a 360 gradi, basta il minimo pensiero per cambiare visuale. Ora guardo verso il basso e vedo campi coltivati che si rimpiccioliscono man mano che salgo. Ora invece sono fuori dalla Terra e osservo il pianeta rimpicciolirsi sempre di più, ne distinguo i continenti, lo vedo anche ruotare per un attimo in senso antiorario o forse sono io a spostarmi intorno ad esso, fatto sta che vedo comparire le Americhe, mentre inizialmente dalla mia posizione potevo vedere solo l'Europa e l'Africa. Ora qualcosa mi fa girare dall'altra parte dando le spalle alla terra, ma io voglio continuare a guardarla e mi giro di nuovo. La cosa si ripete alcune volte con la forza invisibile che mi fa girare e io che continuo a voltarmi verso la Terra. Dopo invece mi trovo nello spazio aperto, non vedo più la Terra ma vedo tutto intorno una sorta di reticolato di vari colori sullo sfondo nero. Qui
l'esperienza si interrompe.

26 ottobre 2019

Prendo lucidità durante un sogno confuso in cui mi trovo in casa. Vado di sopra, esco di casa e nel frattempo le immagini si sfaldano. Arrivo al cancelletto, cerco al tatto il tasto per aprirlo sul muro, lo trovo e ci lascio il dito premuto sopra per sentirne bene la consistenza e stabilizzare. Lo premo, la vista si riattiva, richiudo il cancelletto e lo riapro, le immagini sono sempre più nitide e le sensazioni sempre più reali. Esco, tocco le sbarre del cancelletto e lo chiudo lentamente accompagnandolo, tutti gesti per stabilizzare il sogno. E' tutto estremamente realistico, vedo addirittura l'aria condensata che esce dalla mia bocca quando respiro, come d'inverno col freddo. Esco in stradama qui il sogno si interrompe.

27 ottobre 2019

Prima serie di lucidi e OBE ore 5.00-5.45

Mi trovo lucido in casa, vado di sopra, entro in bagno e mi guardo allo specchio. L'immagine riflessa è abbastanza fedele, mi sciacquo le mani per stabilizzare poi esco in giardino. Esco nel parcheggio dietro casa e mi addentro nel campo di sterpaglie. Qui inizio a sentire della bella musica dal vivo e poco dopo vedo un tizio che suona e forse canta anche, mentre delle persone assistono alla sua esibizione. Al termine della canzone parte un applauso, al quale mi unisco anche io. Chiedo ad un uomo seduto come si chiama il musicista, mi risponde "Gavrin..." non ricordo il cognome. Cerco subito un pezzo di carta per scriverlo in modo da memorizzarlo, una donna mi indica dei fogli e ne prendo uno ma non ho un appoggio comodo per scrivere. Mi trovo a scriverlo più volte e ricominciare da capo, alla fine dimentico il cognome e inoltre il sogno si destabilizza e si dissolve. Riparto dal letto in paralisi, eseguo il distacco ed esco di casama da qui il ricordo si fa piuttosto confuso. Inizia una serie di episodi di cui ricordo solo dei frammenti.In uno di questi sono a casa della mia nonna paterna, in cucina, casa in cui ho vissuto per quasi un anno tra i 3 e i 4 anni di età. Esco dall'appartamento e salgo le scale con l'intenzione di arrivare al quinto ed ultimo piano del palazzo, tuttavia il piano subito sopra risulta essere l'ultimo. C'è un ponticello di legno che collega due estremità di questo piano, altrimenti separate da un vuoto. Lo percorro e raggiungo una porta che si apre premendo un pulsante sulla parete. Lo premo e la porta si apre a mo' di serranda, dal basso verso l'alto. Vedo un ambiente luminoso, sto per uscire ma due tizi ostili mi si parano davanti e mi sbattono fuori dal sogno. Mi ritrovo in paralisi aggredito dall'entità. La morsa dell'entità è forte ma io rimango calmo e mi metto come al solito a canticchiare. Riesco dunque ad eseguire il distacco, vado di sopra ed esco in strada. Avanzo a fatica, sono ancora pesante e sento l'influsso negativo dell'entità. Non ricordo poi come continua. In un altro episodio prendo il campo di sterpaglie e ne percorro tutta la larghezza fino a sbucare in una strada extraurbana. Non vedo centri abitati nelle vicinanze, ma so che percorrendo la strada potrei raggiungerne uno. Tuttavia non posso percorrerla a piedi, non farei in tempo e non posso volare in un sogno così stabile, mi serve un mezzo di trasporto. Vedo un tizio in moto che è appena partito, lo chiamo più volte gridando mentre lo rincorro e alla fine mi sente e si volta. Gli chiedo un passaggio e lui si ferma per farmi salire. Salgo dietro di lui e partiamo. Gli dico che voglio raggiungere la città e pare che anche lui sia diretto lì. Sfrecciamo veloci lungo la strada, io nel frattempo do rapide occhiate in varie direzioni per mantenere la stabilità del sogno. Gli chiedo come si chiama la città in cui stiamo andando e lui mi risponde che me lo dirà ma prima deve spiegarmi delle cose. Fa un discorso che ora non ricordo e che probabilmente anche sul momento non ho capito. Mi dice che il nome della città è Superstar City. Nel frattempo siamo entrati in città e vedo ai lati della strada dei grossi cartelli pubblicitari. La zona è costituita da grattacieli di svariate decine di piani. Gli chiedo di fermarsi e farmi scendere qui perché temo che non riuscirò a mantenere la stabilità ancora per molto andando a questa velocità. Lui però mi dice che non è ancora il momento. Ripensandoci concordo con lui, dato che io voglio visitare il centro della città e in questo momento probabilmente ci troviamo in una zona periferica. Arrivati in centro ci fermiamo, scendiamo dalla moto e ci troviamo subito in un locale chiuso. La mia attenzione viene attirata subito da un bancone sul quale c'è della mortadella. Sembra molto invitante e chiedo di assaggiarne una fetta. Una donna dietro al bancone mi dice che costa 1 euro, poi però al momento di pagare un'altra donna mi dice che sono 5.80 :shock: . Sono stupito da un tale prezzo per una fettina di mortadella. Ora mi accorgo che la donna di prima, senza che io glielo abbia chiesto, mi ha preparato un piccolo panino tondo di quelli che si mettono alle festicciole di compleanno. In ogni caso 5 euro e 80 mi sembra un prezzo un tantino eccessivo :D. Non trovo più la tizia di prima a cui dare i soldi, mi guardo intorno e qui il sogno si dissolve. Stupidamente mi sono fatto distrarre e ho perso lucidità, mancando di esplorare a dovere lo scenario. Comunque, prima di ritrovarmi in paralisi,riesco a rientrare nel sogno quasi nello stesso punto. Esco dal locale e mi trovo in uno spazio ben più ampio, forse una piazza. C'è una piccola piscina da una parte ed edifici tutto intorno. Poi mi rendo conto però che mi trovo ancora al chiuso, si tratta probabilmente di un grande centro commerciale al coperto. La luce del sole che filtra dalle ampie vetrate dà l'illusione di essere all'aperto. Ora sono in un bar ma non ricordo di esserci entrato, probabilmente non si tratta di un locale chiuso ma di un bancone esposto direttamente sui corridoi del centro commerciale. Sento qualcuno dire << non avete chiesto in che anno siamo ! >> Qui però perdo lucidità, con me ci sono altre persone, uno o due di questi si mettono a discutere con gli inservienti del bar. Io mi rivolgo ad uno di questi chiamandolo "avvocato" e gli dico di lasciar perdere. Ora mi arriva una strana rivelazione, la consapevolezza che questo in cui mi trovo è in realtà un luogo demoniaco, una sorta di inferno mascherato. Quello che vedo è un'illusione per nascondere la vera natura di questo posto. Lo scenario si dissolve e mi ritrovo sul letto. In seguito accade una cosa strana, non so dire se avviene subito o se dopo altri episodi che ho dimenticato. Ad un certo punto, mentre sono in paralisi, inizio a sentire una pressione fortissima alle tempie che aumenta sempre di più, sembra quasi che mi stia per esplodere la testa. La cosa mi spaventa un po', complice la mia scarsa lucidità in quel momento, e interrompo l'esperienza uscendo momentaneamente dalla paralisi. Resto comunque fermo e torno subito in paralisi, la pressione torna ad aumentare, ancora una volta non ho il coraggio di lasciarmi andare e vedere cosa succede, dunque decido di interrompere di nuovo. La cosa si ripete forse altre due o tre volte, una parte di me vuole lasciarsi andare e vedere cosa succede, l'altra è spaventata anche perché la pressione diventa quasi dolorosa ad un certo punto. Alla fine decido di svegliarmi definitivamente e ovviamente una volta sveglio e lucido mi pento di tale decisione. Anche da sveglio continuo a sentire una pressione alle tempie, sebbene più lieve, e rimango fermo con l'intenzione di entrare di nuovo in paralisi consapevolmente. Tuttavia la posizione sul fianco destro, mantenuta a lungo, inizia a causarmi dei fastidi muscolari e sono costretto a cambiare posizione. Così facendo perdo definitivamente la possibilità di rientrare subito in fase REM.

Seconda serie di lucidi e OBE ore 6.00-6.45

Mi sdraio di nuovo sul fianco destro con la forte intenzione di avere altre esperienze. Ad un certo punto mi trovo in paralisi in un falso risveglio e scendo dal letto. Esco di casa e piove, attraverso il giardino ed entro nel campo di sterpaglie. Qui però non riesco più a proseguire, sono pesantissimo e debole. Penso che sto commettendo l'errore di muovermi come se fossi nel corpo fisico, mi concentro dunque sull'intento di spostarmi in avanti raggiungendo direttamente il luogo desiderato, senza dover camminare. Fisso un punto in lontananza che voglio raggiungere, si tratta di alcuni edifici indefiniti. Distolgo per un attimo lo sguardo e quando torno a guardare si è un po' modificato. Inizio a sentirmi più leggero, come se mi stessi sollevando dal suolo, ma non riesco a staccarmi definitivamente. Provo a gettarmi in avanti per volare in posizione orizzontale ma ottengo solo di cadere a terra sdraiato a pancia in giù.Alla fine in qualche modo raggiungo il punto desiderato ma ho un evidente calo di lucidità e sono in compagnia di un tizio che siede per terra alla mia sinistra (anche io sono seduto). Mi dice che il fatto di non riuscire a muoversi accade quando...non ricordo cosa dice esattamente ma è qualcosa che ha a che fare con Gesù e la preghiera. Vedo che indossa una tunica marrone, deve essere un frate o qualcosa del genere. Ora vedo una ragazza in piedi davanti ad un edificio sacro, forse un tempio. So che questa ragazza è Yuna, personaggio di Final Fantasy X, videogioco a cui sto giocando in questo periodo. Stiamo richiamando la sua attenzione ma lei sembra non sentirci. Dopo si accorge di noi e ci dice qualcosa che non ricordo. In seguito si rivolge di nuovo a noi dicendoci qualcosa del tipo << vi accoglierò, ma sarò io a decidere quando >>. Il suo è un atteggiamento molto freddo e autoritario, del tutto in contrasto con quello che è il personaggio del videogioco. Mi alzo e mentre aspetto che Yuna dia l'ok, mi metto a gironzolare rimanendo nei paraggi. Ora non so perché il frate, o qualunque cosa fosse l'uomo seduto accanto a me, sono io, e lui non c'è più. Qui il sogno si interrompe. In seguito ci sono altri episodi di cui però ho ricordi frammentari e confusi e in cui la lucidità, quando presente, è molto bassa.

28 ottobre 2019

Sogno lucido ore 4.30-5.45

Non ricordo come prendo lucidità mentre sono nella mia stanza (non ricordo, se c'è stato, il momento del distacco dal corpo). Vado di sopra e mi ricordo che è notte e non pomeriggio nonostante nel sogno sia giorno. Il sogno è già stabile, esco di casa e mi incammino lungo la strada procedendo lentamente e concentrandomi sull'ambiente circostante. Mantengo la concentrazione e il controllo, vedo un via vai di persone intorno a me, sembrano aumentare, cerco tuttavia di non farmi distrarre, di rimanere distaccato. Provo ad aprire un varco dimensionale puntando una mano davanti a me ma essendo lo scenario abbastanza stabile non accade nulla. Dei ragazzi dicono di aver trovato l'apertura, tengono in mano un oggetto a forma di disco di colore scuro come se fosse quello il portale. Dico loro di provare ad entrarci dentro. Mi volto in direzione di casa mia ma nel frattempo lo scenario intorno a me si è modificato, non sono più nella mia città. Torno a
concentrarmi per isolarmi delle distrazioni. Mi trovo poi altrove, non ricordo come ci sono arrivato, forse si è trattato di una sorta di teletrasporto involontario o forse c'è stato qualcosa in mezzo che ho dimenticato. Fatto sta che ora sono all'interno di un edificio e vedo una rampa di scale che scende. In fondo alle scale c'è un'apertura da cui entra della luce, ma qualcosa mi dice che è meglio andare verso l'alto piuttosto che verso l'alto, così prendo le scale a salire. C'è una finestra in cima a questa rampa di scale e penso che potrei uscire da lì e volare via. Qui però c'è un altro "stacco", e mi trovo ora in una situazione alquanto scomoda. Sono infatti all'inizio di un breve corridoio e devo raggiungere l'estremità opposta, il problema è che in mezzo c'è il vuoto. L'unico passaggio è una strettissima passerella nella quale entrano a mala pena i miei piedi. Ho un attimo di esitazione, so di essere in un sogno ma è tutto estremamente vivido e realistico e provo un lieve senso di vertigine. Mi decido a procedere e raggiungo l'altra estremità del corridoio. Qui so che devo compiere una specie di missione, devo recuperare un oggetto che si trova in un cunicolo molto stretto, nel quale non posso entrare. Mi sdraio tenendomi aggrappato a qualcosa, infilo un piede nell'apertura e tiro l'oggetto verso di me per poi prenderlo con le mani. Ora devo tornare indietro ma per qualche motivo non ho il coraggio di rimettermi in piedi, temo che se lo facessi finirei per cadere di sotto. Vedo però un passaggio più facile, sotto di me a circa un metro e mezzo c'è il pavimento di una stanza, dalla quale parte una piccola rampa con la quale posso raggiungere facilmente il punto di partenza. Il problema è che nella
stanza c'è un grosso robot che so essere ostile e uno strano macchinario dotato di una canna lunga e stretta, probabilmente un'arma da fuoco automatica, che rileva la presenza di intrusi. Per un attimo penso di irrompere facendomi notare dal robot per vedere cose ne viene fuori, ma poi mi ricordo che anche se sono in un sogno, alcuni personaggi sono in grado di sopraffarmi, quindi meglio attenermi al piano ed evitare problemi. Riesco a scendere nella stanza senza farmi notare e a salire sulla rampa raggiungendo il punto di partenza. Qui consegno l'oggetto ad un tizio, senza sapere chi sia, né cosa sia l'oggetto e perché mi è stato chiesto di recuperarlo, so solo che il mio compito è consegnarlo a questa persona.
Ora c'è anche mio fratello e gli racconto quello che ho appena fatto. Gli mostro il percorso pericoloso che ho fatto, solo che stavolta il pavimento c'è o.o. Mio fratello allora lo percorre dirigendosi verso la stanza, cerco di fermarlo avvertendolo del robot ma non faccio in tempo. Il robot si è accorto della nostra presenza e sta venendo a prenderci. Qui il sogno inizia a deformarsi, dico a mio fratello e mia madre di allontanarsi mentre io mi occupo del robot, ma qui sono già in terza persona e il sogno in breve si dissolve.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda HenrikUPI » 04/11/2019, 17:18

Grande Hari ! Vedo che continui ancora a DEILDare ! O:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 06/11/2019, 23:07

HenrikUPI ha scritto:Grande Hari ! Vedo che continui ancora a DEILDare ! O:


Sì, senza dubbio è il metodo per me più efficace :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 04/12/2019, 18:27

5 novembre 2019

Sogno lucido ore 4.30-5-30

Dal paradiso all'inferno

Mi trovo in un'ipnagogica inquietante. Vedo un individuo in un locale piuttosto buio, delle voci intorno a lui dicono << sai chi siamo ? >> Sono al tempo stesso spaventato e incuriosito. Ora mi ritrovo in paralisi sul letto con le vibrazioni che mi avvolgono. Delle voci mi dicono di non andare, cercano di scoraggiarmi dall'eseguire il distacco dal corpo, facendomi credere che è pericoloso. Dopo un primo momento di esitazione mi alzo dal letto, so che queste voci sono solo un tentativo del mio subconscio di sabotarmi o forse per mettermi alla prova, non c'è nulla da temere, ho tutto sotto controllo. Stranamente trovo la porta della mia stanza chiusa, non era mai successo che io ricordi (la trovo sempre aperta anche se nella realtà fisica è chiusa). Oltretutto si rivela più pesante del normale e devo fare uno sforzo per aprirla. Mentre salgo le scale mi metto a canticchiare per esorcizzare quest'aura di negatività che mi avvolge. Arrivato al piano terra, esco dal portone e mi trovo davanti una visione spettacolare: il cielo ha delle incredibili sfumature di colore indaco-violetto e non una ma due o forse addirittura tre lune, tutto molto bello. Salto e rimango sospeso a mezz'aria, la mia lucidità però cala notevolmente, sono in compagnia di qualcuno e dobbiamo raggiungere un qualche luogo insieme, non ricordo quale e perché. Atterriamo e e cerchiamo di raggiungere un edificio che vediamo spuntare da dietro le case della via in cui ci troviamo (non sono più nella mia città ora). Ci addentriamo correndo in un vicolo e sbuchiamo di fronte all'edificio. Per salirci inizio a saltare prima su delle macchine parcheggiate poi con un super salto raggiungo il tetto. Qui ci sono due blocchi di cemento messi uno sopra all'altro, quello sopra più piccolo di quello sotto. Mi arrampico e quando sono in cima sento che i due blocchi traballano sotto di me e mi reggo a qualcosa che si trova all'altezza della mia testa, alla mia sinistra. Il tizio che è con me salta e prende il volo e poco dopo lo seguo. Vedo che il mio accompagnatore è bloccato tra dei fitti rami di un albero. Qui la situazione si fa confusa, ci sono altre persone che svolazzano intorno a questo albero o che si trovano sui rami dello stesso. In seguito mi trovo sempre in compagnia di quel personaggio che sta cercando di aprire delle finestrelle. Siamo arrivati fino a qui perché doveva essere un punto di osservazione privilegiato per non so cosa, ma si tratta di un luogo chiuso e le finestre sono troppo piccole e per giunta si trovano troppo in alto. Riprendo lucidità e mi rendo conto di aver perso tempo fino ad ora, mi allontano stavolta da solo e raggiungo una bellissima spiaggia tropicale, dalla sabbia molto chiara. Non è una spiaggia molto grande ma è deserta, non c'è anima viva, è tutta per me. Gioco un po' con la sabbia per stabilizzare, poi entro in acqua e mi sdraio a pancia in giù rimanendo a galla. Mi rilasso e mi lascio cullare dall'acqua fresca per un po'. Ora mi sdraio un po' sulla sabbia sempre a pancia in giù, forse una folata di vento mi manda un po' di sabbia in faccia e mi alzo prima che me ne finisca un po' negli occhi col rischio di far crollare il sogno. Rientro in acqua ma stavolta continuo a camminare verso il largo. Voglio vedere dove mi porta il mare e non devo attendere molto per scoprirlo. L'ambiente intorno a me infatti inizia a vacillare dopo pochi passi, come se questo scenario fosse solo un teatrino messomi davanti per soddisfare i miei desideri. Avanzando ancora infatti mi trovo di fronte ad una porta. La apro e c'è un'altra porta, apro anche questa e di nuovo mi trovo davanti una terza porta, apro anche questa e mi trovo stavolta in piccola stanza quadrata. Un tappeto verde si distende tra questa porta che ho appena attraversato ed un'altra di fronte a me a pochi metri di distanza. Lo percorro e raggiungo l'ennesima porta, che però a differenza delle altre è socchiusa e vedo che dall'altra parte è buio e non promette nulla di buono. Mi guardo indietro, vedo ancora la porta che ho attraversato poco fa, posso ancora tornare indietro. Penso che sto lasciando uno scenario paradisiaco per addentrarmi nell'ignoto. Apro meglio la porta e guardo bene fuori: si tratta di una città, di notte, priva di illuminazione, mi arrivano sensazioni negative. L'occhio mi cade su una porzione di cielo in in lontananza, leggermente a destra del mio campo visivo. Lì il cielo è illuminato da una luce rossa-arancione, come fossero fiamme ardenti, si tratta forse dell'inferno ? La cosa mi turba, le sensazioni si fanno sempre più negative, non me la sento ora di affrontare questo luogo tetro. Dico ad alta voce << ma anche no ! >> Chiudo la porta e torno indietroma qui il sogno si interrompe. Mi ritrovo in un falso risveglio in cui ho appena finito di leggere un libro nel cui finale compare proprio questa città oscura e si tratta di un finale con un colpo di scena che stravolge completamente la storia e mi lascia sconvolto. Ovviamente una volta sveglio e lucido mi pento di essermi tirato indietro. Sento che quello è un luogo che devo assolutamente affrontare e lo farò alla prima occasione.

6 novembre

OBE ore 4.00-6.00


Mi trovo sul letto in paralisi, mi alzo e sono al buio totale, sono pesante e fatico ad avanzare. Mi aggrappo a quello che c'è intorno ma sembra che il mio corpo sia troppo sottile e non riesco a toccare nulla. Mi lascio andare e vengo come risucchiato da un vortice che mi riporta sul letto ma spostato rispetto a quella che dovrebbe essere la mia posizione. Sono sdraiato storto e con le gambe penzolanti fuori dal letto. Ho già la vista attiva, si tratta di un falso risveglio senza però alcuna perdita di lucidità. Mi alzo ed è tutto molto stabile, anche se essendo notte ovviamente è buio e la visibilità non è delle migliori. Vado di sopra, premo gli interruttori e le luci si accendono subito. Esco dal portone e scendo le scale mantenendo un certo grado di concentrazione e presenza. A metà del vialetto che dalle scale porta al cancelletto trovo uno strano e grosso macchinario scuro che emette della musica. Ci sono tasti e levette, toccandoli la musica cambia come se cambiassi stazione radio. Mi fermo su una canzone che riconosco, si tratta di "The Rockafeller Skank" di Fatboy Slim, la quale da bambino era diventata una sorta di tormentone per me essendo l'intro di Fifa 99, uno dei primi giochi della vecchia PS1 a cui ho giocato. Le parole forse sono leggermente modificate ma la canzone è certamente quella. Esco in strada e proseguo mantenendo la concentrazione. Lo scenario intorno a me cambia e mi trovo in un'altra città. Percorro una stradina curva continuando a toccare intorno a me per mantenere la stabilità, vedo diverse persone tra cui ricordo una signora sui 50. Raggiungo una spiaggia affollata con sabbia scura e mare un po' mosso. Mi siedo e gioco un po' con la sabbia, fa un po' caldo, è una giornata estiva. Il sogno si dissolve forse più di una volta ma lo recupero più o meno dallo stesso punto. Poco dopo invece torna a vacillare e mi ritrovo nella mia città, in una delle piazze centrali. Vado verso il mare ma poi vedo una porta e decido di fermarmi ed entrare. Apro la porta e mi trovo in una stanza con altre due porte. Ne scelgo una e ci trovo un piccolo stanzino con uno specchio. Entro e lo uso come fosse un ascensore, ci sono dei pulsanti in colonna con dei numeri accanto ad ognuno di essi. Premo quello più in basso, accanto al quale c'è il numero 18. Mentre l'ascensore scende vedo attraverso una vetrata diversi piani di un edificio con delle persone. Tra queste ricordo una signora molto anziana. L'ascensore si ferma ed esco. Qui il ricordo è un po' vago, sono in compagnia di un signore sui 60-70 all'interno di una casa che assomiglia al piano terra di casa mia. Vado in bagno a specchiarmi e vedo che sono una donna sui 60-70, con capelli castani ricci, con un'acconciatura tipica delle signore di questa età. Mi viene in mente che il signore potrebbe essere mio marito. Ora siamo in salotto in piedi davanti ad un tavolo al quale sono sedute due donne. Una sulla cinquantina, capelli tinti di una tonalità molto scura di rosso, seduta alla mia destra. L'altra invece è una donna sui 35-40, capelli lunghi, biondi e ricci. In un primo momento sembra che non mi vedano, poi la signora dai capelli rossi dice di potermi vedere grazie ai suoi poteri paranormali, come se io fossi una sorta di fantasma, uno spirito disincarnato. Non so perché ma il suo volto non mi è nuovo, forse l'ho vista in TV e comunque so che è una sorta di medium. Non so perché mi commuovo un po' e mi scende qualche lacrima quando lei rivela di riuscire a vedermi. Lei si alza e mi prende delicatamente le mani come per consolarmi ma io le dico che le mie lacrime sono di gioia. Il signore sta consultando dei fogli forse per verificare la mia identità. Mi guarda e tira fuori un cognome: De Felice. Io dico di non ricordare nulla, non ho provato particolari emozioni guardandomi allo specchio, non ho riconosciuto quel volto come appartenente a qualcuno che conosco, né ad una mia vita passata. La donna bionda allora afferma che probabilmente non si tratta di una vita passata ma di una semplice rappresentazione mentale. La donna coi capelli rossi però sostiene che non necessariamente chi si ritrova nel corpo di una vita passata ricorda tale vita e ne prova le emozioni. Qui l'esperienza si interrompe.

8 novembre 2019

Sogno lucido e OBE ore 4.30-5.30

Prendo lucidità gradualmente mentre me trovo nella mia città, in centro, di sera. Sembra ci sia una festa, forse un residuo di un sogno fatto in precedenza in cui mi trovavo coi miei più o meno nello stesso punto ed era in corso la sagra che si svolge tutti gli anni ad aprile nella mia città. Mi guardo intorno e vedo che non ci sono bancarelle e capisco che forse non c'è nessuna sagra. Prendo la strada dove pensavo di trovare le bancarelle e arrivo fino in fondo, qui attraverso il ponte, lo scenario si modifica più volte e per stabilizzarlo mi viene in mente di trovare un punto di riferimento, qualcosa che conosco di questa zona che esista nella realtà fisica. Mi viene in mente la palazzina dove abita la famiglia del mio amico M., ora trasferitosi per lavoro. Vedo una palazzina di due piani bianca che un po' ci assomiglia ma forse è troppo bassa. Giro l'angolo e raggiungo il lungomare, qui la mia lucidità aumenta notevolmente. Passeggio mantenendo la presenza in me stesso e guardo un po' intorno. Vedo delle persone che passeggiano ed altre sedute a dei tavoli all'aperto di un bar o chiosco, per lo più adolescenti, ragazzi e ragazze. Vedo alcune ragazze carine ma resisto alla tentazione di approcciare con loro, ricordo che il mio obbiettivo è quello di risalire ad alcuni ricordi specifici della mia infanzia. Proseguo ancora un po' camminando tra la gente ed osservandone rapidamente i volti. Entro in un piccolo bar, c'è un frigorifero o freezer, provo ad aprirlo ma c'è una catena a bloccarlo. Dietro di me ci sono ragazze e ragazzi e per mostrare loro i miei poteri tento di rompere la catena con un colpo di mano ma non ci riesco. Alla fine con uno strattone deciso riesco a romperla ma all'interno del frigo non c'è nulla di interessante. Vado al bancone per ordinare qualcosa ma poi ci ripenso perché temo di perdere lucidità, esco dal bar e mi decido a mettere in pratica l'obbiettivo che mi ero prefissato. Mi viene in mente di tornare ad un ricordo specifico di quando avevo appena tre anni, la sera in cui con la mia famiglia siamo partiti dalla Svizzera per trasferirci definitivamente in Italia. Ho infatti dei flash di quella sera e vorrei provare a ricostruire quel ricordo per intero. Mi tuffo in avanti e si oscura tutto. Mi trovo in paralisi nel buio assoluto e cerco di concentrarmi sull'obbiettivo. Cerco di ancorarmi a quel ricordo, tocco sotto di me immaginando di toccare il sedile della macchina sulla quale abbiamo viaggiato quella notte, tuttavia mi rendo conto che sto toccando il materasso su cui sono sdraiato. Ovviamente lo sto toccando con le mie mani oniriche, anche se le sensazioni sono estremamente reali, una persona non abituata a queste esperienze sarebbe convinta di essersi svegliata e di star muovendo le proprie mani fisiche. Sono dunque sul letto in paralisi, eseguo il distacco e vado in salotto. La vista è già attiva, mi guardo intorno e vedo con sorpresa che la cucina è quella attuale, per lo meno per il fatto che c'è il muretto che le chiude il divano davanti ad esso. Il tavolo del salotto però è diverso, è a quadretti gialli e blu, non si capisce se quella sia una tovaglia o se è proprio il tavolo ad essere così. C'è forse anche un altro tavolo sempre a quadretti gialli e blu poco più avanti. Esco in garage con l'intenzione di prendere l'intercapedine per raggiungere il ricordo desiderato, ma quando apro la porta dell'intercapedine trovo, come spesso accade, la muratura. Inizia qui una "lotta" per liberarmi il passaggio. Apro più volte la porta, poi mi trovo a tirare via della roba che ostruisce il passaggio e riesco a liberarlo almeno in parte. Qui però il sogno si è deformato e destabilizzato. Percorro un breve corridoio e raggiungo uno spazio più ampio ma sempre chiuso in cui ci sono due o tre porte. Ne scelgo una e penso di trovarci un ascensore aprendola, per usarlo come mezzo per viaggiare nelle profondità della mia memoria. Tuttavia qui accade qualcosa che fa vacillare il sogno, forse un rumore improvviso nella realtà fisica. Tento di mantenere il sogno ma ormai è troppo tardi, il sogno si deforma e perdo lucidità. La porta diventa troppo piccola e non è più possibile entrarci. Sento anche una voce, con la quale scambio due parole ma il ricordo è troppo vago.

10 novembre 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Mi trovo già fuori dal corpo, la vista non è attiva, salgo le scale aggrappandomi alla ringhiera. Di solito quando arrivo al piano terra la vista si attiva ma stavolta non accade, così salgo ancora al primo piano, qui finalmente inizio a vedere. Entro nella camera dei miei nonni ed esco sul balcone con l'intenzione di saltare e prendere il volo. Mi rendo conto però che l'ambiente è ancora troppo instabile e saltare giù potrebbe farlo crollare definitivamente. Mi ricordo il mio obbiettivo, che era quello di entrare nella casa di fronte e portare un regalo al suo inquilino,Gianfranco, al quale tempo fa in un lucido avevo promesso che avrei portato del formaggio, come lui mi aveva chiesto. Scendo al piano terra e vado in cucina a prendere il formaggio. Trovo una busta con una piccola forma di formaggio ed anche delle confezioni di cioccolatini tra cui Kinder. La prendo ed esco dal portone, stabilizzo il sogno e raggiungo la casa di fronte, il cui cancello è già aperto, come se Gianfranco mi stesse aspettando. Lo trovo infatti sulla porta, lo saluto e gli do la busta. Entriamo, lui poggia la busta sul tavolo e tira fuori la forma, vedo di sfuggita anche la moglie di Gianfranco. Vediamo che si tratta di un Emmental, quello coi buchi. Gli chiedo se gli piace il formaggio svizzero e lui risponde << no ! Assolutamente no ! >> con una faccia quasi schifata. Gli dico che mi dispiace e che la prossima volta gliene porterò uno di suo gradimento. Mi faccio dire quale tipo di formaggio gli piace, così che non possa sbagliarmi la prossima volta. Cerca di descrivermelo ma non capisco molto, gli chiedo se per caso intende la caciotta, e lui dice di sì. Lo saluto e proseguo per la mia strada, cerco una porta che conduca all'aperto, vedo subito un bagno di fronte a me ma non è quello che mi serve. Subito a destra c'è invece una stanza con una finestra da cui filtra luce solare. Entro nella stanza ed esco dalla finestra che è posta a circa 5-6 metri da terra. Mi calo giù planando lentamente come una piuma e atterro su un edificio di fronte. Sotto di me c'è uno spazio rettangolare chiuso tra edifici, di cui uno decisamente più alto degli altri, 6-7 piani credo, che si trova ad uno dei lati corti del rettangolo. Potrei arrampicarmi ed arrivare fino in cima al palazzo ma poi decido di scendere a terra poiché vedo un'apertura che dovrebbe condurre in uno spazio aperto. Scendo giù e mi avvio verso l'apertura ma qui il sogno crolla. Rimango per un po' nello stato intermedio tentando di recuperare lo scenario aggrappandomi a delle sbarre di metallo verticali che forse avevo visto un attimo prima che lo scenario si dissolvesse. Strofino le mani su di esse, le tiro con forza ma niente da fare, mi ritrovo sul letto in paralisi ma non riesco ad effettuare il distacco. Il corpo fisico infatti mi richiama, probabilmente a causa del freddo. Non ho infatti ancora messo il piumone e i riscaldamenti sono spenti ed è già la seconda notte di fila che soffro leggermente il freddo e l'umidità che inevitabilmente hanno disturbato il mio sonno.

17 novembre 2019


Sogno lucido ore 5.30-7.45

Camminando, entro gradualmente in un'ipnagogica, lo scenario diventa sempre più concreto, mi rendo conto di trovarmi a casa di mia nonna. Accedo al salotto, sento delle voci tra cui quelle di una mia zia, ma non vedo nessuno. Vado verso il balcone, la porta-finestra è chiusa, afferro la maniglia concentrandomi sul tatto per stabilizzarmi in questo ambiente. La sento chiaramente nella mia mano, la giro ed apro uscendo dunque sul balcone. Tocco il corrimano della ringhiera per stabilizzare ulteriormente, mi guardo un po' intorno, poi decido di calarmi giù. Atterro leggero come una piuma sul brecciolino, nel farlo il sogno si è un po' destabilizzato, tocco un muro per riportarlo ad una stabilità accettabile. Mi trovo ora a camminare lungo una strada in salita, è giorno ma è nuvoloso, quindi c'è poca luce, vedo persone che camminano, le osservo senza interagire con loro. Raggiungo un'area pianeggiante, vedo un flusso di persone che vengono nella mia direzione, sembrano provenire tutte dallo stesso punto, alcuni hanno zaini sulle spalle. Guardo meglio e vedo la struttura da cui arrivano, sembra essere una stazione ferroviaria, capisco che queste persone sono pendolari e che è appena arrivato un treno. Penso che la stazione sia un'ottima occasione per incontrare qualcuno di interessante a cui fare qualche domanda. Vedo che c'è anche una gelateria all'aperto e subito la raggiungo. Voglio prendermi un bel gelato, prima però bisogna pagare alla cassa, dove mi viene chiesto di scegliere tra tre gusti, cioccolato, cocco e banana. Mi sembra strano che ci siano solo tre gusti da scegliere e che possa scegliere solo uno di questi. Vado al bancone dei gelati e cerco di richiamare l'attenzione del gelataio che però è intento a sfogliare dei fumetti e mi ignora. Nel frattempo tocco intorno a me per mantenere la stabilità del sogno e un tizio sulla cinquantina mi si avvicina un po' troppo, invadendo il mio spazio. Capisco che è
uno di quei personaggi fastidiosi e di cui è difficile liberarsi, se faccio una mossa sbagliata mi aggredirà e da questa distanza non avrò modo di sfuggirgli. Temo che sospetti che io sia un sognatore lucido per via delle tecniche di mantenimento che sto utilizzando, devo subito sviare i suoi sospetti. Gli chiedo di parlarmi di lui, di cosa fa nella vita. Mi risponde e chiede lo stesso anche a me.
Gli dico il lavoro che faccio e lui reagisce come se già lo sapesse e inoltre afferma di conoscere i miei genitori e dice anche i loro nomi e cognomi mentre si allontana. Sono riuscito ad evitare che mi aggredisse e sbattesse fuori dal sogno, tuttavia mi ha comunque fatto perdere tempo e lucidità, il sogno si dissolve senza che io sia riuscito a combinare nulla.

19 novembre 2019

Lucido/OBE ore ?

Mi sveglio in paralisi, sento il respiro del demone addosso ma rimango calmo e dopo qualche secondo eseguo il distacco. Ho un corpo estremamente sottile e mi aggrappo a pareti e ringhiera per stabilizzarmi mentre salgo le scale. Arrivo al piano terra, la vista si attiva, esco in strada e incontro i miei nonni che stanno uscendo dal garage. Chiedo loro dove stiano andando a quest'ora di notte, non ricordo bene la loro risposta. Ho perso lucidità però probabilmente già prima di incontrarli, si capisce dal fatto che aspetto che se ne vadano prima di uscire in strada perché mi preoccupo che si chiedano dove stia andando a quest'ora. So di essere in un sogno ma non sono veramente lucido. Quando si allontanano mi sento libero di andare anche io. Mi trovo ora nei pressi del vecchio campo sportivo e mi arriva il ricordo di una donna, una certa Shiwa (nel sogno che si scrive così ma la prononcio Shaiwa) che doveva tenere sotto controllo un certo...non ricordo il suo nome, si trattava comunque di un individuo forse pericoloso. Incontro Shiwa nel parcheggio davanti al campo sportivo, è incredibilmente alta, qualcosa tipo due metri e venti. Non so se posso fidarmi di lei, dunque mantengo la distanza di sicurezza mentre le chiedo perché ha lasciato andare quel tizio. Da qui non ricordo altro.

26 novembre 2019

Lucido/OBE ore 4.45-5.30

Mi sveglio in paralisi, muovo il braccio destro onirico e capisco che posso alzarmi dal letto. Tuttavia incontro una resistenza, sono ancora in parte nel corpo fisico e per giunta sento anche la presenza dell'entità, cosa che di certo non facilità l'operazione. Mi metto a canticchiare e in pochi secondi me ne libero, riesco a prendere pieno controllo del mio corpo onirico ed eseguo il distacco. Scendo dal letto,tocco intorno a me per stabilizzare dato che la vista non è ancora attiva e che ho un corpo molto sottile. Arrivo al piano terra, la vista si attiva, esco di casa e mi incammino lungo la strada che inizia di fronte al cancello di casa mia. Lo scenario si modifica e mi trovo davanti ad un ristorante-pizzeria, do un'occhiata all'interno ma resto fuori e giro tra i tavoli all'aperto del locale. C'è parecchia gente seduta a mangiare, sui piatti vedo spicchi di pizza, per lo più margherita. Osservo i volti delle persone, estremamente realistici, è tutto assolutamente reale. Chiedo ad un uomo seduto ad un tavolo se sa dove posso trovare la mia guida Isabelle, lui si alza in piedi e mi dice << siamo nella fase REM >>, non ricordo però se fosse una domanda o un'affermazione. Nel frattempo un tizio mi si avvicina alle spalle, sembra che voglia aggredirmi, io però lo ignoro e proseguo per la mia strada. Da qui la mia lucidità inizia a calare e mi trovo in una serie di situazioni sempre più assurde e grottesche, nelle quali sono accompagnato da due individui che ad un certo punto prendono le sembianze di Paperino e Pippo. In seguito riacquisto un po' di lucidità e mi trovo in una città di notte. Mi ricordo dell'obbiettivo di incontrare Isabelle e penso di entrare in uno dei palazzi nelle vicinanze e salire all'ultimo piano. Entro nel palazzo seguito ancora dai due accompagnatori, che ora hanno di nuovo sembianze umane. Dico loro però che da adesso proseguirò da solo e i due smettono di seguirmi. Entro nell'ascensore, vedo i tasti in colonna da 1 a 6, premo il 6 ma già un attimo prima di premerlo l'ascensore ha iniziato a salire. Passano diversi secondi e l'ascensore ancora non si ferma, continua imperterrito a salire finché il sogno non si dissolve. Tento di recuperarlo ma niente da fare, mi ritrovo sul letto in paralisi con una fortissima pressione alle tempie. La pressione aumenta sempre di più fino a diventare dolorosa e costringermi ad interrompere l'esperienza uscendo temporaneamente dalla paralisi. Resto però immobile, intenzionato a riprovare e rientro subito in paralisi, con ancora questa fortissima pressione alle tempie che si fa sempre più intensa fino a diventare insopportabile. Sento come se il mio cervello stesse per implodere e non ho il coraggio di lasciarmi andare, mi sveglio forzatamente di nuovo. La cosa si ripete altre 4-5 volte, in uno di questi episodi riesco anche ad alzarmi dal letto col corpo onirico ed a salire le scale ma la pressione mi accompagna anche lì e alla fine sono costretto a svegliarmi.


30 novembre 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Sono in bagno e sto per lavarmi i denti quando mi rendo conto di essere in un sogno. La mia lucidità tuttavia è ancora bassa dato che sciacquo lo spazzolino e sto anche per portarmelo alla bocca. Qui realizzo pienamente di stare sognando e che non ho motivo di lavarmi i denti adesso. Esco dal bagno, vado di sopra e mi ricordo del piano d'azione che avevo programmato prima di addormentarmi. Entro dunque nel bagno del piano terra e mi guardo allo specchio. Il mio volto inizialmente è abbastanza fedele a quello fisico, poi però cambia, ora sono una ragazza mulatta carina, poi cambia ancora, adesso sono sempre una ragazza mulatta ma dal viso più mascolino. Esco di casa e mi incammino lungo la via di fronte al cancello. Ho in mente l'obbiettivo di incontrare Isabelle e di farle determinate domande. Mentre cammino mi guardo intorno, tocco cose e mi sfrego le mani per stabilizzare. Do rapide occhiate a vari elementi del sogno per verificarne la stabilità, alcuni si modificano ad un secondo sguardo, segno che l'ambiente non è ancora pienamente fissato. Vedo ora un palazzo di una decina di piani, ci entro, attraverso l'androne ed esco da una porta a vetri ritrovandomi in un ampio spazio all'aperto. E' giorno e vedo tavoli all'aperto di un locale, ad attirare la mia attenzione è un uomo vestito con un completo nero giacca e cravatta, seduto ad uno di questi tavoli in compagnia di una donna dai capelli scuri, di corporatura snella ma non particolarmente attraente. Per il suo aspetto e soprattutto per come è vestito, l'uomo mi ricorda quello che incontrai diversi mesi fa quando chiesi di incontrare la mia guida. Fu lui ad accogliermi e ad invitarmi a seguirlo all'interno di un locale, dicendo che lì mi attendeva Isabelle. Quello fu il primo e finora unico incontro con lei. Gli chiedo dunque se sa dove posso trovarla, lui non sa rispondermi, però mi dice << forse stai cercando Iside ? >> La cosa mi incuriosisce, e mi sembra di capire che questa Iside sia la donna seduta al tavolo con lui.Qui però qualcuno da un altro tavolo richiama la mia attenzione o forse è il tizio di prima ad indicarmelo e a chiamarlo. Fatto sta che lo vedo in compagnia di una ragazza mora molto carina, seduta al tavolo con lui. Mi avvicino a loro e l'uomo mi dice che la ragazza è una sorta di fotomodella, fa servizi fotografici. La mia lucidità nel frattempo è calata e perdo completamente di vista il mio obbiettivo, lasciandomi distrarre da questa situazione. Chiedo alla ragazza se vuole fare un servizio fotografico per me, e lei senza farselo ripetere due volte si alza e mi segue[color=#008000]. Ci appartiamo in una stanza, la ragazza inizia a spogliarsi e qui il sogno si dissolve.

1 dicembre 2019

Sogno lucido ore 6.30-7.15

Mi sveglio in paralisi e sento mia madre che entra nella stanza e capisco subito che si tratta dell'entità. Infatti mi assale e devo mantenere la calma per liberarmene. Inizio a canticchiare, il demone mi fa pressione in vari punti del corpo, evito di opporre resistenza, non farei che peggiorare le cose e rendere la pressione più forte fino a diventare dolorosa. Ad un certo punto vedo un ragno nero sulla parete interna dell'armadio nel quale è incastonato il mio letto. Quando riesco a liberarmi dal demone scendo dal letto. Vado di sopra ed esco di casa, mi incammino per la strada ma mi sento stranamente pesante, debole, forse il demone mi ha assorbito energia e mi ha sfiancato. Avanzo lentamente, provo a tratti a levitare senza successo, mi accorgo che camminando all'indietro vado più veloce, mi sento più leggero e a tratti quasi riesco a levitare. Incontro dei ragazzini in bicicletta, chiedo loro se possono darmi un passaggio, uno di loro mi risponde di no in malo modo, un altro invece si offre di aiutarmi ma ormai decido che sono arrivato a destinazione. Il mio obbiettivo infatti era entrare in una delle case vicine usandola come passaggio dimensionale per poi incontrare Isabelle, una casa vale l'altra quindi non ho bisogno di proseguire ulteriormente lungo la strada. Scelgo la casa che mi trovo davanti ma qui uno dei ragazzini, forse quello che mi aveva risposto male, sta entrando anche lui nella stessa villa. Non voglio portarmi dietro possibili distrazioni, quindi invece di entrare dalla porta principale della casa, mi dirigo in un angolo del giardino dove vedo una porzione di muro di forma rettangolare di un colore diverso rispetto al resto, una forma che ricorda proprio una porta. C'è anche una macchia circolare scura all'incirca a metà del rettangolo, come fosse una specie di maniglia. Lo premo come fosse un pulsante e il rettangolo si apre rivelandosi effettivamente come una porta, un passaggio segreto. Entro e mi trovo in una casa, giro per le stanze cercando Isabelle ma le trovo tutte vuote. Ad un certo punto mi trovo in un sottoscala che assomiglia molto all'ingresso della casa in montagna in cui da bambino trascorrevo un mese d'estate coi miei nonni e spesso anche il capodanno con i miei genitori ed amici. Ultimamente mi capita spesso di sognare di essere in questa casa, soprattutto in sogni non lucidi. Salgo le scale ma qui il sogno si deforma, le scale si restringono rendendo difficoltoso il passaggio. In seguito scendo di nuovo e incontro un uomo calvo a cui chiedo di Isabelle. Mi si presenta una donna mora in miniatura, forse tenuta in mano proprio dall'uomo calvo. Mi chiede << chi sei ? >> E la cosa mi sorprende, credevo sapesse chi sono, la volta scorsa infatti mi aveva accolto chiamandomi per nome e dicendo che era tanto che aspettava di incontrarmi. Da qui dovevo capire che non poteva essere lei, una guida sa chi sei e ti accoglie con amore come fece Isabelle nel nostro primo e finora unico incontro, e come lei altre guide che ho incontrato. La mia lucidità è evidentemente bassa e proseguendo non fa che peggiorare, seguo la donna in una stanza e ci sediamo ad un tavolo. Ora lei ha assunto dimensioni normali e sta preparando un dolce fatto di pasta sfoglia. Mi chiede quante volte l'ho incontrata, << una volta sola >> le rispondo, riferendomi a quell'incontro citato prima. Mi dice che nel frattempo è stata molto impegnata, ha trascorso del tempo in Thailandia a fare non ricordo cosa. A questo punto ho dimenticato il mio obbiettivo, le domande che dovevo fare, e penso invece di trovarmi al cospetto di una sorta di medium o veggente. Lei mi avvisa del fatto che quello che fa non è molto attendibile, che le informazioni che dà non sempre si rivelano veritiere. Poco dopo il sogno si dissolve. In seguito, dopo una parentesi di sogno normale, riprendo parzialmente lucidità, non ricordo in quali circostanze. Mi trovo nei dintorni di casa mia, sempre con in mente l'obbiettivo di incontrare Isabelle. Tuttavia commetto lo stesso errore di prima di mettermi a cercarla nella casa in cui entro invece di attraversarla semplicemente ed accedere ad un nuovo scenario. Mi trovo in un corridoio e vedo una bella donna mora sui 35-40 uscire da un bagno.Indossa una camicia bianca e qualcosa di nero sotto, non ricordo se fossero dei pantaloni o una gonna. Mi invita a seguirla in una stanza, mi fa sedere su un letto ed inizia a spogliarsi, togliendosi la gonna o i pantaloni. Capisco dunque le sue intenzioni e la fermo subito dicendole che non sono venuto qui per questo. Poco dopo il sogno si interrompe.

4 dicembre 2019

Sogno lucido e OBE ore 5.30-6.15

Mi trovo a scuola, in classe, in compagnia di due miei amici, i gemelli S. e G. Sono seduto ad un banco e G. si siede alla mia sinistra. Lo spazio stretto e la sua mole fanno sì che mi ritrovi incastrato in un angolo, come se fossimo seduti su una panchina appoggiata ad un muro. La posizione è alquanto scomoda e glielo faccio notare, al che lui si offende perché crede che io stia evidenziando il fatto che è grasso. Gli spiego che non era mia intenzione, nel frattempo ci alziamo entrambi e ora che lo vedo in piedi mi accorgo che non è per niente grasso e gli dico << ehi ma sei dimagrito tantissimo ! >> Poi vedo l'altro gemello, che dovrebbe essere S. che invece è grasso, e mi chiedo se per caso non li abbia scambiati (nella realtà fisica S. è magro e G. è grasso). Ci spostiamo nella fila accanto alle finestre e loro si siedono ad un banco per due persone mentre a me resta un banchetto piccolo e mezzo scassato messo accanto a quello grande e per giunta senza una sedia. Prima che io riesca a rimediare una sedia i due gemelli si alzano e vanno a sedersi al banco davanti, lasciandomi da solo. Ho l'impressione che non mi vogliano vicino a loro, forse ce l'hanno con me per qualche motivo. Dopo un po' che me ne sto lì seduto in disparte e in silenzio inizio a rendermi conto che qualcosa non quadra e capisco di stare sognando. Mi alzo dal banco, vedo che si tratta di uno di quei sogni confusi, caratterizzati da scarsa vividezza, non ho motivo di restare qui, meglio uscire. Mi lancio contro una parete e mi ritrovo nel cosiddetto blackworld, il buio totale, senza alcuna percezione del mio corpo. Dopo qualche istante i sensi iniziano ad attivarsi e comincio a percepirmi sdraiato sul letto in paralisi. Mi stacco dal corpo, scendo dal letto ma forse non faccio nemmeno in tempo ad uscire dalla mia stanza che sento mia madre che apre la porta per venirmi a svegliare e in un attimo sono di nuovo nel corpo fisico. Tuttavia mia madre ci ripensa e torna indietro, non so perché, forse si è ricordata di dover fare qualcosa. A questo punto mi ritrovo in dormiveglia, non mi sono mosso di un millimetro dunque rientro subito in paralisi. Ho un'altra occasione ma so di non avere molto tempo prima che mia madre torni a svegliarmi, stavolta definitivamente. Comunque, grazie alla dilatazione temporale anche un paio di minuti possono bastare per avere un'esperienza soddisfacente se faccio le cose per bene. Scendo dal letto partendo dalle gambe e toccando coi piedi il pavimento, lo sento ben solido sotto di me, esco dalla mia stanza e di corsa salgo le scale aggrappandomi alla ringhiera per stabilizzare. Giunto al piano terra la vista si attiva, ma essendo ancora notte è buio e intravedo a malapena il salotto. Esco dal portone ma qui una zanzara mi ronza vicino all'orecchiofacendomi rientrare anzitempo nel corpo. : WallBash : Il ronzio mi fa svegliare definitivamente e perdo l'occasione.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 02/01/2020, 20:49

7 dicembre 2019

Serie di lucidi/OBE ore 5.30-7.50

Mi trovo sulla rampa del garage, chiudo il cancello grande e vedendo che si chiude in modo insolito capisco di essere in un sogno. Sento però tutto troppo ovattato e confuso, così decido di uscire dal sogno e per farlo mi butto contro la parete alla mia destra. Mi ritrovo in paralisi sul letto, mi alzo e corro per le scale aggrappandomi alla ringhiera. Quando arrivo sopra però la vista non si attiva forse mi ritrovo di nuovo nel corpo, poi percepisco uno spostamento e mi trovo in un luogo indefinito. C'è Donald Trump seduto ad un tavolino, gli passo accanto, poi il sogno si dissolve e riparto dal letto. Eseguo di nuovo il distacco e vado di sopra, saluto mia nonna e raggiungo il parcheggio dietro casa passando dal giardino. Prendo il campo di sterpaglie, avanzo lentamente toccando una lunga siepe alla mia sinistra per stabilizzare. Ad un certo punto sento qualcosa di solido all'interno della siepe, che però non si vede. Non ho idea di cosa sia ma non ho un bel presentimento a riguardo e preferisco non indagare. Proseguo finché non sbuco in una strada asfaltata, sono in una periferia di una qualche città. Avanzo ancora, voglio raggiungere un luogo più affollato, in cui incontrare persone da intervistare. Mi sento però stranamente pesante e privo di forze, avanzo lentamente e a fatica. Raggiungo un punto in cui vedo due ragazzi molto giovani, sui 14-15 anni, che indossano delle divise sportive di rappresentanza e portano con sé ognuno il proprio borsone da calcio. Sia la tuta che il borsone sono di colore amaranto. Sono curioso di scoprire di che club si tratta, mi avvicino a loro e glielo chiedo, anzi chiedo di farmi leggere la scritta sul borsone. Leggo qualcosa che credo fosse "ORACLIA", ora però non sono sicuro al 100 % che fosse così. Chiedo ai ragazzi dove andranno a giocare oggi, mi rispondono che giocheranno in casa e nel frattempo vedo quella che dovrebbe essere la struttura sportiva che ospita il club. Infatti i due ragazzi si fermano qui e sulla parete leggo il nome della società per intero: "UC Estensl Oraclia". C'è un bar subito all'ingresso del centro sportivo e vedo una donna bionda alla quale chiedo << cos'è questo posto ? >> Lei, sorpresa, mi risponde << ma come ? Non lo sai ? >> << Perché dovrei saperlo ? >> rispondo io. Ora però arrivano dei clienti, forse gli stessi ragazzi di prima, e la sua attenzione si sposta su di loro. Proseguo la mia esplorazione, giro per la città tooccando in giro per mantenere la stabilità. Vedo tavolini di bar all'aperto con gente seduta a fare colazione. Cerco qualcuno che si trovi da solo e che sembri possedere un certo grado di consapevolezza, a cui fare domande di un certo rilievo. Tuttavia vedo solo gruppi o quantomeno coppie di persone. Mi trovo ora in un viale pieno di negozi e locali, mi fermo a leggere alcune insegne, una di queste mi pare fosse "Sogà" o "Sagò". Poco dopo il sogno si dissolve. Riparto dal letto in paralisi, sento una voce che parla di un essere malvagio che potrebbe farmi visita. Scendo dal letto e corro di sopra ma la vista non si attiva. Sono nel buio totale e prendo il volo nell'oscurità. Ad un certo punto inizio a vedere, sto sorvolando una città di notte, con palazzi e grattacieli. Dapprima le immagini non sono molto nitide e sembrano quasi prese da un videogioco. Poi tutto diventa estremamente reale e vivido, continuo a sorvolare ed inizio a vedere i sobborghi della città, con edifici decisamente più bassi. Voglio fermarmi e atterrare ma non ci riesco, il volo è fuori controllo, sono come trasportato da una forza invisibile. Mi allontano sempre di più dalla città finché non mi ritrovo nel buio totale. Ora sono sul letto in paralisi e mi arriva una forte pressione alle tempie. Aumenta vertiginosamente fino a diventare dolorosa. Inizialmente oppongo resistenza, poi mi lascio andare ma la pressione non scompare, per un po' si stabilizza poi torna ad aumentare di intensità. Non ricordo poi se mi sveglio o se mi ritrovo in un falso risveglio. Più avanti mi trovo in un'altra città, sorvolo la strada a pochi metri d'altezza, poi atterro e penso di entrare in un ascensore e salire. Mi sono reso conto ultimamente che quando salgo, sia in volo che in ascensore, poi arriva questa forte pressione alle tempie. Voglio comunque salire un po' per poi fermarmi quando lo decido io. Premo un pulsante per salire, l'ascensore è molto ampio e ci sono altre persone dentro con me, ricordo due signore. Dopo qualche secondo premo un pulsante per far fermare l'ascensore prima che salga troppo in alto. L'ascensore si ferma e le porte si aprono. Esco e mi trovo in città ma qui torna nuovamente la pressione alle tempie, lo scenario crolla e mi ritrovo in paralisi. In un episodio che non so collocare cronologicamente mi trovo a casa di mia nonna. Entro in cucina ed apro il frigorifero, ci trovo solo un pezzo di formaggio fresco, alimento che mangiavo spesso da ragazzino quando andavo a trovarla. Ne assaggio un pezzo ma non ha un buon sapore, mi dà anche un po' di nausea, attribuisco la colpa di ciò al fatto che non sono più abituato a mangiare formaggi.

8 dicembre 2019

Serie di lucidi e OBE ore 6.30-8.00

Mi trovo a casa nel bagno del piano terra, di notte. Inizio ad avere una strana sensazione, penso di essere in realtà nel bagno del seminterrato e che sto avendo un'allucinazione. Mi rendo poi conto dell'assurdità di questo mio pensiero e capisco di essere in un sogno. Tutto è estremamente stabile e sono sorpreso che si tratti di un sogno. Esco di casa ma qui il ricordo sfuma e si confonde con quello degli altri numerosi episodi onirici di questa mattina. In quasi tutti questi episodi infatti mi trovo ad uscire dal cancello principale di casa, non riesco però a dare un ordine cronologico, li elenco qui in ordine casuale.

Episodio 1: esco dal cancelletto e trovo la strada sbarrata, stanno facendo i lavori. Giro dunque a destra e mi avvio verso l'incrocio ma mi sento pesante e avanzo con grande fatica. Non ricordo poi cosa accade, probabilmente il sogno si dissolve.

Episodio 2: esco e mi incammino lungo la strada. Cammino lentamente ponendo attenzione al respiro e all'aria che mi soffia addosso. sento di avere il pieno controllo su tutto ciò che mi circonda, nonostante sia tutto perfettamente reale e stabile. Per averne la prova inizio a manipolare le persone che passano e riesco a farlo con estrema facilità. Una donna cammina nella direzione opposta alla mia, io col pensiero e aiutandomi col movimento di un dito le ordino di andare alla sua destra, poi a sinistra, poi ancora di riprendere la direzione iniziale. Lei esegue immediatamente e senza alcuna resistenza. Faccio lo stesso con altri personaggi, mi diverto un po' così, ma in realtà il mio scopo è trovare l'"intruso", ovvero qualcuno che non sia manipolabile, il che lo renderebbe estremamente interessante. Tuttavia non ne trovo quie ciò avvalora la mia teoria secondo la quale finché resto nella mia città o quantomeno nel mio quartiere mi trovo di fronte per lo più personaggi privi di consapevolezza e personalità. Per incontrare individui più consapevoli e autonomi devo recarmi altrove, allontanarmi dalla base.

Episodio 3:esco in strada e sento della musica mentre cammino, si tratta di uno dei tormentoni di questa estate, il titolo mi pare sia "una volta ancora". Vedo intorno a me gente che passeggia, c'è un'atmosfera leggera e gioiosa.

Episodio 4: esco in strada, è giorno ma è nuvoloso, alzo gli occhi al cielo, gli chiedo di aprirsi ed ecco che le nuvole iniziano a diradarsi.

Episodio 5: esco ancora dal cancelletto, mi concentro sul respiro, come nel secondo episodio qui elencato, mantengo la presenza in me stesso mentre avanzo lungo la strada. Arrivato in fondo alla strada invoco il sé superiore, chiedendo di inviarmi una guida. Ecco che l'ambiente intorno a me inizia a modificarsi, le nuvole sembrano farsi più fitte e scure e una voce che arriva dall'alto mi chiede qualcosa del tipo << come la vuoi la guida ? >> La domanda mi sorprende, rispondo che preferirei fosse una donna, poiché per la mia esperienza le donne in sogno sono decisamente più inclini a fare da guida, quasi tutte le guide che ho incontrato erano donne. Qui però la voce inizia a farsi minacciosa e lo scenario si dissolve. La voce tuona dicendo che mi ha già ferito una volta e che mi manderà contro un essere di nome... non riesco a ricordarlo purtroppo, era un nome altisonante e che dava l'idea di un essere potente e non esattamente amichevole. A questo punto
mi aspetto l'aggressione da parte della solita entità, ma ciò non accade, forse perché sono veloce a rialzarmi dal letto prima che subentri la sensazione di paralisi.
Esco di casa e mi incammino per la strada, qui però il ricordo è piuttosto vago e la mia lucidità è calata notevolmente.

Episodio 6: questo potrebbe essere il continuo dell'episodio precedente ma non ne sono sicuro. Mi trovo in uno stato semi lucido insieme a mio fratello e mia madre e prendiamo l'ascensore. Ad un certo punto premo un pulsante per far fermare l'ascensore mentre sale, la porta si apre, esco e mi trovo in quella che sembra un enorme aula universitaria. Vedo una ragazza bionda carina seduta da sola e mi avvicino a lei. Le chiedo qualcosa che non ricordo, ho perso lucidità purtroppo e di fatto spreco un'ottima occasione di interagire con un personaggio potenzialmente interessante. Lei ha un cellulare in mano, mi dice il suo nome, che ora però non ricordo. Vado a sedermi ad un tavolo con ragazzi forse giapponesi. Mi siedo a capo tavola nonostante sullo schienale ci sia già un giacchetto appeso, ad indicare probabilmente che il posto dovrebbe essere già occupato. Parlo con questi ragazzi ma non ricordo bene di cosa. Uno di loro si rivolge a me nella sua lingua, io allora rispondo in inglese e chiedo a tutti i presenti se qualcuno parla inglese. Solo uno di loro mi risponde di sì, poi però alla fine parliamo tutti in italiano. Dopo un po' mi ricordo di stare sognando e mi alzo. Torno dalla ragazza bionda e le chiedo di dirmi qualcosa che ho bisogno di sapere su di me, ma ormai è troppo tardi, il sogno ha iniziato a deformarsi e perdere di consistenza. Il volto della ragazza si deforma, non ottengo alcuna risposta, avrei dovuto fare questo subito appena entrato, ma come detto la lucidità in quel momento mi aveva temporaneamente abbandonato.

Episodio 7:voglio prendere un ascensore per trasportarmi altrove ma c'è una donna mora che vuole fare lo stesso e soprattutto vuole impedire a me di prenderlo. Mi anticipa ed entra nella palazzina lasciandomi fuori. Non c'è una porta, solo una vetrata, così la rompo con un pugno ed entro. Entro nell'ascensore da un'altra apertura, si tratta infatti di un ascensore molto ampio e posto al centro dell'androne, e io semplicemente entro dalla parte opposta a quella in cui è entrata la donna, convincendomi di trovarci una seconda porta. In questo modo aggiro il problema, anche se ora la donna non sembra più interessata ad ostacolarmi. Dopo qualche secondo di salita premo un tasto per fermarlo, esco e mi trovo in un luogo chiuso che sembrerebbe una stazione della metropolitana, qui però lo scenario inizia a deformarsi e si dissolve.

Episodio 8: mi trovo in garage e vedo un gatto bianco e nero. Inizialmente scappa sulla rampa ma io lo chiamo e viene da me. Lo accarezzo e ciò mi dà energia, tento forse anche di parlarsi, ma il ricordo è fumoso. Ricordo poi una serie di episodi verso la fine, quando sono ormai prossimo al risveglio. In questi episodi prendo lucidità o mi stacco dal corpo ed esco di casa ma non vado lontano perché ho poca energia e ogni volta il sogno crolla quasi subito finché non mi sveglio definitivamente.

14 dicembre 2019

Sogno lucido ore 6.30-7.50

Mi trovo a lavoro, stiamo pulendo il cortile di un condominio. Prendo il tubo ed inizio a dirigere il getto verso le foglie per spazzarle via. Ci sono persone che abitano qui che passano, alcune si fermano ma io continuo lo stesso, stando però attendo a non bagnarle. Non è facile perché il tubo è particolarmente rigido e pesante e quindi difficile da dirigere. Ad un certo punto forse un po' d'acqua schizza sulla gamba di una signora che però non sembra accorgersene. Finito di pulire metto a posto il tubo e chiudo l'acqua. Ora vado di sopra a spazzare e mentre salgo le scale mi rendo conto di essere in un sogno. Salgo sul corrimano della ringhiera e mi calo giù ( si tratta di una palazzina con scala esterna). Mi accorgo di essere parecchio in alto, almeno 3-4 piani. Mi calo giù un po' alla volta aggrappandomi man mano ai pianerottoli con la mano sinistra mentre con la destra mi tengo alle sbarre della ringhiera. Mi sento leggero ma non abbastanza da eludere completamente la gravità, se mi lasciassi andare precipiterei e rischierei di far collassare il sogno. Gli ultimi 3-4 metri mi lascio andare e atterro dolcemente, leggero. Qui però il sogno si dissolve.

Sogno lucido/OBE ore 6.30-7.50

Mi sveglio in paralisi ed eseguo il distacco. Esco dalla mia stanza e vado di sopra canticchiando per esorcizzare l'energia negativa che percepisco. Quando canto ad alta voce sento come se ci fosse un'altra voce oltre alla mia che canta insieme a me, la cosa mi inquieta un po' e torno a cantare sottovoce. Esco in strada, ho smesso di cantare ma sento ancora la canzone in testa, non ricordo però se fosse la stessa di prima o un'altra. Mi incammino lungo la strada che inizia di fronte al cancello, ho il cappuccio in testa e lo tolgo, ho anche gli occhiali che però qui mi ingombrano, tolgo anche questi e me li infilo in tasca e mi accorgo che ora vedo meglio, esattamente l'opposto di quanto accade sul piano fisico. Mi guardo le mani e osservo come sono vestito. Indosso dei calzoncini blu che porto spesso dentro casa, mentre non ricordo bene che maglietta avessi, credo quella nera a maniche lunghe che ho addosso anche in questo momento per dormire. Do rapide occhiate ad oggetti, vedo una scritta su un citofono ma è troppo lontana per riuscire a leggerla. Mi soffermo su un barattolo appoggiato su un muretto. Lo guardo e distolgo lo sguardo più volte, la scritta sull'etichetta cambia più volte, solo se sono molto veloce rimane inalterata. Il barattolo però rimane al suo posto. Ora dovrei proseguire ed uscire da una porta per cambiare scenario ma la mia attenzione viene attirata da un'area con dei tavoli all'aperto di un ristorante. E' pieno di gente, giro tra i tavoli e mi guardo intorno alla ricerca di qualcuno che sembri dotato di una propria personalità e consapevolezza ma anche stavolta niente. Nessuno sembra accorgersi di me o del fatto che sono un sognatore lucido, sono tutti presi dal loro pasto e dalle loro conversazioni. A vedere i tavoli pieni di piatti invitanti, perlopiù pizza, mi viene voglia di assaggiare qualcosa. Mi siedo dunque ad un tavolino libero, passa un cameriere e gli chiedo di portarmi un supplì e una pizza marinara. Ora si siede alla mia sinistra una cameriera dai capelli molto corti e mi porge un piatto con degli avanzi di riso e fagioli. Protesto poiché avevo chiesto altro, a quel punto il cameriere di prima, che ora è seduto su una sedia ad un altro tavolo poco più avanti, mi dice che non posso arrivare a quest'ora e pretendere che cucinino per me. Capisco dunque che è tardi e che non prendono più ordinazioni, chiedo scusa e assaggio quello che mi è stato portato. Non è poi così male, non particolarmente saporito ma comunque mangiabile. Qui il sogno crolla e mi sveglio. Mi rendo conto di aver sprecato un'altra occasione. Avrei dovuto proseguire e passare ad un livello di sogno più elevato, invece mi sono fatto distrarre e sono rimasto a quel livello. Rimango immobile così che io possa rientrare in paralisi e tentare di nuovo, ma il cane dei miei nonni di sopra fa rumore con i suoi lamenti svegliandomi definitivamente.


17 dicembre 2019

OBE ore 1.45-3.10

Il messaggio per Citrato

Sono in giro per la mia città con il mio amico M. Lui dice di avere voglia di pizza e ci dirigiamo verso la pizzeria più vicina, una pizzeria che esisteva realmente fino a qualche anno fa in quel punto, ora sostituita da un'altra pizzeria. So che lì la pizza non è un gran che e gli suggerisco di andare ad una pizzeria più avanti che è decisamente migliore. Tuttavia ormai siamo già sulla soglia, è troppo tardi. Entriamo e vedo che dietro al bancone c'è un uomo che assomiglia molto a quello che era il proprietario di quella pizzeria che era qui alcuni anni fa. Con mia sorpresa M. chiede solo una bottiglia d'acqua, forse ha accolto il mio consiglio ed è intenzionato a prendere la pizza dove gli ho detto, dunque sta prendendo l'acqua solo perché ormai siamo entrati. Ora però il proprietario della pizzeria gli dà anche una bottiglia di spumante e dice << bevete una bottiglia di spumante fresco e...>> non ricordo come continua la frase. Ci sediamo e io mi metto a fissare un punto sulla parete. Intorno al punto sembrano esserci dei peli attaccati al muro. Distolgo un attimo lo sguardo e vedo una ragazza mora di profilo. Inizio a sentirmi strano, ma è una sensazione piacevole, sono in uno stato di profonda concentrazione, mi sento centrato e in pace con me stesso e con tutto ciò che mi circonda, come in meditazione. Ho la mente svuotata e osservo senza giudizio, senza aspettative, penso che si tratti dello stato mentale ideale per entrare direttamente nel sogno in maniera consapevole. Capisco solo qualche istante dopo di essere già in un sogno, quando mi trovo in paralisi al buio. Mi alzo, esco dalla stanza e vado di sopra. Esco e mi incammino lungo la strada, c'è grande tranquillità e silenzio e non c'è nessuno in giro, segno di grande chiarezza mentale. Mi ricordo subito della task di incontrare il mio inconscio e chiedere un messaggio per l'inconscio di Citrato. Tuttavia non c'è nessuno per strada a cui chiedere. Ad un certo punto arriva una macchina nella direzione opposta alla mia (nella realtà fisica sarebbe contromano), provo a fermarla ma non ci riesco, la macchina sfila via ignorandomi. Decido dunque di entrare in una delle case nei dintorni, chiedendo mentalmente al mio inconscio di mandarmi il messaggio richiesto, magari attraverso qualche personaggio. Appena attraverso il cancello incontro due signore anziane, una delle due più anziana dell'altra. Chiedo a quella più anziana di lasciarmi il messaggio per l'inconscio di Citrato. La signora risponde: "ah sì...Citrato...come sta ? Tutto bene ? >> Non mi dice altro, proseguo, entro in casa ed esco da un'altra porta ma mi ritrovo nel giardino di casa di mia zia, in pratica sono quasi al punto di partenza. Esco di nuovo dal cancelletto, mi dirigo verso l'incrocioma qui il sogno si interrompe.

OBE ore 4.00-5.30

Figure egizie sulla parete

Mi sveglio in stato di paralisi ed eseguo il distacco. Esco dalla mia stanza e vado di sopra. Qui al piano terra il sogno è già molto stabile e vedo su una parete, dove dovrebbe esserci il termosifone e la finestra che dà sul giardino, delle figure tipiche dell'Antico Egitto. Non si tratta di quadri però, sembrano più dei dipinti fatti direttamente sul muro o forse degli adesivi o magari delle stampe molto sottili. Sono piuttosto grandi e raffigurano divinità con teste di animali ed altri elementi egizi. La cosa mi incuriosisce molto perché queste figure sono ricorrenti nei miei sogni e penso di chiedere al sogno di dirmi che significato hanno per me e perché le sogno così spesso. A casa mia nella realtà fisica ci sono diversi souvenir portati dai miei dall'Egitto da un loro viaggio di oltre 30 anni fa, statuine, quadri, piramidi in miniatura ecc. Tuttavia i miei viaggiano molto e in casa ho souvenir di varie parti del mondo, eppure nessuno di questi compare nei miei sogni così frequentemente. Ma soprattutto, la cosa più importante è che questi sogni in cui compaiono tali elementi sono accompagnati da una sensazione che non so descrivere, un'energia particolare che avverto solo in presenza di queste figure egizie. C'è un televisore in alto, forse appeso alla parete o forse appoggiato sopra un mobile. Mi aspetto che sia il televisore a rispondere alla mia domanda attraverso la voce di un qualche personaggio. In questo momento sta trasmettendo quello che sembrerebbe un telegiornale. Non arriva alcuna risposta però, sento qualcuno che parla incessantemente ma non sembra avere nulla a che fare con la mia domanda. La curiosità rimane, penso di entrare in bagno ed usare lo specchio per chiedere informazioni al mio riflesso e magari entrarci dentro per trasportarmi proprio in Egitto. Tuttavia nel bagno la luce è spenta, è buio e temo che entrandoci farei crollare il sogno e dovrei ricominciare da capo. Rimango fuori dalla porta ad attendere che la luce si accenda da sola. Qui però inizio a sentire le voci dei miei dal seminterrato, temo stiano per venire a svegliarmi. Decido di uscire alla svelta da casa per allontanarmi dalle percezioni del corpo fisico e prolungare il più possibile l'esperienza. In questo momento infatti credo che quelle voci siano quelle dei miei nella realtà fisica, allontanandomi da casa mi addentrerei a fondo nel sogno scollegandomi dai sensi fisici, soprattutto in questo caso dagli stimoli uditivi. Esco dal portone, raggiungo di corsa il cancello e lo apro col pensiero per fare in fretta. Esco in strada, è notte ed è nuvoloso, l'atmosfera è un po' cupa e minacciosa e qualche istante dopo mi ritrovo sul letto, mia madre è entrata in camera e mi ha svegliato. Resto immobile nel tentativo di rientrare nel sogno ma all'improvviso mia madre è di nuovo accanto al mio letto (io sono sdraiato sul fianco destro dunque le do le spalle) e mi chiama per svegliarmi. Non l'ho sentita arrivare e mi prendo uno spavento che mi sveglio di soprassalto cacciando una specie di urlo strozzato. Stavolta sono veramente sveglio.

19 dicembre 2019

Sogno lucido/OBE ore 1.40-5.00

Mi sveglio in paralisi e scendo dal letto, esco in strada e stranamente c'è silenzio assoluto, ma non come quando c'è tranquillità, è un silenzio innaturale, come quando metti il televisore in modalità muto, manca l'audio. A tratti sento dei rumori totalmente fuori contesto. Dopo un po' l'audio si attiva, arrivo quasi alla fine della strada ed incontro una ragazza bionda che viene nella direzione opposta alla mia. La saluto, lei mi si avvicina e mi porge delle banconote, mi pare fossero da 20 euro. Inizialmente ne predo una o forse due, poi però ci ripenso e le dico che non è giusto che io le prenda, e gliele restituisco. Mentre interagisco con lei la guardo bene in faccia e noto che ha un naso piuttosto pronunciato. Da qui ricordo poco o nulla.

29 dicembre 2019

Sogno lucido ore 6.30-8.45

Sono su un balcone e prendo gradualmente lucidità. Tento di salire sul corrimano aggrappandomi a qualcosa, ma quel qualcosa non regge al mio peso, si spezza e quasi cado all'indietro. Qui il ricordo è piuttosto vago. In seguito mi trovo a camminare per le strade affollate di una città, di sera. C'è troppa confusione però e non riesco a trovare qualcuno a cui fare domande, anche la mia lucidità non è delle migliori. Ad un certo punto mi trovo sul letto in paralisi, arrivano le vibrazioni ed eseguo il distacco, rimango per un po' sulla soglia nel tentativo di vedere la mia stanza, ma la vista ancora non si attiva. Vado in salotto e qui la vista inizia ad attivarsi, incontro mia madre ma ho un corpo molto sottile e lei non solo non mi vede ma mi passa attraverso come fossi un fantasma. Poco dopo viene di nuovo verso di me ma stavolta mi accorgo, troppo tardi purtroppo, che si tratta dell'entità sotto le sue sembianze, mi morde una mano e in un attimo mi ritrovo in paralisi al buio con il demone sopra di me che mi opprime e bisbiglia parole incomprensibili. Mi fa una domanda che non capisco, io nel mio stato confusionale rispondo << sì >> senza aver capito quello che mi ha chiesto. L'entità si mostra sorpresa dalla mia risposta, dice << sì ? >> come a dire << davvero ? >> A questo punto mi chiedo quale fosse la domanda, a cosa ho detto di sì ? La morsa del demone diventa più forte e mi sento come se mi stesse succhiando l'energia, e temo di essere stato io stesso a darle il consenso con quella risposta. Rimango immobile ed inizio come al solito a canticchiare. Dopo un po' la sua morsa si allenta permettendomi di alzarmi. Vado di sopra ed esco in strada. Mi sento debole e pesante, avanzo a passo di lumaca, come se avessi un macigno legato al corpo. Non faccio molta strada, mi ritrovo poco dopo in paralisi, eseguo il distacco e vado di sopra. Stavolta prendo il campo di sterpaglie dietro casa alla ricerca di un passaggio verso un'altra città. Il cammino è tortuoso, c'è erba molto alta e il terreno è impervio. Alla fine raggiungo un punto in cui c'è una discesa che conduce ad un luogo buio ma anche un grosso portone. Scelgo il portone e mi trovo davanti un altro portone socchiuso, attraverso anche questo e mi trovo in un'altra città, ma da qui non ricordo altro.

30 dicembre 2019

Serie di lucidi ore 3.10-5.00

E' sera e sono a letto, anche mio fratello si è appena messo sotto le coperte. Ad un certo punto mi accorgo che il televisore è acceso, deve essersi acceso da solo perché poco fa era spento. Non mi va di alzarmi così chiedo a mio fratello di spegnere e lui stranamente esaudisce la mia richiesta senza protestare. Ora mi accorgo invece che c'è una rivista per terra vicino alla porta, prima non c'era, come ci è finita lì ? Non ho intenzione di alzarmi per spostarla e non voglio nemmeno chiedere di nuovo a mio fratello di farlo. Qui però passa mia madre così la chiamo e le indico la rivista così che la raccolga. Accende la luce, mi alzo per vedere di che si tratta, incuriosito dalla seconda stranezza nel giro di pochi secondi e mi accorgo subito di una terza stranezza, ancor più strana delle due precedenti. Vedo infatti che a terra c'è un doppione della mia scarpa sinistra, non solo sono identiche ma hanno addirittura entrambe uno squarcio nella parte interna,
esattamente nello stesso punto. A questo punto inizio a pensare di poter essere in un sogno, ma a parte le stranezze citate è tutto molto vivido e stabile. Penso subito al test dell'orario, prendo il cellulare sul comodino e premo il pulsante per far illuminare lo schermo ma non si illumina. Altra stranezza, ma voglio essere sicuro al 100. C'è un foglio attaccato alla parete accanto alla porta e già questo di per sé dovrebbe essere la conferma ma non colgo la stranezza e mi metto a leggere una o più scritte, delle quali ricordo solo "Savonarola" e "800". Guardo e distolgo lo sguardo più volte ma le scritte non si modifica di una virgola. Eppure le stranezze sono troppe, devo trovare un elemento che allontani ogni dubbio. Vado in salotto e vedo che ci sono i due vecchi divani nella vecchia posizione, questa è la conferma definitiva, sto sognando ! C'è mio padre in quella zona di casa e ad alta voce dico qualcosa del tipo << potete inventarvi di tutto ma con i divani non mi fregate ! >> Prendo le scale ma inizio a sentirmi pesante, inoltre sento mio padre che dice qualcosa a mia madre a proposito del fatto che mi sono accorto di essere in un sogno. Inizio a pentirmi di aver sbandierato la mia presa di consapevolezza con quella frase, ora temo che possano tentare di fermarmi, e nelle condizioni di pesantezza in cui mi trovo ora non avrei speranze di sfuggirgli. Tuttavia riesco a raggiungere il cancello senza che nessuno tenti di ostacolarmi, esco in strada raggiungo l'incrocio per poi girare a sinistra. Non riesco a liberarmi della pesantezza, dunque decido di usare la casa di fronte, che ormai conosco bene, come passaggio dimensionale. Entro e trovo subito ad accogliermi Gianfranco, il padrone di casa onirico
di questa villa. Scambio due parole con lui, insieme a noi c'è qualcun altro che ora non ricordo chi fosse. Gianfranco ci dei Pocket Coffee, ne prendo uno nella speranza che mi restituiscano energia. Arriva anche la moglie di Gianfranco, mi dà un piatto di lenticchie e me le porto dietro mentre esco per accedere ad un nuovo scenario. Mi trovo in un luogo all'aperto in cima ad una rampa di scale, sotto alle scale c'è un cortile circondato da mura piuttosto alte. Io mi trovo in un angolo e vedo solo una piccola parte della struttura, non so quanto sia grande e se ci siano aperture che conducano all'esterno. Appoggio il piatto di lenticchie sul muretto e ne assaggio alcune forchettate. Sanno di poco ed hanno una strana consistenza, sembrano come incollate, probabilmente erano lì da parecchi giorni. Scendo la rampa di scale ma non avendo chiaro in mente un obbiettivo preciso il sogno si dissolve. Mi trovo in uno stato intermedio in cui sento ancora al tatto il muretto delle scale e ci sfrego le mani sopra per recuperare lo scenario, stavolta però non funziona.
Non ricordo poi cosa succede, forse mi ritrovo in un falso risveglio. Non ricordo di aver effettuato distacchi dal corpo ma ricordo diversi episodi in cui prendo lucidità semplicemente ricordandomi di stare sognando.

Episodio 1: entro di nuovo in casa di Gianfranco, scambio due parole con lui e la moglie, poi mi avvio verso l'uscita ma prima mi viene in mente di chiedere alla donna il suo nome. Dice di chiamarsi Luisa D'Angelo, al che mi viene in mente di chiedere anche il cognome di Gianfranco. Me lo dice e lo ripete altre due volte perché inizialmente non capisco. Era un cognome strano, mi pare iniziasse con la D, ma non riesco a ricordarlo. Esco e mi ritrovo in un'altra città, dove incontro subito una ragazza carina che passeggia da sola. Penso che possa fare al caso mio e la fermo chiedendole gentilmente se posso farle alcune domande. La ragazza non dice di sì ma nemmeno si oppone, mi guarda con aria un po' perplessa. Le faccio la prima domanda che mi viene in mente, ovvero perché sogno spesso elementi dell'Antico Egitto. Lei mi guarda storto, mi manda a quel paese e se ne va. In quel momento era comparsa per un attimo un'immagine di alcuni uomini in giacca e
cravatta, tra i quali mi è sembrato di riconoscere Barak Obama. Non so come interpretare tale immagine, è come se avessi in qualche modo captato pensiero della ragazza, nonostante non avesse alcuna intenzione di rispondermi. Tale pensiero però non sembra avere nulla a che fare con la mia domanda. Vado alla ricerca di un'altra ragazza alla quale fare qualche domanda ma trovo solo gruppi di ragazze e ragazzi intenti nelle loro faccende.

Episodio 2: entro in casa di Gianfranco per la terza volta di fila e ora con loro c'è anche un ragazzo sui 30-35, alto e snello che potrebbe essere loro figlio. Il ragazzo mi chiede qualcosa a proposito della possibilità di provare dolore e farsi male nei sogni lucidi. Gli rispondo che è possibile ma che è possibile anche curarsi e lo esorto a provare semmai ne avesse bisogno. Li saluto ed esco ma qui non ricordo poi cosa succede.

Episodio 3:esco stavolta dal retro di casa mia passando per il giardino, ignorando mia nonna che mi chiede insistentemente dove sto andando. Attraverso velocemente il parcheggio percorrendo la discesa e arrivato in fondo prendo un'altra strada. Percorro tutta la strada fino all'estremità opposta e prendo la salita a sinistra, qui una macchina mi viene incontro (contromano) e tenta di sbarrarmi la strada. Io la evito saltandoci sopra e saltando poi dall'altra parte. La macchina allora torna indietro e poi torna verso di me per investirmi ma io la afferro e la scaravento via come fosse fatta di cartone. Qui infatti l'ambiente onirico è diventato assurdo e grottesco, le leggi fisiche e le proporzioni sono completamente sballate e anche il comportamento dei personaggi e persino il mio è sempre più nonsense. Il tizio scende dalla macchina e mi insegue incazzato, io perdo lucidità e scappo convinto di essere in pericolo. Mi chiudo all'interno di una palazzina per sfuggirgli, mi raggiunge e continua a minacciarmi da fuori. Ora di stare sognando e non ho più paura, gli dico qualcosa del tipo << ho lanciato via la tua macchina con una mano, pensi davvero di potermi minacciare ? >> Da qui non ricordo altro.

31 dicembre 2019

Sogno lucido ore 4.40-5.00

Sono a casa e tengo in mano un'asta parallela al terreno, usandola come uno strumento per riuscire a levitare. Sono leggero ma non abbastanza per rimanere sospeso a mezz'aria. Salgo le scale saltando con l'asta in mano scalino per scalino nel tentativo di levitare. Arrivo al piano terra e mi arriva questo pensiero: una bacchetta magica è solo uno strumento, un mezzo per incanalare la magia, ma la magia è dentro di noi, ce l'abbiamo sempre e possiamo usarla anche senza bacchetta. Si tratta di una chiara allusione a quello che sto facendo, sto cercando di usare uno strumento per aiutarmi a levitare, ma questo è appunto solo un aiuto, la capacità di volare la ho già dentro di me e posso farlo anche senza alcuno strumento. Prendo lucidità ed esco dal portone, l'ambiente è estremamente vivido e reale. C'è una leggera pioggerellina, vedo le goccioline per terra, percepisco l'umidità e sento l'odore della pioggia. Mentre percorro il vialetto che dalle scale porta al cancello, tocco le foglie di piante alla mia sinistra, saggiandone la consistenza e il realismo. Esco in strada, mi ricordo dell'obbiettivo di recarmi in Egitto e penso di usare la casa di Gianfranco e Luisa come passaggio dimensionale. Qui però vengo improvvisamente richiamato nel corpo fisico, è stato il rumore dello sciacquone tirato da mia madre o mio padre nella realtà fisica a svegliarmi.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 05/02/2020, 19:15

6 gennaio 2020

Sogni lucidi/OBE ore 5.30-8.20

L'intervista

Mi trovo in paralisi ed eseguo il distacco, esco di casa mi incammino lungo la strada. Mentre cammino stabilizzo guardandomi le mani e facendo giravolte su me stesso, poi richiamo alla mente informazioni della veglia per verificare il mio grado di lucidità: che giorno è oggi, cosa ho fatto ieri, cosa ho in programma di fare oggi. Tutto coincide, il mio grado di lucidità è decisamente alto. Nel frattempo lo scenario si modifica intorno a me e mi ritrovo in una città sconosciuta piena di gente. C'è un gran via vai di persone e molto chiasso, ma riesco a rimanere distaccato. Sembra che sia in corso una qualche festa o sagra cittadina. Osservo i volti delle persone, è tutto estremamente reale. Ora però ho bisogno di un po' di silenzio e chiedo chiarezza ad alta voce. Dopo qualche istante il chiacchiericcio incessante si placa un po' ed ora posso passare al mio obbiettivo che è quello di fare domande specifiche ai personaggi, come una specie di intervista. Fermo una ragazza bionda che assomiglia a mia zia da giovane. Subito le passa accanto un'altra ragazza bionda quasi uguale, forse sono gemelle. La prima mi evita, la seconda riesco a fermarla e le chiedo se può rispondere ad alcune domande. Ci togliamo dalla strada e ci mettiamo sul marciapiede da un lato, così da non ostacolare i passanti. Le chiedo innanzitutto come si chiama ma ora le squilla il cellulare. La prego di non rispondere ma lei non mi dà ascolto, risponde ma sembra intenzionata a chiudere in fretta la chiamata per continuare l'intervista. Io però nel frattempo mi allontano un po' e mi guardo intorno per individuare un'alternativa a questa ragazza nel caso in cui la telefonata duri troppo. Vedo però che riattacca quasi subito, dunque torno da lei ma qui accade qualcosa che non ricordo bene, per qualche motivo se ne va. Fermo un ragazzo biondo che si mostra subito disponibile a rispondere alle mie domande, gli chiedo come si chiama, mi risponde "Cici" o "Cicci". Un nome piuttosto insolito, gli chiedo se è il suo vero nome e lui dice di sì, dice di chiamarsi proprio così. << Da dove vieni ? >> gli chiedo, << dalla Groenlandia>> risponde lui. Mentre parliamo camminiamo e raggiungiamo un punto più isolato. Prima che io riesca a fargli la prossima domanda, il ragazzo cambia radicalmente atteggiamento, mi rivolge uno sguardo demoniaco ed inizia a farneticare qualcosa e a minacciarmi. Dice di essere un "sardo", ma in qualche modo so che
con questa parola intende in realtà "demone". Capisco che vuole sbattermi fuori dal sogno ed è troppo tardi ormai per allontanarmi. Mi afferra un braccio, cerco di resistere ma mi sento ora anche le gambe bloccate, come se una forza sovrumana me le tenesse ferme per le caviglie. Cerco comunque di rimanere nel sogno, penso di fare come con l'entità che viene a farmi visita in paralisi, ovvero cantare e richiamare pensieri positivi.
Tuttavia proprio non riesco a richiamare alla mente la canzone che canto sempre in quelle situazioni, vengo assalito da pensieri negativi del tipo "se oppongo resistenza verrò catturato dal demone e resterò intrappolato per sempre", cose del genere. Ovviamente so che non rischio nulla in ogni caso, ma queste entità, oltre ad avere una forza sovrumana, hanno il potere di inviare emozioni e pensieri negativi che indeboliscono la volontà del sognatore. Riescono ad instillare un senso di impotenza e a far desiderare di fuggire, quindi anche di uscire dalla paralisi e svegliarsi, come infatti provo a fare. Forse ci riesco pure per un attimo, ma ripiombo subito nel sonno, perdendo però poi lucidità e ritrovandomi in un sogno normale in cui parlo con un signore sui 60 e mi lamento del fatto che non faccio altro che incontrare personaggi ostili. Chiunque incontri nei miei sogni lucidi è un potenziale demone che potrebbe assalirmi e sbattermi fuori. Anche una semplice e innocua intervista finisce per trasformarsi in un'aggressione ai miei danni. Il signore dice di essere anche lui un sognatore lucido e controbatte dicendo che lui ha incontrato tanti personaggi e che ha sempre avuto esperienze molto positive. Nel frattempo mangio un gelato davvero molto buono e gustoso. Riflettendo su questo ennesimo episodio di aggressione da parte entità ostili, posso dire stavolta di aver fatto un piccolo passo avanti. La sola idea di mettermi a cantare infatti ha prolungato di qualche istante la mia permanenza nello scenario onirico, anche mentre ero già parzialmente paralizzato. Se avessi avuto la lucidità necessaria e fossi riuscito a richiamare la canzone e a cantarla, probabilmente sarei riuscito a far svanire l'entità e rimanere nel sogno. Ora so come affrontare queste situazioni, devo solo mantenere la lucidità e resistere ai loro poteri psichici.

Attacco alieno e interviste

Mi trovo in una città sconosciuta di notte, un fulmine improvviso colpisce una casa nelle vicinanze nonostante non fosse in corso un temporale. Sono con mia madre, andiamo a vedere cosa è successo. Giriamo l'angolo per andare a vedere la casa colpita ma qui vediamo altri fulmini che si abbattono a ripetizione nello stesso punto. Capisco che non si tratta di un temporale, deve essere una qualche tecnologia super avanzata, probabilmente aliena. Ora vedo un'enorme e altissima struttura verticale scura che si innalza fra gli edifici ed ipotizzo che sia da lì che vengono i fulmini. Penso dunque ad un attacco alieno e mi chiedo come posso fuggire. Ora vedo delle luci di fari che si muovono come alla ricerca di persone da catturare o uccidere, ho l'impressione che questa tecnologia sia in grado di rilevare la presenza delle persone anche attraverso le pareti. Raggiungiamo ora una zona della città più centrale, qui gli alieni sembrano non essere ancora arrivati. Vedo un gran traffico, sento rumori di clacson e parecchio chiasso e per un attimo penso che abbiano ricevuto la notizia dell'attacco alieno e che stiano tentando di fuggire. Poi però vedo che la gente cammina tranquilla per le strade, si trattava solo di un ingorgo momentaneo. Poco dopo mi accorgo di stare sognando e mi ricordo dell'obbiettivo di intervistare le persone. Fermo un gruppo di individui, tre o quattro tra uomini e donne, ma rimango a distanza di sicurezza, memore di quanto accaduto nel sogno precedente. Il problema però è che sento arrivare qualcuno da dietro, gli dico di mettersi insieme agli altri davanti a me ma non mi dà ascolto. Ne arriva anche un altro e mi ritrovo circondato, preferisco rinunciare all'intervista. Mi trovo ora all'interno di una casa con alcune persone. Una signora, senza che le chieda nulla, mi parla di sua sorella che è di dieci anni più giovane di lei ed è morta diversi anni fa. Le chiedo come si chiama e quanti anni ha, non ricordo il nome ma dice di avere 27 anni (nonostante appaia come una donna di almeno 50 anni). Le chiedo quando è nata e risponde 1968 o 1969, non ricordo bene. Da ciò deduco che lei crede di essere nel 1995 o 1996. Ora parlo con un uomo che mi dice il suo nome, ma ricordo solo che iniziava per F. Mi dice che è nato nel 2009 e che ha 7 anni, e frequenta la scuola elementare, nonostante mi appaia come un uomo sulla settantina. Ricordo poi di aver fatto domande anche ad una ragazza carina dai capelli rossima non ricordo le sue risposte. E' ancora presto per poter interpretare le risposte di questi personaggi, ho bisogno sicuramente di più dati e soprattutto di riscontri con la realtà fisica.

10 gennaio 2020

Sogno lucido/OBE ore 5.00-6.00

Sono sul letto in dormiveglia e sento rumori provocati da mio padre che si è già alzato e forse anche da mia madre. Faccio dei micro sogni in cui elementi esterni si fondono con quelli ipnagogici. Sento dei rumori fastidiosi e mi lamento perché vorrei dormire ancora un po', mia madre allora si rivolge a me dicendomi qualcosa del tipo << ma che vuoi ? >> Capisco solo dopo che si trattava di un sogno. Ad un certo punto sento dei rumori provenire dal giardino, e nello stesso momento entro in paralisi. In un primo momento penso che quei rumori vengano dalla realtà fisica e temo che qualche ladro sia entrato in giardino, così penso di svegliarmi ma poi parte una musica, una canzone che non conosco. Qui capisco di essere in un sogno e che tutto quello che sto sentendo appartiene al mondo onirico, dunque mi tranquillizzo e al momento giusto mi stacco dal corpo. Vado di sopra, ho già la vista attiva, esco di casa e percorro di corsa il vialetto. Qui accade un fatto insolito,
nel correre scivolo e cado all'indietro prendendo anche una bella botta. Mi rialzo ed apro il cancello, gioco col pulsante premendolo più volte per stabilizzare. Qualcosa però va storto perché poco dopo il sogno crolla e riparto dal letto. Eseguo nuovamente il distacco ma prima di arrivare sopra vengo riattirato nel corpo. Mi alzo di nuovo e stavolta riesco ad uscire in strada, mi incammino lungo la strada e mi metto a cantare invitando anche gli altri a cantare con me, per poi accorgermi che non c'è nessuno nei dintorni :D. Qui non ricordo cosa succede, probabilmente torno nel corpo. Nell'episodio successivo esco di casa e imbocco una delle tre strade che intersecano la mia via. Percorro la strada fino all'incrocio dove si trova un ristorante-bar che esiste anche nella realtà fisica. Vedo un gruppo di ragazzi e ragazze all'esterno del locale che si divertono giocando a qualcosa tipo miss maglietta bagnata. C'è una ragazza mora un po' grassoccia seduta su una sedia un po' in disparte e una invece snella e abbastanza carina in piedi circondata da alcuni ragazzi. La ragazza indossa un top striminzito di colore rosso e un ragazzo le strofina e strizza addosso uno straccio bagnato. Riprendo a camminare dicendo a me stesso che è meglio evitare distrazioni di questo tipo, arrivo in fondo alla strada e giro a destra imboccando la via che fiancheggia la ferrovia. L'ambiente è molto stabile e vivido, decido di restare qui per il momento. Prendo il sottopassaggio ed incontro un mendicante al quale do qualche moneta, poi circa a metà strada ci sono due signore anziane sedute. Una delle due mi fa cenno di andare da lei, hanno delle banconote da 20 euro in mano. Sembra che vendano qualcosa ma non si capisce cosa, cerco di scoprirlo, loro vedono che ho delle monete e senza dire nulla le indicano. Gliele do, curioso di vedere cosa mi daranno in cambio, tuttavia impiegano troppo tempo a prendere quello che devono prendere, sembra che stiano temporeggiando. Dico loro che non ho molto tempo perché non appartengo a questa realtà. A questo punto la signora mi guarda male e mi ridà indietro le monete facendomi capire di non volere più nulla da me, come se ora che ha scoperto che sono un sognatore lucido non volesse più avere a che fare con me o per disprezzo o per paura o forse per entrambe le cose. L'atmosfera inizia a farsi pesante e capisco che sta per arrivare un agente a buttarmi fuori. Lo scenario inizia a vacillare e a sgretolarsi ma io resisto, ricordo l'esperienza di qualche giorno fa e quello che avevo appreso da essa. Voglio mantenere il sogno e mi preparo ad affrontare il sicario come avevo previsto: cantando e richiamando così energia positiva. Inizio dunque a cantare e a ballare, arriva un uomo alto e muscoloso, si toglie la giacca con calma, come se avesse tutto il tempo del mondo. In effetti mi trovo in uno spazio chiuso e stretto, non posso scappare. Approfitto del tempo che mi concede per richiamare energia positiva, eccolo che arriva, ma non riesce a colpirmi, ci passiamo attraverso, il mio corpo è diventato sottile. Ora è alle mie spalle, tenta di aggredirmi da dietro e per un attimo riesce ad afferrarmi ma io mantengo questo stato mentale e di nuovo gli sfuggo. Vado verso un'uscita ma trovo tutto buio, se uscissi da qui finirei per trovarmi comunque in paralisi. Torno dunque indietro, respingo un attacco, poi ancora mi faccio incorporeo e lo attraverso di nuovo. Vado verso un'altra uscita e anche qui tutto buio, sono in trappola,
ma va bene così per questa volta, sono riuscito a fare quello che avevo programmato e ho visto che funziona, ora devo solo perfezionare questa tecnica e magari la prossima volta evitare di trovarmi al chiuso. Torno in paralisi e da qui non ricordo altro, forse mi sveglio per qualche istante. Più avanti invece riprendo a sognare normalmente.


15 gennaio 2020

Serie di lucidi/OBE ore 4.45-6.00

Sono in garage, sto per uscire sulla rampa e mi accorgo di stare sognando. Poco dopo mi ritrovo in paralisi, mi alzo dal letto ed esco di casa. Faccio il giro e raggiungo il parcheggio dietro casa. Qui il ricordo è troppo vago, ricordo poi diversi episodi più o meno lucidi che elenco a casa, non riuscendo ad ordinarli cronologicamente.

Episodio 1:mi trovo in un luogo chiuso, una specie di ufficio nel quale vi sono diverse persone intente nelle loro faccende. Siccome ero partito con l'idea di viaggiare nel tempo, chiedo ad alcuni personaggi di dirmi in che anno siamo. Essi mi guardano perplessi e non mi rispondono, come se non sapessero rispondermi. Trovo ora dei quotidiani appoggiati su delle scrivanie. Ne prendo uno e leggo la data, non la ricordo per intero ma ricordo che l'anno era il '30, non si capisce però di quale secolo si sta parlando. Prendo un altro giornale, qui la data indica il 2030, leggo poi alcune cose che ricordo vagamente. Un altro giornale indica invece il 2035, un altro ancora riporta una notizia dal titolo "sostegno agli USA" e leggendo un pezzo dell'articolo viene citata la "seconda giornata della memoria". Non so di cosa si tratti ma ho la sensazione che l'articolo parli di una qualche tragedia avvenuta negli USA. Su un altro giornale leggo invece la data 1558. Esco da questo ufficio ma non ricordo poi cosa succede.

Episodio 2: mi trovo in una casa ed apro una porta-finestra da cui filtra molta luce. Mi ritrovo ora su un balcone molto simile a quello di casa di mia nonna, sento chiaramente una piacevole aria fresca che mi accarezza la pelle. Vedo ora una ragazzina bionda sui 13-14 anni su un balcone più in basso dello stesso palazzo che dice di chiamarsi Chiara. Poi si trasforma, ora è una ragazza più grande, sui 18-20 anni.
Episodio 3: entro a casa di Gianfranco ma le immagini sono sfocate, vanno e vengono, non riesco a stabilizzare. Crolla tutto e mi ritrovo nel buio, sprofondo intenzionalmente verso il basso in un vortice e alla fine sbuco nella mia stanza.
Episodio 4: sono in cucina nel seminterrato, vedo una busta grande piena di tozzetti, dolcetti squisiti che mia madre fa tutti gli anni a Natale. << Ne sono rimasti ancora ? >> penso, poi mi ricordo di stare sognando, ne prendo uno e lo mangio mentre esco di casa. Non è al livello di quelli fisici ma comunque non è male. Raggiungo il cancello, provo ad aprirlo col pensiero ma non riesco, anche tirandolo non si apre finché non premo il pulsante.

19 gennaio 2020

Serie di lucidi/OBE ore 6.30-8.00

Mi sveglio intorno alle 5.45, mi alzo per andare a bere un bicchiere d'acqua in cucina e torno subito a letto. Una zanzara mi ronza intorno e mi costringe a rialzarmi (so che sembra assurdo ma da me è pieno di zanzare anche d'inverno purtroppo :D). Dopo essere rimasto alzato per un po' nel tentativo di eliminare la zanzara mi rimetto a letto sdraiato in posizione supina e mi concentro sull'intento di uscire dal corpo e sul mio obbiettivo che è quello di vedere le mie vite passate. Se non altro stavolta la zanzara è servita a svegliarmi quanto basta per poter eseguire al meglio la WBTB. Dopo un tempo indefinito mi trovo in paralisi nella stessa posizione, mi rotolo giù dal letto e cado sul pavimento. Mi alzo e per stabilizzare tocco l'armadio e apro le ante, le sensazioni tattili sono estremamente reali ma la vista non è ancora attiva e appena esco dalla mia stanza vengo riattirato nel corpo. Mi sveglio e cambio posizione, sdraiandomi sul fianco destro, mi riaddormento quasi subito e in seguito mi ritrovo di nuovo in paralisi. Eseguo il distacco ed esco dalla mia stanza, raggiungo la sala che la vista è già attiva, mi guardo intorno, vedo il vecchio divanetto di legno e un altro mobile che avevamo fino a 5 anni fa. La sala mi sembra più spaziosa, più vuota, manca qualcosa, forse il tavolo ? Vado di sopra ed esco di casa, ci sono delle persone lungo il vialetto dal portone al cancello ma le ignoro, rimanendo focalizzato sul mio obbiettivo. Penso di entrare in una delle case vicine per usarle come passaggio dimensionale ma mi accorgo che nella casa di fronte c'è un insolito via vai di bambini, come fosse una scuola elementare. La stessa scena si ripete con un'altra villetta più avanti, trovo poi un cancello aperto di un'altra casa, qui sembra non esserci nessuno e ne approfitto. Entro in casa e dovendo trovare uno specchio entro subito in un bagno. Mi vedo riflesso ad uno specchio appeso alla parete, qui però il ricordo si confonde tra questo e altri episodio successivi in cui entro in bagni e mi guardo allo specchio. In uno di questi ho l'aspetto di un uomo di colore super muscoloso, tipo body builder, poi l'immagine si modifica più volte. Elenco qui gli altri episodi in ordine casuale.

Episodio 2: esco di casa dal portone principale e prima di scendere le scale che portano al vialetto salto e rimango sospeso a mezz'aria. Prendo quota lentamente, vedo gli edifici sotto di me che ora non sono più quelli del mio quartiere, anzi non sono più nemmeno nella mia città. Sorvolo dei palazzi e atterro sul tetto di uno di questi. Al centro del tetto c'è una scalinata verso il basso che conduce all'interno dell'edificio. Inizio a scendere, scendo la prima rampa e mi fermo su un pianerottolo e vedo ad un angolo un'apertura sulla parete coperta da un'inferriata arrugginita. Provo a vedere attraverso le sbarre ma è tutto buio dall'altra parte. Scendo ancora e raggiungo il pianerottolo sottostante, anche qui c'è un'apertura identica con l'inferriata nello stesso punto. Sul lato opposto, di fronte all'inferriata ci sono invece alcuni scalini a salire che si infrangono contro la parete. Non ci sono altre scale a scendere, dunque torno di sopra. C'è qualcuno ora con me, uno di quegli accompagnatori che rimangono fuori dal mio campo visivo. Nel frattempo ho perso parzialmente lucidità e il sogno poco dopo crolla.

Episodio 3:di nuovo esco di casa e prendo il volo dallo stesso punto di prima. Anche qui mi trovo quasi subito a volare tra palazzi di una città sconosciuta. Sorvolo le strade e sento persone che gridano il mio nome e mi incitano. Ad un certo punto vedo una bella ragazza mora che mi guarda sorridente ed entusiasta. Scendo un po' di quota per avvicinarmi a lei e le prendo la mano, perdo un po' stabilità e le immagini si fanno sfocate. Cerco di stabilizzare ma la ragazza si rivela essere un demone e mi morde la mano. In un attimo mi ritrovo in paralisi con l'entità sopra di me. Mi metto a cantare per liberarmene ma stavolta lo faccio senza convinzione, mi viene da farlo più che altro come abitudine ma senza l'entusiasmo necessario non può funzionare. Alla fine decido di svegliarmi e con uno sforzo ci riesco. Rimango comunque nella stessa posizione e quasi subito mi riaddormento.

Episodio 4:più avanti riacquisisco lucidità e riprendo il mio obbiettivo. Devo usare gli specchi come passaggi dimensionali verso le mie vite passate. Mi ritrovo in una città piena di gente, stabilizzo e mentre cammino le immagini si fanno nitide e realistiche. Attraverso una strada sulle strisce pedonali mentre osservo un palazzo di 8-9 piani, un edificio molto particolare, completamente bianco e con delle statue che sporgono dai balconi. Attraversata la strada mi fermo a leggere una scritta su un cartello di cui ricordo vagamente una strana parola che aveva tre "i" di fila. Leggo poi sulla parete del palazzo delle scritte vandaliche che hanno a che fare con una squadra sportiva. Fermo una donna sui cinquanta e le chiedo come si chiama questo posto. Mi dice che questa città viene chiamata in due modi diversi, uno dai suoi abitanti, l'altro dagli stranieri. Non ricordo però bene questi nomi, uno dei due mi pare fosse qualcosa tipo "Lauda" o "Mauda". Mi dice poi qualcosa a proposito del football americano che è uno sport molto popolare qui. Mi dice che ci troviamo in Olanda e che il paese è in guerra con l'Inghilterra. Resto un po' a riflettere sulle parole della donna poi entro in un bagno e mi guardo nuovamente allo specchio. Il mio riflesso cambia più volte, esco poi dal bagno e mi ritrovo in una stanza con un'ampia finestra dalla quale si vede il mare ad una ventina di metri da qui. Con me ci sono altre persone, perlopiù ragazzi molto giovani. Tra noi e il mare c'è prima uno spazio erboso, poi una piccola striscia di sabbia, quello che rimane di una spiaggia che sta per essere interamente inghiottita dalle onde. Vedo infatti che il mare è molto mosso e a tratti le onde sono tali che l'acqua quasi raggiunge l'edificio in cui ci troviamo. Penso che sia meglio non farsi il bagno in queste condizioni, però so di essere in un sogno, quindi posso calmare le acque con i miei poteri. Mi concentro brevemente ed ecco che il mare diventa una tavola, ora possiamo andare. Mentre mi avvicino all'acqua noto dei grossi bozzi dove prima c'erano le onde e capisco che l'acqua in quel punto si è congelata, ho congelato le onde ! Stranamente però il resto dell'acqua rimane liquida. Mi bagno un po' mani e piedi poi prendo un po' di sabbia con le mani bagnate ed inevitabilmente mi rimane appiccicata, la sensazione è estremamente reale. Con le mani ancora insabbiate mi dirigo verso un chiosco bar, chiedo al barman di farmi un cocktail senza specificare quale, lascio a lui la scelta. Vedo che nel preparare la bevanda soffia con il naso nella cannuccia dentro il bicchiere, una scena alquanto disgustosa. Qui il sogno si deforma e perdo lucidità.

Episodio 5: entro nel bagno del piano terra di casa mia per usare lo specchio come passaggio dimensionale ma entra mia nonna e preferisco uscire prima di farmi distrarre.

20 gennaio 2020

Sogno lucido ore 4.30-5.30

Sono a casa nel seminterrato e prendo lucidità. Esco di casa passando dal garage ma quasi subito l'ambiente si modifica e mi trovo in un altro luogo, sono al chiuso e sto salendo le scale. Intravedo da una finestra il giardino sottostante, voglio raggiungerlo così apro una porta e mi ritrovo su un balcone. Salgo sul corrimano e mi lascio andare rimanendo sospeso in aria, svolazzo un po' qui intorno, c'è un bel sole splendente, lo vedo ma resisto alla tentazione di volare verso di esso, rischierei di svegliarmi. Atterro in una piazzola circondata da bassi edifici tra i quali noto una casa provvista del solo piano terra, con un ampia vetrata. Trovo un'apertura tra gli edifici che conduce ad un altro spazio, lo raggiungo e vedo subito un tavolino al quale sono seduti un ragazzo e una ragazza molto giovani, sui 14-15 anni, forse una coppia di fidanzati. Accanto a loro c'è un chiosco che capisco avere la funzione di biglietteria per delle giostre. Vedo una finestrella alla quale è affacciata una donna, è qui che si fanno i biglietti. Leggo delle scritte su un cartello attaccato sotto la finestrella ma non riesco a ricordarle. Penso poi di chiedere informazioni su dove mi trovo, incontro una signora anziana ma non faccio in tempo a porle la domanda che qualcuno, forse la donna della biglietteria, le rivolge la parola. Torno indietro e al tavolino di prima vedo una ragazza di spalle piegata su di esso. Noto che ha un vistoso strappo sui pantaloni all'altezza della natica sinistra. Glielo faccio notare ma lei non sembra preoccuparsene. Mi chiede di indicarle il punto esatto dello strappo, per farlo lo tocco, lei non sembra esserne disturbata, io tuttavia non ho intenzione di intrattenermi con lei anche se è una gran bella ragazza. Mi allontano ma mi accorgo che mi segue, capisco di aver fatto un errore ad interagire con lei così da vicino, mi raggiunge e mi abbraccia da dietro, un gesto in sé innocuo ma che per colpa delle mie aspettative legate alle esperienze passate si trasforma in un'aggressione. Mi ritrovo dunque come al solito a letto, stretto in una morsa al torace che diventa dolorosa se oppongo resistenza. Inizia una lotta psicologica e sono indeciso se provare a rientrare nel sogno o se arrendermi e svegliarmi. Alla fine decido di svegliarmi per poi pentirmene subito dopo.

23 gennaio 2020

Serie di lucidi/OBE ore 4.30-5.45

Tentativi di viaggi nel tempo

Sono a casa mia nella cucina del seminterrato e guardo l'ora, sono le 9.30, mi rendo conto che non mi ricordo come sono arrivato qui. Ricordo che poco fa ero al campo sportivo in tribuna ad assistere ad una partita e parlare con alcuni amici e ora sono qui, come è possibile ? Dopo un attimo di smarrimento realizzo che sto sognando, salgo al piano di sopra con mia madre che mi segue. Ancora una volta l'aspettativa legata alle esperienze passate mi influenza e mi ritrovo sul letto in paralisi stretto in una morsa al torace. Stavolta però non mi faccio bloccare, mi libero con uno sforzo spostando le coperte ed alzandomi anche se un po' a fatica. Esco dalla stanza ma qui ho ricordi contrastanti di quello che accade subito dopo. Più avanti entro in una palazzina e prendo l'ascensore, c'è uno specchio che mi permette di specchiarmi per intero, la mia immagine riflessa è abbastanza fedele a quella fisica. Chiedo allo specchio di mostrarmi com'ero da bambino e per aiutarmi richiamo alla mente alcuni ricordi della mia infanzia di quando andavo in montagna l'estate con i miei nonni. Mi vedo ora riflesso come un bambino grasso, che somiglia a come ero intorno ai 10-11 anni. Poi l'immagine si modifica assumendo l'aspetto di un altro bambino grasso che però non mi somiglia per niente. Successivamente entro in un altro edificio e di nuovo prendo l'ascensore, prima qualcosa mi aveva interrotto, stavolta oltre a specchiarmi voglio usare l'ascensore per scendere in profondità nei miei ricordi. Prima di entrare nell'ascensore sento una voce alla TV che parla di qualcosa riguardante gli anni '80 e in sottofondo una musica di quell'epoca. Guardandomi allo specchio mi vedo come un ragazzo alto e con un look che sembra tipico di quegli anni. Mi viene dunque in mente di viaggiare nel tempo visitando proprio quel periodo, dunque metto momentaneamente da parte la task di rivivere i ricordi, dato che non ero ancora nato all'epoca. Esco dall'ascensore e mi ritrovo in un piccolo ristorante, mi guardo intorno alla ricerca di elementi che mi facciano capire se mi trovo davvero negli anni '80 ma non trovo nulla di particolarmente caratteristico di quel decennio. Ricordo un ragazzo con i capelli lunghi legati in una coda ed una sciarpa al collo. Chiedo ad una ragazza seduta ad un tavolo << che giorno è oggi ? >> lei risponde velocemente e capisco solo l'anno, il 1985. Le chiedo di ripetere e dice << terzo mese del 1985 >>, una risposta un po' strana e imprecisa ma mi accontento. Raggiungo un bancone dietro al quale c'è una donna, le chiedo di prestarmi un cellulare per farmi fare una chiamata, dicendo che il mio è scarico. Sono curioso di vedere la sua reazione, se sono nel 1985, non dovrebbe sapere di cosa sto parlando. In effetti all'inizio sembra non capire, poi però le mostro il mio cellulare e a quel punto anche lei ne tira fuori uno. Improvvisamente scompare sotto il bancone per poi ricomparire altrettanto improvvisamente, percepisco ostilità e d'istinto le do un pugno in faccia per difendermi. Esco dal locale e mi ritrovo in un corridoio stretto con diverse porte. Le apro tutte per trovare un'uscita ma portano tutte a piccoli bagni o altri luoghi chiusi e semibui. Resto dunque intrappolato qui e lo scenario si sfalda. Nell'ultimo episodio entro in un palazzo e prendo ancora l'ascensore, premo un tasto con l'intento di farlo scendere verso il basso. Esco e mi trovo in un
luogo chiuso pieno di gente, alcuni camminano, altri sono seduti come in attesa di qualcosa. Potrebbe trattarsi di un aeroporto, non vedo però elementi particolari che possano farmi capire dove mi trovi esattamente. Mentre mi muovo cerco di
mantenere la presenza in me stesso, mi concentro sui miei movimenti e sulle sensazioni che mi arrivano dall'ambiente circostante. Dura poco però perché presto il sogno crolla.

26 gennaio 2020

Sogno lucido ore 7.00-8.30

Mi trovo in un locale dove si balla e ad un certo punto[SLPC] prendo lucidità. Provo con la telecinesi a spostare dei bicchieri su un tavolo ma non ci riesco, lo scenario sembra abbastanza stabile. Mi sposto in un punto dove posso concentrarmi meglio senza essere notato, nonostante ciò però vengo comunque scoperto e aggredito alle spalle da un tizio che è sceso da una rampa di scale dietro di me. Io però stavolta mantengo la calma, gli do le spalle e in qualche modo lo assorbo dentro di me. Ora mi sento molto più leggero, spicco dei salti come se avessi delle molle sotto i piedi e sento di avere una forza sovrumana che potrei spaccare il soffitto con un pugno. Do un pugno al soffitto contenendo però la forza e già così lo faccio tremare. Il sogno si destabilizza e lo scenario si dissolve. Mi trovo ora in una città in pieno giorno, stabilizzo sfregandomi le mani e toccando un muro, poi mi metto a leggere un foglio attaccato a questa parete, sembra pubblicizzare un qualche evento che si terrà prossimamente in questa città. Vedo ora un via vai di persone che entrano ed escono da un supermercato. Leggo l'insegna, qualcosa del tipo "Cato market" o "Dato market". Entro e mi guardo un po' intorno, la mia attenzione viene attirata da un grande freezer pieno di gelati di vario genere. Vedo numerosi tipi di gelato, tra cui molti della Carte d'Or che non avevo mai visto prima. Vedo poi un barattolino Kinder e la mia scelta ricade su questo. Apro il vetro del freezer e prendo il barattolino, lo apro e mi accorgo che è già iniziato, qualcuno ci è già arrivato prima di me ! Normalmente lo lascerei lì, ma dato che sto sognando penso "chissene frega !" Devo però trovare assolutamente un cucchiaino o un cucchiaio. Vedo un mestolo appoggiato su dei prodotti in vendita, andrà bene anche questo, penso. Assaggio il gelato ed il sapore in effetti è molto simile a quello del Kinder. Torno al freezer e vedo che ci sono degli ovetti Kinder Sorpresa, che ci fanno qui ? Si tratta forse di una versione gelato ? Ne prendo uno ma mi rendo conto che sto perdendo stabilità e lucidità a causa del fatto che mi sto concentrando tutto sul mangiare e gustare questi dolci. Forse sento anche una voce nella testa che mi ammonisce a proposito di questo. Ora vedo due belle ragazze, credo lavorino qui, pare mi stiano dicendo qualcosa Ho ancora il sapore del gelato Kinder in bocca che mi impedisce di porre attenzione alle loro parole, così vado a cercare un po' d'acqua da bere per togliermelo. Prendo una bottiglia e mi ci attacco direttamente, ora il sapore è svanito, parlo un po' con loro, chiedo di indicarmi un qualcosa di interessante da vedere. Loro però rispondono con una domanda alquanto bizzarra, qualcosa tipo << vuoi delle minacce ? >> Rispondo che di minacce ne trovo ogni volta che sogno lucido, ormai è ordinaria amministrazione.
Da qui inizio a perdere lucidità e il ricordo inizia a farsi sempre più vago.

28 gennaio 2020

Sogno lucido/OBE ore 21.50-2.00

Mi trovo in paralisi e scendo dal letto, salgo al piano terra ed esco dal portone ma la vista ancora non si attiva. Mi ritrovo in uno stato intermedio e poi di nuovo nel letto. Ripeto l'operazione altre volte ma non riesco a stabilizzare, forse perché si tratta ancora delle prime ore di sonno, la mia mente è ancora molto confusa. In uno di questi tentativi vedo mio fratello uscire dalla stanza un attimo prima di me, vado di sopra ma la vista viene meno e mi ritrovo alla base. Ad un certo punto arriva mia madre nella mia stanza e si rivela come la solita entità maligna. Mi blocca a letto ma stavolta ci parlo, dico all'entità che nonostante tutto le voglio bene perché è una parte di me. Riesco ad alzarmi ma me la porto dietro continuando a parlarci. Mentre sto per uscire in strada le dico che dovrei assorbirla ma solo se lei è d'accordo. Mi dice di fare come meglio credo, devo decidere io. Le chiedo poi per quale motivo continua ad aggredirmi ogni volta, cosa ho fatto di sbagliato. << hai ucciso tuo figlio, l'hai bruciato, l'hai sgozzato...>> risponde lei. Le dico che io non ho figli e le chiedo dunque a cosa si riferisca. Nel frattempo lo scenario è cambiato, ora ci troviamo in un luogo surreale e tetro. Vedo uno scheletro che porta in braccio un altro scheletro più piccolo, il quale si dimena tra le sue braccia. Lo scheletro grande getta lo scheletro piccolo in una specie di calderone e poi inizia a tirarci dentro una raffica di...non saprei dire cosa, sono tanti piccoli schizzi bianchi che lo scheletro lancia a ripetizione con grande rapidità. Continuo a camminare a parlare con l'entità. Mi dà una specie di noce di cocco che mi dice essere in realtà la testa di mia figlia, dice che ho ucciso anche lei. Io cerco di capire che significato abbia tutto ciò, ma non ne vengo a capo. In seguito mi ritrovo a casa mia nel seminterrato. Le chiedo quando sarebbe accaduto quello che afferma, << dopo dopodomani >> mi risponde. Le faccio notare che non ha alcun senso, le ripeto la domanda e mi viene in mente come risposta "2024" e subito dopo lei risponde proprio "2024", al che le dico che non vale perché mi ha letto nel pensiero, non è una sua risposta. Da qui non ricordo altro, si è trattato comunque di un sogno di quelli assurdi e allucinanti, tipico delle prime ore di sonno, con la differenza che in questo caso ero lucido.

2 febbraio 2020

Sogno lucido ore 6.00-8.30

Mi trovo con due amici in una via della mia città dove ci sono dei giardini pubblici. Si sta tenendo una festa e ci sono anche le giostre (le giostre qui le mettono davvero proprio in questa via in occasione della sagra cittadina in primavera ). I miei amici vanno a farsi un giro sulle giostre mentre io rimango da solo e cammino per i giardini tra i numerosi tavoli allestiti per l'occasione. C'è un sacco di gente seduta a mangiare, perlopiù panini, vedo infatti uno stand che vende panini fatti sul momento, e anche un lungo tavolo pieno di panini già pronti. Completato il giro, raggiungo il punto in cui dovrebbero trovarsi i miei amici e li trovo seduti ad un tavolo a mangiare in compagnia di alcune ragazze. C'è un posto libero a capo tavola ma non intendo sedermi con loro. Inizio infatti a prendere gradualmente lucidità e mi viene in mente di levitare per stupire il gruppo. Provo a levitare direttamente da terra ma non ci riesco, così salgo in piedi sulla sedia che era riservata a me. Gli altri mi guardano perplessi, salto in alto e rimango sospeso a mezz'aria. Inizio a svolazzare ma gli altri non sembrano particolarmente sorpresi, addirittura una delle ragazze dice di saperlo fare anche lei e me lo dimostra. Quando però mi avvicino a lei il suo volto si fa sfocato, mi allontano ma lei mi sta addosso e alla fine mi aggredisce e mi ritrovo in paralisi. Mi libero un po' a fatica e vado di sopra, mentre salgo le scale sento qualcuno entrare dal portone. Arrivato al piano terra vedo una vecchietta nana un po' inquietante, era lei a fare rumore col portone. La ignoro ed esco, raggiungo la strada ma stranamente è tutto troppo ovattato, non riesco a fare chiarezza e stabilizzare. Mi fermo a toccare un muro per stabilizzare poi proseguo e giro l'angolo. Non sono più nella mia città, mi trovo in una stradina stretta e poco illuminata, di notte. In entrambe le direzioni non sembra esserci nulla di interessante, sembra una zona periferica, quasi di campagna. Ad un certo punto però sento della musica jazz provenire da un locale dietro l'angolo che prima non avevo notato. Lo raggiungo e ci entro, vedo che ci sono degli uomini in divisa rossa che suonano, ma non c'è il pubblico ad assistere alla loro esibizione. Qui il sogno a tratti si destabilizza, c'è un episodio confuso in cui dei tizi entrano e sparano ad un cane che si dimena agonizzante a terra. Affronto colui che ha sparato disarmandolo e ingaggiando con lui una breve lotta corpo a corpo che si conclude quando lo sollevo e lo butto fuori dalla finestra.Riesco a recuperare la stabilità del sogno, vado alla cassa e chiedo alla cassiera di mostrarmi il giornale di oggi, voglio sapere in che anno mi trovo. Sulla data ci sono scritti giorno e mese (11 novembre mi pare) ma non l'anno. Chiedo alla donna in che anno siamo e lei non sa rispondermi,chiedo ad uno dei presenti da quanto tempo si trova qui, come immaginavo anche lui non sa rispondermi. Provo a chiedere agli altri se si ricordano almeno da quale epoca arrivano, quando sono nati ma nessuno è in grado di rispondermi, nessuno se lo ricorda. Al contrario quasi tutti ricordano i loro nomi, ma è come se non avessero più importanza per loro a questo punto, ne parlano come se questi nomi non valessero più da quando si trovano qui. Di questi nomi ricordo solo l'ultimo, un ragazzo che dice che il suo nome era "Silvia", anche lui lo dice come se stesse parlando di una vita precedente, è un nome che ormai non gli appartiene più.

3 febbraio 2020

Serie di lucidi/OBE ore 5.00-6.30

Mi trovo in cucina al piano terra e prendo una scatoletta simile a quelle del thè o delle tisane, la quale riporta la scritta "miele millefiori". Mi rendo conto di essere in un sogno e giro un po' per la sala del piano terra osservando alcuni elementi della casa. Qualcuno ora entra dal portone, è il gatto del compagno di mia zia, mi fermo un po' a giocare con lui, poi scendo nel seminterrato e lui mi segue. Penso che il gatto potrebbe rivelarsi una guida per me, così lo invito a seguirmi in garage e gli chiedo di guidarmi dove ho bisogno di andare. Mi viene in mente l'intercapedine come passaggio, la porta è pure aperta, ma il gatto schizza via nella direzione opposta e va ad infilarsi nell'altra intercapedine. Lo seguo ma è troppo veloce e si perde nel buio, sono costretto a fermarmi, già la vista del buio di fronte a me fa vacillare il sogno.Qui c'è un vuoto di memoria e più avanti mi trovo in uno stato semi lucido in un luogo indefinito al chiuso pieno di persone.
C'è un uomo in completo scuro, forse un agente di sicurezza di questo edificio, che sta dando la caccia a dei criminali in fuga, mi unisco a lui. Lui è armato e mi dice qualcosa del tipo "dove vai senza pistola ?" Gli rispondo che non ne ho bisogno. Iniziamo l'inseguimento per le scale a scendere, i criminali sono uno o due piani sotto di noi ma l'agente non spara, forse teme di colpire degli innocenti. A questo punto intervengo io saltando giù nella tromba delle scale e andando a colpire il primo criminale, poi faccio lo stesso con il secondo un piano più sotto. Due li abbiamo abbattuti, ma ce n'è un terzo che però si trova almeno due piani più giù. Ora c'è un altro tizio con noi, uno che ha le mie stesse capacità, dunque lascio fare a lui. Sale sul corrimano e al momento giusto si lascia cadere e va a colpire il terzo delinquente sbalzandolo fuori dalle scale e facendolo precipitare fino al piano terra.
La missione non sembra ancora finita, ci sono ancora tre o quattro piani da scendere e io decido di prendere l'ascensore. Entro nell'ascensore, nel quale ci sono i tasti con i numeri da 0 a 6 corrispondenti ai piani del palazzo, "strano, mi erano sembrati di più" penso. Premo il tasto 0 e mentre l'ascensore scende mi vedo riflesso nella parte interna della porta, non è un vero specchio però, solo un vetro semi riflettente. Provo allora a voltarmi credendo di trovare dietro uno specchio ma anche qui il mio riflesso è molto sbiadito, a quanto pare non ci sono specchi in questo ascensore. Ora mi rendo conto che la discesa sta durando un po' troppo, a quest'ora dovrei essere arrivato. Premo un tasto per fermare l'ascensore ma questo invece comincia a muoversi in orizzontale, verso sinistra. Dopo un po' si ferma e
finalmente esco
, ho fatto un po' tardi ma sembra che gli altri mi abbiano aspettato. Ora ci troviamo su un treno all'inseguimento di altri criminali, questi però si trovano su un altro treno che poco fa è passato su un binario parallelo al nostro e ci ha superati. Scendiamo alla prima fermata e ci troviamo in una città. Qui prendo piena lucidità e abbandono la missione, concentrandomi sull'esplorazione di questo luogo. E' il crepuscolo mattutino, non c'è quasi nessuno in giro, gran parte della città sta ancora dormendo e si respira un'atmosfera molto piacevole di calma e tranquillità che giova anche alla mia lucidità. Mi guardo intorno, la luce e i colori sono un po' insoliti, sembra di trovarsi all'interno di un film anni '70, noto anche alcuni passanti il cui look sembra proprio quello tipico di quel decennio. Sono incuriosito e voglio sapere esattamente in che anno mi trovo. Vedo un'edicola dall'altra parte della strada, la raggiungo e trovo due o tre persone avanti a me che però sembrano essere tutte insieme, infatti fanno subito ed è già il mio turno. Attiro l'attenzione dell'edicolante, una donna, chiedendole il giornale di oggi. Qui una signora si rivolge a me indicandomi dei giornali o delle riviste esposte all'esterno e dicendomi qualcosa di cui non ricordo le parole esatte ma il cui significato era questo : << volendo potresti semplicemente rubarle >>. Io le rispondo che non faccio certe cose, e per dimostrarlo chiedo all'edicolante quanto le devo, << 50 centesimi >> risponde lei, al che estraggo delle monete dalla tasca, tra le quali trovo anche una da 50 centesimi. Prendo il giornale e leggo subito la data che indica giugno 2006, scritto interamente a numeri (non ricordo il giorno). Mi ricordo che non ha alcun senso cercare di capire che anno è in questi ambienti onirici, qui il tempo non esiste, infatti poco dopo leggo di nuovo la data ed ora l'anno è il 2014. Ora cerco di scoprire come si chiama questa città, chiedo ad alcuni passanti ma nessuno di loro mi dà una risposta, alcuni fanno i vaghi, altri mi danno risposte elusiva. Uno di questi inizia a fare un lungo discorso in cui cita anche quello che sarebbe stato il fondatore di questa città, non riesco però a ricordarne il nome, mi pare iniziasse per L. Qualcun altro invece mi dice che ci troviamo a Livorno, insomma non fanno che confondermi. Mentre interagisco con questi passanti mi sposto e ricordo tra le altre cose una strada semi buia che sembra portare verso il mare. Ad un certo punto lo scenario si dissolve e mi trovo per qualche secondo in uno stato intermedio in cui mi percepisco sdraiato in paralisi ma a tratti vedo immagini di un luogo che non è la mia stanza. Capisco dunque che non mi sto per svegliare ma sto per cadere in un falso risveglio. In realtà potrei anche ripartire direttamente da questo scenario che sto intravedendo ma, probabilmente a causa dell'aspettativa, alla fine mi ritrovo sul letto nella mia stanza. Mi alzo e vado in garage, voglio passare per l'intercapedine ma apro più volte la porta e continuo a trovare il passaggio ostruito. Rinuncio dunque, anche perché sento uno strano ed inquietante rumore proveniente da non so dove, voglio uscire in strada. La serranda è abbassata e non perdo tempo ad aprirla, il mio corpo è ancora poco denso e fiondandomici contro la attraverso senza difficoltà, e lo stesso faccio poi con il cancello grande. Stavolta decido di non proseguire dritto ma giro a sinistra, arrivo in fondo alla mia via e prendo un'altra strada. Cammino fin quasi alla stazione poi il sogno si dissolve e riparto dal letto. Mi alzo ed esco dal portone al piano terra, il cielo è nuvoloso, di quel nuvoloso di quelli minacciosi, che porta con sé un senso di imminente pericolo. Decido che voglio cambiare questa situazione, inizio dunque a pronunciare parole cariche di positività ed ecco che il cielo inizia ad aprirsi sempre di più mentre una musica celestiale mentre risuona una musica celestiale. Nel frattempo si è fatta notte e rimangono dei frammenti ad oscurare il cielo stellato, non sembrano più nuvole però, non so dire cosa siano. Urlo ancora quelle parole ed anche le ultime ombre si disintegrano scoprendo interamente il cielo mentre una folla festeggia. Qui mi rendo conto di essere in un luogo chiuso, come se il soffitto fosse di vetro trasparente. Esco da una porta finestra e mi trovo poco dopo in una città che sembra essere quella di prima a percorrere una lunga strada. Vedo che le immagini sullo sfondo sono un po' sfocate e una voce mi dice che è così perché il futuro non è ancora fissato ma aperto ad innumerevoli possibilità. Non dice esattamente queste parole ma il senso è questo. Più mi avvicino infatti e più le immagini si fanno nitide, prendo una deviazione e raggiungo una piazza in cui c'è un edificio basso che attira la mia attenzione. Entro nell'edificio e vedo che si tratta di una sorta di centro informazioni per turisti. Vedo infatti appesa al muro una mappa sulla quale campeggia la scritta "Orbana", che suppongo essere il nome di questa città. Una donna che lavora qui gira rapidamente un foglio dove c'è una scritta che mi pare iniziasse per T, come se non volesse farmela leggere. Poi inizia a spiegarmi la storia di questa città ma lo fa in lingua inglese e io la fermo dicendole che non sto capendo nulla. Poco dopo il sogno crolla e riparto dal letto, esco dal portone e salto prima delle scale rimanendo sospeso a mezz'aria. Salgo un po' di quota ma sopra di me ho una specie di soffitto che mi ostacola e del quale fatico a liberarmi. Dopo un po' mi metto in posizione orizzontale, guardando verso il basso, una posizione che ancora mi provoca un piacevole senso di vertigine che però rischia di far destabilizzare il sogno. Urlo più volte la parola "libertà" e la barriera sopra di me scompare, sono libero ! Sorvolo una città, vedo i suoi palazzi tra cui alcuni in costruzione. Mi avvicino ad uno di questi cantieri dove c'è una ragazza bionda seduta su un'impalcatura. Voglio farle delle domande ma stavolta resto a distanza di sicurezza, rimanendo in levitazione. Le chiedo se può rispondere ad alcune domande, lei annuisce senza particolare entusiasmo ma prima che io le ponga la mia prima domanda il suo volto si deforma in maniera mostruosa. Mi allontano da lei e vado da un'altra ragazza, bionda anche lei, seduta su un'altra impalcatura, di fronte a quella di prima. Le chiedo di dirmi qualcosa su di me che ho bisogno di sapere. Nel frattempo lei ha cambiato aspetto, ora è una donna di almeno 40 anni, dall'aspetto un po' trasandato. Mi porge una carta e dice << io sono la regina >>. La risposta mi sorprende, << la regina di cosa ? >> le chiedo, ma qui il sogno si dissolve prima di ricevere una risposta.

5 febbraio 2020

Sogno lucido pomeridiano ore 13.20-15.10

Mi sveglio in paralisi, mi alzo e vado di sopra ed esco di casa ma continuo ad avere la vista semi ostruita, sfocata. Faccio diversi tentativi ma non riesco a liberarmi di questa condizione, a causa dei continui stimoli esterni, soprattutto la TV in sala e la luce del sole che entra dalla finestra. Mentre salgo le scale infatti sento le voci dalla TV, segno che la mia percezione è ancora in parte nel mondo fisico. In uno di questi tentativi riesco ad uscire di casa dal retro e prendo il campo di sterpaglie. Qui la vista migliora, segno che mi sto allontanando dalle percezioni del corpo fisico. Tocco dei piccoli cespugli su un muretto alla mia destra per stabilizzare, le sensazioni sono estremamente reali, i cespugli però risultano piuttosto fragili dato che alcuni di essi si staccano e mi rimangono in mano. Proseguo e raggiungo un paesaggio collinare, percorro un tratto in salita poi mi volto a guardare di sotto, sono ad una discreta altezza e vedo ai piedi della collina alcune case sparse e delle stradine asfaltate. In un altro episodio entro nella casa di fronte alla mia da un cancelletto laterale, incontro Luisa, la moglie di Gianfranco,che sembra non essere in casa. C'è anche una bambina piccola, avrà 5-6 anni, si chiama Maddalena, e un ragazzo sui 25-30 che in un primo momento penso essere il figlio di Gianfranco e Luisa ma lui smentisce. Li saluto e proseguo, il mio obbiettivo è tornare ad Orbana, la città che ho visitato qualche giorno fa in un'esperienza. Entro in una stanza, c'è qualcuno ora con me ma non lo vedo. Apro un'altra porta, mi trovo in un'altra stanza che capisco essere una sorta di anticamera prima di accedere ad Orbana. Per raggiungere la città mi serve un ascensore, ne vedo uno davanti a me, accanto al quale,sulla parete, c'è un quadro con delle figure dell'Antico Egitto. Sulla porta dell'ascensore c'è un simbolo egizio, la cosa mi incuriosisce molto, premo un tasto per chiamare l'ascensore ma qui lo scenario crolla bruscamente, a causa di un rumore improvviso più forte degli altri nella realtà fisica. Non è abbastanza per svegliarmi, faccio altri tentativi ma non riesco più ad ottenere la stabilità e chiarezza che avevo raggiunto in questo episodio.
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Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 03/03/2020, 17:11

7 febbraio 2020

Sogno lucido ore 4.45-5.45

Mi trovo in cucina al piano terra, mia nonna ha preparato le lenticchie e me le fa assaggiare. Ci sono dei pezzi arancioni dentro, inizialmente penso siano carote ma sento un retrogusto di salmone affumicato, sto mangiando lenticchie con salmone affumicato, un abbinamento insolito per ma devo dire che il sapore non è male. Assaggio i pezzi arancioni e hanno una consistenza che non è quella del salmone affumicato e non sanno di niente, evidentemente quello non è salmone, ma il retrogusto di salmone nelle lenticchie rimane. Gradualmente mi rendo conto di essere in un sogno. Rimango un po' in cucina e lascio che il sogno faccia il suo corso, non accade però più nulla di particolare, la trama del sogno a quanto pare si è esaurita, ora posso proseguire a fare quello che voglio senza intoppi. Esco dalla cucina e bevo un po' d'acqua da una bottiglia appoggiata sul tavolo del salotto, poi esco dal portone. E' notte e c'è poca luce, l'ambiente è un po' cupo
ma io sono tranquillo. Esco in strada e lo scenario si dissolve, mi trovo nel buio, chiedo ad alta voce "luce !" ma le immagini inizialmente non tornano. Sfrego le mani sull'asfalto che al tatto è ancora presente e dopo un po' le immagini tornano. Faccio un pezzo di strada poi torno indietro per entrare nella casa di fronte alla mia. Mi dirigo verso il cancelletto sul retro ma qui trovo invece un cancello grande, è aperto e una macchina sta uscendo in retromarcia. Posso entrare da qui ma mi pare brutto introdurmi in casa altrui senza nemmeno avvisare. Vedo che alla guida c'è un uomo sui 40-50, gli chiedo se c'è Gianfranco in casa, mi risponde di no ma che c'è Luisa, la moglie. Entro e proprio all'ingresso incontro una giovane coppia, un ragazzo e una ragazza, avranno 25-30 anni. Entrambi hanno un look anni '80, capelli lunghi e ricci e maglie a maniche lunghe a righe orizzontali sottili bianche e nere o blu scuro. So che si tratta di Gianfranco e Luisa ma molto più giovani, o per lo meno lei è sicuramente Luisa, ho invece qualche dubbio su di lui, dato che il tizio in macchina mi aveva detto che non c'era. Entriamo in casa, lui si assenta un attimo e lei si siede su un divano. Noto che è una gran bella ragazza e provo una forte attrazione fisica nei suoi confronti. Tuttavia non voglio provarci con lei, mi sentirei di fare un torto a Gianfranco, inoltre so bene che mi farebbe solo perdere energia e lucidità. Salgo una rampa di scale che porta al primo piano, ho intenzione di uscire da una porta per recarmi altrove. Mentre salgo le scale, l'attrazione verso la ragazza è ancora forte ma resisto alla tentazione di tornare da lei, so che è una trappola e non farebbe altro che farmi sprecare questa esperienza. Trovo una sorta di finestrella su un muro, la apro e vedo che il passaggio è ostruito da qualcosa, forse panni sporchi ammucchiati. Vedo poi una porta-finestra alla mia sinistra da cui filtra luce solare. Esco e mi trovo su un balcone dal quale si vedono sotto dei campi da tennis e forse anche calcetto. C'è parecchia gente che sta assistendo a quello che so essere un evento sportivo giovanile. Il pubblico è disposto su un'insolita tribuna verticale, fatta a balconi come un palazzo. Io mi trovo a quanto pare sul piano più alto, tra la folla riconosco alcuni membri del principale club calcistico della mia città, per il quale fino a qualche anno fa lavoravo come magazziniere insieme a mio padre, che ancora ci lavora.
Qui ho un piccolo buco di memoria e un calo di lucidità. In seguito mi calo giù lentamente fino a raggiungere la strada, che però ora mi accorgo essere una pista per le corse di cavalli. Al di là della pista c'è un campo di calcio in terra battuta. Guardo verso la tribuna ed ora vedo che è una normale tribuna costituita da 5 o 6 gradoni. Riprendo piena lucidità e raggiungo la strada, mi chino e sfrego le mani sull'asfalto per stabilizzare ulteriormente. C'è un palo con un cartello quadrato, leggo le scritte che però sono in una lingua sconosciuta, piena di consonanti, potrebbe essere polacco o ungherese. Chiedo a dei passanti che luogo sia questo, un tizio sorridente e dall'aria simpatica mi risponde << in ogni tempo ! >> Ho un altro vuoto di memoria, dopodiché mi trovo in una stazione della metropolitana e salgo su un treno. La mia lucidità non è delle migliori, ma sono comunque consapevole di stare sognando. Incontro una ragazza carina dai capelli biondi e ricci, mi sembra di conoscerla ma è solo un'impressione, guardandola meglio vedo che non è la persona che credevo. Mi fermo in piedi in un punto vicino ad un tizio muscoloso che indossa una maglia blu con il simbolo di Superman sul petto. Il treno parte ed io d'istinto cerco un palo a cui aggrapparmi, poi però mi ricordo che con i miei poteri non ne ho bisogno. Ora vedo passare la ragazza bionda di prima, è molto alta e un look tipico degli anni 2000, con un top che lascia scoperto il ventre e dei jeans a vita molto bassa che mettono in mostra gli slip. Ora scambio due parole con ragazzo che indossa la maglia di Superman, scherzo con lui sul fatto che sia il vero Superman. Qualcuno dietro di me ride, io dico a tutti che scherzavo, che ovviamente non è il vero Superman, in realtà però io so che lo è. Ora Superman apre un portello del treno e rimane a guardare fuori. Gli dico di chiudere perché qui la gente sente freddo e anche io, anche se non è vero che sento freddo, ma devo nascondere il fatto che ho i super poteri. Ad un certo punto si getta fuori dal portellone e le persone che assistono alla scena si spaventano perché credono si sia suicidato, non sapendo che si tratta del vero Superman. Ora assisto ad una scena in terza persona in cui si vedono dall'alto degli uomini armati che stanno per assaltare forse proprio il treno in cui mi trovo. Capisco dunque che Superman li aveva già sentiti dall'interno del treno con il suo super udito, e che aveva aperto il portellone per sentire meglio e prepararsi ad intervenire. Ora sono di nuovo in prima persona e sono sceso dal treno, sono alla stazione, leggo una scritta in alto sul muro di un edificio basso: "Lehmstad" o qualcosa del genere, suppongo essere il nome della città in cui mi trovo. Chiedo qualcosa ad una signora che indossa un velo tipo quello delle donne di religione islamica. Non ricordo cosa le ho chiesto, ne quale fosse la sua risposta. Il sogno si interrompe e mi ritrovo in un falso risveglio in cui scrivo sul cellulare l'esperienza appena fatta.

8 febbraio 2020

Sogno lucido/OBE mattina ore ?

Mi trovo in una città sconosciuta di sera, in un ampio parcheggio circondato da palazzine. Inizialmente mi percepisco a metà tra il corpo fisico e quello onirico. Mi muovo nello scenario ma allo stesso tempo mi percepisco a letto. Sento di avere come un'imbracatura che mi tiene fermo da dietro e mi impedisce di muovermi liberamente, sono pesante. Piano piano questa imbracatura si allenta e me ne libero totalmente. Ora sono interamente nel corpo onirico e mi muovo senza problemi. Mi trovo in un ampio parcheggio circondato da palazzine di tre o quattro piani, ho la sensazione di essere già stato qui o comunque in un posto simile. Ho la sensazione che si tratti di un paese di montagna, delle Marche o dell'Umbria, dalle parti della casa dei miei nonni in montagna in cui vanno tutte le estati e in cui andavo anche io da bambino. Il luogo in cui mi trovo potrebbe esistere nella realtà fisica, forse è uno dei paesi della zona, che ho visitato in passato insieme ai miei nonni. Mi guardo un po' intorno mentre cammino lentamente, osservo le macchine parcheggiate, è tutto estremamente vivido e reale. Leggo alcune targhe di queste macchine, sono tutte targhe dell'Unione Europea, tranne una che hai bordo verde anziché azzurro. Penso di stabilizzare ulteriormente interagendo di più con la materia di questo luogo ma un minimo pensiero rivolto al mio corpo fisico nel letto mi fa tornare alla base.Pero lucidità per poi riacquistarlapiù avanti mentre sono a casa mia nel seminterrato. Vado di sopra, esco dal portone e mentre percorro il vialetto le immagini crollano. Cerco sul muro il pulsante per aprire il cancelletto che alla fine in qualche modo si apre da solo e fa un rumore insolito che mi sembra familiare, ora però non ricordo quale fosse. Esco e mi chino a sfregare le mani sull'asfalto per recuperare lo scenario. Mi sono fermato proprio in mezzo alla strada e sento arrivare una macchina dalla mia sinistra. Si ferma e sento qualcuno aprire lo sportello. La vista ancora non è attiva ma le sensazioni uditive, così come quelle tattili, sono estremamente vivide e reali. Devo alzarmi ma mi sento pesante, dico alla persona che è scesa che sto per alzarmi e mi faccio aiutare da questa persona a tirarmi su per le mani. Ora la vista torna e mi accorgo che questa persona è mia madre, o meglio, l'entità con le sembianze di mia madre. Quando infatti cerco di staccare le mie mani dalle sue lei fa resistenza, me le trattiene ed inizia a parlare con la sua voce da psicopatica in tono canzonatorio. So che non posso fare forza, peggiorerei solo la situazione. Continua a ripetermi frasi per farmi innervosire e farmi cedere così che possa avere la meglio e trascinarmi con sé nell'oscurità. Io cerco di fare finta di niente e di rimanere calmo, nella speranza che molli la presa prima o poi. Le dico che devo uscire con un amico che mi sta aspettando alla stazione, senza fare alcun riferimento al fatto che so di stare sognando. La tattica però non funziona, in me c'è ancora quel poco di nervosismo che basta a impedirmi di liberarmi dalla sua presa. Continua a tenermi le mani e a tratti mi strattona, vuole portarmi in paralisi, infatti le immagini iniziano a vacillare. Cerco di resistere, di mantenere lo scenario, non mi va di andare in paralisi adesso, non deve averla vinta. Non provo paura ma solo frustrazione, mi snerva tremendamente, ho una forte tentazione di prenderla a pugni ma devo resistere perché so che farei solo il suo gioco. Alla fine cedo e forse faccio uno strattone improvviso per tentare di liberarmene, è proprio quello che il demone aspettava, ora sono sul letto in paralisi, stretto in una morsa. A tratti sento una fitta al torace che va aumentando fino ad un certo punto, più mi agito e più fa male. Per un attimo esco parzialmente dalla paralisi, non voglio arrendermi però, voglio continuare a sognare. Rimango fermo e cerco di calmarmi, inizio a canticchiare e dopo un po' la morsa si allenta e riesco ad alzarmi. Vado di sopra ed esco in strada, arrivo fino in fondo alla via poi inizio a correre a super velocità. Raggiungo il sottopassaggio, corro a super velocità tra la gente e arrivo all'estremità opposta. Qui rallento, mi fermo e mi aggrappo ad un corrimano per ancorarmi a questo ambiente, dato che per correre a super velocità avevo ridotto notevolmente la mia densità rendendomi quasi incorporeo. Riacquisisco dunque densità e proseguo verso il viale principale della mia città. C'è molta gente in giro e pare ci sia una qualche festa, vedo un'insegna luminosa di un locale nel punto in cui nella realtà fisica si trova un bar. Vedo arrivare da una traversa del viale uno strano carro o giostra largo quasi quanto tutta la strada, di colore bianco e viola mi pare, portato da diverse persone. Potrebbe anche essere un qualche mezzo di trasporto particolare, non so definire di cosa si tratti esattamente. Continuo a camminare, vedo gente che festeggia, palloncini colorati e forse un altro veicolo simile a quello di prima. Passo in mezzo alla gente, chiedo ad alcuni di che festa si tratti ma non ricevo risposta. Ad un certo punto inizio a sentirmi seguito, temo che l'entità mi abbia seguito fin qui. Ho visto infatti per un attimo una figura femminile e ho l'impressione che mi stia seguendo. Mi infilo in mezzo alla folla per nascondermi e seminarla, provo ad un certo punto a scattare a super velocitàma qui il sogno crolla e forse mi sveglio.


12 febbraio 2020

Serie di lucidi/OBE ore 4.30-6.00

Prendo lucidità mentre gioco alla playstation, lascio il joystick e salgo al piano di sopra. Arrivato in cima alle scale vedo, attaccato al muro, una specie di poster dedicato alla nazionale italiana di calcio. Vado verso il portone per uscirema qui ho un vuoto di memoria, forse il sogno si dissolve e riparto dal letto o forse mi trovo direttamente altrove. Ricordo comunque un episodio in cuimi trovo in una piazza di una città sconosciuta, non c'è nessuno in giro, è tutto molto tranquillo, credo sia mattina presto. Vedo un edificio che spicca tra gli altri, si tratta forse del campanile di una chiesa. Cammino lentamente guardandomi intorno, vedo un cartello uguale a quelli che riportano le vie ma su questo non c'è scritto il nome della strada bensì una strana frase. Non ricordo cosa dicesse la frase, ricordo solo che parlava delle rose. C'è anche un altro cartello con delle scritte incomprensibili. Vedo poi delle foglie di rami che sporgono tra le sbarre della recinzione di un edificio. Le tocco, le strofino un po' delicatamente, ne sento chiaramente la consistenza liscia, le sensazioni sono estremamente vivide. Vedo ora un edificio che sembrerebbe essere una scuola, mi avvicino all'ingresso, c'è un uomo calvo, forse mi dice qualcosa ma qui la mia lucidità vacilla e anche il ricordo di questo episodio non è dei migliori. Per qualche motivo mi viene in mente che potrebbe essere una guida, << maestro !>> lo chiamo, lui si volta ma qui il sogno si dissolve. In seguito mi trovo a sognare normalmente e mi ricordo di stare sognando, provo a tornare nella città di prima e forse ci riesco pure ma qui il ricordo sfuma di nuovo. Ad un certo punto, forse proprio in questa circostanza,inizio a sentire una forte pressione nella testa che mi riporta allo stato di paralisi. Tento di eseguire il distacco ma la fortissima pressione me lo impedisce, con questo dolore infatti non riesco a concentrarmi per prendere il controllo del mio corpo onirico. A tratti riesco a staccarmi parzialmente ma vengo subito richiamato nel corpo. Nonostante io sia consapevole che non si tratta di un dolore fisico, non riesco a lasciarmi andare e alla fine sono costretto a svegliarmi.


21 febbraio 2020

Sogno lucido/OBE ore 5.00-6.00

Mi sveglio in paralisi, eseguo il distacco, vado di sopra ed esco dal portone, la vista ancora non si attiva e penso di teletrasportarmi in un luogo che conosco, aggrappandomi a qualcosa di familiare. Mi viene in mente di teletrasportarmi al sottopassaggio della stazione, da lì potrei poi prendere un treno per recarmi altrove. Immagino di afferrare il corrimano delle scale del sottopassaggio e in effetti sento qualcosa di solito tra le mani ma vengo sbalzato indietro e rispedito nel corpo fisico in paralisi. Provo stavolta a sentire la sabbia con le mani per traslocarmi direttamente in spiaggia ma non funziona, sento il materasso su cui sono sdraiato. Tale azione comunque facilita il distacco, mi rotolo giù dal letto, mi alzo dal pavimento e vado in salotto. La vista è già attiva, vacilla un po' ma riesco a tenerla e a stabilizzare. Giro un po' per la sala guardandomi intorno. Trovo alcuni mobili e altri elementi spostati in altri punti della casa rispetto alla realtà fisica, mentre le pareti sono bianche e piuttosto spoglie. La mia attenzione viene attirata da alcuni strani pupazzetti colorati di forma piramidale o tetraedrica raffiguranti delle facce che fanno smorfie. Vedo poi un pupazzo più grosso con una testa ovale e occhi grandi simili a quelli degli alieni cosiddetti "grigi". Vado in cucina e trovo numerose statuine egizie di colore nero o comunque molto scuro. Ne prendo alcune e me le porto dietro mentre vado in garage. Apro la porta dell'intercapedine, il passaggio è buio ma è libero, entro e appoggio delle statuine in una piccola nicchia nel muro alla mia destra. Appena lo faccio la porta si chiude dietro di me lasciandomi al buio totale, le tolgo subito e la porta si riapre facendo tornare un po' di luce. Premo un interruttore per accendere la luce e questa si accende. Proseguo e mi fermo davanti a quello che dovrebbe essere un ascensore anche se qui le immagini si deformano e si confondono. Poggio le statuine da qualche parte ed entro nell'ascensore. Ci sono pochi tasti numerati, io voglio andare in basso dunque distolgo lo sguardo convincendomi di trovare un tasto con la freccia verso il basso quando tornerò a guardare e così è. Premo quel tasto, l'ascensore inizia a scendere e anche a restringersi intorno a me. La cosa non mi piace, ordino all'ascensore di salire un po', poi lo faccio fermare ed esco. Mi trovo ora all'aperto, in una città che non riconosco, non sembra di essere nel presente però, sono sicuramente nel passato, a giudicare da un automobile della polizia parcheggiata direi anni '70. C'è anche un agente in piedi accanto alla macchina, faccio qualche passo ma mi dimentico di stabilizzare e lo scenario crolla e mi sveglio.

25 febbraio 2020

Sogno lucido ore 4.45.6.00

Sono a casa di mia nonna e ad un certo puntoprendo lucidità. Entro nel salotto e la mia attenzione viene subito attirata da un quadro con un papiro egizio, molto simile ad uno che ho a casa mia. Mi avvicino e il quadro si trasforma in uno schermo, parte un filmato nel quale si vedono dei bambini umanoidi ma non del tutto umani. Hanno delle teste calve e ben più grandi del normale, uno di loro ha anche un occhio al centro della fronte, non ricordo però se fosse un terzo occhio o se avesse solo quello tipo ciclope. Ci sono anche degli adulti e un bambino con capelli scuri, questo sembrerebbe un normale umano. Qualcosa mi fa distogliere lo sguardo per un attimo e quando torno a guardare lo schermo è tornato ad essere un normale quadro. C'è anche mio fratello ora, scambio con lui due parole, gli dico che ho visto il filmato ma che terrò per me quello che ho visto e lui se ne va. Il sogno continua ancora un po' ma con bassa lucidità e piuttosto instabile.

28 febbraio 2020

Serie di lucidi ore 5.00-5.50

Mi trovo a correre di notte in uno stato di bassa lucidità lungo una strada nei pressi di casa mia. Raggiungo un incrocio e mi ricordo di quello che mi ero prefissato di fare una volta lucido, ovvero accedere ad un altro scenario usando un ascensore. Mi dirigo dunque subito verso una palazzina nelle vicinanze ma mi accorgo che c'è mio cugino che mi segue. Vuole a tutti i costi raccontarmi qualcosa, si tratta di una specie di barzelletta o comunque qualcosa che dovrebbe far ridere. Cerco di sbrigarmi e lasciarlo indietro ma lui riesce ad entrare nell'ascensore con me. Premo un tasto e l'ascensore inizia a salire, mio cugino racconta la sua storiella ma prima di arrivare al finale l'ascensore si ferma e lui sparisce. Esco e mi ritrovo in un'altra città, ora è giorno e c'è il sole. Vedo delle rotaie davanti a me,forse quelle del tram dato che si trova sulla strada. Leggo delle scritte su un edificio al di là delle rotaie, non la ricordo per intero, ricordo solo "La Spezia" o forse solo "Spezia". Vedo ora invece un cartello di quelli che indicano le vie, ma la scritta è illeggibile, piena di consonanti messe a caso come quando si digita a casaccio sulla tastiera. Ne leggo poi un altro poco più avanti con su scritto "via parigi". Mi chino a premere le mani contro l'asfalto per stabilizzarmi meglio in questo ambiente. C'è una ragazza in piedi vicino a me che forse mi dice qualcosa, ma non ricordo cosa. Sempre per stabilizzare abbraccio anche un albero e osservo i dettagli della corteccia. Quando mi stacco vengo aggredito da un ragazzo che a quanto pare mi ha smascherato. Le mie azioni sono state troppo plateali, deve aver capito che sono un sognatore lucido e vuole sbattermi fuori. Prova a darmi un pugno in faccia ma lo schivo. Combatto brevemente parando i suoi colpi, poi però mi fermo e mi faccio colpire mentre mi concentro per aumentare il mio stato vibratorio, rendendo il mio corpo sempre meno denso. In pratica per non soccombere devo disfare quello che avevo appena fatto, ovvero stabilizzarmi e rendere il mio corpo denso. Inizialmente mi colpisce ma poi i suoi colpi mi passano attraverso, io gli passo attraverso e quando tenta di aggredirmi alle spalle allargo le braccia e lo assorbo dalla schiena. Il tizio dunque è sistemato, questa minaccia è neutralizzata ma ora sembra ci siano altri individui con cattive intenzioni nei miei confronti. Decido perciò di levitare, dicendo a me stesso che quando ci sono tanti aggressori è meglio sacrificare un po' di stabilità per acquisire maggior potere. Tuttavia poco dopo il sogno crolla prima che io possa esplorare ulteriormente questo scenario, alla fine in qualche modo i "buttafuori" l'hanno avuta vinta. In un altro episodio esco di casa, forse dopo un distacco, e mi incammino lungo la strada. E' notte, ho addosso un giubbotto pesante che mi limita un po' nei movimenti, me lo tolgo dato che sono in un sogno e non posso prendere freddo. Lo appoggio su una macchina e, come spesso accade quando appoggio indumenti da qualche parte, il giubbotto scivola e cade per terra. Non posso fare a meno di esserne infastidito ma non perdo tempo a metterlo a posto e proseguo. C'è un gran via vai di macchine, insolito per questa zona. In seguito, in quello che è forse l'ultimo episodio di questa serie, raggiungo la ferrovia entrando da un'apertura nella recinzione. Voglio prendere un treno e vedere dove mi porta. Ne vedo uno passare da sinistra verso destra senza fermarsi, un altro invece su un binario più avanti va nella direzione opposta ma lentamente fino a fermarsi. Entro e mi accorgo che non è un normale treno, è molto basso, tanto che non posso starci in piedi, nonostante io non sia esattamente un gigante. Ci sono infatti dei particolari sedili inclinati, fatti a posta per starci semi sdraiati, mi siedo sul primo che trovo libero, subito davanti all'entrata del treno. Del resto, prima di addormentarmi, avevo programmato, tra le altre cose, di prendere un treno speciale che fosse in grado di viaggiare nel tempo. Il treno parte ma non va dritto, curva più volte prima di iniziare a prendere velocità in rettilineo. Il sedile però è talmente comodo che finisco per appisolarmi :D e in questo modo il sogno si interrompe.

1 marzo 2020

Sogno lucido ore 5.00-7.45

Sono in uno stato semi lucido in un luogo chiuso indefinito. Il ricordo è piuttosto vago, sto parlando con una bella ragazza mora e ad un certo punto scatta una forte attrazione tra di noi e ci baciamo. Le sensazioni sono estremamente vivide, reali, intense. In questo momento prendo lucidità ma avendo chiuso gli occhi il sogno si è dissolto e non riesco a riprenderlo, forse perdo nuovamente lucidità e riprendo a sognare normalmente.

3 marzo 2020

Sogno lucido/OBE ore 4.45-5.55

Mi trovo in stato di paralisi e sento rumori provenienti dall'esterno della mia stanza, non so dire però se si tratti di rumori fisici o se appartenenti al mondo onirico. Poco dopo entra mia madre nella mia stanza e qui capisco subito che non è veramente lei dal fatto che io resto in paralisi. Si tratta ovviamente dell'entità, la quale mi sale sulla schiena (sono sdraiato a pancia in giù) e mi tiene bloccato. Mantengo la calma e provo stavolta la via del dialogo, le chiedo se a voglia di fare una passeggiata e parlare un po'. Lei, forse sorpresa dal mio invito, mi dà una risposta vaga che non capisco bene. Le dico che per farlo dovrà prima lasciarmi alzare dal letto,a quanto pare la cosa funziona perché poco dopo sono libero di muovermi. Mi alzo ed esco di casa, rimango un po' in strada davanti casa ad aspettarla ma non arriva, evidentemente non era interessata alla conversazione. Quando sto per andarmene ecco che vedo uscire dal portone di casa mia un orso bianco, il quale però compie salti spropositati come fosse un grillo, con un balzo percorre oltre dieci metri atterrando in strada, poi salta di nuovo nel giardino e scompare. Rimango perplesso nell'assistere a questa scena assurda, ora penso di proseguirema in questo momento il sogno si dissolve e mi sveglio.
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Hari
 
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