Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 05/03/2020, 15:33

..quindi alla fine sei riuscito a comunicare con la quella terribile entità? E dopo la conversazione non si è neanche ripresentata?
Che sia l'inizio di un tipo di 'relazione' decisamente più serena?...:)
olrac
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 05/03/2020, 16:41

olrac ha scritto:..quindi alla fine sei riuscito a comunicare con la quella terribile entità? E dopo la conversazione non si è neanche ripresentata?
Che sia l'inizio di un tipo di 'relazione' decisamente più serena?...:)


Comunicare è una parola grossa :D, diciamo che sto cercando di avere un approccio amichevole nei suoi confronti. Nel nostro ultimo incontro ho provato ad invitarla al dialogo, ha funzionato nel senso che ha mollato la presa e mi sono liberato ma poi è scomparsa quindi non c'è stata una vera comunicazione. Un po' di tempo fa in un'esperienza sono riuscito ad ottenere alcune risposte seppur enigmatiche e sempre con un tono dispregiativo e maligno nei miei confronti. Continuava a ripetere "hai ucciso tuo figlio", accusa che mi era già stata fatta in passato da altri esseri ostili incontrati in sogno e che deve avere un significato simbolico importante ma che non ho ancora compreso. Comunque mi sembra ormai evidente che il suo atteggiamento rispecchi quello che è il mio stato interiore in quel momento, il problema è che ormai, ogni volta che si presenta, istintivamente provo sensazioni negative. Anche se non ne ho più paura ormai, non riesco a slegarla da quelli che sono i ricordi delle esperienze oniriche che mi porto dietro sin dall'infanzia. Il fatto stesso che continui a presentarsi quasi ogni volta che mi trovo in paralisi è dovuto alla mia aspettativa che ciò avvenga. Si tratta di un circolo vizioso estremamente difficile da spezzare ma ora credo di aver capito quello che devo fare. :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 05/03/2020, 23:22

Hari ha scritto:
olrac ha scritto:..quindi alla fine sei riuscito a comunicare con la quella terribile entità? E dopo la conversazione non si è neanche ripresentata?
Che sia l'inizio di un tipo di 'relazione' decisamente più serena?...:)


Comunicare è una parola grossa :D, diciamo che sto cercando di avere un approccio amichevole nei suoi confronti. Nel nostro ultimo incontro ho provato ad invitarla al dialogo, ha funzionato nel senso che ha mollato la presa e mi sono liberato ma poi è scomparsa quindi non c'è stata una vera comunicazione. Un po' di tempo fa in un'esperienza sono riuscito ad ottenere alcune risposte seppur enigmatiche e sempre con un tono dispregiativo e maligno nei miei confronti. Continuava a ripetere "hai ucciso tuo figlio", accusa che mi era già stata fatta in passato da altri esseri ostili incontrati in sogno e che deve avere un significato simbolico importante ma che non ho ancora compreso. Comunque mi sembra ormai evidente che il suo atteggiamento rispecchi quello che è il mio stato interiore in quel momento, il problema è che ormai, ogni volta che si presenta, istintivamente provo sensazioni negative. Anche se non ne ho più paura ormai, non riesco a slegarla da quelli che sono i ricordi delle esperienze oniriche che mi porto dietro sin dall'infanzia. Il fatto stesso che continui a presentarsi quasi ogni volta che mi trovo in paralisi è dovuto alla mia aspettativa che ciò avvenga. Si tratta di un circolo vizioso estremamente difficile da spezzare ma ora credo di aver capito quello che devo fare. :)


Capisco. Hai dimostrato un gran coraggio e stai mostrando un resoconto sempre più dettagliato di come reagire in situazioni difficili come quelle :)
Tutta questa storia dell'entità, nonostante le paure e la negatività, la trovo estremamente interessante. Mi fa sempre più venire le famose azioni di 'recupero' di Bruce Moen. Hai letto i suoi libri?...chissà, magari potresti trovare degli stimoli per risolvere e trasformare definitivamente questa situazione. Te lo consiglio vivamente! :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 06/03/2020, 17:02

olrac ha scritto:
Hari ha scritto:
olrac ha scritto:..quindi alla fine sei riuscito a comunicare con la quella terribile entità? E dopo la conversazione non si è neanche ripresentata?
Che sia l'inizio di un tipo di 'relazione' decisamente più serena?...:)


Comunicare è una parola grossa :D, diciamo che sto cercando di avere un approccio amichevole nei suoi confronti. Nel nostro ultimo incontro ho provato ad invitarla al dialogo, ha funzionato nel senso che ha mollato la presa e mi sono liberato ma poi è scomparsa quindi non c'è stata una vera comunicazione. Un po' di tempo fa in un'esperienza sono riuscito ad ottenere alcune risposte seppur enigmatiche e sempre con un tono dispregiativo e maligno nei miei confronti. Continuava a ripetere "hai ucciso tuo figlio", accusa che mi era già stata fatta in passato da altri esseri ostili incontrati in sogno e che deve avere un significato simbolico importante ma che non ho ancora compreso. Comunque mi sembra ormai evidente che il suo atteggiamento rispecchi quello che è il mio stato interiore in quel momento, il problema è che ormai, ogni volta che si presenta, istintivamente provo sensazioni negative. Anche se non ne ho più paura ormai, non riesco a slegarla da quelli che sono i ricordi delle esperienze oniriche che mi porto dietro sin dall'infanzia. Il fatto stesso che continui a presentarsi quasi ogni volta che mi trovo in paralisi è dovuto alla mia aspettativa che ciò avvenga. Si tratta di un circolo vizioso estremamente difficile da spezzare ma ora credo di aver capito quello che devo fare. :)


Capisco. Hai dimostrato un gran coraggio e stai mostrando un resoconto sempre più dettagliato di come reagire in situazioni difficili come quelle :)
Tutta questa storia dell'entità, nonostante le paure e la negatività, la trovo estremamente interessante. Mi fa sempre più venire le famose azioni di 'recupero' di Bruce Moen. Hai letto i suoi libri?...chissà, magari potresti trovare degli stimoli per risolvere e trasformare definitivamente questa situazione. Te lo consiglio vivamente! :)


Ho sentito parlare di Moen ma non ho ancora letto i suoi libri, lo farò senz'altro :). Mi incuriosisce quello che dici a proposito del fatto che questa mia faccenda dell'entità ti fa venire in mente le azioni di recupero di Moen. Quando lo leggerò scoprirò a cosa ti riferisci :) .
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/04/2020, 19:34

6 marzo 2020

Lucido/OBE pomeridiano ore 13.15-14.50

Sono a casa a riposare sul divano, mi sveglio bruscamente da un sogno normale e mi ritrovo in paralisi. Rimango immobile e poco dopo eseguo il distacco, vado verso le scale toccando intorno a me per stabilizzare. Salgo le scale e quando arrivo al piano terra la vista si attiva. Esco dal portone, c'è una forte luce solare, come capita sempre durante esperienze pomeridiane, a causa della luce nella realtà fisica che mi ritrovo anche nel sogno. Non è però abbagliante come quando dormo nella mia stanza, in questo punto infatti arriva meno luce e riesco ad avere una vista soddisfacente. Mentre percorro il vialetto mi vengono in mente non so perché dei flash di ricordi della mia infanzia di pomeriggi trascorsi a casa dei miei bisnonni. Esco e mi incammino lungo la strada, devo allontanarmi definitivamente dalla percezione del corpo fisico, per farlo devo allontanarmi il più possibile da casa e magari usare un passaggio dimensionale verso un altro scenario. Per questo dopo qualche passo entro in una casa sulla destra da cui stanno uscendo delle persone, una donna e un bambino sui 10-11 anni, forse madre e figlio. L'ingresso è ampio,sembra quasi che non ci siano porte. C'è una sala con un tavolo al centro, dovrei passare oltre ed uscire da un'altra porta per recarmi altrove ma mi faccio incuriosire da questa sala e dal tavolo apparecchiato e decido di rimanere ancora un po' qui. Voglio comunque mantenere la lucidità e stabilizzare al massimo questo ambiente mantenendolo il più a lungo possibile. Tuttavia qui incontro delle persone le quali mi accolgono e continuano a parlarmie alla fine finisco per distrarmi e perdere parzialmente lucidità. Più avanti riprendo lucidità e mi metto ad osservare alcuni oggetti di questa casa, tra cui un bicchiere, cercando di fare in modo che non modifichi la sua forma. Non sono abbastanza concentrato però perché il bicchiere cambia forma e dimensioni. Poco dopo le immagini iniziano a vacillaree mi sveglio.

7 marzo 2020

Serie di lucidi/OBE ore 6.00-7.45

Mi trovo in paralisi, eseguo il distacco ed esco di casa. Mi guardo le mani, sono perfettamente reali, le sfrego tra loro per stabilizzare e proseguo lungo la strada fino a raggiungere la ferrovia. Entro in una palazzina e cerco un ascensore con il quale salire e traslocarmi altrove. Incontro il mio amico A.T. che mi suggerisce una porta, ci entro e mi ritrovo al buio totale, immagino di toccare un muro davanti a me e in breve mi stabilizzo in un altro ambiente. Qui mi trovo al chiuso in uno stretto corridoio costituito da un corso d'acqua artificiale che porta verso l'esterno della struttura. Ci sono due o tre strisce di pavimento che collegano i due lati del corridoio. Salto nell'acqua e gli schizzi mi arrivano fin quasi agli occhi, è tutto molto vivido e reale. Mi rendo conto che ho rischiato di perdere lo scenario se l'acqua mi fosse finita negli occhi. Proseguo lungo il corso d'acqua fino ad uscire all'aperto, dove mi trovo davanti un'enorme piscina, lunga oltre cinquanta metri e dalla forma irregolare e curva, la cui larghezza nel punto più largo supera i venti metri. Non è molto affollato qui ma c'è una bella atmosfera di serenità e tranquillità. Esco dall'acqua, mi guardo intorno, vedo due ragazze in acqua vicino al bordo piscina, qualcosa mi dice che una delle due potrebbe essere una bagnina. Cammino a bordo piscina osservandola e constatando la sua grandezza, penso che per una piscina così grande debbano esserci più bagnini. Una signora mi ferma chiamandomi per nome e mi chiede se faccio il bagno in piscina e io le rispondo che l'ho già fatto. Mi offre allora delle pizzettine, ne prendo una, poi le chiedo come fa a sapere il mio nome ma lei non mi risponde, fa la vaga. Non ricordo altro di questo episodio, è probabile che si sia interrotto qui o poco dopo. In un altro episodio mi trovo a casa mia in un sogno normale a parlare con il mio amico A.S. Sono seduto su una sedia e lui si siede sulle mie gambe, cosa che nella realtà fisica sarebbe impossibile dato che pesa quasi il doppio di me. Tuttavia questo ancora non mi fa prendere lucidità. Mi parla di possibili esperimenti da fare in un sogno lucido, incontrandoci e scambiandoci informazioni per poi verificarle nella veglia. A.S. nella realtà fisica non sa nulla di sogni lucidi e tutto il resto, ma neanche questo mi fa prendere lucidità. Ora arriva mio padre che si mette a parlare con qualcuno, forse mio nonno, di un tizio che doveva venire a fare delle riparazioni qui a casa e che ha sempre rimandato la cosa. Ora che lui e mia madre sono in ferie all'estero, il tizio ha chiamato dicendosi disponibile e mio padre è incazzato perché è convinto che l'abbia fatto di proposito sapendo che ora lui non c'è e che quindi avrebbero dovuto rimandare ancora. I miei sono davvero in vacanza all'estero eppure lui è qui a casa ma neanche qui scatta la lucidità. Mentre parla però mi metto a fissare un punto sul muro ed è a questo punto che mi ricordo di stare sognando. Questo è l'emblema di quanto, nel mio caso, la presa di lucidità sia quasi totalmente slegata dal concetto dei dream sign presenti in un sogno. Continuo a fissare il punto sul muro e mi lascio trasportare, sono sempre più leggero, qualcuno mi chiede insistentemente di dargli una penna che ho in mano, penso voglia trattenermi, ma quando gli lascio la penna, semplicemente la prende e se ne va. Qui inizio a fluttuare, svolazzo un po' per la sala, poi esco dalla finestra e salgo verso l'alto. Si oscura tutto, sono nel buio totale, mi muovo verso l'alto, poi verso il basso, poi di nuovo verso l'alto e infine atterro immaginando di trovare un pavimento sotto i piedi e così è. Tocco di fronte a me un muro immaginario, il quale così facendo si materializza, la vista si attiva e mi stabilizzo in un nuovo ambiente. Mi trovo in un angolo di un vicolo, c'è un piccolo davanzale concavo sul muro di fronte a me, pieno di sporcizia e ragnatele. Vedo chiaramente una ragnatela in un angolo, infilo le dita nella concavità e sento la sporcizia e la polvere su di esse. Mi pulisco subito le dita e mi guardo entrambe le mani, sono perfettamente reali ma la pelle è molto screpolata sui palmi, come corrosa dall'utilizzo prolungato di un qualche prodotto per le pulizie. Esco dal vicolo e mi trovo su un'ampia strada di un città. Alla mia destra c'è un locale, forse un ristorante, e sulla vetrina ci sono attaccati dei fogli con annunci pubblicitari e numeri di telefono fisso che iniziano tutti col prefisso 06. Capisco dunque di essere a Roma, o comunque in provincia di Roma. I numeri ad una seconda occhiata si modificano leggermente ad eccezione dei prefissi che restano 06. Vedo un cartello grosso sul ciglio dell'ampio marciapiede in cui mi trovo, c'è scritto via Ostia Mare. Ci sono altri cartelli che indicano direzioni in cui si trovano vari luoghi della città forse o al di fuori di essa. Ora arriva un tizio alto e grosso e anche un po' grasso che in forte accento romanesco mi chiede dove siamo. Gli rispondo usando il suo stesso gergo che non ne ho idea. Lui insiste, dice che devo saperlo per forza perché sono di qui, al che gli dico che si sta sbagliando, non sono affatto di qui, gli dico che probabilmente siamo a Roma ma non so in che zona. Per giustificare il fatto che non so dove mi trovo gli dico che mi sono svegliato qui ubriaco, non posso certo dirgli che sono un sognatore lucido e che mi sono teletrasportato qui. A questo punto mi lascia stare e se ne va. Vado in strada e raggiungo una grande piazza che mi sembra familiare, forse questo posto esiste nella realtà fisica e ci sono stato, oppure ci sono stato in un altro sogno, chissà...C'è un chiosco forse di gelati o granite da 30-40 metri da me. Mentre cammino per raggiungerlo mi guardo intorno e leggo qualche insegna di negozi ai lati della piazza, che ora però ho dimenticato. Ricordo che una di questa era scritta al contrario, da destra verso sinistra. Raggiungo il chiosco, ora con me il mio amico A.T., lo stesso che ho incontrato all'inizio di questa serie di episodi.Perdo parzialmente lucidità, chiedo una granita al cocco, il mio gusto di granita preferito che prendo sempre l'estate al chiosco di granite della mia città. Una ragazza inizia a prepararla e qui mi viene in mente di specificare che voglio una granita naturale, non una grattachecca. A questo punto la ragazza disfa quello che stava facendo ed esegue la mia richiesta. Mi scuso per non aver specificato subito e lei, con molta gentilezza, mi dice di non preoccuparmi. Vedo che mette delle fettine di cocco tagliate lunghe e sottili su una coppetta che alla fine risulta riempita di una sostanza bianca cremosa che di certo non è granita. Non sembra essere nemmeno gelato, assomiglia più ad un frozen yogurt. Paghiamo e ce ne andiamo, lo yogurt è piuttosto insipido, a quanto pare è yogurt bianco senza zucchero. Trovo un giornale su un tavolino, leggo il titolo in alto al centro "Sogno brutto". Penso si riferisca ad un qualche incubo ma non capisco il perché di un titolo del genere. Mi viene in mente uno dei miei obbiettivi lasciati in sospeso, un esperimento che consiste nell'ottenere informazioni su eventi futuri attraverso notizie sul giornale, da verificare poi nella veglia. Ho notato infatti che nei lucidi riesco a leggere chiaramente date, titoli e anche alcuni spezzoni di articoli su questi quotidiani. Leggo alcune notizie, sono quasi tutte notizie sportive, soprattutto calcistiche, ciò credo sia dovuto in parte al fatto che quando ero piccolo e non avevo internet gli unici quotidiani che leggevo erano quelli sportivi. Oltre a questo ovviamente c'è l'influenza che il calcio ha avuto ed ha tuttora, seppur in misura decisamente minore rispetto a prima, sulla mia vita. Rimango a sfogliare il giornale per diversi minuti, finché non sento che sto esaurendo l'energia e decido di svegliarmi volontariamente per non rischiare di ritrovarmi in un sogno normale e dimenticare parte di questa esperienza.

8 marzo 2020

Sogno lucido ore 5.45-6.45

Sono a casa nel seminterrato, disorientato, prendo gradualmente lucidità, sento vibrazioni forti, ronzio all'orecchio, forse si tratta di una zanzara. Vado di sopra, mi lancio contro il portone e sono nel buio totale, vado verso l'alto ma non riesco a muovermi liberamente stavolta. Le vibrazioni aumentano e mi ritrovo nel letto in paralisi, aumentano ancora ed inizio a sentire la pressione nella testa sempre più forte. Stavolta però non mi faccio spaventare dal quasi dolore e mi alzo dal letto e rapidamente vado di sopra. Qui vedo i miei nonni sul divano e li saluto con un cenno della mano. Esco dal portone ed incontro il cane di mia nonna, che pochi giorni fa è deceduto (era anziano e malato da tempo). Mi rendo conto che è la prima volta che lo incontro in sogno da quando è morto. Lo accarezzo e gli chiedo come sta adesso, non mi risponde a parole ma lo vedo sofferente, emette i suoi soliti gemiti. Penso allora che stia male perché non trova i miei nonni, così apro il portone e lo faccio entrare. Appena li vede corre verso di loro che lo accolgono sorridenti, non sembrano tuttavia sorpresi della sua presenza, evidentemente non si ricordano che è morto.
15 marzo 2020

Serie di lucidi/OBE ore 5.00-7.00

Episodio 1: mi sveglio in paralisi con la pressione nella testa, mi alzo e vado velocemente di sopra. Esco dal portone e raggiungo il cancelletto. Qui sono ancora al buio, la vista non si è ancora attivata. Premo il pulsante sul muro per aprire il cancelletto e la vista si attiva. Esco e chiudo il cancello, per stabilizzare strofino le mani sulle sbarre e spingo il cancello più volte come per aprirlo. Il cancello non si apre, reagisce esattamente come fa nella realtà fisica, segno di ottima stabilità.Mi incammino lungo la strada e per aumentare la lucidità richiamo alla mente nozioni della veglia come "che giorno è oggi", "cosa ho fato ieri". La data è giusta, tuttavia confondo quello che ho fatto ieri con dei sogni fatti stanotte nelle prime ore di sonno. Ora lo scenario intorno a me è cambiato, sento delle voci femminili che chiacchierano, entro in un palazzo e prendo l'ascensore. Premo il tasto col numero 6, che dovrebbe essere l'ultimo piano, l'ascensore inizia a salire ma anche a restringersi, cosa già accaduta altre volte. Lo faccio fermare ed esco, mi trovo in una sala piena di tavoli con roba varia esposta in vendita, tra cui anche cose da mangiare e da bere. Dietro ai tavoli delle persone presentano i prodotti, alcuni sono vestiti in maniera insolita, che non riesco a ricondurre alla moda di nessun'epoca passata. Mi fermo ad un tavolo dove un signore sui 50 presente ai clienti un bicchiere o calice contenente un liquido blu. Lo chiama "Giaccappotto". Lo assaggio, è leggermente dolce ma non particolarmente saporito. Mi faccio un giro tenendo il bicchiere in mano e dando qualche altro sorso, poi lo riappoggio sul tavolo. Esco e qui il ricordo si fa vago. Ricordo che ad un certo punto sto per entrare in un altro ascensore ma un ragazzino mi segue ed entra anche lui. Premo un tasto per salire e lo scenario si deforma tanto che davanti a me vedo l'interno di un treno in corsa, pur non percependomi però all'interno del treno stesso. Poco dopo mi sveglio, sono sdraiato supino, mi giro sul fianco destro e poco dopo mi riaddormento.

Episodio 2: riprendo a sognare, mi trovo insieme a qualcuno, non ricordo chi fosse. Siamo a bordo di un mezzo di trasporto guidato da una terza persona che ho l'impressione che sia una donna. Una distesa d'acqua in lontananza, che lì per lì mi sembra un lago, attira la mia attenzione. Scendo dal mezzo e vado in quella direzione, nel frattempo acquisisco lucidità. Più mi avvicino e più sembra essere il mare anziché un lago. Raggiungo un'ampia piazza fatta di sampietrini e per stabilizzare sfioro con la mano un muretto alla mia destra. Sento chiaramente il rumore delle mie scarpe sui sampietrini come se avessi della sabbia o terra attaccata sotto le suole che fanno un leggero attrito con il suolo. Leggo qualche insegna di negozi, poi torno a guardare verso il mare e vedo che si è allontanato, ma come ? Un attimo fa ero quasi arrivato ! Raggiungo comunque il lungomare, ora è notte, c'è un locale pieno di gente sulla destra, ed anche in spiaggia ci sono tavoli con gente a mangiare e bere, deve essere il ristorante dello stabilimento balneare. Entro nel locale sul lungomare, c'è una musica latino-americana, il tipico tormentone estivo. Salgo una scala a chiocciola, capisco che si tratta di una discoteca a più piani. E' pieno di gente che balla e si diverte, vedo diverse ragazze, alcune di esse decisamente attraenti. Alcune di queste hanno un look piuttosto stravagante, ricordo una ragazza con lunghi capelli sparati dritti verso l'alto.Vedo una ragazza mora carina e mi metto a ballare con lei, la mia lucidità, già bassa, viene meno ulteriormente ed il sogno si deforma. Poco dopo torno in me e riparto per la mia strada, devo uscire da qui ma l'ambiente si sta dissolvendo, temo di essere vicino al risveglio. Riesco però a mantenere lo scenario, apro una porta e mi trovo in uno stanzino minuscolo con altre due porte. Le apro entrambe, poi scelgo quella di sinistra e mi ritrovo in un ascensore. Premo un pulsantino dando il comando mentale di salire. L'ascensore sale e dopo qualche secondo lo faccio fermare ed esco. Mi trovo in un luogo desolato, tra le macerie, in sottofondo si sente il coro della messa, deve esserci una chiesa nelle vicinanze che però da dove sono io ora non si vede. C'è qualcuno con me, uno di quegli accompagnatori che rimangono fuori dal campo visivo e dei quali sento solo la presenza e la voce. Giro un angolo e vedo una schiera di edifici di 3 o 4 piani piuttosto vecchi, di almeno un secolo fa, forse anche qualcosa di più. Pensavo di cambiare nuovamente scenario usando un altro ascensore ma dubito che in quegli edifici possa essercene uno. Vedo passare una ragazza campagnola che assomiglia molto all'attrice Alessandra Mastronardi. Indossa abiti tipo anni '40 e poco dopo un ragazzo, anche lui in abiti da contadino di quell'epoca. Io e il mio accompagnatore entriamo in uno di questi edifici e la ragazza ci segue. Ora ha cambiato aspetto però, inizia a parlare, si lamenta del fatto che ha la nomina di essere una ragazza di facili costumi e che i ragazzi del posto se ne approfittano e poco dopo è sdraiata sul letto nuda e tenta di sedurmi. Le dico che non sono qui per questo e scherzo dicendo che se vuole c'è il mio accompagnatore che è disponibile. Le dico che sono un esploratore e viaggiatore temporale e lei si mette a ridere. Le dico che non sto scherzando, siamo viaggiatori temporali e siamo giunti qui per caso, nel frattempo la ragazza si è trasformata in Pinocchio. Gli spiego che viaggiamo nel tempo attraverso il mondo onirico e lui sembra capire ora e accettare la cosa. Ora devo andare, devo prendere un altro ascensore per recarmi altrove ma qui mi sveglio di colpo.

19 marzo 2020

Serie di lucidi/OBE ore 6.00-7.10

Episodio 1: assisto ad un'ipnagogica intensa nella quale si vede il viale principale della mia città affollato di notte, entro gradualmente nella scena. Sempre gradualmente prendo lucidità e mi stabilizzo nello scenario. Cammino in mezzo alla gente lungo il marciapiede in direzione del mare, osservo i volti di alcune persone, sono estremamente reali. Noto in particolare una bella ragazza alta. Proseguo fino alla fine del viale, arrivo nella piazza principale, voglio raggiungere il lungomare ma vedo che al di là della piazza è tutto buio, i lampioni sono tutti spenti, e non ci sono luci nemmeno dai palazzi circostanti, deve esserci un black-out circoscritto in quella zona. Mi trovo dunque costretto a tornare indietro, qui però si oscura tutto, cerco di teletrasportarmi da qualche parte senza passare per la paralisi, sfrego le mani per terra aspettandomi di sentire l'asfalto invece trovo una superficie liscia. Ho un attimo di indecisione in cui penso a diverse destinazioni, tra cui la spiaggia, ma mi risulta troppo complicato richiamare la sensazione della sabbia al tatto in questo momento. Torno dunque a sfregare le mani per terra ma pare sia troppo tardi, mi ritrovo infatti in paralisi sul letto.
Episodio 2: non ricordo se questo episodio prosegue da quello precedente o se avviene dopo altri episodi. Comunque ad un certo punto scendo dal letto e la vista è già attiva. Esco dalla mia stanza, sono a casa mia nel seminterrato, le immagini dapprima traballano un po', poi si stabilizzano. Il salotto è molto più vuoto e rispetto a come è attualmente nella realtà fisica e le pareti sono bianche e spoglie. L'atmosfera comunque è tranquilla e serena, anche grazie alla piacevole luce solare che filtra dalle finestre. Apro il frigorifero e con mia sorpresa ci trovo un ulteriore sportello bianco, apro anche questo e per fortuna è l'ultimo. Vedo che ci sono diversi barattoli iniziati di cibi di vario genere. Ne prendo uno che contiene una sostanza gelatinosa gialla ed ha sull'etichetta delle banane, potrebbe trattarsi di confettura di banane. Ne prendo un po' con le dita e la assaggio, ma è piuttosto insipida. C'è anche una merendina che ricorda vagamente la Fiesta, la prendo e chiudo il frigorifero. Ora voglio uscire, potrei salire le scale ma vedo che c'è un'apertura nel muro che nella realtà fisica separa la sala dal garage e che qui invece conduce verso l'esterno. A quanto pare non sono più a casa mia, esco da questa apertura e mi ritrovo su uno stretto sentiero di terra e sterpaglie che sembra girare intorno alla casa. Prendo una direzione, non vedo nessuno nei paraggi, chiedo allora ad alta voce se c'è qualcuno ma non ottengo risposta. Percorro l'ultimo tratto che è in salita e raggiungo un tratto asfaltato o cementato, a quanto pare la casa si trovo sotto il livello della strada. Davanti a me vedo un campo di calcio in erba sintetica al di là di una recinzione. Capisco di trovarmi in un centro sportivo. L'ambiente è estremamente stabile e reale, indistinguibile dalla realtà fisica. Vedo passare un ragazzo sui 15-16 anni che indossa una divisa da calcio di colore granata o amaranto. Si dirige verso il campo venendo all'incirca dalla direzione in cui si trova la casa da cui sono uscito. Lo fermo e gli chiedo dove ci troviamo, mi dice il nome della città o cittadina ma purtroppo l'ho dimenticato, ricordo solo che iniziava per V. Gli chiedo dove si trova esattamente e lui, un po' indeciso, risponde << boh, forse in Piemonte >>. Gli chiedo poi come sono arrivato qui e lui scrolla le spalle, non ne ha idea, gli chiedo se per caso sono un suo compagno di squadra e lui risponde << no, no >> stavolta perfettamente sicuro della risposta. Ora incontro un altro ragazzo che indossa la stessa divisa del primo, più basso e forse più giovane, almeno in apparenza. Lo fermo chiedendogli di poter leggere la scritta sulla sua maglia, sul lato sinistro del petto, c'è scritto Rubon, potrebbe essere il nome della squadra. Mi avvicino alla recinzione, ci sono dei giovani giocatori che fanno riscaldamento in campo, questi indossano una maglia bianca e calzoncini mi pare blu. Sulla maglia, sempre sul lato sinistro del petto, vedo uno stemma che a vederlo da qui mi sembra quello del principale club calcistico della mia città, ma non ne sono sicuro dato che non lo vedo bene. Mi si affiancano altri ragazzi sempre di quell'età, i quali si fermano ad assistere al riscaldamento, indossano una divisa nera o forse blu scura, dunque si tratta di un terza squadra. Si tratta forse di un torneo giovanile, a quanto pare questi ragazzi sono qui in attesa della loro partita che si svolgerà dopo questa. Chiedo ad uno di loro come si chiama la loro squadra, mi risponde una parola lunga che termina sicuramente con "...lese" qualcosa tipo "...cercolese", ma era un nome pià lungo, di almeno sei sillabe. Qui lo scenario crolla...

Episodio 3: mi trovo in un luogo estremamente stabile e reale, come quello dell'episodio precedente. Ci sono dei campi di calcetto recintati, un altro centro sportivo dunque. Leggo su un cartello attaccato ad un cancello del centro sportivo la scritta "Bangladesh" e in particolare mi balza all'occhio la mascotte dei mondiali Francia '98. A quanto pare mi trovo nel passato, in Bangladesh alla fine degli anni '90. Poco dopo infatti incontro degli uomini che giocano a pallone nell'area esterna ai campetti, hanno tutti una fisionomia tipica della gente di quell'area geografica. Chiedo ad uno di loro dove ci troviamo, "Yesta" mi risponde. Percorro un tratto e guardandomi intorno vedo alla mia sinistra immensi campi di sterpaglie con alberi in lontananza. Raggiungo una strada asfaltata extraurbana, non ci sono edifici nelle vicinanze. Faccio un pezzo di strada, vedo dei cartelli con scritte in lingua sconosciuta ma in caratteri latini. Giro un angolo e incontro due ragazze occidentali che camminano.Mi fermo a parlare con loro ma il ricordo è vago. Poco dopo mi trovo in paralisi con l'entità sopra di me ad opprimermi. Mantengo la calma e le dico che se vuole possiamo uscire a fare una passeggiata e una chiacchierata, lei però non risponde e continua con le sue manovre provocatorie ed intimidatorie. Io resto perlopiù immobile, a tratti provo a fare qualche movimento per vedere se ho ottenuto il controllo del corpo onirico e se è dunque il momento di eseguire il distacco. Qui accade qualcosa di mai visto, almeno che io ricordi. Mia madre entra nella mia stanza e, dato che l'entità è già qui a tormentarmi, in un primo momento penso sia veramente lei che è entrata nella mia stanza nella realtà fisica. Tuttavia rimango in paralisi, perciò capisco che non può essere lei, si tratta del personaggio onirico di mia madre. Di solito tale personaggio coincide con l'entità che ora però è già all'opera, sono confuso, non mi era mai capitato e non so come interpretare la cosa. In ogni caso non modifico il mio atteggiamento, continuo a rimanere calmo e ad invitare l'entità, o meglio, le entità a seguirmi fuori per una chiacchierata. Dopo un po' riesco a liberarmi e scendo dal letto. Vado di sopra di corsa poiché sento ancora la presenza dell'entità alle mie spalle. Esco in strada con l'entità che mi tiene per le braccia. Io però proseguo tranquillamente, consapevole che più mi allontano da casa più il suo effetto su di me si attenuerà. Provo ancora a parlarle ma proprio non ne vuole sapere. Fa un ultimo tentativo di strattonarmi e riportarmi in paralisi ma ormai è troppo debole e per liberarmene definitivamente la spingo via. Senza volerlo però uso troppa forza e finisco per scaraventarla contro il cancello di una villetta. Mi scuso con l'entità dicendole che non avevo intenzione di lanciarla così forte. Ora comunque si è ridotta ad un oggetto indefinito e inanimato per terra. Proseguo e mi ritrovo a passare per uno stretto tunnel in salita, la mia lucidità è piuttosto bassa in questo momento e mi arrivano pensieri confusi e negativi che comunque riesco con un po' di sforzo ad ignorare.

20 marzo 2020

Lucido/OBE ore 6.45-7.30

Mi ritrovo in paralisi e scendo dal letto. Esco di casa, sono semi abbagliato dalla luce del sole, e capisco che è così perché nella realtà fisica in questo momento è già giorno e la poca luce che entra dalla finestra si riflette nell'ambiente onirico. Per isolarmi totalmente dagli stimoli esterni devo allontanarmi il più possibile da casa, così esco dal giardino passando per una grossa apertura sul muro di recinzione e poi inizio a correre. Man mano che avanzo la luce si riduce, l'ambiente si stabilizza e diventa più reale e concreto. C'è un bel po' di gente, decisamente più di quanta ce ne sia di solito in questa zona. Mentre corro passo mi diverto a fare lo slalom tra i vari gruppetti di persone, loro sembrano non vedermi perché non hanno particolari reazioni. Raggiungo la via che fiancheggia la ferrovia e arrivato nei pressi del sottopassaggio mi accorgo che la sua entrata è sprovvista di copertura ma soprattutto vedo che poco più in là invece della ferrovia e c'è una spiaggia e il mare. Sono piacevolmente sorpreso da questa vista e sono inizialmente tentato di andare a farmi un bagno. Resisto però alla tentazione, devo portare avanti il mio programma, ovvero tornare nella città in cui sono stato nell'esperienza di ieri mattina ed esplorarla meglio. Entro dunque in una palazzina, preceduto da una ragazza. Vedo subito alla mia destra dei bagni, penso che andranno bene, lì farò diventare degli ascensori una volta dentro. Entro in uno di questi piccoli bagni, chiudo la porta e do il comando di salire. Dopo un po' ordino di fermarsi e premo un pulsante per aiutarmi. L'ascensore si ferma ed esco, mi trovo in un luogo chiuso, una piccola sala con pareti chiare e spoglie, forse una sala d'attesa di non so cosa.Un istante dopo che sono entrato, qualcuno o qualcosa alle mie spalle mi colpisce facendomi svenire. Si oscura tutto e poco dopo mi ritrovo in uno stato confusionale con scene confuse che si alternano e si sovrappongono. Mi arrivano pensieri negativi, come se qualcuno me li stesse inviando per spaventarmi. Mi arriva un'immagine in cui sono legato ad una sedia con le ruote spinta da una o due persone, ho l'impressione che si tratti di una sorta di istituto psichiatrico in cui fanno esperimenti illegali sui pazienti. Il sogno continua facendosi sempre più confuso e grottesco finché non mi sveglio in un sussulto.

22 marzo 2020

Serie di lucidi/OBE ore 6.00-7.10

Episodio 1: mi sveglio in paralisi, sento ondate di energia sul mio corpo come se qualche entità mi stesse facendo una sorta di massaggio. Ogni tanto in alcuni punti sento una pressione un po' più forte ma mai dolorosa. Al momento giusto mi alzo dal letto ed esco di casa, stabilizzo e richiamo alla mente nozioni della vita di veglia, ricordo perfettamente che giorno è oggi e cosa ho fatto ieri. Devo raggiungere la città dell'esperienza di 3 giorni fa, quella col nome che iniziava per V, e che ho dimenticato. D'ora in avanti la chiamerò la città del Rubon, essendo questo l'unico nome che ricordo per intero (il nome di una delle squadre di calcio presenti al centro sportivo). Provo a saltare per volare ma al primo tentativo ricado a terra, al secondo mi concentro meglio e rimango sospeso in levitazione. Poco dopo però lo scenario crolla, mi ritrovo nel buio totale e tento di teletrasportarmi nella suddetta città immaginando di afferrare la recinzione del campo. Qui però mi percepisco già parzialmente sul letto e poco dopo mi sveglio.Resto comunque immobile in posizione supina e mi riaddormento.

Episodio 2: esco di casa e raggiungo il cancelletto, qui accade qualcosa di insolito, non trovo il pulsante sul muro, poi scopro che è coperto da qualcosa. Stacco quella cosa che copre il pulsante e vedo che è rotto, il tasto è quasi staccato, è appeso ad un filo e sporge in fuori, ovviamente non funziona. Provo a tirare il cancello ma niente da fare, non si apre, è tutto molto stabile dunque reagisce esattamente come farebbe nella realtà fisica. Ovviamente non riesco nemmeno ad attraversarlo, provo infatti a buttarmi di fianco ma ci sbatto contro, la cosa mi piace perché è segno di grande stabilità. Spesso infatti quando si prova a stabilizzare intenzionalmente non si riesce a farlo così bene. Alla fine riesco ad aprirlo grazie ad una sorta di "bug" del sogno, un gancetto nella serratura che tiro e il cancello si apre. Esco in strada e qui la mia lucidità cala notevolmente. Entro in una casa vicina con l'intenzione di usarla come passaggio dimensionale ma qui incontro due amici e mi perdo a chiacchierare con uno di loro. A quanto pare in questa realtà abitano nella stessa casa con le loro rispettive ragazze ed anche un altra coppia di loro amici che non conosco. Dopo un po' mi ricordo quello che era il mio obbiettivo, saluto il mio amico ed esco da una porta. Attraversando la porta avverto un chiaro cambio di livello, ora infatti tutto è molto più reale e stabile. Sono in luogo chiuso privo di mobili e di qualsiasi arredamento, ci sono solo delle palle da biliardo sparse sul pavimento. Ne prendo una e la faccio cadere da circa un metro di altezza per verificare il funzionamento della gravità in questo ambiente. L'effetto risulta del tutto coerente con le leggi fisiche che conosciamo. Dopo un po' l'ambiente inizia a vacillare, esco da una porta e una volta fuori lo scenario si fa confuso e fumoso, forse ho perso troppo tempo in questa stanza e la mia energia si è un po' ridotta.

Episodio 3: sbuco in un ambiente esterno di giorno, vedo dall'alto uno stadio, sulle tribune o forse sul campo di gioco c'è una grossa scritta: "FORZA BARCA". Inizio a scendere ed ora mi trovo sulle tribune dello stadio, proseguo e mi trovo in un ambiente completamente diverso che ricorda in parte una zona della mia città non molto distante da casa mia. C'è parecchia gente che osserva qualcosa che sta accadendo a distanza, un punto in cui c'è un assembramento di persone, tra le quali mi sembra di vedere forze dell'ordine e giornalisti, qualcosa mi dice che si tratti di una scena del crimine. Mi avvicino e qualcuno da dietro mi grida di fermarmi, mi dice che non si può andare lì. Io però lo ignoro e dico, non so perché in inglese, "io vado dove mi pare". Ora sonoa pochi metri dalla presunta scena del crimine, vedo poliziotti, giornalisti e anche semplici curiosi, dunque non era poi così proibito avvicinarsi. Al di là di questo assembramento di gente c'è una strada ed al di là di essa vedo numerosi edifici con negozi e locali. E' lì che voglio andare ma una donna mi ferma dicendomi che non posso passare di qui, devo fare il giro. Io, che nel frattempo ho perso parzialmente lucidità, le do retta e prendo una stradina che gira intorno a dei vecchi edifici alla mia sinistra. Ovviamente finisco per perdermi sbucando in un luogo completamente diverso da quello che volevo raggiungere, avrei dovuto ignorare quella donna e attraversare quella strada.

Episodio 4: mi alzo dal letto e la vista è già attiva. Riprendo l'obbiettivo originale di questa serie di esperienze, ovvero quello di raggiungere la città del Rubon. La situazione mi sembra propizia in quanto mi trovo in condizioni simili a quelle dell'esperienza in cui mi sono poi ritrovato in tale città. Sono infatti a casa mia nel seminterrato di giorno, con la vista già attiva, e ambiente abbastanza stabile. Quella volta mi ero per prima cosa diretto in cucina ed avevo aperto il frigorifero, così decido di fare la stessa cosa. Stavolta però il frigorifero si trova nella vecchia posizione ed è anche pieno di roba invitante. Prendo uno yogurt al gusto cioccolato e vaniglia, lo apro e vedo che è di colore bianco con qualche macchietta marrone qua e là, a quanto pare di cioccolato ce ne è ben poco. Lo assaggio comunque e con mia sorpresa il sapore è davvero buono e intenso, non sa né di vaniglia né di cioccolato, a dire il vero non sono in grado di descriverlo perché non assomiglia a nulla che abbia già assaggiato. Vado in garage mentre continuo a mangiare questo yogurt eccezionale, è così buono e le sensazione sono così intense che non riesco a resistere, pur sapendo che ciò mi porterà a perdere lucidità e concentrazione.Infatti poco dopo il sogno si deforma e la mia lucidità cala notevolmente. Continuo a sognare ancora per un po' trovandomi in situazioni confuse e con la lucidità che va e viene.


25 marzo 2020

Lucido/OBE ore 4.30-5.30

Mi trovo in paralisi in uno stato confusionale. Percepisco presenze e sensazioni negative che, complice il mio stato confusionale, dovuto anche al fatto che sono ancora nelle prime ore di sonno, mi scoraggiano nell'eseguire il distacco. L'istinto infatti è quello di uscire dalla paralisi e svegliarmi e così provo a fare. Poi però inizio a prendere lucidità e anche se ho ancora paura un po' paura decido di affrontare la situazione. Al momento giusto eseguo il distacco, scendo dal letto ed esco dalla mia stanza. Cammino lentamente, la vista è già attiva ma essendo notte è tutto buio, intravedo appena intorno a me. Esco dal portone e mentre scendo le scale che portano al vialetto sento una presenza e una voce maligna che in tono minaccioso e accento romanesco mi dice "se vedemo dopo", accompagnato da un rote di negatività che mi fa rabbrividire. L'inquietudine mi spinge ad allontanarmi in fretta di casa, così mi fiondo contro il cancelletto di fianco attraversando con un lievissimo attrito. Inizio a correre per la strada a gran velocità, voglio allontanarmi il prima possibile per evitare spiacevoli sorprese. Mentre corro mi vengono strani pensieri in mente, condizionati dalla negatività che mi circonda. Arrivo ai giardinetti della stazione, incontro delle persone, tra cui un amico, perdo lucidità e mi metto a passeggiare e chiacchierare con lui. Più avanti sono in un luogo chiuso, forse un centro commerciale ed il mio amico viene sostituito da un altro amico, poi si aggiungono altri amici e continuo a sognare normalmente per un po'. Tra le varie cose che accadono, mi rimane impressa una frase almeno apparentemente senza senso pronunciata da un amico deceduto alcuni anni fa: "il baleno non è un virus". Chissà cosa avrà voluto dire.

OBE ore 4.30-5.430

Mi trovo di nuovo in paralisi ancora una volta avvolto in un'aura di negatività. Mi alzo, esco dalla stanza ma non ho il pieno controllo del mio corpo onirico, forse fluttuo a mezz'aria ma vengo tirato indietro da una forza invisibile. Mi ritrovo nel corpo...non ricordo poi cosa succede.

Lucido/OBE ore 6.00-7.10

Mi trovo davanti casa già lucido e mi incammino lungo la via che inizia di fronte al cancello. La mia lucidità aumenta, cammino lentamente, l'ambiente è molto stabile, lo stabilizzo ulteriormente,mi guardo intorno, mi volto anche a guardare indietro. Leggo il cartello della via, ne trovo poi altri lungo la strada, vedo persone affacciate ai balconi delle case o nei giardini delle stesse. Raggiungo la via che fiancheggia la ferrovia, vedo che ci sono delle bancarelle e mi metto a correre per raggiungerle più in fretta. Mi fermo alla prima bancarella alla mia destra dove ci sono in vendita dei libri e fumetti, mentre sulla sinistra ce n'è una con gadget e action figure di varie dimensioni perlopiù di Dragon Ball. Per prima cosa vedo delle scatolette con la scritta "Dragon Ball GT" con l'immagine di Goku bambino con la divisa da combattimento blu e gialla che indossa in quella serie ed altri due personaggi tra i quali uno dalla pelle celeste che dà l'idea di essere un cattivo che però non riconosco. Ora vedo dei pupazzetti sempre di Dragon Ball ma fatti piuttosto male, imitazioni malriuscite delle action figure originali. Vedo poi delle grosse scatole raffiguranti personaggi vari sempre nello stile degli anime. Esco dall'area delle bancarelle e mi ritrovo in un'altra città. A giudicare dagli edifici sembra trattarsi del centro storico di una qualche città italiana, è giorno ed è pieno di gente. Una voce disincarnata mi incoraggia ad ottenere informazioni. Vedo un signore alto sulla settantina, lo fermo e gli chiedo se sa dirmi che città è questa. Lui sembra non capire la mia domanda, ha un attimo di incertezza, poi si rivolge a qualcuno alle sue spalle, forse gli rigira la mia domanda. Torna poi a voltarsi verso di me
e mi dà la risposta: "Sorrento". Proseguo e cerco altre persone a cui fare domande. Vedo una coppia di giovani fidanzati appoggiati ad un muro, un ragazzo e una ragazza mora molto carina sui 16-18 anni. Mi avvicino a loro mentre stanno abbracciati a baciarsi e chiedo loro se posso fare qualche domanda.
La ragazza mi risponde in malo modo e con atteggiamento quasi mafioso, dicendomi di lasciar perdere, altrimenti qualcuno potrebbe picchiarmi. Capisco di aver sbagliato ad interagire con loro mentre erano in intimità, tuttavia la reazione della ragazza mi sembra eccessiva e mi infastidisce molto. Non sopporto certi atteggiamenti e, complice un calo di lucidità, reagisco rispondendo per le rime, dicendo che non ho paura di nessuno e che mi mandi pure qualcuno contro. Non è da me abboccare a certe provocazioni,comunque prima che la situazione degeneri torno in me e mi allontano. Incontro ora un ragazzo che indossa un maglione chiaro tipo beige. Gli chiedo se posso fargli alcune domande, lui non risponde verbalmente ma non sembra avere nulla in contrario. Mi presento dicendo il mio nome e cognome e che sono un viaggiatore ed esploratore, un onironauta. Chiama un suo amico che sta passando proprio in questo momento e gli dice che sono un onironauta. Da ciò capisco che anche questo suo amico è un onironauta o aspirante tale. L'amico ci raggiunge e con un'aria un po' scettica mi dice << quindi sei un onironauta ? >> Glielo confermo, poi mi chiede << da quanti anni fai sogni lucidi ? >> Ci penso un attimo e gli rispondo che ho iniziato nel 2012, quindi sono quasi 8 anni. Lui ha una strana reazione ed in tono molto frustrato dice che lui sono due anni che ci prova senza risultati, poi esce da una porticina (ora siamo al chiuso) e la chiude sbattendola con rabbia. Scambio due parole col primo ragazzo a proposito di sogni lucidi e tecniche per indurli. Devo ancora fargli le mie domande ma ora si distrare a parlare col suo amico che nel frattempo è rientrato e sembra essersi calmato. Gli dico che il mio tempo qui è limitato e chè già parecchio che sono qui, in effetti questa esperienza prosegue da un bel po', sto mantenendo la lucidità da un tempo piuttosto lungo. Insisto ancora un po' per richiamare la sua attenzione, gli chiedo come si chiama questo posto ma non risponde, quasi mi ignora. << Sei di qui ?>> gli chiedo, << certo che sono di qui ! >> mi risponde lui.A questo punto però la mia lucidità inizia a vacillare e dimentico le altre domande che dovevo fare. Lo scenario poi cambia, mi ritrovo in una grande sala piena di gente seduta a dei banchi, il ricordo però è vago e probabilmente l'esperienza si interrompe qui.

26 marzo 2020

Serie di lucidi ore 6.00-8.10

Ho avuto una serie di episodi più o meno lucidi di cui ho ricordi frammentati che descriverò qui in ordine non cronologico.

Episodio 1: non ricordo come mi trovo lucido in una casa che non è la mia, mi alzo da un letto e faccio un giro per la casa. Non è la mia casa della vita della veglia ma la sento in qualche modo mia, come se fosse una vita passata o parallela. Sembra che io viva qui da solo, o almeno in questo momento non ci sono altre persone. Giro un po' e mi guardo un po' intorno. Guardo il mio riflesso allo specchio e mi appare un volto deformato, del tutto irreale. Esploro diverse stanze, in una di queste trovo appesi ai muri dei quadri astratti e fotografie varie, perlopiù di calciatori, tra i quali distinguo chiaramente Alessandro Del Piero. Vedo poi anche diversi stemmi di squadre di calcio, dei quali ricordo un tricolore a forma di scudo blu, bianco e celeste. Esco da questa casa e mi trovo un piccolo pianerottolo in cima ad una rampa di scale.Salgo sulla ringhiera con l'intenzione di saltare e prendere il volo ma ho un calo di lucidità e rimango seduto a cavalcioni sul corrimano a fare niente. Vedo delle persone a distanza forse su un balcone di un'altra abitazione, mi vedono anche loro e sembrano allarmate, forse si chiedono cosa sto facendo seduto qui. Scendo e torno sul pianerottolo, ora mi raggiungono una donna e una bambina, la quale si rivolge a me dicendomi qualcosa del tipo << perché ci tratti così ? >> Mi viene in mente che potrebbero essere mia moglie e mia figlia in questa vita parallela, qualcosa di totalmente estraneo al mio stile di vita, forse per questo evito di interagire con loro. Provo nuovamente a salire sul corrimano per saltare ma la bambina, preoccupata, mi dice di non farlo. Da qui il ricordo si fa vago, forse mi trovo di sotto e tento di prendere il volo da terra.

Episodio 2: sbuco in un bar ed apro il freezer dei gelati confezionati ma poi lo richiudo, non voglio perdermi a mangiare cose gustose che mi distoglierebbero dal mio obbiettivo. Tuttavia la mia lucidità è già bassa e di fatto non ho le idee chiare su ciò che devo fare. Da qui non ricordo altro.

Episodio 3: mi trovo nel buio totale e mi metto a tastare con le mani davanti a me cercando di aggrapparmi a qualcosa di solido per stabilizzarmi in un altro ambiente ma dopo diversi secondi non si materializza nulla nelle mie mani e ciò mi fa salire la frustrazione. Provo allora a battere le mani su un muro immaginario e questo si materializza subito. Mi trovo davanti a questo muro a pochi centimetri da esso ma non ricordo poi come prosegue.

Episodio 4:prendo il volo forse direttamente dal suolo, vado verso l'alto finché non si oscura tutto. A questo punto scendo con l'intenzione di atterrare da qualche parte, batto i piedi e sento il terreno sotto di me. Non ricordo se e cosa compare a questo punto.

Episodio 5: mi trovo in un luogo indefinito, il ricordo è vago e la mia lucidità è bassa. Mi trovo a combattere contro un tizio alto e grosso che ribatte colpo su colpo. Dopo un po' mi rendo conto che non posso sconfiggerlo in una lotta corpo a corpo ma prima che riesca a fare altro mi trovo in paralisi. Compio dei piccoli movimenti aspettando il momento giusto per alzarmi, dopo un po' mi alzo, esco dalla mia stanza e vado al piano di soprama da qui il ricordo sfuma.

27 marzo 2020

Lucido/OBE ore 5.30-6.00

Arrivo a casa, ho delle buste in mano, scendo la rampa del garage e mi fermo per aprire la serranda col telecomando ma questa inizialmente non si apre. Inizio a sospettare di stare sognando, mi volto a guardare verso la strada e leggo il cartello della via che però si trova sul lato opposto della strada rispetto a dove dovrebbe essere. Inoltre la scritta sul cartello è incomprensibile,dunque ho la conferma di essere in un sogno. Nel frattempo la serranda si è alzata, poggio le buste appena dentro il garage e mi appresto a risalire la rampa. Ho ancora qualcosa di piccolo in mano e lo lancio nella busta facendo centro. Salgo la rampa ma mi rendo conto che sono troppo pesante e semi stordito, è tutto ovattato. Decido di uscire dal sogno ed andare in OBE, mi butto dunque contro la parete alla mia destra e mi ritrovo in paralisi sul letto. Prima che io possa eseguire il distacco però la paralisi svanisce e mi sveglio.

Serie di lucidi/OBE ore 6.00-7.30

Prendo lucidità mentre sono a casa al piano terra in una situazione di sogno confuso e ovattato. Vedo il portone e inizio a correre a super velocità approfittando del fatto che al momento ho un corpo molto sottile. Attraverso portone e cancello e raggiungo la strada continuando a correre per alcune decine di metri, dopodiché distendo le braccia in avanti e tutto il mio corpo si allunga e si stira finché non mi trovo nel buio totale. Non ho pensato a nessuna particolare destinazione e forse per questo mi ritrovo alla fine nella mia stanza sul letto, o forse a fluttuare leggermente sopra di esso. Scendo dal letto e rimango un attimo fermo in piedi al centro della mia stanza. Mi sento come avvolto in una sorta di campo magnetico, mi guardo le mani, le intravedo appena nel buio della stanza. Esco dalla stanza, è buio essendo notte ma la vista è attiva ed intravedo quanto basta per evitare gli ostacoli. Esco di casa, vedo delle persone alla mia sinistra che parlano tra loro. Mi incammino lungo la strada, provo a correre ma sono pesante, sono troppo pesante a dire il vero anche per camminare. Mi concentro un attimo e riesco a prendere il controllo del mio corpo onirico, ora riesco a correre tranquillamente. Torno poi a camminare cercando di concentrarmi sull'ambiente circostante, mi trovo a passare in un tratto con delle piante che invadono parzialmente la strada, le sento chiaramente al tatto sia toccandole con le mani che urtandole col corpo mentre cammino. Nel frattempo lo scenario si è modificato, giro un angolo e vedo una schiera di tavoli all'aperto con gente seduta a mangiare. Ci passo vicino ma non mi fermo, non posso farmi distrarre, devo portare avanti il mio piano. Esco dall'area del ristorante passando accanto ad un omone pelato alto e grosso, un vero armadio ! Temo che possa rivelarsi ostile, in tal caso difficilmente riuscirei a sfuggirgli. Intraprendere una lotta corpo a corpo con lui non sarebbe una buona idea, inoltre è troppo vicino e non farei in tempo a scappare e probabilmente neanche a smaterializzarmi. Tuttavia inizialmente mi ignora, in me però rimane il timore che possa seguirmi e infatti poco dopo mi raggiunge. Per fortuna non ha cattive intenzioni, vuole solo mettermi una specie di bracciale al polso, credo serva nel caso debba rientrare nel locale, tuttavia non capisco come mai non si sia chiesto perché non lo avessi già. Io comunque non ho intenzione di rientrare, proseguo per la mia strada ma incontro un vecchio amico, M.S. che non vedo da parecchio tempo. Mi faccio distrarre e perdo lucidità, proseguo la strada insieme a lui e parliamo a lungo, mi racconta delle cose della sua vita.

28 marzo 2020

Serie di lucidi/OBE ore 6.15-7.40

Episodio 1: prendo lucidità, non ricordo dove e in quali circostanze, mi sento ovattato, come se avessi la testa dentro una sfera di vetro, decido dunque di uscire dal sogno ed andare in OBE.
Episodio 2: mi trovo in paralisi e mi rotolo giù dal letto, sono sdraiato per terra e sento il freddo del pavimento sulla pelle. Mi alzo in piedi, rimango nella mia stanza e mi concentro per levitare. Mi sollevo da terra ed inizio a svolazzare per la stanza ma è ancora tutto buio. Ad un certo punto inizio ad intravedere appena le mie mani e l'armadio. Esco dalla stanza sempre svolazzando, vado in salotto e a tratti per una frazione di secondo la vista si attiva per poi disattivarsi di nuovo. Ora è di nuovo tutto buio e sono anche in uno stato confusionale, poi ad un certo punto la vista si attiva e riprendo lucidità. Sono a casa mia nel seminterrato e sto fluttuando a mezz'aria. Vedo tutto molto nitido, al minimo pensiero mi muovo quasi istantaneamente nella direzione richiesta a gran velocità. Metto le mani in avanti per non sbattere contro la parete e farmi male o finire nel blackworld. Mi guardo intorno, credo di star vedendo la mia casa come è attualmente,invece solo dopo una volta sveglio mi renderò conto che non è così. La pittura delle pareti infatti è quella vecchia di cinque anni fa, ma lì per lì non me ne rendo conto, sono sì a casa mia ma nel passato. Vado al piano di sopra e qui invece mi accorgo delle incongruenze tra questo ambiente e quello della realtà fisica. C'è infatti una specie di serranda nel punto in cui dovrebbe esserci la finestra che dà sul giardino. Penso di uscire di casa sempre in volo ma ho un attimo di esitazione e finisco per ritrovarmi di nuovo nel buio, non ricordo poi come continua.

Episodio 3:mi trovo in paralisi con la forte pressione nella testa, scendo dunque dal letto prima che diventi insopportabile, esco di casa e mi stabilizzo solo una volta uscito in strada, sfregando le mani sull'asfalto. La vista si attivama da qui il ricordo sfuma, comunque non credo di essere andato troppo lontano.

Episodio 4:sono in un luogo chiuso e mi ricordo di stare sognando, mi sfrego le mani per stabilizzare, esco da una porta e mi trovo in un punto sopraelevato rispetto alla strada. Salto giù atterrando su un tetto di un edificio basso, poi salto ancora e atterro sulla strada. Cammino e mi guardo intorno osservando i volti estremamente reali e vividi dei passanti. E' una bella giornata di sole e c'è molta gente in giro. Osservo diversi gruppi di ragazzi e ragazze, perlopiù molto giovani, credo tra i 14 e i 16 anni. E' tutto così reale e indistinguibile dalla realtà fisica, inoltre l'aspetto e il look di queste persone è incredibilmente variegato. Ad un certo punto mi trovo a passare in un punto con una maggior concentrazione di persone, tutti adolescenti, ed urto qualcuno per sbaglio ma sembra non accorgersene. Proseguo, cerco qualcuno che si trovi da solo con cui parlare, a cui fare delle specifiche domande, tuttavia continuo a trovare solo gruppi di persone. Ad un certo punto vedo passare una ragazza carina che sembra camminare da sola ma poi qualcuno la raggiunge, segno che non era sola, semplicemente chi la accompagnava era rimasto indietro. Ora mi trovo nei pressi di un lungomare e vedo diverse belle ragazze in costume da bagno, queste ultime però sembrano decisamente più grandi, sopra i 30 anni probabilmente, ma si mantengono in gran forma. Mi avvicino al gruppo ma qui lo scenario si dissolve e forse mi sveglio.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 30/04/2020, 19:56

3 aprile 2020

Lucido/OBE ore 4.45-5.50

Mi sveglio in paralisi nella morsa dell'entità che mi stringe il torace sempre più forte. Mantengo la calma e tento la via del dialogo, << come posso aiutarti ? >> le chiedo, ma non ottengo alcuna risposta. Continuo a dire che ho intenzione di aiutarla se ha bisogno oppure possiamo farci una passeggiata e parlare un po'. Ancora nessuna risposta, ma questo mio atteggiamento amichevole fa sì che l'entità svanisca e che io sia libero di alzarmi. Esco di casa, percepisco ancora un'aura di negatività, provo a correre ma mi sento pesante, proseguo dunque camminando. Mentre cammino sento un insolito rumore continuo, leggermente fastidioso, mi volto e vedo ad alcune decine di metri di distanza lungo la strada un getto d'acqua come di una doccia su un marciapiede, capisco che il rumore proviene da lì. Mi volto di nuovo e proseguo e poco dopo sento che il rumore cambia leggermente, come se qualcuno avesse aumentato la portata del getto. Tutto questo, nel buio e nel silenzio spettrale della notte (non c'è anima viva in giro e come detto sono immerso in un'aura pesante e negativa). Arrivo al sottopassaggio, lo attraverso e raggiungo la via principale della mia città. Qui c'è gente in giro ma è ancora notte, lo scenario è piuttosto confuso e la qualità delle immagini decisamente scarsa. Anche la mia lucidità cala notevolmente e finisco per perdermi in azioni assurde ed inutili.

4 aprile 2020

Lucido/OBE ore 5.30-7.00

Mi sveglio in paralisi e mi rotolo giù dal letto sul pavimento. Mi alzo e mi concentro per levitare, dopo un po' ci riesco e provo ad uscire dalla finestra ma in questo momento non ho un controllo ottimale del mio corpo onirico, il quale non è abbastanza sottile da reagire istantaneamente al pensiero e muoversi a super velocità. Provo più volte ma non arrivo a abbastanza in alto per uscire dalla finestra, nel frattempo vedo mio fratello che dorme e ogni tanto si rigira nel letto, chissà se mi percepisce in qualche modo. Dopo qualche tentativo mi ritrovo sveglio nel corpo fisico nella posizione nella quale mi ero addormentato, ovvero supino. Rimango immobile e quasi subito mi riaddormento e posso fare un altro tentativo. Eseguo il distacco anche stavolta col metodo del rotolamento, mi alzo dal pavimento e provo a levitare con dei saltelli ma stavolta il mio corpo è ancora più denso di prima e non riesco nemmeno a rimanere sospeso a mezz'aria. Esco dunque dalla
mia stanza camminando, vado verso le scale, salgo fino al terzo o quarto gradino e provo a saltare da qui per rimanere poi sospeso a mezz'aria ma forse non ci metto sufficiente convinzione e atterro normalmente. Vado dunque al piano terra e noto che è molto diverso da come è di solito anche nella realtà onirica. Esso infatti si presenta sempre ogni volta sempre diverso nei dettagli ma l'aspetto generale rimane quasi sempre lo stesso e piuttosto simile a quello della realtà fisica, tanto che a primo impatto non mi accorgo delle differenze. Qui invece noto subito che la porta finestra che dà sul balcone è di legno ed è spostata verso l'angolo invece che al centro della parete. La differenza più evidente però è sul lato opposto della sala, qui infatti, invece della parete con i mobili e la TV, vi è una vetrata che dà su una saletta lunga e stretta con tavoli apparecchiati disposti in fila, sembrerebbe un piccolo ristorante. Mentre osservo incuriosito
l'esperienza si interrompe.

5 aprile 2020

Sogno lucido/OBE ore 4.45-5.30

Prendo lucidità mentre sono nella stanza dei miei a fluttuare a mezz'aria. Si tratta però di uno di quegli ambienti onirici ovattati e claustrofobici. Voglio uscire da qui e subito schizzo aduna velocità incredibile fuori dalla stanza e poi da casa. Tutto però si oscura e mi ritrovo a volare a velocità supersonica nell'oscurità 3D. Non avendo programmato l'esperienza, non ho un chiaro obbiettivo, ad un certo punto dico ad alta voce << atterrare ora ! >> e con un piede tocco una superficie solida. Tuttavia mi ritrovo poco dopo sul letto in paralisi, avvolto in un'aura di negatività e con qualcosa che mi opprime fino a poco sotto la gola. Non riesco a prendere il controllo del mio corpo onirico e finisco per svegliarmi. Sono sveglio in posizione supina, ho il piumone che mi arriva quasi alla gola, proprio nel punto in cui sentivo quel senso di oppressione insolito, evidentemente il mio corpo era già parzialmente sveglio e i sensi fisici parzialmente attivati. Rimango immobile e mi riaddormento subito. Seguono altri episodi in cui mi trovo in paralisi, eseguo il distacco, esco dalla stanza e da casa ma mi trovo sempre nell'oscurità totale e in una pesante aura di negatività, una situazione dalla quale non riesco ad uscire. Qualsiasi strada io prenda mi ritrovo nel buio assoluto e ricomincio da capo, dal letto in paralisi. In uno di questi episodi ad un certo punto si accende una luce di un faro nei dintorni di casa mia, ma è una luce fredda e per niente rassicurante.Dopo diversi episodi mi sveglio e stavolta cambio posizione sdraiandomi sul fianco destro.

OBE ore 6.00-8.00

Mi trovo in paralisi e scendo dal letto, ancora una volta immerso in questa oscurità e negatività che hanno caratterizzato le ultime esperienze. Comunque non voglio arrendermi, voglio tentare ancora e mi dirigo verso il piano terra. Stavolta sento però le voci dei miei nonni e i rumori da loro prodotti provenienti dalla loro stanza al primo piano, a quanto pare si sono già alzati, mi viene il dubbio che tali voci e rumori possano provenire dalla realtà fisica (non ho idea di che ore siano, anche se il buio dell'ambiente onirico farebbe pensare che sia ancora notte). Decido di andare al primo piano ed entro nella stanza dei miei nonni. Mia nonna si lamenta dicendo di essere scivolata ed aver sbattuto la testa, è preoccupata ma a vederla non sembra nulla di serio. Esco sul balcone, salto sul cornicione e prendo il volo, salgo un po' di quota e poi aumento la velocità spostandomi in volo verso una zona con palazzi di 8-10 piani, che non appartiene alla mia città. Volo tra i palazzi in posizione quasi verticale, una posizione un po' contratta, dovuta ad una mia resistenza inconscia a lasciarmi andare totalmente. Con uno sforzo di volontà mi lascio andare ad una posizione orizzontale e così facendo volo più veloce. Faccio anche delle manovre più elaborate e "spericolate", piano piano sto migliorando nel controllo del volo. Mi trovo a sorvolare una piazzetta davanti a due palazzi, decido di atterrare qui. Inizio a scendere di quota ma ad un certo punto mi blocco. Devo concentrarmi un po' per scendere ancora ed atterrare. Atterro davanti ad un gruppo di ragazze che mi guardano e dicono qualcosa che non ricordo, sembra mi stiano prendendo in giro. Le ignoro, vedo dietro un edificio e sento che è lì che devo andare. Arrivo davanti al palazzo ed incontro alcuni uomini, sembra lavorino qui in questo edificio ma danno l'impressione di essere alquanto frustrati e depressi. Entro insieme ad alcuni di loro, c'è un corridoio stretto e scarsamente illuminato. Mi rendo conto che se proseguissi qui dentro finirei per farmi coinvolgere in attività confuse e perderei lucidità. Mi fermo comunque per chiedere a questi ragazzi come si chiama questa città. Nessuno mi risponde, sembrano non saperlo ma soprattutto sembra non gli importi nulla, sono tutti profondamente avviliti, scoraggiati, disperati. In particolare uno di loro dà libero sfogo al suo stato d'animo, si rivolge a me ed inizia a parlarmi. Non ricordo bene quello che dice ma da come parla sembra che mi conosca già, io però non mi ricordo di lui. Sembra che mi stia rinfacciando delle cose, come se mi fossi comportato male con lui in passato. Gli dico che mi dispiace ma non mi ricordo di lui, intuisco comunque che lui e questi altri uomini sono in qualche modo costretti a lavorare qui, sono sfruttati, sono praticamente degli schiavi. Per conferma gli chiedo se lavora qui e lui fa un'espressione schifata come a dire che quello che fa non può essere definito lavoro. Gli dico allora che io posso liberarli tutti quanti, io non sono un prigioniero, posso andare via da qui quando voglio e comunque ho un corpo fisico che mi aspetta e che prima o poi mi richiamerà. Gli dico che intendo liberarli e che se necessario distruggerò questo edificio per farlo. Esco dunque dal palazzo e mi allontano un po'. Mi fermo sulla strada ad una quindicina di metri dal palazzo e mi concentro per raccogliere energia nelle mani da scagliare verso l'edificio per abbatterlo. Tuttavia passano parecchi secondi, forse più di un minuto e non accade nulla. Qualche passante mi osserva perplesso, probabilmente mi hanno preso per matto. L'ambiente è estremamente stabile e reale, gli elementi non si modificano anche se rimango a fissarli per parecchi secondi. Si tratta di uno di quegli ambienti che sembrano esistere indipendentemente da me, che non posso manipolare in alcun modo e nei quali non posso usare super poteri. Inoltre inizio a pensare che anche se potessi sarebbe sbagliato farlo, non posso distruggere o modificare qualcosa che non mi appartiene. Ho come la sensazione che qualcuno al di sopra di me e al di sopra di tutto questo non gradirebbe affatto. Mi chiedo dunque anche se sia giusto interferire con quello che accade qui e liberare queste persone. Lascio perdere e torno verso l'edificio, ho detto a quell'uomo che li avrei liberati, dunque in un modo o nell'altro devo mantenere la promessa. Ora però, con mia sorpresa, vedo quegli uomini uscire dal palazzo, stanno uscendo composti ma stavolta hanno sguardi rilassati e sereni, pare siano stati liberati. La cosa mi dà sollievo, però non vedo ancora l'uomo con il quale ho parlato prima, chiedo a qualcuno dove si trovi ma nessuno mi risponde. Ora lo vedo, sta uscendo pure lui ed ha un aspetto decisamente migliore rispetto a prima. Ce ne andiamo insieme e mentre camminiamo gli dico che non ho potuto distruggere il palazzo. Lui concorda con me dicendo che non sarebbe stata la soluzione migliore, avrebbe sicuramente causato problemi. Gli dico poi, mentre attraversiamo una piazzetta, che questo deve essere uno di quegli ambienti estremamente stabili che sembrano esistere indipendentemente da me. Lui, intuendo quello che sto per dire, dice: << non si possono usare i super poteri qui giusto ? >> Al che gli rispondo: << no...o forse si può fare ma serve molta più concentrazione, io non ci sono mai riuscito, almeno che io ricordi >>. Poi gli chiedo se sa cosa sono i sogni lucidi e se ne ha mai fatti, risponde di no, nel frattempo ci troviamo a camminare lungo una strada sterrata, forse fuori dalla città. Gli spiego che nei normali sogni lucidi si possono usare poteri sovrannaturali e modificare l'ambiente a piacimento, si può fare qualsiasi cosa. Gli dico però che io preferisco esplorare ambienti come questo, proprio perché non dipendono dalla mia volontà sono molto più affascinanti. Qui l'esperienza si interrompe e forse torno a sognare normalmente.


13 aprile

Serie di lucidi e semi lucidi ore 5.30-7.20

Episodio 1: mi trovo a passeggiare sul lungomare della mia città con il mio amico A.S., la mia lucidità aumenta gradualmente, mi tolgo scarpe e calzini per sentire meglio il contatto col terreno e soprattutto con la sabbia dato che sto per raggiungere la spiaggia. C'è uno stabilimento balneare poco più avanti e ci arrivo passando dalla spiaggia libera adiacente, esortando anche il mio amico a seguirmi. Entro nell'area dello stabilimento, passo in mezzo alla gente seduta ai tavoli, vedo una ragazza carina ad un tavolo, in un primo momento ho l'impressione che mi stia guardando ma poi mi accorgo che non è così.
Episodio 2:mi trovo in un luogo chiuso, una struttura con lunghi corridoi e pareti grigie. Ci sono delle porte con scritte che indicano la funzione delle varie stanze. Per qualche motivo mi viene in mente di incontrare una psicologa con cui parlare. Mi affaccio ad una porta aperta, all'interno della stanza c'è una donna sui 40-50 dai capelli corti, seduta ad una scrivania. So che non è lei la psicologa che cerco perché sulla porta c'era scritto qualcosa a proposito di bambini. Le chiedo dove posso trovare quello che cerco e lei mi indica la porta proprio di fronte alla sua, che è chiusa e non presenta alcuna scritta. Ringrazio e busso a questa porta, qui c'è un attimo di confusione e il sogno si deforma leggermente. Riesco comunque a mantenerlo e ad entrare, anche qui c'è una scrivania alla quale è seduta una donna sulla quarantina dai capelli lunghi. Mi fermo davanti a lei poggiando le mani sulla scrivania ed esordisco dicendole che sono qui per esplorare, sono un sognatore lucido. Il sogno qui si deforma ulteriormente, la vista vacilla e la donna, forse a causa della mia stessa aspettativa, mi si rivolta contro e mi ritrovo in paralisi.

Episodio 3: mi trovo a lottare in stato di paralisi con una forza che mi tiene immobilizzato ed a tratti mi preme con forza sul corpo, soprattutto sul torace. Alla fine sono costretto a svegliarmi uscendo dalla paralisi ma resto immobile con l'intenzione di riaddormentarmi subito e riprendere lucidità a sogno già iniziato. La cosa funziona poiché poco dopo riprendo lucidità nel sogno proprio come mi ero prefissato. Si tratta comunque di un basso livello di lucidità, che non dura molto.

Episodio 4: mi trovo in un luogo chiuso e stretto e vedo della luce solare filtrare da un'apertura. Vado verso questa luce così da poter uscire all'aperto ed accedere ad un ambiente superiore. Esco ma da qui non ricordo altro.

15 aprile 2020

Lucido/OBE ore 4.00-6.00

Eseguo il distacco, esco di casa e mi incammino lungo la strada. C'è un vento forte, è notte e c'è poca luce, in più in sottofondo sento delle voci quasi spettrali che cantano una canzone che conosco ma che ora non ricordo quale fosse. Cantano in maniera lenta e cantilenante, in un'atmosfera decisamente cupa e negativa, spettrale appunto, come le voci. Proseguo con l'intenzione di elevare il mio stato vibratorio e passare ad uno scenario più tranquillo, ma poco dopo si oscura tutto. Mi percepisco comunque ancora in piedi sulla strada, levito e mi sposto in avanti lentamente fluttuando nell'oscurità, poi decido di riatterrare e teletrasportarmi da qualche parte. Per farlo sfrego le mani sull'asfalto ancora ben vivido al tatto ma l'aura di negatività è molto forte e mi condiziona. Non riesco a concentrare bene l'intento per materializzarmi in qualche luogo. Sento ancora le voci cantilenanti e presenze inquietanti intorno a me, ogni tanto mi sento anche toccare leggermente. Dopo un po' mi ritrovo sul letto in paralisi, eseguo di nuovo il distacco ma stavolta faccio ben poca strada, salgo le scale ed arrivo di soprama vengo richiamato nel corpo. Stavolta sono fuori dalla paralisi, sveglio, rimango fermo per rientrare in paralisi e ritentare il distacco ma non ci riesco stavolta.

18 aprile 2020

Lucido/OBE ore 5.00-5.30

La ragazza dell'assemblea

Sono in paralisi, eseguo il distacco e mi ritrovo sul pavimento. Mi sposto fuori dalla stanza gattonando sul pavimento al buio, poi mi alzo un po' a fatica. L'atmosfera è quella che caratterizza quasi sempre l'inizio delle mie esperienze in questo periodo, pesante e spettrale, ma io resto tranquillo ed inizio a sbattere le mani sul muro per stabilizzarmi. Tento anche di guardarmele ma è ancora tutto buio, non riesco nemmeno ad intravederle. Continuo a dare colpi sul muro finché la vista non si attiva. Vado di sopra, incontro mia nonna che mi dice che non ricordo. Esco in strada ed è notte, c'è un insolito traffico, macchine e altri veicoli anche pesanti sono praticamente fermi. Una musica arriva da una delle case vicine, forse proprio quella di fronte alla mia. Guardo verso un incrocio, c'è più luce lì dunque vado in quella direzione. Mentre mi avvicino però stranamente la luce si spegne quasi del tutto, rimane solo un faro acceso che non illumina molto. Arrivo comunque all'incrocio, dalla mia destra in direzione della discesa sento provenire un rombo di un motore di uno scooter. Guardo in quella direzione e vedo un tizio in sella ad un motorino, poi si avvicinano a me delle persone ed io d'istinto mi paro con le mani e forse colpisco qualcuno di questi. Mi scuso dicendo che sono abituato ad aspettarmi aggressioni nei sogni quando qualcuno mi si avvicina. Il motorino ora viene verso di me e sembra voglia investirmi. Io tuttavia so che non può nuocermi e rimango immobile, il motorino si ferma a pochi centimetri da me. Inizio ora a camminare lungo la strada. Delle persone mi affiancano, un tizio ad un certo punto mi viene incontro minaccioso, io non mi faccio trovare impreparato, ero già pronto a difendermi e quando si avvicina troppo faccio scattare la mano verso di lui colpendolo a distanza con un colpo energetico invisibile. Il movimento sbatte praticamente a terra il tizio dall'alto verso il basso, ora si tocca la gamba ed urla in preda ad un forte dolore. Non era mia intenzione fargli male, volevo solo neutralizzare la minaccia dunque punto una mano verso di lui e dico << stop dolore ! >> e subito smette di lamentarsi. Proseguo e più avanti incontro una bella ragazza bionda che cammina davanti a me. << Come ti chiami ? >> le chiedo, e lei mi dà una strana risposta, dice che deve recarsi ad un'assemblea. Le ripeto la domanda ma lei continua a darmi la stessa risposta, mi chiedo cosa voglia dire. Continuo a seguirla ed a parlarle, le dico che io vengo da un altro mondo e le chiedo se lei invece è di qui. Mi risponde di sì, al che le dico << quindi tu non hai un corpo fisico, non sei una sognatrice >> e lei risponde <<non mi è mai piaciuta la vita fisica >>. Questa sua affermazione mi spiazza, << come mai ? >> le chiedo, ma lei non risponde se non forse in maniera vaga, non sembra molto propensa a fare conversazione. Entriamo in una stanza, io continuo ad insistere e ad un certo punto mi sorprende nuovamente con un'affermazione ancora più strana, non ricordo esattamente le parole ma il senso era questo: << io lo so perché tu hai voluto prendere possesso di un corpo fisico...lo hai fatto per potermi sottomettere >>. Io allora le dico che non è assolutamente vero, non è nella mia natura sottomettere gli altri a me, non potrei mai volere una cosa del genere. Lei tuttavia continua in questo suo atteggiamento di scetticismo e forse disprezzo nei miei confronti, al che le chiedo se tutto ciò sia dovuto a qualcosa che ho fatto in una vita passata, << sì >> risponde lei decisa, << dimmi allora cosa ! Cosa ho fatto ? >> le chiedo io, e lei: << se sei intelligente lo scoprirai da solo ! >> Continuo a seguirla e tento ancora di
farmi dire di più ma qui il sogno inizia a dissolversi
e mi sveglio. Successivamente faccio una serie di sogni normali o semi lucidi in cui tento di fissare nella memoria la conversazione con questa ragazza. Qualcosa mi dice che il suo nome è Alessia.

19 aprile 2020

Sogno lucido ore 7.25-7.50

Mi trovo all'interno di un edificio a percorrere un corridoio stretto con porte ad entrambi i lati. Raggiungo un area più ampia che sembra essere un piccolo negozio, vedo una bottiglia per terra dietro ad un bancone ed istintivamente provo a spostarla col pensiero. Acquisisco gradualmente lucidità ma la bottiglia non si muove di un millimetro, provo a fare lo stesso con un'altra bottiglia sopra al bancone ma niente da fare. Vedo ora un altro bancone dietro al quale c'è una ragazza bionda, esile ma di aspetto gradevole. Le chiedo dove siamo e lei mi dà una risposta vaga che non ricordo bene, le porgo nuovamente la domanda e la sua risposta è "Mantova". Ora esco dal negozio e mi volto e lei è qui fuori, ha oltrepassato la vetrina senza forse nemmeno rendersene conto. Le chiedo se è di qui e lei risponde di sì. Le dico allora << tu sai che questo non è il mondo fisico, vero ? Le persone che sono qui non hanno un corpo fisico a meno che non sono sognatori. Lei allora, sconvolta, inizia a piagnucolare e dice << ma allora sono morta ! >> La prendo sotto braccio e ci incamminiamo insieme per la città. Si tratta di un ambiente molto gradevole, è giorno ed il cielo è sereno. Mentre passeggiamo lei ancora piange così e cerco di consolarla e di farla sorridere. Le dico che morire non è poi così male, adesso è ancora turbata ma presto le passerà e starà molto meglio. Ora vedo sulla strada degli escrementi animali spiaccicati ma ancora freschi e la avviso prima che la calpesti. Le dico che anche se non siamo nella realtà fisica, le scarpe ce le sporchiamo lo stesso se calpestiamo degli escrementi. Ora raggiungiamo un'area della città da cui si vede il mare e le dico << vedi ? Questa non può essere Mantova ! >> Poco dopo perdo lucidità e continuo a sognare normalmente.


23 aprile 2020

Sogno lucido ore 5.00-6.15

Sono in un luogo indefinito, accadono cose che non ricordo, cose confuse. Ad un certo punto un tizio mi invita a seguirlo giù per le scale. Inizio a prendere gradualmente lucidità e lo seguo per curiosità, voglio vedere dove mi conduce. Inizialmente dico anche a mio fratello, che è seduto su una sedia qui vicino, di venire con me e lui si alza ma subito dopo cambio idea e gli dico di restare e che lo chiamerò io se sarà necessario, al che lui obbedisce e si rimette a sedere. Seguo il tizio giù per le scale, è tutto molto confuso, le immagini sono fortemente sgranate. Scendiamo alcuni piani e perdo la pazienza, mi rendo conto che non mi sta portando da nessuna parte. Ho una bottiglia in mano e ad un certo punto la lascio cadere a terra. Smetto di seguire il tizio, lo scenario si modifica ma è ancora instabile. Inizio a toccare dappertutto per stabilizzarmi e piano piano ottengo una stabilità soddisfacente. Do dei pugni su un tavolo e mi faccio quasi male, la mano mi brucia un po', proprio come quando colpisco una superficie solida con non tanta forza. Giro tra i tavoli all'aperto di un locale, vedo una famiglia seduta ad un tavolo a mangiare. C'è un bambino piccolo, di 5 o 6 anni, gli prendo una mano per verificare la densità di questo sogno, noto che ha una presa bella tosta per un bambino della sua età, fatico infatti a tirare via la mia mano dalla sua. Attraverso la strada, è tutto estremamente vivido e reale, osservo i volti delle persone, mi fermo in mezzo alla strada e sento arrivare una macchina alla mia destra. La macchina si ferma, mi chiedo cosa starà pensando il guidatore vedendomi qui impalato in mezzo alla strada, sono quasi tentato di restarci un altro po' per vedere la sua reazione, ma poi cambio idea e mi affretto a raggiungere il marciapiede. Mi volto a guardare la macchina che nel frattempo ha ripreso ad avanzare, ora la vedo da dietro ed intravedo appena chi c'è dentro. Sembra esserci un'altra persona seduta accanto al guidatore. Cammino lungo un ampio marciapiede, cerco qualcuno di interessante con cui parlare e tra la gente che passeggia vedo davanti a me due ragazzine di 13-14 anni dai capelli scuri che canticchiano e sventolano dei foglietti. Per un attimo mi sembra che stiano pubblicizzando qualcosa e consegnando dei volantini ma poi capisco che stanno solo cazzeggiando come in genere le ragazzine di quell'età. Faccio qualche altro passo poi il sogno si dissolve.

25 aprile 2020

Sogno lucido ore 6.00-7.30

Mi trovo lucido nella stanza dei miei nonni, la luce è accesa e loro non ci sono dentro, l'ambiente però è di quelli ovattati, mi guardo velocemente allo specchio poi tocco mobili e pareti intorno a me per stabilizzare. Mi rendo conto però che l'ambiente resta ovattato e confuso, esco dunque sul balcone, salgo sul cornicione ed inizio a saltare da una casa all'altra che qui sono molto ravvicinate. Poco dopo però si oscura tutto, mi ritrovo a svolazzare nel buio ed esprimo l'intento di teletrasportarmi da qualche parte senza dover ricominciare dalla paralisi. Dopo qualche secondo mi trovo in un'altra città, di notte, con gente che passeggia. A pochi metri da qui la strada da un lato si interrompe e si vede uno scenario di campagna, con una struttura di legno fatiscente e gente intenta a fare non so cosa. Rimango fermo e mi concentro per levitare, inizio a fluttuare e l'ambiente intorno a me si dissolve. In pochi secondi se ne forma un altro, stavolta è giorno ed è un ambiente sicuramente più piacevole. Mi dirigo verso un cancello aperto dal quale si accede al cortile di un condominio. Tuttavia c'è qualcuno che tenta di ostacolarmi mettendomi sulla strada una bicicletta che sembra essere telecomandata, dato che si muove da sola senza nessuno in sella. La bicicletta insiste nello sbarrarmi la strada, al che perdo la pazienza, la afferro e la scaravento contro una parete accanto al cancello. Attraverso il cancello e lo chiudo per impedire ad altri di entrare e disturbarmi. Osservo alla mia sinistra una palazzina di 4 o 5 piani, qui il sogno si interrompe.

26 aprile 2020

Lucido/OBE ore 5.00-7.50

Mi trovo in paralisi, eseguo il distacco e vado di sopra toccando intorno a me per stabilizzare. Esco in strada, è notte ma l'atmosfera è tranquilla, non c'è la negatività che ultimamente ha caratterizzato le mie uscite dal corpo. Il mio obbiettivo è incontrare una ragazza che ho sognato alcuni anni fa e che mi ha colpito molto ma che non sono poi più riuscito ad incontrare. Vedo una ragazza seduta sul marciapiede dall'altra parte della strada in compagnia di quello che sembrerebbe il suo ragazzo. Qualcuno fuori dal mio campo visivo mi dice qualcosa che non ricordo, ora la ragazza è in piedi e mi accorgo che la persona che era con lei è anch'essa una ragazza. Mi avvicino alla ragazza in piede e le chiedo << tu non sei lei, vero ? >> e lei scuote la testa. Chiedo ad entrambe se per caso l'hanno vista da qualche parte e dicono di no. Proseguo e mi ritrovo poco dopo sul letto, scendo ed inizio a toccare la porta della mia stanza per stabilizzare, poi vado di sopra con l'intenzione di entrare in bagno e specchiarmi. In bagno però c'è mia nonna, mi fa entrare ma ancora non esce, nel frattempo mi guardo allo specchio ed ho gli occhi arrossati e socchiusi, come se avessi qualche irritazione. Tento di aprirli di più ma sento di star muovendo gli occhi fisici dunque mi fermo onde evitare di svegliarmi. Esco dal bagno e poi da casa con lo stesso obbiettivo di prima. Percorro il vialetto che va dal portone al cancello ed un cane pastore tedesco non tanto grosso mi segue curioso. Stavolta è giorno ed il cielo è sereno, esco in strada ed entro nella casa di fronte. La mia lucidità è bassa e qui non fa che peggiorare, una donna mi mostra la casa, vi sono alcune ampie sale che mi suscitano vaghi ricordi che non riesco a definire. Torno in me e mi ricordo che devo uscire da una porta e raggiungere un altro scenario. Non trovo una porta ma una tenda scura, la sposto e varco la soglia, ritrovandomi in una piccola stanza. C'è un'altra tenda, attraverso anche questa e mi ritrovo nel buio. Non voglio però ripartire dal letto, batto i piedi e do dei colpi su una parete immaginaria di fronte a me. Non ricordo se la parete o il pavimento o forse entrambe sono morbidi, hanno la consistenza di un materassino di quelli che si usano al mare. Batto ancora finché lo scenario non si forma intorno a me. Mi trovo in un luogo chiuso e pieno di ragazzi e ragazze vestiti tutti allo stesso modo con tute grigie con una grossa scritta frontale, sono sdraiati a terra e fanno gli addominali. Sono davvero in tanti e lo spazio tra uno e l'altro è il minimo indispensabile. Mi dirigo verso l'uscitama qui il ricordo sfuma.

27 aprile 2020

Sogno semi lucido ore 5.00-6.00

Non ricordo l'inizio del sogno ma mi trovo semi lucido nella stanza dei miei in una situazione piuttosto confusa. Parlo con qualcuno o qualcosa che ad un certo punto mi suggerisce di andare a parlare con Anubi. Rifletto su questo insolito suggerimento ed in breve mi ritrovo sul letto in paralisi. Vengo assalito dall'entità e con uno sforzo esco dalla paralisi svegliandomi, resto però immobile e mi riaddormento subito, per poi alzarmi immediatamente ed uscire dalla stanza. Esco in strada, è notte ma le strade sono ben illuminate, inizio a correre e raggiungo la stazione, imbocco il sottopassaggio. La mia lucidità è bassa e mi dimentico totalmente i miei obbiettivi, in seguito incontro una persona che conosco e nel parlare con lui perdo totalmente lucidità.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 03/06/2020, 19:04

3 maggio 2020

Serie di lucidi ore 5.30-7.20

Mi trovo in paralisi ed eseguo il distacco, esco di casa e dopo varie situazioni confuse vado nella casa di fronte ed entro in un bagno per usarlo come passaggio verso un altro scenario. Decido di trasformarlo in un ascensore, così ordino ad alta voce al bagno di salire ma inizialmente non accade nulla. Insisto e mi aiuto premendo anche un pulsante di un interruttore sul muro e stavolta funziona. Mentre sale il bagno/ascensore oscilla un po', ad un certo punto do il comando di fermarsi ma non funziona, continua a salire. Devo insistere parecchio, premo più volte il tasto e ripeto il comando ad alta voce ed alla fine riesco a fermarlo. Esco e mi trovo in un altro ambiente chiuso ma più ampio, sembra una sala di quelle che si affittano per le feste. C'è qualche tavolino qua e là, ne tocco qualcuno per stabilizzare, la mia lucidità però è bassa e mi perdo in attività che mi fanno sprecare tempo ed energia. Successivamente riprendo lucidità e mi ritrovo in un luogo all'aperto nei pressi di una ferrovia. Penso di prendere un treno, vedo che ne passano in continuazione uno dopo l'altro senza fermarsi. Raggiungo la fermata ma non riesco a prenderne nessuno, sfrecciano tutti veloci ma non si fermano. In un altro episodio mi trovo in una spiaggia piena di gente, appena metto i piedi in acqua però il sogno vacilla e devo tornare sulla sabbia per impedire che si dissolva. Per stabilizzare mi siedo sulla spiaggia e ci gioco un po', è umida, del resto sono a pochi passi dal mare. Mi rialzo e gironzolo un po' godendomi qualche istante di relax, poi inizio a levitare e sorvolo il mare a pochi metri di altezza. Vado al largo e decido di scendere così da immergermi nell'acqua alta, che altrimenti farei fatica a raggiungere a nuoto prima che il sogno crolli.Prima che io tocchi la superficie dell'acqua con i piedi però lo scenario si dissolve lo stesso.

5 maggio 2020

Sogno lucido ore 5.00-5.30

Centro di recupero a pelo d'acqua

Cammino su un lungomare guardando l'orizzonte immerso nei miei pensieri. Ad un certo punto prendo lucidità e guardando sempre verso il mare vedo delle strane nubi grigie dense che dalla superficie dell'acqua arrivano fino alle nuvole. Dalla forma sembrerebbero dei tornado ma sono immobili, non sembrano spostarsi. Vedo poi delle strutture verticali irregolari di colore grigio scuro, quasi nero, queste sembrano essere solide però. Il cielo presenta dei colori insoliti che vanno dal celestino al viola-fucsia, una visione spettacolare, surreale, ma molto vivida. L'atmosfera è calma e serena, vado verso il mare, voglio raggiungere quelle strutture che ora che mi avvicino mi si palesano come parti di un un'unica struttura alla quale si può accedere. Ci sono dei ciottoli a pelo d'acqua a formare una stradina che conduce direttamente all'interno della struttura. Li percorro ed entro, all'ingresso trovo una statua di colore grigio scuro, alta circa 120 centimetri,
raffigurante un uomo in piedi. Mentre passo la statua ruota di scatto la testa verso di me, cogliendomi di sorpresa, ma non mi faccio spaventare. Questo luogo emana un'energia particolare, suggestiva, qualcosa che non riesco a descrivere a parole. Entro e mi trovo in una saletta, al centro della quale c'è una struttura, una specie di pedana a circa un metro da terra, raggiungibile attraverso due piccole rampe di scale ad essa perpendicolari e disposte alle due estremità. Mi dirigo verso la rampa di sinistra e mentre avanzo tocco un corrimano per mantenere la stabilità. Salgo i pochi gradini e raggiungo la pedana, qui trovo un'altra statua di colore grigio scuro, raffigurante sempre un uomo ma stavolta seduto e a grandezza naturale. Accanto alla testa della statua c'è una piccola targhetta sulla quale è scritto qualcosa che sembrerebbe il nome e cognome dell'uomo rappresentato. Subito sotto invece ci sono dei numeri, probabilmente le date di nascita e di morte. Ci sono altre persone in questa sala, tra queste in particolare una ragazza che si mostra molto interessata alla targhetta, tanto da sfilarla dall'involucro trasparente in cui è inserita e mettersela in tasca. A quel punto la statua ruota lentamente la testa verso la sua destra, dove mi trovo io, ho l'impressione che non sia affatto contenta del furto appena avvenuto. Mi rivolgo alla ragazza esortandola a rimettere a posto la targhetta, lei inizialmente non mi dà ascolto, fa finta di niente, ho la sensazione che se non la restituisce subito le conseguenze saranno molto spiacevoli per tutti. Insisto e alla fine, ricorrendo anche ai miei poteri psichici di persuasione, i quali funzionano con personaggi dotati di un grado di consapevolezza medio-basso,riesco a farmi dare la targhetta e la reinserisco nell'involucro. Pericolo scampato, ora voglio raggiungere il lato opposto della pedana, ma per farlo devo prima scendere perché al centro di essa c'è un'altra struttura che separa i due lati. Inizio a levitare e atterro a metà dell'altra rampa, saltando anche la fila che iniziava già da prima delle scale. Nessuno però si lamenta, forse nemmeno riescono a vedermi. Davanti a me ho solo una o due persone, le quali a turno mostrano una tessera ad una donna seduta nella struttura centrale, che la inserisce in un apposita fessura, o forse ce la inseriscono da soli, non ci faccio troppo caso perché nel frattempo vengo distratto da altro. Vedo infatti un orologio alla mia sinistra, non si dire se sia legato intorno al corrimano o se si trovi al polso di qualcuno che fa la fila dietro di me. Vedo comunque che i numeri cambiano in continuazione risultando completamente illeggibili. Ora sento qualcuno dietro di me che si lamenta della lentezza delle operazioni, dicono che c'è scarsa organizzazione ed esperienza da parte degli addetti ai lavori, riferendosi alla donna seduta al centro della pedana. Io dico loro che non ha senso lamentarsi delle perdite di tempo, poiché il tempo qui non esiste, per qualcuno possono passare 30 secondi, per qualcun altro 30 minuti. E' il mio turno ora e mi rivolgo alla donna dicendole come sono arrivato qui e le chiedo di dirmi che posto è questo. Lei sembra stia per rispondermi ma poi qualcuno la chiama e deve assentarsi un attimo. Ci risiamo, proprio mentre sto per ricevere una risposta accade qualcosa che interrompe tutto. Tuttavia una ragazza bionda carina, in piedi su un altra pedana qualche metro più avanti, sorridendomi mi dà la risposta che cercavo, mi dice che questo è un luogo di recupero per persone con dipendenze da droga. Io allora in tono scherzoso dico << bene allora io non c'entro un c...o qui ! >> La gente presente scoppia a ridere, io scendo e faccio qualche altra battuta che non ricordo, poi appena prima di uscire indico la statua seduta sulla pedana e dico << mi raccomando, non fate incazzare quello lì ! >> Parte un'altra risata generale e mi allontano soddisfatto e carico di allegria. Lo scenario cambia, continuo a sognare ma le immagini ora sono sgranate e confuse, dunque esco dal sogno ed entro in OBE. Eseguo il distacco e stabilizzo toccando l'armadio sopra il mio letto. Decido di non fare nulla di particolare, non voglio rischiare di perdere lucidità e dimenticare parte di questa esperienza, rimango dunque nella mia stanza dove certamente non avrò personaggi a distrarmi, a parte mio fratello che però se ne sta per i fatti suoi. Poco dopo cambio idea e decido di andare in garage e prendere l'intercapedine per raggiungere un altro scenario, qui però le immagini iniziano a deformarsi e sovrapporsi, mi rendo conto che mi rimane poca energia e che probabilmente sto per svegliarmi
e così è, pochi istanti dopo mi sveglio.


8 maggio 2020

Sogno lucido ore 5.10-6.00

Sono in macchina con mia madre su una strada di montagna e dopo una curva sbandiamo e stiamo per finire nel burrone. Cadiamo all'indietro ma il mio spavento dura solo un istante perché poi ricordo che tutto questo è già successo altre volte, dunquedevo essere in un sogno. Dico a mia madre di stare tranquilla, non ci succederà niente. Mi ritrovo in paralisi con l'entità ma stavolta non è ostile e riesco subito ad alzarmi e scendere dal letto. Il mio corpo è ancora troppo sottile, batto le mani sull'armadio per stabilizzare ma qui sento la voce di mio padre nella realtà fisicae ciò mi riporta nel corpo fisico e mi fa svegliare.

9 maggio 2020

Sogno lucido/OBE ore 5.45-6.35

Luogo di preparazione ?

Mi trovo sulla rampa del garage con mia madre, la abbraccio e il sogno si dissolve e mi ritrovo in paralisi. L'entità mi sta addosso ma non sembra aggressiva, più che altro tenta di farmi il solletico. Io comunque faccio finta di niente ed aspetto il momento giusto per scendere dal letto. Dopo un po' mi ritrovo a pancia in giù e sento che riesco a muovermi ma percepisco appena il mio corpo, è molto molto sottile. Scendo dal letto ed inizio a sbattere le mani sull'armadio e i piedi per terra per stabilizzare. La vista si attiva e vedo mio fratello, interagisco con lui per aiutarmi a stabilizzare, poi esco dalla mia stanza ma fuori è tutto buio e torno a non percepire il mio corpo se non lievemente. In pratica la stabilizzazione si è limitata alla mia stanza, dunque faccio come sempre, ovvero salgo le scale aggrappandomi alla ringhiera, arrivo di sopra ed esco dal portone ma la vista non è ancora attiva. Proseguo alla cieca fino al cancello e mi aggrappo alle sbarre, la vista si attiva e vedo che non è quello di casa mia. Si tratta di un cancello più grande, premo un tasto sul muro e si apre verso l'esterno a differenza del mio cancello che si apre verso l'interno. Esco in strada, non sono davanti casa mia, è un luogo che non conosco questo, c'è una bambina dai capelli biondi che mi invita ad entrare in una casa vicina. La seguo e mi conduce ad una porta che però è molto bassa, come se fosse una casa di nani, e per entrarci devo procedere carponi. Percorro un breve corridoio ma poi sbuco in una stanza normale e posso alzarmi in piedi. Questa stanza mi ricorda vagamente qualcosa, mi guardo un po' intorno, vedo un mobile con numerose bottiglie ed una parete tappezzata di fotografie. Tra le fotografie ne vedo una che ritrae una donna dal volto un po' deforme, per il resto l'ambiente è abbastanza realistico. Entro ora in un'altra stanza che si rivela essere la cucina, qui trovo una signora e c'è anche qualcun altro insieme a lei. Non riesco però a vedere chi fossero perché la signora si rivolge subito a me chiedendomi che bevanda gradisco. Ci penso un attimo e dico << cappuccino >> ma lei dice che è finito o qualcosa del genere, allora le dico che va bene anche del tè. La donna allora prende una bustina rossa che suppongo essere il tè, nel frattempo ho perso parzialmente lucidità, mi sto facendo troppo coinvolgere. Ora mi ritrovo a tavola con davanti un piatto di gnocchi fatti a palline. La signora ci mette sopra un po' di sugo e delle polpette, assaggio, il sapore non è male ma è freddo e ciò risulta decisamente sgradevole. Ora c'è anche mia madre che va a prendere dello zucchero a velo e lo mette sugli gnocchi...ma cosa cavolo c'entra lo zucchero a velo con gli gnocchi ? Inizio ad innervosirmi e quando la signora mi chiede com'è il piatto non esito a dirle che è freddo, senza nascondere la mia irritazione. Ora torno in me e mi ricordo di stare sognando. Dico a tutti che mi assenterò un attimo per andare in bagno, in realtà non ho alcuna intenzione di tornare, vado in bagno per usarlo come passaggio dimensionale. Entro e mi ritrovo subito al buio totale, di nuovo lo scenario onirico si è dissolto, ma ormai ho imparato come fare per evitare di ripartire sempre dalla paralisi sul letto in certe situazioni. Cerco qualcosa di solido da toccare per stabilizzarmi, una sbarra di metallo a cui aggrapparmi, un muro su cui battere o sfregare le mani, trovo invece qualcosa a cui non stavo minimamente pensando: un lavandino. Lo sento chiaramente al tatto, non ho alcun dubbio, riconosco subito che è un lavandino, la consistenza del materiale di cui è composto, la sua forma concava. Istintivamente trovo anche il rubinetto e lo
apro mentre sono ancora al buio. Inizio a sciacquarmi le mani, l'acqua è fresca, non c'è alcuna differenza a livello sensoriale con la realtà fisica. Piano piano si attiva anche la vista, mi guardo intorno, sono in uno di quegli ambienti che percepisco subito come indipendenti da me. Devo comunque stabilizzarmi al meglio per rimanerci più a lungo possibile. Mi trovo in un bagno pubblico di quello che sembrerebbe un parcheggio sotterraneo. Esco ed osservo la struttura da fuori, ci sono due grosse entrate, senza porte, poi vedo uno scaffale pieno di scatole di detersivi probabilmente. Faccio qualche altro passo e vedo alcune macchine parcheggiate, molto poche a dire il vero. Sento che sta arrivando qualcuno, sembra stiano scendendo delle scale. Non sono del tutto tranquillo, percepisco una sensazione di possibile pericolo. Sono pienamente lucido e consapevole di non essere nella realtà fisica, tuttavia so che qui non posso fare affidamento sui miei poteri onirici, se venissi aggredito dovrei fuggire. Ho la vaga impressione di essere qualcun altro in questo momento e mi viene in mente di vedere chi sono, devo vedere il mio aspetto, come sono vestito ecc. Vedo che ho addosso una specie di tuta di uno strano materiale che non riconosco, molto diverso da quello delle tute che porto abitualmente. Vado verso una macchina parcheggiata e mi guardo nello specchietto retrovisore, non si vede bene, è tipo appannato, ma sembra che io abbia i capelli lunghi. Sento che si sta avvicinando qualcuno quindi mi allontano. Raggiungo un'area dove ci sono alcune persone e in particolare la mia attenzione è attirata da un uomo di colore vestito con una tunica tipica di un combattente di una qualche arte marziale. Ricorda vagamente Morpheus di Matrix. Ad un certo punto si china a fare qualcosa che non capisco, forse una sorta di rito o preghiera. Di fronte a lui c'è uno spazio libero nel quale ho l'impressione che stia per svolgersi una sorta di gara di lotta, di arti marziali. Mi chino a toccare il terreno per stabilizzare meglio, dovrei semplicemente osservare e memorizzare quello che accade intorno a me ma quell'uomo mi incuriosisce, mi dà l'idea di possedere un certo grado di consapevolezza. Quindi mi avvicino a lui per fargli delle domande, richiamo la sua attenzione e lui mi guarda con un'espressione come a dire << dimmi pure, ti ascolto >>. Gli chiedo allora dove ci troviamo, come si chiama questo posto e lui fa un'espressione indignata e schifata ed in tono minaccioso mi dice << fammi di nuovo questa domanda e ti ritroverai tutto il Kenya contro... >> la frase prosegue ma non ricordo altro. Sono sorpreso dalla sua reazione, e mi chiedo se nella sua frase ci fosse la risposta alla mia domanda...ha nominato infatti il Kenya, forse ci troviamo appunto in Kenya. Decido comunque di non insistere e proseguo oltre. Riflettendoci però la cosa non mi va giù, voglio almeno capire perché questa mia domanda lo ha offeso così tanto. Torno dunque indietro e gli dico << la domanda che ho fatto era sbagliata perché questo non è un luogo, dico bene ? >> Lui risponde di sì, come immaginavo era questo il motivo della sua reazione, anche se resta comunque spropositata. Gli dico allora << forse avrei dovuto chiedere "in che situazione mi trovo ?" Questa sarebbe giusta come domanda ? >> Il tizio risponde di sì, dunque io << ok, quindi in che situazione mi trovo ? >> Nel frattempo lui ha cambiato aspetto, ora è un ragazzo bianco dai capelli chiari.
<< Superiore >> risponde
<< intendi superiore alla realtà fisica ? >>
<< sì >>
<< e perché ? >>
Qui lui risponde con una frase che non ricordo esattamente ma il cui significato è che qui ci si concentra sull'allenamento. Sembra parli proprio di allenamento fisico, forse sono capitato in una realtà abitata da maniaci dell'allenamento :D. Gli dico che nella realtà fisica è pieno di maniaci dell'allenamento, e mi viene in mente un mio amico con cui gioco a calcetto che è uno di questi. Nel frattempo camminiamo e raggiungiamo un'area che sembra appunto un luogo di allenamento, una specie di enorme palestra. Mentre saliamo le scale gli chiedo a cosa serve allenarsi se non ha un corpo fisico. Lui dice che gli serve per prepararsi a quando ce l'avrà.
Nel frattempo la mia lucidità ed energia sono calate, incontro delle persone ma ormai la vista è sgranata e dopo un po' mi lascio andare per svegliarmi prima che situazioni oniriche confuse offuschino il ricordo di questa esperienza. Riflettendo da sveglio sulle parole del ragazzi capisco che forse per allenamento non intendeva allenamento fisico nel senso di allenare i muscoli, ma probabilmente nel senso di preparazione all'ingresso nella dimensione fisica.

14 maggio 2020

Sogno lucido/OBE ore 4.15-6.00

Gruppo di ragazzi a cena

Mi trovo in uno stato semi lucido davanti al portone del palazzo in cui abita la mia nonna paterna, suono il citofono, aspetto un po' ma nessuno risponde. Poi però il portone scatta, qualcuno l'ha aperto, vedo mia nonna nell'androne venire verso l'uscita. Entro e le chiedo cosa ci fa qui, le immagini sono molto sgranate, quasi inesistenti,
prendo piena lucidità ed esco dal palazzo, poi mi lascio andare uscendo dal sogno per entrare in OBE. Sono nel buio e tasto intorno a me alla ricerca di una parete o qualcos'altro di solido. Trovo il legno del mio letto e dell'armadio e il pavimento sotto di me, lo riconosco subito al tatto che è quello di casa mia. Sbatto le mani sull'armadio per stabilizzare, stavolta però la vista fatica un po' ad attivarsi, si attiva ad intermittenza, intravedo l'armadio, poi la porta ma capisco che non è il caso di insistere troppo, meglio uscire ed andare di sopra, così da allontanarmi dal mio corpo fisico e non rischiare di essere riattirato al suo interno prima del tempo. Prendo le scale aggrappandomi alla ringhiera ed appena arrivo al piano terra la vista si attiva. Esco in strada e l'ambiente che trovo non è quello solito, si è modificato durante il tragitto dal portone al cancello. Mi trovo in una qualche città, in una piazza, di sera. Mi guardo le mani, poi mi metto ad osservare da vicino il tronco di un albero nei dettagli, lo tocco anche. Mi avvicino ora a dei tavoli ai quali sono sedute delle persone a mangiare, ne tocco uno poi mi dirigo verso un altro dove c'è una ragazza seduta a capo tavola a mangiare della pizza. Le chiedo se posso prenderne un pezzo e lei mi dice che ho già la mia, indicandomi un pezzetto già tagliato. E' una fetta di marinara, la assaggio, non è male, qui però la mia attenzione si sposta sulla ragazza e su altre persone che nel frattempo si sono sedute al tavolo. C'è un'altra ragazza seduta di fronte a me, decido di chiedere a tutti i loro nomi, iniziando dalla ragazza a capo tavola. Lei esita un po' poi risponde "Tristina", chiedo dunque all'altra ragazza ma non ricordo la sua risposta. Alla destra di quest'ultima c'è un ragazzo dai tratti orientali che dice di chiamarsi Lee, poi pronuncia il resto del suo nome, qualcosa del tipo "Heung Min". << Corea del Sud >> gli dico, riferendomi alla sua provenienza, e lui conferma. Poi un altro ragazzo orientale seduto di fronte a Lee, sul mio stesso lato del tavolo, mi dà un nome molto simile al che gli chiedo se per caso sono fratelli ma dice di no, mi pare abbia detto che fossero cugini. L'ultimo ragazzo, seduto alla mia sinistra, mi dà invece un nome ispanico che non ricordo, dall'aspetto dovrebbe essere sudamericano. Da qui il ricordo si fa vago, l'ambiente si deforma e in seguito avvengono altri episodi il cui ricordo però è frammentario e i quali sono caratterizzati da scarsa chiarezza e lucidità.


18 maggio 2020

Sogno lucido ore 5.00-6.00

Il passaggio segreto

Prendo lucidità non ricordo in quali circostanze, mi ricordo del mio obbiettivo di viaggiare indietro nel tempo, precisamente nell'Antico Egitto. Per farlo penso di richiamare quella particolare sensazione che ha accompagnato diversi miei sogni a tema egizio ed usarla per aprire un portale, lasciandomi trasportare da quell'energia e vedere cosa succede. Esco di casa attraversando il portone, raggiungo in cancelletto e provo ad attraversare anche questo ma nel frattempo il mio corpo si è addensato e ci sbatto contro goffamente. Apro ed esco normalmente, entro nella villetta di fronte, sono nel cortile e guardo il cielo, è notte e c'è la Luna piena, o quasi, forse manca un pezzettino. Poi, prima che io entri in casa, la Luna viene coperta quasi interamente forse dalle nuvole ed ora appare come un piccolo spicchio. Entro qui ed ho un attimo di sfasamento, le immagini vacillano un po', poi le recupero e mi trovo in un luogo chiuso ma che non sembra affatto l'interno di una casa. E' pieno di gente e ci sono diversi tavoli, deve trattarsi di un qualche locale, forse un ristorante, il ricordo qui però è un po' vago. Ad un certo punto mi si para davanti un uomo in completo scuro giacca e cravatta, non ha buone intenzioni, vuole sbarrarmi la strada. Non ho alcuna intenzione di fermarmi, né di perdere tempo, provo dunque a colpirlo con uno spostamento d'aria facendo scattare rapidamente una mano in avanti verso di lui, ma non funziona, forse non mi sono concentrato abbastanza. Decido di optare per la manipolazione psichica, alzo un dito ordinandogli mentalmente di fermarsi e farsi da parte. L'uomo allora si blocca ed inizia a fare tutte mosse strane e ridicole con le braccia, così fanno anche altri suoi colleghi intervenuti anch'essi per fermarmi. Proseguo dunque, attraverso una soglia e sbuco in un'altra saletta, mi trovo in un punto sopraelevato. Anche qui sembra che qualcuno voglia ostacolarmi, dunque spicco un salto e colpisco un tizio in faccia con un calcio volante, giusto per mettere subito in chiaro le cose. Poi proseguo a camminare al centro della saletta manipolando alcune persone potenzialmente fastidiose,le altre restano ferme sedute ai loro posti ai lati. Arrivo in fondo alla saletta e ad un angolo alla mia sinistra un tizio si alza dalla sua sedia e si sposta mostrandomi un passaggio nascosto dietro di lui. Forse da qui posso raggiungere la mia destinazione, tuttavia non sono convinto, qualcosa mi dice che potrebbe essere una trappola, un inganno. Mi rivolgo dunque a tutti i presenti e con voce autoritaria e minacciosa (cosa assolutamente non da me), ordino loro di indicarmi il passaggio giusto. Li minaccio dicendo che se si rivelerà sbagliato ucciderò colui che me lo avrà indicato. Vedo ora un bambino all'estremità opposta di questo lato della saletta che mi indica un punto di fronte a lui. Lo raggiungo, vedo una porticina ad arco alta circa un metro. Un uomo mi dice che se ucciderò il bambino gli farò solo un favore, dato che altrimenti verrebbe sottoposto a...non capisco bene cosa dice, parla di qualcosa che ha a che fare con dei controlli molto rigidi. Non appena la porticina si apre e sto per attraversarla,suona la sveglia di mio padre nella realtà fisica e mi sveglio. :censored:

26 maggio 2020

Sogno lucido ore 00.00-3.30

Finto Egitto

Sono in garage e c'è mia zia che mi parla di qualcosa che ricordo solo vagamente. Apro la porticina per entrare ma poi rimango sulla soglia a fissare un punto all'estremità opposta della casa. Dopo un po' la mia vista inizia a sfasarsi e sento i miei occhi farsi pesanti per il sonno che sopraggiunge. Cerco di fissare un punto intorno a me mentre una voce disincarnata mi parla di questioni inerenti la meditazione, accenna al controllo dell'energia o qualcosa del genere. Io però vengo sopraffatto dal sonno e cado nell'inconsapevolezza. In seguito mi ritrovo nel giardino di casa mia ed è notte, ho un vago ricordo che messaggio con qualcuno che si trova in Abruzzo. Guardo l'ora, sono le 23.30 ma è ancora il crepuscolo, forse è questo che mi fa capire di stare sognando. Esco in strada e si oscura tutto, mi chino a toccare l'asfalto per stabilizzarmi in un altro ambiente e qui mi viene in mente l'obbiettivo di viaggiare indietro nel tempo verso l'Antico Egitto. La volta precedente l'esperienza si era interrotta bruscamente mentre stavo per attraversare un passaggio che doveva condurmi lì, ora voglio ritentare. Dico ad alta voce che voglio raggiungere le piramidi di Giza poco tempo dopo la loro costruzione. Poco dopo le immagini prendono forma, vedo per un istante l'asfalto sotto di me che però si trasforma subito in sabbia. Si tratta però di una sabbia strana, è di un giallo scuro troppo acceso, innaturale, sembra finta. Guardo davanti a me, vedo le piramide anche queste di un colore giallo scuro, quasi arancione, del tutto innaturale, tutto l'ambiente appare troppo artificiale, come se fosse una riproduzione rimpicciolita dell'originale. Vedo delle strutture ai miei lati, indietreggio e capisco essere le zampe della sfinge. Indietreggio ancora fino a vederne il volto e resto sorpreso nel constatare che non si tratta della sfinge come le conosciamo, il volto infatti raffigura un uomo dalla folta barba e dai tratti occidentali, assomiglia più al volto di una statua di epoca greca o romana. Indietreggio ancora e vedo sia a destra che a sinistra delle statue raffiguranti dei soldati, poste sopra a due muretti laterali. Vedo poi a sinistra un'altra statua raffigurante uno strano essere metà umano metà animale, sdraiato con due zampe allargate e rivolte verso l'alto ed una grossa coda da rettile. Non vedo il volto di questa statua, quindi non sono del tutto sicuro che la metà superiore sia umana ma lì per lì ho questa impressione. Perdo almeno parzialmente lucidità e non so perché mi viene in mente di cercare la Torre Eiffel. Ora mi trovo in un luogo chiuso, e per qualche strano motivo so di poterla trovare nella stanza affianco. La stanza in cui mi trovo mi ricorda qualcosa, sono già stato qui e so che ha a che fare in qualche modo con mia zia, la stessa che era con me in garage all'inizio del sogno. C'è qualcuno con me ed è tentato di rubare qualcosa che si trova su una specie di bacheca appesa al muro. Riconosco questa bacheca, ricordo di averla già vista (si tratta di un ricordo onirico, forse di un sogno fatto chissà quando). La bacheca è rettangolare e posta in verticale e al suo interno ci sono delle piccure figure ondulate che ricordano dei serpenti, tuttavia non la vedo abbastanza da vicino per capire bene di cosa si tratta. Ora vado nella stanza accanto e ci trovo una statuina raffigurante un Masai del Kenya, del tutto simile a quelle che ho a casa sulla mensola sopra la scrivania dove c'è il mio PC. Non so perché mi aspettavo di trovare qui questa statuina. Cerco di memorizzare il più possibile di questa esperienza scrivendo da qualche parte, da qui non ricordo altro.

31 maggio 2020

Lucido/OBE ore 7.20-8.00

I disegni geometrici di Luisa

Mi trovo sul letto in dormiveglia, ho un vago ricordo di un'ipnagogica uditiva. Inizio ad immaginare di camminare per entrare in sogno consapevolmente, poco dopo mi percepisco nel corpo onirico sul letto con le gambe che si muovono. Lentamente eseguo il distacco, la vista non è ancora attiva ma percepisco un forte bagliore sulla faccia, causato dalla luce solare che filtra dalla finestra nella realtà fisica. Sono infatti quasi le 8 e a quest'ora in questo periodo dell'anno il sole batte proprio sulla mia camera. So che devo sbrigarmi ad allontanarmi il più possibile da casa per allontanarmi dalle percezioni del corpo fisico ed addentrarmi completamente nella realtà onirica. Dunque esco di corsa da casa e raggiungo il cancello, ne afferro le sbarre e le strattono per stabilizzare. Quando la vista si attiva esco in strada e mi dirigo subito verso la casa di fronte, da qui prenderò poi una porta per cambiare scenario. Entro in casa e mi accoglie subito la signora Luisa dicendomi qualcosa che non ricordo a proposito di suo figlio. C'è una vetrata sulla sinistra al di là della quale vedo Gianfranco intento a fare non so cosa. Luisa ora mi mostra un quaderno con delle figure geometriche da lei disegnate, triangoli, quadrati e anche una strana figura irregolare. Le dico che sono belli e fatti molto bene, che mi ricordano quelli che mi facevano fare alle scuole medie e che io, essendo impedito nel disegno, anche usando squadra e compasso non riuscivo a farli così bene. Le dico che ora vado di fretta e che finirò di guardarli la prossima volta, la saluto ed entro in un bagno. Qui però la luce del sole torna ad abbagliarmi, poi il ricordo sfuma, probabilmente mi sveglio poco dopo.

1 giugno 2020

Lucidi e OBE ore 5.00-6.00

Episodio 1:

Mi sveglio in paralisi, eseguo il distacco, mi alzo in piedi do dei colpi all'armadio, apro le ante ma le sento diverse dal solito, il buco della maniglietta di una delle due ante, che normalmente è abbastanza grande da poterci infilare un dito, ora è stranamente più piccolo. La vista ancora non si attiva, esco dalla mia stanza, mi sento leggero e decido dunque di levitare ma dopo essermi staccato da terra vengo richiamato nel corpo fisico e mi sveglio.

Episodio 2:

Mi trovo in paralisi, eseguo il distacco, intravedo appena la mia stanza e sento rumori che forse provengono dalla realtà fisica. Mi sbrigo dunque ad allontanarmi dalla mia stanza, vado di sopra, esco attraversando il portone ma nel farlo si oscura tutto. Mi ritrovo per qualche istante nel buio ma poi le immagini tornano e riparto più o meno dallo stesso punto, ovvero davanti al portone dalla parte interna. Stavolta esco aprendo il portone normalmente, raggiungo il cancello ed esco in strada, mi metto a correre inizialmente poi rallento ed inizio a camminare. Tento di concentrarmi sull'ambiente circostante ma non mi sento ancora ben stabilizzatoe dopo qualche istante il sogno si dissolve.

Episodio 3: Un'altra ragazza misteriosa

Mi trovo con mia madre, lei sta vedendo uno di quei programmi TV trash che guarda di solito, si vedono delle belle ragazze che entrano in un negozio d'abbigliamento. Io sono seduto su una sedia e sto tentando di isolarmi e concentrarmi per entrare direttamente nel sogno lucido, ma con scarsi risultati. Ora ci troviamo all'interno della scena, appena fuori dalla porta del negozio, le ragazze si stanno provando dei vestiti ma invece di farlo negli appositi camerini, si cambiano in mezzo al negozio. Alcune rimangono in topless, due di queste per coprirsi il seno si sdraiano per terra a pancia in giù, ma senza riuscire pienamente nell'intento. In pratica tentano di vestirsi da sdraiate, il che genera una situazione piuttosto buffa. Un'altra invece se ne sta tranquillamente in piedi in topless senza tentare di coprirsi. La visione è molto nitida e realistica, si tratta davvero di ragazze bellissime e ciò mi causa qualche difficoltà nel mio tentativo di isolarmi e concentrarmi :D. Ad un certo punto mi ritrovo nella stanza da solo, non c'è più nessuno e mi ricordo di stare sognando. Entro nella sala e vado verso la finestra, mi siedo sul davanzale e poi mi lascio andare allargando le braccia per rimanere sospeso a mezz'aria. E' una splendida giornata, il Sole splende alto nel cielo alla mia sinistra, lo guardo e prendo poi la direzione opposta poiché temo che andargli incontro mi farebbe svegliare. Volo ad una ventina di metri dal suolo tra palazzi di colore rosso mattone, un po' vecchiotti e malandati, non molto alti, non arrivano a dieci piani. Ho una vaga sensazione di trovarmi in una città sudamericana, vorrei sapere di più a proposito di questo e penso che per farlo dovrei scendere a terra ma qui si oscura tutto. Mi trovo nel buio ed essendo sospeso in aria non ho oggetti a cui aggrapparmi nell'immediato. Dopo un po' però sento il terreno sotto di me con le mani, le strofino un po' e le immagini tornano. Guardandomi intorno sembrerebbe che io mi trovi ancora nella stessa città, atterrato da qualche parte. Raggiungo un balcone, dunque non mi trovo a livello del suolo ma sono forse in uno dei palazzi che vedevo prima da fuori mentre volavo. Vedo una ragazza che si sta arrampicando sul balcone alla mia destra ma non voglio distrazioni quindi proseguo per la mia strada andando dalla parte opposta. Scavalco un muretto mi volto e vedo la ragazza che sta scavalcando anche lei. Mi dice qualcosa che non ricordo, ora la guardo bene da vicino, ha una capigliatura nera riccia e folto, è giovane e molto carina, la vedo in maniera molto chiara e nitida. << Non mi riconosci ? >> mi chiede, io non la riconosco, non ho idea di chi sia, e sono sorpreso da questa sua domanda. << Sono Lia >> mi dice, ma io non conosco nessuna con questo nome, nel frattempo istintivamente le prendo delicatamente una mano e un'istante dopo mi accorgo di aver commesso un errore. La ragazza infatti assume improvvisamente uno sguardo cattivo, mi arriva un'ondata di negativitàe il sogno collassa e mi sveglio prima che io riesca ad ottenere maggiori informazioni. Era una trappola anche stavolta, a quanto pare, o forse sono io che ormai non riesco a sostenere il minimo contatto con una ragazza in sogno, a causa delle esperienze negative passate. Comunque si tratta dell'ennesima persona negli ultimi tempi che mostra di conoscermi mentre io non ne ho alcun ricordo, ed anche questa a quanto pare ce l'ha con me per qualche motivo. Dovrò indagare.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/07/2020, 19:23

8 giugno 2020

Lucido/OBE ore 4.30-6.00

La lampada fatta in casa

Mi trovo in paralisi con le vibrazioni e lentamente eseguo il distacco rotolandomi giù dal letto sul pavimento. Mi alzo in piedi e e mi guardo intorno, la vista è già attiva ma è buio quindi vedo a malapena, scorgo mio fratello che dorme sul suo letto. Esco dalla stanza e vado di sopra eseguendo tecniche di stabilizzazione, esco dal portone e mentre scendo le scale tocco il corrimano della ringhiera, poi il muro alla mia sinistra. A quest'ultimo do anche dei colpi e dal rumore dell'impatto sembra fatto di cartongesso mentre in realtà dovrebbe essere di cemento. Esco in strada ma qui ho un vuoto di memoria, il ricordo riprende che sono di nuovo dentro casa nel seminterrato. Vedo che è tutto stranamente molto simile a come è attualmente nella realtà fisica, mentre di solito trovo un misto tra diversi periodi. Esco di nuovo, stavolta passando dal garage, apro il cancelletto ed una volta uscito lo richiudo, poi mi metto a tirarlo e spingerlo più volte e resta chiuso reagendo esattamente come farebbe nella realtà fisica, le sensazioni sono identiche, segno che il sogno ha raggiunto un'ottima stabilità. Dunque ora posso proseguire, vado subito verso la casa di fronte e suono il citofono, sul quale mi accorgo che stranamente c'è scritto il mio nome. Il portone d'ingresso è aperto e si affaccia la signora Luisa, entro dunque nel giardino e poi in casa e saluto Luisa che è seduta indaffarata in qualcosa. Ha sempre il suo aspetto di donna sulla sessantina, capelli scuri probabilmente tinti, lisci e di lunghezza media, le arrivano forse poco sotto la nuca. Di fronte alla porta, sulla parete opposta, c'è un divano sul quale è seduto qualcuno. Inizialmente penso che sia il figlio di Gianfranco e Luisa ma poi mi accorgo che si tratta di un ragazzino, mentre il figlio della coppia ricordo che fosse un uomo sui 35. Luisa mi dice che sta lavorando, le chiedo che tipo di lavoro sta facendo mentre mi guardo un po' intorno e vedo una vetrata sulla sinistra che dà sul giardino. Le chiedo dov'è Gianfranco e lei mi risponde qualcosa del tipo <<boh, mi sa che sta dormendo >>. Mi dice poi che ha fatto una lampada per me indicandomi un oggetto bianco posto sopra ad un mobile. Prendo l'oggetto e lo osservo, ha una strana forma vagamente conica, è una lampada fatta in casa, l'ha costruita per me con le sue mani. Penso che potrebbe essermi utile in quelle situazioni in cui mi trovo ad aprire porte che conducono a stanza buie. La ringrazio, la saluto e proseguo il mio cammino. Raggiungo un angolo della casa nel quale c'è una finestra che dà sul giardino e dalla quale vedo un ragazzo di spalle che si allena con una racchetta ed una pallina da tennis. Potrebbe essere lui il figlio di Gianfranco e Luisa. Batto sulla finestra per richiamare la sua attenzione ma lui non sente, non voglio insistere, lascio perdere e proseguo con il mio piano d'azione. Mi trovo ad attraversare un tratto con varie stanze, soprattutto bagni. Provo la torcia che mi ha regalato Luisa, premo il tasto per accendere, emette una lucina piuttosto debole, non è un gran che ma penso che comunque al buio potrà essere utile, sempre meglio di niente. Raggiungo un punto in cui ci sono dei bagni pubblici piuttosto fatiscenti sulla destra, mentre sulla sinistra c'è quello che sembrerebbe un ascensore con la porta aperta. Entro e qui mi raggiungono due persone, uno è il mio amico A.S., l'altro è F., un conoscente. Provo a far partire l'ascensore ma la porta non si chiude. Nel frattempo l'illuminazione all'interno dell'ascensore cala ed accendo la torcia prima che arrivi il buio assoluto. La porta finalmente si chiude e l'ascensore parte ma invece di salire o scendere, inizia a correre in orizzontale. Sfreccia veloce come se fosse un treno su delle rotaie, vedo il percorso che stiamo facendo all'interno di quella che sembra una galleria scarsamente illuminata. Ad un certo punto andiamo addosso a qualcosa ma il botto non è forte come mi aspettavo considerando la velocità a cui stiamo andando. Nel frattempo mi arrivano informazioni telepatiche che mi dicono che siamo all'interno di un videogioco in cui si fanno gare di corsa estrema con questi particolari mezzi. Io però non ho intenzione di prendervi parte, voglio solo scendere ed uscire all'aperto. Ora il mezzo si ferma e scendiamo, ad una ventina di metri da noi c'è un passaggio ad arco che dobbiamo attraversare. Ora con noi c'è anche mio fratello che rimane indietro e si lamenta perché non lo stiamo aspettando. Io nel frattempo mi sono avvicinato all'arco levitando ed esorto anche lui a fare altrettanto per fare prima. Ora attraversiamo l'arco e con noi ci sono altre persone tra cui mia madre, a quanto pare siamo una grande comitiva in gita e so bene che ciò non farà altro che farmi perdere lucidità. Arriviamo ad un incrocio molto affollato, persone che passeggiano tra le bancarelle, tra le quali noto subito una ragazza mora molto bella che viene da sinistra. Il resto del gruppo gira a destra ed io vado dalla parte opposta così da rimanere da solo ed evitare distrazioni. Mi incammino tra le bancarelle, c'è un gran via vai e un chiacchiericcio continuo ma riesco lo stesso a rimanere sufficientemente distaccato da non perdere lucidità. L'ambiente è abbastanza stabile ma non lo percepisco come un luogo indipendente da me, lo capisco se non altro dal fatto che ci sono personaggi onirici di miei familiari, amici e conoscenti. Inoltre come detto c'è un continuo chiacchiericcio di fondo della gente, mentre gli ambienti "alieni" in genere sono caratterizzati da maggiore silenzio, tranquillità e chiarezza. Raggiungo una bancarella alla quale lavorano alcune ragazze. La mia lucidità non è al massimo e mi dimentico di osservare bene intorno a me, memorizzare ed interagire con gli oggetti, come mi ero prefissato di fare. Quando mi viene in mente guardo uno scaffale con delle riviste, guardo e distolgo lo sguardo più volte ed esse si modificano, se pur di poco. Su una di queste riviste leggo "2027", poi vado verso la bancarella di prima e chiedo alle ragazze << che giorno è oggi ? >> Una di loro mi risponde che è il 31 dicembre 1016, mentre indica un macchinario davanti a lei sul cui display compaiono dei numeri in verde. Forse intendeva dire 2016, inoltre qui sono tutti vestiti troppo leggeri per essere il 31 dicembre. Scambio qualche parola con le ragazze ma ricordo solo vagamente. Ora sono di nuovo con il mio amico A.S., è notte ora e non c'è più quasi nessuno in giro. Successivamente è di nuovo giorno e mi trovo in una piazzetta ad osservare l'insegna di un negozio di non so cosa. C'è una scritta grande in maiuscolo, qualcosa tipo "STAD", e sotto in piccolo c'è scritto un indirizzo. Salgo ora una scalinata che conduce ad una struttura chiusa dove spero di trovare un altro passaggio dimensionale. Mi trovo però incastrato in mezzo ad una folla copiosa formata per lo più da bambini, sono davvero tanti e si procede molto a rilento. Mi accorgo che il mio amico A.S. è rimasto di sotto, così uso i miei poteri per farlo levitare e lo trasporto qui in pochi istanti approfittando di un piccolo spazio vuoto che si è venuto a creare nel frattempo. Gli dico che ora sarebbe divertente fare un viaggio nel tempo e gli chiedo dove e quando gli piacerebbe andare. Gli propongo il futuro e lui si mostra d'accordo, allora propongo una data non troppo lontana, 30 anni avanti e anche qui lui concorda ma il sogno crolla e riparto dalla paralisi sul letto. Eseguo il distacco e salgo le scale ma prima che io riesca a stabilizzarmi mi arriva una visione improvvisa di una bella ragazza che si spoglia. A questo punto l'equilibrio già precario in quel momento crolla del tutto e mi ritrovo nel corpo fisico sveglio.

10 giugno 2020

OBE ore 5.00-6.00

Cucina "verde"

Dopo la consueta WBTB eseguo una WILD e mi trovo ad un certo punto aprendere consapevolezza mentre sono avvolto dalle vibrazioni. Scendo dal letto, la vista è già attiva, barcollo un po' e quasi cado sul letto di mio fratello. Esco dalla stanza e vado in salotto, accendo una luce, a primo impatto la casa appare simile a come è attualmente nella realtà fisica ma poi guardando bene vedo molte differenze. L'ambiente è stabile e le immagini sono molto nitide e realistiche. In cucina in un angolo trovo uno scaffale a torre con vari ripiani pieni di piantine. Ci sono piantine anche in altri punti della cucina. Il frigorifero è lo stesso attuale e si trova al posto giusto ma è rivolto verso la parete che separa il salotto dal garage. Proprio a ridosso di questa parete trovo gli elementi più insoliti: lavatrici, asciugatrici ed altri macchinari per le pulizie. Mi guardo un po' intornoo poi il sogno si dissolve.

11 giugno 2020

OBE ore 4.15-5.00

Eseguo il distacco ed esco dalla mia stanza. La vista è già attiva anche se c'è poca luce, premo un interruttore per accenderla e vado verso il tavolo, poi in cucina. Anche oggi trovo tutto molto simile a come è attualmente nella realtà fisica, prendo una bottiglia d'acqua, ne verso un po' in un bicchiere e bevo. Poi vado per uscire ma si oscura tutto, mi aggrappo al muro che separa la sala dalla zona bagno-camere che qui è libero da mobili (dunque solo in apparenza ed a primo impatto l'ambiente appare simile a come è fisicamente, guardando più attentamente però emergono le differenze ). A tratti la vista torna ma fatico a mantenerla, esco di casa ma vengo svegliato dalla sveglia di mio padre.

Lucido ore 5.00-6.00

Mi trovo a camminare lungo la strada che costeggia la ferrovia eprendo subito lucidità, imbocco il sottopassaggio mentre una voce mi guida suggerendomi cosa fare. Mentre avanzo nel sottopassaggio mi tengo ad un corrimano, sono quasi arrivato all'uscita, salgo le scale e la voce continua a parlarmi ma non la sento come esterna a me, mi rendo conto che sono io stesso a pensare quelle parole che sento pronunciare nella mia testa istantaneamente. Esco dal sottopassaggio ed attraverso la strada imboccando il viale principale della mia città. Qui è pieno di gente, osservo i volti di alcune persone, del tutto reali. Tra queste persone vedo di sfuggita anche un signore anziano che mi sembra di conoscere ma che non so identificare. La voce continua a parlarmi di quanto sia tutto reale ed è vero ma stavolta non percepisco questo ambiente come indipendente da me, è senza dubbio un sogno lucido molto stabile ma non un ambiente "alieno". Leggo una scritta su una vetrina, distolgo lo sguardo e guardo di nuovo, anche se di poco si modifica, negli ambienti "alieni" in genere le scritte restano uguali. Ora invece fisso qualcosa dall'altra parte della strada,provo a leggere una scritta ma non riesco a metterla a fuoco bene, è un po' come quando ho le lenti a contatto, con le quali fatico a leggere le scritte oltre una certa distanza che invece con gli occhiali riesco a leggere bene. Ora mi ritrovo in un luogo chiuso, una specie di supermercato, anche questo molto affollato. Rubo di nascosto un cioccolatino da uno scaffale, si tratta di un mini Bounty. Lo assaggio ed il sapore è quello del Bounty ma un po' attutito. Ora incontro un ragazzo che mi porge una piccola confezione di biscottini consigliandomeli perché dice che sono buoni. Li prendo e me li metto in tasca, li assaggerò dopo. Mi sforzo di mantenere la lucidità e la presenza mentre mangio il Bounty, vado verso l'uscita, voglio raggiungere un luogo all'aperto ma appena varco la soglia il sogno crolla.

19 giugno 2020

Lucido ore 5.00-6.00

Lo specchio, l'esperimento e il chiosco di granite

Sono a casa in cucina al piano terra con i miei nonni a fare non ricordo cosa. Ora vado in salotto e vedo dalla finestra che la luce del gazebo in giardino è accesa. Esco sulla veranda, c'è un venticello fresco molto piacevole, scendo le scale che portano al piazzaletto dove si trova il gazebo e vado a spegnere la luce. Prendo gradualmente lucidità e vado verso il cancelletto per uscire in strada. Lo apro semplicemente tirandolo, senza premere il pulsante, mi accorgo inoltre che il cancello grande automatico non è chiuso bene. Esco in strada e mi incammino subito lungo la via frontale al cancello, lo scenario traballa e così mi lascio andare e piombo nell'oscurità. A questo punto cerco qualcosa a cui aggrapparmi per stabilizzarmi da qualche parte, eseguendo di fatto un teletrasporto. Non trovo niente a mezz'aria, dunque mi chino a sfregare le mani sull'asfalto e dopo un po' l'ambiente si forma intorno a me. Mi guardo intorno e mi accorgo che sono sempre sulla stessa via solo qualche decina di metri più avanti, non era proprio ciò che intendevo per teletrasporto, qui potevo arrivarci anche a piedi ! :D Proseguo e arrivo fino in fondo alla strada dove c'è una grossa casa o palazzina. Il mio obbiettivo è quello di raggiungere uno specchio ed attraversarlo. Vado dritto verso l'edificio in fondo alla strada convinto di trovarci uno specchio. Entro nel cortile ed incontro non so perché Claudio Baglioni, a quanto pare abita qui :D., lo saluto e gli dico che è un onore per me incontrarlo. Trovo subito lo specchio già qui nel cortile, ho un problema con le scarpe, mi si sono mezze sfilate e non riesco a rimetterle a posto, così me le tolgo, tanto riappariranno da sole a breve o per lo meno quando cambierò scenario attraversando lo specchio. Mi fermo davanti allo specchio e lo premo con un dito per trapassarlo, per poi attraversarlo con tutto il corpo. La mia lucidità vacilla, tanto che pronuncio una frase che non viene dalla mia mente cosciente, qualcosa del tipo << ora entrerò nello specchio e mi abbandonerò agli eventi >>. Mi rendo subito conto però della stranezza e torno in me e dico ad alta voce che non dovrò lasciarmi andare troppo, mi lascerò guidare dall'inconscio durante lo spostamento ma manterrò la piena lucidità. Mentre parlo il mio riflesso si muove autonomamente, è un personaggio a sé stante. Inizio a penetrare con le mani nello specchio, poi vado per infilare le gambe ma mi accorgo che ora lo specchio non arriva più fino a terra ma si ferma più o meno all'altezza della mia vita. Infilo dunque la testa e mi ritrovo nell'oscurità, leggermente sballottato e con un formicolio all'addome che a tratti aumenta rischiando di destabilizzarmi. Lo tengo comunque sotto controllo ed inizio poi a percepirmi vagamente sdraiato sul letto. Mi rotolo giù e mi sposto al buio fino a tornare in strada, quando la vista si attiva mi ritrovo in una di quelle situazioni oniriche bizzarre e grottesche, sono accovacciato su qualcosa qualcosa di indefinito a qualche metro da terra e vedo un furgone che sfreccia a tutta velocità andando contro un cancello che si apre all'impatto ma non si distrugge. Scendo a terra e vedo che sono ancora nella via di prima, in pratica attraversando lo specchio non ho ottenuto un bel niente, anzi sono tornato indietro :D. Avrei dovuto esprimere un intento preciso su dove teletrasportarmi, o almeno un intento più deciso nel raggiungere un luogo diverso. Come al solito l'aspettativa ha giocato un ruolo fondamentale, dentro di me mi aspettavo di ripartire da letto a casa mia e così è stato, devo lavorare su questo. Vedo ora una palazzina di quattro piani sulla destra e decido di entrarci e prendere l'ascensore con il quale traslocarmi altrove. Entro nella palazzina, ti pare che in un edificio di quattro piani non c'è l'ascensore ? E infatti...non c'è :D, mi trovo ad aprire diverse porte ma niente da fare. Nel frattempo incontro un tizio al quale parlo non so perché in inglese, penso proprio direttamente in inglese e la mia pronuncia è quasi perfetta. Il tizio mi segue e quando mi trovo ad un bivio, da una parte una porta chiusa, dall'altra una aperta che dà su una sala illuminata. Quest'ultima è sicuramente più invitante della porta chiusa, la quale potrebbe condurmi ad un vicolo cieco, e anche il tizio mi suggerisce di andare lì. Io però, memore delle esperienze passate, intuisco che potrebbe essere una trappola, un luogo accogliente e sicuro che però mi terrebbe bloccato in questo livello mentre io voglio raggiungere uno stato di coscienza più elevato. Dunque ignoro l'invito del tizio e apro la porta, come pensavo mi ritrovo in una serie di luoghi
piccoli e chiusi tra cui non può mancare ovviamente il solito bagno :D. Dell'ascensore nemmeno l'ombra, dunque torno indietro e mi ritrovo in un bar con alcune persone sedute su dei divanetti lungo le pareti, tra cui noto una giovane ragazza carina che indossa degli shorts. Vado al bancone per farmi dare qualcosa da sgranocchiare o da bere ma non ci trovo nessuno, quindi devo servirmi pure da solo ? Nah...piuttosto andrò in un altro bar :D. Esco dal locale, ora sono nell'area all'aperto del bar, qui c'è molta più gente e anche molta più confusione. Il chiacchiericcio di fondo è molto intenso e sento che sta per sopraffarmi, devo assolutamente mettere ordine e fare chiarezza. Con voce autoritaria e minacciosa ordino a tutti di fare silenzio ed ecco che tutti smettono di parlare e mi guardano. Fin qui tutto nella norma, a questo punto mi viene in mente di fare un esperimento, già che ci sono, voglio ordinare a tutti i presenti di andare via e vedere che succede.
Sempre con lo stesso tono ordino a tutti di andarsene immediatamente ed ecco che quasi tutti si alzano e se ne vanno forse anche un po' spaventati. Ho detto "quasi" tutti, infatti alcuni restano seduti ai loro tavoli come se nulla fosse. Mi avvicino ad un tavolo al quale sono seduto 5 o 6 persone e ripeto l'ordine in maniera decisa ma questi si rifiutano categoricamente di obbedire, anzi si ribellano ed iniziano a dirmi cose del tipo << e perché dovremmo fare come dici tu ? >> Proprio come pensavo e speravo, non tutti i personaggi qui presenti sono dei semplici burattini, alcuni di loro sono dotati di un certo grado di consapevolezza e di una loro personalità e la cosa non può che farmi felice :). C'è un tizio pelato e robusto seduto a capo tavola, gli dico di stare tranquillo perché era tutto un esperimento, ha dimostrato di avere un certo grado di consapevolezza, ha superato la prova. Mi scuso con loro dicendo che non è da me trattare male i personaggi dei miei sogni ma stavolta era necessario agire così per il corretto funzionamento dell'esperimento. Mi siedo al tavolo con queste persone e parlo un po' con loro mentre mangiano. Ricordo delle strane pietanze che non saprei definire, non sono molto invitanti. Ora mi avvicino ad un altro gruppo di ragazzi e ragazze che so essere alcuni di quelli che se ne erano andati ed ora sono tornati. Mi scuso con loro per averli cacciati spiegando che si trattava di un esperimento,
[color=#00BF00]poi perdo parzialmente lucidità e mi intrattengo con loro a parlare.[/color]In seguito mi trovo in un luogo diverso, molto più tranquillo e silenzioso. E' il crepuscolo e vedo il mare a qualche metro da me con una piccola spiaggetta. L'atmosfera è serena e caratterizzata da una maggiore chiarezza rispetto allo scenario di prima. Vado verso la spiaggia e una ragazza mi passa davanti ed entra in un negozietto alla mia sinistra. Io proseguo e raggiungo la spiaggia, dove trovo due o tre ragazze ferme in un punto a chiacchierare. Faccio un giretto e ad un certo punto quasi mi scontro con una di quelle ragazze che nel frattempo hanno iniziato a camminare. Le chiedo scusa ma non vedo nessuna reazione da parte sua, sembra che non possa vedermi, forse siamo su due frequenze diverse, devo essere una specie di fantasma per loro. Ora sbuco in una stradina dove c'è più affollamento, sembra esserci una festa. Vedo un chiosco di granite dove ci sono alcune persone in fila e la cosa mi incuriosisce. Mi avvicino e vedo che a servire ci sono un ragazzo di colore e una donna. Aspetto il mio turno, nel frattempo gli inservienti consegnano le granite ai clienti, una di queste la passano ad un cliente dietro di me passando la mano sopra la mia testa. Quando finalmente tocca a me è la donna a servirmi, le chiedo una granita al pistacchio ma mi dice che non c'è, nonostante sia presente tra i gusti disponibili sul menu, evidentemente l'hanno finito. [color=#00BF00]Do allora una rapida occhiata e chiedo una granita all'arancia e la donna inizia a preparare. Mi chiede se ci voglio lo zucchero e le dico di no, mi dà la granita ma è strana, non sembra una granita, è un bicchiere con un liquido semi trasparente con dei pezzi croccanti che galleggiano ed hanno un vago sapore di arancia. Cammino continuando a mangiare la granita[/color] finché non mi sveglio.

30 giugno 2020

Serie di lucidi/OBE ore 5.00-6.00

Sono sul letto con una forte pressione nella testa,capisco che si tratta di un falso risveglio e scendo dal letto. Esco di casa ed inizio a levitare, è notte e le immagini non sono per niente nitide. Vedo nel cielo una forte luce bianca, dovrebbe essere la luna ma i contorni non sono ben definiti, come se la guardassi senza occhiali. Provo a prendere quota ma qualcosa mi blocca, non riesco a salire più di così. Ad un certo punto mi ritrovo nel buio e provo ad approfittarne per teletrasportarmi altrove. Inizio a percepirmi sdraiato sul letto e mi rotolo giù cercando di autoconvincermi di trovarmi in un posto nuovo e non nella mia stanza. Tuttavia appena tocco il pavimento riconosco subito che è quello di casa mia e infatti quando la vista si attiva sono nel salotto del seminterrato vicino al televisore che è acceso. Vado di sopra ed esco in strada, il cancello è diverso da come dovrebbe essere e anche la zona intorno a casa mia è diversa. Le strade sono orientate in maniera differente, anche se si tratta sempre di un quartiere periferico più o meno simile a dove abito. L'ambiente è stabile e reale, percorro un tratto di strada mentre sento le voci di bambini che giocano. Mi ricordo di una visione che ho avuto circa una settimana fa mentre ero in meditazione, una sorta di ipnagogica visiva ed uditiva in cui appariva un bambino vestito di bianco che correva via, io sentivo di doverlo inseguire e lo chiamavo "Ichi". Dunque penso di cercare questo o questa "Ichi" e chiedo ai bambini << chi di voi è Ichi ? >> I bambini si fermano e mi guardano facendomi capire che nessuno di loro è quello che cerco, poi si mettono anche loro a chiamare Ichi, dunque questo bambino o bambina esiste. Uno di loro mi indica un angolo dietro ad una macchina in fondo alla strada dicendomi che forse si nasconde lì. Prima di andare a vedere chiedo se si tratta di un bambino o di una bambina, << bambina >> mi rispondono. Vado dunque verso il luogo indicatomi ma ho un attimo di esitazione, un senso di inquietudine, poi però lo scaccio via e proseguo ma non trovo nessuno. Nell'ipnagogica ho avuto l'impressione che mi si suggerisse di farmi in qualche modo guidare da questo bambino, allora chiedo ad uno di questi bambini, quello che mi ha indicato dove cercare, se può essere lui a farmi da guida. Lui però mi dice che non vuole farlo, poi mi dice qualcosa che non ricordo bene ma che ha a che fare con qualcosa che vorrebbe avere. Colgo la palla al balzo e gli dico che io posso fargli avere qualsiasi cosa se mi aiuta, lui sembra pensarci su, poi però il sogno si dissolve. Riparto dal letto, eseguo il distacco e vado di sopra, esco dal cancelletto che stavolta è come dovrebbe essere. Per stabilizzare sfrego le mani sulle sbarre e poi lo spingo e tiro più volte, è un metodo molto efficace, l'ambiente si stabilizza in pochi istanti. Mi incammino lungo la strada e dopo un po' mi dirigo verso una casa sulla destra, voglio usarla come passaggio dimensionale. Suono il citofono, è un abitudine ormai consolidata, non mi piace irrompere con prepotenza in casa altrui anche se sono in un sogno. Attendo un po' ma nessuno mi risponde, c'è un cancello adiacente aperto, entro da lì e raggiungo l'ingresso. Una donna sulla sessantina mi accoglie in maniera piuttosto fredda e con un'espressione come a dire "sbrigati a fare quello che devi fare e sparisci", a quanto pare sa già perché sono qui, non gradisce la mia presenza ma sa che non può fermarmi e non le resta che sperare che io faccia in fretta. Attraverso un'ampia sala dalle pareti bianche e mobili neri o blu scuro. Ci sono persone anche loro vestite di bianco o di scuro (nero o blu molto scuro), alcuni sono seduti su un divano. Entro in una piccola stanza che sembra essere uno spogliatoio, ci sono le docce e da una di queste esce un ragazzo e capisco che si tratta dello spogliatoio maschile. Vedo una porta che potrei usare come passaggio ma quando la apro trovo, come spesso accade, un piccolo stanzino buio.[color=#00BF00]Complice un evidente calo di lucidità sono tentato di restare qui, in questo luogo di mezzo che in genere rappresenta una "trappola". [/color]Questi luoghi di transizione infatti spesso sono invitanti e invogliano a restarci, sono spaziosi, luminosi ed allegri però mi mantengono in uno stato di coscienza intermedio e finiscono col farmi perdere lucidità. Il mio obbiettivo invece è uscire verso uno scenario più elevato, uno stato di coscienza superiore, ma spesso il passaggio risulta complicato e tortuoso e finisco per cedere e decidere di rimanere in questi rassicuranti ambienti di mezzo. [color=#00BF00]Così è anche questa volta, torno indietro e mi metto a girovagare cercando lo spogliatoio femminile, la mia lucidità è ormai a livelli minimi ed ecco che prendono il sopravvento gli impulsi di tipo sessuale. Trovo infine una porta con scritto sopra in alto "SPOGLIATOIO FEMMINILE", ma quando entro mi trovo invece in un supermercato, nel quale di tanto in tanto ci sono delle vasche con delle ragazze che fanno il bagno nude. La scena è piuttosto bizzarra e nonsense :D ,[/color] poco dopo il sogno si interrompe e mi sveglio.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 05/08/2020, 20:47

7 luglio 2020

OBE ore 4.45-6.00


Mi ritrovo in paralisi con l'entità sopra di me che tenta di avere un rapporto sessuale con me. Non ho alcuna intenzione di farlo ma non posso respingerla con la forza o diventerebbe ostile e le cose si complicherebbero. Le dico allora che la cosa si può fare ma non in queste condizioni, nelle quali non vedo nulla e non posso muovermi, lo faremo quando avrò il pieno controllo del mio corpo. Dunque eseguo il distacco e la invito a seguirmi fuori, una volta che mi sarò stabilizzato per bene potremmo fare quello che mi sta chiedendo. Usciamo in strada, lei si mostra un po' impaziente, forse pensa che io non stia mantenendo la parola ma io le dico di pazientare ancora un attimo che devo stabilizzarmi. Mi fermo al centro della strada e mi concentro sull'ambiente circostante, c'è una grande calma e silenzio, si sente solo il canto degli uccelli. Ora vedo l'entità qualche metro davanti a me, ha assunto una forma definita, è una ragazza bionda dal look un po' trasandato, di aspetto gradevole ma nulla di speciale. Non è per niente il mio tipo, sia fisicamente che caratterialmente. Mi dà l'idea di essere estremamente possessiva, quasi psicopatica, tipo una sorta di stalker di quelle che difficilmente di stacchi di dosso. Del resto queste caratteristiche sono coerenti con l'atteggiamento che ha sempre avuto nei miei confronti. Per anni è stata un demone, un'entità maligna all'inizio terrificante, poi comunque molto fastidiosa, certo non posso pretendere che di punto in bianco diventi un angelo ! :D Nonostante tutto provo affetto nei suoi confronti, apprezzo il suo cambiamento e farò in modo che evolva ulteriormente. Invito anche lei a fermarsi un attimo a meditare, credo che le farebbe bene, ma non sembra darmi ascolto. Ora mi sento sufficientemente stabilizzato, mi avvicino a lei per mantenere la promessa ma ora sembra aver perso almeno in parte quella sua famelicità. Meglio così, penso, comunque il sogno si dissolve e sento lei dire qualcosa del tipo << bene, non volevi fregarmi allora, va bene così >>. La frase mi suona come un via libera per proseguire con il mio piano d'azione, sembra che in qualche modo il mio atteggiamento l'abbia un po' ammorbidita e resa più rilassata e accomodante. Quando riparto dal letto infatti lei non c'è ed io sono libero di uscire senza interferenze. Non mi sarei fatto fermare in ogni caso, ma poter portare avanti le mie esperienze senza dover lottare con lei è certamente un vantaggio che mi fa risparmiare tempo ed energie. Esco dal portone e mentre percorro il vialetto inizio a stabilizzare toccando le piante ai lati, poi esco in strada, chiudo il cancello e mi metto a sfregare le mani sulle sbarre. Qualcosa di ruvido mi graffia
la pelle e sento un lieve bruciore tanto che decido di smettere di sfregare le mani per quanto è reale. Ora mi metto a scuotere più volte il cancello tenendolo per le sbarre, reagisce in maniere perfettamente coerente, segno di ottima stabilità. Non sono ancora pienamente soddisfatto però, dunque mi chino a sfregare le mani sull'asfalto. Inizialmente trovo una porzione di asfalto molto liscia, forse fatta da poco, poi sfrego le mani su una parte più vecchia e ruvida. Dopo un po' quasi mi bruciano, direi che può bastare così per oggi, sono soddisfatto della stabilità e realismo raggiunti. Resto qualche secondo ad osservare l'asfalto nei suoi dettagli, riesco a vedere ogni minimo particolare senza alcuna difficoltà, anzi vedo forse anche meglio rispetto alla realtà fisica. Resto qui davanti casa al centro della strada, non c'è nessuno in giro, calma e silenzio totale, le condizioni ideali per attuare l'obbiettivo che mi ero prefissato, ovvero incontrare di nuovo la ragazza che incontrai in un'esperienza di circa 3 anni fa. Rimasi molto colpito da lei, di ragazze nei sogni ne ho incontrate tante ma lei mi ha lasciato qualcosa dentro che non so spiegare. Tuttavia da allora non sono più riuscito ad incontrarla di nuovo, le volte che ci ho provato mi sono trovato davanti dei "falsi", ragazze che si spacciavano per lei ma che chiaramente non erano lei. Purtroppo quella volta feci l'errore di non chiederle il nome, dunque di fatto non so come chiamarla, l'unico modo che mi viene in mente è di richiamare quello stato emotivo particolare ma anche stavolta non ci riesco. Da tempo ormai non provo più quella particolare emozione e mi riesce estremamente difficile evocarla a comando. Ogni tanto ci riprovo perché sento che è importante per me, tutte le volte però fallisco, e così è anche stavolta. Ad un certo punto inizio a levitare ma rimango concentrato nel tentativo di evocare la ragazza e questo mi fa perdere il controllo del mio corpo che inizia ad essere sballottato qua e là.
Lo scenario intorno a me si deforma mentre continuo ad svolazzare senza controllo, in seguito perdo lucidità e mi ritrovo in un falso risveglio nel quale sono seduto su una sedia a casa mia al piano terra. Tento di riaddormentarmi per rientrare nel sogno ma vengo disturbato dal televisore e da mio fratello che si mette qui vicino a fare rumore.

18 luglio 2020

Sogno lucido ore 6.15-8.00

Incontro con M.

Mi trovo in una città indefinita di giorno in compagnia del mio amico A.S. Ad un certo punto ci imbattiamo nel nostro amico M., che è morto 4 anni fa. A.S., che cammina leggermente davanti a me ed è il primo ad incontrarlo, lo ignora convinto che si tratti di un'allucinazione. Da come reagisce sembra che non sia la prima volta che gli capita. Ora sono io ad incontrare M. e so benissimo che non si tratta di un'allucinazione, capisco subito che sto sognando. Lo saluto e gli dico << se sei qui significa che questo è un sogno ! Dunque hai imparato anche tu a viaggiare nei sogni ! >> Mi dice qualcosa che non ricordo, poi gli dico che stanotte non ho molta energia e non riuscirò a rimanere qui a lungo. Le immagini infatti non sono fisse, si deformano ed anche il suo aspetto cambia continuamente. Gli spiego che in questo periodo, come ogni estate, per via del caldo e delle poche ore di sonno sono un po' in confusione quindi la mia energia per sognare non è al meglio. Mi dice altre cose che purtroppo non ricordo, gli chiedo poi di darmi un'informazione che non posso conoscere in alcun modo, così che poi io possa verificarne la veridicità nella veglia e dare una prova anche ad A.S. Inizialmente dice che non gli viene in mente niente poi però ci pensa un po' e mi dice qualcosa che però tengo per me. Gli dico che sono contento di averlo incontrato e di vedere che sta bene e gli dico che magari ci incontreremo ancora, forse un giorno proverò io ad andare da lui. Lo saluto e guardandolo un'ultima volta vedo che accanto a lui ci sono due persone, una delle quali è sicuramente una donna, l'altra forse anche ma non ne sono certo al 100 %. Comunque capisco che si tratta di entità guida che lo hanno accompagnato qui ed ora lo porteranno chissà dove, in ogni caso so che è in buone mani. Mi sorridono e mi salutano anche loro, ricambio il saluto e raggiungo il mio amico A.S.Qui perdo lucidità e sono convinto di essere nella realtà fisica e ricordo l'episodio appena raccontato come se fosse un sogno appena fatto. Sono sempre in compagnia di A.S. e stiamo percorrendo il sottopassaggio in direzione del quartiere in cui abito e lo vedo con gli occhi lucidi, chiaramente commosso. Gli chiedo cosa ha anche se già so la risposta, lui però non mi risponde, forse non riesce a parlare per la troppa commozione. Allora gli dico << ma non è che per caso hai sognato pure tu M. ? >> Lui dice di sì e allora gli dico che c'ero anche io nel sogno, che ho riconosciuto subito che si trattava appunto di un sogno e ho parlato con lui. Gli dico l'informazione che mi ha dato, la quale aveva a che fare proprio con lui, e lui mi conferma che è vero quello che M. mi ha detto nel sogno. Dunque gli dico che io non potevo saperlo e ciò dimostra che era davvero lui e che la morte non è la fine, M. c'è ancora, da qualche parte. Lui però dice di non essere d'accordo sul fatto che tutti sopravvivono alla morte, dice che dipende dalle loro
azioni in vita. Io gli dico che secondo me la pensa così per via dell'indottrinamento della religione cristiana, il quale, anche se non siamo credenti, in parte ci condiziona a livello inconscio.

19 luglio 2020

Lucido/OBE ore 5.30-8.00

Nel corpo di una ragazza

Mi trovo a casa nel seminterrato in uno stato semi lucido. Inizio a levitare e la mia lucidità aumenta gradualmente, svolazzo un po' per il seminterrato, poi mi dirigo su per le scale ed esco di casa. Essendo però le immagini ancora sgranate decido di andare contro il muro di recinzione per uscire dal sogno ed andare in OBE ma ottengo solo di attraversarlo, ritrovandomi in strada. Atterro e mi guardo intorno, è notte e le immagini sono ancora sfocate e confuse. Inizio a chiedere ad alta voce "chiarezza !" E dopo alcuni istanti inizio nuovamente a levitare e subito dopo si oscura tutto. Capisco che mi sto spostando altrove, perciò mi chino a sfregare le mani per terra per stabilizzarmi nel nuovo scenario. Con mia sorpresa però non sento il ruvido dell'asfalto al tatto, bensì una superficie liscia, sembrerebbe un pavimento interno di una casa. Ora la vista si attiva, è giorno e realizzo di trovarmi in una stanza da letto, vedo infatti un letto matrimoniale, non è però la mia né nessun'altra camera che conosco. Vedo un armadio sul quale è attaccato un adesivo che raffigura il volto di una donna con la bocca spalancata come se stesse urlando. Il volto è completamente grigio, dà l'idea di essere pietrificato. La visione di questa figura mi causa un lieve senso di inquietudine che dura però solo un istante. Al centro dell'armadio c'è un piccolo specchio verticale stretto e lungo. Osservo il mio riflesso nello specchio e vedo che sono una ragazza mora, tuttavia lo specchio è troppo stretto e riflette solo una parte del mio volto. Mi sposto verso uno specchio ben più grande che copre quasi tutta la parete alla mia sinistra. Nel frattempo mi tasto il petto e sento chiaramente il seno e il reggiseno sotto la maglietta che indosso, non c'è alcun dubbio, mi trovo a tutti gli effetti nel corpo di una donna ! Raggiungo lo specchio, ora riesco a vedermi per intero, sono proprio gran bella ragazza ! :D Ho capelli scuri, lisci e lunghi fin poco sotto le spalle, indosso una giacca grigia simile ad un accappatoio, con le due estremità legate solo da un grosso laccio all'altezza dell'addome. Non ricordo cosa avessi sotto la giacca, ricordo solo che era qualcosa di rosso. Cerco informazioni per capire dove e quando mi trovo, sento voci di una TV che sembrano provenire dal piano inferiore. Inizialmente penso di scendere ed esplorare di sotto ma poi la mia attenzione si sposta su una specie di cartolina sulla quale sono scritti nomi di persone. I nomi sono chiaramente non italiani, sembrano vagamente russi forse ed ho l'impressione che si tratti di "miei" familiari, ovvero familiari della ragazza nel cui corpo mi trovo. Leggo inoltre quello che dovrebbe essere il suo Paese d'origine, il Kazakistan. In basso, scritti in piccolo, trovo una sorta di elenco di luoghi e date di nascite a morte con brevi descrizioni. Sembra si tratti di brevi riassunti di vite di alcune persone che in qualche modo hanno a che fare con la ragazza. Tra i luoghi di cui si parla ricordo l'Algeria, mentre una di queste persone risulta essere vissuta nel '500 e in generale i riassunti parlano di vite molto travagliate. L'ultima dell'elenco riporta come anno di nascita il 2009 e di morte il 2041. Nel riassunto corrispondente leggo qualcosa che ha a che fare con il nazismo con un riferimento al "Mein Kampf". Le date, o almeno quest'ultima, erano scritte per intero e riportavano accanto rispettivamente la N, che sta per nascita, e la M di morte. Ora vorrei scendere di sotto ed esplorare meglio la casa e magari anche fuori ma la mia energia si sta ormai esaurendoe l'esperienza si interrompe.

25 luglio 2020

Lucido/OBE ore 6.00-7.45

Sono davanti casa e prendo lucidità. Vado verso il cancello della casa di fronte e suono il citofono sul quale però trovo un display con la scritta "NESSUNO IN CASA". Capisco quindi che nessuno mi aprirà e provo ad aprire il cancello da solo. Spingendolo non si apre stavolta, così provo a rompere la serratura facendo vibrare la mia mano destra come se fosse una motosega. Qui però arriva mia zia che, non so perché, ha le chiavi e mi apre lei. Mentre entriamo le chiedo come mai ha le chiavi del cancello ma non ricordo la sua risposta. Saliamo dei gradini e raggiungiamo la veranda,dove c'è il portone d'ingresso. Guardo in faccia mia zia, le immagini sono ancora instabili e non molto vivide, penso che dovrei uscire dal sogno ed entrare in OBE. Non ricordo cosa succede a questo punto, forse finisco spontaneamente in paralisi. Ricordo infatti che in seguito mi sono ritrovato in paralisi sul letto ma non so dire con certezza se ciò sia avvenuto immediatamente dopo
l'episodio appena descritto o se più tardi. Ad ogni modo eseguo il distacco, il mio corpo è molto sottile, quasi inconsistente. Per addensarlo e stabilizzarmi vado di sopra aggrappandomi come al solito alla ringhiera e alle pareti, esco dal portone e la vista si attiva. Tocco la ringhiera, poi le piante, soffermandomi su delle rose in fondo al vialetto. Esco e stabilizzo ulteriormente con il solito metodo dello sfregamento delle mani sulle sbarre del cancello e dello scuotimento del cancello stesso. Ora mi sento sufficientemente stabilizzato, non sono solo però, c'è un bel po'di gente nei paraggi, tra cui un tizio che ha tutta l'aria di essere un accompagnatore. Mi fermo al centro della strada e chiedo ad alta voce chiarezza, poi sempre ad alta voce, rivolto ai presenti dico << silenzio !>> e subito il brusio di sottofondo si attenua, anche se all'inizio non si spegne del tutto. Con calma invito tutti ad allontanarsi ed a rientrare nelle proprie case, ho bisogno di essere solo e in silenzio. Piano piano tutti obbediscono e in pochi istanti rimaniamo solo io e l'accompagnatore, che ora ha l'aspetto di mio fratello. Mi accorgo poi che sono rimaste due persone all'angolo del marciapiede, ma presto anche loro entrano in casa. Bene, ora posso procedere con il mio obbiettivo, che è quello di raggiungere lo stesso luogo dell'esperienza di domenica scorsa, nel corpo di quella ragazza, così da riprendere l'esplorazione da dove l'avevo lasciata ed ottenere ulteriori informazioni. Prima però dico a mio fratello di restare qui e osservare, così poi mi dirà cosa vede dal suo punto di vista quando mi teletrasporto. Mi fermo al centro della strada e mi concentro per richiamare alla mente quell'esperienza e chiedo aiuto anche al sé superiore affinché io riesca a tornare in quella stanza, nel corpo di quella ragazza. Trascorrono alcuni secondi ma non accade nulla, in effetti sono ancora stabilizzato in questo ambiente, per traslocarmi devo prima destabilizzarmi. Allargo dunque le braccia e rimango in silenzio, rilassato, dopo qualche istante inizio a sentirmi sempre più leggero e mi sento sollevare leggermente da terra. Rimango però sulle punte dei piedi, le quali ancora non riescono a staccarsi e i miei piedi tornano ad appoggiarsi interamente al suolo. Ora la cosa si ripete e stavolta i miei piedi si alzano leggermente di più ma ancora una volta la gravità ha la meglio. Al terzo tentativo sono ormai leggerissimo e mi stacco del tutto da terra rimanendo sospeso a mezz'aria. Svolazzo un po', poi mi fiondo verso il basso e mi ritrovo nel buio. Sfrego le mani sotto di me ma invece dell'asfalto o di un pavimento trovo il materasso del mio letto e capisco di aver fallito stavolta. Riparto dunque dal letto ma qui il ricordo si fa vago. Avvengono alcuni episodi confusi di cui ricordo ben poco. In uno di questi mi trovo a gironzolare per il seminterrato al buio e ad un certo punto sento la sveglia di un cellulare che sembra provenire dalla stanza dei miei. La cosa mi sembra strana dato che i miei non si trovano a casa in questo momento, ma la mia lucidità in questo momento è bassa e non mi rendo conto che il suono è parte del sogno, non viene dalla realtà fisica. Sento mio fratello lamentarsi della sveglia, entro dunque in camera dei miei, il suono aumenta d'intensità man mano che mi avvicino, segno che non può venire dalla realtà fisica. Premo un tasto laterale dello smartphone e la sveglia cessa di suonare, ma nonostante ciò sono ancora convinto che la sveglia fosse fisica e che io sia riuscito a spegnerla dal piano astrale :D. In seguito avviene un altro episodio nel quale riacquisto una lucidità soddisfacente e penso di provare nuovamente a traslocarmi, stavolta però alla vecchia maniera, ovvero entrando in una casa ed uscendo poi da un'altra uscita. Mi metto dunque a correre e quando sono quasi arrivato alla fine della strada entro in una villetta sulla destra. La porta d'ingresso è aperta, entro in casa dove mi accoglie una signora sui 50 che sembra sapere già perché sono qui. Mi indica infatti delle scale a scendere alla mia destra, io seguo le sue indicazioni e prendo quella direzione. Scendo le scale e mi trovo davanti ad una porta, la apro tenendomi defilato per non farmi subito avvolgere dall'eventuale oscurità. Al di là della porta c'è un breve corridoio buio che mi conduce ad un'altra saletta, il cui arredamento mi ricorda vagamente qualcosa, come se fossi già stato qui. Mi viene in mente che diverse volte in un sogno lucido mi sono trovato in case che hanno un non so che di familiare ma che non sono coerenti con i ricordi della mia vita. Inoltre più di una volta questa sensazione di dejavu è avvenuta subito dopo aver sceso delle scale all'interno di una casa. Proseguo finché non mi trovo all'aperto, è ancora notte e l'ambiente è un po' desolato, mi trovo in un ampio cortile ed alla mia destra c'è un muro, al di là del quale si vede una strada, che raggiungo. Non sembra esserci nessuno nei paraggi, deve trattarsi di una zona periferica, ed ho la sensazione che sia uno di quei quartieri lasciati al degrado, dove non è consigliabile girare da soli, specialmente di notte. Io ovviamente nella mia posizione non ho alcuna paura ma comunque resta il fatto che non è un luogo piacevole. Ora alla mia sinistra vedo un edificio con un ampia apertura che collega questa strada ad una dall'altra parte dell'edificio. All'interno di quel passaggio sotto l'edificio vedo quattro donne in abiti succinti che se ne stanno in piedi come in attesa di qualcuno o qualcosa. Capisco che si tratta di prostitute in attesa di clienti, a conferma che questo è un luogo dalla bassa energia. Sono abbastanza lucido e non mi faccio tentare, a dire il vero non provo alcun desiderio sessuale nei loro confronti, tuttavia sono le uniche persone nei paraggi dunque le raggiungo per chiedere loro informazioni e suggerimenti su dove andare. Ora le vedo bene, due di loro sono piuttosto mature, sulla cinquantina, mentre le altre due sono giovani. Una delle due sembra carina ma la vedo solo di sfuggita, l'altra invece è bellissima, capelli neri, lunghi e lisci, fisico mozzafiato, indossa un vestito nero con un'ampia scollatura. Proprio lei, con mia sorpresa, mi dice di andare via, che non mi vogliono qui. La cosa mi sembra strana, ero sicuro che tentassero di adescarmi, invece addirittura mi mandano via, forse sembro troppo giovane ai loro occhi o forse si sono accorte che sono un sognatore lucido. Ad ogni modo non ha importanza, come ho detto non ho alcuna intenzione di andare con una di loro e glielo dico chiaramente. Dico loro che sto cercando qualcuno e sempre la ragazza mora, la quale a quanto pare non solo è bellissima ma dimostra anche di avere un certo grado di consapevolezza e intelligenza, mi dice che dovrei farmi aiutare da qualcuno. Dice che dovrei formare un gruppo e dividerci nella ricerca, in questo modo avrò più probabilità di trovare quello che cerco in breve tempo. Le dico che ha ragione, io mi ostino sempre a voler fare tutto da solo ma a volte un aiuto può essere utile. Propongo allora alle quattro donne di aiutarmi nella ricerca, loro accettano e formo due gruppi, uno composto da me e la splendida mora, l'altro dalle altre tre.
Ci separiamo e mentre camminiamo parlo con la ragazza ma la mia lucidità vacilla e ad un certo punto mi rendo conto che non ricordo più cosa sto cercando ! :D Provo a chiedere a lei ma qui il ricordo si fa vago, probabilmente non sa rispondermi, in ogni caso l'esperienza si interrompe qui.


1 agosto 2020

Sogno lucido pomeridiano ore 13.45-15.25

Mi trovo in un luogo indefinito in uno stato semi lucido.La mia lucidità aumenta gradualmente, apro una porta e mi ritrovo in un minuscolo bagno provvisto solamente di un water. C'è una finestra alla destra del water, decido di uscire da lì ma appena lo faccio si oscura tutto. Inizio a fluttuare nel buio con l'intenzione di stabilizzarmi in un nuovo ambiente ma dopo qualche istante inizio a percepirmi sul mio letto e capisco che sto per svegliarmi. In realtà non ricordo se mi sono effettivamente svegliato o se sono caduto in un falso risveglio.

2 agosto 2020

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Occhi magnetici

Eseguo il distacco ed esco di casa attuando le solite procedure per stabilizzare. Una volta in strada mi chino a sfregare le mani sull'asfalto ma c'è ancora troppa confusione nella mia mente, dovuta probabilmente al caldo e all'afa di questi giorni. Non riesco a prendere il controllo e stabilizzare come vorrei, mi sento come in balia delle onde di un mare in tempesta. Mi guardo più volte le mani e queste sono l'unica cosa che resta stabile, mentre l'ambiente intorno a me continua a deformarsi. Ora mi trovo a camminare in un lungo corridoio al chiuso, la vista adesso è più stabile e proseguo aspettandomi un'uscita che porti all'aperto al termine del corridoio. Non è così però, appena finisco di percorrere il corridoio infatti sbuco in una sala molto grande ma sempre al chiuso. Sembra di essere all'interno di un grosso centro commerciali, ci sono negozi e locali con tavolini. Mi fermo ad uno di questi tavolini, incontro una ragazza bionda molto carina e le chiedo
di se vuole sedersi al tavolo con me ma lei tira dritto. Poi però ci ripensa, vedo che prende una sedia e la porta al mio tavolo. Ci sediamo l'uno di fronte all'altra, ci presentiamo stringendoci la mano, purtroppo però non ricordo ora il suo nome. Parliamo un po', lei mi dice qualcosa ma io non ascolto perché mi perdo ad ammirare la sua bellezza, incantato dai suoi meravigliosi e magnetici occhi azzurri. Il colore dei suoi capelli cambia più volte mentre parliamo ma i suoi occhi rimangono uguali. Ad un certo punto mi rendo conto che devo assolutamente chiederle il nome ma qui il sogno si sta già dissolvendo e mi arriva vagamente un nome, "Martina", ma non è pronunciato da lei, sembra più un mio pensiero. Ora vedo alla mia sinistra su uno schermo un profilo social, forse Facebook, di questa ragazza e leggo il nome "Francesca", mentre il cognome è stranissimo e quasi impronunciabile.


5 agosto 2020

OBE ore 22.00-0.10

Vedo un tizio che viene risucchiato all'interno di un water e quindi giù per le tubature finché ad un certo punto non rimane incastrato. Penso che nessuno se ne accorgerà mai e che morirà lì, sarà una morte orribile. Qui mi sveglio in paralisi con questi pensieri negativi ma li tengo sotto controllo ed eseguo il distacco. Come mi ero prefissato di fare, inizio subito a levitare ancor prima che la vista si attivi, esco dalla mia stanza in volo ed attraverso poi la finestra della zona computer. Intravedo appena immagini distorte della finestra e delle coppe sulle mensole che ho sopra la mia scrivania. E' notte, è buio e l'atmosfera è molto pesante, tetra. Volo un po' poi atterro vicino ad una piccola casetta davanti alla quale c'è un oggetto colorato che però ora non ricordo cosa fosse. Entro nella casetta e ora con me ci sono due persone, due accompagnatori. C'è una ragazzina seduta su una sedia al centro di uno stretto corridoio e uno dei due tizi che sono con me la allontana in malo modo per farsi strada. C'è anche una signora che potrebbe essere la madre o la nonna della ragazzina, mi scuso con lei dicendo che il ragazzo è un maleducato. Esco dalla casetta e riprendo a volare, l'ambiente continua ad essere molto cupo, percepisco una forte carica di negatività. Mentre sorvolo la zona vedo degli strani mostri, degli alberi dal tronco molto largo provvisto di faccia con sguardo maligno che lo occupa per intero. Questi alberi-faccia si muovono saltellando, sono decisamente inquietanti :D. Dato che mi trovo in un ambiente oscuro e dalla bassa energia, devo alzare le mie vibrazioni per raggiungere uno scenario più elevato. Mi rilasso dunque, rimanendo in levitazione e dopo qualche istante inizio a salire verticalmente. In breve si oscura tutto ed avverto chiaramente un cambio di livello, in pochi istanti la vista torna e stavolta è giorno e sono sul tetto di un edificio in mezzo ad altri edifici. Il ricordo è un po' vago ma mi arriva l'informazione che il luogo in cui mi trovavo prima era una sorta di inferno, un ambiente di basso livello in cui si trovano persone disincarnate in stato di totale inconsapevolezza e condannate all'oscurità. Quello in cui sono ora invece è un ambiente di mezzo, in cui i disincarnati possono essere in qualche modo recuperati, cosa che a quanto pare non può accadere ai cosiddetti "dannati" dell'ambiente in cui mi trovavo prima. Chiedo se davvero gli abitanti del livello più basso sono condannati a restare lì in eterno, forse è solo molto improbabile che riescano ad uscirne, ma fatico a pensare ad una dannazione eterna in stile inferno dantesco.Ora entro in un bar, qui la mia lucidità è decisamente calata, mi rivolgo ad un inserviente chiamandolo, non ho idea del perché :D, "Oregon" e gli dico che ho sentito parlare di un tizio molto forte che bazzica da queste parti. In realtà non è vero, non ho sentito niente del genere ma mi sono inventato tutto sul momento perché mi è venuta voglia di combattere contro qualcuno di forte, per divertimento. Il barista mi conferma la presenza di questo tizio, dopodiché la mia lucidità cala ulteriormente e il ricordo sfuma, probabilmente mi sveglio poco dopo. Una volta sveglio guardo l'ora e scopro che è da poco passata la mezzanotte, sono sorpreso perché ho avuto un'esperienza dopo un solo ciclo di sonno, cosa che mi capita raramente.

OBE ore 5.00-6.00

Casa in montagna

Prendo gradualmente lucidità mentre sono nei pressi della stazione, di notte. Ancora una volta l'atmosfera è cupa, l'illuminazione è molto scarsa e quando imbocco il viale principale, che di solito nei miei sogni è molto vivo e colorato, vedo sagome di diverse persone che camminano in uno stato catatonico, tipo zombie. A tratti vedo poi delle figure oscure piuttosto inquietanti che camminano verso di me. In passato avrei avuto paura di queste figure e l'esperienza sarebbe terminata con una loro aggressione oppure ancora prima semplicemente per la paura generata dalla loro presenza. In entrambi i casi mi sarei ritrovato in paralisi a lottare con l'entità maligna. Ora invece non ho più paura, queste presenze mi causano solo un lieve senso di inquietudine che comunque riesco a gestire senza problemi. Uno di questi mi passa accanto quasi sfiorandomi ma senza aggredirmi. In ogni caso non ho intenzione di rimanere ancora a lungo in questo ambiente tetro, penso dunque di fare come nell'esperienza che ho avuto nelle prime ore di sonno, inizio a levitare.Qui però lo scenario crolla quasi subito ed ho un piccolo vuoto di memoria. Ricordo che ad un certo punto mi sono ritrovato nella mia stanza, dalla quale esco e prendo il volo su per le scale, attraverso il portone ed accelero in direzione della ferrovia. Attraverso senza difficoltà qualche muro con il mio corpo sottile, poi ad un certo punto salgo un po' di quota e in breve lo scenario si dissolve. Mi aggrappo a qualcosa per stabilizzarmi nel nuovo ambiente, in breve le immagini tornano e mi aggrappo ad un muretto per stabilizzarmi meglio. E' giorno e sono su una veranda di una casa in un paesaggio di montagna. Vedo in lontananza montagne innevate sullo sfondo e sotto di me una valle coperta dalla brina. Alla mia destra c'è un'altra casa la cui parete che si affaccia verso di me è interamente coperta da una pianta rampicante a tratti imbiancata dalla brina. Nello spazio tra le due case c'è quello che sembra un orto, anche questo coperto dalla brina. Gironzolo un po' sul terrazzo poi vado sul bordo e mi lascio andare, rimango sospeso a mezz'aria, anche se un po' goffamente, tanto che per un attimo rischio quasi di cadere. Raggiungo un albero alto all'incirca quanto la casa e ne tocco le foglie per sentirle al tatto, poi scendo a terra e mi metto ad esplorare il cortile. Faccio il giro della casa, in un corridoio che porta sul retro incontro una signora sui 60 che poi mi segue anche sul retro e le chiedo dove ci troviamo. Mi risponde che siamo nel Vietnam, il che mi sembra strano dato il clima rigido. Mi dice che questo tempo è dovuto a qualcosa che ha a che fare con la luna verde, non ho idea di cosa voglia dire. Ora la vedo che si mette a piangere per non so quale motivo, io perdo parzialmente lucidità e inspiegabilmente le do un calcio, poi torno in me e mi pento del gesto che comunque non sembra averle causato danni. La signora mi indica una farfalla morta, io la prendo tra le mani e la tengo per qualche istante infondendole energia ed ecco che inizia a sbattere le ali, ha ripreso vita ! La lascio andare e vola via. Sono contento di essere riuscito a fare questo, mentre la tenevo tra le mani temevo di non farcela dato che il più delle volte ho usato i miei poteri per colpire, ferire e uccidere, a scopo difensivo ovviamente, invece a quanto pare sono in grado anche di curare e ridare la vita :). Esco dal cortile di questa casa, prendo una strada e giro l'angolo, raggiungo un punto in cui ci sono persone intorno a dei tavoli sotto un tendone. Pare si stia svolgendo una festicciola, dovrebbe esserci da mangiare e da bere, potrei scroccare qualcosa :lol: . Entro sotto il tendone, gironzolo un po', parlo con qualcuno ma qui il ricordo sfuma.
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Hari
 
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 31/08/2020, 15:09

8 agosto 2020

Lucido/OBE pomeridiano ore 14.20-15.20

Mi trovo in stato di dormiveglia in posizione supina durante il riposino pomeridiano, sopraggiungono le vibrazioni e ad un certo punto mi sento tirare lievemente per i piedi. Le gambe mi si sollevano in parte, ma il resto del corpo resta sdraiato sul letto. Essendo in paralisi, per distaccarmi eseguo la tecnica del dondolio. Al momento giusto mi alzo a sedere anche se un po' a fatica, sono un po' pesante, poi mi alzo in piedi ed esco dalla mia stanza. Cammino avvolto nelle vibrazioni come in un campo magnetico, la vista inizia ad attivarsi gradualmente, con le immagini che arrivano a sprazzi e ancora molto sfocate. Vado verso la sala hobby e qui le immagini si fanno coerenti e stabili. Vedo alcuni elementi di casa mia spostati rispetto a dove dovrebbero trovarsi. Tra questi riconosco il mio comodino, che dovrebbe essere nella mia stanza, dietro la testiera del mio letto, invece qui si trova a ridosso della parete che separa la sala dal garage. La mia attenzione però si sposta subito su un mappamondo, posto sopra ad un mobile. Ho un mappamondo in casa nella realtà fisica ma questo mi sembra subito diverso, lo guardo nei dettagli e mi accorgo che ci sono delle strane macchie nere sparse per il globo. Si tratta di aloni oscuri che occultano alcune aree del mappamondo e l'impressione che ho è che rappresentino qualcosa di negativo, anche se non so dire cosa. Mi concentro in particolare sull'Europa, dove vedo una grossa macchia che copra circa metà della Spagna, la metà settentrionale per la precisione. In Italia invece c'è una una piccola macchia sulla costa adriatica, più o meno all'altezza di Abruzzo e Marche, che però copre per lo più il mare, spingendosi forse fino alla costa balcanica. Vi sono altre macchie sparse per l'Europa, poi ruotando il mappamondo ne trovo due molto grosse nella parte occidentale del Sudamerica, più o meno in corrispondenza di Colombia, Ecuador e Perù. Scopro invece che non vi sono aloni né in Asia né in Oceania, e mi pare nemmeno in Africa. Non so quale sia il significato di queste macchie, posso solo dire che le immagini sono molto vivide e stabili. Ora sollevo il mappamondo per osservare meglio la parte più bassa, l'area intorno all'Antartide, dove in genere si trova la legenda (quello che ho io è così), nella speranza di trovare qualche indicazione sul significato di quelle macchie. Trovo però solo scritte che non riesco a leggere bene e che non sembrano avere nulla a che fare con quello che sto cercando. Lascio stare il mappamondo, vado verso le scale per salire al piano terra, poi però mi fermo davanti al televisore, il quale era già acceso mentre osservavo il mappamondo e sembrava trasmettere un notiziario. Ora però c'è la pubblicità, prendo il telecomando e metto ad un altro canale ma anche qui trovo la pubblicità. Lascio perdere e provo a levitare ma non riesco, il mio corpo in questo momento è denso quanto quello fisico. Vado dunque al piano terra, esco dal portone e salto un attimo prima delle scale rimanendo sospeso a mezz'aria. Volo verso la strada ma prima di raggiungerla si oscura tutto. Mi trovo a svolazzare nell'oscurità e cerco di aggrapparmi a qualcosa per stabilizzarmi in un altro ambiente ma non trovo nulla. Decido allora di atterrare e mi ritrovo su una superficie dura e ruvida che riconosco subito come asfalto. La vista si attiva, sono su un marciapiede, alzo lo sguardo e vedo che mi trovo su un lungomare che ricorda vagamente quello della mia città. Ci sono macchine parcheggiate sul lato sinistro della strada (in questo momento ho la spiaggia, con i suoi stabilimenti balneari, alla mia destra). Percorro qualche metro, leggo un cartello la cui scritta però si modifica più volte, a quanto pare non si tratta di un ambiente stabile, lo era molto di più quello di casa mia subito dopo il distacco. Entro in uno stabilimento ma mi perdo nei pensieri, e lo scenario si dissolve. Successivamente riparto da casa ma la mia lucidità vacilla, mi incammino lungo la strada ma continuo a perdermi nei pensieri, so che sto sognando ma non riesco proprio a mantenere l'attenzione e concentrarmi su un obbiettivo. Di fatto agisco per abitudine, il che mi porta ad entrare in una casa della zona con l'intenzione di usarla come passaggio verso un altro scenario. Mi fermo davanti alla porta e suono il campanello, in realtà c'è un'altra porta poco più a destra. Sento del movimento, forse qualcuno viene ad aprirmi o forse apro da solo, non ricordo, fatto sta che dietro alla porta ci trovo un muro. << Una porta finta ! Dunque l'altra deve essere quella vera >> penso, ma con mia sorpresa prima che io riesca ad aprirla, sento dei passi provenire da dietro il muro nel punto in cui si trova la falsa porta. Il muro si apre, era una porta camuffata ! Entro e saluto il signore che mi ha aperto, la mia lucidità cala sempre di più ed ora mi ritrovo ad avere in mano dei dolcetti simili a cialde con Nutella e panna. A quanto pare li ho portati per regalarli alla coppia che abita in questa casa, li appoggio sul tavolo e decido di assaggiarne uno, ma non sono un gran che a dire il vero, mi aspettavo di meglio. Vado alla ricerca di una porta che mi conduca in un altro ambiente ma come detto la mia lucidità è al minimo e non faccio altro che perdermi ulteriormente finché anche il ricordo sfuma.

15 agosto 2020

Lucido pomeridiano ore 14.20-15.40

Battaglia all'Inferno contro i vampiri

Mi ritrovo semi lucido, un po' in confusione, sul divano (dove effettivamente sto dormendo) in paralisi dopo una serie di episodi confusionari in cui a tratti mi trovavo a svolazzare ma senza essere realmente consapevole di stare sognando. Mi alzo, vado di sopra, la mia lucidità aumenta, esco dal portone, spicco un salto e rimango sospeso a mezz'aria. Svolazzo un po' ma perdo presto il controllo e cado a terra. Mi rialzo e decido che per oggi è meglio lasciar perdere con il volo, non ho molta energia (ho fatto tardi stanotte e mi sono alzato relativamente presto ) e non riesco a salire oltre qualche metro da terra pertanto serve a poco. Mi incammino lungo la strada che inizia di fronte a casa mia e penso di raggiungere un altro ambiente alla vecchia maniera, ovvero tramite il passaggio in una delle case della zona. Strada facendo incontro un ragazzo sui 20-25, alto circa 1.80 con i capelli neri ricci. Lo invito a seguirmi e gli indico poi la casa che ho scelto. Suono il citofono, qualcuno mi apre ed entro nel giardino, lui invece rimane indietro per poi scattare all'improvviso ed entrare in corsa facendo versi da idiota. Lo fermo subito e gli dico che se vuole venire con me deve smettere di fare lo scemo e comportarsi bene, lui sembra capire e si ricompone. Entriamo insieme da una porta che so essere quella secondaria (nel sogno ho il ricordo di essere stato già qui altre volte. Il ragazzo mi fa notare che saremmo dovuti entrare dalla porta principale ma io gli dico che posso entrare da qui perché conosco bene gli inquilini e sono in confidenza con loro. Ci troviamo in una piccola stanza molto disordinata, nella quale c'è il padrone di casa, un uomo sui 35-40, impegnato a fare non so cosa. Lo abbiamo colto di sorpresa passando dal retro, vedo ora dalla parte opposta a quella da cui siamo entrati una rampa di scale che salgono. Se fossimo passati dalla porta principale ci saremmo ritrovati a scendere quella rampa, il che è un paradosso spaziale, dato che la suddetta porta si trovava allo stesso livello di quella che abbiamo usato per entrare :D. Lo saluto e scherzo un po' con lui, vedo anche una ciotola con dei tozzetti simili a quelli che fa mia madre a Natale e ne prendo uno senza chiedere il permesso. Gli faccio anche il solletico mentre è impegnato a giocare ad un videogioco, il tizio sembra la classica vittima di scherzi e prese in giro bonarie da parte degli amici idioti e a quanto pare qui io sono uno di quegli idioti. Mi fermo un attimo a riflettere e mi rendo conto che questo non sono io, io non sono così, che cavolo sto facendo ? Questo mi fa prendere piena lucidità e in questo modo mi ricordo il motivo per cui sono venuto qui. Chiedo al padrone di casa indicazioni su come raggiungere un universo parallelo e nel frattempo gironzolo per la stanza pensando ad una domanda più specifica che gli faccia capire esattamente cosa sto cercando senza dover dire che siamo in un sogno, cosa che potrebbe creare problemi. Tuttavia proprio non mi viene in mente niente di meglio :D. Il tizio inizia a dire qualcosa che non ricordo, poi c'è una breve conversazione in cui il ragazzo ricciolino dice che il nostro obbiettivo è raggiungere un universo fisico come il nostro da cui proveniamo. Mi chiedo però se lui sappia di cosa sta parlando,se sia consapevole di stare sognando oppure no. In ogni caso intervengo e specifico che non è come dice il ragazzo, quello che stiamo cercando è l'accesso ad una realtà parallela, ma sempre attraverso il sogno, anche se tale realtà dovrà essere reale e stabile come quella fisica. Ora nella stanza ci sono anche una donna che dovrebbe essere la moglie del tizio e uno strano animaletto parlante grigio e peloso con le ali, un incrocio tra un pipistrello e un procione, alto circa mezzo metro. Mentre parliamo sto mangiando un tozzetto, del quale ho lasciato per ultima la parte con il cioccolato, che però risulta in gran parte bruciata. L'animaletto insiste per venire con noi, ma la coppia di inquilini gli dice che non è possibile perché non lo farebbero mai entrare lì dove stiamo andando. Perplesso, chiedo loro il perché di questo divieto ma non ottengo una risposta soddisfacente. L'animaletto protesta e c'è anche un battibecco tra lui e il ragazzo ricciolino. Io e il ragazzo ricciolino stiamo per uscire da casa e vedo l'animaletto parecchio incazzato, dal suo sguardo si legge tutto il rancore e desiderio di vendetta nei nostri confronti (chissà perché poi...non siamo mica stati noi ad impedirgli di venire). Non mi va di lasciare questioni in sospeso, dunque torno indietro e convinco gli inquilini a far venire con noi l'animaletto, in fondo tentare non costa nulla. Usciamo
da casa io, il ragazzo e l'animale e ci ritroviamo nel giardino di casa mia ( ). Raggiungiamo il cancelletto sul retro, quello che dà sul parcheggio, e vedo che dietro di esso si trova uno strano essere, una specie di demone che ha l'aria di essere un guardiano. Ora so che il posto in cui dobbiamo andare si chiama Inferno, ma non dovrebbe essere veramente l'inferno bensì una specie di parco divertimenti a tema. Il demone guardiano ci fa passare tutti senza problemi e ci indica un sentiero nel campo di sterpaglie che ci condurrà all'ingresso dell'Inferno. Io imbocco il sentiero ma gli altri due restano un po' indietro e sento il demone guardiano dire loro qualcosa del tipo << ora sono cazzi vostri ! >> e poi aggiunge che dove stiamo andando incontreremo varie creature tra cui gli Elohim. A sentire queste parole mi chiedo se l'atteggiamento del guardiano sia parte del gioco o se ci stiamo davvero dirigendo in un luogo infernale, senza ritorno.
Iniziano ad arrivarmi pensieri negativi e mi chiedo se sia il caso di entrarci, se io sia pronto ad affrontare questo luogo ed gli esseri mostruosi che potrei incontrare. Dopo qualche istante di incertezza comunque decido di proseguire. Continuo a pensare tra me e me a chi o cosa incontrerò in quel posto, forse il Diavolo in persona, poi però penso che il boss certo non si scomoderà ad incontrare dei comuni visitatori. Arriviamo all'ingresso e qui subito vedo un locale pieno di gente seduta ai tavoli a bere e mangiare.La cosa dovrebbe tranquillizzarmi, tuttavia ho una strana sensazione, come un dejavu. Ricordo di aver già visto qualcosa di simile, forse sono già stato qui in passato. Mi ricordo di aver assistito ad una scena in cui un uomo capellone entrava qui e alcune delle persone sedute ai tavoli si giravano a fissarlo. Dopodiché quelle persone si alzarono e lo aggredirono, erano delle specie di vampiri, nascosti in mezzo a persone normali. A quanto pare avevano fiutato qualcosa di loro interesse, l'uomo aveva attirato la loro attenzione per qualche motivo. Ora mi accorgo che sta accadendo esattamente lo stesso ma con me come protagonista al posto del capellone. Mi sale un senso di inquietudine, mentre un tizio, forse proprio il capellone, mi dice qualcosa che ricordo solo vagamente. Fa una battuta sul fatto che quelle persone mi stanno fissando, sembra non rendersi conto del pericolo, probabilmente non sa che quelli sono vampiri e che stanno per assalirci. Ricordo che il capellone in quell'occasione era riuscito senza troppi problemi a sbaragliarli tutti da solo, io però non penso di essere in gradi di fare altrettanto ed indietreggio pensando ad una strategia. Ho un po' paura e non so bene cosa fare, potrei affrontarne uno o due ma così tanti tutti insieme (sono almeno una decina) mi massacrerebbero. Ecco che si alzano e vengono verso di me famelici, non ho scelta, devo combattere ! So che lo scontro fisico sarebbe un suicidio, dunque non mi rimane altro da fare che smaterializzarmi, col rischio però di perdere il contatto con lo scenario e ritrovarmi altrove oppure svegliarmi. Prima che mi arrivino addosso la mia vista si oscura e mi ritrovo a lottare alla cieca. Sono lì lì per perdere il contatto con questo ambiente, sono sul filo del rasoio, aggrappato solo al tatto e all'udito. Inizialmente colpisco a caso in tutte le direzioni, poi però inizio a destreggiarmi, ora percepisco le presenze dei vampiri intorno a me, a tratti li sento toccarmi o sfiorarmi. Non riescono però ad afferrarmi e a colpirmi seriamente, sono sfuggente per loro, i loro colpi mi attraversano e li percepisco appena. Forse posso riuscire a sbarazzarmi della maggior parte di loro in tempo per ristabilizzarmi a pieno nello scenario ed abbattere poi quelli che rimangono. Faccio appello al mio intento e a tutto ciò che ho imparato in questi anni di esplorazioni. A tratti vedo alcuni dei miei avversari che mi si fanno sotto e cerco di colpirli a distanza con lo spostamento d'aria o onde energetiche almeno per allontanarli. Sono troppi però e troppo vicini e io non mi sono mai allenato abbastanza nel combattimento, ho sempre puntato ad evitare gli scontri attraverso la manipolazione psichica ma con questi sembra non funzionare. Sono troppo decisi ad aggredirmi, assetati di energia, la mia energia, e in ogni caso sono troppo numerosi. Anche l'ambiente in cui mi trovo mi è del tutto estraneo, è come se loro giocassero in casa qui, non posso manovrarli come faccio con i personaggi onirici comuni. Ad ogni modo finché mi mantengo incorporeo non possono danneggiarmi, mentre io posso comunque colpire loro, non so come, forse basta il semplice contatto per abbatterli, disintegrarli. Fatto sta che riesco a metterli quasi tutti al tappeto, riacquisisco la vista e mi trovo ad abbattere uno o due di loro con pochi colpi. Non è ancora finita però, ce n'è un altro, ma questo sembra diverso dagli altri, respinge i miei colpi, è un osso duro, ora lo vedo meglio, mi accorgo che è una donna, e non sembra essere un vampiro, si tratta di una lottatrice e anche piuttosto abile. Continuiamo a combattere corpo a corpo e ad un tratto la donna mi sferra un colpo micidiale all'addome che mi causa un dolore lancinante e mi fa improvvisamente scollegare dal sogno. Mi ritrovo sdraiato sul divano, in paralisi, ne esco per un attimo e il dolore svanisce, capisco di essere stato sconfitto, ora infatti so che questo era uno scontro con delle regole, chi si sveglia o comunque perde temporaneamente il contatto con l'ambiente onirico ha perso. Voglio comunque rientrare ma non appena mi lascio andare alla paralisi la fitta all'addome torna, il che inizialmente mi fa desistere. Perdo consapevolezza per qualche istante, dopodiché mi ritrovo nuovamente nello scenario onirico, con la lottatrice che mi insegue perché vuole continuare a combattere. Io però ne ho abbastanza per oggi e scendo di corsa una rampa di scale per sfuggirle, lei smette di inseguirmi, io mi volto e la vedo che si è fermata in cima alle scale. La osservo meglio ora, è una donna sui 30-35, capelli tra il biondo e il rossiccio legati in una coda, ha un corpo robusto, con la pancia che sporge dal top rosa che indossa, non esattamente un fisico atletico. Ha anche un seno mediamente abbondante, anche questa una caratteristica non comune per una lottatrice, un altro particolare che ricordo è che indossa dei calzoncini corti attillati. Mi rivolgo a lei dicendole mi dichiaro sconfitto e spiegandole che prima, quando mi ha colpito, mi sono scollegato dal sogno per qualche istante, perciò ho perso. Lei mi fa intendere che se ne era accorta ma che voleva comunque continuare a combattere perché si stava divertendo. Accetta comunque la mia decisione senza insistere, dimostrando di essere intelligente oltre che un abile combattente, mi sorride e mi invita a tornare qui venerdì prossimo. Pare infatti che si svolgerà un altro evento dedicato al combattimento, la guardo e prima che il sogno si dissolva le dico che forse un giorno ci rivedremo e ci affronteremo di nuovo.

18 agosto

Sogno lucido pomeridiano 14.50-15.40

Un giovane e talentuoso cantante

Mi ritrovo in paralisi ed eseguo il distacco levitando direttamente dal letto. Svolazzo per il seminterrato poi prendo le scale e mi ritrovo a percorrerle a piedi. Raggiunto il piano terra provo a fiondarmi contro la porta-finestra della veranda per attraversarla ma nel frattempo il mio corpo si è addensato e ci sbatto contro. Esco normalmente e appena fuori spicco un salto rimanendo sospeso a mezz'aria, sorvolo il campo di sterpaglie e sfreccio sempre più veloce usando le braccia per direzionarmi. Vorrei salire di quota ma anche stavolta non riesco a farlo, c'è qualcosa che mi blocca, prima o poi devo risolvere questo problema. Punto verso delle case, vorrei rallentare per evitare di schiantarmici contro malamente ma non riesco a fare nemmeno questo. Tuttavia quando arrivo a destinazione e decido di atterrare su un balcone di una di questi edifici, ecco che mi fermo di colpo, una frenata istantanea, con solo un leggero allungamento del mio corpo, che a quanto pare è elastico in questo momento. Qui però la luce solare che entra dalla finestra nella realtà fisica si fa ancora sentire ed ho qualche difficoltà con la vista. Procedo a piedi, ho forse una temporanea perdita di lucidità, dopodiché mi trovo a camminare lungo una strada di notte. Ci sono degli stand come ad una sorta di fiera e c'è un bambino di colore sui 9-10 anni che si esibisce davanti al pubblico cantando una strana canzone, una specie di rap. Ricordo che nella canzone cita più volte le parole "beat box". Ora l'esibizione è terminata e ci sono delle persone che parlano col bambino annunciandogli che presto trasmetteranno la sua canzone alla radio. Ora vedo il bambino cantante che sta parlando con qualcuno, forse un altro bambino, il ricordo è un po' vago a dire il vero. Lo raggiungo, noto che indossa una maglietta blu, gli chiedo come si chiama e mi risponde "Bat Fair" (così è come si pronuncia ma per qualche motivo ho l'impressione che si scriva Bat Fyer o Fier ). Gli chiedo poi il titolo della canzone e mi risponde "Beat box". Camminiamo un po' fianco a fianco e mi ricordo che ha anche un nome d'arte, gli chiedo quale siama qui il sogno crolla proprio mentre sta per rispondermi.

23 agosto 2020

OBE ore 6.00-7.00

Entità aliena

Mi trovo in paralisi in posizione supina, eseguo il distacco, esco dalla mia stanza e vado verso le scale che portano al piano terra. La vista ancora non del tutto è attiva ma intravedo una luce tenue alla mia sinistra, piò o meno nella spazio tra il divano e il televisore. Potrebbe essere una qualche entità, curioso e anche un po' inquieto, mi giro verso quella presenza e chiedo << chi sei ? Se ci sei parlami ! >> A questo punto accade tutto in una frazione di secondo, vedo una sagoma grigia vagamente umanoide alta circa 120-130 cm, la percepisco come aliena e ostile. L'essere mi si lancia contro in un istante, all'altezza del petto, rimango immobile, non mi oppongo poiché so che sarebbe controproducente. Sento l'entità dentro di me e un rumore terrificante difficile da descrivere, un misto tra un rantolo demoniaco e un rumore di risucchio e al tempo stesso di rigurgito. Non è la prima volta che mi capita di sentire questo rumore, le altre volte si era verificato durante la paralisi. Ed è in paralisi che mi ritrovo un attimo dopo, ma questa entità è diversa dalla solita entità femminile di cui ho più volte parlato. Avevo già percepito questa differenza nei precedenti incontri con questo essere, molto pochi in confronto a quelli con l'entità femminile. Già allora ebbi la sensazione di avere a che fare con qualcosa di alieno, completamente estraneo a me, a differenza della solita entità che ho sempre percepito in qualche modo come parte di me. Tuttavia questa è la prima volta forse che mi capita di vederlo, seppur in maniera molto offuscata. Tento di eseguire nuovamente il distacco, nonostante l'inquietudine non ho alcuna intenzione di rinunciare, il problema però è che mi sento come prosciugato, ho esaurito l'energia e non appena mi stacco vengo subito richiamato nel corpo. Per quanto mi sforzi non riesco a fare nulla, è una sensazione alquanto sgradevole, alla fine sono costretto a rinunciare, esco dunque dalla paralisi e cambio posizione sdraiandomi sul fianco destro, tenterò nuovamente più tardi.

Sogno lucido/OBE ore 7.00-8.25

Ospite a casa di sconosciuti

Prendo lucidità mentre sono nel seminterrato, vado di sopra ed esco in strada. In breve mi ritrovo però non so come da tutt'altra parte, in un luogo che mi ricorda lo spazio esterno di un ristorante cinese in cui andavo spesso coi miei da bambino. E' notte, percorro un tratto a piedi e incontro delle persone, ma le immagini sono ancora sgranate e la situazione è di quelle caotiche tipiche degli ambienti onirici confusionari e altamente instabili. Raggiungo un punto isolato e mi concentro per alzare le vibrazioni, così da trasferirmi in un ambiente di livello più elevato. Mi concentro sul respiro, in breve inizio a sentirmi leggero finché non mi stacco da terra e prendo il volo. Salgo un po' di quota ed aumento la velocità agitando le braccia, mi dirigo verso un palazzo a circa 200 metri dal punto di partenza. Vorrei salire ulteriormente per atterrare sul tetto dell'edificio ma ancora una volta ho difficoltà a farlo, non riesco a salire più di così. Non potendo controllare l'altezza del volo vado a sbattere contro il palazzo, senza riuscire a raggiungere nemmeno il balcone all'ultimo piano. Qui decido di lasciarmi andare al buio in modo da teletrasportarmi altrove. Tocco sotto di me per ancorarmi ad un altro ambiente e riconosco chiaramente il pavimento di casa mia. Probabilmente mi trovo nella mia stanza, devo essere uscito dal sogno ed entrato in OBE direttamente, senza passare per il distacco dal corpo. Ho intenzione comunque di traslocarmi in un altro luogo senza passare per casa mia, così inizio a svolazzare alla cieca senza stabilizzarmi, pensando ad un luogo che conosco e immaginando di essere lì. Mi viene in mente il palazzo di mia nonna, immagino di star salendo le scale fino al secondo piano, dove si trova il suo appartamento, subito in cima alle scale. Sento le scale sotto di me, raggiungo un pianerottolo e premo il tasto per suonare il campanello, lo sento chiaramente al tatto. Mi sono traslocato, ora devo stabilizzarmi e attendere che qualcuno mi apra. La stabilizzazione avviene in maniera spontanea, senza che io debba fare particolari esercizi. Mi guardo intorno, mi trovo in un pianerottolo piccolo e stretto, con tre appartamenti. Non è affatto il palazzo di mia nonna ma sono comunque soddisfatto, anzi è ancora meglio poiché il mio obbiettivo era raggiungere un luogo nuovo. Immaginare un luogo conosciuto serviva solo a distaccarmi da casa mia, dirigendo l'intento altrove. Mi trovo inizialmente di fronte al portone subito di fronte alle scale che ho percorso, mi sposto e vedo gli altri due. Da quello al centro si affaccia qualcuno, con mia sorpresa vedo che è mio zio M., uno dei fratelli di mio padre e quindi figlio di mia nonna, dunque una connessione con lei c'è in qualche modo. Lo saluto e per un attimo penso di entrare da lui, ma io avevo suonato al campanello del primo appartamento (quello di fronte alle scale) e da lì ora si affaccia una donna sui 50 che mi invita ad entrare. Entro e vedo che con la donna c'è una giovane ragazza molto carina, dai capelli lunghi e ricci di colore castano-rossiccio. Deve trattarsi della figlia della signora, ma io chi sono ? Dall'indifferenza da parte della ragazza nei miei confronti mi sento subito di escludere la possibilità che io sia il suo ragazzo, forse sono il fratello o un cugino. Comunque l'ambiente è molto stabile e reale, l'appartamento è piccolo ma molto carino ed accogliente, con pareti in legno di colore chiaro che lo rendono molto luminoso. Decido di restare qui e vedere cosa succede, mantenendo ovviamente la lucidità. Mi siedo ad un tavolo con la ragazza che si siede di fronte a me, a quanto pare stanno preparando il pranzo, tra poco si mangia. Parlo un po' con la ragazza e in seguito si aggiunge anche un ragazzo. La conversazione va avanti per alcuni minuti, nei quali la mia lucidità cala ad un certo punto. Non ricordo perché ad un tratto dico loro che è la prima volta che vengo qui, e loro mi guardano perplessi, probabilmente pensano che io sia impazzito. Chiedo loro di dirmi come mi chiamo, e il ragazzo, sbigottito mi risponde dandomi un nome e cognome, di cui ricordo però solo il nome, Luca. Spiego loro che io non sono Luca, sto solo occupando temporaneamente il suo corpo. Qui le immagini iniziano a deformarsi, sto perdendo il contatto con questo ambiente, in pochi istanti il sogno crolla definitivamente e mi sveglio.

30 agosto 2020

OBE ore 7.30-8.30

Esco volontariamente da un sogno lucido confuso e mi ritrovo sul letto in paralisi, eseguo il distacco e rimango un po' nella mia stanza. Tocco l'armadio per stabilizzare ma poi ci ripenso perché ho intenzione di levitare ed uscire da casa direttamente volando. Dunque faccio qualche saltello finché non rimango sospeso a qualche centimetro da terra, a questo punto esco dalla mia stanza. La vista non è ancora attiva, vado verso le scale ma prima di raggiungerle mi sento afferrare un braccio con forza e tirarmi indietro. Mi ritrovo sul letto in paralisi con l'entità sopra di me che mi impedisce di muovermi. Sento i suoi artigli sul mio corpo e i suoi bisbigli inquietanti, anche stavolta non sembra essere l'entità che mi ha perseguitato per anni, sembra più quella aliena di una settimana fa. Tento lo stesso approccio che ultimamente aveva funzionato con la solita entità, provo a convincere questo essere a lasciarmi andare e farci un giro così che possiamo parlare
un po'. Gli dico che posso provare ad aiutarlo se ha dei problemi. Gli chiedo come si chiama e mi risponde con una voce malefica e terrificante << Paura !>> Gli dico che non ho paura di lui, sono solo infastidito per non poter proseguire la mia esplorazione. Gli rinnovo l'invito ma l'essere proprio non ne vuole sapere e dato che non riesco a liberarmi decido uscire dalla paralisi e svegliarmi.
Ci riesco, anche se con un po' di fatica. Una volta sveglio però mi pento di non aver insistito ancora , anche se l'essere non voleva collaborare prima o poi sarei riuscito comunque a liberarmi da solo e ad alzarmi. Oltretutto ricordo che mentre mi sforzavo di uscire dalla paralisi sono riuscito a muovere un braccio non fiscico e l'ho usato per fare leva sull'armadio sopra di me per muovermi col corpo fisico. Se sono riuscito a muovere un braccio avrei potuto muovere l'intero corpo onirico, è solo una questione di convinzione ed aspettative.
May your heart be your guiding key
Hari
 
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