Indice I Sogni Lucidi Task ed eventi > CONCORSO: Il miglior sogno lucido

Le task del mese: idee, missioni e spunti da provare e portare a termine nei nostri sogni lucidi. Eventi, reali e non, organizzati dallo staff e dagli utenti per sognare insieme obiettivi comuni.

Parteciperai al concorso?

Si, mi iscrivo come partecipante
11
79%
No, ma sarò uno spettatore (leggerò con piacere le esperienze degli altri)
3
21%
 
Voti totali : 14

CONCORSO: Il miglior sogno lucido

Messaggioda NeuroEngineer » 30/01/2022, 11:58

PER ALTRE INFORMAZIONI: viewtopic.php?f=29&t=12989

IMPORTANTE:Il concorso si è concluso, ma è ancora possibile pubblicare il proprio sogno lucido migliore per creare una raccolta di valore sempre crescente!
I risultati finali si possono visualizzare in questo link:
viewtopic.php?f=47&t=13106
Tenete presente che il testo seguente è stato scritto prima dell'inizio del concorso.


In questo thread saranno presenti solo i messaggi introduttivi dei mod (tra cui il 100.000esimo messaggio) e quelli dei partecipanti.
Si pubblica solo una volta e solo il proprio sogno lucido migliore, eventuali messaggi superflui saranno rimossi dai moderatori.
Grazie e buona lettura!
Aggiornato il 16/05/2022

---

INTRODUZIONE:
Mesdames et Messieurs, onironaute e onironauti, ma soprattutto...utenti! :idea:
Il DreamTeam, parte dello staff di questo sito, è felice di informarvi che tra alcune settimane verrà raggiunto il post numero 100.000 su questo forum!
Il tempo necessario al raggiungimento di questo traguardo è variabile, ma si presume arriverà nel periodo tra marzo/aprile 2022.
Periodo nel quale il dominio sognilucidi.it sarà soggetto a rinnovo.

Ormai 14 anni fa il sito è stato creato e nel forum sono stati pubblicati da numerosi utenti-iscritti (che, stando al contatore, sono 5490) moltissimi argomenti e sezioni (10528), contenenti decine di migliaia di messaggi differenti (questo sarà il numero 99580), senza contare i MP.
Piano piano, sognilucidi.it e rispettivo forum sono diventati un archivio immenso di esperienze, dati, conversazioni e informazioni che hanno a che fare con un solo mondo, una sola arte che ci accomuna tutti: quella dell'onironautica.
Che voi siate sognatori lucidi naturali o meno, che voi siate semplicemente interessati al tema o che voi vogliate iniziare ad avere SL complessi per la prima volta, non ha importanza: qui siamo tutti sulla stessa barca, tutti dobbiamo lavorare su noi stessi e di conseguenza sui nostri sogni, nessuno escluso.

Certo, i tempi sono cambiati. Tra Instagram, Facebook, WhatsApp, Reddit, YouTube, Twitch...chi ha ancora tempo e voglia di partecipare ad un forum su internet?
Ma se siete qui sapete meglio di me che c'è una cosa che questo angolo di rete possiede in più rispetto agli altri social: la vera passione. Una passione che ci ha portato lontano, che ha portato al miglioramento personale di ognuno dei partecipanti, chi più e chi meno. Perché i sogni lucidi non sono solo un mero videogioco naturale, un film, una storia da raccontare nel proprio diario...sono lo specchio illusorio ed inconscio, arricchito da una nota di consapevolezza, di chi siamo nella realtà. Nel SL (Sogno Lucido o LD Lucid Dream) non stiamo dormendo normalmente; siamo attivi, svegli, vivi, esistiamo.

E con il 100.000esimo messaggio del forum, che sarà il "Via!" ufficiale del concorso, festeggeremo tutto questo.
Non sarà tuttavia la nostra meta, quanto un nuovo punto di inizio. Negli ultimi mesi abbiamo cercato di rinnovare ogni singolo aspetto di questo luogo virtuale: la Home, la sezione Articoli, la Mediateca, il Forum, il canale YT...abbiamo cercato di risvegliare l'anima del sito, accogliendo nuovi utenti (che a me piace ricordare sono esseri umani e potenziali onironauti) e svegliando antiche conoscenze.
Ma non abbiamo certo finito! Come detto, c'è molto altro da fare, tra collaborazioni esterne (con altri siti, canali YT, riviste e figure professionali), affinamento del sito e pubblicazione di nuovi progetti sul forum su cui discutere. C'è chi dice che questo sia un tentativo disperato e inutile perché ormai siamo "morti"...ma finché ci sarà anche solo una persona a condividere le proprie esperienze a modo suo, sia di OBE che di SL (come tramite il Diario), a dare l'impulso vitale necessario al sostentamento del sito, saremo ancora vivi.

Se vorrete festeggiare con noi un grande traguardo, nonché un nuovo inizio, rispondete al sondaggio qui sopra. : Builder :
Infine, ricordo che verrà inviato un MP (Messaggio Privato) con notifica a tutti gli iscritti del sito, così da vedere se e quanti di essi avranno l'interesse a tornare e a dare a se stessi e al sito un'altra opportunità.

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REGOLE & STRUTTURA DEL CONCORSO: IL MIGLIOR SOGNO LUCIDO DI SEMPRE (O DELLA PROPRIA ESPERIENZA)
Per un grande traguardo è necessario un grande concorso, con una grande premiazione e soddisfazione! : King : : Queen :
Ecco tutte le regole:

-) TEMPISTICHE: Dal 100.000esimo messaggio (annuncio ufficiale del concorso che sarà pubblicato qui) previsto per Marzo/Aprile, avrete 10 giorni per scegliere SOLO una delle vostre esperienze oniriche e pubblicarla qui sotto. Sarà quella, in qualità di concorrente per il premio MIGLIOR SL DI SEMPRE, ad essere valutata da una giuria scelta dallo staff.

-) QUALE ESPERIENZA ONIRICA VALE? : Sono ammessi solo SL o esperienze miste di OBE/SL, ma in questo caso con prevalenza del secondo. Altri fenomeni, come paralisi ipnagogiche, o sogni normali, non saranno valutati.
Tutti possono partecipare: non abbiate paura di raccontare un SL (o SL/OBE) breve o poco intrigante. Lo scopo principale di questo concorso è divertirsi e vedere in un unico luogo la crème de la crème che i nostri onironauti possono tirar fuori.

-) PODIO: I vincitori che verranno annunciati saranno solo i primi 3. A seconda del posizionamento, verrà attribuito all'utente del primo/secondo/terzo posto uno specifico premio ancora da decidere (forse intervista sulla Rubrica Radio Sogni Lucidi, ma ancora non è deciso). Ma ripeto, la questione del "vincitore" è solo secondaria.

-) CHI PUO' PARTECIPARE? & GIURIA: Tutti potranno partecipare, inclusi lo staff e i membri della giuria. Ovviamente, per assicurare votazioni valide e corrette a tutti, nel momento della valutazione di un SL appartenente ad un membro della giuria che chiameremo X, scatterà il seguente meccanismo: X verrà sostituito temporaneamente da un altro utente Y, che rivestirà il ruolo di "giudice di riserva" e che avrà il compito di valutare per l'appunto tutti i SL appartenenti ad un membro della giuria, sostituendolo nel momento della votazione. I giudici e il giudice di riserva voteranno in modo oggettivo e più leale possibile.

-) TRACCIA & CRITERI DI VALUTAZIONE: La traccia è molto semplice, dovete narrare un SL che avete REALMENTE vissuto IN PRIMA PERSONA.
Siate corretti: non romanzate le vostre avventure aggiungendo o togliendo parti che non sono realmente accadute. Inoltre non mentite sul fatto di essere stati lucidi e se la memoria inizia ad offuscare i ricordi di una vicenda non riempite autonomamente eventuali "buchi di trama".
Vale qualsiasi lunghezza, dal più corto al più lungo. La lunghezza del testo non sarà influente sulla valutazione.
I criteri di valutazione, che inficeranno sul voto della giuria, saranno: originalità, complessità, livello di dettaglio e consapevolezza, livello di percezione (dei 5 sensi), eventuali personalità e psicologia di un PO (Personaggi Onirico), lessico e tipologia di narrazione (cercate di scrivere in modo chiaro, organico, coerente), grado di immersione del lettore (chi legge il vostro SL riesce ad immedesimarsi nella storia?), varietà dell'ambiente onirico, stabilità e ovviamente grado di qualità e bellezza (soggettiva, quanto è piaciuto nel complesso al membro della giuria).
Potete inserire anche delle Task particolari per rendere il vostro SL più "appetibile".
I SL possono essere sia passati, ovvero che avete vissuto anni fa e che avete scritto nel Diario, sia recenti, ovvero che avete vissuto durante queste settimane.

-) DOMANDE & CAMBIAMENTI: Se avete domande, recatevi nel link che ho inserito all'inizio di questo post e scrivete lì.
Nell'eventualità che queste regole dovessero essere soggette a modifiche, basterà editare questo post.

-) RISULTATI: I tempi prima di comunicare i risultati finali li decideremo al momento, in base a quanti sogni dovremo leggere.

-) PUNTI: Un punteggio ampio (da 1 a 30 per ogni giudice) per evitare il più possibile i pareggi. Con quattro giudici si arriverebbe ad un voto massimo di 120.

Detto questo, potete già iniziare a organizzarvi come volete. Per opinioni scritte ci sentiamo sull'altro link, per il numero di iscritti basta rispondere al sondaggio. Più siamo meglio è.
In bocca al lupo, buon proseguimento di giornata! :D
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda LuKe94 » 22/03/2022, 19:18

Eccoci qua al famoso 100.000esimo post :)
Da questo momento prende il via l'atteso contest sul sogno lucido più spettacolare che questo forum abbia mai conosciuto!
Più o meno...perché non sarà esattamente così ;)
Concedetemi una premessa scontata... tutti i sogni lucidi sono esperienze fantastiche.
Questo concorso non è altro che un gioco di intrattenimento, e la nostra votazione non è assoluta. Dei giudici differenti con ogni probabilità comporterebbero un risultato diverso da quello che ci sarà. Quindi prendete il risultato in maniera molto leggera.
Per ognuno di voi, il sogno lucido migliore sarà in ogni caso quello personale. Perché è, e rimarrà, un'esperienza molto particolare che vi ha segnato la vita.
Noi organizzatori non possiamo far altro che promettere assoluta sincerità nelle nostre votazioni.
Inoltre, garantiamo di rendere noti solamente i primi tre classificati. La classifica intera non uscirà mai dal Dream Team. Quindi partecipate senza il pensiero di vedervi in fondo alla lista, anche perché la vera vittoria nel nostro sito è imparare a lucidare!

Ecco l'elenco di chi provvederà alle votazioni:
-Luke94
-NeuroEngineer
-DayDreamer
-Alrescha
-Sonme
-olrac (giudice extra)

Ringrazio tutti i partecipanti per aver reso realizzabile questo gioco.
E in particolare NeuroEngineer per aver avuto l'idea di organizzare qualcosa per l'occasione, e per il suo contributo prezioso al forum in questi mesi.

Leggete bene il regolamento e ci risentiamo tra 10 giorni per la chiusura!
Che il gioco abbia inizio!
: Groupwave :
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda NeuroEngineer » 22/03/2022, 19:44

Come vola il tempo...prossimo traguardo, 1 Milione di post! : Beer :
Davvero ottima premessa Luke, non ho molto altro da aggiungere.
Solo: utenti, non perdete questa rara opportunità di condividere con persone aventi la vostra stessa passione, l'onironautica, le esperienze che più vi hanno segnato nel profondo.
Si prospetta essere una grande occasione, adatta per un grande obiettivo ormai raggiunto in anni e anni di attività di migliaia di utenti (faccio notare che siamo più di 5500, vedremo quanti torneranno nel prossimo periodo).

Piccola precisazione: olrac è stato scelto come "giudice dei giudici", ovvero colui che sostituirà temporaneamente un membro del DT qualora uno degli altri giudici debba presentarsi come partecipante.
E' stato scelto perché crediamo che sia l'utente che più di tutti rappresenta l'altra faccia della medaglia del sito, quella dei Viaggi Astrali (OOBE).

Quindi rispettate le istruzioni e le scadenze, auguro un buon lavoro ai giudici (con cui ci sentiremo presto) e un grande bocca al lupo ai partecipanti :idea:

Infine, ricordo che verrà inviato un MP (Messaggio Privato) con notifica a tutti gli iscritti del sito, così da vedere se e quanti di essi avranno l'interesse a tornare e a dare a se stessi e al sito un'altra opportunità.
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda LuKe94 » 25/03/2022, 12:42

Non spingete eh : Chessygrin :
Allora visto che siete timidi comincio io. Mi raccomando non fate vincere me e Neuro come unici concorrenti!

Premessa: Io sono uno che usa molto l'immaginazione da sveglio. Mi immagino come cambierei le cose, simulazioni mentali, progetti e cosi via.
Una delle mie più vecchie costruzioni mentali è una città in un mondo parallelo al nostro, dove sostanzialmente le cose non funzionano come nell'Italia in cui viviamo...sarà il desiderio di vivere in una civiltà dove logica e coerenza prevalgono, ovviamente senza negare alcuni tratti utopici della cosa, ma questo progetto immaginario negli anni è cresciuto, e dato che ho imparato a fare i sogni lucidi ad un certo punto ho tentato di visitare questo luogo.
Questa città-stato è costruita sull'idea di Neo-Tokio 3 di Evangelion perché mi piace la luminosità dei grattacieli e la sua grandezza ridotta. E si colloca proprio di fianco al mio paese reale da cui prende il nome con il prefisso Neo- cosa che la rende (volendo) più facile da raggiungere. (Questa foto con i monti dietro è proprio azzeccata)

NeoTokio3..png
NeoTokio3..png (388.84 KiB) Osservato 19732 volte


7/5/2019
La città perfetta - 62° Sono Lucido
Mi trovavo in un luogo semi-urbano in cattive condizioni. Le piante arrampicanti coprivano alcuni piccoli edifici e c'erano materiali edili sparsi un po'ovunque.
Forse era una base militare abbandonata, e li stavo giocando a softair con degli amici ed ex compagni di scuola.
Due avversari si dichiarano colpiti ed alzano la mano. In quel momento mi accorgo di non avere la maschera protettiva per gli occhi quindi intuisco che c'era qualcosa di strano.
Penso ad una realtà virtuale, ma poi mi viene in mente di contarmi le dita e ne conto 6.
Volevo cambiare subito ambientazione con una di più interessante.
Passo in mezzo a due bambini che giocavano e arrivo al bordo del campo da gioco. C'era una barriera da cantiere che delimitava il perimetro. Oltre c'erano palazzi di una periferia di città qualsiasi.
Per superarla ci sono corso contro separandomi in tanti pezzi e ricomponendomi subito dall'altra parte.
Qualche passo più avanti ricordo un bar con la classica insegna dei gelati all'esterno. Li ho guardati, erano tutti viola. Ne ho preso uno direttamente dal cartello (stranissimo) e l'ho assaggiato.
Era ricoperto di cioccolato viola con pezzi di bagigi, al tatto non era freddo come doveva essere e aveva un gusto molto tenue (...) Ho un vuoto di memoria.
Avevo proseguito verso l'interno della città con qualcuno (che poi e sparito) e facendo tre salti ho preso il volo.
Non so se ho generato io la mia città o se è stato l'inconscio a farlo in automatico, comunque all'alto riuscivo a vedere meglio alcuni grattacieli del centro città esattamente come l'avevo immaginata.
Il problema è che riuscivo a volare solo fino al tetto degli edifici più bassi che la circondavano. Andare più in alto era troppo ''faticoso''.
Mi appoggio su uno degli edifici della via in mattoni rossi tipo periferia di New York e stabilizzo il sogno, urlando anche di trovarmi in un lucido, cosa che mi aiuta ad aumentare la lucidità.
Mi butto giù e cammino per le vie per osservare com'era. In quel punto sembrava molto una città americana, ma noto una cosa particolare. Nelle colonne di alcuni marciapiedi coperti sotto gli edifici c'erano delle alte colonne di cassetti di archivio dentro la muratura, che potevano essere usati dagli abitanti per mettere le cose mentre erano all'aperto. Questa cosa l'avevo già sognata in un sogno normale credo nel 2011. Mi ha colpito ritrovarla li.
Al centro di un incrocio di strade a ''V'' c'era un edificio con due fontane che fiancheggiavano un entrata. Ci sono entrato, e questo posto lo percepivo come il mio ''ufficio presidenziale'' : King :
Ricordo ancora che nella prima stanza d'accoglienza si sentiva il rumore dell'acqua delle fontane all'esterno. I mobili erano pregiati in legno scuro e c'erano diverse librerie e una scrivania in legno. Una stanza non eccessivamente grande ma davvero prestigiosa e con un fascino d'altri tempi.
Uscendo ho deciso di prendere il volo di nuovo, e di dirigermi verso il centro vero e proprio della città, dove ci sono cinque grattacieli più alti rispetto agli altri edifici.
Per qualche motivo faticavo a raggiungerli...mi sembrava di girarci sempre intorno, e nell'intenzione ho perso parzialmente lucidità.
Nel mentre ho trovato ben tre chiese diverse, che nel progetto non erano previste. Nella prima di queste, la più grande, ci sono salito sopra e ho osservato dall'alto una piazza che sembrava piazza San Marco di Venezia circondata da un contesto più moderno.
In quella successiva ci sono sorvolato intorno ma era poco più di un rudere.
L'ultima era la chiesa del mio paese ma più grande (...) In questo punto ho di nuovo un amnesia.
Sono riuscito a recuperare lucidità ma mi trovavo fuori città in mezzo ai campi.
Ho preso il volo per provare nuovamente a raggiungere il centro. Poco dopo il decollo è partita una canzone che non ho mai sentito, molto energica e se non ricordo male di genere punk.
Sembrava di essere ai titoli di coda alla fine di un film, e infatti in poco tempo diventa tutto buio e mi sveglio


Nel diario ho segnato che mi ricordo vagamente di aver fatto molte altre cose in questo lucido, ma è stato piuttosto lungo quindi non me le sono ricordate tutte.
È stato molto bello vedere un luogo immaginario materializzarsi e poterlo esplorare. C'erano delle aggiunte che non avrei mai immaginato ma anche l'imprevedibilità ha suo fascino.
Piccola annotazione: In questo momento riflettendo sul finale mi sono accorto che in diversi sogni lucidi che ho fatto alla fine parte una canzone poco prima del risveglio. In particolare quelli lunghi.
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda Hari » 25/03/2022, 20:35

Ecco il mio miglior sogno lucido di sempre, che riporto facendo direttamente copia-incolla dal mio diario :).

7 agosto 2021

Disneyland e mare aperto

Prendo lucidità nello stato intermedio, mi rotolo giù dal letto sul pavimento, mi alzo in piedi e faccio un saltello, poi do dei colpetti all'armadio con le mani per stabilizzare. Esco dalla mia stanza e salgo le scale aggrappandomi alla ringhiera come di consueto, arrivo di sopra, esco dal portone e la mia vista ora è attiva. Esco in strada e continuo a fare esercizi di stabilizzazione mentre cammino. Ad un certo punto mi trovo sul lungomare, davanti ad uno stabilimento balneare e vorrei entrare a dare un'occhiata. La mia lucidità però qui è calata decisamente, sono con altre persone e mi faccio distrarre e deviare da quello che era il mio obbiettivo iniziale. Entro nello stabilimento e incontro mio fratello insieme ad alcuni suoi amici, li saluto e proseguo verso la spiaggia, dando rapide occhiate ai volti delle persone presenti. In seguito mi trovo a camminare lungo una strada che ricorda il viale principale della mia città, di notte, e mi ricordo del piano d'azione che prevedeva di rivolgermi al sé superiore, guardando e parlando verso il cielo ad alta voce, anche urlando se necessario, e chiedere di essere sorpreso. Così faccio, guardo verso l'alto e grido << sorprendimi ! Mostrami qualcosa che non conosco, qualcosa di grandioso e spettacolare ! >> Appena finito di pronunciare questa frase, mi lascio andare in levitazione e subito vengo attirato in avanti e schizzo a gran velocità lungo la strada. E' il tipo di volo che non posso fermare né rallentare, ma va benissimo così, è esattamente quello che volevo, essere trasportato dal mio sé interiore verso una destinazione a sorpresa. Volo velocissimo e vedo un palazzo avvicinarsi, sembra che mi ci stia per schiantare contro ma all'ultimo momento vengo deviato quel tanto che basta per evitare l'impatto. Proseguo sempre più veloce, ho il solito formicolio all'addome per l'emozione e l'adrenalina della velocità ma ormai ho imparato a gestirlo e riesco a non svegliarmi prima del tempo. Ad un certo punto mi sento deviare bruscamente verso il basso, verso la strada sotto di me, che attraverso senza il minimo attrito, come se non esistesse. Ora è tutto completamente buio e continuo a spostarmi nell'oscurità a gran velocità, a tratti percepisco dei cambi di direzione, la cosa dura parecchi secondi senza che io veda niente di niente e mi chiedo dove mi porterà. Sono sempre più curioso ma anche un po' preoccupato che possa finire tutto e svegliarmi prima di raggiungere un qualche luogo. Dopo un po' inizio a vedere delle immagini fugaci che si alternano rapidamente e che man mano diventano sempre più stabili e chiare. Ora inizio a vedere immagini di cartoni animati Disney, tra cui ricordo chiaramente una figura di Topolino. Una di queste immagini ad un certo punto si allarga fino a diventare uno scenario vero e proprio che mi trovo a sorvolare. Ricordo che ad un certo punto ho inserito consapevolmente un'immagine nella scena per un istante, per verificare se in questo stato fossi in grado di pensare a delle immagini oltre che riceverle. Ora mi trovo appunto in questo scenario che da animato diventa in carne ed ossa ma comunque a tema Disney. Mi trovo in una città di giorno, è pieno di gente vestita come i personaggi dei cartoni Disney, in un tripudio di colori ed allegria. Capisco cosa sto vedendo, capisco dove sono, si tratta del parco Disneyland di Parigi, in cui sono stato da bambino, quando vivevo ancora in Svizzera (ero davvero piccolo, non avevo ancora compiuto 3 anni, ma ho comunque dei ricordi di quella giornata). Mi emoziono e mi commuovo al punto che mi viene da piangere e ringrazio con tutto il cuore questa forza superiore che mi sta mostrando tutto questo, mi ha decisamente sorpreso, era qualcosa che non mi aspettavo minimamente. Non è qualcosa che non conosco o di particolarmente grandioso come avevo chiesto ma è certamente una sorpresa ed è qualcosa che richiama i ricordi della mia primissima infanzia, dunque non può che generare in me grande emozione e commozione. Nel frattempo comunque ho smesso di volare a super velocità, sto fluttuando a qualche metro al di sopra della strada ed ho di nuovo il controllo dei miei movimenti. Penso per un attimo di atterrare ed esplorare il tutto più da vicino ma poi mi rendo conto che forse è meglio continuare ad osservare dall'alto. Intravedo ad un certo punto un edificio molto alto dietro a dei palazzi in primo piano, se ne vede solo un pezzo ma, dato che mi trovo a Parigi, inizio a pensare che possa essere la Torre Eiffel. Sono stato anche lì in quella giornata a Parigi di tanti anni fa ma della torre non ho nessun ricordo purtroppo. Penso che sarebbe magnifico visitare anche quella ma poco dopo lo scenario si dissolve e in seguito mi ritrovo a ripartire dal letto o comunque da casa. Per un po' mi trovo in situazioni un po' confuse in cui cerco di stabilizzarmi e fare chiarezza. Arrivo nei pressi della stazione e mi rivolgo nuovamente al cielo chiedendo di essere portato al Centro di Accoglienza in focus 27. Come prima mi sento tirare in avanti e schizzo a gran velocità, questa volta però lo scenario si dissolve subito e per un po' mi trovo a spostarmi nel buio. Ad un certo punto le immagini tornano e mi ritrovo accovacciato da qualche parte, con la mia vista che si attiva gradualmente. Quando alzo lo sguardo mi accorgo che sono nello stesso punto di prima, con la differenza che adesso è giorno. Mi guardo intorno, c'è un po' di gente ma non troppa, cerco di stabilizzarmi ma faccio un po' fatica, la vista non è ancora molto stabile, qualcosa deve essere andato storto, forse non ero abbastanza convinto quando ho espresso il desiderio al cielo. Esprimo di nuovo la stessa richiesta di prima, stavolta però scusandomi per la mia insistenza, ma anche qui non ottengo alcun risultato, evidentemente non sono nello stato mentale giusto per connettermi con il Sé Superiore. In effetti mi trovo poi a dovermi divincolare da diversi personaggi fastidiosi che mi lanciano contro degli oggetti. Uno di loro si mette a seguirmi come un'ombra e dopo un po' decido di voltarmi e liberarmene una volta per tutte. Lui tenta di colpirmi con dei pugni o manate ma io paro i suoi colpi con grande calma e ad un certo punto lo afferro, forse per il collo, senza però fare minimamente forza con le braccia, il che sarebbe controproducente, ma affidandomi unicamente alla forza dell'intento. Se usassi la forza fisica infatti non farei altro che ottenere di riflesso una risposta ancor più forte da parte del molestatore, così facendo invece non sto sforzando per niente i miei muscoli, pertanto non c'è la minima resistenza da parte sua. Lo scaravento lontano contro qualcosa e me ne libero definitivamente. Proseguo indisturbato e con grande calma mi lascio andare in levitazione, stavolta senza chiedere nulla al cielo, ed ecco che vengo attirato in avanti e schizzo a tutta velocità verso il centro della mia città. In un attimo raggiungo il mare, non mi fermo e anche se volessi non potrei, non sono io a controllare il volo, mi sto affidando totalmente ad una forza superiore. Sarà questa forza a decidere dove portarmi e mi sta bene così, del resto Essa sa sicuramente molto meglio di me di cosa ho bisogno. Il panorama che posso ammirare da quassù è qualcosa di strepitoso e mai visto prima, sto sorvolando il mare ad una velocità pazzesca, il formicolio per l'emozione e l'adrenalina è perfino più forte del primo volo descritto prima (quello che mi ha portato a Disneyland). Per un attimo temo di non riuscire a gestire questa emozione e di svegliarmi anzitempo, come accaduto tutte le volte che mi sono spinto a largo nel sorvolare il mare. Stavolta però riesco a gestirlo, ormai ho imparato a farlo, ora posso sorvolare il mare a super velocità, spingendomi a largo ed è qualcosa di incredibile ! E' tutto estremamente reale, osservo il mare che scorre sotto di me e mi chiedo, pieno di entusiasmo ed eccitazione, dove arriverò e quali cose spettacolari vedrò. Per un attimo do un'occhiata indietro e mi rendo conto che non si vede più la costa della mia città, sto sorvolando il mare aperto per la prima volta, fino ad ora ero riuscito a spingermi al massimo ad una ventina di metri dalla riva, sia in volo che a nuoto :D. Ad un certo punto inizio a vedere degli isolotti incontaminati, pieni di verde, alcuni molto piccoli, alto molto più grandi. Penso che mi piacerebbe atterrare su uno di questi ed esplorare da vicino, sì, ma quale ? Qui c'è l'imbarazzo della scelta ! Ad un tratto su una di queste isole scorgo una struttura artificiale, presumibilmente metallica, anche se da questa distanza non capisco di cosa si tratta. Penso che è lì che vorrei atterrare, del resto in un luogo incontaminato sono quelle le stranezze che suscitano interesse. Tuttavia non faccio in tempo a pensarlo che ho già superato quell'isolotto, proseguo velocissimo e dopo un po' vedo un'altra struttura artificiale, più grande della prima, su un'altra isola. Stavolta dico ad alta voce << voglio atterrare lì ! >> Ma non c'è verso di fermarmi e in un attimo supero anche questa. Mi volto nel tentativo di tornare indietro ma non si può, continuo a procedere nella stessa direzione e vedo l'isola con la struttura artificiale allontanarsi fino a sparire alla mia vista. La cosa però non mi infastidisce affatto, anzi è bello che sia così, per un volta non è la mia mente razionale, il mio ego a decidere cosa fare, bensì mi sto lasciando andare alla potenza del mio inconscio, del mio sé superiore. Come detto, Lui sa meglio di me di cosa ho bisogno, è giusto che sia Lui a decidere cosa mostrarmi, chi sono io per interrompere la Sua guida ? Ho chiesto io di essere guidato ed essere sorpreso, perciò è giusto che mi lasci andare ed osservi tutto ciò che Lui vuole mostrarmi, godendone a pieno. Se dovrò atterrare da qualche parte per esplorarla nel dettaglio, sarà Lui a decidere dove e quando :). Le sorprese non sono finite, anzi, il meglio deve ancora arrivare ! Ad un certo punto infatti le isole si fanno sempre più grandi, finché mi trovo a sorvolare un territorio molto vasto. Inizio a vedere degli scheletri, scheletri enormi di esseri umani, scheletri di giganti ! Sono davvero enormi, quegli uomini dovevano essere alti qualche decina di metri, pazzesco ! Insieme agli scheletri umani se ne vedono altri, sempre molto grandi, ma che sembrano appartenere ad animali. L'atmosfera è incredibile, percepisco emanazioni potenti che mi trasmettono un senso di solennità e antichità. Ad un tratto comincio però a tornare indietro, non per mia volontà ovviamente. In mezzo agli enormi scheletri ora si vedono uomini di dimensioni normali, uomini che vivono in uno stato primitivo, a giudicare dai vestiti di pelle animale che indossano. Danzano tra i resti dei giganti, come se stessero festeggiando qualcosa, deve trattarsi di un qualche rituale tribale. Anche qui percepisco un'energia particolare, qualcosa di ancestrale, è tutto estremamente suggestivo. Proseguo ancora un po',finché poi lo scenario non si dissolve e probabilmente qui la mia energia si esaurisce e piombo nel sonno inconsapevole. Alla mia prima richiesta avevo chiesto di essere sorpreso e che mi venisse mostrato qualcosa di grandioso e spettacolare. L'avevo inteso come un'unica cosa, un'unica esplorazione, ma a quanto pare il Sé Superiore ha esaudito questa mia richiesta in due riprese. Prima infatti mi ha sorpreso con quello scenario a tema Disney che richiamava la mia infanzia, poi più avanti mostrandomi qualcosa di veramente grandioso e spettacolare, oltre che carico di significato ed energia. Mi piacerebbe saperne di più di quei giganti e di quegli uomini, nonché di quelle enigmatiche strutture artificiali sparse in un ambiente così primitivo e incontaminato. In futuro certamente chiederò di essere portato di nuovo da quelle parti e magari di poter atterrare da qualche parte per esplorare più nel dettaglio.
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda NeuroEngineer » 26/03/2022, 20:47

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TITOLO: In missione con la ragazza-inconscio: l'uovo onirico della creazione
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BREVE PREMESSA: Le esperienze che ognuno di noi ha scritto e scriverà sul forum purtroppo non sono in grado di farci cogliere le emozioni, i pensieri e la straordinarietà di quello che in prima persona abbiamo vissuto durante un qualsiasi SL. Non posso immaginare quello che voi avete provato durante i sogni che considerate i più belli della vostra carriera; e viceversa. Per il concorso ho quindi scelto non il sogno lucido che personalmente credo essere il più bello (quello di cui vado più soddisfatto), anche perché esso è durato davvero poco. Ho deciso invece di raccontare un sogno lucido abbastanza lungo che si è dimostrato essere una sorta di "crossover" tra più esperienze oniriche avute in passato. Un SL che considero bello anche se non il migliore, che tuttavia credo rappresenti al meglio la tipologia di onironautica che nel bene e nel male mi contraddistingue.
Non essendo in grado di comunicare brevi attimi indescrivibili, ho preferito comunicare una lunga serie di eventi che invece, per quanto strani e complessi, lo sono.
Di quest'esperienza duratura, circa 1 giorno e mezzo percepito in 10 ore di sonno, sono abbastanza certo di ricordare solo il 50/60% di ciò che è successo; ogni tanto, infatti, ricompare nella memoria qualche frammento.
Come da regole preferisco non inventarmi parti del sogno che non sono avvenute e cercare di collegare i pezzi in cui ho qualche buco di memoria. Quindi per evidenziare i momenti che ricordo a malapena e che quindi preferisco non narrare per evitare "falsificazioni di memoria", utilizzerò i tre puntini nella parentesi "(...)", che indicano tagli a ciò che è avvenuto.
L'intera narrazione è un sogno lucido, quindi non userò colori specifici.
Con gli *** intendo che hanno usato il mio nome o cognome reale.
Non ho fatto il sogno tutto di fila ma mi sono svegliato qualche volta riaddormentandomi dopo pochissimi secondi e ritornando nel sogno così come lo avevo lasciato.

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(...) Mi ritrovo in piedi, nel corpo del passato me adolescente, con una valigetta di pelle nera in mano, sulla strada di fronte ad una magione gotica inserita in un viale di altre ville dalle fattezze ben più comuni. Avevo appena acquisito coscienza in seguito ad un sogno normale, privo di lucidità, di cui ricordavo solo una cosa: seguendo la trama che la mia mente aveva in qualche modo elaborato, avrei dovuto trovare il modo di aprire tale valigetta, chiusa infatti con un cilindro metallico a codice di 4 cifre. Mi era stato detto da un'anziana signora di recarmi a quel numero civico. Queste erano le informazioni che avevo memorizzato e le uniche "armi" che avevo a disposizione erano la valigetta e la consapevolezza tipica del sogno lucido. Mi dirigo verso il portone della magione, citofono e le porte si aprono: mi ritrovo davanti una hall simile a quelle di un albergo, con un tappeto rosso ricamato sul pavimento di marmo rosa che partiva da dove mi trovavo fino a giungere e a diramarsi su due scale a chiocciola, una a destra e una a sinistra, che salendo in altezza si intersecavano formando una sorta di struttura ad elica, come un DNA. Avevo già sognato un ambiente del genere, qualche anno fa. Al centro di queste due scale a spirale c'era un rettangolo verticale, presumibilmente preposto ad ospitare l'ascensore.
Decido di prendere la scala di sinistra e salgo diverse decine di gradini, notando che il palazzo in cui mi trovavo era un immenso condominio di lusso. Mi fermo davanti ad una porta familiare, simile a quella che funge da ingresso per la casa di un parente reale. Suono con il tasto e mi apre una signora dal vestito elegante rosso, dall'apparenza aristocratica che contrastava con una voce rapida ma gentile.

"Buongiorno! Sei l'amico di Francesco, vero?" Dietro di lei compare un mio ex-compagno del liceo, con cui all'epoca mi trovavo molto d'accordo. Non avevo mai visitato casa sua, di solito parlavamo a scuola o durante eventi di classe. "Sì, signora", le rispondo, nel mentre salutavo con la mano Francesco.
"Prego prego, entra pure" disse lei con un grande sorriso. Il mio amico era imbarazzato ma felice di vedermi. Entro nell'abitazione e vedo qualcosa di straordinario: un salone a dir poco enorme, forse 500 metri quadri, super-moderno ma contemporaneamente ornato di suppellettili d'oro e d'antiquariato, con un pavimento di marmo bianco e un lampadario enorme. Era strutturata come una sorta di loft costosissimo, in un perfetto mix tra mobili moderni e oggetti adatti alla residenza della Regina Elisabetta.

Io ripenso alla mia valigetta, intuendo inconsciamente che ciò che avrei dovuto fare era, forse, chiedere una mano a Francesco per aprirla. Mentre la madre continuava a fare i suoi lunghi convenevoli del tipo "Fai come se fossi a casa tua", girando per casa con una voce dolce ma alta e squillante, mi avvicino a Francesco e gli dico sottovoce: "Senti, tu puoi aiutarmi ad aprirla, vero?".
"Certo, ho il materiale necessario in camera mia, di sopra. Però ti avviso che dovrai prima sopportare un tour della casa..." Colsi poco dopo il significato di quelle parole. La donna smette di camminare, si volta verso di me e dice: "Caro ***, che ne dici? Ti piace questo pavimento? Lo lucidiamo con l'ultimo modello di "(qualcosa)bot-3000".
Noto uno di quei dispositivi circolari che puliscono casa: https://www.oggi.it/famiglia/wp-content ... ba_645.jpg
Al centro del disco c'era il simbolo della Roma, la squadra di calcio che il mio amico tifava. Il robot, passandomi vicino, disse con voce altrettanto robotica: "SAlvE, FAr-E SpazIO peR la PU-LI-Zi-a".
La donna si voltò verso destra e seguendo il suo sguardo notai che in un angolo del Salone era seduto su una sedia un uomo, evidentemente il marito e padre di Francesco, con occhiali, barba incolta e aria da intellettuale che era seduto a gambe incrociate a leggere un giornale, gustandosi la sua tazza di tè fumante, vestito in giacca e cravatta.
"Siamo molto attenti a ciò che accade nel mondo della tecnologia, compriamo sempre gli ultimi modelli dei vari dispositivi domestici...vero Robert?". Di certo il padre del mio ex-compagno non si chiamava così, ma il nome inglese si addiceva all'ambientazione nobiliare. L'uomo annuì in silenzio.
La madre camminando per la grande stanza indicava i vari mobili e i vari oggetti presenti. In realtà era una sala pressoché vuota e minimalista, dai mobili spigolosi e oggetti curvi, dove tutto era concentrato prevalentemente sui muri. Una di queste pareti attirò la mia attenzione: c'erano delle mensole con degli stendardi rossi e gialli, vicine ad una scrivania con il logo della Roma (https://media.kickest.it/2021/08/180914 ... a-Roma.jpg), su cui c'era un portapenne con lo stesso logo, tra l'altro presenta ancora una volta su 6 matite presenti nel portapenne. C'era poi addirittura un computer Mac con un adesivo della Roma...
"A suo figlio piace il Lazio, eh?" feci la battuta, per nascondere ironicamente anche la mia volontaria ignoranza sul mondo del calcio di cui Francesco, all'epoca, era conscio.
A destra della scrivania c'era una rampa poco ripida di scale che salivano. Francesco si avvicinò al mio orecchio e sussurrò: "Scusa, lo fa con tutti quando vengono a visitarci". Gli dissi di non preoccuparsi e piuttosto di dirmi se le scale portavano in camera sua, luogo in cui, lo ricordo, lui mi aveva detto di poter aprire la mia valigetta. Lui mi rispose "Affermativo, ma purtroppo ti avviso che manca ancora la cucina".

Mentre ci dirigevamo verso la cucina, ci imbattemmo in un'aspirapolvere Dyson (https://dyson-h.assetsadobe2.com/is/ima ... 323-01.png) e la signora disse: "Ah, questo è il nostro pezzo forte!". Sentii Francesco sussurrare "Eccoci che ci risiamo...". Mi faceva ridere l'entusiasmo insensato della donna, di cui non sapevo ancora il nome (forse perché non lo ricordo), nel presentare la casa e la frustrazione del mio amico, nel sogno ancora adolescente come lo avevo lasciato al liceo.
Lei disse: "Robert, vieni qui!". Il marito tutto calmo e mezzo annoiato si avvicinò con ancora la mano impegnata dalla sua tazza fumante e cliccò sul tasto di accensione dell'aspirapolvere. "Allacciate le cinture!" disse la moglie. Neanche il tempo di chiedermi cosa stesse succedendo che l'aria intorno a noi iniziò a vibrare emettendo una sorta di forte campo elettromagnetico: la gravità si invertì e ad attrarre me, Francesco e la madre (chissà perché non gli oggetti della casa e il marito), fu il soffitto. Mi ritrovai a testa in giù a guardare il pavimento della casa sopra di me, su cui erano rimasti ancorati gli oggetti.
L'aspirapolvere a quel punto si specchiò su se stessa (è davvero difficile da descrivere a parole) in modo tale da pulire contemporaneamente soffitto e pavimento. Ma che?!?!
Iniziò a seguire una sorta di circuito inesistente emettendo un suono assordante e dopo che ebbe terminato un giro la donna urlò: "Ok, basta così!". E dolcemente tutto si calmò e fummo accompagnati piano piano dalla gravità sul pavimento, dove dovevamo essere.
"Complimenti, bell'aspirapolvere!" risposi, sistemandomi i capelli arruffati.

La madre ci portò poi in un'ala della casa in cui c'era un muro che divideva due piccole stanze, senza porta: in una stanza c'era una cucina identica a quella della casa dei miei genitori, nell'altra un tavolo, delle sedie, una televisione piatta da almeno 70 pollici e un frigorifero enorme. Arrivò Robert che si sedette nuovamente su una delle sedie, da un angolo della cucina spuntò la sorellina di Francesco (che realmente aveva) e dal corridoio vicino a queste due stanze spuntarono...3 ragazze top model ?!
"Ammazza, ti tratti bene!" dissi al PO Francesco. Lui rispose: "Non farti idee strane, sono le badanti della casa". Lo ammetto, il mio sguardo era attratto dalle ragazze.
Il padre di Francesco se ne accorse e mi disse: "Hey!"; pensavo si fosse arrabbiato (anche se non mi interessava più di tanto considerando che sapevo si trattasse di un sogno).
Invece iniziò a dire: "Allora ragazzo, che ne pensi del design della casa?". Stavo per scoppiare a ridere, questi erano fissati con la casa!
Una delle ragazze mi si avvicinò e disse, sfiorandomi con la mano: "Francesco, che amico carino che hai!". Poi si spostò verso il frigo e mi chiese se desideravo da bere. Le dissi che andava bene qualsiasi cosa e di non preoccuparsi. Pensai per un attimo di provare la Task del gusto (su qualche bevanda). Lei aprì il frigo e...nel momento in cui si piegò per prendere una bibita, il frigorifero si moltiplicò sdoppiandosi secondo dopo secondo fino a riempire completamente la parete bianca, prima vuota, che gli era accanto. Inarcai stranito le sopracciglia, sembrava di essere in un punto vendita (come Unieuro o Trony); 16 possenti frigoriferi tutti uguali.
Dissi a Robert: "Perdonatemi, ma che ve ne fate di tutti questi frigoriferi?". La sorellina di Francesco disse: "Ah, ma a noi piace avere le scorte!".
Robert iniziò poi uno sproloquio gigantesco, indovinate un pò, ancora sul design. Gli diedi corda anche perché ero curioso delle risposte di questo PO: iniziammo a discutere per qualche minuto sulla questione "design di interni". Poi iniziai a capire che stavo perdendo tempo e l'occasione di fare qualcosa di nuovo nel SL. In più ancora non avevo aperto la valigetta.
Presi Francesco per il braccio e lo portai su per le scale. Lui aprì con una chiave la porta ed iniziai ad intravedere camera sua. Dovete sapere che era un appassionato di astrofisica e dello spazio in generale, soprattutto dei razzi. La sua camera onirica rifletteva le sue passioni: un lampadario che era un sistema solare, con il Sole centrale che era la lampadina; diversi poster raffiguranti l'allunaggio, il letto avente una coperta a pattern di stelle e pianeti e modellini di razzi un pò ovunque, di varie dimensioni.
Francesco disse: "Vado a prendere la strumentazione per hackerare la tua valigetta". "Mmmhh...hackerare? Ok"
Passati poche decine di secondi di attesa, si sentì un'esplosione provenire dal piano di sotto. Corsi per vedere cosa fosse successo: la porta d'ingresso era stata buttata giù con la dinamite, il salone era stato invaso da polvere e detriti, la madre urlava correndo per casa con le mani tra i capelli, il padre buttò giù il tavolo per difendersi dietro di esso...e le tre top model tutte tranquille, una a farsi lo smalto, l'altra a lavare i piatti e l'ultima a stringere la mano ad un uomo estraneo vestito elegante, fermo in piedi all'entrata.
Dalla nube di fumo che circondava la porta scardinata entrarono in casa 6 uomini: tre si posizionarono a destra, tre a sinistra. Poi dalla penombra spuntò un uomo grasso con la bombetta, con la cravatta rossa e un sigaro tra le labbra; lui si posizionò al centro, tra i 3 uomini da una parte e 3 dall'altra. Si spolverò le spalle con la mano sinistra, si sistemò la bombetta e si accese il sigaro con l'accendino.
Poi mi fissò. La tensione che permeava la sala era palpabile. Francesco scese le scale e si mise dietro di me: "Ma cosa sta succedendo?! Mamma, papà? Tutto bene?".
L'uomo grasso, praticamente un boss mafioso, fece un gesto con il braccio e i 6 uomini in sintonia imbracciarono dei fucili e delle pistole.
Capii che era arrivato il momento di andarsene, la situazione si stava facendo scottante. Se fossi stato colpito da un proiettile, per esempio, avrei rischiato di svegliarmi dal sogno.
Feci un passo indietro e ricordai di aver visto una finestra nella camera di sopra: una via di fuga. Girai quindi i tacchi e iniziai a correre.
Sentii urlare: "Trovatelo, picciotti! Voglio quella valigetta" (immaginate accento siciliano e del tipo "Ciuovatelo, picciuott! Voglio quell valigeetta"). Mi scuso per lo stereotipo ma è colpa del mio inconscio.
Iniziarono le sparatorie, Francesco mi chiese spaventato: "Dove vai ***? ". Ero ormai a cavalcioni sul bordo della finestra con in mano la mia fidata valigetta. "Sorry, è stato bello" dissi e poi mi lanciai dalla finestra iniziando a volare.

(...) Parcheggio un auto (mi sembra un'Audi o una BMW grigio opaco) rubata in un garage. Adesso noto che il mio corpo era tornato normale (adulto) ed ero vestito come se stessi per andare in riunione. Sul sedile accanto a me c'era ancora una volta la valigetta. Avevo perso un pò consapevolezza e non ricordavo bene cosa fosse successo, ma avevo ancora memoria degli eventi che fino qui ho narrato. Forse non era successo addirittura niente e avevo semplicemente avuto una fase sonno Non-REM. La cosa di cui ero contento e che la trama non si era spezzata dall'ultima volta.
Decido di esplorare il posto in cui mi trovavo: esco dal garage passando dall'interno del palazzo e ancora una volta mi ritrovo in un condominio. Questa volta era futuristico, con passaggi automatici e porte che si aprivano con il riconoscimento touch. A dirla tutta, dopo aver preso un ascensore, non c'era molta scelta: avevo solo una porta davanti. Sopra c'era una telecamera, che fece un "bip" e fece spalancare la porta che si dimostrò essere scorrevole (era una lastra di metallo beige che entrava nel muro). Nell'abitazione altrettanto futuristica sembrava non esserci nessuno...troppo silenzio. Sento un fruscio provenire da un armadio, apro le ante: si era nascosta tra i vestiti una ragazza che ho incontrato già in passato, in altri sogni lucidi. La stessa ragazza che si è autodichiarata "personificazione del mio inconscio" in queste due altre esperienze: viewtopic.php?f=10&t=12944&p=105937&hilit=miss+x#p105937 / viewtopic.php?f=10&t=12864&start=20#p105786
Tutti i PO alla fin fine lo sono (personificazioni astratte nel mondo onirico del mio inconscio), ma lei è l'unica che lo ha affermato da sola.

Era lei, l'unico PO che rivedo più volte nonostante non abbia mai incontrato qualcuno di simile nella realtà. Uno dei pochi PO che basta guardare negli occhi per comunicare, mentre con gli altri bisogna parlare e parlare e a volte non si tira fuori nessuna informazione utile. "Ah, sei tu", mi dice. Sembrava più matura del solito, più cresciuta. Si va a lavare le mani in bagno e girandosi vede la mia valigetta. Ci guardiamo negli occhi e ancora una volta ci scambiamo domande e risposte. E' una sensazione strana, non eccessivamente entusiasmante o emozionante, più qualcosa di automatico: come se la mente facendo delle domande si rispondesse da sola, senza bisogno di parole ma con il solo pensiero informe. Capii finalmente cosa c'era dentro la valigetta: una sorta di "uovo onirico" che conteneva i "comandi" e "le stringhe di codice" che permettevano al sogno lucido di generare un mondo mentale illusorio e a me di esplorarlo/interagirci plasmandolo col pensiero.
Capii subito di essere stato influenzato dal film "Ready Player One", in cui c'è qualcosa di simile (ma con il mondo virtuale): https://i.ytimg.com/vi/_GorI9emZOc/maxresdefault.jpg
Una sorta di "pannello amministratore" del sogno stesso, della mia mente e di tutto ciò che il mondo onirico contiene.
Sapendo di avere, ovviamente si intende simbolicamente, qualcosa di così potente tra le mani, prevedevo anche che mi sarei lasciato prendere dalla potenzialità della situazione in cui mi trovavo e che quindi qualcosa o qualcuno mi avrebbe ostacolato. Se fossi riuscito ad aprire la valigetta in qualche modo (col pensiero non ci riuscivo), sarei entrato in contatto con l'uovo e chissà cosa sarebbe successo, cosa la mia mente avrebbe prodotto.
Decisi quindi di sigillarmi dentro quella casa con la ragazza-inconscio, che non ha mai dato il suo nome e che per comodità chiamai negli altri post Miss.X. Dovevo prendere tempo, trovarmi in una situazione calma e avere tutto sotto controllo per elaborare un piano ed aprire quella dannata valigetta. Non dovevano interferire altri PO, non doveva succedere altro che distogliesse la mia attenzione e che facesse generare alla mente elementi ulteriori. Chiusi quindi tutte le finestre, abbassai le serrande e mi recai alla porta scorrevole per chiuderla a chiave.
"Cazz*, la ho lasciata aperta. E adesso? Sai come si chiude?" domandai a Miss X. "***, mi sa tanto che è troppo tardi, abbiamo ospiti".
Mi diressi verso la voce di Miss X e quel che vidi mi fece da una parte sorpresa e dall'altra rabbia; avevo perso un'opportunità e sapevo che "contrattare" con i PO che avevo davanti sarebbe stato difficile. Per contrattare intendo "non darmi fastidio, fammi trovare un modo per aprire la valigetta in pace". Se mi fossi concentrato o avessi sfruttato il meccanismo predittivo della mente molto probabilmente avrei indovinato il codice della valigetta. Ma serviva tempo e focus: cosa che chi avevo davanti non mi garantiva. Soprattutto considerando che l'ospite che aveva sfruttato la porta lasciata aperta per imbucarsi era, guarda caso, il mafioso grasso della prima parte del sogno. Era seduto sul divano, con i piedi sul tavolino di cristallo lì presente; stava ancora fumando il sigaro. Miss X come sempre era calma e aveva le mani sui fianchi in questo modo, guardando il PO mafioso con disapprovazione: https://us.123rf.com/450wm/katyagolovch ... .jpg?ver=6

"Hey, ***. Ci rivediamo eh?" mi disse lui. Sentii le finestre andare in frantumi e vidi entrare in casa con dei rampini i suoi 6 compagni armati di prima. I suoi amati picciotti-007.
Puntarono le armi su di me, guardai Miss X che sbuffando (è la prima volta che assume un'espressione diversa dal solito sorriso empatico) disse: "Sai cosa devi fare". Schioccò le dita e scomparve in una nube di fumo.
I PO sembravano non farci caso e continuavano a puntarmi le armi. Il mafioso spense il sigaro su un portacenere presente sul tavolino e di alzò dal divano: "Dai ***, dammela e finiamola qui".
Pensai ad un modo per uscire da quella situazione e mi venne subito in mente una tecnica che usai l'ultima volta ormai diverse settimane (forse mesi) fa. Praticamente l'idea è quella di mettere la mano aperta di fronte ai proiettili in arrivo per evitare di essere colpiti, come se questo gesto creasse uno scudo invisibile (il che funziona). Vedere film e trarre le tecniche da questi è sempre utilissimo a mio parere, in particolare questa tecnica mi venne in mente dopo aver visto Matrix. Mi voltai e ancora una volta iniziai a correre, facendo parkour sulle rampe di scale del palazzo. Gli uomini dietro di me iniziarono come previsto a sparare e per questo mi misi una mano dietro la schiena per pararli, come prevede la tecnica. Mentre uscivo dal palazzo comparvero altri uomini che mi sparavano di lato e dovetti mettermi la valigetta sotto l'ascella per coprirmi con entrambe le mani dall'attacco, sia da dietro che di lato. La tecnica funzionò, corsi finché non mi trovai fuori dal palazzo, sulla strada.

Mi svegliai nel letto di casa mia o almeno così credevo (tutto troppo realistico e uguale al luogo reale originale). Avevo sete, l'acqua sul comodino era finita. Mi alzai per andare in cucina ma percepivo qualcosa di strano...sentivo che potevo ancora volare, come se fossi in un SL. Nel buio della casa, un pò imbarazzato per il tentativo che stavo per fare, provai a contrarre gli addominali e a saltare (modo che uso nei SL per spiccare il volo). Non funzionò. Provai ancora due volte per essere sicuro che non si trattasse di un falso risveglio. Nulla. Ok, allora vado in cucina, apro il frigo e prendo una bottiglia d'acqua. Bevo, mi dirigo verso la camera da letto...ma dalla finestra del salone vedo che dietro il grattacielo (che normalmente si vede da lì) spunta un meteorite che si dirige precipitando verso la Terra.
O era un giorno davvero sfortunato per l'umanità oppure ero ancora dentro il SL. Mi dirigo verso il balcone e sento il freddo della notte sul corpo...non posso buttarmi di qui e volare, se fossimo nella realtà?
Mentre ero in dubbio sul da farsi e mentre stavo iniziando a preoccuparmi seriamente che quel meteorite fosse reale, tutto divenne buio all'improvviso e la casa fu inondata da acqua.
"Ok, sono in un sogno" pensai, mentre ero travolto e giravo su me stesso come se fossi in una lavatrice.

Partì una musica adatta ad un thriller durante una qualsiasi scena di fuga, con tamburi che suonano dal ritmo incalzante. L'acqua mi scaraventa in un corridoio di un edificio davvero poco illuminato mai visto prima. Poi iniziarono a crearsi altre onde d'acqua dietro di me e capii che dovevo sbrigarmi per non essere sommerso (e, ancora una volta, evitare di svegliarmi). Feci dello slalom tra i mobili mezzi distrutti di quello che sembrava un ufficio stampa di notte, continuo a girare l'angolo di stanze e corridoi fino a che non mi trovo davanti un vicolo cieco. L'acqua ormai aveva conquistato tutto lo spazio e non potevo fare nulla.
Cerco una via d'uscita e nella penombra vedo, vicino ad un appendiabiti, appeso al muro un quadro raffigurante la città di Miami (https://images.miamiandbeaches.com/getm ... x?ext=.jpg). Mi viene in mente di usare la variante dello specchio e del display (mezzo di teletrasporto nel sogno), mi lancio dentro il quadro e mi ritrovo effettivamente a Miami.

Per mia sfortuna non sono mai stato realmente a Miami ma quella che avevo davanti mi sembrava una città molto plausibile: era diventato giorno, si respirava aria di mare, c'erano palme, mare e grattacieli.
Sentivo il parlottare della gente sui marciapiedi e vedevo le macchine lussuose passare agli incroci regolati da semafori. Ogni volta che mi trovo in città piene di grattacieli, al posto di volare ho imparato a usare la tecnica "SpiderMan": sparare ragnatele ovunque e lanciarmi da una parte all'altra come se usassi delle liane. Si va molto più veloce e si esplora più roba.
Ancora una volta, i film supportano la mente nelle sue creazioni e nelle attività oniriche volontarie. Questa immagine è molto utile: https://mculocationscout.files.wordpres ... jpg?w=1200
Di solito volo alla "IronMan", quindi come a sinistra; quando capita e in circostanze del genere alla "Spiderman", quindi come a destra.

(...) dopo aver esplorato un pò di ambiente, decido di prendere "in prestito" un'auto lussuosa di quelle che circolavano (tra Lamborghini e Porsche c'era l'imbarazzo della scelta). Ma vengo distratto dalla visione di Miss X che era accovacciata dietro una sorta di pilastro, sopra il terrazzo di un grattacielo. Mi avvicino e mano mano il rumore cittadino si abbassa lasciando spazio ad una musichetta da circo.
Atterro vicino a lei e la saluto. Aspetta, ora che ci penso...e la valigetta?!? Persa nel nulla. Eh niente, adesso era inutile pensarci.

MissX mi dice: "***, guarda qui cosa ho trovato. Sono carinissimi!". Era accovacciata e stava guardando una specie di mini-teatrino per marionette (https://www.spettacolodellemeraviglie.i ... nza1_L.jpg). Era da lì che proveniva la musica da circo. Le marionette erano degli animaletti, una giraffa, un ghepardo e un elefante stilizzati. Non c'erano mani che le muovevano, stranamente. Parlavano tra di loro con voce infantile e recitavano filastrocche per bambini.
Poi rimase solo l'elefante e con una voce simil-Topolino disse qualcosa del genere: "Cari amici - mi sentivo davvero in imbarazzo - ecco qui la vostra missione! Dovete rubare un prezioso tesoro al Salon de Paris e portarlo qui! Buona fortuna e in bocca al lupo, ritornate qui per la vostra ricompensa e la prossima missione!".
Il sipario del mini-teatrino si chiuse e MissX batté le mani divertita. Mi guardò sorridendo e il suo applauso mi contagiò tanto che iniziai anche io.
"Dunque...andiamo?" mi disse.
Dove?" chiesi.
"Ma come dove! A rubare il tesoro ovviamente!".
"Ah, ma dobbiamo prendere sul serio l'elefantino?".
"Ovvio, dai andiamo!".

All'improvviso mi ritrovai di notte davanti ad una sorta di museo/casinò dalle cui numerosissime finestre partivano raggi di luce colorata e una musica da discoteca. Vedevo uomini e donne nobili vestiti in maschera entrare e presentare un invito al bodyguard presente davanti all'entrata. Ero vestito per qualche motivo (forse per il concetto di maschera) come il personaggio Joker di Persona 5 (sì, mi piacciono molto i videogiochi anche a questa età): http://talesofagamer.it/wp-content/uplo ... =732,2.625

Effettivamente nel gioco accade qualcosa di simile (PRIMI DUE MINUTI): https://www.youtube.com/watch?v=pgXzM_-lBm4
Talmente simile che mi comparvero davanti pezzi di gameplay come questo appena linkato. Si susseguirono vari eventi confusi che non ricordo e persi lucidità.

(...) Mi ritrovai nuovamente davanti al teatrino di prima, nella città di Miami, di pomeriggio, con Miss X che aveva tra le mani un gioiello. "Ecco a te" e lo diede all'elefantino. "Bene, secondo round!" disse la marionetta, scomparendo.

(...) Mi ritrovai catapultato in un'auto a folle corsa, sulle strade di Miami che prima vedevo quando saltavo tra i palazzi, inseguito dalle auto della polizia. Scampo per sbaglio tre incidenti con una moto e due autisti, di cui a uno si ribalta la macchina e l'altro mi manda a quel paese. "Me*da, come ci sono finito qui?" mi giro a destra e sul posto del passeggero, davanti, c'era Miss X. Disse qualcosa del tipo: "Godiamocela finché possiamo" e l'auto accelerò senza che lo volessi. Infransi mille regole della strada tutte assieme e dopo un pò di timore inziale mi iniziai a divertire. "Mah sì, tanto è un sogno" e accelerai ancora.

Poi tutto divenne buio. Ancora una volta mi ritrovai scaraventato nel corridoio di prima, ma questa volta non c'era un'inondazione quanto un terremoto che faceva crollare tutto. Corsi fino a che...oh che fortuna, altro vicolo cieco! Questa volta non c'era un quadro ma un PC abbastanza vecchiotto, di quelli "a scatola". Provo a gettarmi dentro il suo schermo prima che tutto crollasse definitivamente.

Mi ritrovai in un mondo palesemente virtuale, dal 3D fatto veramente male. Qualcosa del genere: https://www.renderhub.com/hovak/simple- ... ity-01.jpg
Era strano, ma non eccessivamente come si potrebbe pensare, vedersi in carne ed ossa realistici all'interno di un ambiente del genere. Avevo nell'orecchio un auricolare: "Hey, mi senti?".
Era l'elefantino che mi parlava! Che sogno strano...eppure adesso la consapevolezza stava aumentando e diventando costante rispetto ai picchi altalenanti degli ultimi avvenimenti.
Mi disse che dovevo trovare qualche oggetto per uscire da quell'ambiente virtuale 3D. Grazie dell'ovvio consiglio. In lontananza, come se fossi in chiamata vivavoce, si sentiva MissX: "Dai che ti aspetto, io sono qui fuori!".
Spensi l'auricolare e decisi che dovevo darmi da fare.

(...) Dovevo rompere gli schemi di quel mondo. Avevo provato a collezionare strumenti utili (corde, martelli, ecc) da alcune abitazioni 3D, in cui a volte erano presenti persone realistiche che si muovevano scattosamente.
Era l'unica cosa che credevo fosse utile fare, magari con il martello potevo infrangere la "parete fittizia" del mondo come se fosse stato uno specchio, non so... Mi stava iniziando a girare la testa, tutto troppo fasullo e poco realistico per il mio campo visivo. Poi notai una sfera di luce su un'impalcatura, un edificio in costruzione di cui era presente solo lo scheletro delle mura portanti e qualche prefabbricato metallico, oltre che a una gru. Mi ricomparve l'auricolare nell'orecchio e l'elefantino mi disse di raggiungerlo. Mi fece ridere quello che vidi: gli operai che lavoravano in questo cantiere erano...i picciotti-007! Che simpatici, con il loro caschetto da operaio giallo in testa e ancora quel vestito elegante : Builder :
Mi videro e iniziarono a sparare. Per sbaglio colpirono la gru che iniziò ad oscillare (stava per cadere). Volai e in parte mi arrampicai sulla struttura fino a giungere alla sfera luminosa. La toccai e comparve una scritta in sovraimpressione, come se fossero dei sottotitoli sul mio campo visivo: "Hai acquisito il Guanto di Thanos".

Ahem...ok? Forse dovrei guardare meno film della Marvel d'ora in avanti. La gru cadde e frantumò TUTTO: sotto i modelli 3D appena distrutti c'era vuoto completo. Il nulla. Gli uomini-operai urlarono e caddero nel vuoto velocemente. Praticamente quel mondo era stratificato: sopra c'era questa cittadina 3D, sotto spazio vuoto bianco e ancora più sotto spazio vuoto nero, che mi attraeva verso il basso come se fosse stato un buco nero.
Provai a volare ed effettivamente ci riuscii, ma poco dopo non riuscivo più a contrastare la gravità che si faceva sempre più forte e anche io iniziai a precipitare.
Altro possibile risveglio in arrivo. Ammetto che iniziai ad impanicarmi, perché non volevo finire il sogno lucido così.
In realtà, guardando verso l'alto, notai che ciò che la gru aveva fatto crollare era solo metà della cittadina.
Ero ormai verso la fine della zona/stratificazione bianca e stavo ufficialmente per entrare in quella nera. Cercai di trovare un metodo, ancora precipitavo e sentivo il vento in faccia...forse il guanto di Thanos che avevo ottenuto? Mi guardai la mano sinistra ed effettivamente lo avevo addosso. Poi iniziò a trasformarsi in questo: https://static.wikia.nocookie.net/half- ... -prefix=en

E' un dispositivo che nel videogioco Portal (mai provato nella realtà ma che conosco) crea portali in questo modo: https://static.wikia.nocookie.net/half- ... -prefix=en

Il portale blu è collegato a quello arancione. Mirai in alto e si creò un portale nel cielo; mirai in basso e si creò un portale sotto di me, nell'oscurità della prossima stratificazione nera.
Le cose non andarono come previsto: non fui io a cadere nel portale di sotto, ma la Luna (comparsa improvvisamente nel cielo) a cadere nel portale di sopra!
Vidi la Luna essere assorbita dal portale nel cielo e comparire sotto di me. Divenne minuscola come una palla da biliardo e cadendo la presi in mano. Avevo letteralmente la Luna tra le mani, la guardai e aveva anche i suoi tipici crateri. Aveva la consistenza del gesso.
La lasciai cadere nel vuoto e mi concentrai ancora una volta: adesso ero nella zona nera e si vedeva poco. Continuai a sparare portali in giro con il dispositivo e dopo qualche tentativo riuscii finalmente a cadere dentro uno di essi. Però il risultato fu che ero tornato nella zona bianca e ricominciai comunque a precipitare: ero risalito solo un pò.

L'unica alternativa che vedevo guardando in alto era il Sole (comparso anch'esso improvvisamente nel cielo). Mi venne in mente un'idea.
Considerando che non riuscivo (non so perché) a risalire verso l'alto, avrei portato l'alto verso di me; come era accaduto con la Luna. Caricai il dispositivo di Portal e immaginai che così si potesse creare un portale più grande (funzionò).
Ero nuovamente nella zona nera e non si vedeva più nulla eccetto il Sole, puntino rosso luminoso in lontananza. Sparai il portale arancione ingrandito verso l'alto dopo averlo caricato per circa 15 secondi: il Sole fu inglobato dal portale. Sparai poi il portale blu verso il basso, esattamente sotto di me.
Il Sole sbucò dal portale Blu ma era eccessivamente massiccio e faceva fatica a passare. La mia caduta cessò e tutto iniziò a vibrare. Il Sole, molto realistico (http://www.lescienze.it/images/2018/07/ ... 0719eb.jpg) iniziò a lampeggiare come se il suo modello 3D non funzionasse a dovere. Comparve una scritta: "Errore".

Mi venne un'altra idea. Essendo in un mondo virtuale (mi ero gettato in un computer all'inizio), avrei potuto in qualche modo resettarlo. Urlai a voce alta: "Reset!".
Mi ritrovai esattamente dove avevo iniziato. Ora il Sole era incastonato nel modello della città 3D. Rimasi ad ammirarlo un pò...cercando magari un modo di usare quel momento come un'opportunità di completare la mia task di andare nello spazio. Ma non mi venne in mente nulla. Urlai ancora una volta "Reset" e questa volta mi ritrovai sull'ultimo piano di un grattacielo vetroso, finalmente in un mondo realistico come ogni sogno lucido è di solito.

Pensai di essere tornato a Miami, ma avvicinandomi al vetro del grattacielo notai che sotto di me c'era un vasto complesso di templi ed edifici bianchi/marroncini, circondati da giardini e fontane dall'architettura tipicamente orientale. Era giorno. Guardando all'orizzonte notai che in realtà eravamo circondati dal deserto: un'oasi futuristica e naturale nel deserto. Una sorta di Dubai.

Presi una rincorsa, spaccai il vetro e iniziai a volare per questo straordinario ambiente. E' davvero difficile descriverlo a parole. Qualcosa di simile: https://infodiviaggio.it/wp-content/upl ... wntown.jpg / https://www.archetravel.com/wp-content/ ... i-mall.jpg

Il posto era a dir poco labirintico e nei punti più interessanti c'erano orde di turisti a parlare, comprare souvenir o scattare foto. Poi a rovinare l'atmosfera giunse un elicottero: con un megafono mi venne detto di arrendermi e iniziarono a spararmi. Volando tra i palazzi frantumai un altro grattacielo vetroso e mi nascosi tra le piante che adornavano la stanza moderna in cui mi ero ritrovato.
Da un ascensore giunse uno scienziato in camice bianco con...la valigetta nera!
Quando passò vicino alle piante dietro cui ero nascosto lo presi alla sprovvista, lo feci cadere e presi la valigetta. Arrivò subito un altro ascensore con il solito boss mafioso. Mi ero sinceramente stancato di lui, mi inseguiva in ogni ambiente dall'inizio del sogno. Bloccai con le braccia lo scienziato come se fosse stato un ostaggio e poi buttai la valigetta dalla finestra che precedentemente avevo rotto per entrare.
"Se la vuoi così tanto valla a prendere!" dovetti urlare perché dalla finestra entrava molto vento.
Il mafioso tutto calmo si prese un sigaro dalla tasca, lo accese con la sigaretta e affermò: "Tranquillo, non mi serve più. Neanche tu mi servi più. John, fallo fuori".
Arrivò uno dei suoi picciotti camminando con calma verso di me, prese la pistola dalla tasca e ci applicò per qualche motivo un silenziatore.
"Guarda che se provi a spararmi rischi di uccidere lo scienziato" dissi.
"Non importa, basta che prendo anche te" disse tutto tranquillo.

Quella tranquillità disarmante, lo percepivo, era sintomo di un sogno che non reggeva più. Stavo sognando da troppo tempo e sentivo il cervello faticare a creare nuovi input di storie verosimili, nuovi pezzi del puzzle da unire in qualche modo alla condizione onirica attuale, nuovi pattern da allenare. Percepii un attimo di forte consapevolezza sensoriale e i colori divennero più vividi. Tutti i sensi divennero più "attivi". Sentivo bene il tessuto del camice dello scienziato che stringevo, le scarpe che avevo ai piedi, il vento che sferzava sui capelli.
Ma percepivo che era l'ultimo "sprazzo" di lucidità, prima della fine. Il comportamento dei PO era diventato poco verosimile; agivano tranquillamente perché erano stanchi.
Ripeto, questo non era un mio pensiero, quanto una mia vera e propria sensazione, "interiore" se vogliamo. Dopotutto era la mia mente che capiva se stessa.
Presi quindi una decisione.

"Senti...John giusto?"
"Sì"
"Guarda, faccio da solo. E' inutile che mi spari, mi getto da solo dal grattacielo. Tanto qui è alto, morirò sicuramente".
"Ah, ok. Allora ti guarderò mentre te ne vai".

Che bella conversazione.
E così feci, non era un bluff. Tanto mi sarei svegliato comunque, tanto vale farlo con stile.
Mi gettai dal grattacielo con lo scienziato appresso. Perché lo feci? Per avere qualcuno con cui morire ovviamente. Magari mi avrebbe detto qualcosa di particolare prima dello schianto: è un PO ed essendo parte di me potrebbe uscirsene con perle di saggezza all'improvviso. Ogni tanto ci provo, quando capita.

Il grattacielo divenne più basso di quanto lo fosse prima: ero pronto a cadere per centinaia di metri ma invece caddi solo per circa 15 m e mi schiantai su dei gradini marroncini (della città simil-Dubai) e iniziai a rotolare. Mentre rotolavo per i numerosi gradini mi guardai intorno: edifici arabi ovunque si intersecavano come a Matera (https://static2-viaggi.corriereobjects. ... g?v=341831), con uno stile diverso d'architettura ovviamente, simile a questo: https://www.globopix.net/foto/puglia/pa ... esarea.jpg o https://1.bp.blogspot.com/-ZTi5AJdGbG4/ ... 00/05.webp o https://www.artesvelata.it/wp-content/u ... velata.jpg

Ciò che rendeva tutto ancora più spettacolare erano numerosi i corsi d'acqua artificiali che scorrevano su dei canali talvolta larghi, talvolta stretti, perfettamente rettangolari, come dei fiumi-piscine. Il tutto decorato da palme e vegetazione esotica. Mi voltai dall'altra parte per vedere dove mi stavo dirigendo mentre rotolavo ancora per i gradini: le scale sfociavano su una lastra liscia e ben levigata di pietra (sempre marroncina/chiara), a cui seguiva uno di questi grandi fiumi che sembrano piscine.
Non mi stavo facendo male per fortuna (non è mai scontato, il dolore onirico è possibile). Invece notai che lo scienziato stava perdendo sangue. Mi sentii in colpa tantissimo, gli chiesi scusa anche se sapevo che era un'illusione. Vidi affacciarsi da un edificio John, che urlò: "Signore, non è ancora morto!". Iniziò a spararci. Lo scienziato fu colpito, mi sfuggì e rotolò più avanti cadendo nel fiume.
Decisi di abbandonarmi ai proiettili, purtroppo quel suicidio onirico si era rivelato un disastro. Offre sempre una scarica d'adrenalina lanciarsi giù da un grattacielo, mentre rotolare impacciato per delle scale era solo fastidioso, anche se mi aveva dato l'opportunità di notare qualche altro dettagli di quell'ambiente.

Fui colpito da un proiettile alla spalla e persi un pò di sangue. Nessun dolore. Molti proiettili continuarono a mancarmi. Mentre cercavo di vedere John che sparava da sopra (una mira davvero scarsa, amico), notai una ragazza che mi osservava preoccupata dalla cima delle scale. "***, che stai facendo?"; era Miss X.
Volò verso di me, mi abbracciò e rotolammo per le scale fino a schiantarci sulla lastra di pietra poco prima del fiume. John continuò a sparare e mi colpì un paio di volte. Colpì anche lei.
Stavo facendo solo danni, volevo un'uscita semplice dal sogno, sia per me che per i PO. Decisi di nascondermi, trascinando il mio corpo e quello di MissX dietro il corrimano (anch'esso di pietra) delle scale.
Non riuscivo a muovere il corpo come volevo, per il peso di Miss X che mi stava ancora abbracciando e forse anche per i proiettili che mi avevano colpito (meccanismo causa-effetto della mente).

"Perché sei venuta? Non preoccuparti, era una scelta volontaria" le spiegai.
"Lo so. Ma non devi farlo per forza" rispose con una voce dolce e accogliente.
Mi dispiaceva vederla insanguinata, io ero in un sogno ma lei seppur illusoria vive in una realtà che le appartiene. Sì, è solo un sogno. Sì, è solo frutto della mia mente. Ma è proprio questo il punto: un pattern che per qualche motivo si è incarnato in quella ragazza onirica, che si dichiara personificazione del mio inconscio e che mi ha accompagnato nei SL che ritengo più belli (episodio linkato della spiaggia sotto il cielo costellato di galassie e altro episodio linkato del SL più stabile e consapevole della mia "carriera").
E' la mia mente che ha ferito se stessa e quest'idea mi dava non poco fastidio. Stavo iniziando a ragionare sul senso di tutte queste cose...
Ma lei mi diede un bacio sulla guancia frenando tutti i miei pensieri, mi venne da chiudere gli occhi e mi svegliai.
La Realtà gioca a scacchi con la nostra mente: alla coscienza non resta che capire come dare scacco matto.
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda olrac » 27/03/2022, 19:08

05/10/2015

(Questo non è il lucido più emozionante né divertente che ho mai fatto ma da questo punto in poi ho una avuto un vero e proprio 'cambio di prospettiva' che mi ha decisamente segnato l'esistenza)

Sogno lucido lungo e intenso con "Ambiente di guarigione"
Ripeto le mie affermazioni con convinzione: "Voglio incontrare L.!" e mi addormento...

Mi ritrovo in compagnia di mia nonna in un sogno vivido, sono nel cortile del palazzo della città dove vive L.

Mi sveglio e mi riaddormento ripetendo le mie affermazioni.
Mi ritrovo a vagare per i grandi corridoi di quello che chiamerò "Palazzo A", che è un grosso edificio dove giocavo da piccolo ogni pomeriggio. Lì mi divertivo a nascondino entrando e uscendo da quelle lunghe stanze di cemento. C'è una ragazza che sta per entrare dentro un appartamento per finire chissadove...è molto carina e tranquilla. La raggiungo e avvicinandomi provo un senso di leggera attrazione fisica. Provo a fermarla cingendole le braccia, sento la sua "fisicità" .
E' un pò spaventata e urla: "no, non voglio", ma senza troppa convinzione.
"non ti faccio nulla!"...ma non riesco a calmarla.
Mentre la osservo una parte di me si divide: vorrei da un lato lasciarmi andare per 'saggiare la consistenza' di questo p.o., dall'altra mi dico: "ma che c...sto facendo?", e mi sveglio completamente!

Lascio subito la ragazza, lei si calma ma mi guarda con paura. Fluttuando corro dall'altra parte del corridoio ripetendomi la frase:"io ho un obiettivo, devo incontrare L.! Non posso perdermi in queste cose...". non c'è bisogno di nessun test di realtà, c'è qui tutta la mia coscienza, questo è l'importante.
Provo a pensare come uscire da questo palazzo dove di solito mi perdo: è un edificio massiccio, con pareti immense, ha qualcosa come 11 piani e io devo essere solo alla metà circa.
Ci deve essere un ascensore da qualche parte, vedo che alla fine del corridoio ce n'è uno, bloccato, con tanto di grate metalliche. nessun problema, lo attraverso facilmente. sento le parti morbide del corpo penetrare delicatamente e senza sforzo le parti metalliche...che sensazione meravigliosa!
Passo le sbarre e mi lancio dentro il pozzo dell'ascensore che non c'è, atterro e sento intorno a me dell'acqua. C'è buio intorno e devo essere andato molto in profondità...potrebbe essere la fine del sogno ma...niente paura, uso il mio "dito da pittore" come strumento per disegnare una porta nel muro: disegno un perimetro rettangolare, mi viene bene, lo oltrepasso aprendo con un semplice gesto delle dita due ante che si muovono al mio comando a distanza...
Mi tuffo nell'apertura e mi ritrovo ad uscire da una specie di tombino al piano terra, per strada...insieme ad una grossa quantità d'acqua. Sono fuori dal gigantesco palazzo-labirinto!
Trucchetto riuscito:)
Oltre il palazzo ci sono le bellissime colline e campagne che conosco e che ho sorvolato diverse volte in sogno lucido e in obe. Non cammino ma volo, liberamente. Esploro un pò l'ambiente e verifico che tutto sia al suo posto. Le campagne sono bellissime, verdi e fresche, e sento l'aria, gli odori e le luci dell'ambiente bucolico...che meraviglia!
Ora però dovrei andare da L. ma non so come fare: se volo ci metterò un'eternità e poi da quella posizione, dall'alto, non so bene quale strada prendere...allora decido di cambiare obiettivo: osservo che sulla mia destra c'è la luna e sulla sinistra un sole all'alba! La massa incandescente mi attrae molto...Una volta ho provato ad andare verso la luna ma ho provato una sensazione di solitudine che mi ha fatto ritornare a terra. Ora comincio a volare verso il sole per vedere cosa succede...ma il mio corpo non è così veloce come pensavo, si muove troppo lentamente. Non sento l'attrazione gravitazionale della massa solare come è successo per la luna, d'altronde la luna è molto più vicina del sole...
Quindi lascio perdere, ritorno a terra, a circa una decina di metri dal suolo, salgo radente alle dolci colline che conosco bene e mentre volo mi fermo vicino ai volti delle persone che incontro che probabilmente si sono alzate per andare a lavorare in campagna proprio all'alba. Invento una tecnica per scattare una specie di fotografia a volo e fermare davanti a me ingrandendole le immagini dei loro volti...incredibile!
Scatto foto aeree a diverse persone, non mi preoccupo neanche di averle spaventate, è troppo divertente! Le espressioni sono confuse e un pò allucinate...

Ma non posso continuare così e ritento con le affermazioni che mi portino da L.
"voglio andare da L.!"...e mi ritrovo non so esattamente come, a recepire un segnale dall'ospedale che si trova proprio accanto al Palazzo A.
Mi trovo all'istante dentro una sala d'attesa...la luce è fortissima, sembra illuminata da una fonte naturale, non elettrica!
Non credo ai miei occhi: di fronte a me, da dietro, vedo un ragazzo sui trent'anni con i capelli castani come L. ...potrebbe essere lui!

Gli vado incontro, questa volta camminando...e lo chiamo:
"L., sei tu?..."
"Ciao C.! Benvenuto!", e si gira verso di me e riconosco il suo volto.
"Sono riuscito finalmente a trovarti in sogno! Fammi vedere bene il tuo volto per sicurezza...", e mi avvicino e controllo ogni singolo muscolo facciale: perfettamente identico.
Il suo volto però sembra un pò affaticato, sembra essersi sforzato per qualche motivo.
"L. ti prego, fammi fare una verifica...: ti chiedo, qual è il nome di tuo padre?". La verifica dell'esperimento consiste proprio nel riportare dei dati sconosciuti del soggetto per verificare l'attendibilità del contatto. Non conosco nè il nome nè alcun dato specifico della famiglia del soggetto.
"Ora non posso, mi dispiace...", risponde.
...mi crolla il mondo addosso. Sono disperato, ora che posso interagire con lui non ottengo risposte dirette! Cerco di calmarmi e tento di non pensare al peggio. Ho ancora molta 'energia lucida'...
Ci riprovo:" L. ti prego, dimmi qualche dato che posso riportare a casa"...
L'unica risposta è:"Non posso, ora".
Guardo meglio e ho finalmente capito: ci troviamo in uno dei cosiddetti "Ambienti di guarigione", descritti spesso anche da altri viaggiatori. In questi luoghi ci sono esseri umani e non umani che intervengono presumibilmente per alleviare le sofferenze di persone defunte o viventi.
Comprendo che L. deve entrare dentro una di queste speciali sale per aiutare qualcuno. Non mi arrivano altre informazioni su questa persona.
Mentre parlo con L. lui si dissolve...nello stesso momento si apre la porta della sala e vedo un secondo L. con un abito luminoso e pieno di energia, come si fosse rigenerato dentro quel luogo, incredibile!

L. mi guarda ed entra, lasciandomi senza speranza...
Ma appare una donna alla mia destra, mi chiedo chi sia, mi arriva un messaggio telepatico, sembra essere una parente di L., è forse la madre.
Alta 1, 70, capelli scuri corti, sui 60 anni. occhiali tondi (leggermente ovali) appesi al collo con una catenina dorata. La signora sembra volermi in qualche modo aiutare.
"Signora, chiedo a lei, mi dia qualche informazione utile da riportare indietro, mi dica la sua età, o il suo nome...la prego!"
Insisto più volte e lei sorridendo mi dice:
"per te sono importanti questi due numeri...il 2 e il 6, 6 e 2..."
"Ma il numero che devo ricordare è 26 o 62?"...nessuna risposta, solo un sorriso sereno.
Ripeto i due numeri e li memorizzo.
"Signora, il mio tempo onirico sta finendo, mi dica il suo nome per favore, in fretta!", e dicendolo, la stringo per le braccia...noto che il contatto diventa sempre più evanescente e mi sforzo di mantenere la stabilità. Mi stabilizzo ancora fissando per qualche secondo di una signora che accompagna la donna, ha sui 70 anni, bassa, robusta. Ci mettiamo in cerchio io, la signora con gli occhiali, l'altra signora anziana e noto altri personaggi intorno a noi. L'ambiente si sta animando, sembra davvero di essere in un luogo molto affollato e attivo.
La risposta di lei è definitiva: "non posso dirle neanche il mio nome, per il momento". Questo me lo dice senza parlare, telepaticamente.
"Allora mi mandi almeno un rote! così che posso leggerlo in un altro luogo!...", e la donna sembra confrontarsi con altre persone.
Mi viene un'altra idea..."la prego, mi faccia almeno toccare col dito la sua fronte, in modo da ricevere informazioni telepatiche più chiare!"...
La donna sembra ritrarsi confusa...sembra che io abbia avuto una idea davvero assurda stavolta.
Niente da fare, ho qualche dato, memorizzo ancora le persone e gli ambienti, mi deve bastare per fare una verifica nella realtà.
C'è una finestra sulla sinistra, un corridoio sulla destra e questa porta scorrevole molto tecnologica.
Il luogo sembra essere una proiezione di un reparto dell'ospedale nel futuro.

Mi lascio andare, stremato dagli sforzi mentali...reclino la testa all'indietro e mi lascio...'morire'...cioè no...risvegliare nel mondo fisico.


Chiamo in mattinata L. che mi dice che sua mamma (mai vista), una donna di 62 anni, alta circa 1.70, capelli scuri, che porta sempre occhiali appesi al collo con una catenina, ha lavorato per una vita intera proprio dentro quell'ospedale. La sua principale mansione era quella di stare accanto ai malati terminali e portare loro sollievo. Inoltre in questo stesso periodo nella sua famiglia c'è uno stretto parente ricoverato (la nonna).

L. però non si ricorda di avermi sognato ma questo è del tutto normale, come descritto in numerosi resoconti di viaggi onirici: la persona sognata spesso non si ricorda dell'incontro. Nè mi è venuto in mente di chiedere alla persona di ricordarsi dell'evento...presumo quindi che io abbia incontrato la persona in uno "stato di coscienza" di sonno mentre era impegnato, inconsciamente in altre faccende.


Vado al lavoro e mi accorgo che devo eseguire alcuni test di realtà al contrario...per essere sicuro al 100% che non sia un falso risveglio. Una serie di forti fischi e sibili alle orecchie mi fanno da sfondo sonoro.
Osservo la scritta dietro un camion che mi rivela qualcosa...: "ART". penso che per fare tutto quello che vorrei fare in sogno ci vuole soprattutto...Arte!
Ultima modifica di olrac il 28/03/2022, 8:52, modificato 3 volte in totale.
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda Ilbus » 27/03/2022, 20:00

Ciao a tutti!
Io pratico meditazione con la quale provo ad entrare in SL. Un metodo WILD.
L'esperienza che ho scelto per il concorso è in realtà la prima parte in quanto il giorno dopo in un'altra sessione di meditazione ho vissuto un'esperienza collegata. La prima parte che qui descrivo è comunque la più intensa e duratura.
L'intento di questa meditazione era : "SCOPRIRE DOVE SONO I SOGNI"
Fine Agosto 2021, Puglia. Mattina all'alba, appena sveglio. meditazione all'aperto. Accompagnato da campane tibetane. Posizione del "loto occidentale" e Dhyana Mudra su una panca di pietra in un giardino.
Durata reale totale dell'esperienza 52 minuti, di cui stimo 25-30 minuti di discesa a zero e quindi 22-27 minuti di SL. Durata percepita: "tante ore", numero indefinito ma comunuqe contato in ore.
Memoria del SL, intensa, come una vera e propria esperienza di vita vissuta, in effetti ero sempre "sveglio".

Nella descrizione del sogno lucido inserisco tra parentesi quelli che sono i pensieri, diversi dai dialoghi ma parte integrante del SL.
Escludo di descrivere la discesa a zero e inizio con il sogno lucido.

Ero in uno stato di rilassamento perfetto, stavo benissimo fisicamente ed emozionalmente in equilibrio. Mi chiedevo se avrei visto mai qualcosa su dove siano i sogni ma anche se non fosse successo, andava già bene cosi, stavo talmente bene che solo aver raggiunto quello stato era già molto bello e soddisfacente.
Cominciai quindi a visualizare alcune immagini, figure geometrice che mi passavano davanti, ricordo anche un carro traianato da 4 buoi. Quindi mi fermai ad osservare una figura tonda che invece di muoversi andando fuori dal mio campo visivo, rimaneva sempre davanti a me. Concentrandomi su quel cerchio alla fine ci sono entrato ed è diventato un tunnel e io acquisivo velocità scivolandoci dentro come se fossero montagne russe o uno scivolo ad acqua tubolare.
Dopo un turbinio di curve dentro questo tunnel ne sono uscito e mi sono ritrovato in uno spazio vuoto, indefinito. nero.
A questo punto ho percepito il profumo del mare, ma non era possibile fosse il mare, ero lontano dal mare. Udi quindi anche il rumore delle onde. Ma quindi se non era possibile che sentissi odore e rumore del mare perchè ero a meditare sulla mia panca di pietra voleva dire che ero dentro un sogno!
A questo pensiero mi sono visto da fuori. ero seduto su una sedia di legno in una spiaggia. Con il mare alla mia destra e davanti a me un grosso scoglio mezzo sul bagnasciuga e mezzo in mare. Guardadomi da fuori però pensai che volevo vedere il sogno in prima persona e in un attimo mi ritrovai con gli occhi aperti seduto in meditazione sulla sedia di legno sulla spiaggia. Osservai il grosso scoglio dalla spiaggia al mare e notai che si creava mano a mano che lo guardavo e soprattutto sulle onde sonore delle campane tibetane che ancora sentivo.
Ad un tratto mi sono ancora ritrovato ad osservarmi da fuori e la sedia con me sopra ha cominciato a sobbalare. fece 3 sobbalzi uno più in alto dell'alto dell'altro e all'ultimo la sedia si è completamente capovolta portando la mia testa verso il suolo e cadendo a tutta velocità tanto da spaventarmi, mi sarei rotto l'osso del collo! ma no è impossibile, non mi poteva succedere nulla, ero in un sogno. anzi lasciamo andare e vediamo cosa succede. In quel momento ritornai dentro il mio corpo sulla sedia di legno mentre cadeva schiantandomi di faccia sulla sabbia. Al moemnto dell'impatto con la sabbia però si riaprì il tunnel di prima e ci entrai a tutta velocità.
Questo tunnel però era molto più definito del precedente. Le pareti di questo tunnel circolare erano trasparenti maerano persorce da venature che si illuminavano defininendo mneglio queste pareti sulle onde delle campane tibetane. Le campana battevano e pulsavano luce in queste venature che mi permettevano di vedere bene le pareti del tunnel e queste pareti erano trasperenti cosi che mentre scivolavo dentro potevo osservare fuori.
Il tunnel continuava imperterrito in tute le sue evoluzioni e io ci scivolavo dentro. Guardavo furoi dal tunnel e vedevo come il cielo, lo spazio, vedevo le stelle. Pensavo sto andando a vedere sono i sogni, fuori vedo lo spazio però i tunnel mi sembra mi stiano portando verso il basso. In alto o in basso non mi cambia, vediamo dove mi portano.
Tornai a guardare davanti a me nella corsa nel tunnel. Cominciai a vedere delle porte in attivo lungo il tunnel. ne attraversai diverse, non saprei dire esattamente quante. Erano tutte porte tonde che sbarravano completamente il proseguo del tunnel. le prime erano già aperte quando ci passai attraverso. Alcune le vidi da lontano chiuse ma che si aprivano al mio passaggio. Una invece mi fermò dentro il tunnel. era chiusa., era tipo una porta da cavaeu di banca.Me la trovai davanti. Pensai che si sarebbe aperta dovevo aspettare e si aprì. Ripartì quindi nel tunnel fino ad arrivare un uno spazio vuoto nero ma ero fuori dal tunnel.
In questo spazio infinito ed indefinito vidi che c'era ancora una botola tonda. un altro tipo caveau di banca chiuso. Non c'era più il tunnel solo questa porta chiusa con dietro niente. Sapevo che non avrei pottuo aprirla serviva una chiave, e poi dietro non c'era niente lo vedevo. Non c'era niente da nessuna parte, solo nero.
Riconcentrandomi quindi sulla botola chiusa notai che c'èera anche una sfera che girava intorno alla botola. e ruotava anche su se stessa. osservando il moto di rivoluzione di questa sfera notai che vi era disegnato sopra un volto! ma si questo doveva essere il mio amico "bambino magico gigante". A questo pensiero esclamai:
" Ciao Sei il bambino magico gigante?"
La sfera quindi smise di ruotare intorno alla botola e venne di fronte a me. smise pure di ruotare intorno a se stessa e si fermò di fronte a me mostrandomi il viso disegnato. era un misto tra il volto dell'omino Michelin e il fantasma gigante di panna del film Ghostbusters degli anni 80. Aveva poi disegnato anche un cappellino tondo a spicchi verso l'alto di colori diversi.
"Ciao" dissi, " quanto tempo!" ( come quanto tempo? perchè ho detto quanto tempo? ma si è vero sto meditando, lui fa parte di me, lo conosco da sempre)
"Come ti chiami?" gli chiesi. Lui me lo disse all'orecchio anche se non lo vidi venirmi vicino.Non nominerò mai il suo nome.
A quel punto riusci a vederlo non solo nel volto ma in tutto il corpo, mi pareva enorme, o almeno lo era rispetto alla botola chiusa. Tutto bianco, proprio come i due personaggi descritti prima.
" Cosa vuoi fare?" mi chiese Lui. Parlava ma la bocca o l'espressione del viso disegnata non cambiava, non si muoveva.
"Mi potresti fare entrare nella botola per favore? voglio vedere dove sono i sogni." .Risposi di getto cercando di essere il più gentile ed educato conoscendo gli enormi poteri che aveva lui in quel luogo e sopratutto sapeva dove fossero i sogni era la guida perfetta!
"Certamente" mi rispose.
In quel mentre la botola si aprì. Fui preso quindi da un senso di gioia, stavo per entrare dove sono i sogni! ( No, non posso farmi prendere dalle emozioni o finisce il sogno! sto meditando sulla mia panca di pietra e basta. vediamo dove sono i sogni, mi concentro sul sogno.)
Con la botola aperta mi avviai per entrarci, quando mi ricordai del mio amico. mi girai e gli chiesi:
" Tu mi accompagni?"
" certamente" mi rispose.
A questo punto mi girai di nuovo verso la botola e la attraversai con un maggior senso di tranquillità ed equilibrio emotivo.

mi ritrovai quindi a camminare su una pavimentazione come fosse un enorme gonfiabile ma non si schiacciava sotto il peso dei miei piedi. Mi guardai bene intorno. praticamente ero come sopra un'enorme sfera piena di aria. talmente enorme che era come vedere il globo terrestre nello spazio. Ne percepivo la sfericità vedendone l'orizzonte tondeggiante. Tutto la pavimentazione era nera e ricoperta di stelle, come guardare il cielo di notte. Volli toccarlo, mi chinai e toccai la superficie. era vellutata come un peluche dal pelo cortissimo o una moquette morbidissima.Sotto il tocco delle mie mani la superficie si schiacciava diversamente dal peso del mio corpo. con le mani avrei potuto rompere il manto e passarci attraverso.
Mi ricordai del mio amico e mi girai di scatto verso la botola.
Lo vidi che stava passando. Lui era incredibimente enorme rispetto alla porta ma stava entrando come se fosse di gomma. Come posso dire l'uomo di gomma dei fantastici 4 che passa attraverso la serratura di una porta. Vidi la testa che era entrata e piano piano strisciava dentro tutto il corpo fino a ricomporsi in tutta la sua enormità dentro con me.
Oltre all pavimentazione notai che anche il cielo era ricoperto di stelle e costellazioni. Era un cielo piatto, proseguiva dritto oltre l'orizzonte del globo della pavimentazione. tra il globo e il soffitto non vi erano stelle, solo spazio. nero. lo stesso spazio che c'era dall'altra parte della botola.
Il cielo e anche la pavimentazione, ma molto più il cielo veniva illuminato da onde luminose suscitate dalle campane tibetane che continuavo a sentire. Quando il cielo si illuminava diventava tutto più chiaro però allo stesso tempo percepi che l'energia delle campane aiutava ma non sarebbe durata all' infinito e dovevo quindi sbrigarmi a raggiungere il luogo dei sogni.
Mi rivolsi quindi ancora al mio amico magioc gigante, lo guardai dal basso verso la sua altezza incredibile.
Gli chiesi: "Dove siamo?"
Lui mi rispose sempre senza muovere il suo viso disegnato:
"siamo sopra il mondo. Li sotto c'è il mondo. la terra lo spazio, le stelle i pianeti."
"wow" esclamai, "posso dire di stare camminando sull'universo!" mi venne quasi da ridere ma mi ripresi subito, devo mantenere la calma.
(Sono in un sogno e sono sopra l'universo, con le mani posso aprire la superficie a cominciare a svolazzare per lo spazio, andare dove voglio! incredbile. Ma... se sono sopra a tutto l'universo che conosco, tutto ciò che vedo qui intorno a questo globo? e questo cielo piatto che sembra un soffitto di stelle? potrei volarci e attraversarlo, cosa ci sarà? mi perderei, sarebbe troppo. tornerei fuori dalla botola, sono riuscito ad entrare perchè uscire? No! devo concentrarmi su vedere dove sono i sogni, poi tornerò)
A questo punto il mio amico mi chiese:
" Cosa vuoi fare?"
"Mettimi sulla tua spalla per favore, cosi posso vedere meglio" ( Perchè vedere meglio? potrei volare ma già comunque riesco a vedere tutto il globo, non mi importa, vediamo come procede)
Lui si abbassò mi prese sul palmo della sua mano gigante e mi sollevò fino sulla sua spalla, la spalla destra.
A questo punto girò la testa verso di me sulla sua spalla. Incredibilmente riuscivo a vedere completamente il suo viso nonostante io fossi cosi piccolo vicino al suo viso enorme.
"Cosa vuoi fare?" mi chiese nuovamente.
"Voglio vedere dove sono i sogni" risposi senza indugiare.
A questo punto iniziammo a volare. Io seduto sulla sua spalla come passeggero ci alzammo in volo.
Mi guardai intorno con curiosità sfruttando i momenti in cui le campane tibetane facevano illuminare il cielo pulsando luce e di riflesso anche la supreficie del globo. Presi meglio coscienza di essere dentro una specie di scatola enorme di cui vedevo solo un lato, il soffitto. dentro questa scatola c'era questo enorme globo contentente l'universo e coperto da un mantello di peluche vellutata di stelle e costellazioni. Io stavo volando sulla spalla del mio amico nello spazio tra l'universo e la scatola ma in realtà stavo meditando sulla mia panca di pietra.

Durante la mia esplorazione visiva dell'ambiente notai in lontanaza un buco nella superficie del globo. Questo buco attirò la mia attenzione però era molto lontano. ( non posso perdere tempo a vedere tutto devo arrivare dove sono i sogni. però sono in un sogno, posso arrivare li in un attimo a vedere e conitnuare a volare sulla spalla del mio amico)
In un attimo mi ritrovai ad osservare questo enrome buco nella superficie che contniene l'universo. Era come un buco nell'acqua (https://www.vanityfair.it/viaggi-travel ... i-in-acqua) Il manto di stelle e costellazioni contninuava lungo le parete discendenti del buco. non vedevo il fondo. restavo a guardare solo lungo il perimetro, a pensare di volare sopra per vedere dall'alto mi venne paura, sentì il cuore battere. ( No non posso avere paura, niente mi può fare del male qui. sono in un sogno, in realtà sto meditando sulla mia panca di pietra.) Mentre osservavo questo buco che era comunque enorme la sensazione era duplice. a volte mi pareva che solo i miei occhi fossero al buco, il mio corpo onirico sulla spalla lontano ma in realtà stavo meditando. A volte invece mi pareva che tutta la mia testa fosse al buco e fosse ancora attaccata al corpo che volava sulla spalla dell'amico. Come se avessi allungato tutta la testa per non lasciare la spalla.
Avendo calmato il senso di paura tornai sulla spalla e chiesi al mio amico "E' pericoloso quel buco?" (Perchè gli ho chiesto se è pericoloso?so già che non è pericoloso, in realtà sto meditando sulla panca. Se so già la risposta perchè gliel'ho chiesto?Sapevo già la risposta ancora prima di provare paura, già non aveva senso provare paura sapendo di star meditando. Anzi quando tornerò qui ci volerò dentro!Adesso sbrighiamoci a vedere dove sono i sogni)
Non ricevetti risposta alla mia domanda, giustamente.Quindi chiesi:
" sono ore che voliamo verso il niente, dove sono i sogni?" ( Ore? perchè ho detto ore? non possono essere passate ore, in realtà non sarò a mezz'ora credo)
Lui rispose:
" I sogni sono tutti qui intorno, le vedi le costellazioni? se guardi il mondo attraverso le costellazioni vedi i sogni. Per ogni costellazione un sogno diverso, puoi scegliere."
"Caspita! quindi mi basta scendere e guardare attraverso una costellazione?"
"Si"
"Scendiamo allora!" ( Caspita a saperlo prima appena entrato potevo già vedere i sogni! ho perso tanto tempo,dovevo fare domande più precise, la luce delle campane la vedo sempre meno intensa)
Un senso di felictà e gioia incominciava a pervadermi mentre scendavamo verso la superficie. Stavo raggiungendo il mio obbiettivo: scoprire dove sono i sogni! e sapevo come ci ero arrivato e quindi ci potevo tornare! che felicità!che soddisfazione! che gioia!
(caspità non posso farmi prendere cosi ma è più difficile resisitere a cosi tanta emozione)
Atterrammo sulla superifcie e il mio amico mi portò giù con la mano.
Quando toccai la superficie corsi a cercare una costellazione che mi attirasse e provare a guardarci dentro. Na trovai una. Sentivo il cuore accelerare, il senso di gioia era sempre maggiore. Mi inginocchiai sulla superficie, mi chinai sulla costellazione, avevo il cuore in gola.
Divenne tutto bianco.
Mi ritrovai dentro una stanza piccola, bianca con una porta chiusa e mancava completamente una parete, quella dietro di me. C'ero io, il mio amico che però adesso aveva dimensioni proporzionate a me ed era snello. Aveva però le braccia incrociate e pareva arrabbiato con me. Nella stanza c'era anche una tavolo e un'altra presenza dietro a questo tavolo. Non ho memoria di questa presenza a parte la sua presenza.
Il mio amico era arrabiato. Io ero felicissimo ma cercavo comunque di scusarmi perchè mi ero lasciato andare dalle emozioni ma che andava bene cosi, ero felicissimo!Ci ero arrivato e sapevo tornarci quindi ci saremmo rivisti presto. Ma il mio amico teneva le braccia incrociate e stava in piedi davanti a me come arrabbiato.
Ad un certo punto mi sono sentito come tirare dalla schiena e volai all'indietro uscendo dalla stanza bianca da dove mancava la parete. Volando indietro vedevo la stanza con le i due personaggi dentro immobili allontanarsi. Io volavo idnietro sempre più veloce.
Ad un certo punto presi come un colpo. come se mi fossi schiantato contro una parete alle mie spalle. ( caspita mi sarei fatto male se non stessi in realtà meditando)
oltrepassai quidni la parete e cominciai a sentire il mio respiro e le campane tibetane.
Contai da 5 a zero, ringraziai il mio corpo e riapri gli occhi.
Ero felice anche se non avevo raggiunto il mio scopo sapevo dove trovare i sogni e come arrivarci di nuovo. Ci ritorno domani e guardo subito nelle costellazioni appena entro!
Ilbus
 
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda Citrato » 01/04/2022, 14:53

Ciao! Ecco quello che ritengo il mio miglior SL di sempre:

Dall'iper-fantasia all'iper-realtà
04/12/2013, 20:49

Mi accingo a descrivere il mio terzo sogno lucido, a buon ragione il più sbalorditivo tra i sogni avuti sino ad ora. Premetto che quella sera avevo trascorso una piacevolissima serata in pizzeria, in compagnia di alcuni tra i miei più cari amici. Andai a letto con una predisposizione d'animo molto serena ed ero leggermente, ma piacevolmente, intorbidito dall'effeto soporifero di un boccale di birra. Quando andai a letto rimasi supino a pancia in aria e lentamente mi lasciai cadere tra le braccia di morfeo. Ero sgombro da pensieri o preoccupazioni, finchè, senza che la mia mente opponesse alcuna resistenza, una sorta di pilota automatico del mio inconscio iniziò a proiettare una raffica di immagini ipnagogiche dinanzi ai miei occhi. In breve, credo di essere entrato spontaneamente in una fase di tipo WILD. Tutto d'un tratto mi ritrovai proiettato all'interno di un mondo fantastico con il quale mi sentivo uno cosa sola: ne dirigevo la regia, senza tuttavia avvertire la presenza della mia corporeità. Non era un mondo reale, ma un mondo da fumetto, disegnato con acquerelli e colori a carboncini dove ogni dettaglio era estremamente nitido, ben delineato e curato nei più minuziosi dettagli, ma quel che più conta è che ogni immagine era a suo modo viva e dinamica, non immobile come un comune dipinto, invece sembrava godesse di una propria autonomia e fosse governata da sue leggi precise. Trattavasi di un immagine panoramica che scorreva dolcemente dinanzi ai miei occhi: vedevo paesaggi collinari simili a quelli dell'entroterra toscano e ogni collina aveva i suoi tappezzamenti quadrati o rettangolari, come di consueto per i campi coltivati. Ogni tappezzamento era di un colore diverso e l'abbinamento delle varie tinte creava un'armonia cromatica spettacolare. I colori apparivano più che mai fulgidi. Potevo notare macchie di alberi che arricchivano la complessità del paesaggio. Rimasi a dir poco stupito quando vidi volare un'intero stormo di uccelli di carta, a forma di origami, che battevano le ali all'unisono e descrivevano delle traiettorie invisibili nello spazio circostante. Per qualche strana ragione mi sentivo perfettamente padrone della situazione e decisi di restringere l'inquadratura del campo visivo, nell'intento di esplorare i dettagli di quel presepe. Con estremo stupore potei notare che i vari tappezzamenti di terra erano in realtà come dei pezzi di stoffa vellutata e ognuna di essi era letteramente cucito con quelli contigui grazie a dei fili di lana(o di cotone) molto spessi e proporzionati alle dimensioni del paesaggio, che sporgevano leggermente in superficie, come fili a maglie larghe. Quella visione quasi mi commosse perchè davvero non potevo credere che il mio inconscio fosse in grado di darmi una rappresentazione così tenera, fanciullesca e creativa del mio mondo interiore. Ma non è finita: potei notare come ogni singola foglia penninervia disegnata sugli alberi potesse oscillare per conto proprio, senza seguire la direzione del vento, come se fosse animata da un soffio vita. E di foglioline in quegli alberi ne vedevo a centinaia. Nel corso di questo itinerario panoramico mi apparve una sorta di borgo medievale in mezzo alle colline, con diverse case su cui capeggiavano dei comignoli fumanti. Notai che alcune delle case delimitavano una piazza. Con estrema sorpresa potei notare che la pavimentazione della piazza era costituita da innumerevoli sampietrini, anch'essi curati nei minimi particolari e come se non bastasse la piazza brulicava di buffi personaggi, dalle sembianze paragonabili a quelle degli omini di Lorenzo Terranera, l'illustratore della trasmissione Ballarò, condotta da Giovanni Floris. Inutile dire che anche in questo caso ogni personaggio era "vivo", come dotato di una propria consapevolezza. Tutti rivolgevano lo sguardo verso di me, ed ognuno a proprio modo mi accennava una smorfia di sorriso, faceva girare gli occhi, inarchava le sopracciglia, come a darmi il benvenuto. Lo interpretai come un altro stupendo regalo fattomi dall'inconscio. Poi tutti distolsero l'attenzione da me e alzarono gli occhi verso il cielo. Il loro volto divenne come uno specchio, pur mantenendo i tratti delle loro espressioni, il colore rosa dei loro visi scomparve e vidi su di essi e solo su di essi riflettersi il passaggio delle nuvole sullo sfondo azzurro del cielo. Rivolsi anch'io lo sguardo verso il cielo e potei apprezzare i contorni e le sfumature di quelle nuvole disegnate a carboncino, ma non di meno ricche di sfumature e in continua evoluzione. Gradualmente tutto il paesaggio, a partire proprio dalle nuvole, acquisì sembianze sempre più reali, ma la transizione fu appunto graduale, non istantanea. Fu uno spettacolo notare come le colline, prima disegnate, si trasformassero in colline reali e via di seguito per tutti gli altri elementi di quella cornice. Fu una sensazione che non saprei descrivere a parole . Mi trovai infine in una dimensione iper-realistica nella quale acquisii anche il senso della mia corporeità fisica. Vidi scorrere sotto gli occhi delle montagne popolate da abeti. All'inizio ebbi come la sensazione di planare velocemente verso una montagna, seguendo un iperbole che mi faceva avvicinare al suolo, senza schiantarmi. Da quella distanza ravvicinata potei notare che accanto ad ogni abete era anche presente un albero di ulivo. La mia iperbole si stabilizzò e riuscii con estrema naturalezza a controllare la velocità e la traiettoria del mio volo. Era la prima volta che sperimentavo la sensazione del volo in modo cosciente. Volai fin su la cima di un abete e ne toccai i rami, poi scesi fino a toccare il suolo, che era ricoperto da un tappetto di foglie ingiallite. Ne presi una e la accartocciai con la mano. Inutile a dirsi che ogni sensazione era estremamente reale. Dinanzi a me una sorta di sentiero cinto da abeti e alberi di ulivo. Una luce innaturale filtrava tra i rami. Decisi di imboccare il sentiero, ma a quel punto il sogno perse la sua stabilità e mi svegliai. Ebbi una sensazione di pace e di benessere profondi durante il corso di quella esperienza, mi sentivo come nirvanizzato, e una volta sveglio mi sentii pieno di energie e rimasi sereno per tutta la giornata.
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Re: CONCORSO: Il miglior sogno lucido di sempre

Messaggioda Demis » 06/04/2022, 15:38

Eccomi qua, partecipo anche io! Il sogno che ho fatto è di qualche mese fa, l'avevo postato anche sul gruppo facebook, lo rimetto qua semplicemente. Ho ancora delle tracce di "emotività residua", se così vogliamo chiamarla, da quel sogno :D

WOW WOW WOW. WOW.... Se potessi fare un vocale vi giuro che lo farei, dovreste capire quanto ancora sono emozionato dal mio tono di voce. Mi sono svegliato alle 9, e sto ancora tremando (letteralmente) dall'emozione tuttora.
Da dove cominciare... Mi sveglio verso le 4.45 -per la classica tecnica WBTB, la conoscerete sicuramente- sto in piedi per una decina di minuti, e poi torno a letto praticando la tecnica SSILD (mentre scrivo queste righe devo ancora prendere dei respiri profondi per calmarmi perchè... guardate non so descriverlo).
Da qui comincia il delirio. NON sto esagerando ma inizialmente, avrò avuto almeno una ventina di sogni lucidi, tutti brevissimi (pochi secondi), e mi risvegliavo sempre, ma istantaneamente mi riaddormentavo e mi ritrovavo in un altro lucido. La particolarità di questi segmenti è che era tutto buio, come se io fossi presente solo con il mio stato di coscienza. Non avevo un corpo, non c'era nulla, solo l'eterno oblio e il buio più totale.
La mia teoria è che non ero nella fase REM (perchè effettivamente non c'era alcuna immagine), credo di essere riuscito a diventare cosciente durante il sonno profondo, perchè la sensazione era diversa da un sogno lucido normale. Da descrivere è impossibile, ma immaginatevi di non avere un corpo, e di essere immersi nel nulla, e nonostante l'incredibile vastità di questo NIENTE, avvertivo un potenziale creativo oltre ogni immaginazione. Ero lì, fermo, con i miei soli pensieri a farmi compagnia. Parlavo, ma nessuno rispondeva. Mi muovevo, ma non mi spostavo di un millimetro. Ogni segmento durava, come ho detto, pochi secondi, poi mi svegliavo nel letto e il processo si ripeteva.
Al che, mi sveglio completamente verso le 6.30, mi alzo (ancora sotto uno pseudo shock come potrete immaginare), mi sciacquo la faccia con un po' di acqua fredda, e ritorno a letto, stavolta praticando una versione della WILD.
Sono in una casa in lavorazione. Ricordo di aver controllato i muri, vedevo le crepe, sentivo le scanalature sulle dita, i dettagli signori erano qualcosa di straordinario, sono rimasto qualche minuto incantato semplicemente toccando una colonna di cemento, per farvi capire l'intensità dell'esperienza. Quando ad un certo punto sento una voce in lontananza, decido di seguirla. Era una sorta di casa in costruzione, passando tra locali di cemento e colonne portanti su soffitti di legno (incredibilmente dettagliate), arrivo in una stanza compeltamente vuota, e dentro vedo una donna. Mi accoglie con un sorriso, ma non dice nulla, era come se aspettasse che io le chiedessi qualcosa. La prima cosa che mi viene in mente di chiedere, è: "Mostrami la mia attuale paura più grande e come superarla", però a quel punto mi sveglio.
Sono circa le 7.30, mi rigiro nel letto, e rirpovo la WILD riaddormentami quasi istantaneamente, e qui comincia il sogno lucido più lungo che io abbia mai fatto (ho stimato circa 1 ora).
Mi ritrovo in un ristorante, con altre due persone (personaggi del sogno, non li conoscevo). Stavamo ordinando da mangiare, e io ero indeciso se prendermi una pasta o una bistecca. Non ricordo bene cosa feci, perchè era la parte iniziale del sogno lucido e i ricordi sono molto vaghi, ma a un certo punto mi ritrovo al tavolo con questa ragazza che lavorava come cameriera in quel ristorante.
Mi ha raccontato che era in pericolo, e una sorta di setta la cercava per farle del male. La conversazione è andata avanti per almeno 5 minuti, sono sicuro di questo, ma non ricordo altri dettagli specifici purtroppo. Nella scena successiva mi ritrovo nella casa in costruzione del sogno precedente (nel caso ve lo foste chiesto, sì, la donna era la stessa ahah), sento le sue urle provenire da oltre il muro. Allora vengo travolto da da un istinto protettivo fortissimo, sfondo il muro davanti a me (di cemento) con un pugno, e davanti a me c'è un prato vastissimo (più o meno una sorta di campo da calcio per grandezza). Al centro c'erano dei loschi figuri incappucciati, e la donna che cercavo legata in mezzo. Signori, quello che vi sto per raccontare NON è una esagerazione. Mi sono messo a lanciare palle di fuoco dalle mani. I cultisti scappavano in fiamme, il prato bruciava, a quel punto non mi bastava, ho alzato le mani verso il cielo invocando un fulmine, che ho canalizzato e diramato verso tutti i cultisti che ancora stavano scappando avvolti dalle fiamme, folgorandoli tutti. Allora sfrutto l'occasione per liberare la donna, mi alzo in volo, e scappiamo insieme.
Percorriamo qualche km, e arriviamo su una sorta di balcone su cui vedo un divano. Atterro lì di fianco e mi siedo. Lei non dice niente, mi guarda dritto negli occhi, mi bacia (e non aggiungo altro perchè sono un signore XD), e poi mi sveglio.
MA... in un falso risveglio, lo riconosco subito perchè ho l'abitudine di fare un test di realtà non appena apro gli occhi in ogni occasione! Sì, non è ancora finito ahah. Mi alzo in una camera da letto immaginaria che faceva parte di un appartamento all'ultimo piano. Apro la porta della stanza, e verso sinistra, nella cucina, c'erano della persone. Due non li riconoscevo, erano personaggi onirici casuali credo, una però... Sì, ancora! E' lei!
Mi guarda e sorride, io sono allibito a quel punto. Apro la porta finestra della cucina, che dava sul balcone, ed esclamo: "No non ci credo, non ci voglio credere, adesso mi butto di sotto!". La donna dice;" Dai non fare lo scemo!". Mi lancio dal balcone e fluttuo in aria, le mi guarda sorridendo. Al che le dico: "Però non mi hai ancora mostrato la mia paura più grande e come affrontarla, come ti avevo chiesto inizialmente". Lei mi guarda, edopo una decina di secondi di silenzio mi dice: "Non sei pronto".
Al che mi sveglio, stavolta nella realtà, sono circa le 9.
Scrivo queste righe ma mi rendo conto che non fanno giustizia a quella che è stata l'esperienza reale. Non mi sentivo così da... Boh, da mai suppongo. Ho provato emozioni che non pensavo esistessero, o che un essere umano potesse provare.
Spero via sia piaciuto, mi rendo ocnto che c'è molto da leggere, ma abbiate pazienza, mi sento come un bimbo a natale!
Demis
 
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