Indice I Sogni Lucidi Diario dei Sogni Lucidi > Diario dei sogni lucidi di Hari

Raccontateci i vostri sogni lucidi e confrontatevi con quelli degli altri: una importante fonte di idee e ispirazione. Potete tenere un diario personale con i sogni che ritenete rilevanti.

Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 01/10/2019, 20:56

3 settembre 2019

Serie di lucidi pomeridiani ore 15.00-15.45

Ho una serie di sogni lucidi e semi lucidi per lo più abbastanza confusionari di cui riporto gli episodi che ricordo un po' meglio. L'ordine non è quello cronologico ma è casuale.

Episodio 1: L'angelo e l'elfa

Sono in giro nei dintorni di casa, percorro la discesa dietro casa mia, passano parecchie macchine, molte più del normale per questa zona della mia città. Tutto appare molto vivido e realistico tanto che sto attento ad attraversare la strada poiché se venissi investito prenderei una bella botta e rischierei di svegliarmi. Prima di arrivare alla fine della strada prendo una delle vie in salita che partono da questa strada in piano che sto percorrendo (è così anche nella realtà fisica). Più avanti mi trovo a girare per vie e vicoli che non riconosco, non sono più nella mia città. Giro l'angolo più volte ma sbuco sempre in aree periferiche costituite da villini, come la zona di casa mia. Non ci sono piazze, locali, negozi, solo case e qualche chiesa. Qui mi viene in mente di entrare in una chiesa, cosa che non ho mai fatto in un sogno lucido, potrebbe essere interessante. Entro e vedo che si sta celebrando una messa, o almeno così sembra. Vedo che le persone sono in piedi, c'è una musica tipica delle messe. Mi viene in mente di incontrare un angelo, mi fermo e dico ad alta voce che quando mi volterò mi troverò di fronte un angelo. Detto fatto, mi volto e vedo un uomo con le ali d'angelo che però si dirige subito verso l'uscita. Lo seguo e lo raggiungo, ora posso vederlo meglio, è alto, snello, capelli lunghi, aspetto androgino. Qui però interviene qualcun altro, è una donna, forse un angelo anche lei, alta, snella, carnagione chiara, capelli castani. Ha una particolarità che balza subito all'occhio, delle piccole orecchie a sventola, non umane, sembrano quelle di un elfo, di quelli del Signore degli Anelli. Le dico che sono carine le sue orecchie, e lei sembra offendersi, forse pensa che la sto prendendo in giro, ma le dico che dico sul serio, quelle orecchie le stanno bene. L'elfa sembra capire, poi telepaticamente mi dice che è in grado di far sporgere gli occhi fuori dalle orbite e contemporaneamente me lo dimostra, mi sembra di capire che usa questa sua abilità per ingrandire la visuale, una sorta di zoom.

Episodio 2: Bloccato sul balcone

Mi trovo sul letto in stato di paralisi e aspetto il momento giusto per effettuare il distacco. Sento però arrivare mia madre che mi parla dicendomi di svegliarmi, non capisco per quale motivo. Insiste, ed è talmente realistico che per un attimo penso sia veramente mia madre. Poi però vedo che nonostante stia insistendo e mi scuota per svegliarmi continuo a rimanere in paralisi, dunque ho la conferma di stare sognando e che quella è la solita entità che viene a farmi visita durante i miei risvegli in paralisi. Rimango calmo ed inizio a canticchiare, ciò fa svanire l'entità in pochi secondi e al momento giusto eseguo il distacco. Esco di casa e raggiungo una palazzina di tre piani, prendo l'ascensore per raggiungere l'ultimo piano e poi prendere il volo da lì. Nell'ascensore entra con me anche una signora sulla settantina. Arrivato al terzo piano esco su un balcone che però ha una tettoia bassa che mi impedisce di saltare da qui. Da qui faccio alcuni tentativi maldestri finché lo scenario non crolla.


Episodio 3:

Mi trovo sul letto ed eseguo il distacco, stavolta fluttuando ma le immagini sono ancora offuscate. Esco dalla finestra attraversandola ma mi ritrovo di nuovo nella mia stanza. Ripeto l'operazione più volte e ogni volta mi ritrovo sempre nella mia stanza. In pratica mi trovo in un loop in cui uscendo dalla finestra entro sempre nella mia stanza. Capisco che devo uscire da un'altra parte, vado di sopra ma le immagini vanno e vengono. Dopo una serie di tentativi mi ritrovo su una spiaggia, vedo il mare ma le immagini crollano quasi subito. Comunque ora che so di essere su una spiaggia mi dirigo alla cieca verso il mare, mi bagno le mani e gioco un po' con la sabbia bagnata del bagnasciuga, le sensazioni sono molto vivide. Così facendo le immagini tornano e il sogno si destabilizza. La mia lucidità però subisce un calo notevole. C'è un bambino con me che non so chi sia, interagisco in qualche modo con lui ma il ricordo è vago. Ora incontro una bella ragazza, ci baciamo ma lei è molto più alta di me e la cosa risulta alquanto scomoda. Quando ci stacchiamo dal bacio mi accorgo che non è più una ragazza ma un ragazzo mulatto, brasiliano sembrerebbe. Mi arriva un'informazione telepatica riguardo il suo nome: "Adriano". Mi accorgo di essere una ragazza ora e gli chiedo come mai stavolta mi è sembrato così alto e lui risponde che è perché non sto indossando scarpe coi tacchi. Ora ci troviamo in una casa e incontro mia madre e non so perché la identifico in parte con la ragazza di prima. Ora sono a casa di mia nonna in cucina e torno parzialmente in me. Mi torna in mente una ragazza che ho incontrato in un lucido di quasi due anni fa e verso la quale ho sentito una forte connessione. Parlo da solo rivolgendomi a lei e chiamandola Sara, non so perché questo nome, in quel sogno non mi disse come si chiamava. Le dico che non dimenticherò mai quel nostro incontro e che ho voglia di rivederla di nuovo. Ora mio padre mi chiede di sparecchiare il tavolo, dovrei ignorare la sua richiesta dato che mi farebbe solo perdere tempo ma alla fine decido di fare quello che mi ha chiesto usando però la telecinesi per fare più in fretta. Provo a concentrarmi per spostare la roba dal tavolo ma interviene mio zio e si offre lui di sparecchiare. Gli dico di non farlo perché voglio farlo io con la telecinesi ma lui in un attimo ha già tolto tutto. Ora però voglio dimostrargli che la telecinesi funziona davvero e che non sono impazzito, così tento con degli oggetti sopra un tavolino davanti alla porta che conduce al salotto ma anche qui niente da fare, forse non sono abbastanza concentrato e convinto. Lascio perdere e gli dico che prima o poi gli darò una dimostrazione. Scendo le scale ed esco in strada. C'è una ragazzina di 12 anni ferma in piedi che dice qualcosa che non ricordo. Prendo la strada verso l'uscita dal condominio e vedo due ragazze sulla sinistra. Dalla destra invece arrivano dei bambini che fanno un po' di chiasso. Uno di questi dice di trovarsi qui perché si sta nascondendo da non so chi o cosa. Le ragazze fanno una faccia perplessa, io proseguo ma qui il ricordo sfuma.

6 settembre 2019

OBE ore 22.10-00.30

Sono sul letto in stato di paralisi, mi rotolo sul pavimento ma inizialmente mi sento ancora bloccato. Mi alzo ed esco dalla mia stanza, vado di sopra, c'è poca luce, incontro mio nonno che scende le scale dal primo piano e ci salutiamo. Esco in strada e perdo lucidità. Mi ritrovo poi in varie situazioni non lucide o semi lucide.


Serie di lucidi ore 4.00-5.30

Anche questa notte ho una serie di episodi più o meno lucidi che elencherò in ordine casuale, dato che non sono riuscito a riordinarli cronologicamente.

Episodio 1:

Prendo lucidità durante un sogno di quelli carichi di ansia e frustrazione, con situazioni paradossali, ritardi e telefoni che non funzionano. Il sogno tuttavia crolla poco dopo.

Episodio 2:

Mi trovo sul letto sdraiato a pancia in giù. Entra mia madre ed inizialmente penso sia veramente lei, ma come la volta scorsa nonostante tenti di svegliarmi rimango in paralisi.Inoltre qui sono anche sdraiato al contrario con la testa dove in realtà tengo i piedi. L'entità mi dice qualcosa del tipo "è inutile che ti sforzi" e io rispondo "lo so". Rimango fermo e calmo e provo a parlarci,le chiedo quale sia il suo scopo ma non risponde, anzi si fa ancor più aggressiva. A questo punto rinuncio al dialogo e mi metto a canticchiare. In breve riesco a liberarmi, mi alzo e vado di sopra continuando a canticchiare. Esco dal portone e mi accorgo di essere scalzo, le sensazioni sono molto vivide e le piante dei piedi quasi mi fanno male mentre scendo le scale. Esco in strada, indosso dei pantaloni lunghi, sono un po' ingombranti e me li tolgo. Perdo lucidità e poco dopo mi trovo in un luogo chiuso in cui vedo un uomo seduto davanti ad una scrivania che parla con una donna seduta dalla parte opposta. Il tizio è sotto accusa per qualcosa che ha fatto e si difende dicendo che aveva bisogno di sfogarsi, di liberarsi. Ora il tizio inveisce contro la donna ed altre persone che sono con lei ad accusarlo, poi se ne va. La donna dice di non voler più avere niente a che fare con quell'uomo e lascia il caso ad una collega più giovane, la quale però non è per niente contenta di ciò.

Episodio 3:

Mi trovo in una specie di palafitta con tavoli e gente seduta a bere o mangiare, deve trattarsi un bar. Mi accorgo di stare sognando e sto per uscire quando un signore sui sessanta mi chiede che ore sono. Guardo il mio polso sinistro ma non ho un orologio. Dico al tizio di non fare affidamento sull'orario poiché siamo in un sogno. Gli faccio vedere l'ora sul cellulare e gli mostro come questa cambia ogni volta ma lui ancora non è convinto. Gli dico allora di tirarsi la pelle del braccio, lui lo fa e vede che si allunga in maniera innaturale, ora ha finalmente la prova di essere in un sogno ed entusiasta lo dice a tutti i presenti. Dico loro che sono io il sognatore, sono io che sto sognando e subito alcuni iniziano ad avvicinarmisi a brutto muso. A questo punto dico che potremmo anche essere tutti sognatori e che ci siamo incontrati qui per caso. A queste mie parole si tranquillizzano. Esco dal locale e prendo il volo. Volo alla Superman, passo tra i grattacieli, poi scendo a terra ma qui il ricordo sfuma.

Episodio 4:

Mi trovo in una città con vicoli stretti, un quartiere dormitorio, poi sbuco in una piazza dove vedo tavolini all'aperto di un qualche locale ma qui il sogno crolla. Più avanti sono con due amici in uno stato semi lucido. Entriamo in un palazzo e prendiamo un ascensore. L'ascensore è molto grande, premo un tasto con una freccia verso il basso e iniziamo a scendere. Ad un certo punto l'ascensore si ferma ma non riesco ad uscire. Mi trovo a trafficare con una specie di fotocopiatrice piena di fogli stampati. Dopo ancora mi trovo in una stanza nella quale ci sono delle donne poco vestite, sembrerebbe una specie di bordello. Proseguo a camminare per corridoi, vedo stanze con dentro persone che chiacchierano tra loro, televisori di quelli a tubo catodico in bianco e nero.

14 settembre 2019

Lucido ore 6.00-8.00

Sono a lavoro all'interno di una palazzina e sento sbattere contro una porta dall'interno. So che dietro a quella porta ci sono dei cani, uno dei quali potenzialmente pericoloso. Questi cani esistono veramente in un condominio in cui lavoro e quando il padrone non è in casa passano tutto il tempo ad abbaiare e grattare sulla porta facendo un gran chiasso, questa palazzina del sogno però è completamente diversa. Ad un certo punto sento che i cani sono riusciti ad uscire, forse il padrone non ha chiuso bene la porta. Io mi trovo un piano sotto e faccio in tempo a scappare e chiudere il portone della palazzina prima che mi raggiungano. Mi allontano dalla palazzina correndo, poi però mi rendo conto di essere in un sogno, non ho nulla da temere. Torno indietro e qui trovo numerose persone ferme davanti al portone, forse hanno paura di entrare per via dei cani. Mi faccio avanti io per risolvere la situazione, ma devo prima scansare un bambino che continua
a sbattere contro la porta a vetri della palazzina in maniera piuttosto insistente e fastidiosa, senza che nessuno gli dica nulla. Entro ed accarezzo il cane, un pastore tedesco, che a dire il vero se ne stava lì buono buono, non rappresentava affatto una minaccia. Salgo le scale e raggiungo l'appartamento da cui sono usciti i cani, ora con me c'è anche mio fratello. Entriamo, non c'è nessuno in casa, siamo in una sala con cucina. Per stabilizzare mi sciacquo le mani nel lavandino della cucina usando anche il sapone. Mi guardo intorno, l'appartamento è abbastanza carino, ma per terra è piuttosto sporco, ci sono delle evidenti incrostazioni di cemento, come se avessero fatto i lavori senza poi pulire. Usciamo da una porta finestra e ci troviamo in una struttura di balconi a più piani. Mio fratello dice che al piano di sotto c'è qualcuno ma gli dico che non importa tanto non possono vedermi. Mi fermo e dico ad alta voce <<modalità invisibile !>> Poi chiedo a mio fratello se riesce a vedermi e risponde di sì. Non importa, che mi vedano pure ! Salto giù fino a raggiungere la strada sottostante. Ora siamo in una città che non riconosco, in una via piena di negozi e locali.
Entriamo in vari negozi senza però soffermarci più di tanto. La mia attenzione viene poi attirata da quello che per grandezza sembrerebbe un supermercato ma che più probabilmente è un alimentari dato che non ha le casse all'entrata ma subito scaffali con i prodotti in vendita. Vedo dei barattoli di Nutella e decido di assaggiarla. La apriamo e prendiamo dei cucchiaini di plastica anch'essi in vendita qui. Mio fratello dice che sa di poco e, dopo averla assaggiata, devo concordare con lui. Gli dico comunque che il gusto nei sogni va allenato come del resto tutti gli altri sensi. Ora apro una bottiglia d'acqua e bevo un po'. La mia lucidità è piuttosto bassa finché non mi ricordo del mio obbiettivo una volta uscito dal supermercato. Devo tornare in quel tempio in cui sono stato circa due mesi fa, in cui mi sono sdraiato in quella vasca con la donna orientale dietro di me mi dava informazioni su una presunta mia vita passata. Attraverso una strada, mi guardo intorno, vedo un via vai di gente e diversi edifici ma nulla che assomigli ad un tempio. Penso allora di chiedere a qualcuno dove si trova questo tempio, che chiamo "Tempio dell'anima". Vedo un ragazzo di colore seduto ad un tavolo esterno di un bar e chiedo a lui ma mi guarda male e non risponde. In compenso però mi sento rispondere da un signore che è fuori dal mio campo visivo. Mi giro verso di lui e mi indica un edificio in fondo alla strada, ad una cinquantina di metri da dove sono ora. L'edificio in questione ha un aspetto particolare, antico, si distingue nettamente da tutti gli altri edifici della zona, tutti moderni. Ha un'insegna gialla al centro con su scritto "Il Chiostro", cosa che in realtà mi dà più l'idea di un ristorante che di un tempio. La parola chiostro però mi rimanda anche al chiostro della prova nei vari templi di Final Fantasy X, videogioco a cui sto giocando in questo periodo. Ci dirigiamo dunque verso il tempio e una volta raggiunto saliamo una scalinata ed entriamo. Qui c'è un'altra scalinata stavolta verso il basso. Ho la sensazione che sia lì che devo andare per fare la regressione alle vite passate, ma poi la mia attenzione viene attirata da altro. Vedo infatti davanti a me un'ampia sala con alcuni tavoli. Ad ogni tavolo c'è una donna e davanti ad essa delle persone che sembrano chiedere assistenza in qualche modo. Tali donne danno l'idea di essere delle medium o qualcosa del genere, comunque è con una di loro che devo parlare per avere le informazioni che cerco, un po' come era accaduto l'altra volta, anche se con modalità completamente diverse. Ci sediamo ad un tavolo libero dove c'è una donna dai capelli neri e lisci che non arrivano alle spalle. Con me ora al posto di mio fratello c'è il mio amico A.S. e nel frattempo ho perso totalmente lucidità. La donna ci fa fare uno strano gioco con dei fogliettini che non capisco bene, poi ci fa fare un disegno, prima al mio amico poi a me. Io sono in imbarazzo perché non so cosa disegnare e soprattutto non so disegnare, glielo dico ma lei mi incoraggia a disegnare lo stesso. Penso un po' a cosa disegnare e mi viene in mente non so perché un ombrello, che mi fa venire in mente poi un ombrellone, che a sua volta mi dà l'idea di una spiaggia con ombrelloni e lettini. Inizio a disegnare l'ombrellone dalla parte superiore, poi però mi rendo conto che il foglio è tutto scarabocchiato e ho bisogno di più spazio. Lo giro dall'altra parte, qui c'è un po' più di spazio. Inizio a disegnare l'ombrellone ma quando vado a fare il palo mi viene storto a causa di alcuni graffi sul tavolo. Lo rifaccio più volte finché non mi viene dritto e comunque alla fine mi viene troppo largo, sembra più un tronco di un albero che un palo. Guardo il disegno nell'insieme e in effetti è proprio un albero, la parte superiore dell'ombrellone ora è una bellissima chioma verde con qualche macchia gialla. E' fatto molto bene, non riesco a credere di averlo disegnato io, anche la donna lo vede e dice che è molto bello, poi prende il disegno e se ne va non so dove. Ora una ragazza seduta ad un altro tavolo mi guarda e mi fa a sua volta i complimenti per il disegno, poi però mi dice che non devo fidarmi di quella donna, che quello che ha fatto con noi è stato una specie di trappola, un inganno forse per sottrarci energia. Mi chiede se per caso ho sentito in me un calo di energia dopo aver interagito con quella donna. Io le rispondo che non ho sentito nessun calo, nessun cambiamento. Sono pienamente sicuro di me stesso e del fatto di non poter essere influenzato da certi trucchetti. In realtà ora inizio a sentire una sensazione strana, un'emozione forte che non so da dove arriva. In questo momento mi ricordo di essere in un sogno e mi trovo in una specie di aula scolastica. L'atmosfera qui è molto cupa e ovattata, ben diversa da come era quando sono entrato. Forse la ragazza aveva ragione, la donna mi ha teso una trappola e io ci sono cascato con tutte le scarpe. I compagni di classe mi fissano, i loro volti si deformano diventando mostruosi e cacciano delle urla demoniache che in un primo momento generano in me una leggera inquietudine ma che decido di affrontare a viso aperto. So che si tratta di una manifestazione della parte più oscura e bassa del mio subconscio, di solito tendo comunque a scappare anche se so di stare sognando, stavolta però voglio restare e guardare in faccia questo mio lato oscuro. Dico loro che non mi fa piacere stare in una classe di zombie o demoni ma che stavolta non scapperò. Ora tutti iniziano a venirmi contro e uno dopo l'altro li stendo a calci e pugni. Bene ! Mi mancava un po' di sano combattimento, è liberatorio ci voleva proprio ! Senza difficoltà sbaraglio tutti, alcuni si dimostrano più resistenti e me ne sbarazzo trafiggendoli con dei coltelli rubati dalle mani ad alcuni di questi aggressori. Alcuni coltelli li lancio, non sempre colpendo il bersaglio. Ad esempio ne colpisco uno su una spalla ma rimedio abbattendolo con un potente pugno in fronte. Qui poi non ricordo cosa accade, probabilmente il sogno crolla poco dopo.

17 settembre 2019

Sogno lucido pomeridiano

Sono in uno stato semi lucido ed entro in una delle case della zona con l'intenzione di usarla come passaggio verso un nuovo scenario, dove poi incontrare quella ragazza che ho incontrato circa due anni fa in un lucido e di cui non so il nome. Una volta dentro però, delle persone mi indicano una direzione e guardando da quella parte vedo una figura femminile di colore blu fatta a cartone animato che cammina in un corridoio e scompare dietro una parete. Le stesse persone mi dicono che è giunto il momento per me di incontrarla in carne ed ossa, intendendo quindi non più in versione cartone animato ma reale. Prendo quel corridoio e raggiungo una porta chiusa, entro e vedo una ragazza seduta su un letto, non è lei però, non è la persona che cercavo. La ragazza inizia a raccontarmi delle cose, mi dice che in questo periodo in cui sono stato via ha creduto di essere incinta di una specie di macchina la cui funzione è proprio quella di ingravidare donne, una roba terribile. Tuttavia dice di aver poi scoperto che si trattava di un inganno da parte delle persone che la tengono segregata qui, suppongo si riferisca a quegli uomini che ho incontrato poco fa. Questo infatti è un luogo piuttosto cupo e deprimente, in cui questa ragazza sembra costretta a rimanere contro la sua volontà. Lei appare rassegnata a questa vita da reclusa e non è l'unica ad avere un atteggiamento remissivo nei confronti di chi dirige questo posto. Mentre parla infatti entra un ragazzo di colore, lo saluto perché ricordo di averlo già conosciuto, sono già stato qui e ricordo anche, seppur vagamente, che la ragazza era stata sottoposta a qualcosa di strano che aveva a che fare con delle macchine (questo almeno è quello che sento durante questo sogno, ma da sveglio non ho alcun ricordo di questo luogo e di queste persone). Il ragazzo, sentendo le parole della ragazza, ci mette in guardia dicendo che non dovremmo parlare di certe cose, è pericoloso, è meglio evitare certi discorsi. La cosa di certo non mi spaventa, anzi mi incuriosisce, io infatti vivo la cosa in maniera abbastanza distaccata, essendo comunque consapevole di essere in un sogno. La ragazza continua a parlare e poco dopo entra qualcun altro, un tizio alto e magro con la testa rasata. Ricordo anche lui e lo saluto. Ha un aspetto rassicurante, so che è uno di cui ci si può fidare ciecamente, sempre pronto ad aiutare e proteggere se necessario. Esce dalla stanza e rientra pochi istanti dopo, qui ho un attimo di vuoto di memoria, dopodiché mi ritrovo di fronte ad un uomo calvo dallo sguardo severo che è appena entrato nella stanza. So che è uno importante, un pezzo grosso di questo posto e che le sue intenzioni sono tutt'altro che benevole. Siamo nei guai, siamo stati scoperti, ma prima che io possa pensare a come affrontarlo, qualcuno da dietro gli spara alla testa uccidendolo. Vedo sulla soglia il ragazzo alto e magro di prima, è stato lui a sparare e c'è qualcun altro insieme a lui. Per ora siamo salvi ma abbiamo commesso qualcosa di molto grave, non la passeremo liscia, dobbiamo fuggire al più presto. Da qui però il ricordo inizia a farsi sempre più fumoso, continuo a sognare ancora per un po' ma in maniera confusa.

21 settembre 2019

OBE ore 22.30-2.30 ?

La sfera di luce

Mi stacco dal corpo e vado di sopra, ho ancora un corpo molto sottile e mi riesce facile levitare. Mi fiondo contro la porta finestra del salotto con l'intenzione di raggiungere una spiaggia. Attraverso la porta finestra senza attrito ed inizio a volare sempre più veloce. Vedo gli edifici intorno a me scorrere ad una velocità pazzesca, finché non di oscura tutto e mi trovo nel buio assoluto. Percepisco ancora la sensazione di movimento ma non ho alcun punto di riferimento e non sono in grado di dire quanto stia andando veloce e in che direzione. Mentre volo sono percorso da una forte vibrazione, percepisco a mala pena di avere un corpo. Inizio a fare dei volteggi, e in questo modo inizio a percepire un po' di più il mio corpo e probabilmente rallento anche. Inizio a vedere dei puntini bianchi nell'oscurità, potrebbero essere stelle, forse sono nello spazio ? Ora vedo una grossa sfera di luce dai contorni blu, con il centro di un altro colore, forse rosso o arancione. Mi fiondo dentro la sfera e tutto si oscura di nuovo. Successivamente mi trovo a tenere questa sfera tra le mani, ora ha le dimensioni di un pallone da calcio.Non ricordo bene poi cosa succede, forse ci entro dentro di nuovo con l'intento di trasportarmi da qualche parte ma poi mi ritrovo sul letto, sveglio, o almeno così credo. Non sono sicuro se mi sono veramente svegliato, ma se ciò è accaduto è stato per un tempo molto breve perché subito dopo mi trovo sempre a letto ma con in mano un casco. Si tratta di uno strano oggetto da portare con sé a letto, ancor di più considerando che non ne possiedo né ne ho mai posseduto alcuno nella mia vita di veglia. Tuttavia qui ragiono come se fosse un oggetto di mia proprietà e come se il fatto di ritrovarmelo con me a letto non sia qualcosa di troppo insolito. Ho infatti il ricordo di essermi già trovato altre volte in questa situazione. Penso che devo metterlo da qualche parte ma per qualche motivo so che non è una buona idea appoggiarlo sul pavimento accanto al letto. Qui c'è uno stacco e il ricordo riprende che sono a gironzolare per il salotto, forse scambio qualche parola con mio fratello, ma il ricordo è molto vago.

22 settembre 2019


Sogno lucido ore 6.30-9.30

Sono in casa, esco dal portone e qui prendo consapevolezza di essere in un sogno. Scendo le scale fino al vialetto e mi metto a stabilizzare il sogno, osservando e toccando le piante del mio giardino. Osservo e tocco le foglie, ammirandone i dettagli perfettamente definiti e sentendone al tatto la consistenza vellutata. Ora vado per uscire in strada ma mi soffermo sul pulsante sul muro, quello che premo per aprire il cancelletto. Normalmente lo premo e fa il classico scatto, ma stavolta lo tengo premuto per alcuni secondi e, proprio come avviene sul piano fisico, sento il rumore per tutto il tempo in cui tengo il dito premuto. Esco e vado per richiudere il cancelletto ma stranamente non si incastra, ci provo più volte ma continua a non chiudersi. Anche questo a dire il vero non è affatto qualcosa di surreale, infatti a volte accade veramente che non si incastri se non dopo svariati tentativi, soprattutto d'inverno con l'umidità. Ora voglio cambiare scenario e livello di sogno e per farlo devo usare una delle case vicine come passaggio dimensionale. Scarto le prime due case poiché vedo persone che entrano o escono e potrebbero costituire delle distrazioni. Mi fermo davanti alla terza ma stupidamente perdo tempo a citofonare sperando che qualcuno mi apra. Quando mi rendo conto che sto sprecando tempo è troppo tardi, il sogno si è già destabilizzato e finisce per crollare prima che io riesca nel mio intento.


28 settembre 2019

Lucido/OBE ore 6.00-7.15

Sono in paralisi ed eseguo il distacco rotolandomi sul pavimento. Sono pesante ma mi alzo, seppur un po' a fatica. Vado di sopra, esco di casa e raggiungo il cancelletto, qui inizio a vedere, esco e tocco le sbarre del cancelletto per stabilizzare. Prendo la via che inizia di fronte casa mia, mi concentro per aumentare le vibrazioni e l'effetto si vede subito. Vedo infatti un via vai di persone e mi accorgo di non essere più nella zona di casa mia, l'atto di aumentare le vibrazioni, seppur di poco, mi ha fatto subito cambiare livello di sogno, influendo positivamente anche sulla stabilità. Raggiungo una piazza, c'è una banda musicale che suona una musica di tipo mediorientale. Mi trovo a passare in mezzo alla banda, "contromano" :D, poi mi fermo e approfittando del fatto che hanno improvvisamente smesso di suonare, chiedo ad uno dei componenti che musica sia questa, e da dove vengono. Inizialmente non mi risponde, poi gli ripeto la domanda << da dove venite ? >> Anche se già ho in mente la risposta, mi è subito venuto in mente il Turkmenistan, il ragazzo indossa anche un cappello verde con scritto appunto "Turkmenistan" e la risposta che mi dà a voce ovviamente è quella. Ora mi accorgo che la banda si è spezzata in due, il gruppo in cui si trova il ragazzo con il quale sto parlando è rimasto indietro. Ora giro un po' per la piazza, vedo una stradina tra due edifici in fondo alla quale c'è un palazzo di 5-6 piani, ma quella dà l'idea di essere una zona periferica, dunque evito di andare in quella direzione e rimango in quest'area. Passo davanti ad un edificio con vari negozi, in particolare la mia attenzione viene attirata da un piccolo negozietto con un insegna in alto sopra alla porta:
"... DEL TETRO" non ricordo la prima parte. Ci entro e vedo esposti gadget di vario genere a tema horror. Ricordo in particolare una maglietta sulla quale è raffigurato un volto minaccioso. Mi rendo conto che stando al chiuso il sogno inizia a destabilizzarsi e rischia di deformarsi, così esco e mi metto subito a stabilizzare.
Tuttavia qui la mia lucidità è calata, probabilmente sempre a causa del luogo chiuso in cui sono entrato. Ho un momento di oblio, ricordo vagamente di aver interagito con alcuni personaggi, uno di questi lo incontro di nuovo e ho l'impressione che sia quello adatto a cui chiedere informazioni. Gli chiedo che posto è questo e come si chiama, lui però mi risponde con una domanda del tipo << tu dov'eri prima di venire qui ? >> Gli rispondo che ero in camera mia a letto, alludendo al fatto che sto sognando. Lui ora attraversa di corsa la strada, gli dico che non ho intenzione di corrergli dietro. Lo vedo che si ferma su una panchina,attraverso la strada anche io e lo raggiungo, ora ha cambiato aspetto, gli rifaccio la domanda, ma lui inizia a fare discorsi privi di senso al che capisco che sto solo perdendo tempo. Me ne vado ma lui tenta di trattenermi afferrandomi un braccio, mi divincolo facilmente e riattraverso la strada. Ora però lo scenario è cambiato di nuovo, la mia lucidità è calata ulteriormente e con essa anche la vividezza e il realismo del sogno. Provo un senso di frustrazione per essere caduto nella trappola di questi personaggi che mirano a distrarre i sognatori, tanto che colpisco una o due persone che stavano ferme a farsi i fatti loro e che avevano l'unica colpa di intralciarmi la strada. Non è da me questo comportamento, ma ovviamente è soprattutto la scarsa lucidità a farmi agire in questo modo. Incontro di nuovo uno dei personaggi con cui ricordo vagamente di aver interagito prima, lo percepisco come un accompagnatore, quel genere di personaggi che di solito non si vedono poiché tendono a rimanere fuori dal mio campo visivo, ma dei quali percepisco la presenza e sento la voce. Gli racconto quanto appena accaduto con quel personaggio a cui avevo chiesto informazioni. Qui vengo raggiungo da tre personaggi che mi mettono all'angolo, ho un muro alle mie spalle e loro davanti a me. Mi guardano con un sorriso inquietante, non hanno buone intenzioni, forse sono quelli che ho preso a pugni e hanno chiamato rinforzi per vendicarsi. Provo a farmi strada e ad allontanarmi ma in tre riescono a trattenermi quanto basta per far crollare lo scenario già instabile. Ora mi trovo nella nebbia tipica dello stato intermedio, poco dopo sono in un altro luogo, molto più tranquillo. Mi trovo su una superficie cementata e sullo sfondo vedo il mare. La mia lucidità è aumentata ora, c'è ancora l'accompagnatore che se ne sta in disparte senza interferire. Ora vedo una ragazza mora in bikini di spalle in piedi sull'orlo della superficie cementata che sembra fissare il mare davanti a sé. Mi concentro nuovamente per aumentare le vibrazioni, faccio dei respiri profondi, dopo alcuni secondi inizio a sentirmi leggero e spontaneamente levito rimanendo sospeso a circa mezzo metro da terra. Qualcosa però mi trattiene e non mi permette di lasciarmi andare completamente, dunque atterro. Riprovo, levito di nuovo alla stessa altezza di prima ma stavolta mi do una spinta ed ora finalmente vinco la forza di gravità e mi libro ad alcuni metri d'altezza. Mi sposto in avanti di qualche metro, penso che il prossimo step debba essere quello di manipolare gli elementi, a partire dall'acqua dato che mi trovo al mare.Qui però perdo concentrazione, il sogno inizia a deformarsi e destabilizzarsi. Torno a terra per stabilizzare ma qui il sogno inizia a sfumare gradualmente fino a svanire.

29 settembre 2019

Sogno lucido ore 2.15-6.45

Mi trovo con degli amici all'esterno di una scuola nella quale tra poco dobbiamo entrare. Due di questi amici sono due gemelli di origini ucraine, ex compagni di liceo. So di essere in Ucraina, dovrò frequentare una scuola di un paese straniero e la cosa mi mette a disagio. E' il momento di entrare, raggiungiamo la classe e prendiamo posto ai banchi. Per fortuna non sono solo qui, ci sono altri miei amici italiani, alcuni ex compagni di liceo e tutti ci sediamo nella stessa fila, quella accanto alle finestre. Io arrivo per ultimo e mi tocca un banco vicino ad una ex compagna di liceo con la quale non ho mai avuto confidenza. Sono seduto a sinistra, vicino alla finestra che è aperta e l'aria che entra mi arriva dritta addosso, in faccia, non è aria calda e penso che potrebbe crearmi problemi. Chiudo la finestra, ma i miei compagni hanno caldo e la riaprono. La cosa mi fa arrabbiare, ero già nervoso per la situazione e ora perdo il controllo, inizio ad imprecare ed a sbattere i pugni sul banco. Non voglio starci in questo posto, mi chiedo come ci sia finito qui e la cosa mi fa prendere gradualmente lucidità. Ora che so di stare sognando tutte le emozioni negative svaniscono e mi sento libero e leggero. Vado verso una finestra aperta ma con la tapparella a metà, la alzo e salgo sul cornicione con l'intento di buttarmi e prendere il volo. I miei compagni si mostrano allarmati nel vedere quello che sto facendo, forse pensano che voglia suicidarmi. Salto ed inizialmente mi aggrappo a qualcosa che sporge dal muro esterno dell'edificio (che ricorda proprio quello del mio vecchio liceo), poi mi lascio andare e cado per qualche metro ma riesco a fermare la caduta e rimanere sospeso a mezz'aria prima di toccare terra. Risalgo fino alle finestre della classe e dico ai miei compagni che siamo in un sogno e li incoraggio a volare anche loro con me. Sento qualcuno chiedere << quindi stiamo tutti sognando ? >> Io rispondo << io sicuramente sì, per quanto riguarda voi non so se siate sognatori come me o personaggi del mio sogno >>. Mi seguono e atterriamo poco più avanti. Qui perdo lucidità e propongo agli altri di fare una gara di corsa a chi arriva per primo in spiaggia (siamo nella mia città ora). Un attimo prima di partire dico che non ci sono regole, vale tutto, intendendo che non c'è un percorso prestabilito, si possono prendere scorciatoie e fare furbizie per rallentare gli altri o portarli fuori strada. Partiamo e prendiamo tutti la stessa strada, come se fosse l'unica valida, io però, senza farmi vedere, entro in un condominio che ha il cancello aperto e attraverso tutto il cortile fino al cancello che dà sulla strada parallela. Ho guadagnato parecchio terreno, mentre gli altri stanno ancora facendo il giro. Ora attraverso la strada e taglio di nuovo all'interno di un altro condominio sempre di corsa. Raggiungo una piazzola che so essere il traguardo (ma non era la spiaggia ?) Vedo una statuina di pietra alta circa 30-40 cm posta su un piano quadrato. Sul piano intorno alla statuina ci sono dei rigonfiamenti e so che per completare il percorso e vincere la gara bisogna incastrarvi delle statuine più piccole che si trovano sparse qua e là nella piazzola. Iniziano ad arrivare gli altri, ma io ormai ho preso un vantaggio troppo grande e non ho difficoltà a portare a termine il gioco.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda olrac » 02/10/2019, 16:01

Grande Hari! La tecnica di canticchiare per allontanare le entità sgradevoli è fantastica! :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 02/10/2019, 19:45

olrac ha scritto:Grande Hari! La tecnica di canticchiare per allontanare le entità sgradevoli è fantastica! :)



Già ! E funziona alla grande ! :) Tentano di spaventarmi ma quando mi sentono cantare si spaventano loro :D
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 02/11/2019, 19:57

5 ottobre 2019

Sogno lucido ore 6.45-7.40

Verso Avalon


Con alcuni membri del forum ci accordiamo per una WBTB di gruppo in chat, e scegliamo tutti insieme anche un obbiettivo comune, ovvero quello di raggiungere la leggendaria isola di Avalon. Mi rimetto a letto dopo mezz'ora di chiacchierata in chat con Elica, Il Bagatto e VansicKrytal e dopo un tempo indefinito mi addormento. Mi ritrovo a sognare di essere di fronte a casa mia con mio cugino. Ad un certo punto mi accorgo di essere in un sogno proprio grazie all'obbiettivo comune, nel sogno infatti mi ricordo che dovevo andare ad Avalon e in quel momento dunque realizzo di stare sognando. Inizio a correre con l'intento di raggiungere il campo di sterpaglie e da lì procedere verso il primo passaggio dimensionale che mi capita a tiro. Faccio il giro di casa e raggiungo il parcheggio, richiamo le vibrazioni ed avverto subito un cambio di livello. Ora lo scenario si è modificato e dove c'era l'inizio del campo di sterpaglie adesso c'è uno spazio esterno di un ristorante con tavoli e persone sedute a mangiare. Altre persone attraversano questo spazio per andare o venire da un ampio prato che si trova alla mia sinistra e si estende per decine di metri in lunghezza e larghezza. Tutto è molto luminoso e spazioso, c'è una bella atmosfera. Io però devo raggiungere l'isola di Avalon ma preso dall'entusiasmo mi dimentico di stabilizzare e il sogno si dissolve e mi sveglio.


7 ottobre 2019

Sogno lucido ore 4.30-6.10

Sono sul letto in paralisi e vengo assalito dall'entità, rimango calmo ed inizio a canticchiare per scacciarla. Dopo qualche secondo l'entità svanisce, scendo dal letto ed esco dalla mia stanza. Ho già la vista attiva ma è buio in casa e intravedo a malapena lo spazio intorno a me. Mentre salgo le scale ed esco dal portone continuo a canticchiare, provo a spiccare il volo con un salto subito prima delle scale che portano al vialetto, ma non ci metto abbastanza convinzione e ne risulta solo un gran salto con il quale scavalco i sei gradini atterrando direttamente sul vialetto. Il sogno qui si destabilizza, esco in strada e per un attimo si oscura tutto, poi le immagini tornano ma è notte ed è buio pesto, non c'è nemmeno un lampione acceso. Mentre cammino lungo la strada grido << luce ! >> ma non cambia nulla. A questo punto caccio un urlo come se mi stessi trasformando in super sayan :D e per un attimo vedo il cielo schiarirsi leggermente. Ora c'è un po' di luce, ed è come se provenisse direttamente da me, inoltre anche i lampioni ora sono accesi. Ad un certo punto incontro un gruppo di ragazzi e ragazze, riprendo a cantare la canzone e li incito a cantare insieme a me, poi li abbraccio uno per uno dicendo loro che gli voglio bene, che sono parti di me. Proseguiamo insieme, arriviamo alla fine della strada e giriamo a sinistra. Raggiungiamo un incrocio e qui vedo una bambina bionda ferma in piedi di spalle che sembra fissare qualcosa davanti a lei. L'immagine è inquietante, ricorda i classici film horror di fantasmi, e in un primo momento decido di passare oltre. Poi però sento che è importante che io affronti questa cosa, vado da lei e qui vedo che è diventata una specie di bambola. La tengo in mano, è inerte ma ho la sensazione che racchiuda un'entità al suo interno. La lascio ad uno dei ragazzi di prima che sembra sia in grado di evocare l'entità all'interno della bambola. Il ragazzo fa qualcosa che non capisco poi corre in un angolo con l'atteggiamento di chi sta per assistere a qualcosa che attendeva da tempo. Parte in sottofondo una musica di quelle di Final Fantasy X quando sta per iniziare una battaglia contro un boss. Capisco che sta arrivando qualcosa di tosto e mi preparo ad affrontarlo. Si presenta una donna molto bella dai capelli lunghi e scuri. A dispetto della sua bellezza però è ostile. Vorrei evitare di combattere ma mi preparo a difendermi, so che non si tratta di uno di quei semplici personaggi fastidiosi facilmente manipolabili. Paro i suoi colpi mentre cerco di instaurare un dialogo con lei. Qui il sogno si destabilizza e io perdo parzialmente lucidità. Le chiedo chi è e come si chiama, mi arriva un'informazione telepatica, forse dal ragazzo di prima, che dice << Fossana >>, ma la donna a voce dice invece di chiamarsi Chiara. Questo suppongo sia dovuto alle mie aspettative, avendo già avuto a che fare con una ragazza dal comportamento ambiguo e di nome Chiara, mi aspettavo di sentire quel nome. Ora è lei a chiedere a me come mi chiamo, io però ora sono convinto di essere una donna e cerco di ricordare il mio nome senza riuscirci. Mentre cerco di ricordare il mio nome, me ne viene in mente uno, Melissa, non so perché. Ora torno in me e ricordo chi sono, le dico il mio vero nome, che sono maschio e che la trovo anche attraente.Lei ora sembra calmarsi ma il ricordo qui inizia a farsi confuso. Ricordo solo che alla fine inizia a sbottonarsi la camicetta ma qui il sogno crolla e mi ritrovo in un falso risveglio in cui sono a scuola e mi sono appena svegliato da questo sogno (mi ero addormentato sul banco).

9 ottobre

OBE ore 22.00-00.00

Esco dal corpo e mi metto a correre a super velocità nel buio, vedo solo un puntino bianco in lontananza dritto davanti a me. Mi trovo in una città con palazzi di 4-5 piani, da qui non ricordo altro, probabilmente l'esperienza si è interrotta in quel momento o poco dopo.

13 ottobre 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.30

Sono in una casa indefinita e batto le dita su un mobile come se stessi suonando un qualche strumento musicale a percussione. Ogni colpo produce un suono come se fosse veramente uno strumento musicale e riesco addirittura a suonare un pezzo della colonna sonora del Signore degli Anelli, fantastico !Mentre lo faccio prendo gradualmente lucidità e dopo un po' smetto e mi guardo intorno. Sono in una cucina che assomiglia un po' a quella del piano terra a casa mia, soprattutto per il colore delle credenze e delle sedie. Le immagini sono molto nitide, è tutto molto vivido e realistico. Inizio ad aprire credenze per vedere se c'è qualcosa di buono da mangiare. In una di queste però trovo solo pacchi di pasta e altre cose tipo sacchi o barattoli di zucchero, sale,farina. Apro un'altra credenza e anche qui trovo solo pasta. Dico ad alta voce <<beh...non è che posso mettermi a cucinare la pasta qui !>> Apro le credenze in basso sotto al lavandino, dove so che ci sono i secchielli dell'umido e dell'indifferenziato. Ormai la cucina è diventata di fatto quella di casa mia al piano terra. Esco dalla cucina e infatti vedo il salotto e l'ingresso col portone e tutto il resto. Esco dal portone ma qui non ricordo bene cosa accade, forse è la parte immediatamente precedente agli episodi che riporterò qui sotto.


Serie di lucidi/OBE ore 6.00-8.30

Non ricordo se parto da un risveglio in paralisi o se proseguo dal punto descritto sopra, ricordo di aver percorso un pezzo di strada per poi entrare in una delle case della zona. Ricordo che appena entrato mi sono ritrovato in un corridoio molto stretto con una porta ad entrambe le estremità. Opto per quella di sinistra, la attraverso e mi trovo nel buio totale. Riparto poi dal letto e da qui inizia una serie di uscite e rientri nel corpo. Riporto gli episodi che ricordo meglio.

Episodio 1:

Scendo dal letto, esco dalla stanza e stavolta decido di rimanere nel seminterrato. Mi guardo intorno, la disposizione dei mobili ovviamente non è quella attuale. Sento una specie di gorgoglio provenire dalla cucina, ma non mi metto ad indagare. Esco dal garage e penso di prendere l'intercapedine come passaggio dimensionale, è da parecchio che non lo faccio. Apro la porta e vedo un corridoio stretto che curva verso sinistra, è abbastanza pulito e facilmente percorribile. Risulta essere anche breve, appena girata la curva trovo una porta da cui filtra della luce. La apro e mi trovo davanti un'apertura che però non corrisponde per dimensioni alla grandezza della porta, è decisamente più piccola, alta circa mezzo metro. Per passare devo chinarmi e strisciare per terra, ma quando sono fuori sono molto colpito dal paesaggio che mi trovo davanti. Sono infatti in un ampio prato con tanti alberi, sembra di essere di fronte all'entrata di un bosco. Mi alzo in piedi e lo scenario viene meno per qualche istante, poi mi chino a sfregare le mani sull'erba e le immagini tornano. Proseguo per un po' accucciato a toccare l'erba per stabilizzare, poi mi alzo e mentre cammino faccio scorrere la mano su un muro alla mia destra, per non perdere il contatto con questo ambiente. Sento delle voci, si sta svolgendo forse una festa o comunque delle attività di gruppo. Poco più avanti infatti il muro termina e vedo un gruppo di persone che fanno cose, forse c'è anche della musica. Mi fermo accanto ad un ragazzo che sta parlando con qualcuno. Richiamo la sua attenzione per fargli delle domande ma qui non ricordo cosa succede, forse il sogno si interrompe.

Episodio 2:

Riparto dal letto e vado in garage. Entro nell'intercapedine e raggiungo l'altra estremità. Apro la porta e stavolta il passaggio è più alto di prima, devo chinarmi un po' ma posso rimanere in piedi. Mi trovo nello stesso posto di prima, cammino verso il punto in cui avevo incontrato quel gruppo di persone, qui però ho un vuoto di memoria. Ricordo che ad un certo punto mi trovo a sfregare le mani sull'erba e un tizio mi guarda minaccioso e mi dice qualcosa del tipo << tu chi sei ? Sei un ...>> non ricordo cosa dice esattamente ma ho l'impressione che sospetti che io sia un sognatore lucido, forse per il fatto che mi ha visto sfregare le mani sull'erba. Io non voglio litigare e penso a qualche scusa che possa giustificare quel mio gesto senza ammettere di essere un onironauta. Prima di riuscirci però mi ritrovo sdraiato in posizione supina, mi sento pesantissimo e privo di forze e il tizio sta per colpirmi con una sedia. Riesco a bloccare la sedia con le mani, lui continua a spingere la sedia contro di me ma con l'intento, senza dunque usare la forza "fisica" riesco a resistere e a spingerlo anche un po' indietro. La cosa va avanti per un po', poi il sogno crolla e mi ritrovo forse in paralisi oppure in un sogno normale, non ricordo.

Episodio 3:

Mi trovo sul letto in paralisi, forse in seguito all'episodio precedente, e sento uno strano lamento che mi provoca una leggera inquietudine e mi causa un brivido che mi percorre tutto il corpo. Comunque non mi faccio condizionare e resto fermo in attesa del momento giusto per il distacco. Scendo dal letto ma stavolta finisco per terra, sono al buio totale e mi sento estremamente pesante. Mi alzo a fatica, esco dalla mia stanza e mi trovo a vagare nel buio, non so dove andare e alla fine decido di fare quello che faccio di solito quando non ho ancora la vista attiva, ovvero andare di sopra aggrappandomi alla ringhiera delle scale. Arrivato di sopra però la vista non si è ancora attivata, allora proseguo ancora prendendo le scale verso il primo piano. Dopo un po' la vista arriva dunque cambio idea e torno indietro. Esco dal portone e, arrivato al cancello, vedo che la serranda del garage è alzata, perciò decido di entrare nel garage e prendere di nuovo l'intercapedine. Mi ricordo dell'obbiettivo di incontrare la mia guida e chiedere di farmi viaggiare nel tempo attraverso i ricordi delle mie vite passate. Entro nell'intercapedine e raggiungo l'altra estremità, dove c'è la porta che prima mi ha portato in quel prato. La apro e stavolta il passaggio ha dimensioni normali, non devo nemmeno chinarmi. Attraverso la soglia e una ragazza mi prende per mano. Il luogo è lo stesso degli episodi precedenti, tuttavia qui il sogno è troppo instabile, le immagini iniziano a vacillare e in breve il sogno si dissolve.

19 ottobre 2019

Serie di lucidi e OBE ore 5.00-7.30

Episodio 1:

Mi sveglio in paralisi e mi stacco dal corpo. Una forza mi trattiene e mi tira indietro. Mi sforzo di andare avanti ma non riesco a liberarmene finché non faccio uno scatto improvviso dopo aver concentrato l'intento per questo specifico gesto. Sono libero e vado in garage. Apro la porta dell'intercapedine e trovo un'altra porta più piccola e penso << ci risiamo !>> Chiudo e riapro e ritrovo la stessa porticina, stavolta la apro e ne trovo un'altra ancora più piccola e cosi via tre o quattro volte, è una di quelle situazioni senza uscita. Ad un certo punto inizio a trovare dei rotoli di carta igienica, scottex e altra roba. C'è un cunicolo pieno di carta ad ostruire il passaggio, la tolgo ma sembra non finire mai. Vedo che si tratta di volantini e carte con illustrazioni e testi stampati, tutto molto articolato e dettagliato. Ricordo una carta tipo quelle da gioco, fatta di cartoncino rigido, sulla quale è raffigurato il volto di una donna indiana e c'è una scritta che dice qualcosa del tipo "incontro con ..." non ricordo il nome ma ricordo che aveva tante L, forse è il nome della donna indiana. Alla fine provo ad infilarmi nel cunicoloma ottengo solo di far crollare il sogno.

Episodio 2:

Mi ritrovo in una spiaggia e una ragazza bionda mi prende per mano. Le immagini si fanno sfocate, la mia lucidità è molto bassa e invece di lasciarla andare e stabilizzare mi faccio trascinare da lei e in breve il sogno si dissolve.

Episodio 3:

Sono in garage, forse dopo un distacco dal corpo ma non ne sono sicuro. Esco in strada e mi concentro ripetendo a me stesso che sto sognando. Mentre cammino mi concentro sul respiro, ciò aiuta a fare chiarezza intorno a me, inizio a sentirmi più leggero ma ad un certo punto mi fermo perché temo di destabilizzare il sogno. Guardo il cielo, è giorno ma è nuvoloso, così chiedo ad alta voce alle nuvole di diradarsi e al sole di uscire allo scoperto. Le nuvole sembrano muoversi ma non abbastanza. Qui arriva il mio amico e vicino di casa A.D. Mi dice qualcosa che non ricordo, forse si lamenta per quello che sto tentando di fare, non ho idea del perché. Gli dico che sto cercando di far uscire il sole, dovrebbe esserne contento. Voglio testare la stabilità e il realismo di questo sogno, così mi viene in mente di fare una sfida a braccio di ferro con A.D., glielo propongo e lui accetta. Ci sono dei contenitori della differenziata e ne scegliamo uno sul quale appoggiarci rimanendo in piedi. Sposto qualcosa di ingombrante che si trova su questo secchio e lo poggio su un secchio vicino. Iniziamo il nostro braccio di ferro, A.D. va in vantaggio, io faccio fatica a tenergli testa, segno che il sogno è molto stabile. Lui è molto più grosso e forte di me e nella realtà fisica in una sfida a braccio di ferro vincerebbe in meno di un secondo. Qui riesco a resistere e a poco a poco, concentrandomi, ribalto la situazione. E' tutto estremamente reale, sento chiaramente i muscoli del braccio che si contraggono, sento la fatica. Ad un certo punto faccio un movimento del polso che piega la mano di A.D. e qualcuno di quelli che stanno assistendo alla sfida si chiede se è una mossa regolare. A.D. comunque non cede, è veramente dura riuscire a dare la spinta decisiva, mancano pochi centimetri ma resiste con grande forza e determinazione. Alla fine con un grande sforzo riesco finalmente a vincere, ma che fatica ! Ora vedo un tavolo al quale siedono diversi ragazzi e ragazze. Un ragazzo seduto a capo tavola mi indica delle ragazze sedute alla sua sinistra e di fronte a me e mi dice che di loro ne ha viste parecchie, circa una decina. Non capisco cosa intenda dire ma invece di chiedere spiegazioni a lui, decido di fare domande alle ragazze. Inizio da una ragazza carina seduta vicino a quel ragazzo, le chiedo come si chiama, ma non ricordo la sua risposta (mi pare fosse un nome che inizia per G). Le chiedo cosa rappresenta, qual è la sua funzione e lei si mostra perplessa. Le chiedo allora se è un personaggio del mio sogno e mi risponde <<ovviamente sì !>> Qui mi appare un testo che provo a leggere ma mi accorgo che mi sono immerso troppo nella conversazione e che ciò ha fatto destabilizzare e deformare il sogno. Lascio stare e torno a stabilizzare, per farlo prendo ripetutamente a pugni una parete finché non inizio a sentire un lieve bruciore alle nocche. Chiedo poi ad A.D. di fare un'altra sfida a braccio di ferro. Lui accetta e prima di iniziare gli dico che c'è la possibilità che, qualora la sfida si prolunghi troppo, io ceda dopo un po' e lo faccia vincere, questo perché il mio scopo è solo quello di verificare la solidità del sogno. In realtà stavolta ho la meglio quasi subito, segno che il sogno è meno stabile rispetto a prima. Ora torno al tavolo e mi rivolgo alla ragazza seduta al centro delle tre di prima. Lei però mi guarda male e dice che non è con lei che devo parlare.Il ricordo qui è un po' vago, ricordo di aver chiesto a lei e all'altra ragazza se sono anche loro delle sognatrici e mi pare che abbiano entrambe risposto di sì. Poco dopo il sogno si dissolve e mi sveglio.


20 ottobre 2019

Sogno lucido ore 5.30-8.00

Prendo lucidità mentre mi trovo in una casa indefinita su delle scale che scendono verso un giardino. Ora lo scenario diventa quello del giardino di casa mia. Esco in strada, è giorno ma il cielo è completamente bianco, coperto da un unica massa di nuvole. Percorro tutta la strada di fronte a casa mia, poi giro l'angolo verso sinistra e incontro un bambino. Gli chiedo se ha una caramella per la gola da darmi (in questi giorni ho mal di gola e, seppur lievemente, me lo porto dietro anche in questo sogno). Me ne dà una ma mi rendo conto dopo un po' che tenerla in bocca potrebbe creare problemi alla mia lucidità, così la butto. Proseguo e arrivo fino alla strada che costeggia la ferrovia e la stazione, c'è un gran via vai di persone già diverse decine di metri prima del sottopassaggio, è piuttosto insolito. La cosa più strana però è che non sento nulla, come se non ci fosse l'audio. Chiedo dunque ad alta voce << audio ! >> E poco dopo arriva, torno a sentire i rumori e i suoni intorno a me. Ora c'è addirittura un gran traffico, una fila di macchine che avanzano a passo di lumaca, mai visto un simile ingorgo in questa zona della mia città. Chiedo a qualcuno come mai c'è questo traffico, accennano ad un incidente, ma non ricordo i dettagli. Ora mi sento stranamente molto pesante, cammino con grande fatica, mi mancano le forze. Mi fermo e richiamo le vibrazioni, così facendo si oscura tutto per qualche secondo e quando la vista ritorna mi trovo nella piazza principale della mia città, a quasi un chilometro da dove ero prima. Qui incontro una ragazza bionda e bassina, abbastanza carina. Ci sono forse anche dei ragazzi ma il ricordo è vago. Cammino con la ragazza verso il mare e nel frattempo parliamo ma la mia lucidità ormai è calata notevolmente. Arrivati sul lungomare il sogno si dissolve poco dopo.

24 ottobre 2019

Serie di lucidi e OBE ore 4.30-6.00

Episodio 1:

Mi trovo sdraiato sul letto a pancia in giù (posizione che non corrisponde a quella del mio corpo fisico, che dovrebbe essere sdraiato sul fianco destro). Sprofondo nel letto e mi trovo fuori dal corpo. Salgo al piano terra un po' a fatica e ancora senza vista, aggrappandomi alle pareti e alla ringhiera. Arrivo al piano terra e acquisisco la vista ma chiudo gli occhi per un attimo e tutto si oscura di nuovo. Esco dalla porta finestra e prendo il volo dalla veranda ma non riesco a salire quanto vorrei. Volo per un po' a qualche metro da terra poi non ricordo se atterro di mia spontanea volontà o se il sogno crolla e riparto dalla paralisi. Fatto sta che poi entro in garage e prendo l'intercapedine come passaggio verso un nuovo scenario. Mentre percorro il corridoio richiamo alla mente il mio obbiettivo, che è quello di rivivere dei ricordi del passato. Mi viene in mente di tornare indietro alla mia vacanza in Svizzera di vent'anni fa, pronuncio ad alta voce la destinazione desiderata e apro la porta. Mi trovo in spiaggia e incontro l'attore Rober De Niro che mi passa davanti. Gli dico << questa decisamente non è la Svizzera >> e lui fa un cenno con la testa come a dire << sì, hai ragione >>. Gli chiedo poi se per caso ha visto Chiara e Isabelle (due mie guide) e gliele descrivo dicendogli che una è una giovane e bellissima ragazza mora, l'altra invece è una donna un po' più grande, sui 35-40, molto bella anche lei. Lui però fa cenno di no. Provo a contattare Isabelle telepaticamente, chiedendole di incontrarci qui.Vado davanti ad una porta e dico a me stesso che quando la aprirò ne uscirà Isabelle. Quando la apro però attraversano la porta diverse persone ma non lei. Ora sono davanti al bancone di un bar e vedo una donna che il sogno mi dice essere Elica. Le dico che siamo in un sogno e lei fa una faccia sorpresa ma non sembra acquisire grande consapevolezza. Vedo ora un ragazzo che lavora in questo bar, gli dico che siamo in un sogno e che quindi non deve più lavorare, che vada a divertirsi ! A differenza della donna lui non se lo fa ripetere due volte e lascia subito il bancone e va a fare non so cosa.

Episodio 2:

Eseguo il distacco e vado di sopra. Stavolta la vista non si attiva appena arrivato al piano terra, mi fiondo contro la porta-finestra con l'intento di prendere subito il volo ma non riesco ad attraversarla completamente, c'è qualcosa che mi tira indietro e rimango bloccato metà dentro casa metà fuori. Rientro, mi concentro un attimo e riprovo, stavolta la attraverso senza problemi. Ora la vista si attiva, salto dalla veranda e spicco il volo, stavolta ho un corpo più sottile rispetto all'episodio precedente, sono più leggero e riesco a salire più in alto. Osservo il cielo notturno sopra di me, vedo la luna e dei pianeti che appaiono più grandi della luna stessa, una visione spettacolare ! Continuo a salire come attirato da una forza in visibile, mi lascio andare a questa forza mentre continuo a guardare intorno a me. Ora ho la vista a 360 gradi, basta il minimo pensiero per cambiare visuale. Ora guardo verso il basso e vedo campi coltivati che si rimpiccioliscono man mano che salgo. Ora invece sono fuori dalla Terra e osservo il pianeta rimpicciolirsi sempre di più, ne distinguo i continenti, lo vedo anche ruotare per un attimo in senso antiorario o forse sono io a spostarmi intorno ad esso, fatto sta che vedo comparire le Americhe, mentre inizialmente dalla mia posizione potevo vedere solo l'Europa e l'Africa. Ora qualcosa mi fa girare dall'altra parte dando le spalle alla terra, ma io voglio continuare a guardarla e mi giro di nuovo. La cosa si ripete alcune volte con la forza invisibile che mi fa girare e io che continuo a voltarmi verso la Terra. Dopo invece mi trovo nello spazio aperto, non vedo più la Terra ma vedo tutto intorno una sorta di reticolato di vari colori sullo sfondo nero. Qui
l'esperienza si interrompe.

26 ottobre 2019

Prendo lucidità durante un sogno confuso in cui mi trovo in casa. Vado di sopra, esco di casa e nel frattempo le immagini si sfaldano. Arrivo al cancelletto, cerco al tatto il tasto per aprirlo sul muro, lo trovo e ci lascio il dito premuto sopra per sentirne bene la consistenza e stabilizzare. Lo premo, la vista si riattiva, richiudo il cancelletto e lo riapro, le immagini sono sempre più nitide e le sensazioni sempre più reali. Esco, tocco le sbarre del cancelletto e lo chiudo lentamente accompagnandolo, tutti gesti per stabilizzare il sogno. E' tutto estremamente realistico, vedo addirittura l'aria condensata che esce dalla mia bocca quando respiro, come d'inverno col freddo. Esco in stradama qui il sogno si interrompe.

27 ottobre 2019

Prima serie di lucidi e OBE ore 5.00-5.45

Mi trovo lucido in casa, vado di sopra, entro in bagno e mi guardo allo specchio. L'immagine riflessa è abbastanza fedele, mi sciacquo le mani per stabilizzare poi esco in giardino. Esco nel parcheggio dietro casa e mi addentro nel campo di sterpaglie. Qui inizio a sentire della bella musica dal vivo e poco dopo vedo un tizio che suona e forse canta anche, mentre delle persone assistono alla sua esibizione. Al termine della canzone parte un applauso, al quale mi unisco anche io. Chiedo ad un uomo seduto come si chiama il musicista, mi risponde "Gavrin..." non ricordo il cognome. Cerco subito un pezzo di carta per scriverlo in modo da memorizzarlo, una donna mi indica dei fogli e ne prendo uno ma non ho un appoggio comodo per scrivere. Mi trovo a scriverlo più volte e ricominciare da capo, alla fine dimentico il cognome e inoltre il sogno si destabilizza e si dissolve. Riparto dal letto in paralisi, eseguo il distacco ed esco di casama da qui il ricordo si fa piuttosto confuso. Inizia una serie di episodi di cui ricordo solo dei frammenti.In uno di questi sono a casa della mia nonna paterna, in cucina, casa in cui ho vissuto per quasi un anno tra i 3 e i 4 anni di età. Esco dall'appartamento e salgo le scale con l'intenzione di arrivare al quinto ed ultimo piano del palazzo, tuttavia il piano subito sopra risulta essere l'ultimo. C'è un ponticello di legno che collega due estremità di questo piano, altrimenti separate da un vuoto. Lo percorro e raggiungo una porta che si apre premendo un pulsante sulla parete. Lo premo e la porta si apre a mo' di serranda, dal basso verso l'alto. Vedo un ambiente luminoso, sto per uscire ma due tizi ostili mi si parano davanti e mi sbattono fuori dal sogno. Mi ritrovo in paralisi aggredito dall'entità. La morsa dell'entità è forte ma io rimango calmo e mi metto come al solito a canticchiare. Riesco dunque ad eseguire il distacco, vado di sopra ed esco in strada. Avanzo a fatica, sono ancora pesante e sento l'influsso negativo dell'entità. Non ricordo poi come continua. In un altro episodio prendo il campo di sterpaglie e ne percorro tutta la larghezza fino a sbucare in una strada extraurbana. Non vedo centri abitati nelle vicinanze, ma so che percorrendo la strada potrei raggiungerne uno. Tuttavia non posso percorrerla a piedi, non farei in tempo e non posso volare in un sogno così stabile, mi serve un mezzo di trasporto. Vedo un tizio in moto che è appena partito, lo chiamo più volte gridando mentre lo rincorro e alla fine mi sente e si volta. Gli chiedo un passaggio e lui si ferma per farmi salire. Salgo dietro di lui e partiamo. Gli dico che voglio raggiungere la città e pare che anche lui sia diretto lì. Sfrecciamo veloci lungo la strada, io nel frattempo do rapide occhiate in varie direzioni per mantenere la stabilità del sogno. Gli chiedo come si chiama la città in cui stiamo andando e lui mi risponde che me lo dirà ma prima deve spiegarmi delle cose. Fa un discorso che ora non ricordo e che probabilmente anche sul momento non ho capito. Mi dice che il nome della città è Superstar City. Nel frattempo siamo entrati in città e vedo ai lati della strada dei grossi cartelli pubblicitari. La zona è costituita da grattacieli di svariate decine di piani. Gli chiedo di fermarsi e farmi scendere qui perché temo che non riuscirò a mantenere la stabilità ancora per molto andando a questa velocità. Lui però mi dice che non è ancora il momento. Ripensandoci concordo con lui, dato che io voglio visitare il centro della città e in questo momento probabilmente ci troviamo in una zona periferica. Arrivati in centro ci fermiamo, scendiamo dalla moto e ci troviamo subito in un locale chiuso. La mia attenzione viene attirata subito da un bancone sul quale c'è della mortadella. Sembra molto invitante e chiedo di assaggiarne una fetta. Una donna dietro al bancone mi dice che costa 1 euro, poi però al momento di pagare un'altra donna mi dice che sono 5.80 :shock: . Sono stupito da un tale prezzo per una fettina di mortadella. Ora mi accorgo che la donna di prima, senza che io glielo abbia chiesto, mi ha preparato un piccolo panino tondo di quelli che si mettono alle festicciole di compleanno. In ogni caso 5 euro e 80 mi sembra un prezzo un tantino eccessivo :D. Non trovo più la tizia di prima a cui dare i soldi, mi guardo intorno e qui il sogno si dissolve. Stupidamente mi sono fatto distrarre e ho perso lucidità, mancando di esplorare a dovere lo scenario. Comunque, prima di ritrovarmi in paralisi,riesco a rientrare nel sogno quasi nello stesso punto. Esco dal locale e mi trovo in uno spazio ben più ampio, forse una piazza. C'è una piccola piscina da una parte ed edifici tutto intorno. Poi mi rendo conto però che mi trovo ancora al chiuso, si tratta probabilmente di un grande centro commerciale al coperto. La luce del sole che filtra dalle ampie vetrate dà l'illusione di essere all'aperto. Ora sono in un bar ma non ricordo di esserci entrato, probabilmente non si tratta di un locale chiuso ma di un bancone esposto direttamente sui corridoi del centro commerciale. Sento qualcuno dire << non avete chiesto in che anno siamo ! >> Qui però perdo lucidità, con me ci sono altre persone, uno o due di questi si mettono a discutere con gli inservienti del bar. Io mi rivolgo ad uno di questi chiamandolo "avvocato" e gli dico di lasciar perdere. Ora mi arriva una strana rivelazione, la consapevolezza che questo in cui mi trovo è in realtà un luogo demoniaco, una sorta di inferno mascherato. Quello che vedo è un'illusione per nascondere la vera natura di questo posto. Lo scenario si dissolve e mi ritrovo sul letto. In seguito accade una cosa strana, non so dire se avviene subito o se dopo altri episodi che ho dimenticato. Ad un certo punto, mentre sono in paralisi, inizio a sentire una pressione fortissima alle tempie che aumenta sempre di più, sembra quasi che mi stia per esplodere la testa. La cosa mi spaventa un po', complice la mia scarsa lucidità in quel momento, e interrompo l'esperienza uscendo momentaneamente dalla paralisi. Resto comunque fermo e torno subito in paralisi, la pressione torna ad aumentare, ancora una volta non ho il coraggio di lasciarmi andare e vedere cosa succede, dunque decido di interrompere di nuovo. La cosa si ripete forse altre due o tre volte, una parte di me vuole lasciarsi andare e vedere cosa succede, l'altra è spaventata anche perché la pressione diventa quasi dolorosa ad un certo punto. Alla fine decido di svegliarmi definitivamente e ovviamente una volta sveglio e lucido mi pento di tale decisione. Anche da sveglio continuo a sentire una pressione alle tempie, sebbene più lieve, e rimango fermo con l'intenzione di entrare di nuovo in paralisi consapevolmente. Tuttavia la posizione sul fianco destro, mantenuta a lungo, inizia a causarmi dei fastidi muscolari e sono costretto a cambiare posizione. Così facendo perdo definitivamente la possibilità di rientrare subito in fase REM.

Seconda serie di lucidi e OBE ore 6.00-6.45

Mi sdraio di nuovo sul fianco destro con la forte intenzione di avere altre esperienze. Ad un certo punto mi trovo in paralisi in un falso risveglio e scendo dal letto. Esco di casa e piove, attraverso il giardino ed entro nel campo di sterpaglie. Qui però non riesco più a proseguire, sono pesantissimo e debole. Penso che sto commettendo l'errore di muovermi come se fossi nel corpo fisico, mi concentro dunque sull'intento di spostarmi in avanti raggiungendo direttamente il luogo desiderato, senza dover camminare. Fisso un punto in lontananza che voglio raggiungere, si tratta di alcuni edifici indefiniti. Distolgo per un attimo lo sguardo e quando torno a guardare si è un po' modificato. Inizio a sentirmi più leggero, come se mi stessi sollevando dal suolo, ma non riesco a staccarmi definitivamente. Provo a gettarmi in avanti per volare in posizione orizzontale ma ottengo solo di cadere a terra sdraiato a pancia in giù.Alla fine in qualche modo raggiungo il punto desiderato ma ho un evidente calo di lucidità e sono in compagnia di un tizio che siede per terra alla mia sinistra (anche io sono seduto). Mi dice che il fatto di non riuscire a muoversi accade quando...non ricordo cosa dice esattamente ma è qualcosa che ha a che fare con Gesù e la preghiera. Vedo che indossa una tunica marrone, deve essere un frate o qualcosa del genere. Ora vedo una ragazza in piedi davanti ad un edificio sacro, forse un tempio. So che questa ragazza è Yuna, personaggio di Final Fantasy X, videogioco a cui sto giocando in questo periodo. Stiamo richiamando la sua attenzione ma lei sembra non sentirci. Dopo si accorge di noi e ci dice qualcosa che non ricordo. In seguito si rivolge di nuovo a noi dicendoci qualcosa del tipo << vi accoglierò, ma sarò io a decidere quando >>. Il suo è un atteggiamento molto freddo e autoritario, del tutto in contrasto con quello che è il personaggio del videogioco. Mi alzo e mentre aspetto che Yuna dia l'ok, mi metto a gironzolare rimanendo nei paraggi. Ora non so perché il frate, o qualunque cosa fosse l'uomo seduto accanto a me, sono io, e lui non c'è più. Qui il sogno si interrompe. In seguito ci sono altri episodi di cui però ho ricordi frammentari e confusi e in cui la lucidità, quando presente, è molto bassa.

28 ottobre 2019

Sogno lucido ore 4.30-5.45

Non ricordo come prendo lucidità mentre sono nella mia stanza (non ricordo, se c'è stato, il momento del distacco dal corpo). Vado di sopra e mi ricordo che è notte e non pomeriggio nonostante nel sogno sia giorno. Il sogno è già stabile, esco di casa e mi incammino lungo la strada procedendo lentamente e concentrandomi sull'ambiente circostante. Mantengo la concentrazione e il controllo, vedo un via vai di persone intorno a me, sembrano aumentare, cerco tuttavia di non farmi distrarre, di rimanere distaccato. Provo ad aprire un varco dimensionale puntando una mano davanti a me ma essendo lo scenario abbastanza stabile non accade nulla. Dei ragazzi dicono di aver trovato l'apertura, tengono in mano un oggetto a forma di disco di colore scuro come se fosse quello il portale. Dico loro di provare ad entrarci dentro. Mi volto in direzione di casa mia ma nel frattempo lo scenario intorno a me si è modificato, non sono più nella mia città. Torno a
concentrarmi per isolarmi delle distrazioni. Mi trovo poi altrove, non ricordo come ci sono arrivato, forse si è trattato di una sorta di teletrasporto involontario o forse c'è stato qualcosa in mezzo che ho dimenticato. Fatto sta che ora sono all'interno di un edificio e vedo una rampa di scale che scende. In fondo alle scale c'è un'apertura da cui entra della luce, ma qualcosa mi dice che è meglio andare verso l'alto piuttosto che verso l'alto, così prendo le scale a salire. C'è una finestra in cima a questa rampa di scale e penso che potrei uscire da lì e volare via. Qui però c'è un altro "stacco", e mi trovo ora in una situazione alquanto scomoda. Sono infatti all'inizio di un breve corridoio e devo raggiungere l'estremità opposta, il problema è che in mezzo c'è il vuoto. L'unico passaggio è una strettissima passerella nella quale entrano a mala pena i miei piedi. Ho un attimo di esitazione, so di essere in un sogno ma è tutto estremamente vivido e realistico e provo un lieve senso di vertigine. Mi decido a procedere e raggiungo l'altra estremità del corridoio. Qui so che devo compiere una specie di missione, devo recuperare un oggetto che si trova in un cunicolo molto stretto, nel quale non posso entrare. Mi sdraio tenendomi aggrappato a qualcosa, infilo un piede nell'apertura e tiro l'oggetto verso di me per poi prenderlo con le mani. Ora devo tornare indietro ma per qualche motivo non ho il coraggio di rimettermi in piedi, temo che se lo facessi finirei per cadere di sotto. Vedo però un passaggio più facile, sotto di me a circa un metro e mezzo c'è il pavimento di una stanza, dalla quale parte una piccola rampa con la quale posso raggiungere facilmente il punto di partenza. Il problema è che nella
stanza c'è un grosso robot che so essere ostile e uno strano macchinario dotato di una canna lunga e stretta, probabilmente un'arma da fuoco automatica, che rileva la presenza di intrusi. Per un attimo penso di irrompere facendomi notare dal robot per vedere cose ne viene fuori, ma poi mi ricordo che anche se sono in un sogno, alcuni personaggi sono in grado di sopraffarmi, quindi meglio attenermi al piano ed evitare problemi. Riesco a scendere nella stanza senza farmi notare e a salire sulla rampa raggiungendo il punto di partenza. Qui consegno l'oggetto ad un tizio, senza sapere chi sia, né cosa sia l'oggetto e perché mi è stato chiesto di recuperarlo, so solo che il mio compito è consegnarlo a questa persona.
Ora c'è anche mio fratello e gli racconto quello che ho appena fatto. Gli mostro il percorso pericoloso che ho fatto, solo che stavolta il pavimento c'è o.o. Mio fratello allora lo percorre dirigendosi verso la stanza, cerco di fermarlo avvertendolo del robot ma non faccio in tempo. Il robot si è accorto della nostra presenza e sta venendo a prenderci. Qui il sogno inizia a deformarsi, dico a mio fratello e mia madre di allontanarsi mentre io mi occupo del robot, ma qui sono già in terza persona e il sogno in breve si dissolve.
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda HenrikUPI » 04/11/2019, 17:18

Grande Hari ! Vedo che continui ancora a DEILDare ! O:
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 06/11/2019, 23:07

HenrikUPI ha scritto:Grande Hari ! Vedo che continui ancora a DEILDare ! O:


Sì, senza dubbio è il metodo per me più efficace :)
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Re: Diario dei sogni lucidi di Hari

Messaggioda Hari » 04/12/2019, 18:27

5 novembre 2019

Sogno lucido ore 4.30-5-30

Dal paradiso all'inferno

Mi trovo in un'ipnagogica inquietante. Vedo un individuo in un locale piuttosto buio, delle voci intorno a lui dicono << sai chi siamo ? >> Sono al tempo stesso spaventato e incuriosito. Ora mi ritrovo in paralisi sul letto con le vibrazioni che mi avvolgono. Delle voci mi dicono di non andare, cercano di scoraggiarmi dall'eseguire il distacco dal corpo, facendomi credere che è pericoloso. Dopo un primo momento di esitazione mi alzo dal letto, so che queste voci sono solo un tentativo del mio subconscio di sabotarmi o forse per mettermi alla prova, non c'è nulla da temere, ho tutto sotto controllo. Stranamente trovo la porta della mia stanza chiusa, non era mai successo che io ricordi (la trovo sempre aperta anche se nella realtà fisica è chiusa). Oltretutto si rivela più pesante del normale e devo fare uno sforzo per aprirla. Mentre salgo le scale mi metto a canticchiare per esorcizzare quest'aura di negatività che mi avvolge. Arrivato al piano terra, esco dal portone e mi trovo davanti una visione spettacolare: il cielo ha delle incredibili sfumature di colore indaco-violetto e non una ma due o forse addirittura tre lune, tutto molto bello. Salto e rimango sospeso a mezz'aria, la mia lucidità però cala notevolmente, sono in compagnia di qualcuno e dobbiamo raggiungere un qualche luogo insieme, non ricordo quale e perché. Atterriamo e e cerchiamo di raggiungere un edificio che vediamo spuntare da dietro le case della via in cui ci troviamo (non sono più nella mia città ora). Ci addentriamo correndo in un vicolo e sbuchiamo di fronte all'edificio. Per salirci inizio a saltare prima su delle macchine parcheggiate poi con un super salto raggiungo il tetto. Qui ci sono due blocchi di cemento messi uno sopra all'altro, quello sopra più piccolo di quello sotto. Mi arrampico e quando sono in cima sento che i due blocchi traballano sotto di me e mi reggo a qualcosa che si trova all'altezza della mia testa, alla mia sinistra. Il tizio che è con me salta e prende il volo e poco dopo lo seguo. Vedo che il mio accompagnatore è bloccato tra dei fitti rami di un albero. Qui la situazione si fa confusa, ci sono altre persone che svolazzano intorno a questo albero o che si trovano sui rami dello stesso. In seguito mi trovo sempre in compagnia di quel personaggio che sta cercando di aprire delle finestrelle. Siamo arrivati fino a qui perché doveva essere un punto di osservazione privilegiato per non so cosa, ma si tratta di un luogo chiuso e le finestre sono troppo piccole e per giunta si trovano troppo in alto. Riprendo lucidità e mi rendo conto di aver perso tempo fino ad ora, mi allontano stavolta da solo e raggiungo una bellissima spiaggia tropicale, dalla sabbia molto chiara. Non è una spiaggia molto grande ma è deserta, non c'è anima viva, è tutta per me. Gioco un po' con la sabbia per stabilizzare, poi entro in acqua e mi sdraio a pancia in giù rimanendo a galla. Mi rilasso e mi lascio cullare dall'acqua fresca per un po'. Ora mi sdraio un po' sulla sabbia sempre a pancia in giù, forse una folata di vento mi manda un po' di sabbia in faccia e mi alzo prima che me ne finisca un po' negli occhi col rischio di far crollare il sogno. Rientro in acqua ma stavolta continuo a camminare verso il largo. Voglio vedere dove mi porta il mare e non devo attendere molto per scoprirlo. L'ambiente intorno a me infatti inizia a vacillare dopo pochi passi, come se questo scenario fosse solo un teatrino messomi davanti per soddisfare i miei desideri. Avanzando ancora infatti mi trovo di fronte ad una porta. La apro e c'è un'altra porta, apro anche questa e di nuovo mi trovo davanti una terza porta, apro anche questa e mi trovo stavolta in piccola stanza quadrata. Un tappeto verde si distende tra questa porta che ho appena attraversato ed un'altra di fronte a me a pochi metri di distanza. Lo percorro e raggiungo l'ennesima porta, che però a differenza delle altre è socchiusa e vedo che dall'altra parte è buio e non promette nulla di buono. Mi guardo indietro, vedo ancora la porta che ho attraversato poco fa, posso ancora tornare indietro. Penso che sto lasciando uno scenario paradisiaco per addentrarmi nell'ignoto. Apro meglio la porta e guardo bene fuori: si tratta di una città, di notte, priva di illuminazione, mi arrivano sensazioni negative. L'occhio mi cade su una porzione di cielo in in lontananza, leggermente a destra del mio campo visivo. Lì il cielo è illuminato da una luce rossa-arancione, come fossero fiamme ardenti, si tratta forse dell'inferno ? La cosa mi turba, le sensazioni si fanno sempre più negative, non me la sento ora di affrontare questo luogo tetro. Dico ad alta voce << ma anche no ! >> Chiudo la porta e torno indietroma qui il sogno si interrompe. Mi ritrovo in un falso risveglio in cui ho appena finito di leggere un libro nel cui finale compare proprio questa città oscura e si tratta di un finale con un colpo di scena che stravolge completamente la storia e mi lascia sconvolto. Ovviamente una volta sveglio e lucido mi pento di essermi tirato indietro. Sento che quello è un luogo che devo assolutamente affrontare e lo farò alla prima occasione.

6 novembre

OBE ore 4.00-6.00


Mi trovo sul letto in paralisi, mi alzo e sono al buio totale, sono pesante e fatico ad avanzare. Mi aggrappo a quello che c'è intorno ma sembra che il mio corpo sia troppo sottile e non riesco a toccare nulla. Mi lascio andare e vengo come risucchiato da un vortice che mi riporta sul letto ma spostato rispetto a quella che dovrebbe essere la mia posizione. Sono sdraiato storto e con le gambe penzolanti fuori dal letto. Ho già la vista attiva, si tratta di un falso risveglio senza però alcuna perdita di lucidità. Mi alzo ed è tutto molto stabile, anche se essendo notte ovviamente è buio e la visibilità non è delle migliori. Vado di sopra, premo gli interruttori e le luci si accendono subito. Esco dal portone e scendo le scale mantenendo un certo grado di concentrazione e presenza. A metà del vialetto che dalle scale porta al cancelletto trovo uno strano e grosso macchinario scuro che emette della musica. Ci sono tasti e levette, toccandoli la musica cambia come se cambiassi stazione radio. Mi fermo su una canzone che riconosco, si tratta di "The Rockafeller Skank" di Fatboy Slim, la quale da bambino era diventata una sorta di tormentone per me essendo l'intro di Fifa 99, uno dei primi giochi della vecchia PS1 a cui ho giocato. Le parole forse sono leggermente modificate ma la canzone è certamente quella. Esco in strada e proseguo mantenendo la concentrazione. Lo scenario intorno a me cambia e mi trovo in un'altra città. Percorro una stradina curva continuando a toccare intorno a me per mantenere la stabilità, vedo diverse persone tra cui ricordo una signora sui 50. Raggiungo una spiaggia affollata con sabbia scura e mare un po' mosso. Mi siedo e gioco un po' con la sabbia, fa un po' caldo, è una giornata estiva. Il sogno si dissolve forse più di una volta ma lo recupero più o meno dallo stesso punto. Poco dopo invece torna a vacillare e mi ritrovo nella mia città, in una delle piazze centrali. Vado verso il mare ma poi vedo una porta e decido di fermarmi ed entrare. Apro la porta e mi trovo in una stanza con altre due porte. Ne scelgo una e ci trovo un piccolo stanzino con uno specchio. Entro e lo uso come fosse un ascensore, ci sono dei pulsanti in colonna con dei numeri accanto ad ognuno di essi. Premo quello più in basso, accanto al quale c'è il numero 18. Mentre l'ascensore scende vedo attraverso una vetrata diversi piani di un edificio con delle persone. Tra queste ricordo una signora molto anziana. L'ascensore si ferma ed esco. Qui il ricordo è un po' vago, sono in compagnia di un signore sui 60-70 all'interno di una casa che assomiglia al piano terra di casa mia. Vado in bagno a specchiarmi e vedo che sono una donna sui 60-70, con capelli castani ricci, con un'acconciatura tipica delle signore di questa età. Mi viene in mente che il signore potrebbe essere mio marito. Ora siamo in salotto in piedi davanti ad un tavolo al quale sono sedute due donne. Una sulla cinquantina, capelli tinti di una tonalità molto scura di rosso, seduta alla mia destra. L'altra invece è una donna sui 35-40, capelli lunghi, biondi e ricci. In un primo momento sembra che non mi vedano, poi la signora dai capelli rossi dice di potermi vedere grazie ai suoi poteri paranormali, come se io fossi una sorta di fantasma, uno spirito disincarnato. Non so perché ma il suo volto non mi è nuovo, forse l'ho vista in TV e comunque so che è una sorta di medium. Non so perché mi commuovo un po' e mi scende qualche lacrima quando lei rivela di riuscire a vedermi. Lei si alza e mi prende delicatamente le mani come per consolarmi ma io le dico che le mie lacrime sono di gioia. Il signore sta consultando dei fogli forse per verificare la mia identità. Mi guarda e tira fuori un cognome: De Felice. Io dico di non ricordare nulla, non ho provato particolari emozioni guardandomi allo specchio, non ho riconosciuto quel volto come appartenente a qualcuno che conosco, né ad una mia vita passata. La donna bionda allora afferma che probabilmente non si tratta di una vita passata ma di una semplice rappresentazione mentale. La donna coi capelli rossi però sostiene che non necessariamente chi si ritrova nel corpo di una vita passata ricorda tale vita e ne prova le emozioni. Qui l'esperienza si interrompe.

8 novembre 2019

Sogno lucido e OBE ore 4.30-5.30

Prendo lucidità gradualmente mentre me trovo nella mia città, in centro, di sera. Sembra ci sia una festa, forse un residuo di un sogno fatto in precedenza in cui mi trovavo coi miei più o meno nello stesso punto ed era in corso la sagra che si svolge tutti gli anni ad aprile nella mia città. Mi guardo intorno e vedo che non ci sono bancarelle e capisco che forse non c'è nessuna sagra. Prendo la strada dove pensavo di trovare le bancarelle e arrivo fino in fondo, qui attraverso il ponte, lo scenario si modifica più volte e per stabilizzarlo mi viene in mente di trovare un punto di riferimento, qualcosa che conosco di questa zona che esista nella realtà fisica. Mi viene in mente la palazzina dove abita la famiglia del mio amico M., ora trasferitosi per lavoro. Vedo una palazzina di due piani bianca che un po' ci assomiglia ma forse è troppo bassa. Giro l'angolo e raggiungo il lungomare, qui la mia lucidità aumenta notevolmente. Passeggio mantenendo la presenza in me stesso e guardo un po' intorno. Vedo delle persone che passeggiano ed altre sedute a dei tavoli all'aperto di un bar o chiosco, per lo più adolescenti, ragazzi e ragazze. Vedo alcune ragazze carine ma resisto alla tentazione di approcciare con loro, ricordo che il mio obbiettivo è quello di risalire ad alcuni ricordi specifici della mia infanzia. Proseguo ancora un po' camminando tra la gente ed osservandone rapidamente i volti. Entro in un piccolo bar, c'è un frigorifero o freezer, provo ad aprirlo ma c'è una catena a bloccarlo. Dietro di me ci sono ragazze e ragazzi e per mostrare loro i miei poteri tento di rompere la catena con un colpo di mano ma non ci riesco. Alla fine con uno strattone deciso riesco a romperla ma all'interno del frigo non c'è nulla di interessante. Vado al bancone per ordinare qualcosa ma poi ci ripenso perché temo di perdere lucidità, esco dal bar e mi decido a mettere in pratica l'obbiettivo che mi ero prefissato. Mi viene in mente di tornare ad un ricordo specifico di quando avevo appena tre anni, la sera in cui con la mia famiglia siamo partiti dalla Svizzera per trasferirci definitivamente in Italia. Ho infatti dei flash di quella sera e vorrei provare a ricostruire quel ricordo per intero. Mi tuffo in avanti e si oscura tutto. Mi trovo in paralisi nel buio assoluto e cerco di concentrarmi sull'obbiettivo. Cerco di ancorarmi a quel ricordo, tocco sotto di me immaginando di toccare il sedile della macchina sulla quale abbiamo viaggiato quella notte, tuttavia mi rendo conto che sto toccando il materasso su cui sono sdraiato. Ovviamente lo sto toccando con le mie mani oniriche, anche se le sensazioni sono estremamente reali, una persona non abituata a queste esperienze sarebbe convinta di essersi svegliata e di star muovendo le proprie mani fisiche. Sono dunque sul letto in paralisi, eseguo il distacco e vado in salotto. La vista è già attiva, mi guardo intorno e vedo con sorpresa che la cucina è quella attuale, per lo meno per il fatto che c'è il muretto che le chiude il divano davanti ad esso. Il tavolo del salotto però è diverso, è a quadretti gialli e blu, non si capisce se quella sia una tovaglia o se è proprio il tavolo ad essere così. C'è forse anche un altro tavolo sempre a quadretti gialli e blu poco più avanti. Esco in garage con l'intenzione di prendere l'intercapedine per raggiungere il ricordo desiderato, ma quando apro la porta dell'intercapedine trovo, come spesso accade, la muratura. Inizia qui una "lotta" per liberarmi il passaggio. Apro più volte la porta, poi mi trovo a tirare via della roba che ostruisce il passaggio e riesco a liberarlo almeno in parte. Qui però il sogno si è deformato e destabilizzato. Percorro un breve corridoio e raggiungo uno spazio più ampio ma sempre chiuso in cui ci sono due o tre porte. Ne scelgo una e penso di trovarci un ascensore aprendola, per usarlo come mezzo per viaggiare nelle profondità della mia memoria. Tuttavia qui accade qualcosa che fa vacillare il sogno, forse un rumore improvviso nella realtà fisica. Tento di mantenere il sogno ma ormai è troppo tardi, il sogno si deforma e perdo lucidità. La porta diventa troppo piccola e non è più possibile entrarci. Sento anche una voce, con la quale scambio due parole ma il ricordo è troppo vago.

10 novembre 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Mi trovo già fuori dal corpo, la vista non è attiva, salgo le scale aggrappandomi alla ringhiera. Di solito quando arrivo al piano terra la vista si attiva ma stavolta non accade, così salgo ancora al primo piano, qui finalmente inizio a vedere. Entro nella camera dei miei nonni ed esco sul balcone con l'intenzione di saltare e prendere il volo. Mi rendo conto però che l'ambiente è ancora troppo instabile e saltare giù potrebbe farlo crollare definitivamente. Mi ricordo il mio obbiettivo, che era quello di entrare nella casa di fronte e portare un regalo al suo inquilino,Gianfranco, al quale tempo fa in un lucido avevo promesso che avrei portato del formaggio, come lui mi aveva chiesto. Scendo al piano terra e vado in cucina a prendere il formaggio. Trovo una busta con una piccola forma di formaggio ed anche delle confezioni di cioccolatini tra cui Kinder. La prendo ed esco dal portone, stabilizzo il sogno e raggiungo la casa di fronte, il cui cancello è già aperto, come se Gianfranco mi stesse aspettando. Lo trovo infatti sulla porta, lo saluto e gli do la busta. Entriamo, lui poggia la busta sul tavolo e tira fuori la forma, vedo di sfuggita anche la moglie di Gianfranco. Vediamo che si tratta di un Emmental, quello coi buchi. Gli chiedo se gli piace il formaggio svizzero e lui risponde << no ! Assolutamente no ! >> con una faccia quasi schifata. Gli dico che mi dispiace e che la prossima volta gliene porterò uno di suo gradimento. Mi faccio dire quale tipo di formaggio gli piace, così che non possa sbagliarmi la prossima volta. Cerca di descrivermelo ma non capisco molto, gli chiedo se per caso intende la caciotta, e lui dice di sì. Lo saluto e proseguo per la mia strada, cerco una porta che conduca all'aperto, vedo subito un bagno di fronte a me ma non è quello che mi serve. Subito a destra c'è invece una stanza con una finestra da cui filtra luce solare. Entro nella stanza ed esco dalla finestra che è posta a circa 5-6 metri da terra. Mi calo giù planando lentamente come una piuma e atterro su un edificio di fronte. Sotto di me c'è uno spazio rettangolare chiuso tra edifici, di cui uno decisamente più alto degli altri, 6-7 piani credo, che si trova ad uno dei lati corti del rettangolo. Potrei arrampicarmi ed arrivare fino in cima al palazzo ma poi decido di scendere a terra poiché vedo un'apertura che dovrebbe condurre in uno spazio aperto. Scendo giù e mi avvio verso l'apertura ma qui il sogno crolla. Rimango per un po' nello stato intermedio tentando di recuperare lo scenario aggrappandomi a delle sbarre di metallo verticali che forse avevo visto un attimo prima che lo scenario si dissolvesse. Strofino le mani su di esse, le tiro con forza ma niente da fare, mi ritrovo sul letto in paralisi ma non riesco ad effettuare il distacco. Il corpo fisico infatti mi richiama, probabilmente a causa del freddo. Non ho infatti ancora messo il piumone e i riscaldamenti sono spenti ed è già la seconda notte di fila che soffro leggermente il freddo e l'umidità che inevitabilmente hanno disturbato il mio sonno.

17 novembre 2019


Sogno lucido ore 5.30-7.45

Camminando, entro gradualmente in un'ipnagogica, lo scenario diventa sempre più concreto, mi rendo conto di trovarmi a casa di mia nonna. Accedo al salotto, sento delle voci tra cui quelle di una mia zia, ma non vedo nessuno. Vado verso il balcone, la porta-finestra è chiusa, afferro la maniglia concentrandomi sul tatto per stabilizzarmi in questo ambiente. La sento chiaramente nella mia mano, la giro ed apro uscendo dunque sul balcone. Tocco il corrimano della ringhiera per stabilizzare ulteriormente, mi guardo un po' intorno, poi decido di calarmi giù. Atterro leggero come una piuma sul brecciolino, nel farlo il sogno si è un po' destabilizzato, tocco un muro per riportarlo ad una stabilità accettabile. Mi trovo ora a camminare lungo una strada in salita, è giorno ma è nuvoloso, quindi c'è poca luce, vedo persone che camminano, le osservo senza interagire con loro. Raggiungo un'area pianeggiante, vedo un flusso di persone che vengono nella mia direzione, sembrano provenire tutte dallo stesso punto, alcuni hanno zaini sulle spalle. Guardo meglio e vedo la struttura da cui arrivano, sembra essere una stazione ferroviaria, capisco che queste persone sono pendolari e che è appena arrivato un treno. Penso che la stazione sia un'ottima occasione per incontrare qualcuno di interessante a cui fare qualche domanda. Vedo che c'è anche una gelateria all'aperto e subito la raggiungo. Voglio prendermi un bel gelato, prima però bisogna pagare alla cassa, dove mi viene chiesto di scegliere tra tre gusti, cioccolato, cocco e banana. Mi sembra strano che ci siano solo tre gusti da scegliere e che possa scegliere solo uno di questi. Vado al bancone dei gelati e cerco di richiamare l'attenzione del gelataio che però è intento a sfogliare dei fumetti e mi ignora. Nel frattempo tocco intorno a me per mantenere la stabilità del sogno e un tizio sulla cinquantina mi si avvicina un po' troppo, invadendo il mio spazio. Capisco che è
uno di quei personaggi fastidiosi e di cui è difficile liberarsi, se faccio una mossa sbagliata mi aggredirà e da questa distanza non avrò modo di sfuggirgli. Temo che sospetti che io sia un sognatore lucido per via delle tecniche di mantenimento che sto utilizzando, devo subito sviare i suoi sospetti. Gli chiedo di parlarmi di lui, di cosa fa nella vita. Mi risponde e chiede lo stesso anche a me.
Gli dico il lavoro che faccio e lui reagisce come se già lo sapesse e inoltre afferma di conoscere i miei genitori e dice anche i loro nomi e cognomi mentre si allontana. Sono riuscito ad evitare che mi aggredisse e sbattesse fuori dal sogno, tuttavia mi ha comunque fatto perdere tempo e lucidità, il sogno si dissolve senza che io sia riuscito a combinare nulla.

19 novembre 2019

Lucido/OBE ore ?

Mi sveglio in paralisi, sento il respiro del demone addosso ma rimango calmo e dopo qualche secondo eseguo il distacco. Ho un corpo estremamente sottile e mi aggrappo a pareti e ringhiera per stabilizzarmi mentre salgo le scale. Arrivo al piano terra, la vista si attiva, esco in strada e incontro i miei nonni che stanno uscendo dal garage. Chiedo loro dove stiano andando a quest'ora di notte, non ricordo bene la loro risposta. Ho perso lucidità però probabilmente già prima di incontrarli, si capisce dal fatto che aspetto che se ne vadano prima di uscire in strada perché mi preoccupo che si chiedano dove stia andando a quest'ora. So di essere in un sogno ma non sono veramente lucido. Quando si allontanano mi sento libero di andare anche io. Mi trovo ora nei pressi del vecchio campo sportivo e mi arriva il ricordo di una donna, una certa Shiwa (nel sogno che si scrive così ma la prononcio Shaiwa) che doveva tenere sotto controllo un certo...non ricordo il suo nome, si trattava comunque di un individuo forse pericoloso. Incontro Shiwa nel parcheggio davanti al campo sportivo, è incredibilmente alta, qualcosa tipo due metri e venti. Non so se posso fidarmi di lei, dunque mantengo la distanza di sicurezza mentre le chiedo perché ha lasciato andare quel tizio. Da qui non ricordo altro.

26 novembre 2019

Lucido/OBE ore 4.45-5.30

Mi sveglio in paralisi, muovo il braccio destro onirico e capisco che posso alzarmi dal letto. Tuttavia incontro una resistenza, sono ancora in parte nel corpo fisico e per giunta sento anche la presenza dell'entità, cosa che di certo non facilità l'operazione. Mi metto a canticchiare e in pochi secondi me ne libero, riesco a prendere pieno controllo del mio corpo onirico ed eseguo il distacco. Scendo dal letto,tocco intorno a me per stabilizzare dato che la vista non è ancora attiva e che ho un corpo molto sottile. Arrivo al piano terra, la vista si attiva, esco di casa e mi incammino lungo la strada che inizia di fronte al cancello di casa mia. Lo scenario si modifica e mi trovo davanti ad un ristorante-pizzeria, do un'occhiata all'interno ma resto fuori e giro tra i tavoli all'aperto del locale. C'è parecchia gente seduta a mangiare, sui piatti vedo spicchi di pizza, per lo più margherita. Osservo i volti delle persone, estremamente realistici, è tutto assolutamente reale. Chiedo ad un uomo seduto ad un tavolo se sa dove posso trovare la mia guida Isabelle, lui si alza in piedi e mi dice << siamo nella fase REM >>, non ricordo però se fosse una domanda o un'affermazione. Nel frattempo un tizio mi si avvicina alle spalle, sembra che voglia aggredirmi, io però lo ignoro e proseguo per la mia strada. Da qui la mia lucidità inizia a calare e mi trovo in una serie di situazioni sempre più assurde e grottesche, nelle quali sono accompagnato da due individui che ad un certo punto prendono le sembianze di Paperino e Pippo. In seguito riacquisto un po' di lucidità e mi trovo in una città di notte. Mi ricordo dell'obbiettivo di incontrare Isabelle e penso di entrare in uno dei palazzi nelle vicinanze e salire all'ultimo piano. Entro nel palazzo seguito ancora dai due accompagnatori, che ora hanno di nuovo sembianze umane. Dico loro però che da adesso proseguirò da solo e i due smettono di seguirmi. Entro nell'ascensore, vedo i tasti in colonna da 1 a 6, premo il 6 ma già un attimo prima di premerlo l'ascensore ha iniziato a salire. Passano diversi secondi e l'ascensore ancora non si ferma, continua imperterrito a salire finché il sogno non si dissolve. Tento di recuperarlo ma niente da fare, mi ritrovo sul letto in paralisi con una fortissima pressione alle tempie. La pressione aumenta sempre di più fino a diventare dolorosa e costringermi ad interrompere l'esperienza uscendo temporaneamente dalla paralisi. Resto però immobile, intenzionato a riprovare e rientro subito in paralisi, con ancora questa fortissima pressione alle tempie che si fa sempre più intensa fino a diventare insopportabile. Sento come se il mio cervello stesse per implodere e non ho il coraggio di lasciarmi andare, mi sveglio forzatamente di nuovo. La cosa si ripete altre 4-5 volte, in uno di questi episodi riesco anche ad alzarmi dal letto col corpo onirico ed a salire le scale ma la pressione mi accompagna anche lì e alla fine sono costretto a svegliarmi.


30 novembre 2019

Sogno lucido ore 6.00-8.00

Sono in bagno e sto per lavarmi i denti quando mi rendo conto di essere in un sogno. La mia lucidità tuttavia è ancora bassa dato che sciacquo lo spazzolino e sto anche per portarmelo alla bocca. Qui realizzo pienamente di stare sognando e che non ho motivo di lavarmi i denti adesso. Esco dal bagno, vado di sopra e mi ricordo del piano d'azione che avevo programmato prima di addormentarmi. Entro dunque nel bagno del piano terra e mi guardo allo specchio. Il mio volto inizialmente è abbastanza fedele a quello fisico, poi però cambia, ora sono una ragazza mulatta carina, poi cambia ancora, adesso sono sempre una ragazza mulatta ma dal viso più mascolino. Esco di casa e mi incammino lungo la via di fronte al cancello. Ho in mente l'obbiettivo di incontrare Isabelle e di farle determinate domande. Mentre cammino mi guardo intorno, tocco cose e mi sfrego le mani per stabilizzare. Do rapide occhiate a vari elementi del sogno per verificarne la stabilità, alcuni si modificano ad un secondo sguardo, segno che l'ambiente non è ancora pienamente fissato. Vedo ora un palazzo di una decina di piani, ci entro, attraverso l'androne ed esco da una porta a vetri ritrovandomi in un ampio spazio all'aperto. E' giorno e vedo tavoli all'aperto di un locale, ad attirare la mia attenzione è un uomo vestito con un completo nero giacca e cravatta, seduto ad uno di questi tavoli in compagnia di una donna dai capelli scuri, di corporatura snella ma non particolarmente attraente. Per il suo aspetto e soprattutto per come è vestito, l'uomo mi ricorda quello che incontrai diversi mesi fa quando chiesi di incontrare la mia guida. Fu lui ad accogliermi e ad invitarmi a seguirlo all'interno di un locale, dicendo che lì mi attendeva Isabelle. Quello fu il primo e finora unico incontro con lei. Gli chiedo dunque se sa dove posso trovarla, lui non sa rispondermi, però mi dice << forse stai cercando Iside ? >> La cosa mi incuriosisce, e mi sembra di capire che questa Iside sia la donna seduta al tavolo con lui.Qui però qualcuno da un altro tavolo richiama la mia attenzione o forse è il tizio di prima ad indicarmelo e a chiamarlo. Fatto sta che lo vedo in compagnia di una ragazza mora molto carina, seduta al tavolo con lui. Mi avvicino a loro e l'uomo mi dice che la ragazza è una sorta di fotomodella, fa servizi fotografici. La mia lucidità nel frattempo è calata e perdo completamente di vista il mio obbiettivo, lasciandomi distrarre da questa situazione. Chiedo alla ragazza se vuole fare un servizio fotografico per me, e lei senza farselo ripetere due volte si alza e mi segue[color=#008000]. Ci appartiamo in una stanza, la ragazza inizia a spogliarsi e qui il sogno si dissolve.

1 dicembre 2019

Sogno lucido ore 6.30-7.15

Mi sveglio in paralisi e sento mia madre che entra nella stanza e capisco subito che si tratta dell'entità. Infatti mi assale e devo mantenere la calma per liberarmene. Inizio a canticchiare, il demone mi fa pressione in vari punti del corpo, evito di opporre resistenza, non farei che peggiorare le cose e rendere la pressione più forte fino a diventare dolorosa. Ad un certo punto vedo un ragno nero sulla parete interna dell'armadio nel quale è incastonato il mio letto. Quando riesco a liberarmi dal demone scendo dal letto. Vado di sopra ed esco di casa, mi incammino per la strada ma mi sento stranamente pesante, debole, forse il demone mi ha assorbito energia e mi ha sfiancato. Avanzo lentamente, provo a tratti a levitare senza successo, mi accorgo che camminando all'indietro vado più veloce, mi sento più leggero e a tratti quasi riesco a levitare. Incontro dei ragazzini in bicicletta, chiedo loro se possono darmi un passaggio, uno di loro mi risponde di no in malo modo, un altro invece si offre di aiutarmi ma ormai decido che sono arrivato a destinazione. Il mio obbiettivo infatti era entrare in una delle case vicine usandola come passaggio dimensionale per poi incontrare Isabelle, una casa vale l'altra quindi non ho bisogno di proseguire ulteriormente lungo la strada. Scelgo la casa che mi trovo davanti ma qui uno dei ragazzini, forse quello che mi aveva risposto male, sta entrando anche lui nella stessa villa. Non voglio portarmi dietro possibili distrazioni, quindi invece di entrare dalla porta principale della casa, mi dirigo in un angolo del giardino dove vedo una porzione di muro di forma rettangolare di un colore diverso rispetto al resto, una forma che ricorda proprio una porta. C'è anche una macchia circolare scura all'incirca a metà del rettangolo, come fosse una specie di maniglia. Lo premo come fosse un pulsante e il rettangolo si apre rivelandosi effettivamente come una porta, un passaggio segreto. Entro e mi trovo in una casa, giro per le stanze cercando Isabelle ma le trovo tutte vuote. Ad un certo punto mi trovo in un sottoscala che assomiglia molto all'ingresso della casa in montagna in cui da bambino trascorrevo un mese d'estate coi miei nonni e spesso anche il capodanno con i miei genitori ed amici. Ultimamente mi capita spesso di sognare di essere in questa casa, soprattutto in sogni non lucidi. Salgo le scale ma qui il sogno si deforma, le scale si restringono rendendo difficoltoso il passaggio. In seguito scendo di nuovo e incontro un uomo calvo a cui chiedo di Isabelle. Mi si presenta una donna mora in miniatura, forse tenuta in mano proprio dall'uomo calvo. Mi chiede << chi sei ? >> E la cosa mi sorprende, credevo sapesse chi sono, la volta scorsa infatti mi aveva accolto chiamandomi per nome e dicendo che era tanto che aspettava di incontrarmi. Da qui dovevo capire che non poteva essere lei, una guida sa chi sei e ti accoglie con amore come fece Isabelle nel nostro primo e finora unico incontro, e come lei altre guide che ho incontrato. La mia lucidità è evidentemente bassa e proseguendo non fa che peggiorare, seguo la donna in una stanza e ci sediamo ad un tavolo. Ora lei ha assunto dimensioni normali e sta preparando un dolce fatto di pasta sfoglia. Mi chiede quante volte l'ho incontrata, << una volta sola >> le rispondo, riferendomi a quell'incontro citato prima. Mi dice che nel frattempo è stata molto impegnata, ha trascorso del tempo in Thailandia a fare non ricordo cosa. A questo punto ho dimenticato il mio obbiettivo, le domande che dovevo fare, e penso invece di trovarmi al cospetto di una sorta di medium o veggente. Lei mi avvisa del fatto che quello che fa non è molto attendibile, che le informazioni che dà non sempre si rivelano veritiere. Poco dopo il sogno si dissolve. In seguito, dopo una parentesi di sogno normale, riprendo parzialmente lucidità, non ricordo in quali circostanze. Mi trovo nei dintorni di casa mia, sempre con in mente l'obbiettivo di incontrare Isabelle. Tuttavia commetto lo stesso errore di prima di mettermi a cercarla nella casa in cui entro invece di attraversarla semplicemente ed accedere ad un nuovo scenario. Mi trovo in un corridoio e vedo una bella donna mora sui 35-40 uscire da un bagno.Indossa una camicia bianca e qualcosa di nero sotto, non ricordo se fossero dei pantaloni o una gonna. Mi invita a seguirla in una stanza, mi fa sedere su un letto ed inizia a spogliarsi, togliendosi la gonna o i pantaloni. Capisco dunque le sue intenzioni e la fermo subito dicendole che non sono venuto qui per questo. Poco dopo il sogno si interrompe.

4 dicembre 2019

Sogno lucido e OBE ore 5.30-6.15

Mi trovo a scuola, in classe, in compagnia di due miei amici, i gemelli S. e G. Sono seduto ad un banco e G. si siede alla mia sinistra. Lo spazio stretto e la sua mole fanno sì che mi ritrovi incastrato in un angolo, come se fossimo seduti su una panchina appoggiata ad un muro. La posizione è alquanto scomoda e glielo faccio notare, al che lui si offende perché crede che io stia evidenziando il fatto che è grasso. Gli spiego che non era mia intenzione, nel frattempo ci alziamo entrambi e ora che lo vedo in piedi mi accorgo che non è per niente grasso e gli dico << ehi ma sei dimagrito tantissimo ! >> Poi vedo l'altro gemello, che dovrebbe essere S. che invece è grasso, e mi chiedo se per caso non li abbia scambiati (nella realtà fisica S. è magro e G. è grasso). Ci spostiamo nella fila accanto alle finestre e loro si siedono ad un banco per due persone mentre a me resta un banchetto piccolo e mezzo scassato messo accanto a quello grande e per giunta senza una sedia. Prima che io riesca a rimediare una sedia i due gemelli si alzano e vanno a sedersi al banco davanti, lasciandomi da solo. Ho l'impressione che non mi vogliano vicino a loro, forse ce l'hanno con me per qualche motivo. Dopo un po' che me ne sto lì seduto in disparte e in silenzio inizio a rendermi conto che qualcosa non quadra e capisco di stare sognando. Mi alzo dal banco, vedo che si tratta di uno di quei sogni confusi, caratterizzati da scarsa vividezza, non ho motivo di restare qui, meglio uscire. Mi lancio contro una parete e mi ritrovo nel cosiddetto blackworld, il buio totale, senza alcuna percezione del mio corpo. Dopo qualche istante i sensi iniziano ad attivarsi e comincio a percepirmi sdraiato sul letto in paralisi. Mi stacco dal corpo, scendo dal letto ma forse non faccio nemmeno in tempo ad uscire dalla mia stanza che sento mia madre che apre la porta per venirmi a svegliare e in un attimo sono di nuovo nel corpo fisico. Tuttavia mia madre ci ripensa e torna indietro, non so perché, forse si è ricordata di dover fare qualcosa. A questo punto mi ritrovo in dormiveglia, non mi sono mosso di un millimetro dunque rientro subito in paralisi. Ho un'altra occasione ma so di non avere molto tempo prima che mia madre torni a svegliarmi, stavolta definitivamente. Comunque, grazie alla dilatazione temporale anche un paio di minuti possono bastare per avere un'esperienza soddisfacente se faccio le cose per bene. Scendo dal letto partendo dalle gambe e toccando coi piedi il pavimento, lo sento ben solido sotto di me, esco dalla mia stanza e di corsa salgo le scale aggrappandomi alla ringhiera per stabilizzare. Giunto al piano terra la vista si attiva, ma essendo ancora notte è buio e intravedo a malapena il salotto. Esco dal portone ma qui una zanzara mi ronza vicino all'orecchiofacendomi rientrare anzitempo nel corpo. : WallBash : Il ronzio mi fa svegliare definitivamente e perdo l'occasione.
Hari
 
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